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  • Rivoluzione Turca – Ecco cosa c’è dietro

    Rivoluzione Turca – Ecco cosa c’è dietro

    Mercoledì, Giugno 5th/ 2013

    – L'Inchiesta di Sergio Basile e Angelo Iervolino  

    Turchia, Erdogan, Europa, Rivoluzione, proteste, Guerra, sionismo, libertà di stampa, Siria, Regime liberticida, Popolo turco in Piazza, Istanbul, Ankara, Arresti e feriti, Morti, Rivoluzione popolare, Amnesty International, Piazza Taksim, Taksim Gezi Park, Mustafa Kemal Ataturk, Inonu Park, Islamizzazione della Turchia, Ismat Inonu, morti e feriti, spray urticanti, idranti, lacrimogeni, 

    Rivoluzione Turca – Ecco cosa c'è dietro 

    La deriva integralista-islamica e sionista 

    del Governo Erdogan e la folle strategia 

    contro la pacifica Siria per compiacere

    l'imperialismo Usa-Nato

    Altro che centro commerciale nel Taksim Gezi Park!

    In atto una iper-islamizzazione del Paese

     
    L'Inchiesta di Sergio Basile e Angelo Iervolino 
     
    La Deriva Turca - Morti e Repressione - Governo Erdogan
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     Turchia – Quello che i media italiani non dicono                                           
     

    Istanbul, Ankara – In queste ore (come raccontato ieri da "Qui Europa" nello speciale con una ricca ed inoppugnabile documentazione di foto e video – vedi allegato) la Turchia è scossa da una furiosa rivoluzione, stanca di un regime opprimente ed asfissiante. La stragrande maggioranza dei media occidentali (e praticamente tutti i media italiani di bandiera) stanno ignorando strategicamente i fatti di Ankara, Istanbul e del resto del Paese. Perchè? Altri hanno ingenerosamente e subdolamente strumentalizzato la protesta parlando di premier fascista e di rinascita del comunismo, o di "protesta comunista". Beh, non è proprio così… Anzi, per nulla! La questione è molto più complessa, subdola e profonda e richiede un doveroso approfondimento. I fatti di Istanbul infatti riguardano l'Italia e le sue alleanze più di quanto possiate immaginare. Per capire bisogna leggere i fatti politici che hanno travolto la Turchia targata Erdogan negli ultimi due anni, ed in particolare il repentino precipitare della questione siriana, che i signori della guerra (tra i quali anche il premier turco Erdogan e gli ultimi governi italiani, a quanto pare… ) vorrebbero traghettare verso i bassifondi di una guerra. probabilmente di una Terza Guerra Mondiale. Di una bestiale guerra contro un popolo ed un governo sovrano e pacifico: quello di Damasco e della vicina Siria. Ma c'è di più. Vediamo, ricostruendo brevemente gli ultimi fatti.

    Rivoluzione Turca - l'Imbarazzante e Vergognosa silenzio dei Media Italiani

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Turchia – Deriva integralista filo-islamica e filo-sionista                            

    l premier turco Erdogan in queste ore è in viaggio nei paesi del Maghreb mentre in patria infuriano le proteste contro la svolta filo-islamica e filo-sionista del suo governo, coinvolto in prima persona per l'instaurazione di un disumano e liberticida New World Order in Medioriente. Un nuovo equilibrio incentrato sulla condivisione – no accettata dal popolo turco – dei valori più estremisti di un radicalismo-islamico intriso di satanismo (e le macabre, continue e spietate esecuzioni documentate da "Qui Europa" degli ultimi tempi, non lasciano davvero nessun dubbio in merito. Chi ha occhi per vedere, veda!). Integralismo che prorpio in queste ore continua a mostrare il proprio vero volto in Siria. Oggi, alla luce di ciò, l'esecutivo turco comincia a scricchiolare, sotto i colpi di una protesta apparentemente nata in opposizione alla costruzione di un centro commerciale nel parco sito a fianco della centralissima Taksim Square (vedi foto sotto).

    Taksim Gezi Park - Erdogan's Project

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Taksim Gezi Park e non solo – Ecco cosa c'è dietro                                        

    Infatti, la motivazione ufficiale fornita da alcuni organi di stampa turchi parla di proteste nate per impedire la distruzione di uno dei parchi più importanti della città, il Taksim Gezi park, per fare posto – almeno secondo alcune indiscrezioni trapelate dalla TV di stato turca – ad una caserma militare e/o ad un centro commerciale. Ma la motivazione che avrebbe acceso la miccia della protesta sarebbe un'altra: il parco di piazza Taksim (che oggi spita circa 600 alberi in una delle aree verdi storiche più antiche e belle della città di Istanbul, la più grande della Turchia) secondo il progetto di Erdogan (o "il Sultano", come ribattezzato recentemente) sarebbe stato destinato alla costruzione di una gigantesca moschea, in un progetto di iper-islamizzazione del Paese, che risponde pienamente alle strategie seguite con il Medioriente e la stessa Siria. Come dimenticare le ingerenze governative di Ankara contro Damasco e Mosca? (vedi articoli in allegato per approfondimenti). Per la cronaca ricordiamo che il parco, costruito sulla base del piano dell’architetto francese Henri Prost, è stato aperto al pubblico per la prima volta nel 1943 con il nome di Inonu park, in onore del secondo presidente turco Ismet Inonu: guida del Paese dal 1938 al 1950. Il Gezi park – posto a fianco di piazza Taksim – nel distretto di Beyoglu fu edificato dal padre della Repubblica e primo presidente, Mustafa Kemal Ataturk. Un'istituzione che sfiora il sacro in Turchia. Il Grande Padre della Nazione, per intenderci! Quello di Erdogan rappresenta quindi un gravissimo affronto contro il cuore delle tradizioni turche e della sua stessa storia. Inoltre nel corso degli anni l'estensione del parco fu ridotta più volte per fare spazio a diverse strutture alberghiere. Cosa già mal tollerata dall'intera cittadinanza di Istanbul, – e dell'intera Nazione – che ha da sempre mantenuto alta la guardia.

    Turkey Insurrection - Freedom

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Crepe nel Governo Erdogan – Le scuse ufficiali del Vice-Premier            

    Ciò spiega perchè alcuni esponenti del governo Erdogan non serabbero d’accordo con la scelta repressiva del primo ministro. A renderlo noto lo stesso vicepremier Arinc, in un intervento concordato, ma comunque forte, nel quale il politico ha fatto un deciso passo indietro, chiedendo scusa alla popolazione per l’uso eccessivo della forza e per i 3 morti e le migliaia di feriti, anche gravi. “A nome del governo – ha dichiarato nelle scorse ore Arinc – posso dire che l’uso della forza contro persone che inizialmente hanno protestato per motivi ecologisti è stato certamente sbagliato. Chiedo dunque scusa ai cittadini. Lo dico liberamente". Senza dubbio parole inusuali ed emblematiche nella storia politica turca. Per molti ciò rappresenta il segnale di una crepa nel monolitico sostegno al premier Erdogan e negli equilibri di palazzo. Ma di certo i Turchi non si accontenteranno si semplici e strategiche scuse. C'è da giurarci…

    La Deriva Turca - Morti e Repressione - Governo Erdogan

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Una Calma precaria – Nazione scossa per Abdullah e gli altri martiri…   

    Stamane a Istanbul ed in tutto il Paese è tornata una calma precaria segnata – tra l'altro – dallo sciopero (strategico?) dei dipendenti pubblici e di molti mezzi pubblici. Scioperi di 48 ore anche per i sindacati del pubblico impiego. Ma il Paese – malgrado la calma da fuoco sotto cenere che si respira per le strade – è ancora profondamente scosso per la morte di tre dei suoi figli, diventati loro malgrado eroi involontari e simbolo di questa protesta. Anzi di questa rivoluzione! Tre – dicevamo – sono state le vittime delle proteste antigovernative: un manifestante di 22 anni, membro di un partito dell’opposizione, è deceduto per delle ferite alla testa nella provincia di Hatay. Secondo i testimoni, è stato ucciso da un proiettile. Circostanza negata dagli inquirenti. Lunedì, un altro manifestante aveva perso la vita a Istanbul. Per un terzo giovane, raggiunto da un colpo di pistola ad Ankara, è stata dichiarata la morte cerebrale. 

    Scontri e Morti in Turchia - Turkey Revolution

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'Ultimo post di Abdullah                                                                                        

    Tra di essi il giovanissimo Abdullah Comert (Vedi foto sopra e video in allegato). Il suo ultimo post su facebook recitava così: "I slept 5 hours in 3 days. I have been exposed to tear gas countless times and had 3 near death experiences. They say, "Give up, you can't save the country". I say, "Yes, we will and we'll die if we have to". (I'm so exhausted, in 3 days I drank 7 energy drink and 9 painkiller pills. I have a hoarse voice but I will be in the square at 6, just in time for revolution)". Ho dormito 5 ore in 3 giorni. Sono stato esposto a gas lacrimogeni innumerevoli volte e ha avuto tre esperienze di premorte. Essi dicono: "rinunciate! Non è possibile salvare il Paese". Io dico: "Sì, lo faremo e moriremo se dobbiamo". (Sono così esausto, in 3 giorni ho bevuto 7 energy drink e 9 pillole di antidolorifico. Ho una voce rauca ma sarò in piazza alle 6, giusto in tempo per la rivoluzione) ". Mentre scriviamo un brivido ci assale e ci sconvolge. Ma perchè – ci chiediamo – questa pazzia ci chiediamo? Perchè destabilizzare dei popoli, delle nazioni. Perchè fomentare guerre contro stati sovrani e pacifici. Perchè odiare il prossimo? A chi potrà mai giovare la realizzazione di progetti tanto oscuri? 

    Morti e Feriti in Turchia - Rivoluzione contro Erdogan

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Maltrattamenti e abusi – Quello che i media italiani non dicono              

    Frattanto, l'ufficio di Amnesty International a Istanbul, nei pressi di piazza Taksim, negli ultimi tre giorni è stato letteralmente trasformato in un pronto soccorso. Secondo una dichiarazione rilasciata all'ANSA nelle ultime ore dal portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury. "molti sono stati i maltrattamenti e gli abusi della polizia nei confronti degli arrestati. I manifestanti fermati – continua Noury – sono stati tenuti in massa, fino a 12 ore, nei blindati della polizia senza acqua, cibo e senza servizi igienici (…) inoltre lacrimogeni sono stati lanciati anche all'ingresso degli ospedali" e la polizia ha arrestato feriti che necessitavano di cure". Pazzesco amici lettori!

    Scontri in Turchia - Morti e Feriti

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'esplosione degli scontri – Assaliti anche giornalisti e fotografi              

    Le proteste – ricordiamo – si erano intensificate nella giornata di venerdì 31 maggio dopo che la polizia aveva ricevuto l'ordine dal governo di usare la forza per sgomberare le tende dei manifestanti: atti di dissenso per la maggior parte pacifici, e assolutamente non-violenti, come invece vorrebbero smentire molte fonti governative. Ma una volta innescata la miccia, si sa, è impossibile prevedere e prevenire azioni violente e di difesa. Il "la" è stato dunque dato dalle stesse forze dell'ordine che al fine di costringere i manifestanti ad abbandonare il parco (vedi video in allegato postati nell'articolo di ieri 4 Giugno 2013) anche attraverso l’utilizzo di idranti, lacrimogeni e spray al peperoncino e urticanti. Tra i feriti anche giornalisti, fotografi e due deputati dell’opposizione al governo guidato da Erdogan. Come detto, dopo le prime notizie arrivate da Istanbul, cortei di solidarietà si sono sviluppati a macchia d'olio in tutto il Paese. Tra i motivi della protesta anche l'atteggiamento di Ergogan tenuto nei confronti della vicina Siria, divenuta improvvisamente terra di conquista, e la Turchia di Erdogan sembra essere diventata la prima complice dell'imperialismo Usa-Nato. Questo la popolazione lo ha capito fin troppo bene, e – come detto – non ci sta.

    Scontri e Morti in Turchia - Turkey Revolution

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Turchia – Media Italiani e scomode verità da occultare                               

    La totalità dei media di regime italiani – dicevamo in apertura – ha censurato – ovviamente… – la notizia. Troppo scomoda per l'attuale dittatura Bilderberg e Made in Usa. Un'altra parte di media – ribadiamo – ha parlato esclusivamente di protesta per il parco adiacente a Piazza Taksim (Gezi Park) che Erdogan vorrebbe smantellare in virtù – si è detto – di un centro commerciale… ma le notizie che ci giungono nell'ultim'ora da Istanbul – è bene ricordarlo ancora una volta – fanno cenno all'opposizione della popolazione turca alla costruzione di una mega moschea che Erdogan vorrebbe edificare al posto del Parco, ed all'alleanza con la Lega Araba, l'integralismo islamico e le forze Usa-Nato per distruggere la Siria, ora che anche l'ONU sembra aver trovato le prove (ridicole) delle presunte armi chimiche usate da Assad contro un popolo che lo ama e che l'ha sempre amato…. Non ci sono davvero parole. Non ci resta che gridare: Forza Turchia! Forza Siria! Liberta!

    Sergio Basile, Angelo Iervolino  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Qui Europa – I CRIMINI DI ERDOGAN CHE RAIFININVEST ECC… FINGONO DI NON VEDERE… ECCO LA DEMOCRAZIA DEL GOVERNO ERDOGAN, GRANDE ALLEATO USA…https://www.facebook.com/photo.php?v=546806192054026&set=vb.217514361649879&type=2&theater

     

    1. Qui Europa – L'ORGOGLIO DELA POPOLO TURCO, STANCO DI SUBIRE PASSIVAMENTE GUERRE CONTRO POPOLI SOVRANI (VEDI SIRIA E MEDIORIENTE)… STANCO DELL'IMPERIALISMO USA-NATO CHE STA ANNIENTANDO I POPOLI – ANCHE SE LA TV DI REGIME IN ITALIA NON DICE NULLA 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    La Rivoluzione del Popolo Turco contro Sionismo e Regime Erdogan – Morti e Feriti

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    Mertedì, Giugno 4th/ 2013 – di Angelo Iervolino e Sergio Basile – Turchia, Erdogan, Europa, Rivoluzione, proteste, Guerra, sionismo, libertà di stampa, Siria, Regime liberticida, Popolo turco in Piazza, Istanbul, Arresti e feriti, Morti, Rivoluzione popolare in Turchia, Silenzio dei media di regime italiani, Imperialismo Usa-Nato, Angelo Iervolino, Qui Europa  La Rivoluzione del Popolo Turco contro […]

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    Venerdì,  Aprile 12nd/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Esteri, Siria, Aleppo, Guerra Civile, Bambini soldato, Persecuzioni, il volto della guerra, Povertà, Morte, Distruzion, Caritas Siria, Agenzia vaticana Fides, Cristiani perseguitati, Monsignor Antoine Audo  Aleppo: Bambini Soldato e Cristiani in Fuga. Una città sfigurata La denuncia straziante del vescovo della città: "Qui si muore di […]

  • Super TBC – Un grave pericolo per l’Europa Favorito dalla Super-Immigrazione

    Super TBC – Un grave pericolo per l’Europa Favorito dalla Super-Immigrazione

    Venerdì,  Marzo 22nd/ 2013 

    – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato   

    – Interrogazione alla Commissione europea del 21 Marzo 2013 

    Parlamento europeo, Interrogazione parlamentare, Interrogazione alla Commissione europea, Mario Borghezio, Super Tubercolosi, TBC, Immigrazione, Fenomeni migratori, Europa, Unione europea, Ufficio Rerionale OMS per l'Europa, Ecdc, European Centre for Disease Prevention and Control, tubercolosi Multi Resistente, MDR, Tuvercolosi estensivamente Resistente, Terzomondializzazione dell'Europa, Paesi terzi, OMS, Cure Costose, Decessi, 78 mila casi l'anno in Europa, Precauzioni 

    Super TBC – Un grave pericolo per l'Europa 

    Favorito dalla Super-Immigrazione

    Interrogazione alla Commissione europea di Mario Borghezio 

     

    di Mario Borghezio – Eurodeputato

    Interrogazione alla Commissione europea – 21 Marzo 2013

    Mario Borghezio - Interrogazione alla Commissione europea del 21 marzo 2013

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Super tubercolosi e Immigrazione – Interrogazione alla commissione Europea 

    Bruxelles – Interrogazione alla Commissione europea – "L'Ufficio regionale Oms per l’Europa e l’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) rivelano che in Europa la Super Tbc sta diventando un'emergenza sanitaria e le cure risultano ancora inadeguate. Si stima che ogni anno circa 78 mila persone si ammalino di tubercolosi multi-resistente (Mdr) e della forma estensivamente resistente (Xdr). In Europa si concentra più della metà dei casi rispetto a tutti gli altri paesi del mondo a più alta percentuale. Meno del 50% dei pazienti con Tbc multiresistente viene trattato con successo, ma le cure sono molto più lunghe e centinaia di volte più costose, con effetti collaterali più frequenti e gravi rispetto a quelli registrati con il trattamento per la classica Tbc. Chiedo se la Commissione Europea è al corrente dell'espandersi di questa 'super Tbc'. La Commissione Europea ha valutato il rapporto causa-effetto con l'immigrazione dai Paesi terzi? La Commissione Europea come intende intervenire a difesa della salute dei cittadini dell'UE? E' ora che l'Europa predisponga adeguate difese contro il pericolo della Super-Tbc e prenda responsabilmente atto delle conseguenze sanitarie dell'immigrazione proveniente dai Paesi terzi !

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio – Eurodeputato

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    Lunedì,  Marzo 4th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi –  – Comunicato Stampa di Mario Borghezio –     Deputato al Parlamento Europeo Bruxelles, Uova biologiche false, Commissione europea, Der Spiegel, Uova dichiarate Biologiche, Violazioni, Ministero Agricoltura tedesco, Bassa Sassonia, Inchiesta, Laender, Nord Reno, Westfalia, Macklenburg-Vorpommern,  Nuovo Scandalo Alimentare in Europa: Uova Biologiche […]

    Import di Suini dagli Usa: I Pericoli della Stomatite Vescicolare

    Import di Suini dagli Usa: I Pericoli della Stomatite Vescicolare

    Mercoledì,  Febbraio 6th/ 2013 – di Mario Borghezio, eurodeputato –  Import di Suini dall'Usa: I Pericoli della Stomatite Vescicolare /  Suini Usa, stomatite vescicolare / Mario Borghezio / Unione Europea / Suini /Usa / Commissione europea / Parlamento europeo / Controlli / Pericoli / Mercato Europeo / Importazioni / Stomatite Vescicolare / Autorizzazioni all'ingresso nel mercato comunitatio […]

    Schiavi europei, da oggi attenti a quello che mangiate

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    Venerdì, Settembre 28th/ 2012  – di Silvia Laporta – Parlamento europeo / Unione Europea / Schiavi europei / Mangiare sano / carne / pesce / orgine controllata / abolizione del marchio di qualità / prodotti ittici / Angelo Rosso / European Joint Research Center  / Massimo Gallesio / Carmen Fraga / Europarlmento / Lobby / […]

    Bruxelles verso il libero ingresso agli Ogm – Fermiamoli! Pretendiamo solo Biologico

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    Sabato, Ottobre 20th/ 2012 –  di Silvia Laporta e Sergio Basile – Commissione Europea / Ogm/ prodotti alimentari industriali / Efsa / mais transgenico/ trasparenza/ interventi legislativi Ue/ Mara Bizzotto / appello / John Dalli / clausola di salvaguardia / Syngenta / Brasile / Valmir mota de oliveira / pistoleiros / Aspartame / coca cola […]

    Pomodoro Rosso Sangue

    Pomodoro Rosso Sangue

    Sabato, Settembre  22st/ 2012 –  di Federica Santoro e Sergio Basile – Europa / Italia / Cina / PAC / Politica Agricola Comunitaria / Paesi del Mediterraneo / Pomodoro / Liberismo / Politiche anti protezionistiche / Romano Prodi / Cirio Bertolli De Rica / Laogai Reasearch Foundation / Lorenzo Barzana / Coldiretti / Schiavi cinesi […]

     

  • Siria – Oscuri burattinai e Costruttori di Pace: Sottoscrivi l’Appello contro la Guerra e Invialo al Governo Monti

    Siria – Oscuri burattinai e Costruttori di Pace: Sottoscrivi l’Appello contro la Guerra e Invialo al Governo Monti

    Lunedì, Dicembre 3rd/ 2012 

    L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – 

    Siria, Appello per la Pace al Governo Monti –

    Lettera/Appello al Governo Monti contro la Guerra in Siria

    Siria – Oscuri burattinai e Costruttori di Pace:  quello che dobbiamo sapere e fare per la Pace.  Sottoscrivi l'Appello al Governo Monti / Pace in Siria / Movimenti pacifisti / cattolici / Guerra / Morti / Vittime / Patriot / Missili / Potenziale militare / Ribelli Assad / Erdogan / Cameron / Regno unito / Welsey Clark / 11 Settembre / Pentagono  / Usa / Nato / Onu / Vescovi inglesi / Chiesa inglese / Bernard-Henry Levy / Sionismo / Israele / Medioriente / Siria / Oasi / Preghiera nazionale / Giornata speciale di preghiera / Damasco / Sal Giovanni Damasceno / Costruttori di Pace / Media occidentali /Appello per la Pace / Testimonianza di Suor Agnese-Maria della Croce / Lettera al Governo Monti / Caos / Washington / Barack Obama / Cia  / Oscuramento di internet / Web Renesys e Akamai Technologies Inc / Appello per la Pace / Lettera al Governo Monti / Campagna di sensibilizzazione sulla Siria /Web Renesys / Akamai Technologies Inc Web  / Mario Monti / Giulio Terzi / Lettera alla farnesina 

    Siria – Oscuri burattinai e Costruttori di Pace:

    quello che dobbiamo sapere e fare per la Pace

    Sottoscrivi l'Appello al Governo Monti

    Il ruolo del sionismo e le relazioni con la Nato: chi è

    Bernard-Henry Levy?

    Costruttori di Pace: L'iniziativa pro-Siria dei vescovi inglesi

    seguendo i passi del santo siriano, Giovanni Damasceno,

    e la Testimonianza di Madre Agnese-Maria della Croce

    Damasco, Parigi, Londra – Per comprendere ancor meglio ed ancor più a fondo il mostruoso livello di disinformazione sulla "questione siriana" ed al fine di ricostruire le trame che gli oscuri signori della guerra tessono nel silenzio per incastrare Assad e rovesciare il governo siriano, un tassello fondamentale ci viene fornito dal'analisi approfondita di un personaggio chiave:  Bernard-Henri Levy.

     Chi è Barnard-Henry Levy?  

    Si tratta di un nome poco noto tra i tabloid ed i media occidentali, ma conosciuto dagli agenti delle intelligence di mezzo mondo e dalle rispettive diplomazie. Levy è  un sionista francese, architrave negli schemi della Nato in quel paradossale e mistificato fenomeno chiamato "Primavera Araba". Bernard Levy è colui il quale ha guidato i capi militari in Libia e in altri paesi invasi dalla NATO, forte – tra l'altro – di un rapporto ferreo con i leader sionisti in Israele. Non a caso in tempi non sospetti è apparso in una intervista televisiva con Tsibi Lifni  – intervista registrata, badate bene, nel 2010 – quando la Siria era l'oasi di pace del Medioriente che noi tutti conoscevamo, e Assad era universalmente considerato come uno tra i leader più equilibrati ed amati dell'intero Medioriente. In quell'emblematica intervista, Bernard-Henry Levy spiegava la necessità di cambiare la leadership in Siria a beneficio di "Israele". Volontà confermata dallo stesso anche in alcuni messaggi apparsi poi su Facebook, e scritti in portoghese. Allora si comprende – e questo e solo uno dei mille tasselli protesi a dare un'immagine sempre più chiara della situazione –  come l'attacco alla Siria sia il frutto di un complotto orchestrato dal sionismo e dagli Usa all'indomani dell'11 Settembre 2012. Come rivelato tra l'altro in una intervista video pubblicata su youtube e ripubblicata poi dal nostro osservatorio, dall'ex generale e uomo del Pentagono, Welsley Clark

     Siria – Gli sviluppi delle ultime 48 ore 

    Intanto, nelle ultime 48 ore, gli sviluppi di quanto sta accadendo in Medioriente e in Siria, non promettono nulla di buono. Il caos e le dichiarazioni che provengono da Washington e dalle altre capitali, uniti al caos dei "ribelli" sembra far strada all'ipotesi di chi pensa ad una drammatica svolta imminente nella crisi siriana. Tra questi, stando al New York Times, vi sarebbe il presidente americano Barack Obama, che starebbe pensando ad un’azione più decisa per affrettare la caduta del regime di Bashar al Assad. Tra le opzioni prese in considerazione, il rifornimento diretto di armi per alcuni gruppi dell’opposizione siriana e l’invio sul terreno di agenti della Cia per lavorare a fianco dei ribelli.

     Siria – L'Oscuramento di internet – Chi c'è dietro? 

    Inoltre, un mistero denso di possibili minacce regna sull’oscuramento avvenuto in Siria, nelle scorse ore su Internet. Secondo due compagnie americane, Web Renesys e Akamai Technologies Inc:"il governo ha spento Internet in tutto il Paese". Gli Lcc hanno confermato la circostanza, aggiungendo che anche le linee telefoniche fisse e dei cellulari sono fuori uso nella gran parte della regione di Damasco, in quelle di Homs, Daraa, Dayr az Zor e Raqqa. Secondo i Comitati ciò potrebbe significare che "il regime si stia preparando a qualcosa". Mentre il Comando congiunto dei ribelli della regione di Damasco parla esplicitamente di "forte timore che il regime possa far uso di armi chimiche". Ma il ministero dell’Informazione di Damasco nega ogni responsabilità, affermando che sono stati "i terroristi" ad aver "attaccato le linee"…". A che gioco si sta giocando? A prezzo di che?

     La Risposta della Chiesa cattolica inglese 

    Dinnanzi a questo ennesimo atto di barbarie, ed al progressivo intensificarsi del conflitto, il mondo cattolico e laico, votato alla Pace ed alla Giustizia si sta muovendo in tutto il mondo, e con diverse iniziative. Molte delle quali assolutamente taciute da numerosi media italiani ed europei filogovernativi e succubi della stessa Nato e dei suoi supporters. L'ultima in ordine temporale è quella che ha visto protagonisti i vescovi cattolici inglesi. Ricordiamo, in tal senso che il Regno Unito di Cameron, è uno dei Paesi che più sta fomentando la guerra in Siria, appoggiando l'esercito dei cosiddetti ribelli. La Chiesa cattolica inglese, in particolare, si è mobilitata ed ha indetto per martedì prossimo – 4 Dicembre 2012 – una speciale giornata di preghiera e pubblica sensibilizzazione sulla Siria. “Consapevoli della guerra civile in atto in Siria e del suo impatto sulle nazioni confinanti – si legge in una nota – i vescovi di Inghilterra e Galles hanno deciso di indire una giornata di preghiera in segno di solidarietà con le popolazioni della regione”.

     Costruttori di Pace, seguendo l'esempio di San Giovanni Damasceno 

    La scelta del 4 dicembre non è casuale: in quel giorno, infatti, la Chiesa celebra la Festa di San Giovanni Damasceno, dottore della Chiesa, nato per l'appunto a Damasco nel 675 e morto a Gerusalemme nel 749. La sua figura, quindi, scrivono i presuli, rappresenta “il legame della Chiesa antica con le attuali comunità del Medio Oriente cristiano e con la loro vocazione di costruttori di pace”. Di qui, l’auspicio dei vescovi che “la vita di San Giovanni Damasceno possa ispirare cristiani, musulmani ed ebrei a lavorare per la riconciliazione e la giustizia, affinché coloro che sono uniti nel cuore possano perseverare in ciò che è buono e coloro che sono in conflitto possano dimenticare il male ed essere, così, guariti”. 

     La Testimonianza di Madre Agnese Maria della Croce 

    Ma uno dei contributi più importanti alla causa della pace in Siria, è stato finora sicuramente quello dato da Madre Agnese-Maria della Croce (in foto a sinistra), 60 anni, testimone oculare degli orrori della guerra, anzi delle pulizie etniche e degli eccidi gratuiti perpetrati contro migliaia di indifesi cittadini siriani, massacrati  dai cosiddetti "ribelli" (mercenari appoggiati dall'esterno con lo scopo di rovesciare il governo Assad). Una suora – della quale già molto abbiamo scritto nei mesi scorsi – costretta a fuggire dal suo monastero nei pressi di Homs, in Siria, a causa delle sue opinioni espresse sul conflitto in corso; e costretta poi a rifugiarsi in esilio in Libano, dal giugno di quest'anno assieme a Suor Carmela di San Giovanni Battista (in foto a destra).
     
     Ecco cosa avvenne l'11 Marzo 2012- "La mia vita cambiò per sempre!"  
     
    Il giorno in cui avvenne uno dei massacri più cruenti ai danni della comunità cristiana (in data 11 marzo 2012), quando decine di donne e bambini furono letteralmente macellati, i cosiddetti "ribelli" (c.d. "Esercito Siriano di Liberazione") non  consentivano di vedere o filmare i corpi in ospedale a Homs, o le persone a pezzi per le strade. In quel giorno le due suore scesero per le strade e s'inoltrarono coraggiosamente attraverso luoghi molto pericolosi, esposte sia al fuoco che alle minacce delle bande armate anti-Assad."Per farci forza – appremdiamo dalle vive parole delle due suore – parlavamomo del Signore, parlavamo della nostra fede, cantavamo inni, pregavamo. Quello che abbiamo visto e vediamo – testimoniano le coraggiose suore – è in contrasto con la storia dei media in merito a una guerra civile. Non è una guerra civile! Si tratta di terroristi, estremisti, che vengono in Siria uccidendo la nostra gente".  In un solo giorno a Homs, Madre Agnese ha visto 100 persone uccise e mutilate. Ammette piangendo Madre Agnese: "La mia vita è cambiata da questo momento". Ma la sua fede è salda: non l'ha mai persa, perché – dichiara – "non è Dio che sta facendo questo, ma è l'essere umano!". "Avrei preferito morire per una buona ragione – per l'amore e la verità, continua – che per nulla. Nel villaggio in cui sorge il nostro monastero le minacce di morte sono all'ordine del giorno". "Ma Gesù, in Siria, come in Libano dove poi siamo state costrette a rifugiarci, non è solo una parola, viviamo con lui ogni minuto. Viviamo la realtà di Dio". 
     
     La Nostra personale Risposta 
     
    Quanto a noi, edificati da queste straordinarie esperienze, e da anime così belle, non possiamo che unirci idealmente e fattivamente a loro – così come ai vescovi inglesi – e farci noi stessi portatori di altre simili iniziative concrete all'interno delle nostre realtà sociali e parrocchiali. Limitandoci nel nostro piccolo, anche a dire a tutti la verità sulla Siria e su questo barbaro attacco mascherato da guera civile – o peggio ancora, da "lotta dell'Occidente (Nato e Usa) per l'esportazione della Democrazia" – o fesserie del genere, che ogni giorno sentiamo a raffica nei nostri TG di Regime. Ma non possiamo fermarci a guardare, dobbiamo premere anche sui media e sull'opinione pubblica, svegliandola da questo assurdo torpore di coscienza nella quale sembra essersi irrimediabilmente (?) persa.
     
     Non subiamo passivamente la storia…. Scriviamola! 
     
    Non subiamo passivamente la storia, cari lettori! Scriviamola! Anche per questo, così come stanno facendo centinaia e centinaia di Italiani di Buona Volontà, vi chiediamo di sottoscrivere l'appello che segue, all'indirizzo del Governo Monti, inviando e firmando una semplice mail agli indirizzi sottoindicati. Ciò al fine di chiedere ufficialmente al nostro governo, di desistere dal fomentare un'ulteriore intensificazione di un conflitto che grida vendetta agli occhi di Dio, di non appoggiare più la Nato e gli alleati (gli Usa in testa) in questa follia. Vi chiediamo, dunque, di aderire in maniera convinta e decisa al nostro appello, ed a quello di dozzine e dozzine di associazioni laiche e cattoliche italiane – già attivatesi in merito – che odiano la guerra e credono nella Pace. Diffondetelo più che potete presso le vostre parrocchie, associazioni, uffici e luoghi di lavoro. Diffondetelo attraverso il web. Fatelo in maniera convinta e celere, senza perdere tempo, come dovere cristiano e/o morale, e prima che il pacifico popolo siriano possa essere sppazzato definitivamente dalla faccia della Terra. L'indifferenza uccide quanto, se non più, delle bombe!  "Beati gli Operatori di Pace, perchè saranno chiamati Figli di Dio!" (Matteo 5,9). 
     

    Sergio Basile

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      Aderisci all'Appello per la Pace in Siria e nel Medioriente , scrivi al Governo 

    Indirizzi mail a cui mandare la lettera via internet

    gabinetto.ministro@cert.esteri.itgabinetto@esteri.itggap7@esteri.it

    dgap8@esteri.itgiulio.terzi@esteri.itgiandomenico.milano@esteri.it

    comm03a@senato.itcentromessaggi@governo.it

    O in alternativa, Indirizzi fisici cui spedire la lettera

    C0 / Ministero Affari Esteri – Piazzale della Farnesina,1  – 00135 Roma 

    Co / Presidenza del Consiglio dei Ministri – Palazzo Chigi – Piazza Colonna,

            370 – 00183 Roma

    __________________________________________________

    _________________________ 

    Lettera di Appello per La Pace in Siria

    Al Governo Monti, da parte delle associazioni pacifiste,

    cattoliche e laiche e di tutti gli uomini di Buona Volontà

    Per Dire No alla Fornitura di Armi alla Coalizione Nazionale

    Siriana e Si al Dialogo, accogliendo l’invito di

    Papa Benedetto XVI, a “lavorare per la Pace” 

     

    Mittente

    _____________________________

    _____________________________

                                                              Alla C.A.

                                                  Ministro Giulio Terzi

                                                  Presidente del Consiglio, Prof. Mario Monti

                                                           

                                                              Co/ Ministero Affari Esteri

                                                              Piazzale della Farnesina,1 

                                                               00135 Roma 

                                                                        

                                                               Co/Presidenza del Consiglio dei Ministri

                                                               Palazzo Chigi

                                                               Piazza Colonna, 370

                                                               00183 Roma

    Oggetto:

    No alla fornitura di armi

    alla Coalizione Nazionale Siriana, 

    SI al dialogo e al negoziato

    Il Governo Italiano smetta di fomentare

    la guerra in Siria!

     

    On. Presidente del Consiglio,

    On. Ministro degli esteri,

    La Coalizione Nazionale Siriana – che unisce gruppi di opposizione all’attuale governo della Siria – si è costituita domenica 11 novembre  con la firma di un accordo contenente alcuni punti fondamentali. 

    Tra questi c’è l’ impegno dei sottoscrittori a non dialogare e a non aprire alcun negoziato con lo stato siriano e con il suo leader,   Bashar al Assad. E’ evidente quindi il proposito di combattere con le armi l’esercito governativo ad oltranza, fino alla sconfitta di quest’ ultimo.

    Per questo motivo riteniamo che:

    –  1) Fornire armi a questa Coalizione equivalga a contribuire ad una guerra che potrà essere lunga, sanguinosa e distruttiva per quel Paese;

    – 2) Definire difensive queste armi sarebbe un’ipocrisia scoperta: questo conflitto ha come scopo dichiarato la sconfitta dell’ esercito siriano ed é quindi una guerra  offensiva;

    –  3) Istituire alcune no fly zone in territori cosiddetti liberati sarebbe inoltre solo un pretesto per aiutare le attività in funzione offensiva del cosiddetto “Esercito Libero Siriano” che non sembra avere le forze, senza aiuto di paesi stranieri, per sconfiggere militarmente lo stato siriano.

    Esprimiamo quindi la nostra totale contrarietà all’adesione del governo italiano a scelte che contengano i propositi illustrati precedentemente. Ricordiamo che sulla fornitura di armi in Siria c'è un embargo dell'Unione Europea e che la decisione di mantenerlo o abolirlo spetta al Consiglio dei Ministri degli Esteri dell'Unione Europea. Francia e Gran Bretagna hanno già dichiarato che chiederanno di togliere l'embargo. Pertanto

                                        Chiediamo

    invece l’impegno dell’Italia – anche presso l’Ue e presso le rappresentanze ufficiali degli altri Paesi membri e della Nato – seguendo l’esempio di uomini di Pace come Giorgio La Pira e Giovanni Paolo II, per l’apertura immediata di un negoziato senza precondizioni tra le parti coinvolte in questo sanguinoso conflitto, allo scopo di trovare una soluzione politica e pacifica all’attuale crisi e favorire ogni sforzo di riconciliazione. Nella speranza che le S.V. Vogliano ascoltare l’accorato appello di milioni di cittadini Italiani, e non solo, attendiamo fiduciosi, e Porgiamo i Sensi della Nostra più Alta Considerazione verso Coloro i quali si facciano veri portatori di Pace         

     

    Luogo e Data ­­____________________________

     

    Firma/Firme

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      Leggi Articoli in allegato – Approfondimenti                                           

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    S.O.S. Libia – Nuovo Accorato Appello alla società civile da Bani Walid: urgono antisettici, medicinali e personale medico

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    Domenica, Ottobre 14th/ 2012  – Accorato Appello a "Qui Europa" –  SOS – I libici della città di Bani Walid chiedono Aiuto Internazionale urgente, personale medico, medicinali ed antisettici  S.O.S. Libia – Bani Walid   Nuovo Accorato Appello alla società civile da  Bani Walid: urgono antisettici, medicinali e  personale medico, dopo attacchi terroristici Occidentali e […]

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      Sabato, Ottobre 13th/ 2012 – Disperato Appello a "Qui Europa" –  SOS – I libici della città di Bani Walid chiedono Aiuto Internazionale urgente Iniziativa Editoriale di Pubblico confronto "Pensa e Scrivi" – di "Qui Europa" Lettera Aperta a "Qui Europa"  Nuova Accorata Richiesta di aiuto della popolazione libica della città di Bani […]

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     Mercoledì, Ottobre 10th/ 2012 – Lettera aperta a "Qui Europa" – Iniziativa Editoriale di Pubblico confronto "Pensa e Scrivi" – di "Qui Europa" Lettera Aperta a "Qui Europa"  Sollecita ed Accorata Richiesta di aiuto della popolazione libica della città di Bani Walid  fatta oggetto di sterminio da parte di  terroristi occidentali, con […]

    Grande Indignazione tra enti ed associazioni laiche e cattoliche per l’abuso di potere del Ministro Terzi

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    Lunedì, Ottobre 8th/ 2012 – di Sergio Basile –  Esteri / Italia / Giulio Terzi / Giorgio Napolitano / Delegazione parlamentare siriana / Nagazione visto / Europa / Siria / Guerra / Turchia / Esercito siriano / Nato / Pace / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali /  Distruzione / Crimini / Manipolazione mediatica / […]

    Terzi nega Visto a Delegazione Siriana per incontro istituzionale sulla Pace

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    Sabato, Ottobre 6th/ 2012 – Lettere al Direttore, di Raimondo Schiavone – Questione Siriana e Gravissima Negazione del Visto da parte del Ministro Terzi alla Delegazione Siriana

    Bugie Mediatiche sulla Siria – Testimonianza di un Ingegnere Siriano

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    Lunedì, Ottobre 8th/ 2012 – Testimonianza di Iyad Khuder –  Siria / Guerra / Testimonianza / Iyad Khunder / Esteri / Europa / Esercito siriano / Media / Pace / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali /  Distruzione / Crimini / Manipolazione mediatica / Ribelli / Armi / Controllo del territorio / Jihadisti / Terrorismo / Homs […]

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    16 agosto 2012No CommentRead More#

     

    Reportage Siria – La vile e menzognera guerra per il Gas

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    La Sconcertante Verità sulla Siria, al netto della Propaganda Occidentale

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    Martedì, Luglio 31th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –    Esteri / Siria / Usa / Ue / Italia / Sanzioni / Giulio Terzi / Barack Obama / Francia / Inghilterra / Alleati / Primavera araba / Assad / Aleppo / Conflitti / Radio francese / Testimonianze civili siriani / Ribelli controllati / esercito Libero […]

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    Mercoledì, Luglio 18th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Esteri / Siria / Russia / Stati Uniti / Francia / Inghilterra / Damasco / Trimse / Hama / Vittime / Stragi / Esercito / Scontri / Ribelli / Stampa internazionale / Terrorismo / Al Qaida / Elicotteri da battaglia / Attentati / Attacchi […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

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  • La Drammatica Testimonianza di un Giovane Cristiano Siriano scampato alla Morte

    La Drammatica Testimonianza di un Giovane Cristiano Siriano scampato alla Morte

    Venerdì, Novembre 30th/ 2012 

    – Tratto da Agenzia Fides – 

    La Drammatica Testimonianza di un Giovane Cristiano Siriano scampato alla Morte / Pace in Siria / Agenzia Fides / Fides / Movimenti pacifisti / cattolici / Teheran / dialogo nazionale/ Esteri / Guerra / Morti / Vittime / Patriot / Missili / Negoziati di pace / Potenziale militare / Ribelli / Misure difensive /  Assad / Erdogan / pretesti per rovesciare governi / Unione europea / Usa / Nato / Onu / Ras al-Ain / Testimonianza di un giovane cristiano / Confine con la Turchia / Eufrate / Siria Orientale / esodo di civili / Hassakè e Kamishly / appello alla comunità internazionale e al Papa / fazioni militari curde e arabe / esercito regolare siriano / residenti di Ras al-Ain / case sequestrate / decenni in pace e fratellanza /  cristiani espulsi dalle loro case / 70.000 persone sono fuggite / città fantasma / uccisi perché alawiti / La sorte di un maestro di scuola / Aleppo / Pulizie Etniche ed epurazioni dei "non sunniti" 

    La Drammatica Testimonianza di un giovane

    cristiano siriano scampato alla morte 

    Un esodo per scampare alla morte. Pulizie etniche

    ed epurazioni: altro che "Esercito Libero Siriano".

    Una banda di criminali e mercanarti appoggiati 

    dall'esterno per destabilizzare il Paese

    Sanguinosi Raid di elicotteri turchi nel cuore della

    notte in territorio siriano

    Hassakè, Aleppo (tratto da Agenzia Fides) – "Le minoranze della società siriana, vulnerabili e indifese, vengono schiacciate in un conflitto che cresce di intensità, si caratterizza sempre più come lotta fra fazioni diverse, si colora di settarismo e confessionalismo": è quanto dice, in una nota inviata all’Agenzia Fides, un giovane cristiano, sfollato con la sua famiglia ad Hassake, raccontando l’esperienza della cittadina di Ras al-Ain, cittadina al confine con la Turchia, nell’alta Mesopotamia. La popolazione civile nella zona al di là dell’Eufrate (Siria Orientale), è stata sconvolta dal conflitto che ha provocato un esodo di civili, rifugiatisi soprattutto nelle città di Hassakè e Kamishly.

     L'Appello dei Vescovi Locali al Papa 

    Da lì i Vescovi locali hanno inviato un accorato appello alla comunità internazionale e al Papa, per “evitare la catastrofe umanitaria” (vedi Fides 22 e 23/11/2012). A Ras al-Ain, presa dalle truppe dell’Esercito Libero l’8 novembre scorso, oggi sono in corso scontri tra fazioni militari curde e arabe, in precedenza alleate contro l’esercito regolare siriano, segno del tasso di conflittualità generale che aumenta. Il giovane cristiano, che si professa vicino all’opposizione siriana e chiede l’anonimato per ragioni di sicurezza, spiega in un racconto inviato a Fides la drammatica condizione delle minoranze (arabi, curdi, siriaci, assiri, cristiani) in Mesopotamia.

     La drammatica Testimonianza di un giovane cristiano scampato alla morte 

    “Nel cuore della a notte, alle due dell’8 novembre, i residenti di Ras al-Ain sono stati svegliati dal rumore di esplosioni, di elicotteri e mitragliatrici. Erano i combattenti dell’Esercito Libero e gli elicotteri turchi scesi in territorio siriano, che hanno facilmente conquistato il valico di frontiera e la città. I militari hanno iniziato a sequestrare le case dei civili per usarle come postazioni da combattimento. Tra le case sequestrate, quella di mio nonno, dove c’erano donne, bambini e mia nonna paralizzata. Tutti i civili sono stati espulsi dalle loro case in pigiama, senza poter prendere documenti, soldi o qualsiasi altra cosa. Militari e combattenti sono andati oltre: con una ‘lista nera’, sono andati casa per casa a cercare i loro nemici. Fra questi c’erano i nomi dei capi di famiglie cristiane. Perché?”.

     Decenni di Pace e Fratellanza 

    “Da quanto detto – spiega il giovane – non si deve concludere che il nostro popolo è diviso da odio settario. Senza l'intervento di un vicino di casa della mia famiglia, un musulmano sunnita che ha pregato gli uomini armati di non farci del male, saremmo morti. Siamo salvi e siamo fuggiti. La popolazione di Ras al-Ain, musulmani e cristiani, curdi e arabi, siriaci e assiri, ha vissuto per decenni in pace e fratellanza. Ma ora ci vogliono mettere gli uni contro gli altri. Perché?”.

     Cristiani – Gli unici ad essere stati immediatamente espulsi dalle loro case 

    Il testo prosegue: “A Ras al-Ain, le vittime non erano solo cristiane, ma i cristiani sono stati gli unici ad essere stati immediatamente espulsi dalle loro case, portando i bambini in braccio, messi in fuga per le strade disseminate di cadaveri. Un simile intervento è quello di un esercito di invasori e non di un esercito di liberatori, come si definisce l’Esercito dell’opposizione”.

      70.000 persone sono fuggite, per scampare alla morte 

    La nota giunta a Fides continua: “Curdi, arabi e cristiani, più di 70.000 persone sono fuggite, per la maggior parte verso Hassakè. In poche ore la città si è trasformata in una città fantasma. Gli alawiti hanno avuto la sorte peggiore: uccisi perché alawiti.

     La sorte di un maestro di Scuola 

    Una delle vittime era un maestro di scuola, che ha tanto amato la città e ha istruito per molti anni i ragazzi di tutte le famiglie. Alcuni miliziani lo hanno cercato, preso e ucciso davanti alla moglie e ai figli, che sono stati sequestrati”.

     Pulizie Etniche ed epurazioni dei "non sunniti" 

    Il drammatico racconto conclude: “Oggi le strade sono bloccate. Un bus di linea fra Hassaké e Aleppo è stato fermato e tutti i passeggeri identificati, per eliminare quelli che non sono sunniti. Ma chi ha dato alle milizie l’ordine di uccidere sulla base di criteri religiosi? E anche se il criterio non fosse confessionale, che diritto hanno di uccidere civili innocenti? Il diritto internazionale stabilisce che, anche in guerra, è dovere dei conquistatori garantire la sopravvivenza e i diritti dei civili. Ma questo principio non sembra essere incluso fra quelli che regolano le fazioni militari dei ribelli. Perché? Abbiamo sempre accusato il regime di questi disastri. Ora parliamo dei crimini che abbiamo visto con i nostri occhi, perpetrati dal cosiddetto Esercito libero siriano”. (Agenzia Fides 30/11/2012)

    Agenzia Fides

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  • Siria,Turchia, Israele: Gli interventisti sono dietro l’angolo

    Siria,Turchia, Israele: Gli interventisti sono dietro l’angolo

    Martedì, Novembre 27th/ 2012 

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Siria, Turchia, Israele: Gli interventisti sono dietro l'angolo / è solo calma apparente / Esteri / Siria / Turchia / Israele / Ankara / Damasco / Teheran / Guerra / Morti / Vittime / Patriot / Missili / Negoziati di pace / Potenziale militare / Ribelli / Misure difensive /  Assad / Erdogan / Lavrov /

    Siria, Turchia, Israele: Gli interventisti

    sono dietro l'angolo

    In Iran un seminario per scongiurare la guerra

    in Siria e aprire alla speranza

    Intanto regna un silenzio da brividi tra i media

    "interventisti" occidentali

    Damasco, Ankara, Teheran –  Scongiurare la guerra in Siria ed aprie alla speranza ed alla Pace duratura: questo l’obiettivo portato avanti dal seminario che si è tenuto in Iran il 19 ed il 20 novembre scorsi, al quale hanno preso parte tutti i gruppi religiosi ed etnici della Siria, varie delegazioni del Tajikistan, Libano, Egitto, America Latina, Iraq e Russia. Tutti uniti per dire “no” a quanto sta accadendo a Damasco e dintorni, per dire no alla morte di civili innocenti, donne e bambini, per gridare il proprio dissenso alle bombe ed ai carri armati. Ma frattanto, però, in Siria continua lo scempio e la guerra non accenna a fermarsi: ogni giorno il numero delle vittime non fa altro che aumentare così come il numero degli sfollati e di coloro che fuggono dal proprio paese per scampare ad una morte certa. Specie tra i cristiani. Ad accendere il dibattito la solita nota dolente che riguarda il rapporto tra Damasco ed Ankara: “Per ripristinare la pace in Siria, è necessario che la Turchia rimanga fuori da ogni affare interno del paese” – è stato affermato da molti rappresentanti – “Il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan non dovrebbe prendere parte ai negoziati di pace”.

     I timori di Mosca e la risposta della Nato 

    Si è detto preoccupato della situazione e del sempre più probabile dispiegamento dei missili Patriot della Nato in Turchia, lungo il confine siriano, il Ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, che ha esternato i dubbi che Mosca ha in relazione alla crescita del potenziale militare nella regione, direttamente al Segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen. “Misure puramente difensive”  è stata la risposta da parte di Rasmussen, unitamente alla controbattuta del ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu. Rassicurazioni che non bastano a Damasco, le cui autorità temono che questa non sia nient’altro che una scusa bella e buona per creare una no fly zone, che si estenderebbe per circa 60 chilometri all’interno del proprio territorio.

     Il monito di Assad  

    Anche Bashar al Assad, capo di stato siriano, ha espresso la sua personale condanna nei confronti dei gesti provocatori della vicina Turchia di Erdogan. “La Siria continuerà a combattere il terrorismo e a lavorare per il dialogo nazionale per preservare la stabilità del paese e dell’intera regione”  ha detto Assad in occasione dell’incontro avvenuto qualche giorno fa con il presidente del parlamento iraniano, Ali Larijani. Le parole del leader di Damasco arrivano dopo la barbara uccisione di un giornalista della tv di Stato siriana, Bassel Tawfiq Yussef, che per lo svolgimento della propria attività è stato considerato un “fedele” del governo ed ha pagato il suo lavoro con la propria vita.

     L'ambiguità dell'Occidente 

    Diritti umani calpestati in pieno, schiacciati dal peso delle imposizioni che non conoscono libertà: tutto accade sotto lo sguardo complice e silenzioso dell’Europa (Ue in testa) e degli Stati Uniti, come al solito del resto.  Intanto la situazione dei curdi in Siria, di cui abbiamo spesso riportato notizia, diventa sempre più drammatica: non solo essi vengono attaccati dall’esercito turco, ma addirittura dagli stessi ribelli armati; vengono minacciati ed emarginati ed il più delle volte, anche ammazzati. Eppure c’è una tregua apparente: la stessa che ha permesso ad Hillary Clinton di lodare l’impegno del presidente egiziano Mohammed Morsi come mediatore in una tale situazione di crisi. L’elogio non è piaciuto al turco Erdogan, che nelle scorse ore ci ha tenuto a precisare che il merito della tregua è anche di Ankara, accanto a quello riconosciuto all’Egitto ed al Qatar.

     Questa volta la Pace e la Speranza devono trionfare 

    Ma più che delle lodi pubbliche, bisognerebbe preoccuparsi di trovare una soluzione che non sarebbe neanche tanto lontana o complicata… se dietro non fossero nascosti (neanche più di tanto) così tanti interessi economici e sociali portati avanti dalle “democratiche e libertarie” potenze occidentali. Ma questa volta la speranza e la Pace devono trionfare! E da parte nostra e dell'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" cecheremo di fare di tutto per riuscirvi: assieme a migliaia di uomini di buona volontà e di associazioni cattoliche e laiche di tutto il mondo, unite per la Pace. Lo dobbiamo a noi stessi e a milioni di civili e uomini oggi risucchiati in un oblio infernale.

    Maria Laura Barbuto(Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012  – di Thierry Meyssan –  Mondo / Siria /Libia / Stati Uniti d'America /  Francia / Iran / Libano / Libia / New York /  Bengasi / Onu / Assemblea Generale Nazioni Unite /  Nato / Consiglio di Cooperazione del Golfo / Oscurantismo /Al Qaeda /  Primavera araba / Islamici / […]

    L’ONU Approva il discusso Rapporto Siria: racconti di Fonti di Parte spacciati per Prove

    L’ONU Approva il discusso Rapporto Siria: racconti di Fonti di Parte spacciati per Prove

    Sabato, Settembre 29th/ 2012  – di Marinella Correggia –  Siria /  Parlamento europeo / Consiglio ONU / Guerra / Regime / Incubo Siria / Democrazia / Conclusioni senza prove / Rapporto Commissione CoI / Consiglio dei Diritti Umani / Popolazione Siriana / Assad / Marinella Correggia / Prove inconsistenti / Damasco / Ginevra / Commissioni […]

    Le guerre create dagli Usa, la piaga del XXI Secolo

    Le guerre create dagli Usa, la piaga del XXI Secolo

    Giovedì, Settembre  27th / 2012 –  di Maria Laura Barbuto – Mondo  / Piaga del XXI Secolo / NWO / Stati Uniti d’America / Libia / Iraq / Afghanistan / Yemen / Siria / Egitto / Guerra / Dittatura / Ribelli / Armi nucleari / Regimi / Diritti umani / Libertà / Media / Dignità […]

    Siria, Conclusioni del Rapporto Onu senza Prove

    Siria, Conclusioni del Rapporto Onu senza Prove

    Giovedì, Settembre 27th/ 2012 – di Marinella Correggia –  Siria /  Guerra / Regime / Incubo Siria / Democrazia / Conclusioni senza prove / Rapporto Commissione CoI / Consiglio dei Diritti Umani / Popolazione Siriana / Assad / Marinella Correggia / Prove inconsistenti / Damasco / Ginevra / Commissioni ONG / Local Coordination Committees / […]

    Le chiamano Missioni di Pace

    Le chiamano Missioni di Pace

    Lunedì, Settembre 24th/ 2012  – L'editoriae del Lunedì, di Maria Laura Barbuto –  Missioni di Pace / Mondo / Guerra / Norberto Bobbio / Missione di Pace / Noam Chomsky / Europa / Unione Europea /  Italia / Stati Uniti d’America / Guerra / Dittatura / Ribelli / Iraq / Libia / Siria / Libano / Armi […]