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  • La dittatura della salute e i vaccini

    La dittatura della salute e i vaccini

    Domenica, 30 settembre / 2018 

    di Francesca C.

     Redazione Quieuropa,  Francesca , Democrazia, vaccini, Dittatura, Montanari, Luc Montagnier  

    La dittatura della salute e i vaccini

    Chi desidera vedere la dittatura non deve prendere

    il cannocchiale ma la lente d’ingrandimento…

     

    di Francesca C.

     Vaccini - dittatura della salute

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    Roma – di Francesca C.  Quanta gente osserva con terrore smisurato il regime dell’indiscusso principe della Corea del Nord, Kim Jong-un, e che paura tremenda ci fa questa mutilazione della libertà! Noi possiamo star calmi perché abbiamo la democrazia, vessillo luminoso delle genti, pilastro solido dei popoli, stendardo del primeggiare delle masse, e non ombra evanescente che pochi distinguono come un corpo. I cittadini da noi non sono comparse mosse da oscuri registi, sono i protagonisti. Questo significa, almeno in senso etimologico, l’espressione “democrazia” che mastichiamo spesso in bocca, come una gomma americana, tanto che alla fine perde lo zucchero ed il sapore. Nei meandri della penisola dell’estremo oriente, governata dai capricci dello stravagante dittatore, accadono cose impensabili che squarciano ogni parvenza di libero arbitrio nei sudditi. Da noi certe cose non accadono, la libertà non viene dilaniata da nessuno, non sanguina la giustizia e non trema la sacrosanta libertà personale. Se ne deduce che a casa nostra nessun presidente della Repubblica può essere targato Bilderberg, e, cosa ancor più inverosimile, nessun ministro a ore perse può svegliarsi un giorno ed imporre che i vaccini s’hanno da fare.

             Una signora a malapena diplomata, non ci interessa se con lode,

       ha obbligato sprovveduti genitori a bombardare di vaccini disgraziati figli,

                                         o li vaccinano o niente scuola.

                  Nemmeno per i criminali restrizioni tanto intimidatorie.

    Direi, visto l’indottrinamento ateo, materialista, nichilista, ed oggi, pure perverso, che manderei più volentieri mio figlio a formarsi in un’isola deserta, guardando crescere un albero faretra piuttosto che a scuola! Di certo  maturerebbe come uomo e non come un individuo dall’identità incerta.

     Delirio democratico: "i figli sono dello Stato!"     

             Si sa che in queste buone scuole dell’istruzione, come alla televisione,

                            viene insegnato il male come bene e viceversa,

           tutto gira nella ruota del capovolgimento colossale fra valori ed orrori.

    L’ex, grazie a Dio, ministro (non mi abbasso ad usare un termine carnevalesco come ministra)  della salute ha affermato di fare il bene degli italiani ad obbligarli ad introdurre farmaci nei loro figli per non rischiare la salute della nazione. Tradurrei quest’imposizione della signora come una minaccia degna dei più crudeli dittatori, anche se, detta con la dolcezza di una donna potrebbe suonare più come un invito. Nella mia mente poco politicamente corretta le parole dell’ex ministro rimbombavano con un’eco spaventosa:

                                    I VOSTRI FIGLI SONO DELLO STATO!

    Di certo risponderete che non ha detto questo, infatti ha espresso la sua preoccupazione per pindariche epidemie, quelle che sembravano sparite, quando a tutti sembrava normale che tre vaccini fossero più che sufficienti! Per anni nessuno ha visto l’unicorno dell’epidemia che i servi dei mass media hanno iniettato nell’immaginazione delle genti compiacenti, con la violenza di un’emergenza.

                                   Dove sono queste malattie risorte,

                  se non nella fantasia di qualche giornalista venduto?

    Mi chiedo soprattutto: come si concilia questa drammatica urgenza con il libero accesso di chiunque in un paese tanto minacciato da pandemie? Già mi sento gridare che siamo untori da parte di quei bravi genitori che per necessità o virtù si sono accodati alla nuova moda infantile. Mi diranno che medici, giornalisti, pure presidi dicono con certezza che vaccinare i bambini degli altri faccia bene, è per il bene degli italiani. Non viene specificato esattamente di quali. Se così dicono saranno salutari, di certo non fanno meno bene del glifosofato nei pannolini, dei pesticidi negli omogeneizzati, dell’olio di palma nel latte in polvere. Tutte prelibatezze riservate ai più piccoli!

    Anche nei sieri della salute vi sono ingredienti di tutto rispetto come

                                feti morti, alluminio, mercurio,

    tutte delizie che di certo non hanno a che fare con danni neurologici,

                   immunitari e problemi alla flora intestinale.

     Saltimbanchi del senno vs scienziati pro-verità    

    Il re dei dilettanti, il Nobel Luc Montagnier, che afferma la connessione fra vaccini ed autismo impallidisce di fronte alla saggezza medica dei partigiani del vaccino coatto. Che dire poi dello scienziato Stefano Montanari, contestatore degli antidoti, eroe del dissenso, immolato anch’egli  alla causa della verità che fa più vittime dei vaccini. Direi che non si possa far nemmeno un lontano paragone fra un uomo come Montanari e persone del calibro di Mentana, accesissimo avversario dell’attendibilità. Aggiungerei fra i crociati dell’antivaccino il giornalista Gianni Lannes, astro di certo morente di fronte alla costellazione di articolisti votati alla veridicità come i pro vaccini. Con Lannes non si parla solo di avvelenamento corporeo ma si scende sotto l’iceberg, il reporter parla di controllo umano e di un progetto di ingegneria sociale. Sento il loro odore, eccoli di nuovo i complottisti, tutti visionari. Meno male che politici, editorialisti, dottori ci vedono e bene per quanto riguarda ciò che conviene al cittadino cerebroleso. Del resto quando si mostrano in tv programmi come il Grande Fratello, Guess my age, o reality vari non si può aver stima di un popolo, quindi perché non decidere quale sia il meglio per queste pecore addomesticate? La cosa più intelligente è affidare i tendini della nostra ignoranza nelle mani dei burattinai dell’intelligenza.  Tutto è più facile e meno faticoso così. Qualche malalingua ha fatto il nome del rinomato colosso farmaceutico Glaxo, ma stiamo scherzando! Una così rispettabile casa farmaceutica insozzata negli intrighi dei signori del Male, non ci si può credere. A volte questi complottisti esagerano! Per fortuna c’è chi fa tacere le cosiddette fake news.

         Le grandi verità sono celate dal manto dell’incredulità della gente.

    Che volete farci? Viviamo in un mondo variopinto in cui il delirio è ragione, si può vedere di tutto fra i saltimbanchi del senno, due padri, due madri, mercato degli uteri. Se si può ignorare la natura per inventare inesistenti realtà familiari si può anche trascurare la medicina per creare false realità mediche. L’anno scorso partecipai ad un importante convegno dei fanatici del vaccino, tanto erano esaltati da voler vaccinare, oltre alle creature, pure i vecchi! Questa premurosa gente non solo si occupa di accompagnare con gli antidoti  i giovanissimi durante la vita ma anche di affiancare gli anziani verso la dipartita. Che attenzioni squisite, da commuoversi quasi, da piangere. Io ed altre persone meno sensibili al benessere del genere umano eravamo, invece, dall’altra parte, da quella dei cattivi, dei detrattori, degli antivaccini. Non piacevamo a nessuno, ancor meno ai poliziotti che videro fermare questa fiera di umanità da noi bestie che ignoravamo la retta via della salute. Hanno cercato di denunciarci perché la verità non è una luce che si può spegnere come una lampadina, è troppo molesta e fastidiosa per gli occhi di molti. Vi direte, non si può imbavagliare la vox populi! Infatti essa condannava giustamente noi, gli untori. Una volta, quando le menti erano più accese si diceva: gabbati e contenti.

     Ci hanno insegnato il contrario della verità             

     I popoli, ahime, non sono i giocatori ma le pedine. E quelle rivoluzioni dell’indipendenza nazionale, sociale, morale, tanto celebri, non le hanno fatte le masse? Sempre loro, i complottisti, a suggerire che tutto parte dai poteri forti e che le masse contano come coppe quando a briscola comanda bastoni!

                           Ci hanno insegnato che Marx lavorava per il popolo,

                                                  la Steinhem per le donne,

              Robespierre ha fatto la Rivoluzione francese per volere dei francesi,

                                Lenin ha fatto la Rivoluzione russa per i russi,

                             Mao Zedong ha lottato per i cinesi e via dicendo.

                  Aggiungerei che Soros si occupa seriamente dei diritti umani

                             (peccato l’umanità sia racchiusa in minoranze),

    la Bonino agisce per la causa femminile (si uccidono i figli per emancipare le mamme),

                            e Obama ha sinceramente operato per la pace.

    Perché non crederci? Gli hanno pure dato il Nobel. La virtù che preferiscono i signori del Male è l’obbedienza. Quelli che non tradirebbero mai Dio, patria e l’umanità non li trovano, a loro difesa posso dire che non sono neanche facili da trovare. Per un attimo di potere, per inebriarsi di quel profumo ci sono individui che non solo venderebbero la loro anima ma anche quella di figli, nipoti, e generazioni future. Vi sono pure donne che offrono i figli al diavolo, così finalmente si spiegano incarnazioni sataniche come Tsipras, Sanchez, Macron, Trudeau et alii.  

                      Di tutti questi, chiamiamoli uomini, si sazia il potere

                                    ma esso non sfama mai nessuno.

    La potenza è come un Manchineel, albero dai superbi pomi, stupendo alla vista e al tatto, eppure i suoi frutti non vanno assaggiati, anzi, non si deve proprio toccare la pianta, la cosa migliore sarebbe scappar via non appena si incontra per non fare una brutta fine. Per costruire la ragnatela del comando servono ragni silenziosi, operosi che lavorino nell’oscurità, nella cecità generale.

             In Italia hanno usato ignoranti come ministri dell’istruzione,

              ministri degli esteri che spedivano all’estero solo gli italiani,

                   ministri della salute che non conoscono la medicina.

            Manca solo zio Tobia come ministro dei diritti degli animali.

    Il colorato circo dei parassiti è completo. Il comando avvolge i popoli con la dolcezza di un pitone, sembra ti abbracci invece ti stritola. Vogliono usare le nuove generazioni per aprire le macabre danze dell’avvelenamento globale infantile. I profeti son sempre stati ridicolizzati, quindi non mi aspetto una sorte migliore. La morale di questo mio discorso è solo una: chi desidera vedere la dittatura non deve prendere il cannocchiale ma la lente d’ingrandimento.

    Francesca C. (Copyright © 2017 Qui Europa)

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  • La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro tempo, marxisti, liberisti & Co

    La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro tempo, marxisti, liberisti & Co

    Lunedì, 7 Novembre/ 2016   

    – di Sergio Basile e Matteo Mazzariol – 

     Redazione Quieuropa, Sete di Giustizai, Movimento Distributista, Matteo Mazzariol, Sergio Basile, Moneta Debito, Socialismo, Gilbert Keith Chesterton, Giacinto Auriti, Ezra Pound, Social comunismo, socialismo, liberismo, sistema bancario internazionale, falsa democrazia, dittatura 

    La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro

    tempo: marxisti, liberisti & Co. 

    L'alternativa auritiana e quella distributista

    Il problema monetario del signoraggio bancario e della moneta-debito

    non trovano spazio nei salotti tv del sistema imperiale.

    Ecco chi li nasconde abilmente, oggi come allora…

    Scuola auritiana e movimento distributista viaggiano sulla stessa

    frequenza d'onde e rappresentano, ad oggi, una credibile

    alternativa al sistema, per la tutela del bene comune

     

    di

    Sergio Basile / Presidente "Sete di Giustizia", ass. naz. auritiana

    e Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano

    falsa Democrazia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Le idee sbagliate sono come malattie…                

    Roma  di Sergio Basile – E' luogo comune, specie negli ambienti di destra, sostenere come "la rovina dell'Italia siano i sindacati". Di questo slogan, tuttavia, spesso non se ne comprende la reale portata. Molti intravedono in questa "azzardata critica" una mancanza di rispetto verso i problemi delle classi operaie ed i loro "irrisolti" conflitti. Ma sarà davvero così? Il tema, evidentemente, non può esaurirsi in una mera questione di appartenenza politica: destra e sinistra non c'entrano! Il problema nasce a monte ed è ancora più profondo di quel che vorrebbero farci credere i media di regime. Lo si comprende analizzando sotto una nuova ottica la nascita del fenomeno sindacale nel pensiero di uno dei profeti del social-comunismo, Carlo Marx: personaggio fin troppo idolatrato da chi, per statuto, dovrebbe contrastare sia il capitalismo selvaggio che l'imperialismo bancario, suo compare. Passando dalla teoria alla pratica, tuttavia, ravvisiamo quotidianamente un irrazionale ribaltameto di tali premesse. Il sistema bancario sembra non intaccare minimamente né  l'interesse dei sindacalisti, né quello dei marxisti in senso lato. Come mai? La contraddizione è insita nel fulcro stesso della teoria marxista: la teoria del plusvalore.

                                   "Nei corpi sociali le idee sbagliate 

                             sono come le malattie del corpo umano". 

                                                          Giacinto Auriti 

    Marx, come intuì il professor Giacinto Auriti (il padre della "Teoria del Valore Indotto della Moneta") con la Teoria del Plusvalore aveva denunciato il fatto che il datore di lavoro sfruttasse il lavoratore appropriandosi parassitariamente del reddito di capitale, ma non aveva svelato la seconda parte dell'arcano: il fatto che 

                                             gli attori sociali e politici 

                        mai nella storia si fossero posti trasversalmente 

                                   agli interessi del sistema bancario.

    Il sindacato nasce e cresce nella culla del marxismo. Per il filosofo tedesco esso è uno

                "strumento di rivoluzione, con lo scopo di rivendicare, 

                                   sotto forma di aumento dei salari, 

                                                       il plusvalore".

                                                           Carlo Marx 

     Le profondissime lacune del marxismo      

    Auriti comprende le profondissime lacune socio-economiche dell'ideologia social-comunista, smascherando Marx e vanificando il suo storico alibi. La Teoria del Plusvalore, restando indifferente e neutrale rispetto al processo monetario che alimenta e vizia a monte il conflitto tra imprenditori e operai, si rivela funzionale agli interessi dello stesso capitalismo. Egli denuncia l'elemento che sfugge a Marx e, in ultima istanza, penalizza  lo stesso lavoratore

                              il venir meno dell'interesse a contrarre 

                                         da parte del datore di lavoro. 

    Il peccato originale, l'errore della Teoria del plusvalore di Karl Marx,  sta nel fatto che

                          "ponendosi l'ipoteca morale sul plusvalore

                                 (e non sulla moneta-debito in sé)

              viene meno nel datore di lavoro l'interesse a contrarre, 

                         e si pongono così le premesse per il lavoro 

                               senza contratto che, a ben guardare, 

                           altro non è che il ritorno alla schiavitù, 

                               realizzata nel capitalismo di stato, 

         con l'imposizione d'autorità dell'ammontare dei compensi 

                                       tipica dei regimi socialisti, 

                  nel capitalismo liberale con la flessibilità dei salari".      

                                                        Giacinto Auriti 

     Socialismo e liberismo: 2 facce, una medaglia

    La principale contraddizione del marxismo, che avvicina Marx alle posizioni liberal-capitaliste più estreme, consta perciò nello spostare il nocciolo della rivendicazione sociale esclusivamente su una futile scaramuccia o  "guerra tra poveri"; cioé sul piano di un irrisolto e perenne duello storico tra datori di lavoro e proletariato, dimenticando che a dare il sangue ad entrambi i corpi sociai posti sul ring della storia è proprio il sistema bancario. Quest'ultimo è il nemico occulto, la mano assassina che

                              immettendo nel sistema economico

                                         denaro-debito avvelenato

                            (cioé moneta inquinata a monte dal debito:

                                 capitale creato dal nulla più interessi)

                        pugnala alle spalle entrambi i contendenti, 

                      costringendoli al reciproco omicidio/suicidio.

     

     Inganno e fine delle ideologie del Novecento    

    Ovviamente è lo stesso sistema bancario (d'estrazione giudeo-massonico-protestante) ad aver creato la contesa, promuovendo sia l'ideologia social-comunista che quella liberal-capitalista attraverso processi rivoluzionari cruenti e "rivoluzioni culturali" che hanno fatto del Novecento il secolo più buio della storia, malgrado il paravento della "Democrazia". I sindacati – e per comprenderlo basta guardare l'attuale sfacelo economico – in effetti hanno avuto storicamente il compito di intervenire e "moderare" l'alterco, guardandosi bene, però, dal risolverlo.

                      Ecco perché il tema del signoraggio bancario

                     è ancora oggi un tabù sia per le grandi lobby

                                    che per marxisti e sindacalisti.

    Il reale obiettivo di questa guerra senza fine è, dunque, quello di spossare agli estremi, fino all'esaurimento totale, entrambi i duellanti e contestualmente impoverirli a monte, con crescenti livelli di tassazione e – in aggiunta – attraverso la delocalizzazione dei poli produttivi e l'assenza di concorrenza reale.

     Postumi contemporanei del morbo marxista  

    Attualizzando questo assunto alla realtà contingente possiamo sostenere che la globalizzazione, fatta propria da tutti i sistemi "democratici", non è altro che la

                      premessa per la cinesizzazione delle società,

             intesa come schiavitù reale dovuta alla mancanza di

                             regolamentazione indotta del lavoro

                        e assenza totale di una cultura monetaria

                                                tra i "contendenti"

    La "Democrazia" diviene, dunque, un fantasma, un'illusione. Ciò in un mondo dove aumentano gli orari di lavoro e, per contro, diminuiscono gli occupati e il valore dei salari, in nome della "flessibilità". Evidentemente non si tratta di casualità, ma di un piano di dominio, ricco di elementi speculari, ben architettato nei secoli, anche se

                          i media collusi tendono a semplificare tutto

    camuffando le strategie monetarie studiate per annientare i popoli

                            facendo ricorso alla generica espressione

                                               di  "crisi economica".

     

     Oltre il luogo comune                                            

    Andando ben oltre il luogo comune e l'approssimativa, equivoca, suddivisione tra struttura e sovrastruttura cara a Marx, dove tutto si riduce ad economia e potere economico, invero scorgiamo evidenti indizi che riconducono il conflitto ad una dimensione ideologico-religiosa: vera anima del marxismo e dei suoi filosofi. Non possiamo dunque tacere sulla reale natura religioso-ideologica dal socialismo (o social-comunismo) e del marxismo, nati in ambienti giudeo-massonici (2) e filo-bancari: le medesime incubatrici del liberismo! No va dimenticato infatti, il ruolo del banchiere giudeo, e massone, Jacob Schiff e dei suoi correligionari dell'alta finanza (giudeo-massoni fedelissimi a Cabala e Talmud) nel finanziamento delle diaboliche e sunguinosissime stragi rivoluzionarie rosse… e non solo. Essi furono gli stessi uomini che fondarono la Federal Reserve negli Sati Uniti, nel 1913 (alter ego di Wall Street) dopo essersi liberati dello scomodo Abramo Lincoln (1865) (3).

                                  Socialismo, giudeo-Massoneria

                                                 e sistema bancario 

                            hanno un'unica anima e un'unica mente

    Ma questo, personaggi molto in voga come l'onnipresente giovane filosofo neomarxista Diego Fusaro (accolto "curiosamente", a braccia aperte, in tutti i salotti delle tv imperiali) o l'omologo più anziano, Giulietto Chiesa, sembrano ignorarlo… Ignoranza o collusione con il sistema? Beh fate voi! 

    (2) Cfr.: Le radici occulte del Socialismo

    (3) Cfr.: Da Lincoln ad Auriti – L'unica via per uscire dalla crisi

     Il problema monetario. Chi lo nasconde?      

    Ne "Il Capitale", mattone di 1528 pesantissime pagine "di liberazione", il paladino dei popoli, Carlo Marx, dedica al problema dei problemi, la schiavizzazione dei popoli tramite il sistema bancario e la moneta-debito, solo due confuse righe… Ma i nuovi seguaci di Marx fanno anche peggio! Giulietto Chiesa ha più volte ammesso pubblicamente di considerare il signoraggio bancario un falso problema (4)Diego Fusaro, sulla stessa scia, pur avendo avuto su questi temi, con il sottoscritto, un pubblico confronto presso l'Università di Catanzaro, dinanzi a centinaia di studenti, ed esser stato informato a dovere sulle tematiche monetarie e le teorie auritiane, non parla mai dell'argomento nei salotti tv (dov'è da anni di casa) e sostiene spesso, addirittura, di "non conoscere Auriti". Incredibile!

    (4) errore per conto mio sufficiente a oscurarne l'immagine di intellettule onesto

     Un rovinoso naufragio                                        

    D'altronde Carlo Marx (per tacere su Hegel ed Engels) è l'emblema dell'ambiguità e dell'inganno mondialista che si celano dietro le ideologie del Novecento. Egli non ha mai messo in discussione il denaro, come avevano ben chiaro – tra l'altro – anche personaggi di altissima dignità morale come Giacinto Auriti ed Ezra Pound.  

              I marxisti alla Giulietto Chiesa e alla Diego Fusaro,

    nonostante le serrate critiche contro il capitalismo e la finanza,

          e nonostante gli spazi mediatici abnormi concessi loro,

         non riescono a comprendere cosa sia davvero il denaro

    pur dimostrando una grandissima capacità dialettica e retorica.. Beh sarebbe ora di svegliarsi! Non trovate?  Queste brevi considerazioni sono sufficienti a comprendere, ancora una volta, la convergenza verso un unico punto di Cournot tra liberalismo, marxismo e imperialismo bancario.

                       I "grandi pensatori" e filosofi marxisti

                            del nostro tempo, a quanto pare

                    naufragano miserevolmente sullo scoglio

                                          della moneta-debito.

    Buona ragione per smettere di seguire i loro saggi (ed interessati) sproloqui in tv: il bene e la verità, infatti, non possono essere né parziali né ambigui, altrimeti contraddirebbero se stessi e la loro dimensione universale.

      Democrazia integrale e questione monetaria 

    Prima di avventurarci in sconvenienti siparietti da stadio, o in "battaglie costituzionali" in difesa della "Democrazia" e dello "stato di diritto", bisognerebbe comprendere e rivelare in tutta la loro portata distruttiva, i reali motivi di questa pseudo-crisi mondiale dando centralità alla questione monetaria, Questa rivoluzione culturale passa anche dalla

                rivalutazione dell'elemento giuridico della moneta,

                         rispetto a quello prettamente economico.

    Bisogna capire di chi deve essere la proprietà della moneta! Per far questo dobbiamo uscire dalla gabbia dell'economia classica, dall' "economia del debito", rimettendone in discussione i capisaldi: da Marx a Weber, da Keynes a Smith. Vi sarà una reale democrazia (o "democrazia integrale") sono attraverso la socializzazione dello strumento monetario, cioé attraverso la realizzazione della "Proprietà Popolare della Moneta".

    Sergio Basile / Presidente "Sete di Giustizia" (Copyright © 2016 Qui Europa)

     

    falsa Democrazia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La vera democrazia e la sua parodia                     

    Roma – di Matteo Mazzariol – Gli italiani non hanno più alcun potere: il singolo cittadino non può decidere nulla sul proprio lavoro, nulla sul modo in cui viene creato il denaro, nulla sulla sua previdenza sociale e sulla sua pensione, nulla sul prezzo di beni e servizi, nulla su chi entra e chi esce dalle proprie frontiere. Può solo decidere, una volta ogni 5 anni, che segno mettere su una scheda bianca: tutto questo qualcuno insiste a chiamarlo democrazia, senza accorgersi che ne è invece soltanto una grottesca parodiaLa vera democrazia consiste infatti nell'esercitare direttamente tutti quei poteri reali che il sistema partitocratico impedisce di principio.

                         Il sistema dei partiti non è altro che

    "l'instrumentum regni" dell' oligarchia economico-finanziaria 

                             che oggi detiene il potere reale.

    Non vi è infatti autentica democrazia senza una corrispondente equa distribuzione della proprietà produttiva e del potere decisionale tra i vari comparti lavorativi, non vi è vera autentica democrazia senza distributismo.

     L'alternativa distributista                                        

    Non ci può essere vera democrazia senza distributismo e senza proprietà popolare della moneta (vedi teoria auritiana – Ndr). Per democrazia si intende quella forma di governo in cui, compatibilmente con le contingenze, il potere ("kratos") è distribuito in maniera più ampia possibile nel popolo ("demos"). Sappiamo benissimo che in una società in cui la proprietà e le ricchezze non sono distribuite uniformemente ma concentrate nelle mani pochi – sto parlando della società in cui viviamo – non si può avere vera democrazia. Nel momento in cui infatti qualsiasi governo, anche il più "democraticamente" eletto, deve decidere che regole e disposizioni, sarà sempre influenzato dalla pressione delle lobby più potenti: le leggi sulle banche, sulla finanza, sulle multinazionali, sulle grandi assicurazioni sono state fatte e continuano ad essere fatte secondo questo criterio. Chi possiede enormi ricchezze ha un corrispettivo enorme potere.

                               La democrazia che rimane

       è una democrazia ipocrita e falsa, di mera facciata.

    Emerge quindi una innegabile equazione tra potere economico-finanziario e potere politico. Che fare dunque? Il distributismo ha la soluzione:

                           ci potrà essere vera democrazia

                                        solo quando ci sarà

           un'equa ripartizione della proprietà produttiva,

    in modo che corrispettivamente non ci sia alcun corpo sociale

          od individuo che abbia accumulato così tanta ricchezza

                 da esercitare un potere politico sproporzionato.

    liberal-capitalismo e social-comunismo, che puntano alla concentrazione del potere economico nelle mani di pochi – capitalisti o Stato – sono quindi intrinsecamente anti-democratici. Per una vera democrazia l'unica via è il distributismo.

     No a Keynes, No al liberismo                            

    Il paradosso in cui viviamo oggi è che ci troviamo in una delle più grandi crisi economico-sociali che l'umanità abbia conosciuto e le ricette che ci vengono suggerite dagli esperti per uscirne (keynesismo e liberismo), lungi dall'essere in opposizione l'una con l'altra, sono in realtà due diverse facce di una stessa medaglia. Tutte e due infatti hanno alla loro base un assunto di fondo:

                                        è buono e giusto

                che il potere e la proprietà nella società

                    siano concentrate nelle mani di un

                             gruppo ristretto di persone. 

    Nel liberismo il caso è evidente: massima libertà, con abolizione di tutte le leggi che vincolano ad un principio di equità e giustizia le azioni economiche, con conseguente sempre maggior accaparramento delle risorse da parte degli attori più forti. E' lo scenario che abbiamo davanti agli occhi: l'1% della popolazione che detiene più del 50% delle risorse. Il keynesismo, nelle sue molteplici varianti – oggi si parla di neo-keynesismo – apparentemente si erge contro lo squilibrio economico-sociale del liberismo ma in realtà non è assolutamente in grado di superarne le aporie, anzi rischia di peggiorarle. Il keynesismo infatti rappresenta in sostanza il tentativo di mitigare gli effetti negativi del liberismo senza affrontare il problema di fondo del capitalismo – cioè la funesta separazione tra capitale e lavoro. Il keynesismo lascia inalterato lo strapotere delle elitè economiche finanziarie, operando una sorta di redistribuzione forzata dei beni dai grandi capitalisti ai cittadini, attraverso l'apparato burocratico statale. Il progetto, come si è potuto sperimentare dagli anni '70 in avanti, è fallimentare. Fallimentare perchè non tiene conto della realtà, umana, economica, politica.

     Eternamente dipendenti, eternamente schiavi

    Dal punto di vista umano il cittadino medio nella visione keynesiana dipende infatti per il suo sostentamento non dai frutti del proprio lavoro ma dalle concessioni – fiscali, previdenziali, remunerative, assistenziali – che lo Stato, ed il governo che di volta in volta lo rappresenta, decide di attuare. 

                         Il cittadino perde così il bene più prezioso, 

                     quello che lo distingue dagli animali, la libertà, 

                        e diventa a tutti gli effetti un “dipendente”, 

                          sottomesso in tutto e per tutti ai dettami 

                                         dell'apparato burocratico. 

    Le sue capacità personali si riducono così ad avere un ruolo molto limitato nel decidere il suo status. Tale apparato burocratico inoltre, non essendo un'entità astratta ma un corpo forzatamente composto da uomini, rappresenta anch'esso un enorme concentrazione di potere nelle mani di pochi, una realtà oligarchica, inevitabilmente legata e connessa all'altra forma di oligarchia, quella economico-finanziariaAlla casta dei capitalisti si aggiunge quella, più subalterna ma non meno prevaricante, dei burocrati statali: sempre di casta e di oligarchia comunque si tratta e sempre spossessati di potere reale (politico ed economico) rimangono i cittadini.

     Società Servile e alternativa distributista              

    La società che così prende forma è quello dello Stato Servile, descritto da Hilaire Belloc e Gilbert Chesterton quasi 100 anni fa, in cui il singolo non conta più nulla ed ha perso tutte le libertà fondamentali di fronte ai poteri economici e statali. Inevitabile, dirà qualcuno. Che alternativa c'è in fin dei conti?

                                             L'alternativa c'è

                                 e si chiama senso comune.

    Il distributismo è infatti quella visione politica che fa del senso comune il perno di ogni considerazione e decisione. La proposta del distributismo è molto semplice. Dire no a liberismo e keysenismo e promuovere una società in cui: il capitale ed il lavoro vengano riuniti nelle stesse persone, là dove possibile; i cittadini vengano aggregati sul territorio per comparto lavorativo in associazioni in grado di discutere e decidere tutti gli aspetti importanti e concreti della sfera socio-lavorativa (principio corporativo); il denaro torni ad essere di proprietà dello Stato, o meglio, dei cittadini al momento dell'emissione; la famiglia torni ad avere una propria autonomia economica reale.

     Uomo libero, non dipendente/schiavo                   

    Questo modello di società – la società distributista – è radicalmente diverso da liberismo e keynesismo in quanto si basa sulla massima distribuzione possibile di potere e proprietà dal basso, a partire dalla famiglia. In esso la figura predominante non sarà quello del “dipendente” ma dell'uomo libero, in grado, con il proprio lavoro, di sostenere la propria famiglia, ed aggregato, attraverso forti vincoli di responsabilità e partecipazione, con quanti condividono la sua attività sul territorio. In tale modello non ci saranno nuclei oligarchici (finanziari, economici, burocratici) ma il potere sarà il più possibile diffuso secondo le capacità ed i meriti dei singoli. In tale modello lo Stato continuerà ad avere un ruolo significativo, quello di controllare il rispetto delle leggi e del bene comune, mentre la maggior parte dei servizi (sanità, educazione, trasporti) saranno forniti dai privati: la figura del dipendente sarà sostituita da quella del lavoratore-proprietario. Utopia? No, senso comune! Utopia infatti deriva dal greco “ou”=non e “topos”=luogo.

                         Il “non luogo” è proprio il posto in cui

                                              ci troviamo oggi,

            grazie al fatto che la politica persevera a seguire

                              i modelli liberisti e keynesiani,

                                        gia sepolti dalla storia.

    Il distributismo indica un'altra strada, basata sulla roccia della ragionevolezza, e quindi destinata a raggiungere i luoghi della realtà.

    Matteo Mazzariol / Pres. Movimento Distributista Italiano 

    (Copyright © 2016 Qui Europa)

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  • Referendum: una Costituzione per un Democratismo assoluto / 1

    Referendum: una Costituzione per un Democratismo assoluto / 1

    Martedì, 25 Ottobre/ 2016   

    – Redazione Qui Europa –

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Sergio Basile, Dittatura, Socialismo, Liberismo, Referendum 

    Referendum: una Costituzione per un

    democratismo assoluto / 1

    Questo Referendum somiglia sempre più ad una

    grandissima operazione di marketing (bipartizan)

    e re-styling democratista… contro il popolo

     

    Iniziativa di Libero Confronto

    di Roberto Pecchioli / con integrazioni e note di Sergio Basile

    Referendum

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Democrazia, democratura, democratismo           

    Roma – La democratura è un regime politico improntato alle regole formali della democrazia liberale ma ispirato ed organizzato di fatto come una dittatura(in merito va comunque specificato che già la stessa democrazia liberale presenta evidentissimi limiti e inganni strutturali congeniti, tipici di una dittatura. Non a caso ilProfessor Giacinto Auriti definì l'attuale società democratica coniando l'espressione di "società dell'usura legalizzata" o "usurocrazia" – Sergio Basile / Ndr).

    La stessa "democrazia liberale" è, tuttavia, una costruzione di per sé fallace, inquadrabile con l'espressione – forse più calzante – di "democratismo", in quanto ispirata a modelli di società strumentali e strumentalizzanti che contrastano nettamente con il principio della realizzazione del "bene comune" così come inquadrato nell'immaginario collettivo: quest'ultimo ispirato, invece, a organizzazioni sociali organiche, dove il bene non cerca la legittimità nel vuoto, egoistico e tirannico numero, ma la realizzazione piena di tutta la comunità sociale (tipico schema medievale o pre-illuministico/pre-rivoluzionario) nel mutuo soccorso e nella ricchezza diffusaLa democrazia odierna tende quindi a strumentalizzare (seguendo fedelmente lo schema hegeliano) tutti gli attori sociali ed istituzionali, al fine di realizzare interessi del tutto personalistici o élitari, assolutamente antitetici al concetto nobile di "bene comune" o "bene sociale" . Le due facce speculari a questo nocivo sistema "democratico" sono oggi, come riconosciuto dallo stesso Cardinal J. Ratzinger nella prefazione al libro "Nuovo Disordine Mondiale", il liberal-capitalismo e il social-comunismo. Due mostri che, in forma diversa, lavorano alla medesima causa di dominio mondialista su popoli e nazioni. Il denaro controllato ed emesso dai grandi potentati giudeo-massonici è la cartina tornasole di questo sistema perverso, chiamato "democrazia moderna".

    (Sergio Basile / Ndr)

     I volti della dittatura democratista                         

    Il termine "democratura", del resto, ha due padri, lo scrittore (socialista) uruguayano Eduardo Galeano (pluriosannato dalla piramide di potere socialista al comando nei principali stati del Sudamerica – Ndr) e lo scrittore (socialista) bosniaco Predrag  Matvejevic (1), il modello che entrambi descrivono è quello di una democrazia ristretta o in altri termini una “dittatura costituzionale”, ovvero un regime concretamente oligarchico. La distanza geografica e culturale dei due intellettuali che hanno coniato il neologismo è (o meglio sarebbe – ndr) la prova che entrambi, da punti di osservazione assai diversi, hanno (avrebbero – Ndr) colto un punto centrale della nostra era, quello della vittoria storica del modello economico sociale liberista fondato sul predominio della finanza e sulla conseguente spoliticizzazione dell’esistenza.

    (1) Predrag  Matvejevic fu consulente per il Mediterraneo nel Gruppo dei saggi della Commissione Europea durante la presidenza di Romano Prodi . È vicepresidente del PEN  Club Internazional di Londra, organizzazione internazionale ed élitaria di letterati, avente legami con l'UNESCO e l'ONU (Sergio Basile –Ndr). 

    E' tuttavia doveroso notare come entrambi questi esponenti dell'intellighenzia socialista "critici del capitalismo" (vedi foto grandi in chiaroscuro, in copertina),  siano invero uomini molto vicini al potere: Galeano fu un vero e proprio eroe dell'élite politico-rivoluzionaria social-comunista sudamericana e Matvejevic è vicino a club filo-modialisti come il PEN di Londra e a consessi (mondialisti) vicini alla Commissione europea targata Romano Prodi (l'uomo dell'euro)

    (Sergio Basile – Ndr). 

    Oggi, inoltre, più che di rovinoso processo di spoliticizzazione dell'esistenza sarebbe più opportuno parlare di criminoso/tragico processo di scristianizzazione dell'immaginario, di surrogazione del "diritto democratista" al diritto divino e di imperdonabile deificazione delle ideologie umane. In aggiuta, è doveroso sottolineare come l'idillio tra élite social-comunista è liberal-capitalista sia, malgrado le apparenze, pressoché totale, e per capirlo bene non serve andare a sbirciare nei retrobottega delle logge massoniche, nelle quali avviene spesso e volentieri la cosiddetta "selezione politica" (e nelle quali pascolano allegramente, in un unico fraterno abbraccio, molti dei leaders politici di schieramenti "opposti"); basta andare a leggere i curriculum vitae dei soloni dell'Ue, analizzare i loro interessi economici e le loro amicizie particolari con il gota dell'intellighenzia mondialista liberal-capitalista e di sinistra. Come si spiega, altrimenti, che negli ultimi 6/7 anni diverse commissarie europee d'orientamento socialista avevano come coniugi attivissimi speculatori della City of London 

    (Sergio Basile – Ndr). 

    Referendum

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Mirata operazione di marketing (bipartizan)      

    La riforma della costituzione italiana, ed il referendum che dovrà accoglierla o rifiutarla, si inserisce perfettamente nella tendenza delle sedicenti democrazie rappresentative ad uscire da se stesse, trasformandosi, appunto, in democrature (o esasperando all'inverosimile l'originaria impronta democratista delle stesse – S.B./Ndr), regimi in cui i popoli non contano più, ma non devono saperlo. Il caso italiano è particolarmente interessante, e rende giustizia ad un’osservazione che il giurista Giacinto Auriti usava premettere a molti suoi interventi pubblici. Lo scopritore del valore indotto della moneta sosteneva che se dovessimo descrivere fisicamente un uomo che conosciamo da sempre e che porta i baffi, probabilmente trascureremmo proprio questa sua caratteristica, tanto ci sembra evidente e connaturata al suo aspetto. Allo stesso modo, continuiamo a credere di vivere in un sistema democratico per pigrizia mentale e per massiccia esposizione a bombardamenti mediatici. Non è così, e ne è una prova lampante la riforma del Fiorentino e di Maria Elena Boschi, la sua giovane e bella ministra (ed anche questo non è per caso).

    A margine di ciò non va neppure dimenticato il fattore caos (scientificamente voluto) insito nelle strategie di gioco delle squadre del SI e del NO, e che sta caratterizzando questo tempo di preparazione al referendumuomini di destra e sinistra si avvicendano in raccamboleschi ribaltamenti di fronte tra SI e NO (e con essi gli stessi massoni si sono sapientemente divisi…) quasi a voler dimostrare – in una mirata operazione di marketing democratista bipartizan – che l'affievolimento della "battaglia democratica", ridicolizzata e al tempo stesso smascherata dall'avvento della masso-tecnocrazia europeista, possa risorgere come la Fenice.

    Ma a ben vedere anche se dovesse vincere il NO (ipotesi che io personalmente auspico) a fare la festa agli Italiani, non sarà Renzi, mediante lo stravolgimento liberticida della Costituzione, bensì i suoi amici dei "mercati" che evidentemente, a suon di rating e spread, manderanno ancor più in tilt il debito pubblico italiano, costringendoci, comunque, a nuove misure da usura, cosiddette "lacrime e sangue". Se non si combatte e delegittima il drago colpendolo al cuore, i popoli saranno sempre – in un caso o nell'altro – i soli a perdere l'élitaria partita (truccata a monte). 

    (Sergio Basile – Ndr). 

    il museo dedicato alla cultura marinara 

     L'unico modo per difendere Cost. e Dignità        

    Ecco perché tutto questo clamore e fervore per il Referendum sulla riforma della Costituzione, dovrebbe interessare ancor di più la battaglia per la conquista di una sacrosanta sovranità monetaria in seno al popolo italiano. Finché il potere corruttivo del denaro emesso dal nulla – e senza copertura aurea – sarà nelle mani delle piramidi politiche (apparentemente poste in cometizione tra loro) il destino dei popoli sarà segnato da funesti presagi di miseria e morte. La vera difesa della Costituzione e della dignità dei popoli, dunque, non potrà che conseguirsi con la realizzazione della Proprietà Popolare della Moneta, concepita dalla geniale mente del Professor Giacinto Auriti.

    (Sergio Basile – Ndr). 

     47 – Il morto che parla                                              

    La costituzione del 1948 , detta la più bella del mondo dai suoi adoratori progressisti (specie social-comunisti alla Benigni – Ndr), così splendida non doveva essere, se le modifiche proposte riguardano ben 47 dei suoi 139 articoli. Fin troppo facile ricorrere alla smorfia napoletana: 47 morto che parla, dove il cadavere , purtroppo, è il popolo italiano e la sovranità che gli appartiene, una menzogna colossale ( i baffi non più notati della metafora auritiana)  affermata all’articolo 1 della Carta. Peraltro, era già tutto ben predisposto da allora, giacché i costituenti, che la pensavano in maniera diametralmente opposta su tutto, fecero e disfecero, come Penelope con la sua tela. La sovranità appartiene al popolo, ma esso la esercita “nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Forme e limiti che la riforma di Renzi e della fascinosa Boschi, regina dell’Etruria, riducono, tra l'altro, quasi a zero.

     Un sistema giuridico ad immagine dell'élite        

    E’ una tendenza mondiale (in cantiere già da tre secoli e oltre, con la sottrazione ai popoli della loro, legittima, sovranità monetaria – Ndr) che cancella la sovranità – popolare o nazionale, non fa differenza – e riduce il governo a “governance”, amministrazione dell’esistente, non più a nome dei condomini-popolo, ma dei membri di una dittatura del denaro e delle sue istituzioni che, ormai, non vedono solo i ciechi e, purtroppo, i milioni di accecati dalla poderosa macchina propagandistica dei superpadroni. Ivan Illich lo chiamava “monopolio radicale”. Chi possiede tutti i mezzi (esercitando il controllo totale sulla moneta-debito e i suoi criteri di elargizione – Ndr), determina tutti i fini, quindi non può che costruire un sistema giuridico a propria immagine. Ma poiché ha diffuso nei sudditi concetti come legalità e democrazia, vale quanto Bertolt Brecht fa dire in un suo romanzo al capo dei gangsters che comanda ai suoi seguaci: “il lavoro deve essere legale". La legalità finisce come parola d'ordine di un gangster, dopo aver esordito come ambasciatrice della divinità della ragione. Di qui dunque le menzogne assortite sui minori costi della politica, sulladiminuzione dei parlamentari (antico progetto della superloggia P2 – Ndr), sulla velocizzazione del processo legislativo (falsa, e che comunque non è un valore un sé, come dimostrano la fulminea approvazione della legge Fornero sulle pensioni o del lodo Alfano), sulla maggiore “efficienza” del sistema: altra parola magica che nasconde a malapena inganni  solenni.

     Attuazione del "Piano europeista"                          

    Non è difficile smontare ad una a una le innovazioni costituzionali , e molti lo stanno facendo. Tuttavia, ci è sembrato di individuare, leggendo con pazienza le sessanta pagine comparative diffuse dal centro studi della Camera dei Deputati, un elemento che potrebbe essere la chiave interpretativa dell’intera operazione politica di revisione istituzionale, partita nel 2011 con la famigerata lettera riservata della Banca Centrale Europea al governo Berlusconi. Il nuovo testo costituzionale che dovrà essere approvato con referendum – e temiamo che finirà col passare – contiene una serie di passaggi in punti significativi dell’articolato, relativi “all’attuazione delle normative e delle politiche dell’Unione Europea”. Lo studio delle parole e dei concetti di una frase o di un sintagma apparentemente neutro dà spesso risultati sorprendenti.  Un campo semantico è un insieme di parole che si riferiscono ad uno stesso gruppo organizzato di significati legati tra loro. Semplifichiamo: attuare vuol dire tradurre in pratica qualcosa di già pensato e formulato altrove. Nello specifico, le normative – leggi, direttive, regolamenti – e le politiche , cioè le modalità concrete della vita pubblica , diramate dall’’Unione Europea, il vero attore protagonista del film renziano. Comparsa il popolo italiano, aiutante al montaggio il governo, eletto peraltro con meccanismi volti ad eludere la volontà popolare e regole del gioco estranee al principio democratico cui si sparge incenso h.24 , pressoché disconnesse dallo stesso metodo democratico. Il gioco è fatto, i baffi della democrazia sono tagliati definitivamente, ma la maggioranza è persuasa del contrario, addirittura ha votato allegramente secondo gli interessi dei proprietari del rasoio…. Compito del sistema politico italiano , dunque, è “attuare” i voleri dell’Unione Europea, il secondo livello del potere, sopra il quale ci sono ancora i veri oligarchi, coloro che possiedono, controllano e dirigono l’apparato industriale, mediatico, tecnologico, militare attraverso la leva finanziaria, i monopolisti integrali, o, se preferite, gli azionisti di (schiacciante) maggioranza del mondo. Hanno dovuto dircelo, o meglio voluto, in mezzo all’oceano di parole del nuovo testo costituzionale. Da oggi i colpevoli saremo noi, se le cose andranno in un certo modo. Sembra quel magnifico gioco di sponde con cui, nel biliardo, il giocatore provetto fa finire in buca, una dopo l’altra, tutte le bocce presenti sul tappeto.

     Verso una nuova compressione della libertà        

    C'è una domanda che si ha il diritto-dovere di porsi, dinanzi ai cambiamenti politici:

    il nuovo che avanza

    allarga o restringe gli spazi di libertà concreta,

    di partecipazione, di intervento popolare?

    La risposta è ovvia. La costituzione è stata oggetto nel tempo di varie modifiche, in genere peggiorative. Pensiamo al famigerato pareggio di bilancio, imposizione ideologica del dogma economico monetarista, approvata in gran fretta, in assenza di dibattito e senza opposizione. Ora chiudono il cerchio: vuolsi così dove si puote ciò che si vuole. Non potremo più eleggere il Senato. I futuri “patres conscripti” saranno tutti nominati, come al Grande Fratello. Quanto al conclamato risparmio, si ridurrà a molto meno di un euro annuo per ciascun italiano. Le province sono state cancellate per finta, abolita è l’elezione di presidenti e consiglieri. Per quanto concerne la stabilità, mantra del liberalismo progressista, essa è in contraddizione evidente con il tanto solennemente gridato principio democratico, che organizza il conflitto, lo regola, ma non lo abolisce. La massima stabilità si realizza abrogando del tutto la partecipazione popolare, giacché loro, gli Illuminati, sono in grado di decidere tutto per bene, senza il fastidioso intervento del popolo ignorante e talvolta puzzolente. La democratura, come l’uovo di Colombo, risolve il problema. A scadenze dilatate nel tempo, i sudditi votano al segnale di un fischietto, tracciano un segno su nomi e simboli decisi altrove, credendo di scegliere tra programmi ed idee distinte, ma in realtà sovrapponibili. Chi non è d’accordo, viene messo fuori gioco da prima con regole procedurali assurde, e, se riesce comunque ad essere della partita, torna al punto di partenza, come nel gioco del Monopoli, escluso anche dalla rappresentanza. Così vogliono i sistemi elettorali neo-democratici, a partire da quello collegato alla riforma costituzionale. Hanno convinto molti che i parlamenti servano solo per nominare un governo, e dopo, tutti zitti, nonostante parlamento, appunto, evochi (sia pur in maniera molto, molto, molto astratta.. – Ndr) l’idea di discutere, partecipare. Stabilità, nuova sirena del mondo…(continua nella seconda parte)

    Roberto Pecchioli / e Sergio Basile  ( integrazioni e note )

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  • Parte da Vercelli lo Sciopero Fiscale

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    Lunedì, Marzo 3rd/ 2014

     – di Daniele Di Luciano  –

     Daniele Di Luciano, Sciopero Fiscale, Vercelli, Equitalia, Guardia di Finanza, Dittatura, Moneta Debito, Moneta del portatore, Proprietà Popolare della Moneta, Giacinto Auriti, Basta Pagare, Non pagano la Tares, Non pagano i contributi per mangiare 

    Parte da Vercelli lo sciopero fiscale

    Chi aderisce lo dice in TV, senza più paura!

    Un manifestante: "se viene Equitalia, manderò

    i miei figli amangiare a casa del direttore!"

    Video in allegato

     

    di Daniele Di Luciano

    Sciopero Fiscale

     Lo Scipero Fiscale – Pagare le Tasse o Mangiare?                                          

    Gattinara (Vercelli) – di Daniele Di Luciano –  A Gattinara, in provincia di Vercelli, è iniziato lo sciopero fiscaleMangiare o pagare le tasse? Mangiare è la coraggiosa risposta degli imprenditori. Perché oggi anche l’ovvio è diventato un gesto coraggioso. Non hanno più paura! Un ristoratore spiega, ai microfoni di Agorà, che preferisce continuare a lavorare senza pagare piuttosto che chiudere e chiedere l’aiuto al Comune per andare avanti. L’iniziativa è partita da un semplice volantino appeso sulla vetrina di un locale. Ma si è diffuso rapidamente, prima nelle zone limitrofe allo stesso, poi in tutta la provincia di Biella, ed ora in tutta Italia, tramite internet. Nessun timore per la finanza e per Equitalia. Siamo in mezzo alla strada – dicono -non abbiamo nulla da nascondere.

     Continuando ad accettare Moneta-Debito BCE, sarà sempre peggio     

    Prima di lasciarvi al video, sottolineiamo, ancora una volta, che continuando ad accettare la moneta emessa a debito dalla BCE, le tasse non potranno che aumentare, governo dopo governo. Occorre che la moneta torni di proprietà del portatore, non di proprietà di quattro banchieri privati. Occorre che la moneta sia accreditata all’atto dell’emissione e non più addebitata. Altrimenti il circolo vizioso del debito e delle tassse, finirà per schiacciare tuttiCapito razza di politici amici dei banchieri?

    Daniele Di Luciano / Redazione Losai.eu / Redazione Quieuropa

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  • Rubrica – I Figli della Troika – di Chris Richmond

    Rubrica – I Figli della Troika – di Chris Richmond

    Sabato, Novembre 16th/ 2013 

    I Figli della Troika – Rubrica, di Chris Richmond  Nzi –

    I Figli della Troika, Il Patto, Unione Europea, Chris Richmond Nzi, Se Osservassimo la Giustizia,  Infrangere il Patto,  Il Dissidente,   Il Tradimento,   La Dichiarazione di Guerra,   L'Esercizio del Potere oltre i Limiti del Diritto, Il Potere Fiduciario,  il Legittimo Ritiro del Mandato, Tirannia, Dittatura, Principio di Libertà 

    Prologo – Rubrica: I Figli della Troika 

    Il Patto, il Tradimento, La Rivoluzione! 

    Europa allo sbando – Nessuno può desiderare di

    avere con la forza ciò che è contro il diritto alla

    Libertà, ovvero, fare dell'uomo uno Schiavo.

     

    Rubrica – I Figli della Troika, di Chris Richmond Nzi

    Principio di Liberta e Troika - I Figli della Troika

     Prologo                                                                                                                            

    Rubrica, I Figli della Troika – E pensare che possediamo il libero arbitrio. Se così non fosse, consigli, comandi, esortazioni, difese, premi e castighi sarebbero inutili. Grazie alla facoltà di conoscere, fuggiamo da una cosa piuttosto che perseguirla, o viceversa. E poiché questo giudizio non è applicabile ad una particolare azione, ma è causa di una sintesi razionale, significa che agiamo secondo un giudizio libero, perché abbiamo la facoltà di prendere in considerazione una pluralità di oggetti. Ma se non fosse istituito un potere esecutivo che facesse rispettare le leggi di natura, il fare agli altri quello che si vorrebbe fosse fatto a noi stessi, potremmo legittimamente usare la forza per mantenere la propria sicurezza.

     Se Osservassimo la Giustizia…                                                                              

    Se osservassimo la giustizia e le leggi di natura, senza un potere che ci tenga perennemente in soggezione, alcun governo civile ed alcuno stato sarebbe necessario. Ma la competizione per l'onore e la dignità nutre l'invidia e l'odio, che a loro volta, scaturiscono in guerre; spesso e volentieri aumentiamo e diminuiamo l’importanza del bene e del male, facendo passare ciò che è bene per ciò che è male, e viceversa. Non dobbiamo perciò meravigliarci se un nostro patto ha poco valore e per rendere un nostro accordo durevole e cogente viene richiesto un ulteriore garanzia. Un potere comune, che ci tenga in soggezione, che diriga le nostre azioni e che possa giudicare le nostre reciproche offese. Un potere istituito mediante il conferimento di tutti i nostri poteri, per far si che per mezzo della pluralità delle voci, tutte le nostre volontà confluiscano in un’unica volontà. Accettiamo e riconosciamo noi stessi come autori di tutti gli atti del nostro rappresentante e sottomettiamo ogni nostra volontà ed ogni nostro giudizio al suo giudizio. Ci sottomettiamo, volontariamente, confidando di essere protetti.

    Principio di Liberta e Troika - I Figli della Troika

     Infrangere il Patto                                                                                                       

    Quando stabiliamo ed accordiamo a qualcuno il diritto di rappresentare ognuno di noi, accettiamo che tutte le sue azioni e tutti i suoi giudizi come se fossero i nostri, ed è da questo tacito consenso che scaturiscono i diritti e le facoltà di colui al quale abbiamo conferito il nostro potere. Siamo tutti vincolati, ognuno verso ogni altro, nel riconoscere e nel reputare noi stessi autori di ciò che il nostro rappresentante farà e giudicherà idoneo sia fatto, e qualora qualcuno dovesse dissentire, infrangeremmo tutti quanti il patto, e ciò sarebbe un'ingiustizia. Consentiamo che tutte le nostre azioni vengano adempiute attraverso il rappresentante prescelto, e qualora un dissidente dovesse protestare o rifiutare qualche decreto emanato, attuerebbe un comportamento contrario al nostro patto, ingiustamente.

     Il Dissidente                                                                                                                 

    Sia che il suo consenso sia stato richiesto o meno, il dissidente deve sottomettersi alle decisioni del rappresentante. Ognuno di noi è per questa istituzione autore di tutte le sue azioni e di tutti i suoi giudizi, e ne consegue che qualunque cosa essa faccia, non può offendere alcuno di noi, né da noi può essere accusato di ingiustizia. Nell'esercitare la sua autorità e nello svolgere il mandato ricevuto, non può offendere alcuno, pertanto, chi accusa il nostro rappresentante di ingiuria, si lamenta soltanto di ciò di cui lui stesso è autore. Nessun altro responsabile, se non se stessi , ma forse nemmeno se stessi, perché arrecare ingiuria a se stessi sarebbe un atteggiamento illogico.

    Principio di Liberta e Troika - I Figli della Troika

      Il Tradimento                                                                                                               

    È pur vero che colui che detiene il nostro potere può commettere iniquità, ma non ingiustizia in senso proprio, perché iniquo è ciò che viene compiuto contro le leggi di natura, mentre ingiusto è ciò che viene compiuto contro la legge civile. Ne consegue che il rappresentante non può mai essere ingiusto, ne può essere giustamente combattuto. Nessun uomo che abbia ottenuto il potere per consenso della moltitudine può giustamente essere punito o mandato a morte, perché ognuno di noi è autore delle azioni di quel tale. Punendo o mandando a morte il nostro rappresentante, non faremmo altro che punire o mandare a morte qualcun altro per le azioni che noi stessi abbiamo commesso. Questo almeno in valore assoluto. In teoria.

      La Dichiarazione di Guerra                                                                                   

    È pur vero che nel momento in cui qualcuno tenta di porci sotto il proprio potere assoluto, colui si pone con un atteggiamento di guerra, poiché tale azione potrebbe essere un tentativo da intendere come una dichiarazione di attentato alla nostra vita. Chi volesse porre sotto il proprio potere senza ricevere consenso potrebbe usare gli uomini come gli pare e piace, ed  una volta conseguito il potere potrebbe anche distruggere la specie umana,  se mai gli venisse in mente di farlo. Nessuno può desiderare di avere con la forza ciò che è contro il diritto alla libertà, ovvero, fare dell'uomo uno schiavo. L'unica nostra sicurezza sta nell'essere liberi da qualunque forza di questo genere e la ragione ci costringe a considerare un nemico chiunque voglia privarci della nostra libertà.

    Principio di Liberta e Troika - I Figli della Troika

      L'Esercizio del Potere oltre i Limiti del Diritto                                                 

    L'esercizio del potere oltre i limiti del diritto, al quale nessuno ha diritto, è la tirannia; e la tirannia, consiste nel far uso del potere ottenuto non per il bene di quelli che ad esso devono sottostare, ma per il proprio vantaggio privato. Si ha tirannia quando chi governa assume come regola non la legge ma il  proprio volere, ed i suoi comandi e le sue azioni sono dirette non alla libertà del popolo, ma alla soddisfazione della personale ambizione, vendetta, avidità, o qualunque passione non ammessa. È un errore pensare che questo difetto sia in voga soltanto nelle monarchie. Anzi! Ovunque il potere è indirizzato ad altri fini e viene usato per impoverire, per tormentare o soggiogare con comandi arbitrari, si ha a che fare con la tirannia.

     Il Potere Fiduciario e il Legittimo Ritiro del Mandato                                

    In una comunità politica costituita, retta su propri fondamenti e che agisce secondo la propria natura, ci può essere un solo potere supremo, che è il legislativo, al quale tutto il resto è e deve essere subordinato. Tuttavia, essendo il potere legislativo un potere fiduciario, che agisce in vista di certi fini, noi popolo conserviamo il potere supremo di eliminare e cambiare il legislativo, quando troviamo che agisce in maniera contraria al mandato che in esso abbiamo riposto. Ogni potere conferito sulla base di un mandato per il raggiungimento di un fine è limitato da quel fine e pertanto, quando tale obiettivo è manifestamente trascurato o addirittura ostacolato, il mandato deve necessariamente essere ritirato, ed il potere deve essere devoluto nelle nostre mani. A quel punto, noi popolo possiamo collocarlo di nuovo, ovunque riteniamo meglio per la nostra libertà, per la sicurezza nostra e della specie umana.

    Principio di Liberta e Troika - I Figli della Troika

      Il Potere Supremo di Salvaguardare noi stessi                                                

    Continuiamo a mantenere il potere supremo di salvaguardare noi stessi dai tentativi e dai progetti di chiunque, anche dei nostri legislatori, ogni volta che essi siano così stolti e così deboli da permettere o da condurre progetti contro le nostre libertà e le nostre proprietà. Proprio come avviene oggi, in questo particolare momento storico. Unico e terribile! Nessun uomo o società di uomini ha il potere di cedere la propria libertà ed i mezzi che ad essa conducono, alla volontà assoluta ed all’arbitrario dominio altrui. Ogni volta che qualcuno concepisce l’idea di ridurci in uno stato di schiavitù, abbiamo sempre il diritto di conservare ciò che non abbiamo il potere di cedere e di liberarci di coloro che usurpano quella legge fondamentale, sacra ed inalterabile, chiamata libertà. Si può pertanto asserire che sotto questo principio, noi popolo rimaniamo sempre il potere supremo, ma si deve anche concordare che perdiamo il nostro potere nel momento in cui su tale principio qualcuno edifica ed esercita una forma di tirannia. Se le leggi di natura, il diritto di libertà ed il potere sovrano non possono in nessun caso realizzarsi, significa che siamo diventati schiavi di ciò che noi stessi abbiamo voluto, ed in quel momento, lo stato che abbiamo istituito non potrà più essere dissolto, a meno che …

    Chris Richmond Nzi   (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • Ciao ENI – Stratagemmi Democratici e Patetiche Lezioni – 2

    Ciao ENI – Stratagemmi Democratici e Patetiche Lezioni – 2

    Martedì,  Ottobre 29th/ 2013

     di Arturo Pegorari e Sergio Basile 

    Italia, Politica, Roma, elettorato attivo, dittatura, Matteo Renzi, Governo tecnico, larghe intese, Arturo Pegorari, Sergio Basile, Sacco del Britannia, Leopolda, ENI, Enrico Mattei, Casta, Falsi dissidenti, Tancredi, milla rivoluzionari, Decreto carli-Amato, privatizzazione della Banca d'Italia, Mario Monti, Giorgio Napolitano, Enrico Letta 

    Stratagemmi Democratici e Patetiche Lezioni/ 2

    Italia – L'ENI e la "Fase 3" del Piano Coloniale UK-USA: 

    il gioco dei falsi dissidenti

    Come l'élite conserva se stessa e prende in giro gli Italiani – 2

    La Logica del Gattopardo

     

    di Arturo Pegorari e Sergio Basile

    ENI - RENZI -GATTOPARDO

     Ancora spazio ai falsi dissidenti                                                                             

    Firenze, Roma – Intro di Sergio Basile – Nelle ultime ore, in vista dell'appuntamento del prossimo 8 Dicembre, abbiamo visto e detto come il solito pseudo-rottamatore Matteo Renzi, in piena campagna elettorale, sia tornato nuovamente a sbandierare uno dei suoi slogan preferiti: "mai più alle larghe intese" (vedi qui Stratagemmi Democratici e Patetiche Lezioni). Lo spazio mediatico risevato dai media di regime al sindaco di Firenze è stato ed è quotidianamente davvero enorme.. Abnorme. Come d'altronde quello riservato ai cosiddetti "dissidenti" anti-casta nei salotti TV, o meglio a molti falsi dissidenti che ad oggi occupano gli scranni del Parlamento, ma di sovranità monetaria e finanziaria rubata (il vero cancro che ci sta portando alla tomba e che secondo gli studi della London School of Economics entro 10 anni trasformerà l'Italia in uno stato africano di seconda o terza fascia – vedi qui Tra 10 anni dell’Italia non rimarrà nulla) sembrano non interessarsi più di tanto… 

     Leopolda – Il Day After                                                                                             

    Come dicono a Firenze, "chi si loda s'imbroda!" Anche se il prode Renzi sembra non conoscere davvero tale celebre proverbio. Così il sindaco gigliato made in PD nel day after della Leopolda ha rimarcato: "dopo l'entusiasmo e la bellezza della politica fatta bene, nell'interesse dei cittadini, c'è subito l'occasione di fare una dimostrazione concreta: ora lavoro su biblioteche, asili nido, quindi questioni concrete di tutti i giorni su cui abbiamo ancora molto da fare". La domanda sorge spontanea: e della sovranità monetaria, economica, finanziaria e politica del Paese chi se ne occupa, caro Renzi?

     Il Piano Coloniale – Avanti tutta con la fase 3 – Ciao Ciao ENI                  

    intanto, tra un comizio e l'altro, tra una "Leopoldata" e l'altra, apprendiamo come il Tesoro (attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, controllata da quest'ultimo al 70%)  stia per mettere in vendita il suo 4,3% di azioni dell’Eni. Chissà il grande Enrico Mattei dall'aldilà come prenderà la notizia… La scellerata operazione, d'altronde era nell'aria, già parzialmente annunciata da alcuni ministri, con strategiche ammissioni e mezze commedie atte a coprire per quel che è possibile la verità: ovvero il completamento della fase 3 del processo di colonizzazione dell'alta finanza anglo-americana ai danni dell'Italia iniziato con il "provvidenziale" sbarco in Sicilia del '43; proseguito nei primi anni Novanta col "Sacco del Britannia", il Decreto Carli-Amato (vedi qui L’anno del Patriottismo Italico, e si vede!)  e la contestuale privatizzazione reale della Banca d'Italia; e proseguito poi con il patriota Napolitano ed i suoi "governi di responsabilità nazionale" targati Monti-Letta (si scrive Monti-Letta, ma si legge UK-Usa & Co). D'altronde le prime avvisaglie dell'infausta operazione si erano avute già con Mario Monti, nel corso dell'annus horribilis 2012, che aveva già provveduto a preparare il terreno agli amici del "nuovo governo tecnico" scorporando la Snam dall’Eni. Ora ci chiediamo: quale sarà la banca che farà maggior incetta di azioni ENI... Una cosa è certa: parlerà inglese… (Sergio Basile).

    ENI - RENZI -GATTOPARDO

     La logica del Gattopardo                                                                                           

    Roma, Catanzaro  di Arturo Pegorari "Cambiare tutto affinché nulla cambi" dice Tancredi, e Don Fabrizio tira fuori questa perla di preveggenza: "Noi fummo i gattopardi, i leoni. Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene. E tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra". Questi sono personaggi "biblici" e la relativa "bibbia" è "Il Gattopardo", famoso resoconto oggettivo della realtà socio-politico-culturale dell'Italia passata, presente e futura. Dopo essere stata per anni bersaglio di continui messaggi subliminali, la mia e le successive generazioni sono sufficientemente carenti di ardore rivoluzionario, e le coscienze sono abbondantemente indebolite tanto da non avere più neanche la forza di indignarsi innanzi allo squallore dello spettacolo che l'odierna politica ci offre. "La politica del fare", "cose concrete per i cittadini", "lavoro per i giovani", "abbassare le tasse per rilanciare l'economia", "avere a cuore le sorti delle future generazioni", "la tragica situazione l'abbiamo ereditata", "l'europa ci chiede", "i mercati finanziari….." ecc. Con l'aggiunta di qualche slogan abbastanza scemo da fare effetto, le frasi prima citate a mo' di esempio, bastano ed avanzano per imbastire un discorsetto da dispensare qua e là, e se aggiungiamo un tono aggressivo e di qualche decibel superiore alla normalità, si riesce persino ad aizzare qualcuno.

     1000 bastano!                                                                                                             

    Non ce ne vogliono molti, sono sufficienti 1000, proprio come ai tempi del Gattopardo, e la nuova rivoluzione fatta affinché nulla sia rivoluzionario è presto servita e condita. L'essenziale è che ci sia un condottiero da idolatrare (e – aggiungiamo – un'ideologia da servire) quando serve per poterlo abbattere quando serve. La cosa strana è che, nonostante l'insegnamento della storia, sono in molti a voler fare il condottiero nell'illusione che nel proprio caso andrà diversamente, nessuno pensa alla probabile ingloriosa fine quando si è burattino in mano al burattinaio. Uomo, alzati e cammina. (Arturo Pegorari)

     di Arturo Pegorari e Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)  

     

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    Dall'inganno della riduzione del numero dei parlamentari,

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    di Vincenzo Mannello

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

    Democrazia delle Allodole

     L'Inganno della riduzione del Numero dei Parlamentari e la P2              

    Firenze – Redazione Qui Europa – Nelle ultime ore, in vista dell'appuntamento del prossimo 8 Dicembre, il solito pseudo-rottamatore Matteo Renzi, in piena campagna elettorale e in forma smagliante, è tornato a sbandierare uno dei suoi slogan preferiti: "mai più alle larghe intese".  Aggiungendo subito dopo – tuttavia – che "sostenere questo non vuol dire assolutamente essere contro il governo"…. Alla faccia della "rottamazione"! Ma per comprendere la bonta dei proclami che da qui ai prossimi giorni si susseguiranno su tutte le reti tv e nei salotti bene della Roma dei porcellum, è a nostro avviso essenziale carpire alcune verità di fondo che da decenni (invero dal '43) segnano di volta in volta il posizionamento più congeniale all'élite, dell'ago della bilancia della politica italiana. Ciò in ragione ad alcuni tormentoni preconfezionati ad arte, che di volta in volta tornano alla ribalta. Vedi quello sul dimezzamento del numero dei parlamentari; sul "dovere di partecipazione al voto" e sulla necessità di "governi di responsabilità" per salvare il Paese.  Ma a ben vedere qualcosa lega questi frammenti, ed il puzzle che ne viene fuori è davvero curioso… e poco "democratico".

     Il Piano                                                                                                                        

    "Tra i punti programmatici principali del famigerato "Piano di Rinascita Democratica" della loggia massonica P2, come pochi sanno, vi era (e probabilmente vi è ancora…chissà…) quello della compressione della democrazia reale attraverso il dimezzamento e/o la diminuizione progressiva del numero dei parlamentari in maniera tale da "gestire meglio la situazione" col minor numero di grattacapi possibili. Oggi in tema di presunti "tagli agli sprechi" della politica e delle caste, in risposta al debito fuori controllo, non si parla minimamente di signoraggio ed usurocrazia bancaria; né di tagli netti ai guadagni illegittimi delle banche che continuano indisturbate a succhiare il midollo dei popoli; non si parla neppure – come si dovrebbe – di tagli significatici agli stipendi dei politici ed alle auto blu. No davvero! Si inserisce, tuttavia, strategicamente e subdolamente nel minestrone del "risparmio", proprio la menzogna del taglio netto al numero dei parlamentari… Non lo trovate un tantino strano. Beh, noi si! E allora accade che si vada avanti tra anticostituzionali golpe politici (contrari ad ogni buon senso e ad ogni volontà popolare: vedi letterine della BCE, governi tecnici e larghe intese); compressioni democratiche palesi (addirittura in nome di un ipotetico "risparmio") e porcellum vari.. In tal senso, davvero condivisibile è lo spunto di un lettore (giunto in redazione e che vi riproponiamo di seguito) relativo a luoghi comuni che i "soloni della politica" e di questo surrogato di democrazia (delle allodole) ci propinano in tutte le salse quotidianamente, per nasconderci l'evidenza: la dittatura reale della casta e il tentativo dei falsi dissidenti di ridimensionare i toni di un'assurda tragicommedia". (Sergio Basile)

    Democrazia delle Allodole

     Politici eletti: oggi rappresentano in media il 15% dell'elettorato attivo 

    Roma – di Vincenzo Mannello, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"  Propugnando la necessità dell'astensionismo, e mettendoci nome, cognome, faccia ed indirizzo, mi sono attirato spesso rampogne dai toni accesi da varie parti. Tutte interessate al mantenimento della "status quo" della partitocrazia, in verità. Mai che l'epiteto di "qualunquista, sfascista, populista e molto peggio" sia stato accompagnato dalla realistica considerazione che ero in buona compagnia. Alle politiche un terzo abbondante di Italiani non ha votato, senza considerare schede bianche e nulle. Alle regionali ed alle comunali quasi tutti i presidenti e sindaci sono espressione di massimo il 15% dello elettorato attivo, per non parlare delle passate europee (solo il 40%  votarono). Ma, per i soloni della "democrazia", sono soltanto loro i legittimi rappresentanti della volontà popolare, gli altri non contanoPertanto oggi, ripartendo dalle dichiarazioni di Renzi su ipotetiche nuove leggi elettorali, affido alla libera circolazione su internet la mia proposta in materia. "Una testa,un voto", affermavano i precursori della democrazia. E ne fecero la colonna portante del loro pensiero. 

     Una Testa, un Voto?                                                                                                  

    Bene, ma allora se ogni testa corrisponde ad un voto perché la somma di tanti voti e, quindi, il volere di tante teste deve essere annullata dalla volontà di altri? Mi sembra logico intuire che l'unico sistema valido che potrebbe essere espressione del voto popolare sia il proporzionale puro. Anzi, purissimo. Si stabilisca il numero dei rappresentanti del popolo da eleggere nelle varie assemblee e si dia a chiunque la possibilità di presentarsi da solo o in compagnia per concorrere. Poi si calcoli la proporzione matematica tra quanti devono essere eletti ed il numero dei voti ricevuti da ciascuno o dalla lista in cui è inserito per stabilire chi deve rappresentare gli elettori. Cosa c'è di più semplice e maggiormente "democratico"? Perché complicazioni enormi per potersi presentare e sbarramenti vari? Di cosa hanno paura lor signori? Dell'ingovernabilità? Della frantumazione? Ma se con il maggioritario ed il porcellum sono stati presenti in Parlamento decine di partiti e movimenti, con contorno di crisi di governo ed elezioni anticipate, di cosa cianciano? Non si rendono conto che la maggior parte degli Italiani non si fa piú prendere in giro? 

     Democrazia – L'insipida lezione di Renzi                                                           

    Tornando a Renzi ed alla sua proposta di riprendere il sistema "a due turni" vigente per i sindaci, una sola osservazione: lui così "innovativo e candido" non proverebbe  alcuna vergogna a rappresentare solo una  minoranza di elettori votanti? Presumo di no. Visto che non propone la norma piú logica ed opportuna per qualunque legge elettoraleQuella che,sul modello dei referendum, non ritenga valida qualsivoglia elezione in cui non si raggiunga la maggioranza del 50% +1 degli aventi dirittoIn mancanza di ciò non vengano a dare lezioni di democrazia a nessuno. Non ci caschiamo piú!

    Comunicato Stampa di Vincenzo Mannello 

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

     

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  • Berlino – L’Eurocasta Ride, mentre Atene e il Sud-Europa Muoiono

    Berlino – L’Eurocasta Ride, mentre Atene e il Sud-Europa Muoiono

    Lunedì, Settembre 23rd/ 2013

    – Redazione Qui Europa –

    Germania, Italia, Piazza Cavour, Corte di Cassazione, Criminalità Economico-Finanziaria, Atene, Samaras, Blocco totale, Privatizzazioni, sciopero totale, Sistema Target2, Letta, Europa, Europeismo, Ue, Rigore, Dittatura 

    Berlino – L'Eurocasta Ride, mentre Grecia e

    il Sud-Europa Muoiono 

    La vittoria della Merkel è drogata, ecco perchè!

    Caos Grecia – Morire di austerity, la stessa che

    Merkel e Letta lodano

     

    Redazione Qui Europa

    Merkel, Grecia

      Una Vittoria Drogata e di Comodo                                                                       

    Atene, Berlino – Siamo alle comiche… Lo potremmo senz'altro dire se in ballo non ci fosse il "futuro" di milioni di  famiglie europee e di vite umane. La Cdu/Csu di Angela Merkel ha vinto le elezioni tedesche, malgrado 1) gli imbrogli dichiarati e svelati sulle folli e criminali politiche di austerity (vedi link sotto); 2) le denuncie del 2012 dei coniugi tedeschi Reusing, che querelarono l'eurocasta – Merkel compresa – per crimini contro l'umanità (vedi link in basso). Tra i più soddisfatti, nelle ultime ore, è paradossalmente apparso il signor Enrico Letta, che dal Canada ha rivolto i propri complimenti alla Cancelliera, malgrado l'Italia sia ad oggi una delle prime vittime sacrificali della Merkel, della Germania e della cricca europeista, e ciò non grazie a meriti particolari, ma grazie ai distruttivi effetti indotti dell'occultatissmo Sistema Target2 (il sistema automatico di regolamento e compensazione dei pagamenti fra le banche centrali e commerciali dei 17 stati membri dell’Eurozona, introdotto il 19 novembre 2007 in sostituzione della precedente piattaforma TARGET – Trans European Automated Real Time Gross Settlement Express Transfer System – e delle varie stanze di compensazione private (clearing house) che ancora collegavano alcune delle principali banche fra di loro.Vedi meccanismo di funzionamentol in allegato) che continua a creare debiti indotti ai danni dei paesi del Sud Europa e crediti fittizi in favore della Germania, con la complicità dell'euro, del Trattatodi Lisbona e delle agenzie di rating.

    Anche l’Università USA ammette l’Orribile Inganno Austerity

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    Sabato, Maggio 25th/2013 – di Sergio Basile –  Usa, Austerity, unione Europea, Debito Pubblico, Falsi maestri, Thomas Herndon, Angela Merkel, Manuel Barroso, Amherst, Massachussetts University, Harvard University, Keynes, Paul Krugman, Eurozona, Joseph Stiglitz, G20, Barak Obama, Samaras, mariano Rajoy, Carmen Reinhart, Kenneth Rogoff, Meccanismo del Moltiplicatore, Growth in a time of Debt, Australia, Nuova Zelanda, Canada, […]

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Giovedì, Gennaio 24th/ 2013 – di Sergio Basile – Crimini contro l'umanità / Nobel per la Pace / Denuncia / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso / Christine Lagarde / Wolfgang  Schauble / Herman van Rompuy / BCE / Quanto Reich / Troika / FMI / Federazione Europea / Unione europea / […]

     Il Doping euro-tedesco del Target2                                                                     

    La discussa Cancelliera, dunque, ha vinto (qualcosa non quadra…) con il 42,5%, anche se – per la cronaca – sarà costretta a ricorrere ad un governo dalle larghe intese, coinvolgendo nel nuovo esecutivo in via di formazione i social-democratici. Fuori dal Bundestag sono finiti per la prima volta i liberali con il 4% e lo stesso partito anti-euro "Alternative fuer Deutschland" (AfD) fermatosi al 4,8%, più per demeriti del partito stesso che per tutto il resto. Merkel, dunque verso un terzo mandato, per la gioia di molti Tedeschi (immoralmente favoriti – come detto – dal doping eurupeo del Target2) e per la disperazione dei cittadini greci, italiani e dei popoli del Sud Europa, sempre più incastrati come topi nell'euro-gabbia e nel giogo dei mercati e della moneta-debito allo spread.

    Crimini Contro l'Umanità

     UE – Sistematica Violazione dei Diritti Umani                                               

    Ma in questo tempo di inganno universale, di guerre biologiche contro i popoli (OGM), di crisi economiche indotte e fittizie – sulla scorta della bugia della moneta-debito – e di guerre ad hoc per levare di mezzi milioni di Cristiani, ormai è palese che tanti diritti dell’uomo, se non tutti, vengono sistematicamente raggirati, infangati e calpestati, rendendo le condizioni di vita dei popoli fuori legge e assolutamente proibitive. I nostri rappresentanti della Comunità internazionale persistono nell’usare la retorica per asserire mezze verità, facendoci credere che rimanendo uniti, tutto passerà presto. Inventano insensate (quanto illegittime e anticostituzionali) modifiche delle Costituzioni, attuano inutili meccanismi di prevenzione ed imponendo fuorvianti, vani e nuovi programmi di austerità per "trovare risorse", dimenticando – tra l'altro – che la stessa cartamoneta emessa dalla BCE sia pura carta straccia. Invece di limitare l’influenza e l’ingerenza negli affari interni da parte di chi non ha il dovere e non intende rispettare i diritti dell’uomo (vedi ad esempio i diktat illegali delle agenzie di rating), essi persistono nel rendere la situazione più complessa, moltiplicando i trattati internazionali ed aumentando ancora di più la reciproca correlazione tra gli Stati e la dipendenza dalle organizzazioni. Questo tra un convenevole e l'altro, e guardandosi bene dal non censurare tutte quelle notizie che potrebbero contribuire ad aprire gli occhi alla gente: vedi ultimi drammatici sviluppi della situazione economico-sociale in Grecia e la manifestazione nazionale di domani a Roma, completamente boicottata dai media (vedi link di seguito allegati).

    24 Settembre 2013, Tutti a Roma – 1°Manifestazione Nazionale per fermare le Mafio-Banche

    24 Settembre 2013, Tutti a Roma – 1°Manifestazione Nazionale per fermare le Mafio-Banche

    Lunedì, Settembre 23rd/ 2013 – di Emidio Orsini, Daniele Di Luciano e Sergio Basile –    ed Enti e Organizzazioni del Comitato Promotore Roma, Italia, Piazza Cavour, Corte di Cassazione, Criminalità Economico-Finanziaria, Giudiziaria, poteri occulti di stampo lobbystico-massonico, strapotere dei poteri finanziari, Islanda, massoneria, banchieri, debito illegittimo, espropriazione di massa, Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Cipro, Islanda, mafie, leggi ad personam, Aziende, Famiglie, Papa Francesco, Mayer […]

      Berlino ride, Atene muore                                                                                        

    Allora accade che, mentre l'Italia si "blocca" per lasciarsi "estasiare" dagli ultimi snervanti pettegolezzi sul matrimonio mediatico di Belen Rodriguez, da giorni in Grecia vanno in scena – tra il silenzio di tutti i media italiani di regime – ben altri blocchi: scioperi ad oltranza, che hanno di fatto paralizzato il Paese, indetti in praticamente tutti i settori pubblici e privati. Scioperi accompagnati da una violenta manifestazione che nelle scorse ore ha messo a ferro e fuoco le vie centrali di Atene: 45 finora i feriti. E così mentre l'eurocasta festeggia la Merkel, in Grecia è guerra, per protestare contro la multi-manovra di austerity e gli oltre 40mila licenziamenti operati da Samaras & Co, per compiacere i padroni-aguzzini europeisti della Troika. Un motivo in più, per noi Italiani, per uscire dalle nostre case, abbandonare le nostre poltrone e scendere in strada; un motivo in più per essere tutti a Roma domani, alle ore 10,00 in Piazza Cavour.

    Redazione Qui Europa

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      Articoli in Allegato                                                                                                                       

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    Venerdì, Luglio 19th/ 2013 

    – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – 

    Grecia, Unione Europea, BCE, Atene, protesta, Fondo Monetario Internazionale, Media, Censura mediatica, Giovanni Fois, Sergio Basile, Dio Moloch, Grande Gufo, Dittatura, Wolfgang  Schäuble,ngela Merkel, Schiavi Greci, Piazza sintagmma, Kreditanstalt für Wiederaufbau, Parlamento ellenico, licenziamenti, Bohemian Groove, Clima di paura, Olli Rehn, Samaras, Democrazia morta e sepolta, Manuel Barroso, Christine Lagarde, La Via del Male Assoluto, Usura e moneta debito, Barnard e Mosler, distruzione della cività greca, Siria, Africa, Attacco al cristianesimo 

    Cavia Grecia – La Visita del Mastino e la Via

    del Male Assoluto

    Oggi si apre l'ennesimo tavolo delle contraddizioni, con

    la visita imperiale di Wolfgang  Schäuble: all'orizzonte

    nuovi prestiti da usura e 25mila licenziamenti

    per gli schiavi greci

    Le dolci Caramelle della Troika, al gusto crauty

     

    di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile

    Hell - Greece

     La Visita del Mastino                                                                                                 

    Atene, Grecia – Piazza Sintagma, uno dei luoghi più famosi della capitale greca, sede del Parlamento ellenico, si è svegliata oggi con migliaia di poliziotti in tenuta antisommossa. Le strade intorno per un raggio di diversi chilometri sono chiuse al traffico e tram e metropolitane oggi non prenderanno servizio. Un clima pesante, troppo per i cittadini ateniesi ai quali è stato imposto il divieto categorico di riunirsi in manifestazioni antigovernative. Tutto questo a causa della visita del ministro dell’economia tedesco Wolfgang Schäuble, in viaggio ad Atene per incontrare le controparti greche. Nonostante la presenza della polizia, alcune persone si sono radunate di fronte al ministero delle finanze creando motivi di forte tensione. Ma del resto sappiamo bene quanto siano impopolari le manovre in corso nelle sale di potere, per le quali i Greci non possono che esprimere la loro disapprovazione. Una disapprovazione che non potrà che sfociare in sanguinosa rivoluzione, se nulla cambierà.

     Al Tavolo delle Contraddizioni                                                                              

    Lo stato ellenico, già ridotto sul lastrico, viene oggi obbligato a nuovi e sanguinosi sacrifici. Ufficialmente il tema della discussione dovrebbe essere incentrato  sul miglioramento del clima degli investimenti in Grecia e sul ruolo che può svolgere la Germania in esso. Si chiederà il cittadino greco, privato ormai del proprio lavoro, dei propri caseifici (oggi della tedesca Muller), delle proprie fabbriche (molte delle quali oggi Henkel), in parole povere del proprio avvenire e della stessa dignità di uomo, quali possano essere i vantaggi del sedersi nuovamente al tavolo delle contrattazioni con la Germania, vista oggi più che mai come un abile e spregevole strozzino. Come del resto l'intero carrozzone della Troika. Ma – a quanto pare – anche questa volta il delegato della Merkel ha portato con sé una di quelle offerte, una di quelle sorpresine "che non si possono rifiutare". Vediamo.

    Hell - Greece

     Le caramelle tedesche                                                                                               

    A fronte di 25mila licenziamenti nel settore pubblico, la Germania è disposta ad elargire agli schiavi greci la somma irrisoria di 100 milioni di euro già battezzata dal popolo come ‘’le caramelle tedesche’’. Tanto più che il prestito proviene dalla famigerata Kreditanstalt für Wiederaufbau, banca tedesca che lungi dall’essere la provvidenziale fautrice della "ripresa" (?) e l'elargitrice del cosiddetto "credito della ricostruzione", come suggerisce l’acronimo in tedesco, applica – ovvio – tassi d’interesse da usura. I partiti dell’opposizione stanno muovendo aspre critiche contro il meeting di oggi, denunciando le misure governative da stato di polizia volute dai vertici politici in vista della visita del ministro teutonico Schäuble, deciso a supportare ed orientare ad hoc il compitino impopolare del governo. In una nota del partito Syriza, coalizione di sinistra, viene sottolineato come ''ogni giorno diventa sempre più chiaro che questo governo è determinato a calpestare ogni diritto dei lavoratori e ad erodere la democrazia". Ma ormai le chiacchiere stanno a zero, e considerarsi in una democrazia è davvero paradossale. Il Parlamento, consentiteci, è morto e sepolto! Ed in ciò la situazione italiana non è troppo distante. Anzi!

     Le Visite Imperiali, la Strategia del terrore ed i masso-partiti                      

    In occasione della visita del ministro Schäuble, il governo – come detto – è dovuto correre ai ripari per la seconda volta (la prima era stata in occasione della "visita imperiale" della Merkel) imponendo il divieto di raduni, creando un clima di paura e dimostrando, in questo modo, come in effetti i padroni arroganti dell'Europa illuminata temano la presenza massiccia del popolo. Nonostante il panorama si presenti in tutta la sua drammaticità a poche migliaia di chilometri dalle nostre case, i principali organi d’informazione italiani non ritengono queste notizie degne delle loro pagine. Ciò, consolidando una vergognosa tendenza che non conosce fine, né colori politici: perchè non scordiamo come dietro ogni TV di bandiera ci siano i masso-partiti. Non scordiamolo mai!  Noi dell’Osservatorio vogliamo invece dar voce alla disperazione dei nostri fratelli greci, caduti in un vortice finanziario  e di corruzione senza precedenti nella storia e senza via d’uscita, ricordando alle caste masso-mafiose che illegittimamente oggi detengono il potere, che ogni giorno sempre nuove persone si spintonano ed affollano nelle strade e nelle piazze elleniche al fine di raggiungere un pò di cibo e generi alimentari di fortuna tra la folla, e ciò al fine di sopravvivere in questo inferno. Magari (e scusateci lo spietato sarcasmo stile casta) al fine di andare avanti e pagare altre tasse…

    Hell - Greece

     Follia Troika e Sacrifici Sospetti – L'Ottica del male Assoluto                     
     

    Ma allora ci chiediamo: che senso ha comprare ancora i giornali della casta? Che senso ha pagare il canone TV, per vedere i nostri fratelli greci e domani i nostri stessi cari morire di stenti e umiliazioni? Beh forse l'unico senso lo si può trovare in un'ottica di "male assoluto", di un compito diabolico da portare a termine. Qualcuno potrebbe bollarci come esagerati, ma l'incontro che tra pochi giorni si terrà nel misterioso bosco "Bohemian Groove" negli States, tra i potenti della Terra, che si raduneranno come per tradizione attorno ad un "mistico fuoco" ai piedi del Grande Gufo di pietra (il sanguinario Dio Moloch) parla chiaro. Sarà un caso? Beh, ormai non ci si stupisce più di nulla, ed abbiamo imparato a guardare verso nuovi, tetri ed insoliti orizzonti. In passato si è vociferato addirittura di sacrifici umani compiuti in quel sacrilego luogo. E addirittura alla presenza di presidenti e capi di stato. Sveglia! Le favole sono finite. Ora è il tempo di leggere la cruda realtà con occhi nuovi e alieni da ogni forma di illusione, stile monarch. Guardacaso l'immagine scelta per la Grecia al momento del conio dell'euro, è stata proprio quella del gufo. Sarà un semplice caso?

      Luoghi comuni e chiacchiere sulla ripresa – La Diabolica Casta               

    Capirete anche voi, dunque, come le chiacchiere sulla ripresa (anche quelle sulla simile situazione Italiana) stiano a zero! Non ci sarà nessuna ripresa, finché la diabolica casta avrà in mano la "bacchetta magica" dell'usura da moneta-debito. E lo diciamo chiaro  e forte anche ai seguaci di Barnard e Mosler,  che sminuiscono la tragedia del "signoraggio", evitando (non si sa perchè) di indicarlo come il vero "crimine più grande". Capirete anche come sia necessario evadere dalla gabbia Ue al più presto (Grillo o non Grillo, e chiacchiere, zainetti, biciclette e distintivi a parte) e lo si capisce ancor più analizzando le fesserie pronunciate di recente da Olli Rehn (commissario per gli Affari Monetari della Commissione UE) che – come visto nelle scorse settimane – levò una "strategica" contestazione all'indirizzo dell'FMI, dopo le ipocrite ammissioni di errori giunte da parte dello stesso Fondo Monetario Internazionale proprio sulla  spinosa e sconcertante questione greca. Certo, parlare di errori col senno di poi, e dopo centinaia di suicidi e famiglie finite in mezzo alla strada è davvero sconcertante, per non dire vergognoso. Una sorta di "mea culpa" forzato e strumentale che coinvolge ancora una volta nell'occhio del ciclone dell'opinione pubblica europea la stessa Troika (Ue, Bce, FMI), ovvero Manuel Barroso, Mario Draghi e Christine Lagarde

    grecia -Troika

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Neppure il Sangue laverà le loro colpe                                                               

    Una vergogna! Un marchio indelebile sulle loro famiglie e sulle famiglie delle stesse caste, che la storia non potrà cancellare. Neppure – evidentemente – col sangue. Ma d'altronde il paradigma Africa è lì, dinnanzi a noi da secoli, e se non fosse per qualche missionario, l'Africa per tuti, ma proprio tutti, sarebbe solo una sorta di magazzino o una sorta di toilette all'aperto, di pubblico dominio. La novità è che ora l'Africa si sta "europeizzando", mentre l'Europa si sta paneuropeizando, seguendo l'antico copione CIA buttato giù dal conte Kalergi (vedi allegati) e proprio a partire da quei paesi a più antica tradizione cattolica e cristiana. E non è un caso! Siria e Palestina insegnano! In questo esperimento dell'élite illuminata sull'antica e cristiana Grecia, trasformatasi in antica cavia d'Europa ed in terra di "sacrifici umani", la stessa opposizione resta a guardare, parlando ancora di vie d'uscita democratiche. Mah! Ma cos'è poi la Democrazia? Beh, rispondetevi da soli! Per tutti i Greci che leggeranno questo articolo e che volessero inviarci proposte, testimonianze e richieste di aiuto o sfoghi, questa è la mail a cui scrivere infounicz.europa@gmail.com. Siamo con voi! Non mollate!

    Giovanni Antonio Fois, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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