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  • Rubrica – I Figli della Troika – di Chris Richmond

    Rubrica – I Figli della Troika – di Chris Richmond

    Sabato, Novembre 16th/ 2013 

    I Figli della Troika – Rubrica, di Chris Richmond  Nzi –

    I Figli della Troika, Il Patto, Unione Europea, Chris Richmond Nzi, Se Osservassimo la Giustizia,  Infrangere il Patto,  Il Dissidente,   Il Tradimento,   La Dichiarazione di Guerra,   L'Esercizio del Potere oltre i Limiti del Diritto, Il Potere Fiduciario,  il Legittimo Ritiro del Mandato, Tirannia, Dittatura, Principio di Libertà 

    Prologo – Rubrica: I Figli della Troika 

    Il Patto, il Tradimento, La Rivoluzione! 

    Europa allo sbando – Nessuno può desiderare di

    avere con la forza ciò che è contro il diritto alla

    Libertà, ovvero, fare dell'uomo uno Schiavo.

     

    Rubrica – I Figli della Troika, di Chris Richmond Nzi

    Principio di Liberta e Troika - I Figli della Troika

     Prologo                                                                                                                            

    Rubrica, I Figli della Troika – E pensare che possediamo il libero arbitrio. Se così non fosse, consigli, comandi, esortazioni, difese, premi e castighi sarebbero inutili. Grazie alla facoltà di conoscere, fuggiamo da una cosa piuttosto che perseguirla, o viceversa. E poiché questo giudizio non è applicabile ad una particolare azione, ma è causa di una sintesi razionale, significa che agiamo secondo un giudizio libero, perché abbiamo la facoltà di prendere in considerazione una pluralità di oggetti. Ma se non fosse istituito un potere esecutivo che facesse rispettare le leggi di natura, il fare agli altri quello che si vorrebbe fosse fatto a noi stessi, potremmo legittimamente usare la forza per mantenere la propria sicurezza.

     Se Osservassimo la Giustizia…                                                                              

    Se osservassimo la giustizia e le leggi di natura, senza un potere che ci tenga perennemente in soggezione, alcun governo civile ed alcuno stato sarebbe necessario. Ma la competizione per l'onore e la dignità nutre l'invidia e l'odio, che a loro volta, scaturiscono in guerre; spesso e volentieri aumentiamo e diminuiamo l’importanza del bene e del male, facendo passare ciò che è bene per ciò che è male, e viceversa. Non dobbiamo perciò meravigliarci se un nostro patto ha poco valore e per rendere un nostro accordo durevole e cogente viene richiesto un ulteriore garanzia. Un potere comune, che ci tenga in soggezione, che diriga le nostre azioni e che possa giudicare le nostre reciproche offese. Un potere istituito mediante il conferimento di tutti i nostri poteri, per far si che per mezzo della pluralità delle voci, tutte le nostre volontà confluiscano in un’unica volontà. Accettiamo e riconosciamo noi stessi come autori di tutti gli atti del nostro rappresentante e sottomettiamo ogni nostra volontà ed ogni nostro giudizio al suo giudizio. Ci sottomettiamo, volontariamente, confidando di essere protetti.

    Principio di Liberta e Troika - I Figli della Troika

     Infrangere il Patto                                                                                                       

    Quando stabiliamo ed accordiamo a qualcuno il diritto di rappresentare ognuno di noi, accettiamo che tutte le sue azioni e tutti i suoi giudizi come se fossero i nostri, ed è da questo tacito consenso che scaturiscono i diritti e le facoltà di colui al quale abbiamo conferito il nostro potere. Siamo tutti vincolati, ognuno verso ogni altro, nel riconoscere e nel reputare noi stessi autori di ciò che il nostro rappresentante farà e giudicherà idoneo sia fatto, e qualora qualcuno dovesse dissentire, infrangeremmo tutti quanti il patto, e ciò sarebbe un'ingiustizia. Consentiamo che tutte le nostre azioni vengano adempiute attraverso il rappresentante prescelto, e qualora un dissidente dovesse protestare o rifiutare qualche decreto emanato, attuerebbe un comportamento contrario al nostro patto, ingiustamente.

     Il Dissidente                                                                                                                 

    Sia che il suo consenso sia stato richiesto o meno, il dissidente deve sottomettersi alle decisioni del rappresentante. Ognuno di noi è per questa istituzione autore di tutte le sue azioni e di tutti i suoi giudizi, e ne consegue che qualunque cosa essa faccia, non può offendere alcuno di noi, né da noi può essere accusato di ingiustizia. Nell'esercitare la sua autorità e nello svolgere il mandato ricevuto, non può offendere alcuno, pertanto, chi accusa il nostro rappresentante di ingiuria, si lamenta soltanto di ciò di cui lui stesso è autore. Nessun altro responsabile, se non se stessi , ma forse nemmeno se stessi, perché arrecare ingiuria a se stessi sarebbe un atteggiamento illogico.

    Principio di Liberta e Troika - I Figli della Troika

      Il Tradimento                                                                                                               

    È pur vero che colui che detiene il nostro potere può commettere iniquità, ma non ingiustizia in senso proprio, perché iniquo è ciò che viene compiuto contro le leggi di natura, mentre ingiusto è ciò che viene compiuto contro la legge civile. Ne consegue che il rappresentante non può mai essere ingiusto, ne può essere giustamente combattuto. Nessun uomo che abbia ottenuto il potere per consenso della moltitudine può giustamente essere punito o mandato a morte, perché ognuno di noi è autore delle azioni di quel tale. Punendo o mandando a morte il nostro rappresentante, non faremmo altro che punire o mandare a morte qualcun altro per le azioni che noi stessi abbiamo commesso. Questo almeno in valore assoluto. In teoria.

      La Dichiarazione di Guerra                                                                                   

    È pur vero che nel momento in cui qualcuno tenta di porci sotto il proprio potere assoluto, colui si pone con un atteggiamento di guerra, poiché tale azione potrebbe essere un tentativo da intendere come una dichiarazione di attentato alla nostra vita. Chi volesse porre sotto il proprio potere senza ricevere consenso potrebbe usare gli uomini come gli pare e piace, ed  una volta conseguito il potere potrebbe anche distruggere la specie umana,  se mai gli venisse in mente di farlo. Nessuno può desiderare di avere con la forza ciò che è contro il diritto alla libertà, ovvero, fare dell'uomo uno schiavo. L'unica nostra sicurezza sta nell'essere liberi da qualunque forza di questo genere e la ragione ci costringe a considerare un nemico chiunque voglia privarci della nostra libertà.

    Principio di Liberta e Troika - I Figli della Troika

      L'Esercizio del Potere oltre i Limiti del Diritto                                                 

    L'esercizio del potere oltre i limiti del diritto, al quale nessuno ha diritto, è la tirannia; e la tirannia, consiste nel far uso del potere ottenuto non per il bene di quelli che ad esso devono sottostare, ma per il proprio vantaggio privato. Si ha tirannia quando chi governa assume come regola non la legge ma il  proprio volere, ed i suoi comandi e le sue azioni sono dirette non alla libertà del popolo, ma alla soddisfazione della personale ambizione, vendetta, avidità, o qualunque passione non ammessa. È un errore pensare che questo difetto sia in voga soltanto nelle monarchie. Anzi! Ovunque il potere è indirizzato ad altri fini e viene usato per impoverire, per tormentare o soggiogare con comandi arbitrari, si ha a che fare con la tirannia.

     Il Potere Fiduciario e il Legittimo Ritiro del Mandato                                

    In una comunità politica costituita, retta su propri fondamenti e che agisce secondo la propria natura, ci può essere un solo potere supremo, che è il legislativo, al quale tutto il resto è e deve essere subordinato. Tuttavia, essendo il potere legislativo un potere fiduciario, che agisce in vista di certi fini, noi popolo conserviamo il potere supremo di eliminare e cambiare il legislativo, quando troviamo che agisce in maniera contraria al mandato che in esso abbiamo riposto. Ogni potere conferito sulla base di un mandato per il raggiungimento di un fine è limitato da quel fine e pertanto, quando tale obiettivo è manifestamente trascurato o addirittura ostacolato, il mandato deve necessariamente essere ritirato, ed il potere deve essere devoluto nelle nostre mani. A quel punto, noi popolo possiamo collocarlo di nuovo, ovunque riteniamo meglio per la nostra libertà, per la sicurezza nostra e della specie umana.

    Principio di Liberta e Troika - I Figli della Troika

      Il Potere Supremo di Salvaguardare noi stessi                                                

    Continuiamo a mantenere il potere supremo di salvaguardare noi stessi dai tentativi e dai progetti di chiunque, anche dei nostri legislatori, ogni volta che essi siano così stolti e così deboli da permettere o da condurre progetti contro le nostre libertà e le nostre proprietà. Proprio come avviene oggi, in questo particolare momento storico. Unico e terribile! Nessun uomo o società di uomini ha il potere di cedere la propria libertà ed i mezzi che ad essa conducono, alla volontà assoluta ed all’arbitrario dominio altrui. Ogni volta che qualcuno concepisce l’idea di ridurci in uno stato di schiavitù, abbiamo sempre il diritto di conservare ciò che non abbiamo il potere di cedere e di liberarci di coloro che usurpano quella legge fondamentale, sacra ed inalterabile, chiamata libertà. Si può pertanto asserire che sotto questo principio, noi popolo rimaniamo sempre il potere supremo, ma si deve anche concordare che perdiamo il nostro potere nel momento in cui su tale principio qualcuno edifica ed esercita una forma di tirannia. Se le leggi di natura, il diritto di libertà ed il potere sovrano non possono in nessun caso realizzarsi, significa che siamo diventati schiavi di ciò che noi stessi abbiamo voluto, ed in quel momento, lo stato che abbiamo istituito non potrà più essere dissolto, a meno che …

    Chris Richmond Nzi   (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • Cavia Grecia – La Visita del Mastino e la Via del Male Assoluto

    Cavia Grecia – La Visita del Mastino e la Via del Male Assoluto

    Venerdì, Luglio 19th/ 2013 

    – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – 

    Grecia, Unione Europea, BCE, Atene, protesta, Fondo Monetario Internazionale, Media, Censura mediatica, Giovanni Fois, Sergio Basile, Dio Moloch, Grande Gufo, Dittatura, Wolfgang  Schäuble,ngela Merkel, Schiavi Greci, Piazza sintagmma, Kreditanstalt für Wiederaufbau, Parlamento ellenico, licenziamenti, Bohemian Groove, Clima di paura, Olli Rehn, Samaras, Democrazia morta e sepolta, Manuel Barroso, Christine Lagarde, La Via del Male Assoluto, Usura e moneta debito, Barnard e Mosler, distruzione della cività greca, Siria, Africa, Attacco al cristianesimo 

    Cavia Grecia – La Visita del Mastino e la Via

    del Male Assoluto

    Oggi si apre l'ennesimo tavolo delle contraddizioni, con

    la visita imperiale di Wolfgang  Schäuble: all'orizzonte

    nuovi prestiti da usura e 25mila licenziamenti

    per gli schiavi greci

    Le dolci Caramelle della Troika, al gusto crauty

     

    di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile

    Hell - Greece

     La Visita del Mastino                                                                                                 

    Atene, Grecia – Piazza Sintagma, uno dei luoghi più famosi della capitale greca, sede del Parlamento ellenico, si è svegliata oggi con migliaia di poliziotti in tenuta antisommossa. Le strade intorno per un raggio di diversi chilometri sono chiuse al traffico e tram e metropolitane oggi non prenderanno servizio. Un clima pesante, troppo per i cittadini ateniesi ai quali è stato imposto il divieto categorico di riunirsi in manifestazioni antigovernative. Tutto questo a causa della visita del ministro dell’economia tedesco Wolfgang Schäuble, in viaggio ad Atene per incontrare le controparti greche. Nonostante la presenza della polizia, alcune persone si sono radunate di fronte al ministero delle finanze creando motivi di forte tensione. Ma del resto sappiamo bene quanto siano impopolari le manovre in corso nelle sale di potere, per le quali i Greci non possono che esprimere la loro disapprovazione. Una disapprovazione che non potrà che sfociare in sanguinosa rivoluzione, se nulla cambierà.

     Al Tavolo delle Contraddizioni                                                                              

    Lo stato ellenico, già ridotto sul lastrico, viene oggi obbligato a nuovi e sanguinosi sacrifici. Ufficialmente il tema della discussione dovrebbe essere incentrato  sul miglioramento del clima degli investimenti in Grecia e sul ruolo che può svolgere la Germania in esso. Si chiederà il cittadino greco, privato ormai del proprio lavoro, dei propri caseifici (oggi della tedesca Muller), delle proprie fabbriche (molte delle quali oggi Henkel), in parole povere del proprio avvenire e della stessa dignità di uomo, quali possano essere i vantaggi del sedersi nuovamente al tavolo delle contrattazioni con la Germania, vista oggi più che mai come un abile e spregevole strozzino. Come del resto l'intero carrozzone della Troika. Ma – a quanto pare – anche questa volta il delegato della Merkel ha portato con sé una di quelle offerte, una di quelle sorpresine "che non si possono rifiutare". Vediamo.

    Hell - Greece

     Le caramelle tedesche                                                                                               

    A fronte di 25mila licenziamenti nel settore pubblico, la Germania è disposta ad elargire agli schiavi greci la somma irrisoria di 100 milioni di euro già battezzata dal popolo come ‘’le caramelle tedesche’’. Tanto più che il prestito proviene dalla famigerata Kreditanstalt für Wiederaufbau, banca tedesca che lungi dall’essere la provvidenziale fautrice della "ripresa" (?) e l'elargitrice del cosiddetto "credito della ricostruzione", come suggerisce l’acronimo in tedesco, applica – ovvio – tassi d’interesse da usura. I partiti dell’opposizione stanno muovendo aspre critiche contro il meeting di oggi, denunciando le misure governative da stato di polizia volute dai vertici politici in vista della visita del ministro teutonico Schäuble, deciso a supportare ed orientare ad hoc il compitino impopolare del governo. In una nota del partito Syriza, coalizione di sinistra, viene sottolineato come ''ogni giorno diventa sempre più chiaro che questo governo è determinato a calpestare ogni diritto dei lavoratori e ad erodere la democrazia". Ma ormai le chiacchiere stanno a zero, e considerarsi in una democrazia è davvero paradossale. Il Parlamento, consentiteci, è morto e sepolto! Ed in ciò la situazione italiana non è troppo distante. Anzi!

     Le Visite Imperiali, la Strategia del terrore ed i masso-partiti                      

    In occasione della visita del ministro Schäuble, il governo – come detto – è dovuto correre ai ripari per la seconda volta (la prima era stata in occasione della "visita imperiale" della Merkel) imponendo il divieto di raduni, creando un clima di paura e dimostrando, in questo modo, come in effetti i padroni arroganti dell'Europa illuminata temano la presenza massiccia del popolo. Nonostante il panorama si presenti in tutta la sua drammaticità a poche migliaia di chilometri dalle nostre case, i principali organi d’informazione italiani non ritengono queste notizie degne delle loro pagine. Ciò, consolidando una vergognosa tendenza che non conosce fine, né colori politici: perchè non scordiamo come dietro ogni TV di bandiera ci siano i masso-partiti. Non scordiamolo mai!  Noi dell’Osservatorio vogliamo invece dar voce alla disperazione dei nostri fratelli greci, caduti in un vortice finanziario  e di corruzione senza precedenti nella storia e senza via d’uscita, ricordando alle caste masso-mafiose che illegittimamente oggi detengono il potere, che ogni giorno sempre nuove persone si spintonano ed affollano nelle strade e nelle piazze elleniche al fine di raggiungere un pò di cibo e generi alimentari di fortuna tra la folla, e ciò al fine di sopravvivere in questo inferno. Magari (e scusateci lo spietato sarcasmo stile casta) al fine di andare avanti e pagare altre tasse…

    Hell - Greece

     Follia Troika e Sacrifici Sospetti – L'Ottica del male Assoluto                     
     

    Ma allora ci chiediamo: che senso ha comprare ancora i giornali della casta? Che senso ha pagare il canone TV, per vedere i nostri fratelli greci e domani i nostri stessi cari morire di stenti e umiliazioni? Beh forse l'unico senso lo si può trovare in un'ottica di "male assoluto", di un compito diabolico da portare a termine. Qualcuno potrebbe bollarci come esagerati, ma l'incontro che tra pochi giorni si terrà nel misterioso bosco "Bohemian Groove" negli States, tra i potenti della Terra, che si raduneranno come per tradizione attorno ad un "mistico fuoco" ai piedi del Grande Gufo di pietra (il sanguinario Dio Moloch) parla chiaro. Sarà un caso? Beh, ormai non ci si stupisce più di nulla, ed abbiamo imparato a guardare verso nuovi, tetri ed insoliti orizzonti. In passato si è vociferato addirittura di sacrifici umani compiuti in quel sacrilego luogo. E addirittura alla presenza di presidenti e capi di stato. Sveglia! Le favole sono finite. Ora è il tempo di leggere la cruda realtà con occhi nuovi e alieni da ogni forma di illusione, stile monarch. Guardacaso l'immagine scelta per la Grecia al momento del conio dell'euro, è stata proprio quella del gufo. Sarà un semplice caso?

      Luoghi comuni e chiacchiere sulla ripresa – La Diabolica Casta               

    Capirete anche voi, dunque, come le chiacchiere sulla ripresa (anche quelle sulla simile situazione Italiana) stiano a zero! Non ci sarà nessuna ripresa, finché la diabolica casta avrà in mano la "bacchetta magica" dell'usura da moneta-debito. E lo diciamo chiaro  e forte anche ai seguaci di Barnard e Mosler,  che sminuiscono la tragedia del "signoraggio", evitando (non si sa perchè) di indicarlo come il vero "crimine più grande". Capirete anche come sia necessario evadere dalla gabbia Ue al più presto (Grillo o non Grillo, e chiacchiere, zainetti, biciclette e distintivi a parte) e lo si capisce ancor più analizzando le fesserie pronunciate di recente da Olli Rehn (commissario per gli Affari Monetari della Commissione UE) che – come visto nelle scorse settimane – levò una "strategica" contestazione all'indirizzo dell'FMI, dopo le ipocrite ammissioni di errori giunte da parte dello stesso Fondo Monetario Internazionale proprio sulla  spinosa e sconcertante questione greca. Certo, parlare di errori col senno di poi, e dopo centinaia di suicidi e famiglie finite in mezzo alla strada è davvero sconcertante, per non dire vergognoso. Una sorta di "mea culpa" forzato e strumentale che coinvolge ancora una volta nell'occhio del ciclone dell'opinione pubblica europea la stessa Troika (Ue, Bce, FMI), ovvero Manuel Barroso, Mario Draghi e Christine Lagarde

    grecia -Troika

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Neppure il Sangue laverà le loro colpe                                                               

    Una vergogna! Un marchio indelebile sulle loro famiglie e sulle famiglie delle stesse caste, che la storia non potrà cancellare. Neppure – evidentemente – col sangue. Ma d'altronde il paradigma Africa è lì, dinnanzi a noi da secoli, e se non fosse per qualche missionario, l'Africa per tuti, ma proprio tutti, sarebbe solo una sorta di magazzino o una sorta di toilette all'aperto, di pubblico dominio. La novità è che ora l'Africa si sta "europeizzando", mentre l'Europa si sta paneuropeizando, seguendo l'antico copione CIA buttato giù dal conte Kalergi (vedi allegati) e proprio a partire da quei paesi a più antica tradizione cattolica e cristiana. E non è un caso! Siria e Palestina insegnano! In questo esperimento dell'élite illuminata sull'antica e cristiana Grecia, trasformatasi in antica cavia d'Europa ed in terra di "sacrifici umani", la stessa opposizione resta a guardare, parlando ancora di vie d'uscita democratiche. Mah! Ma cos'è poi la Democrazia? Beh, rispondetevi da soli! Per tutti i Greci che leggeranno questo articolo e che volessero inviarci proposte, testimonianze e richieste di aiuto o sfoghi, questa è la mail a cui scrivere infounicz.europa@gmail.com. Siamo con voi! Non mollate!

    Giovanni Antonio Fois, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta – Seconda Parte

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta

    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

    Qui Europa – L'EUROPA E IL PIANO PER TERZOMONDIALIZZARLA – IL PIANO KALERGI E LA NASCITA DELL'UNIONE EUROPEA – http://www.youtube.com/watch?v=Ql19MsvfT_Y

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Giovedì, Gennaio 24th/ 2013 – di Sergio Basile – Crimini contro l'umanità / Nobel per la Pace / Denuncia / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso / Christine Lagarde / Wolfgang  Schauble / Herman van Rompuy / BCE / Quanto Reich / Troika / FMI / Federazione Europea / Unione europea / […]

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    FMI-UE: Vergognoso Scambio di accuse tra gli Aguzzini della Grecia

    FMI-UE: Vergognoso Scambio di accuse tra gli Aguzzini della Grecia

    Venerdì, Giugno 7th/ 2013 – Redazione "Qui Europa"  –  Grecia, FMI, UE, Olli Rehn, Christine Lagarde, Mario Draghi, Manuel Barroso, Bruxelles, Fondo Monetario Internazionale, Ipocrisia, Schiavitù perenne, Sovranità monetaria, Aggressiva ristrutturazione del debito pubblico greco, usura internazionale, crescita,  FMI-UE: Vergognoso scambio di accuse tra gli aguzzini della Grecia Una Domanda per il Commissario Rehn   Redazione […]

    Grecia, Confortevoli Campi di Concentramento per chi non Paga il Debito di Stato Illegale

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    Giovedì,  Aprile 25th/ 2013  – di Sergio Basile – Atene, Grecia, Ue, Bce, Fmi, euro manicomio criminale, MES, Atene, Germania, BCE, privatizzati, troika, Debito di Stato, Cella, Paradosso, Governo greco, Antonis Samaras, Ingiustizia, Morte di ogni principio democratico, Sant'Agostino, San Tommaso d'Aquino, Nuovo Ordine Mondiale, Kostas Karagkounis, Equitalia, EURSS, Campi di concentramento per chi non paga, Attica, […]

    Sangue – In Grecia è Emergenza

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    Mercoledì,  Aprile 3rd/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato – Interrogazione alla Commissione Europea  – Parlamento europeo, Interrogazione parlamentare, Interrogazione alla Commissione europea, Mario Borghezio, Sangue, Grecia, Atene, Servizio sanitario svizzero, plasma, dimezzamento delle scorte di plasma, Manuel Barroso, talassemia, anemia mediterranea, Commissione europea  […]

    Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani

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    Mercoledì,  Aprile 3rd/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Atene, Grecia, Ue, Bce, Fmi, arsenico, Sascifici umani, Satana, euro manicomio criminale, MES, Atene, Germania, BCE, Nuovo Ordine Mondiale, Porcate mercatiste, Ferrovie e aeroporti privatizzati, troika, Industrie farmaceutiche, Bayern, Dio Moloch     Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani Non si […]

    Grecia, il silenzio dei Media Continua: Anche Questi sono Crimini contro l’Umanità

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    Venerdì,  Marzo 15th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois –  Grecia, Euro, Svendita, Privatizzazioni, tedeschi, Samaras, Yannis Stournaras, Atene, Grecia, Austerity, Austerità, BCE, Taiped, Sistema bancario internazionale, Signoraggio bancario, Miseria, povertà, fame, AlphaBank, Eurobank Equities Investment, Banca Nazionale, Banca del Pireo, Muller, Yogurt greco, Boroume.gr, proteste e fame ad Atene, Unione europea, Troika, Crimini contro l'umanità  Grecia, il […]

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    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi – Comunicato Stampa dell'eurodeputato Mario Borghezio, Bruxelles Bruxelles, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Grecia, Scandalo delle Fregate Francesi, Armi, Usura Internazionale, Francois Hollande, Antonis Samaras, Commissione eurooea, interrogazione alla Commissione europea di Mario Borghezio, Il popolo greco muore di fame, Finmeccanica, FMI, Christine Lagarde, […]

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    Mercoledì, Luglio 3rd/2013 – Comunicato Stampa di Carlo Finazzi, Presidente F. R. –     Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa" Grecia, Carlo Finazzi, Goldman Sachs, Rockefeller, Crac Grecia, Rpockefeller, Rothschild, Mario Draghi, Mario Monti, Goldman Sachs, Commissione europea, BCE, Federal Reserve, Stati Uniti d'Europa  Goldman Sachs, Rockeleffer e il Crack  della Grecia Stati Uniti […]

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    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

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    Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda

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    Giovedì, Novembre 22th/ 2012  – di Max Cittadino –  Grecia / Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda / Bruxelles / Atene / Debito iniquo / Eurogruppo / Francia / FMI / BCE / UE / Commissione europea / Aiuti / Usura / Correa / Ecuador / Christine Lagarde / Manuel Baroso […]

    L’Italia come la Grecia – I Numeri del Fallimonti a un anno dal golpe di Palazzo Chigi

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    Martedì, Novembre  13th/ 2012 –  di Sergio Basile –   Atene / Troika / Italia / Parlamento / DebitoPubblico / Udc / Pd / Pdl / Syriza / Bruxelles / Atene / Roma / Mario Monti / Antonis Samaras / Proteste / Bilancio 2013 / Merkel / Sarkozy / Armamento pesanti / Hitler / Merkel / […]

    Rivoluzione di Atene contro la Troika dell’Austerity, Verso lo Sciopero di 48 Ore

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    Martedì, Novembre 6th/ 2012  – Redazione Qui Europa – Rivoluzione di Atene contro la Troika / Austerity / Sciopero 48 Ore / Unione Europea / Troika / Grecia / Atene / Sciopero ad oltranza / sciopero generale / sciopero dei giornalisti / Antonis Samaras / Alexis Tsipras / Syriza / Pazok / Cancellazione del Debito / […]

    Grecia, Recessione al 5% – Ministero della Difesa occupato dai leoni feriti della Hellenic Shipyards

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    Sabato,  Ottobre 6th/ 2012  – di Sergio Basile – Grecia / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo greco / Troika / Bce /  tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Antonis Samaras / sciopero /  Grecia / categorie sociali in rivolta / feriti / […]

    In Grecia e Spagna Scoppia la Rivoluzione

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    Giovedì,  Settembre 27th/ 2012  – di Silvia Laporta – Grecia / Spagna / Madrid / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo spagnolo / governo greco / Troika / Bce / Christian Laguarde / tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Europarlamento / Antonis […]

    Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova macelleria sociale

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    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012  – Sergio Basile –  Grecia /Antonio  Samaras / Troika / Platone e Socrate / Lucas Papademos / Ue / Bce / Fmi / Tagli alla spesa pubblica / Trilateral Commission / Merkel / Sarkozy / Pacchetto Salva Grecia / Stournaras / Adriano Celentano / Democrazia / Europa / Pazzia nell'Eurozona  Grecia: […]

    L’impegno Greco: Tasse in cambio di Privatizzazioni e Licenziamenti

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    Giovedì, Luglio 26th/ 2012 – di Vincenzo Folino – Grecia / Crisi Eurozona / Atene / Bruxelles / Troika / Samaras / Barroso / Commissione europea / Privatizzazioni / Licenziamenti / Reuters / Fondo Monetario Internazionale  / Trattativa  / Alexis Tsipras / Bce / Antoine Colombani  / Ateneo Magna Graecia / Catanzaro  Crisi Eurozona – […]

    Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

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    Mercoledì, Giugno 20th / 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Eurozona / Grecia / Italia / Germania / Spagna / Economia / Banche e finanza / Strategie / Accentramento Ue / Contro informazione / Proposte / Qui Europa / Syryza / Nuova Democrazia / Pasok / Alexis Tsipras / Paolo Ferrero / […]

    L’Ue dei banksters e delle lobbies teme l’evasione greca

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    Venerdì, Maggio 25th / 2012 – di Sergio Basile –   Unione europea / Eurovertice / Consiglio europeo / Grecia / Eurozona / Fallimenti Ue / Troika / Commissione europea / Fondo Monetario Internazionale / Bce / Bundesbank / Washington / Christine Lagarde / Mario Draghi / José Manuel Barroso / Angela Merkel / Lucas […]

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

    Grecia – Barroso chiama, Samaras si dà per Malato

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    Domenica, Giugno 25th / 2012 – di Silvia Laporta – Eurozona / Elezioni Grecia / Grecia / Atene / Unione europea / Commissione europea / Bruxelles / Governo di Coalizione Greca / Nea Dimokratia / Pasok / partito socialista / partito di centro destra / crisi / economia / collasso economico/  Sinistra Democratica / Evangelos Venizelos / […]

    Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

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    Martedì, Maggio 29th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione europea / Commissione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Grecia / Atene / Crisi / Banche / Finanziamenti / Piano di aiuti / Trojka / Economia / Pil / Debito pubblico / Barroso / Van Rompuy / Debitocrazia / Herman Van Rompuy […]

    Tragedia Greca – l’Olimpo cede agli dei della Troika

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    Venerdì, Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Grecia / Atene / Ocse / Troika / Crisi / Lavoro / Disoccupazione / Suicidi / Pensione / Tagli / Giovani / Pasok / Chrisoxoidis / Polibos / Metoikidis  / Perdita delle radici cristiane dell'Europa  La Grecia nelle sabbie mobili della crisi […]

    Grecia – La rinascita di Afrodite e l’anima dell’Europa

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    Mercoledì, Maggio 16th / 2012 –  di Domenico Apicella – Unione europea / Eurozona / Euro / Grecia / Germania / Democrazia / Tecnocrazia / Germania / Dracma / Troika / Europa senz’anima / Comunità / Polis / Araba fenice / Antica Grecia / Rinascita / Anima europea / Istanze popolari / Partiti politici greci […]

    La Troika, la “Rerum Novarum” e il baratro Grecia: fantasmi del progresso e nuovi diseredati

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    Sabato, Marzo 17th/ 2012 Grecia / Troika / Fmi / Bce / Ue / Chiesa / Dottrina Sociale / Ripresa /Parti sociali / Massoneria / Capitalismo / Diktat / Neo-liberismo / 2013 / Crisi / Debito sovrano / Solidarietà sociale / Organizzazioni cristiane / Leone XIII  La Troika, la Rerum Novarum" e il "baratro Grecia": […]

  • Lettera Aperta al Popolo Italiano di un Ungherese – Basta Falsità! E’ in atto un Golpe contro il Nostro Governo

    Lettera Aperta al Popolo Italiano di un Ungherese – Basta Falsità! E’ in atto un Golpe contro il Nostro Governo

    Venerdì, Maggio 24th/2013

    – Lettera Aperta di  Kovács András, Cittadino Ungherese –

    Europa, Italia, Ungheria, Kovács András, cittadino ungherese, Viktor Orban, Libertà, Riforme Costituzionali, Unione europea, dittatura, Usa, Famiglia, Matrimonio, Cristianesimo, Marcia della Pace, Budapest, Popolo ungherese, Universitari, Emigrazione, Senza tetto, Bugie mediatiche, Nazione Ungherese, Principi Cristiani, Libertà della Nazione 

    Lettera Aperta al Popolo Italiano di un

    cittadino ungherese

    Basta falsità sull'Ungheria! E' in atto un Golpe

    contro il Nostro Governo, la Famiglia e la

    Nazione Ungherese

    Italiani: sappiate che l'Ungheria è un Paese libero

    e Fiero! In Europa non è vero che non esiste la 

    Dittatura!

    Nei giorni scorsi migliaia di ungheresi nelle piazze in

    difesa del governo di Viktor Orban

     

    Lettera Aperta al Popolo Italiano

    di  Kovács András – Cittadino Ungherese

    Lettera Aperta di un Ungherese al popolo Italiano - Non Diventeremo una Colonia Ue

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Basta Falsità sull'Ungheria – Lettera Aperta di un Cittadino Ungherese 

    Budapest, Roma – Non è la prima volta che scrivo a voi Italiani sull’Ungheria, spiegando tante cose ed anche ora scrivo a risposta di un’articolo che riporta falsità e inesattezze sull’Ungheria. In Ungheria nel 2010 il partito Fidesz KDNP ha vinto con i 2/3 e questo risultato si trova molto di rado in Europa.

     La Propaganda Strategica di Socialisti e Liberalisti contro Orban              

    I socialisti e liberalisti ungheresi in modo subdolo reclamizzano in maniera negativa l’Ungheria, affermando forti falsità all’estero (al Parlamento europeo, all’Unione Europea, agli Usa e nei programmi) sul governo Fidesz e il capo del governo di Viktopr Orbán. Adesso nel 2013 ci sono stati dei forti cambiamenti nelle leggi costituzionali ed ora in primavera i socialisti e liberalisti provano su questo punto a schiacciare e portare in cattiva luce il governo Fidesz. Voi italiani vi ricorderete che alla fine del 2011 i socialisti e liberalisti volevano far dimettere Orbán anche aiutati dall’estero (Parlamento Europeo, Unione Europea e Usa). 

     Il Golpe Fallito contro Orban e la "Marcia della Pace"                                   

    Questo progetto non è andato a buon fine anche pur avendo avuto la forza dall’estero, e in questo periodo (nel 2011) il capo del governo ha subito molta pressione ma la popolazione ungherese in maniera esemplare è stata a fianco al suo governo il quale ha vinto per i 2/3 e vicino al suo capo del governo Orbán scendendo nelle strade e nelle piazze di Budapest con manifestazioni civili e spontanee chiamate “Marcia della Pace”. A Budapest c’erano più di mezzo milione di manifestanti e più di centomila persone che hanno assistito a tutto tramite i mass media. Persone solidali con il capo del governo, persone provenienti da tutta l’Ungheria e dall’estero (Lituania, Polonia, Italia, Germania).

    Non Diventeremo una Colonia Ue - Ungheria - Viktor Urban

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Popolo Ungherese per la Libertà contro il Colonialismo Ue – Usa       

    Io personalmente ho partecipato alla manifestazione e ho conosciuto persone straniere che si sono congratulate con noi Ungheresi per come appoggiamo e siamo vicini al nostro governo. I socialisti e liberalisti ungheresi e i socialisti e liberalisti  stranieri che attaccavano il governo di Viktor Orbán cosí si sono indeboliti. Oggi – primavera 2013 – loro attaccano queste leggi costituzionali, attaccano in Ungheria le leggi costituzionali, il governo ungherese e Orbán . L’Ue e gli Usa sono preoccupati per i cambiamenti delle leggi in Ungheria. Adesso scrivo quali sono i cambiamenti delle leggi costituzionali che secondo loro non vanno bene.

     1 – Il Golpe Socialista e le successive provvidenziali misure di Orban      

    Questa nuova legge del Governo Orban non permette ai senzatetto di vivere per strada e nei posti pubblici, ma questa legge dice che il governo deve dare ai senzatetto un posto dove vivere. Questo é giá stato fatto a Budapest dove esiste anche in questa struttura il controllo medico. Questo esisteva giá negli anni tra il 1998 e il 2002 (governo Orbán Viktor), ma dopo nel 2002 i socialisti hanno vinto e il loro governo ha chiuso queste strutture ed i senzatetto si sono ritrovati per strada.

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     2 – Il Problema degli Universitari – Orban investe sul futuro dei Giovani 

    Il governo vuole fare un contratto con gli universitari che studiano grazie ad un finanziamento statale pari al 100% della spesa, i quali quando prenderanno la laurea andranno a lavorare. Secondo la legge, per i primi dieci, se essi passano più di cinque anni all’estero allora dovranno pagare l’aiuto ricevuto per studiare dallo stato. La misura serve dunque a conservare in patria le ricchezze della nazione, evitando di destinarle all'estero, impoverendo la nazione stessa. (Ciò vuol dire – aggiungiamo – investire sul futuro, sui giovani e sulla Nazione stessa). Questa migrazione dei laureati non è solo un problema ungherese ma anche di altri stati europei. Per esempio in Inghilterra e in Germania arrivano tanti dottori e infermieri dai paesi dell’est europa perché a loro volta hanno trovato dei posti vuoti dove i neo laureati inglesi e tedeschi a loro volta sono migrati in stati più grossi. Nell’Unione europea c’è un programma simile per arginare questo problema.

     Falsità Ue-Usa                                                                                                             

    L’Eu e gli Usa dicono che questi cambiamenti di legge abbassano i poteri della corte costituzionale ma questo non è vero perché la Corte Costituzionale può bloccare o modificare la legge.  Anche riguardo alla situazione attuale della famiglia ci fanno dei problemi.

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     La Difesa del Matrimonio e della Famiglia                                                         

    Il matrimonio può essere celebrato tra un uomo e una donna e la base della famiglia è il matrimonio. Questi sono i cambiamenti che in tanti stati sono già in uso. Il capo del governo, Viktor Orbán, in maniera chiara ha detto che l’Ungheria e il governo ungherese si attiengono alle leggi europee, sempre è stato così e sarà sempre così. Fino al 2010 esistevano delle leggi risalenti alla Seconda Guerra Mondiale (1949) con stampo russo. Il primo gennaio 2012 sono entrate in vigore le nuove leggi che nel preambolo della Costituzione recita: "Dio benedica gli Ungheresi”. Queste leggi fondamentali dimostrano in maniera chiara e trasparente che la popolazione ungherese e il governo ungherese sono aperti verso il Cristianesimo e verso Cristo. Io penso che questo dimostri come il governo ungherese e la popolazione ungherese siano e uniti, e questo è una cosa meravigliosa.

     Attacco alla Famiglia, al Popolo e alle Istituzioni ungheresi                       

    Vedete, su questi argomenti i socialisti e liberalisti ungheresi attaccano dall'interno lo stato ungherese e anche all’estero e anche nelle organizzazioni internazionali  e sovranazionali (come Ue ed USA) si è attuato e si sta attuando questo attacco. L’Ungheria è forte, indipendente e democratica e non conviene diffamarla. Amici italiani!In Ungheria tra un anno ci saranno le elezioni politiche per il governo. Per questo i socialisti e liberalisti vogliono portare in cattiva luce attraverso tante cose di peso importante, mentendo, riportando falsità alla popolazione. La popolazione starà affianco al suo governo e al suo capo del governo Orbán. Il sondaggio più recente dimostra che il governo ungherese, il capo del governo Viktor Orbán, è sorretto ed appoggiato fermamente dalla popolazione. Faremo di tutto per difendere il nostro governo e il nostro capo del governo dagli attacchi e dalle provocazioni.

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     L'Ungheria è un Paese Libero e fiero!                                                                 

    Mi dispiace che spesso su alcuni giornali italiani – anche di centro e di destra – si scrivano articoli con tante inesattezze sull’Ungheria e che gli stessi non riportino articoli positivi e veritieri sulla Nazione e su quel che accade davvero. (…) Ho letto degli articoli riportati dai giornali italiani dove scrivevano che in Ungheria esiste la dittatura. Io sono un giovane ungherese, la mia compagna è italiana e viviamo qui in Ungheria. Oggi con cuore sincero affermo fermamente che “Non è vero che non esiste la Dittatura!". L’Ungheria è uno stato libero con una popolazione fiera del suo stato, dove vivono e lavorano liberamente ungheresi e molti stranieri, anzi è ancora più libera di tanti altri stati europei. Se volete vedere di persona l’Ungheria per provare, per capire come è l’Ungheria e di come si vive qui, volentieri posso aiutarvi in questo. Amici italiani, grazie per aver letto la mia lettera con il mio parere. Vi auguro tante cose belle e positive a voi e all’Italia. Forza Ungheria Forza Ungheresi!

    Kovács András – Cittadino Ungherese

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    Venerdì,  Marzo 22nd/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois –    Budapest, Dublino, Unione Europea, Viktor Orban,  Parlamento europeo, Inadeguatezza delle Politiche comunitarie, BCE, Big Brother, Golpe mercatista, Vertici internazionali, Rivoluzione pacifica, Salvaguardia della sovranità nazionale, Sovranità Monetaria, Fidesz, populismo, Nazionalismo, Media Europei, indipendent, la repubblica, Eugenio Scalfari, MES, FMI, Permanenza in Ungheria, laureati, Senza tetto, Clochard, […]

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    Mercoledì,  Marzo 13rd/ 2013 – di Giuseppe Sacco e Sergio Basile – Unione Europea, Polidori, Rivoluzione Francese, Libertà d'espressione, Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazioni razziali, Pm Antonio Miggiani, Antonio Kostoris, Comunità ebraica, Poteri forti, Sistema Giudaico-Massonico, Mario Monti, Hotel Excelsior, Umberto Bossi, Governo Tecnico, Adam Wheisaupt  Europa – Dov'è finita la Libertà d'Espressione? Polidori […]

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    Sabato, Marzo 9th/ 2013  – di Sergio Basile e Vincenzo Folino – Ungheria, Victor Orban, Rivoluzione Costituzionale, Tradizioni Nazionali, Piano mondialista, lluminati, Adam Weishaupt, Aleister crowley, occultismo, satanismo, Piano diabolico, Distruzione della Famiglia Tradizionale, Distruzione del cristianesimo, promiscuità sessuale, Abolizione degli stati, Storia, economia, Hitler, Stalin, Lenin, Nazismo, Comunismo, Novecento, Werth, Courtois, Panné, Kauffer, Bartosek, Margolin, […]

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    Lunedì, 25th Febbraio/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Famiglia Tradizionale / Unione Europea / Corte dei diritti umani / Strasburgo / Vienna / Coppie gay / Adozioni / Rispetto diritti umani / Discriminazione ed uguaglianza / Sentenza / Stati europei / Vita / Natura / madre e padre / Sionismo […]

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    Lunedì,  Marzo 11st/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Qui Europa – – Associazione Culturale la Torre –   Bruxelles, Adozioni, Bambini, Diritti, Elezioni, Gay, Matrimonio, Omosessuali, Unione Europea, Distruzione del Matrimonio tradizionale, Omobobia, Dittatura del Relativismo, Distruzione della Famiglia Tradizionale, Report sui Diritti Civili, Parlamento Europeo, Cristianesimo, Ateismo, Piano Mondialista per Distruggere la famiglia […]

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    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

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    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

    Dittatura Europea – Ungheria Sotto Attacco

    Dittatura Europea – Ungheria Sotto Attacco

    Giovedì, Gennaio 24th/ 2012 – di Paolo Deotto – – Iniziativa di libero Confronto, Pensa e scrivi di Qui Europa – Dittatura Europea – Ungheria Sotto Attacco / Ungheria / Victor Orban / Budapest / Eurocasta / Unione europea / Massoneria / Crimini contro l'umanità / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso […]

    Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

    Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Max Cittadino – Italia / Spagna / Unione europea / Crisi economica / Spending review / Tagli alla spesa Pubblica / Pagine economiche dei TG / Welfare / Politiche liberiste / Neoliberismo / Scuola Austriaca / Shumpeter / Keynes / Lavoro produttivo / Scandali bancari / […]

    Ungheria – Si alla Vita e Sgambetto all’Aborto

    Ungheria – Si alla Vita e Sgambetto all’Aborto

    Lunedì, Ottobre 8th/ 2012  –  di Maria Laura Barbuto –  Europa / Unione Europea / Ungheria / Budapest / Aborto /  Diritto alla vita / Famiglia / Concepimento / Vittime / Genocidio / Madri / Figli / Genitori / Costituzione / Uno di Noi / Movimento per la vita / Antonio Socci / Madre Teresa […]

  • Impariamo dagli Islandesi – Un Popolo Unito che vinse la Truffa del Debito

    Impariamo dagli Islandesi – Un Popolo Unito che vinse la Truffa del Debito

    Venerdì, Febbraio 22th/ 2013 –

    – di Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois – 

    Impariamo dagli Islandesi, Lezione Islandese, Islanda, Grecia, tasse, bollette, Unione Europea, BCE, Troika, Fondo Monetario Internazionale, Media Occidentali, Censura mediatica, Dittatura, Notizie da Bassa campagna elettorale, Unione europea , Colonialismo, Einar, Már Guðmundsson, Reykjavik, Rivoluzione silenziosa, sistema economico, Inghilterra, Olanda, Economia della Truffa, Porcellum, Armi e Debito, Kaupthing, Corona islandese, euro, bancarotta, Glitnir, Galbraith, Schiavi del Debito, Eurozona, Geir Haarde, Ólafur Ragnar Grímsson, IceSave, Giorgio Napolitano 

    Impariamo la Lezione Islandese: un Popolo

    Unito che vinse la Truffa del Debito

    La Rivoluzione Silenziosa che L'usura internazionale teme

    Dall'Islanda alla Grecia, lezioni di storia contemporanea

    L'Omertà della Stampa e dei Politici alla vigilia delle elezioni 

    Iceland Revolution

    Reykjavik – Molti storici contemporanei l'hanno celebrata con l'emblematica ed eloquente espressione di "Rivoluzione silenziosa", anche se in cuor nostro temiamo che questa storia possa mai entrare in pompa magna nei libri di testo ufficiali. Troppo scomoda, "troppo rivoluzionaria" per un sistema economico-bancario basato  – come ci insegna l'economista John Kenneth Galbraith – su un'economia della truffa; abituato a dettare le regole del gioco, le leggi ed a regolare in maniera invasiva anche i meandri più nascosti della vita sociale e politica di ciascuno, come un grande leviatano di tocquevilliana memoria. Un leviatano che con la complicità di ben pagati ed asserviti media tende da sempre ad ovattare e a nascondere quanto possa far capire – o almeno intuire – la verità all'umanità intera,  schiavizzata attraverso due strumenti fondamentali: le armi e il debito.

     Aspettando le elezioni – Una lezione per tutti gli Italiani 

    La "Vera Rivoluzione" oggi in esame è quella che ci parla del riscatto di una Nazione intera, di uno stato sovrano: l'Islanda. E lo facciamo volutamente e puntualmente mentre in Italia media e politica sembrano non ricordare, concentrandosi – quando la scadenza delle fatidiche elezioni truffa è ormai prossima – su problemi più o meno importanti, ma non centrali. Non assolutamente essenziali, e vedremo il perchè! Ci accingiamo a raccontarvi questa storia di rinascita sociale ed economica mentre – per contro – gli Italiani aspettano ansiosi di celebrare i vincitori del famigerato porcellum (elezioni pilotate nelle quali i cittadini ancora una volta non sceglieranno un bel niente). "Eroici" e fin troppo "idolatrati" personaggi che restano – nostro malgrado – lontani anni luce dai protagonisti della nostra storia.

     La Rivoluzione Silenziosa – Uno per tutti e tutti per uno 

    La "Rivoluzione Silenziosa" islandese è stata quella che ha portato circa 300 mila anime (tanti sono gli abitanti dell'isola-stato europea, nota come "Iceland") verso la riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell'intero sistema finanziario internazionale, gli Islandesi intuirono l'importanza di sottarre il controllo bancario alla speculazione privata, nazionalizzando le banche e avviando un processo di democrazia diretta e partecipata unico nella storia del Vecchio Continente. Un processo importante – quanto censurato da tutti i giornali ed i TG occidentali "di regime" – che ha portato addirittura alla creazione di una nuova Carta CostituzionaleÈ la storia di una delle nazioni più ricche al mondo (qual era anche l'Italia prima dell'avvento dei tecnici e dell'euro) che ha affrontato la crisi-indotta peggiore della sua storia (ancora un'analogia impressionante con l'Italia) uscendone, tuttavia, a testa alta e con la consapevolezza di essere guidata da un grande uomo – il suo Presidente – ed abitata da onesti ed informati cittadini, infiammati da un profondo e fulgido amor patrio. Come scriverebbe Dumas: "uno per tutti e tutti per uno!". 

     Islanda, da Regina a Cenerentola – Il Giochino Liberista delle banche   

    L'Islanda, fino a qualche anno fa, era il quinto Paese al mondo per reddito procapite. Oggi la vicenda islandese può essere considerata un esempio per tutti i popoli europei, rassegnati all'essere schiavi del debito pubblico. Ma perchè – ci chiediamo – la rivoluzione pacifica che ha consentito all'Islanda di scrollarsi di dosso il deficit è stata drasticamente censurata da  quasi tutti i media? Semplice! Onde evitare che i cittadini dell'Ue (ed in particolar modo quelli della gabbia chiamata Eurozona) ne potessero prendere spunto, traendone giovamento reale. Ma partiamo dall'inizio. Agli albori del nuovo millennio, quello islandese poteva essere considerato uno dei principali modelli di neoliberismo finanziario, un modello all'interno del quale le principali banche si apprestavano ad essere privatizzate e all'interno del quale – per contro – nascevano i primi prototipi di conti a prestito on line che, grazie ai costi di gestione ridotti al minimo, permettevano l'applicazione di un alto tasso d'interesse in favore degli nvestitori.  Numerosi cittadini europei (Olandesi e Inglesi fra tutti) accorsero per approfittare di questa ricca offerta. Con l'avanzare del tempo si moltiplicarono le utenze on line disposte ad investire nell'''IceSave'', costringendolo in breve tempo al tracollo. La conseguenza fu che la Landsbanki, garante per il suddetto conto, dovette dichiarare bancarotta e che lo Stato dovette procedere alla nazionalizzazione della stessa e al pagamento del debito richiedendo parte dei fondi necessari all'estero. Dal 2003 al 2007 si verificarono numerosi casi analoghi e altre importanti banche, come la Kaupthing e la Glitnir, caddero come da copione in rovina, costringendo il governo ad aumentare il debito estero fino a raggiungere il 900% del PIL (prodotto interno lordo) del Paese.

     Nella Trappola dell'FMI  

    La corona islandese  perse circa l'85% del suo valore sull'euro, decuplicando l'importo. A questo punto l'Unione Europea, in accordo col primo ministro conservatore Geir Haarde, si incaricò di "far fronte" alla situazione, attingendo al famigerato Fondo Monetario Internazionale. Così il popolo islandese si ritrovò di punto in bianco indebitato per qualcosa come 4 miliardi e 100 milioni di dollari americani. Una cifra spropositata per un Paese che conta poco più di trecentomila persone. Secondo i calcoli effettuati ciò avrebbe costretto ogni cittadino a sborsare un centinaio d'euro in più al mese dal proprio stipendio –  per 15 anni, e per un totale di 18mila euro a testa – e ciò per rientrare da un danno indotto dai banchieri privati. La stessa politica con la quale oggi si trovano a fare i conti molti altri paesi Ue: Grecia in primis, seguita a ruota dalla stessa Italia. E' indicativo il fatto che il solo scandalo MPS ci sia costato 4 miliardi e mezzo di euro. E con reazioni di politici, media e opinione publica nettamente diverse. Per non parlare degli effetti dell'IMU, del Fiscal Compact, del MES, del Redemption Found e degli altri inutili accidenti recessivi e debitocratici di sorta nati dalla mente distorta dei tecnocrati di Bruxelles: sempre tuttavia avallati dai vassalli della politica italiana contro gli stessi interessi del Paese. Ma torniamo ai fatti.

      Modello Italia – La Resa del governo ai diktat dei banchieri 

    Nell'aprile del 2009, il nuovo governo di sinistra, eletto con elezioni anticipate, pur condannando il modello neoliberista imposto finì per cedere fin da subito e senza troppe chiacchiere alle richieste dell'FMI e dell'Usura Internazionale. Il governo propose un piano di rientro  pluriennale  dal debito (15 anni) attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro con un interesse del 5,5% ed a fronte – ribadiamo – di debiti sorti tra banchieri privati verso altri privati, ma gettati sulle spalle della cittadinanza. Vi dice niente questo?

      Al Bivio – Uniti contro l'usura: un Popolo e un Presidente 

    Allora il popolo islandese si trovò ad un bivio: pagare o non pagare? Bisognava tener presente che l'Inghilterra e le altre ''potenti'' nazioni interessate, minacciavano addirittura l'embargo, cioè la paralisi dei traffici commerciali. Eppure l'intera Nazione, riunita nella piazza principale di Reykjavík si schierò apertamente contro le scelte del governo, sostenendo il proprio dissenso. Seguirono le dimissioni del primo ministro e l'indizione di un referendum per far scegliere direttamente ai cittadini sul da farsi. Decisivo fu l'intervento del capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, il quale con gran coraggio ed orgoglio prima si rifiutò di ratificare la legge che gettava il peso della crisi sulle spalle dei suoi concittadini e poi decise di indire il suddetto referendum. Come dire: un Giorgio Napolitano al contrarioIl 93% degli islandesi ribadì le proprie posizioni e, senza versare una goccia di sangue, l'Islanda annunciò al mondo intero che non avrebbe pagato un solo dollaro del debito pubblico maturato e, nella stessa occasione, fu proclamata la stesura di una nuova Carta Costituzionale, in sostituzione di quella del 1944, basata sul modello danese.

     Una Nuova Costituzione Anti-Truffe redatta dal popolo 

    Questo nuovo documento, redatto da 25 cittadini eletti dal popolo su 522 candidati – rigorosamente non appartenenti a nessun partito, a nessuna loggia massonica o club e rigorosamente non tesserati con aluna segreteria politica –  inglobò nuove leggi, formulate a seguito della lezione appresa durante la crisi e scritte ad hoc per far si che un simile attacco fosse destinato a restare per sempre solo un brutto incubo. L'Islanda riaffermò il principio  della sovranità assoluta della volontà popolare: chiunque poteva seguire i progressi dei lavori on-line della nuova Costituzione, poteva commentarne le bozze e lanciare le proprie proposte di integrazione. Non più dunque costituzioni ambigue ed a porte chiuse, ma concepite alla luce del sole. Vennero inoltre emessi mandati di cattura internazionale per i banchieri responsabili di tale scempio finanziario. Oggi l'Islanda è una nazione in piedi, costantemente in crescita. La disoccupazione è pressochè inesistente e il reddito pro capite annuo si aggira intorno ai 40.000 dollari. Non un miracolo, ma la semplice assunzione di precise responsabilità e la volontà di non svendere la propria sovranità finanziaria e monetaria a nessuno, mettendo davanti a tutto l'amore per il proprio Paese ed i propri concittadini. Quello che evidentemente nella marcia Italia soggiogata dai poteri forti è mancato, e ancora – malgrado le promesse elettorali – non si vede. Credete che gli Islandesi oggi se la passerebbero così bene se avessero pagato l'ammontare  fittizio ''dovuto''?

     Una lezione di civiltà all'Europa e al Mondo intero 

    Quest'isola remota del continente europeo ha dato una grande lezione di democrazia e di sovranità popolare e monetaria a tutto l'Occidente, dimostrandosi capace di contrastare pacificamente i colossi finanziari che la tenevano sotto scacco. Un'importante esempio d'esaltazione dei principi della società civile e del diritto di cittadinanza per noi Italiani, per i Greci, per tutto il mondo. Ma ci chiediamo: quando si decideranno i nostri cosiddetti politici a seguirlo? Quando si decideranno davvero a liberarci da questa insulsa e disumana schiavitù? Finora, infatti, malgrado le molteplici promesse pre-elettorali nessuno dei cosiddetti eroi della politica e dell'anti-politica sembra proporre il "modello Islanda" quale panacea per uscire dalla crisi e dalla truffa dell'Eurozona. Se – come pare – i nuovi erori del prossimo governo continueranno a beffarsi di noi reggendo i giochi dell'euro-casta allora non rimarrà altro da fare che seguire l'esempio islandese e puntare tutti su Roma, per una pacifica e decisa occupazione di massa dei palazzi del potere.

    Sergio Basile, Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei Media

    Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei Media

    Giovedì, Febbraio 21th/ 2013 –

    – di Giovanni Antonio Fois – 

    Grecia, tasse, bollette, Unione Europea, BCE, Atene, protesta, Antonis Samaras, Pireo, Fondo Monetario Internazionale, Sionismo, Media Occidentali, Censura mediatica, Prezzo del gasolio, Giovanni Fois, Aiuto disperato, Dittatura, Notizie da Bassa campagna elettorale 

    Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei

    Media

    Greci, Italiani ed Europei incatenati in una "Caverna

    Platonica"

    Il 95% dei Media Occidentali è controllato da un unico gruppo

    sionista – Censura Vergognosa, Disumana e Delittuosa

    Media Italiani Controllati

    Atene – In una delle tante strade della capitale greca una cinquantina di persone si spintonano per raggiungere un furgoncino, appena sopraggiunto. I due portelloni posteriori si aprono e due ragazzi distribuisono generi alimentari tra la folla. Per lo più si tratta di verdura, eppure gli uomini arrivano a scazzottarsi per raggiungere un sacchetto. Intanto le mogli e i figli più piccoli, in casa, sperano che il padre sia riuscito nell'impresa di aver trovato qualcosa da poter mettere in tavola. Lo aspettano, a lume di candela. Già, perchè le società che forniscono gas e luce alla popolazione, continuano, ogni mese, a tagliare le forniture a più di trentamila utenti.

     Grecia – Mezzo Milione di Persone al Buio  

    Oggi, in Grecia, mezzo milione di persone vive al buio. Intanto nell'aria, una fitta coltre di nebbia grigiastra si alza verso il cielo, circondata da ceneri. Sono le esalazioni tossiche delle stufe, alimentate ormai con qualsiasi cosa. Il costo del gasolio per stufa ha da tempo sorpassato quello per auto, il più alto d'Europa (per giunta). I cittadini bruciano i propri mobili, i cartelloni pubblicitari e persino le scarpe vecchie, pur di riscaldarsi e così la foschia di smog si spande dal Pireo fino all'Acropoli, offuscando il Partenone.

     Verso la guerra Civile?  

    Mai come oggi la Grecia rischia la guerra civile. Le rapine, dallo scorso anno, sono aumentate del 600% , 40 mila persone vivono per la strada, il 30% della popolazione risulta disoccupata e, per i giovani dai 18 ai 25 anni il dato sale a quota 61%. Questi sono solo alcuni dei numeri che testimoniano la distruzione incontrastata del popolo ellenico. Ce ne sarebbero degli altri, se non fossero chiaramente censurati.  Quante persone perdono la casa, quante muoiono di stenti, quante altre sono costrette al suicidio? Il panorama greco si presenta come un tetro spettacolo per tutto il mondo. Eppure, nonostante l'alta notiziabilità di questi eventi (dato l'impatto scenografico nonchè il forte interesse da parte del pubblico) nessuno ne parla.

     Un'umanità Incatenata  

    Tutti i media italiani ed occidentali – al 95% controllati dal sionismo, poiché nelle mani di proprietari e direttori curiosamente tutti sionisti e/o ebrei sionisti – se ne fregano deliberatamente della sorte del popolo greco, continuando a propinare squallide notizie da bassissima campagna elettorale. Se i mezzi d'informazione non fossero così profondamente asserviti agli alti capi della politica internazionale e delle logge mondialiste, farebbero senz'altro a gara per raggiungere per primi il suolo ateniese e per puntare telecamera e microfono in faccia al primo povero morto di fame. Purtroppo il web è rimasto l'unico mezzo capace di veicolare liberamente le informazioni e le numerose lettere inviate sulla rete dai cittadini ellenici ci mettono di fronte questa triste realtà. Rimaniamo incatenati alla caverna platonica, prigionieri di una realtà fittizia, fatta di ombre mediatiche che non corrispondono alla realtà. La verità è questa: il popolo greco ha bisogno del nostro aiuto; un domani, ormai prossimo, toccherà a noi.

    Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Tunisia – False Pimavere Ultimo Atto: Belaid, Martire in nome della Democrazia?

    Tunisia – False Pimavere Ultimo Atto: Belaid, Martire in nome della Democrazia?

    Domenica, Febbraio 10th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –

    Esteri / Tunisia / Tunisi / Rivoluzione dei gelsomini / Dittatura / Democrazia / Assassinio Chokri Belaid / Oppositori di regime / Ennahda / Union Tunisienne Generale du Travail / Funerali Belaid / Sciopero generale / Governo tunisino / Violenza / Ghannouchi / Nuovo Ordine Mondiale / Otpor 

    Tunisia – False Pimavere ultimo atto: Belaid,

    martire in nome della Democrazia?

    Il Nuovo Ordine Mondiale e il Disegno dell'Otpor:

    pagati per innescare rivoluzioni e rovesciare

    regimi. Altro che Democrazia!

    Rivoluzione dei Gelsomini: cosa si nasconde davvero dietro?

    Tunisy and New World Order

    Tunisi – Migliaia di persone sono scese nelle ultime 72 ore in piazza, a Tunisi, per dare l’ultimo saluto a Chokri Belaid, leader del Partito dei Patrioti Democratici (oppositore di sinistra) freddato il 6 febbraio scorso con quattro colpi di arma da fuoco proprio davanti la sua abitazione da soggetti non identificati. Ma cosa c'è davvero dietro? Chi ha intenzione a destabilizzare la Tunisia? Certo è che la confusione sull'argomento è tanta. I media non ci aiutano davvero a capirlo.  Anzi! Ormai la disinformazione in TV e sui giornali di prima fascia è giunta ad un livello inimmaginabile. Una costante vergognosa. La risposta, ancora una volta sta lì: in quel fenomeno spacciato come "democratico e provvidenziale" e  chiamato "Primavea Araba".  Nient'altro che un progetto mondialista proteso a creare un nuovo governo mondiale nel nome di una falsa ed illusoria democrazia. Il tutto sotto la regia delle potenze occidentali, in un nuovo invadente slancio neocolonialistico di proporzioni ciclopiche e devastanti, quanto occultate dietro una spessa coltre disinformativa.

     OTPOR – Le PrimavereArabe  mai esistite 

    Ancora altro sangue, dunque, versato in nome di democrazia e di primavere mai esistite. E intanto, sempre a Tunisi, L’Union Tunisienne Generale du Travail, il maggiore sindacato del Paese, ha proclamato, nello stesso giorno dei funerali,  uno sciopero generale in segno di protesta per la morte di Belaid. Un Paese, dunque,  completamente paralizzato e stretto nella morsa della morte, della confusione e della paura. Uffici, scuole, università e negozi sono rimasti completamente chiusi e sono stati cancellati tutti i voli sia in arrivo sia in partenza dalla Tunisia. Forse lo stesso Belaid un pò se lo aspettava. In tempi non sospetti aveva dichiarato pubblicamente: “la democrazia nata dalla Rivoluzione dei Gelsomini è in pericolo perché Ennahda incita alla violenza”. Ma francamente in questa dichiarazione non possiamo fare a meno di notare delle palesi contraddizioni. In realtà, infatti, nella suddetta "rivoluzione" di democratico non è mai esistito nulla!

     La Rivoluzione dei Gelsomini – Falsa Democrazia 

    Ma come stanno davvero le cose? Cerchiamo di fare un pò di chiarezza fornendo qualche dato utile. Ennahda – per quanti non lo sapessero – è il partito più importante della coalizione di governo di stampo islamico; una compagine politica guidata da Rachid Ghannouchi. Ma siamo proprio sicuri che la tanto osannata “Rivoluzione dei Gelsomini”, esempio – dicono – di "pacifico rovesciamento" di un regime (che due anni fa costrinse alla fuga  dal Paese  Ben Ali) sia stata davvero così democratica? Beh, francamente pensiamo l'opposto, e lo crediamo fermamente risalendo e ricostruendo tutte le dinamiche create a tavolino e poste alla base delle suddette primavere. La risposta ai nostri perchè ed a tutte le nostre incertezze in merito si chiama Otpor: organizzazione filo-occidentale dedita – per contratto – alla pianificazione delle guerre civili dagli Anni Novanta ad oggi ed al rovesciamento dei cosiddetti "regimi", nel tentativo di facilitare ed accelerare il disegno mondialista dei nuovi signori della guerra, verso la Creazione di un Nuovo Ordine Mondiale dittatoriale ed assolutistico di stampo stalinista: (vedi video in allegato e approfondimenti). Quel che sta accadendo in Tunisia, ma anche quel che accade in Siria e in Mali in questo tempo, risponderebbe alle medesime logiche: accendere focolai rivoluzionari e dare la colpa al governatore di tuno, fomentando insurrezioni civili e ribaltamenti di regimi. Il Governo, a seguito del triste episodio, ha comunque espresso la propria estraneità ai fatti. Intanto, come al solito, l'Occidente – che lavora dietro le quinte tirando le fila dei burattini della rivoluzione e delle primavere arabe – a telecamere accese "ufficialmente" rimane a guardare, mentre  l’Unione Europea pensa al suo bilancio a difendere la sua moneta imperiale (l'euro) e a non guastare gli idilliaci rapporti instaurati con gli Usa e con la Nato.

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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     Quello che i Media Nascondono -Sai chi è Otpor?                                  

    Otpor – Otpor è una sorta di associazione cui simbolo distintivo è un pugno chiuso (lo stesso presente in almeno una dozzina di sommosse – tutte quelle nate dagli anni Novanta ad oggi – e lo stesso "curiosamente" esibito in più occasioni dalle stesse Pussy Riot. Uno dei simboli del cosiddetto "Nuovo Ordine Mondiale") che avrebbe come scopo la fomentazione di rivolte mediante proteste ed insurrezioni popolari. Esisterebbe, in tal senso (come prova, vedi il video in allegato sopra riportato) una vera e propria "revolution training school" protesa alla pianificazione strategica delle sommosse popolari. In particolare, dopo la caduta di Milosevic, in Serbia, il pugno chiuso di Otpor divenne un simbolo conosciuto in tutto il mondo, ed usato perfino sul sito ufficiale di "Occupy Wall Street". Dall'Iran alla "Rivoluzione Arancione" in Ucraina; dalla "Rivoluzione delle Rose" in Georgia alla "Rivoluzione dei Tulipani" in Kirghizistan; dalla "Rivoluzione dei Jeans" in Bielorussia, alla "ivoluzione dei Gelsomini" in Tunisia, alla già citata "Rivoluzione Araba" in Medioriente. Rivoluzioni oggi protese ad infiammare e destabilizzare il Medioriente e l'Africa, altrimenti note come "Primavere Arabe". Tutte sommosse – guadacaso – che hanno presentato i medesimi super-sponsor occidentali. 

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    Martedì, Ottobre 23th/ 2012  – di Marinella Correggia, Sibialiria –  Sibialiria / Bombe a Grappolo / Human Rights Watch dopo misurata fa il bis in Siria / Esteri / Siria / Washington / Assad / Obama / Piano Imperialista / New York Times / Damasco / Neocolonialismo / Europa / Human Rights Watch / Amnesty International / […]

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    Martedì, Dicembre 11th/ 2012 –  di  Suor Maria de Guadalupe Rodrigo – Testimonianza choc dalla Siria / Lottiamo ogni giorno per la Pace contro i Signori della Morte / Siria / Mobilitazione Internazionale contro la Guerra / Siria / Mobilitazione Internazionale per la Pace / Esteri / Siria /  Pace / Dialogo / Convivenza Pacifica / Stati […]

    Mali: il terrore oltre i confini nazionali – Iran in trappola

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    Venerdì, Ottobre 19th/ 2012 –  di Maria Laura Barbuto – Esteri / Africa / Medioriente / Mali / Iran / Francia / Guerra / Nazioni Unite / Regimi / Shari’ a / Romano Prodi / Barack obama / Stati uniti / Unione europea / Pacchetto di sanzioni  Mali: il terrore della guerriglia varcherà i confini […]

    Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falasha

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    Venerdì, Gennaio 4th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto – israele falasha / Falasha jews of ethiopia / Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falascia / Esteri / Israele / Occidente / Stati Uniti / Tel Aviv / Razzismo / Sterilizzazioni / Violenze / Immigrati etiopi / Falascia /  Persecuzioni / Ebrei […]

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    Giovedì, Settembre  27th / 2012 –  di Maria Laura Barbuto – Mondo  / Piaga del XXI Secolo / NWO / Stati Uniti d’America / Libia / Iraq / Afghanistan / Yemen / Siria / Egitto / Guerra / Dittatura / Ribelli / Armi nucleari / Regimi / Diritti umani / Libertà / Media / Dignità […]

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    Giovedì, Settembre 27th/ 2012 – di Marinella Correggia –  Siria /  Guerra / Regime / Incubo Siria / Democrazia / Conclusioni senza prove / Rapporto Commissione CoI / Consiglio dei Diritti Umani / Popolazione Siriana / Assad / Marinella Correggia / Prove inconsistenti / Damasco / Ginevra / Commissioni ONG / Local Coordination Committees / […]

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    Lunedì, Settembre 24th/ 2012  – L'editoriae del Lunedì, di Maria Laura Barbuto –  Missioni di Pace / Mondo / Guerra / Norberto Bobbio / Missione di Pace / Noam Chomsky / Europa / Unione Europea /  Italia / Stati Uniti d’America / Guerra / Dittatura / Ribelli / Iraq / Libia / Siria / Libano / Armi […]

     

  • La Sondodemocrazia incensa il Professore, dimissionario per copione – I Limiti dei sondaggi, da Barabba a Monti

    La Sondodemocrazia incensa il Professore, dimissionario per copione – I Limiti dei sondaggi, da Barabba a Monti

    Domenica, Dicembre 23th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    La Sondodemocrazia incensa il Professore / Dimissioni Monti / Italia / Parlamento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Tg di regime / Dittatura / Roma / sondodemocrazia / Mass media / Obiettività / Dittatuta / Barabba / Gesù / propagazione di bugie / Sky TG24 / malumori largamente diffusi in supermercati / sondaggio farlocco / Gesù / Sondaggi / Messia / Barabba / Gerusalemme / popolo incapace di iniziativa politica / confronto diretto / isolamento / folla dei sondaggi / scatola infernale / TV / avvoltoi dell'informazione / Opinionisti di regime / popolo più barbaro del m0ndo / Porcellum / golpe tecnico-finanziario / europeisti / "garante" della Costituzione / Giorgio Napolitano / Pierferdinando Casini /  Pierluigi Bersani / Gianfranco / Luca di Montezemolo / Niki Vendola / Oscar Giannino /  / avatar dei tecnici / coprotagonisti  / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / neve del torpore /  Indiana Jones / eroi della politica / Dissenzienti / Copioni / Menti illuminate / Arancioni / Grillini / Lega Nord / Idv 

    La Sondodemocrazia incensa il Prof,

    dimissionario per copione

    I Limiti dei sondaggi, da Barabba a Monti e le vittime

    della "sondodemocrazia" da Gesù alla Nazione

    Roma – Mario Monti si è dimesso. Ma la presunta "Democrazia" ha lasciato il posto ad un leviatano che si ciba di "sondodemocrazia": il consenso dei sondaggi. Strumenti ai quali bisogna credere necessariamente – la tendenza è questa – pur essendo posti nelle mani di mass media tutt'altro che obiettivi. In gran parte si tratta, infatti, di organi "ufficiali di regime", protesi alla sistematica propagazione di bugie e falsità preconfezionate. Se tale assunto è vero, concorderete con me che il sondaggio reso noto nelle scorse ore da Sky TG24 sulla bontà dell'operato del governo Monti (promosso pare dal 51% degli Italiani) è alquanto ridicolo, o comunque non rispecchia assolutamente altri studi di settore; né tantomeno i malumori largamente diffusi in supermercati, uffici postali, scuole, uffici di lavoro ed altri luoghi publlici. Dappertutto la struggente e desolata querimonia contro il tencino è palese e irrefrenabile. Eppure Sky TG 24 da il Professore come "amato" dalla maggiorparte degli Italiani. Mah!

     Gesù o Barabba? 

    Certo, le nostre sono solo supposizioni. Impressioni. Non abbiamo i mezzi per dire apertamente che è un sondaggio farlocco, non ne abbiamo le prove. Ma – consentitecelo – il tutto è a dir poco curioso. Almeno questo possiamo dirlo con certezza e fuori da ogni dubbio. Storicamente, i sondaggi hanno avuto fin dai tempi più antichi un grosso peso. Non dimentichiamo, infatti, che Gesù stesso fu messo a morte ed in croce, proprio grazie ad un sondaggio. Al posto suo, per contro, fu liberato un ladro. Un criminale. Un personaggio "da galera" strategicamente acclamato da un manipolo di seguaci accorsi in massa per l'occasione. Un manipolo di uomini ben organizzati e posizionati nei punti chiave della Piazza con l'ordine di gridare a scuarciagola un emblematico nome. La stessa piazza che alla fine sembrò concorde nel ritenere il "ladro" meritevole di grazia e lodi. Il delinquente di turno, invece, gazie al rumore della folla – pilotata – fu proprio il "Salvatore". Il Messia. Il tutto passò come un "fatto democratico", ma la rilettura storica di quegli anni e di quegli eventi ci dicono che non fu affatto così. La "sondodemocrazia", pertanto, concorderete con me, è alquanto deleteria. E' semplicemente un grande bluff! E poi non va disconosciuto il fatto che essa presuppone un popolo incapace di iniziativa politica o quantomeno di confronto diretto. Gli attori della "sondodemocrazia" – i suoi componenti – sono tenuti in una condizione di assoluto isolamento e ghettizzazione mediatica. La folla dei sondaggi non interagisce, non si scambia esperienze, opera come una squadra di automi succubi di una scatola infernale. La tv. Una scatola che – fino a prova contraria – tutti i grandi burattinai (registi) del sistema possono gestire a proprio piacimento. Possono girarla, ribaltarla, riempirla e svuotarla di contenuti con una facilità estrema. Il problema che in questo pandemonio, qualche povero automa, finisce per cadere nel gioco. Nella rete. La stessa facilità con la quale il contenuto di un cervello può essere "resettato" o "riprogrammato" ad arte, mediante asfissianti e tambureggianti contro-messaggi mediatici.

     Sondodemocrazia: pane quotidiano degli opinionisti di regime 

    Ma l'analisi odierna non può prescindere da un gravissimo dato di fatto. Tali sondaggi – veri o tarocchi che siano, ma comunque condizionati dalle stesse bugie dei media – diventano il pane quotidiano di molti, troppi, avvoltoi dell'informazione, o "opinionisti di regime". Che (così come accadde in quella famosa piazza di Gerusalemme, oltre 2000 anni fa) ancora oggi ripetono – sia pur con toni diversi, parole diverse ma modi e contenuti molto simili – quella deplorevole recita che finì per premiare un soggetto che si era macchiato dei più grandi crimini.

     Il tecno-porcellum mediatico 

    Come ha detto lo stesso Benigni la nostra probabilmente è "la più bella costituzione del mondo". Ma è proprio per questo che non averla messa in pratica ed averla calpestata sotto i piedi con veemenza e violenza estrema, ci rende forse il popolo più barbaro del m0ndo. O meglio, quello rappresentato dai governanti più abbietti che possano esistere sulla scena politica internazionale. Anche se per il vero, specie in Occidente, siamo davvero in buona compagnia. Qualcuno dice che è tutta colpa del "Porcellum": con tutto il rispetto per i poveri e generosi maiali che sicuramente non meritano di essere accostati a siffatti personaggi. Qualcun altro punta il dito  solo ed esclusivamente sugli artefici del golpe tecnico-finanziario degli "europeisti", favorito in mille modi dal "garante" della Costituzione. Sua maestà Giorgio Napolitano. Fatto sta che la pantomima continua. Nelle ultime ore un altro "atto" si è concluso, ed il pubblico in platea e tra i loggioni, in attesa che si riapra a breve il sipario, vive come sospeso in una dimensione irreale. Forse talmente esterrefatto da restare in silenzio. Oppure talmente rimbecillito da mamma TV – o dalle luci e dai suoni e rumori di abili registi e scenografi – da risultare come ubriachi. Drogati. Intanto le comparse Casini, Bersani, Fini, Montezemolo, Vendola, Giannino (avatar dei tecnici) ed i co-protagonisti Alfano e Berlusconi, nei loro sqallidi camerini, si preparano a fare il loro ingresso in palcoscenico, studiando con cura i copioni loro assegnati. Ma senza esagerare! Tanto anche in caso di errori ci penserà mamma tv a metterci una pezza. 

     In attesa di un altro film 

    Intanto fuori dal teatro, mentre inperversa la bufera, e la "neve del torpore" fiocca copiosa, sembra non esserci gloria per Lega Nord, Idv, Arancioni e Grillini. Che restano in attesa che si concluda lo spettacolo. Anche se così facendo corrono il rischio di morire di freddo. E di arrivare tardi all'appuntamento con la storia. Forse sarebbe il caso di riorganizzarsi in fretta, cambiare aria, zona e riproporre un nuovo film. Magari potrebbe chiamarsi – suggerisco un titolo – "Eurotraz: la grande evasione dall'Eurogabbia"; o "Alla Ricerca della Sovranità Perduta". Una cosa è certa: sarebbero film dagli incassi record, che tutti gli Italiani "traditi" da molti altri "cine-pacchi" e "volgari commedie" vorrebbero vedere. Chi sarà (se mai esiste) il nuovo Indiana Jones della politica italiana a guidare i nostri eroi nell'impresa? E – sopattutto – siamo sicuri che tutti (proprio tutti) gli "eroi della politica dissenzienti" ed i cosiddetti "eroi dell'anti-politica" (?) vogliano uscire da questo incubo? Vedremo! Restiamo fiduciosi, in attesa di conoscere le prossime mosse programmatiche e sperando che i "programmi" non vengano confusi o scambiati volutamente con i "soliti copioni" scritti dall'alto. Magari in qualche club élitario di "superuomini" e "menti illuminate".

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Populismo e Nazionalismo – Il Vocabolario di chi non sa più che pesci prendere

    Populismo e Nazionalismo – Il Vocabolario di chi non sa più che pesci prendere

    Venerdì, Dicembre 21th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Italia / Parlamento / Polulisti / Ce lo chiede l'Europa / Luoghi Comuni / Stereotipi / Media / Pierluigi Bersani / Silvio Berlusconi / Walter Veltroni / PD / Formigoni / Crosetto / Meloni / Europeismo / Mario Draghi / Bce / Logge mondialiste / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Banca Centrale Ungherese / Tg di regime / Ungheria / Victor Orban / Dissenso / Anti europeismo / Dittatura / Roma / Francoforte / Berlino / Target 2 / Trattato di Lisbona / Bruxelles / Strasburgo 

    Populismo e Nazionalismo – Il vocabolario

    di chi non sa più che pesci prendere

    La casta di regime e la difesa dell'impero

    Ecco come chi ama la Libertà e la Costituzione diventa un

    populista. La "verità" vuota degli "europeisti" ciechi per

    copione e il nuovo "ostracismo ateniese"

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    RomaNo al Populismo! Ormai è un tormentone, uno slogan, un'espressione stereotipata di chi non sa più che pesci prendere; di una casta (italiana ed europea, o meglio "europeista") che cerca con le unghie e con i denti di difendere se stessa, i suoi privilegi e il progetto di accentramento del nuovo impero Ue. Allora accade, come per incanto, che sui media di regime quello che fino a qualche tempo fa veniva definito patriottismo o difesa della propria sovranità, oggi venga bollato come "nazionalismo". Tendenza non radicata solo nell'ex Bel Paese, ma anche nel resto dell'Europa.

     L'emblematico caso Orban in Ungheria 

    Ne sa qualcosa il premier ungherese Victor Orban, che è stato accusato di nazionalismo (per non dire fascismo) per aver proposto mesi orsono la rinazionalizzazione della Banca Centrale Ungherese, al fine di sottrarla (inutilmente) dalle grinfie dei banchieri privati e della speculazione, riponendola sotto il controllo del Parlamento. Un Orban costretto dalla stessa Commissione europea (sotto minaccia del taglio dei fondi Ue) a fare – suo malgrado – marcia indietro.  Allora assistiamo quotidianamente ad una sorta di neo-ostracismo ateniese verso tutto ciò che non profuma di "europeismo", "lobbismo" e "lobbismo privato". Questa, signori, si chiama "sistematico ribaltamento della verità". Per dirla in altri termini, "sovversione". Allora per giustificare le peggiori nefandezze, nei talk-show, come nei principali TG di regime, dinnanzi alle domande "fuori dal copione", ovvero dinnanzi a quelle domande più impertinenti e libere – che per la verità si possono contare sulle dita di una mano – i membri della casta usano giustificare l'ingiustificabile con il sorrisino di circostanza, con l'ilarità, o con la patetica espressione "Ce lo chiede l'Europa".  Ovvero – leggendo tra le righe – ce lo chiede la tecnocrazia dominante (o i membri autorevoli di potenti logge mondialiste che ruotano intorno al "nominato" Barroso) e i banchieri privati che a loro voltano ruotano intorno a Mario Draghi e alla Bce.

     Il Copione dei nostri aguzzini – Il Modello Veltroni-Formigoni 

    Obiettivo dei montiani "europeisti" – diffusi ormai nei meandri più nascosti della sfera politica ed economica del Paese –  (a prescindere da tutto e tutti, ed a prescindere ovviamente che in Europa la Democrazia sia ormai solo una inflazionata parola usata per mascherare un ferreo regime dittatoriale: ed in tal senso il discorso di oggi di Veltroni in Parlamento, al quale ha fatto eco sull'altro fronte la lode montiana di Formigoni,  la dicono davvero lunga) è quello di contrastare con la sottile e subdola arma della retorica e del "quotidiano" stravolgimento della realtà, gli antagonisti: cioè quelli che credono ancora nella "Costituzione" e nella libera determinazione dei diritti dei popoli. Quelli che credono nel welfare state e nella necessaria supremazia della sovranità della "dignità umana" sullo strapotere dei cosiddetti mercati. Se ciò vuol dire essere populisti e nazionalisti, cari lettori, siamo felici di esserlo. Noi almeno, non abbiamo alcun fine privatistico da perseguire, nessuna aspirazione ad aggiudicarci gare di appalto e nessun politico da compiacere, sostenere  o lodare. Il nostro Osservatorio è aperto a tutti. A tutti gli uomini liberi e intellettualmente onesti che abbiano qualcosa da dire e proporre per il bene reale del Paese, e non delle masso-mafie di turno. Almeno fino a prova contraria!

     L'Ora del Dissenso e dell'Anti-Europeismo 

    Sull'altro versante – quello dell'attacco – gli stessi teorici dell'europeismo pretendono nel contempo di tenere a bada 500 milioni di anime sotto lo scacco del rigore e dei diktat delle multinazionali. Certo, indigna vedere interi partiti ossequiare questi nuovi padroni arroganti dell'Europa, e ripetere – come le battute di un film di serie B in un lacero copione – frasi e parole d'ordine che riecheggiano puntuali da Francoforte a Bruxelles, da Berlino a Strasburgo. Intanto il sistema Target 2 ed il deplorevole debito fittizio ci strozzano, poprio come fa il credit crunch avallato dagli ultimi accordi di Basilea 3. E ciò mentre – notizia di poche ore fa – altre banche spagnole vengono "salvate" a discapito degli Spagnoli. Proprio come la favole del rating e delle "banche in crisi". Qui gli unici in crisi vera – dopo i poveracci dell'Eurozona – sono proprio loro, i nostri aguzzini. Affetti da una crisi nera come la morte.

     Una "Crisi Nera" come la Morte 

    Una "crisi" ancor più grave di quella "economica": la crisi dell'essere. La crisi di valori morali, umani e religiosi eclissatisi con la scomparsa – tra l'oblio più fitto e tetro – di ogni principio umano proteso al rispetto del Prossimo. Allora, attendendo fiduciosi che la cosiddetta "antipolitica" smetta di fare demagogia e Presenti al Paese i veri punti essenziali per uscire dalla cisi (ovvero denunciare e sospendere il Trattato di Lisbona; mandare in pensione i furbi del rating; uscire dal vile ed ingannevole euro e rinazionalizzare le banche centrali) ed attendendo fiduciosi che altri Crosetto ed altre Meloni (speriamo non sia il solito bluff) rinsaviscano ed abbandonino i loro squallidi carrozzoni partitici (da destra, a sinistra, al centro) mettendosi realmente al sevizio della Nazione, non ci resta che affidarci a Dio, e sperare che il bene vinca su questo squallore generalizzato. Amen! Se non altro la "crisi" dei valori un merito ce l'ha: quello di farci riscoprire le cose per le quali vale davvero la pena vivere e sperare. E nel contempo comprendere da vicino e bene le cose di cui vergognarci.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Approvato il Decreto della Vergogna della Politica Italiana

    Approvato il Decreto della Vergogna della Politica Italiana

    Mercoledì, Dicembre 12th/ 2012

    – di Sergio Basile –

     

    Approvato il Decreto della Vergogna della Politica Italiana  / Decreto Di Paola / Italia / Incremento delle spese militari / Guerra / Articolo 11 della Costituzione / Armamenti / F-35 / Ordigni di morte / Nato / Pazzie della Guerra / Disarmo / Roma / Francesco Vignarca / Immoralità diffusa / Disarmo / Palazzo Chigi / 230 miliadi di euro / Grecia / Merkel / Sarkozy / Signori della Guerra / Andrea Sarubbi 

    Approvato il Decreto della Vergogna della

    Politica Italiana 

     

    Si ripete dopo due anni il medesimo copione seguito 

     

    con la Grecia: schiavi Italiani costretti ad indebitarsi 

    fino al 2024 per 230 miliardi di euro per l'acquisto 

    di distruttive ed immorali macchine di morte

     

    L'ultimo regalo del "Dimissionario" Governo Monti

    e del Parlamento Italiano all'amata Nazione 

     

    Roma – Nella giornata di ieri, malgrado gli appelli dell'Osservatorio Nazionale sulle politiche comunitarie – "Qui Europa" – e le lettere inviate dalla nostra redazione a tutti i deputati italiani – unite a quelle inviate da centinaia di attivisti per la pace e associazioni laiche e cattoliche – il Ddl del "tecnico" Di Paola sulla Difesa è diventato legge di Stato: indubbiamente uno degli ultimi scempi, forse il più grande – anche se in effetti c'è l'imbarazzo della scelta – del governo Monti, del "governo dimissionario". Un'eredità niente male! Quella che potremmo definire la degna ciliegina sulla "torta dei tecnici".

     Il Decreto della Vergogna  della politica italiana 

    Ma perchè potenziare all'inverosimile (e nel tempo della cosiddetta crisi) le Forze Armate italiane? Chi dovremmo attaccare e distruggere? L'Italia non era forse, come ci ricorda l'art.11 della Costituzione) una nazione che ripudiava la guerra? Quali interessi dovremmo servire nel prossimo futuro? Forse quelli della Nato in una guerra "palese" contro Siria o Iran? Per non parlare poi dei "sacrifici" fatti dalle famiglie italiane in nome del dittatoriale "Fiscal Compact" e sull'onda di misure diaboliche quali la spending review ed il Patto di Stabilità preteso dall'impero Ue. Che fine hanno fatto dunque i risparmi degli Italiani e le accise darecord sul carburante? Che beneficio ha avuto il popolo italiano dall'essersi trasformato forzosamente in un esercito di schiavi muti ed obbedienti? Ve lo dico io: un incremento del debito pubblico di quasi 100 miliardi di euro, l'oblio sensa fine della recessione perenne (regalone di Natale 2012 e dei prossimi natali… ); ricapitalizzazioni bancarie "facili"; pagamento di interessi bancari da usura alle solite mafio-banche e – dulcis in fundo –  porte aperte alla Guerra.

     230 miliardi in armamenti – I deputati italiani dicono si 

    Come visto in precedenti articoli, con Di Paola – il tecnico-ammiraglio amicone della Nato e dalla spesa facile – l'Italia è diventata una delle più potenti, spietate e ciniche macchine da guerra europee (e non solo), cui costi esorbitanti pari a 230 miliardi di euro – tra l'altro – saranno pagati a suon di lacrime e sangue dagli Italiani tutti fino – udite, udite – il 2024. E’ vero che il decreto prevede maggiori controlli sulle procedure di acquisizione degli armamenti per le FFSS, ma per contro è anche vero che tali controlli parlamentari saranno efficaci solo per i programmi di armamento futuri. cioè per quelli dei prossimi decenni. Ennesima presa in giro insomma!

     La lista della morte – Stesso copione della Grecia 

    Per ora via libera a spese pazze ed immorali in armi di morte. Non solo F 35. La lista è piuttosto corposa: velivoli blindati “Freccia” di Iveco e Oto Melara (che gli Italiani avranno sul groppone fino al 2016);  sottomarini U 212;  elicotteri d’attacco NH90 di AugustaWestland (che dovremmo di finire nel 2021); aerei AW101; missili “Spike” in rifornimento ai Mangusta”; 40 blindati multi-uso e anti-mine del consorzio tedesco Iveco-Krauss (costo 120 milioni di euro ma c’è l’opzione per altri 40); velivoli  senza pilota tattico UAV; aerei da guerra MC-27J. Insomma, questi signori hanno fatto con noi Italiani, la stessa cosa che la coppia Sarkozy-Merkel fece con i Greci nel 2011, costringendo il pacifico popolo ellenico in recessione a dissanguasi per acquistare sottomatini, carri amati e via dicendo, per miliardi di euro. Tutto a vantaggio delle lobby che servono gli interessi globali dei signori della guerra. Da voltastomaco!

     Dittatura pura  

    D'altra parte – come ha notato in queste ore anche il coordinatore della Rete Disarmo per l'Italia, Francesco Vignarca – "perchè ipotecare i prossimi 12 anni del nostro Paese, se non sappiamo nulla di chi governerà, di quali saranno gli interessi in gioco e le necessità?”. E' evidente! Un passo strategico quanto inutile, immorale e che aggrava ancor di più la spesa pubblica italiana in uno dei periodi più bui della storia del Paese e dell'Europa intera. E poi come dimenticare il fatto che l’industria delle armi è responsabile del 40% della corruzione mondiale, e che noi ogni anno – da parte nostra – già destinavamo il 40% del nostro budget in armamenti e difesa? Se non lo avete ancora capito, questa è dittatura pura cari lettori! La Democrazia – in coma da decenni – è definitivamente morta e sepolta da un anno a questa parte. Per la verità – a parer nostro – dall'ingresso nell'Eurozona. ma questa è un'altra storia…

     Un Crimine  

    Ma la cosa pazzesca è che ancora una volta il decreto è passato anche con i voti di membri del Pdl. Lo stesso Pdl che fino a ieri  inscenava l'ennesima pubblica protesta contro l'imbroglio del debito da "spread pazzo" avallato ed alimentato da Monti e dai suoi compari. Alla faccia dei poveri, dei disagiati, dei disoccupati e di quanti aspettano da quasi un anno ricoveri improbabili, visti i tagli del 50% fatti alla sanità ed ai posti letto. Un crimine! Sfido chiunque a dire e sostenere il contrario! I criminali dovrebbero stare in galera. Ma in Italia ciò non accade, e ce li troviamo ancora a Palazzo Chigi. E buona parte di essi, in Parlamento.

     La scusa ufficiale 

    Sapete qual'è stata la scusa posta a difesa del decreto dallo stesso Di Paola? Che il mercato delle armi va intensificato poichè genera ricchezza e nuovi posti di lavoro. altra bugia assoluta, carissimo ammiraglio! Decine di studi di settore lo dimostrano. Ma ciò non sembra più interessare a nessuno, in uno stato di assoluta decadenza morale ed anomia acuta. L'unica consolazione, almeno per chi è cristiano, è sapere che dall'altra parte che un Dio che vede e provvede, ed al momento giusto presenterà a tutti il debito conto. Questo delirio di onnipotenza dei "nobili burattini" del sistema, è davvero patetico, cari lettori. Per fortuna che Dio esiste! Da parte nostra è l'unica certezza che ci è rimasta in un mondo marcio ed avvolto nelle tenebre. 

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Per onor di cronaca alleghiamo un articolo giratoci nei giorni

    scorsi dall'On. Andrea Sarubbi (Pd) datato 5 Dicembre 2012.

    Diamo merito all'On. Sarubbi di non aver avallato questa assurdo

    decreto e di aver difeso i suoi valori cristiani  e morali in Aula.

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    "Quanta fretta" 

        di Andrea Sarubbi, deputato

    Con una rapidità estrema, rispetto ai tempi biblici del Parlamento, è arrivata in Aula la delega al governo per la revisione dello strumento militare. È una legge con parecchi chiaroscuri: non per quello che c’è scritto nel testo, ma per lo spazio enorme di manovra che lascia al ministro della Difesa e per la tempistica a mio parere inopportuna, trovandoci ormai a fine legislatura e dunque ad un passo dal cambio di governo. Dalla Tavola della pace e dalla Rete disarmo sono arrivate parecchie critiche, alcune un pò forzate ma altre no: nel mio intervento di stamattina, alla Camera, ho esposto anche i miei dubbi, convinto che non siano poi così isolati nel resto d’Italia.

    ANDREA SARUBBIParto da lontano: due anni e mezzo fa, Savino Pezzotta ed io presentammo una mozione, che chiamammo mozione Colomba e che arrivò in quest’Aula il 28 marzo scorso. La mozione approvata (poi divenuta risoluzione, per qualche inghippo procedurale, ma il senso è quello) era un po’ più morbida di quella inizialmente presentata, ma ci sembrò comunque un bel passo in avanti: impegnava il governo a “subordinare qualunque decisione relativa all’assunzione di impegni per nuove acquisizioni nel settore dei sistemi d’arma al processo di ridefinizione degli assetti organici, operativi e organizzativi dello strumento militare italiano”. Per dirla con le parole della Tavola della pace, della Rete disarmo e di tutte le associazioni che invitavano in quei giorni il Parlamento a resistere alla tentazione di giocare a Risiko con i cacciabombardieri, “prima discutiamo compiti e obiettivi delle nostre Forze armate e poi decidiamo gli acquisti di cui abbiamo bisogno”.
    Oggi, in teoria, dovrebbe essere una bella giornata: il giorno in cui, appunto, discutiamo tutti insieme compiti e obiettivi delle nostre Forze armate. La realtà è invece diversa: innanzitutto – per quanto non ignori la richiesta del Consiglio supremo di Difesa, formulata pochi giorni fa, di approvare questa riforma entro fine legislatura – mi riesce molto difficile spiegare ai miei quattro elettori, e anche a me stesso, come mai questo Parlamento riesca a marciare così veloce quando si tratta di spese militari e poi si impantani sulle riforme più attese. Inoltre, ed è questa la mia critica principale, io davvero pensavo che avremmo discusso il modello di difesa tutti insieme. Tutti insieme: lei, signor ministro ammiraglio, ed io, obiettore di coscienza a mani nude provvisoriamente deputato della Repubblica. Non avevo capito, perché non c’era scritto da nessuna parte, che il Parlamento avrebbe firmato una carta quasi in bianco – e se non è proprio in bianco il merito è del Pd – al ministro della Difesa, quando ormai la legislatura sta per finire, e che gli avremmo detto di pensarci lui. No, non era questo che noi intendevamo quando parlavamo di “revisione dello strumento militare”.
    Come gli addetti ai lavori ricorderanno, e come tutto il mondo pacifista sa bene, la proposta iniziale del PD, più di un anno fa, era quella di formare addirittura una “bicameralina”: la revisione dello strumento militare è una cosa seria e quindi bisognava farla bene, affidando al Parlamento il compito di procedere ad una revisione complessiva del modello militare, partendo dagli scenari internazionali e dai nostri obiettivi strategici. Perché il Parlamento rappresenta tutta la Nazione, tutte le sensibilità che – in modo particolare sulla difesa – nell’opinione pubblica sono davvero variegate. L’idea della bicameralina è saltata – per colpa di chi qua dentro è ancora maggioranza, fortunatamente ancora per poco – ma non viene meno l’esigenza che sia appunto il Parlamento a riscrivere una strategia di sicurezza nazionale. E dovrà avvenire nella prossima legislatura.
    Non solo il Parlamento qui rischia di non toccare palla, ma all’inizio questa revisione dello strumento militare assomigliava terribilmente a un blitz, che per fortuna al Senato è stato ridimensionato. Mi riferisco alla possibilità di acquistare armamenti da parte del ministero della Difesa: inizialmente si pensava a un parere solo consultivo delle commissioni parlamentari, ora – e di questo ringrazio i miei colleghi senatori che ci hanno lavorato – si dà la possibilità al Parlamento di bloccare un programma d’acquisto deciso dal governo, se questo programma non convince. Finalmente arriva un po’ di trasparenza, anche se la maggioranza richiesta è qualificata e anche se – come ho cercato di argomentare finora – mi sarebbe piaciuto che questo criterio valesse per tutto il contenuto del provvedimento, per tutta la revisione dello strumento militare.
    L’ultimo punto di grande preoccupazione, da parte mia, riguarda la tempistica. Non voglio sminuire il ruolo del governo – anche se ha una data di scadenza prossima, è un governo nella pienezza dei poteri – ma mi pare una leggerezza la previsione del “silenzio-assenso”: il fatto, cioè, che prima il ministro uscente scriva da solo i decreti attuativi, e poi – nel momento in cui le Camere si sciolgono – questi attuativi entrino in vigore perché il Parlamento è stato zitto. So che il ministro si è impegnato ad accogliere un ordine del giorno del Partito democratico che lo impegna a non avvalersi di questo silenzio-assenso, ma un ordine del giorno – come sappiamo – è cosa diversa da un testo di legge. E in ogni caso, per quanto mi riguarda, rimane un motivo di opportunità: con un governo e una legislatura ormai agli sgoccioli, con una maggioranza – e dunque, mi auguro, anche una linea politica – che è in procinto di cambiare, noi mettiamo mano oggi allo strumento militare, rischiando poi di dover ricominciare da capo tra qualche mese. Ha senso tutto questo, in un momento così difficile per l’Italia? Secondo me no, signor presidente e signor ministro, e per questo motivo – pur riconoscendo al mio partito un ruolo importante nel miglioramento del testo – sto pensando seriamente di non votare questo provvedimento.

    On. Andrea Sarubbi 

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