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Tag: el gobierno técnico

  • La Repubblica del Trasformismo Tecnico

    La Repubblica del Trasformismo Tecnico

    Giovedì,  Marzo 7th/ 2013

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – 

    La Repubblica del trasformismo, Unione Europea, Italia, Roma, Camera di Commercio Italo-Statunitense, Barack Obama, Giorgio Napolitano, Enrico Sassoon, Casaleggio, Goldman Sachs, Rosi Bindi, Pierluigi Bersani, Matteo Renzi, Pd, Pdl, Stati uniti d'Europa, Piano Mondiaista-Massonico, Ballarò, Mancata Riforma elettorale, Governo tecnico 

    La Repubblica del Trasformismo Tecnico 

    L'Inciucio tecnico? Era questo il reale scopo della

    mancata Riforma elettorale? 

    La Repubblica del Porcellum

    Roma – Mentre le borse e lo spread vanno sù e giù come in una giostra, l’unico dato sicuro di questi giorni è il completo stallo che ha colpito il nostro Paese in seguito alle elezioni politiche. A ben vedere uno stallo piuttosto particolare, e per rendersene conto basti pensare che il vero vincente di questa tornata elettorale, Beppe Grillo, ha ricevuto persino gli apprezzamenti di Goldman Sachs, una delle banche di affari e speculazioni più potenti al mondo; una “simpatia” che è andata evidentemente oltre i costanti attacchi ricevuti in dono dal comico genovese. Certo la cosa è molto strana, se si considerano anche gli apprezzamenti giunti dal uno dei grandi burattinai politici dell'Europa, un certo Barack Obama. Sara per caso perchè il Presidente della Camera di Commercio Italo-Stutunitense, l'ebreo-americano Enrico Sassoon, è il principale socio e finanziatore della Casaleggio & Co? Cioè dell'alterego di Grillo e del M5S? Mah! Chi ci capisce qualcosa è bravo! Certo, senza voler arrivare a conclusioni troppo azzardate, riconoscerete che il tutto ci fa quantomeno riflettere! Detto ciò torniamo al dibattito politico.

     La Repubblica del Porcellum e del "Trasformismo Tecnico" 

    In seguito al voto le priorità di Pierluigi Bersani e del Pd sono cambiate. Non si tratta più di capire in che modo spartirsi le poltrone del governo, dove mettere Niki Vendola o la sempre presente Rosi Bindi; si tratta, ed è quello che a nostro avviso Bersani sta tentando di fare, di mettere su un nuovo tipo di “trasformismo”, un trasformismo che potremmo definire “tecnico” (visto la popolarità di cui gode ultimamente questo parolone), ma che non cambia la realtà delle cose: si cercano alleati e si cercano i numeri per governare, ma questi numeri, "purtroppo" per il centro-sinistra, non ci sono. Un purtroppo che vale anche per il rottamatore Matteo Renzi, fedelissimo seguace di Obama e delle politiche made in Usa e supporter del piano massonico-mondialista degli Stati Uniti d'Europa. Piano che oggi viene posto addirittura come panacea a questa truffa internazionale ed europea chiamata "crisi economica". Un Matteo Renzi che Martedì sera a Ballarò, dopo aver lodato l'euro, ha risposto così alla domanda se un governo Pd-Pdl sarebbe o no uno scandalo: “in un Paese normale non sarebbe uno scandalo ma in Italia non si farà, almeno non si farà nelle condizioni politiche (?), è possibile che ci sia l’ennesimo governo “tecnico”, però queste sono cose che deve fare Napolitano”. 

     L'Inciucio Tecnico – Era questo il reale scopo del Porcellum? 

    Non sarebbe uno scandalo? Giudicate voi! Ma certamente in seguito ad una alleanza di questo tipo il M5S balzerebbe immediatamente al 50%, e poi non si potrà più parlare di sorpresa, di un qualcosa di inatteso e inaspettato. Siete tutti avvisati! Nel frattempo abbiamo  assistito all’incontro romano tra Grillo, Casaleggio e i neo-eletti a cinque stelle, dal quale è (ri)emerso che nessuna fiducia verrà concessa ad “un govero dei partiti”. Così Grillo tra una battuta e l’altra – per esempio – ha scherzosamente affermato: “daremo la fiducia a Bersani, anzi no, a Monti”. Grillo ha sfruttato l’occasione anche per avvisare i suoi parlamentari delle possibili incursioni avversarie: “Saremo sotto assedio” perché loro, i partiti, “non riescono a capire” quale possa essere il progetto portato avanti “da persone competenti e valide”. Rimarranno solo belle parole? Ma soprattutto come si porrà Grillo rispetto alla dittatoriale Unione europea e all'euro? Finora questa attesa contrapposizione convinta e decisa, auspicata dall'intero popolo grillino, non c'è stata. Arriverà? 

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Monti Burattino del Bilderberg, Grillo Oggetto Volante non Identificato

    Monti Burattino del Bilderberg, Grillo Oggetto Volante non Identificato

    Venerdì, Novembre 23th/  2012

    – di Silvia Laporta – 

    Monti Burattino del Bilderberg, Grillo Oggetto Volante non Identificato / Roma / riunione del Bilderberg Club / Mario Monti / crisi / Nuovo ordine mondiale / Manipolazione / Democrazia / Governo tecnico / Beppe Grillo / Daniel Estulin / Mario Boghezio / Signoraggio bancario / sovranità monetaria e finanziaia rubata / opposizione all'euro / sospensione del Trattato di Lisbona 

    Monti burattino del Bilderberg, Grillo

    Oggetto volante non identificato

    La Democrazia del silenzio: nessuno parla dei

    grandi temi del signoraggio e della sovranità

    monetaria rubata. Nessuno mette in

    discussione il distruttivo

    Trattato di Lisbona

    La via dell'astensionismo sarà la migliore?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Il Gruppo Bilderberg – come ormai noto –  è un incontro annuale per inviti, non ufficiale, di circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono personalità influenti  in ambito politico economico e , guardacaso, bancario. I partecipanti trattano una grande varietà di temi globali, economici, militari e politici. Di solito l'incontro si tiene in una capitale europea e ogni 4 anni negli Stati Uniti. Un'organizzazione che puzza molto di massoneria e su cui più volte sono state mosse accuse e insinuazioni, a proposito dell'effettivo carattere sotteso all'organizzazione. 

     Felice compleanno! 

    In coincidenza con il "compleanno" del governo tecnico, l'organizzazione segreta si è riunita – "casualmente" – come raccontato da "Qui Europa" nei scorsi giorni, a Roma. Una fatalità che diventa meno strana se ricordiamo che l'attuale cosiddetto premier, il Professor Monti, è da anni un membro autorevole di questa presunta "super loggia". Anzi probabilmente è il membro più autorevole, almeno in Italia, con le sue 34 presenze. Ma è costituzionalmente corretto che il capo del governo sia un membro di spicco e prenda parte a queste riunioni il cui contenuto, tra l'altro, non viene nè scritto nè divulgato? E non sembra troppo sospetto che proprio Mario Monti, non eletto dal popolo, sia il capo del primo governo tecnico italiano in periodo di crisi? Forse il Bilderberg c'entra qualcosa? E magari di fatalità ce ne sono veramente poche ma, soprattutto, forse le scelte politiche ed economiche del "premier" non rispecchiano i principi di trasparenza e il meglio per le vite dei cittadini – su questo non c'era dubbio! – ma soltanto un volere più grande, superiore. 

     La Denuncia di Estulin 

    Traduzione? Alla luce di quanto sta avvenendo e di queste anomale e autodistruttive dinamiche economiche e finanziarie poste in essere ed avallate dal governo tecnico, possiamo ammettere senza alcun dubbio che l'Italia è  nelle mani di un "burattino" i cui fili vengono mossi dall'organizzazione. E mentre l'organizzazione pensa ai propri piani strategici per formare quel Nuovo Ordine Mondiale che già si sta delineando, il nostro Paese sprofonda nel fango e s'impantana nella crisi, appannaggio delle decidisioni massoniche. Daniel Estulin scrisse a proposito del Bilderberg: " è un sistema che si autoproduce una ragnatela virtuale che allacciata agli interessi finanziari, politici, economici ed industriali".  Che fine fa la democrazia? Dove è finito il principio di trasparenza e partecipazione? Il panorama che possiamo tristemente ammirare è soltanto un paesaggio di ipocrisie, curruzione manovrate subdolamente guidate da un gruppo di "grandi", che però di grande hanno veramente poco, a parte il conto in banca e la voglia di arrivismo e potere sfrenato.

     Un eloquente silenzio  

    La cosa più scandolosa è vedere come tutte le notizie circa la riunione del Bilderberg siano state insabbiate e occultate.  In merito – come detto in uno dei nostri ultimi articoli – l'eurodeputato Mario Borghezio ha avanzato una lettera aperta al professor Monti, chiedendo spiegazioni. Qualcuno di voi ha per caso visto in tv o letto sul giornale o ascoltato alla radio qualche notizia riguardante la riunione segreta? Probabilmente pochi, sicuramente non la grande maggioranza della popolazione italiana. E' dovere di ogni uomo, che crede nei valori della libertà e della democrazia (cristiano o non cristiano che sia) opporsi con tutte le sue forze ai principi fondanti di questa organizzazione ma, soprattutto, a quegli pseudo-tecnici e professori che sono riusciti a mettere le mani sul nostro Paese – amici degli stessi "professori" che lo hanno sabotato e svenduto fin dagli anni Ottanta – e lo stanno mandando al macello. Specie quando la crema del nostro giornalismo (o almeno elementi di spicco) pendono parte a tali riunioni, influendo poi attraverso i giornali e le TVa veicolare determinate informazioni, anziché altre.

     Il silenzio di Beppe Grillo sui grandi temi 

    Esistono ancora gli uomini di buona volontà? D'altra parte, in un clima di dilagante protesta è ancor più utile analizzare dove stiamo andando, in vista delle prossime elezioni, e capire se dall'altra parte il "protestante" Beppe Grillo monti la protesta e il pubblico consenso in reale opposizione a tutto ciò, o se sia a sua volta controllato dal sistema. Qualche dubbio, francamente lo nutriamo! Temi come il signoraggio bancario, la sovranità monetaria e finanziaria rubata, l'opposizione netta e decisa all'euro e la sospensione del viscido e deleterio "Trattato di Lisbona" (e dei suoi accidenti ed errori pianificati: vedi Sistema Target 2 a favore del dominio industriale tedesco) per il momento non sono stati tirati fuori! Pechè? Davvero strano, molto strano! Se l'andazzo sarà questo la via dell'astensione probabilmente sarà la più scontata e preziosa per tutti gli Italiani. Perchè Grillo non chiarisce la sua posizione in merito a ciò?

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Idee Chiare – Berlusconi: l’anti-europeista europeista

    Idee Chiare – Berlusconi: l’anti-europeista europeista

    Giovedi, Giugno 21th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Berlusconi / Euro / No euro / Merkell/ propaganda politica / lira / moneta / crisi / Bce / Austerità / governo tecnico / Mario Monti / Germania / Wall street journal / antieuropeismo / Daniela Santanchè / Lodo Alfano / Ruby / Marcello Dell'Utri  

    Italia – Berlusconi: l'anti-europeista

    europeista

    Si all'uscita dall'euro! Anzi no! In cambio

    è richiesto il voto alle prossime elezioni?

    Scherzava: la smentita in giornata: per

    uscire dalla crisi serve più Europa!"

    Idee Chiare – Berlusconi: l’anti-europeista europeista

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – “Non credo che sia una bestemmia l'ipotesi che l'Italia esca dall'euro e torni alla propria moneta nel caso l'euro non abbia alle spalle una Bce che faccia la banca di garanzia ed emetta euro.” Lo dice Silvio Berlusconi, ex premier italiano, nel corso della presentazione di un libro sull'America. “Auspico,  che il presidente del consiglio, faccia valere la nostra solidità e forza economica e faccia pressing perché la Germania ammorbidisca le sue posizioni.” "La Germania – ha aggiunto – è renitente sulla Bce. La soluzione è che la Germania si convinca che la Bce deve garantire, se non lo farà cosa può accadere? È un fotogramma. Ho parlato con alcuni esperti della finanza tedesca che non considerano un'idea balzana che la Germania si ritiri dall'Euro".  Se la trattativa sul ruolo della Bce non dovesse andare a buon fine, due potrebbero essere le vie principali: "O la Germania che si ritira dall'euro, o che gli Stati tornino alle monete nazionali. Non è auspicabile ma ci sono vantaggi".          

    Scherzava? – Niente "Europa!"- Anzi, no! Più Europa!

    Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che apparivano cosi decise e magari, neanche cosi sbagliate, sono state ovviamente prontamente ritrattate. In una intervista al Wall Street Journal, infatti, Berlusconi ha parzialmente ritirato le sue dichiarazioni : “L'uscita dall'euro? "Era una provocazione""Chiaramente  l'uscita dall'euro di singoli Paesi, o peggio lo sfaldamento dell'Eurozona in quanto tale, sono prospettive che fino a poco tempo fa sembravano impensabili, mentre oggi sono possibili". Secondo Berlusconi  questo scenario di disgregazione deve tornare ad essere più unito: "occorre una sterzata in direzione opposta: l'unione politica". "Io credo – ha affermato – che dalla crisi si possa e, anzi, si debba uscire con piu' Europa e non con meno Europa”. Con l’affermazione “più Europa” si riferirà forse al MES e agli Stati Uniti d’Europa? Crediamo proprio di si!

      Strategie pre-elettorali per Mister B?  

    Ma non è che questo spirito anti-euro, sia dovuto all’avvicinarsi delle elezioni? A quando pare sembra essersi tracciata una linea politica negli ultimi tempi: prima Daniela Santanchè candidata alle primarie sbotta contro l'euro e la Merkel; poi Silvio Berlusconi che teorizza del ritorno alla lira. Fino a scoprire, poi, che per mister B. era solo scherzo, una battuta. In un momento in cui  il popolo non ne può più di austerità e politiche neo-liberiste del governo tecnico e della rigorosa Merkel, cavalcare l'onda dell'”antieuropeismo” , potrebbe anche essere un’ottima strategia politica per attirare consensi, dopo la figura barbina dell’ex premier prima della fine del suo mandato. Si spera soltanto che gli Italiani, non affidino il loro futuro , agli stessi uomini. Quelli del Lodo Alfano; della prescrizione breve; del legittimo impedimento; degli scandali sulla P3; degli scandali sulla protezione Civile e sulla "ricostruzione" post-Terremoto a l'Aquila; di Marcello Dell'Utri e delle vicende sulla mafia; di Ruby nipote di Mubarak, e tanti tanti altri –forse troppi per annoverarli tutti – tra quelli che hanno contribuito (sia pur in minima parte: perchè il resto l'hanno fatto proprio l'Ue e le caste dei banchieri) a portare l’Italia nella situazione in cui, purtroppo, si trova oggi.

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • S.O.S. Monti – Lorenzo dice “NO” al Professore

    S.O.S. Monti – Lorenzo dice “NO” al Professore

    Domenica, Aprile 15th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Ue / Governo tecnico / Mario Monti / S.o.s. / Campagna pubblicitaria / Rilancio immagine del governo / Tasse / Fiscal compact / pensioni / Disoccupati / Lorenzo Cherubini / Jovanotti / Testimonial / Rifiuto / Impegni improrogabili / Politica / Giorgio Napolitano / Partiti politici / Tecnocrazia / Onore / Marketing e studi di settore / Popolarità sul web  

    S.O.S. Monti – Lorenzo dice “NO” al Professore

    Restyling-immagine del governo tecnico: 

    Monti in calo di popolarità tenta invano la 

    "Carta Jovanotti", che declina l'invito.

    Ora si teme l'effetto "Boomerang"

    Roma – Nelle ultime settimane, col crescere del “regime d’imposizione fiscale” cresce parallelamente anche il tentativo di restyling di un governo Monti sempre più impopolare, che con una ricca e mirata Agenda digitale – dietro consiglio dell’Europa – si sta sforzando con ogni mezzo di ammodernare ed informatizzare nel profondo il Paese per dare un senso di stabilità e benessere, e controbilanciare – con discutibile successo, e gusto discutibile – i disastri fatti sul fronte tasse, lavoro, pensioni, tagli, accise e recessione. Tra i principali obiettivi dell’Agenda montiana: “Infrastrutture e sicurezza”, “e-Commerce”, ”Alfabetizzazione digitale e Competenze digitali”, “e-Government”, “Ricerca & innovazione” e “smart cities & communities”. Allora, in tempo di crisi, si sa, da una parte e dall’altra c’è chi auguzza l’ingegno e tenta qualsiasi carta per – come si suol dire – “portare acqua al proprio mulino”.

      L’S.O.S. di Monti – L’idea Jovanotti  

    Allora fa davvero sorridere l’ultima trovata del professor Mario Monti – riportata dall’ “Espresso” e da “Libero” di oggi – che, dopo aver giocato la carta europea del fiscal compact (impedendo di fatto ai cittadini di avere “indietro” dallo Stato più servizi e benefici i quelli che essi rimettono alla causa pubblica pagando le tasse, con l’iniqua abolizione del “deficit spending”: non era mai accaduto a memoria d’uomo); aver afflitto le tasche dei contribuenti – soprattutto, in proporzione, di quelli più poveri: vedi pensionati – con ogni tipo di balzello; ed aver caricato all’inverosimile le accise sul carburante (trasformando un semplice viaggio di lavoro “quotidiano” di un padre di famiglia, in una epica traversata faraonica “lacrime e sangue”) – in evidente deficit di popolarità (malgrado quel che sostengano molti giornali nazionali di punta, che vedono il “caro ed amato” professore, stranamente, coperto da un’aurea dorata di plebiscitaria fiducia popolare) e forte della conoscenza dei più diabolici stratagemmi bocconiani di marketing, avrebbe addirittura chiesto aiuto a Jovanotti, al fine di convincerlo – a suon di euro – a sponsorizzare l’azione del suo “governo tecnico” di nominati.  

      Il “Grande Rifiuto”   

    Ma Lorenzo – che quanto a popolarità in Italia (e non solo), non è davvero secondo a nessuno (un’icona senza eguali nello star-system) ha gentilmente declinato l’invito, parlando di “improrogabili impegni all’estero”. Ma la cosa strana – e nel contempo, consentiteci, divertente – e che nell’immediato non sono previsti concerti, e l’ultimo tour, quello americano, è finito il 17 marzo scorso a Los Angeles. Insomma, il sospetto che Jovanotti abbia meditato un garbato espediente diplomatico per levarsi di mezzo non sarebbe poi così inverosimile. Un “NO” grande e pesante come un “bocconiano 110 e lode”, ma che avrà certamente colpito nell’orgoglio il pluridecorato ed osannato professor Monti, ridimensionandolo e di molto agli occhi dei suoi stessi sostenitori – opinion maker, politici e giornalisti – disseminati all’interno di numerosissimi colossi dell’informazione nazionale.

      L’effetto boomerang  

    Il professore avrebbe scelto Jovanotti (forse sopravvalutando il suo ascendente da “vecchio-tecnico” ed il suo spirito di persuasione) “per il grande ascendente che egli ha sui giovani”, e per il fatto che – dagli studi di settore posti in essere – egli risulterebbe uno tra i più abili comunicatori sul web: ad esempio, la sua pagina Facebook, ad oggi, presenta oltre un milione di iscritti. Peccato che il suo modo di comunicare non abbia bisogno di alcun artifizio, ma sia qualcosa di vero e profondo, che il Lorenzo Nazionale ha avuto da sempre: figlio di una naturale semplicità e spontaneità dell’essere, che – a differenza di qualcun altro – lo rende davvero amabile agli occhi di tutti: senza artifizi o escamotage mediatici. Invero, dunque, il “grande rifiuto” alla luce degli (infausti) sviluppi pubblicitari che l’équipe di esperti vicina a Monti si era prefissato di raggiungere, si è trasformato, al contrario, in un grande flop. Un effetto boomerang piuttosto deleterio per l’impeccabile immagine del professore. Probabilmente allora non così tanto amato come qualcuno vorrebbe farci credere e darci a bere. Anzi! E basta andare nei mercati o nelle code agli uffici di collocamento per capirlo. Il marketing ed i sondaggi possono aspettare! Ma d’altra parte, perché un cantante sensibile alle cause sociali come Jovanotti avrebbe dovuto legarsi ad un carrozzone così ingombrante e farraginoso come quello montiano? Per denaro? Per avere maggiore visibilità? Per orgoglio? Francamente no! Non almeno per Lorenzo, che di tali dorati e succosi “accidenti terreni” certamente abbonda.

      Lorenzo – Interpretazione del “Pensiero Positivo”  

    Cercando di interpretare il pensiero di Lorenzo, crediamo in fondo che il valore di un ideale o di una battaglia politica sia qualcosa non monetizzabile, non barattabile con un giorno di gloria o col denaro: per quanto esso sia. E secondo noi questo Lorenzo lo sa bene, e gliene fa grande onore. D’altra parte, invece, viene fuori l’immagine di un professore calcolatore, debole e freddo, ma anche – in fondo – consapevole di non avere il sostegno della maggioranza degli Italiani, e di stare – per volontà di qualche tecnocrate, qualche politico tornacontista e/o per legittimazione più o meno forzata del Presidente Napolitano – “appeso” ad un ruolo che francamente non gli calza. Il ruolo del “professore premier” non eletto da nessuno. Meglio sarebbe, forse, tornare tra i banchi della Bocconi ad insegnare marketing ed economia. Auguri professore!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)