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  • Rubrica – I Figli della Troika – 1° Parte. Europa, Diritto Internazionale e Violazione dei Diritti Umani

    Rubrica – I Figli della Troika – 1° Parte. Europa, Diritto Internazionale e Violazione dei Diritti Umani

    Sabato, Novembre 16th/ 2013 

    – I Figli della Troika – Rubrica, di Chris Richmond  Nzi –

     Prima Parte

    I Figli della Troika, Il Patto, Unione Europea, Chris Richmond Nzi, Se Osservassimo la Giustizia,  ONU, Organizzazioni Internazionali, Patto internazionale sui diritti civili e politici, Patto internazionale sui diritti economici sociali e culturali, Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, Il Ricatto e le Ritorsioni verso i Paesi Dissidenti, strategia del terrore multilaterale, Consiglio d'Europa, Schiavitù è ignoranza 

    Rubrica: I Figli della Troika – Parte Prima

    Europa – Troika, Diritto Internazionale e Sistematica

    Violazione dei Diritti Umani. Perchè? Cosa fare?

    Si può uscire dall'Euro-Gabbia? Si! E' lo stesso

    diritto ad indicarci le vie d'uscita.

    Basta volerlo davvero!

     

    Rubrica – I Figli della Troika, Prima Parte

    di Chris Richmond Nzi

    I Figli della Troika - Diritto Internazionale e Violazione dei Diritti Umani nell'Ue

     Dalla Nascita delle Nazioni Unite                                                                          

    Rubrica, I Figli della Troika – Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i rappresentanti di vari Stati hanno pensato che instaurando un potere che tenesse in soggezione tutti i paesi membri della comunità internazionale, avrebbero trovato una soluzione comune ai comuni problemi. Fu così istituita un’organizzazione che avrebbe dovuto creare le condizioni per far rispettare la giustizia internazionale, promuovere il progresso sociale e migliorare (sempre in teoria) il tenore di vita dei popoli, in un contesto di "libertà più ampio". Le Nazioni Unite. La più alta aspirazione dell’organizzazione doveva essere, mediante norme giuridiche vincolanti per tutta la famiglia umana e senza alcuna distinzione, il riconoscimento e la protezione della libertà e della giustizia. Affermando questa fede, i rappresentanti di ogni popolo si sono impegnati a perseguire il rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani. Al momento della sua adozione lo "statuto" ONU non aveva forza di legge, la Dichiarazione dei diritti umani è diventata, tuttavia, fonte d’ispirazione per Costituzioni, leggi nazionali e diritti particolari, esercitando nel contempo una notevole influenza sull’evoluzione del diritto internazionale contemporaneo. Per rendere i principi della Dichiarazione disposizioni destinate ad imporre obblighi giuridici, i rappresentanti hanno concordato di stipulare due accordi distinti ma complementari, il Patto internazionale sui diritti civili e politici (PDCP), ed il Patto internazionale sui diritti economici sociali e culturali (PDESC).

     Il Patto Economico – Diritto di Autodeterminazione. Che fine ha fatto? 

    Il Patto economico prevede che tutti i popoli abbiano il diritto di autodeterminazione, di decidere liberamente del loro statuto politico e di perseguire liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale. I popoli dovrebbero disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali, ed in nessun caso dovrebbero essere privati dei propri mezzi di sussistenza. Per di più, nessuno Stato potrebbe intraprendere atti volti a sopprimere diritti o libertà riconosciuti dal Patto e nessuna restrizione o deroga ai diritti fondamentali sarebbe ammessa, perché la Dichiarazione dovrebbe mirare a garantire l’effettivo riconoscimento ed applicazione dei diritti fondamentali. La cooperazione internazionale dovrebbe essere d’importanza fondamentale per assicurare l’attuazione dei diritti dell’uomo e secondo il Patto economico, gli Stati dovrebbero impegnarsi ad operare la piena attuazione dei diritti riconosciuti dal Patto, sia individualmente sia attraverso la cooperazione internazionale, specialmente nel campo economico e tecnico, con il massimo delle risorse di cui dispongono e con tutti i mezzi appropriati. La cooperazione in questione non è strettamente legata a soli accordi tra Nazioni, semplicemente perché la Comunità internazionale non è unicamente composta da Stati.

    I Figli della Troika - Diritto Internazionale e Violazione dei Diritti Umani nell'Ue

      Nessun vincolo verso il Diritto Internazionale                                               

    Istituite per imprimere maggior incisività alla cooperazione internazionale, le organizzazioni internazionali hanno compiti definiti dai loro statuti, a seconda delle esigenze degli Stati. Tali organizzazioni, pur essendo parte integrante della Comunità, non sono soggette ad alcun vincolo del diritto internazionale che le obblighi al rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo

     Sul Rispetto dei Diritti Umani  – Gravi Lacune                                                  

    La Carta delle Nazioni Unite, la Dichiarazione, i due Patti e la Convenzione, impongono agli Stati il rispetto dei diritti dell’uomo, mentre tacciono sulle responsabilità delle organizzazioni internazionali a riguardo. Secondo il diritto dei trattati, le organizzazioni internazionali sono "coscienti dei principi di diritto internazionale contenuti nella Carta delle Nazioni Unite", ma non ne sono direttamente subordinati, perché attuano le loro attività nei limiti del mandato conferito dagli Stati, i quali invece, dovrebbero attuare senza riserve tali principi di diritto, anche nel momento in cui istituiscono dette organizzazioni. 

    I Figli della Troika - Diritto Internazionale e Violazione dei Diritti Umani nell'Ue

      Stati – Diretti Responsabili                                                                                     

    Pertanto, gli Stati, essendo i soggetti giuridici primari della Comunità internazionale, possono essere definiti i diretti responsabili delle azioni poste in essere dalle loro creature, le organizzazioni. Il problema sussiste nel momento in cui tali organizzazioni, essendo membri effettivi della Comunità, hanno il diritto di istituire a loro volta altre organizzazioni internazionali, anch’esse prive di vincolo morale e giuridico verso i diritti umani.

     Ruolo dei Trattati Internazionali                                                                           

    Da decenni, i trattati che istituiscono le organizzazioni internazionali hanno avuto un’importanza fondamentale nelle relazioni della Comunità, ed oggi, mentre gli Stati sono convinti che il progressivo sviluppo del diritto dei trattati giova al fine ultimo delle Nazioni Unite, il trattato viene riconosciuto come fonte di diritto internazionaleSarebbe pertanto necessario regolare e vincolare tutti i membri della Comunità internazionale in modo equo, senza distinzioni, soprattutto perché il numero di paesi della Comunità internazionale è difficilmente variabile, mentre il numero di organizzazioni che entrano a far parte di tale comunità non smette di moltiplicarsi e molto presto sarà alquanto difficile far rispettare la "non ingerenza negli affari interni degli Stati", come previsto dal diritto dei trattati. Tante questioni divergenti e tanti punti contradditori se si pensa che la Carta delle Nazioni Unite dovrebbe "promuovere il progresso sociale, un più elevato tenore di vita, il rispetto e l’osservanza universale dei diritti fondamentali dell’uomo, nonché trovare soluzioni ai problemi economici e sociali internazionali", ed è alquanto sconcertante sapere che le Nazioni Unite "promuovono le trattative per la creazione di nuove organizzazioni specializzate".

    Principio di Liberta e Troika - I Figli della Troika

     UE – Paradossi e Incongruenze Internazionali del Consiglio d'Europa   

    Per di più, il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite "istituisce commissioni per le questioni economiche e sociali volte a promuovere i diritti dell’uomo".. Come se le incongruenze non bastassero, gli Stati che hanno ratificato il Patto Cconomico devono presentare periodicamente al Consiglio economico rapporti sulle misure adottate e sui progressi registrati nella promozione del rispetto dei diritti fondamentali, ed il Consiglio a sua volta, formula raccomandazioni e promuove l’adozione di misure necessarie per l’effettiva e graduale attuazione dei diritti enunciati nella Dichiarazione. Nonostante ciò, il Consiglio d’Europa realizza un’unione più stretta tra i suoi membri, assicurando soltanto la garanzia collettiva di "alcuni dei diritti enunciati nella Dichiarazione universale". Questa condizione non dovrebbe essere ammissibile, eppure a quanto pare, è diventata regolare amministrazione.

     UE – Sistematica Violazione dei Diritti Umani                                                   

    In questo periodo di crisi economica (indotta e fittizia) tanti diritti dell’uomo, se non tutti, vengono trascurati, raggirati, calpestati, rendendo le condizioni di vita dei popoli fuori legge. I nostri rappresentanti della Comunità internazionale persistono nell’usare la retorica per asserire mezze verità, facendoci credere che rimanendo uniti, tutto passerà presto. Inventano insensate (quanto illegittimi e anticostituzionali) modifiche delle Costituzioni, attuano inutili meccanismi di prevenzione ed impongono fuorvianti e nami programmi di austerità. Invece di limitare l’influenza e l’ingerenza negli affari interni da parte di chi non ha il dovere e non intende rispettare i diritti dell’uomo (vedi ad esempio i diktat illegali delle agenzie di rating), rendono la situazione più complessa, moltiplicando i trattati internazionali ed aumentando ancora di più la reciproca correlazione tra gli Stati e la dipendenza dalle organizzazioni.

     Il Ricatto e le Ritorsioni verso i Paesi Dissidenti                                               

    Ultimamente, qualche nazione ha tentato di contrapporsi ai folli dettati internazionali, ma ha subito dovuto ridimensionare la protesta a causa di minacce come l’interruzione degli aiuti finanziari o le impennate del valore dello spread. Una strategia del terrore multilaterale, per mantenere in soggezione gli Stati, facendo credere che non ci siano possibilità di svincolarsi dal contorto sistema che regola e gestisce la Comunità internazionale.

    Principio di Liberta e Troika - I Figli della Troika

      In realtà è possibile uscire dalla gabbia anche secondo il diritto               

    Eppure, il diritto dei trattati prevede anche che "due o più parti possono concludere un accordo avente lo scopo di modificare il trattato nei loro reciproci rapporti" e che "qualsiasi trattato ottenuto con le minacce o con l’uso della forza sarà ritenuto nullo". È pur vero che "un trattato che non contiene disposizioni relative alla sua estinzione, che non prevede la possibilità di un ritiro, non può essere oggetto di estinzione o ritiro", ma è anche vero che "qualora sopravvenga una nuova norma imperativa di diritto internazionale generale, qualsiasi trattato esistente che contrasti tale norma diventa nullo ed ha termine". Sebbene non venga nemmeno in considerazione, "le norme del diritto consuetudinario continuano a regolare le questioni non disciplinate dal diritto dei trattati" e per assurdo, siccome le norme del diritto internazionale sono poste dagli Stati stessi attraverso i loro comportamenti e la loro volontà, dall’opinio necessitatis potrebbe scaturire una norma del diritto internazionale generale, inderogabile: neppure derobabile, cioè, tramite trattato.

      La schiavitù è un fatto di Ignoranza                                                                      

    E pensare che ci definiamo Homo sapiens. Se fossimo lontanamente sapiens, saremmo in grado di usare il libero arbitrio a nostro beneficio, sapremmo osservare le leggi di natura e di conseguenza, alcuno stato o governo civile sarebbe necessario. Ma essendo per niente sapiens ed effettivamente poco consci delle nostre capacità, abbiamo costantemente bisogno di un potere comune che ci tenga in soggezione e che diriga le nostre azioni. Necessitiamo di un tutore legale, perché siamo molto poco sapiens ed alquanto incapaci di discernimento.

    Chris Richmond Nzi   (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte

    Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte

    Giovedì, Agosto 1st/ 2013

    – Rubrica, Le Verità nascoste sul Premio Nobel

    -Rubrica di  Luigi Armentano – 

    Premio Nobel, Accademia di Norvegia, Svezia, Paride Nobel, Premio Nobel per la Pace  all'Unione Europea, Ue, Manuel Barroso, Herman Van Rompuy, Angela Merkel, Jacques Delors, Piano Delors, Francois Hollande, Orwell 1984, Jacques Barrot, Barack Obama, Hillary Clinton, Sarah Luzia Reusing, Volker Reusing, Denuncia per crimini contro l'umanità, Piano Kalergi, Den Norske Nobelinstituttet, Thorbjon Jagland, Chi attribuisce il Premio Nobel per la Pace, Kaci Kullmann-Five, Banca di Svezia, Consiglio d'Europa, Agot Valle, Inger-Marie Ytterhorn, Berit Reiss-Andersen, Geir Lundestad, Direttore dell'istituto Nobel, Segretario del Comitato Nobel, Presidente dello Storting, Mario Monti, Usa, Washington Consensus, Mario Monti, Luigi Armentano, Sergio Basile, Università di Harvard, Carneade, Promessi Sposi, Matrimonio a Sorpresa, Woodrow Wilson International Center di Washington D.C., John Kerry,  Il Misterioso Sesto membro del Comitato Nobel, euro, moneta imperiale 

    Rubrica – Le Verità nascoste sul Premio

    Nobel. Prima Parte 

    L'Inganno sopraffino come principale prerogativa di

    legittimità! I Paradossi e le Verità nascoste del

    Premio Nobel per la Pace

    Come diceva George Orwell: "in tempi di Menzogna, dire

    la verità diventa un atto rivoluzionario". Anche col Nobel

     

    di Luigi Armentano (e Sergio Basile)

    Le Verità Nascoste sul Premio Nobel - Nobel Price for Peace

     E se il Premio Nobel per la Pace fosse…                                                             

    Bruxelles, Oslo, Stoccolma, Parigi, Washington – In tempi di menzogna universale dire la verità diventa un atto rivoluzionario” (Orwell, 1984). L'inganno sopraffino e la propaganda sistematica fin dalle più alte schiere "celesti" dell'intellighenzia occidentale e mondialista sono oggi, volenti o nolenti, le principali prerogative di potere e legittimità. Volete un esempio? Beh, eccovi accontentati! L'attribuzione del Premio Nobel per la Pace! Questa nuova Rubrica dell'Osservatorio Nazionale sulle politiche Ue spiega, in pratica, perché è importante firmare la petizione che vuol dare il Nobel per la Pace ad Assange e Snowden. Ma andiamo per ordine, iniziando dalle origini.

      Lo Stupore del Mondo                                                                                               

    Il 12 ottobre 2012, il mondo è stupito. Il Premio Nobel per la Pace viene attribuito, tra lo sconcerto pressoché totale, nientepopodimenoche all'Unione europea! E ciò per avere “per oltre sei decenni contribuito all'avanzamento della pace e della riconciliazione della democrazia e dei diritti umani in Europa”. Che fantasia! E' proprio questa la citazione incisa a grandi lettere nello stesso documento del Premio Nobel. Alla TV francese, l'ex-commissario europeo Jacques Barrot pianse di emozione e felicità. Struggente no?

    Nobel per la Pace all'Unione Europea

     Le Perle di Barroso, Van Rompuy, Clinton, Hollande, Merkel e Delors 

    Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue, disse : "Il premio è un gran onore per L'UE e i suoi 500 milioni di cittadini". Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo (e ricordiamo, vincitore del controverso Premio Kalergi nel 2010: due anni dopo (2012) lo vinse la Merkel – vedi allegati) esclamò soddisfatto (e quasi contestualmente alla notizia della denuncia pendente sul suo capo e su quello del resto della cricca europeista, per "Crimini contro l'umanità", legittimamente inoltrata da una coppia di coniugi tedeschi)  la seguente frase: "Siamo tutti molto fieri che gli sforzi dell'UE per la pace in Europa siano premiati". Sull'altra sponda dell'Oceano, dal canto suo, la signora  Hillary Clinton – Segretario di Stato Americano – rincarava la dose con un'altra abbondante dose di miele:  “Ci complimentiamo con l'Ue per l'attribuzione del Premio Nobel. E' importante constatare come l'Europa del 21° secolo sia unita e in pace. E non è il frutto di coincidenze!” . Così invece commentava l'altrettanto mieloso (quasi diabetico) Francois Hollande, Presidente della Repubblica Francese: “L'Unione europea è sicuramente la più grande avventura umana del 20° secolo dopo i due conflitti mondiali che hanno devastato l'Europa e il mondo. Allora cerchiamo di essere degni di questo!”. Ma non è finita! Sentite Angela Merkel, la Cancelliera tedesca fresca di Premio Kalergi 2012: “E' una decisione meravigliosa. Dico spesso che l'euro è più che una moneta e dovremmo non dimenticare questo precisamente in queste settimane ed in questi mesi nei quali lavoriamo al rafforzamento dell'euro. L'euro è più di una moneta perché è l'idea dell'Europa come comunità di pace e di valore”. infine la perla di  Jacques Delors (ex presidente della Commissione Europea e tra i "padrini" dell'Ue dei paradossi – Vedi "Piano Delors" in allegato) da segnalare col famosissimo circoletto rosso (alla Rino Tomasi, per intenderci!). Sentite un pò cosa ebbe il coraggio di dichiarare a poche ore dall'assegnazione del Premio: “Tutti i capi di governo e tutte le popolazioni che si interessano all'Europa accetteranno questo come un incoraggiamento. E una grande emozione per me perché questi tre ultimi anni sono stati estremamente difficili. Io, non mi occupò più direttamente degli affari europei, ma avevo avvertito che se non fosse avanzata la cooperazione tra di loro (Paesi Ue), l'unione economica e monetaria non avrebbe potuto tenere e conservarsi (…) Questo premio dimostra che i valori di solidarietà e di fiducia possono portare verso un mondo migliore”. Eccezionale amici! Che dire! Ma da quale pianeta atterano questi? Mah!

     Il Modello Ungherese ci Salverà! – Aprite gli occhi!                                        

    A ben vedere, dietro questi "fantastici progressi europeisti", ci sarebbe dunque una "questione di euro"! Più che una "questione di feeling", come direbbe Riccardo Cocciante! Anche la tanto agoniata cooperazione sarebbe quindi orientata al salvataggio della moneta unica: proprio questo della "moneta imperiale unica" – tuttavia – fu uno dei principali elementi che fece scattare la denuncia per crimini contro l'umanità all'indirizzo della cricca europeista da parte dei coniugi Reusing (Sarah Luzia e Volker Reusing – vedi allegato). Lodi e gloria a tutti, dunque, mentre la realtà dei fatti era ben diversa: vista la devastante situazione economica, politica, sociale, monetaria, e finanziaria dell'Europa.  Un disastro storico e di proporzioni inaudite, senza precedenti, in tutti i paesi dell'Eurozona (ribattezzata per l'occasione da "Qui Europa", come rivcorderete, Eoro-gabbia). Probabilmente il più grande e sistematico piano di espropriazione di massa della storia.

    Le Verità Nascoste sul Premio Nobel - Nobel Price for Peace

     Premio Nobel per la Fame                                                                                       

    Dietro questa improvvisa attribuzione del Premio Nobel per la Pace (Fame) all'Unione europea, dunque, vi furono motivazioni puramente politiche. nel tentativo palese di fermare l'esplosione dell'euro e della stessa UE. In tal direzione andarono tutte le sviolinate mediatiche e radiofoniche che in quei giorni Greci, Italiani, Portoghesi, Spagnoli, Irlandesi, Ciprioti ed europei tutti dovettero sorbirsi. Il 90% dei media occidentali (a trazione "bancario-europeista", non dimentichiamolo) osannarono e lodarono le virtù dell'Ue sprecandosi in abnormi e surreali magnificenze verso questo bizzarro Nobel per la Pace. Tra l'altro quelli erano i giorni del sanguiniso embargo contro i poveri cittadini Iraniani e delle stragi (ancora in atto) in Siria, Africa e Medioriente! Come dimenticarlo? Molti furono i "patrioti" che per contro si stracciarono le vesti alla notizia. Ma probabilmente nessuno si pose questa semplice, quanto essenziale domanda: Chi attribuisce il premio Nobel per la Pace?

     Chi attribuisce il Premio Nobel per la Pace?                                                     

    Sono forse 600 delegati provenienti da tutto il mondo, chiamati a scegliere i candidati ed i vincitori? La risposta è NO! Sono forse 140 professori e esperti, specialisti in diritto internazionale, in diritto per la pace, e/o attivisti per la pace del mondo ? La risposta è NO! Sono forse 50 sapienti emeriti con acclarata, riconosciuta, assoluta ed Alta coscienza morale in accordo con un'alta etica umanitaria e dotati di competenze scientifiche e/o morali indiscutibili, a scegliere i vincitori? La risposta è ancora NO! Sono forse, per caso, 20 attivisti  e/o pacifisti conosciuti per la loro neutralità, gente che avrà ad esempio avuto un ruolo chiave nei soccorsi umanitari alle popolazioni Afgane o Libiche? Beh, non chiamateci ripetitivi ma ancora una volta la risposta è NO! Il solito disco rotto! Ma allora chi? Chi attribuisce il premio Nobel per la Pace? Il Premio considerato come il più alto riconoscimento morale del pianeta?

    Nobel per la Pace all'Unione Europea

     Chi c'è dietro il Premio Nobel?                                                                              

    Per saperlo, occorre rivolgersi al Den Norske Nobelinstituttet, un istituto Norvegese. ed è quello che abbiamo fatto! Alfred Nobel, l'uomo che inventò la dinamite, come noto, creò il Premio Nobel. esso divenne "cosa" dell'accademia di Svezia. Lo scopo era quello di premiare con un riconoscimento (anche in danaro) i migliori uomini del pianeta che si fossero distinti  durante l'intero arco dell'anno nelle materie più disparate ed importanti per lo sviluppo ed il progresso dell'intera umanità. Chimica, Medicina, Fisica, ecc.. Successivamente fu ideato il  "Nobel per la Pace". Esso non fu attribuito alle sfere di competenza dell'Accademia di Svezia, ma alla Norvegia ed assegnato da quel momento ad Oslo. Successivamente – e ciò va ricordato per giustizia – fu ideato il Nobel per l'Economia, il quale, dunque, non fu assolutamente creato da Alfred Nobel, ma nacque per volontà di una banca! Avete capito bene! Precisamente negli Anni Sessanta su proposta e interesse della Banca di Svezia, in onore di "Paride Nobel". Il Nobel divenne dunque, ben presto qualcosa di eccelso, di ideale ed idealizzato. Una sorta di traguardo meraviglioso e solenne nell'immaginario collettivo. Ma soprattutto strumento diretto di legittimazione automatica. E ciò anche e soprattutto per volontà dei media e dell'intellighenzia occidentale. Ma pochissimi guardarono davvero all'essenziale: cioè quasi nessuno si chiese chi fosse davvero ad attribuire questo riconoscimento. 

     Il Sorprendente Jagland – Presidente del Comitato Nobel Norvegese e ..

    Noi ce lo siamo chiesti, e quel che è emerso dalle nostre ricerche è davvero molto interessante. Trattasi del Comitato Nobel Norvegese, vale a dire 5 persone tutte di nazionalità norvegese, tutti aventi responsabilità politiche e tutte rigorosamente selezionate dal Parlamento di Oslo (Storting), nell'ambito dei diversi schieramenti. Ecco chi sono! 1) Thorbjon Jagland, Presidente del Nobel, nato nel 1950, membro del Partito del Lavoro (sinistra). Nel 1990 pubblica l'opera "Min europeiske drom" (Il mio sogno europeo). In pratica l'Egr. Dott. Jagland fa parte della minoranza norvegese favorevole all'integrazione europea. Per la cronaca i Norvegesi per due volte furono chiamati ad esprimersi sulla possibilità di integrarsi nell'Unione Europea. Sapete quale fu l'esito? Beh, la risposta fu sempre la stessa: NO! Jagland nel 1996 divenne “ministro di stato” (premier di Norvegia); nel 2000 ministro degli esteri (perché nel frattempo fece qualche sproposito); nel 2005 fu Presidente dello Storting (Parlamento); l'1 gennaio del 2009 fu eletto dallo Storting "Presidente del Comitato Nobel Norvegese" e curiosamente nel settembre del 2009 fu eletto – udite udite – Segretario del Consiglio d'Europa.

    Le Verità Nascoste sul Premio Nobel - Nobel Price for Peace

     Un Gigantesco Conflitto d'interessi                                                                     

    La Norvegia, infatti, non è membro dell'Ue, non fa parte ovviamente dell'Eurozona, ma fa parte del Consiglio d'EuropaDopo questi due eventi molti politici norvegesi chiesero la sua testa, ovvero la sua dimissione della presidenza del Nobel, sottolineando un rischio palese di perdita di indipendenza del comitato stesso. Cioè l'esistenza di un macroscopico conflitto d'interessi. Però Jagland rimase saldamente alla presidenza del Comitato Nobel, nonché segretario del Consiglio d'Europa. Anche in termini iconografici le differenze tra Consiglio d'Europa e Ue sono ben pochi: in pratica la bandiera che contraddistingue le due realtà è identica, cambia solo una "C" che campeggia all'interno del cerchio stellato dello stendardo del Consiglio d'Europa.

      Comitato Nobel – Il resto della Squadra                                                             

    2) Secondo membro (personaggio) del Comitato Nobel è la Signora Kaci Kullmann-Five. Nata nel 1951, la Five è membro del partito conservatore (destra); ex parlamentare (lo è stata fino a 1997) ha lavorato in varie ditte pubbliche e private (Statoil, radio channel P4) ed è stata eletta dallo "Storting" quale membro del Comitato Nobel Norvegese, nel 2003. La Five è stata poi rieletta nel 2008 vice Presidente del comitato. 3) Il terzo membro è Berit Reiss-Andersen, nata nel 1954, avvocato e giurista, ex membro del "Partito del Lavoro" e Presidente della Magistratura di Norvegia. La Reiss-Andersen fu eletta quale membro del Comitato Nobel Norvegese dallo Storting il 22 novembre 2011 su proposta del "Partito del Lavoro" (sinistra) per gli anni 2012-2017: giusto in tempo per l'assegnazione del Nobel per la Pace al'UE. 4) Il quarto membro è Inger-Marie Ytterhorn. Nata nel 1941, tesserata con il "Partito del Progresso" (più o meno – e scusate il gioco di parole – a destra della destra) eletta nel Comitato Nobel Norvegese nel 2000, 2005 e 2010; 5) Il quinto membro è sempre una donna: Ågot Valle, nata nel 1945, e membro del "Partito della Sinistra Socialista" (più o meno… a sinistra della sinistra). La Valle fu eletta parlamentaria nel 1997, nonché tra i responsabili dell'organizzazione “Nei til EU” (no all'UE), eletta nel Comitato Nobel dallo Storting nel 2009, e per il periodo di riferimento 2009-2014; Ma così come accadde per i Tre Moschettieri di Dumas, che in realtà erano "Quattro", anche i 5 Membri del Comitato Nobel Norvegese, in realtà sono "Sei" (6). esiste dunque un sesto membro di cui non si parla mai , o meglio, ancor meno che degli altri! Chi è, dunque, questo misterioso sesto membro? A ben vedere è un personaggio che appare sempre ben in vista in tutte le foto delle riunioni del Comitato Nobel. Anche se in effeti egli è sempre in retroguardia, un pò come un grande suggeritoreUn fatto ci ha davvero sorpreso: quando Barack Obama giuse ad Oslo per ricevere il suo  propagandato (quanto altrettanto immeritato) premio, nel 2009, il presidente Usa sembrò mostrare più reverenza ed attenzione a lui che alo stesso Presidente del comitato, Thorbjon  Jagland.

    Le Verità Nascoste sul Premio Nobel - Nobel Price for Peace

     Il Misterioso Sesto membro del Comitato Nobel                                            

    6) Questo uomo è Geir Lundestad, Direttore dell'istituto Nobel e “Segretario del Comitato Nobel”. In realtà, sarebbe lui il vero Guru del Nobel, quello cioè che istruisce i dossier e presenta i candidati al comitato. Quello che, nelle riunioni, dispensa i suoi preziosi consigli su questo o quel candidato dinnanzi al comitato Nobel. E' dunque molto interessante, fondamentale, sapere chi è quest'uomo. Carneade, Carneade, chi era costui!? (esclamò Don Abbondio nel capitolo de "Il Matrimonio a sorpresa" dei "Promessi Sposi". Ma chi è il nostro misterioso Carneade?Vediamo! La suspance aumenta… Geir Lundestan, classe '45, dal 1978 al 1983 è stato ricercatore in "questioni internazionali" presso l'Università di Harvard. Avete capito bene! Non è uno scherzo! Harvard, Usa. Nel periodo 1988-1989 ha svolto l'attività di ricercatore al Woodrow Wilson International Center di Washington D.C., quello che si dice un vero e proprio santuario posto nel cuore del potere dell'Impero Usa: Washington D.C.. Ieri – per comprenderci – al Cda dell'istituto sedeva (Sua Maestà) Hillary Clinton, oggi vi siede John Kerry. Ovvero i due ultimi segretari di Stato Americani. Ma che coincidenza amici! Forse sarebbe stato più facile trovare il celeberrimo ago nel pagliaio, che assistere a tali coincidenze. Che dite?

     Un Super Feudo nel Cuore dell'Impero                                                              

    L'istituto è dunque un feudo completamente integrato ed assoggettato al potere supremo di Washington, finanziato dal governo USA, dalla presidenza americana e dal Dipartimento di Stato. Ma non finisce qui! Pensate che ad Harvard vi lavorano ed operano soltanto una manciata di ricercatori. Nel 1990, il nostro carissimo Dott. Lundestan, è stato naturalmente – e oseremmo dire ovviamente – nominato direttore dell'istituto Nobel di Oslo e – come detto – “Segretario del Comitato Nobel”. Da 23 anni, dunque, questo misterioso uomo, di cui nessuno parla mai, e con questo pedigree, è Direttore dell'istituto Nobel di Oslo. L'istito che attribuisce il Nobel per la Pace. Se fossimo un pizzico maliziosi (ma non lo siamo) diremmo che come dice il detto famoso "se la cantano e se la suonano da soli"!

    Le Verità Nascoste sul Premio Nobel - Nobel Price for Peace

     Il Quadretto finale della Situazione                                                                     

    Quindi – ricapitolando – il comitato si compone di Thorbjon Jagland (presidente del Nobel da 3 anni; ultra europeista, spesso tacciato in Norvegia di incompetenza e non certo noto per il suo acume; 2) Kaci Kullmann-Five, al comitato Nobel da 9 anni; 3) Berit Reiss-Andersen, avvocato privo, tuttavia, di particolari competenze in diritto internazionale, al comitato Nobel da meno di uno anno; 4) Inger-Marie Ytterhorn, di un partito di destra, al comitato Nobel da 12 anni; 5) Ågot Valle, proveniente da un partito di sinistra, da 4 anni al comitato Nobel; 6) Geir Lundestad, professore ultra-competente in materia internazionale, legato alla dirigenza americana e Grande Direttore dell'Istituto Nobel, nonché segretario del Comitato Nobel da 23 anni. Praticamente da una vita! Chi è pratico di "funzionamento dei gruppi umani", di commissioni, di comitati di riflessione, ha capito chi ha il vero potere, chi fissa gli orientamenti generali e chi manipola gli altri. Chi è dunque il grande burattinaio che sta dietro l'ambitissimo "Premio Nobel per la Pace". Chi tra voi lettori, dopo ciò, potrà ancora meravigliarsi che un tale riconoscimento, nelle ultime edizioni, sia stato assegnato a Barack Obama e all'Unione Europea? Chi si meraviglierebbe se magari questo premio un domani fosse assegnato a personaggi come Mario Monti o Angela Merkel? Beh pensiamo davvero in pochi! Siamo pronti a scommetterci! (Continua…)

    Luigi Armentano, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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      Video e Articoli in Allegato                                                                                                        
     
    Qui Europa – PER NON DIMENTICARE – NOBEL PER LA PACE ALL'UNIONE EUROPEA – IL PARADOSSO DEI TEMPI MODERNI – MENTRE L'INFERNO IMPERVERSA IN EUROPA, AFRICA E MEDIORIENTE – https://www.youtube.com/watch?v=cJy_pUqxL5Q

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    Giovedì, Luglio 18th/ 2013 – Sergio Basile e Redazione Qui Europa – Siria, Appello per la Pace, Rafa Nadal, Paul Gasol, Juanes, Miguel Bosé, Alejandro Sanz, Eva Longoria, Paulina Rubio, Juan Luis Guerra, Amaia Montero, Daniel Martin, Clare Daly, Damasco, Aleppo, Pace, Barack Obama, Diritto alla Pace, G8, Irlanda, Enda Kenny, Redazione Qui Europa, Avvocati musulmani […]

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    Mercoledì, Luglio 17th/ 2013 – Testimonianza oculare di un Cristiano di Aleppo – Siria, Aleppo, Cristiani, Persecuzione contro i cristiani, Pane, Morire senza pane, complotto masso-islamico, Nuovo Ordine Mondiale, Falsi proclami TV, in fila a migliaia per il Pane, Attacco sacrilego contro la statua della Madonna, Slogan e preghiere forzate, Testimonianza di un Cristiano di Aleppo  […]

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    La Denuncia di Nigel Farage e la Nuova Dittatura Ue

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    Giovedì, Maggio 9th/ 2013 – Redazione Qui Europa – Nigel Farage, Europa, Unione europea, Dittatura europea, Eurogendfor, Eurozona, Angela Merkel, Hitler, Stalin, Illuminati, Puppet Governments, Fiscal Compact, Abolizione del Deficit Spending, Rivoluzione d'Ottobre, Analogie con gli Anni Trenta, Nazismo, Hemran Van Rompuy, Angela Merkel, Germania, Dominio Anglofono, Abolizione del Deficit Spending, Margaret Thatcher  La Denuncia […]

    Rubrica – I Figli della Troika – di Chris Richmond

    Rubrica – I Figli della Troika – di Chris Richmond

    Domenica, Luglio 28th/ 2013  – I Figli della Troika – Rubrica, di Chris Richmond  Nzi – I Figli della Troika, Il Patto, Unione Europea, Chris Richmond Nzi, Se Osservassimo la Giustizia,  Infrangere il Patto,  Il Dissidente,   Il Tradimento,   La Dichiarazione di Guerra,   L'Esercizio del Potere oltre i Limiti del Diritto, Il Potere Fiduciario,  il Legittimo Ritiro del Mandato, Tirannia, […]

    Cavia Grecia – La Visita del Mastino e la Via del Male Assoluto

    Cavia Grecia – La Visita del Mastino e la Via del Male Assoluto

    Venerdì, Luglio 19th/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Grecia, Unione Europea, BCE, Atene, protesta, Fondo Monetario Internazionale, Media, Censura mediatica, Giovanni Fois, Sergio Basile, Dio Moloch, Grande Gufo, Dittatura, Wolfgang  Schäuble,ngela Merkel, Schiavi Greci, Piazza sintagmma, Kreditanstalt für Wiederaufbau, Parlamento ellenico, licenziamenti, Bohemian Groove, Clima di paura, Olli Rehn, Samaras, Democrazia morta e sepolta, […]

    Siria – Il Consiglio Diritti Umani ONU Fomenta Ancora Guerre e Ingerenze – Un gruppo di Stati Lotta per la Pace

    Siria – Il Consiglio Diritti Umani ONU Fomenta Ancora Guerre e Ingerenze – Un gruppo di Stati Lotta per la Pace

    Sabato,  Aprile 6th/ 2013  – di Marinella Correggia – ONU, New York, Ginevra, Consiglio dei Diritti Umani ONU, Geopolitica, Francia, Regno Unito, Cameron, Hollande, Francia, Siria, Bani Walid, Libia, Damasco, Primavera Araba, Democratizzazione del Medioriente, Nuovo Ordine Mondiale, Embarghi economici, Manuel Barroso, Commissione europea, Guerra in Siria, Decimo anniversario della Guerra in Iraq, Iraq, Qatar, Turchia, Venezuela, […]

    La Siria e La Vergogna dell’Occidente Coloniale

    La Siria e La Vergogna dell’Occidente Coloniale

    Sabato,  Marzo 16th/ 2013  –  di Jean Pierre Fattal – Siria, Occidente, Aleppo, Attentati,  Aiuti militari, Terroristi, Jihadisti, Governi Occidentali, Nuovo Ordine Mondiale, Qatar, Arabia Saudita, Bahrein, San Francesco, Primavere, Strategia Occidentale, Distruzione dei Cristiani, Mondialismo Massonico, Miracolo, Genocidio, Crisi di Valori, Crisi Umanitaria, Jean-Pierre Fattal, Ora Pro Siria, Sibialiria, Manca l'energia elettica, Manca il latte, […]

    SOS Siria – Abbandonati nell’Indifferenza tra le Bugie dei Media

    SOS Siria – Abbandonati nell’Indifferenza tra le Bugie dei Media

    Venerdì, Gennaio 18th/ 2012 – di Mario Villani –  SOS Siria – Abbandonati nell'Indifferenza tra le Bugie dei Media /  Siria / profughi / Damasco / Aleppo / Gelo / Inverno / Intemperie / Terrorismo / Signori della Guerra /Ora Pro Siria / Giordania / Turchia / Libano / Campi Profughi / AVSI / Bugie Propagandistiche / Kossovo […]

    Siria – Le Falsità Occidentali sulla “Primavera Siriana”: 10 Dollari a Persona per Ribellarsi – Intervista al Vescovo di Aleppo

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    Domenica,  Marzo 3rd/ 2013  – Intervista di Davide Malacaria al Vicario Apostolico di Aleppo –   Siria, Occidente, Aleppo, Monsignor Nazzaro, Usa, Nato, Unione Europea, Guerra, Negoziati, Crisi siriana, Attentati,  Aiuti militari, Terroristi, Jihadisti, Giulio Terzi, Governi Occidentali, Primavera Araba Falsa, Pagati 10 Dollari per ribellarsi, Oasi Siriana, Collaborazione tra Cristiani e Musulmani, Nuovo Ordine […]

    Rating Sovrano – Schiavi Italiani, Non Fiatate! – Parlano gli USA

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    Mercoledì, Luglio 10th/ 2013 – di  Sergio Basile – Mario Monti, Moody's, Standar & Poor's, Enrico Letta, Rating, IVA, IMU, Declassamento criminale, 100 miliardi di euro, spazzatura, Sovovranità Finanziaria, Sovranità Monetaria, USA, Colonialismo  Standard & Poor's – Schiavi Italiani, Non Fiatate! Parlano i Padroni USA Le Castagne di Letta e il sonno vergognoso della casta e […]

    Le Strategie della Casta Mondialista e il Sacrificio pianificato delle Masse

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    Sabato, Luglio 6th/2013 – Comunicato Stampa di Carlo Finazzi, Presidente F. R. –     Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa" Nuovo Ordine Mondiale, Teoria della decrescita Felice, Carlo Finazzi, Popolazione mondiale, Bomba demografica, Strategia delle élite al potere, Serge Latouche, Diminuizione della popolazione Mondiale, Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Qui Europa, […]

    Goldman Sachs, Rockeleffer e il Crack della Grecia – Fuori dall’Eurogabbia Ora!

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    Mercoledì, Luglio 3rd/2013 – Comunicato Stampa di Carlo Finazzi, Presidente F. R. –     Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa" Grecia, Carlo Finazzi, Goldman Sachs, Rockefeller, Crac Grecia, Rpockefeller, Rothschild, Mario Draghi, Mario Monti, Goldman Sachs, Commissione europea, BCE, Federal Reserve, Stati Uniti d'Europa  Goldman Sachs, Rockeleffer e il Crack  della Grecia Stati Uniti […]

     Subprime – Le ovvie ammissioni della FED e l’altra Crisi Indotta, quella dell’Eurozona

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    Lunedì, Gennaio 28th/ 2013 – di Vincenzo Folino –  Subprime ed Eurozona – due crisi Diverse / Usa / Crisi Mutui Sub Prime / Crisi Usa / Crisi Eurozona / Federal Reseve / Bear Stearns / Lobby / Errori calcolati / Milliam poole / Euro   Federal Reserve     Washington             […]

    Euro – Guerra tra Falsari

    Euro – Guerra tra Falsari

    Mercoledì, Febbraio 20th/ 2013 – di Giuseppe Sacco e Sergio Basile –  Euro – Guerra tra Falsari , Ue: Lettera ai Ministri delle Finanze, monete falsificate, Taglio da 2 euro il privilegiato, 531 mila banconote falsificate, misure preventive, Proposte, Commissione Europea, regolamento, autenticazione delle monete, euro, nuove banconote, Mario Draghi, Banda degli Onesti, Monopoli, BCE, Francoforte, Dea […]

  • Ungheria Vs Commissione Ue: Secondo Round – Intanto a Budapest va in scena il Congresso Ebraico Mondiale

    Ungheria Vs Commissione Ue: Secondo Round – Intanto a Budapest va in scena il Congresso Ebraico Mondiale

    Martedì, Maggio 7th/2013

    – di Rosario Giglio e Sergio Basile 

    Europa, Qui Europa, Viktor Orban, Ungheria,  Josè Manuel Barroso, Unione Europea, Costituzione, Corte costituzionale,  presidente commission europea, commissione europea,  Consiglio d'Europa, Trattati Ue,  Rosario Giglio, Budapest, Reding, lettere amministrative, Congresso ebraico mondiale 

    Ungheria Vs Commissione: Secondo round

    Commissione Ue avvia seconda procedura di infrazione: 

    tra i punti più caldi, l'indipendenza della Banca Centrale Magiara

    Budapest – Congresso Ebraico Mondiale, tra le proteste

    Vona: "gli Ungheresi non dovrebbero leccare i piedi degli ebrei sionisti!"

     

    di Rosario Giglio e Sergio Basile

    Indipendenza in Ungheria - Viktor Orban e le Lettere della Commissione europea

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Budapest, Bruxelles – Dopo la riforma approvata l’11 marzo 2013 in Ungheria e la relativa risposta dell’Ue, ora siamo al secondo round di questo scontro politico. Come visto  (https://www.quieuropa.it/bruxelles-per-i-media-europeisti-la-difesa-della-democrazia-in-ungheria-fa-rima-con-dittatura/ – vedi allegato) la riforma approvata dal premier ungherese Viktor Orban, non è stata presa di buon grado dall’Unione europea viste le modifiche sostanziali apportate alla Costituzione magiara e – soprattutto – il tentativo di svincolarsi dalla morsa dell'usura internazionale mediante l'affermazione dell'indipendenza della Banca Centrale Ungherese. Dopo il primo botta è risposta, c’è stato un ulteriore passo da parte della Commissione Barroso e nelle scorse ore sono state inviate tre lettere amministrative verso Budapest, in modo da aumentare le pressioni su Orban, dichiarando espressamente come “la Commissione si aspetti che l'Ungheria prenda in debita considerazione il rapporto che questa sta preparando insieme alla commissione Venezia del Consiglio d'Europa, e quello in preparazione all'Europarlamento”. Per la precisione, per seguire il secondo stadio della procedure di infrazione, sono stati inviati due pareri motivati e due lettere amministrative. Siccome è stata applicata una procedura accelerata, ora invece dei classici due mesi, una risposta ungherese è attesa entro un mese.

     Indipendenza Banca Centrale Magiara: la spina nel fianco dell'Ue         

    Per quanto riguarda la questione dell’indipendenza della Banca Centrale Ungherese, invece, la Commissione ha manifestato la propria disponibilità a non proseguire oltre nella procedura, a condizione che l’Ungheria adotti effettivamente le modifiche da quest’ultima prospettate. Una sorta di ultimatum senza condizioni!

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     Il possibile terzo stadio della procedura                                                                                                                                                            

    Prima dell’estate, la Vice-presidente Reding convocherà un meeting con il Network dei Presidenti delle Corti Supreme degli Stati membri, dove i rappresentanti ungheresi saranno invitati a spiegare la situazione dell’Ungheria. Se la risposta magiara non sarà di gradimento, la Commissione europea procederà al terzo stadio della procedura d’inchiesta e quindi il governo ungherese potrebbe andare incontro a gravi conseguenze, come  previsto dall'attuazione delle disposizioni dell’articolo 7 che limitano anche – addirittura – il diritto di voto in consiglio. Alla faccia dell'indipendenza e della sovranità dei popoli e delle nazioni! Ma il cristiano Orban non sembra intenzionato a mollare. Per fortuna!

      Attacchi Esterni – La questione del presunto antisemitismo                    

    Frattanto continuano gli attacchi al fastidioso governo, e proprio ieri l'esecutivo magiaro di Orban è stato invitato a sostenere la propria linea di "tolleranza zero" verso un presunto risveglio di spirali di anti-semitismo nella società ungherese: anche se a ben vedere si tratta di attacchi gratuiti tendenti a minare la credibilità della voglia di cambiamento e liberta della società ungherese. In tal senso Viktor Orban ha ribadito la linea pacifica e tollerante del suo governo, aprendo i lavori del Congresso ebraico mondiale, a Budapest. Nell'occhio del cilone,  nello specifico, negli ultimi mesi era finito il partito Jobbik, accusato di posizioni "anti-semite", probabilmente per la sua dichiarata antipatia verso il sionismo ebraico. Per la cronaca va ricordato come oggi l'Ungheria ospiti la prima (a livello numerico) comunità ebraica dell'Europa dell'est, formata da circa 100mila ebrei.

     La Denuncia – "Gli Ungheresi non devono leccare i piedi agli Ebrei"       

    Frattanto, proprio ieri, i leader di Jobbik avevano denunciato il Congresso ebraico mondiale, sostenendo come "la decisione di tenere la riunione in Ungheria sia un'aperta provocazione". Infatti va detto che curiosamente la sessione plenaria del Congresso si sta tenendo fuori da Israele solo per la seconda volta dal 1966. Seplice coincidenza?  "Il nostro Paese – ha dichiarato Marton Gyongyosi, deputato di Jobbik – è vittima della sottomissione sionista, una colonia presa di mira dal sionismo dove noi, cittadini locali, giochiamo solo una piccola parte. Solo una dimostrazione di forza è efficace contro l'avanzata sionista". Dal canto suo, il presidente del partito, Gabor Vona, ha rincarato la dose, sostenendo come "gli Ungheresi non dovrebbero leccare i piedi degli ebrei. Ma al contrario – ha aggiunto – I conquistatori, gli investitori e gli espansionisti israeliani dovrebbero cercare un Paese in un'altra parte del mondo perché l'Ungheria non è in vendita".

    Rosario Giglio, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Venerdì, Maggio 3rd/2013

    – di Rosario Giglio 

    Europa, Qui Europa, Viktor Orban, Ungheria,  Josè Manuel Barroso, Unione Europea, partito comunista, Costituzione, Corte costituzionale, Thomas Hammarberg, Thorbjorn Jagland, presidente commission europea, commissione europea,  Consiglio d'Europa, Trattati Ue, Fidesz, Rosario Giglio 

    Bruxelles – Per i Media europeisti  "Democrazia

    in Ungheria" fa rima con Dittatura 

    Campagna mediatica vergognosa contro Viktor Orban

    dopo l'approvazione delle riforme costituzionali del

    Parlamento ungherese

    Dio, Famiglia e Nazione al Centro: L’Ue insorge! Come mai?

     

    di Rosario Giglio

    The Victor Orban's Revoltion

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il "Golpe di Orban" che tanto paura all'Ue                                                         

    Budapest, Bruxelles – Lo scorso 11 marzo 2013 – come detto – sono state approvate dal Parlamento ungherese tutte le riforme alla Costituzione volute dal premier Viktor Orban. Diverse le manifestazioni contro queste riforme, tra cui quella del 15 marzo, in Ungheria giorno di festa nazionale. "Muore la libertà in Ungheria!". O almeno così dicono Josè Manuel Barroso e l’Unione Europea. A quasi due mesi dalla delicata questione, dunque, torniamo sull'argomento al fine di illustrare un quadro completo delle novità che hanno fatto infuriare l'euro-casta, tutta concentrata a distruggere il senso di nazione, prospettando la nascita degli "Stati Uniti d'Europa" come soluzione finale di una crisi voluta, indotta e supportata ad hoc. Ed al fine di stemperare e far vedere sotto liucre diversa i termini della vergognosa campagna mediatica occidentale levatasi attorno alla figura del coraggioso premier magiaro. Vediamo.

     Le Principali Riforme                                                                                                                                                      

    1) La Corte Costituzionale potrà esaminare cambiamenti della Costituzione solo da un punto di vista formale, non sui contenuti. Oltretutto non potranno più essere richiamate le sentenze della corte stessa emanate prima del 2012; 2) La libertà di opinione verrà limitata se dovesse ferire la "dignità della nazione ungherese". 3) Gli studenti laureati non potranno espatriare subito dopo la laurea per un tempo minimo che va dalla durata del corso di laurea fino a dieci anni, pena il pagamento degli studi superiori sostenuti (tentativo evidente di salvaguardare l'integrità della cultura e delle tradizioni magiare); 4) Nessuno, nemmeno i senzatetto, potranno dormire sul suolo pubblico; 5) I dibattiti elettorali sono vietati su tv e radio private (se vediamo quel che accaduto in Italia durante il ventennio berlusconiano o quel che accade ancora oggi sulle reti pubbliche grazie a profeti pseudo-sinistroidi sedicenti "difensori dei popoli", probabilmente capiamo perchè); 6) Saranno considerate famiglie e avranno diritto ad agevolazioni solamente le coppie sposate con figli. (finalmente un leader che difende la cellula fondamentale della società). Per coppie omosessuali, non sposate o senza figli, nessuna agevolazione. (Ci sembra sacrosanto!) 7) Il vecchio partito comunista è considerato organizzazione criminale. (una netta rottura con la radice dello stalinismo? Probabilmente si!)  8) Tutte le confessioni religiose dovranno essere approvate dal Parlamento: probabilmente un tentativo di limitare la nascita di movimenti settari protesi a destabilizzare la società.

     Opinioni europee                                                                                                                                                                                                      

    Il Commissario per i diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, nelle ultime settimane ha rilascito pesanti dichiarazioni in merito: “La democrazia è in pericolo in Ungheria. Dopo le recenti riforme costituzionali, che non tengono conto dei principi essenziali dei diritti umani, è in pericolo la libertà di espressione, oltre che l'indipendenza del potere giudiziario. Persino la libertà di culto è messa in discussione. Il quadro è molto preoccupante e suscita viva inquietudine”. Il Presidente della Commissione europea,  Jose Manuel Barroso, insieme al segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, hanno emanato un comunicato congiunto nel quale affermavano che “le modifiche della legge fondamentale ungherese sollevano preoccupazioni per quanto riguarda il principio del primato del Diritto, il Diritto dell'Unione europea e lo spirito dei suoi trattati, e le norme del Consiglio d'Europa". Ma finora ad essersi beccati una sflilsa di denuncie per "crimini contro l'umanità" per il "trattamento di favore" riservato ai Greci, sono stati Van Rompuy e il resto dell'eurocasta. Non dimentichiamolo, al fine di dare a tutto il giusto peso e la giusta gradazione di colori, al fine di non abboccare alle solite balle mediatiche che tendono sempre a criminalizzare coloro i quali tentano di prendere le distanze dall'attuale vergognoso status-quo filo-europeista.

     Possibili sanzioni Ue e Abolizione del Diritto di Voto in Consiglio                      

    Ora – come noto (?) – l’Ungheria potrebbe essere sottoposta alle disposizioni dell’articolo 7 dei Trattati Ue. Cosa comporterebbe questo? beh, un qualcosa che non ha precedenti storici nel vecchio Continente: la concreta possibilità che al Paese dei Magiari vengano applicate sanzioni economiche e politiche come la sospensione del diritto di voto in Consiglio Ue. La risposta ungherese? Alcuni responsabili della Fidesz (partito di cui il premier Orban fa parte) hanno dichiarato: “E' assurdo pretendere che noi accettiamo ordini dall'estero, che non si facciano nessuna speranza!". Ora ci viene da chiedere: è dittatura quella ungherese o anche quella che impone l’Unione europea? A voi "l’ardua sentenza". 

    Rosario Giglio (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Orban e la Rivoluzione Ungherese – Seconda Parte

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    Venerdì,  Marzo 22nd/ 2013  – L'Editoriale di Vincenzo Folino –    Budapest, Dublino, Unione Europea, Viktor Orban,  Parlamento europeo, Rivoluzione pacifica, Salvaguardia della sovranità nazionale, Sovranità Monetaria, José Manuel Barroso, Thorbjorn Jagland, Ungheria, Orbàn, Costituzione ungherese, Budapest, Chavez, Napoleone Bonaparte, fallimento del sogno liberale, il vero volto dell'Ue, Hans Magnus Enzensberger  Orban e la Rivoluzione Ungherese – Seconda […]

    Orban, la Via Ungherese, la Via Irlandese e la Disinformazione Mediatica

    Orban, la Via Ungherese, la Via Irlandese e la Disinformazione Mediatica

    Venerdì,  Marzo 22nd/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois –    Budapest, Dublino, Unione Europea, Viktor Orban,  Parlamento europeo, Inadeguatezza delle Politiche comunitarie, BCE, Big Brother, Golpe mercatista, Vertici internazionali, Rivoluzione pacifica, Salvaguardia della sovranità nazionale, Sovranità Monetaria, Fidesz, populismo, Nazionalismo, Media Europei, indipendent, la repubblica, Eugenio Scalfari, MES, FMI, Permanenza in Ungheria, laureati, Senza tetto, Clochard, […]

    Ungheria – La Rivoluzione di Orban e il Piano antico degli Illuminati

    Ungheria – La Rivoluzione di Orban e il Piano antico degli Illuminati

    Sabato, Marzo 9th/ 2013  – di Sergio Basile e Vincenzo Folino – Ungheria, Victor Orban, Rivoluzione Costituzionale, Tradizioni Nazionali, Piano mondialista, lluminati, Adam Weishaupt, Aleister crowley, occultismo, satanismo, Piano diabolico, Distruzione della Famiglia Tradizionale, Distruzione del cristianesimo, promiscuità sessuale, Abolizione degli stati, Storia, economia, Hitler, Stalin, Lenin, Nazismo, Comunismo, Novecento, Werth, Courtois, Panné, Kauffer, Bartosek, Margolin, […]

    Ungheria – Mossa Strategica di Orban contro l’Usura Internazionale

    Ungheria – Mossa Strategica di Orban contro l’Usura Internazionale

    Venerdì,  Marzo 1st/ 2013  – di Sergio Basile –  Ungheria, Usura internazionale, Victor Orban, Matolcsy, Troika, Mario Draghi, Manuel Barroso, Christine Lagarde, BCE, Parlamento ungherese, Budapest,  Ungheria – Mossa Strategica di Orban contro l'Usura internazionale Il braccio destro del premier ungherese è stato nominato capo della Banca Centrale Magiara Budapest – La notizia è di quelle forti, e […]

    Dittatura Europea – Ungheria Sotto Attacco

    Dittatura Europea – Ungheria Sotto Attacco

    Giovedì, Gennaio 24th/ 2012 – di Paolo Deotto – – Iniziativa di libero Confronto, Pensa e scrivi di Qui Europa – Dittatura Europea – Ungheria Sotto Attacco / Ungheria / Victor Orban / Budapest / Eurocasta / Unione europea / Massoneria / Crimini contro l'umanità / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso […]

    Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Max Cittadino – Italia / Spagna / Unione europea / Crisi economica / Spending review / Tagli alla spesa Pubblica / Pagine economiche dei TG / Welfare / Politiche liberiste / Neoliberismo / Scuola Austriaca / Shumpeter / Keynes / Lavoro produttivo / Scandali bancari / […]

    Ungheria – Si alla Vita e Sgambetto all’Aborto

    Ungheria – Si alla Vita e Sgambetto all’Aborto

    Lunedì, Ottobre 8th/ 2012  –  di Maria Laura Barbuto –  Europa / Unione Europea / Ungheria / Budapest / Aborto /  Diritto alla vita / Famiglia / Concepimento / Vittime / Genocidio / Madri / Figli / Genitori / Costituzione / Uno di Noi / Movimento per la vita / Antonio Socci / Madre Teresa […]

    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

    Ue–Ungheria: continuo tiro alla fune

    Ue–Ungheria: continuo tiro alla fune

    Venerdì,  Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Corte di Giustizia Ue / Ungheria / Bruxelles / Budapest / Indipendenza Banca Centrale / Indipendenza Magistratura / Authority nazionale per la protezione dei dati personali /  Pensionamento anticipato / Vivian Reding / Viktor Orban   Ue–Ungheria: un tiro […]

    Grecia, il silenzio dei Media Continua: Anche Questi sono Crimini contro l’Umanità

    Grecia, il silenzio dei Media Continua: Anche Questi sono Crimini contro l’Umanità

    Venerdì,  Marzo 15th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois –  Grecia, Euro, Svendita, Privatizzazioni, tedeschi, Samaras, Yannis Stournaras, Atene, Grecia, Austerity, Austerità, BCE, Taiped, Sistema bancario internazionale, Signoraggio bancario, Miseria, povertà, fame, AlphaBank, Eurobank Equities Investment, Banca Nazionale, Banca del Pireo, Muller, Yogurt greco, Boroume.gr, proteste e fame ad Atene, Unione europea, Troika, Crimini contro l'umanità  Grecia, il […]

    Il “No” Strategico alla Pornografia ed il Milione di Proteste – Il Silenzio sui Crimini contro l’Umanità in Grecia

    Il “No” Strategico alla Pornografia ed il Milione di Proteste – Il Silenzio sui Crimini contro l’Umanità in Grecia

    Martedì, Marzo 12nd/ 2013  – di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto –  Unione Europea / Parlamento Europeo / Bruxelles / Stereotipi di genere / Eliminare la pornografia / 1 milione di mail di protesta contro la mozione anti-pornografia / Libertà / Libertà del web / Libertà di scelta / Istinti sessuali / Risoluzione Ue / […]

    L’Europa s’infiamma – Europeisti ed Euroscettici ai Ferri Corti

    L’Europa s’infiamma – Europeisti ed Euroscettici ai Ferri Corti

    Lunedì, Marzo 18th/ 2013  –  di Sergio Basile – L'Europa s'Infiamma: Europeisti ed Euroscettici ai Ferri Corti , BCE, Banca Centrale Europea, Troika, Mario Draghi, Viktor Orban, Pigs, Bruxelles, Martin Schultz, Gianni Pittella, Bollettino mensile BCE, Ue, Parlamento europeo, Manuel Barroso, Gianni Pittella, Herman Van Rompuy, Road-map èer l'Europa Unità, Stati Uniti d'Europa, Smantellamento degli stati […]

  • La tratta: Vite umane a 20.000 euro

    La tratta: Vite umane a 20.000 euro

    Mercoledì, Giugno 20th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Parlamento europeo / Commissione Europea / Consiglio d’Europa /Europa / Nigeria / Cina / Bulgaria / Romania / Tratta esseri umani / Schiavitù / Vita / Sfruttamento / Lavori forzati / Organizzazione Internazionale del Lavoro / Minori / Sruttamento Minorile / Giustizia / Trafficanti / Europol / Eurojust / Coalizione europea delle imprese / Direttiva 36 del 2011 / Cecilia Malmstrom 

    Traffici umani: schiavitù e mercificazione

    del corpo

    Commissione Ue – La Malmstrom chiede giustizia

    20,9 milioni le vittime e 25 mld di euro i guadagni annui

    delle organizzazioni criminali che gestiscono le tratte

    Paradossi dell’era Moderna – Nigeria, tra Paesi cardine nel Traffico di esseri umani verso l’Europa
    Roma, Bruxelles – La vera miseria della natura umana è la possibilità, da parte dell’uomo stesso, di limitare la libertà dei suoi simili rendendoli “merce” e privandoli della propria dignità e – cosa ancor più grave – chi è responsabile della mercificazione del corpo umano “rischia” anche di rimanere impunito e libero di agire attraverso leggi dettate da una coscienza sporca ed impura. 

     5,5 milioni i Minori venduti  

    I numeri, purtroppo, parlano chiaro : in tutto il mondo, secondo i dati forniti dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro,  sono ogni anno 20,9 milioni le vittime di sfruttamento, sia di quello relativo al lavoro forzato che di quello sessuale. Ancora più grave è che tra esse si contino 5 milioni e mezzo di minori, letteralmente “venduti” in veri e propri mercati di esseri umani: 20.000 euro per acquistarli ed addestrare loro a svolgere al meglio diversi tipi di attività illegali e criminali. Ogni anno, a detta della Commissione europea, 25 miliardi di euro finiscono nelle tasche di chi gestisce la “tratta degli schiavi” dei giorni nostri.

     Nigeria, Cina, Romania e Bulgaria – Le vie della tratta 

    Le vittime dello sfruttamento, spesso, provengono da paesi terzi – in modo particolare Nigeria e Cina – ma, secondo le stime, questo tipo di traffico umano è in crescita in tutta l’unione Europea: i paesi dai quali arriva il maggior numero di donne, uomini e bambini destinati a finire sui mercati sono la Bulgaria e la Romania. Questi dati forniti dal Commissario degli Affari Interni dell’Ue, Cecilia Malmstrom, ai colleghi di “Avvenire”, rivelano che le donne sono le vittime preferite dai trafficanti di vite umane i quali, fin troppo spesso, sfuggono alle condanne e rimangono in circolazione a piede libero. Infatti dal 2008 al 2010 le condanne nei confronti dei responsabili dei traffici umani sono scese da 1500 a 1250 ed è proprio per questo motivo che, ieri e per il periodo 2012-2016, l’Unione europea ha adottato un pacchetto di misure strategiche per tentare di bloccare questo fenomeno che, attualmente, appare sempre più in crescita.

     Gli ultimi provvedimenti annunciati dall'Ue  

    l’obiettivo – secondo quanto dichiarato nelle scorse ore dalla Malmstrom – è quello “dell’istituzione di unità nazionali di contrasto specializzate nella tratta di esseri umani, la creazione di squadre investigative comuni ed il coinvolgimento di Europol ed Eurojust in tutti i casi di tratta transfrontaliera”. Prevista anche l’introduzione di una Coalizione europea delle Imprese e di un ulteriore meccanismo Ue in grado di proteggere ed assistere le vittime. La Malmstrom chiede giustizia e ricorda che il provvedimento previsto sarà discusso dal Parlamento europeo e dal Consiglio d’Europa e che, entro aprile 2013, i singoli Stati dovranno recepire la direttiva antitratta, la n° 36 del 2011. Gli esseri umani non sono merce e la loro vita ha valore assoluto che non può essere mai determinato da un prezzo reale.

     Una semplice riflessione  

    Probabilmente, però, una delle panacee, se non il modo migliore per contribuire ad attenuare o risolvere il problema potrebbe essere quello di creare un maggior benessere diffuso eliminando quelle imbarazzanti sacche di povertà che possono spingere soggetti disperati – e ovviamente privi di scrupoli – ad uscire dalla povertà dandosi al crimine ed a queste pratiche abberranti: una vera e propria lotta tra disperati – spesso e volentieri – una lotta dove sembra dominare ancora la legge della giungla e del più forte. Certo le politiche ammazzareddito dell'Ue non aiutano neppure questo processo di umanizzazione dei popoli.

     Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Lavoratori europei: alla ricerca della “vita” in polvere

    Lavoratori europei: alla ricerca della “vita” in polvere

    Venerdì, Maggio 18th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Consiglio d’Europa / Strasburgo / Eurofound / Statistiche / Alcool / Droghe / Cannabis / Oppiacei / Cocaina / Acidi / Tossicodipendenza / Alcoolismo / Lavoro / Abuso sostanze stupefacenti   

     

    Lavoratori europei: alla ricerca della

    “vita” in polvere, in pillole e fatta

    di bollicine.

    Eurofound: Il 5%-20% degli occupati europei abusa

    di droghe ed alcool sul posto di lavoro.

    Strasburgo – Il noto detto “si beve per dimenticare” sembra che sia diventato il motto principale di molti lavoratori europei: infatti,  secondo i dati raccolti e presentati dalla fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, Eurofound, attiva in tutti i 27 stati membri dell’Unione, una percentuale di lavoratori europei compresa tra il 5% ed il 20%, abusa di alcool e droghe sul posto di lavoro.  Codice rosso, quindi, davanti all’allarme lanciato a Strasburgo in occasione della conferenza per la prevenzione di alcool e droghe sul posto di lavoro, organizzata dal Consiglio d’Europa. Purtroppo, non è una questione che riguarda solo ed esclusivamente l’individuo interessato ma si estende alla società intera, in quanto qualsiasi lavoro funziona come una sorta di catena di montaggio in cui la “sobrietà” di tutti concorre a determinare un prodotto finito: sia esso un servizio reso al cittadino o un prodotto da consumare. Solo un individuo sano e lucido può permettere lo sviluppo della società: alcool e sostanze stupefacenti alterano l’equilibrio del sistema psicofisico e, di conseguenza, la propria prestazione lavorativa.

      Disoccupazione e alienazione: le nuove schiavitù dell'era  della crisi  

    Puntando la lente di ingrandimento sul nostro Paese, secondo i dati raccolti da una ricerca condotta nel 2007 su un campione di 3000 lavoratori di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, emerge che più del 13% ha fatto uso di cannabis nei dodici mesi precedenti, il 4,5% ha fatto uso di cocaina, l’1,2% di acidi e l’1% di oppiacei. Per quanto riguarda i lavoratori con mansioni a rischio – e quindi sottoposti periodicamente a controlli –  la musica cambia: su 87.000 lavoratori testati, nel 2010,  551 di essi sono risultati positivi al test  e tra loro, 23 persone sono state considerate tossicodipendenti abituali, mentre per tutti gli altri l’uso di sostanze stupefacenti è stato solo occasionale. Un altro dato allarmante riguarda la tipologia di droga di cui si abusa: tra i giovani con età inferiore ai 30 anni, le droghe più  consumate sono i cannabinoidi (64%), seguite dalla cocaina (19%) e dagli oppiacei (4,2%).  Giovani alla ricerca costante della vita in polvere, in pillole o fatta di bollicine… ma non è così che si vive e si lavora! Malgrado chi ci governa faccia poco e "disfaccia" troppo, sopratutto oggi, la vita resta comunque il bene più prezioso, da gustare e godere, sempre con spirito di ringraziamento verso il Creatore, qualunque prova possa trovarsi sul nostro cammino, e soprattutto in piena consapevolezza e alieni da qualsivoglia forma di dipendenza e schiavitù.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Diritti dell’uomo: Al via il vertice a Brighton

    Diritti dell’uomo: Al via il vertice a Brighton

    Mercoledì, Aprile 18th/ 2012

    Unione Europea / Corte Europea / Consiglio d’Europa / Convenzione europea /Strasburgo / Brighton / Diritti umani / Libertà fondamentali / Regno Unito / Riforme /

    Diritti dell’uomo: l’Ue invoca le riforme

    Domani vertice a Brighton. L'Ue chiede “maggiore impegno

    nazionale per garantire rispetto delle norme

    Strasburgo –  La tutela dei diritti umani è una priorità fondamentale per l’Unione Europea che chiede ai 47 Stati membri del Consiglio d’Europa di trovare, da oggi fino a venerdì prossimo, un accordo determinate per le riforme necessarie in questo ambito, volte a difendere le libertà fondamentali e ad alleggerire il carico di lavoro della Corte Europea attraverso un maggiore impegno dei singoli Stati membri. La Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che ha istituito la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è, ancora oggi, un motivo di grande vanto per l’Unione Europea ed il Regno Unito, che attualmente ricopre la Presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, lo sottolinea fermamente ricordando come essa ha influito sul rispetto delle leggi europee e come continua ad incidere, attualmente, in situazioni drammatiche come quelle vissute dalla Siria e dalla Libia. Ma se le intenzioni sono positive e creano speranza, dall’altra parte è anche vero che sono circa 150.000 i casi presentati alla Corte di Strasburgo che rivelano un ritardo medio di 5 anni e che rimangono spesso irrisolti.

      Il vertice di Brighton  

    La Corte chiede una maggiore partecipazione da parte di tutti gli Stati membri ed un consapevole riconoscimento delle responsabilità: maggiore impegno a livello nazionale che, proiettato sullo scacchiere internazionale, eviterebbe pressioni eccessive per l’organismo europeo che, da parte sua, dovrebbe rifiutare casi che risultano adeguatamente trattati dai singoli stati, nel pieno rispetto della Convenzione. Riforme, dunque, che dovrebbero prevedere la creazione di istituzioni nazionali a garanzia del rispetto e della tutela dei diritti dell’uomo: questo il progetto ipotizzato dal Regno Unito che nella persona del Ministro della Giustizia, invita tutti i rappresentanti dei 47 Stati a trovare un accordo sulle riforme nel vertice di domani, che sarà tenuto a Brighton. Speriamo che non siano solo belle parole e che, per come abbiamo riportato noi di Qui Europa in articoli precedenti (Vedi caso Limonov), gli interessi economici e politici dell’Unione Europea non siano più forti ed importanti degli interessi dei cittadini e del rispetto dei loro diritti.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Selva oscura – Nel mezzo del Cammin… di Nostra Europa

    Selva oscura – Nel mezzo del Cammin… di Nostra Europa

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Italia / Vienna / Rivisitazione Divina Commedia / Montalbano / Cultura / Tradizioni / Piatti tipici / Dante Alighieri / Andrea Camilleri / Claudio Morganti / Onu / Ocse / Consiglio d'Europa / Razzismo / Discriminazioni 

    L'eurodeputato Morganti (Lega):

    "L'Ue tuteli la cultura Italiana"

    Sotto accusa la Divina Commedia, il Commissario

    Montalbano e i nomi dei piatti tipici.

    Roma – La Divina Commedia di Dante Alighieri, secondo un gruppo di ricercatori italiani che ha collaborato con Onu, Ocse e Consiglio d’Europa,  conterrebbe riferimenti razzisti, islamofobi, antisemiti e discriminatori tanto da dover essere rivista in chiave moderna e politicamente corretta o, addirittura, tanto da non prevederne neanche l’insegnamento nelle scuole. “Non ragioniam di loro, ma guarda e passa”: così Virgilio, nel III canto dell’Inferno si rivolgeva a Dante Alighieri, descrivendo gli ignavi, ossia i vili, coloro che nella vita non prendono mai una posizione . Ma questa celebre frase della Divina Commedia di certo non corrisponde alla filosofia sposata dall’eurodeputato del Carroccio, Claudio Morganti, il quale, dal quotidiano “La Padania”, ha lanciato all’ Unione Europea la pesante accusa di mancata tutela delle identità nazionali, delle tradizioni e delle proprie origini. “Appena ho appreso questa assurda notizia – afferma il leghista Morganti – ho chiesto immediatamente l’intervento dell’Ue per tutelare un patrimonio che non è solo il nostro, ma di tutto il Continente e dell’Umanità intera”. L’eurodeputato ha spiegato che in merito all’interrogazione che egli ha presentato, ovviamente sottoscritta anche da altri colleghi della Lega, la Commissione europea, in un primo momento, non l’ha ritenuta di propria competenza ma a seguito dell’insistenza di Morganti  dovrà pronunciarsi a breve. 

      Eresie Ue  –  Le accuse al "Sommo Dante"  

    Che l’opera di Dante sia la madre della lingua italiana e che, in un certo senso, abbia dato il via all’unificazione linguistica della nostra penisola insieme alle opere di Petrarca e Boccaccio, non vi è alcun dubbio. Ma Dante Alighieri non è stato l’unico a ricevere critiche: infatti, facendo riferimento ai giorni nostri, il Commissario Montalbano di Andrea Camilleri è stato accusato dal commissario alla Pesca per i pesci di cui si ciba e, a Vienna,  l’associazione dei ristoratori cittadini avrebbe deciso di cambiare i nomi di alcuni piatti tipici per evitare che qualcuno possa sentirsi offeso. Pertanto niente più “cotoletta dello zingaro, pane del negro e moro in camicia”, nomi che saranno sostituiti con altri più comuni e neutri e, osiamo dire, anche insipidi. “L’Unione Europea – continua Morganti – interviene su tutto, anche sulle cose più stupide e banali, dicendoci quello che possiamo o non possiamo fare, mentre in realtà dovrebbe pensare e deliberare su cose più importanti” .  L’eurodeputato ha anticipato che porrà  questo fatto all’attenzione dell’assemblea di Strasburgo la settimana prossima e che farà di tutto affinchè il passato, la cultura e la civiltà facciano parte del nostro presente. Noi ci chiediamo, intanto, esattamente in quale girone dell’inferno dantesco finiranno coloro che si fanno portavoci di queste eresie, perché la cultura e la tradizione letteraria di ogni Paese sono un bene prezioso per tutto il mondo.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • L’Europa boccia il sistema partitico italiano

    L’Europa boccia il sistema partitico italiano

    Giovedì, Aprile 12th / 2012

    di Sergio Basile

    Italia / Consiglio d'Europa / Finanziamento pubblico ai partiti / Gruppo anti-corruzione / Riforma dei partiti / Rimborsi campagne elettorali / Erogaqzione fondi / Debolezza dei controlli / Divieto donazioni anonime  

    L'Europa boccia il sistema partitico italiano:

    "Troppa corruzione e disonestà!"

    Rimborsi elettorali anche oltre il 400% del normale

    Roma, Strasburgo – Nelle ultime ore, in un pubblico rapporto reso noto a mezzo stampa, il Consiglio d'Europa – su iniziativa della commissione "Greco" (Groupe d'Etats Contre la Corruptione) il braccio anti-corruzione dell'organizzazione paneuropea – ha bocciato senza mezzi termini il sistema di finanziamento pubblico dei partiti in Italia. L'Istituzione sovranazionale a carattere colleggiale ha parlato di gravissimi deficit democratici ed ''importanti'' carenze: soprattutto di controlli ''inefficienti'' e sanzioni ''inefficaci''. Tale dossier, invero, mette alla luce un annoso problema che tutti conoscevano da anni ma nessuno "voleva vedere". Un esercito di "finti tonti" che negli ultimi quarant'anni repubblicani ha finito per sminuire il ruolo attivo – da protagonisti – dei cittadini e letteralmente ridicolizzare o comunque render vano il ruolo da "controllore del sistema" delle autorita' pubbliche. Ruolo, nota il Consiglio, ''molto frammentato, piu' formale che sostanziale''.

      Riforma dei partiti o ennesimo teatrino?  

    Per questo, secondo la commissione del "Consilium", la G.r.e.c.o., in Italia si dovrebbe avviare un serio processo di riforma dei partiti "cominciando da una chiara definizione del loro status legale". Troppe ingerenze dei gruppi di potere, troppi squilibri da feudalesimo, troppi signorotti arroganti e spesso disonesti (si pensi che tra il 1994 e il 2008 i partiti hanno speso in totale 570 milioni di euro, ricevendo però rimborsi per campagne elettorali da lasciar senza fiato: 2,25 miliardi di euro. Rimborsi lievitati come per magia anche fino al 400% in piu' rispetto alle spese effettivamente sostenute. Ma allora perchè non si dimettono in massa? Che senso ha andare a votare? Nella Francia Rivoluzionaria per cose del genere il popolo proclamò aperta la "Costituente". Non ce lo scordiamo. Vergognosi giochini di potere e disonestà che sono tornati prepotentemente all'auge nella  cronaca degli ultimi mesi. Dal caso Lusi allo scandalo Finmeccanica ed alle ultime rivelazioni in casa Lega – che hanno già portato alle dimissioni di Umberto Bossi (uno dei pochi in verità a dimettersi, e per reati presunti ma gravi, ancora da accertare dalla magistratura) solo per cirarne alcuni. Gli stessi signorotti che hanno in parte contribuito ad affossare l'Italia; gli stessi che oggi continuano a dettar legge ed imporre ai cittadini la soluzione finanziaria e fiscale di tutti i mali, che i loro partiti hanno contribuito ad ingigantire. Quando si dice il teatrino della politica! Tra le cure urgente propinate dal Consilium, l'introduzione del "divieto generale per donazioni anonime" e "l'abbassamento delle soglie oltre le quale e' obbligatorio rendere pubblica l'identita' del donatore".  . Una discrepanza, spiega l'organismo di Strasburgo, dovuta al fatto che in Italia l'erogazione dei fondi e' legata al numero di voti ottenuti e non alle spese sostenute.

      Lo scandalo delle prescrizioni veloci  

    Ma nelle scorse ore la Greco ha messo il dito in un'altra piaga del binomio corruzione-politica: le pene previste ed inflitte (in casi limitati) non appaiono "dissuasive", non assurgono da deterrente ad un fenomeno e ad un sistema affaristico che la stessa "Mani Pulite" dei Primi anni Novanta non sembra aver scalfito più di tanto. Secondo il Consiglio d'Europa – inoltre – i tempi di prescrizione dei reati sono troppo brevi e questo rischia di vanificare il lavoro dei giudici. A proposito: qualcuno mi sa dire che ci sta a fare ancora la "prescrizione" in un paese corrotto come l'Italia? Domanda da Quiz Show!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)