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  • Robot Monti: circuiti in tilt, zero cuore – L’uscita dal Tunnel è un Problema Culturale

    Robot Monti: circuiti in tilt, zero cuore – L’uscita dal Tunnel è un Problema Culturale

    Giovedì, Agosto 17th/ 2012

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile  –

    Italia / Debito pubblico / Nuovo Record Negativo / Crisi Eurozona / Bruxelles / Privatizzazioni / Meccanismo Europeo di Strabilità / MES  / ESFS  / IMU / Accise sulla benzina  / Mussolini / Agenzie di rating / Beppe Grillo  / Signoraggio bancario / Robot Monti / Keynes / Falsi profeti del liberismo / Umanesimo / Mago di Oz / Prostitute intellettuali  

    Debito, nuovo record negativo per Monti

    che pensa al taglio di altri 10 mld alle P.A.

    Robot Monti: troppi circuiti, zero cuore!

    E' una Guerra culturale: per uscire dal tunnel bisogna

    innanzitutto riumanizzare gli uomini e  sbugiardare i

    falsi profeti del liberismo

    Roma – Nel mese di giugno l'Italia ha segnato un nuovo record. Ma non fatevi ingannare, il riferimento non è alle buone prestazioni tenute dai suoi atleti alle Olimpiadi, o cose del genere; si tratta del nuovo record storico del debito pubblico italiano, che a giugno ha toccato la quota 1.972,9 miliardi di euro. A buon ragione si è parlato di "beffa", in quanto a pesare sui conti pubblici non sono solo gli interessi, ma anche il contributo ai cosiddetti Fondi europei di salvataggio: prese in giro chiamate Efsf (European financial stability facility) e MES (Meccanismo Europeo di Stabilità). Il che ha fatto sì che le maggiori entrate tributarie dei primi sei mesi dell'anno, con particolare riferimento all'Imu e all'aumento delle accise sulla benzina, che  hanno  ovviamente pesato (e peseranno non poco) sulle spalle dei cittadini – cioè sulle spalle di quello che una volta si chiamava popolo – non sono state in grado di incidere sulla montagna del debito che incombe sulle nostre teste e, come previsto e preannunciato da "Qui Europa",  sono state subito riassorbite. Come saranno – ovviamente – totalmente riassorbiti i 10 miliardi di euro (di tagli alle P.A. italiane) che nelle ultime Monti e Bondi avrebbero individuato ed annesso alla lista delle priorità per la crescita (?). Senza parole!

      Una domanda ricorrente  

    Molti lettori ci chiedono: ma a noi, allora, chi ci salva? Di certo non la nostra attuale compagine politica, per cui, forse, ha davvero ragione Beppe Grillo, il quale negli scorsi giorni, dalle pagine del suo blog, ha rievocato ironicamente Mussolini ed ha sostenuto: "chiudete il Parlamento. Camera e Senato sono ridotti peggio dell'aula grigia evocata da Mussolini; i parlamentari a larve di democrazia ben pagate", proponendo la diffusione su scala regionale di una sorta di moneta locale emessa a costo zero (eludendo il signoraggio bancario) sottoforma di buoni spendibili nelle singole regioni come surrogato della moneta. Grillo sarà anche un "moderno Savonarola", come paventato da molti suoi critici, ma certamente la sua è una provocazione, e come tale va inquadrata, focalizzando il fatto che tocca dei punti deboli, molto deboli, primo fra tutti quello relativo al ruolo che dovrebbe svolgere un Parlamento nazionale, ruolo che è, come dire, evaporato nel tempo. Ma non andiamo oltre su questi temi, che rimarranno comunque sterili se non verranno seguiti dalla consapevolezza e dall'azione della gente, dei cittadini, di coloro che vengono manovrati come burattini, senza averne, neanche minimante, cognizione. E' per tale ragione che tutti noi siamo chiamati a fare informazione. per contrastare la disinformazione dilagante di tv e giornali: efficace soprattutto su coloro i quali non utilizzano lo strumento del web. 

      Agenzie di rating e MES: due minacce da sventare  

    Inoltre, in questi giorni, sono due i temi che stanno facendo da sfondo alle zuffe tra pseudo-politicanti: quello relativo allo slittamento della decisione da parte della Corte Costituzionale tedesca sulla legittimità costituzionale del MES; e quello, che ritorna ciclicamente e invano, relativo alle agenzie di rating. Per quanto riguarda quest'ultimo punto, a pronunciarsi è stato questa volta Lorenzo Fontana, eurodeputato della Lega Nord, il quale ha affermato che "lo strapotere di queste agenzie è divenuto un elemento di non più tollerabile instabilità ed i mercati sono già sufficientemente in preda al caos. I casi Parmalat e Lehman Brothers, soggetti classificati con una tripla A e poi falliti, sono un chiaro esempio dei danni potenziali che queste agenzie possono causare; inoltre i legami poco chiari tra molte banche e le società chiamate a pronunciarsi sulla loro affidabilità si traducono in un colossale conflitto di interessi", e Fontana prosegue, "sarebbe il caso che l'Europa decidesse di istituire al più presto una propria agenzia".

       La trappola dei titoli del Debito Pubblico  

    Ma da parte nostra (ormai da 9 mesi a questa parte) sosteniamo linee più radicali:  per uscire dal tunnel non resta che rinazionalizzare Bankitalia, uscire dall'euro e rimandare letteralmente in pensione le "sole addomesticate" del rating,  riscrivendo nuove regole per la regolamentazione dei mercati, atte a tagliare le ali alla speculazione. Regole magari meno ingannevoli. E poi – d'altra parte – perchè continuare a dare così tanta importanza al finanziamemnto pubblico statale mediante titoli del debito pubblico. Perchè continuare a seguire la china del bedito indicata dallo stesso Mario Monti ai governi fin dal 1981? Keynes suggerì altre stade, ma i fanatici del mercato e delle privatizzazioni selvagge parlano altre lingue a noi incomprensibili, continuando a sostenere gli sporchi interessi dei padroni del mondo, senza mostrare alcun sentore di umanità.

      Una guerra culturale per un nuovo umanesimo  

    Forse il punto cruciale è proprio questo: riumanizzare l'uomo! Come detto, non è importante restare vivi. L'essenziale è restare umani. Quindi cari lettori, è un dovere morale isolare i politici che continuano a dire menzogne, disumanizzando la società. Ciò, senza lasciarsi abbindolare dalle solite promesse e dai soliti favoritismi strategici pre-elettorali. Chi vi promette qualcosa in cambio del voto (magari un aiuto economico, un improbabile lavoro, e via dicendo) ricordate che vi sta prendendo in giro. Bisogna avere (mai come in questo tempo oscuro) la levatura morale ed etica di rinunciare al denaro. Non possiamo più permetterci di essere merce di scambio, prostitute intellettuali. Questa è soprattutto una guerra culturale, prima ancora che economica e politica. E' vero, la crisi rende deboli, spinge a stringere compromessi, ma non c'è alternativa. Prima ci liberiamo di questi signori, prima l'Italia potrà rialzare la testa e risorgere. Il robot Monti questo lo sa bene, ma dimentica un particolare: nella  celebre favola del Mago di Oz (lasciando da parte il significato occulto ed esoterico dell'opera, che nell'idea dell'autore, il teosofista Frank Baum, rappresentava una sorta di cammico simbolico per gli illuminati, utilizzato anche per i programmi di controllo mentale Monarch) anche il robot di latta – pue essendo immortale, e pur non avvertendo il peso dei morsi della fame  – alla fine stanco di essere prigioniero di se stesso, andò alla ricerca di un cuore. Nella favola alla fine l'uomo di latta scopre di non averne bisogno, perchè già capace di amare: ma evidentemente non è il caso di chi ci governa. Non è il caso di noi poveri comuni mortali.

    Vincenzo Folino, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Si alla Spending Review:  Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

    Si alla Spending Review: Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

    Martedì, Luglio 31th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Eurozona / Voto anticipato / Riforma elettorale / Approvazione Spending Review / Europa / Usa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Timothy Geithner / Mario monti / Vertici / Spagna / Francia / Germania / Rajoy / Holande / Merkel / Obama / Vertici / Tagli lineari / ANCI / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Finmeccanica / Porcellum / Legge elettorale / Eni / Enel / Finanza tecno-mafiosa / Menzogne / Ronald Reagan 

    Guerra delle poltrone e "Spirito Montiano":

    E' bagarre sull'ipotesi di "voto anticipato"

    Parlamento, ok "Piano Monti": Si a  Dismissioni e

    "Spending Review". L'imbarazzante complicità di ABC

    Timoty Geithner in Europa: propaganda imperislistica

    Usa e lodi all'austerity

    Monti – Settimana decisiva per l'Euro: al via la ruota dei vertici

    Roma – La settimana appena iniziata potrebbe essere "decisiva" per l’Eurozona e lo si comprende anche dalla fitta agenda di vertici fissata dal professor Monti con i leader di Francia, Spagna e Germania. Intanto in Italia l’ipotesi “voto anticipato” è  un’incognita sempre meno aleatoria, malgrado gli inviti distensivi di Giorgio Napolitano. Negli ultimi giorni, in tal senso, abbiamo assistito ad un frenetico walzer di incontri più o meno ufficiali tra Monti e ABC (Alfano, Bersani e Casini) ovvero i tre leaders dei partiti “amici” che lo sorreggono. Ma un dato sembra ormai assodato: le caste partitiche, rispetto agli Italiani ed alle loro esigenze reali, agiscono sempre più indisturbate – in totale "libertinaggio" – e sempre più sganciate da un ideale mandato elettorale, ampliamente tradito a discapito della sovranità nazionale e degli stessi cittadini, trovatisi – grazie ad una improbabile ed anti-democratica “proprietà transitiva”  – ad appoggiare un “governo tecnico” trasformatosi a tutti gli effetti in governo politico. Come non parlare di golpe? Una combricola di “tecnici”, come se non bastasse, assolutamente incapace di risolvere i problemi del Paese, ma anzi, capace addirittura di peggiorare la situazione economica generale, appoggiando in tutto le scelte del ministro dell'"Anti-Welfare", Elsa Fornero, e abbandonando – impuniti – gli Italiani nelle braccia del neo-liberismo più distruttivo, sinonimo di dismissioni aziendali, dismissioni del patrimonio nazionale e in ultima istanza di recessione da record.

      ABC e lo sdoganamento della "bestemmia economica"  

    Altro risultato concreto della compagine governativa e dello stuolo di maggiordomi parlamentari al suo seguito, è stato il livellamento al ribasso e la compressione selvaggia dei redditi  di quasi tutte le categorie produttive e dei pensionati. Ciò in nome di una “bestemmia economica” chiamata abolizione del deficit spending: effetto dell’istituzionalizzazione del pareggio di bilancio promosso da Monti e dai suoi colleghi europei ed avallato senza discutere da Pd, Pdl e Udc. Ieri, a coronamento di ciò, alla Camera (in un clima di disarmante tranquillità) si è votato per l’approvazione di spending review e dismissioni patrimoniali. Cioè vi è votato per darla vinta a speculatori e banchieri in maniera definitiva. Si! Proprio così! Infatti i sacrifici definitivamente impostici nella giornata di ieri da questi signori serviranno proprio a ciò: a ripagare gli interessi miliardari sul debito alla speculazione bancaria.

     Avanti con i tagli lineari malgrado l'ANCI 

    Quindi avanti con  tagli lineari, malgrado le veementi proteste giunte nella settimana appena conclusasi dai sindaci italiani e dall’ANCI. Operazione legittimata dal professore in nome dei mercati ed al fine di dar compimento a quei famosi “compiti a casa” voluti dall’Europa e dagli Usa: nuovi “padroni aggiunti dell’Europa”. E la visita in Europa – ed i giudizi – del segretario al tesoro Usa Timothy Geithner al ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble lo dimostrano.

     L'Europa  e l'egemonia dell'imperialismo Usa  

    Ormai il futuro dell’Eurozona non sembra più una decisione spettante agi stati sovrani (smantellati quasi completamente) ma addirittura una prerogativa degli Stati Uniti. Ingerenza intollerabile che tuttavia traspare dapprima dallo strapotere delle agenzie statunitensi del rating e successivamente – come se non bastasse – dalle stesse dichiarazioni giunte nelle ultime ore dal segretario Usa, manifestatosi "fiducioso per le misure varate dall’Eurozona per riformarsi e arrivare in ultima istanza a una maggiore integrazione fra i paesi membri”; nonché "pienamente soddisfatto per il fatto che la scorsa settimana i leader europei si sono detti pronti ad intraprendere qualsiasi passo necessario per salvaguardare la stabilità finanziaria nell'euro". Quindi complimenti a profusione ed apparenti successi di facciata. Ma evidentemente e solo vuota enfasi propagandistica pro Usa e pro-Obama: presidente – è utile ricordarlo – in piena campagna elettorale. Ma la verità è ben diversa. L’approvazione della Spending Review da parte dei maggiordomi di Mario Monti porta con sé amare e paradossali verità. Allora – anche se non avremo di certo la benedizione del regime imperialistico euro-statunitense – sarebbe più realistico e decoroso parlare di porte spalancate a povertà e degrado in tutti i comuni e le città italiane, in uno tsunami mercatista che ci staaccomunando tutti alle stesse disavventure indotte e toccate ai cittadini portoghesi, irlandesi, spagnoli e greci. 

     Una menzogna lunga un anno  

    Segno inequivocabile del raggiungimento degli obiettivi egemonici di una nuova forma di imperialismo e nello stesso tempo di una menzogna lunga un anno, inaugurata con la famosa “letterina” della BCE indirizzata a Slvio Berlusconi all’indomani del fallimento del piano nazionale di privatizzazioni bocciato dal referendum popolare giusto un anno fa. Ma prendendo spunto dai diktat dei bravi a Don Abbondio nel capitolo più celebre de “I Promessi Sposi”: “questa privatizzazione sa ’da fare!”. E allora, quale miglior strada se non quella di inscenare una crisi e prendersela col “nervosismo dei mercati”, con una evanescente “Europa” e con un “governo di non eletti”? Un’occasione storica, epocale: soprattutto se si può contare sull’asservimento pressocché totale di giornali e tv. Gli stessi che stamane brindano all’asta dei Btp italiani, scordandosi che gli interessi pagati restano faraonici per colpa di uno spread alle stelle. Ma ormai ciò – nel regime Monti – sembra rientrare nella normalità. Tanto a pagare saranno i cittadini.

     Avanti tutta nel nome dello spirito di Monti  

    E allora avanti tutta con l’ipotesi di un Monti Bis, o – in alternativa – di un "Piano Monti Bis" anche senza l'ingombrante presenza fisica del professore. Ciò che conta, evidentemente, è il suo spitiro! Ipotesi caldeggiata dai leader amici come panacea per la rinascita del Paese: lo stesso Paese che ieri – in assenza di contraddittorio e discussioni di sorta – hanno appena finito di rottamare, dopo aver depredato per decenni: e con la collaborazione dello stesso Mario Monti in veste – oculatamente celata – di gran suggeritore finanziario dei governi pregressi. E – ironia della sorte – in nome di un debito creato da banche e dagli stessi uomini che ora mandano avanti il governo dei banchieri ed i piani paralleli dei loro amici della Goldman, della Trilaterale e del Bilderberg.

     I Vertici del fallimento  

    In questa ottica il proliferare degli incontri del professore, rappresenta un palese segno di debolezza e di resa: dinnanzi allo smantellamento statutario della giustizia sociale e dinnanzi alla crisi, frattanto cresciuta a livelli esponenziali, con uno spread agli stessi livelli di quello imperante durante gli ultimi giorni di regno del cavaliere.

     La grave complicità del Cavaliere nello sfacelo  

    Cavaliere che tuttavia (avendo ad oggi la maggioranza in Parlamento) resta ancora il principale complice e responsabile dello sfacelo italiano (assieme ai fedeli Bersani e Casini) e della vittoria incontrastata dell’anti-democrazia e dei poteri forti. Gli stessi incarnati da Monti, e – come del resto – dallo stesso Berlusconi e dai suoi seguaci. Anche l’ingombrante figura messianica del Professor Monti è dunque finita con lo sprofondare nella melma della recessione. Il vero risultato ottenuto, a conti fatti, resta – così come avvenne ai tempi del liberista Reagan – una redistribuzione verso l’alto e verso le banche della ricchezza nazionale. Vedi “Goldman Sachs”: la banca d’affari cara a Monti (Draghi e Prodi) diventata nel frattempo “padrona” di mezza Italia.

      ABC: i veri perdenti morali  

    Ma, agli occhi di tutti gli Italiani onesti, i veri perdenti morali di questo “devastante giochino dei ruoli”, sono stati proprio loro, i partiti di “maggioranza”: gli stessi degli scandali di “Finmeccanica”, del “Porcellum” e del debito facile. Gli stessi impresentabili personaggi che ora ci vorrebbero propinare la ricetta Monti (tagli lineari, tassazione da record del mondo e dismissioni del patrimonio statale per 20 miliardi di euro l’anno) anche dopo il 2013 e per lunghissimi anni. E ciò – come detto – anche dopo la destituzione dello stesso professore, che ormai sembra aver esaurito il suo “vero” mandato. Almeno Mussolini realizzava il suo piano egemonico senza nascondersi dietro il dito dei mercati o dell’Europa. I nostri nuovi “dittatori”, al contrario, preferiscono esercitare pieni poteri e conservare lo status quo con continui rimpalli di responsabilità. Ma dove sono finiti i dittatori di una volta? E’ alquanto probabile, dunque, che l’alleanza fra i tre – ABC – nonostante le finte discordie da telecamera, prosegua con grande passione anche dopo il voto anticipato o quello della naturale scadenza del 2013, nel tentativo di non deludere i padroni della Bce, dell’Fmi e dell’Ue.

     Il cupo futuro di Finmeccanica, Eni ed Enel  

    Ora a farne le spese saranno probabilmente altri gioielli della famiglia Italia – gli ultimi rimasti di una vastissima e prestigiosissima collezione gettata nell'oceano della speculazione – come Finmeccanica, Eni e Enel, i tre maggiori gruppi nazionali a stuzzicare ancora il palato dei mercati internazionali e degli speculatori artefici della crisi del debito. 

      Per uscire dalle grinfie della finanza tecno-mafiosa  

    Il vero problema, dunque, Monti o non Monti, è che nulla cambierà per gli Italiani se i partiti (o gli Italiani stessi nelle urne) non opteranno per strade alternative e di rottura rispetto a quella seguita finora. E per rottura s’intende ovviamente la rinazionalizzazione della Banca d’Italia, svenduta ai banchieri privati e l’abbandono del fallimantare euro e di tutti i suoi occulti e non pubblicizzati accidenti: Sistema Target 2, Euribor e predominio indotto (da nazismo bianco) dei banchieri e dell’asse franco-tedesco. Uniche vere strade per uscire dalla crisi e per ridare centralità al welfare e ai cittadini europei soggiogati da una finanza tecno-mafiosa avallata dal Trattato di Lisbona e dagli accordi di Basilea.

     La guerra delle poltrone 

    Ma l’unico vero cruccio nel quale si arrovellano le menti di ABC in queste ore – archiviata velocemente (quanto vergognosamente) la “banale pratica” della Spending Review in Parlamento – sembra essere quello della conservazione del potere e delle seggiole, mediante una riforma di legge elettorale il più vantaggiosa possibile agli schieramenti in corsa. Allora, mentre il Pdl spinge per le preferenze – trovando un alleato nell’Udc di Casini – il Pd è a favore dei collegi uninominali. E’ bene dire che attorno a questa bagarre scorrono i fiumi della demagogia. Non è affatto vero come dicono Bersani e la Finocchiaro che il ripristino delle preferenze è un ritorno al voto di scambio. Anche con il sistema maggioritario, infatti, le cose non sono andate diversamente, con i tanti casi di corruzione. La verità è che la corruzione è una costante sia nell’uno che nell’altro sistema, e che a decidere in Parlamento sono sempre più le logge ed i gruppi di potere occulti che da decenni controllano tutte le dinamiche “cosiddette democratiche” del Paese.

     Per evitare il male maggiore  

    Quindi l’unica cosa da fare sarebbe mandare a casa tutti gli schieramenti che da trent’anni a questa parte rispondono agli stessi occulti burattinai e che vorrebbero continuare a farla franca anche quando il professor Monti sarà tornato – magari a tempo pieno –  ad adempiere al suo nobile compito di leader per l'Europa della Trilateral Commission o di compiaciuto ed attivo consulente finanziario di Goldman Sachs o di altre banche d’affari made in Usa. Pertanto, onde evitare il male maggiore, sarebbe meglio lasciare che siano i cittadini a decidere chi mandare in Parlamento e non le segreterie di partito – o le logge –  per interessi diversi. Allora non proprio così fuori dal mondo e paradossali risuonano le ultime dichiarazioni di  Grillo secondo il quale "Nella discesa agli inferi, i Caronte, Berlusconi e Bersani, coloro che ci hanno traghettato nell'abisso di un enorme debito pubblico, ci danno lezioni e si propongono al governo nel 2013 come salvatori. Oltre al danno, anche la beffa. I cialtroni tornano sempre sul luogo del disastro". Beh questa volta il "Grillo Parlante" – critiche di Mastro Geppetto Napolitano a parte – sembra non aver tutti i torti a tirare le lunghe e pelose orecchie da ciuchi ai pinocchi della politica.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

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    Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

    Martedì, Luglio 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare  […]

    Trani inguaia Moody’s. Gli Scheletri nell’armadio di Monti

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    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

     

    Mezzogiorno: se continua così dopo l’Estate “si andrà tutti in Grecia”

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    Venerdì, Luglio 13th/ 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Ue / Mezzogiorno / Europarlamento / Commissione parlamentare per lo sviluppo regionale / Consiglio Ue / Proposta co-finanziamento / Politica di coesione / 2014 – 2020 / Regioni meridionali / Abruzzo / Molise / Basilicata / Sardegna / Regioni in transizione / Media europea […]

    Monti: “Non resterò dopo il 2013″

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    Mercoledì, Luglio 11th/  2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti   Monti : "Non resterò dopo il 2013" Le perle di saggezza del professore […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

     

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    RAI Fiction Presenta – Monti-Merkel in “Vacanze Romane”

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    Giovedì,  Luglio 5th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Italia / Mini-Vertice Ue / Roma / Vacanze Romane / Mario Monti / Angela Merkel / Palazzo Madama / Vertice di Bruxelles / Unione Euoropea / Europei di calcio 2012 / Efsf /  Fondo Monetario / Fondo Salva Stati / Mes / Diritto del […]

    ABC, il Cavaliere e il Professore: “Nuovo Macello Italia S.P.A.”

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    Giovedì, Luglio 5th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Roma / Palazzo Grazioli / Politica / Vertice Pdl / Popolo della Libertà/ Alleanza Nazionale / Unione di Centro / Partito Democratico / Esecutivo / Larga Coalizione / Elezioni Politiche / Primarie / Crisi Economica / Silvio Berlusconi / […]

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

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    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

    E’ Morto il Lavoro – L’Italia è una Repubblica fondata sull’Emarginazione

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    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Consiglio Europeo / Parlamento italiano /Italia / Roma / Bruxelles / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Diritti / Libertà / Welfare / Occupazione / Disoccupazione / Licenziamenti /Camera / Senato / Immigrazione / Emigrazione / Popolazione […]

    Decreto sul Lavoro: Passera accelera la riforma d’intesa con l’Ue e la Casta

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    Martedi, Giugno 19th / 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Decreto Sviluppo / Decreto Lavoro / Corrado Passera / Assisi / meeting internazionale economia / Parlamento / Unione Europea / sviluppo sostenibile / crisi / lavoro / economia / Project Bond / Grecia / Atene / Italia / Banche / Eurozona / Qui Europa / […]

    L’Appello di “Qui Europa” – Cara casta gli Italiani pagano troppe Tasse, è ora di Finirla!

    L’Appello di “Qui Europa” – Cara casta gli Italiani pagano troppe Tasse, è ora di Finirla!

    Mercoledì, Giugno 6th /  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Italia / Roma / Governo Monti / Tasse da record / tasse inique / Dittatura / Debtocracy / Casta parlamentare / Appoggio cieco al governo dei banchieri / L'Italia sta morendo / Corte dei conti / Giampaolino / Alfano / Bersani / […]

    Caro carburante – Accise e Speculazione annientano anche l’agricoltura

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    Martedì, Maggio 15th / 2012  – di Sergio Basile –  Italia / Crisi Ue / Agricoltura / Caro gasolio agricolo / Decrementi produttivi / Chiusura aziende / Confagricoltura / Guerre / Accise statali / Sviluppo economico / Settore Primario / Costo carburante fuori controllo / Speculazione / Zootecnia / Sottosegretario allo Sviluppo Economico / Claudio […]

    Passera: immagine di un governo allo sbando

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    Venerdì, Maggio 11th / 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Governo Monti / Corrado Passera / Ministro allo Sviluppo Economico / Parole contraddittorie / Mea Culpa / Recessione / Futuro Buio / Giorgio Napolitano / Elsa Fornero / Vittorio Grilli / Mario Draghi / Dimissioni  / Sbugiardati / Confindustria / Fiscal Compact / […]

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

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    Domenica, Aprile 22th / 2012 – di Mirella Fuccella e Sergio Basile –  Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

     

  • Farsa Spagna – 100 miliardi di ricapitalizzazioni bancarie

    Farsa Spagna – 100 miliardi di ricapitalizzazioni bancarie

    Venerdì, Luglio 20th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Spagna / Crisi Eurozona / Ue / Consiglio europeo / Cristobal Montoro / Olli Rehn / Mariano Rajoy / Proteste e manifestazioni pubbliche / Manuel Barroso / Ricapitaliazzazioni bancarie / 1000 miliardi / Wolfgang Schaeuble / Bendestag / Vittorio Grilli / Giorgio Squinzi / Debitocrazia / Furto legalizzato / Sistema target 2 / Farsa / BCE / Spread / Rendimenti al 7%  

    Spagna – Stamane il Consiglio Ue avallerà 100

    mld di ricapitalizzazioni bancarie

    La farsa dei salvataggi continua, mentre nessuno

    pensa di rottamare il Sistema TARGET 2 e di

    rinazionalizzare le Banche Centrali

    BCE, falsa "Fata Turchina": lo statuto del SEBC la

    autorizzerebbe ad acquistare titoli del debito

    spagnolo, ma si preferisce esporre i titoli alla

    speculazione dei mercati

    Intanto vola lo spread. rendimenti al 7%, e si parla di "contagio"

    Bruxelles, Madrid – Nelle ultime ore i media italiani sono tornati a parlare di "paura del contagio nella zona dell'euro" per la "presunta crisi" delle banche spagnole. Quasi come se si trattasse di un morbo contagioso, una mucca pazza o una peste. Continua, dunque, senza sosta la propaganda di regime (incentrata su una totale disinformazione, utilizzata come una vera e propria arma golpista) che sparge fumo negli occhi degli Italiani e degli Europei, anziché dire la verità sul sistema TARGET 2 e su come in realtà il sistema dei pagamenti interbancari – concepito nel 2007 – sia stato predisposto per creare un vergognosa subalternanza dei Paesi e delle banche dell'Eurozona, nei confronti della Germania e delle sue banche. Lo abbiamo spiegato chiaramente e con pratici esempi nell'articolo pubblicato 2 settimane fa, dal titolo "Schiavi di un Debito Illegale, Terza Parte: Il Sistema target 2", che vi invitiamo a leggere, per controbbattere con cognizione di causa e piena consapevolezza a quanti sostengono la necessarietà e legittimità delle ricapitalizzazioni bancarie, oggi verso la Spagna e domani verso l'Italia (vedi articoli correlati).  Il presunto virus dunque, secondo l'analisi di "Qui Europa" (come dimostrato) fittizio e "creato in laboratotio" porterà oggi l'Eurogruppo a dare l'ultimo nulla-osta su 30 miliardi di euro che saranno elargiti a breve verso i caveau degli istituti (ormai) di "ex-credito" spagnoli, per la gioia del governo Rajoy. 100 nel complesso.

       Spagna – Fregatura contro Fregatura   

    Lo stesso leader Mariano Rajoy nelle scorse ore aveva lanciato – tra le reiterate e sistematiche proteste dei cittadini spagnoli: ormai metà dei quali precari e disoccupati – un nuovo accorato appello all'Europa, alla sua cara Europa dei banchieri, d'intesa con il ministro del bilancio spagnolo, Cristobal Montoro: ''La Spagna – ha detto Montoro – non ha un soldo in cassa per pagare i servizi pubblici e se la Bce non avesse comprato i titoli di Stato, il Paese sarebbe fallito''. Intanto Rajoy ed i suoi si apprestano a varare un nuovo piano di schiavitù, cioè di austerità, da 65 miliardi: obbedendo senza batter ciglio al nuovo diktat dello zar Manuel Barroso. Fregatura posta quale condizione di un'altra fregatura (in pieno stile FMI per intendreci): cioè in cambio di un anno in più di tempo per riportare il deficit sotto la soglia del 3% del Pil. Deficit, ricordiamolo, anch'esso fittizio e causato dalla privatizzazione della banche centrali dei Paesi della Zona Euro. Ma sentite la faccia tosta di Montoro e come si è giustificato verso gli Spagnoli scesi a protestare in centinaia di migliaia per le piazze di tutto il Paese e di Madrid: ''Ecco, noi danneggiamo l'euro con l'aumento del nostro debito sovrano''. Conclusione vera, caro Montoro, ma premesse false come i soldi del Monopoli, come il Paese dei Balocchi enfatizzato da Lucignolo nelle nota fiaba. Lo stesso che la tecnocrazia ha creato: lo stesso che si vorrebbe trasformare ora in un superstato ancor più dittatoriale e deleterio noto alla cronaca come "Stati Uniti d'Europa". Cioè, il "Paese dei Balocchi Uniti d'Europa!".

       Rottamate il Sistema target 2!   

    Intanto a chiudere il cerchio pro-austerity ci hanno pensato come sempre i mercati, con lo spread: il rendimento dei titoli è volato oltre la soglia del 7%. Allora si pensa alla soluzione di un nuovo memorandum d'intesa per "aiuti" (o regali, dipende dai punti di vista) alle banche ''fino a 100 miliardi di euro'' che oggi l'Eurogruppo avallerà – come detto – in cambio di un'austerity ancor più rigida alla quale assoggettare gli schiavi spagnoli. Trenta miliardi dei quali – come anticipato in premessa – saranno elargiti subito, per illudersi di fermare questa "emorragia vergognosa ed indotta dall'eurosistema". Ennesima porcata dell'eurocasta, ai danni della democrazia. Ma perchè invece non rottamare il Sistema TARGET 2 e rinazionalizzare le banche centrali per tornare ad "acquistare" il denaro pubblico a costo praticamente zero (1% anzichè 6 o 7%, grazie all'intermediazione delle banche private e degli speculatori), anziché negoziarlo sui mercati internazionali – nelle mani di affaristi senza scrupoli – con effetti devastanti per tutta l'economia reale? Ma evidentemente questo ai media nazionali non sembra interessare, poiché non ne parla mai nessuno. Troppo scomodo! Meglio invece parlare di "febbre da spread" e fondo salva Stati (Efsf e presto MES) per calmare la fantomatica "febbre dei rendimenti".

      Nel Fasullo Paese dei Baolocchi   

    Ma fino a quando dovremmo continuare ad ascoltare simili pazzie? Probabilmente per sempre, a giudicare almeno dall'andazzo, e se non verranno presi nei prossimi mesi i relativi e giusti provvedimenti democratici (elettorali) contro questi governi acconsensienti e collusi con questo sistema corrotto ed anti-economico, che ha trasformato il continente più ricco nel Paese dei Balocchi delle élite. Un Paese dove i "pinocchi" siamo noi comuni cittadini, e le fate turchine non esistono (non esiste cioè una BCE protesa all'acquisto dei titoli del debito pubblico dei Paesi Piigs, malgrado la possibilità sia prevista dallo Statuto del SEBC – Sistema Europeo delle Banche Centrali). Vi è solo qua e là qualche scomodissimo  Grillo parlante, che però i media ignorano per copione.

     Sistema target 2 

    E la Germania in tutto ciò che fa? Semplice, mantiene lo status quo! E lo dimostra il discorso tenuto ieri dal ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schaeuble al Bundestag, il parlamento tedesco. Secondo Schaeuble ''esiste un rischio potenziale per gli altri paesi dell'Eurozona se non si aiuta la Spagna a risollevare le sorti delle proprie banche (…) a causa dell'estremo nervosismo dei mercati. la Spagna – ha continuato, chiedendo l'appoggio del Parlamento – non è in grado di gestire da sola le difficoltà del proprio settore bancario (e ti credo le avete studiate voi per i surplus delle vostre banche, caro Schaeuble!)  messo a rischio dalla bolla immobiliare''. Ma le balle srategiche di Schaeuble (non poteva essere altrimenti) alla fine hanno "convinto" (qualora ce ne fosse stato bisogno) la grande maggioranza dei parlamentari – 473 sui 583 presenti – accentuando l'immagine di una Germania cui vesti da "fata turchina" vanno strette (e non come qualcuno vorrebbe darci a bere). Una Germania, dunque, scaltra e travestita da cinica matrigna, solidale con i "surplus fittizi" generati dal Sistema dei pagamenti internazionali dell'Eurozona ( il famigerato e sempre più "occultato" Sistema TARGET 2 ) a tutto vantaggio delle sue banche e delle sue industrie.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Parigi-Berlino – Hollande, Merkel e il fulmine rivelatore

    Parigi-Berlino – Hollande, Merkel e il fulmine rivelatore

    Sabato, Maggio 19th / 2012 

    – di Sergio Basile e Domenico Apicella –

    Francia / Unione europea / Crisi Ue / Crisi Eurozona / Presidenza francese / Eliseo / Arc du Triomphe / Francoise Hollande / Pierre Moscovici / Austerity / Fiscal compact / Crescita che non verrà / Illusioni / Crescita impossibile / Angela Merkel / Consiglio europeo / Strategie politiche / Cristallizzazione politica / Morte dei grandi partiti / Costituzione / Fulmine rivelatore / Qui Europa / Sergio Basile / Domenico Apicella 

    Francia – Austerity: Hollande a lezioni di

    Merkeliano 

    Prima grave contraddizione del neo-Re dell'Eliseo

    sul concetto di "crescita economica"

    Parigi – Una passeggiata lungo les “Champs Elysees” mentre si osserva in lontananza la maestosità de l’ “Arc du Triomphe” e si capisce che la Francia più che un covo di speculatori è un pullulare di arte e magnificenza. O forse no? Fatto sta, che nelle scorse ore, il nuovo ministro dell'Economia francese, Pierre Moscovici, ha ribadito che la Francia  non ratificherà il trattato europeo sulla disciplina di  bilancio (il tanto odiato leviatano denominato  "fiscal compact") che ha già firmato. Ciò, almeno, se non vi sarà aggiunto un "capitolo sulla crescita". Cori di giubilo si sono dunque levati a destra e a manca, salutando la coraggiosa dichiarazione del neo-ministro, come un inconfutabile segno di cambiamento. Come una ferma presa di posizione verso la vergognosa e distruttiva linea imposta da Angela Merkel con il benestare – anche se fortunatamente non unanime – del Consiglio europeo.

      Segni dal cielo – Un provvidenziale fulmine rivelatore   

    Ma il Re bohemien, Francoise Hollande ha subito corretto il tiro, rispolverando un ormai vecchio e rigato disco in vinile rubato dal cassetto della Merkel, e per nulla scosso dal fulmine piovuto dal cielo contro il suo aereo nel suo primo viaggio verso Berlino (episodio che – per la cronaca – lo ha costretto a ritornare in aeroporto e ad imbarcarsi su un altro volo) ha sbottato: “Bisogna combattere il debito pubblico, dobbiamo ridurre i deficit e mettere in sicurezza la situazione della Francia!” Ebbene si! E' stato questo il suo lapidario e "beffardo" commento. Beffardo, almeno, per alcuni milioni di Francesi che si erano illusi che accantonando Sarkò la strada verso la democrazia e l'equità sociale nel Vecchio Continente – sempre più claustrofobicamente incastrato nell'"Unione" – fosse stata ormai spianata. Ma così, evidentemente non sembra.  “E' fondamentale ottenere ciò, perchè – ha continuato Hollande – un paese che si indebita è un paese che si impoverisce”. Ma non erano i paesi a non investire e a non lavorare ad imboccare la strada verso il precipizio della povertà? La storia recente del Giappone, d'altronde, ce lo insegna benissimo: un paese sovrano con un debito pubblico di 4000 miliardi di euro (oltre al doppio di quello italiano, per capirci) che presenta oggi tassi di crescita economica davvero pregevoli, e malgrado il "terremoto nucleare" subito.

      Lo strano virus che attanaglia l'Europa  

    Ma allora chi ha diffuso il virus della demenza di massa in Europa? Sarà forse stata qualche multinazionale? Magari attraverso Ogm in scatola forniti nel primo pranzo ufficiale all'Eliseo a Re Hollande? Dunque ecco prendere forma la vera faccia del Presidente. D'altra parte sono tutti uguali! Come tutte uguali sono le espressioni dei leader di partiti-dinosauro cristallizzatisi su posizioni di comodo, antipopolari, ma – ancora – ben mascherate. Come dire, firmiamo per bloccare definitivamente – e per Costituzione – la crescita in Europa, ma solo se inseriamo misure per la crescita! Il solito politichese becero. Le solite disarmanti contraddizioni! D'altra parte, è pur vero che la Francia non ha ancora assaporato i bocconi amari della recessione – come hanno fatto, e stanno facendo tutt'ora senza alcuna prospettiva di rilancio, Grecia, Spagna, Italia, Irlanda e Portogallo: i celeberrimi Piigs – e che quindi non  è ancora maturata a pieno, negli elettori d'oltralpe, quella consapevolezza sul reale allarme rosso innescato nell'Eurozona, ed alimentato dai grandi partiti élitari e pachidermici, oggi pronti a sostenere a spada tratta i nuovi dei del liberismo: gli stessi che stanno letteralmente divorando l'Europa con selvagge svendite e privatizzazioni, e gli stessi che la stanno sfiancando con velenosissime "frecciate all'austerity".

      Avanti con strategico ardore!  

    Quale sarà, dunque, l’indirizzo predominante del nuovo governo insediatosi all'Eliseo? Quello più “sbilanciato” (in tutti i sensi) che trapela dall’ “out-out” posto dal ministro Moscovici, oppure quello cosiddetto “prudenziale” delle ultime dichiarazioni del presidente Hollande? Una cosa appare chiara: non sarà – a giudicare dalle ultime uscite del Presidente – una linea vicina alle istanze di cambiamento degli Europei e dei Francesi più disillusi. E pensare che “il disorientamento politico” all’interno della stesso schieramento, per rendere il tutto un pò più goliardico e partecipativo, credevamo fosse un’arma rigorosamente ed esclusivamente fabbricata in Italia. Prima le opere d’arte ed ora anche le strategie politiche: cara Francia, ma inventare qualcosa di tuo “no”?

    Sergio Basile,  Domenico Apicella  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Istat – Risparmi italiani KO! Le colpe di Monti

    Istat – Risparmi italiani KO! Le colpe di Monti

    Giovedì, Aprile 5th/ 2012

    Italia / Crisi Ue / Crisi Eurozona / Risparmio / Istat / Avanzo primario / Distruzione del risparmio delle famiglie / Governo tecnico  Monti / Speculazione internazionale / Pagamento interessi da usura / Drastica riduzione propensione al risparmio / Strategia dello spread / Mezzogiorno / Imprese e famiglie  

    Istat – Risparmio in caduta libera: Italia KO

    Il Paese delle formiche si scopre terra delle cicale.

    Che fine ha fatto il nostro tesoro?

    Nel 2011 Crolla il risparmio delle famiglie:

    50 miliardi l'anno solo per pagare interessi su BTP

    alla speculazione internazionale

    Roma – In un Ecofin estivo di qualche mese fa, l’allora ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ricordava che l’Italia era uno dei pochi paesi in Europa ad avere un saldo primario (differenza tre entrate e spese dello Stato) attivo e in crescita, più solido anche della osannata Germania.  Ma che fine ha fatto tutto ciò in pochi mesi? Perché le agenzie di rating hanno preso di mira l’Italia? Perché alimentare bolle speculative succhia soldi e succhia risparmi? Domande sulle quali vi invito seriamente a riflettere, prima che sia troppo tardi. Domande da girare ai nostri politici in occasione, magari, dei comizi elettorali imminenti, e connessi alle prossime elezioni. Ma allora se il nostro Paese è in salute finanziaria (eccetto il debito accumulato: che comunque è largamente inferiore a quello del “Grande Giappone”. Paese in crescita record malgrado i debiti e gli strascichi dello Tsunami nucleare) allora perché tutti comprano titoli tedeschi e non italiani? Perchè il celeberrimo “spread” tra i nostri titoli e i loro cresce a dismisura? Perché annientare i risparmi delle nostre famiglie per pagare interessi a banche e speculatori internazionali che fanno incetta di Btp e Bot a tassi d’interesse da usura? Qualcosa o – evidentemente – qualcuno è impazzito! Malgrado la nauseante normalità ostentata dai media ammiragli che continuano come un disco rotto a parlare del “livello dello spread”, senza dire che è anticostituzionale assoggettare stati sovrani a guidizi parziali di semplici aziende private vicine alle lobby.

      Analisi del dato Istat – Il risparmio degli italiani nel 2011  

    Allora non ci stupiamo per i dati che stamane l’Istat ha reso noto in merito al livello del risparmio degli Italiani nel 2011. Ne emerge – come ovvio che sia dall’analisi dei principali fatti economici dell’ultimo semestre – una situazione gravissima per il “Bel Paese”, che d’improvviso non si scopre più tale, come l’isola felice dei risparmiatori, ma al contrario – in pochissimo tempo – una Nazione in emergenza da codice rosso, con una propensione al risparmio “media” delle famiglie attestatasi intorno al 12% –  il valore più basso dal 1995 – con una diminuzione – secondo quanto sostiene l’Istituto Nazionale di Statistica – di 0,7 punti percentuali rispetto al 2010.  Ma la fotografia reale è invero ancor più drammatica di quanto dipinge l’Istat. Infatti il dato reso noto, relativo all’anno scorso, è solo il dato medio: ma l’economia ci insegna che in alcune aree del Paese – come il Mezzogiorno – caratterizzate dalla simultanea presenza di molteplici fattori recessivi e destabilizzanti i tesoretti accumulati in decenni di duro lavoro sono svaniti nel nulla, per fronteggiare la durissima lotta alla sopravvivenza che il vivere quotidiano offre, anzi impone. Un indice significativo – che non sottovalutiamo – è anche l’altissimo numero di universitari costretti a lasciare gli studi.  Inoltre il dato rispecchia la situazione del periodo che ha preceduto l’ascesa al potere del tecnico Mario Monti. Quindi il dato reale odierno non emerge con chiarezza dalle “stime medie”, che assorbono – in aggiunta – anche le prerogative e le attitudini al risparmio di quel 10% delle famiglie italiane che vive nel lusso. Pessima, inoltre, anche la “foto ufficiale” dei profitti delle imprese italiane: nel quarto trimestre calati di un ulteriore 0,6% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% rispetto al corrispondente periodo del 2010.

      L’avvento del Prof. Monti – Famiglie: nuovi ammortizzatori sociali  

    A rincarare la dose – qualora ce ne fosse stato bisogno – i dati Bankitalia ufficializzati dal vice direttore generale di Bankitalia, Anna Maria Tarantola, nel suo intervento nel convegno a Genova "La famiglia un pilastro per l'economia del Paese". Secondo Tarantola le famiglie italiane hanno svolto un'importante funzione di ammortizzatore sociale fin dal 2008 – anno di intensificazione della crisi scoppiata nel 2007 – che continuerà anche nel corrente anno. E proprio questa funzione che un tempo era dello stato, ha finito per distruggere i risparmi degli Italiani. E Lo stato? Oggi di fatto è sospeso! Sostituito da un “antidemocratico” governo tecnico d’estrazione fortemente bancaria e lobbistica, che sta portando avanti un gioco che non piace più a nessuno, se non a pochi eletti e gruppi élitari: annientare il welfare state – gettandone il peso sulle famiglie: come detto il nuovo “ammortizzatore sociale ufficiale” – disintegrare con l’assurdo “Fiscal Compact” il “deficit spending”– cioè quel meccanismo di investimento statale a debito proteso a creare servizi e moltiplicare la ricchezza nazionale. Ciò che in effetti dovrebbe giustificare il pagamento delle tasse da parte dei cittadini: la creazione di servizi – e tassare ogni singola sfera di “redditi” o “entrate”, sia strettamente economici che sociali. Compresi energia e carburanti: con accise su benzina e diesel da record. Quando la gente si ribellerà a tutto quresto, ecco pronta la soluzione: Privatizziamo! Tutto ciò in nome della crescita. Quindi addio risparmi, e porte aperte a banchieri e lobby: i nuovi padroni dell’Italia, l’ex “Bel Paese”. Ma una speranza esiste ancora! Affidarsi a Dio ed alla giustizia Divina (per i credenti) ed inoltre ( per tutti) spegnere le TV compiacenti, non acquistare i giornali che non informano sulle reali responsabilità della crisi-indotta e dare consapevolezza del problema a tutti tramite la rete e il passaparola. Auguri!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Nuvole su Lisbona: Pil – 3,25%

    Nuvole su Lisbona: Pil – 3,25%

    Mercoledì, Aprile 4th / 2012

    Commissione europea / Portogallo / Crisi Ue / Crisi Eurozona / Troika / Aiuti / Debito / Riforma del Lavoro / Austerity / Fmi / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Morte del welfare state / Lobby / Liberalizzazioni selvagge / Rerum Novarum  

    Lisbona: la Commissione Ue promuove l'Austerity

    Pil Portogallo: – 3,25% le stime attese per il  2012 

    Muore tra i diktat dei mercati un'altro pezzo d'Europa:

    cala l'economia e aumentano i suicidi, ma le morti

    non saranno sulla coscienza dello "spread"

    Bruxelles – Nelle scorse ore la Commissione europea ha “benedetto” il piano di austerity varato dal governo portoghese (fatto oggetto di una terza revisione) malgrado il riconoscimento di un palese peggioramento delle condizioni generali del mercato del lavoro (presto oggetto di una radicale riforma, seguendo l’”esempio” della Grecia, e sulla via di quanto sta avvenendo anche in Italia) caratterizzato da tassi di disoccupazione altissimi. Il Portogallo, “per far fronte alla crisi” ha ottenuto nel 2011 – in cambio di “collaborazione mansueta” nei programmi di privatizzazione, liberalizzazione, austerity e riforma del lavoro – aiuti “su interesse” per 78 miliardi di euro (con erogazioni trimestrali fino al 2014) da Commissione europea e Fondo Monetario Internazionale. Aiuti che secondo molti analisti, e premi Nobel – trovando pienamente d’accordo l’Osservatorio “Qui Europa” – non serviranno a nulla, se non a peggiorare la situazione, gravando di debiti il Paese.

      L'Austerity "del suicidio" sulla coscienza dei tecnocrati    

    Inoltre la via greca insegna molto, e il cambiamento a quanto pare corrisponderà ad un ridimensionamento, o annientamento reale del Welfare State e dei diritti dei cittadini. Stesso copione per tutti i Piigs. Tutto vertirebbe come sempre sulla maledetta “fiducia dei mercati”: paradigma che ormai non convince più nessuno, tranne evidentemente qualche leader obbediente, la stragrande maggioranza dei media di bandiera (e di stato) e qualche tecnocrate asservito alla logica della distruzione del welfare. Stato sociale che fece grande l’Europa nel dopoguerra e rappresentò da sempre l’anello di congiunzione ideale degli interessi della produzione industriale con quelli dei lavoratori e dei proletari. Modello incentrato non sulla cieca ed ossequiosa obbedienza al mercato ed alle lobby, ma piuttosto sul dialogo aperto tra le parti sociali, lo Stato e la stessa Chiesa, avendo come priorità la tutela della dignità umana. In esso si riconobbe la stessa Rerum Novarum di Papa Leone XIII: che ne gettò le basi ed il riconoscimento morale ed etico. Intanto – e non poteva essere altrimenti – le stime sul Pil 2012 non lasciano dubbi sui reali risultati di queste politiche di austerity per il Portogallo: esso passerà da -3% a -3,25%. Buone invece le stime di crescita dei profitti degli speculatori sui titoli di stato portoghesi: un vero affare! Parola di spread! Intanto anche nella penisola iberica (così come in Italia e Grecia) aumentano i suicidi, tra l’indifferenza delle “aziende politiche” e della Tecnocrazia neo-liberista dominante.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Paradosso Monti: La crisi è finita! Dalla Cina con stupore

    Paradosso Monti: La crisi è finita! Dalla Cina con stupore

    Martedì, Aprile 3rd / 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Ue / Esteri / Crisi Eurozona / Cina / Asia / Investitori / Vertice / Mario Monti / Interessi privati / Liberismo / Neo-liberismo / Debito pubblico / Eni / Imprese in crisi / delocalizzazione delle imprese / Svendita dell'Italia / Terra del Gragone / De Tomaspo / Groppo Ferretti / Gruppo Gancia / Picasso / Giovani / Incapacità della classe politica / Media / Apocalisse / Suicidi / Licenziamenti / Tranquillità ostentata / Missione / Appoggio politico  / Leader politici scoppiati  

    Dalla Cina con stupore! Monti: “La crisi è finita!”    

    Il Prof. “regala l’Italia ai Cinesi” ignora

    l’Apocalisse italiana

    Privatizzazioni e liberalizzazioni selvagge:

    continua la svendita dei gioielli di famiglia all'estero

    Addio anche a De Tomaso, Ferretti e Gancia

    Roma, PechinoConclusosi il tour asiatico del Prof. Monti è tempo di bilanci, ma a pesar le parole del “salvatore tecnico” della Patria assieme alle sue azioni, c’è qualcosa che no torna, qualcosa – lo capiranno anche gli Italiani più acerbi e indifferenti alla politica – di estremamente contraddittorio e grave che ci lascia sempre più perplessi, malgrado l’assurdo velo di fiducia e normalità calato da alcuni colossi mediatici nazionali. Qualcosa che oscilla tra il sadico e l’irrispettoso. Infatti il nostro caro professore, partito per la Terra del Dragone – forse sarebbe stato meglio a Lourdes – in cerca di “acquirenti” o “generosi investitori” che come per miracolo “potessero risollevare le sorti economiche di noi Italiani”, ha dipinto un quadretto del Bel Paese ispirato forse a Picasso: strano, fantasioso, irreale, alquanto illogico! “La crisi è finita!”:  ha dichiarato compiaciuto ai leader asiatici presenti.

      Non è un film  

    Allora, come in un film dal finale incerto, noi “divertiti” spettatori italiani avremmo sperato che il protagonista della storia (suo malgrado, e per gentile concessione del neo-regista Giorgio Napolitano) il freddo Prof. Monti-San, d’improvviso si fosse destato dal sogno – abile montatura di un fantasioso direttore artistico – permettendo ai telespettatori di riprendere fiato, ed avesse magari dichiarato tutto il contrario di quanto detto. Cioè che in Italia (fino a qualche tempo fa, la settima economia del mondo ed una delle mete turistiche più ambite) la recessione sta distruggendo, ora dopo ora, l’economia del Paese in una spirale irreversibile; che la disoccupazione sta uccidendo più che la peste nella Milano manzoniana dei monatti, e che gli imprenditori – con grande equilibrio, da Nord sa Sud – si stanno suicidando a dozzine. Cose cioè finora assolutamente impossibili, impensabili fino alla dichiarazione di guerra dei mercati, dello spread e delle agenzie di rating. Ma per il nostro carissimo e beneamato professore (come si è autodefinito di fronte ai colleghi asiatici, dicendo che “oltre ad avere una solida maggioranza politica al suo fianco” gode anche di un “larghissimo consenso pubblico”) tutto procede a gonfie vele: “L’Italia è in ottime mani! Non c’è da preoccuparsi! L’Italia ha imboccato un terreno solido!” Solo per citare alcune delle sue esternazioni  “marziane”. Ma solido per chi? Non ci è dato di saperlo, e non ci è dato di capirlo.

      Liberalizzazioni selvagge e colpe della classe politica italiana   

    E’ il solito politichese di chi vive in un altro mondo, e che purtroppo gode della “stima” di leader politici scoppiati – usando un’espressione cara a Matteo Renzi – “da rottamare”, aggiungiamo – non ce ne voglia Renzi – “da rottamare in massa”. Politici capaci solo di compiacere il loro tecnocrate di turno, chiamato ad ottemperare ad una “fulminea missione tecnica” (o strategica) che – purtroppo – sta assumendo i contorni sempre più chiari della disfatta. E Monti, malgrado una innaturale ostentazione di tranquillità e normalità, lo sa bene. Ma fino a quando potrà continuare questo gioco al massacro? Quali attori politici “credibili” oggi potranno rispondere a quello che quotidianamente la maggioranza degli Italiani onesti si chiede nei mercati, alla fermata dell’autobus,  sui treni e nelle lunghissime code dinnanzi agli uffici di collocamento? Pare davvero nessuno! “La giustizia – come si suol dire –  è dell’altro Mondo”! E questo per ora è ciò che ci conforta.

      La vera risposta alla crisi  

    Forse, tuttavia, l’unica vera “risposta” a tali interrogativi restano i giovani: i disinteressati e puliti giovani, capaci di guardare al futuro con gli occhi consapevoli di chi non crede più al teatrino della politica e crede ancora meno ai trucchi di un libero mercato che oggi ci tradisce con lo spread e col debito,  e domani ci “regala” ai cinesi (che per ora possiedono già il 13% del nostro debito). Mercatismo senza regole e confini che tra poco – magari – regalerà ai nuovi voraci padroni asiatici uno dei nostri gioielli di famiglia più preziosi l’Eni (primo competitor dei colossi energetici cinesi in Africa, nonché uno dei pochi “gioielli di lusso” non ancora svenduti all’estero dall’insana logica neo-liberista) dopo aver perso – di recente – altre tre perle italiane come la casa automobilistica De Tomaso, il Gruppo Ferretti e la casa vinicola Gancia. Ciò fino a quando, magari, non saremo costretti ad alienare anche il 100% della nostra dignità italica. Svegliamoci Ora! Per l’Amor del Cielo!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)