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  • E’ sempre Illecito Uccidere! – Uscire dagli Interessi che Atrofizzano il Cuore

    E’ sempre Illecito Uccidere! – Uscire dagli Interessi che Atrofizzano il Cuore

    Lunedì, Settembre 9th/ 2013

    – di Padre Piotr Anzulewicz – 

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    E' sempre Illecito Uccidere! – Uscire dagli

    Interessi che Atrofizzano il Cuore

    – La Paralisi dell'Essere: Falsità, Ipocrisia e Legalismi 

    – La Differenza tra "Non Potere" e "Non Volere Far Nulla"

    – Il Seme della Riconciliazione e dell'Incontro

     

    di Padre Piotr Anzulewicz

    Syria - Killed - Pope francis - Papa Francesco

     Dalla Scrittura al Quotidiano                                                                                  

    Catanzaro –  di Padre Piotr Anzulewicz Oggi, Lunedì della 23a settimana del tempo ordinario si ricorda San Pietro Claver († 1654), sacerdote della Compagnia di Gesù (Gesuiti), che, a Cartagena in Colombia si adoperò per oltre quarant’anni con mirabile abnegazione e insigne carità per gli uomini di colore ridotti in schiavitù, pronunciando il voto di essere «sempre schiavo degli Etiopi» (all'epoca si chiamavano «etiopi» tutti i neri) e rigenerando di sua mano nel battesimo di Cristo circa 300 mila di loro; canonizzato nel 1888, insieme con Alfonso Rodriguez, suo fratello gesuita e amico, è stato proclamato patrono delle missioni per i neri. Con il suo aiuto ci apriamo ora a Cristo che ci vuole sanare, rigenerare, destare da ogni aridità… e offre la possibilità di prendere, scrivere, guidare, mangiare… trasformare i nostri peccati in fonte di salvezza per chi ci è accanto. Nelle letture presentate (Col 1,24 – 2,3; Sal 61; Lc 6,6-11Gesù ci fissa oggi diritti negli occhi e punta al nostro cuore con una domanda che è un dardo infuocato: «È lecito amare?».

     E' Lecito Amare! – E' Sempre Illecito Uccidere!                                              

    E' sempre lecito e doveroso amare, come è sempre illecito fare il male e uccidere. Eppure – ci chiediamo – quale trappola abbiamo escogitato per non amare, non dare la vita, non fare del bene? In quale casella legalistica abbiamo relegato il collega, la moglie, il suocero, con l'unico scopo di silenziare la coscienza e auto-giustificarci, per non umiliarci, chiedere perdono e avere misericordia?  E' nel cuore, nel segreto del nostro intimo, lì dove si decide di fare il bene o il male, che amiamo o disprezziamo, ci doniamo o ci chiudiamo; è nel cuore che violiamo il Sabato, senza che nessuno possa vederci; è lì compiamo l'illecito senza curaci della Legge e del Sabato. Il Sabato è solo un pretesto per vivere nell'ipocrisia di una vita falsa e doppia, purtroppo accecata dall'illusione della pretesa giustizia esteriore derivante dal rispetto di codici e leggi, nel cui nome dimentichiamo l’amore e la misericordia.

    Angelus - Papa Francesco - Armi e Guerra

     Il Cuore di Caino                                                                                                         

    Scoccando la domanda, Gesù penetra sino al fondo del cuore, e non ci si può più nascondere, si può solo “tacere”. Ai suoi occhi che scrutano e abbracciano ogni pensiero a 360 gradi, non sfugge il cuore indurito di chi gli era accanto, il cuore trasformato in luogo di male e di morte, il cuore di Caino. E non può trattenere l”ira” divina con la quale il Padre aveva corretto “gelosamente” il suo popolo; scoppia allora in Lui lo “zelo” mosso dalla “tristezza” per ogni anima arida ed arsa, senz'acqua e fecondità, dei farisei, erodiani filistei, come dell'infermo. Per questo, Gesù colma il silenzio calato nella sinagoga con la parola creatrice, offrendo a tutti la possibilità di salvarsi.

     La Paralisi dell'Essere – Ipocrisia e Lagalismi                                                   

    Attraverso quella mano incapace di stendersi per accogliere e donare, «la mano destra paralizzata» (Lc 6,7), mostra cosa significhi dare al Sabato pieno compimento. Anche un cuore indurito può alzarsi e risuscitare, ed è il giudizio di misericordia di Gesù, offerto a tutti in quell'oggi, nel quale stava compiendo, le parole profetiche sul Messia. Proprio la debolezza che ci costituisce è la prova che "scagiona" Gesù, giustificando con la necessità e l'urgenza dell'amore, la liceità di fare il bene e salvare una vita proprio di Sabato: il cuore e la mano, infatti, sono induriti anche di Sabato, come ogni altro giorno. Per questo al povero uomo, senza una mano, incapace di tutto: prendere, scrivere, guidare, mangiare, dice: «Alzati e mettiti in mezzo!», «Stendi la mano», «Destati» dall'aridità. Per lui ogni giorno è Sabato, ma, invece d’essere di festa e riposo, è un Sabato di condanna e di morte che si spalma su tutta l’esistenza. In quest’uomo si scorge l’esito di una religione vestita d’ipocrisia: in quel Sabato, infatti, si trova nella sinagoga e non fa nulla, compiendo così la Legge. Vi è costretto però dall’infermità, immagine dei legalismi che obbligano a compiere i precetti dall'esterno, lasciando sudicio l’interno.

     Differenza tra "Non Potere" e "Non Voler far Nulla"                                     

    C’è una bella differenza tra il non poter e il non voler fare nulla, come quella che passa tra l’amore e il timore.  A quell’uomo tuttavia una cosa non è impedita: l'obbedienza, l'unica che apre il cammino alla risurrezione. Anche a noi non è preclusa, per quanto deboli, aridi, indifferenti, insensibili e incapaci siamo, e i peccati, le sofferenze, le difficoltà, ci ostacolino e ci blocchino. Gesù ha obbedito, ha "steso" le sue mani sulla Croce e "disteso" il corpo nel sepolcro, è entrato nella morte, l'ha vinta e ci consegna gratuitamente l'obbedienza per risorgere. «Alzati e mettiti nel mezzo!», quell'uomo non ha fatto altro che ascoltare e obbedire. E così è risuscitato, recuperando una vita piena, da spendere in tutte le sue immense potenzialità.

      Alziamoci dall'egoismo!                                                                                          

    Anche noi, come lui, siamo chiamati dal Signore ad alzarci dall'egoismo e a metterci in mezzo, spettacolo per il mondo che non conosce l'obbedienza. Figli di Lucifero incapace di sottomettersi, gli uomini non possono umiliarsi dinanzi a nessuno. Vogliono "stare in mezzo", ma a modo loro. Non è forse vero? Al centro dell'attenzione, ma non perché deboli e peccatori. I Cristiani, invece, sono messi nel mezzo proprio come il Signore, che non aveva conosciuto peccato ma è stato trattato da peccato. Per tutti. Oggi saremo chiamati "in mezzo" in famiglia o in ufficio o dove sia. Solo l'obbedienza alla chiamata di Gesù trasformerà i nostri peccati in fonte di salvezza per chi ci è accanto. Abbiamo mai pensato che, proprio quando cadiamo in qualche peccato, il Signore ci chiama a metterci nel mezzo, a non temere e a non restare nascosti, ma a consegnare a Lui tutta la debolezza.

    Siria - Il Mondo si prepara per la Giornata Mondiale per la Pace

     L'Obbedienza che apre al Perdono e alla Rinascita                                        

    Questa obbedienza apre al perdono e alla rinascita: laddove il mondo non può i cristiani possono, perché a Dio nulla è impossibile, neanche trasformare il peccato peggiore in fonte di benedizione e salvezza. Ah, se i nostri vicini lo vedessero bene in noi e nei loro pastori! L'obbedienza sposata alla misericordia. Noi, posti nel mezzo, affinché si veda bene la nostra mano sterile che guarisce per opera di Dio, la ferita che viene sanata dalla misericordia. Come Gesù, che tutti hanno potuto vedere crocifisso, perché doveva essere evidente la risurrezione proprio attraverso la certezza della crocifissione. Lo stesso Uomo crocifisso era l'Uomo resuscitato.

     Dio Sceglie la Sterilità.. la Debolezza                                                                     

    Così Dio sceglie la sterilità, la piccolezza, la debolezza, i peccatori, come Giacobbe, Davide, Sansone, e Pietro, il traditore. Dio sceglie “il nulla” per mostrare che cosa significhi il Sabato, il giorno in cui “nulla” si fa perché è Dio che fa "tutto". Per il battesimo, siamo stai crocifissi con Cristo, in mezzo ai due ladroni immagine del mondo schiavo dei peccati. E' il mistero della nostra elezione, per la quale i nostri difetti, le debolezze, gli stessi peccati, inchiodati alla Croce del Signore, sono issati sul candelabro perché il mondo riceva un raggio della luce che brilla sul volto di Cristo.

     Tutto acquista senso…                                                                                              

    In questa missione, tutto della nostra vita acquista senso: le nostre ferite “stese” davanti al mondo, infatti, sono il luogo della misericordia di Dio che “ristabilisce” la vita laddove era la morte; il suo amore la fa ritornare ad essere, secondo il significato del termine greco tradotto con "risanata", com'era al principio, nel progetto del Padre: “aperta” per donare, come la mano guarita e il cuore inondato d’amore. 

     La "Pietra Scartata dai… Legalisti"                                                                           

    La nostra carne povera, debole, ferita è la pietra scartata dai legalisti che "osservano" ogni passo falso dei peccatori; essi “tengono consiglio per togliere di mezzo” tanta debolezza, mentre invece essa è la porta spalancata sul Signore, il preludio alla sua operaSpesso vorremmo nasconderci, desidereremmo che i nostri difetti venissero cancellati e occultati, e invece, sembra che qualcuno ci trascini là in mezzo. Cristiani e nevrotici. Cristiani e incoerenti. Proprio così. Peccatori e santi, amati, sempre in mezzo al lavoro, a scuola, tra gli amici, perché brilli, tra l'ipocrisia e la menzogna, l'unica verità capace di salvare, l'amore infinito di Dio per ogni uomo: la memoriadella sua carne crocifissa per amore, e la prova che proprio con quella carne lì aveva vinto il peccato. Di questo amore portiamo le stigmate, le ferite, che non possono rimanere celate, come fu per San Francesco: quelle ferite poste in mezzo facendoci arrossire, perché chi ci è accanto possa vedervi l’opera soprannaturale che le guarisce e trasfigura, l’amore infinito di Dio che vi ha preso dimora. Come le ferite delle persone che amiamo, dei nostri figli, di nostra moglie, dei nostro marito, dove innamorarci davvero di loro, dove incontrarli e metterle nel mezzo perché il Signore le renda gloriose.

     Guardare nella Coscienza. Uscire da Interessi che Atrofizzano il Cuore 

    Intanto, «andiamo avanti con preghiere e opere di pace» e preghiamo, perché in tutto il Medio Oriente, soprattutto in Siria, «cessi subito la violenza e la devastazione»: sono le parole di Papa Francesco all’Angelus di ieri mattina. Davanti a decine di migliaia di persone, il Papa ha ripetuto con forza: “No all’odio fratricida e alle menzogne di cui si serve”. «Ognuno si animi – si è appellato sabato, durante la Veglia di pace – a guardare nel profondo della propria coscienza e ascolti quella parola che dice: “Esci dai tuoi interessi che atrofizzano il cuore, supera l’indifferenza verso l’altro che rende insensibile il cuore; vinci le tue ragioni di morte e apriti al dialogo, alla riconciliazione: guarda al dolore del tuo fratello (…), guarda al dolore del tuo fratello e non aggiungere altro dolore, ferma la tua mano, ricostruisci l’armonia che si è spezzata; e questo non con lo scontro, ma con l’incontro! (…).

     Il Seme della Riconciliazione e dell'Incontro                                                      

    In ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino. Noi tutti! E anche oggi continuiamo questa storia di scontro tra fratelli, anche oggi alziamo la mano contro chi è nostro fratello». Basta con gli omicidi, le violenze, gli scontri! Dio ha messo nel nostro cuore la vita, la riconciliazione, l’incontro… Davvero non possiate tacere e far finta di nulla! Sarebbe compiere un altro crimine.. e forse ancor più grave!

    Padre Piotr Anzulewicz, Comunità Francescana, Catanzaro 

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  • Pace in Siria – Ecco il Senso del Digiuno

    Pace in Siria – Ecco il Senso del Digiuno

    Sabato, Settembre 7th/ 2013

    – di Padre Piotr Anzulewicz – 

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    Pace in Siria – Che senso ha Digiunare?

    Scopriamolo insieme nella Sapienza delle Sacre

    Scritture, accogliendo l'invito del Papa

     

    di Padre Piotr Anzulewicz

    Pace in Siria - Il Valore del Digiuno

     Che senso ha digiunare per la Pace in Siria?                                                     

    Catanzaro –  di Padre Piotr Anzulewicz Nella giornata di ieri la Chiesa ha ricordato San Zaccaria, il profeta maggiormente citato nel Nuovo Testamento, dopo Isaia, appartenente alla tribù di Levi, nato a Galaad (città della Transgiordania). Zaccaria, come uno dei due figli del patriarca Giuseppe fu chiamato al ministero profetico nel 520 a. C.. Egli predisse il ritorno del popolo dall’esilio nella terra promessa, dando ad esso l’annuncio di un Re di Pace, promessa che Cristo attuò mirabilmente nel suo trionfale ingresso nella Città Santa di Gerusalemme: «Esulta grandemente, figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d'asina» (Zc 9,9).L'asinello, contrapposto al cavallo da guerra, simboleggia l'indole pacifica del Re Messia: «Farà sparire il carro da guerra da Èfraim e il cavallo da Gerusalemme, l'arco di guerra sarà spezzato, annuncerà la pace alle nazioni, il suo dominio sarà da mare a mare e dal Fiume fino ai confini della terra» (Zc 9,10). Così, insieme a un amore sconfinato verso il suo popolo, Dio unisce un'apertura totale verso le genti, che purificate entreranno a far parte del regno: «Che ricchezza, che felicità! Il grano darà forza ai giovani e il vino nuovo alle fanciulle" (Zc 9,17). In questo vaticinio, chiaramente messianico, è adombrata l'Eucaristia che ora stiamo per iniziare, in questa Giornata di preghiera e di digiuno per la pace in Siria e nel mondo.

    Pace in Siria - Il Valore del Digiuno

     Quando lo sposo sarà loro tolto, in quei giorni Digiuneranno                   

    (Col 1,15-20   Sal 99   Lc 5,33-39)  "Quando lo sposo sarà loro tolto, allora in quei giorni digiuneranno". Viviamo in una cultura dominata dal materialismo e da un consumismo a oltranza. In questa cultura, la pubblicità, con la sua immensa capacità di suggestione, schiavizza le persone incaute con la lusinga del piacere apparente, presentando come buono, bello e appetibile ciò che in realtà non lo è (cfr. Gen 3,6). Il digiuno allora acquista un’importanza particolare: libera dalla schiavitù del piacere apparente che promette di saziare l'appetito dell'uomo con cose effimere o false, ma non soddisfa mai l'autentico desiderio di felicità posto da Dio nell'intimo del cuore umano. Il digiuno ci aiuta allora nel non lasciarci ridurre a puri "consumatori", nella moderazione degli appetiti, nell'autocontrollo, nel dominio di sé, e ci predispone all’incontro con Dio che è spirito, e allo stesso tempo ci rende più attenti alle necessità dei poveri. La vita di un cristiano non risiede unicamente nel mangiare, nel bere o nel soddisfare tutte le passioni: «Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4), risponde Gesù al tentatore dopo quaranta giorni di digiuno.

    Pace in Siria - Il Valore del Digiuno

     Il Valore del Digiuno                                                                                                  

    Già San Giovanni Crisostomo († 407), secondo patriarca di Costantinopoli e teologo bizantino, esortava i suoi ascoltatori a non limitare il digiuno alla privazione del cibo«Il valore del digiuno consiste non solo nell'evitare certi cibi, ma nel rinunciare a tutti gli atteggiamenti, pensieri e desideri peccaminosi. Chi limita il digiuno semplicemente al cibo, minimizza il grande valore che il digiuno possiede. Se digiuni, lo provino le tue opere! Se vedi un fratello bisognoso, abbi compassione di lui. Se vedi un fratello che viene trattato con deferenza, non esserne invidioso.

    Pace in Siria - Il Valore del Digiuno

     Veridicità del Digiuno                                                                                               

    Affinché il digiuno sia vero, non può esserlo solo con la bocca, ma si deve digiunare con gli occhi, le orecchie, i piedi, le mani, e con tutto il corpo, interiormente ed esteriormente. Digiuni con le tue mani mantenendole pure nel servizio disinteressato agli altri. Digiuni con i tuoi piedi non essendo tanto lento nell'amore e nel servizio. Digiuni con i tuoi occhi non vedendo cose impure, o non puntando l'attenzione sugli altri per criticarli. Astieniti da tutto ciò che mette in pericolo la tua anima e la tua santità. Sarebbe inutile non dare cibo al mio corpo, ma alimentare il mio cuore con immondizia, impurità, egoismo, contese, agi. Ti astieni dal cibo, ma ti permetti di ascoltare cose vane e mondane. Devi digiunare anche con le tue orecchie. Devi evitare di ascoltare cose che si dicono sul conto dei tuoi fratelli, menzogne che si dicono sugli altri, specialmente pettegolezzi, dicerie o parole fredde e dannose contro gli altri. Oltre a digiunare con la tua bocca, devi astenerti dal dire qualcosa che faccia male all'altro. Poiché a che ti serve non mangiare carne, se divori tuo fratello?». 

    Pace in Siria - Il Valore del Digiuno

      Forme Complementari di Digiuno                                                                     

    Unitamente all'astensione dal cibo ci sono, dunque, tante forme complementari di digiuno. Possiamo e dobbiamo, dunque, praticare un digiuno da diversi “demoni” moderni, come per esempio le immagini violente e sensuali che televisione, spettacoli, riviste e Internet quotidianamente ci riversano addosso.

    Siria - Il Mondo si prepara per la Giornata Mondiale per la Pace

     Accogliamo l'Invito di Papa Francesco                                                               

    Accogliendo la proposta del Papa per oggi: la giornata di preghiera e di digiuno per la pace in Siria, nel Medio Oriente e nel mondo, viviamo anche a casa un gesto di digiuno. Asteniamoci dal cibo o – se proprio necessario – prepariamo un pranzo minimo cui partecipino anche nonni e anziani, raccontando ai ragazzi cosa significa vivere sotto le bombe e nell’incertezza del domani e quali siano il senso del nostro pregare e digiunare in famiglia. Le famiglie sono il luogo da cui si origina la vita, la pace, la solidarietà e la fraternità.. «Insieme, a tavola, pregate! – scrive mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, in una lettera indirizzata a tutte le famiglie per questa giornata speciale. – Pregate per le famiglie della Siria, per i bambini che muoiono ogni giorno per l’odio e la fame…».

    Siria - Pace - Papa Francesco - Angelus - Padre Piotr

     Il Cuore Rivolto alla Siria, ma anche all'Africa                                                 

    Pensiamo ad esempio a 11 milioni di persone colpite da una grave insicurezza alimentare nella regione del Sahel, in Africa; le riserve di cibo sono terminate e i prezzi dei cereali continuano a salire. Una situazione preoccupante si nota anche nelle regioni settentrionali del Mali e del Nord della Nigeria; a rischio di malnutrizione acuta vi sono 1,3 milioni di bambini con meno di cinque anni.

    GIOVANNI BATTISTA E LA PASSIONE DEI CRISTIANI SIRIANI

     Che il Signore ci doni la Pace Oggi!                                                                      

    Papa Francesco invita tutti a digiunare perché il Signore ci doni la Sua Pace. Essa non può essere il frutto di compromessi terreni; è un «bene che supera le barriere degli egoismi, perché è un bene di tutta l’umanità»:, un “otre nuovo”, capace di contenere e custodire l’assoluta novità dell’amore di Cristo, e un “abito nuovo”, con il quale si entra nella storia quotidiana, come alle nozze di Cana. Il digiuno prepara l’avvento del “vino nuovo”, il segno di una festa e un'allegria sconosciute che scaturiscono dall'amore più forte della morte. La Chiesa, come Maria, sa che Gesù è con lei, nella vita dei suoi figli, anche se non è giunta ancora l’ora della sua definitiva manifestazione riservata alla parusia. Per questo prega e digiuna, perché, anche se le nozze si compiranno solo nel mondo futuro, il demonio non abbia potere sul loro preludio che è la vita in questo mondo.

    Padre Piotr Anzulewicz, Comunità Francescana, Catanzaro 

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  • Siria – Preghiamo e non Dimentichiamo di comunicare la Speranza. Lettera alle Famiglie

    Siria – Preghiamo e non Dimentichiamo di comunicare la Speranza. Lettera alle Famiglie

    Giovedì, Settembre 5th/ 2013

    – di Padre Piotr Anzulewicz – 

    Lettera alle famiglie di Monsignor Paglia, Preparazione alla Giornata Mondiale di Preghiera e Digiuno per la Pace, Papa Francesco, Vangelo, Catanzaro, Giornata Mondiale di preghiera per la pace in Siria e nel mondo, Padre Piotr Anzulewicz, Siria, Madre Teresa, Comunicare la Speranza, La più Grande povertà è quella di essere insiderati, India, Siria, Damasco, Usa, Washington, Congresso USA 

    Siria – Preghiamo in Famiglia e non

    Dimentichiamo di comunicare la

    Speranza. Mons. Paglia scrive

    alle Famiglie

    Facciamo come Madre Teresa: solo così capiremo il

    significato più profondo del Servizio e della Pace

     

    di Padre Piotr Anzulewicz

    Siria - Lettera alle Famiglie

     Lasciarono tutto e lo Seguirono                                                                            

    Catanzaro –  di Padre Piotr Anzulewicz – Giovedì della 22settimana del tempo ordinario. – A Calcutta in India, si ricorda Madre Teresa († 1997), al secolo Anjëzë Gonxhe Bojaxhiu (pron. aŋɛzə gɔnʤa bɔjadʒi:u), albanese di sangue e indiana di cittadinanza, fondatrice delle Congregazioni delle Missionarie e dei Missionari della Carità al pieno servizio dei più poveri tra i poveri: malati e diseredati; premio Nobel per la Pace (1979), beatificata da Giovanni Paolo II nel 2003. Questa intrepida ed umile messaggera dell’Amore di Dio ci ha lasciato un testamento di fede incrollabile, speranza invincibile e straordinaria carità. La sua risposta alla richiesta di Gesù: «Vieni, sii la mia luce», la rese Missionaria della Carità, “Madre per i poveri”, simbolo di compassione per il mondo e testimone vivente dell’amore assetato di Dio. Rendiamo lode a questa piccola donna innamorata di Dio, infaticabile benefattrice dell’umanità. In lei onoriamo una delle personalità più rilevanti della nostra epoca, accogliamone il messaggio e seguiamone l’esempio. Ai suoi funerali, partecipò letteralmente tutta l'india: fedeli di ogni religione corsero per chilometri salutando la "Madre". La Chiesa ci ricorda (Col 1,9-14   Sal 97   Lc 5,1-11) gli apostoli che "lasciarono tutto e lo seguirono". Per San Pietro l'episodio della pesca miracolosa segnò un nuovo inizio, dopo il suo primo incontro con Gesù quando gli disse: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini». Ogni nuovo giorno per un cristiano è un nuovo inizio. Ogni giorno bisogna cominciarlo con la parola del Signore e mettersi essere a sua disposizione. Tutti i giorni sembrano uguali, ma, in realtà, nella ripetitività delle occupazioni c'è sempre la novità della parola di Dio che ci dà una piccola luce, la forza e la fiducia. Appoggiati ad essa, il nostro giorno diventa fruttuoso per noi e, misteriosamente, per tutto il mondo. Gli apostoli sulla parola di Gesù – come Madre Teresa – gettarono di nuovo le reti, «e presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano».

     Il Significato più profondo del Servizio                                                              

    Per Madre Teresa la frase di Gesù: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25, 40), era alla base della sua convinzione, piena di fede, che nel toccare i corpi deperiti dei poveri toccava il corpo di Cristo. Era a Gesù stesso, nascosto sotto le vesti angoscianti dei più poveri tra i poveri, che era diretto il suo servizio. Così poneva in rilievo il significato più profondo del servizio: un atto d'amore, fatto agli affamati, agli assetati, agli stranieri, a chi è nudo, malato, prigioniero (cfr. Mt 25, 34-36), viene fatto a Gesù stesso. Riconoscendolo, lo serviva con totale devozione, esprimendo la delicatezza del suo amore sponsale. Nel dono totale di sé a Dio e al prossimo trovava il suo più alto appagamento e viveva le qualità più nobili della sua femminilità. Desiderava essere un "segno dell'amore di Dio, della presenza di Dio, della compassione di Dio" e, in tal modo, ricordare a tutti il valore e la dignità di ogni figlio di Dio, "creato per amare ed essere amato". Era così che Madre Teresa «portava le anime a Dio e Dio alle anime, placando la sete di Cristo, soprattutto delle persone più bisognose, la cui visione di Dio era stata offuscata dalla sofferenza e dal dolore».

      La più Grande Povertà                                                                                           

    Amava ripetere che la più grande povertà è quella di essere indesiderati, di non avere nessuno che si prenda cura di te. Nelle ore più buie s’aggrappava con più tenacia alla preghiera davanti al Cristo presente nel Santissimo Sacramento, identificandosi sempre più con coloro che ogni giorno serviva e sperimentandone la pena e talora persino il rigetto.

    Siria - Lettera alle Famiglie

     Non dimentichiamo di Comunicare la Speranza                                             

    Ci aiuti ad essere anche noi messaggeri, portatori e missionari di Cristo, nostra speranza e nostra pace. Insieme alla durezza della cronaca non dimentichiamo di comunicare la speranza e la pace offerta da Gesù risorto che ha riconciliato il mondo con il dono totale di sé, non con gesti violenti e vendicativi. Le immagini che in questi giorni hanno fatto il giro del mondo e le continue tragiche notizie che provengono dal Medio Oriente interpellano il nostro cuore, la nostra intelligenza, la nostra fede. Per questo motivo, accogliendo la proposta del Papa per il 7 settembre: la giornata di preghiera e di digiuno per la pace in Siria, nel Medio Oriente e nel mondo, viviamo anche a casa nostra un gesto di digiuno e di preghiera.

      Cosa Significa Vivere sotto le Bombe…                                                           

    Raccomandiamo un pranzo cui partecipino anche nonni e anziani, raccontando ai ragazzi “cosa significa vivere sotto le bombe e nell’incertezza del domani e quali siano il senso del nostro pregare e digiunare e i motivi per cui vale la pena continuare ad abitare questa terra segnata da lutti e violenza". «Insieme, a tavola, pregate! – scrive Mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, in una lettera indirizzata ieri a tutte le famiglie per questa giornata speciale.

    Siria - Lettera alle Famiglie

     La Lettera alle Famiglie in preparazione al 7 Settembre                            

    Pregate per le famiglie della Siria, per i bambini che muoiono ogni giorno per l’odio e la fame, per i governanti chiamati a trovare soluzioni di pace e non violente… Ogni famiglia scelga il modo che più conosce per intercedere, ovvero per mettersi in mezzo tra il mistero del male che segna la nostra storia e il Dio della pace che la sana e la salva», affinché si possa ottenere il cessate-il–fuoco, avviare seri negoziati di pace, procurare assistenza umanitaria in modo imparziale a tutte le vittime del conflitto e incoraggiare la costruzione in Siria di una società inclusiva che protegga diritti di tutti i cittadini, compresi i cristiani e le altre minoranze. Intanto mobilitiamoci, affinché il grido della pace e della speranza si alzi forte anche qui, al Sacro Cuore ed in tutte le nostre parrocchie e famiglie. I consiglieri, i capigruppo, i catechisti e i coristi preparino entro stasera il programma per il 7 settembre, a meno che non l’abbiano già preparato.

      Nessuno di noi può far finta di nulla                                                                

    Nessuno di noi può far finta di nulla! Intanto vi invito di riempire questi giorni con la preghiera per ottenere la conversione del cuore dei potenti. Solo quattro giorni ci distanziano dal voto del Congresso americano… voto con il quale il Congresso è chiamato a deliberare sull’attacco degli Stati Uniti al governo siriano di Assad. Lo sappiamo: l’attacco è una reazione al terribile crimine contro innocenti che in Siria si è consumato lo scorso 21 agosto. Ma chi l'ha compiuto. Beh su questo Qui Europa tanto ha critto… Basta avere orecchie ed occhi… Il mondo è indignato. Tutti lo siamo, ma nulla ci autorizza a essere peggiori di coloro che condanniamo.

     La Guerra uccide tutti…                                                                                          

    La guerra uccide tutti: toglie la vita ai vinti e la dignità ai vincitori. La pace è un frutto che matura lentamente. L’albero che lo produce si chiama amore. Il terreno su cui cresce, accoglienza. Preghiamo allora, ogni giorno, fino al 9 settembre, perché Maria, madre dell’umanità, ottenga per la Siria e per il mondo la Pace. Maria, Regina della Pace, prega per la Siria, prega per il mondo, prega per noi.

    Padre Piotr Anzulewicz, Comunità Francescana, Catanzaro 

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    Fatti Coraggio per Entrare dalla Porta Stretta – di Padre Piotr

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  • La Pace Comincia nel Nostro Cuore – Il Male non potrà Mai Sconfiggere Dio

    La Pace Comincia nel Nostro Cuore – Il Male non potrà Mai Sconfiggere Dio

    Mercoledì, Settembre 4th/ 2013

    – di Padre Piotr Anzulewicz – 

    Chiamati a guarire cacciando i demoni, Papa Francesco, Vangelo, Catanzaro, Giornata Mondiale di preghiera per la pace in Siria e nel mondo, Padre Piotr Anzulewicz, Siria, Damasco,  7 Settembre, Preghiera e Digiuno per la Pace, Siria, Satana, Mezze verità che irretiscono e fulminano, Mettersi alservizio 

    La Pace Comincia nel Nostro Cuore – Il Male

    non potrà mai sconfiggere Dio

    Papa Francesco – Occorre cambiare i nostri cuori

    attraverso Preghiera e Digiuno. Solo così potremo

    chiedere il Dono della vera Pace

    Siamo chiamati a guarire cacciando i demoni

     

    di Padre Piotr Anzulewicz

    Siria - Il Mondo si prepara per la Giornata Mondiale per la Pace

     Per mettersi al servizio…necessita…..                                                                 

    Catanzaro –  di Padre Piotr Anzulewicz – Mercoledì della 22a settimana del tempo ordinario. – A Palermo, Santa Rosalia († 1160), chiamata “Santuzza”, vergine, eremita sul monte Pellegrino. – A Viterbo, Santa Rosa († 1251), terziaria francescana (ieri sera, alla vigilia della ricorrenza della sua festa, per le vie del centro storico di Viterbo ha svilato la Macchina di Santa Rosa denominata "Fiore del Cielo", l'imponente costruzione trasportata a spalla da circa 100 volontari devoti di Santa Rosa). Tutte e due hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia delle loro rispettive città, nelle quali sono invocate come patrone principali. Nessuno di noi può mettersi al servizio degli altri, finché le malattie dello spirito continuano ad appesantire il nostro cammino. Lasciamo che il Signore imponga le sue mani su di noi e ci sollevi in alto. Lui ci accoglie non come un oggetto guasto o una macchina a cui sostituire un ingranaggio, ma nella nostra dignità di persona.

     Il Vero Servizio, oltre la Vanagloria                                                                      

    (Col 1,1-8   Sal 51   Lc 4,38-44) Le letture di oggi ci offrono l'immagine di una Cafarnao ormai conquistata dal "potere" e dalla personalità di Gesù e i suoi discepoli ne godono con Lui, ma lui non permette loro di fossilizzarsi in una situazione gradevole e piena di vantaggi, crogiolarsi, sentirsi fortunati e staccarci dal mondo. Vivere il discepolato significa infatti lasciarsi spingere dall’amore che fa rinunciare alle proprie gratificazioni personali, mettersi al servizio, servire, cioè amare, purché giunga a tutti la Parola che salva e che non può essere mai frenata dal nostro egoismo. Per questo occorre "uscire" senza fermarci e mettere radice nella carne per raccogliere i frutti e trasformare l'opera di Dio in povera vanagloria, cibo avariato per l'uomo vecchio. Così facendo stringeremmo una mortale alleanza con i demoni, astuti molto più di noi.

    Siria - Il Mondo si prepara per la Giornata Mondiale per la Pace

     Chiamati a guarire Scacciando i demoni                                                            

    La garanzia della guarigione del prossimo è il nostro andare più in là di lui, chiamadolo a seguire il Signore con noi. Niente ricompense, niente abbuffate affettive, ma solo l'obbedienza all'urgenza di salvare chi ci è stato affidato, sempre in un' "altra città".  "Per questo siamo stati mandati", per essere itineranti, "uscire" e andare verso chi ci aspetta "al calar del giorno", sulla soglia della disperazione, e portarlo a Cristo. Siamo "mandati", dalla casa all'ufficio, alla scuola, ovunque, a raccogliere il dolore e la morte e a "guarire" cacciando i demoni. Ovunque e sempre lottando contro di essi, restando profondamente uniti alla Chiesa, «senza lasciare il demonio parlare», assecondandolo con le sue mezze verità che irretiscono e fulminano. Non si entra in dialogo con lui, ma solo si "intima" a uscire. Quando si impossessa di un'anima, subito la colma di tristezza. "Ebbene che facciamo?" – si domandava ieri Papa Francesco, durante l’omelia a Santa Marta – "Andiamo al cinema, allo stadio o ci droghiamo per sfuggire la tristezza? No, guardiamo la febbre, l'accidia, la pigrizia, l'anoressia spirituale e "intimiamo" di uscire al demonio che vi si nasconde. Esso, infatti, «tante volte viene travestito da angelo di luce: a lui piace imitare Gesù e si fa buono, ci parla tranquillamente, come ha parlato a Gesù dopo il digiuno nel deserto. Abbiamo bisogno della saggezza del discernimento per conoscere quando è Gesù che ci dà la luce e quando è proprio il demonio, travestito da angelo di luce».

     La Fede non è una Questione Privata                                                                 

    Notiamo però che senza la "sinagoga"-comunità non vi può essere autentica e profonda guarigione. I discepoli, forti dell'esperienza vissuta nella sinagoga, possono pregare insieme per la suocera di Simone. Dopo aver scacciato il demonio che affligge la comunità, e averla purificata, Gesù si dirige a casa. Dalla sinagoga alla casa. Prima dell'intimità vi è la "bonifica" dell'ambiente. La fede, infatti, non è mai una questione privata. Troppo spesso si privilegia l'aspetto verticale e si dimentica quello orizzontaleLe fughe intimistiche senza il riscontro della comunità sono sempre malsane e precludono qualsiasi guarigione.

    Siria - Il Mondo si prepara per la Giornata Mondiale per la Pace

     La Pace Comincia nel Nostro Cuore                                                                   

    *In questo giorni tutta la Chiesa si mobilità per rispondere all’appello di Papa Francesco per la Giornata di Preghiera e di Digiuno, sabato prossimo, per chiedere a Dio il dono della pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero. Appello che ha raccolto immediatamente un gran numero di adesioni, tra credenti e non credenti. «Una giornata da dedicare alla pace nel mondo, ma – ha detto il Papa oggi, riprendendo, dopo la pausa estiva, gli incontri in Piazza S. Pietro per l’udienza generale del mercoledì – anche per la pace nei nostri cuori, perché la pace comincia nel cuore». Se non cambiano i cuori, difficilmente la guerra sarà superata e la pace potrà essere perseguita. Occorre cambiare i cuori propri attraverso la preghiera e il digiuno e implorare il cambiamento dei cuori di coloro che più resistono e più si trovano coinvolti in questa tragedia.  Di qui il suo appello: «Rinnovo l’invito a tutta la Chiesa a vivere intensamente questo giorno – ha detto il Papa nelle scorse ore –  e, sin d’ora, esprimo riconoscenza agli altri fratelli cristiani, ai fratelli delle altre religioni e agli uomini e donne di buona volontà che vorranno unirsi, nei luoghi e nei modi loro propri, a questo momento. Esorto in particolare – ha cntinuato Papa Francesco – i fedeli romani e i pellegrini a partecipare alla veglia di preghiera, qui, in Piazza S. Pietro alle ore 19.00, per invocare dal Signore il grande dono della pace. Si alzi forte in tutta la terra il grido della pace!».

     Il Male non potrà mai sconfiggere Gesù Cristo                                               

    Rivolgendosi ai fedeli giunti dal Medio Oriente, in particolare dall’Iraq, dalla Giordania e dall’Egitto, ha rivolto questa esortazione: «Unitevi sempre a Cristo edificando il suo Regno con la fraternità, la condivisione e le opere di misericordia. La fede è una forza potente capace di rendere il mondo più giusto e più bello! Siate una presenza della misericordia di Dio e testimoniate al mondo che le tribolazioni, le prove, le difficoltà, la violenza o il male non potranno mai sconfiggere Colui che ha sconfitto la morte: Gesù Cristo».

    Siria - Pace - Papa Francesco - Angelus - Padre Piotr

     In preparazione del 7 Settembre                                                                           

    Voglio sperare che la Parrocchia “Sacro Cuore” e le altre parrocchie d'Italia – come sta avvenendo nel mondo intero – con i rispettivi Consigli Pastorali Parrocchiali, i  capigruppo e i catechisti, stiano già elaborando le modalità di questo momento in adesione e in unità a quello in Piazza S. Pietro. A parte la preghiera personale, le modalità possono essere la possibilità della celebrazione eucaristica per la pace nel corso della giornata, una veglia di preghiera, una celebrazione più solenne dei primi Vespri, un’adorazione eucaristica prolungata o una liturgia penitenzialeSiamo liberati per liberare a nostra volta, per cacciare i demoni, per "chinarci" sull’altro, per scendere al livello del suo letto, perché possa "levarsi all'istante", risuscitare e tornare a "servire", ad amare, cioè a vivere. Continuano a prestare le nostre mani, i nostri occhi e i nostri cuori a Cristo, vero medico dei corpi e delle anime! Preghiamo per tutti i malati, specialmente per quelli più gravi, che non possono in alcun modo provvedere a se stessi, ma sono totalmente dipendenti dalle cure altrui: possa ciascuno di loro sperimentare, nella sollecitudine di chi gli è accanto, la potenza dell’amore di Dio e la ricchezza della sua grazia che ci salva. Maria, salute degli infermi, preghi per noi!

    Padre Piotr Anzulewicz, Comunità Francescana, Catanzaro 

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    Fatti Coraggio per Entrare dalla Porta Stretta – di Padre Piotr

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  • Pace in Siria e nel Mondo – Accogliamo l’Invito del Papa – Il Cristiano non può far finta di nulla!

    Pace in Siria e nel Mondo – Accogliamo l’Invito del Papa – Il Cristiano non può far finta di nulla!

    Martedì, Settembre 3rd/ 2013

    – di Padre Piotr Anzulewicz – 

    – Comunità Francescana "Sacro Cuore", Catanzaro –  

    Roma,Papa Francesco, Vangelo, Catanzaro, Giornata Mondiale di preghiera per la pace in Siria e nel mondo, Padre Piotr Anzulewicz, Siria, Damasco, Appello per la Pace, Cristianesimo come dono non come possesso, Egoismo, Sveglia, tempo dell'attesa, Strazio Mondiale, non possiamo essere indifferenti, Olocausto, Logica Mondana del potere e dell'efficienza, Preghiamo per la Pace, 7 Settembre, Preghiera e Digiuno per la Pace, Porre i poveri e gli ultimi al primo posto 

    Svegliamoci! – Accogliamo l'Invito del Papa 

    a pregare per la Pace in Siria e nel Mondo

    Strazio Mondiale: il Cristiano non può far finta di nulla!

    Il Tempo dell'Attesa e dell'Indifferenza è finito!

    Altrimenti non potremmo dirci Cristiani! 

     

    di Padre Piotr Anzulewicz,

    Fraternità Francescana "Sacro Cuore" – Catanzaro

    Siria - Pace - Papa Francesco - Angelus - Padre Piotr

     Amore, Pace e Fede? – Dono, non possesso!                                                    

    Catanzaro, Damasco, Roma –  di Padre Piotr Anzulewicz – Nessun profeta è amato in Patria! O quasi! Ieri, lunedì della 22a settimana del tempo ordinario, la Sacra Scrittura riportata alcuni passi  (1Ts 4,13-18;   Sal 95;   Lc 4,16-30) molto interessanti che aprono alla riflessione odiernaCome si spiega questo voltafaccia dei compaesani di Gesù, quando dicono, dopo il suo primo intervento: "Non è il figlio di Giuseppe?". Beh, da notare come in tal contesto, non lo dicono con un senso di disprezzo, come negli altri sinottici, ma per sottolineare che Gesù, questo nuovo, ammirevole "profeta", è un loro compaesano, quindi appartiene a loro. "Se Gesù ci appartiene – pensano – deve riservare a noi il primo posto nel suo ministero e fare per noi i miracoli!". Gesù invece, avvertendo questa loro tendenza possessiva, la denuncia. Di più! Richiede loro una grande apertura di cuore e li invita ad accettare che egli si dedichi al servizio di altra gente, che vada altrove a compiere i suoi miracoli. Contrastato, l'affetto possessivo si muta in odio violento (tanti drammi passionali si spiegano così: tanto più era forte l'affetto possessivo, tanto più violenta è la reazione contraria). Chi vuole essere davvero con Gesù, deve dunque aprirsi alla lezione di questo Vangelo: per essere con lui è necessario aprire il proprio cuore, non amare – neppure Gesù – in maniera possessiva, chiedendo solo per noi le sue grazie, favori e privilegi… Se vogliamo essere veramente con lui, lo dobbiamo accompagnare quando va verso altra gente e quindi accogliere le grandi intenzioni missionarie della Chiesa.

    Siria - Pace - Papa Francesco - Angelus - Padre Piotr

      Anche questo si chiama egoismo!                                                                       

    La tentazione di addomesticare Cristo è di tutti ed è di sempre, ma Gesù non si lascia intrappolare: o si accoglie nel modo giusto o se ne va, ad annunciare un lieto messaggio di guarigione, di grazia, di liberazione di libertà, concreta e globale, ai poveri, ai peccatori pentiti, agli oppressi, e non solo a consolarli, ma a tirarli fuori dalla loro condizione. Il suo Vangelo si pone in una prospettiva di universalità (per tutti), a cominciare dagli ultimi e per essi in modo particolare, e annuncia la liberazione da ogni forma di schiavitù, fisica e morale, già “ora”, in questa vita, prima ancora che nella vita in pienezza, nella vita eterna. Soltanto così siamo veramente uniti al Cuore di Gesù, altrimenti il nostro è un certo egoismo spirituale, che, per quanto spirituale, rimane egoismo.

      Sveglia! – E' Finito il Tempo dell'Attesa  e dell'Indifferenza!                     

    Ecco alcune provocazioni che potrebbero aiutarci ad applicare il testo alla nostra vita (specie in questo particolare momento di disagio e impressionante disordine "mondiale"). 1) Innanzitutto, merita attenzione l'«oggi» della proposta di Gesù. È finito il tempo dell'attesa: oggi la proposta interpella tutti; è oggi che c'è rivolta la parola di Dio, e oggi chiede una risposta. Ed è una proposta che è possibile accogliere e vivere, a una condizione: accettare di mettere in discussione un'idea di Dio (il Dio-per-noi) per aprirsi al volto di Dio testimoniato da Gesù (il Dio per tutti). Allora è in gioco un modo di intendere Dio, la sua salvezza, il modo di rapportarsi agli altri: oggi!

    GIOVANNI BATTISTA E LA PASSIONE DEI CRISTIANI SIRIANI

     Gesù non è venuto solo per i Cristiani, ma per il Mondo!                           

    2) La proposta di Gesù interpella, oggi, tutti coloro i quali leggono questa Parola. Essi devono rispondere riconoscendo, in modo fattivo, che in Gesù si rivela l'amore misericordioso di Dio verso la comunità cristiana e verso il mondoVerso la comunità cristiana, quando essa annuncia il regno di Dio testimonia questo amore misericordioso che l'ha già raggiunta. Essa allora è chiamata a porre segni che attestino che davvero siamo nell'anno di grazia del Signore. Un anno di grazia che tutti interpella. Verso il mondo: come proclamare un giubileo e non porre al centro della comunità cristiana i poveri, gli ultimi, quanti non hanno alcun diritto? Com'è possibile attestare la gratuità dell'amore di Dio se la comunità cristiana si muove ancora nell'ottica del possesso e non nel dono?

     Strazio Mondiale – Il Cristiano non può far finta di nulla!                          

    Come interpellare il mondo se, come Chiesa, ci muoviamo nella logica mondana, non vedendo le lacrime dolorose del mondo e l'indifferenza ottusa e malvagia dei potenti, e non sentendo le urla silenziose (e non) di centinaia di migliaia di innocenti e lo straziò di genitori che stringono i corpi martoriati dei loro bambini? Vorremo davvero che tutto cessasse o che tutto finisse definitivamente in un "olocausto mondiale”?

    Siria - Pace - Papa Francesco - Angelus - Padre Piotr

     I Poveri – i primi destinatari della "Buona Notizia" – dove li poniamo?  

    3) Quindi, vale la pena di rilevare che i destinatari della «lieta notizia» sono i poveri, gli ultimi, quelli che non contano nulla. Ci sarebbe da chiedersi se tanto nostro agire – personale e comunitario – non sia perdente in partenza, perché non fa propria la logica di Gesù ma si affida, invece, alla logica mondana del potere e dell'efficienza. Che ne abbiamo fatto dei poveri, in tutti i sensi? Quale «lieto annuncio» possiamo fare e quale volto di Dio possiamo proporre se gli «ultimi» restano tali? 4) Infine, occorre fidarsi della logica dell'accoglienza-rifiuto nella linea dell'universalità. Tutta la vita di Gesù è una proposta gratuita e come tale soggetta alla libertà dell'uomo. Ma per Gesù il rifiuto non è occasione di smentita, ma occasione per trovare altre strade e altri destinatari. Il suo Dio è il Dio di tutti, e non privilegio di qualche gruppo. Così dev'essere della vita del credente e delle comunità. Il rifiuto, l'ostilità, a volte la derisione dovrebbero confermare che la misericordia di Dio va ben oltre gli scherni umani. Forse è questa la prima conversione a cui il giubileo può invitarci: credere alla «debolezza» (per usare un eufemismo) dell'Amore Misericordioso di Dio che si è consegnato. Si è donato perché a tutti sia donato. Non è possesso di nessuno. Ma se questo amore non si visibilizza, seppure in segni provvisori, come celebrare la presenza, oggi, dell'amore misericordioso di Dio, che libera i poveri e gli oppressi?

    Papa Francesco - Angelus - Barack Obama - Syria

     Accogliamo l'appello del Papa per Pace in Siria e nel Mondo                     

    Accogliamo allora la provocazione di Papa Francesco, lanciata Domenica 1° settembre all’Angelus, e organizziamo qualcosa per il 7 settembre in occasione della Giornata Mondiale di preghiera e digiuno per la pace in Siria e nel mondo. Forse potremmo dalle ore 19 alle ore 24 riunirci nelle nostre chiese, o nei saloni parrocchiali, e – mettendoci in collegamento in diretta con tv2000 o altre emittenti – attraverso lo schermo, da Piazza San Pietro, anche noi, comunitariamente, «invocare dal Signore questo grande dono per l’amata Nazione siriana e per tutte le situazioni di conflitto e di violenza nel mondo. L’umanità ha bisogno di vedere gesti di pace e di sentire parole di speranza e di pace». Ognuno di noi cerchi di perorare questa causa presso il proprio parroco e di chiamare a raccolta i fedeli (e non) presenti nelle nostre parrocchie di riferimento.

    Padre Piotr Anzulewicz  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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