Lunedì, Dicembre 10th/ 2012
– di Sergio Basile –
Oslo – All'Ue il Nobel delle Contraddizioni e del Dissenso / Bruxelles / Oslo / Unione europea / Premio Nobel per la Pace / Defezioni / Proteste / Leader europei / Regno Unito / David Cameron/ Repubblica Ceca / Vàclav Klaus / Svezia / Fredrik Reinfeldt / Accademia di Oslo / Consiglio mondiale delle chiese / Conferenza delle chiese europee / MES / Fiscal Compact / Patto di Stabilità / Dittatotiale austerity / Piigs / 123 del trattato di Lisbona / Politiche iperliberiste / Politiche economiche rigoriste / Pressioni e minacce / Insensati embarghi / carta bianca alla speculazione internazionale / Costituzione europea / immorali ricapitalizzazioni bancarie / Credit Crunch / Basilea 3 / Desmond Tutu / Herman Van Rompuy / Manuel Barroso / presa in giro per milioni di Europei / Federico II / Napoli / Grecia
Oslo – All'Ue il Nobel delle Contraddizioni
Chiese mondiali, diversi leader europei e Nobel
in aperta polemica con l'Accademia Norvegese
Questa è l'Unione delle contraddizioni e dei disastri!
Bruxelles, Oslo – Come prevedibile i malumori legati all'assegnazione del Nobel per la Pace all'Unione europea delle lobby e delle banche, dopo gli sfaceli causati nel Vecchio Continente negli ultimi anni a questa parte, non si sono placati neppure dinnanzi alla fatidica cerimonia di premiazione che avrà luogo ad Oslo oggi, lunedì 10 dicembre. Ed allora non ci stupisce più di tanto la notizia ufficiale trapelata nelle scorse ore, secondo la quale ben sei leader di Paesi Ue non prenderanno parte all'evento. Fra loro spiccano in maniera particolare le assenze dei premier del Regno Unito (David Cameron) della Repubblica Ceca (Petr Necas) e della Svezia (Fredrik Reinfeldt). Ma paradossale è anche il fatto che la stessa Norvegia – Paese ospitante la cerimonia – abbia in ben due occasioni seccamente respinto la possibilità di ingresso nell'Ue, in base alla chiara volontà del popolo, espressa in due partecipati referendum. Come conciliare, allora, la scelta dell'Accademia di Oslo con l'insana austerity e le folli misure decise dalla Commissione e dagli altri organi Ue ai danni di centinaia di milioni di europei?
L'Unione delle Contraddizioni
Dittatoriale austerity (MES, Fiscal Compact, Patto di Stabilità) imposta contro i Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) col pretesto di giungere al saldo di un debito pubblico gonfiato ad arte – e che si auto-rigenera all'infinito – con la complicità dell'art.123 del trattato di Lisbona e delle "sorelle private" del rating; Politiche iperliberiste che hanno costretto al fallimento migliaia di aziende in tutta Europa; Politiche economiche rigoriste che hanno finito per distruggere il welfare state in numerosissimi Paesi europei, e per trasformare stipendi dignitosi in "salari da fame" (es.: equivale a circa 340 euro, oggi in Romania, il valore di uno stipendio medio mensile); Pressioni e minacce di sospensione dei fondi Ue (volte ad esempio all'indirizzo dell'Ungheria di Orban, nel momento in cui il Primo Ministro del Paese manifestò la volontà di riformare la Costituzione in maniera tale da impedire la speculazione ai danni dei cittadini ungheresi, ponendo sotto il controllo del Parlamento Nazionale la Banca Centrale Ungherese); Insensati embarghi – su pressione degli Usa – posti in essere a danno della popolazione dell'Iran; Piena carta bianca data alla speculazione internazionale con la legittimazione di un Trattato (quello di Lisbona) illegittimamente e forzosamente assunto a ruolo di Costituzione europea da una manciata di leader europei in nome di 500 milioni di cittadini (malgrado le sonore bocciature che l'idea di una Carta Costituzionale continentale ebbero nel 2005 nei referendun popolari in Francia e Olanda); immorali ricapitalizzazioni decise all'indirizzo degli istituti bancari europei (malgrado le banche oggi speculino in maniera immorale e vergognosa – guadagnando centinaia di miliardi di euro di interessi l'anno – sui titoli del debito pubblico dei Paesi Ue fatti oggetto della cosiddetta "Crisi") ai danni di aziende e famiglie, fatte oggetto – in aggiunta – dei perversi effetti del "credit crunch", avallato dagli accordi di Basilea 3.
Le Chiese Europee e molti Nobel in polemica con l'Accademia Norvegese
Pertanto si comprende – senza gridare allo scandalo – come in una lettera ufficiale, giustificate ed onestissime parole di fuoco all'indirizzo dell'Accademia di Oslo siano giunte dal Consiglio mondiale delle chiese e dalla Conferenza delle chiese europee, secondo le quali "la tragedia economica e umanitaria della Grecia (e non solo) oggi sfida l'idea che l'Ue sia un costruttore di pace per la prossima generazione". Ma le polemiche hanno interessato anche osservatori speciali al di fuori dell'Europa. Come dire: a Oslo l'hanno fatta talmente grossa che perfino altri onorevoli vincitori del Nobel per la Pace in passate edizioni non hanno resistito al silenzio ed hanno manifestato il loro aperto dissenso per questa sorta di "commedia". Tra di essi il vescovo sudafricano Desmond Tutu. Insomma l'impero dello zar Barroso non è riuscito a mascherare le malefatte neppur con l'assegnazione (a nostro modestissimo avviso, tutta politica) di un immeritatissimo Premio Nobel affibiato senza alcun merito dagli "amici norvegesi". Un premio che ha avuto – ribadiamo – tutto il sapore di un'azzardata e malriuscita manovra politica decisa nel tentativo – ampliamente fallito – di risollevare la credibilità dell'Ue. Una decisione che alla luce dei fatti ha tuttavia sortito l'effetto opposto: ovvero quello di inasprire le critiche, mettendo in cattiva luce non solo l'Unione europea, ma finendo per gettare discredito sulla stessa trasparenza e credibilità del più ambito premio della Terra.
Fiducia dell'Ue ai minimi storici
D'altra parte è sotto gli occhi di tutti come oggi la stima e la fiducia per l'Europa risultino al minimo storico. E come tra i più criticati d'Europa vi siano proprio Herman Van Rompuy e Manuel Barroso (rispettivamente presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea) che oggi prenderanno la parola ad Oslo. L'unica nota giusta, in mezzo a tante e tali stonature, sta nel fatto che il ricco premio (926 mila euro) sarà devoluto – per decisione della stessa Ue – ai bambini vittime delle guerre. Probabilmente anche ai bambini siriani: gli stessi che oggi assistono agli attacchi di bande di mercenari spalleggiati dall'Occidente, sotto gli occhi della stessa Unione europea. Ma d'altra parte, questa è l'era delle grandi contraddizioni e delle grandi mistificazioni della realtà. Ormai questo, cari lettori, non è un mistero per nessuno, malgrado quel che sostengano la stragrande maggioranza dei media di regime.
Le profetiche parole del presidente Ceco a Napoli
Emblematiche e profetiche, in tal senso, risuonano ancor oggi le parole che uno dei grandi "dissidenti", il Presidente della Repubblica Ceca, Vàclav Klaus, pronunziò a Napoli, in occasione della sua visita ufficiale in Italia, lo scoso 21 settembre. "A questo punto – dichiarò il Presidente dinnanzi ai giovani universitari della "Federico II" – l’unica soluzione per l’Europa, è quella di fare un passo indietro, invece di costringere tutti gli europei ad avventurarsi ad esplorare un terreno così torbido e minato. Bisogna uscire dalla moneta unica – dichiarò – in modo che ogni paese possa tornare a governare in maniera democratica e insieme ai propri cittadini. Si sono fatte scelte sbagliate e adesso – concluse tra gli applausi convinti dei giovani napoletani – ci vorrà del tempo per trovare di nuovo una certa stabilità e abbandonare l’idea di un mercato sociale”. Dopo le violente e veementi proteste scoppiate praticamente in tutta Europa – dalla Slovenia alla Romania, dall'Olanda al Regno Unito, dalla Svezia alla Repubblica Ceca, da Malta a Cipro, Dalla Spagna al Portogallo, dalla Grecia all'Italia, e perfino in paesi come Francia e Germania – una cosa è certa: parlare dell'Unione europea come di un luogo di "Pace" e "prosperità" sembra proprio una forzatura ed una vera e propria presa in giro per milioni di Europei. Sarebbe ora di cambiare musica e di uscire da questa gabbia, seguendo il saggio consiglio del Presidente Ceco!
Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)
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