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  • Popolo ed Esercito uniti contro questi Mascalzoni: l’Appello del Generale Pappalardo

    Popolo ed Esercito uniti contro questi Mascalzoni: l’Appello del Generale Pappalardo

    Sabato, Agosto 10th/ 2013

    – Comunicato – di Antonio Pappalardo, Ex Generale dei Carabinieri – 

    –  Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" –

    Italia, Roma, Politica, Crisi, Crisi Finanziaria, Sindacati, Agricoltori, Carabinieri, Cgil, Cisl, Uil, Lavoratori, Diritti, Costituzione, Debito pubblico, Lira, Euro, Svalutazione Lira, Manifestazioni di Piazza, Black Block, Violenze, Media di regime, Cocer, Popolo italiano, Democrazia, Elezioni politiche, Antonio Pappalardo  

    L'appello di Antonio Pappalardo, ex

    Generale dei Carabinieri

    "Uniamoci per costruire il bene dell'Italia,

    facciamolo per i nostri figli"

    La denuncia gridata di un'Italia alla deriva e la

    condanna dei media di regime

     

    Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di "Qui Europa"

    Comunicato – di Antonio Pappalardo, Ex Generale dei Carabinieri

    Generale Pappalardo

     L'Appello del Generale Pappalardo                                                                      

    Roma – Quando gli amici agricoltori mi hanno avvicinato io mi sono meravigliato. Ho fatto il sindacalista dei carabinieri, dei poliziotti ed i militari: perché state chiamando me? E loro mi hanno risposto semplicemente “perchè gli Epifani e tutti questi signori della Cgil, della Cisl e della Uil sono dei traditori. Non hanno mai e poi mai tutelato gli interessi dei lavoratori. Sono andati alla camera… chi è diventato presidente della camera, chi è diventato presidente del senato, chi è diventato sindaco di Roma". Io no, io, io sono come voi dopo che ho difeso i carabinieri. Essi possono testimoniare quello che ho fatto per loro, io sono rimasto in mezzo a voi senza aver mai chiesto nulla per la mia persona. Allora ho detto “mi volete in mezzo a voi? State attenti perché io non accetto compromessi con questo sciagurato sistema politico. Sono per lo più ladri inesperti, incapaci e mascalzoni.

     Li Conosco uno per uno…                                                                                       

    E lo posso dire perchè li conosco uno per uno. Li ho visti in faccia e gliel’ho detto direttamente perchè io non glielo dico tramite un’assemblea, io glielo dico in faccia. L’altro giorno ho visto Di Pietro e gli ho detto “anche tu rubi”. Gliel’ho detto in faccia perchè rubano tutti e il popolo paga. Ogni giorno vengono svuotate le loro tasche, continuamente. Quando hanno introdotto l’euro ci hanno detto “lo dobbiamo fare perchè la lira si svaluta continuamente, facciamo manovre finanziarie e abbiamo un grosso debito pubblico” e ci hanno dimezzato stipendi e pensioni. 

    Generale Pappalardo

     Mascalzoni!                                                                                                                   

    "Però un giorno non ci saranno più manovre finanziarie, un giorno non ci sarà più il debito pubblico"! Mascalzoni! Ne stanno facendo una dietro l’altra e ci troviamo con stipendi e pensioni dimezzate. Come facciamo ad affrontare manovre di questo genere? L’altro giorno ci hanno fatto vedere i black bloc. In televisione dalle 6 di mattino fino a mezzanotte rompevano, spaccavano. Io mi sono meravigliato. Ho chiesto al mio amico “ma quando tu sei andato con i trattori a Roma la televisione è venuta a riprendervi"? Quando i pensionati in 400 mila sono andati a Roma qualcuno li ha ripresi? Allora i picciotti che spaccano che fanno? Hanno torto? Perchè se non spaccano nessuno li riprende. Però vengono reputati disgraziati, violenti ed hanno spaccato, hanno distrutto.

     Semplici picciotti, pensionati  e 2000 miliardi di euro                                   

    Quanti danni hanno causato questi ragazzi? Un milione di euro. E i Greci che per tre giorni hanno fermato il loro Paese, quanti danni hanno causato? 10 miliardi di euro. E i banchieri che si sono fottuti i nostri soldi lo sapete quanti soldi si sono presi? 2000 miliardi di euro. Facciamo i conti per vedere chi è il vero responsabile di questa tragedia umana che vede una intera comunità mondiale allo sbando.

    Islanda - EFTA - Banche

     Il Paradigma Islandese – Banchieri in Carcere                                                 

    In Islanda è successo 10 anni fa quel che è capitato in tutto il mondo. I banchieri sono andati in fallimento e hanno chiesto i soldi allo stato. Lo stato ha fatto una cosa molto sempliceli ha arrestati tutti e poi ha dato i soldi ai cittadini per riprendersi. L’Islanda dopo 10 anni si è ripresa totalmente. 

     La Vergogna USA e UE – Soldi tolti ai poveri e dati alle banche                  

    Cosa hanno fatto, invece, negli Stati Uniti e negli stati europei? Hanno tolto i soldi a noi e li hanno dati alle banche. Con quale risultato? Che continuano a fare manovre perchè più soldi prendono e più se ne mettono in tasca. Questa è la nostra disgrazia. E poi dicono che i giovani alzano le mani. Ma ci vogliamo mettere nei panni di questi giovani? Che futuro hanno questi giovani? Avranno una pensione? Avranno un lavoro? Avranno un futuro? Avranno una speranza? Non avranno niente… e quindi che devono fare? Ci devono guardare in faccia mentre noi li stiamo completamente denudando. Gli stiamo consegnando un pianeta devastato e senza nulla e poi pretendiamo che se ne stiano con le mani in mano?

    Generale Pappalardo

     Spegniamo le TV e Restiamo Uniti                                                                       

    Noi agricoltori ce ne stiamo con le mani in mano. Andiamo in piazza e alla fine memmeno ci riprendono in tv. Chi ha torto? Hanno torto questi giovani o questi mascalzoni che dall’alto fanno quello che vogliono? Signori non vi fate ingannare dalla televisione. Aprite gli occhi cari amici. Questa televisione è devastante. Mandano le immagini che vogliono mandare per gettare veleno e creare contrasti fra il popolo. Il popolo deve restare unito e non farsi ingannare.

    Suicidi in Italia - La Denuncia shock dei Carabinieri

     Quand'ero Presidente del Cocer                                                                            

    Quando io nel 1989 sono diventato presidente del Cocer e i carabinieri ne sono testimoni: io ho fatto un documento sullo stato del morale e del benessere dei carabinieri. Vidi che stavano male, stavano malissimo. Venivano pagati male, malissimo. Non avevo soldi. Pensate che un carabiniere al cinque di ogni mese doveva mandare la moglie a casa perchè non la riusciva a mantenerla. Non arrivava alla fine del mese. Mandava la moglie a casa perchè lui andava in caserma e mangiava ma la moglie non poteva mangiare. Era un disastro. E il potere politico trangugiò male perchè disse “adesso si lamentano pure i carabinieri?”. Se li trattate male è ovvio che si lamentino. Dopo ne feci un altro di documento: lo stato del morale del benessere dei cittadini in cui dissi “guardate che i carabinieri stanno male perchè stanno male i cittadini”.

     Mi Accusarono di essere un Golpista                                                                   

    Mi hanno accusato di essere un golpista perchè ho cercato di mettere i carabinieri e il popolo insieme. Quella è una operazione brutta, cari amici. Mettere i carabinieri, i poliziotti e i militari assieme al popolo che soffre è un colpo di stato. Me ne hanno dette di tutti i colori. Mi hanno messo sui giornali. Io sono andato al procuratore militare e ho detto “mi dicono che sono golpista, che cosa ho fatto?” e il procuratore mi ha detto “ma lei che cosa vuole da me? Ma lei crede a questi buffoni? Lei sta facendo il sindacalista, continui a difendere i carabinieri onorevolmente come ha sempre fatto.” Golpista? E io dove avevo le truppe? Dove avevo i carri armati? Signori, io avevo solamente 22 delegati, come avrei fatto ad innescare un colpo di stato con 22 delegati? Cialtroni! Perchè avevo detto loro una grande verità.

    Generale Pappalardo

     Esercito e Popolo uniti! – Questi mascalzoni scapperebbero subito!       

    Mettete assieme le forze armate e le forze dell’ordine con il popolo che soffre e vedrete che questi scapperanno. Nelle scorse settimane è arrivato un comunicato stampa del Cocer, cioè dei Carabinieri. Ha attaccato duramente il governo, gliene ha detto di tutti i colori. Berlusconi di fronte ad un milione e mezzo di operai della CGIL che sono venuti a Roma ha cominciato a tremare. Perchè se si muovo i carabinieri Berlusconi se la fa addosso: questo perchè non ne possono più nemmeno loro di essere presi in giro da persone che non mantengono le loro promesse. Perchè i Carabineri sono preziosi? L’abbiamo visto. Quando c’era da raccontare la verità sulle quote latte i Carabinieri mica si son fatti mettere il cappuccio in testa dai politici o da certi magistrati! Hanno accertato la verità senza guardare in faccia nessuno.Voi dovete sapere che quando il terrorismo imperversava, i politici spaventati a morte perchè sparavano nel loro sedere hanno inventato i ROS.(…) Dopo aver preso i terroristi han preso anche i politici che rubavano insieme ai mafiosi. Allora “oh.. ma che fanno i ROS? Li avevamo fatti per acchiappare i terroristi e adesso arrestano i politici”. Beh, i carabinieri sono fatti cosi. Arrestano i ladri ovunque si trovino, ovunque si annidano. Ce ne hanno dette di tutti i colori, hanno cercato di mettere in difficoltà il ROS. Ma il ROS va avanti perchè i carabinieri da sempre servono il popolo. Hanno sempre servito il popolo.Ed ecco perchè io sono qui. Per creare questo meraviglioso binomio: carabinieri-poliziotti-militari e popolo. Perchè solo se stiamo insieme possiamo vincere una grande battaglia.

    Elezioni-2013-Il-Paese-dei-Porcellum

      Una delle più grandi truffe della Democrazia…                                              

    Il sindaco ha detto una frase che io condivido relativamente: “non bisogna allontanarsi dalla politica”. Bisogna capire cosa vogliamo intendere con questo termine. Se per politica si intende questa classe dirigente io non sono d'accordo, anche per come sono stati eletti. Ma come si fa… un deputato viene messo in testa da 4-5 segretari, e poi chiamato deputato. Lui ci dice “bisogna rispettare la carta costituzionale” ma la carta costituzionale (aggiungiamo, oggi distrutta) dice che “il voto dei cittadini deve essere libero, aperto, diretto”. Ma quale voto? Ma quale libero, aperto e diretto? Hanno detto al popolo “tu metti la croce al simbolo e poi viene eletto chi ha scelto Berlusconi, Bersani & c.”Questa è una delle più grandi truffe della democrazia". Ed ecco perchè dobbiamo far rispettare la Carta Costituzionale. E allora la classe dirigente politica che viene eletta in questa maniera a che serve? Diciamocelo in faccia. Quando i deputati venivano eletti veramente dal popolo una manifestazione così non se la facevano scappare. Io ve lo posso garantire: negli anni 80 quando c’erano le manifestazioni c’erano i deputati in prima fila perchè pensavano “questo è il mio elettorato, ci sono 400 persone, io ci vado”. Oggi non vengono più! Tanto non siete voi ad eleggerli. Li eleggono Bossi & c., perchè devono venire qui a perdere tempo? Ecco perchè questa è una falsa democrazia e non ha nessun significato dire di non allontanarsi dalla politica. Anzi…

    Generale Pappalardo

     Politica? Allontaniamoci per non Prendere la Rogna…                                 

    Da questa politica allontaniamoci perchè sennò ci prendiamo la rogna. Poi mi rivolgo all’abilità dei contadini. Quando c’è una pianta che dovete togliere dal terreno perchè è marcia, è una pianta che non rende più, è una pianta dannosa… voi che fate? La prendete per la chioma? Non si sradica la pianta prendendola dalla chioma. La tagliate? E no.. ci sono le radici sotto terra. Per togliere una pianta bisogna mettersi di piccone e di pala e farci il buco intorno, togliere la terra fino a quando la pianta non l’hai tolta totalmente. 

      Sradichiamoli dalle radici – Il Teorema dell'Agricoltore                                

    Cari amici agricoltori voi conoscete la tecnica per togliere il male, il bubbone, il cancro. C’è un solo modo: mettersi di pala e piccone e toglierla. Solo così vinciamo la grande battaglia. E ricordate che la battaglia è lunga perchè questi, soprattutto in certe zone meridionali dove c’è bisogno, c’è fame e non non c’è lavoro… promettono, danno le molliche, fanno conoscere questi mascalzoni alla gente che non ha pane… per farsi votare.

    Euro-gabbia-e-burattinai

     Recuperiamo la Dignità!  Cacciamoli Via!                                                         

    Non cadete in questa trappola. Cacciateli via, siate dignitosi. Il primo che viene a casa vostra e vi dice “io metto a posto tuo figlio; io metto a posto quella; ti faccio quella sovvenzione”… cacciatelo via. Io ve lo posso dire con grande serenità.. Perchè quando il Capo dello Stato mi ha detto “colonnello, inghiottilo sto rospo e per questa volta stai zitto”.. lo sapete cosa voleva dire questo? “Stai zitto che poi ti facciamo mangiare”. Signori.. io ho risposto al Capo dello Stato “non ho mai inghiottito i rospi, ha capito presidente? Non li ho mai inghiottiti da ufficiale dei carabinieri, non li ho mai inghiottiti da deputato, non lo farò mai perchè ho una dignità!”.

    Generale Pappalardo

     Non inghiottite il rospo!                                                                                           

    Io ve lo posso dire di non inghiottire il rospo, perchè io ho resistito davanti ad un Capo dello Stato. Fatelo cari amici. Se volete che queste bandiere siano sempre sventolanti, che l’Italia sia veramente una grande nazione dovete essere voi ad avere dignità, ad avere coraggio e ad unirvi a questo gruppo di persone che stanno insieme a me. Stiamo sputando sangue per costruire un movimento per il grande bene dell’Italia, per i nostri figli. Viva l’Italia e andiamo avanti tutti insieme.

    Antonio Pappalardo, Ex Generale dei Carabinieri

    (Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa")

    P.S.:

    Chi volesse partecipare in maniera diretta al confronto e volesse

    girare comunicati, denunce, scritti e/o articoli personali che giudica

    importanti e/0 comunque riconducibili alle tematiche 

    trattate dall'Osservatorio Nazionale Indipendente sulle Politiche UE

    www.quieuropa.it – può farlo scrivendo alla Redazione all'indirizzo mail

    infounicz.europa@gmail.com

    Saranno pubblicati (nel limite del possibile) e compatibilmente con gli spazi ed i

    tempi della Redazione – (Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi di Qui Europa")

    La Redazione

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     Articoli in Allegato                                                                                                                        

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    Il Presidente del Golpe Mercatista ripremiato dalla Casta

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    Sabato,  Aprile 20th/ 2013  – di Sergio Basile  – Italia, Europa, Parlamento, Presidenza della Repubblica, Giorgio Napolitano, Elezione, Truffa, Mario Monti, Circo, Pagliacci, Rocco Siffredi, Guccini Francesco  Il Presidente del Golpe Mercatista ripremiato dalla Casta  Il Peggior Presidente della storia della Repubblica per altri 7 anni al potere  L'imperatore italiano ri-premiato per i servizi offerti ai mercati e […]

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  • Rubrica – Conoscere Giacinto Auriti: Digressioni su “Il Paese dell’Utopia”

    Rubrica – Conoscere Giacinto Auriti: Digressioni su “Il Paese dell’Utopia”

    Venerdì,  Marzo 29th/ 2013 

    – Rubrica: Conoscere Giacinto Auriti, di Sergio Basile 

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    Rubrica – Conoscere Giacinto Auriti: Digressioni

    su "Il Paese dell'Utopia" 

    L'Evoluzione di una rapina organizzata e il ritorno alla

    centralità delle Nazioni 

    Nota Critica – Quello che non si può ignorare sul Signoraggio.

    Auriti e l'importanza del Reddito di Cittadinanza.

     

    di Sergio Basile

    Digressioni su "Il Paese dell'Utopia", di Giacinto Auriti  

    Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Ecco perchè bisogna conoscere Giacinto Auriti  

    Rubrica, "Conoscere Giacinto Auriti" – Per coloro i quali ancora abboccano all'amo dei presunti benefici della moneta unica, sostenendo la propria fede cristallina ed incrollabile nei falsi profeti dell'europeismo lobbistico contemporaneo e nel ruolo "guida" della BCE (e che osteggiano in tutti i modi il pensiero di un ritorno alla lira); ma anche per i nostri lettori più affezionati e per i curiosi, poniamo all'attenzione una nuova rubrica titolata "Conoscere Giacinto Auriti". Iniziamo in tal sede dall'analisi di un breve scritto tratto dall'introduzione al saggio "Il Paese dell'Utopiadell'indimenticato professore, nemico giurato dell'attuale sistema bancario, al quale l'Osservatorio sulle Politiche UE (Qui Europa) ha già doverosamente "tributato" diversi articoli (vedi gli ultimi in allegato).

     Eurozona – Come Sopravvissuti, sospesi nel Luogo dell'Utopia 

    L'opera rappresenta un'intensa e lucida analisi sui mali economici del nostro tempo, quello che lo stesso scrittore statunitense Galbraith definì in tempi non sospetti con l'espressione ardita e puntuale di "Economia della Truffa". Mali che ci portano a riflettere sulla necessità di recuperare la nostra sovranità monetaria e – aggiungo  – finanziaria: quella cioè legata al fabbisogno finanziario economico nazionale ed alla sottoscrizione dei titoli di stato sottratta agli Italiani – ed al Tesoro – e svenduta ai falchi esteri della speculazione negli Anni Ottanta per "merito" di due" grandi" nomi dello scenario politico italiano: Carlo Azeglio Ciampi e Beniamino AndreattaRecupero della sovranità monetaria, dunque, quale unica via d'uscita da questa crisi indotta del debito, da noi ribattezzata con la più indicativa e consona espressione di "Truffa dell'Eurozona", visto il peggiorare di una situazione (vedi contatore del debito nella home-page) imbastarditasi ancor più proprio "grazie" all'euro e a suoi più subdoli e distruttivi alleati (Vedi Sistema Target2 – articolo in allegato).

     Auriti – L'economista Eretico 

    Giacinto Auriti – conosciuto anche come "il giurista contadino" o "l'economista eretico" – così come lo stesso noto poeta Ezra Pound furono personaggi apparentemente lontani, per origine e cultura, ma uniti da un legame indissolubile: la coraggiosa ricerca della verità e l'amore per le sfide al di là del politically correct e degli schemi convenzionali propinati all'umanità dall' "economia classica" ed incardinati dal "suo padre nobile" Adam Smith così come dai suoi eredi indiretti che successivamente la ripresero e rielaborarono dando vita alla cosiddetta Scuola Neoclassica di Francoforte

     Le Cinque Domande di Ezra Pound 

    Ezra Pound pose cinque domande alle quali non aveva mai risposto nessuno: moneta, credito, interesse, usura e circolazione; Giacinto Auriti, in questo saggio, diede risposte precise. Una continuità ideale che – come detto – li unì nella scuola dei cosiddetti "economisti eretici"

     Il "Valore Indotto" della Moneta e la centralità delle Nazioni 

    Giacinto Auriti, elaborò una nuova teoria del valorecome rapporto tra fasi di tempo” che lo condurrà alla scoperta del valore indotto della moneta. Chi crea il valore della moneta — sosteneva Auriti — non è chi la stampa ma il popolo che l’accetta come mezzo di pagamento. Sono però i banchieri, i grandi usurai, che si appropriano del valore monetario, usandolo come strumento di dominazione ed imponendo all’umanità il signoraggio del debito". Come risolve Auriti il problema? Semplice! Con la proposta incentrata sul recupero della centralità  monetaria degli stati nazionali a discapito delle lobby bancarie.

     Sovranità Nazionale ed Illuminati – Una "Piccola" Nota 

    Stati nazionali cui dissoluzione – ricordiamolo per completezza – fu da sempre al centro dei programmi golpisti della cosiddetta setta degli Illuminati, con base logistica (guardacaso) proprio a Francoforte, oggi sede – tra l'altro – della BCE, nonché sede storica principale (a partire dal 1773) della Dinastia dei banchieri di origine ebraica RothSchild (considerati oggi i veri "padroni dell'Europa"). Sarà un semplice caso, o c'è qualcosa di più? 

     Curiose coincidenze 

    Fatto sta che Amshel Rothschild il primogenito di Mayer Rothschild (l'iniziatore e capostipite della "Dinastia dello Scudo Rosso di Davide" – Red Schield – Rothern Schiel – RothSchild – nonché promotore e finanziatore del progetto "Illuminati") si stabilì proprio nella città tedesca, avviando i suoi ricchi affari che portarono la Dinastia di banchieri ebrei Rothschild al dominio del sistema bancario e finanziario continentale. E non solo. E ciò grazie anche all'opera congiunta degli altri fratelli (Salomon, Nathan, Karl e Jacob) insediatisi rispettivamente in quelli che fino a quel momento erano considerati i poli nevralgici del sistema economico continentale: Vienna, Londra, Napoli e Parigi. Oltre – ovviamente – alla stessa Francoforte.

     Signoraggio e Origini dell'egemonia bancaria 

    Auriti – economista, giurista, ma prima di tutto attento storico – ovviamente non poteva non conoscere tali realtà ed ignorarne la portata sulla tenuta degli stati nazionali. Ciò sulla scorta dei disastri ingenerati dal signoraggio bancario e dal repentino ed inesorabile appropriasi – da parte delle ricche lobby bancarie private – di un potere di signoraggio sempre più sistematico e totalizzante. Potere – come detto in più sedi – definitivamente assegnato ai privati con gli accordi truffa di Bretton Woods e con la contestaule istituzionalizzazione  dell'incontrovertibilità delle banconote in oro. Un potere – ricordiamolo – considerato fino al Cinquecento di esclusiva spettanza di sovrani e regnanti (e ben garantito da adeguati corrispettivi in oro) da esercitare a vantaggio dei traffici commerciali e del "popolo sovrano", anche se – come detto in altri articoli – i primi germi dell'economia della truffa furono disseminati già all'epoca della Repubbliche Marinare, proprio in Italia (vedi in allegato "Schiavi di un Debito Illegale – Parte VI").  

     Nazioni, Sovranità Monetaria e Reddito di Cittadinanza in Auriti 

    Ecco perchè Auriti (curiosamente e paradossalmente sminuito da Beppe Grillo nel video in allegato – suggeritoci da un nostro lettore) come traspare ne "Il Paese dell'Utopia", sostiene come la proprietà popolare della moneta assuma un ruolo determinante ed inestimabile. Un ruolo finalizzato ed orientato a restituire al popolo il "maltolto dei valori monetari che esso crea". L’auspicio del professore è dunque chiaro: dovranno essere i governi a gestire nuovamente l’emissione monetaria ed a ripartire gli utili, come reddito di cittadinanza, a tutti i cittadini. Non più – dunque – la BCE o gli organismi sovranazionali illegittimamente controllati da soggetti privati. Chi sostiene il contrario, evidentemente si rivela quel che è: un falso profeta di utopie distruttive e schiavizzanti. 

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    CURIOSO VIDEO SUGGERITOCI DA UN NOSTRO LETTORE,

    CHE PONIAMO ALLA VOSTRA ATTENZIONE.

    NOI VOLENTIERI PUBBLICHIAMO, LASCIANDO A VOI LE CONCLUSIONI

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    Venerdì, Febbraio 8th/ 2013 – Redazione Qui Europa – La Truffa Bancaria  / Schiavi di un Debito Illegale – Le Repubbliche Marinare / Truffa Bancaria / Crisi dell'Eurozona / Crisi del 1929 / Federal Reserve Act / FED / Signoraggio Bancario / Rinascimento  / Mercantilismo / Monte dei Paschi di Siena / Casa delle compere / […]

     

  • Matrimoni Omosessuali imposti a tutti gli stati: Ecco la “Direzione Europea”, la Dittatura del Relativismo

    Matrimoni Omosessuali imposti a tutti gli stati: Ecco la “Direzione Europea”, la Dittatura del Relativismo

    Lunedì,  Marzo 11st/ 2013

     Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Qui Europa 

     Associazione Culturale la Torre 
     

    Bruxelles, Adozioni, Bambini, Diritti, Elezioni, Gay, Matrimonio, Omosessuali, Unione Europea, Distruzione del Matrimonio tradizionale, Omobobia, Dittatura del Relativismo, Distruzione della Famiglia Tradizionale, Report sui Diritti Civili, Parlamento Europeo, Cristianesimo, Ateismo, Piano Mondialista per Distruggere la famiglia Tradizionale 

    Matrimoni Omosessuali imposti a tutti gli

    stati: Ecco la "Direzione Europea",

    la Dittatura del Relativismo

    L'Inganno del Report sui Diriti civili, e Familiari:

    Anticostituzionale ma "valido" per Bruxelles

    L'ennesimo attacco di Bruxelles alla Costituzione, alla

    Sovranità Nazionale e al Cristianesimo 

     

    di Federico Cenci

    Mario Monti e Daria Bignardi - Omosessuali

    Bruxelles, Roma –  In campagna elettorale i candidati alle elezioni, laddove incalzati da domande scomode, ricorrono spesso all’equilibrismo dialettico. La risposta evasiva del politico di turno è l’antidoto per sfuggire all’azzardo del cronista di trascinarlo in questioni concrete, dannose per chi fa dell’astrazione la sua arma elettorale. Quando però chi domanda è particolarmente insistente e chi è intervistato non si distingue per accortezza comunicativa, il rischio è che la maschera dell’ambiguità cada rovinosamente a terra (altro che “salire in politica”).

     Monti dalla Bignardi 
     
    Questo è ciò che è avvenina appena prima delle elezioni all’algido volto del premier Mario Monti, ospite in una trasmissione di La7 condotta da Daria Bignardi. Il Professore, impegnato in un gofforestyling di sé stesso in chiave più disinvolta dopo un anno di severa flemma, si è sottoposto all’intervista dell’estrosa conduttrice emiliana. Siparietti stravaganti a parte, irrituali rispetto ai canoni delle tribune elettorali ma utili per alzare l’indice degli ascolti, il confronto tra la Bignardi e Monti si è fatto serio nel momento in cui la conduttrice ha rivolto al suo interlocutore una fatidica domanda: “Rispetto ai diritti civili delle coppie di fatto, come si pone lei?”. Sentitosi in difficoltà, il presidente del Consiglio si è dapprima esibito in una fumosa circonlocuzione conclusasi con un “se ne riparlerà in Parlamento”, poi, pressato più volte dalla pimpante Daria, paladina delle istanze gay, ha chiaramente detto: “Il matrimonio e l’adozione per le coppie omosessuali, credo siano temi importanti che io vedo collocati un po’ più in là nel tempo”. Nessuna obiezione di coscienza dunque. Soltanto l’opportunismo di un uomo che, consapevole che in Italia le resistenze al relativismo galoppante non sono ancora state traforate, preferisce aggirare il delicato tema. Del resto, è solo questione di tempo. È lo stesso Monti a rammentarlo quando conclude il suo pensiero sui diritti degli omosessuali palesando quale sia la consegna: “Dobbiamo andare il più possibile in direzione europea”.
     
     Imporre Matrimoni Omosessuali 
     
    Anche in ragione delle divisioni tra gli Stati membri su alcuni temi, “direzione europea” può apparire come un altro tentativo di equilibrismo dialettico. Se non fosse che, almeno quando si tratta di assecondare le sollecitazioni degli omosessuali, la direzione indicata da Bruxelles è fin troppo chiara. Almeno per chi vuol vederla. Nel copioso elenco di punti contenuti all'interno del Report sui diritti civili, commerciali e familiari proteso ad implementare il "Programma di Stoccolma" – presentato in Novembre all'Europarlamento – ne nasconde uno alquanto rivoluzionario. Si tratta del paragrafo 40, il quale prevede che "ogni documento civile, matrimonio compreso, riconosciuto nello Stato di appartenenza, dovrà essere valido anche in tutti gli altri Stati". Eccone un effetto pratico: una coppia omosessuale di un Paese come l’Italia, nel quale non esistono per ora né il matrimonio né alcun tipo di unione civile tra persone dello stesso sesso, potrà recarsi in uno degli 8 Stati dell’Ue ove il matrimonio omosessuale è consentito, ivi sposarsi e tornare in Italia a farsi riconoscere giuridicamente come just married. Con buona pace della nostra Costituzione (leggasi l’art. 29) e delle nostre leggi.
     
     La lobby gay e l'Unione europea 
     
    Fin troppo facile interpretare questo provvedimento come l’ennesima minaccia piovuta da Bruxelles nei confronti della sovranità nazionale dei singoli Stati. Meno automatico comprenderne l’origine, non fosse altro perché come cittadini europei siamo tenuti volutamente all’oscuro di certe dinamiche piuttosto foscheSappiamo, per esempio, dove finisce una parte dei nostri contributi versati all’Unione? Due membri del Parlamento europeo, utilizzando dati pubblicamente diffusi, hanno rivelato qualcosa in tal senso. Ossia che la Ilga, un influente gruppo di pressione omosessuale, è sovvenzionata per due terzi dai contribuenti tramite la Commissione europea.
     
     Il Disegno Mondialista per Distruggere la Famiglia Tradizionale 
     
    Se a questa cifra si aggiunge il denaro elargito dal governo olandese, la quota sale al 70%. Il resto proviene da George Soros e da altri due miliardari filantropi, evidentemente impegnati a diffondere la disgregazione dei valori come veicolo dei propri affari. Se qualcuno prova ad opporre obiezioni a questi finanziamenti, si ricorre all’uso dell’infame etichetta con scritta una parola degna della neolingua di orwelliana memoria (omofobo), per destare scandalo e chiudere la discussione.
     
     Se difendi la Famiglia tradizionale ti accusano di "Omofobia" 
     
    È ciò che è successo a quei due deputati in Parlamento europeo, colpevoli soltanto di reclamare la tanto decantata trasparenza dei conti pubblici. Sono stati insultati, silenziati e quindi iscritti all’elenco degli impresentabiliCosì funziona la democrazia (leggasi dittatura del relativismo) dalle parti di Strasburgo. Andare contromano rispetto alla “direzione europea” è più pericoloso che andarci in autostrada. Politici come Monti, ben consapevoli di ciò, se ne guardano bene da certe pericolose manovre. Al di là dell’ambiguità che provano maldestramente ad ostentare in Italia, Paese ancora non sufficientemente catechizzato alla dottrina del relativismo.
     

    Federico Cenci, Agenzia Stampa Italia  

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    una pacchia per gli speculatori

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    Roma, Berlino – Siamo ingovernabili! Questo il risultato delle urne, anche se a ben vedere si tratta ormai di una nostra specifica peculiarità piuttosto che di una sorpresa. Comunque, com’era prevedibile, il rischio di ingovernabilità ha portato con sé un brusco calo delle borse europee, riportando in alto le tensioni sull'odiato ed ingannevole spread. O meglio dando adito ai falsari dei mercati a mandare giù la credibilità dell'Italia e – di conseguenza – su i rendimenti dei tassi d'interesse sui titoli pubblici, per la gioia degli speculatori che – in virtù di questo sporco trucco – sono tornati a guadagnare  in pochi secondi quanto un buon padre di famiglia fa in una vita intera.

     Il "Successo del Porcellum" e il Paradiso degli Speculatori  

    Pazzesco! Affonda, dunque, Piazza Affari, che ha bruciato il 4,89%; Londra cede l’1,34%; Francoforte il 2,27%; Parigi il 2,67%; e Madrid il3,2%. Particolarmente preoccupante la caduta di Intesa Sanpaolo (precipitata del 10,4%), tanto da provocare l’intervento della Consob che martedì ha vietato alcune vendite allo scoperto. Insomma, anche se forse non c’è neanche il bisogno di specificarlo, la speculazione è ripresa.

     Credit Default Swaps – Record da Dicembre 2011 

    Milano manda in fumo oltre 17 miliardi e apre la porta all’incubo spread che schizza a quota 344. Mica male come scatto! Per di più l’effetto domino si è subito propagato sul debito pubblico. Così il prezzo dei “credit default swaps” (le assicurazioni contro il fallimento) sull’Italia è salito di 48 punti base a quota 289 punti, segnando il rialzo più forte da dicembre 2011. Da qui le paure strategiche (anzi la scusa) sia in Europa che oltreoceano, per un possibile "contagio", insieme con il timore legato all’incertezza del quadro politico nazionale. La preoccupazione principale, infatti, è quella che l’Italia interrompa la strada intrepresa dal governo Monti delle cosiddette "riforme" (al massacro) sotto il dictat tedesco.

     Il Gioco Tedesco 

    Queste, per esempio, le parole del presidente dell’Europarlamento Martin Schulz, che ha parlato di una situazione “molto difficile per l’Italia e per l’Europa, in cui tutte le forze democratiche devono cercare la strada del dialogo e della collaborazione. Occorre un governo stabile perché quello che succede a Roma ha conseguenze in tutta la Ue”. Nella stessa direzione si possono inquadrare le dichiarazioni del ministro tedesco dell’Economia, Philipe Roesler, il quale si sarebbe “immaginato un risultato migliore per le forze riformiste". Secondo Roesler "Non c’è alternativa alle riforme strutturali già avviate, con il consolidamento del budget e la spinta alla competitività”. Ma questa volta – confessa il ministro – "vogliamo essere positivi, non pessimisti come Bersani!" Allora chiudiamo con le dichiarazioni ottimiste dell'amata Cancelliera Angela Merkel: “Troverete la strada giusta”. In Italia sono già in milioni a fare gli scongiuri.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Dittatura Europea – Ungheria Sotto Attacco

    Dittatura Europea – Ungheria Sotto Attacco

    Giovedì, Gennaio 24th/ 2012

    – di Paolo Deotto –

    – Iniziativa di libero Confronto, Pensa e scrivi di Qui Europa –

    Dittatura Europea – Ungheria Sotto Attacco / Ungheria / Victor Orban / Budapest / Eurocasta / Unione europea / Massoneria / Crimini contro l'umanità / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso / Quanto Reich / Troika / FMI / Federazione Europea / Germania / FMI / Fondo Monetario Internazionale / Denuncia /annullamento della democrazia / Morte delle Nazioni / Dittatura devastante / Nuovo Ordine Mondiale / fidesz / Elezioni politiche / Nuova Costituzione ungherese / Decennale dell'euro / Sovranità Monetaria / Il Fatto Quotidiano / L'Unità / Riscossa cristiana / Il Corriere della Sera 

    Dittatura Europea – In Ungheria sono

    iniziate le manovre per eliminare un

    governo voluto dal popolo

    Victor Orban: leader scomodo per la realizzazione del

    Piano egemonico finale dell'eurocasta 

    Media di Regime e agitatori di piazza organizzati al lavoro

    per destabilizzare l'Ungheria dopo la volontà di rendere

    indipendente il sistema bancario e riaffermare la sovranità

    del Parlamento e del popolo contro i diktat europei

    Budapest, Bruxelles – Se qualche anima bella non ha ancora ben chiaro cosa succede in Europa, e cosa è appena successo in casa nostra, dove la burocrazia bancaria e massonica della UE è al comando, tramite il governo killer di Monti, andiamo a guardare cosa sta accadendo in questi giorni in Ungheria. È bene premettere che in Ungheria nel 2010 è accaduto un fatto terribile: ci sono state le elezioni politiche e ha vinto, ampiamente, il partito Fidesz, guidato da Viktor Orban, che è così divenuto, per la seconda volta, Primo Ministro. Il 18 aprile dello scorso anno il Parlamento ungherese, dove la maggioranza detiene i 2/3 dei seggi, ha approvato il testo della nuova Costituzione dell’Ungheria. Fin qui, potremmo dire, che c’è di strano? Uno Stato sovrano – l’Ungheria – porta al Governo, con libere elezioni, chi più gli aggrada. Finché vogliamo continuare a parlare di democrazia, dobbiamo accettare che il popolo possa liberamente decidere il proprio destino. Già, ma parlavamo di fatto terribile non a caso. Perché questa fantastica Unione Europea (proprio in questi giorni “celebriamo” il decennale dell’euro, che ci ha premesso di vivere tutti molto peggio di prima…) non si limita ad essere una potente organizzazione bancaria e finanziaria, ma si è anche autonominata custode delle coscienze e insindacabile giudice del Vero e del Falso, del Bene e del Male.

     L'Ue insorse contro Parlamento e Governo Ungherese 
     
    La UE insorse già nello scorso aprile, perché la nuova Costituzione ungherese diceva cose terribili e spaventose. A questo proposito il giornale "Riscossa cristiana" pubblicò un articolo dal titolo “Orrore, orrore. La nuova costituzione ungherese parla di Dio”. In questo articolo facevamo un’elementare previsione: “Non dubitiamo che le forze sane, laiche e democratiche, scenderanno al più presto in lotta. Però, per ora, sono annichilite dall’orrore, vetrificate dallo sdegno”. Le novità introdotte in Ungheria dalla nuova Costituzione non rappresentano che il ritorno a una razionalità elementare, nonché il riconoscimento che la Nazione ungherese è una nazione cristiana
     
     Sovranità monetaria – La dittatura europea agì contro Orban 
     
    In particolare in Ungheria vienne introdotto (o meglio, ripristinato) il controllo statale sull’attività della Banca Centrale. Attenzione, signor Orban, in questo modo Lei rischia la pelle, perché tocca interessi enormi! Ebbene, le forze sane laiche democratiche eccetera hanno iniziato a scendere in campo con manifestazioni di piazza, e col viatico eccellente della signora Clinton, segretario di Stato del Paese guidato dal bombarolo Obama. I commissari europei hanno gridato forte e alto il loro sdegno, e l’Ungheria fu bloccata su minaccia di sanzioni.
     
      ll silenzio di Napolitano  
     
    Sulla questione non si pronunciò il vecchio comunista Napolitano (forse a causa delle festività natalizie), che in genere rilascia dichiarazioni su tutto per otto giorni alla settimana. Attendiamo, anche perché lui è un esperto su come rimettere in riga gli ungheresi che vogliano essere liberi e indipendenti. Dunque la piazza ungherese è in agitazione. Vedremo il seguito. Vedremo se il signor Orban, che non ha ancora cinquant’anni, verrà a breve accusato di scandalosa vita (pro memoria: attualmente in Europa si parla di scandalo se a un uomo piacciono le donne. Se siete omosessuali, transessuali, chissacosasessuali andate tranquilli, non rischiate nulla). Non sappiamo se Viktor Orban sia ricco o povero, se abbia conflitti di interesse, o che altro. Ma sono dettagli. Le accuse si trovano sempre, basta inventarle. Possiamo solo augurarci, per il bene e la libertà dell’Ungheria, che in quel Paese ci sia una magistratura seria.
     
     Media di regime e Piazze – Copione da Primavere arabe 
     
    La piazza si agita, e anche un bambino scemo sa che le piazze si agitano quando sono ben organizzate e orchestrate. Nella fattispecie la “solidarietà” americana e UE è così smaccata da rendere superfluo ogni commento. In casa nostra i mezzi di informazione (fatte sempre le solite debite, ma purtroppo scarse, eccezioni) si accodano disciplinatamente. Il Corrierone ci informa che in piazza sono scesi ben 70.000 ungheresi, e forse si fa prendere un pò la mano, visto che un altro foglio di regime, il “Fatto” parla di trentamila (ed evoca anche, chissà perché, lo spettro dell’antisemitismo…). Ma ecco che un altro giornale allineato, L’Unità, ci informa di un fatto terribile, agghiacciante, degno di una cooperativa tra Dario Argento ed Edgar Allan Poe: Viktor Orban è amico di Berlusconi!
     
     Morale della favola – Democrazia in Europa: malato terminale   
     
    Morale della favola: gli ungheresi si sono dati il Governo che hanno voluto, le elezioni politiche si sono tenute regolarmente, nessuno a suo tempo ha parlato di brogli elettorali, o simili faccende. A questo punto accade che la maggioranza nata dalle elezioni faccia il suo mestiere, ossia pretenda di governare il Paese. Ma c’è un particolare: la democrazia in Europa è ormai in fase terminale.
     
     Dietro al Grembiulino – La Volontà Popolare non ha alcun peso 
     
    La volontà popolare non ha alcun peso. Se un Governo regolarmente eletto adotta una politica che non è ossequiente verso quel mix diabolico di banche, poteri forti, interessi finanziari, in buona parte tra loro legati dal comune grembiulino, quel governo è destinato a morire. Se poi, nel caso specifico dell’Ungheria, quel governo pretende al contempo di ricordare le radici cristiane del Paese e di limitare lo strapotere della grande finanza, riportando sotto il controllo statale l’attività della Banca Centrale, la catastrofe è totale. Sono, purtroppo, prevedibili giorni molto duri per l’Ungheria. Il fuoco di artiglieria mediatico è già iniziato. Gli Ungheresi, quella gran maggioranza che ha portato Orban al Governo, non i 30 o 70.000 che ora vengono inquadrati in piazza a urlare, saranno attaccati impietosamente, né sappiamo se potranno continuare ad avere il Governo che, lo ripetiamo, hanno liberamente scelto. Ma le libere scelte dei popoli, i fatti lo dimostrano, non valgono nulla per il megapotere europeo. Dio aiuti l’Ungheria. E anche l’Italia.
     
     
    QUESTO NUOVO SCHIFO DOVREBBE FARCI RIFLETTERE SU UN FATTO ELEMENTARE: E’ URGENTE USCIRE DA QUESTA CAMERA A GAS CHE SI CHIAMA “UE”. OGNI GIORNO E’ SEMPRE PIU’ CHIARO CHE SI MARCIA SULLA STRADA DEL “SUPERSTATO”, SULLA CANCELLAZIONE DELLE IDENTITA’ NAZIONALI, SULLA CREAZIONE DI UNA EUROPA FATTA DI DISCIPLINATI CONSUMATORI CHE, ZITTI ZITTI, DOVRANNO OBBEDIRE A UNA CASTA DI BUROCRATI CHE NON RAPPRESENTANO ALTRO CHE SE’ STESSI E GLI INTERESSI DEI GRUPPI PER CUI LAVORANO. IL GRANDE STATO EUROPEO: PRIMA TAPPA PER REALIZZARE IL GRANDE STATO MONDIALE VAGHEGGIATO DALLA MASSONERIA.
     

    Paolo Deotto, Riscossa Cristiana

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    MES – The End

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    I “Nuovi Padroni del Mondo”

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    Lunedì, Giugno 11th / 2012 – L'Editoriale del lunedì, di Sergio Basile – Banche e Finanza / Italia / Eurozona / Caste partitiche / Disinformazione di tv e giornali amici / Partiti di maggioranza / Governo Monti / Padroni del mondo / Dismissione del patrominio statale / Tentacoli onnipresenti / L'arma della democrazia / Loggia […]

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    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

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    Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

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  • Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio: Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio: Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

    Mercoledì, 16th Gennaio / 2013

    – di Maria Laura Barbuto –

    Europa / Italia / Crisi / Economia / Banche / Signoraggio bancario / Truffa / Falso in bilancio / Banca d'Italia / Elezioni politiche / Mes / Fiscal Compact / Movimento 5 stelle / Moneta / Euro / Beppe Grillo / Giacinto Auriti / Giulietto Chiesa 

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio:

    Il silenzio della politica e dei falsi profeti

    Argomento scomodo in vista delle elezioni politiche 

    Anche Giulietto Chiesa è cascato sul signoraggio bancario,

    mentre Grillo cala il sipario su questa truffa legalizzata

     

     di Maria Laura Barbuto

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Roma    Politica, Il Complice Silenzio sul Signoraggio Bancario               

    Roma – “Se gli americani permetteranno alle banche di controllare l’emissione della moneta da essi usata, sia con l’inflazione che con la deflazione, le banche e le corporations che prosperano intorno ad esse esproprieranno la gente a tal punto che i nostri figli si sveglieranno un giorno nullatenenti sul continente conquistato dai nostri padri. Il potere di emettere moneta dovrebbe essere tolto alle banche e restituito alla gente a cui appartiene.  Sinceramente, credo che le istituzioni bancarie che hanno il potere sulla moneta siano più pericolose per la libertà degli eserciti permanenti”.  Le parole pronunciate e le paure espresse dal terzo Presidente degli Usa, nel 1776, Thomas Jefferson, oltre ad essere adattabili perfettamente alla realtà politica ed economica attuale, rappresentano la concretizzazione di un incubo.

     Signoraggio Bancario – Qui casca l'asino!                                                         

    Ebbene sì, in piena dittatura finanziaria c’è chi, ancora oggi, ha il coraggio di negare/sottovalutare/eludere i disastrosi effetti del signoraggio bancario. Nessuno ne parla! L’argomento è di certo scottante e scomodo per le “poltrone politiche”, soprattutto alla vigilia di quella che sarà una "combattuta" (si fa per dire)  campagna elettorale in vista delle elezioni del prossimo febbraio.

     Il Diktat dell'Agenda Europea sulla politica                                                     

    Ormai i giochi delle alleanze sono fatti, anche se nella sostanza i programmi dei cosiddetti partiti sono pressocchè uguali l’uno all’altro: a comandare è sempre la cosiddetta "Agenda Europea", mentre si è aperta la stagione dei confronti politici nei salotti tv. Imu, abolizione dell’Imu, tasse, ripresa economica, crisi ed una fantomatica  crescita, sono i temi più gettonati e i discorsi creati ad hoc per fare presa (e tentare di imbambolare) la popolazione, per accaparrarsi più voti possibili ed incatenarsi a quelle “maledette” (per i cittadini comuni) e “benedette” ( per i politici ) poltrone parlamentari.

     La Denuncia del Prof Auriti contro la Banca d'Italia                                     

    Eppure l'argomento "signoraggio" risulta bandito dalle denunce "strategiche" e di facciata dei nostri impresentabili rappresentanti  che, giocando a scaricabarile, si addossano la colpa della crisi l’uno all’altro, concentrandosi su temi del tutto marginali e fuovianti, al fine di confondere il corpo elettorale.  Esso non è di certo una novità, come rivelato dallo stesso Presidente Jefferson, in tempi non sospetti. Ma non è necessario “teletrasportarsi” in tempi così lontani: già nel 1993, precisamente l’8 marzo, il giurista e politico, Professor Giacinto Auriti ufficializzò la sua teoria sulla moneta, decidendo proprio in quel giorno di denunciare espressamente la Banca d’Italia, allora guidata da Ciampi e Fazio,  per truffa, falso in bilancio, associazione a delinquere, usura ed istigazione al suicidio. Ricordiamo che solo l'anno prima – come detto più volte dall'Osservatorio Qui Europa – la Banca d'Italia veniva di fatto privatizzata in seguito all'emanazione ed appovazione del deceto Carli-Amato, che assegnava il 96% delle azioni dell'istituto centrale alle banche private. Solo il 4% – quota irrisoria – restò nelle mani dello stato attraverso Inps e Inail.

     L'Accusa di Auriti: "Siete dei Delinquenti!"                                                       

    E quando il Presidente della stessa, Antonio Fazio, affermò alla presenza di Auriti di “voler fare un rimprovero al professore per aver insinuato che quelli della Banca d’Italia fossero dei delinquenti”, il docente lo freddò con una risposta secca: “Questo è falso! Io non ho insinuato, ma ho affermato che siete dei delinquenti e se Lei si ritiene offeso, mi denunci per calunnia e se non lo fa vuol dire che quello che ho detto è vero. O devo andare io in galera per calunnia o Lei per truffa. Altrimenti è inutile parlare dello Stato di diritto.” 

     La Coerenza del Grillo Parlante                                                                             

    Ed è proprio così! Come ribadiamo da sempre! Le Banche e i banchieri privati sono i veri burattinai che tirano le fila dell’economia e, alla luce di quanto osserviamo, della stessa politica. Essi ne imprimono l’indirizzo, contribuendo in maniera sostanziale ad impoverire gli ormai già "svuotati" e fiaccati cittadini. E se la politica tutta tace e abbassa il sipario sul signoraggio,  Beppe Grillo forse per recuperare punti e credibilità dopo l'infelice uscita dei giorni scorsi sull'impossibilità (sostenuta dal comico) di ovviare alla piaga del signoraggio bancario – è tornato a parlarne sia pur in maniera piuttosto blanda. La sua resa sul tema era stata considerata da più fronti quale il segno evidente ed inequivocabile della sua resa manifesta e della sua complicità con lo stesso sistema. Dunque in tal senso Grillo sarebbe tornato in maniera obbligata sull’argomento, e comunque dopo un periodo di lunghissimo, voluto e sospetto silenzio.  In festa i seguaci del Movimento 5 Stelle, lo hanno annunciato nei giorni scorsi con entusiasmo sul blog: “Avete visto? Grillo parla ancora di signoraggio! Che credevate?"  Ma i grillini forse scordano il fatto che il comico è da anni che non parla più dell’argomento, neanche sul suo seguitissimo blog, e nel suo programma – quel che conta davvero – non c’è traccia di alcuna strategia in merito all’eliminazione della dittatura finanziaria. A ciò si aggiunge anche il fatto che il Grillo parlante, non abbia proferito alcuna parola sull’istituzione del Mes e sul dittatoriale Fiscal CompactCome mai? Cosa davvero gravissima vista la disastosa situazione in cui versa l'Italia. Dov'è finita la coerenza del "Grillo di Collodi"? Boh!

     Gli Asini Volano                                                                                                          

    In conclusione le domande da porsi sono tante e, come al solito, poche le risposte. C’è ancora chi pensa che la crisi sia reale (e non indotta) e che la nostra ancora di salvezza sia l’Unione Europea. E chi pensa che gli asini volino. Più o meno è la stessa cosa! C'è poi chi sostiene l'ambiguo e fumaiolo Grillo a distanza, razzolando male e predicando in maniera piuttosto ambigua. Vedi il "saggio amico" Giulietto Chiesa – giusto pe fare un esempio – che in due degli ultimi convegni nazionali organizzati da "Qui Europa" sui temi "Crisi dell'Eurozona" e "Signoraggio Bancario" non soltanto ha contraddetto gli altri relatori che denunciavano la gravissima truffa, dinnanzi ad una rappresentanza di ben 10 istituti scolastici (230 studenti), ma ha finanche rivendicato il ruolo dell'euro e – addirittura – minimizzato il problema del signoraggio stesso, sostenendo che non fosse quello il problema che sta dietro della crisi. Mah! Ma come si fa? Perchè? Rispondetevi da soli! Ma – non c'è due senza tre – il baffuto Chiesa, in uno dei suoi attacchi di "catastofismo acuto" ha osato addirittura rilanciare le fallimentari e "smontatissime" tesi del famigerato Club di Roma, spostando l'attenzione – con rara destrezza – dall'eurogabbia a problemi di geopolitica che in effetti con la dittatura reale instauratasi nell'Ue c'entrano come i cavoli a merenda. Insomma, ora più che mai urge aguzzare l'ingegno, azionare il cervello ed evitare di farsi prendere per fessi, in questo mondo di contraddizioni e giochi sottili.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Martedì, Gennaio 8th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – 

    Elezioni 2013 / Europa / Unione Europea / Italia / Germania / Elezioni politiche / Cittadini / Democrazia / Eurozona / Indirizzo politico / Summit / Politica / Popolo / Urne / Angela Merkel / Mario Monti / Aspen Institute / Tremonti / Lega / Antieuropeisti / Miguel martinez / Gilulio Tremonti / Beppe Grillo / Enrico Sassoon

     Roma, Berlino   Italia, Germania                                                                                  

    2013 – Elezioni politiche in Italia e Germania:

    quali saranno i possibili scenari futuri?

    L'Agenda "pro-Europa" sembra prevalere. 

    L'incognita vera – Il Pdl continuerà ad appoggiare

    l'eurodisastro come fatto nel 2012, o farà concessioni

    all'anti-europeista Lega? 

    Idea Tremonti – Una poltrona doc per l'Aspen Institute?

    Roma, Berlino – “Anno nuovo, vita nuova”, il detto parla chiaro, ma è anche vero che "tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare". Il 2013 per l’Unione europea potrebbe essere l’anno delle rivelazioni positive, della fine della dittatura dei mercati; o sarà l'anno della definitiva capitolazione nel burrone finanziario della crisi indotta e della creazione dei deleteri "Stati Uniti d'Europa"?  Le difficoltà continuano ad essere all’ordine del giorno, così come i sacrifici "inutili" richiesti dai vari governi ai cittadini. Insomma, oseremmo dire un “vecchio inizio” visto che “il lupo perde il pelo ma non il vizio”. Intanto, si parla ancora di politica ed il 2013 offre spunti eccezionali per costruire virtuali palcoscenici sui quali far esibire gli attori del momento. La rassegna teatrale politica europea del 2012 si è chiusa il 13 Dicembre scorso,  con il summit  dell’Eurozona che ha previsto la condivisione dei debiti sovrani dei singoli 17 Stati che ne fanno parte, con l’istituzione di Eurobond “leggeri”. Cioè di altri debiti da gettare sulle spalle dei popoli. Il 2013, però, non sarà di certo meno “emozionante”  (e svilente) del 2012  e, appena iniziato, già assicura una nuova stagione densa di appuntamenti: a Febbraio si partirà con le elezioni politiche in Italia; a Settembre sarà, invece, il turno della Germania. Due Paesi, questi, che restano fondamentali per l'esistenza stessa dell'Ue o per il suo fallimento istituzionale.

     La credibilità della Merkel    "Stiamo lavorando per voi"!                        

    Tra qualche mese, insomma, "in teoria" sarà possibile che l’Unione europea  modifichi il suo indirizzo politico e sociale sulla base dei risultati elettorali.  In "pratica" meno: infatti non si intrevedono per il momento segnali precisi di cambiamento dal solco europeista tracciato dai tecnocrati.  L'unica incognita sta nel fatto che nonostante la cancelliera tedesca Angela Merkel abbia tenuto in mano le redini europee per molto tempo, dovrà fare i conti con i risultati delle urne e con l'ormai poca credibilità che le viene accordata dagli stessi cittadini tedeschi. Quando afferma – come avvenuto nelle ultime ore – “Stiamo lavorando per lasciare ai nostri figli ed ai figli dei nostri figli un’Europa migliore”, chi ci crede più? In uno scenario europeo che ha rinnegato la tradizione e la democrazia e privato i cittadini della sovranità popolare, svuotando loro le tasche con una crisi creata ad hoc, non  c’è davvero mai fine al peggio!

     Italia    Panorama 2013                                                                                                             

    Prospettare un futuro diverso, dunque, appare davvero cosa difficile, soprattutto in Italia ed in Germania. E se in Germania – come detto – è tutto rimandato a settembre, l'ex Bel Paese vive con il fiato sospeso: come sarà il dopo-Monti? Anche qui, purtroppo, le previsioni non sono di certo molto rosee. Ciò che potrebbe essere peggio di un dopo-Monti è in assoluto un Monti-bis, in accoppiata, tra qualche mese, con un bis della Merkel. Ma le opzioni nefaste sono più di una. Un buco nero che si allargherebbe a dismisura in tutta Europa, fino a falcidiare qualsiasi forma di democrazia e autonomia; fino a ridurre i cittadini alla stregua di servitù di corte.  Ma d'altra parte tra i carrozzoni politici nessuno parla di fuoriuscita dall'euro-gabbia. In questo c'è una pressocchè totale inspiegabile omologazione. Neanche lo stesso Grillo (come d'altronde le sinistre e l'IDV) sembra dare garanzie in merito: oltrechè sul signoraggio bancario: cancro che il comico genovese considera stranamente come "una battaglia persa in partenza".

     Pdl-Lega    Concessioni antieuropeiste o favori all'élite dell'Aspen Tremonti?   

    Un'incognita rilevante è rappresentata in tal senso dall'unione tra Pdl e Lega. L'europeista Berlusconi, se vorrà restare a galla dovrà fare inevitabilmente concessioni alla Lega: l'unica finora a manifestare chiaramente la sua avversione per l'Europa dei debiti fittizi. Anche in seno all'Europarlamento – va ricordato per onor di cronaca – che gli unici a manifestare e votare contro le misure lacrime e sangue furono gli eurodeputati leghisti (c.d. indipendentisti), che presero fermamente le distanze da Mario Monti quando tutti gli altri a Bruxelles furuno pronti ad osannarlo pubblicamente con applausi e standing-ovation (dalla sinistra al PPE) mentre in Italia e nel Sud Europa tutto andava a rotoli e le imprese fallivano. Ma sul neo idillio Maroni-Berlusconi qualche preoccupazione desta il forte rilancio in cima a Palazzo Chigi del Presidente dell'élitario club (atlantista e filo-Usa) chiamato Aspen Institute, un certo Giulio Tremonti. Ipotesi non proprio condivisibile. Mah! E' più facile fare tredici che capirci qualcosa! Speriamo solo, dal canto nostro, che il 2013 non sia un prolungamento dell’anno precedente e che la gabbia europea possa scardinarsi permettendo ai popoli (le vere vittime del gioco) di evadere e di salvare il salvabile. Questi dovrebbero essere i buoni propositi per l’anno nuovo. 

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Approfondimenti   L'Aspen Institute                                                                                     

    Aspen Institute Italia – Organizzazione

    filantropico-culturale o fine della

    favola chiamata Democrazia?

    L'élite della politica italiana, dell'economia e della cultura

    tutta insieme appassionatamente per "illuminare" il

    futuro della Nazione:

    crescita illuminata o inganno "democratico"?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Cos'è l'Aspen Institute?   Ecco il Direttivo                                                                           

    Presidenti Onorari – Giuliano Amato, Gianni De Michelis, Cesare Romiti, 

    Carlo Scognamiglio

     

    Presidente Aspen Italia – Giulio Tremonti

    Vice-Presidenti Aspen – John Elkann, Enrico Letta,

    Paolo Savona (Vicario),Lucio Stanca (Tesoriere)

     Cos'è l'Aspen Institute?   Approfondimenti                                                                        

    Cos'è l'Aspen Institute? Pochissimi lo sanno! E la cosa non ci sorprende affatto! Il Club nasce come organizzazione internazionale non profit – a carattere mondialista – fondata nel 1950 da un gruppo di intellettuali e uomini d’affari made in USA, al fine di "incoraggiare le leadership illuminate" e affrontare "meglio" i problemi contemporanei mediante programmi culturali comuni, conferenze e iniziative di promozione della stessa  leadership. La sede centrale ufficiale è nella stessa sede dell'impero Usa, Washington. Oggi esistono sedi Aspen anche a Berlino, Lione, Tokyo, Nuova Delhi e in moltre altre nazioni.

     I Finanziatori  

    Vi chiederete, da chi è finanziata l'organizzazione? Presto detto! Carnegie Corporation, Rockefeller Brothers Fund e Ford Foundation. I criteri di finanziamento? Semplice: quote di iscrizione a seminari/stage/convegni e donazioni individuali. Walter Isaacson – ex presidente della CNN: il canale televisivo Usa più potente e noto al mondo – è il suo attuale presidente mondiale. 

     Sedi e componenti dell'Aspen Italia  

    In Italia l’organizzazione "atlantista" inzia ad operare nel 1984. Due le sedi: Roma (Via SS. Apostoli 49) e Milano (Via Vincenzo Monti 12). L’Aspen Institute Italia riunisce la créme dell’industria, del mondo bancario ed assicurativo, della cultura, del giornalismo, delle università e della politica. Fanno parte dell'Aspen uomini di punta di organizzazioni ed aziende storiche italiane come Enel, Fiat, Rai, Confindustria, Generali, Fincantieri, Mediaset, Pirelli, Poste Italiane, società Autostrade e molte altre. Tutti sostengono l'Aspen, ed in parte  (ovviamente) anche attraverso capitali pubblici. Fanno parte dell'Aspen anche uomini di punta della politica e della classe dirigente italiana come Giorgio Napolitano, Mario Draghi (BCE), Romano Prodi, Massimo D’Alema, Fedele Confalonieri, Lucia Annunziata, Paolo Mieli, Enrico Letta, Francesco Caltagirone, Cesare Geronzi, Franco Frattini, Gianfranco Fini, Luca Montezemolo, Sergio Marchionne, Emma Mercegaglia, Tommaso Padoa Schioppa, Giuliano Amato, John Elkann, Lucio Stanca e tanti altri. 

     Gli scopi ufficialie il "Metodo Aspen" – Leggendo dal Sito 

    “Aspen Institute Italia – leggiamo nel sito – è un’associazione privata, indipendente, internazionale, apartitica e senza fini di lucro caratterizzata dall’approfondimento, la discussione, lo scambio di conoscenze, informazioni e valori". Questo è il biglietto da visita dell'élite: un gruppo ben affiatato di pensatori che orientano al meglio le sorti del Paese ponendosi non il lucro come scopo ideale e reale, ma bensì valori come la "fratellanza" e "l'uguaglianza sociale", al fine dichiarato di sconfiggere i mali dell'Italia. Però! L'unico "difetto" è che il tutto avviene a porte rigorosamente "chiuse". Stile Bilderberg, per intenderci! Lo chiamano "Metodo Aspen". Che fantasia! A quanto pare, amici, il metodo del "silenzio" è diventato uno dei migliori metodi per curare le piaghe di questo mondo marcio. Che ne dite?

     Mission stretegica – Leggendo dal Sito 

    “La missione di Aspen Institute Italia è l’internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del Paese attraverso un libero confronto tra idee e provenienze diverse per identificare e promuovere valori, conoscenze e interessi comuni. L’Istituto – leggiamo dal sito -concentra la propria attenzione verso i problemi e le sfide più attuali dell’economia, della cultura e della società, con un’attenzione particolare alla business community italiana e internazionale“.

     Una Domanda scontata 

    Ma come possiamo credere che la politica e l'economia non interessino a questa élite di uomini strettamente insiti dei marchingegni più complicati e subdoli dell'alta finanza e del mondo bancario? Davvero non possiamo crederlo, malgrado ciò che sostenga la facciata del sito. Ma ciò che colpisce di più è l'altissimo grado di trasversalità politica del club. Non esiste né destra né sinistra. Tutti assieme appassionatamente. Ma tali impotanti temi, ci chiediamo, non dovrebbero essere discussi dal Parlamento. O il Parlamento è sempre più un teatro di pupi e burattini proteso a ratificare decisioni così alte e pensieri così illuminati, prese a porte chiuse? A voi la risposta!

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La critica dello studioso Miguel Martinez 

    Per questa struttura del club dai toni spiccatamente mondialisti, piramidali ed mmantati di aleatorietà e vaghezza, lo studioso Miguel Martinez ha definito l’Aspen Institute come una "fabbrica di tritanuvole" piuttosto sospetta. Ma perchè nessuno ne parla? Nessun Lerner, Gabanelli, Vespa, Travaglio, Santoro, Saviano, Fazio, ecc.. Eppure gli oggetti trattati dovrebbero essere pubblici, d'interesse pubblico e all'ordine del giorno. Molti parlano del Bilderberg! (oggi va di moda) Nessuno dell'Aspen! Come mai? Le riunioni non dovrebbero essere aperte a tutti i giornalisti, se è vero che le soluzioni proposte sono davvero prese per il bene di tutti. Non trovate anche voi?

     Oltre la nebbia  

    Certo, l'Aspen non è un’associazione segreta! I suoi membri sono conosciuti: tutti possono andare sul sito internet. Ma è anche vero che tutti possono andare sul sito della Commissione Trilaterale senza che nessuno sappia davvero cosa accada nella medesima. Anche se ciò si può intuire. Basta vedere quel che accade nel mondo, per farsene un'idea! Una cosa è certa: l'ambiguità regna sovrana! Ma se l'Aspen non è una loggia o un club che agisce nel segreto, perchè tutta questa nebbia intorno alle sulle riunioni? 

     Chi sono gli Aspen Junior Fellows? 

    Andando sul sito dell'Aspen italia, ci ha molto incuriosito l'espressione Aspen Junior Fellows: l'espressione con la quale vengono indicate le "fotunatissime" (miracolate) gionavi leve che fanno parte dei progetti “Aspen per la Nuova Leadership”. Ovviamente per farne parte come minimo devi essere "segnalato" da un socio dell’Aspen Institute. Ovvio!  D'altra parte qui si forma la classe dirigente del futuro! Mica roba per tutti! E il reclutamento, ovvio, è uno degli elementi portanti per assicurare nel lungo periodo l'esistenza "della specie".

     Il Motto dell'Aspen Institute   

    Sul sito e sul logo del "circolo culturale" appare chiara l'inquietante scritta “Timeless values, enlightened leadership” ovvero “Valori senza tempo e leadership illuminata".  Ma se ognuno di noi in una democrazia dovrebbe contribuire al bene comune avendo accesso ai palazzi che contano, come ci spieghiamo queste "anomalie democratiche"? Che significa leadership illuminata? Beh, non ci vuole troppa fantasia per capirlo! O no?

     Raschiando sul fondo del barile 

    Sarà che quella della "Democrazia liberale", amici, è stata la più grossa bufala mai raccontata? La senzazione è che – elezioni e partecipazione a parte; fazioni, colori e baracconi politici a parte – il nostro futuro sia già stato scelto per noi. In effetti più sveliamo gli altarini che si celano dietro la "politica latente" (non ufficiale); più raschiamo in fondo al barile e più cresce – purtroppo – la consapevolezza dell'inutilità di questo folle gioco chiamato "partecipazione politica". Almeno finché le regole del gioco restano quelle attuali, stile Porcellum. Anche se probabilmente i porcellum sono ormai troppi. D'altra parte si rivela parimenti inaffidabile e fumosa anche la cosiddetta antipolitica incarnata  al momento da Beppe Grillo. Sempre per restare in tema, soprende ad esempio che Enrico Sassoon, il più importante, socio/partner della Casaleggio Associati sia anche Presidente del comitato Affari Economici dell'America Chamber of Commerce in Italia: super-lobby internazionale di banche e grandi multinazionali che rappresenta da sola oltre il 2% del nosttro Pil nazionale.  Può Grillo non sapere? Può ignorare il fatto che lo stesso Enrico Sassoon siede a fianco di Monti, Tremonti & C. nell'Aspen Institute? Può l'intelligentissimo e sveglio Grillo ignorare il fatto che la gestione tecnica del suo dominio sia domiciliata nella sede di un’azienda legata al Gruppo Telecom, uno dei gruppi più "odiati" dallo stesso comico? Una cosa appare chiara: il trasversalismo regna sovrano ovunque! Quella della cosiddetta "patecipazione politica", alla luce di questi fatti, ci accogiamo come sia diventata – e sempe con maggiore evidenza – un giochino che dalle "Rivoluzioni" Settecentesche in poi (il secolo dei lumi e dei nuovi "Illuminati") passando per le Guerre Mondiali e la nascita delle istituzioni comunitarie ci ha fatto credere di essere liberi e padroni del nostro futuro, allontanandoci dal Bene Vero (che è Dio) e portandoci a sostituire alla società teo-centrica la società del teatrino della politica. Portandoci a sostituire al  culto per "Dio", il culto per la "dea ragione" ed i suoi accidenti. Questi sono i risultati! E la deriva controllata della politica e dell'economia (come del resto di alcuni ambienti élitari della stessa Chiesa: la stessa Vergine Maria lo profetizzò a Fatima, dicendo: "I fumi di Satana entreranno nella Chiesa, ma alla fine non prevarranno su di essa") ne sono il sintomo e l'effetto più evidenti. 

    Sergio Basile, Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

     

     

     

     

  • Imbroglio Ue – La Commissione europea: l’Italia vada avanti con l’austerity. Bukovskij: l’UE come l’URSS

    Imbroglio Ue – La Commissione europea: l’Italia vada avanti con l’austerity. Bukovskij: l’UE come l’URSS

    Giovedì, Dicembre 20th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Ue / Urss / Bruxelles / Roma / Romania / Conti pubblici / Austerity /Elezioni / Commissario agli Affari economici / relazione sulla sostenibilità dei conti pubblici / Vladimi  r Bukovskij  / Mikhail Gorbaciov / Strangolare abbracciando / coincidenze tra Ue e URSS / Stalin / Commissioni / Troike / Ue / Bce / Fmi / Napolitano / enorme deficit democratico / sovranità statale / Nuovo Ordine Mondiale / Pierluigi Bersani / Gianfranco Fini / Andrea Riccardi / Mario Monti / Crosetto / Meloni / Napolitano / socialismo totalitaristico / Gabanelli / Report / Auchan / Amazon Italia / Iva / Lussemburgo / Commissari / Europarlamento / Duma / terne di fucilazione / Organi autonomi ed autoreferenziali / Perestroika / Muro di Berlino / Pavel Stroilov / sostenibilità / Austerity / Elezioni / Patto di bilancio   / Diritti fondamentali nell'Ue / Commissione europea / Olli Rehn / Manuel Barroso / Spagna / Italia / Grecia / Casa comune europea / Muro di Berlino / sistema criminogeno / URSSS EURSS / Il complotto dei rossi / Gosbank   

    Bukovskij: l'UE come l'URSS

    Imbroglio Ue – La Commissione europea: 

    l'Italia vada avanti con l'austerity

    La malafede dell'Ue è la strategica cecità dei tecnocrati 

    Ecco cosa si cela dietro l'attuale Grande Imbroglio Ue: 

    Mondialismo e Scuola Stalinista

     

    di Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     EURSS                                                                                                                               

    Bruxelles, Roma – Più ci avviciniamo alla fine di questo disgraziato 2012 – per gli Italiani, l'annus horribilis  "per eccellenza" dal dopoguerra ad oggi – più prende forma l'immagine di un mostro apocalittico che domina incontrastato il continente europeo, celandosi dietro la maschera della "democrazia". L'essere in questione si chiama Unione europea, e il suo braccio operativo "Commissione". Solo partendo da questo assunto possiamo comprendere l'uscita dell'ultima ora di Manuel Barroso & soci, che in un comunicato ufficiale relativo alla relazione sulla sostenibilità dei conti pubblicidiramato ieri, è tornato a parlare della situazione italiana, sprecando elogi sull'operato di Mario Monti.

     Recessione e 100 miliardi di Debito in più – Tutto ok per l'Ue                      

    Secondo l'esecutivo dell'Ue, in particolare, l'Italia avrebbe conti a posto nel breve periodo, ma tuttavia servirà una ''forte determinazione e nessuno scostamento dagli obiettivi di risanamento'' per mettere in sicurezza – si legge nel comunicato – anche il futuro.  In questi termini la Commissione europea ha promosso i cosiddetti "sforzi italiani" certificando la bontà assoluta del  cammino intrapreso dall'ormai ex Bel Paese. Purchè – conclude il comunicato – "non vi sia alcuna deviazione dall'attuale persorso delineato nell'ambito dell'agenda europea". Infatti ''L'Italia – per la Commissione – deve  continuare in modo risoluto ad applicare le misure che aiutano la sostenibilità e riducono il debito''. Peccato che il debito in tutto ciò non sia per nulla diminuito! Dal canto suo il commissario agli Affari Economici, Olli Rehn,  ha rincarato la dose di elogi pro-austerity, raccomandando ai futuri leader che dovessero conquistare la "palma" elettorale, "continuità nelle politiche di bilancio e fedeltà piena all'Unione europea". Ma a ben vedere ormai è matematico come le dichiarazioni espresse ieri a Bruxelles dai tecnocrati siano completamente infondate e fuori dalla realtà. Come si fa, infatti, a sostenere che le misure dell'agenda europea di Mario Monti si stanno dimostrando panacee protese a ridurre il debito, quando il debito pubblico nazionale è cresciuto di circa 100 miliardi di euro in un anno e la recessione sta distruggendo il Paese? Come si può parlare di conti a posto e sostenibilità del sistema, quando tutto i parametri economici interni dicono il contrario? Evidentemente la mala-fede e il delirio sono totali. 

     Un Grande imbroglio                                                                                                   

    Ma evidentemente il delirante Anti-Vangelo di Bruxelles, intriso di bugie e falsi dogmi  resta – malgrado tutto – sacro verbo per personaggi del calibro di Monti, Bersani, Riccardi, Fini, Casini, Berlusconi e degli altri rappresentanti dell'Udc-Pd-Pdl. Fatta eccezione per dissidenti di lusso dell'ultima ora (vedi Crosetto e Meloni) che finalmente sembrano aver preso le distanze da questa pazzia collettiva che investe come un morbo – una peste manzoniana – gran parte dei carrozzoni partitici italiani. Anche se qualcuno – non è mai troppo tardi – sembra dare segni di cedimento, è sembra aver trovato il coraggio di ribellarsi a questo infame regime. A questa bugia sistematica secondo la quale soltanto guardando all'Europa si può scorgere la "luce" della democrazia. Basta! Ormai anche i bambini negli asili sembrano aver capito che si tratta solo di un grande imbroglio! Speriamo che presto possa capirlo anche il resto "addormentato" degli Italiani, che ancora osano blaterare di "europeismo". Ma in questo, come si dice, il pesce marcio puzza dal capo… "Guai a coloro che tentassero strade diverse!" va minacciando da mesi Napolitano, dalla sua sconfinata reggia del Quirinale. "Essi – ha ribadito il capo della Repubblica Smarrita – sarebbero i peggiori populisti e detrattori della Democrazia!" Affermazioni pesanti, cari lettori! Affermazioni che dette all'interno di case di cura per disagiati psichici sarebbero lette con una vena di amorevole compatimento, ma al di fuori di esse, con grande spavento e preoccupazione. E' possibile che nel Terzo millennio – ci chiediamo interpretando il pensiero di decine di milioni di Italiani onesti e lavoratori – un popolo "civile" possa essere governato da visionari, ciechi adoratori dell'illuminata Ue e del suo dio minore? Ma la nostra meraviglia, amici, è doppiamente grande (da cristiani qual siamo) nel vedere un sedicente "cattolico" o pseudo tale come il tencico Riccardi proteso anima e corpo a sostenere questo inguardabile, grottesco e lascivo spettacolo anche dopo il 2012, ed in una coalizione che osa definirsi di "centro" (?). E tutto in nome non della "giustizia", della logica o del "benessere sociale", ma dell'Europa. Una semplice parola di sei lettere, che fine a se stessa non vuo dire assolutamente nulla. Se non dittatura!

     Sulle ali del "Mondialismo" – Strane analogie tra URSS e UE                       

    L'Ue, dicevamo, è dunque diventata un mostro che trova come comun denominatore con le altre grandi dittature della storia un elemento inconfutabile quanto grave: un enorme deficit democratico. Un vuoto di democrazia riempito e sostenuto da insensati luoghi comuni; e proteso con mille sotterfugi (firma di trattati anzichè referendum; imposizione di tecnici e commissari non eletti e così via) ad annientare la volontà dei cittadini distruggendo ogni sovranità nazionale e morale in nome di una fantomatica e "provvidenziale unità". Un'unità che puzza di  "mondialismo", ma anche di "socialismo totalitaristico" e nel contempo di fascismo (probabilmente facce di un'unica grande ed arruginita medaglia). Ma a ben vedere, se andiamo ad analizzare la situazione economica dei singoli stati, caratterizzata da un appiattimento verso il basso degli stipendi e della ricchezza pro-capite di famiglie ed imprese, il modello più calzante (in questo grande piano per un nuovo ordine mondiale e continentale) è proprio quello socialista della vecchia URSS. Basti guadare quel che sta accadendo in Paesi come Spagna, Portogallo, Irlanda, Italia, Cipro, Ungheria, Bulgaria, Grecia (col pretesto del debito pubblico e non solo) o Romania: nazione, quest'ultima, dove gli stipendi medi si attestano sulle 340 euro al mese: poco più di 10,00 al giorno! Ma si può vivere così? E ciò mentre le grandi lobby realizzano affari faraonici acquisendo aziende costrette al fallimento; e mentre continuano a controllare indisturbate interi mercati continentali e con regimi fiscali vergognosi e di favore. Vedi i Casi della Amazon e della Auchan in Italia, dei quali si è occupata la Gabanelli nell'ultima puntata di Report. Non pagano allo stato italiano un centesimo di Iva pur facendo affari d'oro nel nostro Paese. E ciò grazie alle grandi sentinelle dell'Unione europea e della loro "religione atea e liberal-socialista". 

     Lenin e Stalin hanno fatto scuola                                                                           

    D'altra parte si chiamavano "Commissioni" e "Commissari" le stesse strutture totalitarie di contollo ideate da Lenin durante il primo governo rivoluzionario russo. Anche all'ora, come oggi nell'Ue, i suddetti commissari non venivano assolutamente eletti, ma nominati dall'alto. Da una strettissima cerchia di oligarchi. In tal modello analogie anche tra Europarlamento e Duma: entrambi – a quanto pare – organi di facciata, protesi a garantire lo status quo e ad eludere le masse, fornendo interpretazioni fantasiose su fatti gravissimi e cruenti come l'attuale crisi dell'euro e della moneta-debito. La moneta imperiale. Se così non fosse davvero non ci spieghiamo come possa resistere ancora il regime delle private e plurindagate agenzie di rating in Europa; e come la frottola dello spread continui a mietere vittime tra l'indifferenza generale. Per tacere sul credit crunch e sulle politiche della Bce e di Basilea 3: altra grande analogie copiata questa volta dal vecchio Stalin. Il primo – guardacaso – a privatizzare la Banca Centrale dell'Unione Sovietica (Gosbank), sottraendola al controllo del popolo: l'origine di tutti gli imbrogli dell'economia moderna.

     Tra laicismo distruttivo, Commissioni e Troike, la storia si ripete              

    Ma le strane coincidenze tra Ue e URSS non finiscono qui. Nei primi del Novecento Stalin aveva dato vita alle "troike", commissioni per la lotta alla Controrivoluzione, (altrimenti dette "terne di fucilazione") formate da onnipotenti triadi di arroganti personaggi senza scrupoli dotati di ampissimi poteri investigativi e giudiziari. Organi autonomi ed autoreferenziali nominati dal regime. Stessi meccanismi coercitivi ed antidemocratici che ritroviamo curiosamente in un'altra "Troika", quella formata da Ue, Bce e Fmi. Organizzazioni plutocratiche a carattere privatistico ed antidemocratico che si arrogano il diritto di decidere le sorti di  centinaia di milioni di cittadini europei senza alcuna legittimazione popolare.

     Strangolare abbracciando                                                                                          

    Il motto, oggi come allora, sembra essere lo stesso, cari lettori: "Strangolare abbracciando". Storicamente l'idea di sovvertire le basi dell'allora "trentenne Ue" fu a quanto pare del paladino della Perestroika, in carissimo Mikhail Gorbaciov. Colui il quale sdoganò il modello liberista in Russia, riuscendo ad alterare sistematicamente l'economia e la distribuzione della ricchezza del Paese Euroasiatico, in negativo. Tra i sostenitori di questa tesi vi sono numerosi studiosi, economisti e storici. Tra di essi il più noto è probabilmente lo scrittore e dissidente russo Vladimir Bukovskij. "Bukovskij – come ci ricorda il collega Baldi in un editoriale de "Il Giorno" – ha conosciuto giovanissimo le prigioni sovietiche, gli ospedali psichiatrici e i lager. Per la sua costante opposizione al regime degli ultimi zar del Cremlino, può denunciare con tanta forza l'involuzione dell'Unione europea, sottolineandone il "deficit democratico". In particolare "la decisione di gettare le basi di una Casa comune europea, capace di riaffermare il predominio sovietico sul vecchio continente", sarebbe stata presa due anni prima della stessa caduta del "Muro di Berlino", il 26 marzo 1987. Una sorta di rivoluzione silenziosa concertata con i leader europei più influenti di allora.  

     NWO – URSS-EURSS e lo stato di "benessere socialista"                              

    Secondo Bukovskij, sulla base dell'attuale involuzione del glorioso progetto comunitario chiamato Ue, "oggi il mostro burocratico russo rivive a casa nostra, con la sua inettitudine operativa, una corruzione dilagante, un crescente deficit democratico e una pericolosa mancanza di rappresentatività popolare. Oggi – continua lo scrittore in un recente articolo apparso su "La Stampa" – il pericolo vero non è Putin, ma proprio l'Occidente. Dal nemico in fondo – conclude – non ti aspetti niente di buono, è giusto che sia mascalzone. Il problema è l'amico…" . E' questa probabilmente l'essenza del pensiero critico di  Vladimir Bukovskij: ad oggi il più netto critico dell'involuzione socialisteggiante di Bruxelles. Alla luce di ciò si comprende come l’Unione europea sia divenuta – a parer nostro, dello scrittore e del collega Pavel Stroilovun vero e proprio sistema criminogeno: l’erede naturale dell’Urss; sua alterego più prossima e letale. E' questo – tra l'altro – l'assunto di fondo del loro emblematico libro dal titolo "URSS-EURSS, ovvero: il complotto dei rossi".  Un complotto che sembra mirare diritto alla nascita di un Super stato totalitario tecno-bancario, da costruire sulle ceneri delle nazioni e sulle spalle dei popoli, per compiacere e fare il gioco – non dimentichiamolo – di un'élite mondialista ed "illuminata".

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • L’Inganno delle Riforme Strutturali e la Morsa del Rating Sovrano – La Costituzione ora la scrive Moody’s

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    Sabato, Dicembre 15th/ 2012 

    – di Vincenzo Folino – 

    Rating Sovrano / Moody’s / Agenzie di rating / Silvio Berlusconi / Mario Monti / Elezioni politiche / Pierluigi Bersani / Previsioni economiche / Pil Eurozona / Pigs / Legge di Stabilità / Jean Claude Juncker / Imu / Vetice Ue di Giugno 

    Nella Morsa del Rating Sovrano – La

    Costituzione ora la scrive Moody's

    Il tempo della democrazia Formale e della

    Dittatura Reale

    L'inganno delle cosiddette "Riforme Strutturali"

    Bruxelles, Roma, New York – Dati, statistiche, tabelle, previsioni e declassamenti. In una parola: agenzie di rating. Bestie rare che agiscono indisturbate e sovrane in una galassia di incongruenze ed ipocrisie uniche nella storia moderna. Una storia costellata di falsità ed arbitrarietà; di giudizi manipolabili, come quelli di altri organismi internazionali di controllo; di – connesse – riforme e misure di austerity, con conseguente restrizione della domanda interna; storie (tristi, drammatiche) di interi paesi al collasso; disoccupazione dilagante e malcontento sociale. Più la crisi va avanti più vengono perpetuate le stesse strategie che ci hanno condotto fin qui; più lo spazio d’azione si restringe più la Bce rimane a guardare, come fosse uno spettatore più che uno degli attori principali della “contesa” in atto. Tutt’al più aggiorna le sue previsioni, e non sono positive: infatti a distanza di soli tre mesi dalle ultime, solo tre mesi, la forchetta del PIL dell'eurozona  – specie quello dei Pigs – peggiora di minimo 0,5 punti percentuali nella sua stima ottimistica; e dell' 1,1% in quella pessimistica. Ciò mentre ormai entriamo nel secondo anno successivo di recessione. Un disastro. Ma in questo scenario, come ciliegina sulla torta, non potevano mancare le ultime stime di Moody’s (della pluri-indagata ma pluri-legittimata ed osannata Moody's) riguardo il nostro Paese.

     La Costituzione non esiste perchè la sovranità nazionale non c'è più 

    L’agenzia di rating statunitense ci concede qualche mese di tregua, un intervento sicuramente insolito che a qualcuno potrebbe far pensare, con un pò di “malafede”, che ci sia sotto una questione di “stima personale” nei confronti di un suo ex consulente, il nostro (loro) "super" Mario Monti. Le previsioni di Moody’s si sono incentrate sui risultati delle future elezioni politiche, sostenendo che le attuali turbolenze avranno, per quanto attiene all’affidabilità creditizia del nostro Paese, conseguenze limitate sul medio e lungo termine. Secondo l’agenzia, infatti, la fine del governo Monti non dovrebbe portare a nessun cambiamento delle linee generali della politica economica. Il nostro giudizio a proposito, se le cose dovessero andare così, sarebbe molto diverso, e in tal caso preferiremmo parlare di ristagnazione, per di più voluta e perseguita. Tornando alle dichiarazioni di Moody’s (una vera e propria minaccia indiretta) si prevede che il centro-sinistra montiano esca vincente dalle politiche, e che la guida del nuovo governo venga affidata a Pierluigi Bersani, il quale – come già dichiarato – manterrà praticamente inalterati gli elementi chiave della Legge di Stabilità. Un’affermazione, anche questa, dal tono ambiguo, che spazia dalle speranze alle minacce. Contemporaneamente, infatti, viene confermato il giudizio negativo (Baa 2) sui Btp decennali dell'Italia e sulle nostre prospettive economiche complessive. Una sorta di monito, un modo come un altro per ricordare ad un qualsiasi paese quale sono i compiti da svolgere a casa e, soprattutto, che non può decidere di studiare per conto proprio. Cioè non può permettersi assolutamente di esercitare la propria sovranità e di far valere la propria Costituzione. Né più né meno di carta straccia. E pensare che quelli di Moody's & Co. dovrebbero essere meri "consigli". Perchè i giornalisti delle grandi testate non lo dicono? 

     L'inganno delle cosiddette "Riforme Strutturali" 

    "Compiti a casa" che ci vengono propinati come prerogative essenziali, come indispensabili per preservare la stabilità finanziaria del nostro Paese e continuare a percorrere la via delle riforme strutturali, le “loro” riforme strutturali  iperliberiste (cioè di regalare il Paese ai privati) e del consolidamento di bilancio. Ed ecco qui apparire super Monti insieme alle previsioni sul suo imminente futuro. Secondo Moody’s il suo ex consulente rimarrà il vero protagonista della nostra scena politica, ed anche se non dovesse candidarsi alle future elezioni politiche: l’Italia – secondo i compari di Moody's – non potrebbe fare a meno del suo apporto. Quest’ultimo potrebbe concretizzarsi in diversi scenari, potrebbe svolgere un ruolo di super ministro dell’Economia, ma potrebbe anche essere richiamato alla guida del governo per superare l’impasse di un Parlamento senza maggioranza. Previsioni legittime? Giudicate voi. Previsioni amichevoli, un pò di parte? Credo di sì.

     Organi Ue – le Sentinelle del Sistema 

    Quello che non possiamo smettere di ripetere, per quanto seccante possa apparire, è che la storia recente ha falsificato – ed in più occasioni – sia la legittimità scientifica (ovvero i numeri), sia la legittimità etica (l’imparzialità) di queste agenzie di rating: nient’altro che società private, ribadiamo anche questo, al servizio dei propri datori di lavoro (lobby e grandi gruppi bancari ed industriali); e nonostante siano ormai numerosi i casi comprovati in cui tali agenzie abbiano clamorosamente sbagliato le valutazioni sulla solidità finanziaria e patrimoniale di Stati e società, i loro giudizi e i loro commenti vengono comunque presi in grande considerazione dai principali attori del mercato: smuovono il mercato, hanno provocato e provocano  conseguenze devastanti per i titoli di questo o quel soggetto. Il tutto inserito in una logica di amicizie e alleanze strategiche, con il benestare delle grandi sentinelle del sistema: gli organi dell'Unione europea: Commissione, Consiglio e Parlamento europeo.  Ma come abbiamo appena detto i loro moniti smuovono il mercato e, per forza di cosa, dobbiamo commentarne il “pensiero”.

     Democrazia Formale, Dittatura Reale 

    Arriviamo così al Cavaliere. Tra i motivi che hanno spinto Moody’s alla cautela c’è stata proprio la mezza marcia indietro di Berlusconi, che dopo aver criticato l’operato del governo Monti si è parzialmente corretto, sostenendo che non si ricandiderà a Palazzo Chigi se Monti accetterà di essere il candidato di un vasto raggruppamento di centro-destra moderato da contrapporre alla sinistra: il classico cabaret all’italiana. E non manca certamente la suspance: come avvenuto ieri durante la votazione alla Camera del decreto legge sullo Sviluppo, un’approvazione tirata per i capelli con una percentuale di voti ridicola (261 favorevoli, 55  contrari, 131 astenuti e 183 assenti), che denota il malumore (o comunque la schizofrenia acuta) di tutti i partiti verso l’attuale governo e la paura di essere puniti alle elezioni per aver avallato, come punta di un’iceberg, l’introduzione dell’Imu. Manca una piccola precisazione, ovvero che queste dichiarazioni e questa ritrovata disponibilità al dialogo da parte di Silvio Berlusconi, fanno seguito ai sottili attacchi ricevuti in sede europea. Meno di quarantotto ore fa a Bruxelles, in occasione del vertice del Partito popolare europeo, il Cavaliere veniva accolto in un clima di gelo e indifferenza da gran parte dei suoi colleghi. Per tutti ha parlato Jean Claude Juncker ,presidente dell'Eurogruppo e primo ministro lussemburghese, che alla domanda cosa pensasse della presenza di Berlusconi, ha replicato di chiedere a lui cosa ne pensasse di essere a Bruxelles. Non aggiungiamo altro. Eccetto il fatto che lo stesso Cavaliere, dal 2007 ad oggi non ha fatto assolutamente nulla per delegittimare le agenzie di rating: pur avendo a Bruxelles – in veste di eurodeputati – una folta schiera di seguaci, ad iniziare dal capogruppo italiano, nonché ex vicepresidente dell'Europarlamento, Mario Mauro. Segno che l'Europarlamento in effetti non conta nulla, e che quelli che comandano davvero sono i membri della Commissione (tecnocrati rigorosamente non eletti e provenienti da ambienti "particolari") assieme ad una manciata di leader europei: alcuni dei quali "nominati" (i cosiddetti tecnici) e provenienti dagli stessi ambienti dei primi; altri eletti ma compiacenti ai diktat dei primi; altri ancora contrari ma costretti all'obbedienza; ed infine alcuni di essi (le mosche bianche) rappresentano i cosiddetti "dissidenti": isolati o comunque posti in posizioni di netta inferiorità numerica per poter contare qualcosa. Risultato? Democrazia formale, Dittatura reale!

     Due ultime osservazioni 

    Concludo lasciandovi due piccole osservazioni, dopo aver detto delle previsioni di Moody’s. Due conclusioni differenti riguardo sempre le prossime elezioni politiche. La prima riguarda Monti, il quale ha assicurato che qualunque sarà l'esito delle elezioni italiane, ci sarà un governo che si collocherà nella linea tradizionale di un forte appoggio all'integrazione europea, perché questo è – a parer suo – "nel nostro interesse nazionale" (?). E non è una battuta! La seconda è di chi scrive: qualunque sia la falsa coalizione (in quanto non di valori e di programmi ma di voti e di numeri si parla) che dovesse vincere le prossime elezioni, l’unica soluzione, lo dico non so quanto ironicamente, sarebbe “un’insurrezione”. E questa volta non è l'Europa delle banche o delle mafio-massonerie a chiedercelo, ma sono i nostri figli!

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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     Per non dimenticare – Approfondimenti – Il Vertice Ue di Giugno 

    Domenica, Luglio  1st/ 2012 

    – L'Editoriale, di Sergio Basile – 

    Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Angela Merkel  / Contro informazione / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Misure fittizie / Speculazione / Delegittimazione degli stati / Anarco-capitalismo / Iper-liberismo / Politiche liberiste / Leviatano / Morte degli stati nazionali / Privati e lobby al potere / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Banca Europea degli Investimenti / BEI / Eurobond / Project Bond / Fondi Strutturali / Union Bond / Super-stato Federale / Ipotesi antistorica / Efsf / Scudo Anti-Spread / Resolution Fund / Ricapitalizzazioni bancarie / Unione bancaria / Tobin Tax / Unione Fiscale / Garanzia Europea sui Depositi Bancari / Target 2 / Redemption Fund / Mutualizzazione dei Debiti Pubblici / SMP / Security Market Program / Contro informazione / Europa / Qui Europa / Sergio Basile 

    Bruxelles – Vittoria di Monti e dell'Italia?

    No! Vittoria di Banche, Lobby e

    Anarco-capitalisti

    Una colossale Montatura Mediatica – Media 

    casta esultano: "Monti meglio di Balotelli!"

    Italia ed Eurozona, verso la Dittatura dei Privati, 

    affogano nel debito – "Qui Europa" vi spiega

    perchè, punto per punto

    Vertice Bruxelles – La Falsa Vittoria dell’Italia – La Vittoria di Monti e delle Lobby

    Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso  vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale.

      Il vertice al netto della propaganda 

    Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda  dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.  

      La Via maestra del Debito, dell'Austerity e del Centralismo   

    Possibili aperture future anche sulla  ricapitalizzazione diretta delle banche e sulla mutualizzazione del debito dell'Eurozona (eurobond) e delle garanzie dei depositi bancari. Ipotesi tuttavia, specie queste ultime, fortemente osteggiate da Angela Merkel. In cantiere anche il "Resolution Fund" (fondo per la liquidazione pilotata delle banche non ritenute suscettibili di auto-reggersi); la Tobin Tax (tassazione sulle transazioni finanziarie) e "dulcis in fundo" l'Unione Bancaria (sotto l'egida della BCE: cosiddetta "Vigilanza Integrata") e l'Unione Fiscale (Unione di Bilancio): cioè l'unione di tutti i bilanci degli stati membri dell'Ue, in un unico bilancio "confederale".  

      La Morsa dei padroni 

    Lontana resta la "Licenza Bancaria", cioè la possibilità del "liberticida e dittatoriale" MES di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Ciò – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italiane. Ma in tal modo la "stretta" dei padroni sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leader (tra i quali la Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

     Speculazione a piede libero   

    In tal modo, infatti, gli Europei acquistano il proprio denaro ad "usura", ovvero pagando all'emissione già il 6% d'interesse. Come credete che si gonfi il debito pubblico degli stati? Proprio con questo diabolico stratagemma! La prima cosa che il Consiglio europeo e Mario Monti dovevavo fare era dunque rinazionalizzare le Banche Centrali, evitando che il nostro denaro fosse in realtà gestito e rivendutoci dagli intermediari privati (banche private). In un parola, dovevamo riappropriarci della nostra sovranità monetaria: facile mossa per neutralizzare l'incremento ingiustificato e immorale del debito pubblico degli stati. Debito che alla luce di quanto detto si rivela ciò che in verità è: la morza pretestuosa ed infame che i nostri aguzzini usano contro di noi; contro le famiglie e le imprese italiane, per porci in stato di schiavitù controllata. Niente più di questo!

     La Balla del fondo Anti-Spread  

    Come già trattato in precedenti articoli, e come noto, ciò che contribuisce a far lievitare il debito degli stati è il libero giudizio delle società (private) di rating, che influenzano e "controllano" – in maniera illegittima e gravissima, e tra l'indifferenza dei politici europei – il "rischio paese": cioè l'interesse in più (rispetto all'interesse dei titoli tedeschi, considerati i più affidabili) che i sottoscrittori devono avere in premio per acquistare BOT e BTP italiani. Cioè per finanziare il sistema Italia. Peggiore è il giudizio verso l'Italia, maggiori saranno lo spread e l'interesse sul debito addossato sulle spalle degli Italiani. Con questo illusorio  Meccanismo Anti-Spread (attivabile tramite gli acquisti di titoli di stato da parte del MES: che ha una dotazione di 500 miliardi di euro), pertanto, anziché provvedere a delegittimare tali agenzie, che dovrebbero rispettare la sovranità statale e non mettere "voticini" agli stati, come fossero "scolaretti", si prendono dalle casse dei contribuenti altri fondi (attraverso la tassazione ovvio!) per "fronteggiare" all'occorrenza spread troppo alti. Ma non sarebbe più facile mandare al diavolo lo spread e le pluri-indagate agenzie di rating? Società queste, tra l'altro, accusate – come già visto – di manomissione fraudolenta e pluriaggravata del mercato, e di voti sballati sugli stati. Come dimostrano le indagini in corso  presso numerose Procure, in Italia (Procura di Trani), negli Usa e non solo.

      Il complotto mercatista  

    Ciò, dunque,  evidenzia sempre meglio i contorni di un complotto mercatista ai danni della democrazia. Complotto ovviamente taciuto e mascherato dai media che continuano a parlare incomprensibilmente di "successo di Mario Monti e dell'Italia". Da voltastomaco! D'altronde lo capiscono anche i bambini: perchè "illudersi di contenere" lo spread (creando nuovi fondi e nuovo debito) quando si potrebbe annullare in una semplice mossa?

     Come funziona l'Anti-Spread  

    Esso – come detto sopra – funziona attraverso i "Fondi Salva Stati" (o sarebbe meglio dire "Fondi Ammazza Stati" – EFSF e MES) che si attiveranno immediatamente per acquistare titoli di stato. Ciò, tuttavia, senza risolvere a monte – come detto – il problema della lievitazione d'interessi da spread e la speculazione. Quindi, detta in parole povere, si usano soldi pubblici (che l'Ue potrà prelevare quando vorrà ed entro una settimana di tempo dalla richiesta fatta agli stati, cioè ai contribuenti) per continuare a speculare sul debito, che intanto si lascia "scoppiare" indisturbato. Ma la cosa che fa più sorridere (o piangere) e che lo chiamano "meccanismo anti-spread"!

     Inganno MES – creditore privilegiato 

    Tale "salvataggio" passa attraverso il MES: discusso e liberticida fondo – operativo fin dai prossimi giorni – che avrà lo statuto di "creditore privilegiato": in parole povere, in caso di insolvenza di uno stato finanziato, esso avrà il diritto di essere rimborsato prima dei creditori privati. Fatto sta che MES e speculatori privati terranno sotto scacco gli stati, leggittimati a diventare una sorta di "nuovi padroni" dei popoli. Con la recessione difficilmente i cittadini avranno altro sangue da spremere e buttare nel calderone delle tasse, annullandosi completamente. Ridotti praticamente in schiavitù! Un imbroglio totale dunque!

     Europa – Il Paradiso delle lobby  

    Ma un'altra perla regalata dal club dei 27 è stata la proposta di definitiva rimozione (dall'autunno) delle Barriere al Mercato Unico Europeo. Un pacchetto che la Commissione presenterà dopo l'estate e che si presta al definitivo dominio delle multinazionali e delle lobby, ai danni dell'economia delle piccole imprese, sempre più esposte ad una concorrenza spietata, immorale ed incontrastabile, favorita dall'Ue e proveniente dalla Cina, dagli altri BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) e dai grandi colossi mondiali dell'economia. Quindi altre misure inique dopo i disastri (ad esempio) provocati con l'apertura del libero mercato ai paesi africani in agricoltura. Qual'è stata la conseguenza? E' sotto gli occhi di tutti: invasione di arance e olio di oliva a prezzi stracciati (3o cent al chilo per le arance) nel mercato europeo e nei mercati di Calabria e Sicilia. Prezzi anti-concorrenziali (vista l'abissale differenza del costo della monodopera italiana rispetto a quella africana) che stannno portando al fallimento migliaia di aziende agricole, specie nel Sud Italia, ma anche nel Nord e nelle aree a tradizionale vocazione agricola. Per non parlare dell'invasione di manufatti e tessuti (tossici) cinesi sotto il naso dell'Ue, e contestuale crisi del Made in Italy.

     La Ricapitalizzazione della BEI  

    Entro fine anno la BEI (la Banca Europea degli Investimenti, controllata da un "board", consiglio, di privati) sarà ricapitalizzata (con soldi pubblici dei contribuenti) di 10 miliardi di euro. In tal modo l'istituto bancario (controllato dalla tecnocrazia) potrà "prestare" 60 miliardi l'anno per tre anni per gli scopi che intenderà perseguire "per il bene comune". Inizialmente il tetto dei 10 miliardi era stato alzato, ma poi c'è stata l'opposizione della Germania.

     La ricollocazione dei Fondi Strutturali  

    Il Consiglio ha poi preso in considerazione il riutilizzo dei Fondi Ue non spesi dalle regioni (per inerzia delle amministrazioni regionali – Es.: 30 miliardi di Euro del FSE solo in Calabria) al fine di ricollocarli verso la creazione di grandi opere infrastrutturali. Che non si ripresenti il tormentone del "Ponte sullo Stretto"? Anche qui leviamo una critica necessaria. Quei fondi che i nostri amministratori regionali non hanno usato (come avrebbero dovuto) per il bene comune e per scopi sociali, potevano ugualmente essere lasciati alle regioni per fronteggiare la crisi, ed integrare i redditi di giovani precari o disoccupati. Così facendo verranno dirottati verso "secondarie" opere infrastrutturali. E come se l'Ue ha un moribondo a casa e invece di comprare le medicine pensa  a ristrutturargli la casa. Paradossale! Da morto che beneficio ne avrà? Che ne sarà di quella casa?  Senza dimenticare che in tal modo l'Ue (governata da tecnocrati non eletti: vedi Manuel José Barroso e Herman Van Rompuy) si sta arrogando le funzioni economiche e d'investimento che prima spettavano agli stati (ora posti sotto lo scacco del pareggio di bilancio e della "spesa zero") ed a governanti regolarmente votati ed eletti democraticamente. Cosi Monti & Co stanno finendo per cedere pieni poteri (contro la Costituzione) a privati e tecnocrati, ed in maniera sempre più irreversibile.

     Unione Bancaria  

    L'Unione Bancaria – come detto in altri articoli – detta anche "Vigilanza Integrata" consiste nel rafforzamento della strapotere della "privata" BCE, che così facendo va verso il controllo diretto di tutte le banche più grandi. In pratica un unico grande inciucio bancario sganciato dal controllo democratico dei cittadini. Una élite posta sotto al controllo diretto e totale di coloro che stanno facendo scoppiare il debito pubblico degli stati a danno dei cittadini, e che ora muoveranno con maggior disinvoltura le fila dell'economia e della finanza, segnando un baratro sempre maggiore tra la plebe europea e la tecnocrazia. All'EBA (Autority Bancaria Europea) andrebbe il controllo delle banche minori: la stessa EBA che fu all'origine dell'inasprirsi della stretta creditizia delle banche ai danni delle imprese (credit crunch) alzando i coefficienti di riserva patrimoniale obbligatoria delle banche europee.

     Unione di Bilancio – Stati Uniti d'Europa   

    Oltre al già attuato "Patto di Stabilità", nel cantiere del Consiglio europeo e del (liberista) Mario Monti vi è inoltre un'ulteriore tentativo di  disintegrazione degli stati nazionali tramite la creazione di un unico bilancio confederale al posto dei 27 bilanci degli stati. in pratica l'Italia avrà in Europa lo stesso peso che avranno la Luisiana o il Kansas negli Usa. Quasi zero! Ipotesi pazzesa e completamente fuori dalla storia per mille motivi. Sarebbe come buttare dalla finestra, ed in pochi mesi, duemila anni di storia, tradizioni e cultura! Così, tuttavia, il controllo dell'élite ("non eletta") europea e dei club occulti che ne reggono le fila, sarebbe totale, con tutti gli aspetti deleteri e gli ulteriori diktat che ne potrebbero venir fuori. Ulteriore richiesta è stata quella di rafforzare i poteri del Parlamento europeo: cosa buona, se non fosse che tale ipotesi sarebbe accostata dall'insana idea di mandare letteralmente in pensione i Parlamenti nazionali ed i nostri rappresentanti (che qualcuno – seguendo probabilmente i "suggerimenti" della famigerata loggia massonica P2 – ha già pensato di dimezzare, anziché pensare a dimezzarne gli stipendi, con contestuale evidente deficit democratico).

     Garanzia Europea dei depositi Bancari  

    La Garanzia Europea dei depositi è una ipotesi – quindi per ora non passata, ma in cantiere – che ha trovato l'opposizione della Germania, rimanendo quindi al palo. Essa consiste in una copertura assicurativa uniforme dei depositi bancari. Un meccanismo che permetterebbe di garantire e "salvare" i depositi, facendo cadere però sempre sui cittadini europei (che con altissimi livelli di tassazione contribuiscono a creare, di fatto, anche il suddetto fondo) il peso di questa "fantasiosa ed ingannevole forma di salvataggio":  che entrerebbe in funzione automaticamente in caso di fallimento delle banche.

     Resolution Fund e Ricapitalizzazione Diretta delle Banche 

    Il Resolution Fund, poi, implicherebbe l'ipotesi (non attuata  per il "no" della Merkel, ma – forse – attuabile in futuro) di garantire una liquidazione ordinata delle banche non in "condizioni di reggere". Ma come vedremo nel prossimo editoriale del lunedì (Schiavi di un Debito Illegale – Terza Parte – Il Sistema TARGET 2) il sistema bancario è fortemente condizionato dal predominio tedesco: possibile grazie ad un paradossale e squilibrato sistema europeo dei pagamenti, chiamato "Target 2". Un sistema che analizzeremo in tutti i suoi devastanti effetti, domani lunedì 2 luglio. Per ora, dunque, l'ipotesi di "Ricapitalizzazione Diretta" delle banche tramite il MES è solo rimandata. Ciò per l'opposizione di una Germania, che intanto sta continuando ad arricchirsi sulla base di questo pazzesco sistema bancario e dei pagamenti trans-nazionali. Infatti i tedeschi – con la ricapitalizzazione diretta – vedrebbero svanire parte dei loro guadagni indotti (Tramite il sistema TARGET 2) essendo – in tal caso – chiamati a partecipare direttamente – e pro-quota – al rifinanziamento diretto delle suddette banche. In attesa di analizzare le altre disastrose e recessive misure adottate e proposte dal consiglio Ue, frattanto, limitiamoci a digerire queste finora analizzate, con l'aiuto di un buon amaro e di qualche confezione di malox. Ciò nella consapevolezza di essere finiti, come dimostrato,  in una vera e propria dittatura. Quindi caro Monti, non c'è proprio nulla da festeggiare!

    Sergio Basile 

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