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  • E’ sempre Illecito Uccidere! – Uscire dagli Interessi che Atrofizzano il Cuore

    E’ sempre Illecito Uccidere! – Uscire dagli Interessi che Atrofizzano il Cuore

    Lunedì, Settembre 9th/ 2013

    – di Padre Piotr Anzulewicz – 

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    E' sempre Illecito Uccidere! – Uscire dagli

    Interessi che Atrofizzano il Cuore

    – La Paralisi dell'Essere: Falsità, Ipocrisia e Legalismi 

    – La Differenza tra "Non Potere" e "Non Volere Far Nulla"

    – Il Seme della Riconciliazione e dell'Incontro

     

    di Padre Piotr Anzulewicz

    Syria - Killed - Pope francis - Papa Francesco

     Dalla Scrittura al Quotidiano                                                                                  

    Catanzaro –  di Padre Piotr Anzulewicz Oggi, Lunedì della 23a settimana del tempo ordinario si ricorda San Pietro Claver († 1654), sacerdote della Compagnia di Gesù (Gesuiti), che, a Cartagena in Colombia si adoperò per oltre quarant’anni con mirabile abnegazione e insigne carità per gli uomini di colore ridotti in schiavitù, pronunciando il voto di essere «sempre schiavo degli Etiopi» (all'epoca si chiamavano «etiopi» tutti i neri) e rigenerando di sua mano nel battesimo di Cristo circa 300 mila di loro; canonizzato nel 1888, insieme con Alfonso Rodriguez, suo fratello gesuita e amico, è stato proclamato patrono delle missioni per i neri. Con il suo aiuto ci apriamo ora a Cristo che ci vuole sanare, rigenerare, destare da ogni aridità… e offre la possibilità di prendere, scrivere, guidare, mangiare… trasformare i nostri peccati in fonte di salvezza per chi ci è accanto. Nelle letture presentate (Col 1,24 – 2,3; Sal 61; Lc 6,6-11Gesù ci fissa oggi diritti negli occhi e punta al nostro cuore con una domanda che è un dardo infuocato: «È lecito amare?».

     E' Lecito Amare! – E' Sempre Illecito Uccidere!                                              

    E' sempre lecito e doveroso amare, come è sempre illecito fare il male e uccidere. Eppure – ci chiediamo – quale trappola abbiamo escogitato per non amare, non dare la vita, non fare del bene? In quale casella legalistica abbiamo relegato il collega, la moglie, il suocero, con l'unico scopo di silenziare la coscienza e auto-giustificarci, per non umiliarci, chiedere perdono e avere misericordia?  E' nel cuore, nel segreto del nostro intimo, lì dove si decide di fare il bene o il male, che amiamo o disprezziamo, ci doniamo o ci chiudiamo; è nel cuore che violiamo il Sabato, senza che nessuno possa vederci; è lì compiamo l'illecito senza curaci della Legge e del Sabato. Il Sabato è solo un pretesto per vivere nell'ipocrisia di una vita falsa e doppia, purtroppo accecata dall'illusione della pretesa giustizia esteriore derivante dal rispetto di codici e leggi, nel cui nome dimentichiamo l’amore e la misericordia.

    Angelus - Papa Francesco - Armi e Guerra

     Il Cuore di Caino                                                                                                         

    Scoccando la domanda, Gesù penetra sino al fondo del cuore, e non ci si può più nascondere, si può solo “tacere”. Ai suoi occhi che scrutano e abbracciano ogni pensiero a 360 gradi, non sfugge il cuore indurito di chi gli era accanto, il cuore trasformato in luogo di male e di morte, il cuore di Caino. E non può trattenere l”ira” divina con la quale il Padre aveva corretto “gelosamente” il suo popolo; scoppia allora in Lui lo “zelo” mosso dalla “tristezza” per ogni anima arida ed arsa, senz'acqua e fecondità, dei farisei, erodiani filistei, come dell'infermo. Per questo, Gesù colma il silenzio calato nella sinagoga con la parola creatrice, offrendo a tutti la possibilità di salvarsi.

     La Paralisi dell'Essere – Ipocrisia e Lagalismi                                                   

    Attraverso quella mano incapace di stendersi per accogliere e donare, «la mano destra paralizzata» (Lc 6,7), mostra cosa significhi dare al Sabato pieno compimento. Anche un cuore indurito può alzarsi e risuscitare, ed è il giudizio di misericordia di Gesù, offerto a tutti in quell'oggi, nel quale stava compiendo, le parole profetiche sul Messia. Proprio la debolezza che ci costituisce è la prova che "scagiona" Gesù, giustificando con la necessità e l'urgenza dell'amore, la liceità di fare il bene e salvare una vita proprio di Sabato: il cuore e la mano, infatti, sono induriti anche di Sabato, come ogni altro giorno. Per questo al povero uomo, senza una mano, incapace di tutto: prendere, scrivere, guidare, mangiare, dice: «Alzati e mettiti in mezzo!», «Stendi la mano», «Destati» dall'aridità. Per lui ogni giorno è Sabato, ma, invece d’essere di festa e riposo, è un Sabato di condanna e di morte che si spalma su tutta l’esistenza. In quest’uomo si scorge l’esito di una religione vestita d’ipocrisia: in quel Sabato, infatti, si trova nella sinagoga e non fa nulla, compiendo così la Legge. Vi è costretto però dall’infermità, immagine dei legalismi che obbligano a compiere i precetti dall'esterno, lasciando sudicio l’interno.

     Differenza tra "Non Potere" e "Non Voler far Nulla"                                     

    C’è una bella differenza tra il non poter e il non voler fare nulla, come quella che passa tra l’amore e il timore.  A quell’uomo tuttavia una cosa non è impedita: l'obbedienza, l'unica che apre il cammino alla risurrezione. Anche a noi non è preclusa, per quanto deboli, aridi, indifferenti, insensibili e incapaci siamo, e i peccati, le sofferenze, le difficoltà, ci ostacolino e ci blocchino. Gesù ha obbedito, ha "steso" le sue mani sulla Croce e "disteso" il corpo nel sepolcro, è entrato nella morte, l'ha vinta e ci consegna gratuitamente l'obbedienza per risorgere. «Alzati e mettiti nel mezzo!», quell'uomo non ha fatto altro che ascoltare e obbedire. E così è risuscitato, recuperando una vita piena, da spendere in tutte le sue immense potenzialità.

      Alziamoci dall'egoismo!                                                                                          

    Anche noi, come lui, siamo chiamati dal Signore ad alzarci dall'egoismo e a metterci in mezzo, spettacolo per il mondo che non conosce l'obbedienza. Figli di Lucifero incapace di sottomettersi, gli uomini non possono umiliarsi dinanzi a nessuno. Vogliono "stare in mezzo", ma a modo loro. Non è forse vero? Al centro dell'attenzione, ma non perché deboli e peccatori. I Cristiani, invece, sono messi nel mezzo proprio come il Signore, che non aveva conosciuto peccato ma è stato trattato da peccato. Per tutti. Oggi saremo chiamati "in mezzo" in famiglia o in ufficio o dove sia. Solo l'obbedienza alla chiamata di Gesù trasformerà i nostri peccati in fonte di salvezza per chi ci è accanto. Abbiamo mai pensato che, proprio quando cadiamo in qualche peccato, il Signore ci chiama a metterci nel mezzo, a non temere e a non restare nascosti, ma a consegnare a Lui tutta la debolezza.

    Siria - Il Mondo si prepara per la Giornata Mondiale per la Pace

     L'Obbedienza che apre al Perdono e alla Rinascita                                        

    Questa obbedienza apre al perdono e alla rinascita: laddove il mondo non può i cristiani possono, perché a Dio nulla è impossibile, neanche trasformare il peccato peggiore in fonte di benedizione e salvezza. Ah, se i nostri vicini lo vedessero bene in noi e nei loro pastori! L'obbedienza sposata alla misericordia. Noi, posti nel mezzo, affinché si veda bene la nostra mano sterile che guarisce per opera di Dio, la ferita che viene sanata dalla misericordia. Come Gesù, che tutti hanno potuto vedere crocifisso, perché doveva essere evidente la risurrezione proprio attraverso la certezza della crocifissione. Lo stesso Uomo crocifisso era l'Uomo resuscitato.

     Dio Sceglie la Sterilità.. la Debolezza                                                                     

    Così Dio sceglie la sterilità, la piccolezza, la debolezza, i peccatori, come Giacobbe, Davide, Sansone, e Pietro, il traditore. Dio sceglie “il nulla” per mostrare che cosa significhi il Sabato, il giorno in cui “nulla” si fa perché è Dio che fa "tutto". Per il battesimo, siamo stai crocifissi con Cristo, in mezzo ai due ladroni immagine del mondo schiavo dei peccati. E' il mistero della nostra elezione, per la quale i nostri difetti, le debolezze, gli stessi peccati, inchiodati alla Croce del Signore, sono issati sul candelabro perché il mondo riceva un raggio della luce che brilla sul volto di Cristo.

     Tutto acquista senso…                                                                                              

    In questa missione, tutto della nostra vita acquista senso: le nostre ferite “stese” davanti al mondo, infatti, sono il luogo della misericordia di Dio che “ristabilisce” la vita laddove era la morte; il suo amore la fa ritornare ad essere, secondo il significato del termine greco tradotto con "risanata", com'era al principio, nel progetto del Padre: “aperta” per donare, come la mano guarita e il cuore inondato d’amore. 

     La "Pietra Scartata dai… Legalisti"                                                                           

    La nostra carne povera, debole, ferita è la pietra scartata dai legalisti che "osservano" ogni passo falso dei peccatori; essi “tengono consiglio per togliere di mezzo” tanta debolezza, mentre invece essa è la porta spalancata sul Signore, il preludio alla sua operaSpesso vorremmo nasconderci, desidereremmo che i nostri difetti venissero cancellati e occultati, e invece, sembra che qualcuno ci trascini là in mezzo. Cristiani e nevrotici. Cristiani e incoerenti. Proprio così. Peccatori e santi, amati, sempre in mezzo al lavoro, a scuola, tra gli amici, perché brilli, tra l'ipocrisia e la menzogna, l'unica verità capace di salvare, l'amore infinito di Dio per ogni uomo: la memoriadella sua carne crocifissa per amore, e la prova che proprio con quella carne lì aveva vinto il peccato. Di questo amore portiamo le stigmate, le ferite, che non possono rimanere celate, come fu per San Francesco: quelle ferite poste in mezzo facendoci arrossire, perché chi ci è accanto possa vedervi l’opera soprannaturale che le guarisce e trasfigura, l’amore infinito di Dio che vi ha preso dimora. Come le ferite delle persone che amiamo, dei nostri figli, di nostra moglie, dei nostro marito, dove innamorarci davvero di loro, dove incontrarli e metterle nel mezzo perché il Signore le renda gloriose.

     Guardare nella Coscienza. Uscire da Interessi che Atrofizzano il Cuore 

    Intanto, «andiamo avanti con preghiere e opere di pace» e preghiamo, perché in tutto il Medio Oriente, soprattutto in Siria, «cessi subito la violenza e la devastazione»: sono le parole di Papa Francesco all’Angelus di ieri mattina. Davanti a decine di migliaia di persone, il Papa ha ripetuto con forza: “No all’odio fratricida e alle menzogne di cui si serve”. «Ognuno si animi – si è appellato sabato, durante la Veglia di pace – a guardare nel profondo della propria coscienza e ascolti quella parola che dice: “Esci dai tuoi interessi che atrofizzano il cuore, supera l’indifferenza verso l’altro che rende insensibile il cuore; vinci le tue ragioni di morte e apriti al dialogo, alla riconciliazione: guarda al dolore del tuo fratello (…), guarda al dolore del tuo fratello e non aggiungere altro dolore, ferma la tua mano, ricostruisci l’armonia che si è spezzata; e questo non con lo scontro, ma con l’incontro! (…).

     Il Seme della Riconciliazione e dell'Incontro                                                      

    In ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino. Noi tutti! E anche oggi continuiamo questa storia di scontro tra fratelli, anche oggi alziamo la mano contro chi è nostro fratello». Basta con gli omicidi, le violenze, gli scontri! Dio ha messo nel nostro cuore la vita, la riconciliazione, l’incontro… Davvero non possiate tacere e far finta di nulla! Sarebbe compiere un altro crimine.. e forse ancor più grave!

    Padre Piotr Anzulewicz, Comunità Francescana, Catanzaro 

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  • San Pietro – Il Mondo Intero Invoca la Pace per la Siria e il Medioriente

    San Pietro – Il Mondo Intero Invoca la Pace per la Siria e il Medioriente

    Domenica, Settembre 8th/ 2013

    – Redazione Qui Europa – 

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    San Pietro – Il Mondo Intero Invoca la Pace

    per la Siria e il Medioriente

    Roma – Una Notte di Preghiera Indimenticabile.

    Discorso Storico di Papa Francesco: "ciascuno

    di noi ha il compito di custodire il proprio

    fratello. (…) Chi sceglie la guerra fa

    rinascere Caino".

    Riletto il discorso di Paolo VI: "Mai più la guerra!"

    Centinaia di milioni di anime collegate da tutto 

    il mondo. Un messaggio unico e forte: Pace!

     

    Redazione Qui Europa

    PACE IN SIRIA - PAPA FRANCESCO - VEGLI A DI PREGHIERA SAN PIETRO

     Il Mondo Invoca la Pace con Papa Francesco                                                   

    Roma, Città del Vaticano – Abbiamo seguito la veglia di preghiera dalla Chiesa del Sacro Cuore in Catanzaro, da uno schermo gigante, collegato con Piazza San Pietro, assieme a centinaia di fedeli ed alla Comunità Francescana. E' stata una veglia lunga, durata cinque ore, ma intensa e meravigliosa. Unica! La prima impressione avuta, ascoltando le parole del Pontefice e che si trattasse di un momento storico e cruciale per l'intera umanità. La cosa era palpabile e si leggeva negli occhi di tutti e nella compostezza degli stessi fedeli, bambini ed adulti. Un discorso diretto e rigoroso, indubbiamente destinato a far storia. Ad entrare nella storia. Certo ci sarebbe piaciuto che la RAI avesse dedicato più tempo e spazio all'evento, ma non ci stupiamo più di tanto, visto il bizzarro andazzo mediatico che domina in questo tempo di caos mondiale i palinsensti televisivi e considerata la parzialità – e spesso e volentieri faziosità – delle informazioni divulgate.

    PACE IN SIRIA - PAPA FRANCESCO - VEGLI A DI PREGHIERA SAN PIETRO

     Con la Guerra facciamo rinascere Caino                                                            

    Ma l'atmosfera respirata ieri è stata solenne e coinvolgente, le parole del Pontefice sembravano oltrepassare la sfera dell'etere e dei satelliti per penetrare dirette e potenti nei cuori di centinaia di milioni di anime – cristiani e non – in un silenzio surreale che rendeva il messaggio di Pace e la preghiera a Dio ancor più potente e solenne.  In ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino. Noi tutti!”. E' stato questo – oltre alla celebrazione eucaristica e all'adorazione – il messaggio centrale della notte di preghiera, iniziata col digiuno totale, fin dal mattino, per molti dei presenti.

    PACE IN SIRIA - PAPA FRANCESCO - VEGLI A DI PREGHIERA SAN PIETRO

     La Nostra Coscienza si è Addormentata                                                             

    Anche oggi – ha affermato il Papa – continuiamo questa storia di scontro tra fratelli, anche oggi alziamo la mano contro chi è nostro fratello. Anche oggi ci lasciamo guidare dagli idoli, dall’egoismo, dai nostri interessi; e questo atteggiamento va avanti: abbiamo perfezionato le nostre armi, la nostra coscienza si è addormentata, abbiamo reso più sottili le nostre ragioni per giustificarci. Come se fosse una cosa normale – ha aggiunto – continuiamo a seminare distruzione, dolore, morte! La violenza, la guerra portano solo morte, parlano di morte! La violenza e la guerra hanno il linguaggio della morte!.

    PACE IN SIRIA - PAPA FRANCESCO - VEGLI A DI PREGHIERA SAN PIETRO

     Custodi del Nostro Fratello – L'Altra Strada                                                      

    Essere persona umana significa essere custodi gli uni degli altri! E invece, quando si rompe l’armonia, succede una metamorfosi: il fratello da custodire e da amare diventa l’avversario da combattere, da sopprimere. Quanta violenza viene da quel momento, quanti conflitti, quante guerre hanno segnato la nostra storia!”. Ma – ha chiesto a ciascuno di noi ed ai potenti della Terra il Papa – "è  possibile percorrere un’altra strada?

    PACE IN SIRIA - PAPA FRANCESCO - VEGLI A DI PREGHIERA SAN PIETRO

     E' Possibile per tutti!                                                                                                 

    Possiamo uscire da questa spirale di dolore e di morte? Possiamo imparare di nuovo a camminare e percorrere le vie della Pace? Sì, è possibile per tutti! Si è possibile per tutti! Questa sera vorrei che da ogni parte della Terra noi gridassimo: sì, è possibile per tutti! Anzi vorrei che ognuno di noi, dal più piccolo al più grande, fino a coloro che sono chiamati a governare le Nazioni, rispondesse: sì, lo vogliamo!”.

    PACE IN SIRIA - PAPA FRANCESCO - VEGLI A DI PREGHIERA SAN PIETRO

      La Croce e la Potenza del Silenzio e della Preghiera                                      

    Nel silenzio della croce – ha poi aggiunto il Papa – tace il fragore delle armi e parla il linguaggio della riconciliazione, del perdono, del dialogo, della Pace. Vorrei chiedere al Signore, questa sera, che noi cristiani, i fratelli delle altre religioni, ogni uomo e donna di buona volontà gridasse con forza: la violenza e la guerra non è mai la via della pace! Ognuno si animi a guardare nel profondo della propria coscienza e ascolti quella parola che dice: esci dai tuoi interessi che atrofizzano il cuore, supera l’indifferenza verso l’altro che rende insensibile il cuore, vinci le tue ragioni di morte e apriti al dialogo, alla riconciliazione: guarda al dolore del tuo fratello e non aggiungere altro dolore, ferma la tua mano, ricostruisci l’armonia che si è spezzata; e questo non con lo scontro, ma con l’incontro! Con il Dialogo… il Perdono, la Riconciliazione”.

    PACE IN SIRIA - PAPA FRANCESCO - VEGLI A DI PREGHIERA SAN PIETRO

      Finisca il Rumore delle Armi… Senza "Se" e senza "ma"…                         

    Finisca il rumore delle armi! – ha concluso – La guerra segna sempre il fallimento della pace, è sempre una sconfitta per l’umanità. Infine il Papa ha citato il celebre discorso pronunciato da Paolo VI: "Non più gli uni contro gli altri, non più, mai! Non più la guerra, non più la guerra! La Pace si afferma solo con la pace, quella non disgiunta dai doveri della giustizia, ma alimentata dal sacrificio proprio, dalla clemenza, dalla misericordia, dalla carità"’.

    PACE IN SIRIA - PAPA FRANCESCO - VEGLI A DI PREGHIERA SAN PIETRO

      Un Messaggio Inequivocabile                                                                              

    Dunque la lezione – nella verità e nella carità – di Papa Francesco è stata lineare e inequivocabile: Perdono, Dialogo, Riconciliazione sono state le parole chiave della veglia di preghiera. Pace dunque per l’amata Siria, ma anche nel Medio Oriente e in tutto il mondo! Infine un messaggio di responsabilità e chiamata all'azione per ogni uomo: "Preghiamo per la riconciliazione e per la pace, lavoriamo per la riconciliazione e per la pace, e diventiamo tutti, in ogni ambiente, uomini e donne di riconciliazione e di Pace”. Cos'è l'uomo – ci chiediamo – dinnanzi al Creato e all'Amore di Dio per permettersi il lusso di non ascoltare e di decidere il destino (vita o morte) del proprio fratello? Davvero niente! E non ci sono "ma" e "se" che tengano. Che Dio doni al mondo la Pace e che l'uomo possa accogliere questo dono incommensurabile! Preghiamo per questo ogni giorno della nostra vita! Amen.

    Redazione Qui Europa 

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