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  • Londra, Washington e le subdole strategie della guerriglia per rovesciare Damasco

    Londra, Washington e le subdole strategie della guerriglia per rovesciare Damasco

    Giovedì, Agosto 30th/ 2012 

    – Reportage-Dossier di "Qui Europa" – 

    Ue / Esteri / Siria / Guerra / Strategia del terrore / Assad / Obama / Reagan / Nato / Consiglio di Sicurezza dell'Onu / Disastro umanitario / Dittatura dell'Occidente / Mistificazioni mediatiche / Propaganda Occidentale / Occupazione forzata / Morte / Usa / Damasco / Washington / Democrazia / Qui Europa / William Hauge / Twin Towers / 11 Settembre / Irairia / Libano / Somalia / Sudan / Iran / Giordania / New York / George W. Bush / Barack Obama / Tony Blair / Rumsfeld / Wesley Clark / Scott Ritter / New York Times / Colin Powell / Esercito Siriano Libero / Ribelli / Cia / Gheddafi / Osama Bin Laden / Talebani / Goldman Sachs / Parlamenti occidentali / Droga / Afghanistan / Gheddafi / Genocidio / Saddam Hussein / CIA 

    Londra, Washington e le subdole strategie

    della guerriglia per rovesciare Damasco 

    Sanzioni contro i sostenitori di Assad e aiuti ai ribelli

    sotto gli occhi di ONU e NATO

    L'analisi di "Qui Europa" sulle menzogne delle guerre

    in Medioriente, dagli Anni Ottanta ad oggi e la 

    gravissima complicità dei parlamenti

    occidentali

    Londra, Washington, Damasco – Nella capitale siriana si continua a morire, giorno dopo giorno. Circa 1000 morti, solo negli ultimi 5 giorni. E' un genocidio di proporzioni apocalittiche, ma in fondo sembra il funesto epilogo di un libro già letto; o meglio, i drammatici minuti finali di un film già visto e rivisto: uno di quei gialli noir di mediocre fattura, dove – malgrado i tentativi del regista di nascondere il nome dell'assassino e di creare suspance – i giochi sembrano fin troppo chiari, nonosante la costruzione di fantasiosi alibi. Non ci sorprende più di tanto, dunque, l'ultima dichiarazione del ministro degli Esteri britannico, William Hague, secondo il quale Londra si sta apprestando a donare altri 5 miliardi di sterline (6,3 milioni di euro) ai ribelli dell’Esercito siriano libero (Els) nella guerra contro il regime di Assad.  

     Lo scomodissimo "Memorandum" del Pentagono 

    Al levarsi di questi pungenti venti d'oltremanica – malgrado l'afa estiva che ancora attanaglia l'Italia – bussano alle porte della nostra memoria – chiare e forti – le parole pronunziate qualche anno orsono dell'ex-generale della Nato Wesley Clark, che dopo l'attentato alle Twin Towers di New York, una decina di giorni dopo dell'11 Settembre, dichiarò di essere venuto a conoscenza – presso il Pentagono – dell'esistenza di un memorandum nel quale era stata ben delineata la strategia egemonica degli Usa, in Medioriente ed in Africa. Clark dichiarò davanti alle telecamere come in realtà esistesse un piano segreto degli Usa, targato Rumsfeld-Bush, proteso a far fuori 7 nazioni in 5 anni.  E precisamente Iraq, Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e Iran. Roba da far accapponbare la pelle e da rimettere in discussione la stessa posizione dell'Italia dinnanzi agli Usa ed agli altri alleati della NATO. Ma al nostro Parlamento la guerra. e le sorti di milioni di uomini innocenti, pare non interessare più di tanto!

     Iraq: una farsa annunciata 

    Di lì a poco, come noto, gli Usa del guerrafondaio George W. Bush ed il Regno Unito di Tony Blair, avrebbero dato inizio alla celeberrima e sanguinaria guerra preventiva contro il regime di Saddam Hussein, col pretesto della detenzione da parte di quest'ultimo, della  famose armi di distruzione di massa. Alibi rivelatosi poi falso come i soldi del monopoli, e pretestuoso come l'episodio della celebre favola nella quale il lupo, travestito da innocente creatura, finisce per divorare la nonna. D'altra parte ogni guerra per essere tale ha bisogno, da parte del potere, di trovare una sua giustificazione. Un pretesto più o meno accettabile per avere la sua  legittimazione,  e ciò indipendentemente dalle ragioni o dalla morale.

      La testimonianza di Scott Ritter  

    Scott Ritter, ufficiale statunitense, eroe dei marines che partecipò per sette anni alla missione di disarmo in Medioriente, in qualità di ispettore Onu, nel libro-intervista" Guerra all'Iraq" all'indomani della destituzione e uccisione di Saddam Hussein, raccontò molto bene la menzogna usata a giustificazione di una sporca guerra, in un vero e proprio "controdossier": una verità che andrebbe urlata nei parlamenti occidentali. Una denuncia così destabilizzante e fastidiosa da meritare, allora, la risposta stizzita del segretario di stato Usa Colin Powell La domanda che Ritter si pose è semplice e dovrebbe farci riflettere tutti: com'è possibile iniziare una guerra contro un paese sovrano? Semplice! Conclude l'ex-ispettore ONU: "I diplomatici dicono bugie ai giornalisti e poi, una volta che le vedono pubblicate, ci credono". Negli Usa, all'indomani del crollo delle  Torri Gemelle, i cattivi furono additati fin da subito in Al Qaeda e Bin Laden: lo stesso Osama bin Laden e gli stessi talebani  che fino an qualche tempo prima risultavano essere nel libro paga della Cia, quando l'intelligence americana organizzava la resistenza islamica  all'occupazione militare sovietica dell'Afghanistan.  E' davvero sconcertante vedere come appena un mese prima dell'11 settembre, tutti – buoni e cattivi – fossero  appassionatamente insieme nella progettazione e realizzazione del nuovo oleodotto del consorzio angloamericano Unocal: poi – curiosamente – realizzato a fine guerra da Hamid Karzai, neopresidente afghano, ex consulente dell'Unocal e – si presume – agente Cia.

      Canaglie o amici?  

    D'altra parte non va scordato come negli anni Ottanta, ad armare il braccio di Saddam (anche con armi chimiche) fu lo stesso Presidente Usa Ronald Reagan: convinto sostenitore del suo regime nella guerra contro l'Iran. Non va infatti scordato come dall'inizio degli anni Ottanta l'Iraq venne cancellato dalla lista nera dei paesi canaglia –  come sarebbero poi stati definiti da George W. Bush – perchè utile agli Usa nel contrastare l'influenza sovietica nella regione mediorientale. Una guerra, quella tra Iran ed Iraq, sporca e che costò due milioni di morti: come raccontato dallo stesso New York Times nel 2002. Gli Stati uniti, dunque, sapevano che Saddam Hussein usava armi chimiche contro l'Iran, ma continuavano a fornirgli armi e assistenza. Evidentemente la ricetta Usa della "democrazia" ad orologeria doveva ancora scattare! Ma, a questo punto, si può ancora supportare la bufala mediatica dell'esportazione della "Democrazia" in Medioriente? Furono poi sempre gli Usa, nel 1984, a sorvolare sui massacri perpetrati da Saddam e ad opporsi alla destituzione dello stesso regime iracheno. Per non parlare dell'ipocrisia usata in Afghanistan – dove negli ultimi anni (dopo l'arrivo degli alleati e dei marines Usa) la produzione e lo spaccio di oppio sono aumentati del 400%; o in Libia ai danni di Gheddafi. Fino a qualche settimana prima della destituzione dell'eccentrico leader libico, lo stesso -come ben noto – fu "usato" dai "leader dei paesi amici", alleati Nato, per concludere contratti miliardari, e considerato uno dei più grandi partner dei leader europei: di destra e di sinistra, Berlusconi in testa. 

      La morte della Democrazia in Occidente  

    Ma la cosa più sconcertante è che, malgrado le guerre in Medioriente – come visto e dimostrato – siano state portate avanti con strategici inganni e criteri puramente utilitaristici e tornacontistici per l'accaparramento delle risorse energetiche (petrolio e gas) i parlamenti occidentali, come quelli succedutisi negli ultimi decenni in Italia, abbiano continuato e continuino a sostenere gli Usa in queste barbare azioni, gettando tra l'altro in spese militari oltre al 40% delle proprie risorse finanziarie in bilancio. Non ci sarebbero modi più umani e utili per giustificare – in tempi di crisi e non – i gettiti fiscali provenienti dalle accise sul carburante e da forme barbare di tassazione? Le tasse, in democrazia – nella "versione ufficiale propinataci" – non dovevano servire a creare servizi ed investimenti utili ai cittadini? E' chiaro! Oggi non più! O meglio: oggi – a quanto pare – non viviamo più in un regime democratico! E specie dopo l'approvazione del "Fiscal Compact" (il nuovo ingannevole patto di bilancio europeo) che ha finito per snaturare il ruolo stesso dello stato, inibendo e boicottando il "deficit spending" e la possibilità dello stato stesso di creare ricchezza dal moltiplicatore economico. Oggi, dunque, le sostanze degli Italiani – a quanto pare – servono per un buon 60-70% a sostenere discutibilissimi azioni militari (magari travestite da missioni di pace) sotto la regia degli Usa; pagare interessi passivi miliardari a banche speculative come Goldman Sachs (grazie alla complicità ed al potere dato alle plurindagate agenzie di rating) e ad alimentare illusori fondi di salvataggio europei come il MES e l'EFSF.

     Medioriente: Obama e Cameron come Bush e Blair?  

    E intanto, giorno dopo giorno, in Siria si continua a morire sotto gli occhi di Nato e Onu. In poco più di un anno un paese notoriamente ospitale e proteso all'integrazione tra popoli e culture come la Siria (probabilmente il più ospitale e rispettoso di usi, culture e credenze religiose dell'intera area mediorientale) come sostenuto da centinaia di testimonianze rese da abitanti siriani (e da suore e missionari da anni impegnati a diffondere il Vangelo nella regione) si è d'un colpo trasformato – per tutti i media ed i "governi democratici" occidentali – in un sanguinario regime da rovesciare ad ogni costo. Ciò mentre Obama e Cameron non disdegnano di supportare e sostenere i cosiddetti "ribelli" dell'ELS (Esercito Libero Siriano) che secondo molti testimoni scampati agli eccidi, non sarebbero altro che mercenari provenienti dal confine con la Turchia, mentre non mancano – per stessa ammissione del ministro degli Esteri britannico, William Hague – "notizie di atrocità commesse dalle stesse forze di opposizione”.

      Siria: un macabro teatro dell'assurdo  

    Per giustificare l’invio di aiuti milionari a chi si è macchiato di tali “atrocità”, Hague si è però affrettato a ribadire come in effetti i telefoni satellitari e le radio  fornite da Londra “possono essere utilizzate per avvertire i civili degli imminenti assalti del regime”. Pertanto, se due più due fa quattro, anche gli stessi giobbotti antiproiettile inviati ai "ribelli", invece di essere indossati da miliziani e mercenari, serviranno – evidentemente – come “dispositivi di protezione per i civili”, o per la formazione e l'assistenza a fantomatici  gruppi siriani per i “diritti umani”. Del resto, a inviare le armi ai ribelli ci pensano già da tempo gli agenti della Cia che operano al confine con la Turchia. Come riportato a giugno dal solito New York Times. Nel frattempo – è la stessa intelligence israeliana a rivelarlo – giungono ad ingrossare le fila dell'ELS, contro assad, migliaia di combattenti provenienti da Iraq, Giordania, Yemen e Arabia Saudita. Ma la strategica azione di Obama e degli Usa, non si limita a questri aiutini! Infatti, mentre Londra annuncia l’invio di altri 5 milioni di sterline di aiuti ai ribelli, gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni economiche contro Damasco e i sostenitori del governo siriano. Quando il Parlamento italiano si deciderà a porre fine a questo macabro teatro dell'assurdo?

    (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Reportage Siria – La vile e menzognera guerra per il Gas

    Reportage Siria – La vile e menzognera guerra per il Gas

    Venerdì, Agosto 3rd/ 2012

    – L'Editoriale di Sergio Basile –  

    Ue / Esteri / Siria / Guerra / Strategia del terrore / Assad / Obama / Putin / Georgieva / Consiglio di Sicurezza dell'Onu / Disastro umanitario / Dittatura dell'Occidente / Mistificazioni mediatiche / Propaganda Occidentale / Occupazione forzata / Morte / Nuovo Ordine Mondiale / Gazprom / Nord Stream / Gas / Riserve petrolifere esaurite / Primavera araba / Usa / Russia / BRICS / Damasco / Washington / Risiko / Imad Shuebi / Business / Bugie / Stragi di innocenti / Democrazia / Qui Europa 

    Siria – La vile e menzognera guerra per

    il Gas e il Nuovo Ordine Mondiale

    La strategia del terrore e il silenzio dei Media

    Occidentali che reggono le parti degli Usa

    Geopolitica – I ruoli di Usa, Russia, Francia e

    Germania nello scacchiere planetario del Gas

    Damasco, Aleppo, Washington – La guerra, inutile dirlo, è stata da sempre il miglior business per banche, governi, affaristi, mercenari, industriali e mercanti d'armi. Nell'editoriale di prossima pubblicazione vi daremo qualche eclatante esempio di ciò, puntando i riflettori su accadimenti e personaggi storici del Novecento dai quali è dipesa la storia del mondo e dell'Europa fino ai giorni nostri. Fatti, ovviamente ed assolutamente occultati dai libri di storia ufficiali. Allora capita che, oggi, mentre gli occhi del mondo sono rivolti ai Giochi Olimpici di Londra, in Siria – ormai da mesi a questa parte – si stia scrivendo, nel "silenzio più assordante", una delle pagine più buie ed agghiaccianti della storia moderna dell'umanità. Un vero e proprio assalto militare ai danni di uno stato sovrano, "supportato da un attacco mediatico senza precedenti, e direttamente correlato alla concorrenza globale per l’energia", come tra l'altro dichiarato, in una illuminante pubblicazione, dal professor Imad Shuebi, tra i massimi esperti mondiali di geopolitica.

     NWO – Le vere ragioni dell'Occupazione Siriana  

    Ma per comprendere le reali dinamiche economiche che si celano dietro l'attacco in Siria, bisogna partire da 3 assunti: 1) Non si tratta di una guerra per i diritti, ma di un attacco verso un Paese sovrano, ed i media occidentali che sostengono il contrario raccontano balle clamorose, reggendo il moccolo degli Usa e del Nuovo Ordine Mondiale Massonico nascente; 2) Le risorse energetiche mondiali tradizionali (petrolio, carbone, gas) sono limitate e destinate a finire; 3) l'influenza degli Usa sulla scacchiere internazionale prima dell'avvento della cosiddetta "Primavera Araba" era in calo verticale, dinnanzi all'emergere dei Peasi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). Pertanto la vera sfida, la vera chiave di volta di questo crudele risiko è oggi il controllo dell’energia del 21° secolo. Scenario nel quale il gas rappresenta il nuovo idolo da possedere per l'immortalità, la nuova risorsa regina, visto il progressivo esaurirsi dei giacimenti petroliferi. In questa scacchiere la Siria di oggi si trova al centro delle ambizioni di giocatori senza scrupoli ed artefici di un insfausto gioco al massacro. Ciò dipende dal fatto che il Paese ha la "fortuna" di possedere il più colossale giacimento di gas del mondo. Dunque, mentre le guerre del secolo scorso furono fomentate per il petrolio,  ora ha inizio un nuovo sporco e spietato gioco,  quello delle guerre per il gas: principale fonte di energia (pulita) di questo secolo alternativa al petrolio (anche perchè l'energia solare e l'energia marina per ora sembrano non interessare ai padroni del mondo); nonché fonte energetica indispensabile per alimentare le industrie di tutti i paesi e funzionale a reggere questo abberrante e disumano modello capitalistico.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Usa-Urss: una guerra sporca che continua  

    Ma come si è giunti a questo? L'analisi storica dei fatti è alquanto semplice e logica, quanto rigorosamente offuscata dai media occidentali di regime. Dopo la caduta dell’URSS, la Russia, vista l'egemonia degli Usa sul mercato del petrolio (poi concretizzatasi ancor più con le guerre in Kuwait, Iraq e Libia) decise di investire in maniera massiccia sul gas:  ovvero su produzione, trasporto e commercializzazione su larga scala del combustibile naturale. Ad inaugurare questa nuova era fu Putin nel 1995, con la strategia di Gazprom verso Azerbaigian, Turkmenistan, Iran e Medio OrienteMosca avviò due strategie principali: 1) la prima costituita dall’istituzione di un progetto russo-cinese (collaborazione con Pechino) focalizzato sulla crescita economica del Blocco di Shanghai;  2) la seconda per controllare le risorse del gas mediante i progetti Nord Stream e South Stream: Il primo proteso a collegare la Russia direttamente alla Germania attraverso il Mar Baltico; l'altro, il progetto South Stream, orientato verso Mar Nero, Bulgaria, Italia Meridionale, Ungheria e Austria. Ciò con l’intento di competere e surclassare il Progetto antagonista, "Nabucco". Progetto Usa – supportato dall’Ue e dalla NATO – che puntava inizialmente solo sul gas del Mar Nero e dell’Azerbaigian. Da qui l'avvio di una vera e propria guerra tra i due storici schieramenti antagonisti (Usa e Russia), per il controllo dell’Europa e del Medioriente, e – di conseguenza –  il crescente interesse della Commissione europea per l'annessione della Turchia nell'Ue. Paese che, ricordiamo, ospita gli impianti di stoccaggio Usa di Nabucco: mossa strategicamente fondamentale per la tutela degli interessi Usa in Europa e per la tutela di Ankara, tagliata fuori dalla torta del gas, e dai benefici di questo "Nuovo Ordine Mondiale", poichè – alla resa dei conti – esclusa dai due progetti filo-russi (South Stream e Nord Stream) e danneggiata dai ritardi del progetto filo-Usa "Nabucco".  "Questo stato di cose, ha inciso – ma non giustificato, come spiega benissimo anche il professor Imad Shueibi – sullo spostamento del baricentro commerciale e militare di Usa e Nato sulla Siria di Assad".

      USA: I ritardi di "Nabucco" e il pretesto per le guerre  

    Nabucco è stato progettato da Washington al fine di convogliare gas per 3.900 chilometri, dalla Turchia all’Austria, e trasportare 31 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno dal Medio Oriente, e dalla regione del Caspio, ai mercati europei. NATO, Usa e Francia hanno dunque cercato di sbrigare velocemente le pratiche Siria e Libano: Paesi mediorientali non proprio allineati e confacenti agli interessi occidentali. Va ricordato, infatti, che la Siria ha firmato un contratto per forniture di gas all’Iran attraverso l’Iraq. Ciò spiega il motivo per il quale sul gas siriano e libanese oggi si concentri la battaglia tra Nabucco e South Stream (Gazprom). Inizialmente, come detto, l'ambizioso progetto statunitense doveva concentrarsi solo su Asia centrale, Mar Nero e dintorni. Esso doveva competere con i due progetti russi, ma oggi, a causa di problemi tecnici, è stato rinviato al 2017, consentendo ai russi di acquisire un indubbio vantaggio sullo scacchiere planetario del gas. Da qui, allora, la necessità per gli Stati Uniti di assicurasi delle zone gasifere addizionali e di iniziare – all'indomani dei pretestuosi fatti dell'11 Settembre 2001sui quali restano pesantissime ombre sulla stessa amministrazione Bush – una guerra contro tutti quei paesi ricchi di gas e funzionali a tal scopo. Il tutto, paradossalmente, in nome dei diritti umani e della Democrazia. Pertanto, gli ostacoli ed i ritardi che il progetto ha sofferto per oltre un anno, spiegano esaustivamente il grado di menzogne  perpetrate ai danni dell'opinione pubblica occidentale ed europea e – dall'altro canto – le atrocità perpetrate  ai danni di molti paesi mediorientali e delle loro sventurate popolazioni. 

       Il ruolo egemonico della Francia   

    In questo fosco scenario, notevole rilievo ha assunto anche il ruolo svolto dal gregario Francia: storicamente stato egemone nel Mediterraneo orientale, ma praticamente assente dalla scena fin dalla 2° Guerra Mondiale. Nazione – a prescindere dai governi succedutisi –  intenzionata a giocare un ruolo da co-protagonista con gli Usa, anche nel mondo del gas, dopo che (con i disordini provocati dalla "Primavera Araba") la nazione è tornata ad esercitare (militarmente ed economicamente) il suo status quo, acquisendo una sorta di assicurazione che si estenderebbe dalla Libia alla Siria, fino al Libano. E un domani forse all'Iran.

       Il ruolo egemonico della Germania  

    Diverso è il discorso della Germania. Per capire è utile notare come il colosso russo del gas, Gazprom, sia stato co-fondato dai tedeschi dopo la fine della Seconda Guerra mondiale. Questo impegno tra la Russia e la Germania ha avuto conseguenze anche di tipo demografico: infatti tre milioni di russofoni oggi vivono in Germania, rappresentando la comunità più grande dopo quella turca. Il progetto Nord Stream, il principale collegamento tra la Russia e la Germania, è stato inaugurato di recente con un oleodotto che è costato 4,7 miliardi di euro.

       Gazprom Il nodo Ue – Germania – Russia  

    Anche se questo gasdotto collega Russia e Germania, è stato riconosciuto come parte della sicurezza energetica europea: anche se invero, come detto, il progetto Nord Stream è strutturalmente un piano di Mosca e non europeo. Pertanto  l’uso da parte della Russia delle sue vecchie relazioni non è stato dannoso per la Germania, anzi! Ciò fa luce anche su un altro lato oscuro: la Germania ritiene che la politica dell’Ue sull'accollamentro pro-quota del debito (sia pur fittizio ed illegale com'è) dell'Eurozona potrebbe ostacolare gli investimenti russo-tedeschi nel lungo periodo. Ma questa è un'altra storia. Tuttavia, il crescente numero di impianti di stoccaggio di Gazprom in Austria sta andando a tutto vantaggio della Germania, che opererà come snodo per l’esportazione del gas dalla Russia all’Europa occidentale.  Gazprom, pertanto, oggi è il primo fornitore di gas dell'Europa, con una percentuale di fornitura pari al 41% del suo fabbisogno, ridimensionando il ruolo degli Usa e spiegandone la sua politica bellica (travestita da missione umanitaria) in MediorienteUn’espansione, quella Russa, che potrebbe toccare anche Cipro e che certamente non piace alla Turchia (anche per questo decisa a non ritirare le sue grinfie sull'isola-stato).  

      S.O.S. Siria – Reagire con il passaparola  

    Ora dunque l'attenzione dei potentati NATO e USA si è nuovamente concentrata – dietro la fitta coltre nebbiosa della propaganda della (cosiddetta) "Primavera Araba"- nel  bacino del Mediterraneo ed in particolare sulla Siria: Paese oggi immolato al posto delle altre regioni mediorientali a "vocazione più spiccatamente petrolifera" che, per contro,  potranno godere di una sorta di pax romana, proprio perchè il XXI secolo sarà quello dell’energia pulita, del gasOra che il segreto della guerra siriana per il "dio-gas" è stato svelato, tutti dovrebbero comprendere le reali ragioni e la portata delle menzogne dette sulla Siria e renderne partecipe il più possibile l'opinone pubblica con il passaparola. Chi controlla la Siria (gli Usa e la NATO) controllando l'energia, è in grado di controllare il Medio Oriente, di ostacolare pesantemente la Russia e di influenzare l'intero continente Euro-Asiatico. In pratica, è capace di governare il mondo, instaurando un "Nuovo Ordine Mondiale": quello che si sta delineando a nostra insaputa giorno dopo giorno e dietro la vergognosa disinformazione dei media. Quanto a noi non ci resta che svegliarci e passare parola, ritornando protagonisti della nostra storia: magari iniziando a chiedere le dimissioni del Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, e di quelle del Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, nonché l'immediato ritiro delle truppe italiane dalle zone di guerra del Medioriente.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Viedo You-Tube / Shock alla radio francese (RMC): 

    un siriano racconta la verità sulla Siria

     http://www.youtube.com/watch?v=myKCs_90jKs

     

    La Sconcertante Verità sulla Siria, al netto della Propaganda Occidentale

    La Sconcertante Verità sulla Siria, al netto della Propaganda Occidentale

    Martedì, Luglio 31th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –    Esteri / Siria / Usa / Ue / Italia / Sanzioni / Giulio Terzi / Barack Obama / Francia / Inghilterra / Alleati / Primavera araba / Assad / Aleppo / Conflitti / Radio francese / Testimonianze civili siriani / Ribelli controllati / esercito Libero […]

    Siria: come Iraq e Libia. Strage senza prove!

    Siria: come Iraq e Libia. Strage senza prove!

    Mercoledì, Luglio 18th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Esteri / Siria / Russia / Stati Uniti / Francia / Inghilterra / Damasco / Trimse / Hama / Vittime / Stragi / Esercito / Scontri / Ribelli / Stampa internazionale / Terrorismo / Al Qaida / Elicotteri da battaglia / Attentati / Attacchi […]

    La Psicotica Ue vuol democratizzare il Medioriente

    La Psicotica Ue vuol democratizzare il Medioriente

    Mercoledì, Giugno 6th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione europea / World Economic Forum / Turchia / Istanbul / Italia / Germania /Istanbul / Medioriente / Mondo Arabo / Democratizzazione / Stabilizzazione / Golden Rule / Monti / Grilli / Bagis / Trasformazione del Giardino d'Europa in deserto / Golden Rule / […]

    Europarlamento: paradossi e stranezze da Primavera Araba

    Europarlamento: paradossi e stranezze da Primavera Araba

    Sabato Maggio 12th / 2012 – di Sergio Basile –  Parlamento europeo / Esteri / Commercio / Primavera araba / Mediterraneo meridionale / Democrazia / Alde / Da Vinci Euromed / Erasmus / Risoluzione non legislativa / Tunisia / Laureati / Ingerenze Usa / Hillay Clinton / Sommosse /  Opportunità della Primavera araba / Politiche […]

    Mauro, gli sbarchi e i limiti di Lady Ashton

    Mauro, gli sbarchi e i limiti di Lady Ashton

    Venerdì, Aprile 6th / 2012 Unione europea / Esteri / Alto Rappresentante Affari Esteri / Lady Ashton / Mario Mauro / Sbarchi / Lampedusa / Inconsistenza della Politica estera Ue / Sicilia, Tunisia / Effetti della Primavera araba  /  17.000 morti nel Mediterraneo   Esteri – Mario Mauro, la "questione sbarchi" e l'inconsistenza della politica […]

    Mezzogiorno: Distorsioni da “Primavera Araba”

    Mezzogiorno: Distorsioni da “Primavera Araba”

    Martedì, Aprile 3rd / 2012 Italia / Mezzogiorno / Mediterraneo / Economia / Commercio / Scambi / Statistiche / Srm / Intesa San Paolo / Mediterranean strategy Group / Deandreis    Mezzogiorno: Distorsioni da "Primavera Araba" In fumo  2,4 miliardi nel 2011 Relazioni Area Med sempre più complicata: Fallisce 1 accordo su 3 Napoli – Se le […]

    Siria: in vigore il “cessate il fuoco”

    Siria: in vigore il “cessate  il  fuoco”

    Giovedì, Aprile 12th / 2012  – di Franco De Domenico – Europa / Mondo / Asia / Medio Oriente /Siria / Onu / Piano di pace / Hillary Clinton / Benedetto XVI / Chiesa  Finalmente, una pace annunciata Siria: entrato in vigore il "cessate  il  fuoco"   Damasco – L’ultimatum Onu era per le 6 del […]

    Siria: mattanza umana. 8000 le vittime, tra cui donne e bambini

    Siria: mattanza umana. 8000 le vittime, tra cui donne e bambini

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012 Unione Europea / Esteri / Siria / Vittime / Human Rights Watch  Siria: mattanza umana. 8000 le vittime, tra cui donne e bambini Torture barbare, corpi sgozzati e pestaggi: e le elezioni a maggio? Strasburgo – “Volevo morire”dicono i sopravvissuti siriani. Una denuncia chiara delle barbarie che la Siria ha […]

    Crisi in Medioriente. Siria-Ue: nuove sanzioni in vista

    Crisi in Medioriente. Siria-Ue: nuove sanzioni in vista

    Lunedì, Marzo 5th / 2012 Consiglio Europeo / Eurovertice / esteri / Siria / Crisi Medioriente / Damasco / Monti Crisi in Medioriente. Siria-Ue: nuove sanzioni in vista Monti: aumenteremo pressioni su Damasco Damasco, Bruxelles –Nelle scorse ore i leader europei, riuniti nella capitale belga hanno annunciato l’assunzione di ''ulteriori misure restrittive mirate contro il […]

     

    Siria: in arrivo sanzioni, in partenza cittadini europei

    Siria: in arrivo sanzioni, in partenza cittadini europei

      Giovedì,  febbraio 9th 2012 Siria / Diplomazia / Europei / Sanzioni Siria: in arrivo sanzioni, in partenza cittadini europei Bruxelles – La situazione siriana, in particolare per la sicurezza dei cittadini europei, è sotto osservazione da parte di autorevoli fonti Ue. Si parla già di un possibile rimpatrio, forse addirittura di tutti i cittadini […]