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  • Nigeria – Genocidio di Cristiani: 1.500 morti

    Nigeria – Genocidio di Cristiani: 1.500 morti

    Martedì, Giugno 19th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Nigeria / Abuja / Zaria/ Unione Europea / Italia / Europa / Cristiani / Cristianofobia / Islamici / Musulmani / Attentati / Vittime / Persecuzioni / Religione Guerra Religiosa / Boko Haram / Morte / Comunità cristiana / Libertà / Pulizia Etnica / Inviato emergenze unanitarie / Nazioni Unite / Catherine Ashton / Giulio Terzi / Margherita Boniver / Mario Mauro /

    Nigeria: in 3 anni, l’integralismo islamico

    ha causato 1.500 vittime cristiane

    L’Italia si mobilita. Mario Mauro chiede intervento Onu

    Domenica scorsa, un altro attacco a Zaria ha provocato 48 morti

    Genocidio di Cristiani in Nigeria – Ennesima Domenica di Sangue

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Abuja –   L’islam, in Nigeria – appoggiato da gruppi di potere occulti – continua la persecuzione contro i cristiani: domenica, durante una predicazione a Zaria, intorno alle 9 del mattino, un’autobomba è esplosa ed, insieme ad essa, è esploso il terrore tra i fedeli, dei quali 48, tra cui 10 bambini, sono morti a seguito dell’attacco islamico al quale ha fatto seguito la “ribellione” dei cristiani del paese. Ormai questo è il sentimento dominante in questa zona dell’Africa: una domenica di sangue, quella appena trascorsa, in cui l’associazione terroristica islamica Boko Haram, ha dettato ancora la sua legge della morte, dello sterminio e della privazione della libertà.  Intanto, la cittadina di Kaduna è stata militarizzata e, nonostante la presenza dei nuovi reparti armati, la situazione appare poco gestibile. 

      Nigeria – 1500 martiri cristiani in 3 anni  

    Da tre anni a questa parte, si contano 1.500 vittime causate dalla volontà omicida islamica. Un gioco d’azzardo, un gioco politico messo a punto per eliminare la comunità cristiana e consegnare le “chiavi” della fede religiosa – ed evidentemente non solo religiossa – assolutizzata e programmata – quasi militarmente – agli islamici. Una sorta di pulizia etnica, uno sterminio progettato per la “purificazione religiosa” di un paese, in cui la libertà è un miraggio. Forse, però, in Europa, qualcosa comincia a muoversi: dopo il silenzio generale, la richiesta di provvedimenti per contenere il dramma dei cristiani in Nigeria, parte proprio dall’Italia.

      L'Europa si scuote dal torpore  

    Il 25 giugno, per come già inserito nell’agenda dei lavori, in Lussemburgo, l’Alto Rappresentante della Politica estera per l’Unione Europea, Catherine Ashton, avrà come impegno principale quello della discussione dell’argomento con proposte di soluzione dello stesso. L’Italia si mobilita e arriva in Nigeria nella persona di Margherita Boniver, Inviato per le emergenze umanitarie del governo italiano. Se il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, si dice preoccupato per il dramma cristiano e chiede – a parole – interventi a più livelli, l’europarlamentare Mario Mauro, invoca l’intervento dei caschi blu in Nigeria.

      L'appello di Mario Mauro e il "Silenzio che uccide"  

    Secondo il capogruppo del Pdl del Parlamento Europeo, la presenza delle Nazioni Unite è ormai necessaria per proteggere i cristiani e per ripristinare il loro diritto alla libertà.  Ci ritroviamo ancora una volta a riportare notizie delle persecuzioni cristiane ed ancora una volta vogliamo sottolineare la forza della fede cristiana che porta i suoi fedeli a recarsi nei luoghi di culto, nonostante il pericolo, nonostante siano consapevoli di mettere a repentaglio la propria vita. Boko Haram è morte, è persecuzione, è fanatismo politico e religioso: e davanti all’assolutismo della fede islamica – ci chiediamo – era necessario aspettare così tanto per chiedere un intervento europeo? 1.500 morti in 3 anni causati anche dal silenzio delle istituzioni, dall’attenzione delle stesse focalizzata solo sull’economia e sui mercati. Questa è la vera crisi, quella del silenzio.  

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Italia – La Giornata contro l’Omofobia e le vere Discriminazioni

    Italia – La Giornata contro l’Omofobia e le vere Discriminazioni

    Mercoledì, Maggio 16th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Crisi Ue / Roma / Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca / Omofobia / 17 maggio / Scuola / Giovani / Identità sessuale / Influenze / Cristianofobia / Aborto / Religione / Cristiani / Francesco Profumo  

    Italia – Giornata Internazionale contro l’Omofobia:

    Profumo invita le scuole a sensibilizzare i giovani

    L’identità sessuale non si scopre: è definita

    dalla natura sin dalla nascita.

    Roma – Domani, 17 maggio, ricorrerà  la Giornata Internazionale contro l’Omofobia, istituita nel 2007 dal Parlamento Europeo. Da ben 5 anni, quindi, le istituzioni cercano di sensibilizzare la popolazione e l’opinione pubblica in relazione ad un fenomeno in espansione che, a detta dei leader politici, si inserisce in un contesto più ampio di discriminazioni e atti di bullismo. Proprio per questo motivo, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo, ha invitato tutte le scuole italiane a “celebrare” la ricorrenza perché, in quanto agenti di socializzazione primaria, esse hanno l’obiettivo di formare i giovani e di educare  loro a conoscere “l’altro”, nella scoperta della diversità come ricchezza. Il Ministro Profumo ha, infatti, dichiarato che “Le scuole favoriscono la costruzione dell’identità sociale e personale da parte dei bambini e dei ragazzi , il che comporta anche la scoperta del proprio orientamento sessuale”.  Ma, indire una apposita giornata contro l’omofobia, non potrebbe comportare che i giovani siano portati a credere nell’esistenza del diverso? L’educazione scolastica, così come quella familiare, dovrebbe essere improntata prima di tutto sul valore dell’uguaglianza nella sua generalità e totalità e non sul caso specifico. Non per sollevare polemiche, ma l’identità sessuale di ogni individuo viene definita dalla natura e dalla volontà divina sin dalla nascita e, quindi, non si scopre con il passare del tempo.

      Il sottile "Profumo" della discriminazione  

    Allora, potremmo parlare di influenze: i bambini, che ancora devono formare in modo completo la propria personalità, potrebbero essere influenzati da concetti e immagini mentali fruiti sulla base di determinati insegnamenti. In poche parole, potrebbero essere influenzati sulla propria identità sessuale se si insegna loro che essere omosessuali è normale indipendentemente dall'esistenza dell'anima e dell'impronta che il Creatore da fin dalla nascita dona a ciascun uomo e a ciascuna donna. E a prescindere dal ruolo biologico e procreativo – e quindi sociale – al quale ciascun uomo è in valore assoluto chiamato ad assolvere, in qualità di cellula fondante della famiglia umana, per il progresso comune. Ma la normalità è quella stabilita dalla natura: dovremmo allora – a maggior ragione –  indire anche giornate contro la Cristianofobia, contro l’aborto, contro le discriminazioni in generale. Questo non vuol dire che gli omosessuali debbano essere discriminati ma, anzi, al contrario, “Qui Europa” sosteniene che l’educazione all’uguaglianza si debba estendere davanti a qualsiasi forma di discriminazione, perché nel momento in cui viene preferito un argomento piuttosto che un altro, si fa il primo passo verso la “disuguaglianza”. Allora, chiediamo al Ministro Profumo che ha dichiarato che “la giornata rispecchia i principi della Costituzione e dell’Unione Europea”, di essere anche particolarmente sensibile all’insegnamento, nelle scuole italiane, della religione cristiana, sia perché essa è la radice principale che anima lo spirito europeo, sia perché il suo insegnamento parte proprio dall’uguaglianza. Eppure, è possibile anche che il “Profumo di uguaglianza” , in questo caso, si trasformi in “Profumo di discriminazione”.  

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)