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  • La Questione dei Profughi Siriani e i Fischi di Lampedusa. Borghezio all’Ue

    La Questione dei Profughi Siriani e i Fischi di Lampedusa. Borghezio all’Ue

    Mercoledì,  Ottobre 9th/ 2013

     Comunicato Stampa di Mario Borghezio 

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

    Italia, Germania, Finlandia , Austria, Danimarca, Ungheria, Lussemburgo, Svezia, Paesi Bassi ed Irlanda, Barroso a Lampedusa, Barnier, 10mila profughi dalla Siria, presunto trafficante libico, Comunicato Stampa di Mario Borghezio  

    La Questione dei Profughi Siriani e i Fischi

    di Lampedusa. Borghezio all'Ue

    L'Italia accoglierà i profughi, ma non i cristiani siriani.

    in fuga dall'inferno. Come mai questa anomalia?

    Il Comunicato di Borghezio a poche ore dalla conclusione

    della contestata visita di Barroso a Lampedusa

     

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio  

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

    PROFUGHI SIRIANI - LAMPEDUSA - BARROSO

     Profughi si, ma non siriani! – L'Italia non li accoglerà… Come mai?       

    Lampedusa, Bruxelles – Comunicato Stampa di Mario Borghezio – A poche ore dalla conclusione della patetica e sconclusionata visita di Barroso a Lampedusa, accompagnato dal fedele europeista Enrico Letta, tra non pochi fischi e mentre continua l'esodo dei cristiani siriani verso Libano ed Europa, in seguito ad una guerra indotta dallo stesso Occidente imperialista, dietro copertura dei cosiddetti ribelli, vi proponiamo questo comunicato stampa appena giunto in redazione, inviatoci dall'eurodeputato Mario Borghezio

     Il Comunicato                                                                                                              

    “Sono rimasto basito – ho dichiarato in aula stamane durante il dibattito straordinario sui profughi siriani – sentendo dalla viva voce del commissario Barnier l’elenco dei nove Paesi Membri (Germania, Finlandia , Austria, Danimarca, Ungheria, Lussemburgo, Svezia, Paesi Bassi ed Irlanda) che si sono dichiarati ufficialmente disponibili, su richiesta dell’HCR, ad accogliere una quota di 10mila profughi dalla Siria”. Ho pertanto invitato “il Presidente Barroso, in visita oggi a Lampedusa a chiederne conto al Presidente Letta, suggerendogli anche di verificare se corrisponda al vero ciò che si mormora a Lampedusa e cioè che decine e decine di salme sarebbero state mantenute nell’hangar dell’isola in condizioni climatiche immaginabili, in attesa della sua visita ufficiale sua e del Presidente Letta”. Ho altresì richiamato la Commissione “a valutare il fatto di prefigurare, per i criminali trafficanti di carne umana un reato da Corte Penale Internazionale, diversamente da ciò che oggi viene imputato al presunto trafficante libico individuato dalle nostre Autorità di polizia , che rischia oggi le stesse pene previste per Schettino…”

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio  

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

     

     

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  • Mentre in molti pensano alla fuga dall’Euro la Croazia entra nel club dei 27

    Mentre in molti pensano alla fuga dall’Euro la Croazia entra nel club dei 27

    Venerdì, Aprile 19th/2013

    – Parlamento europeo, Comunicato stampa, Bruxelles –

    Croazia, Unione europea, Zagabria, Bruxelles, Ue, Danimarca, Germania, Serbia, Libor Roucek, Europa, Ljubljanska Banka, Slovenia, Eurozona, Eurodeputati 

    Croazia pronta ad entrare nell'Ue 

    Mentre in molti pensano alla fuga dall'Euro

    la Croazia entra nel club dei 27

     

    Comunicato Stampa, Parlamento europeo 

    Croazia

     Parlamento europeo – La Croazia è pronta per entrare nell'Ue  

    Bruxelles, Zagabria – La Croazia è sulla buona strada per diventare il 28° stato membro dell'Unione europea il prossimo 1° luglio, secondo quanto affermano i deputati in una risoluzione approvata ieri  giovedì 18 Aprile. Nel testo, si sottolinea la stabilità della democrazia croata, l'economia sociale di mercato e la capacità del Paese di adempiere agli obblighi di adesione, e si invitano gli ultimi due stati membri che devono ancora ratificare il trattato di adesione a farlo senza indugio. La Croazia non può entrare nell'UE fino a quando tutti gli stati membri non abbiano ratificato il trattato di adesione. Finora, 25 paesi hanno completato il processo di ratifica, Danimarca e Germania devono ancora farlo. Il Parlamento europeo ha dato il proprio consenso all'adesione della Croazia il 1° dicembre 2011. "Il percorso della Croazia verso l'adesione all'Unione europea – che ha comportato una profonda trasformazione di tutti gli aspetti delle politiche pubbliche – sta per finire. L'adesione della Croazia renderà l'Unione europea più forte e più sicura", ha detto Libor Rouček (S & D, CZ), relatore. "Il successo della Croazia manda anche un segnale incoraggiante agli altri stati candidati e aspiranti tali della regione."

     Un ruolo costruttivo nella regione                                                         

    Secondo i deputati, la Croazia dovrebbe svolgere un ruolo attivo nel processo di stabilizzazione e integrazione europea dei Balcani occidentali e condividere la sua esperienza con gli altri paesi. Il Parlamento ha insistito sul fatto che le questioni bilaterali non devono essere utilizzate per ostacolare il processo di adesione dei paesi candidati ed hanno invitato la Croazia a impegnarsi attivamente con i paesi vicini per risolvere tutte le questioni ancora aperte. "I deputati – si legge nel comunicato – sostengono con favore i passi compiuti dalla Croazia e dalla Serbia per migliorare le loro relazioni, così come il protocollo d'intesa firmato con la Slovenia sulla risoluzione del caso Ljubljanska Banka".

     No a restrizioni eccessive della libertà di movimento                      

    I deputati hanno infine affermato come le restrizioni all'accesso al mercato del lavoro si siano rivelate dannose per il benessere degli stessi Stati membri che le hanno imposte e hanno dunque chiesto agli Stati membri di utilizzare tale possibilità solo quando strettamente necessaria. La risoluzione è stata approvata con 529 voti a favore, 36 contrari e 39 astensioni.

     L'Osservazione della redazione                                                                

    Certo, enfasi d'allargamento a parte, risulta davvero curioso vedere come dietro l'euro-euforia del governo e dei vertici dell'Ue, in realtà il popolo croato dimostri una sostanziale indifferenza verso l'Ue – ed oggi ancor più che nei mesi scorsi – e verso il progetto comunitario nel suo complesso. Altra osservazione riguarda poi la pseudo crisi. Ci chiediamo: la florida e giovane Croazia sarà risucchiata in questo folle vortice incentrato sulle menzogne? I Paesi dell'Eurozona, specie quelli del Sud Europa, sempre più decisi ad evadere dall'eurogabbia sembrano non aver dubbi in merito.

    Redazione Qui Europa – Comunicato Stampa P.E.

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  • Bruxelles blocca aiuti europei FEG  destinati all’Italia e ad altri 6 Paesi, per 25 milioni

    Bruxelles blocca aiuti europei FEG destinati all’Italia e ad altri 6 Paesi, per 25 milioni

    Sabato, Novembre 17th/  2012  

    – Redazione Qui Europa –

    Bruxelles / Parlamento europeo / Fondo di Adeguamento alla Globalizzazione / Italia / Paesi Ue / Spagna / Finlandia / Danimarca / Svezia / Romania / Austria / Consiglio Ue / Commissione Ue / Lobby / Globalizzazione / Feg / Disoccupati / Emilia Romagna / Glocalismo / Made in Italy 

    Bruxelles blocca aiuti europei FEG 

    destinati all'Italia e ad altri 6

    Paesi, per 25 milioni

    Ma è giusto parlare di "adeguamento alla

    globalizzazione"? 

    Bruxelles – La commissione per i bilanci ha dovuto rinviare, giovedì, l'approvazione di circa 25 milioni di euro di aiuti del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) destinati a circa 5000 persone che hanno perso il lavoro in Italia, Spagna, Finlandia, Danimarca, Svezia, Romania e Austria. I fondi non sono stati approvati poiché sono parte del bilancio rettificativo 6 per il 2012, tuttora bloccato in Consiglio. Se non si trova una soluzione nei negoziati in corso sul bilancio UE 2013 e sulla mancanza di fondi per il 2012, tali aiuti non potranno essere sbloccati.

     Il blocco dei fondi in Italia 

    Per l'Italia, la commissione parlamentare ha rinviato aiuti FEG per un valore di 2.658.495 €, destinati ai 502 licenziati di dieci imprese produttrici di veicoli a due ruote nella regione Emilia-Romagna. La produzione della ricca regione – fino all'anno scorso tra i motori dell'economia italiana  – è stata, come noto, fortemente colpita dalla crisi e dalla crescita delle esportazioni da parte dei produttori con sede in Asia.

     La situazione nel resto dell'Europa 

    Ecco la situazione per gli altri paesi – Spagna: € 1.30 milioni per 500 lavoratori disoccupati nel settore dei prodotti in metallo a País Vasco; Finlandia: € 5.350.000 per 1.000 lavoratori di Nokia plc; Danimarca: € 1.370.000 per 153 lavoratori disoccupati nel settore elettronico; Romania: € 2.940.000 per 1.416 lavoratori di Nokia e suoi fornitori; Svezia: € 5,45 milioni per 1.350 lavoratori che hanno perso il posto alla Saab Automobile SA, Saab Automobile Powertrain AB e 16 fra i suoi fornitori; Austria: € 5,20 milioni per 350 lavoratori che hanno perso il posto di lavoro nel settore dei servizi sociali telefonia mobile nella regione di Steiermark.

     Adeguamento alla Globalizzazione? 

    Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato creato per offrire un sostegno per i lavoratori colpiti dai cambiamenti strutturali nel commercio internazionale. I fondi che sarebbero dovuti essere approvati oggi sono destinati a ricerca di nuovi impieghi, formazione e sovvenzioni per aiutare più di 5.000 disoccupati a reinserirsi sul mercato del lavoro. Anche se ci piacerebbe – a monte – non dover parlare di fondi di "adeguamento alla globalizzazione", visti i drammi e l'instabilità intrinseca apportata da questo tsunami chimamato globalizzazione, e guidato da lobby mondiali a discapito delle pmi ed al fine di ottimizzare gli interessi di una ristrette élite industriale e finanziaria. Ci piacerebbe non accettare come oro colato il pensiero che l'Europa che lavora debba, gioco forza, adeguarsi senza rimedio alcuno alla globalizzazione, a discapito del "glocalismo", dei prodotti nazionali o regionali e della difesa dei marchi nazionali (es.: Made in Italy) oggi minacciati da politiche iperliberiste promosse dalla stessa commissione Barroso.

    Q.E. (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Silvia Laporta –  Unione europea / Bruxelles / Mes / Fondo Salva Stati permanente / Crisi / Economia / Finanza / Eurozona / Dittatura / Annullamento dei diritti e del Costituzionalismo / Potere illimitato alla tecnocrazia di Bruxelles /  Compressione delle libertà personali / Omertà / Fascismo   Bruxelles – […]

    Merkel esce allo scoperto: “Lavoriamo per l’accentramento!”

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    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Sergio Basile – Unione Europea / Commissione europea / Commissario al Mercato Interno / Germania / Angela Merkel / Manbuel Barroso / Michel Barnier / Belgio / Berlino / Francoforte / Bruxelles / Accentramento del sistema bancario / Accentramento politico / Stati Uniti d'Europa / Nuovo Leviatano / […]

    Putin: con l’Ue cooperazione “condizionata”

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    Martedì, Giugno 5th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Russia / San Pietroburgo / Vertice / Rapporti Russia – Ue / Siria / Integrazione eurasiatica / Cooperazione / Wto / Schengen / Libera circolazione / Liberalizzazione mercati Energetici / Gazprom / Estrazione Gas Naturale / Vladimir Putin / Manuel Barroso […]

    La trappola Eurobond e il Nuovo Leviatano

    La trappola Eurobond e il Nuovo Leviatano

    Venerdì, Giugno 1st / 2012   – di Maria Laura Barbuto – Unione europea/ Parlamento europeo / Commissione Bilancio / Fondo Monetario Internazionale / Strasburgo / Eurobond / Project Bond / Banche / Crisi / Speculazione / Banche commerciali / Banche d’affari / Infrastrutture europee / Mercato / Economia / Fallimenti / Angela Merkel / […]

     

    Neo-colonialismo cinese e Colpe dell’Ue

    Neo-colonialismo cinese e Colpe dell’Ue

    Sabato, Aprile 28th / 2012 – di Sergio Basile –  Commissione Europea / Cina / Esteri / Commercio / Ceramiche / Procedura antidumping   Il neo-colonialismo cinese: Colpe e Responsabilità dell'Ue Procedura antidumping di Bruxelles contro le ceramiche cinesi: "non basta!" Oltre il 60% del mercato Ue in mano al dragone Bruxelles – Gli ultimi dati forniti […]

    Europarlamento: paradossi e stranezze da Primavera Araba

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    Sabato Maggio 12th / 2012 – di Sergio Basile –  Parlamento europeo / Esteri / Commercio / Primavera araba / Mediterraneo meridionale / Democrazia / Alde / Da Vinci Euromed / Erasmus / Risoluzione non legislativa / Tunisia / Laureati / Ingerenze Usa / Hillay Clinton / Sommosse /  Opportunità della Primavera araba / Politiche […]

    Commissione – Salvo il segreto bancario Svizzero!

    Commissione – Salvo il segreto bancario Svizzero!

    Giovedì,  Aprile 19th/ 2012 – di Alessandro Pavanati – Commissione europea / Scudo fiscale / Segreto bancario / Svizzera / Germania / Regno Unito / Ue / Piano Rubik  / Grecia / Italia   Salvo il segreto bancario… Svizzero! In cambio l’accordo già firmato da UK e Germania porterà milioni di euro nei rispettivi erari […]

    Caro Monti, niente unità senza equità!

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    Martedì, Aprile 3th / 2012 – di Franco De Domenico e Sergio Basile – Unione Europea / Unione politica / Commissione europea / Westerwelle / Unità europea / Monti / Piano Delors / Democrazia / Distorsione positiva sull'Europa  / Equità sociale / Euro / Barroso   Ue: Verso un’elezione diretta del presidente europeo? Unità politica in […]

    Bruxelles – Riaperto Dossier su OGM – Che cosa arriva sulle nostre tavole?

    Bruxelles – Riaperto Dossier su OGM – Che cosa arriva sulle nostre tavole?

    Venerdì, Marzo 30th / 2012 – Mirella Fuccella – Commissione europea / Parlamento europeo / Ogm / Agricoltura biologica / Cibo geneticamente modificato / Orto / Paradossi Ue / Sicurezza alimentare / Etichettatura / Limiti tollebabili / Confusione  / Opposizione governi / Sovranità nazionale  Bruxelles – Riaperto Dossier su OGM – Che cosa arriva sulle nostre […]

    Ora tassano anche il pane: il sangue della democrazia

    Ora tassano anche il pane: il sangue della democrazia

    Venerdì, Marzo 30th / 2012 – di franco de Domenico – Commissione europea / Europa / Italia / Iva / Prezzi / Pane / Rincari / Tasse / Dracula / Tartassati / Democrazia     Scempio Ue sull'IVA – Torna la tassa sul macinato?   Tassano anche il pane: "sangue della democrazia"   Per favorire gli […]

    Esperimenti e test sugli embrioni : le nuove frontiere senza scrupoli della ricerca Ue

    Esperimenti e test sugli embrioni :  le nuove frontiere senza scrupoli della ricerca Ue

    Giovedì, Marzo 29th / 2012 Commissione europea / Bruxelles / Ricerca / Etica / Scienza / Staminali / Embrioni / Esperimenti / Esnats / Fieldsend / Mikolàsìk / McGuckin /Hescheler  Ue – Esperimenti e test sugli embrioni : Nuove frontiere "senza scrupoli" nella ricerca Embrioni umani al posto degli animali: il progetto Esnats finanziato con 12 milioni […]

    Farmaci generici: crisi favorisce invasione cinese

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    Sabato, Aprile 28th / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Sanità / Holding farmaceutiche / Sigma-Tau / Cassa integrazione / Giochi contabili / Delocalizzazione / Globalizzazione   Farmaci generici: crisi e politiche Ue favoriscono invasione cinese ed indiana Travolta La holding farmaceutica Sigma-Tau: 569 dipendenti, in cassa integrazione da febbraio  Chiusi da […]

    UE – La “sconfitta morale” del Mercato

    UE – La “sconfitta morale” del Mercato

    Giovedì,  Aprile 26th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / politica / Rigore / Fiscal Compact / Germania / Italia / Francia / Olanda / Danimarca / Papa Giovanni Paolo II / Bob Kennedy / Discorso sul Pil / Angela Merkel / francois Hollande / Nicolas Sarkozy / Mario Monti / Geert Widers /  Beppe […]

    Mostri OGM – Bruxelles ci ripensa?

    Mostri OGM – Bruxelles ci ripensa?

    Lunedì, Aprile 2nd/ 2012 Parlamento europeo / Commissione agricoltura / Fascicolo Ogm / Agricoltura biologica /  Pericoli / Salute / Intossicaszione / Tumori / Dna / Comitato Scientifico Equivita / Rischi / Fame nel mondo / Povertà nel mondo / Acta / Brevetti / Obama / Usa / In quinamento / Ecosistema / Acqua / […]

     

     

    Commissione Ue: Sciopero, Diritto del passato

    Commissione Ue: Sciopero, Diritto del passato

    Mercoledì, Marzo 28th / 2012 – di Franco de Domenico –   Commissione Europea / Parlamento Europeo / Europa / Italia / Diritto di sciopero / Parlamento europeo / Monti / Cofferati / Cgil / Regolamentazione / Articolo 18  Lo sciopero? "Un diritto del passato!" L’Europarlamento sta per varare un nuovo regolamento restrittivo Bruxelles – Fino […]

    Aiuti di Stato: modifiche e novità – L’impresa come attività economica

    Aiuti di Stato: modifiche e novità  – L’impresa come attività economica

    Mercoledì, Marzo 28th / 2012  Unione Europea /Commissione europea / Aiuti di Stato / Imprese / Assonime / Sieg / Notifiche  Aiuti di Stato: modifiche e novità L’impresa come attività economica. Bruxelles, Strasburgo – Il controllo degli aiuti di Stato nell’Unione Europea è l’argomento di discussione delle ultime ore: ogni impresa è un’attività economica che […]

     

  • Il rumore del traffico aumenta i rischi d’infarto – chiesto intervento PE

    Il rumore del traffico aumenta i rischi d’infarto – chiesto intervento PE

    Venerdì, Aprile 27th/ 2012 

    – di Silvia Laporta –

    Parlamento europeo / Salute / Rischi d'infarto / International Noise Awareness Day / Traffico urbano / Danimarca / Studio / European Environmental Bureau /Decibel  

    Il rumore del traffico aumenta i rischi d’infarto:

    chiesti provvedimenti all'Europarlamento

    Per ogni aumento di 10 decibel  nel rumore generato dal traffico,

    cresce del 14% il rischio  d'infarto  

    Bruxelles, Copenaghen – Nelle ultime ore, di concerto, numerosi Paesi europei, preoccupati per i rischi derivanti dal rumore generato dal traffico, hanno chiesto all'unisono immediati interventi da parte del Parlamento dell'Unione. L'appello e' stato lanciato con un videoclip diffuso in occasione dell'International Noise Awareness Day, realizzato dall' European Environmental Bureau (EEB), dal Transport & Environment (T&E) e dall'Health and Environment Alliance (HEAL) . Questo  video chiede alle Autorità di Bruxelles di sostenere norme più severe per combattere la rumorosità dei traffico e ricorda che ogni anno si verificano 50mila decessi e 250mila casi di problematiche cardiache associabili al rumore.

      Lo studio  e le misure anti-rumore  

    In Danimarca uno studio realizzato nel 2011 su un campione di 57mila persone, ha mostrato che per ogni aumento di 10 decibel nel rumore generato dal traffico, c'è una crescita del 14% del rischio di infarto. Tra le proposte avanzate dalle organizzazioni che sostengono questa iniziativa anti-rumore c'è la creazione di un'etichetta che indichi con chiarezza quanto è silenzioso un veicolo e un'azione forte per combattere i picchi di rumore oltre i 90 decibel. Nel dicembre del 2011 la Commissione Europea ha presentato una proposta per aggiornare i limiti di rumorosità dei veicoli, chiedendo che vengano ridotti di 4 decibel per le auto e di 3 decibel per gli autocarri entro cinque anni dall'approvazione della nuova legge. Numeri che hanno destato l’attenzione dell’opinione pubblica e che hanno mosso i cittadini a chiedere garanzie alle istituzioni dell’Unione europea. La commissione Ambiente del Parlamento Europeo discuterà questa proposta nel prossimo mese di luglio, per ridurre i decibel del rumore del traffico urbano.

    Silvia Paporta (Copyright © 2012 Qui Europa) 

                                                                                                                               

     

  • UE – La “sconfitta morale” del Mercato

    UE – La “sconfitta morale” del Mercato

    Giovedì,  Aprile 26th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / politica / Rigore / Fiscal Compact / Germania / Italia / Francia / Olanda / Danimarca / Papa Giovanni Paolo II / Bob Kennedy / Discorso sul Pil / Angela Merkel / francois Hollande / Nicolas Sarkozy / Mario Monti / Geert Widers /  Beppe grillo / Giulietto Chiesa / Ny Credit / Pirati / Agenzie di rating / Ribellione contro le agenzie di rating / Squilibri economici / Karl Marx / Marxismo e capitalismo / Liberismo e liberalismo /  Ottimizzazione delle performance economiche / Disumanizzazione dell'individuo / Contatto tra capitalismo e marxismo / Limiti del capitalismo e della globalizzazione / Nuova primavera politica / Rinascita dell'europea / Sospensione Democrazia reale / Fiscal compact / Primato del mercato / Nuova consapevolezza popolare / Movimento antirigorista / Jean-Luc Melenchon / Sergio Basile / Qui Europa / Nuova brezza politica / L'Europa dei Popoli  

    Europa – La "sconfitta morale" del mercato

    e la crescita   dei partiti "antirigoristi"

    Una nuova brezza politica soffia sull'Europa dei Popoli.

    In netto calo di popolarità la triade Monti-Sarkozy-Merkel:

    cresce il partito degli "Euroscettici"

    Bruxelles, Milano, Francoforte, Parigi – La repentina caduta delle borse, intervenuta negli ultimi giorni, ha gettato nel panico gli investitori di mezz'Europa, ridimensionando e rimettendo in discussione il valore assoluto di alcuni pilastri finanziari nell'economia, come dell'intero castello della globalizzazione: foriero di importanti e sensibili squilibri internazionali. Ciò ha finito per accrescere, negli Europei, la consapevolezza che parametri come quelli della borsa, del rating e dello spread siano ormai paradigmi datati e da rottamatre al più presto, poichè destabilizzanti del sistema economico e dell'intera società, in tutti i suoi più disparati ambiti, con ingerenze gravi ed imperdonabili.  

      Il Discorso sul Pil di Bob Kennedy  

    Nel 1968 lo stesso Bob Kennedy, tra l'altro, metteva già in discussione (nel suo celebre "Discorso sul Pil delle Nazioni", pronunziato tre mesi prima di essere ucciso) un parametro come lo stesso Prodotto interno Lordo. Sua "maestà" il Pil. ciò riconoscendone l'ambiguità e l'incapacità, in valore assoluto, di misurare la reale ricchezza di una nazione, in quanto incapace di ponderare elementi non dotati di consistenza economica, ma assolutamente importanti come la devozione, l'educazione, l'amore ed il rispetto per gli altri: solo per ricordare alcune delle categorie citate dallo statista Usa. Elementi astratti che il "dio-mercato" giudicherebbe troppo repentinamente – come ormai traspare con cruda e sconcertante chiarezza – secondari o vani.

      La disumanizzazione dell'individuo: il capitalismo come il marxismo  

    Per certi versi, ed in merito a quanto detto, possiamo notare che il tentativo di omologare tutte le prerogative sociali ed umane ad un puro calcolo di vantaggio economico e di opportunità utilitaristica, possa essere considerato, a ragione, il punto critico di contatto tra due estremi: la propaganda marxista e il deleterio capitalismo neoliberista. Mali che dopo la caduta del Muro di Berlino lo stesso indimenticato e "grande" Papa Giovanni Paolo II giudicò pericolosi alla stregua degli altri grandi mali del Novecento. Nel tentativo di subordinare l'anima e le prerogative spirituali, sentimentali, morali ed etiche (che poi sono sostanzialmente quelle che rendono "eterno" l'essere umano, riscattandolo dalla pura materia e dall'effimera dimensione "animale" e "terrestre") all'economia ed al mercato, il marxismo (dunque) s'interseca al capitalismo: entrambi insensatamente sono infatti portati a disumanizzare l'essere umano. Il primo con la pericolosa subalternanza concettuale della dicotomia tra struttura (categoria che vede posta in posizione di primato l'economia ed i suoi accidenti) e sovrastruttura (nella quale ricadono per forzatura e difetto tutte le altre categorie non comprese nella prima); il secondo, il capitalismo – con le sue pericolose e più subdole derivazioni filosofico-economiche come gli stessi, e tanto (troppo frettolosamente) osannati, "liberalismo" e "liberismo" – che protende incondizionatamente al profitto, all'economicità dei processi ed alla ottimizzazione delle performances economiche, a discapito (come si realizza nello stesso marxismo) dell'uomo e del suo essere in senso lato ed assoluto. Entrambi (capitalismo e marxismo) riducono l'uomo, dunque, ad un mero involucro di materia. Ad un mero "essere economico", e pertanto lo disumanizzano per concezione e derivazione. 

      Primato del Mercato e Sospensione della Democrazia Reale  

    Alla luce di questa doverosa premessa possiamo comprendere la gravità di quanto sta accadendo in Europa. Il mercato ha preso il posto del cittadino, e le leggi di mercato neoliberiste hanno soppiantato la democrazia reale. Ma la crisi (indotta e fittizia) dei Paesi dell'Eurozona e lo squilibrio dei parametri economici, di cui sopra, parlano oggi con eloquenza all'orecchio della storia, gridando a gran voce una inconfutabile verità: il concetto mitico della globalizzazione è stato definitivamente adombrato da nuove visioni antropologiche dell'economia, che stanno ridisegnando – con palesi discostamenti dei tradizionali e confermati equilibri goepolitici – i rapporti internazionali, malgrado il tentativo dei poteri forti ed occulti, che dominano le dinamiche evolutive dell'economia mondiale, di conservare lo status quo con mezzi più o meno coercitivi e dittatoriali.

      La nuova Consapevolezza Popolare  

    Allora possiamo comprendere la dura presa di posizione popolare contro i diktat dei tecnocrati di Bruxelles e Francorte, che dal web si sta pian piano spostando sul terreno della politica reale ed attiva. Ciò andando a gonfiare e spingere in su i cosensi elettorali di movimenti politici relativamente o assolutamente nuovi nella scena politica  europea: decisamente avversi alle disastrose e grette politiche neolberiste e rigoriste dominanti. 

      Le promesse di Hollande e la "virata" sul "Fiscal Compact"  

    Allora (ancora non sappiamo e capiamo bene se per puro e semplice opportunismo elettorale o per reale convinzione) può accadere che le pressioni dell'opinione pubblica francese abbiano spinto il candidato Hollande – antagonista all'Eliseo, del premier in carica Sarkozy – ad incentrare la sua campagna elettorale sulla volontà – in caso di vittoria – di riconsiderare l'opportunità del "fiscal compact" riconoscendo tutta la sua portata distruttiva ed i suoi effetti distorsivi sulla funzione "imprenditoriale dello Stato" e sull'abolizione (grave ed ingiustifica) di uno strumento imprescindibile per lo sviluppo sano ed equilibrato degli stati, qual'è  il deficit spending: preziosa freccia nella faretra dello stato-impresa, concernente la sacrosanta e basilare possibilità per gli stati di "investire a debito" al fine di mandare avanti la macchina pubblica statale, garantire una serie di servizi fondamentali e primari (assolutamente non delegabili ai privati) e far girar l'economia di un Paese grazie all'implementazione del meccanismo del moltiplicatore economico. Cosa oggi di fatto sospesa con l'adozione del "fiscal compact", per l'appunto. Strumento "fiscale" che oggi il Consiglio europeo vorrebbe "costituzionalizzare", e che riconduce (paradossalmente) la possibilità di finanziare la macchina statale solo ed esclusivamente col ricorso al capitale  privato  e – aggiungiamo – aprendo le porte alla speculazione internazionale.

      Francia – La stretta di Melenchon e la sconfitta di "Mercozy"  

    A convincere Froncoise Hollande dell'opportunità di un cambio di rotta sul "Fiscal Compact" , nel Consiglio europeo, anche la posizione "anti-mercatista" del leader della sinistra Jean-Luc Melenchon: personaggio avverso al mercato ed ai suoi profeti, e utile – i termini di voti – in caso di eventuali ballottaggi. Finora, con Hollande dato in vantaggio sul premier Sarkozy, la politica "antirigorista" sembra aver avuto la meglio: un triste presagio per i sogni di gloria della strana coppia Merkel-Sarkozy, e ( al contrario ) una buona notizia per il fronte "euroscettico" ed "antieuropeista", o almeno per ilm partito "antirigorista" che si sta estendendo a macchia d'olio in tutta Europa. 

      Il crescente consenso politico degli "antirigoristi" in Italia ed Europa  

    Ne sono un esempio tangibile i crescenti consensi ottenuti in termini statistici negli ultimi mesi dal "Movimento 5 Stelle" di Beppe grillo  e dal movimento politico  "Alternativa", di Giulietto Chiesa. O ancora (per restare in Italia) di "Io Amo l'Italia" dell'eurodeputato "euroscettico" Cristiano Magdi Allam, cui sede centrale  è stata inaugurata di recente a Milano. Ma le fila del "Partito Anti Monti-Merkel-Sarkozy" si stanno ingrossando anche nella stessa patria del panzer tedesco, dove è in costante aumento il "rating" del partito dei cosiddetti "Pirati". Così come avviene in altri paesi Ue come l'Olanda (col movimento degli anti-rigoristi di Geert Widers), e nella stessa Danimarca: Paese nel quale nelle scorse ore la società Ny Credit (compagnia leader nei servizi finanziari) ha levato la testa ribellandosi con un duro monito alle continue ingerenze delle agenzie di rating. Qualcosa insomma, in Europa, sembra cambiare: nel sociale, nella politica e nello stesso dorato mondo della finanza. Non è mai troppo tardi. l'importante è crederci!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • L’Europa è un “Continente Vecchio” – Ieri, il monito da Milano

    L’Europa è un “Continente Vecchio” – Ieri, il monito da Milano

    Venerdì, Marzo 30th / 2012

    Italia / Milano / Unione Europea / Commissione Europea / Europa / Danimarca / Grecia / Polonia / Germania / Invecchiamento popolazione / Anziani / Pensionamento / Progetti /  Demografia  
     
    L’Europa è un “Continente Vecchio”
     
    Preparazione all’invecchiamento?
     
    l’obiettivo "retorico ed antistorico" del progetto Ue 
     
    Coinvolte Danimarca, Italia, Grecia, Polonia e Germania:
     
    Ieri l’incontro a Milano 
     

    Milano –  Il nostro è il Vecchio Continente, ma sarebbe meglio definirlo il Continente Vecchio: infatti, l’invecchiamento della popolazione europea è, ormai, un dato di fatto. Ma come si comportano le istituzioni nei confronti dei cittadini europei anziani? Intorno a questa tematica c’è – almeno a giudicare dai proclami trionfalistici e a volte retorici sul tema – grande sensibilità e pare che le iniziative promosse in Europa per garantire servizi e condizioni adeguate per la popolazione siano obiettivo primario della politica europea. Ciò, almeno se non fosse per la dissennata politica sull'annientamento del Welfare State in Europa, che le politica sell'Austerity montiana e merkeliana hanno imposto ai giovani e – poveri loro – vecchi di mezz'Europa. Tuttavia – e lo si legge con una certà ilarità, visti i tempi – "la nuova sfida europea: il boom dell’invecchiamento” è il titolo dell’incontro che,  avvenuto nelle scorse ore a Milano ed organizzato dalla rappresentanza della Commissione Europea a Milano e dall’associazione Nestore, si inserisce in un progetto biennale più ampio che coinvolge altri quattro Paesi partner, ovvero Danimarca, Germania, Grecia e Polonia. Un progetto che tratta da vicino il tema del pensionamento e dell’invecchiamento e mette a confronto i dati raccolti nei cinque paesi coinvolti, attraverso altrettanti incontri: il primo in Danimarca, il secondo a Milano, il terzo a Creta, poi Varsavia e l’ultimo, con la presentazione del rapporto finale, avverrà a Berlino, il prossimo maggio. Con la conferenza europea in Germania oltre a mettere in evidenza i risultati degli studi sull’invecchiamento, emergerà il confronto tra i cinque Paesi sull’andamento demografico e del mercato del lavoro e sugli interventi di consulenza e formazione attivati nei confronti degli anziani da Danimarca, Italia e Polonia. Si insegue, quindi, anche l’obiettivo di una politica comune europea in relazione ad un percorso che possa preparare gli anziani al pensionamento. Problemi che noi giovani di oggi, invece, probabilmente non causeremo mai, perché come anziani del domani, visti i tempi che corrono, magari non andremo neanche in pensione.
     
    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)