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  • Vademecum su come Distruggere l’Economia di un Paese, tra Eurotruffa e Liberismo

    Vademecum su come Distruggere l’Economia di un Paese, tra Eurotruffa e Liberismo

    Mercoledì,  Marzo 27th/ 2013 

    – L'Editoriale di Ylenia De Marco e Sergio Basile 

    Italia, Economia, Crisi Economica, Truffa dell'Eurozona, Euro, Dittatoriale Eurozona, Ylenia De Marco, Ritorno alla Lira, Unione, Vademecum per distruggere l'economia di un Paese, Catanzaro, Auchan, IVA, Made in Italy, Confesercenti, Chiusura esercizi commerciali, Regime mediatico, Dominio Tedesco, Germania, Eurospin, Shopping, Cina, Vino, Olio biologico, Mezzogiorno, Qualità dei prodotti, Parchi commerciali, Acquisti su Internet, Declino del Sogno italiano, Unione europea, Liberismo ecponomico , 
     

    Vademecum su come Distruggere l'Economia

    di un Paese, tra Eurotruffa e Liberismo

    Il Declino del "Made in Italy": dall'euro alle "ricette

    dei profeti del Liberismo"

    Un Nuovo modo di fare shopping: dalla rete, al market sotto casa.

    L'Analisi di "Qui Europa" e il "Modello Catanzaro"

     

    L'Editoriale di Sergio Basile e Ylenia De Marco 

    Italia - Liberismo ed Euro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Un luogo comune chiamato "Crisi Economica" 

    Roma, Catanzaro – Ormai l'ingannevole espressione "crisi economica" è entrata a far parte del nostro quotidiano, grazie soprattutto all'incessante martellamento mediatico dei TG: media che – per contro – non dicono assolutamente nulla sul reale motivo del declino dell'Italia, cioè sulla "Truffa dell'Eurozona", ma ci suggeriscono addirittura metodi "alternativi" protesi ad una lenta ed inesorabile decrescita verso il baratro. Molti la chiamano "Decrescita Felice" (Vedi articolo in allegato – Ecco perchè non crediamo alla Teoria della Decrescita Felice).

     Eurozona: la tempesta perfetta nel mare del liberismo 

    Eurozona che fin dal 2002, dietro il paravento di un presunto "benessere economico" profetizzato dai padrini della moneta unica (vedi Romano Prodi) ci ha costretto ad accettare "allegramente" un tasso d'inflazione pari al 100%, comprimendo drasticamente fin da allora il livello dei consumi. Altro che crisi internazionali e contagi! Questa è stata una truffa, e continua ad esserlo! Mentre a Roma si discute e litiga ancora per le poltrone e i "figli del porcellum" (senza essersi dati una legge elettorale seria, hanno gettato il Paese in uno stato di strategica, quanto anacronistica sospensione democratica) è ormai all’ordine del giorno vedere apposte sulle vetrine dei negozi e sulle saracinesche serrate delle attività commerciali più disparate la scritta “vendesi". Ciò accade anche per quegli esercizi fino a ieri considerati solidissimi e per quelle aziende leader nei rispettivi settori. Sono circa 1000 le società che ogni giorno chiudono o falliscono. Secondo una recente indagine Istat, ne chiuderebbe una ogni 5 minuti.

     I Parchi Commerciali e il "Modello Catanzaro" 

    Accanto alla tempesta dell'Eurozona (alimentata a dovere dal Sistema Target2 – Vedi allegato)  uno dei fenomeni più preoccupanti di questa deriva liberista è, in aggiunta, la proliferazione di parchi commerciali di ogni sorta, che sorgono come funghi quasi in ogni angolo delle città. Esempio emblematico – nel Sud Italia – è il capoluogo della regione Calabria, Catanzaro: il centro storico e il corso sono sempre più vuoti, mentre il cuore pulsante della città batte ormai all'interrno dei suddetti poli commerciali, a discapito delle attività storiche del centro e ad vantaggio di multinazionali come Decathlon, Mediaworld e Auchan. Colossi commerciali esteri che tra l'altro – spesso e volentieri – non versano allo Stato neanche un euro di IVA, corrisposta al 4% negli stati – come il Lussemburgo – ospitanti le sedi legali delle medesime società (Vedi Auchan).

     Il Paradiso delle lobby e l'altra crisi 

    Ma se da una parte i parchi commerciali sono luoghi di svago e di divertimento viste le varie attività che offrono al loro interno, dall’altra – dunque – vanno a contrastare con la sopravvivenza dei piccoli distributori. Un tempo era piacevole fare la spesa nel market sotto casa  o passare dal fruttivendolo o dal pescivendolo di fiducia per farsi consigliare la "roba più fresca". C'era un qualcosa di quasi poetico e familiare in tutto ciò. Oggi invece si preferisce comprare qualsiasi cosa, dal genere alimentare ai prodotti di igiene domestica o personale, nei supermercati “sottocosto” come i discount. Si pensi alla tedesca "Eurospin", che col pretesto della crisi indotta dell'Eurozona ha moltiplicato i propri fatturati lanciandosi con successo in una sorta di colonizzazione del mercato italiano, a discapito del "Made in Italy". Una famiglia composta da più di tre persone difficilmente riesce ad arrivare a fine mese, considerando il fatto che il più delle volte è solo il capo famiglia a lavorare e a mantenere la moglie e la prole. Per illudersi di contrastare la crisi si preferisce dunque la quantità alla qualità, cosa che alcune volte va a discapito della propria salute fisica. Si pensi al successo del Made in China ed alla vendita di massa di prodotti spesso cancerogeni realizzati con materie prime contaminate o scarti di lavorazioni chimiche altamente nocivi (Vedi articolo in allegato – Cina: I Villaggi del Cancro).

     Italia – Siamo finiti nella Rete 

    Con le nuove tecnologie poi, è facile acquistare tutto tramite internet e spesso basta un click per avere in pochi giorni a casa un nuovo paio di scarpe o un intero guardaroba. Il punto principale – come nota anche Confesercenti – e che solo nei primi mesi del 2013 in Italia hanno chiuso quasi 10.000 negozi e il trend – come detto – va peggiorando. Altro che crescita! Inoltre c'è da dire come la scomparsa dei piccoli distributori vada ad incidere negativamente sui processi concorrenziali. Minori sono gli attori commerciali in uno specifica area geografica, maggiore potrebbe essere la tentazione ad alzare i prezzi, operando in regimi di  mercato di "quasi monopolio". Le statistiche parlano chiaro: se al Sud il fenomeno in questione è più contenuto, vista la "mentalità meridionale" che vede in genere passare il testimone delle piccole attività familiari di generazione in generazione, dal bisnonno al pronipote; al Nord e al Centro invece si registrano sconcertanti cali nell’apertura di nuove attività commerciali con crolli del 50%.  Se da una parte è vero che acquistare su un sito internet permette di risparmiare tempo e denaro, è anche vero che non è possibile carpire tramite una foto la qualità di un prodotto, in quanto vengono meno fattori primari nell’acqusto come la vestibilità di un capo e la qualità del tessuto che non possiamo toccare con mano. Ma anche i profumi, gli aromi, la densità ed i colori: si pensi ad esempio alla vendita on-line di generi alimentari essenziali come  il vino e l'olio d'oliva. Molti siti spacciano prodotti per biologici vendendoli magari a 3 euro al litro, bottiglia compresa. Ma siamo matti! Mi chiedo dove andremo se continueremo indefessamente a perseverare in questo nuovo modo di fare shopping;  o se continueremo ad accontentarci di un cibo sottomarca che nella maggiorparte dei casi non soddisferà le nostre esigenze, invece di aiutarci l’un l’altro ritornando ai vecchi tempi, e magari tornando a coltivare sia i nostri orti, che i "rapporti umani" coi nostri simili, nei market sotto casa.

    Ylenia De Marco, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Import di Suini dagli Usa: I Pericoli della Stomatite Vescicolare

    Mercoledì,  Febbraio 6th/ 2013

    – di Mario Borghezio, eurodeputato – 

    Import di Suini dall'Usa: I Pericoli della Stomatite Vescicolare /  Suini Usa, stomatite vescicolare / Mario Borghezio / Unione Europea / Suini /Usa / Commissione europea / Parlamento europeo / Controlli / Pericoli / Mercato Europeo / Importazioni / Stomatite Vescicolare / Autorizzazioni all'ingresso nel mercato comunitatio / Bestiame infetto / Test / Analisi sul Bestiame 

    Import di Suini dall'Usa: Quello che dobbiamo

    sapere sui pericoli che Corriamo

    L'Ue deve controllare i suini di provenienza USA

    prima dell'ingresso nel Mercato Comunitario

    Stomatite vescicolare – I pericoli di una malattia

    infettiva che colpisce molteplici allevamenti

    statunitensi e le responsabilità della

    Commissione Ue

    Mario Borghezio - Interrogazione - Suini Usa

    Bruxelles – "Dovranno essere sottoposti ad attenti controlli i suini vivi per i quali cui la Commissione europea ha deciso di autorizzare, a partire dal prossimo 25 febbraio, l'importazione dagli Stati Uniti. Capi da destinare all'allevamento in Europa". E' quanto richiesto all'Ue nella mia uiltima interrogazione alla Commissione europea. La Commissione ha dichiarato che le condizioni d'importazione poste dall'Ue comprendono, tra l'altro, test individuali per la stomatite vescicolare, una malattia infettiva che colpisce diverse specie di animali e cui focolai, seppur sporadici e limitati a determinate aree, sono stati individuati negli Stati Uniti". In merito ho dunque posto alla Commissione i seguenti quesiti:

     1) Test da effettuarsi prima dell'importazione 

    La Commissione può specificare dettagliatamente quali sono i test ai quali saranno sottoposti i suini, si presume prima della loro importazione nell'UE, per verificare la presenza di stomatite vescicolare?

     2) Autorizzazione all'ingresso nel Mercato Europeo 

    La Commissione può comunicare per quale motivo è stata autorizzata l'importazione di questi animali in Europa e perchè, per la loro destinazione nei Paesi extra-UE, i suini devono transitare dall'Europa?"

    On. Mario Borghezio – Eurodeputato                               

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    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Italia / Vienna / Rivisitazione Divina Commedia / Montalbano / Cultura / Tradizioni / Piatti tipici / Dante Alighieri / Andrea Camilleri / Claudio Morganti / Onu / Ocse / Consiglio d'Europa / Razzismo / Discriminazioni  L'eurodeputato Morganti (Lega): "L'Ue tuteli […]

    Pomodoro Rosso Sangue

    Pomodoro Rosso Sangue

    Sabato, Settembre  22st/ 2012 –  di Federica Santoro e Sergio Basile – Europa / Italia / Cina / PAC / Politica Agricola Comunitaria / Paesi del Mediterraneo / Pomodoro / Liberismo / Politiche anti protezionistiche / Romano Prodi / Cirio Bertolli De Rica / Laogai Reasearch Foundation / Lorenzo Barzana / Coldiretti / Schiavi cinesi […]

    Gli squali europei chiedono “asilo politico”

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    Martedì, May 1st/ 2012 – di Sergio Basile –  Parlamento europeo / Commissione ambiente / Commissione Pesca / Finning / Andrea Zanoni / Squali / Pesca nei mari europei / Controllo sui pescherecci / Identificazione specie di squali / Cattura squali / Pericolo di estinzione / Asilo politico / Lady Ashton / Hong Kong / […]

    Esteri – Africa: allarme siccità e non solo

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Africa / comunità europea / Siccità / Povertà / Nilo / Malattie / Egitto / Acqua / Sudan / Nilo / Mediterraneo / Nordafrica / Fiume / Land Grabbing / Nestlé / Sahara / Deserto del Sahara / Protocollo di Kyoto / BRICS […]

    Riforme Ue – Gli Orizzonti di Agricoltura e Pesca

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    Mercoledi, Luglio 11th/  2012  – di Vincenzo Folino – Unione europea / Politica Agricola Comune / Italia / Riforma della PAC / Mario Catania / Dacian Ciolos / Agricoltura / Campagne / Paolo De Castro / Giuseppe Politi / Feamp / PCP / Pesca / Alain Cadec / Fep  Riforma PAC e PCP – Agricoltura e Pesca tutte le […]

    Agricoltura – Il valore del Biologico e il pericolo degli Ogm

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    Venerdì, Maggio 25th / 2012 – di Mirella Fuccella – Italia / Verona / Agricoltura / Industria / Innovazione / Biotecnologie / Paolo Campostrini /  Alberto Ferrarese / Andrea Zerminiani / Metodi naturali di bonifica del territorio / Universitò di verona / Ogm / Primo premio Agristartup / Paolo de Castro / Mario Catania    Agricoltura […]

    Mostri OGM – Bruxelles ci ripensa?

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    Lunedì, Aprile 2nd/ 2012 Parlamento europeo / Commissione agricoltura / Fascicolo Ogm / Agricoltura biologica /  Pericoli / Salute / Intossicaszione / Tumori / Dna / Comitato Scientifico Equivita / Rischi / Fame nel mondo / Povertà nel mondo / Acta / Brevetti / Obama / Usa / In quinamento / Ecosistema / Acqua / […]

    Bruxelles – Riaperto Dossier su OGM – Che cosa arriva sulle nostre tavole?

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    Venerdì, Marzo 30th / 2012 – Mirella Fuccella – Commissione europea / Parlamento europeo / Ogm / Agricoltura biologica / Cibo geneticamente modificato / Orto / Paradossi Ue / Sicurezza alimentare / Etichettatura / Limiti tollebabili / Confusione  / Opposizione governi / Sovranità nazionale  Bruxelles – Riaperto Dossier su OGM – Che cosa arriva sulle nostre […]

    Francia: l’Ue sospenda la coltura del Mais OGM Mon810

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    Martedì, Febbraio 21th / 2012 – di Sergio Basile – Commissione Ue / Salute / Francia / Parigi / Agricoltura / Mais transgenico / Rischi / salute /  John Dalli / OGM / Mais geneticamente modificato / Mon810  Francia: l’Ue sospenda la coltura del mais transgenico Mon810 Recenti studi ne proverebbero gli alti rischi per […]

    “Land grabbing”: l’inciucio dei potenti che annienta l’Africa – La denuncia di Survival International

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    Venerdì, Marzo 23th / 2012 Europa / Africa / Etiopia / Corno d’Africa / Siccità / Carburante / Profitti / Land Grabbing / Morte / Siccità / Fame / Carestia / Denuncia / Survival International  L’Etiopia vende l’Etiopia: l'Europa sta a guardare e pensa ai profitti – "Land grabbing": l'inciucio dei potenti che annienta l'Africa […]

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    Martedì, Febbraio 21th / 2012  – di Mirella Fuccella – Ue / Agricoltura / Mondo / Sovraffollamento / Risorse / Spreco / De Castro / Egoismo umano / Landgrabbing  E’ corsa all’accaparramento delle terre La condivisione dei beni come unica risposta possibile? Bruxelles – Si calcola che nel 2050 sul pianeta terra saremo in nove […]

    Aiuti PAC: dall’Ue 30 miliardi in meno dal 2013 – Con il “greening” si va verso limitazioni e diversificazioni colturali

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    Giovedì, Marzo 29th/ 2012 Commissione europea / Politica Agricola Comune / Pac / 2013 / Tagli / Settore primario / Greening / Limitazioni colturali / Diversificazioni colturali / Globalizzazione / Bilanci aziende agricole  PAC – Politica Agricola Comune: dall'Ue 30 miliardi in meno dal 2013 – Con il vincolo del "greening" l'Ue introdurrà limitazioni e diversificazioni […]

    Agricoltura: proposta la semplificazione dei pagamenti Pac

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    Lunedì, Marzo 5th / 2012 Parlamento Europeo / Agricoltura / Pac / Semplificazione / Pagamenti  Agricoltura: proposta la semplificazione dei pagamenti Pac Ma abbassare la guardia sarebbe controproducente! Bruxelles-Stamane all’Europarlamento, il deputato siciliano del Ppe, Giovanni La Via, ha relazionato sul nuovo sistema di pagamenti degli aiuti Pac, nei confronti degli operatori agricoli dei Paesi […]

     

  • Ue senza Radici Identitarie e Travolta dall’Onda Anomala dell’Omologazione Culturale

    Ue senza Radici Identitarie e Travolta dall’Onda Anomala dell’Omologazione Culturale

    Venerdì, Dicembre 14th/ 2012

    –  di Mario Borghezio, eurodeputato – 

       ( Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi – di Qui Europa )

    Ue senza Radici Identitarie e Travolta dall'Onda Anomala dell'Omologazione Culturale / Mario Borghezio / Guy Héraud / Silvius Magnago / Rosen Plevneliev / Caso del Parlamento bulgaro / Cittadinanza in vendita / Bulgaria / Minoranze etnico-linguistiche / Processo di omologazione culturale / Dissoluzione degli stati nazionali / Distruzione della cultura europea / Omogeneizzazione culturale / Madonna Di Fatima / Martin Schulz / Unione europea / Nobel per la Pace / Russia / Parlamento di Sofia / Sofia / Legge per l'incentivazione degli investimenti 

    Ue senza radici identitarie travolta dall'onda

    anomala dell'omologazione culturale

    L'Ue difenda le minoranze etno-linguistiche, la cultura, 

    l'identità delle nazioni e le radici spirituali dell'Europa

    Eclissi Ue – Senza identità non c'è futuro! 

    Strasburgo, Bruxelles – Come detto dinnanzi al Presidente dell'Europarlamento in un intervento da me scritto in merito alla "Relazione sui Diritti Fondamentali dell'Ue" (2010-2011), ho votato contro la suddetta relazione perché riproduce in maniera del tutto acritica le posizioni purtroppo da tempo radicatesi nelle istituzioni europee, che vedono prevalere le preoccupazioni e le esigenze di tutte le espressioni e sensibilità delle più varie e disparate  minoranze, salvo disinteressarsi completamente dei diritti dei popoliCome seguace dell'insegnamento etno-federalista di Guy Héraud, il mio approccio alla materia parte invece esattamente dal punto di riferimento rappresentato dai diritti dei popoli, convinto come sono – come bene osservò Silvius Magnago – che l'Europa è uno straordinario mosaico arricchito dalle differenze, dalle particolarità, dalle tradizioni. Tutto ciò viene regolarmente ignorato, come viene calpestata la nostra identità etno-culturale minacciata persino nella sua espressione primaria, quella linguistica. Non a caso ho presentato alcuni emendamenti miranti alla specifica tutela per l'uso della propria lingua; per l'effettiva attuazione del diritto delle minoranze etno-linguistiche all'accesso ai programmi radio-televisivi locali, nazionali ed europei; alla realizzazione urgente di interventi indirizzati a bloccare il processo di omologazione delle culture minoritarie in atto, con l'evidente consenso politico di chi dirige attualmente l'Unione Europea.

     L'Europa smarrita  

    Ma l'irrefrenabile e drammatica perdita identitaria dell'Europa – della sua identità umanistica, spitituale, culturale ed etnica: che è poi quella dei propria dei popoli, il loro vero tesoro, che – tra l'altro – nel Vecchio Continente s'intreccia storicamente con le stesse radici del Cristianesimo – si concepisce anche da altri partilocali. Incredibile, ma vero: per ben due volte il Presidente del PE Martin Schulz ha bloccato la "dichiarazione scritta" da me presentata, insieme al collega Lorenzo Fontana, "sul ruolo dell'UE – insignita nel 2012 del Premio Nobel per la Pace – a favore dell'adempimento dei voleri della Madonna di Fatima e per un riavvicinamento spirituale con la Russia". Ciò, nonostante lo specifico riferimento al conferimento del Premio Nobel per la Pace all'Unione Europea e, quindi, al tenore inequivocabilmente pacifista del documento. 

     Perchè Fatima fa così pausa all'Ue? 

    Ma perchè Fatima fa così paura all'Ue? C'è forse la preoccupazione per un prevedibile largo sostegno, soprattutto da parte dei parlamentari europei dell'ex blocco sovietico alla richiesta di conversione della Russia alla Vergine, fortemente richiesta dalla Madonna di Fatima? E questa paura, come si concilia con l'inossidabile laicismo delle istituzioni europeeMa il Presidente Schulz stia tranquillo: sta già partendo, da tutta l'Europa, una petizione al Parlamento Europeo con l'identico testo, che raccoglierà sicuramente milioni di firme. Censureranno anche questa?

     Bulgaria – Cittadinanza in vendita 

    Ma stranezze legate al completo smarrimento della reale identità europea ed al relativo stato di "sbandamento cronico" nel quale viggono molti parlamentari in giro per l'Europa, probabilmente spinti e travolti dal degenerare di questo "omogeneizzato culturale", si stanno minacciosamente verificando anche nei meandri più nascosti dei palazzi del potere in altre regioni del Continente. L'esempio più palese è forse quello verificatosi nei giorni scorsi in Bulgaria. e per il quale ho provveduto tempestivamente a sollevare la questione dinnanzi alla Commissione europea. Il Parlamento di Sofia ha infatti approvato – con grande meraviglia di milioni di europei –  sotto forma di emendamenti alla "Legge per l'incentivazione degli investimenti", una legge in base alla quale la cittadinanza bulgara potrà essere accordata a stranieri che investano almeno un milione di lev – pari a 511 mila euro – nell'economia bulgara in un progetto considerato prioritario e che possiedano lo statuto di residenza permanente almeno da un anno. Tali investimenti non dovranno essere effettuati in società in cui sono in corso istanze fallimentari o che presentano una situazione debitoria con lo stato bulgaro o le amministrazioni comunali; oppure in difetto del pagamento delle retribuzioni dei propri dipendenti. Secondo i deputati bulgari votanti, potranno ottenere l'attestazione di "soggiorno permanente in Bulgaria" gli investitori che avranno impegnato nel capitale di una società commerciale bulgara almeno 4 milioni di leva (circa 2 milioni euro) in qualità di soci o azionisti, aventi non meno del 50% del capitale. La somma dovrà essere destinata all'acquisto di nuovi attivi – materiali e non materiali – a lungo termine, creando almeno 50 posti di lavoro per i cittadini bulgari".

     Una deriva inaccettabile 

    Fortunatamente il Presidente bulgaro Rosen Plevneliev ha annunciato che porrà il veto a questa legge sostenendo che "la concessione della cittadinanza non può essere legata a considerazioni di ordine finanziario". Malgrado ciò ho chiesto alla Commissione Europea, se, "al netto della considerazioni del Presidente bulgaro, la Commissione Europea intenda commentare questo voto del Parlamento bulgaro" e se "intende prevedere una severa sanzione contro questo provvedimento emanato dal Parlamento di Sofia."

    Mario Borghezio – Deputato Lega Nord al P.E.

    Iniziativa di Libero Confronto –  "Pensa e Scrivi"  –  "Qui Europa" 

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    Lunedì, Ottobre 15th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedi, di Sergio Basile –  Unione europea / Oslo / Norvegia / Premio Nobel / Esteri / Europa / Siria / Libia / Greddafi / Bani Walid / Guerra / Turchia / Nato / Pace / Guerra / Libertà / Manipolazione mediatica / Armi / Siria / Barack […]

    Borghezio: Ue e Russia si aprano al mistero di Fatima

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    Martedì, Maggio 15th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Roma / Fatima /  Madonna di Fatima / Terzo segreto di Fatima / Rivelazioni / Apparizioni / Crisi Economica Mondiale / Lega / Rapporti Ue-Russia / Mario Borghezio / Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria  Borghezio: l'Europa e la Russia […]

    Mobilitazione Nazionale contro il Governo Monti in Difesa della Costituzione – Tre Giovani Catanzaresi Depositano la propria Denuncia presso la Caserma dei Carabinieri

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – Appello di www.maxiprotestadelpopolo.jimdo.com –  Unione Europea / Italia / Catanzaro / Denunciato il Governo Monti / Mobilitazione Nazionale / Difesa della Costituzione / Suicidi di imprenditori / Austerity / Macelleria sociale / Distruzione del Welfare / Stati Uniti d'Europa / Accentramento Dittatoriale / Caserma dei Carabinieri / Difesa dei Principi Costituzionali […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

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    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Serena Spagnolo e Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / […]

     

  • Bagarre pre-elettorale: lo scontro Renzi–Grillo e la Macchina del Fango

    Bagarre pre-elettorale: lo scontro Renzi–Grillo e la Macchina del Fango

    Mercoledì, Settembre 5th/  2012 

    – di Silvia Laporta –

    Unione europea / Italia / Poltica / Beppe Grillo/ Matteo Renzi /  Firenze /  Movimento 5 stelle /  Massimo D'Alema /  Polemiche / Pd /  Carabinieri /  Aggressione /  Magrebino /  Mafia /  Smascheramento /  Twitter /  Reggio Emilia /  Lite /  Xenofobia /  Martin Schulz  

    Bagarre pre-elettorale: lo scontro Renzi–Grillo

    e la macchina del fango

    Beppe Grillo risponde al sindaco di Firenze : 

    "Non è nessuno"

    La controffensiva di Renzi : "Grillo fa promesse che si 

    sciolgono come neve al sole"

    Migliaia di fans del comico a difesa delle sue posizioni su Face-book

    Roma – Come di consueto nella politica italiana, in vista delle prossime elezioni – decisive come non mai per il futuro del Paese – s’infervorano i battibecchi politici. Parole su parole e poco interessanti “bla bla bla”,  mentre il paese, indisturbato, prende dritta – ed in maniera veloce e quasi irrefrenabile – la via del tracollo economico. Con la benzina ormai arrivata sulla soglia dei due euro e la categoria delle piccole aziende ormai quasi totalmente in estinzione, i leaders politici pensano bene di scambiarsi qualche insulto sui giornali e sui social network per scatenare un polverone mediatico. D'altra parte ciò è inevitabile, vista e considerata l'aria pesante che si respira in Italia e nell'Eurozona, e il valore della partita in ballo.

     Renzi e la montatura del "video xenofobo" 

    Dopo i battibecchi a distanza tra Bersani e Grillo (che aveva accusato il primo di essere una sorta di zombie vivente), i protagonisti delle ultime ore sono stati Matteo Renzi, sindaco di Firenze, in forza al PD, "rottamatore per  antonomasia", e – suo malgrado – lo stesso Beppe Grillo, leader del sorprendente "Movimento 5 Stelle". A Beppe Grillo non sarebbero proprio andate giù le offese di Renzi, che  durante la festa del PD a Reggio Emilia, lo aveva definito come un politico “in crisi di visibilità” e autore di promesse che “si sciolgono come neve al sole.” Ma il giudizio del Primo cittadino di Firenze è stato molto più articolato. Renzi ha avuto da ridire non solo su quello che ha definito "il carattere estremamente populista di Grillo", capace, a suo giudizio, “di riempire le piazze di 10 mila persone, solo per riempire di insulti gli altri”; ma ha altresì citato un video del 2006 diffuso sul web, intriso – sempre a suo dire – di spunti xenofobi. "Quando Grillo – sostiene Renzi – parla di mafia che non esiste, di Aids che non è un problema, o come vedo in un video che passa sul web – che mi lascia sconvolto – che spiega ai carabinieri come picchiare gli immigrati di nascosto, dimostra la sua totale incapacità di essere una persona civile, prima che essere un leader politico”.  

     Bersani uno zombie? 

    Dinnanzi all'alterco nascente, ha approfittato ad inserirsi a mò di "suocera impertinente" il "Democratico" di sinistra, e vecchio lupo di mare, prezzemolino Massimo D’Alema, che – tipico nel suo stile – è andato subito al sodo, prendendo le difese del collega di partito: “Nessuno scontro diretto tra Grillo e Pd: Grillo ci ha insultato e minacciato e Bersani ha reagito.” Ma, d'altra parte, ci sentiamo di spezzare una lancia a favore di Beppe Grillo, sostenendo che paragonare Bersani ad uno zombie, non è un'offesa, ma la disarmante e sconcertante realtà dei fatti! Come – tra l'altro – sostenuto, denunciato e dimostrato in più di una occasione dalla redazione di "Qui Europa".

     Chi sono i veri comici? 

    Ma il comico prestato alla politica, che oggi – prendendo le difese dei cittadini contro lo strapotere della speculazione e delle banche sta dimostrando, a conti fatti, di esser meno comico dei suoi antagonisti politici e più politico del trio ABC (Alfano, Bersani e Casini) – ha subito rimpallato alla provocazione di Renzi dal social network Twitter, con una eloquente e pungente battuta : “Hanno bussato – ha  scritto – ho risposto alla porta e non c’ era nessuno: era Matteo Renzi”.

     Macchina del fango e leale confronto? 

    Ma a difesa di Beppe Grillo, sul web sono accorsi in migliaia, e non solo tra i militanti del "Movimento 5 Stelle". Hanno sbottato infastiditi migliaia di giovani italiani, contro i tentativi sistematici della stampa di regime di delegittimare Grillo, mediante l'azionamento di una martellante "macchina del fango”, protesa ad alterare la realtà, mettendo in cattiva luce Grillo con palesi falsità. In effetti l'incriminato video del 2006, a ben vedere,  sarebbe stato tagliato della sua introduzione, tramutandone e snaturandone in tal maniera – poco elegante e piuttosto meschina – il vero senso. "In questo modo – obiettava uno dei post a difesa di Beppe Grillo – gli si fa dire il contrario di quello che in realtà aveva detto”.

     Una disarmante evidenza 

    In realtà "Qui Europa" – per amor di cronaca e della verità – non può che prendere atto dei sistematici tentativi – da 5/6 mesi a questa parte – di continua delegittimazione di Belle Grillo e del suo neonato movimento politico. D'altra parte Grillo, con il suo 20-22% di elettorato a favore ed il suo trend di gradibilità personale in continua e progressiva ascesa, spaventa, e spaventa molto! Dall'analisi del video suddetto, infatti, non è difficile notare come invero si trattasse di una provocazione; di una frase detta in modo sarcastico.  In ogni caso, il comico nell'occasione specifica aveva citato il caso del pestaggio di un extra-comunitario marocchino da parte di tre esponenti delle forze dell’ordine, avvenuto a Sassuolo nel 2006 e ripreso da un passante con il cellulare. Grillo aveva posto l’accento sarcastico sul fatto che i carabinieri fossero in tre,  contro uno, e sottolineando il tutto con una tagliente battuta : “ I poveri carabinieri aggrediti a mani nude!”. L'opposto, dunque, di quanto lasciato intendere da Renzi!

     Le critiche del capò Schulz, l'amico dei tecnocrati  

    Da Bologna, intanto, netta è stata la bocciatura del Presidente del Parlamento europeo  Martin Schulz, in visita in Italia. “Penso – ha dichiarato Schulz, il difensore strategico dei poteri forti di Bruxelles – che Grillo sia un fenomeno di protesta non molto democratico, né trasparente. Non rappresenta una cultura democratica, perché dire sempre no a tutto senza dire a favore di cosa si è non è una possibilità”. Sarà, ma sentir parlare di democrazia il rappresentante dell'Europarlamento, di "questo Europarlamento" – lo stesso che di recente ha irrobustito la "cupola bancaria" blindando ancor di più i paradossali principi di tutela bancaria di "Basilea 3" e che non ha mosso un dito per tagliare le unghie alla speculazione ed alle agenzie di rating – è veramente a dir poco paradossale e curioso.

     Democrazia? Una voce "necessaria", fuori dal coro! 

    Un altro polverone mediatico inutile, ma da cui possiamo trarre qualcosa, un insegnamento: andare con la mente e lo sguardo oltre le quotidiane ipocrisie della casta. E’ facile criticare qualcuno, solo perché la sua voce è fuori dal coro. Ancora più semplice è screditare colui che – come traspare chiaramente – butta fango, o semplicemente denuncia (a suo modo) il vero, sulle diverse ingiustizie italiane: la patria – non scordiamolo – della mafia, del malgoverno, dei favoritismi e ora dei maggiordomi dei banchieri travestiti da politici. A prescindere dalle modalità con cui viene posta una critica, nel caso di Grillo – forse a tratti in modo troppo sfrontato e scollacciato – gli si deve riconoscere in molti ambiti, il merito di aver portato tanti Italiani a conoscenze di altrettante magagne occulte. Magagne da decenni impunemente perpetrate in lungo ed in largo, nel Bel Paese. D'altronde è meglio vivere in una bellissima bugia o essere al corrente della cruda realtà?

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Lunedì, Agosto 13th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / […]

    Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

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     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

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    Domenica, Luglio 5th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / […]

    Si alla Spending Review: Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

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    Martedì, Luglio 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Eurozona / Voto anticipato / Riforma elettorale / Approvazione Spending Review / Europa / Usa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Timothy Geithner / Mario monti / Vertici / Spagna / Francia / Germania / Rajoy / Holande / Merkel / Obama […]

    Fiction-Italia – Il ritorno dei “Morti Viventi”

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    Lunedì, Luglio 23th/ 2012 – L'Editoriale, di Vincenzo Folino –  Ue / Eurozona / Agenzie di rating / reazioni della Politica / Commissione europea / Pierluigi Bersani / Mummie / Ibernati / Declassamenti impropri / Bacon / Conoscenza è potere / Silvio Berlusconi  / Morti viventi  Fiction-Italia – Il ritorno dei "Morti Viventi" Trailer ufficiale […]

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    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

    Monti: “Non resterò dopo il 2013″

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    Mercoledì, Luglio 11th/  2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti   Monti : "Non resterò dopo il 2013" Le perle di saggezza del professore […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Basta! E’ Ora di svegliarsi – Stacchiamo insieme la spina a questa macchina infernale

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    Lunedì, Maggio 28th  / 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta –  Eurozona / Ficht / Investitori / MES / Italia / Spagna / Germania / Crisi / Bce / Banche / Debito / Caste partitiche / Bluff / Media / Beppe Grillo / Movimento 5 Stelle / Alternativa / Giulietto Chiesa / Studenti / Cittadini […]

    Italia – La sconfitta delle caste partitiche lecchine delle caste bancarie

    Italia – La sconfitta delle caste partitiche lecchine delle caste bancarie

    Mercoledì, Maggio 23th / 2012  – di Franco De Domenico – Europa / Italia / Beppe Grillo / Lega / Partiti / Astensione / Antipolitica / Carrozzoni che hanno tradito l'elettorato / Movimento 5 Stelle / Sconfitta delle caste partitiche / Partiti lecchini dei banchieri  / Italia, Paese più tartassato del mondo   In Italia […]

    Intervista a Giulietto Chiesa – The Show? Is Running Out!

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    Giovedì, Maggio 17th / 2012 – di Sergio Basile – Crisi europea / Crollo dei grandi partiti / Delusione dell'elettorato europeo / Democrazia / Rivoluzione elettorale / Nazismo Bianco / Italia / Francia / Spagna / Grecia / Portogallo / Fiscal compect / Crecita economica bloccata / Disillusione degli Europei / Coraggio degli Europei / Consapevolezza […]

    Lo chiameranno “Voto di protesta”

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      Lunedì, Maggio 7th / 2012 – di Franco De Domenico – Europa / Italia / Elezioni / Sindaci / Proiezioni / Orlando / Tosi / Lega / Pd / Pdl / Movimento 5 Stelle / Idv / Beppe Grillo   Lo chiameranno "Voto di protesta" Le elezioni fotografano un'Italia scontenta, e i media bacchettano Roma […]

    UE – La “sconfitta morale” del Mercato

    UE – La “sconfitta morale” del Mercato

    Giovedì,  Aprile 26th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / politica / Rigore / Fiscal Compact / Germania / Italia / Francia / Olanda / Danimarca / Papa Giovanni Paolo II / Bob Kennedy / Discorso sul Pil / Angela Merkel / francois Hollande / Nicolas Sarkozy / Mario Monti / Geert Widers /  Beppe […]

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

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    Domenica, Aprile 22th / 2012 – di Mirella Fuccella e Sergio Basile –  Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica […]

    Napolitano e Monti denunciati per attentato alla Costituzione

    Napolitano e Monti denunciati per attentato alla Costituzione

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Sovranità popolare / Sovranità monetaria / Sovranità fiscale / Denuncia alla Procura della Repubblica / Costituzione Italiana / Vertici dello stato denunciati / Giorgio Napolitano / Mario Monti / Parlamento / Governo Monti / Paola Musu / Procura di Cagliari […]

     

  • Europa in fermento: qualcosa finalmente si smuove

    Europa in fermento: qualcosa finalmente si smuove

    Giovedì,  Luglio 12th/ 2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile –

    Unione Europea / Germania / Finlandia / Olanda / Romania / Euro / Crisi economica / Esm / fiscal compact / Andreas Vosskule /  Jyrki Katainen / agenzie rating / Badescu / Usl / referendum popolare / malcontento / Fmi /

    Venti nuovi in Europa: qualcosa finalmente

    si smuove

    Germania: ricorsi contro l'Esm e il Fiscal Compact

    Finlandia e Olanda: secco no contro l'Europa

    In Romania, la rivoluzione politica.

    Piazze d’Europa in fermento contro l’Euro-Dittatura e l’Euro-Casta – Vergognosa censura e Campagna Disinformativa della maggior parte dei Media italiani

    Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Bucarest, Helsinky – Non sono momenti facili, quelli che si stanno consumando nelle ultime ore in Europa. A Berlino, il destino dell’Euro, sembra essere nelle mani del capo della Corte Costituzionale tedesca, il magistrato Andreas Vosskuhle, che potrebbe pronunciare la sentenza di condanna per la moneta unica europea. La corte, infatti, deciderà se gli impegni presi dal Governo tedesco con Bruxelles, possano sopravvivere ai sei ricorsi fatti contro l’Esm, il terribile e dittatoriale (cosiddetto) "Meccanismo di Stabilità Europeo" che avrà a disposizione un fondo permanente di 500 miliardi di euro, e contro il Fiscal Compact, il recessivo ed insensato patto di bilancio concordato a Marzo a Bruxelles. Secondo il capo della Corte costituzionale tedesca, c’è bisogno di un tempo ragionevole per valutare il peso di questioni molto importanti. A presentare i ricorsi, un gruppo di politici, economisti e cittadini attivisti, ( per la precisione 172) che lamentano il fatto che la politica di salvataggio dell’Eurozona sarebbe ormai una minaccia grave alla democrazia tedesca e al potere del Bundestang, il Parlamento. I contribuenti tedeschi, del resto, chiedono di fermare il provvedimento prima che la Germania si sporchi del debito pubblico degli altri paesi, sventrando lo stato e costringendo i cittadini con obblighi rovinosi, ed ancora peggiori di quelli che la Merkel ha propinato finora alle famiglie tedesche.

      Il Dittatoriale MES appeso a un filo in Germania    

    La Corte Costituzionale, deciderà prima sui ricorsi e poi emetterà una sentenza sulla costituzionalità del liberticisa MES entro i primi mesi del 2013. Nonostante i pareri discordanti di molti politici, i cittadini tedeschi, sono per la maggiore schierati dalla parte dei ricorsi. Si sa, tuttavia, che senza la Germania, in Europa, non si va da nessuna parte! Quindi, gli altri paesi europei, sono tutti in attesa e appesi a un filo, rispetto alle decisioni che verranno emanate!

      Un'ottima notizia malgrado la disinformazione dei Media   

    Nonostante ciò che potrete leggere sui giornali o ascoltare in Tv, questa,  è una buona notizia! Fermare il Meccanismo di Stabilità e il Fondo Salva Stati (EFSF), due provvedimenti atti all’unificazione centralistica e tecnocratica dell’Europa e alla formazione della “dittatura legale” (che ci stanno imponendo) è una mossa intelligente da parte del gruppo di economisti, politici e cittadini attivisti della Germania; anche se sicuramente, le motivazioni che li spingono, sono innanzitutto la salvaguardia dei propri interessi. Gli interessi di un Paese ricco come la Germania: capace di un tenore di vita che i cittadini tedeschi non vogliono perdere. I Tedeschi, d'altronde, non vorranno mica diventare una massa di schiavi come noi!

      Finlandia e Olanda pronte a Smontare l'Eurogabbia  

    Anche Finlandia e Olanda tornano all’attacco. “La situazione dell’Eurozona è pericolosa, molto pericolosa”; avverte il primo ministro finlandese Jyrki Katainen “non ci si fida più come prima”. Succede infatti che, persino loro, i proverbiali paesi “benestanti” dell’Eurozona, sono stati bacchettati dalle varie agenzie di rating, dal livello AAA a quello A. Perciò i paesi, sono decisi a non fidarsi più dell’euro e all’occorrenza, anche a uscire della moneta unica, se necessario. Ed a giudicare dalle proteste di piazza di Amsterdam ed Helsinky, i cittadini questa volta sembrano fare sul serio.

      Terremoto politico in Romania    

    A Bucarest, invece – da inizio 2012 – si susseguono veri e propri terremoti politici. Il 29 Luglio la Romania, sarà chiamata al referendum per votare sull'ipotesi di destituzione del Presidente Basescu, sospeso per votazione del Parlamento. Ma facciamo un passo indietro. Il 3 Luglio il Parlamento, o per meglio dire l’opposizione dell’Usl, si è liberata in un sol colpo di tutti gli uomini del presidente, giudicati personaggi scomodi. Sono stati sollevati uno dopo l’altro da due delle più alte cariche dello Stato: quella del presidente del senato (con il "liberale" Antoneschu che ha preso il posto di Vasile Blaga) e quella del presidente della Camera (con Roberta Anastase sostituita da Valeriu Zgonea). Il tutto dopo che le elezioni amministrative avevano marcato la netta vittoria dell’Usl, la coalizione di centro sinistra: partito intenzionato, a quanto pare, a rispettare le ingerenze della Troika e di Banca Mondiale, per il "bene del Paese".  frase già sentita di recente a Roma ed Atene, dopo le misure lacrime e sangue intraprese all'indomani dei "golpe tecnici" da Mario Monti e Lucas Papademos . L’Usl, ha fatto totalmente piazza pulita anche dell’avvocato del popolo, decidendo di subordinare al controllo del governo il “Monitur Official”, una sorta di Gazzetta Ufficiale. Cercando inoltre di modificare con urgenza anche la stessa legge sul referendum, proponendo la possibilità di convalidarlo  a quorum del 50 % + 1 dei votanti, contro il precedente 50 % + 1 degli aventi il diritto raggiunto. 

      Nei palazzi di Bruxelles Tremano i Tecnocrati   

    Davanti a questa situazione, non sono mancate le proteste dell’Unione europea, che già aveva manifestato il suo dissenso sulle vicissitudini politiche della scorsa settimana. Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schultz, ha definito l’Europa troppo silenziosa nei confronti della sospensione del Presidente Basescu. Anche Vivian Reding, Commissario europeo alla Giustizia, nelle ultime ore ha espresso il proprio allarmante parere, vedendo  in questa situazione un grosso pericolo per la stabilità della Romania, che – a suo dire – "deve essere difesa dall’Esecutivo Ue, il quale ha il dovere di monitorare gli sviluppi della vicenda". Il premier Ponta è stato convocato oggi a Bruxelles, da Barroso, per una relazione sulla situazione del suo Paese. Ma evidentemente la voglia di Democrazia vera e di riscatto del popolo contro questo euro-baraccone è tanta, troppa. Cosa potrà fare il piccolo tecnocrate Barroso contro la sete di Giustizia e Democrazia dei popoli? Pensiamo davvero nulla!

      Bucarest: la protesta del popolo contro l'Euro-gabbia  

    Nel frattempo in Romania, da giorni ormai, le tensioni sociali la stanno facendo da padrone. Diverse, nelle ultime ore, le veementi proteste nelle strade e nelle piazze di Bucarest contro l'austerity avallata dal governo: si pensa che sia questo infondo il vero motivo dello scontro tra Basescu e Ponta. Il malcontento è nato a seguito delle imposizione delle solite "cure inique" dell’Fmi: misure simili a quele adottate per la sventurata Grecia: troppo austere per il popolo, che ha dato il la all’avanzata dell’ opposizione politica. Non è mai troppo tardi! Intanto, Si è tutti in attesa  del 29 Luglio, quando Basescu sarà “guidicato” dal referendum popolare, mentre – intanto – la fiducia nell’Europa ha fatto registrae cali importanti, imbarazzanti. Insomma, qualcosa si smuove. Il sogno europeo dell'accentramento si sta sciogliendo come neve al sole: il sole della democrazia e della giustizia!

      Eurogabbia in frantumi!  

    Molti cittadini, iniziano a sentire il peso insopportabile dei provvedimenti ruba soldi dell’Europa, e sono decisi a fare qualcosa, e non starsene a guardare come spettatori passivi. Il brutto è che, inevitabilmente, possono far sentire la propria voce soltanto “sbattendo i piedi”. La democrazia europea, l’abbiamo dimostrato tante volte, è soltanto uno specchietto per le allodole. Nessuno di noi ha voce in capitolo, circa i provvedimenti che, tutti i giorni vengono presi. Ma fortunatamente, la voglia di riprendersi quello che è proprio non è svanita del tutto. E la Germania, la Finlandia, l’Olanda e la Romania, ma anche la Spagna, la Grecia e la Germania (intesa come popolo tedesco) ne sono in queste ore l’esempio più lampante. Ma qualcosa si smuove ormai anche a Roma.

      La Storia siamo Noi   

    Tra le centinaia di manifestazioni di protesta susseguitesi fin dalle scorse settimane, e con maggior intensità nelle ultime ore, una in particolare ci ha commosso di più: quella delle chitarre innalzate al cielo di Amsterdam, quasi a voler simboleggiare che nella musica ci sono le idee, le idee sono libere e non possono essere imprigionate da nessuna euro-gabbia, da nessuna dittatura finanziaria e (per quanto forte ed organizzata) da nessuna forza imperialistica e protesa a schiavizzare le masse e ad asservire le coscienze umane alle malsane logiche dei mercati e del danaro. Chi può mettersi contro le idee? Chi oserà scagliarsi ancora contro la dignità umana e la stessa umanità dei popoli? E allora nelle immagini di Amsterdam, come in quelle catturate nelle piazze di Atene, Helsinky, Madrid, Bucarest, Berlino ed in tutti quei luoghi dove il grido delle giustizia e della fraternità (non evidentemente quella falsa e pilotata dalle forze giacobine e dal massone Napoleone durante la Rivoluzione Francese di fine Settecento) si sta levando unanime alto e pacifico nel cielo, diventa difficile trattenere le lacrime e non assaporare un dolce profumo di speranza. Respirare a pieni polmoni un'aria nuova e ritemprante: l'aria della Democrazia vera. Un qualcosa di estremamente nuovo e rivoluzionario per l'Europa. A memoria d'uomo non si era mai visto qualcosa del genere, e non solo in Europa, ma nel mondo intero. Mai almeno da quel lontano 28 agosto 1963, passato alla storia per quel fiume umano di 300 mila persone, ed oltre, che sulle note della musica di Joan Baez, travolse lento ed imponente Washington in nome dei diritti civili e facendo da cornice ideale alla voce fiera, sicura e penetrante di Martin Luther King. Allora l’inno generazionale era “We Shall Overcome”.

      Le Note del Cambiamento   

    Sulle stesse frequenze – per tornare ai giorni nostri – abbiamo registrato ed impresso nel cuore le gesta dei coraggiosi giovani newyorkesi e non solo (accorsi da tutti gli Stati Uniti e da tutti i continenti) in occasione della storica "Occupy Wall Street". Ora, malgrado il tentativo di giornali e tv di coprire la verità, mascherare e censurare eventi che stanno facendo la storia dell'Europa di oggi (malgrado qualcuno fra noi forse non se ne sia neppure accorto, stordito dal vuoto frastuono di altri tipi di suoni ed immagini e dall'euforia dell'Estate) il movimento di protesta invaderà ben presto – e potente – anche la Città Eterna. L'unico neo – contrariamente agli anni Sessanta – è la completa assenza di una "colonna sonora" alla Joan Baez (per intenderci), capace di risuonare forte in tutto il "Giardino d'Europa" e capace di riempire i cieli d'Italia, da Palermo a Milano,. Riempire il cielo e le coscienze di quest'aria di rinnovamento.  La musica d'altra parte – secondo la stessa Joan Baez (che nei giorni scorsi si è esibita a Milano) "ha  sempre giocato un ruolo molto importante nei Paesi che poi hanno messo in atto il cambiamento". Non ci resta che trovare al più presto le note giuste ed iniziare a suonare!

    Silvia Laporta,  Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Martedì, Febbraio 7th / 2012 Crisi Ue / Romania / Boc / Ungureanu / Fmi / Troika / Dimissioni / Governo tecnico Romania, la Troika travolge il Governo Pronto il “premier tecnico” Ungureanu Bucarest – Nelle scorse ore, dopo i leader di Irlanda, Portogallo, Spagna, Slovacchia, Slovenia, Grecia e Italia, anche il capo del Governo […]

     

  • 2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

    Mercoledì, Luglio 4th / 2012

    – di Mario Luongo e Sergio Basile –

    Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese / Pia Kjærsgaard  

    Liberismo, Consorterie e Politica: tre fili 

    troppo ingarbugliati

    Avanzano le destre populiste; in crisi d'identità

    le sinistre moderate che si votano al liberismo.

    Intanto i sindacati dormono e le consorterie

    tramano

    Chi esercita la Democrazia oggi?

    Bilderberg Club – I Fedelissimi

    Bruxelles, Roma, Atene, Berlino – Prendete un cittadino tedesco e uno greco. Teoricamente sono entrambi cittadini dell’Unione europea, godono di diritti pressoché uguali, utilizzano la stessa moneta e fanno capo ad un complesso sistema di politiche, normative e regolamenti. Fin qui sembra la piena realizzazione del motto stesso dell’Unione europea “Unita nella diversità”, in linea teorica, molto, molto teorica. Basta osservare più attentamente (ma neanche troppo) le dinamiche politiche ed economiche che coinvolgono gli stati dell’Unione, sia nella loro sovranità interna che in qualità di membri, che questo ritratto sembra venire meno. Basta porre l’attenzione su quanto economia e politica siano legate indissolubilmente da un duplice filo, oggi aggrovigliato in maniera devastante ed in forma evidentissima – malgrado i media cerchino ogni giorno di confonderci le idee – anche ai tentacolari fili delle consorterie occulte e dell'iper-liberismo che di esse è figlio: fili spesso identici e perfettamente sovrapponibili. Pertanto dovremmo interrogarci quotidianamente su quanto questo groviglio informe di fili regga i nodi della democrazia stessa o di quel che ne sia rimasto. E farlo soprattutto al momento dell'ingresso nelle cabine elettorali!

      Bilderberg Club – Il decadente passepartout per il Potere 

    Per un corretto funzionamento della vita politica di uno stato sarebbe ovviamente opportuna, se non basilare, una separazione tra il “potere economico” e quello politico: presupposto ovviamente solo teorico. Ma la situazione si complica quanto i parlamenti diventano meri teatri di decisioni prese in logge, consigli di amministrazione di multinazionali o altri gruppi di potere occulti. Pensiamo ora, per un momento, ad un’entità sovranazionale come l’Unione europea in cui, soprattutto negli ultimi anni, i confini tra lobbismo, consorterie, decisioni economiche e ripercussioni sulla politica si fanno sempre più labili, con catastrofi evidenti – ad esempio – negli stati più esposti e messi a rischio dal rating e dal mercatismo connivente. Pensiamo per un momento ad un personaggio come Mario Monti, già Commissario europeo, banchiere e pluriconsulente finanziario per lobby e banche d'affari (vedi Goldman Sachs) ora "premiato" ed elevato – per grazia di non si sà qual dio minore – a premier italiano, appartenente a decine di club occulti o semi-tali, a pseudo-logge come la Commissione Trilaterale e assiduo frequentatore del segretissimo Bilderberg Club da almeno trent'anni a questa parte. Quasi stesso iter – con qualche paio di assenze in più – per l'amico Mario Draghi, ora a capo della Bce. (Vedi elenco completo di tutti gli incontri nell'appendice in basso). Ma com'è possibile? E soprattutto come gli Italiani non si rendano ancora conto di quel che sta accadendo sotto al nostro naso? Quando si dice i prosciutti sugli occhi!

      La catastrofe Liberista  

    In nome del liberismo economico le realtà più forti e quelle emergenti fanno incursione in un’Europa aperta (cui porta è stata lasciata – in tal senso – spalancata proprio dalle istituzioni comunitarie: la Commissione Ue fra tutte) nella quale assorbire conoscenza, sfruttare infrastrutture, utilizzare manodopera locale, per poi non produrre ricchezza a vantaggio dei cittadini (cioè ricchezza che possa “rimanere nel territorio”), ma lasciando abbandonate a sé stesse quelle zone che restano inutilizzate e quei lavoratori che diventano disoccupati e di lì a poco disperati e in preda ai morsi della fame. Questo per spostarsi continuamente in altre zone di produzione in cui il lavoro costa meno, sempre in nome del libero mercato, creando così un circolo vizioso  di cui si conosce l’inizio, ma non si vede ancora la fine. Ma ciò non sembra importare né ai nostri ciechi media, né tantomeno ai politici, che in questo marciume ci sguazzano (Vedi caso Tav e appalti delle coop rosse: tanto per fare un esempio).

      I Grandi Suggeritori  e i loro Piani  

    Per non parlare di altri obiettivi a lungo termine – noti soprattutto agli studiosi di settore ed agli esperti di geopolitica – perseguiti (più o meno tacitamente) da istituzioni sovranazionali quanto da consorterie élitarie, segrete ed a carattere mondialista come il Bilderberg. Obiettivi che a ben vedere nulla hanno di democratico. Ve ne facciamo alcuni esempi: 1) Creazione di un’identità internazionale per stabilire valori universali obbedienti ad un unico governo continentale e mondiale (che fa eco con lo sfacelo della reale distruzione delle identità nazionali, e delle sovranità statali – monetarie, finanziarie, economiche, ecc.. – alle quali assistiamo curiosamente e fin troppo allegramente proprio oggi nell'Eurozona e in Italia, ed in maniera accelerata dall'igresso al potere del "carissimo" professor Monti); 2) Controllo centralizzato della popolazione (che fa rima forse con fiscal compact, MES, Unione Bancaria e Stati uniti d'Europa);  3) Società a crescita zero (basta vedere la situazione dell'Italia: secondo paese al mondo, dopo il Giappone, per indice di denatalità e assenza completa di politiche per la famiglia); 4) Stato di disequilibrio perpetuo (basta vedere la "Riforma del lavoro" di Monti-Fornero, passata con la benedizione di Alfano, Berlusconi, Casini e Bersani, ed il numero di disoccupati, esodati, pensionati alla canna del gas, morti suicidi e disperati); 5) Controllo centralizzato dell’educazione (basta vedere la situazione delle scuole in italia, e la massiccia propaganda deiprogetti comunitari per istruzione e formazione: nei quali non compaiono assolutamente richiami a valori cristiani o all'eredità della cultura latina e greca); 6) Controllo centralizzato di tutte le politiche nazionali ed internazionali (Basta vedere i risultati spesso e volentieri disarmanti dei vari G20 o gli inciusi internazionali come il trattato ACTA, che stamane sarà votato presso l'europarlamento: proteso a creare una vera e propria dittatura commerciale e web); 7) Concessione di un maggior potere alle Nazioni Unite; 8 ) Nascita di un blocco commerciale occidentale; 9) Espansione della NATO (pochi sanno, ad esempio,  che la Nato per convenzione e per ratifica dei trattati ue da parte del Parlamento Italiano, ha creato un corpo militare speciale Ue che potrà essere posto al servizio anche della NATO, e agirà indisturbato e con pieni poteri intutti gli stati menbri dell'Ue: i cosiddetti Eurogendfor); 10) Un sistema giuridico unico (anche qui il caso dell'ACTA può essere usato ad esempio); 11) La creazione di uno stato di benessere socialista ( cioè tutta la plebe ha in concessione una porzione razionalizzata di benessere per statuto, attraverso forme di tassazione aspre ed inque: vedi Mario Monti, vedi l'Italia: "e poi muori"! )

      La svendita dei Diritti Sociali  

    In questo sistema, dunque, i diritti sociali non rappresentano una grave lacuna, un grosso vuoto, ma sono totalmente scomparsi. Sono totalmente evanescenti. E lo si percepisce chiaramente anche – ad esempio – dall’altissimo grado di disinformazione e dalla censura che subiamo quotidianamente dai TG di bandiera (anche RAI e SKY, e malgrado il canone e l’abbonamento di pay-tv che paghiamo) nonché dai grandi giornali.

      L’avanzata dell’estrema destra  

    a livello politico, in un contesto così descritto – d'altra parte – registriamo l’avanzata progressiva dei partiti di estrema destra. Fattore che trova una sua spiegazione in relazione ad una stato sociale (smantellato ad hoc proprio con il contributo dell’Ue e dei vari Mario Monti della situazione)  assente e immobile (perché reso tale dall’austerity e dagli ingiustificati e iniqui tagli) alle “condizioni” dei propri cittadini, vittime involontarie di un liberismo  economico sfrenato che dà i suoi frutti esclusivamente ai suoi subdoli e disumani discepoli ed ai loro (più o meno occulti)  grandi suggeritori.

      La metamorfosi liberista di Bersani e del Pd  

    D’altra parte quasi inesistenti sono le voci in campo e le reazioni da parte delle sinistre europee moderate (spesso asservite allo stesso liberismo – vedi Pd made in Bersani) e dei sindacati, questi ultimi incomprensibilmente lontani dall’attuare un’unificazione negli intenti, nelle azioni, nelle proposte, negli interessi dei lavoratori, e in un mondo del lavoro mai come oggi caotico ed ostile. La CES, (confederazione europea sindacati) unica organizzazione sindacale europea e  principale interlocutore delle istituzioni UE in materia di rappresentanza dei lavoratori – ad esempio – è risultata quasi afona in questi anni nei confronti di tali questioni, prestandosi in maniera sconcertante quanto grave al gioco dei poteri forti e delle multinazionali. 

      Confusioni – Destre populiste e Sinistre liberiste  

    Dal 2009, anno delle europee (ma anche in quasi tutte le consultazioni successive) le destre populiste e conservatrici hanno superato il 10% in diversi paesi tra cui Italia, Austria, Olanda, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Francia e Belgio, con intensità e dinamiche diverse per ogni Stato e riguardanti la propria specificità sociale, ma tutte accomunate comunque da fattori simili. Uno di questi è sicuramente l’attenzione “nuova” propagandata da questi schieramenti per politiche tipicamente “di sinistra” come la difesa dello stato sociale, l’attenzione alle categorie più deboli come gli anziani, i disoccupati e ultimamente anche i giovani.  Il lato negativo è che quasi  sempre ciò si è tradotto (vedi il caso Berlusconi in Italia) in un mero esercizio arbitrario e distorto del potere e “delle libertà” (libertinaggio) a discapito della giustizia e della libertà vera.

      Destra e Sinistra – Due concetti oggi distrutti dal liberismo?  

    Ciò ci porta a concludere che non esistono più le identità politiche e le lotte di partito, ma esiste solo il partito del potere! Non esistono per volontà della stessa casta parlamentare vendutasi all’iper-liberalismo ed al dio denaro, a discapito della centralità dell’uomo e delle sua dignità. E’ ormai una guerra tra classi: i “plebei” e la “classe media” da una parte (presto tutti ridotti ad una massa informe di poveri e schiavi) e la casta dei padroni che ingenera crisi, e poi ci propone una soluzione vicina sempre ai loro interessi. Il tutto condito da una robusta dose di disinformazione e di bugie dei media che continuano a “rincoglionire” i cittadini, creando uno stato di ignoranza diffusa. E’ il tempo, dunque, dell’antipolitica, cioè di scendere in piazza a nome dei diritti e contro chi vuol far finta di cambiatre tutto per non cambiare nulla! “Prendete un cittadino tedesco ed uno greco”, sembra l’inizio di una barzelletta sugli stereotipi delle nazioni. Purtroppo, abbiamo visto che non è così.

    Mario Luongo, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

    Punti fondamentali che contraddistinguono gli obiettivi
    a lungo termine del Bilderberg Club 
     
     1.     Un’identità internazionale: distruggere l’identità nazionale, cioè depauperare la sovranità degli Stati (come sta  
             accadendo sotto i nostri occhi, ndr), per stabilire valori universali obbedienti ad un unico governo mondiale.
    2.      Un controllo centralizzato della popolazione
     3.      Una società a crescita zero
     4.      Uno stato di disequilibrio perpetuo
     5.      Un controllo centralizzato dell’educazione
     6.      Un controllo centralizzato di tutte le politiche nazionali ed internazionali
     7.      La concessione di un maggior potere alle Nazioni Unite
     8.      Un blocco commerciale occidentale
     9.      L’espansione della NATO
     10.  Un sistema giuridico unico
     11.  Uno stato di benessere socialista
     
    Italiani partecipanti alle diverse riunioni del Bilderberg Club, 
    dal 1954 al 2011.
     
    1954 Oosterbeek, Olanda 
    Alcide De Gasperi
    Raffaele Cafiero (senatore)
    Giovanni Malagodi (parlamentare)
    Alberto Pirelli (Amm. delegato Pirelli)
    Pietro Quaroni (Ambasciatore italiano in Francia)
    Paolo Rossi (parlamentare)
    Vittorio Valletta (Presidente Fiat)
     
    1955  Francia e  Germania Ovest – irreperibile
    1956 Fredensborg, Danimarca – irreperibile
    1957 St Simons Island, Georgia, USA
    Amintore Fanfani (Ministro Esteri)
    Longo Imbriani (BNL)
    Giovanni Malagodi (Presidente Senato)
     
    1958 – Palace Hotel, Buxton, Inghilterra
    Giovanni Agnelli
    Guido Carli (Direttore Banca d’Italia)
    Giovanni Malagodi (presidente del Senato)
    Alberto Pirelli (Presidente Gruppo Pirelli)
    Pietro Quaroni (Presidente RAI)
     
    1963 – Cannes, Francia 
    Alighiero De Micheli (Presidente Confindustria)
    Aurelio Peccei (Direttore Generale Italconsult)
    Mario Pedini (parlamentare)
    Alberto Pirelli (Presidente Gruppo Pirelli)
    Pietro Quaroni (Ambasciatore in Gran Bretagna)
    Vittorino Chiusano (nobile,  membro Cda Juventus)
     
     1964 – Williamsburg, Virginia, USA
     Giovanni Agnelli
    Ugo La Malfa (parlamentare)
    Ettore Lolli (Manager BNL)
    Franco Malfatti (Sottosegretario Ministro Industria e Commercio)
    Aurelio Peccei (Direttore Generale Italconsult)
    Giovanni Scaglia (parlamentare Democrazioa Cristiana)
    Paolo Vittorelli (senatore)
    Vittorino Chiusano (nobile, vedi 1963)
     
    1965 – Villa D’Este, Lago di Como
     Giovanni Agnelli (FIAT)
    Manlio Brosio (Segretario Generale NATO)
    Guido Carli (Direttore Banca d’Italia)
    Eugenio Cefis (parlamentare)
    Ugo La Malfa (parlamentare)
    Giovanni Malagodi (parlamentare)
    Mario Pedini (parlamentare e membro P2)
    Giuseppe Petrilli (Presidente IRI)
    Leopoldo Pirelli (Gruppo Pirelli)
    Mariano Rumor (parlamentare)
    Paolo Vittorelli (senatore)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Vittorino Chiusano (nobile, vedi 1963)
     
    1966 – Wiessbaden, Germania
    Giovanni Agnelli
    Piero Bassetti (politico e imprenditore azienda Bassetti)
    Manlio Brosio (Segretario Generale NATO)
    Franco Malfatti (parlamentare e giornalista)
    Mario Pedini (parlamentare e membro P2)
    Vittorino Chiusano (nobile, vedi 1963)
     
     1967 – Cambridge, Inghilterra
     Giovanni Agnelli
    Manlio Brosio (NATO)
    Principe Guido Colonna di Paliano (commissario europeo, diplomatico NATO)
    Mario Aggradi Ferrari (parlamentare, ministro, membro DC)
    Aurelio Peccei (manager FIAT e OLIVETTI, membro fondatore del Club di Roma)
    Leopoldo Pirelli (Gruppo Pirelli)
    Paolo Vittorelli (senatore)
    Vittorino Chiusano (nobile, vedi 1963)
     
    1968 – Mont Tremblant, Canada
     Giovanni Agnelli
    Roberto Olivetti (Gruppo Olivetti)
    Aurelio Peccei (manager FIAT, Olivetti, Club di Roma)
    Leopoldo Pirelli (Gruppo Pirelli)
    Alberto Ronchey (ministro, scrittore e giornalista Corriere della Sera)
    Altiero Spinelli (Club del Coccodrillo, commissario europeo, scrittore e politico)
    Ugo Stille (giornalista Corriere della Sera)
     
    1969 – Marienlyst, Danimarca
    Giovanni Agnelli
    Antonio Cariglia (senatore)
    Fabio Luca Cavazza (editore, scrittore, giornalista)
    Piero Ottone (giornalista Corriere della Sera)
    Lorenzo Vallarino Gancia (imprenditore Gruppo Asti-Gancia)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
     
    1970 – Bad Ragaz, Svizzera
    Giovanni Agnelli
    Renato Altissimo (parlamentare)
    Gilberto Bernardini (fisco e docente fisica nucleare Università di Bologna)
    Arrigo Levi (giornalista Corriere Della Sera, RAI)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
     
    1971 – Woodstock, Vermont, USA
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Emanuele Gazzo (giornalista, fondatore Agenzia Europa)
    Giuseppe Glisenti (Direttore Rai, cofondatore Democrazia Cristiana)
    Gian Giacomo Migone (docente universitario, NATO, ONU)
    Piero Ottone (giornalista Corriere della Sera)
    Gianfranco Piazzesi (giornalista Corriere della Sera)
     
    1972 – Knokke, Belgio
    Giovanni Agnelli
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Umberto Colombo (scienziato italiano)
    Principe Guido Colonna di Paliano (commissario europeo, diplomatico, NATO)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Arrigo Levi (giornalista Corriere della Sera, RAI)
     
    1973 – Saltsjöbaden, Svezia
    Giovanni Agnelli
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Raffaele Girotti (manager Montedison, ENI, senatore Democrazia Cristiana)
    Siro Lombardini (economista)
    Cesare Merlini (Presidente Istituto Affari Internazionali)
    Ugo Stille (giornalista Corriere della Sera)
     
    1974 – Hotel Mont D’Arbois, Megévè, Francia
    Giovanni Agnelli
    Enzo Bettiza (senatore, giornalista Corriere della Sera, cofondatore de Il Giornale)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Principe Guido Colonna di Paliano (commissario europeo, diplomatico, NATO)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Giorgio La Malfa (parlamentare)
    Arrigo Levi (giornalista Corriere della Sera, RAI)
    Franco Maria Malfatti (senatore)
    Alberto Rochey (giornalista Corriere Della Sera, scrittore)
     
    1975 – Golden Dolphin Hotel, Cesme, Turchia
    Giovanni Agnelli
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Guido Carli (politico e Presidente Confindustria)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Francesco Forte (docente universitario, parlamentare)
    Giorgio La Malfa (parlamentare)
    Arrigo Levi (giornalista Corriere Della Sera, RAI)
     
    1977 – Torquay, Inghilterra
    Giovanni Agnelli
    Tina Anselmi (politica, partigiana e Presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Guido Carli (politico, Presidente Confindustria)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Marcella Glisenti (scrittrice)
    Carlo Sartori (pittore)
    Francesco Cossiga
     
    1978 – Princeton, New Jersey, USA
     Giovanni Agnelli
    Nino Andreatta
    Gian Gasperi Cesi Cittadini
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Piero Ottone (giornalista Corriere Della Sera)
    Paolo Savona (economista, docente universitario)
    Stefano Silvestri (sottosegretario Affari Europei, consulente Difesa)
     
    1979 – Baden, Austria
    Giovanni Agnelli
    Vittorio Barattieri (Direttore generale Ministero Industria)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini
    Stefano Silvestri (sottosegretario Affari Europei, consulente della Difesa)
    Nicola Tufarelli (FIAT)
     
    1980 – Aachen, Germania
     Luigi Barzini (scrittore)
    Giorgio Benvenuto (sindacalista, segretario generale UIL)
    Marchese Gian Gasperi Cesi Cittadini
    Luigi Ferri (giurista)
    Romano Prodi
    Stefano Silvestri (sottosegretario Affari Europei, consulente della Difesa)
    Barbara Spinelli (giornalista, cofondatrice Repubblica)
     
    1981 – Burgenstock, Svizzera
     Giovanni Agnelli
    Romano Prodi
    Stefano Silvestri
     
    1982 – Sandefjord, Norvegia
    Piero Ostellino (giornalista Corriere della Sera)
    Romano Prodi
    Virginio Rognoni (Ministro Affari Interni)
    Stefano Silvestri
     
    1983 – Montebello, Quebec, Canada
    Umberto Agnelli
    Piero Bassetti (Bassetti Spa)
    Mario Monti
    Paolo Zannoni
     
    1984 – Saltsjobaden, Svezia 
    Giovanni Agnelli
    Mario Monti
     
    1985 – Rye Brook, New York, USA
    Giovanni Agnelli
    Umberto Cappuzzo (Generale Esercito Italiano)
    Mario Monti
    Guido Rossi (giurista e avvocato)
    Giovanni Sartori (Docente Columbia University)
    Paolo Zannoni (FIAT)
     
    1986 – Gleneages, Scozia, Regno Unito 
    Giovanni Agnelli
    Antonio Maccanico (politico, segretario generale Ufficio Presidenza Repubblica Italiana)
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa (Direttore Banca d’Italia)
    Renato Ruggiero (Segretario Ministero Affari Esteri)
    Gaetano Scardocchia (editore, La Stampa)
    Luigi Spaventa (docente economia Università La Sapienza)
    Paolo Zannoni (FIAT)
    Alfredo Ambrosetti (Presidente Studio Ambrosetti)
     
    1987 – Villa D’Este, Cernobbio, Lago di Como, Italia 
    Giovanni Agnelli
    Luigi Caligaris (senatore)
    Guido Carli (senatore)
    Carlo Azelio Ciampi
    Francesco Cingano (Direttore Banca Commerciale Italiana)
    Raul Gardini (Direttore generale Ferruzzi Spa)
    Mario Monti
    Romano Prodi
    Franco Reviglio (Direttore ENI)
    Cesare Romiti (FIAT)
    Renato Ruggiero (Segretario Ministero Affari Esteri)
    Gaetano Scardocchia (editore, La Stampa)
    Paolo Zannoni (FIAT USA)
    Alfredo Ambrosetti
    Alessandro Vanzetto (FIAT)
     
    1988 – Telfs-Buchen, Austria
    Giovanni Agnelli
    Giorgio La Malfa
    Mario Monti
    Ugo Stille (Capo Editore Corriere della Sera)
    Paolo Zannoni
     
    1989 – La Toja, Spagna 
    Giovanni Agnelli
    Enrico Braggiotti (Banca Commerciale Italiana)
    Raul Gardini (Ferruzzi Spa)
    Mario Monti
    Filippo Maria Pandolfi (politico Democrazia Cristiana, vice presidente Commissione Comunità Europea)
    Paolo Zannoni
     
    1990 – Glen Cove, New York, USA 
    Giovanni Agnelli
    Enrico Braggiotti (Banca Commerciale Italiana)
    Raul Gardini (Ferruzzi Spa)
    Mario Monti
    Romano Prodi
    Renato Ruggiero (Ministro Commercio Estero)
    Paolo Zannoni
     
    1991 – Baden Baden, Germania 
    Giovanni Agnelli
    Giampiero Cantoni (Direttore Banca Nazionale del Lavoro)
    Gianni De Michelis (Ministro Affari Esteri)
    Mario Monti
    Renato Ruggiero (politico e diplomatico)
     
    1992 – Evian-les-Bains, Francia
    Giovanni Agnelli
    Mario Monti
    Sergio Romano (La Stampa)
    Renato Ruggiero
    Paolo Zannoni
     
    1993 – Atene, Grecia
    Giovanni Agnelli
    Mario Monti
    Renato Ruggiero
    Barbara Spinelli
    Marco Tronchetti Provera (Pirelli Spa)
     
    1994 – Helsinki, Finlandia
    Giovanni Agnelli
    Umberto Agnelli
    Alfredo Ambrosetti (Gruppo Ambrosetti)
    Franco Bernabè (Telecom, ENI, banchiere e vicepresidente Rothschild Europa)
    Innocenzo Cipolletta (Direttore Confindustria)
    Mario Draghi
    Mario Monti
    Renato Ruggiero
     
    1995 – Zurigo, Svizzera
    Giovanni Agnelli
    Umberto Agnelli
    Mario Draghi
    Renato Ruggiero
     
    1996 – Toronto, Canada 
    Giovanni Agnelli
    Franco Bernabè
    Mario Monti
    Valter Veltroni
     
    1997 – Lake Lanier, Georgia, USA 
    Giovanni Agnelli
    Umberto Agnelli
    Carlo Rossella (La Stampa)
    Stefano Silvestri
     
    1998 – Turnberry, Ayrshire, Scozia 
    Giovanni Agnell
    Franco Bernabè
    Luigi Cavalchini
    Rainer Masera (Direttore Gruppo SanPaolo IMI)
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Domenico Siniscalco
    Enrico Mattei
     
    1999 – Sintra, Portogallo
    Agnelli Umberto
    Franco Bernabè
    Francesco Giavazzi (Università Bocconi)
    Paolo Fresco (FIAT)
    Alessandro Profumo (Unicredit)
     
    2000 – Genval, Bruxelles, Belgio
    Giovanni Agnelli
    Umberto Agnelli
    Alfredo Ambrosetti
    Franco Bernabè
    Paolo Fresco
    Gianni Riotta (La Stampa)
    Renato Ruggiero (Schroder Salomon Smith Barney Italia)
    Giulio Tremonti
     
    2001 – Stenungsund, Svezia
    Franco Bernabè
    Mario Draghi
    Gian Maria Gros-Pietro (FIAT, Atlantia, Seat, Edison)
    Mario Monti
    Gianni Riotta
     
    2002 – Chantilly (Virginia), USA
    Mario Draghi
    Mario Monti
     
    2003 – Versailles, Parigi, Francia
    Alfredo Ambrosetti
    Rodolfo De Bendetti (CIR)
    Franco Bernabè
    Mario Draghi
    Mario Monti
    Marco Panara (La Republica)
    Corrado Passera (Banca Intesa BCI)
    Roberto Poli (ENI)
    Paolo Scaroni (Enel)
     
    2004 – Stresa, Italia
    Alfredo Ambrosetti
    Rodolfo De Benedetti
    Franco Bernabè
    Ferruccio De Bortoli (RCS Libri)
    Lucio Caracciolo (Direttore rivista italiana di geopolitica Limes)
    Mario Draghi
    Gabriele Galateri (Mediobanca)
    Francesco Giavazzi (docente Bocconi)
    Cesare Merlini
    Mario Monti
    Corrado Passera (Banca Intesa Spa)
    Gianni Riotta (Corriere della Sera)
    Paolo Scaroni (Enel)
    Domenico Siniscalo
    Giulio Tremonti
    Marco Tronchetti Provera
    Ignazio Visco (Banca d’Italia)
     
    2005 – Rottach-Egern, Germania
    Franco Bernabè
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Paolo Scaroni
    Domenico Siniscalo
     
    2006 – Ottawa, Canada
    Franco Barnabè
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Paolo Scaroni
    Giulio Tremonti
     
    2007 – Istanbul, Turchia
    Franco Bernabè
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Paolo Scaroni Paolo
    Domenico Siniscalco
    Giulio Tremonti
     
    2008 Chantilly, Virginia, USA
    Franco Bernabè
    Mario Draghi
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
     
    2009 – Atene, Grecia
    Franco Bernabè
    Mario Draghi
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa, Minister of Finance, President “Notre Europe”
    Romano Prodi
    Domenico Siniscalco
     
    2010 –  Sitges, Spagna
    Franco Bernabè Franco, CEO, Telecom Italia s.p.a
    Fulvio Conti Fulvio (ENI)
    John Elkann John
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Gianfelice Rocca (Gruppo Techint, Confindustria)
    Paolo Scaroni
     
    2011 – Sant Moritz, Svizzera 
    Franco Bernabè
    John Elkann
    Mario Monti
    Paolo Scaroni
    Giulio Tremonti Giulio
     
    2012 – Località non ancora pervenuta
    [fonte: Bilderberg Meeting Report]
  • Erasmus: un “lusso” – Giovani Annegano nella Disoccupazione

    Erasmus: un “lusso” – Giovani Annegano nella Disoccupazione

    Martedì, Luglio 3rd / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea/ Commissione Europea / Europa / Italia / Grecia / Germania / Spagna / Francia / Regno Unito / Università / Erasmus / Studenti / Integrazione / Cultura / Istruzione / Società / Giovani / Disoccupazione / Lavoro / Crisi / Politica / Futuro 

    Erasmus: un’esperienza di “lusso” 

    Pochi i finanziamenti europei per gli studenti

    e disoccupazione giovanile dilagante

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Strasburgo –   Il sogno dell’integrazione europea passa anche attraverso il progetto Erasmus: istituito nel 1987, aveva richiamato oltre i confini nazionali ben 3.224 studenti universitari europei che, fino al 2010, si sono moltiplicati esponenzialmente, raggiungendo il numero di 213.266 giovani, i quali hanno realizzato il proprio desiderio di studiare all’estero. Questi dati vengono forniti dall’ultimo documento redatto dalla Commissione europea, in cui viene specificato che i paesi coinvolti in questo progetto di respiro internazionale sono 33.

      Le mete preferite  

    Le mete preferite dagli studenti europei sono, prima tra tutte, la Spagna, seguita a ruota dalla Francia, dalla Germania e dal Regno Unito. Anche l’Italia dà buoni segnali di integrazione europea culturale ed universitaria, sia come paese ospitante sia per i propri studenti che scelgono destinazioni europee per arricchire il proprio bagaglio di esperienze. Ma, se in passato, con l’Erasmus si disegnava il progetto di unire l’Europa e di abbattere i confini geografici e culturali tipici delle singole Nazioni nel tentativo di formare i giovani in modo “europeo”, l’oggi presenta agli studenti un conto diverso ed il futuro appare ancora più incerto.

      Fumo negli occhi – Un lusso per élite   

    Se la percentuale degli erasmiani aumenta, ogni anno, dall’1% al 3%, la crisi europea porta alla riduzione notevole dei finanziamenti previsti per l’istruzione. Ecco che, in un mondo governato dalla logica dei mercati e dell’economia, anche il diritto allo studio e alla formazione culturale e sociale, si trasformano in un lusso che non tutti possono permettersi. Le borse di studio previste sono sempre più povere ed in media, ogni studente, riceve un finanziamento di 254 euro al mese: una cifra che di certo non consente di mantenersi all’estero. Insomma, solo chi ha un portafoglio ampio sarà considerato uno “Studente eletto”, degno di una esperienza di studio europea. Chi, invece, non avrà una famiglia agiata che gli possa coprire le spalle, sarà costretto a rimanere a casa e a ritenersi fortunato nel caso abbia la possibilità di ultimare gli studi nel proprio paese. Come abbiamo più volte accennato, la crisi che stanno vivendo i paesi europei colpisce, oltre al portafoglio, anche i valori, l’istruzione, la cultura, il mondo del lavoro e, più nello specifico, i progetti ed il futuro dei giovani. Del resto, la crisi della società, ovviamente, permette una manipolazione più capillare ed efficace della popolazione e questo sembra essere l’obiettivo perseguito dai nostri politici, “bravi e competenti”.

      Un gregge sconfinato di disperati  

    Possiamo solo rabbrividire davanti ad alcuni dati relativi alla disoccupazione giovanile europea: come riportato stamane dal giornale “Rinascita”, diretto da Ugo Gaudenzi, “sono cinque milioni e mezzo i giovani disoccupati di età inferiore ai 25 anni, rappresentativi di una media del 22,4% con punte del 50% sia in Spagna che in Grecia. Sette milioni e mezzo non studiano e non hanno neanche un impiego”. Per quanto riguarda l’Italia di certo non si può dire di meglio: proprio ieri, si è raggiunto un nuovo record, purtroppo ( o oseremmo dire “come al solito” ) negativo.

      In Italia – Situazione apocalittica  

    La disoccupazione giovanile ha raggiunto il 36,2% e quindi, sempre secondo i dati diffusi dall’Istat, un giovane su tre è senza lavoro: ormai quasi uno su due. Una fotografia di un’Italia malata che sta uccidendo, attraverso una politica altrettanto malata, il proprio futuro mettendo in ginocchio i giovani. Il paese più virtuoso è, invece, la Germania con un tasso di disoccupazione giovanile pari al 7,9% e la cosa non ci stupisce affatto considerata la costante diligenza tedesca da “prima della classe” e le palesi disparità bancarie, finanziarie ed economiche favorite dall'attuale sistema interbanvcario TARGET 2 (che esamineremo nel dettaglio nell'editoriale di domani, mercoledì 4 luglio). E allora ci chiediamo come sia possibile, anche sulla base di queste differenze nette e discriminanti, parlare ancora di un’Europa unita che abbatta tutti gli ostacoli culturali, sociali ed economici. Forse potremmo parlare di “illusione”: tanto, ormai, a questa parola ci siamo abituati.

      Muoversi ora o mai più!  

    Agiamo ora, prima che sia troppo tardi: e soprattutto parliamo tra di noi di tali problemi, fecendo pressioni (in questo periodo elettorale) sui nostri preudo-politici "indifferenti" e spesso e volentieri "collusi". Facciamolo ora, altrimenti i nostri figli non avranno un lavoro e vivranno per sempre nella disperazione.E la colpa sarà anche nostra e della nostra mostruosa indifferenza ed ignoranza!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • La Campagna Propagandistica dei Padroni d’Europa

    La Campagna Propagandistica dei Padroni d’Europa

    Venerdì,  Giugno 29th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Unione Europea / Bruxelles / Mes / Fiscal Compact / Viviana Reding / Federazione degli Stati Uniti / Stati Uniti d'Europa / Commissione Europea / debito pubblico / bond / Italia / dittatura / Unione Economica e monetaria Europea / Bce / Piigs / Gendarmeria Europea 

    Il vertice a Bruxelles è iniziato: La

    catastrofe MES si abbatte

    sull’Europa

    Intanto la vice-presidente della Commissione Ue,

    Vivian Reding manda messaggi falsi e

    propagandistici ai popoli europei

    Viviane Reding – Vicepresidente della Commissione europea – Tra le artefici della Propaganda del Superstato Ue

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Ore decisive per il futuro dell'Europa e per la sua involuzione. Ed ecco che la campagna propagandistica dell'Ue, con precisione (però) svizzera, si attiva tempestivamente, e addirittura dalle pagine del "cattolico" – si fa per dire – quotidiano "Avvenire". Dalle colonne del quotidiano di stamane parla nientepopodimenoché il vicepresidente della Commissione Europea Vivian Reding. Ciò mentre i  leader europei, sono riuniti nella capitale belga per sancire il nostro futuro economico, finanziarion e non solo. La Reding  pensa bene allora di mandare un messaggio fasullo; il solito appello ricco di ipocrisie, bugie, castronerie e chi più ne ha più ne metta.

      Gli Usa – Un Modello antistorico ed Improponibile  

    Ma esaminiamola nei passaggi più "fantasiosi". Il vicepresidente esordisce definendo la grave recessione economica come “una crisi di fiducia”, portando ad esempio da seguire per migliorare la situazione europea, guardacaso, la Federazione degli Stati Uniti. Cioè lo stato massonico per eccellenza che esiste sul pianeta Terra! Un modello improponibile quanto antistorico da tutti i punti di vista. "L’Europa, deve seguire il modello di unione fiscale e politica americana, che a partire dal 1970,  a seguito della recessione avvenuta dopo la Guerra d’Indipendenza, permise di ripartire il debito degli Stati ed emettere nuovi bond garantiti dal tesoro americano, che tuttora ne finanziano il dollaro, come il sistema bancario ed economico degli Stati Uniti". Davvero sconcertante: soprattutto se si pensa – come largamente dimostrato da "Qui Europa" – che gran parte di questo debito è fittizio ed atifizioso! Creato dai mercati in complicità con le istituzioni europee e le agenzie di rating.

      L'inaccettabile proposta di chi ha contribuito al disastro del Debito 

    Seconda la Reding, dunque, nei prossimi anni l’Europa dovrebbe arrivare a un risultato simile. Ma è bene ricordare ai nostri lettori che è stata proprio la signora Reding – rimembriamolo con sconcerto – tra le artefici dell'accantonamento del "Pacchetto Barnier" anti-rating presentato alla Commissione europea circa 6 mesi fa, ma completamente ignorato da Manuel Barroso – assente per altri impegni – & Co. Il pacchetto di misure "urgentissime" la cui inattuazione ha permesso alle agenzie di rating di mettere sotto scacco e declassare completamente indisturbate gli stati, ingigantendo "artificialmente" il loro debito pubblico.

      Anziché rinazionalizzare le Banche Centrali …  

    "I leader europei – continua dalle pagine di "Avvenire" la Reding – stanno lavorando a questo progetto con un’autorità di sorveglianza bancaria unica e un sistema europeo di garanzia dei depositi.  Il modo più efficace per arrivarci, sarebbe trasferire alla Banca Centrale europea, le competenze di sorveglianza si tutte le banche rilevanti per il sistema. I trattati attuali lo consentono". Il cammino che si prospetta è chiaro: nei prossimi anni, bisogna arrivare alla costruzione di un’Unione economica e monetaria in una federazione politica forte; passo dopo passo, seguire questo progetto,  per arrivare al raggiungimento del risultato del 2020. Ovvero al predominio della finanza privata (perchè la BCE è controllata di fatto da banche private) anziché la restituzione monetaria agli stati sovrani ed ai popoli.

      Cara Reding, ci vuol tanta faccia tosta!  

    Ci vuol davvero coraggio e tanta faccia tosta! Tanta faccia tosta al fine di indorare e zuccherare un veleno atroce e potentissimo da farci mandar giù con estrema disinvoltura. Farci bere cioè la storia di una provvidenziale confederazione di stati sotto il pieno controllo delle banche (private) e della tecnocrazia illuminata e non eletta; la storiella di  un vero e proprio regime dittatoriale mascherato, quale panacea a tutti i nostri mali. Ma fino a che punto – ci chiediamo – può essere messa alla prova l'intelligenza (o la stupidità) umana?

      Un affronto all'intelligenza umana  

    Vi siete mai chiesti perché l’Italia da uno dei paesi economicamente più floridi si è trasformato in un paese sull’orlo della forte recessione economica, nonché sociale e valoriale? Sono state le politiche di austerity dettate dall’Unione e il suo riflesso sui cittadini; accompagnate dalla fine dello Stato Sociale, che fin dal dopo guerra, si era contraddistinto per aver rappresentato la garanzia di benessere sociale ed economico europeo. Se il Welfare è morto, i trattati appena approvati ossia  il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità), e quello Coordinazione e governance (TSCG o Fiscal Compact), ne decretano la tumulazione.  La messa  in comune il debito, e l’emissione di nuovi bond, sono la mossa più sbagliata da adottare in questo momento. Certo perché, come vi ripetiamo da tempo, l’emissione di "Nuovo Debito" da destinare ai Piigs, non  è una salvezza, ma il contrario! Certo! Perchè saremo sempre noi a pagare, e perchè il rubinetto del debito è rotto, e qualcuno a Bruxelles ha pensato bene di spanarlo, per farlo defluire a più non posso. Non trovate che sia un vero affronto all'intelligenza umana?

      Un Super-Stato Dittatoriale e non eletto nel cuore dell'Europa  

    Una volta che l’Unione Europea, elargirà un prestito nei confronti, per esempio dell’Italia, come potremmo ripagarlo, se non abbiamo soldi? Saremo costretti a emettere titoli di debito pubblico e quindi farci prestare “gli euro necessari” dalla Banca Europea, a un tasso di interesse altissimo; mentre a loro, quello stesso denaro, è stato fornito a interessi bassissimi, precisamente dell’ 1%. Quindi il debito – come detto e ridetto – continuerà a perpetuarsi all’infinito. Con la creazione degli Stati Uniti d’Europa, saremo obbligati a ripagare questo debito e sottoposti a sanzioni, in caso di remissione. Inoltre avremmo l’obbligo di rimanere nell’Unione Fiscale e Monetaria a vita. E quel che è peggio ci rimarranno anche i nostri figli ed i figli dei nostri figli. Intanto, invece, gli euro-dittatori, godranno di qualsiasi immunità giudiziaria e dell’insidacabilità dei loro documenti.  E saranno anche ben protetti: La Gendarmeria europea (con sede europea a Vicenza, nei pressi dell'altra base Usa di Camp Ederle) riconosciuta in Italia dalla Camera il 14 maggio 2010 (con 442 voti su 442 votanti) assumerà tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi. 

      Cosa fare nel concreto?  

    Una catastrofe taciuta da tutti i mezzi di comunicazione, che malgrado il nostro disaccordo, si abbatterà su di noi. Cosa possiamo fare? Mettere sotto pressione i nostri politici e mutare questo sfacelo mandando a casa chi sostiene questo impresentabile governo. Auguri! Ne avremmo davvero bisogno.

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Domenica, Giugno 17th / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile –

    Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / Crescita /  Investimenti / Incentivi / Punti forti dell'Italia / Paese ricco / Giardino d'Europa / Svendita del patrimonio pubblico / Piano verso la dittatura bancaria /  Tessuto imprenditoriale / Indici economici / G20 del Messico / Mario Monti / Corrado Passera / Voto della popolazione ellenica / Permanenza nell'Eurozona / Mercato Interno / Complotto / Contro informazione / Sergio Basile / Qui Europa / Europa / Rinascita 

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo 

    distruggendo il Giardino

    d'Europa –  Sveglia!

    Da Bruxelles, al G20 a  Roma si sussegue

    la propaganda dell'euro-casta

    Saldi – E' iniziata la svendita del Patrimonio

    Storico Nazionale: il Giardino d'Europa

    trasformato in un arido deserto

    E i "Magnifici Tre" Stanno a Guardare!

    Fermiamoli, stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Mentre in Italia le famiglie si apprestano a pagare la prima rata (in scadenza domani) dell'iniqua ed assurda IMU ; mentre Mario Monti e Corrado Passera propagandano il loro "Decreto Sviluppo" che riverserà fiumi di euro nelle tasche di palazzinari italiani (restituendo loro in pratica, di sottobanco ed in maniera subdola, il mal tolto dovuto al versamento della stessa IMU da parte dei re dell'impero dell'edilizia italiana) da "reinvestire" – a interesse s'intende – in strutture pubbliche (togliendo allo stato ogni iniziativa di sorta, e snaturandone il suo ruolo fondamentale); mentre la Grecia è alle prese con un voto "storico" che potrebbe scardinare la gabbia dell'Eurozona, nella quale la Troika sta lentamente dissanguando i poveri paesi del Sud Europa sotto attacco dei mercati (i cosiddetti Piigs); sul fronte dell'Ue incalza forte la propaganda "pro-crescita" di Barroso e compagni. Il cerchio dunque si chiude proprio a Bruxelles.

    L'annientamento del Mercato del Lavoro e

    l'assurdo "pizzino" della Commissione Ue 

    "L'azione messa in campo dalla Ue per fare fronte alla crisi dei debiti sovrani ha contenuto la crisi, ma non l'ha domata e tantomeno l'ha superata''. A dichiararlo – con faccia di marmo e senza alcuna vergogna di sorta – nelle scorse ore Olli Rehn – Commissario Ue, "non eletto",  agli Affari Economici e Monetari della "Banda Barroso" –  che ha bollato come ''insufficienti'' le azioni messe in campo rispetto alle sfide della crisi (e lo credo bene!). Rehn ha inviato un "pizzino" ideale al governo Monti, per  spianare la strada  dell'opinione pubblica verso un "consenso illusorio", ed al fine di garantire nella maniera più indolore possibile l'approvazione della proposta di riforma del lavoro (disoccupazione diffusa) da parte della casta-parlamentare di maggioranza che permette a Monti  di continuare le sue insensate manovre di distruzione dello stato e dello stesso Paese. "E' questione di grande urgenza" – ha dichiarato Rehn –  invitando Monti (che di certo non aveva bisogno di tali pretestuosi proclami) a portare a termine il suo lavoro (sporco lavoro) sulla riforma del mercato del lavoro nel Bel Paese. 

     Barroso-Monti – Bugie e Disinformazione  

    Secondo la Commissione europea, l'Italia affronterebbe, dunque, ''seri squilibri dovuti alla perdita di competitività nell'ultimo decennio", pertanto – secondo Rehn – ''tutte le misure prese finora dal governo per affrontare questo problema devono essere applicate in pieno e in modo rigoroso''. Ma i limiti e la pretestuosità di tali affermazioni (malgrado tv e giornali sostengano in gran parte la bontà di tali "fantasiose quanto false" ed antistoriche ricostruzioni) sono ormai ben palesi e ben comprensibili in una fetta sempre maggiore di Italiani, che hanno compreso la vastità e lo spessore della "rete del grande imbroglio" nella quale l'Italia – suo malgrado – è stata gettata. Non è vero, infatti, che da dieci anni a questa parte l'Italia attraversa un trend economico negativo.

     Tutti gli indicatori  economici smentiscono Monti,

    Bersani, Alfano, Casini e l'Ue  

    Più volte in questi mesi "Qui Europa" ha pubblicato i numeri che confutano le ricostruzioni della Commissione europea, del governo Monti e dei suoi impresentabili spalleggiatori: Bersani, Alfano (Berlusconi) e Casini. La scorsa estate l'Italia era un Paese in salute e in moderata crescita: 1) bassissimo debito privato d'impresa (appena 40 miliardi di euro, contro i ben 8000 miliardi di debito d'impresa privato delle aziende francesi – Come mai la Francia non ha subito dunque la sorte dell'Italia e il suo vergognoso declassamento?); 2) Terza riserva aurea del mondo; 3) Livello dei risparmi delle famiglie da record in Europa, e non solo; 4) Il miglior tessuto imprenditoriale d'Europa, sia per numero di attori commerciali, che per efficienza e produtività; 5) Paese leader al mondo in settori come la cantieristica navale, la metalmeccanica, l'ingegneria aereospaziale,  l'alta moda, l'impresa manifatturiera, l'industria dei servizi turistici; l'industria vitivinicola ed alimentare. Solo per citare alcuni esempi; 6) In più il Paese con il primo patrimonio artistico del mondo (il 70% delle opere d'arte sono conservate nei musei italiani: che oggi vanno verso una probabile e vergognosa privatizzazione); 7) Un Paese dalle bellezze territoriali e paesaggistiche invidiate nel mondo: non a caso prima dell'avvento del distruttivo governo dei banchieri eravamo ancora noti come gli abitanti del "Giardino d'Europa". Ciò nonostante i disastri provocati dal governo Berlusconi. A dare un quadro preciso della situazione – prima dell'invio della celeberrima letterina della (privata) Bce e dell'avvio delle ingerenze da parte dei "privati"  negli affari nazionali – fu lo stesso governo Berlusconi, come confermato (ricorderete) dallo stesso ex-ministro dell'Economia Giulio Tremonti: che nella scorsa estate fotografò nel suo rapporto semestrale la solida situazione dell'Italia, malgrado il debito pubblico di 1900 miliardi di euro. Debito – che come spiegato in decine di articoli – è stato "provocato in maniera fittizia" in seguito alla privatizzazione della Banca d'Italia e della conseguente perdita della nostra sovranità monetaria, regalata ai banchieri privati che siedono nel board della Bce. (vedi articoli nell'archivio di "Qui Europa").  

     Il gioco sporco della "Banda Barroso"  

    Ma lo smemorato Rehn – finto tonto –  ha continuato a fare il  gioco di questa cerchia di eletti – o parassiti: dipende dai punti di vista – rimettendo la salvezza della baracca allo stesso artefice del disastro: Mario Monti. ''La dimostrazione di un impegno politico degli stati membri – secondo Rehn – sarà (infatti)  il punto chiave per ripristinare la fiducia nella zona euro''. Il commissario ha indicato nelle ultime ore quattro tasselli per la cosiddetta "crescita": 1) standard unico per i requisiti patrimoniali (cioè neutralizzazione del ruolo e delle funzioni tipiche degli stati); 2) supervisione finanziaria integrata (Risorse statali nelle mani dell'Ue); 3) autorità unica per la risoluzione delle crisi (cioè accentramento imperialistico) ; schema unico di garanzia dei depositi bancari (cioè dittatura bancaria); 5)  Mutualizzazione del debito (debito – come detto – fatto non dai popoli ma dalle stesse banche) con strette regole di bilancio (cioè comprimendo i servizi pubblici essenziali elargiti ai cittadini). Tutto sommato un bel modo per affrontare una crisi provocata da loro stessi.

     Barroso decise di non bloccare la speculazione  

    Il suggello di tali scelte "dittatoriali" quanto "anti-democratiche" la "Banda Barroso" – per ammissione dello stesso presidente – lo metterà al prossimo G20 del Messico. Secondo il "Re" – non eletto – della Commissione europea, infatti, al vertice mondiale "l'Ue non lascerà alcun dubbio ai partner internazionali sulla propria determinazione a prendere ogni azione necessaria contro la crisi, difendendo la stabilità e promuovendo la crescita. Siamo determinati – continua Barroso – a mostrare al mondo che l'euro e il progetto europeo sono irreversibili''.

     In attesa del Voto greco e del G20 del Messico  

    Ma, in attesa dell'esito del voto della popolazione ellenica – che in queste ore sta affollando le urne – una domanda ci viene spontanea: se l'Ue dice di star facendo di tutto per bloccare questa "pseudo-crisi" perchè ha fatto di tutto per "non approvare" il pacchetto di misure presentato nei mesi scorsi in Commissione dallo stesso commissario al Mercato interno Michel Barnier? Perchè non si è scelti di metter fine "all'impero del rating" ed alle contestuali ingerenze dei privati e delle multinazionali (che affollano i consigli direttivi delle stesse agenzie di rating responsabili dei declassamenti all'Italia ed agli alri paesi Piigs) una volta per tutte. Appare dunque chiarissima la volontà dell'Unione europea di continuare un doppiogioco al fine di alimentare questa crisi indotta e mettere le grinfie sulla ricchezza degli stati più appetibili. E il giardino d'Europa (oggi deserto d'Europa)  è tra questi.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)