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Tag: Economia della truffa

  • Barter Trading, il Sistema del Baratto tra Imprese – Opportunità, Limiti e Retroscena (Indigenti e Target2)

    Barter Trading, il Sistema del Baratto tra Imprese – Opportunità, Limiti e Retroscena (Indigenti e Target2)

    Mercoledì, Luglio 24th/ 2013

    – di  Elena Valente e Sergio Basile –

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    Barter Trading, il Sistema del Baratto

    tra Imprese – Opportunità, Limiti e

    Retroscena (Indigenti e Target2)

    Economia del Baratto: può essere una soluzione

    alla Crisi-Truffa? L'Analisi tecnica, normativa

    e fiscale di Qui Europaoltre i luoghi comuni

    – Punti di forza e lati oscuri – Dal Sardex agli Eurocrediti

    – Questioni da non sottovalutere: Target2 ed Indigenti

     

    di Elena Valente e Sergio Basile

    Barter Trading e Nuova Economia - Opportunità, Limiti e Retroscena

      Barter Tour ed Economia del baratto –  "Via secondaria" ma non prioritaria       

    Roma, Torino – Mentre stamane in Parlamento si discute l'ennesima fiducia ai tecnici monti-lettiani (la seconda del regno Letta) sul "Decreto del Fare" (o, come visto.. del DISfare – vedi allegati) al fine dichiarato di trovare una quadratura del cerchio, che stando alle premesse non potrà esserci mai (pure illusioni oppiacee) in questi giorni sta facendo molto discutere in positivo, il cosiddetto il Barter Tour 2013, del bluesman  nazional-popolare Andrea Mingardi & The RossBlues Brothers Band. In parole povere, il linguaggio universale della musica a favore di nuovo modello di business per una sorta di "rilancio economico". Anche se il rilancio reale non può che venire dallo smascheramento definitivo e provvidenziale della crisi-truffa dell'Eurozona (e dei suoi accidenti) ma soprattuto dalla proprietà popolare della moneta.

      La Questione essenziale                                                                                          

    Fin quando pagheremo solo di interessi passivi ed illegittimi oltre 100 miliardi di euro l'anno (di lacrime e sangue) ai banchieri privati, per farci prestare in nostro denaro (pezzi di carta senza alcuna copertura aurea) molti di qusti risulteranno solo palliativi e vie secondarie e accidentali. Il punto sta proprio qui. Il Tour in questione, tuttavia – partito da Torino il 4 luglio scorso – sta toccando alcune delle principali città italiane. Questa in effetti, a memoria d'uomo, rappresenta la prima tournee' italiana interamente realizzata senza denaro ma in eurocrediti, cioè nella la valuta complementare che disciplina il nuovo mercato economico inaugurato dal baratto fra imprese. Vediamo nele dettaglio di cosa si tratta.

    Barter Trading e Nuova Economia - Opportunità, Limiti e Retroscena

      L'Economia dello Scambio tra Imprese                                                             

    Il Baratto o "barter" o, "corporate barter" o "barter trading" è una pratica commerciale praticata tra imprese per lo scambio multilaterale di beni o servizi in compensazione. I circuiti di baratto fra aziende sono nati storicamente per gestire grandi operazioni di commercio internazionale, legate alla cessione di materie prime contro tecnologie e manufatti tecnologici   Durante la crisi degli anni ’30 alcuni  paesi utilizzarono il barter per aumentare la quantità degli scambi, e quindi incrementare il fatturato, senza intaccare le scarse risorse monetarie a disposizione. Molte di loro scomparvero poiché non intuirono che l'opportunità del barter non si limitava all'utilizzo di un mero strumento di pagamento per sopravvivere ad una recessione (anche se in questo caso si tratta di una crisi-truffa… come del resto nel '29.. vedi allegato), al contrario di altre che ne valorizzarono l'utilità come strategia commerciale e mezzo di pagamento complementare a quelli tradizionali (è il caso di Wir Bank, società cooperativa svizzera, nata nel 1934 e tuttora in attività, che dopo la crisi affiancò al barter business l'attività di banca). Di fronte a crisi indotte e fenomeni di "iperinflazione", come – tra l'altro – durante la grande crisi monetaria argentina, oppure in caso di crisi produttiva e stagnazione dei consumi, si sono sviluppati veri e propri circuiti, tanto più efficienti quanto più allargati, a livello anche soltanto nazionale. In particolari situazioni di  (chiamiamola così…) cosiddetta "crisi economica grave", il barter permette alle aziende di mantenere i livelli produttivi abbattendo l'esposizione finanziaria immediata. Ripetiamo, ottimo stratagemma, anche se assolutamente non risolutivo ai veri e disastrosi mali dell'economia della truffa. E' quel che si dice un'opportunità. Ma come vedremo ci sono anche dei rischi.

     Opportunità del  Barter Trading                                                                            

    Le operazioni di interscambio fra aziende all'interno di un circuito di barter presentano l'indubbio vantaggio di permettere acquisti di materie prime, semilavorati, prodotti finiti, servizi di varia natura, anche in assenza di liquidità, pagando ciò che si è acquistato attraverso prodotti e servizi che fanno parte del core business del compratore. Soprattutto in periodi di crisi economica in cui il sistema-gabbia induce – per ovvi motivi – l'inflazione a salire alle stelle. In periodi, dunque, in cui la liquidità è scarsa, le banche stentano a concedere credito (vedi fenomeno indotto del credit crunch: favorito soprattutto dai distruttivi accordi di Basilea 3 – Vedi articoli in allegato) e la quantità di merce invenduta comporta costi elevati, il barter costituisce una grande opportunità commerciale per tutte le imprese: con esso è possibile comprare beni e servizi senza utilizzare risorse liquide, bensì vendendo i propri beni e servizi (quindi è un mezzo ottimale anche per vendere le giacenze di magazzino prima che diventino obsolete) anche in un tempo successivo; si tratta di un vero e proprio pagamento posticipato con la differenza rispetto agli altri mezzi di finanziamento che esso è gratuito: cioè a tasso zero. Si tratta di una leva finanziaria, che consente di incrementare la capacità di investimento dell'azienda evitando il ricorso all'indebitamento e il relativo pagamento degli interessi, e permette di affrontare periodi di stagnazione della domanda aprendo nuove prospettive di mercato e nuove possibilità di fare affari con la conoscenza di nuovi clienti.

    Barter Trading e Nuova Economia - Opportunità, Limiti e Retroscena

      I Rischi del Barter Trading                                                                                      

    La tecnica non è tuttavia priva di rischi, sia perché, come ogni sistema di leva finanziaria, potenzia gli aspetti positivi ma, se mal gestita, crea unindebitamento produttivo al quale l'azienda dovrà comunque fare fronte; per questo è necessario che il circuito di scambi sia gestito da un mediatore specializzato, la Barter Company che ne regola le transazioni e ne garantisce l'equilibrio. Inoltre esiste sempre il rischio che alcuni partecipanti del circuito non onorino gli impegni di fornitura interrompendo la circolazione nel circuito stesso. Per fronteggiare questo rischio è necessaria una copertura assicurativa su tutte le transazioni, raramente adottata dagli intermediari poiché costituisce un costo ingente che si rispecchia in una quota fissa di associazione al circuito. L'alternativa per i mediatori è permettere l'accesso gratuito o a costi molto bassi senza garantire l'eventuale insolvenza degli associati. Questo aspetto però non tocca tutte le operazione di Barter ma solo quelle che sfruttano la leva finanziaria, ovvero che consentono di finanziare gli acquisti attraverso la promessa di future vendite. Proprio per la diversità di caratteristiche e modalità operative, non interessa le operazioni di Corporate Barter effettuate in parziale compensazione.

     Ruolo della Barter Company                                                                                  

    Un efficace circuito di Barter deve essere gestito da un operatore economico, che agisce in qualche modo, come una vera e propria banca dei crediti e dei debiti o Camera di Compensazione. Il settore si è progressivamente sviluppato con modelli sempre più sofisticati e una crescita del giro di affari. Oggi i principali attori del Barter sono riuniti nell'IRTA (International Reciprocal Trade Association), associazione non profit volta a promuoverne l'attività a livello mondiale e garantire il rispetto di un Codice di Autoregolamentazione.

    Barter Trading e Nuova Economia - Opportunità, Limiti e Retroscena

     Aspetti Fiscali, Normativi  e Tecnici                                                                     

    Le operazioni di barter trading fra aziende sono regolate in Italia da un'apposita normativa, che prevede una regolare emissione di fattura da parte dell'azienda che consegna i beni o i servizi all'azienda che li riceve. La fattura dovrà riportare un'apposita dicitura, che identifica, a fronte della transazione, il mancato flusso finanziario del corrispettivo economico e la contestuale acquisizione del credito che sarà successivamente compensato con altre fatture di fornitura a debito. Crediti e debiti così maturati verranno normalmente iscritti a bilancio. Va precisato, altresì, possiamo identificare tre caratteristiche essenziali nelle compensazioni commerciali di cui sopra. Esse, identificano i diversi modelli di compensazione utilizzata.1) Bilaterale o Multilaterale; 2) Contestuale o Multitemporale; 3) Totale o Parziale. Quello che comunemene in gergo è detto baratto, presuppone uno scambio tra due soggetti (Bilaterale) che avviene contestualmente ed in totale compensazione. Ovviamente questo ha delle potenzialità molto limitate perché presuppone che A e B si incontrino (anche virtualmente), che A abbia necessità dei prodotti offerti da B e che il loro controvalore sia pressoché equivalente.

      Multilateralità e Multitemporalità                                                                       

    L'intervento della Barter Company e la nascita di circuiti di scambio consentono invece di abbattere questa frontiera. Infatti A offre dei beni o servizi che gli permettono di maturare un credito che potrà essere speso per acquistare qualsiasi prodotto offerto dai membri del circuito, in qualsiasi momento e soprattutto anche per importi non equivalenti. La Barter Company opera come Camera di Compensazione. Questo porta evidenti vantaggi: 1) Si possono acquistare nuovi prodotti ad un prezzo inferiore, ovvero al proprio costo della produzione, trasformando in pratica il margine commerciale in uno sconto; 2) Si possono finanziare gli acquisti attraverso un incremento di fatturato, ovvero pago i miei acquisti grazie ai nuovi clienti che mi sono stati portati dal circuito; 3) Diventa un fonte di finanziamento alternativa al sistema bancario dove l'affidamento è garantito dalla possibilità di ripagare il debito contratto con la propria capacità produttiva; 4) Neutralizzo il rischio di insolvenza, perché il pagamento avviene sotto forma di un credito spendibile in altri beni e servizi; 5) I pagamenti avvengono per contanti perché i crediti maturati sono immediatamente disponibili.

    Barter Trading e Nuova Economia - Opportunità, Limiti e Retroscena

     Totale e Parziale Compensazione                                                                         

    Si dice Totale Compensazione quella che avviene senza l'utilizzo di denaro reale il quale viene integralmente sostituito da una "valuta complementareche prende il nome dal circuito di appartenenza. I più diffusi circuiti di barter italiani sono Sardex.net, che utilizza i Sardex, BexB che utilizza gli EuroBexB, e VisioTrade, che utilizza gli Eurocrediti (€C). Diversamente dalla Totale Compensazione, la Parziale Compensazione presuppone un utilizzo ibrido di crediti e denaro, ovvero una parte della fornitura sarà pagata in crediti e una parte in denaro. Questo viene fatto per permettere: a) di ammortizzare i costi di produzione con denaro reale, pur accumulando un credito pari al margine; b) per permettere di scambiare prodotti con caratteristiche, costi industriali e ricarichi commerciali non omogenei tra loro, infatti cedere un servizio od una giacenza di merce invenduta poterebbe risultare meno oneroso rispetto a cedere prodotti costosi, con margini risicati e che sono stati prodotti o comprati mediante l'utilizzo di denaro reale, comportando flussi finanziari negativi.

      Il Corporate Barter e la Gestione dell'Invenduto                                          

    Il Barter tradizionale presuppone uno scambio nuovo con nuovo e la valutazione dei beni/servizi è soggetta alle normali leggi di mercato e contrattata liberamente tra le parti. Come anticipato il Barter Trading è molto diffuso per lo smaltimento di stock di magazzino e merce a bassa rotazione. Vendendo la merce saldata mediante un corrispettivo, non in denaro ma attraverso l'erogazione differita di altre merci o servizi, questo consente una valutazione molto più vantaggiosa rispetto a quella normalmente fornita da uno stockista tradizionale (con evidenti benefici da un punto di vista bilancistico e di Rating Bancario). Visto che questa modalità presuppone lo scambio di merce obsoleta con forniture di prodotti nuovi, ovviamente per rendere omogenei i valori viene usato esclusivamente l'utilizzo della parziale compensazione. Una delle società maggiormente specializzate ed operativa anche sul mercato italiano è la società per azioni svizzera iPlace SA.

    La-Truffa-Target2

      Due aspetti da non sottovalutare: Sistema Target2 e Indigenti                

    Dall'analisi posta in essere, in colclusione, possiamo constatare la bontà del Barter Trading: sicuramente uno strumento economico utile ed efficiente. Nell'economia del discorso aperto sulla sua reale efficacia dinnanzi all'attuale sistema euro-centrico ed alla truffa dell'Eurozona, tuttavia, dobbiamo avanzare due riserve di puro carattere strutturale che non entrano nel merito del barter, ma che stanno a monte: Il Sistema Target2 e la questione degli indigenti, cioè di quella fetta di popolazione che per ragioni puramente politiche ed economiche (scelte delle élite) sono oggi oppresse da livelli di tassazione da regimne stalinista e non riescono più ad arrivare al 15 del mese. E ce ne sono tante. Basti pensare ai finora 250mila licenziati del 2013, per comprendere i toni apocalittici della digressione.

     L'Assurdità del Sistema Target2                                                                          

    Il Sistema Targe2 (vedi allegati – approfondimenti) come visto in più sedi è quel "nuovo" sistema di regolamentazione interbancaria tra banche centrali dell'Eurozona – posto in essere nel 2007 dall'élite europeista e dai banchieri suoi complici e compari – creato ad hoc per generare surplus fittizio in favore della Germania e debito (deficit indotto) verso quei paesi affossati in maniera criminosa dai mercati e dalle diaboliche agenzie di rating (vedi spread ed altri ingannevoli accidenti…. illuminati). Surplus fittizio e deficit indotto proprio partendo dalle transazioni commerciali. Infatti per ogni operazione fatta tra banche commerciali, esso genere un impulso elettronico che viene rilevato dalle banche centrali di riferimento. A fine anno avviene una compensazione tra le medesime banche centrali. Nel caso – ad esempio – di una transazione tra un una pluralità di operatori commerciale tedeschi ed un gruppo di operatori greci. Ora, la truffa sta proprio qui: l'unico modo per evitare deficit indotto (e debiti) per gli operatore greci – stando al folle e criminoso Sistema Target2 – è quello di vendere agli operatori tedeschi lo stesso quantitativo in valore di merce acquistata dalla Gerania. Ma per quanto gli operatori greci possano essere laboriosi ed ingegnosi, la Grecia non venderà mai un quantitativo di pesce o ortaggi (in valore assoluto) pari alla quantità di auto tedesche piazzate sul mercato greco. Questa – non ci vuole molto a capirlo – è pura follia omicida. E la situazione greca di oggi ne è l'immagine più nitida. 

    Giacinto Auriti - Lettera ai vescovi - la Truffa del Signoraggio e delle Banche Centrali

      La Questione degli indigenti e l'eredità di Auriti                                            

    Altro tema fondamentale è quello relativo agli indigenti, cioè tutti coloro i quali sono di fatto esclusi dal mercato in maniera illegittima ed irrazionale, se è vero come è vero che esistono beni pubblici e bisogni primari che devono essere tutelati, ammeno che non si vogliano compiere premeditatamente crimini contro l'umanità, privando le Creature dell'essenza stessa della Divina Creazione in nome di puri e deleteri tecnicismi economici. Ciò, dunque, in base ad un discorso meramente razionale e – consentiteci – naturale. La monetà è, come detto (vedi allegati) o dovrebbe essere, in un mondo normale e civile, un qualcosa di convenzionale, e tale da favorire gli scambi. Tale da permettere (in origine, mediante il conio e la relativa copertura aurea che oggi non c'è più) il più facile godimento di un diritto. Con il furto del potere signoraggio da parte dell'élite masso-bancaria, tutto ciò come noto è venuto meno, e la moneta è divenuta essa stessa una merce, ponendo una grossa fetta di popolazione mondiale in stato di schiavitù reale. Ora, tali circuiti di compensazione, per quanto nobili ed utili ai commercianti ed alle imprese non risolvono, tuttavia, tali questioni fondamentali. Non sgombrano cioè il terreno dai fantasmi dell'Euro-Gabbia, né da quelli della moneta-debito.  Che ne sarà dunque per quei milioni di cittadini forzatamente posti fuori da questo circuito? Se non cambia nulla è facile da intuire: saranno destinati a vivere da schiavi fino alla morte. Oggi dobbiamo trovare una risposta anche per loro/noi, nuovi schiavi moderni. La monetà è del popolo, non dimentichiamolo mai! Onore a Giacinto Auriti, che lo capì così bene e ce lo ha insegnato con una disarmante semplicità. Cogliere questa eredità è un dovere morale di tutti. Amen!

     Elena Valente, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    La vera ricchezza .. video stupendo ♥

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    Sabato, Maggio 11th/ 2013 – di Andrea Gurioli e Sergio Basile  – Bologna, Associazione Impegno Civico, Giovanni Lazzaretti, Normanno Malaguti, Alessandra Nucci, Andrea Gurioli, Settimana antiusura, Giacinto Autiri, Usura Internazionale, Massoneria, Poteri Forti, Moneta Debito, Sottomissione dei Popoli, Moneta di Satana, Qui Europa, Sergio Basile, Signoraggio, Pescara, Catanzaro, Signoraggio, Nascita della Banca d'Inghilterra, Settimana Anti […]

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio: Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio: Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

    Mercoledì, 16th Gennaio / 2013 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Italia / Crisi / Economia / Banche / Signoraggio bancario / Truffa / Falso in bilancio / Banca d'Italia / Elezioni politiche / Mes / Fiscal Compact / Movimento 5 stelle / Moneta / Euro / Beppe Grillo / Giacinto Auriti / […]

    Italia – La Voglia di DisFARE del Governo Letta e la voglia di FARE le Valigie degli Italiani – Prima Parte

    Italia – La Voglia di DisFARE del Governo Letta e la voglia di FARE le Valigie degli Italiani

    Mercoledì, Giugno 19th/ 2013   – di  C. Alessandro Mauceri – Enrico Letta, Filippo Patroni Griffi, Monti, Berlusconi, Decreto del FARE, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Governo,  ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, Equitalia, Angelino Alfano, Pubblica amministrazione, Alessandro mauceri, Qui Europa, www.quieuropa.it  Italia – La Voglia di DisFARE del Governo Letta e la voglia […]

    L’Italia e la Politica del Disfare – Seconda Parte. Lo Scandalo del Piano di Razionalizzazione delle Spese Ministeriali

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    Lunedì, Luglio 8th/ 2013 – L'Approfondimento di  C. Alessandro Mauceri – Enrico Letta,  Ministro della Difesa, Mario Mauro, F35, art. 1, comma 412, della legge 27 dicembre 2006, n.296, D.P.C.M. del 13 aprile 2007, spending review, Senato, Ministero dell'Istruzione, Ministero dell'Interno, Ministero della Giustizia, Ministero degli Esteri, “decreto del FARE”, presidente della Camera, Laura Boldrini, […]

    Gli Impresentabili Risultati “Semi-Seri” di Letta, dopo i Vertici con i padroni euro-anglofoni

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    Lunedì, Luglio 8th/ 2013 – di Gerardo Campagna –  Europa, Enrico Letta, Aumento del prezzo del Petrolio, Masochismo, Borse e Mercati, NATO, Libia, Barili di petrolio, Dollato, Commissione Trilaterale, Saccomanni, BCE, Barack Obama, Mario Draghi, Propaganda governativa, Bugie mediatiche, Decreto del FARE, Tasse  Gli Impresentabili Risultati "Semi-Seri" di Letta, dopo i Vertici con i padroni  euro-anglofoni L'impegno […]

    L’Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI

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    Sabato, Gennaio 12th/ 2013 – Pio XI, brano tratto da "Quadragesimo Anno" –  Enciclica del 1931 – Associazione Culturale La Torre L'Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI / Mondo / Capitalismo / Cattolicesimo / Crisi / Dottrina Sociale / Cristianesimo / Economia / Lavoro / Capitale /   Impegno Cristiano / Politica / Enciclica / […]

    Accentramento Ue tra Baratti Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

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    Venerdì, Novembre 30th/ 2012  – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –  Grecia / Accentramento Ue / Baratti Negoziali / Condoni del Debito Fittizi / terzo pacchetto di aiuti salva Grecia / Bruxelles / Atene / Debito iniquo / Eurogruppo / FMI / BCE / UE / Commissione europea / Aiuti / Usura / Christine Lagarde / Manuel Baroso […]

    Eurotruffa a Cipro – Perfino la Subdola FED nel ’33 fece meglio dell’UE

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    Mercoledì,  Marzo 20th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi, di "Qui Europa" – – di Mario Borghezio, deputato al Parlamento europeo – Eurotruffa, Bruxelles, Eurogruppo, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Cipro, Truffa, Eurozona, Grecia, Nicosia, Prelevamenti truffa, Privatizzazioni, Salvataggio bancario, Sistema Bancario, Truffa Bancaria, Europa, Franklin Delano Roosevelt, FDIC, Wall Street, FDR, UE, Governo cipriota, Follia europeista, […]

    Concluso il G20 delle Caste Bancarie – Le Dimenticanze di Visco e Saccomanni

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    Lunedì, Luglio 22nd/ 2013 – Sergio Basile – Christine Lagarde, Fabrizio Saccomanni, G20, Mosca, Ignazio Visco, Mario Draghi, Ripresa, Instabilità politica, Giacinto Auriti, Europa, Michel barnier, Volatilità dei Mercati, Governatori delle banche centrali, potere di signoraggio, Piano finale di privatizzazione dell'Italia, Rating, Spread, target2, Ripresa  Concluso il G20 delle Caste Bancarie – Le Dimenticanze di Visco […]

    L’Europarlamento scopre l’acqua calda e prepara l’Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti

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    Mercoledì, Novembre 21th/ 2012 – di Sergio Basile – L'Impero delle Banche  / L'Europarlamento prepara l'Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti / Parlamento europeo / strasburgo / Unione europea/ Europa / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio […]

    Nuovo Ordine Mondiale e Crisi dell’Europa – Una Risposta Cristiana

    Nuovo Ordine Mondiale e Crisi dell’Europa – Una Risposta Cristiana

    Lunedì, Novembre 19th/  2012   – Don Gaetano Rocca –  Relazione Iniziale dei Lavori del Convegno  "Crisi e Famiglie: Quale Futuro per l'Italia?"  Sala Convegni del Santuario della Madonna di Termine, Pentone (CZ) – Calabria Venerdì 16 Novembre 2012   I Burattinai del "Nuovo Ordine Mondiale" e i paradossi dell'Europa della finanza malata / Una Risposta CristianaMalato chiamato Europa / Catanzaro […]

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5 – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5  – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Lunedì, Novembre 5th/ 2012  – L'editoriale del Lunedì, di Sergio Basile e Silvia Laporta –  Schiavi di un Debito Illegale / Denaro e Banche / Segreti dei nuovi Padroni del Mondo /  Crisi eurozona / Le Confessioni di Sir Josiah Stamp / Denaro / Bibbia / Vangelo / Mammona / Francoforte / Bruxelles / Sistema Bancario / Società moderna […]

    Spread e Unione Bancaria: i Grandi falsari Smascherati dal loro stesso Gioco

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    Mercoledì, Ottobre 24th/ 2012 – di Sergio Basile – Spread / unione Bancaria / Eurozona / Renato Brunetta / Accentramento Bancario / Spread / rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Decreto Salva Italia / Decreto Cresci Italia / Recessione / Risparmio delle Famiglie / Mercato primario […]

    Monti scambia gli Euroscettici per Nazionalisti e Rilancia l’Unione Bancaria per fine 2012

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    Mercoledì, Ottobre 17th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Parlamento Europeo / Bruxelles / Crisi / Eurozona / Mercato unico europeo / Debito pubblico / Mario Monti / Angela Merkel / Corrado Passera   Mercato Unico Europeo: Monti avverte “Attenzione, potrebbe scomparire!” Il premier italiano scambia gli "euroscettici" per "nazionalisti" e […]

    Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

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    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012 – di Max Cittadino – Unione bancaria / Bruxelles / Francoforte / Roma / Eurozona / Bce / Mario Draghi / Too Big To Fail / Rinazionalizzazione della banca d'Italia / Nazionalizzazione dei Gruppi bancari / Humus criminogeno / Project Bond / Unione Bancaria / Signoraggio bancario / Euro / Lira […]

    Populismo e Nazionalismo – Il Vocabolario di chi non sa più che pesci prendere

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    Venerdì, Dicembre 21th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Italia / Parlamento / Polulisti / Ce lo chiede l'Europa / Luoghi Comuni / Stereotipi / Media / Pierluigi Bersani / Silvio Berlusconi / Walter Veltroni / PD / Formigoni / Crosetto / Meloni / Europeismo / Mario Draghi / Bce / Logge mondialiste / […]

    Imbroglio Ue – La Commissione europea: l’Italia vada avanti con l’austerity. Bukovskij: l’UE come l’URSS

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    Giovedì, Dicembre 20th/ 2012 – di Sergio Basile – Ue / Urss / Bruxelles / Roma / Romania / Conti pubblici / Austerity /Elezioni / Commissario agli Affari economici / relazione sulla sostenibilità dei conti pubblici / Vladimi  r Bukovskij  / Mikhail Gorbaciov / Strangolare abbracciando / coincidenze tra Ue e URSS / Stalin / Commissioni / Troike / Ue / Bce / Fmi / Napolitano / enorme […]

    “Basta Monti, basta Europa, basta multinazionali”! Di Finizio insegna!

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    Venerdì, Ottobre 5th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Cupola Vaticano / Monti / austerity / unione europea / striscione di protesta / Città Eterna / Direttiva Bolkesterin / protesta / Marcello di Finizio / Trieste / giovani italiani in rivolta / piazze italiane / contro l'austerity / contro monti / contro […]

    Basilea 3 e la nuova ricetta per cambiare il settore bancario? Diffidiamo!

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    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Banche / Basilea 3 / Settore Bancario / riforma Banche / Josè Barroso / Ue / crisi economica / Banca centrale finlandese / Erkii Liikanen / presidente del mercato interno Michel Barnier / borsa / speculazioni bancarie / Basilea 3 / Confindustria/ Abi/ Cooperative/  rete imprese […]

    Basilea 3 – Ok dell’Europarlamento a rapporto banche

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    Mercoledì, Maggio 16th / 2012 –  di Sergio Basile – Unione europea / Parlamento europeo / Pacchetto Crd IV / Ecofin / Consiglio europeo / Commissione europea / Bruxelles / Basilea 3 / Eba / European Banking / Authority / Regno Unito / Gianni Pittella / Andrea Enria / Speculazione / Flessibilità / Finanza / […]

    “De-crescita” 2012: le stime al ribasso della Bce e le dimenticanze di Draghi

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    Venerdì, Marzo 16th/ 2012 Bce / Crisi Ue / Stime Pil / Ribasso / Responsabilità / Eurozona / Tecnocrati / Draghi "De-crescita" 2012: le stime al ribasso della Bce e le dimenticanze di Draghi Caro “Super-Mario”, la responsabilità è anche tua! Francoforte – Nelle ultime ore l’Eurotower  ha calcolato al ribasso le stime sul Pil […]

    Crisi Eurozona: signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce

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    Giovedì, febbraio 22th / 2012 – di Sergio Basile – Eurogruppo / Crisi euro / Bce / Signoraggio / Coefficiente di riserva frazionale / Maastricht / Privatizzazioni / Ungheria Crisi Eurozona:  signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce  Privati al potere. Le contromisure degli economisti euroscettici: rinazionalizzare le banche centrali e abbandonare l’euro Francoforte – Sotto l’Eurotower […]

    Non solo Signoraggio: Il Cancro dei Manager Bancari

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    Lunedì,  Marzo 11th/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –   Italia, Svizzera, germania, Unione europea, Roma, Sistema bancario Enzo Chiesa, Jonella Ligresti, Paolo Ligresti, Manager Bancari, Bpm, Fonsai, Conti Correnti falsi, Buonuscita, Monte dei Paschi di Siena, MPS, Antonio Vigni, Jamie Dimon, JP Morgan, Scandalo balena Bianca, Bob Diamond, Barclays, Alfredo Saenz, […]

    Verso le Elezioni 2013 – Lettera Aperta ai Cardinali Bagnasco e Bertone

    Verso le Elezioni 2013 – Lettera Aperta ai Cardinali Bagnasco e Bertone

    Martedì, Gennaio 29th/ 2013 – Dott. Arrigo Muscio, Presidente Associazione Genitori Cattolici –   Associazione Genitori Cattolici / Lettera Aperta / Cardinal Angelo Bagnasco / Cadinal Tarcisio Pietro Bertone / Distruzione della Famiglia / Madonna / La Salette / Sfacelo morale / Lobbycrazia / Club Bilderberg / Trilateral Commission / Aspen Institute / Abele / Caino […]

    Italia – Ricetta Ammazza-Crescita

    Italia – Ricetta Ammazza-Crescita

    Mercoledì, Ottobre 3rd/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Giorgio Napolitano / Euro / Crescita impossibie / Mariano Rajoy / Paul Krugman /Integrazione politico – economica / Abbandono Euro /  Scandalo Regione Lazio / Francesco Fiorito / Andrea Augello / Sfaldamento Pdl / Commissariamento regione Lazio / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Andrea […]

  • Rubrica – Conoscere Giacinto Auriti: Digressioni su “Il Paese dell’Utopia”

    Rubrica – Conoscere Giacinto Auriti: Digressioni su “Il Paese dell’Utopia”

    Venerdì,  Marzo 29th/ 2013 

    – Rubrica: Conoscere Giacinto Auriti, di Sergio Basile 

    Signoraggio Bancario, Italia, Roma, Bankitalia, Banca d'Italia, Debiti Fittizi, Francoforte, bruxelles, Banca Centrale Europea, Ammissione di una truffa, Associazione Culturale la Torre, Redazione  Qui Europa, Truffa bancaria, Cipro, Caso Norvegia, Schiavi di un Debito illegale, Europa, Italia, Crisi, Economia, Banche, Signoraggio bancario, Truffa, Falso in bilancio, Banca d'Italia,  Elezioni politiche, Mes, Fiscal Compact, Movimento 5 stelle, Moneta, Euro, Giacinto Auriti, Galbraith, Economia della truffa, Carlo Azeglio Ciampi, Beniamino Andreatta, Adam Smith, Mayer Rothschild, Amshel Rothschild, Progetto Illuminati, Scuola di Francoforte, Ezra Pound, Francoforte, Vienna, Londra, Napoli, Parigi, Illuminati, Dinastia Rothschild, Dinastia dello Scudo Rosso, reddito di Cittadinanza 

    Rubrica – Conoscere Giacinto Auriti: Digressioni

    su "Il Paese dell'Utopia" 

    L'Evoluzione di una rapina organizzata e il ritorno alla

    centralità delle Nazioni 

    Nota Critica – Quello che non si può ignorare sul Signoraggio.

    Auriti e l'importanza del Reddito di Cittadinanza.

     

    di Sergio Basile

    Digressioni su "Il Paese dell'Utopia", di Giacinto Auriti  

    Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Ecco perchè bisogna conoscere Giacinto Auriti  

    Rubrica, "Conoscere Giacinto Auriti" – Per coloro i quali ancora abboccano all'amo dei presunti benefici della moneta unica, sostenendo la propria fede cristallina ed incrollabile nei falsi profeti dell'europeismo lobbistico contemporaneo e nel ruolo "guida" della BCE (e che osteggiano in tutti i modi il pensiero di un ritorno alla lira); ma anche per i nostri lettori più affezionati e per i curiosi, poniamo all'attenzione una nuova rubrica titolata "Conoscere Giacinto Auriti". Iniziamo in tal sede dall'analisi di un breve scritto tratto dall'introduzione al saggio "Il Paese dell'Utopiadell'indimenticato professore, nemico giurato dell'attuale sistema bancario, al quale l'Osservatorio sulle Politiche UE (Qui Europa) ha già doverosamente "tributato" diversi articoli (vedi gli ultimi in allegato).

     Eurozona – Come Sopravvissuti, sospesi nel Luogo dell'Utopia 

    L'opera rappresenta un'intensa e lucida analisi sui mali economici del nostro tempo, quello che lo stesso scrittore statunitense Galbraith definì in tempi non sospetti con l'espressione ardita e puntuale di "Economia della Truffa". Mali che ci portano a riflettere sulla necessità di recuperare la nostra sovranità monetaria e – aggiungo  – finanziaria: quella cioè legata al fabbisogno finanziario economico nazionale ed alla sottoscrizione dei titoli di stato sottratta agli Italiani – ed al Tesoro – e svenduta ai falchi esteri della speculazione negli Anni Ottanta per "merito" di due" grandi" nomi dello scenario politico italiano: Carlo Azeglio Ciampi e Beniamino AndreattaRecupero della sovranità monetaria, dunque, quale unica via d'uscita da questa crisi indotta del debito, da noi ribattezzata con la più indicativa e consona espressione di "Truffa dell'Eurozona", visto il peggiorare di una situazione (vedi contatore del debito nella home-page) imbastarditasi ancor più proprio "grazie" all'euro e a suoi più subdoli e distruttivi alleati (Vedi Sistema Target2 – articolo in allegato).

     Auriti – L'economista Eretico 

    Giacinto Auriti – conosciuto anche come "il giurista contadino" o "l'economista eretico" – così come lo stesso noto poeta Ezra Pound furono personaggi apparentemente lontani, per origine e cultura, ma uniti da un legame indissolubile: la coraggiosa ricerca della verità e l'amore per le sfide al di là del politically correct e degli schemi convenzionali propinati all'umanità dall' "economia classica" ed incardinati dal "suo padre nobile" Adam Smith così come dai suoi eredi indiretti che successivamente la ripresero e rielaborarono dando vita alla cosiddetta Scuola Neoclassica di Francoforte

     Le Cinque Domande di Ezra Pound 

    Ezra Pound pose cinque domande alle quali non aveva mai risposto nessuno: moneta, credito, interesse, usura e circolazione; Giacinto Auriti, in questo saggio, diede risposte precise. Una continuità ideale che – come detto – li unì nella scuola dei cosiddetti "economisti eretici"

     Il "Valore Indotto" della Moneta e la centralità delle Nazioni 

    Giacinto Auriti, elaborò una nuova teoria del valorecome rapporto tra fasi di tempo” che lo condurrà alla scoperta del valore indotto della moneta. Chi crea il valore della moneta — sosteneva Auriti — non è chi la stampa ma il popolo che l’accetta come mezzo di pagamento. Sono però i banchieri, i grandi usurai, che si appropriano del valore monetario, usandolo come strumento di dominazione ed imponendo all’umanità il signoraggio del debito". Come risolve Auriti il problema? Semplice! Con la proposta incentrata sul recupero della centralità  monetaria degli stati nazionali a discapito delle lobby bancarie.

     Sovranità Nazionale ed Illuminati – Una "Piccola" Nota 

    Stati nazionali cui dissoluzione – ricordiamolo per completezza – fu da sempre al centro dei programmi golpisti della cosiddetta setta degli Illuminati, con base logistica (guardacaso) proprio a Francoforte, oggi sede – tra l'altro – della BCE, nonché sede storica principale (a partire dal 1773) della Dinastia dei banchieri di origine ebraica RothSchild (considerati oggi i veri "padroni dell'Europa"). Sarà un semplice caso, o c'è qualcosa di più? 

     Curiose coincidenze 

    Fatto sta che Amshel Rothschild il primogenito di Mayer Rothschild (l'iniziatore e capostipite della "Dinastia dello Scudo Rosso di Davide" – Red Schield – Rothern Schiel – RothSchild – nonché promotore e finanziatore del progetto "Illuminati") si stabilì proprio nella città tedesca, avviando i suoi ricchi affari che portarono la Dinastia di banchieri ebrei Rothschild al dominio del sistema bancario e finanziario continentale. E non solo. E ciò grazie anche all'opera congiunta degli altri fratelli (Salomon, Nathan, Karl e Jacob) insediatisi rispettivamente in quelli che fino a quel momento erano considerati i poli nevralgici del sistema economico continentale: Vienna, Londra, Napoli e Parigi. Oltre – ovviamente – alla stessa Francoforte.

     Signoraggio e Origini dell'egemonia bancaria 

    Auriti – economista, giurista, ma prima di tutto attento storico – ovviamente non poteva non conoscere tali realtà ed ignorarne la portata sulla tenuta degli stati nazionali. Ciò sulla scorta dei disastri ingenerati dal signoraggio bancario e dal repentino ed inesorabile appropriasi – da parte delle ricche lobby bancarie private – di un potere di signoraggio sempre più sistematico e totalizzante. Potere – come detto in più sedi – definitivamente assegnato ai privati con gli accordi truffa di Bretton Woods e con la contestaule istituzionalizzazione  dell'incontrovertibilità delle banconote in oro. Un potere – ricordiamolo – considerato fino al Cinquecento di esclusiva spettanza di sovrani e regnanti (e ben garantito da adeguati corrispettivi in oro) da esercitare a vantaggio dei traffici commerciali e del "popolo sovrano", anche se – come detto in altri articoli – i primi germi dell'economia della truffa furono disseminati già all'epoca della Repubbliche Marinare, proprio in Italia (vedi in allegato "Schiavi di un Debito Illegale – Parte VI").  

     Nazioni, Sovranità Monetaria e Reddito di Cittadinanza in Auriti 

    Ecco perchè Auriti (curiosamente e paradossalmente sminuito da Beppe Grillo nel video in allegato – suggeritoci da un nostro lettore) come traspare ne "Il Paese dell'Utopia", sostiene come la proprietà popolare della moneta assuma un ruolo determinante ed inestimabile. Un ruolo finalizzato ed orientato a restituire al popolo il "maltolto dei valori monetari che esso crea". L’auspicio del professore è dunque chiaro: dovranno essere i governi a gestire nuovamente l’emissione monetaria ed a ripartire gli utili, come reddito di cittadinanza, a tutti i cittadini. Non più – dunque – la BCE o gli organismi sovranazionali illegittimamente controllati da soggetti privati. Chi sostiene il contrario, evidentemente si rivela quel che è: un falso profeta di utopie distruttive e schiavizzanti. 

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    CURIOSO VIDEO SUGGERITOCI DA UN NOSTRO LETTORE,

    CHE PONIAMO ALLA VOSTRA ATTENZIONE.

    NOI VOLENTIERI PUBBLICHIAMO, LASCIANDO A VOI LE CONCLUSIONI

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    L’Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI

    L’Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI

    Sabato, Gennaio 12th/ 2013 – Pio XI, brano tratto da "Quadragesimo Anno" –  Enciclica del 1931 – Associazione Culturale La Torre L'Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI / Mondo / Capitalismo / Cattolicesimo / Crisi / Dottrina Sociale / Cristianesimo / Economia / Lavoro / Capitale /   Impegno Cristiano / Politica / Enciclica / […]

    Crisi – Bersani, lo smemorato da “Bettola” e i Falsi Profeti dell’Europeismo lobbistico contemporaneo

    Crisi – Bersani, lo smemorato da “Bettola” e i  Falsi Profeti dell’Europeismo lobbistico contemporaneo

    Martedì, Dicembre 11th/ 2012 – di Sergio Basile –  Crisi / Italia / Unione europea / Bruxelles / Roma / Premio Nobel / Pierluigi Bersani / Smemorato / Silvio Berlusconi / Gianni Pittella / Bettola / Piacenza / Taget 2 / Disoccupazione / Rai Radio Uno / Imbroglio dello spread / Sovranità Monetaria / Campagna elettoale […]

    Il Presidente Ceco a Napoli: L’Ue deve fare un passo indietro, Fuori dall’Euro!

    Il Presidente Ceco a Napoli: L’Ue deve fare un passo indietro, Fuori dall’Euro!

    Venerdì, Settembre 21th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Napoli / Praga / Repubblica Ceca / Presidente della Repubblica / Vàclav Klaus / Moneta unica / Euro / Democrazia / Università di Napoli Federico II / Incontro coi giovani dell'Ateneo Federico II / Stati Uniti d'Europa / Massimo Marrelli / Bruxelles /  Napoli  […]

    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

    Barnard e la Modern Money Theory: la soluzione alla crisi che Keynes conosceva benissimo

    Barnard e la Modern Money Theory: la soluzione alla crisi che Keynes conosceva benissimo

    Lunedì, Novembre 12th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Modern Money Theory / Paolo Barnard / RAI / Report  / Georg Friedrich Knapp / John M. Keynes / Warren Mossler / Centro per la piena occupazione e la stabilità dei prezzi / Conferenza Cagliari 27-28 Ottobre / Sovranità monetaria dello Stato / Capacità […]

    Digressioni sul Signoraggio Bancario e sulla più Grande Menzogna Liberale dei Nostri Tempi, in attesa delle Elezioni

    Digressioni sul Signoraggio Bancario e sulla più Grande Menzogna Liberale dei Nostri Tempi, in attesa delle Elezioni

    Martedì, Dicembre 4th/ 2012  – L'Editoriale, di Franco Cima e Sergio Basile –  Digressioni sul Signoraggio Bancario / Grande Menzogna Liberale / Elezioni / Banche / Signoraggio / Truffa del sistema monetario /  Il potere delle banche / Sistema bancario / Franco Cima  / Benito Mussolini / Banca d'Italia  Signoraggio / Bri / Maurice Allais / Bretton Woods / […]

    Signoraggio – Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 6: Evoluzione della Truffa e Stati Uniti d’Europa

    Signoraggio – Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 6: Evoluzione della Truffa e Stati Uniti d’Europa

    Venerdì, Febbraio 8th/ 2013 – Redazione Qui Europa – La Truffa Bancaria  / Schiavi di un Debito Illegale – Le Repubbliche Marinare / Truffa Bancaria / Crisi dell'Eurozona / Crisi del 1929 / Federal Reserve Act / FED / Signoraggio Bancario / Rinascimento  / Mercantilismo / Monte dei Paschi di Siena / Casa delle compere / […]

     

  • Impariamo dagli Islandesi – Un Popolo Unito che vinse la Truffa del Debito

    Impariamo dagli Islandesi – Un Popolo Unito che vinse la Truffa del Debito

    Venerdì, Febbraio 22th/ 2013 –

    – di Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois – 

    Impariamo dagli Islandesi, Lezione Islandese, Islanda, Grecia, tasse, bollette, Unione Europea, BCE, Troika, Fondo Monetario Internazionale, Media Occidentali, Censura mediatica, Dittatura, Notizie da Bassa campagna elettorale, Unione europea , Colonialismo, Einar, Már Guðmundsson, Reykjavik, Rivoluzione silenziosa, sistema economico, Inghilterra, Olanda, Economia della Truffa, Porcellum, Armi e Debito, Kaupthing, Corona islandese, euro, bancarotta, Glitnir, Galbraith, Schiavi del Debito, Eurozona, Geir Haarde, Ólafur Ragnar Grímsson, IceSave, Giorgio Napolitano 

    Impariamo la Lezione Islandese: un Popolo

    Unito che vinse la Truffa del Debito

    La Rivoluzione Silenziosa che L'usura internazionale teme

    Dall'Islanda alla Grecia, lezioni di storia contemporanea

    L'Omertà della Stampa e dei Politici alla vigilia delle elezioni 

    Iceland Revolution

    Reykjavik – Molti storici contemporanei l'hanno celebrata con l'emblematica ed eloquente espressione di "Rivoluzione silenziosa", anche se in cuor nostro temiamo che questa storia possa mai entrare in pompa magna nei libri di testo ufficiali. Troppo scomoda, "troppo rivoluzionaria" per un sistema economico-bancario basato  – come ci insegna l'economista John Kenneth Galbraith – su un'economia della truffa; abituato a dettare le regole del gioco, le leggi ed a regolare in maniera invasiva anche i meandri più nascosti della vita sociale e politica di ciascuno, come un grande leviatano di tocquevilliana memoria. Un leviatano che con la complicità di ben pagati ed asserviti media tende da sempre ad ovattare e a nascondere quanto possa far capire – o almeno intuire – la verità all'umanità intera,  schiavizzata attraverso due strumenti fondamentali: le armi e il debito.

     Aspettando le elezioni – Una lezione per tutti gli Italiani 

    La "Vera Rivoluzione" oggi in esame è quella che ci parla del riscatto di una Nazione intera, di uno stato sovrano: l'Islanda. E lo facciamo volutamente e puntualmente mentre in Italia media e politica sembrano non ricordare, concentrandosi – quando la scadenza delle fatidiche elezioni truffa è ormai prossima – su problemi più o meno importanti, ma non centrali. Non assolutamente essenziali, e vedremo il perchè! Ci accingiamo a raccontarvi questa storia di rinascita sociale ed economica mentre – per contro – gli Italiani aspettano ansiosi di celebrare i vincitori del famigerato porcellum (elezioni pilotate nelle quali i cittadini ancora una volta non sceglieranno un bel niente). "Eroici" e fin troppo "idolatrati" personaggi che restano – nostro malgrado – lontani anni luce dai protagonisti della nostra storia.

     La Rivoluzione Silenziosa – Uno per tutti e tutti per uno 

    La "Rivoluzione Silenziosa" islandese è stata quella che ha portato circa 300 mila anime (tanti sono gli abitanti dell'isola-stato europea, nota come "Iceland") verso la riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell'intero sistema finanziario internazionale, gli Islandesi intuirono l'importanza di sottarre il controllo bancario alla speculazione privata, nazionalizzando le banche e avviando un processo di democrazia diretta e partecipata unico nella storia del Vecchio Continente. Un processo importante – quanto censurato da tutti i giornali ed i TG occidentali "di regime" – che ha portato addirittura alla creazione di una nuova Carta CostituzionaleÈ la storia di una delle nazioni più ricche al mondo (qual era anche l'Italia prima dell'avvento dei tecnici e dell'euro) che ha affrontato la crisi-indotta peggiore della sua storia (ancora un'analogia impressionante con l'Italia) uscendone, tuttavia, a testa alta e con la consapevolezza di essere guidata da un grande uomo – il suo Presidente – ed abitata da onesti ed informati cittadini, infiammati da un profondo e fulgido amor patrio. Come scriverebbe Dumas: "uno per tutti e tutti per uno!". 

     Islanda, da Regina a Cenerentola – Il Giochino Liberista delle banche   

    L'Islanda, fino a qualche anno fa, era il quinto Paese al mondo per reddito procapite. Oggi la vicenda islandese può essere considerata un esempio per tutti i popoli europei, rassegnati all'essere schiavi del debito pubblico. Ma perchè – ci chiediamo – la rivoluzione pacifica che ha consentito all'Islanda di scrollarsi di dosso il deficit è stata drasticamente censurata da  quasi tutti i media? Semplice! Onde evitare che i cittadini dell'Ue (ed in particolar modo quelli della gabbia chiamata Eurozona) ne potessero prendere spunto, traendone giovamento reale. Ma partiamo dall'inizio. Agli albori del nuovo millennio, quello islandese poteva essere considerato uno dei principali modelli di neoliberismo finanziario, un modello all'interno del quale le principali banche si apprestavano ad essere privatizzate e all'interno del quale – per contro – nascevano i primi prototipi di conti a prestito on line che, grazie ai costi di gestione ridotti al minimo, permettevano l'applicazione di un alto tasso d'interesse in favore degli nvestitori.  Numerosi cittadini europei (Olandesi e Inglesi fra tutti) accorsero per approfittare di questa ricca offerta. Con l'avanzare del tempo si moltiplicarono le utenze on line disposte ad investire nell'''IceSave'', costringendolo in breve tempo al tracollo. La conseguenza fu che la Landsbanki, garante per il suddetto conto, dovette dichiarare bancarotta e che lo Stato dovette procedere alla nazionalizzazione della stessa e al pagamento del debito richiedendo parte dei fondi necessari all'estero. Dal 2003 al 2007 si verificarono numerosi casi analoghi e altre importanti banche, come la Kaupthing e la Glitnir, caddero come da copione in rovina, costringendo il governo ad aumentare il debito estero fino a raggiungere il 900% del PIL (prodotto interno lordo) del Paese.

     Nella Trappola dell'FMI  

    La corona islandese  perse circa l'85% del suo valore sull'euro, decuplicando l'importo. A questo punto l'Unione Europea, in accordo col primo ministro conservatore Geir Haarde, si incaricò di "far fronte" alla situazione, attingendo al famigerato Fondo Monetario Internazionale. Così il popolo islandese si ritrovò di punto in bianco indebitato per qualcosa come 4 miliardi e 100 milioni di dollari americani. Una cifra spropositata per un Paese che conta poco più di trecentomila persone. Secondo i calcoli effettuati ciò avrebbe costretto ogni cittadino a sborsare un centinaio d'euro in più al mese dal proprio stipendio –  per 15 anni, e per un totale di 18mila euro a testa – e ciò per rientrare da un danno indotto dai banchieri privati. La stessa politica con la quale oggi si trovano a fare i conti molti altri paesi Ue: Grecia in primis, seguita a ruota dalla stessa Italia. E' indicativo il fatto che il solo scandalo MPS ci sia costato 4 miliardi e mezzo di euro. E con reazioni di politici, media e opinione publica nettamente diverse. Per non parlare degli effetti dell'IMU, del Fiscal Compact, del MES, del Redemption Found e degli altri inutili accidenti recessivi e debitocratici di sorta nati dalla mente distorta dei tecnocrati di Bruxelles: sempre tuttavia avallati dai vassalli della politica italiana contro gli stessi interessi del Paese. Ma torniamo ai fatti.

      Modello Italia – La Resa del governo ai diktat dei banchieri 

    Nell'aprile del 2009, il nuovo governo di sinistra, eletto con elezioni anticipate, pur condannando il modello neoliberista imposto finì per cedere fin da subito e senza troppe chiacchiere alle richieste dell'FMI e dell'Usura Internazionale. Il governo propose un piano di rientro  pluriennale  dal debito (15 anni) attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro con un interesse del 5,5% ed a fronte – ribadiamo – di debiti sorti tra banchieri privati verso altri privati, ma gettati sulle spalle della cittadinanza. Vi dice niente questo?

      Al Bivio – Uniti contro l'usura: un Popolo e un Presidente 

    Allora il popolo islandese si trovò ad un bivio: pagare o non pagare? Bisognava tener presente che l'Inghilterra e le altre ''potenti'' nazioni interessate, minacciavano addirittura l'embargo, cioè la paralisi dei traffici commerciali. Eppure l'intera Nazione, riunita nella piazza principale di Reykjavík si schierò apertamente contro le scelte del governo, sostenendo il proprio dissenso. Seguirono le dimissioni del primo ministro e l'indizione di un referendum per far scegliere direttamente ai cittadini sul da farsi. Decisivo fu l'intervento del capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, il quale con gran coraggio ed orgoglio prima si rifiutò di ratificare la legge che gettava il peso della crisi sulle spalle dei suoi concittadini e poi decise di indire il suddetto referendum. Come dire: un Giorgio Napolitano al contrarioIl 93% degli islandesi ribadì le proprie posizioni e, senza versare una goccia di sangue, l'Islanda annunciò al mondo intero che non avrebbe pagato un solo dollaro del debito pubblico maturato e, nella stessa occasione, fu proclamata la stesura di una nuova Carta Costituzionale, in sostituzione di quella del 1944, basata sul modello danese.

     Una Nuova Costituzione Anti-Truffe redatta dal popolo 

    Questo nuovo documento, redatto da 25 cittadini eletti dal popolo su 522 candidati – rigorosamente non appartenenti a nessun partito, a nessuna loggia massonica o club e rigorosamente non tesserati con aluna segreteria politica –  inglobò nuove leggi, formulate a seguito della lezione appresa durante la crisi e scritte ad hoc per far si che un simile attacco fosse destinato a restare per sempre solo un brutto incubo. L'Islanda riaffermò il principio  della sovranità assoluta della volontà popolare: chiunque poteva seguire i progressi dei lavori on-line della nuova Costituzione, poteva commentarne le bozze e lanciare le proprie proposte di integrazione. Non più dunque costituzioni ambigue ed a porte chiuse, ma concepite alla luce del sole. Vennero inoltre emessi mandati di cattura internazionale per i banchieri responsabili di tale scempio finanziario. Oggi l'Islanda è una nazione in piedi, costantemente in crescita. La disoccupazione è pressochè inesistente e il reddito pro capite annuo si aggira intorno ai 40.000 dollari. Non un miracolo, ma la semplice assunzione di precise responsabilità e la volontà di non svendere la propria sovranità finanziaria e monetaria a nessuno, mettendo davanti a tutto l'amore per il proprio Paese ed i propri concittadini. Quello che evidentemente nella marcia Italia soggiogata dai poteri forti è mancato, e ancora – malgrado le promesse elettorali – non si vede. Credete che gli Islandesi oggi se la passerebbero così bene se avessero pagato l'ammontare  fittizio ''dovuto''?

     Una lezione di civiltà all'Europa e al Mondo intero 

    Quest'isola remota del continente europeo ha dato una grande lezione di democrazia e di sovranità popolare e monetaria a tutto l'Occidente, dimostrandosi capace di contrastare pacificamente i colossi finanziari che la tenevano sotto scacco. Un'importante esempio d'esaltazione dei principi della società civile e del diritto di cittadinanza per noi Italiani, per i Greci, per tutto il mondo. Ma ci chiediamo: quando si decideranno i nostri cosiddetti politici a seguirlo? Quando si decideranno davvero a liberarci da questa insulsa e disumana schiavitù? Finora, infatti, malgrado le molteplici promesse pre-elettorali nessuno dei cosiddetti eroi della politica e dell'anti-politica sembra proporre il "modello Islanda" quale panacea per uscire dalla crisi e dalla truffa dell'Eurozona. Se – come pare – i nuovi erori del prossimo governo continueranno a beffarsi di noi reggendo i giochi dell'euro-casta allora non rimarrà altro da fare che seguire l'esempio islandese e puntare tutti su Roma, per una pacifica e decisa occupazione di massa dei palazzi del potere.

    Sergio Basile, Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Sabato,  Ottobre 6th/ 2012  – di Sergio Basile – Grecia / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo greco / Troika / Bce /  tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Antonis Samaras / sciopero /  Grecia / categorie sociali in rivolta / feriti / […]

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    Giovedì,  Settembre 27th/ 2012  – di Silvia Laporta – Grecia / Spagna / Madrid / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo spagnolo / governo greco / Troika / Bce / Christian Laguarde / tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Europarlamento / Antonis […]

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    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012  – Sergio Basile –  Grecia /Antonio  Samaras / Troika / Platone e Socrate / Lucas Papademos / Ue / Bce / Fmi / Tagli alla spesa pubblica / Trilateral Commission / Merkel / Sarkozy / Pacchetto Salva Grecia / Stournaras / Adriano Celentano / Democrazia / Europa / Pazzia nell'Eurozona  Grecia: […]

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    Mercoledì, Giugno 20th / 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Eurozona / Grecia / Italia / Germania / Spagna / Economia / Banche e finanza / Strategie / Accentramento Ue / Contro informazione / Proposte / Qui Europa / Syryza / Nuova Democrazia / Pasok / Alexis Tsipras / Paolo Ferrero / […]

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

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    Domenica, Giugno 25th / 2012 – di Silvia Laporta – Eurozona / Elezioni Grecia / Grecia / Atene / Unione europea / Commissione europea / Bruxelles / Governo di Coalizione Greca / Nea Dimokratia / Pasok / partito socialista / partito di centro destra / crisi / economia / collasso economico/  Sinistra Democratica / Evangelos Venizelos / […]

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    La Troika, la “Rerum Novarum” e il baratro Grecia: fantasmi del progresso e nuovi diseredati

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    Sabato, Marzo 17th/ 2012 Grecia / Troika / Fmi / Bce / Ue / Chiesa / Dottrina Sociale / Ripresa /Parti sociali / Massoneria / Capitalismo / Diktat / Neo-liberismo / 2013 / Crisi / Debito sovrano / Solidarietà sociale / Organizzazioni cristiane / Leone XIII  La Troika, la Rerum Novarum" e il "baratro Grecia": […]

  • I fallimenti del Governo Monti:  Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle

    I fallimenti del Governo Monti: Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle

    Venerdì, Agosto 10th/ 2012

    – Sergio Basile  – 
     
    Italia / Mario Monti / Governo tecnico/ Banche e Finanza / Speculazioni / Economia della Truffa / Pil / Debito Pubblico / recessione / Robin Hood / Commissariamento dell'alta finanza / Morte della politica / Annientamento degli stati / Annientamento dei parlamenti / Club del coccodrillo / Goldman Sachs / Silvio Berlusconi / spread / Bilderberg Club / Commissione trilaterale / Moody's / IVA / IMU / Accise statali / Fallimento del governo Monti  
     
    I fallimenti del Governo Monti e il  Golpe
     
    legalizzato della finanza internazionale
     
    Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle
     
    La ricetta Monti:  una cura tutta italiana dal 1981
     

    Roma – El Buho (il Gufo) Mario Monti – com'è stato soprannominato al suo arrivo in Spagna – l’ex consulente dell'indagata agenzia di rating Moody’s e di Goldman Sachs, nonché ex-consulente economico e finanziario sottobanco (dal 1981) dei precedenti governi italiani succedutisi nell'ultimo trentennio, dopo aver umiliato per l'ennesima volta un accucciato e remissivo Silvio Berlusconi – con l'ormai arcinota battuta sul differenziale spread a 1200 punti qualora il Cavaliere fosse rimasto al suo posto e non avesse favorito il golpe dei banchieri – è tornato ad avere qualche problemino con la matematica. Infatti a Dicembre 2011 (malgrado tasse ed austerity) il debito pubblico è rovinosamente aumentato, passando dal al 120,1%  al 123,4%. E’ colpa della crisi, si difenderebbe l’ex (?) membro della  Trilateral e del Club del Coccodrillo; è colpa della crisi che ha ridotto le entrate fiscali! Ma anche un bambino comprende come da misure recessive non possa giungere alcuna crescita, vista la compressione dei consumi che ne consegue e la stessa riduzione delle entrate fiscali (IVA). 
     
      La fallimentare Ricetta Monti. Pil in caduta libera, debito alle stelle 
     
    L'unico modo per far crescere l'economia è quello di incrementare la capacità di acquisto delle classi medie e deboli, diminuendo altresì la tassazione. Fare il contrario vuol dire attuare un colpo di stato, infischiarsene degli Italiani e far Commissariare a tempo indeterminato l'Ex-Bel Paese dalla finanza internazionale e presto dall'FMI. Ma ad incidere sull'aumento esponenziale del debito pubblico (è bene ricordarlo al professor Monti: poichè i giornali ed i TG non lo fanno, e blaterano il contrario) vi è anche un altro pesante e mortificante elemento, ideato proprio da Monti e dai suoi colleghi del Consiglio europeo: il MES (Fondo salva stati permanente o Meccanismo europeo di Stabilità). Il contributo delle famiglie italiane versato ai fondi Salva Stati (MES e EFSF) è infatti pari al 3% del Pil. Pagato a suon di accise sul carburante, IMU e caro bollette. Non a caso, dunque, nel secondo trimestre del 2012 il Pil è diminuito dell'0,7% rispetto al trimestre precedente e del 2,5% rispetto al 2011.
     
     Mario Monti: un Robin Hood al contrario  
     
    Ma il professore, a dispetto di ogni morale cristiana o di qualsivoglia principio etico, sembra soffrire di un pericoloso sdoppiamento di personalità: come una sorta di poliziotto che lotta il crimine, ma di notte si appresta a svuotare le cassaforti delle vecchiette, nonché le casse dei rapinatori e/o dei presunti rapinatori che si è affannato di arrestare. "Sono stato chiamato a salvare l’Italia – ha dichiarato nelle ultime ore Monti con toni da messia – (….) il governo tecnico è nato con questo intento. Un governo che raccogliesse consensi parlamentari tali da poter mettere mano a riforme fondamentali per il Paese oltre che per far approvare misure sicuramente impopolari ma non più rimandabili. Misure (pensioni e lavoro) che i partiti avrebbero avuto vergogna a varare ma che hanno accettato di votare nascondendosi dietro la scusa dell’interesse nazionale e dietro i meccanismi anonimi dell’appoggio esterno e del voto di fiducia. Gli unici – ha ammesso l’ex consulente Goldman Sachsche hanno permesso di superare l’abitudine dei governi italiani di non decidere e di ricorrere invece alla concertazione". Ma il professor (una sorta di Robin Hood al contrario) è andato oltre: "occorre che mettano radici nei comportamenti degli Italiani idee nuove, in modo da sopravvivere anche a governi vecchio stile. Governi tipo quelli che potrebbero emergere dalle elezioni del 2013 e che sarebbe deteriore per l’Italia se continuassero a non decidere e a trattare su tutto. Governi che non dovrebbero essere messi nelle condizioni di nascere".
     
      Avanti tutta con il Partito della Recessione   
     
    Meglio quindi andar avanti con il partito  unico della "Recessione", anche se il golpista Monti continua a blaterare che spera di esaurire nel 2013 il suo compito di salvatore dell’Italia: ciò nasconde quindi la serissima possibilità che questo colpo di stato legalizzato possa andare avanti anche dopo il 2013, ovvero che questa sorta di commissariamento indiretto dell’Alta Finanza internazionale possa continuare a travolgere gli Italiani. Ormai Italo-africani: e ci scusiamo a priori con gli Africani per il paragone e l'accostamento.
     
       La Tomba della Politica e della Democrazia  
     
    Un dato – tra l'altro – emerge chiaro: l'insofferenza per il maggiordomo dei banchieri per i Parlamenti e la Democrazia. Meglio ricorrere a mezzi decisionali più veloci, a prescindere (ovviamente) dall'integrità morale, dai conflitti d'interesse e dall'onestà intellettuale dei messia tecnici che dovessero essere invocati ad assolvere a questo impegnativo compito di (improbabili) salvatori della Patria. Governi tecnici a vita dunque! E' questa – per estensione – l'idea dominante del Monti's Pensiero. Tecnici (possibilmente banchieri e uomini Bilderberg o Trilateral) per "rispondere prontamente alle impennate dei mercati (?) e quindi alle manovre della speculazione". Banchieri per rispondere alle esigienze dei banchieri. Pazzesco! Ma se essi poi falliscono e svendono irrimediabilmente l'Italia agli squali esteri? Che importa! Pazienza, la vita va avanti lo stesso! La tomba della Politica e della Democrazia? Senza alcun dubbio!
     
      La risposta e il compito di noi cittadini   
     
    Cosa fare allora nel nostro piccolo e nel nostro quotidiano, in attesa delle prossime elezioni (o di dimissioni che non giungeranno mai)? Diffondere incessantemente e capillarmente queste verità ad amici e parenti; confrontarsi attraverso la rete o personalmente nei nostri abituali luoghi d'incontro; aprire gli occhi all'opinione pubblica, visto che a disinformare ed a diffondere falsità ci pensano in maniera "scientifica", meschina e deplorevole giornali e TG, 24 ore su 24. Siamo in guerra! Che vi piaccia o no! E ciascuno di noi deve sentirsi chiamato in causa, se ha a cuore il futuro dei propri figli!
     
    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)
  • Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

    Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

    Mercoledì, Agosto 8th/ 2012

    – L'editoriale di Sergio Basile – 
     
    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital / Qui Europa / Sergio Basile /  Super computer / Operazioni short / operazioni Over-nigth / Liberismo / Anarco capitalismo 
     
    Dall'Europa a Wall Street, l'egemonia del 
     
    lobbismo e l'economia della truffa
     
    Il Caso Knight Capital e le "Menzogne" dei
     
    profeti del dio-Mercato
     
    Cosa fare nel concreto? Lo spunto di Galbraith e
     
    l'appello di "Qui Europa"
     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    New York, Bruxelles – Mentre l'Europa continua ad essere vessata dai diktat dei mercati, del rating e del debito illegale, oltreoceano, a New York, altri paradossi finanziari si susseguono di giorno in giorno. Segno di come questo modello capitalistico sia ormai "globalmente" fuori controllo e suscettibile di immediate "rivoluzionarie" misure correttive. In particolare, nella settimana appena conclusasi nel tempio mondiale della finanza per antonomasia, Wall Street, ha tenuto banco il caso della Knight Capital, società affondata nel vortice della speculazione elettronica e nel mare burrascoso del trading. Ciò, proprio nell'ambito dell'inaugurazione da parte del New York Stock Exchange di una nuova "piattaforma di scambio" esclusa alle grandi-movimentazioni e protesa a proteggere – solo in teoria – i piccoli risparmiatori dalla speculazione dei super-compures.
     
      Knight Capital – Quando la volpe cade nella sua stessa trappola  
     
    In pratica è accaduto che la Knight Capital, pur di continuare a speculare anche in questo nuovo "limitato orticello del trading" ha bluffato, modificando i codici dei propri programmi, al fine di anticipare gli altri concorrenti specialisti del “Flash Trading” (contrattazioni lampo che avvengono in frazioni di secondo). Dunque, per farla breve, questa volta qualcosa non avrebbe funzionato a dovere, ed ecco che la volpe è finita inconsapevolmente col diventare la preda del sistema, trovandosi costretta a vendere milioni di titoli acquistati erroneamente, e subendo una imprevedibile perdita pari a 440 milioni di dollari in un solo giorno. 
     
      L'economia dell'azzardo e della truffa   
     
    Questa grave vicenda ha riacceso i riflettori di "Qui Europa" sul rapporto bizzarro oggi esistente tra economia, finanza e società civile, partendo dalla constatazione  che il 50/70% delle contrattazioni nelle principali piazze finanziarie è di fatto controllato da “traders specializzati” muniti di super-computer. Speculatori artefici di un'economia dell'azzardo che devasta l’economia reale. In questo mare scuro e burrascoso un "potente e luminoso faro" che ci aiuta a ritrovare la via ed a comprendere il reale rapporto "malato" che lega il comune cittadino alla moderna società capitalistica, è senza'altro “L’economia della truffa” di John Kenneth Galbraith. L'autore si chiede: può una truffa essere innocente? Può l’innocenza essere disonesta? E’ questo l'interrogativo, il filo conduttore dell'opera che offre scenari di preziosa riflessione sui paradossi del nostro tempo e sulle priorità "economico-sociali" da rivoluzionare, al fine di potersi considerare davvero cittadini, ovvero membri attivi di una società civile e giusta. 
     
       Gli aspetti ambigui del cosiddetto "Mercato"  
     
    La disquisizione di Galbraith, in particolare, gioca sul sottile ed ambiguo filo del significato letterale delle parole, che nella moderna società capitalistica vengono spesso alterate o deformate, divenendo strumenti impropri di condizionamento e "conversione di massa" abilmente veicolati dai media di regime. L'autore, in tal senso, nota innanzitutto come il nuovo nome attribuito al sistema socio-economico moderno (monopolizzato dalle lobby) non sia più "capitalismo", ma bensì "mercato": termine "alternativo" al primo e molto più digeribile, più accettabile, meno ingombrante. Una sorta di "alternativa benevola al capitalismo" frutto di pura cosmesi terminologica. Termine che tuttavia, nella sostanza, non muta il concetto di base e l'immagine di una società completamente asservita alla logica delle lobbies, della produzione. Un modello socio-economico dominato dai privati, capace abilmente di manipolare la domanda e di controllarla; ma capace anche di tirare le fila della stessa finanza, finanziarizzando l'economia attraverso veri e propri golpe democratici tendenti a ridimensionare il ruolo ed i diritti degli stessi cittadini, a tutto vantaggio di una stretta élite ( o loggia ) di privati
     
     Il predominio del lobbismo privato  
     
    Lo spunto di Galbraith ci aiuta a capire come alla radice dei mali ci sia – dunque – il predominio anarchico del lobbismo privato sulla politica e sulla società: meri esecutori delle decisioni prese all'interno di gruppi di potere più o meno occulti o di Cda di grandi multinazionali. Un asservimento, questo, che attutisce e spesso annienta sia i "valori" di una comunità (religiosi, etici, statali e giuridici) sia la "morale". Tutto in nome del dio danaro. Allora comprendiamo perchè leggi assurde continuano a seminare ingiustizia ed iniquità, negli Usa come in Europa ed in Asia:  vedi  depenalizzazione del falso in bilancio; predominio assoluto delle agenzie di rating sulla sovranità nazionale degli stati (vedi Eurozona); inesistenza, a livello internazionale, di precise regole che colpiscano le speculazioni finanziarie, le operazioni off-shire, le operazioni in derivati, ecc.. Ciò nonostante gli abili ed avidi profeti di questa nuova forma di religione pagana (gli adoratori del dio mercato: liberisti; neo-liberisti, anarco-capitalisti e turbo-capitalisti) attribuiscano gli sfaceli da essi stessi cagionati, allo stato istituzione o al fallimento dei più antichi e sacri valori morali, spirituali e culturali: eredità più antica, fondante e preziosa delle stesse comunità sociali occidentali, e non solo.
     
     Il Nuovo Totalitarismo imperialistico dei "mercati" 
     
    Essi, oggi, sono gli stessi che auspicano il predominio totalitaristico del mercato sugli investimenti un tempo spettanti agli stati (vedi concepimento in ambito comunitario, da parte dell'Ue, dei "project bond") o la stessa creazione di un super-stato europeo, accentratore e liberticida: vedi MES e Stati Uniti d'Europa, proteso ad annientare gli stati nazionali e ad omologare culture, usi e costumi in un unico minestrone "mondialista". Tali falsi profeti sono gli stessi che difendono con mille sotterfugi i profitti faraonici dei banchieri e delle banche e nel contempo predicano ipocritamente e falsamente il libero mercato e la libera concorrenza, gettando fumo negli occhi ai cittadini.
     
     La deleteria propaganda liberale e l'uso distorto delle parole  
     
    Gli stessi che – tra l'altro – mandano avanti le industrie della guerra, destinando oltre il 40% del bilancio degli stati a spese belliche o militari nel nome (anch'esso ipocrita) di improbabili "missioni di pace". Spesso e volentieri vere e proprie "Occupazioni" militari animate da beceri interessi privatistici, e mascherate da missioni umanitarie (vedi caso Siria).
     
     Il Privato che occupa il pubblico  
     
    Scenari nei quali la pace e la guerra cessano di essere, anche formalmente, una dimensione del pubblico e diventano espressione di un privato che occupa il pubblico. Disorientando l'opinione pubblica e facendo scordare come in effetti la guerra sia la  sconfitta dell’umanità, e come il centro dell'economia e della politica non siano né il profitto, né il pil, né tantomeno il reddito; ma bensì l'uomo e le sue prerogative sociali. D'altra parte ciò che importa non è tanto "restare vivi" in questa società, quanto "restare umani".
     
     Un buon inizio   
     
    Un buon inizio, nella nostra "Nuova Europa ideale", sarebbe pertanto quello ti tagliare le unghie alla finanza, definanziarizzando l'economia. Come? Tanto per iniziare delegittimando le agenzie di rating; mettendo al bando da subito le operazioni short e i supercomputers; riformando o abolendo le operazioni in derivati, i depositi over-nigth e le operazioni off-shore.  Tutte misure che dobbiamo iniziare a pretendere con forza fin dalle prossime settimane – e col dialogo attivo – da chi oserà candidarsi alle prossime elezioni, malgrado in Italia, le prospettive del "gran partito" pro-banchieri e pro-Monti (A.B.C. più Vendola) non promettano, in tal senso, nulla di buono.
     
    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)
     

     

  • Italia – Tentacoli sulla Riserva Aurea per salvare una Euro-gabbia da Rottamare

    Italia – Tentacoli sulla Riserva Aurea per salvare una Euro-gabbia da Rottamare

    Martedì, Luglio 24th/ 2012 

    – di Sergio Basile – 

    Italia / Eurozona / Crisi Ue / Economia / Debito pubblico / Alberto Quadrio Curzio / Il Giornale / Riserve auree / Prestito garantito / Tentacoli sull'oro italiano / Speculazioni / Furbizie / Recessione / Bilderberg Club / Goldman Sachs / Jim O'Neill / Economia della truffa / Euribor / Porta aperta alla speculazione / Barclays / Depositi Over-nigth  

    Italia – Tentacoli sulla Riserva Aurea Nazionale

    Vogliono mettere le mani sul nostro oro: la terza

    riserva del mondo. Ecco come! 

    Il potenziale distruttivo dell'Euro-gabbia e dell'Euribor

    del quale nessuno parla, svelato per voi

    La discutibile intervista dell'economista Quadrio Curzio al 

    quotidiano "Il Giornale"

    Roma, Bruxelles – La scorsa settimana tra le dissennate proposte del governo del professor Mario Monti, tendenti ad estinguere il debito nazionale in gran parte "fittizio ed illegale" maturato nell'Eurozona, vi era stata quella di svendere 20 miliardi l'anno di beni pubblici rientranti nel patrimonio immobiliare "storico" italiano. Proposta che a quanto pare sarà sguita alla lettere dal professore e dai suoi scellerati ed asserviti seguaci, che – in caso di vittoria elettorale, a partire dal 2013, e se Dio non ci assiste – si adopereranno senza sosta a "regalare" pezzi d'Italia per ripagare chi specula e dissangua le ricchezze delle famiglie e delle imprese italiane. Inoltre avevamo accennato anche ad un altra ipotesi di scempio: quella protesa a conivolgere nel presunto (quanto pazzesco) "piano di risanamento" la  nostra riserva aurea – la terza del mondo, ricordiamolo – per finanziare il dittatoriale MES o per qualche altra simile sconcezza.

      L'Italia e l'ombra lunga di Goldman Sachs  

    Avevamo poi analizzato la posizione alquando ambigua del neo-liberista Mario Draghi: ex-uomo di punta per l'Europa di Goldman sachs. nonché tra i principali artefici di un piano di privatizzazione nazionale senza precedenti avviatosi segretamente nel 1992 sul piroscafo Britannia (vedi articoli correlati). Un Mario Draghi che da presidente della Bce, appena insediatosi – ricordiamolo pure – si rifiutò di intervenire in favore dell'Eurozona. Rifiutandosi cioè di acquistare i titoli del debito pubblico dei Paesi Piigs: Paesi dell'Eurozona fatti oggetto degli attacchi della speculazione internazionale e lasciati allo sbando dalla Commissione europea e dagli altri organi dell'Ue (Parlamento e Consiglio). Ciò mantenendo volutamente chiusi i rubinetti della BCE, malgrado l'art. 11 del SEBC (Sistema Europea delle Banche Centrali) prevedesse in casi urgenti interventi simili (vedi protocollo SMP ). Abbiamo poi analizzanto un'altra posizione curiosa, quello del "gran consigliere" Jim O'Neill,  presidente di Goldman Sachs Asset Management, che in tempi non sospetti dettava consigli utili per uscire dalla crisi, trovandosi curiosamente in perfetta sintonia con altri 3 ex-colleghi di Goldman Sachs: Mario Draghi ed i professori Mario MontiRomano Prodi.

      L'ipotesi "Riserve Auree"  

    Comune denominatore di quella che potremmo ribattezzare con un pizzico di "ironia" (consentitecelo) la "Strategia Goldman", è l'utilizzo del (deleterio) Meccanismo Europeo di Stabilità (o MES): arma altamente dittatoriale (direi neo-coloniale) spacciata come democratico strumento per la crescita.  Ma come finanziare il MES? Mediante, "magari", l'utilizzo delle riserve auree del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC): vista la cronica scarsità di liquidi che afflige gli stati, dovuta alla recessione ed alla speculazione da interessi bancari da pagare sulle obbligazioni sottoscritte. Pertanto avevamo avanzato l'insana ed azzardata, quanto probabilissima ipotesi – balenata nelle menti illuminate della casta – di ricorrere all'ulilizzo delle riserve auree degli stati dell'Eurozona in crisi. Tra di essi, ovviamente, quelle dell'Italia: Paese che – come detto – detiene ad oggi la terza riserva aurea del mondo. Ed  ecco come per magia il materializzarsi delle nostre previsioni, stamane, in una intervista pubblicata dal quotidiano "Il Giornale". Protagonista l'economista Alberto Quadrio Curzioprofessore emerito di Economia politica all'Università Cattolica di Milano, nonché grande amicone e consigliere indovinate di chi? Del professor Prodi.

      Paradossale Quadrio Curzio: "Per la crescita  si impegni l'Oro" 

    L'intervista Alberto Quadrio Curzio è a dir poco scioccante, a tratti imbarazzante. Almeno a nostro modesto avviso. E vi spieghiamo il perchè! Secondo lo stimatissimo economista, infatti, per la crescita – a quanto pare – non occorre sbaragliare la speculazione e tagliare le unghie alla finanza con la de-finanziarizzazione dell'economia. Nell'intervista e nelle parole di Quadrio Curzio non si fa cenno né al ruolo anti-speculativo degli acquisti di bond da parte della Bce, né di una "provvidenziale" riforma o cancellazione dell'Art. 123 del Trattato di Lisbona. Ma bensì la soluzione proposta dal luminare è il ricorso ad un "prestito garantito in oro". Cioè, la strada indicata dal fantasioso economista passa dal compromettere (a garanzia) le nostre preziosissime riserve auree nazionali. Così facendo – secondo Quadrio Curzio – il governo potrebbe evitare di innalzare il cuneo fiscale. Come a dire: per guarire un malato da una forma gravissima di varicella (provocata tra l'altro da un contagio evitabilissimo ed indotto) il medico anzichè somministrare medicine che curino la malattia alla radice, decida di correre il pericolo di tagliare una mano al paziente, per evitare – in alternativa – di tagliargli una gamba. Soluzione alquanto paradossale e fuori dalle righe.

        Lo spread e le inconciliabili "Teorie del Nulla"  

    Il concetto che vorrebbero far passare come la "panacea ai mali (indotti) della Nazione", dunque, passerebbe per il ricorso ad un "prestito con garanzia in oro per rilanciare la crescita attraverso un abbattimento del cuneo fiscale contributivo e investimenti in infrastrutture". Per l'economista la fiscalità orientata al risanamento può crescere, dunque, con un prestito garantito da oro. Ma la domanda è: se la recessione (indotta dall'Euro-sistema e dal sistema Target 2) non frena la sua folle corsa, che ne sarà delle riserve auree italiane? Perchè fidarsi di queste previsioni? Perchè giocare con il fuoco, continuare a fidarsi e ad avallarle tutto ciò, quando oggi lo stesso governo Monti propone addirittura di uscire dalla crisi del debito (debito artifizioso ed indotto) svendendo 20 miliardi l'anno di patrominio pubblico nazionale? evidentemente qualcosa o qualcuno è letteralmente impazzito! Ma il professor Quadrio Curzio è capace addirittura di  superarsi, sostenendo poi che "le recenti dichiarazioni di Mario Draghi (BCE) sull'irreversibilità dell'euro e sul fatto che la Bce interverrà in modo non convenzionale dovrebbero alleggerire le pressioni sugli spread. Peccato che proprio ieri il professor Mario Monti – in merito avesse contraddetto tale teoria, sostenendo che lo spread ed i giudizi del rating piovuti nelle ultime ore come una pioggia acida sull'Italia, fossero ingenerose ed assurde, quanto inaspettate. Allora cari professori "illuminati" perchè non fate pace con voi stessi e vi decidete? Il rating e lo spread sono strumenti inaffidabili di destabilizzazione economica oppure, al contrario, misuratori affidabili, "nervosi" e "pensanti" da acquietare con sacrifici e dichiarazioni accomodanti?  

      Per la vera crescita "De-finanziarizziamo l'economia reale"! 

    La sensazione, o meglio la certezza, è che siamo allo sbando, e che i "mercati", il "rating" e lo "spread" abbiano definitivamente fatto il loro corso e fallito completamente la loro "missione": sporca o confusa che sia! Bisogna definitivamente de-legittimare le "agenzie della discordia" (Standard & Poor's, Fitch ratings e Moody's) e tornare a parlare di economia reale, mandando a casa – ed alla svelta – quanti ancora vorrebbero farci credere che le imprese e le famiglie (come le stesse banche, di Basilea 2) dovrebbero sottostare alla pazzia ed all'aleatorietà di questi perversi strumenti di caos e destabilizzazione economica e sociale.

      I sintomi di una "follia europeista acuta"  

    Dunque molti sono ancora i sintomi acuti (vedi articoli correlati) di una euro-follia dilagante che getta le sue basi in un europeismo cieco e bieco: primato dei privati nel controllo del sistema bancario europeo; rifinanziamento pubblico obbligato – per gli stati dell'Eurozona – presso le banche privare; immobilismo della BCE; finanziarizzazione dell'economia e uso spropositato di derivati e ricorso anti-economico e speculativo ai depositi over-nigth; subalternanza della sovranità statale al giudizio delle società private del rating ed alle lobby; Strenua difesa dell'euro, a discapito del Welfare e della sacralità della dignità umana; utilizzo ad oltranza dello scellerato ed arbitrario Sistema (di pagamenti interbancari) Target 2 e del Tasso "Euribor": quest'ultimo tornato prepotentemente sotto-accusa negli ultimi giorni. Vediamo cos'è!

      Definizione di "Euribor"  

     

    L'Euribor è un “marchio registrato” di esclusiva proprietà dell’associazione privata delle banche europee (Euribor-EBF); per definizione esso è il "tasso d’interesse a cui i depositi a termine interbancari sull’Euro vengono offerti da una primaria banca a un’altra primaria banca della zona dell’Unione monetaria europea (UEM) alle 11.00 ora di Bruxelles”. Ma in effetti, i tassi d'interesse forniti dalle singole banche sono “autocertificati”: ciò equivale a dire  che gli istituti di credito hanno piena discrezionalità nel dimostrare che possono effettivamente contrattare prestiti ai tassi comunicati. Questo è pertanto un sistema piuttosto "anarchico" e "discrezionale" (arbitrario) incentrato sull'assenza di controlli e su meri criteri opportunistici. Ne è esempio lo scandalo del caso "Libor", tasso: manipolato dalla banca Barclays e forse da altre. L’Euribor (tasso interbancario offerto in euro) come molti ignorano è stato introdotto con la nascita dell'euro nel 1999, tramite il concorso delle banche europee di maggior spessore,  unitesi nel determinare un tasso di interesse base che potesse tornare utile alle transazioni finanziarie che interessano le moneta unica.  Il fine perseguito è stato, almeno in teoria, quello di modulare sullo stesso livello i tassi di interesse, con lo scopo di avere un unico punto di riferimento per le operazioni finanziarie interbancarie per – udite udite –  evitare speculazioni. Ma solo in teoria per l'appunto!

       "Tasso Euribor": un'ulteriore portone aperto alla speculazione  

    Alla fine, invece, i professori dell'euro hanno finito per confezionare un sistema gabbia che (all'interno del già illustrato disastroso "Sistema Target 2" – vedi articoli correlati) ha ingenerato di fatto profonde disparità di trattamento tra i vari Paesi dell'Eurozona, ed addirittura – in molti casi – tra le stesse banche di un medesimo Paese membro. Chi vigila sull'Euribor? Praticamente nessuno! E' una giungla selvaggia ed anarchica nella quale i più furbi prevalgono:  ed in particolare le banche meno solide o più spregiudicate, che hanno la meglio su quelle più virtuose e corrette, che vengono fortemente penalizzate dalle prime. Questo evidentemente accade per un vizio intrinseco all' "Euro-gabbia" legato al fatto che i paesi e le stesse banche presentano situazioni economiche molto diverse tra loro, e quindi non sono suscettibili di confronto ad un tasso uniforme. Quindi è logico – lo capirebbe anche un bambino: ma non evidentemente i nostri illuminati professoroni –  che per sormontare gli evidenti  ostacoli e limiti dell’Euribor, andrebbe creato uno strumento più flessibile che tenga conto della diversità dei vari istituti di credito e delle loro situazioni patrimoniali, premiando esclusivamente quelle che hanno dimostrato nel tempo una maggiore onestà ed una gestione economica più oculata: magari accordando loro  accessi al credito BCE, più facilitati. 

       I paradossi del "Tasso Euribor"  

    Il "Tasso Eurobor" – usando un eufemismo – può essere considerato alla luce di quanto esposto alla stregua di una amara ciliegina posta su una altrettanto indigesta torta  preconfezionata ad arte dai "distratti" pasticceri europeisti: Romano Prodi e i suoi fidati "consiglieri" in primis. Pur se poco conosciuto (o addirittura occultato) esso è un qualcosa che tutti dovrebbero conoscere, soprattutto quando ci si appresta a sottoscrivere un mutuo da migliaia di euro. Spesso, infatti, chi ha il mutuo indicizzato all’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) non sa che si tratta né – come detto – di un “marchio registrato” privato; né come esso viene calcolato e che effetti comporta.  Lacuna informativa gravissima, soprattutto perchè da esso spesso e volentieri possono dipendere sensibili variazioni di rate da un mese all’altro. Pertanto, una volta appresi questi elementi, forse adesso sapremo controbbattere meglio alle forzate posizioni europeiste – oggi difese a spada tratta da una parte esigua di Italiani e ma molti media e luminari universitari – sull'Euro-gabbia ed i i suoi accidenti. O meglio suoi suoi  "eccezionali meccanismi" economico-finanziari da poker. Meditiamo gente!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Martedì, Giugno 26th / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile –

    Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli del Debito Pubblico / Eurobond / Sistema speculativo / Target2 / Bretton Woods / SEC / Destabilizzazione del Sistema Economico / Creazione di uno stato di Schiavitù / Creazione di uno stato di Schiavitù /  Creazione di una Dittatura tramite il Debito 

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte

    Ecco perchè il Debito che ci impongono è in

    gran parte illegittimo e non onorabile

    Una Truffa per ingabbiare e schiavizzare i cittadini

    Così l'Euro-Regime ci controlla col Debito

    Schiavi di un Debito Illegale – Seconda Parte – Il Grande Inganno di Mario Monti

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles, Roma – Nella Prima Parte dell'Editoriale sulla fondatezza e legittimità del "Debito" degli stati di Eurolandia (Qui Europa – Giovedì 21 Giugno) abbiamo visto come l’accumularsi del suddetto debito, malgrado le crescenti ed incalzanti chiacchiere e menzogne mediatiche diffuse da un tipo di giornalismo propagandistico e spudoratamente di parte, non sia qualcosa di “naturale” e “legale”, ma bensì sia (in larghissima parte) un qualcosa di costruito  ad arte. Di seguito – Prima di passare alla Terza parte inerente al ruolo del Sistama Bancario nel suo complesso ed inerente al ruolo delle banche centrali con il nuovo sistema "Target2" introdotto dall'Unione europea contestualmente all'adozione dell'Euro – riproponiamo ai nostri lettori una sintesi schematica, su quanto concluso nella "Prima Parte", al fine di migliorarne la comprensione e l'apprendimento.

     Una premessa essenziale – Il Debito è in gran parte  illegale  

    Il “Debito” al quale quotidianamente, ormai da mesi, immoliamo gran parte del nostro lavoro e della nostra ricchezza, è un qualcosa di “indotto”, un raggiro verso i cittadini del Sud-Europa e dell’Italia, perpetrato allo scopo di creare precarietà diffusa ed una becera ed immorale subalternanza classista. In parole povere il debito, che l’Ue e il professor Monti ci dicono di pagare a caro prezzo, è fittizio e proteso a “schiavizzare” i cittadini, imprigionandoli in una gabbia finanziaria sempre più asfissiante. Ciò mediante la cosiddetta "finanziarizzazione dell'economia". Vediamo perché, in questo "Secondo Capitolo", dopo una breve sintesi di quanto detto finora.

      Sintesi 1ª Parte – L’Europa e l’Inganno del Debito  

    Il Grande Inganno di Mario Monti – Schiavi di un Debito Illegale – Seconda Parte

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Gran parte del debito pubblico che stiamo “fingendo” di pagare (e poi vedremo perché ho usato il verbo “fingere”) è come detto nella "Parte Prima" (e come dimostreremo ancor meglio di seguito) dunque, illegale e “non onorabile”. Ciò, come ribadiamo, malgrado la disinformazione sul tema e la gravissima reticenza della stragrande maggioranza dei media nazionali, controllati direttamente dal governo o da grandi lobby e multinazionali in palese conflitto d’interesse, che impediscono di comprendere le vere motivazioni della crisi in atto. Come detto nell’articolo pubblicato su “Qui Europa” lo scorso giovedì 21 giugno, dobbiamo ricordare ai nostri lettori almeno 6 cose.

      1 – Il valore del denaro non equivale  più all’oro  

    Nel 1933 – come spiegato – gli stati del mondo sono andati verso una bancarotta generale e concordata dai leader delle nazioni che azzerrarono i rispettivi debiti a prezzo (di lì a poco) della incontrovertibilità (divieto di cambio) della carta moneta in oro, e della concentrazione dell'oro mondiale (principale bene rifugio) nei caveau degli stessi stati, poi controllato attraverso la nascita della "Bank for International Settlement" (BIS), con sede in Svizzera, a Basilea. Le nazioni divennero in pratica società di diritto privato registrate presso la SEC (Securityand Exchange Commission) di New York. Stesso destino toccò alla "Società Italia" che si trasformò, di fatto, in una “ Società Privata”.

      2 – Il denaro, dal 1944, non vale nulla – È un Semplice Strumento 

    Abbiamo visto, inoltre,  che dopo gli accordi di  Bretton Woods del 1944, con l'incontrovertibilità dei biglietti nel corrispettivo in oro – cioè con il divieto di cambiare una banconota di carta con l’analogo corrispettivo in oro: operazione prima ammessa – la moneta sia diventata una "ricchezza fittizia" contrapposta alla “ricchezza reale”: oro, case, terreni, appartamenti, pietre preziose, ecc.. (cose che invece rappresentano la vera ricchezza, quella – come vedremo – ambita dai furbi del sistema). La moneta divenne uno strumento di controllo di massa e tale da favorire lo spostamento della ricchezza reale, mediante la creazione di crisi e l’autoalimentazione del debito: per ogni euro che la “privata” BCE emette, come visto, c’è un automatico interesse da pagare.

      3 – Nasce l’Economia della Truffa – I Privati controllano gli stati  

    Abbiamo poi visto come il debito pubblico iniziò a “scoppiare e moltiplicarsi” con la successiva privatizzazione delle banche centrali e contestuale perdita della sovranità monetaria degli stati: come detto, Bankitalia fu privatizzata nel 1992 grazie al decreto Carli-Amato, che “regalò” – con l’assegnazione del 96% delle azioni – alle banche ed assicurazioni private il controllo dell’istituto un dì responsabile dell’emissione della moneta nazionale, la lira, sottraendo tale “controllo” ai cittadini ed agli organi prima deputati alla salvaguardia della sovranità monetaria degli stati: il Tesoto prima, e la Banca d’Italia poi. In seguito, il potere di batter moneta passò – in un palese disegno di accentramento – nelle mani dei “banchieri privati” della Bce (Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte, in Germania). Questa iniziò a “regalare” (attraverso aste fasulle, ed a tassi bassissimi: es.: 1%) gli euro stampati alle banche europee (ovviamente private). Banche private che poi ancora oggi, rivendono lo stesso denaro (che dovrebbe essere di proprietà dei cittadini) agli stati europei e quindi ai cittadini a tassi da usura (oggi 6%) con ricavi altissimi (es.: 5% netto) e senza muovere un dito. Con un solo click di un pc. A istituzionalizzare e legalizzare questa vera e propria “truffa”, poi, ci ha pensato l’Ue, con l’Art. 123 del Trattato di Lisbona, che “obbliga gli stati a rifinanziarsi sui mercati internazionali, e presso le banche private”. Cioè gli stati – addirittura – diventano semplici correntisti. Paradossale ma vero!

      4 – L'Arma impropria dei Titoli del Debito Pubblico  

    Lo stesso Mario Monti, come trattato in precedenti articoli, fu consulente di molti governi avvicendatisi negli ultimi decenni in Italia, e fu tra gli artefici della diffusione dei titoli del debito pubblico su larga scala. Come noto tali titoli permisero agli stati di ottenere liquidità da investire nell’economia. Come premio i sottoscrittori (privati e banche) ottenevano a scadenza del titolo, il capitale “prestato” maggiorato di interessi. Tale prassi iniziò ad ingenerare l'impennata del debito pubblico statale e gli interessi passivi a carico dei cittadini crebbero a vista d'occhio (oggi, paghiamo solo di interessi circa 80 miliardi all'anno alle banche private). Oggi, in aggiunta, lo stesso Monti in veste di premier ha di fatto esautorato lo stato italiano, privandolo della facoltà di investire in economia, (Vedi Fiscal Compact) vietando  con la complicità della Germania e dell'Unione europea (con la scusante del controllo sul debito – che lo stesso Monti ha contribuito a creare) il cosiddetto "Deficit Spending": possibilità prima riconosciuta allo stato di investire a debito nell'economia nazionale, per creare e moltiplicare la ricchezza. Funzione attribuita, oggi, al solo capitale privato ed alla speculazione.

      5 – L'Europa nelle grinfie dei Privati – Rating e Spread  

    Come visto, un tempo le agenzie di rating (agenzie private controllate da lobby) giudicavano la “salute” delle sole società private. Successivamente i politici europei le legittimarono a “giudicare” anche gli stati sovrani, causando una nuova esplosione del debito pubblico degli stati (non più sovrani, ma trattati come semplici società, o meglio, come burattini). Ciò fu “favorito” dall’euro: la moneta comune permise di mettere in paragone economie differenti della stessa Ue e di far esplodere il cosiddetto spread, favorendo l'esplodere la speculazione. Il meccanismo fu incentivato proprio dagli attacchi delle famigerate agenzie di rating. Ecco un piccolo esempio: il declassamento di uno stato come l’Italia (declassamento – come visto nei precedenti articoli – improprio e pretestuoso) rispetto alla Germania  implica un aumento del differenziale d’interesse tra titoli (spread). Tale "declassamento", cioè, implica l’aumento del differenziale (espresso in punti: come accade per un termometro che misura il livello della febbre) tra gli interessi sui titoli pubblici italiani, rispetto a quelli tedeschi. Risultati? Sette  almeno, e tutti distruttivi:

     6 – Effetti disastrosi dello Spread sull'Economia Reale  

    Spread – La Bestia è libera e vuol divorare l’Italia e l’Eurozona

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    A) Aumentano di Miliardi gli Interessi sul Debito da pagare 

     A carico dei cittadini e a vantaggio di chi sottoscrive (anche a speculatori, dunque) i titoli italiani: oggi – come detto – paghiamo ogni anno alle banche private circa 80 miliardi (l'equivalente del valore di due manovre finanziarie);

    B) Aumenta la Tassazione  

    Aumentano le trattenute statali, le accise sul carburante, le tasse e le imposte da pagare, sulle spalle dei cittadini;

    C) Aumentano i Ricavi degli Speculatori  

    Aumentano i ricavi della speculazione e delle banche: peggiore è il giudizio delle agenzie sull’Italia, maggiore sarà lo spread, maggiori saranno i ricavi della speculazione.

    D) Destabilizzazione del Sistema economico  

    La ricchezza economica reale, visto l’abbassamento dei consumi e della produzione si riduce, e si crea prima la crisi del sistema e poi la recessione, con contestuale peggioramento della situazione iniziale ed aumento della disoccupazione;

    E) Creazione di uno Stato di Schiavitù  

    Si crea uno stato di gravissima schiavitù reale che impedisce di reagire e di vivere decorosamente, aumentando il controllo da parte delle classi politiche compiacenti e colluse, nonché delle stesse banche. Non va dimenticato, infatti, che in una situazione di crisi la gente ingabbiata dal lavoro e dalle scadenze ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere e cambiare il sistema, che in tal modo si autoconserva e autodifende.  

    F) Spostamento della Ricchezza Reale  

    Spostamento della ricchezza Reale  (non denaro, ma case, terreni, oro, gioielli, pietre preziose, ecc..) o redistribuzione di classe, nelle mani di una ristretta élite di grandi speculatori (grandi gruppi bancari e finanziari) ed impoverimento delle classi medie e basse. Ciò anche attraverso l’impossibilità di pagare i debiti (es.: mutui casa) in corso visto l'altissimo livello raggiunto dal cuneo fiscale. Tali beni sono dunque soggetti a pignoramenti o a processi di svendita (quando i debitori sono semplici cittadini e padri di famiglia); privatizzazione (quando i "cosiddetti" debitori sono gli enti locali); fallimento (quando a non poter onorare più i "debiti" sono le imprese.

    G) Creazione di una Dittatura tramite il Debito 

    Si propagandano false panacee economiche (eurobond, project-bond e Fondo Salva Stati) anziché delegittimare la speculazione e "de-finanziarizzarel'economia" (ad esempio delegittimando le agenzie di rating, impedendo loro di "giudicare arbitrariamente gli stati sovrani) e intanto si procede verso un maggior accentramento del potere (vedi Stati Uniti d'Europa, MES, Fiscal Compact, Two Pack – vedi articoli precedenti) nelle mani di chi ha provocato la crisi, creando una sorta di regime che comprime e controlla sempre più ogni singola libertà dei cittadini, ridotti a mere pedine, meri schiavi obbedienti e muti. Nonché ignoranti, "grazie" alla complicità degli organi d'informazione (o disinformazione) compiacenti. Insomma, è una vera e propria "Truffa Legalizzata". Dunque, finché le banche commercializzeranno “derivati” guadagnando sul nulla (vedi in archivio – operazioni off-shore e depositi over-night); ma soprattutto finché la BCE non comprerà direttamente i titoli del debito pubblico degli stati dell’Ue; oppure finché non si tornerà alla stampa diretta delle monete da parte del Ministero del Tesoro e delle Banche Centrali (a costo zero); finché non si delegittimeranno le agenzie di Rating (ponendo fine alle ingerenze dello spread) o – in ultima ed estrema istanza – non si abbandoni l'euro attraverso un percorso di uscita controllato, la truffa continuerà, e la nostra economia continuerà ad essere basata prevalentemente sul debito inestinguibile ed illusorio, che accumuliano – come visto – addirittura ancor prima di nascere. Pazzesco, ma vero! 

      Riepilogo Conclusioni  Prima Parte 

    1) Il Debito aumenta a discrezione dei privati  

    Il debito Pubblico non l'hanno fatto gli Italiani, ma bensì esso è esploso a causa della "Finanziarizzazione dell'Economia". Il debito non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati.

    2) Il Debito è in gran parte illegale  

    Il debito – come detto – non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati, dunque è un circolo vizioso che non avrà mai fine. Dunque esso è in gran parte da considerare come illegale.

    3) Il Debito è in gran parte da considerare come "non onorabile"  

    Essendo sostanzialmente – ed in gran parte – "illegale", esso è ingannevole e pertanto può essere considerato in gran parte "assolutamente non onorabile". Ciò in quanto è in gran parte "non certo" e "non esibibile". E' la Costituzione Democratica e le Leggi della Repubblica Italiana che lo prevedono. Inoltre -come vedremo nel dettaglio, nella successiva Terza Parte di "Schiavi di un Debito Illegale" – il debito pubblico degli stati dell'Eurozona è alimentato in maniera subdola e forzata, grazie alla complicità di un sistema bancario creato ad hoc e grazie al metodo "TARGET 2".

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     Mercoledì 27 Giugno – Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte 

    Ruolo dell'Ue e del Sistema Bancario – TARGET 2 

     

     

  • L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

    L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

    Giovedi, Giugno 21th / 2012

    – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile Silvia Laporta  –

    Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta / Sergio Basile / Qui Europa / Le reali regioni della Crisi / Italia Spa / SEC / Bretton Wood / Crisi pilotata / Controllo delle masse / Redistribuzione della ricchezza reale / Nuovo Ordine mondiale / Massoneria / Consorterie / P2 

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    Una doverosa premessa storica  

    Nel 1933 molti ignorano come il fluire della storia moderna – in Europa e nel mondo – abbia subito una brusca e controllata svolta. Lo ignorano pioichè ovviamente è una notizia trattata in maniera molto marginale nei libri di storia. Gli stati del mondo sono andati in pratica verso una bancarotta generale e concordata dai leader delle nazioni che hanno azzerato i propri rispettivi debiti. Ma a prezzo di chè?  Della incontrovertibilità della carta moneta in oro, e della concentrazione dell'oro mondiale (principale bene rifugio) nei caveau degli stessi stati, ed arrivando alla creazione concordata di un fondo globale e di una banca ad hoc incaricata di controllare e gestire il suddetto fondo mediante il controllo accentrato delle transazioni internazionali. Nacque così la "Bank for International Settlement" (BIS).  con sede a Basilea, in Svizzera: nell'indipendente e segretissima Svizzera. E proprio a Basilea: la stessa città – e non a caso – dei famigerati accordi bancari Ue con i quali sono stati decisi gli aumenti dei coefficienti obbligatori di riserva patrimoniale  delle banche, cioè la quantità di danaro sui depositi che gli istituti devono "trattenere" per – nella versione ufficiale – irrobustire la loro "solidità": a discapito – ovvio – dei cittadini.

     La "Bancarotta del secolo" e la "Privatizzazione degli Stati"

    Dopo la decisione di questa bancarotta controllata, e della concentrazione dell’oro mondiale nella BIS,  le nazioni divennero in pratica società di diritto privato registrate presso la SEC (Securityand Exchange Commission) di New York (l'equivalente della Consob italiana: organismo che ha il compito di vigilare sulla Borsa Valori). Le costituzioni formalmente continuarono a considerare gli stati come repubbliche sovrane presidenziali, semipresidenziali, ecc.., ma in sostanza esse divennero delle aziende private a tutti gli effetti.  In effetti, andando sul sito della SEC ( al seguente link http://www.sec.gov/cgi-bin/browse-edgar?action=getcompany&CIK=0000052782 ) troviamo proprio l'iscrizione della "Società Italia" a nome del Ministero dell'Economia.

      Italia S.p.a.  

    Dato di importanza cruciale – e che il sistema si guarda bene dal rivelare e diffondere – al fine di comprendere il ruolo reale che i cittadini assumono in questo sistema aziendale e nella stessa questione del debito. La registrazione proverebbe quindi che l'Italia non è una "Repubblica costituzionale fondata sul lavoroma una semplice Società Privata registrata presso la S.E.C., negli Usa. E poi, se ci pensate, come può essere fondata sul lavoro una Repubblica che per statuto (Es.: ultima modifica all'Art.18 dello Statuto dei Lavoratori) lascia senza lavoro e futuro milioni di cittadini? E in nome della crescita poi!

      Burattini senza cervello e coscienza critica  

    Ma la cosa ancor più grave e che molti cittadini completamente travolti dalla disinformazione dei media e paralizzati da una "mostruosa apatia" che li lascia da soli in un abisso di ignoranza, sono incapaci di maturare una coscienza critica in merito, continuando a recitare il ruolo di perfetti burattini senza cervello.

      Le vere ragioni di una crisi creata ad arte  

    I Grandi della terra Riuniti a Bretton Wood

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Ma allora perchè continuare a traumatizzare l'azienda Italia – e tutta l'Eurozona dell'infausto euro – con una  crisi indotta, creata ad arte (come dimostrato in decine di articoli da "Qui Europa") e pilotata dai mercati e dai grandi banchieri con la complicità delle agenzie di rating e dell'Ue? La grande crisi finanziaria nella quale siamo avvinti serve solo ad arricchire i banchieri e gli speculatori o c'è dell'altro? Analizziamo il problema partendo dalla Bce (Banca Centrale Europea che emette l'euro e che è nelle mani dei privati) istituto che può a piacimento aumentare o diminuire il livello di moneta in circolazione. Possiamo giungere a facili constatazioni. In effetti il denaro stampato non sarebbe nulla se non per la legittimità ed il valore che ciascuno di noi da. Dopo gli accordi di  Bretton Woods del 1944 – con l'incontrovertibilità dei biglietti nel corrispetivo in oro – poi, il "bene fittizio moneta" è diventato uno strumento di controllo di massa. Perchè? Semplice! Ciò che conta sono i beni reali: oro, case, terreni, appartamenti, pietre preziose, ecc.. Questa è la "ricchezza reale" dell'economia reale. La moneta e gli strumenti finanziari non sono altro che strumenti per spostare la ricchezza reale e destabilizzare i sistemi economici attraverso il debito ed attraverso le crisi.

      Una truffa perversa  

    La crisi e le misure recessive connesse ed applicate (vedi ad esempio la "Reaganomics" del Presidente Reagan negli Anni '80 negli Usa; Crisi dei Mutui Sub-Prime Usa del 2007;  o l'attuale Crisi dell'Eurozona) servono dunque non solo a speculare, ma anche a privatizzare e a far indebitare i cittadini (caso emblematico la vendita "necessaria" dell'oro conservato da pensionati e disoccupati) facendo arricchire i proprietari delle grandi banche mondiali e le multinazionali: che in cambio di "erogazioni e prestiti di beni fittizi" (costosissimi mutui basati su carta moneta stampata a costo "praticamente zero" dalla BCE) e non più onorabili, mettono le loro mani sui beni reali, come le case e l'oro. Dunque, una tutt'altro che democratica “redistribuzione delle ricchezze planetarie" – ricordiamolo – limitate. Negli Usa del Presidente Reagan il 2% dei cittadini in pochi anni mise le mani sull'80% della ricchezza della nazione. Ciò fu propagandato da liberali e liberalisti come crescita e "progresso". Certo, dell'élite bancaria! La fotografia di ciò che sta accadendo nell'Eurozona – complice l'euro – oggi sotto il nostro naso. 

      Lo stratagemma del debito   

    Alla fine, essendo la nostra economia basata prevalentemente sul debito – che accumuliano addirittura ancor prima di nascere – l’effetto diretto della creazione delle crisi finanziaria – non solo quella odierna – è, e sarà lo spossessamento dei beni reali dei cittadini – impossibilitati a coprire i costi dei mutui – in favore di una élite che si ritroverà proprietaria di terre e case, comprimendo sempre più i diritti ed il benessere della popolazione, e senza alcun bisogno di conflitti armati ed eserciti. 

     La 2° Ragione della Crisi

      Renderci Schiavi ignoranti, inconsapevoli  e "non pensanti"  

    Schiavi del Debito

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Comprendiamo allora la seconda – ma fondamentale – ragione della crisi: il controllo delle masse. Perchè élite multimiliardarie sono in perenne ricerca di nuove ricchezze? Semplice, perchè non è la sola ricchezza (e il connesso grado di potere) che cercano (anche se è un elemento da non sottovalutare, vista la "limitatezza delle risorse naturali", in gran parte distrutte e inquinate dall'uomo: con CO2, sostanze tossiche, semi e cibi OGM, ec..) ma la cosa principale è subordinare i popoli, annullando completamente i cittadini, rinchiudendoli come uno stupido gregge in un recinto fatto ad arte. Se aumentano le aree di benessere e la ricchezza diffusa, infatti, aumentano le persone che si informano, che acquisiscono consapevolezza , che hanno tempo per pensare, collegare eventi, organizzarsi in associazioni, parlare, confrontarsi, democraticizzare la società. E' la logica opposta a quella dei club esclusivi di stampo liberale (come i Rotary Club ed i Lions Club: che agiscono a trecentosessanta gradi e non solo portando avanti iniziative – per così dire – "sociali") e delle stesse logge massoniche, che cercano la crescita e l'evoluzione di pochi a discapito di molti, e con mezzi, leggi interne, giuramenti e decisioni spesso molto discutibili. Al contrario, dunque, in una situazione di crisi la gente ingabbiata dal lavoro e dalle scadenze ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere e cambiare il sistema, che in tal modo si autoconserva.  La crisi, in tal senso – in una società senza Dio e che accantona gli insegnamenti evangelici della carità e dell'amore reciproco – finisce per aumentare lo stato di sudditanza dei cittadini nei confronti dei “padroni”: il bisogno di affidamento e sicurezza; le raccomandazioni politiche verso il potente (feudatario) di turno. Tutte cose che rendono l'uomo – spesso a sua insaputa – ancora più schiavo.

      Le consorterie e il programma della P2  

    Oltre al debito, le élite capitalistiche, bancarie e le consorterie occulte di respiro internazionale, alle quali i potenti appartengono (quasi come se si trattasse di una rigida equazione matematica) utilizzano, come noto, altri strumenti come il controllo pressocché totale dei giornali e dei media; la separazione delle carriere nella magistratura; la riforma dei rapporti stato-regione; il sistema partitico bipolare; il blocco ed il preconfezionamento delle liste elettorali; la diminuizione del numero dei parlamentari (con la scusante dei tagli agli sprechi: al fine di aver un maggior controllo sulla formazione delle leggi e sulla votazione dei decreti). Questioni da sempre in Italia, come noto, al centro del "Programma di Rinascita Democratica" della loggia massonica P2 del Gran Maestro Licio Gelli: cui molti degli ex-aderenti (guarda caso)  occupano oggi i vertici del potere statale.  Un caso tra tanti, è quello di Silvio Berlusconi – tessera P2 N. 1816 –  iscrizione avvenuta – come ormai risaputo e diffuso su centinaia di blog e reportage – il giorno 26 gennaio 1978 presso la sede muratoria di Via Condotti a Roma. 

     Una Crisi evitabile 

    Allara capiamo come questa distruttiva crisi poteva essere evitata: e magari senza neanche essere premi nobel o geni dell'economia. Sarebbe bastato applicare facili concetti economici acquisiti dai nostri politici di prima fascia presso le loro prestigiose università. Sarebbe bastato avvisare dei pericoli verso i quali l'Europa ed il mondo stava andando, in nome – almeno – della difesa dei diritti d'informazione e libertà sanciti dalla Carta Costituzionale.  Si poteva evitare la crisi in molteplici modi e applicando davvero pochi correttivi: tra i quali un maggiore controllo dei prodotti finanziari e dei "derivati" da parte delle banche. Da anni centinaia di economisti "intellettualmente onesti" e studiosi cosiddetti "complottisti" esaminando le mosse della grande finanza avevavo largamente preannunciato il dilagare di una epocale crisi finanziaria, con contestuale collasso economico. In realtà nei centri del potere economico e finanziario, ed in molte logge di livello superiore, queste cose erano risapute ed attese da anni. Ma nulla è stato fatto – ad esempio – per de-privatizzare le banche centrali, anzi il Trattato di Lisbona (con l'Art. 123) ha istituzionalizzato il latrocinio della sovranità monetaria delle nazioni, obbligando – come già trattato da "Qui Europa" – gli stessi stati (e dunque i cittadini) ad acquistare il "proprio denaro" a tassi da usura presso le banche private. 

     Debito – L'infondatezza della legittimazione  

    Una volta toccati e digeriti i suddetti temi, possiamo capire come tutte le manovre per trovare i fondi per pagare questo "maledetto debito autorigenerante" o delineare nuovi sistemi di ripartizione del debito e di responsabilità pubblica, siano aria fritta. In merito poniamo il caso intervenuto lo scorso 8 Giugno, in Italia.  Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaiadavanti agli imprenditori trevigiani, ha recriminato 1,3 milioni di euro appartenenti alla sua Regione, tutt'ora bloccati da Mario Monti presso la tesoreria unica, quella di Roma. Questi fondi, ad oggi, non possono essere utilizzati dal presidente al fine di saldare i propri debiti, in molti casi verso imprese che ne avrebbero urgente bisogno, o che si trovano sull’orlo del fallimento. Quindi ha proposto Zaia: “La tassazione, serve a pagare un debito pubblico che non ha creato il Veneto: 1928 miliardi di euro di debito pubblico, che costano agli italiani circa 80 miliardi all’anno di interessi. Noi diciamo che, se si vuole fare una scelta abbastanza coraggiosa, è quella di regionalizzare il debito e pari meriti dare autonomia e federalismo estremo ad ogni regione. Questo vorrebbe dire allocare la responsabilità su quelle comunità che fin’ora hanno sempre sprecato.” La provocazione di Zaia, come si comprende chiaramente, mira a un messaggio chiaro e semplice: ciascuno aiuti l’Italia, pagando il “proprio” debito; ossia quello relativo alla propria regione. Ma francamente questa è una proposta insostenibile: malgrado la "buona fede" del propositivo Zaia. Una proposta che non ci sentiamo di far nostra – come visto – per una serie infinita di fattori contingenti, e per il semplice fatto che la maggior parte di questo pseudo debito, come detto su, è illegittimo, nonché illegale ed anticostituzionale, provocato artifiziosamente dallo scellerato connubbio tra finanza, banche e tecnocrazia politica. Pertanto esso non è –  semplicemente – legittimo ed onorabile! 

      Europa – Alcune riflessioni finali  

    Per quanto opinabile sia questa affermazione, se ci muoviamo dal livello Italiano, per spostarci a quello comunitario, potremmo – tuttavia – fare altre importanti riflessioniLa regionalizzazione e gli eurobond secondo molti economisti italiani – apertamente vicini e grandi sostenitori delle politiche comunitarie – non sarebbero opposti inconciliabili. In parte è vero! La regionalizzazione del debito, sarebbe dunque un richiamo alla responsabilità, perchè implica che, di fronte a un prestito, il beneficiario,  debba porsi il problema "morale" di come restituirlo (peccato che finora non se lo siano posto nella maniera più assoluta i nostri governanti).  L’eurobond, dunque, in teoria dovrebbe rispondere a questa logica: ripagare il debito, mantenendo tassi d’interesse a un livello ragionevole e non un livello schiacciante, che oggi, in Europa,  scorgiamo con grande sconcerto nei casi di Grecia, Spagna e Italia.

      E' un debito truffaldino che non devono pagare i cittadini 

    Eurozona – Un Vortice che sta Risucchiando i Paesi Piigs in un Pozzo senza Fondo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Tutto bene e legittimo se non fosse per tre piccolissimi particolari: 1) Il debito è illegale: non l'hanno fatto gli Italiani, ma bensì (in parte abbondante, ma relativamente minore) gli scellerati governi che si sono alternati (compreso l'attuale) e le banche (la fetta più grossa) grazie all'Europa e – come abbiamo visto – al Trattato di Lisbona (Art. 123); 2) La regionalizzazione del debito sarebbe inapplicabile poichè non è possibile definire con certezza la parte "onorabile" da quella "illegittima" imputabile a ciascuno stato o regione; 3) Il debito non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati: banche e società (agenzie private) di rating, attraverso declassamenti spesso insensati o addirittura sballati, capaci di far schizzare lo spread e la stessa quota pro-capite che ogni cittadino di uno stato o di una regione sarebbe tenuto a pagare (vedi paradosso della non definibilità della seconda rata dell'IMU). Ciò almeno finché saremo richiusi in questa asfissiante eurobabbia!

      Se il debito fosse legale… 

    In effetti, dunque, se il debito fosse "legale", i paesi, cosidetti Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) che hanno un debito importante, dovrebbero accettare a "buon viso" di dover “stringere un pò la cinghia” ed aprire i loro portafogli. Ma, evidentemente, non di sicuro ai livelli di dover patire la fame, di dover tentare addirittura  il suicidio (in un attimo di follia e smarrimento) e di veder fallire le proprie imprese, custruite col sudore della propria fronte: come invece stiamo vedendo accadere quotidianamente in Italia e nell'Eurozona. L’Europa, dal canto suo, dovrebbe pertanto smetterla di mantenere un atteggiamento da "doppiogiochista puro", e decidersi ad offrire una protezione che  rafforzi e difenda i cittadini dallo sfruttamento da parte della finanza globale abolendo derivati e depositi over-night (per esempio – Cerca articoli in archivio).

      100 miliardi buttati nel mare della speculazione 

    Per le Banche della Spagna (come noi di "Qui Europa" abbiamo già trattato) nei giorni scorsi sono stati versati 100 miliardi di euro.  Facendo un rapito conto, corrisponderebbero a 2500 euro a cittadino spagnolo. Se questi soldi fossero stati “versati” nelle mani dei contribuenti e non delle casse delle Banche, sicuramente l’incentivo alla crescita – sia pur minimo, è ovvio! – ci sarebbe stato sul serio! Immaginiamo che a ogni famiglia di 4 persone fossero stati versati 10.000 euro: il risultato in termini di crescita, non sarebbe sicuramente mancato. Invece quei 100 miliardi di euro, sono finiti dritti dritti ad autoalimentare il debito pubblico.  Ed è bene sottolineare la parola autoalimentarlo, perché  quegli stessi soldi, saranno divorati dall’aumento dei tassi d’interesse, come un cane che si morde la coda. Un circolo vizioso che non avrà mai fine. Un inganno alla faccia degli onesti!

      Padri e Madri di figli "schiavi" ma non ancora nati  

    E allora è inutile fare della “facile” retorica. Parlare ai cittadini spagnoli, agli Italiani ed ai Greci chiedendo loro di fare dei sacrifici per la crescita dal paese, quando questa crescita – se la matematica non è un’opinione – non potrà mai avvenire. Torniamo indietro di 4 anni. La Spagna, era uno dei paesi fiscalmente più prudenti dell’Unione ; ancora oggi, in proporzione al Prodotto Interno Lordo, il suo debito è inferiore a quello della Germania. Ma perché la Germania allora detiene un dominio unilaterale e incontrollato?  Perchè la stessa Germania che fino all'ingresso nell'Eurozona non riusciva a creare surplus non ha avuto in sorte i meschini declassamenti riservati ai cugini del Sud Europa? C’è chi sceglie per noi, chi si diverte a prendere delle decisioni che non ci appartengono e, purtroppo, se non decidiamo di svegliarci, raggiungeremo ben presto le nostre “colleghe” Grecia e Spagna. Il nostro torpore morale e la nostra indifferenza la pagheranno, allora, i nostri figli ed i nostri nipoti: schiavi del sistema ancor prima di nascere e già debitori verso un'Europa che neppure conoscono! Sveglia!

      Cosa fare nel concreto  

    La prima cosa da fare è vincere l'apatia e la rassegnazione, leggere e diffondere queste notizie ai nostri amici, colleghi e familiari. Confrontarci il più possibile ed informarci a vicenda. Conoscendo la "vera storia" e le leggi, possiamo spiazzare i politici ciechi e doppiogiochisti mandandoli a "casa",  inducendo i rappresentanti politici che prenderanno il loro posto – e che non siano legati a nessun vecchio carrozzone parlamentare, s'intende – a votare leggi che permettano la realizzazione di quanto detto finora. A volte, paradossalmente anche la "non partecipazione" ad eventi "di politica-teatro" della casta potrebbe rivelarsi vincente. Fondamentale, inoltre, riscoprire per quanti si dicono cristiani, il senso più autentico e vero  del Messaggio di Gesù, incentrato sulla carità, sull'Amore reciproco e sul dono di sé, riaccostandosi ai Sacramenti, all'ascolto della Parola di Dio, alla Messa Domenicale ed all'assistenza disinteressata del nostro prossimo e dei poveri. Farlo incessantemente – e senza giudizi – nel nostro viver quotidiano rinnegando ogni logica di potere, speculazione e dominio sull'altro. Fuggendo dai luoghi dove ciò si pratica per "statuto" e seguendo l'esempio lasciatoci da personaggi come Giorgio La Pira (il politico santo capace di offrire interamente il suo stipendio ai poveri) e Giovanni Paolo II. Ma soprattutto non scordare mai che Affinché trionfi il male è sufficiente una sola cosa: che le persone per bene  non facciano nulla!"

     Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

    Domenica, Giugno 3rd / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile –

    Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer / declassamenti pilotati / Incriminazione / Europa / Kenneth Galbraith / Economia della truffa / Commissione europea /  Speculazione / Bolla speculativa 2008 / Lehman Brothers / Ue / Usa / Ronald Reagan / Reaganomics / Politiche Neoliberiste / Attacco all'Italia / Critiche al sistema europeo / Barack Obama / Mario Monti / Angela Merkel / Washington Consensus / Christine Lagarde / Fondo Monetario Internazionale / Fmi / Europa / Bce / Federal Reserve / Troika / Fmi / Piigs / Grecia  / Silenzio dei media / Collusione dei media / John Fitzgerald Kennedy / Azioni anti-truffa / Sergio Basile / Qui Europa / Ricapitalizzazioni bancarie / Truffe / Too Big To Fail / Troppo grandi per fallire / Rating e Spread  / Giorgio Napolitano  

    Italia – L'Agenzia Standard & Poor's incriminata:

    L'Economia della Truffa e l'arma "Rating"

    La lezione di Galbraith e il vero volto del male:

    quello che giornali e tv celano sulla crisi

    Italiani, svegliamoci dal letargo mortale!

    Standard & Poor’s – L’Economia della Truffa e L’Impero del Male

    Trani  – Nella settimana appena conclusasi, il pm Michele Ruggiero della Procura di Trani ha chiuso le indagini sulla discussa agenzia di rating Standard & Poor's. Il procedimento in questione era stato aperto nell'estate del 2010, in seguito alla denuncia presentata da Adusbef e Federconsumatori sull'operato dell'altra sorella del rating, Moody's: agenzia che in un "ambiguo" report (datato 6 maggio 2010) definiva l'Italia, sulla base di elementi infondati, un "Paese a rischio". Successivamente i riflettori sono stati aperti, proprio su Standard & Poor's, agenzia "controllata da lobbies private", più volte finita – assieme alle altre sorelle Moody's e Fitch – nell'occhio del ciclone per accuse di irregolarità ed abusi nell'ambito della tradizionale attività di monitoraggio dei mercati, e degli stessi stati. Attività quest'ultima "relativamente nuova", che ha causato incomprensibili e arbitrari declassamenti anche a paesi economicamente robusti, come l'Italia, con lo scopo di destabilizzarne l'economia ed aprire la porta alla speculazione internazionale sui titoli del debito pubblico. Ciò, tra l'altro, con ulteriori gravi conseguenze sull'andamento delle borse: confronta archivio "Qui Europa" https://www.quieuropa.it/2012/05/catanzaro-le-vere-ragioni-della-crisi-nel-convegno-allateneo-magna-graecia/ ).

      L'accusa per Standard & Poor's  

    Nello specifico l'agenzia di rating newyorkese, nelle scorse ore, è stata ufficialmente imputata "per manipolazione di mercato pluriaggravata e continuata": ciò potrebbe impedire alla stessa di poter continuare ad operare in Italia. Nella calda lista degli indagati sono finiti gli analisti di S&P,  l'ex presidente Deven Sharma, ed il  responsabile dell'agenzia per l'Europa, il falco Yann Le Pallec.  Secondo l'Adusbef "Sharma e Le Pallec devono rispondere di manipolazione di mercato pluriaggravata e continuata insieme ai tre analisti Eileen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer, già indagati per i report del maggio e luglio 2011 e per il declassamento del 13 gennaio scorso". L'indiano Sharma – si legge nel comunicato dell'Adusbef – "si è dimesso, nell' agosto 2011, dal suo incarico di guida internazionale dell'agenzia dopo le polemiche seguite al declassamento del debito Usa. Ma l'avviso di conclusione delle indagini della procura di Trani, che da un anno ha puntato  l'agezia, ieri mattina ha riguardato anche lui per via dei declassamenti operati all'Italia, oltre che a diversi Paesi europei. Gli sono state imputate, dunque,  le valutazioni sospette del 20 maggio e dell' 1 luglio 2011".

      S&P – Quegli strani declassamenti  

    S&P quel fatidico 20 maggio in un report che si abbattè sul sistema economico del Bel Paese (che Tremonti – ricordiamo – in quel periodo dava per sano ed in crescita moderata ma costante) come un fulmine a ciel sereno, bocciò l'Italia ed il suo stato di salute economico, declassandolo da stabile a negativo, innescando un contestuale e repentino terremoto in borsa: cui fecero eco miliardi di perdite azionarie ed obbligazionarie, soprattutto per ciò che attiene ai titoli del debito pubblico di stato.  Ma la strategia del rating "pilotato" era solo all'inizio. Poco più di un mese dopo, infatti – in data 1° luglio – sul banco degli imputati degli "onnipotenti" analisti finì addirittura la manovra finanziaria in "corso di attuazione" del governo italiano (ingerenza grave e tollerata dall'Ue)  con contestuali e ovvi disastri sui mercati azionari e ancora una volta sul debito dell'Italia. Da allora l'emorragia dello spread (differenziale d'interesse sui titoli italiani rispetto a quelli tedeschi) iniziò a crescere senza sosta, innescando un vero e proprio terremoto, un vortice speculativo di dimensioni ciclopiche, che diede vita – tra l'altro – alla spirale delle privatizzazioni selvagge ed a quella altrettanto selvaggia, della svendita del patrimonio statale. Giusto per  completezza – è bene ricordarlo – in quei giorni gli occhi dell'opinione pubblica erano rivolti alla questione della privatizzazione dell'acqua, che le statistiche davano come largamente rigettata da una popolazione fortemente avversa a questa bizzarra proposta mercatista e neo-liberista. Ma la ciliegina sulla torta, poi, S&P la confezionò in data  13 gennaio 2012: l'Italia (Paese con la terza riserva aurea del mondo; con uno dei migliori tassi di risparmio privato delle famiglie, al mondo; e con il debito medio pro-capite d'impresa tra i più bassi d'Europa: solo 40 miliardi di euro, contro gli 8.000 – ottomila – miliardi delle imprese francesi)  fu nuovamente declassata in maniera ambigua ed arbitraria da A a BBB+.

      S&P – Il Declassamento? Porte aperte a Monti ed alla speculazione  

    Lo stesso Pm dichiarò nel verbale quel declassamento – che legittimò le perquisizioni che scattarono nelle ore successive presso la sede italiana dell'agenzia – come "incongruo e incoerente, tendente a frodare migliaia di risparmiatori e la stessa Nazione". Nazione che con la sottile e ben celata (dai media) complicità di quel perverso meccanismo  piombò in una insensata crisi "pilotata", che la casta politica – in stragrande maggioranza – coprì e legittimò, o per ignoranza (cosa che in paesi normali avrebbe comportato una dimissione di massa degli esponenti politici rei di tale obrobrio) o per malafede: ipotesi più plausibile, quanto grave. Ma la cosa pazzesca e che il professor Monti, forte di tali giudizi "a dir poco immorali" iniziò – grazie al portone apertogli da Giorgio Napolitano, con la complicità ed il "conforto parlamentare" dei vari Alfano, Bersani e Casini, e con il  benestare delle lobbies mediatiche nazionali – ad attuare le sue insenstate manovre "lacrime e sangue" (inique quanto crudeli e vane, vista la capacità del debito nazionale di autorigenerarsi proprio grazie a questa diabolica accoppiata di rating e spread: miscela protesa a gonfiare gli interessi – circa 80 miliardi di euro all'anno – sul debito da corrispondere ai falchi della speculazione: banche e speculatori privati). Ciò per tacere sui miliardi di euro bruciati in borsa, a vantaggio di pochi soliti noti. 

      Declassamenti ad hoc – Un storia vergognosa che i media tacciono  

    Da allora, d'improvviso, suonano familiari e felici le note di espressioni forti di personaggi del calibro di Alfred Marshall, secondo il quale "l’economia non è una scienza, ma un vano tentativo di narrare la psicologia"; e Honoré de Balzac, secondo il quale "Esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata – la storia ad usum delphini – e poi la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa".

      Tacere! – La "dorata" via dell'ignoranza  

    Ma su cosa poggia questo vergognoso ed iniquo sistema? Perchè non sviene svelato ed i media sembrano disinteressarsene completamente. Effettivamente è un calderone troppo grande e marcio. Probabilmente vi finirebbero dentro personaggi troppo esposti. Meglio dunque continuare a tacere e a prendere in giro milioni di Italiani, pronti solo ad obbedire ciecamente, ad aprire i portafogli, stringere la cinghia e pagare, pagare  e ancora pagare. Unico break "pubblicitario" alcuni vuoti e falsi proclami su una crescita che non arriverà, blaterati a fasi regolari dal professor Monti (per noi infatti – da Costituzione – i premier restano quelli regolarmente eletti) e dalla combricola parlamentare: in stragrande maggioranza tra le più vergognose e meschine che la storia della Repubblica Italiana ricordi.

      Il vero volto di Satana?  Ce lo svela Galbraith  

    Per comprendere i lati oscuri della vicenda, il vero e spaventoso volto del demone moderno che giornali e tv si guardano bene dal rivelare (ma che noi di "Qui Europa" portiamo alla luce, come una delle nostre missioni essenziali) è utilissimo rileggere e riscoprire gli scritti di uno dei maggiori economisti del Novecento, John Kenneth Galbraith (l'autore – tra l'altro – dell'opera "L'Economia della Truffa") nato negli Usa ad inizio Novecento (nel 1908) e passato a miglio vita sempre negli Usa (a Boston) alla veneranda età di 98 anni, il 29 aprile 2006. Il nostro autore, economista e insigne cattedratico universitario, tra i maggior critici della teoria capitalista, sostenne – tra l'altro – John Fitzgerald Kennedy (uno che evidentemente aveva capito e denunciato con forza quanto stava accadendo) ricoprendo alcuni incarichi pubblici sotto la sua presidenza Usa. 

      Galbraith – Altro che crisi, debito e tasse! E' Tutta una truffa!  

    Galbraith, nei suoi preziosi scritti (vedi soprattutto la già citata opera "L'Economia della Trufa") ci spiega con coraggio ed altissima onestà intellettuale (quella che in questo tempo manca a moltissimi giornalisti italiani ed europei nello spiegare le ragioni della crisi: evidentemente interessati solo ed esclusivamente a portare lo stipendio a casa senza alcuna rogna) come la società moderna sia in realtà immersa in un sistema economico fondato sul nulla, ovvero su una vera e propria truffa ai danni dei popoli. Egli parla senza mezzi termini di "epoca di falsa prosperità", mistificata dalla produzione di carta moneta non vincolata alla creazione di ricchezza reale. In effetti, non è difficile capire – per gli esperti di economia e non solo – come  le borse mondiali oggi capitalizzino e creino ricchezza fittizia, gonfiata, corrispondente – come ci spiega l'autore – a 10 volte il pil del mondo. Cioè, per ogni euro generato dalla produzione e vendita reale di beni e servizi, ce ne sono altri 9 – nel circuito – artefatti, artifiziosi e dunque irreali, creati ad arte (e con la complicità di molti capi di stato senza scrupoli e di zone franche create ad hoc dal sistema, quali i cosiddetti "paradisi fiscali") sotto la regia delle grandi lobbies bancarie ed assicurative: le dirette responsabili della crisi del 2008 e della bancarotta pianificata di innumerevoli e "robuste" (solo in teoria) banche. Vedi Lehman Brothers.  Alla base di tutto sempre loro, le solite agenzie di rating: nei quali board (consigli di amministrazione) siedono ancora oggi come nel 2008 gli stessi iniqui personaggi: i rappresentanti di lobby e multinazionali, evidentemente in palese conflitto d'interessi.

     Sommersi nell'Economia della truffa!  

    Come noto, nel 2008 tale truffa è venuta a galla, ma le banche l'hanno fatta franca, seguendo strettamente un diabolico copione, scritto evidentemente dal diavolo in persona. 1) Facendo letteralmente sparire i contenuti dei loro caveau – forse in Svizzera o ad Hong Kong – 2) Scommettendo sottobanco sul fallimento delle stesse banche; 3) Contribuendo attivamente allo scoppio della bolla ed al fallimento degli stessi istituti sui quali avevano scommesso; 4) Uscendo (nel pieno della crisi) dall'inferno provocato (con l'aiuto delle agenzie di rating) con una semplice dichiarazione di fallimento; 5) Ottenendo – come si dice, dopo il danno la beffa – una provvidenziale "salvezza" (o "miracolistica resurrezione") grazie a mirate e faraoniche ricapitalizzazioni.   La parola magica per molte di esse è consistita nella formula alchimistica "Too Big To Fail!": cioè "aiutate" con il denaro dei contribuenti poichè troppo grandi per poter essere abbandonate  e fallire! Così "i ladri dei popoli", oltre ad assicurarsi un lauto bottino (la storia si ripete anche nell'Eurozona) sono stati rifinanziati – e continuanao ad esserlo – dai governi con migliaia di miliardi prestati a tasso zero. O come è accaduto nei mesi scorsi alla Bce di Draghi, all'1%, per poi essere "rivenduti" agli stessi stati (in virtù della ligittimazione gratuita e vergognosa offerta dall'Ue con l'art. 123 del Trattato di Lisbona) e ai privati al tasso del 6%. Con guadagni netti del 5% e senza battere ciglio: trovandosi ad avere come "clienti" (grazie all'Ue) sia privati e imprese, che – evidentemente – gli stessi  stati: ingiustamente privati della propria sovranità monetaria, e costretti ad acquistare ad interessi da usura il loro stesso denaro da "banche private".  

     La storia si ripete anche in Europa – Stesso copione  

    Ciò, in continuazione della più colossale truffa globale mai orchestrata dalla speculazione finanziaria e dalle sue pedine strategiche pescate qua e la in prestigiose università occidentali d'impostazione neo-liberista. Gli stessi attori speculativi  che – una volta rifinanziate le care banche con migliaia di miliardi dagli stessi governi, per l'intermezzo di Federal Reserve e Bce – adesso attaccano gli stessi stati finanziatori e "sovrani" (ed in particolare Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda: quelli cioè da sempre avversi al neo-liberismo ed al mercatismo)  colpendoli con l'arma del rating e dello spread, con assurdi aiuti targati Troika (Fmi, Ue e Bce); con lo smantellamento dello stato sociale e con privatizzazioni selvagge. Vedi ricetta Reagan negli Usa degli anni Ottanta: tristemente nota come Reaganomics. In quegli anni Ronald Reagan e il suo gabinetto di massoni, provocarono di fatto lo spostamento della ricchezza reale degli Usa nelle mani di una mera élite di noti personaggi. l'80% della ricchezza degli States finì nelle mani del 1% della popolazione. Esattamente ciò che sta accadendo oggi nell'Eurozona ed in Italia. Cambiano i nomi, ma le dinamiche sono le stesse: ingenerare crisi per ottenere potere e profitti illimitati: delegittimando la democrazia e la sovranità di 500 milioni di europei.

       Azioni anti-truffa: Cosa fare nel concreto   

    Per ovviare a questa "crisi-truffaldina", in effetti, basterebbe relativamente poco: 1) un semplicissimo provvedimento dell'Ue tendente a delegittimare le incriminate e colluse agenzie di rating, sollevandole dalla possibilità di giudicare gli stati (ma Barroso in questo nei mesi scorsi non ha reputato opportuno prendere provvedimenti e mandare avanti, in Commissione, il "Pacchetto Barnier" anti-rating: ma guarda un pò che combinazione!); 2) rinazionalizzare le Banche Centrali; 3)  bandire paradisi fiscali, operazioni off-shore ed operazioni in derivati. Ma ciò non sembra interessare né al nostro professor Monti, né ad Obama, né ai vari Draghi, Barroso, Merkel e Van Rompuy. L'importante – si sa – è continuare ad impoverire gli Europei (per ora del Sud, poi evidentemente anche del Centro e del Nord) e continuare a raccontare grossolane balle in tv, reggerendo il moccolo al sistema del male.

       Letargo Mortale?  – E' tempo di Svegliare le Coscienze   

    Ciò almeno fino a quando l'ultimo spicciolo non sarà versato nelle tasche degli speculatori. Ciò almeno finchè esisteranno disoccupati e pensionati che vagheranno nell'oblio dell'ignoranza e della disinformazione; fino a quando giovani disoccupati continueranno a far finta di niente (a vivere e vegetare, spesso e volentieri, in stato di perenne mesturbazione mentale davanti alla tv; cercando inutili svaghi  ludici su facebook o alla play-station, o nelle chiassose sale di una discoteca: tutti strumenti utili, ma che possono diventare, sempre più, sottili e deleterie armi di "distrazione" di massa)  a non occuparsi seriamente del problema (parlandone con amici e colleghi) e a demandare a personaggi impresentabili le loro istanze di giustizia, nonché la risoluzione dei propri problemi economici e lavorativi. Ciò, almeno, fino a quanto l'Italia non sarà ridotta come la Grecia e fino a quando i nostri cari politicanti di Montecitorio non siano spazzati via da un nuovo orgoglio elettorale. Fino ad allora dovremo continuare ad ascoltare ed a sorbirci la nostra razione quotidiana di falsità ed imbarazzanti dichiarazioni dai salotti di Bruno Vespa, sulle frequenze di Radio24 (sotto l'egida del privatizzatore neo-liberal Oscar Giannino: tra i migliori sponsor viventi dell'Istituto Bruno Leoni); così come dai tg di Sky, Rai, La7 e Canale 5 e dalle colonne dei principali quotidiani italiani.  Palma d'oro (in negativo) sentiamo di assegnarla simbolicamente al "Corriere delle Banche", a "La Repubblica" (delle banane) e all'Avvenire, di un contraddittorio Marco Tarquinio: finora dimostratosi – non ce ne voglia – ossequioso e devoto scrivano nelle mani del sistema bancario, sempre pronto ad accodarsi ad un'unica e disinformativa linea mediatica dominante, ed a ratificarla. Ma non doveva rappresentare le istanze di giustizia dell'intellighenzia cattolica? Bella domanda! Meno male che a controbilanciare questo vuoto c'è Benedetto XVI, che nelle scorse ore da Milano, è tornato a tuonare contro il predominio del mercato e delle sue logiche utilitaristiche, a discapito della famiglia: sempre più abbandonata a se stessa ed alla "crisi", in una società atea, mercatista, consumistica, senza valori e senza Dio. Ma la storia non può fermarsi, e solo questione di mesi: d'altra parte il bel tempo è arrivato, e forse potrebbe darsi che gli Italiani – a ridosso dell'estate 2012 – finalmente decidano di svegliarsi da questo mortale letargo. Malgrado tutto!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)