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    Limonov – Putin: Borghezio monisce lo Zar sui diritti umani

    Venerdì, Aprile 13th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Parlamento europeo / Russia / Mosca / Rapporti internazionali / Diritti umani / Libertà pubbliche / Eduard Limonov / Mario Borghezio / Niki Tazvela  

    Russia–Ue: progresso o regresso?

    Il caso di Eduard Limonov pone l’attenzione

    sul rispetto dei diritti umani:

    il monito di Borghezio allo Zar Putin

    Mosca – E’ la travagliata storia del poeta comunista Eduard Limonov (foto) – fondatore del Partito Nazional Bolscevico e del "Movimento popolare l'Altra Russia" –  che si impone all’attenzione della delegazione del Parlamento europeo Ue–Russia, presente a Mosca durante la settimana di Pasqua. Gli argomenti trattati sono stati molteplici, a partire dalla situazione siriana, quella ucraina, ancora le relazioni tra l’Arzebaigian e l’Armenia ma, a sorpresa, il leghista Mario Borghezio, unico parlamentare italiano presente a Mosca, ha sollevato la questione delle condizioni di agibilità politica dei membri dell’opposizione russa. Limonov, scrittore franco–russo, apprezzato moltissimo in Francia, ma considerato sovversivo in Russia, “non solo viene spesso gettato in carcere – ha affermato Borghezio – ma gli viene impedito anche di espatriare”. L'eurodeputato in dote al carroccio ha inoltre sostenuto di aver sollevato l’argomento “per richiamare l’attenzione della Commissione e richiedere l’opinione dei diplomatici presenti, visto che si parlava della situazione e dei progressi della Russia del dopo elezione di Putin”.

      La delicata questione dei diritti umani  

    E quali sarebbero questi progressi? Sarà, forse, che quando sono in ballo trattative importanti ed affari rilevanti, sul rispetto dei diritti umani cala il silenzio? Come riporta sulle pagine del quotidiano “La Padania” la giornalista Barbara Mazzotti, la politica estera dell’Unione Europea, oggi, a Mosca, non è particolarmente “considerata”, visto che è stato annullato anche l’incontro della delegazione con il Ministro degli esteri russo. Ciò non toglie che l’Unione Europea debba mantenere la sua attenzione sulle libertà pubbliche in Russia e – come afferma l’europarlamentare greca, Niki Tazvela – debba “cercare con il Paese una nuova forma di approccio che possa ristabilire un equilibrio ed un riavvicinamento nei rapporti con l’Ue”. Ma noi ci auguriamo che un eventuale riavvicinamento non sia solo legato ad interessi economici, al petrolio o al gas ma, soprattutto, alla tutela dei diritti umani che non può essere considerata secondaria a nulla.

      Eduard Limonov – Il personaggio   

    Il poeta rivoluzionario Eduard Limonov, nella sua Mosca venne accolto nei primi passi della sua tumultuosa vita artistica e politica con molta diffidenza. Pubblicò a spese proprie cinque libretti di poesie di mediocre successo. Tuttavia in seguito, dopo anni di gavetta,  ricevette dal KGB la proposta di collaborare come spia, ma rifiutò seccamente e venne allontanato e costretto all’espatrio in Europa. Nel 1974 si recò a Vienna, poi a Roma. Successivamente negli Usa, a New York. In America Limonov cambiò tredici lavori, conobbe i trockisti americani (del Socialist Workers Party) e divenne uno dei critici più feroci del way of life americano: critico su capitalismo e liberismo economico, per le sue idee scomode finì innumerevoli volte in carcere. Fu il fondatore del Partito Nazionale Bolscevico.  All’inizio degli anni Ottanta, prima di tornare definitivamente in Russia, Limonov emigrò a Parigi, simpatizzò con gli estremisti di destra locali e nel 1987 ottenne la cittadinanza francese. Nel frattempo in Russia i suoi romanzi erano divenuti bestsellers.  

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)