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  • Bilderberg Club Londra – Previsto Barroso. Il Silenzio del Parlamento Europeo

    Bilderberg Club Londra – Previsto Barroso. Il Silenzio del Parlamento Europeo

    Giovedì,  Giugno 6th/ 2013 

    – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" 

        Bruxelles, 6 Giugno 2013 – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato

    Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bruxelles, Cécilie Kyenge, Nigel Farage, Bilderberg Club, Commissione Trilaterale, Club di Roma, Londra, City of London, Euro, Meccasismo Europeo di Stabilità, Accuse di razzismo, Mario Monti, Gianni Letta, Super loggia mondiale, mondialismo, euro, euro casta, espulsione di Mario Borghezio 

    Borghezio:  Bilderberg trasparente?

    Una contraddizione di termini

    La prossima riunione Bilderberg prevista a Londra, tra i

    presenti il Presidente della Commissione Ue, Barroso

    Borghezio: Come mai ora il Parlamento europeo non ha

    nulla da obiettare?

     

    Comunicato Stampa

    di Mario Borghezio, Eurodeputato

    Bilderberg Club - London

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Euroscettici ed Euroscettici                                                                                    

    Bruxelles – Nei giorni scorsi, come noto, dopo la richiesta ufficiale fatta dal co-presidente ed indipendentista inglese, Nigel Farage, (vedi allegato) Il gruppo parlamentare dei cosiddetti "euroscettici" dell'Efd ha ufficializzato l’espulsione di Mario Borghezio. La richiesta sarebbe stata avallata da una maggioranza superiore ai due terzi. Le motivazioni dell'espulsione? "Ripugnanti dichiarazioni razziste da lui rilasciate". Beh, francamente avendo seguito da vicino l'intera vicenda Borghezio-Kyenge (che per trasparenza e correttezza vi riproponiamo in forma integrale negli articoli in allegato) il tutto ci è sembrato alquanto ridicolo. Una sorta di teatrino che getta un velo di ipocrisia ed inaffidabilità sullo stesso gruppo degli euroscettici: il gruppo che dovrebbe rappresentare in teoria l'ultima forma di difesa "democratica" (si fa per dire) all'interno dell'Eurocamera, verso lo strapotere dei gruppi europeisti, che difendono a spada tratta l'euro-casta e l'infernale moneta unica, con tanto di austerity, privilegi bancari e MES (Meccanismo Europeo di Stabilità, da noi ribattezzato: Fondo Ammazza Stati Permanente) contro il ritorno alle monete nazionali ed il recupero della sovranità monetaria e finanziaria degli stati-nazione. Unico modo per uscire dalla crisi indotta. Il resto sono tutte – evidentemente – chiacchiere e diversivi. Grotteschi siparietti protesi a gettar fumo negli occhi in un tempo cruciale per il destino di 500 milioni di Europei. A sostenere, dunque, la tesi delle "ripugnanti dichiarazioni contro la Kyenge" – che sarebbero state pronunciate (?) alla trasmissione radiofonica "La Zanzara" (vedi allegato) – lo stesso Nigel Farage, leader (tra l'altro) degli indipendentisti inglesi dell’Ukip. Indipendentisti che – malgrado tutto – a ben vedere con la storia dell'euroscetticismo c'hanno sempre marciato, essendo – come noto – il Regno Unito fuori dall'euro e dai suoi mortali effetti, e per di più posto in una posizione di assoluto vantaggio in termini di mercati finanziari, potendo speculare del tutto indisturbati sulla stessa moneta unica all'interno del secondo mercato finanziario al mondo dopo Wall Street: la City of London. A questo prezzo è facile essere indipendentisti! Non trovate. E allora cosa accade?

    Scontro Nigel Farage - Mario Borghezio

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Accuse strumentali e Teatro euro-scettico                                                        

    Anziché essere uniti per la causa comune, gli euroscettici che fanno? Si spaccano. La replica di Borghezio non si fece attendere: “Mi sembra grottesco – dichiarava nei giorni scorsi il deputato europeo –  il fatto di essere stato espulso a pochi mesi dalla fine della legislatura. I membri del mio gruppo mi conoscono sin dalla legislatura precedente, non ho mai nascosto i miei pensieri sull’immigrazione. Credo che la vera motivazione della mia espulsione da parte del co-presidente Nigel Farage – ha aggunto –  siano le mie posizioni molto dure all’interno della commissione Crim, in cui sono capogruppo e responsabile del paper sul riciclaggio di denaro. Ho sollevato il problema della poca trasparenza della City di Londra: il partito di Farage è un’espressione politica degli interessi della City. Chi predica contro l’eurocrazia e per la libertà – ha poi concluso – mi ha espulso senza neanche ascoltare le mie ragioni: non ho avuto possibilità di difendermi”. Ma la vera partita non si gioca tra le istituzioni comunitaria. Essa si gioca a monte, tra quei gruppi occulti e mondialisti (come la Trilaterale, il Bilderberg e lo Stesso Club di Roma). In tal senso accogliamo con sorpresa e vi presentiamo di seguito il comunicato stampa giunto stamane alla redazione di "Qui Europa" ed inviatoci dallo stesso eurodeputato Mario Borghezio, dopo i fatti di cui sopra che lo hanno visto – suo malgrado – protagonista. (S.B.)

    Bilderberg Club - London

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Comunicato: il Bilderberg non è solo una super-loggia…                        

    Il "Bilberberg Group", dopo la valanga di attacchi che da varie parti del mondo e soprattutto sul web sono stati rivolti a quello che, un pò ovunque, viene ritenuto uno dei più potenti ed occulti consessi dei poteri finanziari mondialisti, ora –  come ci informa lastampa.it – vuol far mostra di "trasparenza"… Perché allora il Bilderberg non consente la partecipazione ai suoi lavori a chi, come me parlamentare europeo, continua a chiederla senza ottenerla? O, per la precisione, ottenendo solo le botte? La realtà é ben diversa da quella che si vuol far credere e cioé che le riunioni del Bilderberg sono l'appuntamento periodico di una specie di Superloggia mondiale che fa e disfa i governi, prefigura l'agenda della politica, dell'economia e della finanza intrenazionale, cooptando di volta in volta quelli che, passato l'esame, diventeranno i nuovi leaders. Come nei casi da manuale di Mario Monti e di Enrico Letta.

     Borghezio: al Bilderberg di Londra anche Barroso e Reding                     

    Inoltre, in merito al fatto che alla prossima riunione Bilderberg di Londra, alla quale  è già stata annunciata la partecipazione del Presidente Barroso e della Vice Presidente Reding della Commissione Europea, il Parlamento europeo non abbia niente da obiettare, ciò fa ben comprendere chi comanda chi. Sulla pelle dei popoli.

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

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     Allegati – Approfondimenti                                                                                            

                                     Qui Europa – http://www.youtube.com/watch?v=6BrqAwcRF2k

                                    Qui Europa – http://www.youtube.com/watch?v=Oa6TyXooLDo

     

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    Sabato,  Marzo 23rd/ 2013  – Iniziativa di libero confronto, Pensa e Scrivi di Qui Europa –   di Patrizio Ricci e Redazione Ora Pro-Siria Siria, Damasco, morte nei luoghi sacri, Colonialismo, Esteri, Siria, Jihadisti, Imperialismo Occidentale, Disinformazione mediatica, Integralismo islamico, Piano contro Bashar Al-Assad, Propaganda occidentale Filo Nato, occultamento della Verità, Ora Pro Siria, Amici della Siria, […]

    La Verità su Al Qaeda e la “Rivoluzione” Libica

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    Lunedì,  Marzo 11th/ 2013  – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Qui Europa – – Dossier-Inchiesta di John Rosenthal, Giornalista esperto di Politiche Nato –   La verità su Al-Qaeda e la Rivoluzione libica, Libia, Al Qaeda, terrorismo, Nuovo Ordine Mondiale, Usa, Nato, Unione Europea, Strategia Occidentale, Mondialismo Massonico, Neocolonialismo mondialista, Ingerenze coloniali in Libia, Gheddafi, […]

    Il Piano Ue – La Prostituta Grecia ora tra le braccia dell’Emiro del Qatar

    Il Piano Ue – La Prostituta Grecia ora tra le braccia dell’Emiro del Qatar

    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013 – Sergio Basile –  Grecia, Euro, Svendita, Privatizzazioni, Qatar, Isole Greche, colonialismo, Europa sotto attacco, La Distruzionedella grecia e dei popoli europei, Atene, Emiro del Qatar, Troika, Ue, FMI, Bce, Mafiosi, Cancellazione della cultura cristiana. Il Piano di Stalin, Schiavi Greci, Porto del pireo, Cinesi, tedeschi, Samaras, Yannis Stournaras  Il Piano […]

    Un Inganno chiamato “Primavera Araba” – Prima Parte

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    Sabato,  Marzo 30th/ 2013  – Testimonianza/Dossier – Redazione Ora Pro Siria, Damasco, Aleppo – Siria, Via Crucis, Venerdì Santo, Cristo in Croce, Dramma Siriano, Via Crucis della Siria, Terrorismo, Omicidio, odio, Violenza, Persecuzioni dei cristiani di Siria, Culla della Civiltà, Culla del Cristianesimo, Terra Santa, Gerusalemme, Damasco, Aleppo, Homs, Papa Bergoglio, Papa Francesco, Giovani Libanesi, Ora Pro […]

    Un Inganno Chiamato “Primavera Araba” – Seconda Parte

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    La Siria La Implora – Lettera a Papa Francesco da Gregorios III, Patriarca d’Oriente

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    Sabato,  Aprile 6th/ 2013  – Damasco, dalla Redazione di "Ora Pro Siria" – Siria, Lettera a Papa Francesco, Gregorios III, Gregorio III, Patriarca di Antiochia, Chiesa Siriana, Preghiera, Aiuto, Venerdì Santo, Colosseo, Via Crucis, Resurrezione, Popolosiriano, Appello a cattolici di tutto il Mondo, Armi, Violenza, Terrore, Ostaggi, Ora Pro Siria, Pace, Imperialismo Occidentale, Nuovo Ordine Mondiale, Indifferenza […]

  • Euro, Moneta ormai inutile a Livello Mondiale. Yuan verso la Leadership

    Euro, Moneta ormai inutile a Livello Mondiale. Yuan verso la Leadership

    Giovedì,  Aprile 4th/ 2013 

    – di Sergio Basile  

    Unione europea, Euro, Ue, Eurozona, Youan, Brucs, Competitività, Mercato mondiale, ruolo della moneta unica, inflazione, recessione, basilea 3,Credit Crunch, Aggiustamenti fiscali, Mario Draghi, BCE, Sovranità Monetaria, India, Cina, Italia, Pechino, New Dehli, Usa, Russia, Sudafrica, BRIC 

     
    Euro, moneta ormai inutile. Yuan verso
     
    la leadership mondiale col dollaro
     

    I Grandi mercati lo hanno rifilato in un cantuccio della storia

    Il Fallimento dell'Unione europea e della "Privata BCE":

    porte aperte a inflazione, e recessione

     

    di Sergio Basile 

    Bric

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Cina e India sul tetto del Mondo 

    Roma, Francoforte, Washington, Pechino, New Dehli – Ormai è ufficiale. Cina e India si apprestano a diventare le prime economie mondiali nonché di gran lunga i mercati più ambiti al mondo. Ma secondo le stime la moneta di riferimento del prossimo futuro sarà lo yuan, che affiancherà il dollaro. Rifilato in un cantuccio della storia, in una sorta di castigo frozato finirà l'euro: ormai utilizzato già fin d'ora come semplice moneta riservata allo scambio interno tra i Paesi dell'euro-gabbia. Ma d'altronde già dai suoi primi 10 anni di vità l'euro si è dimostrata una valuta priva di spessore, una moneta anonima, recessiva, inflazionistica e praticamente inutile. Specie dal punto di vista finanziario, rispetto al dollaro Usa.

     Il Fallimento dell'euro e della BCE 

    Inoltre il presunto compito di "controllo" dell'inflazione al quale sarebbe in teoria deputata la privata BCE di Mario Draghi si sta dimostrando completamente fallimentare. Tra i fattori di maggior incidenza: 1) l'emissione incontrollata di titoli di stato (massa monetaria di tipo surrogato): 2) Il credit crunch bancario favorito dai dissennati accordi di "Basilea 3" avallati e promossi dall'Ue; 3) il trasferimento dei continui e deleteri (per non dire recessivi) aggiustamenti fiscali verso i prezzi al consumo. La tassazione record (si pensi a Paesi come l'Italia) ovviamente incide sullo scoppio dei costi di beni e servizi, elemento questo che ci fa capire, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che questa BCE non serve davvero a nulla!

     Sovranità monetaria – E' suonata l'ora? 

    Ora la domanda è: cosa apettiamo a recuperare la nostra sovranità monetaria nazionale? Sarebbe bello chiederlo direttamente a Beppe Grillo (cioè alla cosiddetta antipolitica) visto che la cosiddetta politica ha espresso chiaramente in questi anni il suo pensiero. Purtroppo! Ma Grillo per ora sta ancora a guardare, mentrE l'Italia e l'Eurozona precipitano, ed i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) volano. Svegliatelo!

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Accordo sul Bilancio Ue, ma a quale prezzo?

    Mario Draghi promette la ripresa nel 2013

    e parla di ritrovata fiducia nell'euro.

    Ma di quale Europa parla?

    Budget 2014-2020 EU

    Bruxelles – L'intransigente Cameron nell'ultimo vertice Ue aveva convinto un terzo dei Paesi dell'Unione a tagliare e di molto sul budget infrannuale da destinare al funzionamento degli organi comunitari. In effetti nel corso del 2012 il ritorno a spinte "nazionali" – anche a ruota delle profonde delusioni scaturenti dalle insensate politiche di austerity e dagli inganni celati (Vedi Sistema Taget 2 e mancata applicazione dell'Art. 11 dello statuto del SEBC sull'emissione diretta di moneta da parte della BCE in tempi di crisi e circostanze straordinarie per superare le crisi) – è stato molto forte. Spinte che alla lunga hanno fatto lievitare il sentimento euroscettico di gran parte degli europei. Tra i Paesi più delusi e nostalgici del precedente modello europeo a trazione "nazionale" sicuramente la Repubblica Ceca. Molti dunque (compresi ovviamente i cittadini di Italia, Grecia, Cipro, Romania, Spagna, Portogallo, Irlanda e Francia: solo per fare alcuni esempi) si chiedono oggi se sia davveo il caso di intestardirsi a restare in questa Unione: un'Ue che ha di fatto tradito il Principio di Sussidiaietà e il senso più profondo dei Trattati Comunitari, facendo incetta di denunce, plateali proteste di piazza in mezz'Europa e aspre, asprissime critiche.

     Il Budget Ue – la posizione dell'Italia 

    Nella giornata di ieri il Presidente del Consiglio Ue Van Rompuy, aveva presentato una proposta di budget per 960 miliardi di euro contro i 1.033 miliardi proposti dalla Commissione Barroso. L’Italia alla fine ha ottenuto uno sconto di 500 milioni di euro l’anno. Ma la sproporzione tra ciò che diamo all'Ue rispetto a quello che riceviamo annualmente è ancora troppo evidente: 4 miliardi di euro non sono bruscolini. Senza contare i tagli al deficit spending statale imposti dal Fiscal Compact per 40 miliardi l'anno e la partecipazione al MES per 4 miliardi di euro l'anno: un fondo ingannevole creato anche in funzione anti-spread (vedi articoli in allegato), senza però delegittimare le agenzie di rating dall'emettere voticini agli stati sovrani; ed in chiave di salvataggio automatico degli istituti bancari. Gli stessi istituti (di credito e speculazione) che continuano d'altronde a gozzovigliare sulle spalle dei cittadini con interessi su titoli stratosferici ed altri accidenti. Vedi ad esempio "l'accidente" chiamato Equitalia: ente al 50% di proprietà delle stesse banche responsabili, mediante il credit crunch, della caduta in disgrazia di milioni di attori economici. Pazzesco! A che giova dunque stare nell'Ue? A noi sembra davvero una colossale presa in giro.

     Gli abbandonati d'Europa e la Solidarietà sugli Accordi Bancari 

    Ma a parte tutto, praticamente nulla è stato fatto per sostenere le famiglie e le imprese, nonché milioni di giovani disoccupati e senza futuro. Si pensi – in tal senso – che la dotazione per il fondo-aiuti verso i poveri è stato ridotto da 2,5 a 2,1 miliardi di euro.  Ma in effetti aspettarsi "grazie e favori" dai promotori a tavolino di una crisi indotta sarebbe davvero paradossale. La sensazione che il vertice europeo sul bilancio Ue 2014-2020 sarebbe stata cosa lunga e difficile, lo avevamo già detto qualche giorno fa, era fin troppo chiara dall'inizio. Per contro gli unici accordi che sembrano sempe mettere daccordo la tecnocrazia di Bruxelles in tempi brevissimi sembrano essere quelli sulla tutela ed il salvataggio automatico delle banche: vedi sempre MES (leggi articoli in allegato). Nell’Europa della disonestà, delle banche, dei banchieri e delle disuguaglianze sostanziali, dunque, trovare un accordo “solidale, familiare ed univoco” è davvero cosa rara, per non dire impossibile. 

     Merkel chiama Draghi – La Grande Mediatrice e il Grande Profeta 

    Ma bilancio e tecnicismi a parte, la cosa che ha destato maggior ilarità a nostro avviso è stata quella di vedere la Germania del panzer Merkel fare da mediatrice nella maratona belga: proprio la Germania che solo grazie al Sistema Target 2 (sistema di regolamentazione interbancaria tra le banche centrali degli stati appatenenti all'Eurozona)  è potuta diventare (in maniera indotta) la leader indiscussa ed incontrastata del mercato europeo, accumulando surplus in maniera artifiziosa e colonizzando di fatto i mercati dei Paesi Pigs. Vedi ad esempio tutte le catene tedesche della grande distribuzione alimentare diffusesi in Italia dal 2007 ad oggi: vedi Lidl ed Eurospin tra tutte. Molto interessante, per il vero, anche l'ultima uscita dell' “l’italianissimo” Mario Draghi, nominato in modo univoco profeta dell’anno: “Ritorno di  fiducia nell’euro e al via la ripresa dalla seconda metà del 2013”. Sono state queste le sue ultime curiosissime e sibilliache previsioni. Ma la ripresa l'avevano prevista un pò tutti, seppur con tempi diversi: chi nel 2010, chi nel 2011, chi nel 2012, chi nel 2013 e c’è anche chi continua a fare profezie a lungo termine proiettandosi ben oltre il 2014. Barzellette insomma, che non fanno neanche troppo ridere.

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Il Presidente Ceco a Napoli: L’Ue deve fare un passo indietro, Fuori dall’Euro!

    Il Presidente Ceco a Napoli: L’Ue deve fare un passo indietro, Fuori dall’Euro!

    Venerdì, Settembre 21th/ 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Italia / Napoli / Praga / Repubblica Ceca / Presidente della Repubblica / Vàclav Klaus / Moneta unica / Euro / Democrazia / Università di Napoli Federico II / Incontro coi giovani dell'Ateneo Federico II / Stati Uniti d'Europa / Massimo Marrelli / Bruxelles /  Napoli 

    Basta con le scelte sbagliate, l'Unione europea

    deve fare un passo indietro!

    Il Presidente della Repubblica Ceca, Vàclav Klaus, sfida

    l'Europa della tecnocrazia e del MES durante l'incontro

    con i giovani della Federico II di Napoli: "l'Europa deve 

    abbandonare la moneta unica!"

    Il plauso di "Qui Europa" ad un uomo coraggioso ed

    intellettualmente onesto

    Napoli – Il presidente della Repubblica Ceca, Vàclav Klaus, dopo l'incontro avuto a Roma con Giorgio Napolitano, ha incontrato nelle scorse ore gli studenti dell’Università degli Studi di Napoli, Federico II, in occasione del convegno dall'emblematico titolo: "Integrazione Europea senza Illusioni". Un'occasione ben sfruttata dal Presidente per lanciare un messaggio chiaro e conciso: Basta con le scelte sbagliate. L’Europa è un vicolo cieco, deve abbandonare la moneta unica e ritornare ad un sistema democratico dove ogni paese possa decidere il suo destino. La mia – asserisce il Presidente – non è una critica al sistema di integrazione che si è avviato negli ultimi 40 anni, ma al progetto di sistema economico unitario. La creazione dell’euro – rilancia – ha messo a confronto e sotto la stessa bandiera paesi del tutto diversi nel modo di gestire le economie interne: è come assemblare una macchina con i pezzi di una Fiat 600 e un’Alfa Romeo”. 

      Vàclav Klaus – L'Onesta Intellettuale e il Coraggio della Verità 

    Il pensiero di Vàclav Klaus è un pensiero intelligente, lineare e pienamente condivisibile dalla redazione di "Qui Europa" (è la nostra linea ormai da mesi) ed evidentemente lontano, davvero lontano (per non dire agli antipodi) dal liberticida progetto del MES, purtroppo già ratificato da molti paesi facenti capo al Consiglio europeo – Italia compresa – e di quello nascente degli Stati Uniti d'Europa. Lontano cioè da progetto "antistorico" ed illogico che aspira all'assemblamento di tutti i paesi membri dell’Unione europea in un unico e solo organismo politico, economico e finanziario, scimmiottando gli Usa, che invero ormai considerano l'Europa come una sorta di grande colonia. Il presidente Ceco ha poi definito la politica di Bruxelles come “un fallimentare tentativo  messo in piedi negli ultimi decenni che non hai mai portato alla creazione di un sistema economico forte e solido.” E non ha certo torto, anzi, ha ragione da vendere! Lo sappiamo bene noi cittadini, vittime di questo meccanismo non solo difettoso ma anche e soprattutto dittatoriale, iniquo ed ipocrita.

      La Svolta – L'Ue deve fare un passo indietro, lasciare l'euro! 

    L’unica soluzione per l’Europa, secondo l’opinione del Presidente Ceco, a questo punto è quella di fare un passo indietro, invece di costringere tutti gli europei ad avventurarsi ad esplorare un terreno così torbido e minato. “Bisogna uscire dalla moneta unica – dichiara – in modo che ogni paese possa tornare a governare in maniera democratica e insieme ai propri cittadini. Si sono fatte scelte sbagliate e adesso ci vorrà del tempo per trovare di nuovo una certa stabilità e abbandonare l’idea di un mercato sociale”. E’ questa la svolta europea che ci vuole, secondo Vàclav Klaus.

      Federico II – L'incomprensibile europeismo cieco del Rettore Marrelli 

    Tra i presenti, tuttavia – ed era comprensibile – qualcuno si è distanziato dalla posizione del Presidente.  Il caso più emblematico è stato quello del Rettore della Federico II, Massimo Marrelli, che si è totalmente dissociato dal pensiero anti-europeista di Klaus, rimarcando l’importanza della diversità dei pareriUna posizione sicuramente legittima quella del Magnifico Rettore, ma a nostro avviso, troppo comoda. O meglio non razionalmente conciliabile con la deriva sociale, morale ed economica che da almeno un decennio a questa parte sta segnando la storia dell'Europa e dei popoli europei. Politiche neoliberiste; crisi indotta; incapacità di definanziarizzare l'economia; ruolo ambiguo e deleterio della moneta unica;  Sistema Target 2; Dipendenza dalle banche e dall'asse franco-tedesco; accordi di Basilea III; perversa ed inaccettabile dipendenza da lobbies e agenzie di rating; spossessamento delle sovranità nazionali (tra le quali, non dimentichiamolo, quella monetaria) e chi più ne ha più ne metta!

      Europa – La Potenza e la Necessità della Verità! 

    Non bisogna avere paura di dire la verità. Le conseguenze delle politiche europee, d'altronde, sono sotto gli occhi di tutti. A maggior ragione dei giovani, che vedono sfumare giorno dopo giorno il loro futuro, in una nazione come l'Italia che non garantisce più tutele, incentivi , ma soprattutto posti di lavoro. Non è certo giusto far passare un messaggio – consentiteci – un "pizzico ipocrita", come un atto di diplomazia concettuale.  Bisogna, al contrario, spargere la voce, gridare ai quattro venti la verità: ammettere gli errori e gli orrori dell'Europa targata Ue, e l'involuzione totalitaristica dell'attuale Unione europea del MES e del Fiscal Compact. Aiutare a capire i giovani che, troppe volte purtroppo per pigrizia intellettuale, non si documentano, non s’informano e quindi non conoscono quello che si troveranno ad affrontare tra pochi anni, subito dopo la laurea. Il nulla! Diffondere la verità è dovere di tutti. In primis delle istituzioni. 

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Venerdì, Aprile 27th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione europea / Crisi Ue / Recessione / George Soros / Paul Krugman / Disoccupazione giovanile / Spagna / Italia / Germania / Angela Mrekel / Mario Monti / Depressione Usa degli Anni '30 / Politica Monetaria Inflazionistica / Piigs / Pressione fiscale / Distruzione […]

    Il monito del Nobel Krugman: “L’Ue abbandoni l’Euro”

    Il monito del Nobel Krugman: “L’Ue abbandoni l’Euro”

    Sabato, Aprile 21th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Banca Centrale Europea /Bce / Crisi / Spagna / Regno Unito / Euro / Bolla immobiliare / Disoccupazione / Suicidi / Austerità / Inflazione /  Times / New York Times / Paul Krugman / Simon Wolfson / Premio Nobel  / Abbandono dell'euro […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

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    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

    Strache e il Post della verità! L’Europa sulla scia di Adolf Hitler

    Strache e il Post della verità! L’Europa sulla scia di Adolf Hitler

    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012  – Reportage-Dossier di "Qui Europa" –   Austria / eurozona / dittatura / Banchieri / FPO / Heinz-Christian Strache / Facebook / Banksters / Stella di David / Povero col piatto vuoto /Der Sturmer / Iconografia antisemita / Protesta / Associazioni ebraiche / Proteste strumentali / MES / Fondo Salva Stati / Dittatura […]

    No Jobs For Europe

    No Jobs For Europe

    Martedì, Settembre 11th/ 2012 – di Mario Luongo – Bruxelles / Roma / Conferenza Jobs for Europe / Pacchetto occupazione / Risultati Semestre Europeo 2012 / Mercato del lavoro in Europa / Ocse / Disoccupazione / Povertà ed esclusione sociale / Josè Manuel Barroso / Herman Van Rompuy / Christopher Pissarides / Riforma Fornero / […]

    Paul Krugman: follia dell’eurocasta, vogliono curare il Debito con altri Debiti

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4: Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

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    Lunedì, Agosto 27th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile – Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio […]

    Germania – La Bild fa chiarezza sulla Crisi e sulla Dittatura Tedesca

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    Sabato, Agosto 4th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Eurozona / Germania / Berlino / Merkel / La Bild / Hollande / Draghi / Eurozona / Banche / Moneta unica / Friedrich Sell / Hans Werner Sinn / Financial Times / Bulgaria / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Informazione / Crisi economica  / Euribor / Target […]

    La Crisi potrebbe finire in un minuto, basterebbe volerlo davvero – Bce e caso Norvegia

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

    Re Draghi all’Eurocamera: Carta Bianca a Banche e Banchieri

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    Martedì, Luglio 10th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / Parlamento Europeo / Banca Centrale Europea / BCE / Mario Draghi / Ecofin / Firewall / Fondo Salva Stati / Maggiori poteri alla Bce / Efsf / Mes / Esm / Meccanismo Europeo di Stabilità / Accentramento / Sovranità / Ltro […]

    Il Grande Inganno di Monti: Lo Scudo Anti-Spread non Esiste

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    Mercoledi, Luglio 4th/ 2012  – di Silvia Laporta – Bruxelles / Roma / Unione Europea / Italia / scudo anti-spread / Mario Monti / agenzie di Rating /Mario Draghi / Palazzo Cighi / Goldman e Sachs / Stati Uniti / Bolla immobiliare / crisi econonomica / Esma / Major / Mes / Indagini / Parigi […]

    Trani inguaia Moody’s. Gli Scheletri nell’armadio di Monti

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    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

    La Grande Balla dello spread. Lo squalo che divora l’Europa

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    Domenica, Marzo 25th / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Unione Europea / Economia / Riforma del Lavoro / Finanza / Spread / Rating / Agenzie di rating / Bugie / Speculazione / Tasse / Squali / Indebiti arricchimenti / Riforma dell’articolo 18 / Precarietà / Dominio delle banche / Lobbies / Monti […]

     

  • Le Figarò – La Paris dei Francesi boccia l’Europa Targata Ue

    Le Figarò – La Paris dei Francesi boccia l’Europa Targata Ue

    Giovedì, Settembre 20th/ 2012

    – di Serena Spagnolo e Sergio Basile –

     Francia / Eurozona / Euro / Parigi / Grancesi / Francoise Hollande / Euroscetticismo / Trattato di Lisbona / Les Jardins du Louxembourg / Germania / Pirates / Rivoluzione Francese / Fiscal Compact / Patto di Bilancio / Trattato di Maastricht / Euro / Futuro della moneta unica / Stati Uniti d'Europa / Tour Eiffel / Recessione e disoccupazione in Francia / Francesi contro l'austerity / Abbassamento del tenore di vita in Francia / Sergio Basile / Serena Spagnolo / Qui Europa / Osservatorio Nazionale Indipendente / Le Figarò / Sondaggio del quotidiano francese 

    Le Figarò – La Paris dei Francesi boccia l'Europa

    targata Ue

    Euroscetticismo dilagante da Montmartre al cuore pulsante

    della Ville Lumière

    Oggi la maggioranza dei Francesi direbbe "No" a Fiscal Compact,

    Euro, Trattato di Maastricht Trattato di Lisbona 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Parigi – L'estate è ormai un ricordo quasi per tutti gli europei che, con la fine della bella stagione e dell'afa, speravano in un'aria più respirabile e meno asfissiante. Ma non è così! Fa caldo! E' uno degli autunni più caldi ed opprimenti della storia del Vecchio Continente, e la ragione – non è un mistero per nessuno – si chiama crisi. Un concetto, quello della crisi, fino a qualche mese fa avvertito solo di striscio da molti paesi dell'Eurozona, tra i quali la Francia del presidente "rigorista" Francoise Hollande, ma che oggi spaventa e molto anche i nostri cugini transalpini. La crisi si sente oggi anche a Parigi, si respira, si vive ogni giorno di più. Una buona fetta di Francesi ormai, unendosi – non solo idealmente ma fattivamente – alle pene finanziarie, economiche e sociali dei cittadini dei cosiddetti Paesi Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) stenta ad arrivare a fine mese. E ciò accade mentre una nuova ventata d'euroscetticismo dilaga in tutto il Vecchio Continente, e ciò malgrado i risultati avversi delle ultime elezioni in Olanda, dove il partito dell'astenzionismo ha avuto la meglio, favorendo il neo-eletto governo "filo-europeista".

     Le Figarò: L'Euroscetticismo dilaga anche sotto la Tour Eiffel 

    Ma i Francesi, per contro, oggi non sembrano avere più dubbi, come d'altra parte nessun dubbio dimostrarono di avere nel 2005, quando bocciarono senza nessuna misericordia il progetto di "Costituzione Europea", poi surrogato dai tecnocrati dell'Ue con un semplice e strategico trattato, quello di Lisbona, aggirando la via popolare e delegandone l'approvazione ad una cerchia di eletti. Infatti se fosse chiesto oggi ai figli della "Rivoluzione Francese" di votare sul "Fiscal Compact’’, cioè sul quel tanto odiato ed iniquo "Patto di Bilancio" (recessivo ed assurdo patto di bilancio) che ha ridimensionato (per non dire azzerato) il ruolo dello Stato in economia e nell'assistenza sociale (welfare), facendo venir meno anche lo stesso presupposto oggettivo che legittimerebbe i governanti a riscuotere le tasse, molto probabilmente i "No" vincerebbero, e di diverse incollature. A darci conferma oggettiva di questa nostra supposizione è addirittura l'autorevolissimo quotidiano transalpino "Le Figarò", in un sondaggio riportato martedì scorso nelle colonne di prima pagina ed a ridondanti titoli.

     Il Rinnegamento di Maastricht 

    Ma la cosa che lascia più allibiti è che se oggi si chiedesse di votare nuovamente per il Trattato di Maastricht – quello che ha istituito la moneta unica, per intenderci – anche in tal caso la risposta sarebbe un inevitabile, pesantissimo e secco "No". E le motivazioni i Francesi le portano mostrando la quotidianità, parlando senza peli sulla lingua della moneta unica come un  di un increscioso e rovinoso handicap. D'altronde, come poter scommettere diversamente? L’aumento della disoccupazione parla chiaro! Il pessimo rapporto tra la vecchia moneta e l’euro, l’aumento dei prezzi, il tenore di vita dei Francesi al minimo storico e lo scontento continuo finiscono poi per completare il grottesco quadretto, da Montmartre de Paris a Les Gardens de Louxembourg, risalendo per il Lungo Senna.

     Previsioni – L'anticiclone euroscettico anche sulla Germania 

    Ma l'aria antieuropeista che soffia dal Sud dell'Europa verso il Centro (come una sorta di anticiclone sahariano) non riguarda solo il versante Occidentale. Anche in Germania – nella ricca Germania industriale – sono molti i cittadini convinti che con il marco il tenore di vita sarebbe migliore. Tra tutti il folto gruppo indipendente di ragazzi autodenominatosi "Pirates", una sorta di Movimento 5 Stelle tedesco, che in pochi mesi ha raggiunto milioni di simpatizzanti in tutti i lands teutonici. Atteggiamento che la dice lunga sul futuro incerto dell'euro e della stessa Europa targata Ue. Almeno di una Ue così concepita e mercatocentrica, che addirittura oggi aspirerebbe ad avere pieni poteri (vedi entrata in vigore e ratifica del MES) con la nascita di un superstato totalitaristico chiamato "Stati Uniti d'Europa", concepito sul modello USA. Ipotesi questa, sempre più paradossale oltreché antistorica per definizione ed ovvie ragioni culturali e geopolitiche.

     Per uscire dalla crisi 

    Una cosa è certa: per combattere, distruggere , vincere, superare la crisi non c’è un solo modo giusto. Ci sono molte strade, una congintura di elementi, e tutti devono trovare il loro corso (democratico) nella storia, convergendo però in un'unica grande via maestra. Lo abbiamo scritto e gridato più volte dalle pagine del nostro Osservatorio Indipendente! L'abbandono dell'euro (ovviamente un abbandono progressivo e misurato, non brusco e traumatico) è solo uno dei tasselli. Certo il recupero della sovranità monetaria rubataci dei banchieri privati con la complicità di leggi inique e personaggi ambigui della politica e dell'alta finanza, è il primo passo! Ciò, tuttavia, accompagnato dalla riforma del Trattato di Lisbona, e del suo avvilente e squinternato art. 123 che, come detto, obbliga gli europei ad "acquistare" i propri soldi (euro) un tempo emessi a costo zero dai ministeri del tesoro o (in seguito) dalle banche centrali di stato. Senza questi correttivi la via della perdizione e del caos in Europa pare inevitabile. E, oggi, pare che anche in Francia e Germania la situazione sia, fortunatamente, sempre più chiara. 

    Serena Spagnolo, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

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    Europa in fermento: qualcosa finalmente si smuove

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    Giovedì,  Luglio 12th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Germania / Finlandia / Olanda / Romania / Euro / Crisi economica / Esm / fiscal compact / Andreas Vosskule /  Jyrki Katainen / agenzie rating / Badescu / Usl / referendum popolare / malcontento / Fmi / Venti nuovi in Europa: […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

     

  • L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

    Martedì, Luglio 17th/ 2012 

    – di Silvia Laporta –

    Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare 

    Austerity –  l’amore ingiustificato per l’euro

    Ci sta portando alla rovina, eppure ancora molti lo

    considerano l’unica via d’uscita dalla crisi

    Pazzia Pura – Grilli: Per uscire dalla Crisi e salvare l'euro, dobbiamo

    svendere il Patrimonio Immobiliare nazionale per 20 milioni l'anno

    Bruxelles – Non ci vuole certo una laurea per rendersi conto dei disastri legati alla moneta unica. Avrebbe dovuto essere la nostra “via di scampo” ; un collante sociale, oltre che un’ottima iniziativa economica. Eppure, a distanza di poco più di 10 anni dall’adozione dell’Euro, i risultati ottenuti, hanno reso la situazione di gran lunga peggiore della precedente. Quanti di noi rimpiangono di aver detto "no" a  quelle 1936, 27 lire? Già dal principio la situazione sarebbe dovuta puzzare di stipendi dimezzati e prezzi raddoppiati.  Eppure, quasi come rintontiti da quella che molti analisti internazionali definiscono come un’acuta "sindrome di Stoccolma" i paesi dell’Ue,  hanno continuato per la loro strada, intraprendendo la via tortuosa e zeppa di ostacoli della moneta unica, lasciandosi letteralmente plagiare da campagne mediaticche incentrate sulla pura propaganda: campagne che evidentemene ancora non sessano di confonfere gli Italiani.

      L'Euro: l'arma della speculazione 

    I Paesi più culturalmente evoluti, dove invero esiste da decenni – se non secoli – sia il senso dello stato che una coscienza critica ed una capèacità non indifferente di discernimento; o quanto meno in quesi Paesi Ue rappresentati da una classe politica di una certa levatura, non si sono certo fregati con le proprie mani! Norvegia, Svezia, Danimarca, per esempio, non hanno aderito totalmente al progetto o, come l’Inghilterra, vi hanno aderito parzialmente sono per trarne i benefici. Anche se per quest’ultimo caso, ci sarebbe da aprire un lungo discorso, circa la sovranità finanziaria. Ma il punto è un altro: l’euro ci sta letteralmente strangolando! 30 imprese chiuse ogni giorno, suicidi, tagli alle pensioni, tagli alla spesa pubblica, tagli all’istruzione e dismissione del patrimonio pubblico e dei "gioielli di famiglia" a vantaggio di lobby e banche d'affari. Tutto ciò, sofferto a discapito del Welfare e del benessere dei cittadini  per salvare la moneta unica, la (a uqesto punto) maledetta moneta unica; ossia per salvare il male più pericoloso di tutti, in questo momento. Per salvare i guadagni della speculazione.

      L'Euro: la m0neta dei Golpe 

    E non ci aiutano poi, le misure e le politiche austere e neo-liberaliste, che non fanno altro che stringere il cappio ancora più stretto.  Nonostante sia una situazione chiara e sotto gli occhi di tutti, esiste ancora chi difende a spada tratta la moneta unica. Un esempio? Il nostro presidente del consiglio, Mario Monti. Al di la dei brogliacci bancari di cui è ed è stato artefice, il suo totale disinteresse per il popolo che è chiamato a governare, trasuda  anche da ogni scelta presa alla luce del sole: Fiscal compact, Mes, tassazioni a livelli esorbitanti. E ora – annuncia il Ministro Grilli – dismissioni del patrimonio pubblico nazionale per circa 20 miliardi di euro l'anno. Porcata su porcata. Ma come si fa a non vedere? Come si fa a non capire?  Eppur vedendo la crisi negli occhi del popolo e nelle speranze dei giovani, non c’è modo di fermare questo suicidio! I Soldi prima di tutto! Il capitalismo dittatoriale è ormai dilagato in Italia, come in Europa e nel mondo a ritmi ben pianificati e scadenzati. Guardando la cartina dell'Europa, ci si accorge come i "golpe dei governi tecnici" negli ultimi mesi si sono susseguiti a ritmi incessanti sotto un'unica malefica ed antidemocratica regia mondialista. L'ultima nazione europea in ordine temporale a dover subire gli ennesimi diktat targati Troika è – in queste ore – la Romania di Victor Ponta. Nazione non naderente alla moneta unica ma in recessione dall'ingresso dell'Ue, e già visitata dai temibili vampiri del Fondo Monetario Internazionale.

      L'Euro: Cibo da Propaganda 

    Lo stato dovrebbe emettere denaro per i suoi cittadini e lo dovrebbe immettere per servizi resi (lavoro) o per diritto (welfare). Invece il denaro è emesso per altri servizi e destinato ad altre persone, diverse dagli onesti cittadini : gli speculatori bancari. Si fa un bell’investimento sulla speculazione e noi, utilizzando l’euro, non facciamo che riciclare questo denaro sporco: come nelle più spettabili organizzazioni a delinquere. Ma allora? Se è cosi lapalissiano agli occhi di tutti, perché la situazione non riesce a cambiare? Forse perché il sistema è ormai corrotto fino al midollo  e tutto viene ottimamente nascosto grazie  all’appoggio – come detto – di una vasta e capillare propaganda mediatica. Ma possibile che noi, cittadini italiani, non abbiamo voglia di cambiare questa situazione? Perchè dunque credere ancora alle favole o a trasmissioni televisime spudoratamente parziali, disinformative e tendenziose? Certo, agli occhi di un Olandese o di un Inglese gli Italiani favorevoli agli strazi di Monti Bilderberg devono apparire proprio come degli emeriti idioti masochisti. Contenti di essere torturati a morte, e per giunta per una causa immorale, quanto falsa – un debito pubblico che si auto-alimenta ogni giorno che passa:c ome ampliamente dimostrato nei precredenti editoriali di "Qui Europa" – "Schiavi di un Debito Illegale – Prima, Seconda e Terza Parte – solo perchè la TV (lo strumento che un Santo del tenotre di Padre Pio considerava, addirittura, come la personificazione moderna e tecnologica di Lucifero, il Demonio) dice che l'europa ce lo chiede. Sigh! Ma quando azioneranno il cervello questi poveri illusi?

      MES – Un provvidenziale rinvio 

    Intanto a Bruxelles i grandi capi non gioiscono. L’approvazione del Mes, è stata rimandata: la Corte costituzionale Karlsruhe deve riesaminare i ricorsi di un gruppo di economisti, avvocati e cittadini attivisti tedeschi, che hanno mosso una serie di critiche verso il fasullo Meccanismo di Stabilità. La decisione è rinviata al 12 Settembre.

      Non cediamo la sovranità del nostro Cervello 

    E’ decisamente cambiando il clima di serenità dello scorso summit europeo: adesso i paesi litigano e battibeccano tra loro, e nessuno si fida di nessuno. La Germania ricorda minacciosamente alla Spagna il suo impegno di restituzione dei fondi che sono stati versati per risanare le banche, nonché di rispettare i vincoli imposti dall’Unione Europa: miliardi e miliardi che verranno direttamente levate dalle tasche dei cittadini, così, come per magia! Austerità che continua imperterrita nella sua direzione neo-liberalista. Una direzione pericolosa, imposta. Prima di trovarci anche noi nella stessa situazione della Spagna – o peggio ancora della Grecia – forse è meglio decidere di cambiare rotta autonomamente. Per una volta, magari, sarebbe il caso di non cedere la sovranità del nostro cervello, ricordandoci semplicemente di metterlo in funzione. Ciò malgrado il nostro demoniaco alter-ego – quello che ci dice di fidarci della TV della favole – sia sempre in agguato e pronto a confonderci con sorrisi e sguardi ammalianti. Ma d'altronde, Lucifero – l'angelo decaduto e maledetto – non era in principio forse l'angelo più bello?

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

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    Domenica, Giugno 17th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / […]

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Venerdì, Giugno 15th / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore / […]

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]

    Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika – Quando l’euro vale più della dignità umana

    Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika – Quando l’euro vale più della dignità umana

    Giovedì, Marzo 29th / 2012 Grecia / Troika / Ue  / Bce / Fmi / Commissione europea / Crisi / Banche  / Dignità umana / Spread / Rating / Blocco consumi / Protesta / Multinazionali  Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika Quando l'euro vale più della dignità umana Ma “l’usura” non era un reato? […]

     

  • Europa in fermento: qualcosa finalmente si smuove

    Europa in fermento: qualcosa finalmente si smuove

    Giovedì,  Luglio 12th/ 2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile –

    Unione Europea / Germania / Finlandia / Olanda / Romania / Euro / Crisi economica / Esm / fiscal compact / Andreas Vosskule /  Jyrki Katainen / agenzie rating / Badescu / Usl / referendum popolare / malcontento / Fmi /

    Venti nuovi in Europa: qualcosa finalmente

    si smuove

    Germania: ricorsi contro l'Esm e il Fiscal Compact

    Finlandia e Olanda: secco no contro l'Europa

    In Romania, la rivoluzione politica.

    Piazze d’Europa in fermento contro l’Euro-Dittatura e l’Euro-Casta – Vergognosa censura e Campagna Disinformativa della maggior parte dei Media italiani

    Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Bucarest, Helsinky – Non sono momenti facili, quelli che si stanno consumando nelle ultime ore in Europa. A Berlino, il destino dell’Euro, sembra essere nelle mani del capo della Corte Costituzionale tedesca, il magistrato Andreas Vosskuhle, che potrebbe pronunciare la sentenza di condanna per la moneta unica europea. La corte, infatti, deciderà se gli impegni presi dal Governo tedesco con Bruxelles, possano sopravvivere ai sei ricorsi fatti contro l’Esm, il terribile e dittatoriale (cosiddetto) "Meccanismo di Stabilità Europeo" che avrà a disposizione un fondo permanente di 500 miliardi di euro, e contro il Fiscal Compact, il recessivo ed insensato patto di bilancio concordato a Marzo a Bruxelles. Secondo il capo della Corte costituzionale tedesca, c’è bisogno di un tempo ragionevole per valutare il peso di questioni molto importanti. A presentare i ricorsi, un gruppo di politici, economisti e cittadini attivisti, ( per la precisione 172) che lamentano il fatto che la politica di salvataggio dell’Eurozona sarebbe ormai una minaccia grave alla democrazia tedesca e al potere del Bundestang, il Parlamento. I contribuenti tedeschi, del resto, chiedono di fermare il provvedimento prima che la Germania si sporchi del debito pubblico degli altri paesi, sventrando lo stato e costringendo i cittadini con obblighi rovinosi, ed ancora peggiori di quelli che la Merkel ha propinato finora alle famiglie tedesche.

      Il Dittatoriale MES appeso a un filo in Germania    

    La Corte Costituzionale, deciderà prima sui ricorsi e poi emetterà una sentenza sulla costituzionalità del liberticisa MES entro i primi mesi del 2013. Nonostante i pareri discordanti di molti politici, i cittadini tedeschi, sono per la maggiore schierati dalla parte dei ricorsi. Si sa, tuttavia, che senza la Germania, in Europa, non si va da nessuna parte! Quindi, gli altri paesi europei, sono tutti in attesa e appesi a un filo, rispetto alle decisioni che verranno emanate!

      Un'ottima notizia malgrado la disinformazione dei Media   

    Nonostante ciò che potrete leggere sui giornali o ascoltare in Tv, questa,  è una buona notizia! Fermare il Meccanismo di Stabilità e il Fondo Salva Stati (EFSF), due provvedimenti atti all’unificazione centralistica e tecnocratica dell’Europa e alla formazione della “dittatura legale” (che ci stanno imponendo) è una mossa intelligente da parte del gruppo di economisti, politici e cittadini attivisti della Germania; anche se sicuramente, le motivazioni che li spingono, sono innanzitutto la salvaguardia dei propri interessi. Gli interessi di un Paese ricco come la Germania: capace di un tenore di vita che i cittadini tedeschi non vogliono perdere. I Tedeschi, d'altronde, non vorranno mica diventare una massa di schiavi come noi!

      Finlandia e Olanda pronte a Smontare l'Eurogabbia  

    Anche Finlandia e Olanda tornano all’attacco. “La situazione dell’Eurozona è pericolosa, molto pericolosa”; avverte il primo ministro finlandese Jyrki Katainen “non ci si fida più come prima”. Succede infatti che, persino loro, i proverbiali paesi “benestanti” dell’Eurozona, sono stati bacchettati dalle varie agenzie di rating, dal livello AAA a quello A. Perciò i paesi, sono decisi a non fidarsi più dell’euro e all’occorrenza, anche a uscire della moneta unica, se necessario. Ed a giudicare dalle proteste di piazza di Amsterdam ed Helsinky, i cittadini questa volta sembrano fare sul serio.

      Terremoto politico in Romania    

    A Bucarest, invece – da inizio 2012 – si susseguono veri e propri terremoti politici. Il 29 Luglio la Romania, sarà chiamata al referendum per votare sull'ipotesi di destituzione del Presidente Basescu, sospeso per votazione del Parlamento. Ma facciamo un passo indietro. Il 3 Luglio il Parlamento, o per meglio dire l’opposizione dell’Usl, si è liberata in un sol colpo di tutti gli uomini del presidente, giudicati personaggi scomodi. Sono stati sollevati uno dopo l’altro da due delle più alte cariche dello Stato: quella del presidente del senato (con il "liberale" Antoneschu che ha preso il posto di Vasile Blaga) e quella del presidente della Camera (con Roberta Anastase sostituita da Valeriu Zgonea). Il tutto dopo che le elezioni amministrative avevano marcato la netta vittoria dell’Usl, la coalizione di centro sinistra: partito intenzionato, a quanto pare, a rispettare le ingerenze della Troika e di Banca Mondiale, per il "bene del Paese".  frase già sentita di recente a Roma ed Atene, dopo le misure lacrime e sangue intraprese all'indomani dei "golpe tecnici" da Mario Monti e Lucas Papademos . L’Usl, ha fatto totalmente piazza pulita anche dell’avvocato del popolo, decidendo di subordinare al controllo del governo il “Monitur Official”, una sorta di Gazzetta Ufficiale. Cercando inoltre di modificare con urgenza anche la stessa legge sul referendum, proponendo la possibilità di convalidarlo  a quorum del 50 % + 1 dei votanti, contro il precedente 50 % + 1 degli aventi il diritto raggiunto. 

      Nei palazzi di Bruxelles Tremano i Tecnocrati   

    Davanti a questa situazione, non sono mancate le proteste dell’Unione europea, che già aveva manifestato il suo dissenso sulle vicissitudini politiche della scorsa settimana. Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schultz, ha definito l’Europa troppo silenziosa nei confronti della sospensione del Presidente Basescu. Anche Vivian Reding, Commissario europeo alla Giustizia, nelle ultime ore ha espresso il proprio allarmante parere, vedendo  in questa situazione un grosso pericolo per la stabilità della Romania, che – a suo dire – "deve essere difesa dall’Esecutivo Ue, il quale ha il dovere di monitorare gli sviluppi della vicenda". Il premier Ponta è stato convocato oggi a Bruxelles, da Barroso, per una relazione sulla situazione del suo Paese. Ma evidentemente la voglia di Democrazia vera e di riscatto del popolo contro questo euro-baraccone è tanta, troppa. Cosa potrà fare il piccolo tecnocrate Barroso contro la sete di Giustizia e Democrazia dei popoli? Pensiamo davvero nulla!

      Bucarest: la protesta del popolo contro l'Euro-gabbia  

    Nel frattempo in Romania, da giorni ormai, le tensioni sociali la stanno facendo da padrone. Diverse, nelle ultime ore, le veementi proteste nelle strade e nelle piazze di Bucarest contro l'austerity avallata dal governo: si pensa che sia questo infondo il vero motivo dello scontro tra Basescu e Ponta. Il malcontento è nato a seguito delle imposizione delle solite "cure inique" dell’Fmi: misure simili a quele adottate per la sventurata Grecia: troppo austere per il popolo, che ha dato il la all’avanzata dell’ opposizione politica. Non è mai troppo tardi! Intanto, Si è tutti in attesa  del 29 Luglio, quando Basescu sarà “guidicato” dal referendum popolare, mentre – intanto – la fiducia nell’Europa ha fatto registrae cali importanti, imbarazzanti. Insomma, qualcosa si smuove. Il sogno europeo dell'accentramento si sta sciogliendo come neve al sole: il sole della democrazia e della giustizia!

      Eurogabbia in frantumi!  

    Molti cittadini, iniziano a sentire il peso insopportabile dei provvedimenti ruba soldi dell’Europa, e sono decisi a fare qualcosa, e non starsene a guardare come spettatori passivi. Il brutto è che, inevitabilmente, possono far sentire la propria voce soltanto “sbattendo i piedi”. La democrazia europea, l’abbiamo dimostrato tante volte, è soltanto uno specchietto per le allodole. Nessuno di noi ha voce in capitolo, circa i provvedimenti che, tutti i giorni vengono presi. Ma fortunatamente, la voglia di riprendersi quello che è proprio non è svanita del tutto. E la Germania, la Finlandia, l’Olanda e la Romania, ma anche la Spagna, la Grecia e la Germania (intesa come popolo tedesco) ne sono in queste ore l’esempio più lampante. Ma qualcosa si smuove ormai anche a Roma.

      La Storia siamo Noi   

    Tra le centinaia di manifestazioni di protesta susseguitesi fin dalle scorse settimane, e con maggior intensità nelle ultime ore, una in particolare ci ha commosso di più: quella delle chitarre innalzate al cielo di Amsterdam, quasi a voler simboleggiare che nella musica ci sono le idee, le idee sono libere e non possono essere imprigionate da nessuna euro-gabbia, da nessuna dittatura finanziaria e (per quanto forte ed organizzata) da nessuna forza imperialistica e protesa a schiavizzare le masse e ad asservire le coscienze umane alle malsane logiche dei mercati e del danaro. Chi può mettersi contro le idee? Chi oserà scagliarsi ancora contro la dignità umana e la stessa umanità dei popoli? E allora nelle immagini di Amsterdam, come in quelle catturate nelle piazze di Atene, Helsinky, Madrid, Bucarest, Berlino ed in tutti quei luoghi dove il grido delle giustizia e della fraternità (non evidentemente quella falsa e pilotata dalle forze giacobine e dal massone Napoleone durante la Rivoluzione Francese di fine Settecento) si sta levando unanime alto e pacifico nel cielo, diventa difficile trattenere le lacrime e non assaporare un dolce profumo di speranza. Respirare a pieni polmoni un'aria nuova e ritemprante: l'aria della Democrazia vera. Un qualcosa di estremamente nuovo e rivoluzionario per l'Europa. A memoria d'uomo non si era mai visto qualcosa del genere, e non solo in Europa, ma nel mondo intero. Mai almeno da quel lontano 28 agosto 1963, passato alla storia per quel fiume umano di 300 mila persone, ed oltre, che sulle note della musica di Joan Baez, travolse lento ed imponente Washington in nome dei diritti civili e facendo da cornice ideale alla voce fiera, sicura e penetrante di Martin Luther King. Allora l’inno generazionale era “We Shall Overcome”.

      Le Note del Cambiamento   

    Sulle stesse frequenze – per tornare ai giorni nostri – abbiamo registrato ed impresso nel cuore le gesta dei coraggiosi giovani newyorkesi e non solo (accorsi da tutti gli Stati Uniti e da tutti i continenti) in occasione della storica "Occupy Wall Street". Ora, malgrado il tentativo di giornali e tv di coprire la verità, mascherare e censurare eventi che stanno facendo la storia dell'Europa di oggi (malgrado qualcuno fra noi forse non se ne sia neppure accorto, stordito dal vuoto frastuono di altri tipi di suoni ed immagini e dall'euforia dell'Estate) il movimento di protesta invaderà ben presto – e potente – anche la Città Eterna. L'unico neo – contrariamente agli anni Sessanta – è la completa assenza di una "colonna sonora" alla Joan Baez (per intenderci), capace di risuonare forte in tutto il "Giardino d'Europa" e capace di riempire i cieli d'Italia, da Palermo a Milano,. Riempire il cielo e le coscienze di quest'aria di rinnovamento.  La musica d'altra parte – secondo la stessa Joan Baez (che nei giorni scorsi si è esibita a Milano) "ha  sempre giocato un ruolo molto importante nei Paesi che poi hanno messo in atto il cambiamento". Non ci resta che trovare al più presto le note giuste ed iniziare a suonare!

    Silvia Laporta,  Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

    Lunedì, Luglio 9th/ 2012

    – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – 

    Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Sistema bancario / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Sistema Target2 / Germania / Industria tedesca / Angela Merkel / I debiti vengono che fatti con il sistema Target2 sono illegittimi / Contro informazione / Sistema Target 2 / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Schiavi di un Debito illegale  

    Schiavi di un debito illegale – Terza Parte:

    Banche e Sistema TARGET 2 

    Come l'Euro-Sistema crea Dipendenza e

    Debito Fittizio

    Quello che i media ed i politici non dicono sulla 

    Nuova Dittatura Euro-Tedesca

    Schiavi di un Debito Illegare, PARTE TERZA – Il Sistema Target, l’Eurogabbia e il Predominio della Germania

    Roma, Berlino, Bruxelles, Francoforte – Stamane è in programma l'ennesimo Euroertice tra i leader dell'Ue, un summit decisivo – tra l'altro – in merito all'entrata in funzione del dittatoriale ed antidemocratico Fondo Salva Stati Permanente (MES o Meccanismo Europeo di Stabilità), al quale abbiamo dedicato molto spazio nelle scorse settimane, illustrandone per filo e per segno tutti i punti più distruttivi ed i lati oscuri. Un Eurovertice, questo, orientato verso l'accelerazione della formazione di un Super-stato  europeo che porterà alla definitiva e strategica disintegrazione degli Stati-Nazione europei e che sarà dominato dal cartello dei banchieri e da una casta rigorosamente selezionata all'interno di ambienti élitari molto (per così dire) particolari, e da sempre votati al potere. Giuseppe Mazzini probabilmente avrebbe parlato,  senza peli sulla lingua, della nascita e definitiva affermazione del suo Impero della cosiddetta "Terza Roma": ovvero – come definita dallo stesso – della Nuova Roma Imperiale  degli "Illuminati". Ma a questo dedicheremo altre pagine nei prossimi editoriali.  

      Lotta di Classe e Pretesto del Debito Pubblico  

    Il pretesto che ha portato a questa "rivoluzione anti-democratica" giocata non dalle "classi povere" verso i potenti, ma bensì dalla "classe degli eletti" (o vincitori storici) nei confronti di "media borghesia"  e "proletariato", è – come noto – quello dell'esplosione e conseguente  contenimento (o meglio "falso contenimento") del Debito Pubblico. Un debito che – come ampliamente dimostrato finora – è in realtà per un buon 80-90% fittizio ed artifizioso. Oggi, dunque, la "Terza Parte" di questo "Dossier di Qui Europa" sul "Debito Pubblico Illegale" (poiché artificiale e condizionato) sarà protesa ad analizzare il ruolo delle banche e del sistema europeo dei pagamenti nella subdola creazione del debito dell'Eurozona ad esclusivo vantaggio della Germania: il cosiddetto "SISTEMA TARGET 2". 

     Terza Parte – Il Sistema TARGET 2 

    Eurozona – TARGET 2, Un Sistema Speculativo in Esclusivo Favore della Germania

    Come noto, tutti gli stati misurano il livello della loro economia, della loro ricchezza e dei loro commerci con gli altri paesi con l'indicatore detto PIL (Prodotto Interno Lordo) e con la cosiddetta "Bilancia Commerciale". Ovviamente più alto sarà il livello delle esportazioni più questo enorme registro che contabilizza tutti i movimenti commerciali di uno stato (in termini di IMPORT ed EXPORT) riporterà saldi attivi. Quello che in gergo economico si dice "Surplus".

      Gli indicatori della ricchezza  

    La Ricchezza Totale di uno Stato ( Y ) è data dal PIL, che può essere definito anche – tra l'altro – come la somma di tutti i beni e servizi prodotti in un anno da uno stato. Un'altra misura della ricchezza "Y" è poi data dalla seguente relazione:

     Y = C + I + G + X  

      C  = Livello dei Consumi 

      I  = Livello degli Investimenti 

      G  = Livello della Spesa Pubblica  

      X  = Esportazioni Nette ( Export – Import ) 

    La prospettiva che vi proponiamo quest'oggi riguarda proprio la "X" della suddetta relazione, che afferisce proprio alla cosiddetta "Bilancia Commerciale". Di seguito vi dimostreremo come nell'Eurozona il sistema import/export dei pagamenti (creato ad arte) finisca per "premiare" sempre e solo la Germania, a discapito degli altri 16 paesi dell'Eurozona. Ricordiamo che oggi tra i 27 paesi aderenti all'Ue, solo 17 hanno adottato l'euro, mentre i restanti 10 hanno preferito tenersi stretta la propria moneta nazionale. E ne capiremo anche il logico perchè.  

      Cos'è TARGET 2  

    Dopo gli assurdi accordi intergovernativi sul Fiscal Compact e sulle conseguenti sanzioni amministrative del Six Pack, (totalmente sbilanciati in favore della Germania che, avendo il saldo della bilancia dei pagamenti in attivo, sarà l’unico paese ad avvantaggiarsi dall’obbligo di austerità e rigore di bilancio in Europa) Il sistema TARGET2 è il modo più diretto e immediato per capire come si è formato questo vantaggio spropositato nella bilancia dei pagamenti dei tedeschi. TARGET 2, è il sistema automatico di regolamento e compensazione dei pagamenti fra le banche centrali e commerciali dei 17 stati membri dell’Eurozona ed è stato introdotto il 19 novembre 2007 in sostituzione della precedente piattaforma TARGET (Trans European Automated Real Time Gross Settlement Express Transfer System) e delle varie stanze di compensazione private (clearing house) che ancora collegavano alcune delle principali banche fra di loro.

      TARGET 2 – Meccanismo di Funzionamento  

    Il meccanismo di funzionamento è abbastanza semplice: tutte le principali banche commerciali che operano all’interno di una data nazione sono obbligate a mantenere un particolare conto corrente presso la rispettiva banca centrale nazionale, attraverso cui vengono regolamentati i pagamenti interni fra le banche di uno stesso stato. A loro volta le 17 Banche Centrali dei paesi dell’Eurozona sono collegate fra di loro per compensare i pagamenti che avvengono fra le banche che operano in due differenti nazioni.

     Premessa Tecnica 

    Prima di andare oltre è opportuno ricordare che i depositi dei clienti (in moneta corrente commerciale – euro) presso le banche commerciali nelle quali risultano accesi dei conti correnti rappresentano contabilmente "Debiti" per la banca commerciale; in egual modo i depositi della banca commerciale (es.: Intesa) presso la Banca Centrale ( es.: Banca d'Italia ) appresentano voci di debito per la Banca Centrale.

     Riserva Obbligatoria e  Moneta Elettronica  

    Il conto corrente che le banche commerciali detengono presso la Banca Centrale è formato dalla riserva obbligatoria (il cui livello di giacenza minima viene fissato periodicamente dalla banca centrale europea BCE e nello specifico, in base alle ultime disposizioni di Mario Draghi, è stato abbassato all’1% dei depositi e dei titoli di debito emessi dalla banca) e da una certa quota di riserve libere, che la banca può autonomamente decidere di mantenere per agevolare appunto le operazioni di compensazione dei pagamenti con le altre banche. Il saldo del conto corrente viene remunerato secondo il tasso medio di "interesse overnight" (tasso estremamente variabile dipendente dalle quantità di riserve depositate giornalmente dalle varie banche presso la banca centrale). Trattandosi di riserve detenute presso la Banca Centrale, la moneta che viene utilizzata all’interno del sistema di regolamento dei pagamenti TARGET 2 è esclusivamente la moneta di banca centrale (Moneta Elettronica), mentre non è ammesso l’utilizzo di moneta di banca commerciale ( euro ) che si origina tramite l’apertura dei prestiti ai clienti.

     Un semplice esempio / Acquisto internazionale 

    Ora, per comprendere facilmente il meccanismo "TARGET 2" facciamo un semplice esempio: un imprenditore italiano ( A ), di Catanzaro, decide di acquistare un camion di fabbricazione tedesca (es.: Mercedes) del costo di 80.000 euro da un rivenditore tedesco ( B ), di Berlino , che ha il conto corrente presso la Deutske Bank. Contestualmente Banca Intesa, la banca dell'acquirente ( A ) scalerà dal conto corrente del cliente di Catanzaro ( A )  80.000 euro e disporrà il bonifico nei confronti del rivenditore tedesco ( B ), avente il conto – come detto – presso una banca commerciale estera ( Deutske Bank ). Di conseguenza  Deutske Bank dovrà ampliare i depositi del suo cliente di Berlino ( B ) di 80.000 euro.

     I Depositi dei Clienti sono "Debiti"  

    il meccanismo ( come detto sopra ) prevede che contestualmente Deutske Banck s’indebiti della stessa cifra, perché ricordiamo che per la banca i depositi dei clienti rappresentano dei debiti da inserire nel passivo patrimoniale di bilancio.

     Banca Intesa ( A ) distrugge "Moneta Elettronica" 

    Contemporaneamente però il sistema TARGET 2 manderà pure un segnale a Banca Intesa, che distruggerà fisicamente 80.000 euro di moneta di banca centrale (ovviamente moneta elettronica) dal conto di riserve ( di A ) di Banca Intesa. Ciò inviando – contestualmente – una segnalazione alla Banca Centrale tedesca Bundesbank di accreditare le riserve della Deutzsche Bank di 80.000 euro (però in moneta elettronica).

     La Banca Centrale tedesca crea dal nulla 80.000 euro  

    Quindi il bilancio della Banca Centrale tedesca (Bundesbank) ritorna in pareggio: -80.000 euro di depositi a favore del cliente ( B ) di Berlino e +80.000 di riserve nel suo attivo di bilancio (ma in moneta elettronica). La Bundesbank a questo punto creerà dal nulla 80.000 euro e li depositerà sul conto di riserve della Deutzsche Bank. Pertanto, La scomparsa di 80.000 euro di riserve dal circuito interbancario italiano ha comportato la creazione dal nulla di 80.000 euro nel circuito interbancario tedesco.

     Un Gioco a favore della Germania 

    Però a livello finanziario la Deutzsche Bank (la banca commerciale del venditore tedesco – B ) si è indebitata nei confronti del suo cliente di Berlino, mentre quella italiana (Banca Intesa, filiale di Catanzaro – A ) si è liberata di una passività: questo gioco  tramite il sistema TARGET 2, porta il sistema finanziario della Germania a vantare un credito di 80.000 euro nei confronti del sistema finanziario italiano: credito rappresentato dal camion che si è trasferito da Berlino a Catanzaro.

     Analizziamo i Bilanci – Un gioco di numeri 

    Analizzando i bilanci delle due Banche Centrali – Bankitalia ( Banca d'Italia ) e Bundesbank ( Banca di Germania ) – vedremo che a fronte della creazione dal nulla di un +1 nelle riserve complessive delle banche tedesche (-1, perché per la Banca Centrale Bundesbank: le riserve detenute dalle banche commerciali sono  – come detto – delle passività, o liabilities), la stessa Bundesbank vanta adesso un credito TARGET di +1 (attività, assets) nei confronti dell’Eurosistema, mentre al contrario la Banca Centrale Italiana (Bankitalia) ha dovuto distruggere un -1 dalle riserve delle banche italiane (per lei corrisponde ad un +1: perché ha ridotto il saldo complessivo delle sue passività).

      Ecco dove sta la fregatura  

    Nel bilancio della Banca Centrale Italiana ( Bankitalia) è – però – spuntato un debito TARGET di -1, che nello specifico è stato contratto con la Germania, ma in pratica viene spalmato e ripartito su tutto l’Eurosistema.

      Lo stesso meccanismo degli Eurobond  

    Il sistema TARGET 2, quindi, non è altro che l’anticipazione del meccanismo di condivisione dei debiti voluto con gli Eurobond: per cui si capisce il motivo di antipatia ed ostacolo della Merkel nei confronti degli stessi eurobond.

      Un Aumento di Credito Fittizio pro-Germania 

    Pertanto la Germania ha concesso un suo bene fisico, (il camion) all’Italia, in cambio di una serie di impulsi elettronici che, ovviamente, non varrebbero nulla – perché sono elettronici – ma che tuttavia rimangono all’interno del circuito interbancario come se fossero una maggiore possibilità della banca tedesca di investire ed estendere il credito ai propri clienti.

      Un Gioco al Massacro  

    Target 2, quindi, oltre a facilitare la compensazione reciproca dei pagamenti, crea dal nulla dei veri e propri potenziali crediti in forma elettronica. Ovviamente in un gioco tra acquisti e vendite, al fine di riequilibrare lo scambio commerciale (bilancia commerciale) l’Italia dovrebbe vendere, ad esempio, una imbarcazione alla Germania. Tuttavia vista la crisi (indotta attraverso gli attacchi dei mercati) la Germania resta invano in attesa che l’Italia “ricambi il favore”. Dunque, vista la “crisi di produzione” in Italia e la recessione, dall’Italia non arriva nulla. Intanto un altro cliente di Catanzaro acquista un’auto tedesca, e la Germania continua a vendere i suoi beni, aumentando il saldo dei crediti commerciali tedeschi, nonché il saldo dei debiti finanziari italiani.

      L'Eurosistema costringe a paragoni impari  

    Ma l’Italia (dove la crisi costringe alla chiusura oltre 1.600 aziende al giorno)  presenta una struttura economica diversa da quella della Germania; stesso dicasi per gli altri paesi “cosiddetti Piigs” dell’Eurozona, come la stessa Grecia. Qui l’esempio è ancora più evidente: l’economia greca è basata prodotti e servizi agricoli e turistici: più economicamente “poveri” rispetto a quelli tedeschi (per lo più industriali) ciò di fatto impedisce alla Grecia di riequilibrare nel tempo la bilancia commerciale rispetto alla Germania.

      Un Sistema Nato nello Squilibrio per Esplodere   

    Allora ci accorgiamo come Target 2 sia un sistema di regolamento dei pagamenti ambiguo e proteso alla sperequazione economica ed alla speculazione. I geni di Bruxelles (animati dalla superficialità o dalla mala fede) non hanno dunque tenuto conto degli squilibri macroeconomici esistenti fra i diversi paesi dell’Eurozona. L’euro, in tal senso, diventa una moneta protesa a creare squilibri.

      Italia – Ingabbiata e  costretta a "non svalutare"  

    Prima infatti l’Italia poteva svalutare la lira ed attirare nuovi acquirenti tedeschi (il saldo commerciale italiano era positivo; mentre quello tedesco negativo: la Germania non riusciva a creare surplus). All’origine del passivo commerciale, dobbiamo poi aggiungere gli attacchi del rating e l’aumento dello spread: situazione che ha fatto esplodere i conti in favore della Germania  dal 2008 in poi.

      "Maiali" sotto attacco  

    La situazione si è aggravata per i Piigs in maniera “indotta”, perché le banche greche, spagnole ed italiane sono state costrette a rifinanziarsi presso il mercato interbancario (per integrare le rispettive riserve ridotte all'osso);

      Vantaggi solo per i Tedeschi   

    D'altro canto, invece, la banca commerciale tedesca si è trovata con un saldo enorme e spropositato, rispetto alle sue riserve, fornendo – tra l’altro – maggiore surplus di moneta di banca centrale (moneta virtuale o elettronica) utilizzabile a scopi direttamente o indirettamente speculativi:

     1 – Investimenti in titoli   

    A) investendo in titoli: soprattutto quelli che garantiscono interessi più remunerativi (grazie agli alti spreads: finanziarizzazione dell’economia);

     2 – Investimenti in Nuovi Prestiti   

    B) Facendo nuovi prestiti ai suoi clienti. Ciò spiega perché la Germania vuole fare di tutto per salvare l’euro e conservare lo status quo. Intanto le banche dei Piigs vengono rifinanziate dalla BCE ed i cittadini dell’Eurozona del Sud (compresa l’Italia) devono indebitarsi per rifinanziare le banche, aumentando il proprio stato di prostrazione e schiavitù.

      TARGET 2 – Riequilibrio dei Conti Fittizio    

    Questi acquisti di titoli finanziari da parte delle banche tedesche riequilibrano i saldi TARGET dei paesi dell’Eurozona. Nel sistema economico della zona euro si creano due flussi opposti e complementari di capitali, X e Y. Nel flusso X transitano i beni industriali dalla Germania alla periferia (es.: camion e auto); nel flusso Y viaggiano i titoli finanziari (BTO, Bonos, ecc..) dai “malcapitati” paesi Piigs alla Germania. Un circuito commerciale pazzesco, vizioso e viziato da pesantissimi squilibri in favore della sola Germania che “rifinanzia” in automatico la sua stessa macchina da guerra industriale, finendo anno dopo anno per indebitare sempre di più i Piigs, costretti ad accettare gli aiuti “da usura” della Troika o a cedere agli inganni degli Eurobond, Project Bond e Fondo Salva Stati Permanente (MES).

      Una bilancia che non sarà mai in Pareggio  

    Dal 2008 le stesse banche tedesche stanno vendendo in massa i titoli dei Piigs, ottenendo lauti profitti. Al contrario gli acquisti di titoli si sono ridotti, ma i Piigs stanno continuando ad acquistare beni e prodotti industriali tedeschi (es.: automobili tedesche) e in assenza di finanziamenti esterni, sono costrette ad indebitarsi a livelli vertiginosi. (Ecco perchè le crisi bancarie sono indiotte e fittizie, frutto di meccanismi speculativi).

      Credito Germania = Debito totale dei Piigs  

    Tale situazione risulta chiaramente anche dall’analisi della distrubuzione dei crediti e dei debiti “Target”, misurata in miliardi di euro, fra i 17 paesi dell’Eurozona. Ad oggi la Germania presenta un saldo positivo di +450 miliardi di euro (surplus) pressappoco equivalente ai debiti accumulati dai paesi Piigs . Ne risulta un quadro chiaro quanto drammatico: i debiti di Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna sono il risvolto negativo dei crediti dei tedeschi.

      Il Pretesto del Debito e La creazione di un Super-Stato 

    Da notare che egli Usa, pur esistendo una rete di distretti di banche centrali della Federal Reserve, diffusa nei vari stati della confederazione,  simile a quella dell’Eurozona, non sono mai accaduti eventi così catastrofici.  Ma evidentemente questa crisi indotta e pilotata, ha anche come obiettivo quello di proporre (quale panacea) anziché la de-finanziarizzazione dell'economia, l'accentramento dei pieni poteri nelle mani della stessa casta che ha ingenerato (come dimostrato) questa crisi.

      Conclusioni  

    I debiti si pagano, ma se i debiti vengono fatti con un sistema palesemente squilibrato e speculativo come TARGET 2 allora sono illegittimi e pertranto illegali. E pertanto non onorabili! Fatto reso ancor più grave dall’immobilismo  “interessato” dell’Unione europea (Commissione europea, Parlamento europeo, e Consiglio europeo) e della stessa Bce di Mario Draghi. Quindi attenzione prima di concordare con gli stessi artefici di questo sistema che ora ci propinano Eurobond, Project Bond, MES e Stati Uniti d'Europa. Potrebbe essere – come dimostrato – tutta una montatura. Ciò, tuttavia, dimostra anche la palese disinformazione ( frutto di ignoranza o mala fede ) che regna nei media italiani e nelle interviste dei politici in tv e sui giornali: tutte protese a legittimare un debito illegittimo per natura e concezione (quanto auto-rigenerante) ed a legittimate le distruttive manovre di Mario Monti protese a "fingere di pagarlo". Manovre che serviranno solo a peggiorare la situazione ed a renderci sempre più precari e schiavi.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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      Sintesi Schematica

      Riassunto Breve – Prima e Seconda Parte:  

      Perchè siamo "Schiavi di un Debito Illegale "   

    Il “Debito” al quale quotidianamente, ormai da mesi, immoliamo gran parte del nostro lavoro e della nostra ricchezza, è un qualcosa di “indotto”, un raggiro verso i cittadini dell'Eurozona, ed in particolarre – come noto – del Sud-Europa e dell’Italia, perpetrato allo scopo di creare precarietà diffusa ed una becera ed immorale subalternanza classista.  Ciò – come visto – mediante la cosiddetta "finanziarizzazione dell'economia". Riassumiamone assieme le fasi:

      1 – Incontrovertibilità della Moneta in Oro  

    Nel 1933 si va verso una bancarotta generale e concordata dai leader delle nazioni che azzerrarono i rispettivi debiti a prezzo (di lì a poco) della incontrovertibilità (divieto di cambio) della carta moneta in oro, e della concentrazione dell'oro mondiale (principale bene rifugio) nei caveau degli stessi stati, poi controllato attraverso la nascita della "Bank for International Settlement" (BIS), con sede in Svizzera, a Basilea.

      2 – Trasformazione degli Stati in Società  

    Le nazioni divennero in pratica società di diritto privato registrate presso la SEC (Securityand Exchange Commission) di New York. Stesso destino toccò alla "Società Italia" che si trasformò, di fatto, in una “ Società Privata”.

      3 – Banconote: Strumenti di controllo di massa 

    Abbiamo visto, inoltre,  che dopo gli accordi di  Bretton Woods del 1944, con l'incontrovertibilità dei biglietti nel corrispettivo in oro, la moneta sia diventata una "ricchezza fittizia" contrapposta alla “ricchezza reale”: oro, case, terreni, appartamenti, pietre preziose, ecc.. (cose che invece rappresentano la vera ricchezza, quella – come vedremo – ambita dai furbi del sistema). La moneta divenne uno strumento di controllo di massa e tale da favorire lo spostamento della ricchezza reale, mediante la creazione di crisi e l’autoalimentazione del debito: per ogni euro che la “privata” BCE emette, come visto, c’è un automatico interesse da pagare.

      4 – La Privatizzazione delle Banche Centrali  

    Abbiamo poi visto come il debito pubblico iniziò a “scoppiare e moltiplicarsi” con la successiva privatizzazione delle banche centrali e contestuale perdita della sovranità monetaria degli stati: come detto, Bankitalia fu privatizzata nel 1992 grazie al decreto Carli-Amato, che “regalò” – con l’assegnazione del 96% delle azioni – alle banche ed assicurazioni private il controllo dell’istituto un dì responsabile dell’emissione della moneta nazionale.  

      5 – BCE: Morte della Sovranità Monetaria Statale  

    Oggi la sovranità monetaria è esercitata non più dai cittadini, ma essa è nelle mani dei “banchieri privati” della Bce (Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte, in Germania). Questa fin dalla sua nascita iniziò a “regalare” alle banche europee private (attraverso aste fasulle, ed a tassi bassissimi: es.: 1%) gli euro stampati. Banche private che poi, ancora oggi, rivendono lo stesso denaro agli stati europei e quindi ai cittadini al 6% . Con ricavi altissimi (es.: 5% netto) e senza muovere un dito.

      6 – Obbligo di Dipendenza dai Privati   

    A legittimare questo status ci ha pensato l'Ue, con l’Art. 123 del Trattato di Lisbonache “obbliga gli stati a rifinanziarsi sui mercati internazionali, e presso le banche private”. Cioè gli stati – addirittura – diventano semplici correntisti. Paradossale ma vero!

      7 – L'Arma impropria dei Titoli del Debito Pubblico  

    Lo stesso Mario Monti, come trattato in precedenti articoli, fu consulente di molti governi avvicendatisi negli ultimi decenni in Italia, e fu tra gli artefici della diffusione dei titoli del debito pubblico su larga scala e ad interesse. Come noto tali titoli permisero agli stati di ottenere liquidità da investire nell’economia. Come premio i sottoscrittori (privati e banche) ottenevano a scadenza del titolo, il capitale “prestato” maggiorato di interessi. Tale prassi iniziò ad ingenerare l'impennata del debito pubblico statale e gli interessi passivi a carico dei cittadini crebbero a vista d'occhio (oggi, paghiamo solo di interessi circa 80 miliardi all'anno alle banche private).

      8 – Privati "Padroni" degli Stati 

    Oggi, in aggiunta, lo stesso Monti in veste di premier ha di fatto esautorato lo Stato Italiano, privandolo della facoltà di investire in economia(Vedi Fiscal Compact) vietando  con la complicità della Germania e dell'Unione europea (con la scusante del controllo sul debito – che lo stesso Monti ha contribuito a creare) il cosiddetto "Deficit Spending": possibilità prima riconosciuta allo stato di investire a debito nell'economia nazionale, per creare e moltiplicare la ricchezza. Funzione attribuita, oggi, al solo capitale privato ed alla speculazione. Vedi tra l'altro Eurobond e Project Bond.

      9 – La trappola del Rating   

    Oggi le agenzie di rating (agenzie private controllate da lobby) non giudicano più la “salute” delle sole società private ma – grazie al "permesso" accordato dai politici europei – anche gli stessi stati sovrani (trattati al pari di burattini) causando una nuova esplosione del debito pubblico degli stati (non più sovrani ma assoggettati al giudizio delle lobby). Per la cronaca ricordiamo, inoltre,  che Mario Monti fu – curiosamente – consulente dell'agenzia di rating Moody's in qualità di membro del Senior European Advisory Council dal luglio del 2005 fino al gennaio del 2009. Dopo qualche tempo Moody's declassò l'Italia e contribuì al passaggio di testimone tra Silvio Berlusconi e Mario Monti.

      10 – L'Eurogabbia e lo Spread  

    Ciò fu “favorito” dall’euro: la moneta comune permise di mettere in paragone economie differenti della stessa Ue e di far esplodere il cosiddetto spreadfavorendo l'esplosione della speculazione. Il meccanismo fu incentivato proprio dagli attacchi (spesso immotivati ed illegittimi) delle famigerate agenzie di rating. Effetti collaterali dell'aumento dello spread (premio per il "Rischio Paese" o "Differenziale d'interesse rispetto ai bund tedeschi"):

    A) Aumentano di Miliardi gli Interessi sul Debito da pagare  

    B) Aumenta la Tassazione  

    C) Aumentano i Ricavi degli Speculatori  

    D) Destabilizzazione del Sistema economico  

    E) Creazione di uno Stato di Schiavitù  

    F) Spostamento della Ricchezza Reale  

    G) Creazione di una Dittatura tramite il Debito 

     

      Conclusioni – Prima, Seconda e Terza Parte  

    1) Il Debito aumenta a discrezione dei privati  

    2) Il Debito è creato in maniera da favorire la Germania 

    3)Il Debito è in gran parte illegale  

    4) Il Debito è in gran parte da considerare come "non onorabile" 

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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      Approfondimenti  – Leggi in Archivio "Qui Europa"   

    Schiavi di un Debito Illegale – Prima Parte

    ("Qui Europa" 26 Giugno 2012)

    https://www.quieuropa.it/2012/06/schiavi-di-un-debito-illegale-2a-parte-il-grande-inganno-di-mario-monti/

    Schiavi di un Debito Illegale – Seconda Parte 

    ("Qui Europa" 21 Giugno 2012)

    https://www.quieuropa.it/2012/06/il-federlalismo-applicabile-alleuropa-la-proposta-di-luca-zaia-puo-funzionare-su-scala-europea/

  • Stati Uniti d’Europa: Verso un Nuovo Regime Liberticida

    Stati Uniti d’Europa: Verso un Nuovo Regime Liberticida

    Lunedi,  Giugno 25th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Commissione Europea / dittatura / rapporto commissione europea / ministro degli Esteri Europei / Superstato Ue / Presidente del Consiglio Europeo / Governo Europeo / crisi / Italia / Francia /  Belgio / Danimarca / Lussemburgo / Spagna / Paesi Bassi / Svezia / Londra / Wall Street / Esercito Europeo / Polizia di frontiera europea / Euro  / Accentramento / Dittatura / Piano Segreto / Europa / Qui Europa 

    Gli Stati Uniti d’Europa: ormai una triste

    realtà!

    Pubblicato il rapporto  della Commissione Ue per la

    creazione del Super-Stato fortemente accentrato

    con poteri politici, economici e fiscali

    La morte degli stati per mano di privati e lobby e l'inizio

    di una nuova e tremenda forma di dittatura

    Il Piano Segreto al quale i Tecnocrati europei lavoravano da sempre

    Stati Uniti d’Europa – L’Inizio di una Nuova Dittatura Illuminata?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Dada tracta est. Siamo sempre più vicini all’inevitabile dittatura che sta per abbattersi su di noi.  Un rapporto di 8 pagine pubblicato dalla  Commissione europea, sostiene apertamente la creazione di una nuova figura politica in seno all’Unione, con maggiori poteri decisionali rispetto agli attuali. La relazione, datata 15 Giugno 2012, è indirizzata a tutti i ministri degli Esteri Europei, e designa la creazione di un Superstato Ue, fortemente accentrato e in linea con il progetto mondialista – acerrimo nemico dei contribuenti europei – affermando che :” alcuni ministri, hanno suggerito di esaminare la creazione di un doppio incarico, ovvero la carica di Presidente della Commissione e quella del Presidente del Consiglio Europeo. Un passo importante sarebbe, nel futuro, quello di pensare a un presidente eletto direttamente dalla Commissione, che sceglie i membri del suo Governo Europeo.” Ecco pronta l’euro-fregatura. Uno Stato fortemente accentrato con un presidente, (dittatore) non eletto dal popolo ma dalla Commissione, che potrà eleggere anche i membri del suo “governo europeo”. In parole spicciole, un "principe" che non c’entra nulla con il popolo europeo, il quale non è responsabile della sua elezione. Cosi, potranno prendere indisturbatamente, tutte le decisioni che loro vogliono, e noi dovremmo stare belli che zitti.  I poteri dei tecnocrati di Bruxelles, col pretesto di “risolvere” la crisi,  diverranno incontrollabili, unendo quelli politici, economici e fiscali.

      La nascita di una nuova dittatura in Europa  

    Il Future of Europe Group, che raccoglie la maggior parte dei titolari del dicastero degli Esteri Europei , riunitosi a partire dallo scorso Marzo, mira ad arrivare al mese di Settembre con la versione completa del documento. Ha già raccolto l’adesione dei ministri degli Esteri di Austria, Belgio, Danimarca, Italia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Spagna, che hanno sottoscritto la proposta; seppur con qualche ripensamento. La Francia, che ha cambiato da poco il suo ministro degli Esteri dopo le elezioni di Maggio, ma anche la Danimarca, come la Svezia e i Paesi bassi, stanno prendendo le distanze dalla proposta, cambiando le loro posizioni iniziali. Allo stesso tempo, il Regno Unito, si è detto completamente fuori dalle proposte sottoscritte dal gruppo. Una posizione tutt’altro che inaspettata: Londra, non vuole certo rischiare di perdere la sovranità nazionale rispetto all’Europa. La City (così come Wall strett negli Usa)  rappresenta la fonte primaria di questa superiorità economica e, seppur prendendosi le accuse di euroscetticismo, gli anglosassoni rimangono con un piede in due scarpe: non aderiscono ai progetti europei, ma continuano a trarre i benefici dagli “sporchi” accordi bancari di Bruxelles. E continuano a controllare inmaniera pesante la BCE e la politica monetaria dell'Eurozona (pur non facendone parte): tra le cause principali del disastro in Europa.

      Le nuove Euro-porcate – Una Nuova Weimar?   

    Ma non finisce qui: tra le altre proposte, Bruxelles, facendo capo a una maggiore unità e solidarietà tra i 27, parla anche di un futuro esercito europeo, una polizia di frontiera europea e della concessione dell’Europarlamento della capacità iniziativa legislativa  a fianco della Commissione Europea.  Si esprime poi una netta opposizione, sempre del testo della relazione, agli eurobond, ovvero  la creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi membri dell’Eurozona, da emettersi “a cura di un’apposita agenzia dell’Unione Europea, la cui solvibilità possa essere garantita congiuntamente dagli stessi Stati che adottano l’Euro."  Chissà perché somiglia tanto a una nuova agenzia di Rating.

      Adesione senza possibilità di scelta democratica!  

    La spada di Damocle dei tecnocrati Europei, pesa sempre di più sui nostri colli, già stritolati  dal cappio delle politiche di austerity dell’Unione. Anche se per ora quelle che abbiamo elencato sono soltanto delle “proposte”, è bene ricordare, ancora una volta, che il documento è già stato sottoscritto da molti dei Paesi Europei, tra cui l’Italia. Organi come l’ Esercito europeo, la  Polizia di frontiera ma sopratutto  l’iniziativa legislativa ceduta dall’Europarlamento, designano un vero e proprio organo Statale indipendente. Una sorta di “sovrastato” rispetto al nostro, a cui dovremmo aderire senza possibilità di revoca.

      Italiani ed europei sprofondati nella M….elma!  

    E se l' esempio viene dall'alto, guardando agli "esempi" di governi che si sono succeduti nella nostra patria  nel corso degli anni  anni, potremo parafrasare il tutto con un : " Italiani, siamo nella m……elma!!"

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)