Mercoledì, Novembre 21th/ 2012
– di Sergio Basile –
L'Impero delle Banche / L'Europarlamento prepara l'Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti / Parlamento europeo / strasburgo / Unione europea/ Europa / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio mediatico / Media / Rigore finanziario / Debito pubblico / Speculazione / Impero mascherato / Mario Monti / Commissione europea / Unione di bilancio / bilancio unico europeo / Manuel Barroso / Correttivi / Dissoluzione delle sovranità nazionali / Herman Van Rompuy / Junker / Mario Draghi / coefficienti di riserva patrimoniale / Credit Crunch / Basilea 3 / Klaus Regling
L'Europarlamento scopre l'acqua calda e
prepara l'Impero delle banche e dei
Tecnici, stile Mario Monti
I deputati a Strasburgo: "c'è poca democrazia nel
modello Barroso-Van Rompuy-Draghi-Junker!"
Ecco gli ultimi palliativi votati a Strasburgo dalla
maggioranza dei deputati europei in plenaria
Verso lo sfaldamento finale delle nazioni e la dissoluzione
dei parlamenti democraticamente eletti
Strasburgo – Finalmente gli eurodeputati, riuniti nell'assemblea plenaria, scoprono l'acqua calda. Era ora! "C'e' poca democrazia nella riforma dell'Eurozona proposta dai quattro presidenti Van Rompuy-Barroso-Draghi-Juncker e che sarà al centro del vertice europeo di dicembre, avente ad ogetto temi quali "Fondo Salva Stati Permanente" (MES o ESM) e Unione Bancaria sotto l'egida della BCE". Ecco come hanno commentato il MES e gli altri euro-accidenti – nelle scorse ore – i capigruppo dei partiti europei di maggioranza. Per questo il Parlamento europeo avrebbe chiesto, tra l'altro, che il presidente del futuro organo della supervisione bancaria centralizzata e dell'Esm riferiscano all'Eurocamera sul loro operato. La decisione è stata presa nelle ultime ore da Strasburgo (dagli eurodeputati) attraverso la votazione di un rapporto (risoluzione) approvato con 482 voti favorevoli e 160 contrari. 35, per la cronaca, gli astenuti.
Nessuna novità sotto il cielo di Strasburgo
Ma a ben vedere qual'è la novità? L'Europarlamento come noto non è un organo dotato di poteri legislativi, pertanto non vediamo davvero come il piccolo correttivo possa influire sugli effetti perversi e destabilizzanti (in senso autoritaristico e totalitaristico) di questa pesante e liberticida forma di accentramento imperialistico, qual'è stata la creazione del MES (come visto un vero e proprio stato autonomo e dotato di pieni poteri – approfondisci negli articoli in allegato) e di un organismo di unione bancaria: unione cioè nelle mani di chi ha già contribuito a snaturare e imbastardire il circuito del credito proponendo l'innalzamento dei coefficienti di riserva patrimoniale delle banche di Basilea 3. Cosa che ha influito in maniera preponderante sul recessivo e dannosissimo fenomeno passato alla storia come "credit crunch". fenomeno che a sua volta ha determinato la chiusura di migliaia di imprese in tutta Europa (specie nei paesi Pigs ed in Italia) gettando sul marciapiede intere famiglie ed avallando – gioco forza – privatizzazioni e svendite forzate, assieme a pignoramenti di massa.
L'Impero mascherato e la sconfitta dell'umanità e della democrazia
Il testo approvato nelle scorse ore a Strasburgo sottolinea come "affinché si possa avere una completa Unione economica e monetaria ed una svolta per un'Europa veramente federale (Stati Uniti d'Europa) siano necessarie modifiche ai trattati, anche se non immediate". Secondo i deputati europei così facendo "si potrebbe dare alla Ue un bilancio fondato totalmente su risorse proprie e non sui contributi nazionali". Ma questo, cari amici, è un gioco subdolo e pretestuoso, poichè significherebbe annientare definitivamente le sovranità nazionali degli stati, a vantaggio della "democrazia delle banche" e di soggetti sovranazionali non eletti. Un Impero mascherato! Apriamo gli occhi! E poi necessiterebbe si la riforma del Trattato di Lisbona, ma al fine di bloccare l'emorragia del debito (alimentata dall'art.123 dello stesso trattato, che ci obbliga ad acquistare i nostri stessi soldi a tassi da usura, usurpando il famoso "diritto di signoraggio" agli stati sovrani) deprivatizzando le banche centrali e recuperando la sovranità monetaria e finanziaria in seno ai singoli stati. E non al fine – dunque – di creare un impero tecnico-lobbistico-bancario ancor più potente e posto nelle mani di logge e multinazionali. Che fine farebbe, ci domandiamo con serio pathos, la già risicatissima democrazia (o pseudo-tale) rimasta in Europa. Sarebbe la sconfitta definitiva dell'uomo e dell'umanità a diktat disumani del denaro ed al mercatismo.
L'inutilità dei parlamenti democraticamente eletti
Ma i deputati non si sono limitati a tali cusiose proposte spacciate per correttivi democratici. Essi hanno anche posto l'accento sulla necessità di porre in essere un "nuovo patto sociale per non aggravare – dicono – le conseguenze dell'aumento della disoccupazione nella fase di consolidamento dei bilanci". Cioè in pratica hanno già stabilito la morte ad orologeria degli stati ed il predominio di Barroso e della sua commissione di tecnici stile Mario Monti, su governi e parlamenti democraticamente eletti. La risoluzione mirerebbe in realtà ad un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali in questa fase di "pericolosissimo accentramento", ma davvero non si comprende che ruolo e che contributo tali organi nazionali in dissoluzione potrebbero dare alla causa. Traspare allora – in tutta la sua evanescenza – il fantasma di un grande ed ennesimo bluff.
L'Impero mascherato
Per il processo di accentramento bancario (cosiddetta supervisione bancaria) poi, i deputati votanti hanno sostenuto che il Parlamento "dovrebbe avere il potere di approvare il futuro presidente dell'organismo di supervisione, che dovrebbe essere obbligato a informare regolarmente il Palamento e a partecipare ad audizioni, mentre i deputati dovrebbero avere il diritto di investigare, con vere e proprie inchieste, su possibili errori nel meccanismo di supervisione". Nel contempo, secondo i deputati riunitisi a Strasburgo, il tedesco Klaus Regling, cioè il presidente del Fondo Salva Stati Permanente, (MES o ESM) "dovrebbe essere confermato con un voto del Parlamento e obbligato a informarlo regolarmente". Ma la puzza di impero – provvidenziali ed estemporanee dichiarazioni e palliativi a parte – è palese e forte.
Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)
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