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Shock Olanda: si alla Pedofilia!
Clamorosa sentenza di un tribunale
olandese: club pedofilo legale!
di Rosario Giglio
Assen, Amsterdam – L’Olanda, come la Svizzera, è un Paese che segue molto poco le leggi della morale tradizionale cristiana e – spesso e volentieri – anche le poche, pochissime, leggi dell’Unione europea laiche e "favorevoli" all'uomo ed alla dignità della persona. Almeno le rare rimaste, in un'Europa resa ombra di sé stessa e del suo glorioso passato, da una élite di seguaci del nuovo credo "illuminato". D'altra parte – come noto – il multiculturalismo è stato da sempre il tratto caratterizzante della società olandese. Ne sono esempio le leggi piuttosto aleatorie inerenti alla vendita delle droghe leggere, quelle relative alla tratta delle donne; la questione dei diamanti insanguinati, ed ora finanche la clamorosa apertura alla pedofilia! Questo, sempre in nome di un presunto progresso.
Il Club della Follia
L’associazione finita nell'occhio del ciclone mediatico (si fa per dire) è la Vereniging Martijn, ente no-profit nato nel 1982. La mente dell'organizzazione è il presidente della stessa, Marthijn Uittenbogaard, un uomo dal "curriculum di tutto rispetto". Sentite un pò: nel 2006 fondò un gruppo dal nome molto nobile e gradevole all'orecchio, il Partito dell’amore fraterno, della libertà, della diversità. L'unico problema era ed è il fine perseguito: esso propone infatti – udite, udite – l’abbassamento dell’età da 16 a 12 anni per gli atti sessuali con minori, per il voto, per il gioco d’azzardo e per le droghe leggere. Non si candidò alle elezioni per mancanza di firme… fortunatamente! Nel 2007 il sito dell’associazione fu al centro di molte critiche poiché furono pubblicate delle innocenti foto della figlia di 4 anni del principe Willem-Alexander. Martijn fu accusato, ricevette un’ingiunzione e fu costretto a pagare le spese processuali ed una multa. Nel 2011 invece il tesoriere Ad Van De Berg fu condannato a tre anni di reclusione: in seguito alla perquisizione della sua casa fu scoperta un’enorme quantità di materiale pedopornografico. Sapete com'è… questo agli occhi della "famiglia sociale" doveva forse rientrare in un concetto esteso di amore fraterno. Mah!
Un verdetto aberrante
Nel 2012 il tribunale civile di Assen ingiunse lo scioglimento del gruppo poiché le proposte per legalizzare i contatti sessuali tra adulti e bambini erano contrarie alle norme olandesi. Il 2 aprile scorso la Corte d’Appello di Leeuwarden ha tuttavia affermato clamorosamente, con grande fantasia, il contrario: cioè che "i testi e le foto presenti sul sito web della fondazione non remavano assolutamente contro le leggi olandesi. Il fatto che alcuni dei membri fossero stati condannati per reati sessuali – inoltre – non andava connesso al lavoro della fondazione stessa". Alla fine – morale della favola – i giudici hanno sentenziato il fatto che gli scopi dell'associazione sono contrari all'ordine pubblico ma che comunque non ci sono minacce di destabilizzazione sociale”. Quanto a noi, ora non ci resta che attendere – sia pur con gran sconcerto – il giudizio di terzo grado, sperando che il verdetto sia completamente diverso per il bene dei bambini olandesi e non.
Lunedì, Gennaio 21st/ 2013 – Dott.ssa Patrizia Stella – Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa Unione europea / Crisi morale / Piano Massonico / Ilva / Sovranità Nazionale / Sovranità Rubata / Complicità dei Media / Demonio / Distruzione della Famiglia / Nuovo Ordine Mondiale / Laicismo / Lobby […]
Giovedì, Aprile 4th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto – Mondo / Onu / Aborto / Interruzione volontaria di gravidanza / Vita / Morte innocenti / Genitori Mancati / Torture / Diritti umani / Trattamenti e pene crudeli / Rifiuto della vita / Rischi dell'aborto / Juan E. Mendez Onu: "Negare l'aborto è una tortura!" […]
Martedì, 19th Marzo / 2013 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Belgio / Bruxelles / Eutanasia / Vita / Morte / Pratiche illegali / Medici / Legge / Illegalità delle cure somministrate per l'eutanasia / Bambini / Minorenni / Trionfo della morte / Morte indotta / Malati di Alzheimer /Dominique Biarent Estendere l'Eutanasia anche […]
Martedì, Marzo 12nd/ 2013 – di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Parlamento Europeo / Bruxelles / Stereotipi di genere / Eliminare la pornografia / 1 milione di mail di protesta contro la mozione anti-pornografia / Libertà / Libertà del web / Libertà di scelta / Istinti sessuali / Risoluzione Ue / […]
Domenica, Gennaio 13th/ 2013 – Dott. Arrigo Muscio, Presidente Associazione Genitori Cattolici – – Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi", di Qui Europa – La Cassazione e le Famiglie Omosex / adozioni gay / Cassazione / Gay / Italia / Affido / Coppie gay / Crisi di valori / Scienza / Morale / Personalità del […]
Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Diritti fondamentali nell'Ue / Menzogna / Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione / Unione Europea / Parlamento europeo / Risoluzioni / Assistenza sanitaria / Aborto / Minoranze nazionali / LGBT / Diritti fondamentali / Libertà civile / Uguaglianza / Salute sessuale / Pianificazione […]
Mercoledì, Giugno 20th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Parlamento europeo / Commissione Europea / Consiglio d’Europa /Europa / Nigeria / Cina / Bulgaria / Romania / Tratta esseri umani / Schiavitù / Vita / Sfruttamento / Lavori forzati / Organizzazione Internazionale del Lavoro / Minori / Sruttamento Minorile / Giustizia / Trafficanti […]
Sabato, Giugno 9th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Corte di Giustizia Europea / Lussemburgo / Roma / Fatima / Caracas Fecondazione Artificiale / Aborto / Sacralità della Vita / Convegno / Magna Carta / Nuova Italia / Legge 194 / Eugenia Roccella / La straordinaria esperienza di Gloria Polo / Gloria Polo […]
Venerdì, Aprile 27th / 2012 – di Mirella Fuccella – Italia / Mezzogiorno / Garante per l’infanzia / Povertà / Asili nido Quei poveri bambini del Sud… Senza asili e senza fondi Roma – Secondo il Garante dell’infanzia i diritti dei minori in Italia sono minacciati da un “pericoloso arretramento”.⨠Nel nostro Paese, inoltre, […]
Venerdì, Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Grecia /Atene / Crisi / Minori / Soglia di Povertà / Lavoro Minorile / Esclusione Sociale / Reddito Minino / Unicef / La condizione dell’infanzia in Grecia 2012 / Eapn / Barroso Grecia: la vera crisi è quella dell’infanzia […]
Giovedì, Marzo 15th / 2012 Parlamento Europeo / Esteri / Commercio cacao / Lavoro minorile Strasburgo: "Stop a lavoro minorile e tratta di schiavi nei campi di cacao!" L'Europarlamento chiede alla Commissione controllo sul mercato del cacao Strasburgo – La Ue, che rappresenta il principale consumatore mondiale di cacao, boccia il lavoro minorile nella filiera […]
Rating Sovrano / Moody’s / Agenzie di rating / Silvio Berlusconi / Mario Monti / Elezioni politiche / Pierluigi Bersani / Previsioni economiche / Pil Eurozona / Pigs / Legge di Stabilità / Jean Claude Juncker / Imu / Vetice Ue di Giugno
Nella Morsa del Rating Sovrano – La
Costituzione ora la scrive Moody's
Il tempo della democrazia Formale e della
Dittatura Reale
L'inganno delle cosiddette "Riforme Strutturali"
Bruxelles, Roma, New York – Dati, statistiche, tabelle, previsioni e declassamenti. In una parola: agenzie di rating. Bestie rare che agiscono indisturbate e sovrane in una galassia di incongruenze ed ipocrisie uniche nella storia moderna. Una storia costellata di falsità ed arbitrarietà; di giudizi manipolabili, come quelli di altri organismi internazionali di controllo; di – connesse – riforme e misure di austerity, con conseguente restrizione della domanda interna; storie (tristi, drammatiche) di interi paesi al collasso; disoccupazione dilagante e malcontento sociale. Più la crisi va avanti più vengono perpetuate le stesse strategie che ci hanno condotto fin qui; più lo spazio d’azione si restringe più la Bce rimane a guardare, come fosse uno spettatore più che uno degli attori principali della “contesa” in atto. Tutt’al più aggiorna le sue previsioni, e non sono positive: infatti a distanza di soli tre mesi dalle ultime, solo tre mesi, la forchetta del PIL dell'eurozona – specie quello dei Pigs – peggiora di minimo 0,5 punti percentuali nella sua stima ottimistica; e dell' 1,1% in quella pessimistica. Ciò mentre ormai entriamo nel secondo anno successivo di recessione. Un disastro. Ma in questo scenario, come ciliegina sulla torta, non potevano mancare le ultime stime di Moody’s (della pluri-indagata ma pluri-legittimata ed osannata Moody's) riguardo il nostro Paese.
La Costituzione non esiste perchè la sovranità nazionale non c'è più
L’agenzia di rating statunitense ci concede qualche mese di tregua, un intervento sicuramente insolito che a qualcuno potrebbe far pensare, con un pò di “malafede”, che ci sia sotto una questione di “stima personale” nei confronti di un suo ex consulente, il nostro (loro) "super" Mario Monti. Le previsioni di Moody’s si sono incentrate sui risultati delle future elezioni politiche, sostenendo che le attuali turbolenze avranno, per quanto attiene all’affidabilità creditizia del nostro Paese, conseguenze limitate sul medio e lungo termine. Secondo l’agenzia, infatti, la fine del governo Monti non dovrebbe portare a nessun cambiamento delle linee generali della politica economica. Il nostro giudizio a proposito, se le cose dovessero andare così, sarebbe molto diverso, e in tal caso preferiremmo parlare di ristagnazione, per di più voluta e perseguita. Tornando alle dichiarazioni di Moody’s (una vera e propria minaccia indiretta) si prevede che il centro-sinistra montiano esca vincente dalle politiche, e che la guida del nuovo governo venga affidata a Pierluigi Bersani, il quale – come già dichiarato – manterrà praticamente inalterati gli elementi chiave della Legge di Stabilità. Un’affermazione, anche questa, dal tono ambiguo, che spazia dalle speranze alle minacce. Contemporaneamente, infatti, viene confermato il giudizio negativo (Baa 2) sui Btp decennali dell'Italia e sulle nostre prospettive economiche complessive. Una sorta di monito, un modo come un altro per ricordare ad un qualsiasi paese quale sono i compiti da svolgere a casa e, soprattutto, che non può decidere di studiare per conto proprio. Cioè non può permettersi assolutamente di esercitare la propria sovranità e di far valere la propria Costituzione. Né più né meno di carta straccia. E pensare che quelli di Moody's & Co. dovrebbero essere meri "consigli". Perchè i giornalisti delle grandi testate non lo dicono?
L'inganno delle cosiddette "Riforme Strutturali"
"Compiti a casa" che ci vengono propinati come prerogative essenziali, come indispensabili per preservare la stabilità finanziaria del nostro Paese e continuare a percorrere la via delle riforme strutturali, le “loro” riforme strutturali iperliberiste (cioè di regalare il Paese ai privati) e del consolidamento di bilancio. Ed ecco qui apparire super Monti insieme alle previsioni sul suo imminente futuro. Secondo Moody’s il suo ex consulente rimarrà il vero protagonista della nostra scena politica, ed anche se non dovesse candidarsi alle future elezioni politiche: l’Italia – secondo i compari di Moody's – non potrebbe fare a meno del suo apporto. Quest’ultimo potrebbe concretizzarsi in diversi scenari, potrebbe svolgere un ruolo di super ministro dell’Economia, ma potrebbe anche essere richiamato alla guida del governo per superare l’impasse di un Parlamento senza maggioranza. Previsioni legittime? Giudicate voi. Previsioni amichevoli, un pò di parte? Credo di sì.
Organi Ue – le Sentinelle del Sistema
Quello che non possiamo smettere di ripetere, per quanto seccante possa apparire, è che la storia recente ha falsificato – ed in più occasioni – sia la legittimità scientifica (ovvero i numeri), sia la legittimità etica (l’imparzialità) di queste agenzie di rating: nient’altro che società private, ribadiamo anche questo, al servizio dei propri datori di lavoro (lobby e grandi gruppi bancari ed industriali); e nonostante siano ormai numerosi i casi comprovati in cui tali agenzie abbiano clamorosamente sbagliato le valutazioni sulla solidità finanziaria e patrimoniale di Stati e società, i loro giudizi e i loro commenti vengono comunque presi in grande considerazione dai principali attori del mercato: smuovono il mercato, hanno provocato e provocano conseguenze devastanti per i titoli di questo o quel soggetto. Il tutto inserito in una logica di amicizie e alleanze strategiche, con il benestare delle grandi sentinelle del sistema: gli organi dell'Unione europea: Commissione, Consiglio e Parlamento europeo. Ma come abbiamo appena detto i loro moniti smuovono il mercato e, per forza di cosa, dobbiamo commentarne il “pensiero”.
Democrazia Formale, Dittatura Reale
Arriviamo così al Cavaliere. Tra i motivi che hanno spinto Moody’s alla cautela c’è stata proprio la mezza marcia indietro di Berlusconi, che dopo aver criticato l’operato del governo Monti si è parzialmente corretto, sostenendo che non si ricandiderà a Palazzo Chigi se Monti accetterà di essere il candidato di un vasto raggruppamento di centro-destra moderato da contrapporre alla sinistra: il classico cabaret all’italiana. E non manca certamente la suspance: come avvenuto ieri durante la votazione alla Camera del decreto legge sullo Sviluppo, un’approvazione tirata per i capelli con una percentuale di voti ridicola (261 favorevoli, 55 contrari, 131 astenuti e 183 assenti), che denota il malumore (o comunque la schizofrenia acuta) di tutti i partiti verso l’attuale governo e la paura di essere puniti alle elezioni per aver avallato, come punta di un’iceberg, l’introduzione dell’Imu. Manca una piccola precisazione, ovvero che queste dichiarazioni e questa ritrovata disponibilità al dialogo da parte di Silvio Berlusconi, fanno seguito ai sottili attacchi ricevuti in sede europea. Meno di quarantotto ore fa a Bruxelles, in occasione del vertice del Partito popolare europeo, il Cavaliere veniva accolto in un clima di gelo e indifferenza da gran parte dei suoi colleghi. Per tutti ha parlato Jean Claude Juncker ,presidente dell'Eurogruppo e primo ministro lussemburghese, che alla domanda cosa pensasse della presenza di Berlusconi, ha replicato di chiedere a lui cosa ne pensasse di essere a Bruxelles. Non aggiungiamo altro. Eccetto il fatto che lo stesso Cavaliere, dal 2007 ad oggi non ha fatto assolutamente nulla per delegittimare le agenzie di rating: pur avendo a Bruxelles – in veste di eurodeputati – una folta schiera di seguaci, ad iniziare dal capogruppo italiano, nonché ex vicepresidente dell'Europarlamento, Mario Mauro. Segno che l'Europarlamento in effetti non conta nulla, e che quelli che comandano davvero sono i membri della Commissione (tecnocrati rigorosamente non eletti e provenienti da ambienti "particolari") assieme ad una manciata di leader europei: alcuni dei quali "nominati" (i cosiddetti tecnici) e provenienti dagli stessi ambienti dei primi; altri eletti ma compiacenti ai diktat dei primi; altri ancora contrari ma costretti all'obbedienza; ed infine alcuni di essi (le mosche bianche) rappresentano i cosiddetti "dissidenti": isolati o comunque posti in posizioni di netta inferiorità numerica per poter contare qualcosa. Risultato? Democrazia formale, Dittatura reale!
Due ultime osservazioni
Concludo lasciandovi due piccole osservazioni, dopo aver detto delle previsioni di Moody’s. Due conclusioni differenti riguardo sempre le prossime elezioni politiche. La prima riguarda Monti, il quale ha assicurato che qualunque sarà l'esito delle elezioni italiane, ci sarà un governo che si collocherà nella linea tradizionale di un forte appoggio all'integrazione europea, perché questo è – a parer suo – "nel nostro interesse nazionale" (?). E non è una battuta! La seconda è di chi scrive: qualunque sia la falsa coalizione (in quanto non di valori e di programmi ma di voti e di numeri si parla) che dovesse vincere le prossime elezioni, l’unica soluzione, lo dico non so quanto ironicamente, sarebbe “un’insurrezione”. E questa volta non è l'Europa delle banche o delle mafio-massonerie a chiedercelo, ma sono i nostri figli!
Per non dimenticare – Approfondimenti – Il Vertice Ue di Giugno
Domenica, Luglio 1st/ 2012
– L'Editoriale, di Sergio Basile –
Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Angela Merkel / Contro informazione / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Misure fittizie / Speculazione / Delegittimazione degli stati / Anarco-capitalismo / Iper-liberismo / Politiche liberiste / Leviatano / Morte degli stati nazionali / Privati e lobby al potere / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Banca Europea degli Investimenti / BEI / Eurobond / Project Bond / Fondi Strutturali / Union Bond / Super-stato Federale / Ipotesi antistorica / Efsf / Scudo Anti-Spread / Resolution Fund / Ricapitalizzazioni bancarie / Unione bancaria / Tobin Tax / Unione Fiscale / Garanzia Europea sui Depositi Bancari / Target 2 / Redemption Fund / Mutualizzazione dei Debiti Pubblici / SMP / Security Market Program / Contro informazione / Europa / Qui Europa / Sergio Basile
Bruxelles – Vittoria di Monti e dell'Italia?
No! Vittoria di Banche, Lobby e
Anarco-capitalisti
Una colossale Montatura Mediatica – Media
e casta esultano: "Monti meglio di Balotelli!"
Italia ed Eurozona, verso la Dittatura dei Privati,
Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale.
Il vertice al netto della propaganda
Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.
La Via maestra del Debito, dell'Austerity e del Centralismo
Possibili aperture future anche sulla ricapitalizzazione diretta delle banche e sulla mutualizzazione del debito dell'Eurozona (eurobond) e delle garanzie dei depositi bancari. Ipotesi tuttavia, specie queste ultime, fortemente osteggiate da Angela Merkel. In cantiere anche il "Resolution Fund" (fondo per la liquidazione pilotata delle banche non ritenute suscettibili di auto-reggersi); la Tobin Tax (tassazione sulle transazioni finanziarie) e "dulcis in fundo" l'Unione Bancaria (sotto l'egida della BCE: cosiddetta "Vigilanza Integrata") e l'Unione Fiscale (Unione di Bilancio): cioè l'unione di tutti i bilanci degli stati membri dell'Ue, in un unico bilancio "confederale".
La Morsa dei padroni
Lontana resta la "Licenza Bancaria", cioè la possibilità del "liberticida e dittatoriale" MESdi avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Ciò – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italiane. Ma in tal modo la "stretta" dei padroni sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leader (tra i quali la Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.
Speculazione a piede libero
In tal modo, infatti, gli Europei acquistano il proprio denaro ad "usura", ovvero pagando all'emissione già il 6% d'interesse. Come credete che si gonfi il debito pubblico degli stati? Proprio con questo diabolico stratagemma! La prima cosa che il Consiglio europeo e Mario Monti dovevavo fare era dunque rinazionalizzare le Banche Centrali, evitando che il nostro denaro fosse in realtà gestito e rivendutoci dagli intermediari privati (banche private). In un parola, dovevamo riappropriarci della nostra sovranità monetaria: facile mossa per neutralizzare l'incremento ingiustificato e immorale del debito pubblico degli stati. Debito che alla luce di quanto detto si rivela ciò che in verità è: la morza pretestuosa ed infame che i nostri aguzzini usano contro di noi; contro le famiglie e le imprese italiane, per porci in stato di schiavitù controllata. Niente più di questo!
La Balla del fondo Anti-Spread
Come già trattato in precedenti articoli, e come noto, ciò che contribuisce a far lievitare il debito degli stati è il libero giudizio delle società (private) di rating, che influenzano e "controllano" – in maniera illegittima e gravissima, e tra l'indifferenza dei politici europei – il "rischio paese": cioè l'interesse in più (rispetto all'interesse dei titoli tedeschi, considerati i più affidabili) che i sottoscrittori devono avere in premio per acquistare BOT e BTP italiani. Cioè per finanziare il sistema Italia. Peggiore è il giudizio verso l'Italia, maggiori saranno lo spread e l'interesse sul debito addossato sulle spalle degli Italiani. Con questo illusorio Meccanismo Anti-Spread (attivabile tramite gli acquisti di titoli di stato da parte del MES: che ha una dotazione di 500 miliardi di euro), pertanto, anziché provvedere a delegittimare tali agenzie, che dovrebbero rispettare la sovranità statale e non mettere "voticini" agli stati, come fossero "scolaretti", si prendono dalle casse dei contribuenti altri fondi (attraverso la tassazione ovvio!) per "fronteggiare" all'occorrenza spread troppo alti. Ma non sarebbe più facile mandare al diavolo lo spread e le pluri-indagate agenzie di rating? Società queste, tra l'altro, accusate – come già visto – di manomissione fraudolenta e pluriaggravata del mercato, e di voti sballati sugli stati. Come dimostrano le indagini in corso presso numerose Procure, in Italia (Procura di Trani), negli Usa e non solo.
Il complotto mercatista
Ciò, dunque, evidenzia sempre meglio i contorni di un complotto mercatista ai danni della democrazia. Complotto ovviamente taciuto e mascherato dai media che continuano a parlare incomprensibilmente di "successo di Mario Monti e dell'Italia". Da voltastomaco! D'altronde lo capiscono anche i bambini: perchè "illudersi di contenere" lo spread (creando nuovi fondi e nuovo debito) quando si potrebbe annullare in una semplice mossa?
Come funziona l'Anti-Spread
Esso – come detto sopra – funziona attraverso i "Fondi Salva Stati" (o sarebbe meglio dire "Fondi Ammazza Stati" – EFSF e MES) che si attiveranno immediatamente per acquistare titoli di stato. Ciò, tuttavia, senza risolvere a monte – come detto – il problema della lievitazione d'interessi da spread e la speculazione. Quindi, detta in parole povere, si usano soldi pubblici (che l'Ue potrà prelevare quando vorrà ed entro una settimana di tempo dalla richiesta fatta agli stati, cioè ai contribuenti) per continuare a speculare sul debito, che intanto si lascia "scoppiare" indisturbato. Ma la cosa che fa più sorridere (o piangere) e che lo chiamano "meccanismo anti-spread"!
Inganno MES – creditore privilegiato
Tale "salvataggio" passa attraverso il MES: discusso e liberticida fondo – operativo fin dai prossimi giorni – che avrà lo statuto di "creditore privilegiato": in parole povere, in caso di insolvenza di uno stato finanziato, esso avrà il diritto di essere rimborsato prima dei creditori privati. Fatto sta che MES e speculatori privati terranno sotto scacco gli stati, leggittimati a diventare una sorta di "nuovi padroni" dei popoli. Con la recessione difficilmente i cittadini avranno altro sangue da spremere e buttare nel calderone delle tasse, annullandosi completamente. Ridotti praticamente in schiavitù! Un imbroglio totale dunque!
Europa – Il Paradiso delle lobby
Ma un'altra perla regalata dal club dei 27 è stata la proposta di definitiva rimozione (dall'autunno) delle Barriere al Mercato Unico Europeo. Un pacchetto che la Commissione presenterà dopo l'estate e che si presta al definitivo dominio delle multinazionali e delle lobby, ai danni dell'economia delle piccole imprese, sempre più esposte ad una concorrenza spietata, immorale ed incontrastabile, favorita dall'Ue e proveniente dalla Cina, dagli altri BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) e dai grandi colossi mondiali dell'economia. Quindi altre misure inique dopo i disastri (ad esempio) provocati con l'apertura del libero mercato ai paesi africani in agricoltura. Qual'è stata la conseguenza? E' sotto gli occhi di tutti: invasione di arance e olio di oliva a prezzi stracciati (3o cent al chilo per le arance) nel mercato europeo e nei mercati di Calabria e Sicilia. Prezzi anti-concorrenziali (vista l'abissale differenza del costo della monodopera italiana rispetto a quella africana) che stannno portando al fallimento migliaia di aziende agricole, specie nel Sud Italia, ma anche nel Nord e nelle aree a tradizionale vocazione agricola. Per non parlare dell'invasione di manufatti e tessuti (tossici) cinesi sotto il naso dell'Ue, e contestuale crisi del Made in Italy.
La Ricapitalizzazione della BEI
Entro fine anno la BEI (la Banca Europea degli Investimenti, controllata da un "board", consiglio, di privati) sarà ricapitalizzata (con soldi pubblici dei contribuenti) di 10 miliardi di euro. In tal modo l'istituto bancario (controllato dalla tecnocrazia) potrà "prestare" 60 miliardi l'anno per tre anni per gli scopi che intenderà perseguire "per il bene comune". Inizialmente il tetto dei 10 miliardi era stato alzato, ma poi c'è stata l'opposizione della Germania.
La ricollocazione dei Fondi Strutturali
Il Consiglio ha poi preso in considerazione il riutilizzo dei Fondi Ue non spesi dalle regioni (per inerzia delle amministrazioni regionali – Es.: 30 miliardi di Euro del FSE solo in Calabria) al fine di ricollocarli verso la creazione di grandi opere infrastrutturali. Che non si ripresenti il tormentone del "Ponte sullo Stretto"? Anche qui leviamo una critica necessaria. Quei fondi che i nostri amministratori regionali non hanno usato (come avrebbero dovuto) per il bene comune e per scopi sociali, potevano ugualmente essere lasciati alle regioni per fronteggiare la crisi, ed integrare i redditi di giovani precari o disoccupati. Così facendo verranno dirottati verso "secondarie" opere infrastrutturali. E come se l'Ue ha un moribondo a casa e invece di comprare le medicine pensa a ristrutturargli la casa. Paradossale! Da morto che beneficio ne avrà? Che ne sarà di quella casa? Senza dimenticare che in tal modo l'Ue (governata da tecnocrati non eletti: vedi Manuel José Barroso e Herman Van Rompuy) si sta arrogando le funzioni economiche e d'investimento che prima spettavano agli stati (ora posti sotto lo scacco del pareggio di bilancio e della "spesa zero") ed a governanti regolarmente votati ed eletti democraticamente. Cosi Monti & Co stanno finendo per cedere pieni poteri (contro la Costituzione) a privati e tecnocrati, ed in maniera sempre più irreversibile.
Unione Bancaria
L'Unione Bancaria – come detto in altri articoli – detta anche "Vigilanza Integrata" consiste nel rafforzamento della strapotere della "privata" BCE, che così facendo va verso il controllo diretto di tutte le banche più grandi. In pratica un unico grande inciucio bancario sganciato dal controllo democratico dei cittadini. Una élite posta sotto al controllo diretto e totale di coloro che stanno facendo scoppiare il debito pubblico degli stati a danno dei cittadini, e che ora muoveranno con maggior disinvoltura le fila dell'economia e della finanza, segnando un baratro sempre maggiore tra la plebe europea e la tecnocrazia. All'EBA (Autority Bancaria Europea) andrebbe il controllo delle banche minori: la stessa EBA che fu all'origine dell'inasprirsi della stretta creditizia delle banche ai danni delle imprese (credit crunch) alzando i coefficienti di riserva patrimoniale obbligatoria delle banche europee.
Unione di Bilancio – Stati Uniti d'Europa
Oltre al già attuato "Patto di Stabilità", nel cantiere del Consiglio europeo e del (liberista) Mario Monti vi è inoltre un'ulteriore tentativo didisintegrazione degli stati nazionali tramite la creazione di un unico bilancio confederale al posto dei 27 bilanci degli stati. in pratica l'Italia avrà in Europa lo stesso peso che avranno la Luisiana o il Kansas negli Usa. Quasi zero! Ipotesi pazzesa e completamente fuori dalla storia per mille motivi. Sarebbe come buttare dalla finestra, ed in pochi mesi, duemila anni di storia, tradizioni e cultura! Così, tuttavia, il controllo dell'élite ("non eletta") europea e dei club occulti che ne reggono le fila, sarebbe totale, con tutti gli aspetti deleteri e gli ulteriori diktat che ne potrebbero venir fuori. Ulteriore richiesta è stata quella di rafforzare i poteri del Parlamento europeo: cosa buona, se non fosse che tale ipotesi sarebbe accostata dall'insana idea di mandare letteralmente in pensione i Parlamenti nazionali ed i nostri rappresentanti (che qualcuno – seguendo probabilmente i "suggerimenti" della famigerata loggia massonica P2 – ha già pensato di dimezzare, anziché pensare a dimezzarne gli stipendi, con contestuale evidente deficit democratico).
Garanzia Europea dei depositi Bancari
La Garanzia Europea dei depositi è una ipotesi – quindi per ora non passata, ma in cantiere – che ha trovato l'opposizione della Germania, rimanendo quindi al palo. Essa consiste in una copertura assicurativa uniforme dei depositi bancari. Un meccanismo che permetterebbe di garantire e "salvare" i depositi, facendo cadere però sempre sui cittadini europei (che con altissimi livelli di tassazione contribuiscono a creare, di fatto, anche il suddetto fondo) il peso di questa "fantasiosa ed ingannevole forma di salvataggio": che entrerebbe in funzione automaticamente in caso di fallimento delle banche.
Resolution Fund e Ricapitalizzazione Diretta delle Banche
Il Resolution Fund, poi, implicherebbe l'ipotesi (non attuata per il "no" della Merkel, ma – forse – attuabile in futuro) di garantire una liquidazione ordinata delle banche non in "condizioni di reggere". Ma come vedremo nel prossimo editoriale del lunedì (Schiavi di un Debito Illegale – Terza Parte – Il Sistema TARGET 2) il sistema bancario è fortemente condizionato dal predominio tedesco: possibile grazie ad un paradossale e squilibrato sistema europeo dei pagamenti, chiamato "Target 2". Un sistema che analizzeremo in tutti i suoi devastanti effetti, domani lunedì 2 luglio. Per ora, dunque, l'ipotesi di "Ricapitalizzazione Diretta" delle banche tramite il MES è solo rimandata. Ciò per l'opposizione di una Germania, che intanto sta continuando ad arricchirsi sulla base di questo pazzesco sistema bancario e dei pagamenti trans-nazionali. Infatti i tedeschi – con la ricapitalizzazione diretta – vedrebbero svanire parte dei loro guadagni indotti (Tramite il sistema TARGET 2) essendo – in tal caso – chiamati a partecipare direttamente – e pro-quota – al rifinanziamento diretto delle suddette banche. In attesa di analizzare le altre disastrose e recessive misure adottate e proposte dal consiglio Ue, frattanto, limitiamoci a digerire queste finora analizzate, con l'aiuto di un buon amaro e di qualche confezione di malox. Ciò nella consapevolezza di essere finiti, come dimostrato, in una vera e propria dittatura. Quindi caro Monti, non c'è proprio nulla da festeggiare!
Sabato, Dicembre 1st/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Unione Europea / Europa / Bruxelles / Madrid / Atene / Commissione Europea / Parlamento europeo / Consiglio europeo / Grecia / Spagna / Banche / Ricapitalizzazione / Crisi / Economia / Agenzie di Rating / Manifestazioni Rating e Speculazione – Da […]
Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]
Mercoledì, Giugno 6th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Italia / Roma / Consiglio dei Ministri / Palazzo Chigi / Moody’s / Agenzie di rating / Libero / Declassamento Italia / Paese a rischio debito / Presidente Bocconi / Consulenze / Procura Trani / Procura Milano / Mario Monti / […]
– Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile –
Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo / Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / IRI / Britannia / Prvatizzazioni / Mario Draghi / Mario Monti / Eurogabbia / Disinformazione dei media / Contro informazione / Statio Uniti d'Europa / Accentramento / Svendita del patrimonio nazionale / 20 miliardi di euro all'anno / progetto Mondialista / Jim O'Neill / Sergio Basile / Vincenzo Folino / Qui Europa / Europa / Sistema Target 2 / Paul Krugman / Quadrio Curzio / Trattato di Lisbona / Art. 123 / SEBC / Bce / Piano mondialista / Riserva aurea italiana
Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo
per salvare il dio-euro
Secondo l’europarlamentare Angelilli, è tutta colpa di
Prodi.In effetti non ha tutti i torti!
ll ruolo del Trio delle Meraviglie – Prodi, Draghi, Monti –
nell'Euro-disastro
Roma – Ieri, ne il "Secolo d'Italia", ha fatto molto discutere l'intervista ad uno dei 14 vicepresidenti del Parlamento europeo, l'europarlamentare Roberta Angelilli, in merito allo "stato di salute" in cui versa la nostra moneta, l'euro. E' già dal mese di giugno che nel nostro paese si è riaperto uno di quelli che potrebbe essere tra i temi più caldi dell'estate: euro sì, euro no. All'intensificarsi del dibattito hanno contribuito anche le esternazioni dell'ex premier Silvio Berlusconi, il quale ha affermato, in sostanza, la possibilità per l'Italia di uscire dall'euro e tornare alla Lira ("non credo sia una bestemmia" ha detto). Ma è da oltre 8 mesi che alcuni eurodeputati euro-scettici vedono nel ritorno alla lira l'unica via di salvezza. Vedi Magdi Cristiano Allam; come pure molti economisti e Premi Nobel, come Paul Krugman.
Un euro a due velocità?
A queste esternazioni hanno fatto seguito le voci provenienti dall'altra parte della barricata, con Romano Prodi in testa, secondo cui abbandonare l'euro sarebbe una follia. Polemiche che fanno seguito all'evidente constatazione (che aggiungiamo essere "piuttosto tardiva", ma giusto per voler essere educati), della presenza, per così dire, di due euro: un super-euro dei paesi "forti e virtuosi", trainato dalla Germania; ed un euro-debole, di "serie b", che caratterizza i paesi dell'area mediterranea. Intervistata intorno a questi temi, l'europarlamentare Roberta Angelilli, ha concentrato la sua argomentazione sul ruolo giocato in quegli anni decisivi (gli anni del TUE e dell'Unione Monetaria), da Romano Prodi, all'epoca premier ed anche commissario europeo.
Prodi e la Marginalizzazione dell'Italia
A riguardo la Angelilli ha parlato di "scelte anti-italiane", accusando Prodi di essere stato tra i maggiori responsabili della marginalizzazione dell'area mediterranea, di non essersi battuto abbastanza sul tasso di cambio lira/euro, "sfavorevole per noi", di aver giocato come se fosse un "nemico dell'Italia", e di averlo fatto in momenti decisivi. Altro "errore fatale" dell'euroentusiasta Romano Prodi, fu quello – dichiara – di non aver contrastato l'egemonia ed il rafforzarsi del "direttorio franco-tedesco: infatti i due paesi hanno goduto di "mille eccezioni rispetto alle regole del Patto di Stabilità". Insomma, gli anni del governo Prodi ci lascierebbero un bilancio catastrofico.
Prodi – Chiacchiere da accentratore
ovviante il professore non la vedrebbe così! Dalle sue ultime interviste, conferenze ed articoli (tra cui gli ultimi pubblicati si "Famiglia Cristiana"), emerge infatti che, se gli ponessimo domande di questo genere: come mai l'Eurozona è la vittima numero uno della crisi? Cos'è che ha fatto dell'Europa Meridionale il capro-espiatorio? La risposta di Prodi (ed è lui stesso a dirlo), sarebbe "estremamente semplice". Secondo lui il punto fondamentale è che "l'Europa è divisa", è diventata la principale vittima della crisi a causa della frammentazione che la caratterizza. Egli sostiene che, insieme e parallelamente all'Unione Monetaria, si sarebbero anche dovute prevedere delle “azioni comuni” in campo economico, mentre ciò non è avvenuto; a suo avviso si è risentito della mancanza di un'autorità che controllasse i conti ed i bilanci, e per questo spinge nella prospettiva di creare un “Tesoro europeo”, che si occupi proprio di svolgere tali funzioni (sarà, ma questa proposta – come dimostrato più volte – oltre a non convincerci per nulla, sarebbe una mossa di autolesionismo senza remissione e ritorno). A questi elementi ne aggiunge altri, come il fatto che i tedeschi hanno ristrutturato la loro economia, ottenendo dei grandi vantaggi, che hanno creato un "distacco reale" con gli altri paesi. Conclusione completamente falsa ed errata perchè il vantaggio per i tedeschi è stato creato – come dimostrato – a tavolino e proprio nel 2007, quando il caro Prodi dominava la scena, con il SISTEMA TARGET 2 dei pagamenti transnazionali. (vedi articoli correlati)
Euro: l'alibi per la nascita di un Super-Stato Ue
Ma a ben vedere, ed esaminando con un briciolo in più di onestà intellettuale le reali ragioni della crisi – come la redazione di "Qui Europa" ha fatto fin dall'inizio della sua fondazione – vediamo come quelle di Romano Prodi siano in fondo vuote chiacchiere da accentratore: il vero obiettivo degli europeisti più intransigenti e miopi – legato all'instabilità dell'euro – infatti, sarebbe quello di avere un buon alibi per l'accentamento dei pieni poteri (un tempo prerogative degli stati membri) nelle mani di un unico ed egemonico super-stato europeo: gli Stati Uniti d'Europa. Progetto "mondialista" che evidentemente, come dimostrato in più sedi, fu concepito in tempi non sospetti e da lungo tempo, in esclusivi ed élitari club: club cari da decenni alla tecnocrazia ed allo stesso Romano Prodi.
Il Trio delle Meraviglie e la Fine del Sogno Italia
Si proprio lui, il nostro carissimo "europeista Prodi", affezionato frequentatore – tra l'altro – del Bilderberg Club, (assieme agli amici Mario Monti e Mario Draghi) nonchè (curiosamente) "ex" uomo di fiducia di Goldman Sachs (vedi sempre Mario Monti e Mario draghi) e privatizzatore a buon mercato (IRI, SME e Cirio-Bertolli-De Rica): vedi – tanto per cambiare, e 2 più 2 fa quattro – Mario Monti e Mario Draghi. Il primo (che dopo aver distrutto, svenduto e mandato in recessione la "ricca Italia", ora vorrebbe – per comlare un debito illegale creato in maniera fittizia (ingerenze del rating, sistema TARGET 2, Art. 123 del Trattato di Lisbona) inestinguibile e che si auto-alimenta – svendere 20 miliardi l'anno di beni pubblici rientranti nel patrimonio immobiliare "storico" italiano e magari scendere la nostra riserva aurea – la terza del mondo – per finanziare il dittatoriale MES).
I Capolavori di Mario Draghi
E poi c'è l'europeista Mario Draghi: tra i principali artefici di un piano di privatizzazione nazionale senza precedenti (avviatosi segretamente sul piroscafo della Regina Elisabetta – "Britannia" – nel 1992 a Largo di Civitavecchia) e poi – da capo della Bce – sordo ed inerte attore di un mancato salvataggio dell'Eurozona. Mario Draghi, come molti ignorano (a causa ad una vergognosa e dilagante disinformazione di TV giornali) prima dell'ingresso sulla scena di Monti e del "golpe tecnico" ai danni della democrazia, si rifiutò di intervenire in favore dell'Eurozona, mantenendo volutamente chiusi i rubinetti della BCE. Malgrado l'art. 11 del SEBC (Sistema Europea delle Banche Centrali) prevesse in casi urgenti interventi simili (vedi protocollo SMP ). Il signor Mario Draghi, cioè, pur potendo intervenire personalmente (con le illimitate disponibilità della Banca Centrale Europea) nell'acquisto dei titoli italiani del debito pubblico, non fece assolutamente nulla, contribuendo in maniera sostanziale ad esporre l'Italia (la "sua Italia") alle grinfie della speculazione internazionale sul debito pubblico: cosa che come noto ha innescato una spirale diabolica di debito, tassazione, recessione e privatizzazioni. Ciò lo fece pronunziando 3 celeberrimi "No": "No, No, No!". Emulo della "collega liberista" Margaret Thatcher. Prima, tuttavia, contribuì ad accelerare – con ingerenza gravissima – la caduta del governo Berlusconi (vedi "antidemocratica" letterina BCE a Napolitano) favorendo – complice lo stesso Napolitano – la salita al trono del professor Monti: divenuto nel giro di poche ore da "semplice" uomo di fiducia di banche d'affari e club-loggia mondialisti – gran parte dei quali segretissimi ed occulti – a senatore a vita e leader del governo italiano. Nonchè autorevole membro di punta (per l'intera Europa) della Commissione Trilaterale (poi dimessosi per tentare – invano – di salvare la faccia).
Gli "amici" di Goldman Sachs "salvano" l'Europa
Ma c'è di più! Jim O'Neill, presidente di Goldman Sachs Asset Management, in tempi non sospetti dettò 3 punti per "salvare l'Europa": 1) l’Europa deve parlare con voce unica nei summit internazionali (non 27 voci – troppo rischioso – ma una) e al G8: magari utilizzando uomini di fiducia come lo stesso Monti 2) creare gli Eurobond, (cioè altri debiti mascherati per i cittadini dell'Eurozona): interessante è il piano di Prodi-Goldman per gli Eurobond 3) Attivare il Fondo Salva-Stati (e magari renderlo permanente: vedi ESM o MES) proteso – inoltre – ad aiutare le "povere banche europee", e non – badate bene – gli schiavi Piigs, le imprese alla canna del gas e le famiglie degli stati dell'Eurozona. Il piano è stato ovviamente avallato da tutti e tre i nostri patriottici eroi, e poi controfirmato anche da un economista di nota fama: Quadrio Curzio.
Italia – Tentacoli sulla riserva aurea
Vediamo ora l'altro problema risolto dal magnifico trio. Come si partecipa al capitale del MES, visto che la maggioranza degli Stati Piigs sono in grave recessione? risposta: si compartecipa in quote (ovviamente con soldi pubblici statali) e poi "magari" si versano le riserve auree del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC). E se non basta si procede con la sottoscrizione di obbligazioni e azioni stimate a "valori reali" e non a prezzi di mercato! Tanto a decidere sono in fondo uomini ("ex") di Goldman Sachs! Ma chi ci garantisce – tra l'altro – da un altro mega-pacco di Romano Prodi, come quello dell'IRI e della SME? Goldman Sachs? La Banca che ha contribuito a far svendere (gettandone a terra le valutazioni) già una grossa fetta di patrimonio italiano: vedi caso di "Credito Italiano". Ecco, dunque, cosè l'Eurogabbia: un luogo di perdizione: nonché un mezzo proteso a creare debito, dipendenza e precariatà per sempre; schiavizzare i cittadini al dio euro – con l'alibi della crisi "indotta" – ed infine privare gli Stati della sovranità e – già che ci siamo – delle riserve auree: e l'Italia, come detto, ha l'ambitissima terza riserva aurea del mondo!
Prodi, Monti, Draghi e il piano Mondial-liberista
Dopo la svendita del Patromonio immobiliare italiano (per 20 miliardi l'anno: annunciato nelle ultime ore da Monti ne Grilli) sarà la volta magari della svendita di Enel, Eni e Finmeccanica (già girano voci)! Insomma è la realizzazione pratica del "Progetto Britannia" di cui sopra, delle macchinazioni Goldman Sachs e dei progetti mondialisti Bilderberg e Trilateral. E quando i beni saranno tutti svenduti (invano!) chi o cosa svenderanno ancora, per salvare il dio euro?
Sabato, Giugno 9th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione europea / Eurozona / Economia / Finzanza / Instabilità dell'Eurozona / Intervista a Paul Krugman / Banca Finanza / Premio Nobel per l'economia / Politiche di austerity / 6 pericoli immediati per l'Europa / Cecità dei leader europei / Consiglio europeo / Fiscal compact […]
Sabato, Aprile 21th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Banca Centrale Europea /Bce / Crisi / Spagna / Regno Unito / Euro / Bolla immobiliare / Disoccupazione / Suicidi / Austerità / Inflazione / Times / New York Times / Paul Krugman / Simon Wolfson / Premio Nobel / Abbandono dell'euro […]
Martedì, Luglio 3rd / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Sistema bancario / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Sistema Target2 / Germania / Industria tedesca / Angela Merkel / I debiti […]
Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]
Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]
Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Federica Santoro – Articolo selezionato nell'ambito del concorso interscolastico lanciato dal quotidiano "Qui Europa" tra gli studenti delle quarte e quinte classi degli Istituti d'Istruzione Secondaria Superiore di Catanzaro sul tema "La crisi Economica e Sociale dell'Ue: Analisi e Prospettive " in occasione del Convegno Nazionale Organizzato presso l'Ateneo UMG […]
Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni / Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]
Mercoledì, Febbraio 22th / 2012 Unione Europea / Crisi / Rigore / Nobel / Paul Krugman Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il rigore! Il duro monito di Paul Krugman all'Ue New York – Sentir parlar male dell’eccessivo rigore economico da un cittadino medio potrebbe non suscitare effetti importanti, […]
Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]
Giovedì, Marzo 29th / 2012 Grecia / Troika / Ue / Bce / Fmi / Commissione europea / Crisi / Banche / Dignità umana / Spread / Rating / Blocco consumi / Protesta / Multinazionali Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika Quando l'euro vale più della dignità umana Ma “l’usura” non era un reato? […]
Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Sistema bancario / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Sistema Target2 / Germania / Industria tedesca / Angela Merkel / I debiti vengono che fatti con il sistema Target2 sono illegittimi / Contro informazione / Sistema Target 2 / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro /Schiavi di un Debito illegale
Roma, Berlino, Bruxelles, Francoforte – Stamane è in programma l'ennesimo Euroertice tra i leader dell'Ue, un summit decisivo – tra l'altro – in merito all'entrata in funzione del dittatoriale ed antidemocratico Fondo Salva Stati Permanente (MES o Meccanismo Europeo di Stabilità), al quale abbiamo dedicato molto spazio nelle scorse settimane, illustrandone per filo e per segno tutti i punti più distruttivi ed i lati oscuri. Un Eurovertice, questo, orientato verso l'accelerazione della formazione di un Super-stato europeo che porterà alla definitiva e strategica disintegrazione degli Stati-Nazione europei e che sarà dominato dal cartello dei banchieri e da una casta rigorosamente selezionata all'interno di ambienti élitari molto (per così dire) particolari, e da sempre votati al potere. Giuseppe Mazzini probabilmente avrebbe parlato, senza peli sulla lingua, della nascita e definitiva affermazione del suo Impero della cosiddetta "Terza Roma": ovvero – come definita dallo stesso – della Nuova Roma Imperiale degli "Illuminati". Ma a questo dedicheremo altre pagine nei prossimi editoriali.
Lotta di Classe e Pretesto del Debito Pubblico
Il pretesto che ha portato a questa "rivoluzione anti-democratica" giocata non dalle "classi povere" verso i potenti, ma bensì dalla "classe degli eletti" (o vincitori storici) nei confronti di "media borghesia" e "proletariato", è – come noto – quello dell'esplosione e conseguente contenimento (o meglio "falso contenimento") del Debito Pubblico. Un debito che – come ampliamente dimostrato finora – è in realtà per un buon 80-90% fittizio ed artifizioso. Oggi, dunque, la "Terza Parte" di questo "Dossier di Qui Europa" sul "Debito Pubblico Illegale" (poiché artificiale e condizionato) sarà protesa ad analizzare il ruolo delle banche e del sistema europeo dei pagamenti nella subdola creazione del debito dell'Eurozona ad esclusivo vantaggio della Germania: il cosiddetto "SISTEMA TARGET 2".
Come noto, tutti gli stati misurano il livello della loro economia, della loro ricchezza e dei loro commerci con gli altri paesi con l'indicatore detto PIL (Prodotto Interno Lordo) e con la cosiddetta "Bilancia Commerciale". Ovviamente più alto sarà il livello delle esportazioni più questo enorme registro che contabilizza tutti i movimenti commerciali di uno stato (in termini di IMPORT ed EXPORT) riporterà saldi attivi. Quello che in gergo economico si dice "Surplus".
Gli indicatori della ricchezza
La Ricchezza Totale di uno Stato ( Y ) è data dal PIL, che può essere definito anche – tra l'altro – come la somma di tutti i beni e servizi prodotti in un anno da uno stato. Un'altra misura della ricchezza "Y" è poi data dalla seguente relazione:
Y = C + I + G + X
C = Livello dei Consumi
I = Livello degli Investimenti
G = Livello della Spesa Pubblica
X = Esportazioni Nette ( Export – Import )
La prospettiva che vi proponiamo quest'oggi riguarda proprio la "X" della suddetta relazione, che afferisce proprio alla cosiddetta "Bilancia Commerciale". Di seguito vi dimostreremo come nell'Eurozona il sistema import/export dei pagamenti (creato ad arte) finisca per "premiare" sempre e solo la Germania, a discapito degli altri 16 paesi dell'Eurozona. Ricordiamo che oggi tra i 27 paesi aderenti all'Ue, solo 17 hanno adottato l'euro, mentre i restanti 10 hanno preferito tenersi stretta la propria moneta nazionale. E ne capiremo anche il logico perchè.
Cos'è TARGET 2
Dopo gli assurdi accordi intergovernativi sul Fiscal Compact e sulle conseguenti sanzioni amministrative del Six Pack, (totalmente sbilanciati in favore della Germania che, avendo il saldo della bilancia dei pagamenti in attivo, sarà l’unico paese ad avvantaggiarsi dall’obbligo di austerità e rigore di bilancio in Europa) Il sistema TARGET2 è il modo più diretto e immediato per capire come si è formato questo vantaggio spropositato nella bilancia dei pagamenti dei tedeschi. TARGET 2, è il sistema automatico di regolamento e compensazione dei pagamenti fra le banche centrali e commerciali dei 17 stati membri dell’Eurozona ed è stato introdotto il 19 novembre 2007 in sostituzione della precedente piattaforma TARGET (Trans European Automated Real Time Gross Settlement Express Transfer System) e delle varie stanze di compensazione private (clearing house) che ancora collegavano alcune delle principali banche fra di loro.
TARGET 2 – Meccanismo di Funzionamento
Il meccanismo di funzionamento è abbastanza semplice: tutte le principali banche commerciali che operano all’interno di una data nazione sono obbligate a mantenere un particolare conto corrente presso la rispettiva banca centrale nazionale, attraverso cui vengono regolamentati i pagamenti interni fra le banche di uno stesso stato. A loro volta le 17 Banche Centrali dei paesi dell’Eurozona sono collegate fra di loro per compensare i pagamenti che avvengono fra le banche che operano in due differenti nazioni.
Premessa Tecnica
Prima di andare oltre è opportuno ricordare che i depositi dei clienti(in moneta corrente commerciale – euro) presso lebanche commerciali nelle quali risultano accesi dei conti correnti rappresentano contabilmente"Debiti" per la banca commerciale; in egual modo idepositi della banca commerciale(es.: Intesa) presso laBanca Centrale( es.: Banca d'Italia ) appresentano voci didebito per la Banca Centrale.
Riserva Obbligatoria e Moneta Elettronica
Il conto corrente che le banche commerciali detengono presso la Banca Centrale è formato dalla riserva obbligatoria (il cui livello di giacenza minima viene fissato periodicamente dalla banca centrale europea BCE e nello specifico, in base alle ultime disposizioni di Mario Draghi, è stato abbassato all’1% dei depositi e dei titoli di debito emessi dalla banca) e da una certa quota di riserve libere, che la banca può autonomamente decidere di mantenere per agevolare appunto le operazioni di compensazione dei pagamenti con le altre banche. Il saldo del conto corrente viene remunerato secondo il tasso medio di "interesse overnight" (tasso estremamente variabile dipendente dalle quantità di riserve depositate giornalmente dalle varie banche presso la banca centrale). Trattandosi di riserve detenute presso la Banca Centrale, la moneta che viene utilizzata all’interno del sistema di regolamento dei pagamenti TARGET 2 è esclusivamente la moneta di banca centrale (Moneta Elettronica), mentre non è ammesso l’utilizzo di moneta di banca commerciale ( euro ) che si origina tramite l’apertura dei prestiti ai clienti.
Un semplice esempio / Acquisto internazionale
Ora, per comprendere facilmente il meccanismo "TARGET 2" facciamo un semplice esempio: un imprenditore italiano ( A ), di Catanzaro, decide di acquistare un camion di fabbricazione tedesca (es.: Mercedes) del costo di 80.000 euro da un rivenditore tedesco ( B ), di Berlino, che ha il conto corrente presso la Deutske Bank. Contestualmente Banca Intesa, la banca dell'acquirente ( A) scalerà dal conto corrente del cliente di Catanzaro ( A ) 80.000 euro e disporrà il bonifico nei confronti del rivenditore tedesco ( B ), avente il conto – come detto – presso una banca commerciale estera ( Deutske Bank ). Di conseguenza Deutske Bank dovrà ampliare i depositi del suo cliente di Berlino ( B ) di 80.000 euro.
I Depositi dei Clienti sono "Debiti"
il meccanismo ( come detto sopra ) prevede che contestualmente Deutske Banck s’indebiti della stessa cifra, perché ricordiamo che per la banca i depositi dei clienti rappresentano dei debiti da inserire nel passivo patrimoniale di bilancio.
Banca Intesa ( A ) distrugge "Moneta Elettronica"
Contemporaneamente però il sistema TARGET 2 manderà pure un segnale a Banca Intesa, che distruggerà fisicamente 80.000 euro di moneta di banca centrale (ovviamente moneta elettronica) dal conto di riserve ( di A ) di Banca Intesa. Ciò inviando – contestualmente – una segnalazione alla Banca Centrale tedesca Bundesbankdi accreditare le riserve della Deutzsche Bank di 80.000 euro (però in moneta elettronica).
La Banca Centrale tedesca crea dal nulla 80.000 euro
Quindi il bilancio della Banca Centrale tedesca (Bundesbank) ritorna in pareggio: -80.000 euro di depositi a favore del cliente ( B ) di Berlino e +80.000 di riserve nel suo attivo di bilancio (ma in moneta elettronica). La Bundesbank a questo punto creerà dal nulla 80.000 euro e li depositerà sul conto di riserve della Deutzsche Bank. Pertanto, La scomparsa di 80.000 euro di riserve dal circuito interbancario italiano ha comportato la creazione dal nulla di 80.000 euro nel circuito interbancario tedesco.
Un Gioco a favore della Germania
Però a livello finanziario la Deutzsche Bank (la banca commerciale del venditore tedesco – B ) si è indebitata nei confronti del suo cliente di Berlino, mentre quella italiana (Banca Intesa, filiale di Catanzaro – A ) si è liberata di una passività: questo gioco tramite il sistema TARGET 2, porta il sistema finanziario della Germania a vantare un credito di 80.000 euro nei confronti del sistema finanziario italiano: credito rappresentato dal camion che si è trasferito da Berlino a Catanzaro.
Analizziamo i Bilanci – Un gioco di numeri
Analizzando i bilanci delle due Banche Centrali – Bankitalia ( Banca d'Italia ) e Bundesbank ( Banca di Germania ) – vedremo che a fronte della creazione dal nulla di un +1 nelle riserve complessive delle banche tedesche (-1, perché per la Banca Centrale Bundesbank: le riserve detenute dalle banche commerciali sono – come detto – delle passività, o liabilities), la stessa Bundesbank vanta adesso un credito TARGET di +1 (attività, assets) nei confronti dell’Eurosistema, mentre al contrario la Banca Centrale Italiana (Bankitalia) ha dovuto distruggere un -1 dalle riserve delle banche italiane (per lei corrisponde ad un +1: perché ha ridotto il saldo complessivo delle sue passività).
Ecco dove sta la fregatura
Nel bilancio della Banca Centrale Italiana ( Bankitalia) è – però – spuntato un debito TARGET di -1, che nello specifico è stato contratto con la Germania, ma in pratica viene spalmato e ripartito su tutto l’Eurosistema.
Lo stesso meccanismo degli Eurobond
Il sistema TARGET 2, quindi, non è altro che l’anticipazione del meccanismo di condivisione dei debiti voluto con gli Eurobond: per cui si capisce il motivo di antipatia ed ostacolo della Merkel nei confronti degli stessi eurobond.
Un Aumento di Credito Fittizio pro-Germania
Pertanto la Germania ha concesso un suo bene fisico, (il camion) all’Italia, in cambio di una serie di impulsi elettronici che, ovviamente, non varrebbero nulla – perché sono elettronici – ma che tuttavia rimangono all’interno del circuito interbancario come se fossero una maggiore possibilità della banca tedesca di investire ed estendere il credito ai propri clienti.
Un Gioco al Massacro
Target 2, quindi, oltre a facilitare la compensazione reciproca dei pagamenti, crea dal nulla dei veri e propri potenziali crediti in forma elettronica. Ovviamente in un gioco tra acquisti e vendite, al fine di riequilibrare lo scambio commerciale (bilancia commerciale) l’Italia dovrebbe vendere, ad esempio, una imbarcazione alla Germania. Tuttavia vista la crisi (indotta attraverso gli attacchi dei mercati) la Germania resta invano in attesa che l’Italia “ricambi il favore”. Dunque, vista la “crisi di produzione” in Italia e la recessione, dall’Italia non arriva nulla. Intanto un altro cliente di Catanzaro acquista un’auto tedesca, e la Germania continua a vendere i suoi beni, aumentando il saldo dei crediti commerciali tedeschi, nonché il saldo dei debiti finanziari italiani.
L'Eurosistema costringe a paragoni impari
Ma l’Italia (dove la crisi costringe alla chiusura oltre 1.600 aziende al giorno) presenta una struttura economica diversa da quella della Germania; stesso dicasi per gli altri paesi “cosiddetti Piigs” dell’Eurozona, come la stessa Grecia. Qui l’esempio è ancora più evidente: l’economia greca è basata prodotti e servizi agricoli e turistici: più economicamente “poveri” rispetto a quelli tedeschi (per lo più industriali) ciò di fatto impedisce alla Grecia di riequilibrare nel tempo la bilancia commerciale rispetto alla Germania.
Un Sistema Nato nello Squilibrio per Esplodere
Allora ci accorgiamo come Target 2 sia un sistema di regolamento dei pagamenti ambiguo e proteso alla sperequazione economica ed alla speculazione. I geni di Bruxelles (animati dalla superficialità o dalla mala fede) non hanno dunque tenuto conto degli squilibri macroeconomici esistenti fra i diversi paesi dell’Eurozona. L’euro, in tal senso, diventa una moneta protesa a creare squilibri.
Italia – Ingabbiata e costretta a "non svalutare"
Prima infatti l’Italia poteva svalutare la lira ed attirare nuovi acquirenti tedeschi (il saldo commerciale italiano era positivo; mentre quello tedesco negativo: la Germania non riusciva a creare surplus). All’origine del passivo commerciale, dobbiamo poi aggiungere gli attacchi del rating e l’aumento dello spread: situazione che ha fatto esplodere i conti in favore della Germania dal 2008 in poi.
"Maiali" sotto attacco
La situazione si è aggravata per i Piigs in maniera “indotta”, perché le banche greche, spagnole ed italiane sono state costrette a rifinanziarsi presso il mercato interbancario (per integrare le rispettive riserve ridotte all'osso);
Vantaggi solo per i Tedeschi
D'altro canto, invece, la banca commerciale tedesca si è trovata con un saldo enorme e spropositato, rispetto alle sue riserve, fornendo – tra l’altro – maggiore surplus di moneta di banca centrale (moneta virtuale o elettronica) utilizzabile a scopi direttamente o indirettamente speculativi:
1 – Investimenti in titoli
A) investendo in titoli: soprattutto quelli che garantiscono interessi più remunerativi (grazie agli alti spreads: finanziarizzazione dell’economia);
2 – Investimenti in Nuovi Prestiti
B) Facendo nuovi prestiti ai suoi clienti. Ciò spiega perché la Germania vuole fare di tutto per salvare l’euro e conservare lo status quo. Intanto le banche dei Piigs vengono rifinanziate dalla BCE ed i cittadini dell’Eurozona del Sud (compresa l’Italia) devono indebitarsi per rifinanziare le banche, aumentando il proprio stato di prostrazione e schiavitù.
TARGET 2 – Riequilibrio dei Conti Fittizio
Questi acquisti di titoli finanziari da parte delle banche tedesche riequilibrano i saldi TARGET dei paesi dell’Eurozona. Nel sistema economico della zona euro si creano due flussi opposti e complementari di capitali, X e Y. Nel flusso X transitano i beni industriali dalla Germania alla periferia (es.: camion e auto); nel flusso Y viaggiano i titoli finanziari (BTO, Bonos, ecc..) dai “malcapitati” paesi Piigs alla Germania. Un circuito commerciale pazzesco, vizioso e viziato da pesantissimi squilibri in favore della sola Germania che “rifinanzia” in automatico la sua stessa macchina da guerra industriale, finendo anno dopo anno per indebitare sempre di più i Piigs, costretti ad accettare gli aiuti “da usura” della Troika o a cedere agli inganni degli Eurobond, Project Bond e Fondo Salva Stati Permanente (MES).
Una bilancia che non sarà mai in Pareggio
Dal 2008 le stesse banche tedesche stanno vendendo in massa i titoli dei Piigs, ottenendo lauti profitti. Al contrario gli acquisti di titoli si sono ridotti, ma i Piigs stanno continuando ad acquistare beni e prodotti industriali tedeschi (es.: automobili tedesche) e in assenza di finanziamenti esterni, sono costrette ad indebitarsi a livelli vertiginosi. (Ecco perchè le crisi bancarie sono indiotte e fittizie, frutto di meccanismi speculativi).
Credito Germania = Debito totale dei Piigs
Tale situazione risulta chiaramente anche dall’analisi della distrubuzione dei crediti e dei debiti “Target”, misurata in miliardi di euro, fra i 17 paesi dell’Eurozona. Ad oggi la Germania presenta un saldo positivo di +450 miliardi di euro (surplus) pressappoco equivalente ai debiti accumulati dai paesi Piigs . Ne risulta un quadro chiaro quanto drammatico: i debiti di Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna sono il risvolto negativo dei crediti dei tedeschi.
Il Pretesto del Debito e La creazione di un Super-Stato
Da notare che egli Usa, pur esistendo una rete di distretti di banche centrali della Federal Reserve, diffusa nei vari stati della confederazione, simile a quella dell’Eurozona, non sono mai accaduti eventi così catastrofici. Ma evidentemente questa crisi indotta e pilotata, ha anche come obiettivo quello di proporre (quale panacea) anziché la de-finanziarizzazione dell'economia, l'accentramento dei pieni poteri nelle mani della stessa casta che ha ingenerato (come dimostrato) questa crisi.
Conclusioni
I debiti si pagano, ma se i debiti vengono fatti con un sistema palesemente squilibrato e speculativo come TARGET 2 allora sono illegittimi e pertrantoillegali. E pertanto non onorabili! Fatto reso ancor più grave dall’immobilismo “interessato” dell’Unione europea (Commissione europea, Parlamento europeo, e Consiglio europeo) e della stessa Bce di Mario Draghi. Quindi attenzione prima di concordare con gli stessi artefici di questo sistema che ora ci propinano Eurobond, Project Bond, MES e Stati Uniti d'Europa. Potrebbe essere – come dimostrato – tutta una montatura. Ciò, tuttavia, dimostra anche la palese disinformazione ( frutto di ignoranza o mala fede ) che regna nei media italiani e nelle interviste dei politici in tv e sui giornali: tutte protese a legittimare un debito illegittimo per natura e concezione (quanto auto-rigenerante) ed a legittimate le distruttive manovre di Mario Monti protese a "fingere di pagarlo". Manovre che serviranno solo a peggiorare la situazione ed a renderci sempre più precari e schiavi.
Il “Debito” al quale quotidianamente, ormai da mesi, immoliamo gran parte del nostro lavoro e della nostra ricchezza, è un qualcosa di “indotto”, un raggiro verso i cittadini dell'Eurozona, ed in particolarre – come noto – del Sud-Europa e dell’Italia, perpetrato allo scopo di creare precarietà diffusa ed una becera ed immorale subalternanza classista. Ciò – come visto – mediante la cosiddetta "finanziarizzazione dell'economia". Riassumiamone assieme le fasi:
1 – Incontrovertibilità della Moneta in Oro
Nel 1933 si va verso una bancarotta generale e concordata dai leader delle nazioni che azzerrarono i rispettivi debiti a prezzo (di lì a poco) della incontrovertibilità (divieto di cambio) della carta moneta in oro, e della concentrazione dell'oro mondiale (principale bene rifugio) nei caveau degli stessi stati, poi controllato attraverso la nascita della "Bank for International Settlement" (BIS), con sede in Svizzera, a Basilea.
2 – Trasformazione degli Stati in Società
Le nazioni divennero in pratica società di diritto privato registrate presso la SEC (Securityand Exchange Commission) di New York. Stesso destino toccò alla "Società Italia" che si trasformò, di fatto, in una “ Società Privata”.
3 – Banconote: Strumenti di controllo di massa
Abbiamo visto, inoltre, che dopo gli accordi di Bretton Woods del 1944, con l'incontrovertibilità dei biglietti nel corrispettivo in oro, la moneta sia diventata una "ricchezza fittizia" contrapposta alla “ricchezza reale”: oro, case, terreni, appartamenti, pietre preziose, ecc.. (cose che invece rappresentano la vera ricchezza, quella – come vedremo – ambita dai furbi del sistema). La moneta divenne uno strumento di controllo di massa e tale da favorire lo spostamento della ricchezza reale, mediante la creazione di crisi e l’autoalimentazione del debito: per ogni euro che la “privata” BCE emette, come visto, c’è un automatico interesse da pagare.
4 – La Privatizzazione delle Banche Centrali
Abbiamo poi visto come il debito pubblico iniziò a “scoppiare e moltiplicarsi” con la successiva privatizzazione delle banche centrali e contestuale perdita della sovranità monetaria degli stati: come detto, Bankitalia fu privatizzata nel 1992 grazie al decreto Carli-Amato, che “regalò” – con l’assegnazione del 96% delle azioni – alle banche ed assicurazioni private il controllo dell’istituto un dì responsabile dell’emissione della moneta nazionale.
5 – BCE: Morte della Sovranità Monetaria Statale
Oggi la sovranità monetaria è esercitata non più dai cittadini, ma essa è nelle mani dei “banchieri privati” della Bce (Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte, in Germania). Questa fin dalla sua nascita iniziò a “regalare” alle banche europee private (attraverso aste fasulle, ed a tassi bassissimi: es.: 1%) gli euro stampati. Banche private che poi, ancora oggi, rivendono lo stesso denaro agli stati europei e quindi ai cittadini al 6% . Con ricavi altissimi (es.: 5% netto) e senza muovere un dito.
6 – Obbligo di Dipendenza dai Privati
A legittimare questo status ci ha pensato l'Ue, con l’Art. 123 del Trattato di Lisbona, che “obbliga gli stati a rifinanziarsi sui mercati internazionali, e presso le banche private”. Cioè gli stati – addirittura – diventano semplici correntisti. Paradossale ma vero!
7 – L'Arma impropria dei Titoli del Debito Pubblico
Lo stesso Mario Monti, come trattato in precedenti articoli, fu consulente di molti governi avvicendatisi negli ultimi decenni in Italia, e fu tra gli artefici della diffusione dei titoli del debito pubblico su larga scala e ad interesse. Come noto tali titoli permisero agli stati di ottenere liquidità da investire nell’economia. Come premio i sottoscrittori (privati e banche) ottenevano a scadenza del titolo, il capitale “prestato” maggiorato di interessi. Tale prassi iniziò ad ingenerare l'impennata del debito pubblico statale e gli interessi passivi a carico dei cittadini crebbero a vista d'occhio (oggi, paghiamo solo di interessi circa 80 miliardi all'anno alle banche private).
8 – Privati "Padroni" degli Stati
Oggi, in aggiunta, lo stesso Monti in veste di premier ha di fatto esautorato lo Stato Italiano, privandolo della facoltà di investire in economia, (Vedi Fiscal Compact) vietando con la complicità della Germania e dell'Unione europea (con la scusante del controllo sul debito – che lo stesso Monti ha contribuito a creare) il cosiddetto "Deficit Spending": possibilità prima riconosciuta allo stato di investire a debito nell'economia nazionale, per creare e moltiplicare la ricchezza. Funzione attribuita, oggi, al solo capitale privato ed alla speculazione. Vedi tra l'altro Eurobond e Project Bond.
9 – La trappola del Rating
Oggi le agenzie di rating (agenzie private controllate da lobby) non giudicano più la “salute” delle sole società private ma – grazie al "permesso" accordato dai politici europei – anche gli stessi stati sovrani (trattati al pari di burattini) causando una nuova esplosione del debito pubblico degli stati (non più sovrani ma assoggettati al giudizio delle lobby). Per la cronaca ricordiamo, inoltre, che Mario Monti fu – curiosamente – consulente dell'agenzia di rating Moody's in qualità di membro del Senior European Advisory Council dal luglio del 2005 fino al gennaio del 2009. Dopo qualche tempo Moody's declassò l'Italia e contribuì al passaggio di testimone tra Silvio Berlusconi e Mario Monti.
10 – L'Eurogabbia e lo Spread
Ciò fu “favorito” dall’euro: la moneta comune permise di mettere in paragone economie differenti della stessa Ue e di far esplodere il cosiddetto spread, favorendo l'esplosione della speculazione. Il meccanismo fu incentivato proprio dagli attacchi (spesso immotivati ed illegittimi) delle famigerate agenzie di rating. Effetti collaterali dell'aumento dello spread (premio per il "Rischio Paese" o "Differenziale d'interesse rispetto ai bund tedeschi"):
A) Aumentano di Miliardi gli Interessi sul Debito da pagare
B) Aumenta la Tassazione
C) Aumentano i Ricavi degli Speculatori
D) Destabilizzazione del Sistema economico
E) Creazione di uno Stato di Schiavitù
F) Spostamento della Ricchezza Reale
G) Creazione di una Dittatura tramite il Debito
Conclusioni – Prima, Seconda e Terza Parte
1) Il Debito aumenta a discrezione dei privati
2) Il Debito è creato in maniera da favorire la Germania
3)Il Debito è in gran parte illegale
4) Il Debito è in gran parte da considerare come "non onorabile"
Strasburgo – Votando una "iniziativa di preparazione" alla procedura di bilancio 2013, la maggioranza degli eurodeputati – riuniti in plenaria a Strasburgo, mercoledì scorso – ha chiesto ai 27 Stati membri dell'Ue di non chiedere tagli "sensibili" al bilancio Ue 2013 o "causare un'inutile impasse perché incapaci di mettersi d'accordo sui metodi di calcolo nel corso dei negoziati sul bilancio 2013". Avendo approvato il mandato per i "negoziati sul bilancio 2013" (tra il Parlamento e gli Stati membri, in data 9 luglio) i deputati hanno inoltre sottolineato che "il bilancio deve concentrarsi su crescita e occupazione e votato a favore di una sede unica per il Parlamento europeo". Secondo il relatore italiano Giovanni La Via (PPE) "questo voto avviene in un momento cruciale per l'Europa di oggi. Sono dell'opinione – ha continuato La Via – che, dopo il vertice del Consiglio europeo del 28-29 giugno, durante il quale i Capi di Stato e di governo hanno trovato un accordo sul Fiscal Compact per la crescita e l'occupazione (?) , dobbiamo chiedere agli Stati membri di investire le risorse necessarie (?) per uscire dalla crisi".
Dubbi e Contraddizioni – Fiscal Compact
Tale dichiarazione ci lascia però perplessi, almeno per 2 motivi: 1) il primo è legato all'opportunità di definire il Fiscal Compact (in parole povere, l'istituzionalizzazione del pareggio forzato di bilancio degli stati dell'Eurozona) come foriero di crescita ed occupazione. E' un concetto davvero fuori dal mondo, e le statistiche ed i numeri della recessione ci danno ampliamente ragione. Neutralizzando ogni possibilità d'investimento a debito da parte dello stato (Deficit Spending) s'impedisce infatti allo stesso di contribuire al processo di crescita economica e sviluppo del sistema paese. Cosa che il Consiglio Ue ha delegato in maniera univoca al capitale privato ed alla speculazione, snaturando il ruolo naturale attribuito allo stato ed allo stesso welfare, e contribunedo, inoltre, ad accrescere il debito pubblico con l'emissine di altri bond ad interesse sottoscritti da banche e privati. Ciò, come visto, apre pericolosamente – ed ancor più – la porta dei paesi in crisi alla speculazione, esponendo la sovranità statale a logiche di rimborso che pongono – in caso di impossibilità di rimborsare i prestiti nei tempi e nelle modalità stabiliti dal contratto – a deleterie forme di signoraggio, svendita e pignoramento. E come mettere i paesi sotto scacco dei privati, che ne stanno divenendo – in tal senso – i nuovi "padroni". Che vantaggio i cittadini europei possono trare da tutto ciò? Davvero nessuno! Molti invece i vantaggi per banche e speculatori privati;
Dubbi e Contraddizioni – Nuove Risorse pubbliche
2) La relazione chiede, inoltre, di investire risorse (evidentemente pubbliche: trasferite in quota dagli stati verso l'Unione europea, cioè verso i suoi organi) per la crescita. Ma evidentemente non si tratta di accantonare altre risorse, fare altri debiti (e di conseguenza intensificare i livelli, già da record, della tassazione) ma piuttosto di intervenire tempestivamente con misure che ad oggi vanno nettamente contro la line adi austerity ed accentramento adottate da Consiglio Ue e Commissione. Misure "anti-casta" ma necessarie: delegittimazione delle agenzie di rating: riforma dei derivati; emissione del denaro a costo zero e non ad interesse (come attualmente avviene); bando delle operazioni off-shore e dei depositi over-night (trova riferimenti in motore di ricerca di "Qui Europa"). Inoltre c'è da dire che i negoziati per il bilancio negli ultimi anni sono stati segnati da disaccordi sul metodo di calcolo del livello dei pagamenti nel bilancio.
Il Controllo sulla Spesa della Commissione
In tal senso i deputati hanno invitato i governi nazionali che dovessero nutrire dubbi sulle stime di spesa presentate dalla Commissione europea di Barroso, di chiarirli il prima possibile per evitare difficoltà durante i negoziati, come avvenuto lo scorso anno, ricordando – tra l'altro – che "gli stanziamenti di pagamento proposti dalla Commissione europea si basano sulle stime degli stessi Stati membri". Pertanto la maggioranza di deputati votanti ha invitato la Commissione a verificare con gli stessi leader europei che la stima delle loro richieste relative agli aumenti dei pagamenti sia "esatta e realistica". Il mandato, per la cronaca, è stato approvato con 540 voti a favore, 93 contrari e 52 astensioni. Quindi una buona fetta dei deputati si è rivelata comunque contrario ad avallare tali scelte.
Presidenza danese assente
I deputati hanno poi deplorato l'assenza della Presidenza danese alla riunione tenuta per trovare un'intesa comune sui pagamenti, incaricando la sua squadra di negoziatori, guidata da Giovanni La Via, di "proteggere le risorse del bilancio previste per crescita, occupazione e altri settori in cui – secondo la stessa relazione – il bilancio Ue può apportare un valore aggiunto". L'Eurocamera, mediante il voto, ha riconosciuto tuttavia che "il bilancio potrebbe essere ridotto nei settori in cui si registrano ritardi ingiustificati o un basso tasso di assorbimento dei fondi dell'Ue".
Sede unica ma aumenti di Bilancio Spropositati
I deputati (in un emendamento approvato con 432 voti a favore, 218 contrari e 29 astensioni) hanno sostenuto poi che l'Ue – nel contesto delle politiche di austerità in corso – deve dimostrare responsabilità e prendere misure concrete immediate per stabilire una sede unica per il Parlamento europeo. Il progetto di bilancio per il 2013 ammonta a 151 milioni di euro in stanziamenti d'impegno (che rappresenta addirittura un aumento del 2% rispetto al bilancio 2012) e a 138 milioni di euro in stanziamenti di pagamento (che rappresenta addirittura un aumento del 6,8% rispetto al bilancio 2012). Secondo i deputati, l'aumento dei pagamenti è relativamente elevato, non solo perché i livelli di pagamento sono stati tenuti artificialmente bassi negli anni precedenti (cosa per la verità opinabilissima e non proprio corrispondente a ciò che si dice "il vero"), ma anche perché la spesa per i programmi pluriennali – sempre secondo la relazione votata – "dovrebbe raggiungere la velocità di crociera entro l'ultimo anno dell'attuale quadro di bilancio a lungo termine". Dunque vada bene la sede unica (anche se è da anni che se ne parla senza mai arrivare al dunque) ma aumenti così spropositati in tempo di crisi, francamente sono uno schiaffo alla povertà ed un oltraggio alle migliaia di famiglia europee che vivono oggi sotto il livello considerato di "povertà"- E questo sarebbe il "democratico" Europarlamento? Mah! Evidentemente cedere troppa sovranità verso il centro ha finito per legittimare ogni forma di eccesso, fatto passare tra l'altro per panacea alla crisi. Veramente troppo!
Stanziamenti e Prossime tappe
Per ogni linea di bilancio – teniamo a precisare, per una migliore comprensione del lettore – ci sono due voci differenti. A) gli stanziamenti d'impegno; B) gli stanziamenti di pagamento. I primi si riferiscono a quanto l'Ue può impegnarsi a investire in un dato anno (per esempio firmando un contratto o attraverso un appalto pubblico). I secondi (gli stanziamenti di pagamento) disciplinano i pagamenti effettivi da eseguire in un dato anno. Il dialogo a tre sul bilancio (Commissione, Consiglio e Parlamento) comincerà il 9 luglio e sarà seguito dalla prima votazione in Consiglio, prevista per il 26 luglio. I deputati voteranno in commissione bilanci all'inizio di ottobre e in seguito in Plenaria il 23 ottobre. Se non c'è accordo in prima lettura, i colloqui di conciliazione tra Consiglio e Parlamento avranno luogo dal 24 ottobre al 13 novembre, al fine di approvare il bilancio definitivo durante la sessione plenaria del 19-22 novembre.
Osservatorio Nazionale Indipendente – "Qui Europa"
– L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima )
Vertice Ue / Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Angela Merkel / Contro informazione / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Misure fittizie / Speculazione / Delegittimazione degli stati / Anarco-capitalismo / Iper-liberismo / Politiche liberiste / Leviatano / Morte degli stati nazionali / Privati e lobby al potere / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Banca Europea degli Investimenti / BEI / Eurobond / Project Bond / Fondi Strutturali / Union Bond / Super-stato Federale / Ipotesi antistorica / Efsf / Scudo Anti-Spread / Resolution Fund / Ricapitalizzazioni bancarie / Unione bancaria / Tobin Tax / Unione Fiscale / Garanzia Europea sui Depositi Bancari / Target 2 / Redemption Fund / Mutualizzazione dei Debiti Pubblici / SMP / Security Market Program / Contro informazione / Europa / Qui Europa / Sergio Basile
Bruxelles – Vittoria di Monti e dell'Italia?
No! Vittoria di Banche, Lobby e
Anarco-capitalisti
Una colossale Montatura Mediatica – Media
e casta esultano: "Monti meglio di Balotelli!"
Italia ed Eurozona, verso la Dittatura dei Privati,
Vertice Ue – Mario Monti, le lobby e gli anarco-capitalisti al potere
Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale.
Il vertice al netto della propaganda
Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.
La Via maestra del Debito, dell'Austerity e del Centralismo
Possibili aperture future anche sulla ricapitalizzazione diretta delle banche e sulla mutualizzazione del debito dell'Eurozona (eurobond) e delle garanzie dei depositi bancari. Ipotesi tuttavia, specie queste ultime, fortemente osteggiate da Angela Merkel. In cantiere anche il "Resolution Fund" (fondo per la liquidazione pilotata delle banche non ritenute suscettibili di auto-reggersi); la Tobin Tax (tassazione sulle transazioni finanziarie) e "dulcis in fundo" l'Unione Bancaria (sotto l'egida della BCE: cosiddetta "Vigilanza Integrata") e l'Unione Fiscale (Unione di Bilancio): cioè l'unione di tutti i bilanci degli stati membri dell'Ue, in un unico bilancio "confederale".
La Morza dei padroni
Lontana resta la "Licenza Bancaria", cioè la possibilità del "liberticida e dittatoriale" MESdi avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Ciò – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italiane. Ma in tal modo la "stretta" dei padroni sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leader (tra i quali la Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.
Speculazione a piede libero
In tal modo, infatti, gli Europei acquistano il proprio denaro ad "usura", ovvero pagando all'emissione già il 6% d'interesse. Come credete che si gonfi il debito pubblico degli stati? Proprio con questo diabolico stratagemma! La prima cosa che il Consiglio europeo e Mario Monti dovevavo fare era dunque rinazionalizzare le Banche Centrali, evitando che il nostro denaro fosse in realtà gestito e rivendutoci dagli intermediari privati (banche private). In un parola, dovevamo riappropriarci della nostra sovranità monetaria: facile mossa per neutralizzare l'incremento ingiustificato e immorale del debito pubblico degli stati. Debito che alla luce di quanto detto si rivela ciò che in verità è: la morza pretestuosa ed infame che i nostri aguzzini usano contro di noi; contro le famiglie e le imprese italiane, per porci in stato di schiavitù controllata. Niente più di questo!
La Balla del fondo Anti-Spread
Come già trattato in precedenti articoli, e come noto, ciò che contribuisce a far lievitare il debito degli stati è il libero giudizio delle società (private) di rating, che influenzano e "controllano" – in maniera illegittima e gravissima, e tra l'indifferenza dei politici europei – il "rischio paese": cioè l'interesse in più (rispetto all'interesse dei titoli tedeschi, considerati i più affidabili) che i sottoscrittori devono avere in premio per acquistare BOT e BTP italiani. Cioè per finanziare il sistema Italia. Peggiore è il giudizio verso l'Italia, maggiori saranno lo spread e l'interesse sul debito addossato sulle spalle degli Italiani. Con questo illusorio Meccanismo Anti-Spread (attivabile tramite gli acquisti di titoli di stato da parte del MES: che ha una dotazione di 500 miliardi di euro), pertanto, anziché provvedere a delegittimare tali agenzie, che dovrebbero rispettare la sovranità statale e non mettere "voticini" agli stati, come fossero "scolaretti", si prendono dalle casse dei contribuenti altri fondi (attraverso la tassazione ovvio!) per "fronteggiare" all'occorrenza spread troppo alti. Ma non sarebbe più facile mandare al diavolo lo spread e le pluri-indagate agenzie di rating? Società queste, tra l'altro, accusate – come già visto – di manomissione fraudolenta e pluriaggravata del mercato, e di voti sballati sugli stati. Come dimostrano le indagini in corso presso numerose Procure, in Italia (Procura di Trani), negli Usa e non solo.
Il complotto mercatista
Ciò, dunque, evidenzia sempre meglio i contorni di un complotto mercatista ai danni della democrazia. Complotto ovviamente taciuto e mascherato dai media che continuano a parlare incomprensibilmente di "successo di Mario Monti e dell'Italia". Da voltastomaco! D'altronde lo capiscono anche i bambini: perchè "illudersi di contenere" lo spread (creando nuovi fondi e nuovo debito) quando si potrebbe annullare in una semplice mossa?
Come funziona l'Anti-Spread
Esso – come detto sopra – funziona attraverso i "Fondi Salva Stati" (o sarebbe meglio dire "Fondi Ammazza Stati" – EFSF e MES) che si attiveranno immediatamente per acquistare titoli di stato. Ciò, tuttavia, senza risolvere a monte – come detto – il problema della lievitazione d'interessi da spread e la speculazione. Quindi, detta in parole povere, si usano soldi pubblici (che l'Ue potrà prelevare quando vorrà ed entro una settimana di tempo dalla richiesta fatta agli stati, cioè ai contribuenti) per continuare a speculare sul debito, che intanto si lascia "scoppiare" indisturbato. Ma la cosa che fa più sorridere (o piangere) e che lo chiamano "meccanismo anti-spread"!
Inganno MES – creditore privilegiato
Tale "salvataggio" passa attraverso il MES: discusso e liberticida fondo – operativo fin dai prossimi giorni – che avrà lo statuto di "creditore privilegiato": in parole povere, in caso di insolvenza di uno stato finanziato, esso avrà il diritto di essere rimborsato prima dei creditori privati. Fatto sta che MES e speculatori privati terranno sotto scacco gli stati, leggittimati a diventare una sorta di "nuovi padroni" dei popoli. Con la recessione difficilmente i cittadini avranno altro sangue da spremere e buttare nel calderone delle tasse, annullandosi completamente. Ridotti praticamente in schiavitù! Un imbroglio totale dunque!
Europa – Il Paradiso delle lobby
Ma un'altra perla regalata dal club dei 27 è stata la proposta di definitiva rimozione (dall'autunno) delle Barriere al Mercato Unico Europeo. Un pacchetto che la Commissione presenterà dopo l'estate e che si presta al definitivo dominio delle multinazionali e delle lobby, ai danni dell'economia delle piccole imprese, sempre più esposte ad una concorrenza spietata, immorale ed incontrastabile, favorita dall'Ue e proveniente dalla Cina, dagli altri BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) e dai grandi colossi mondiali dell'economia. Quindi altre misure inique dopo i disastri (ad esempio) provocati con l'apertura del libero mercato ai paesi africani in agricoltura. Qual'è stata la conseguenza? E' sotto gli occhi di tutti: invasione di arance e olio di oliva a prezzi stracciati (3o cent al chilo per le arance) nel mercato europeo e nei mercati di Calabria e Sicilia. Prezzi anti-concorrenziali (vista l'abissale differenza del costo della monodopera italiana rispetto a quella africana) che stannno portando al fallimento migliaia di aziende agricole, specie nel Sud Italia, ma anche nel Nord e nelle aree a tradizionale vocazione agricola. Per non parlare dell'invasione di manufatti e tessuti (tossici) cinesi sotto il naso dell'Ue, e contestuale crisi del Made in Italy.
La Ricapitalizzazione della BEI
Entro fine anno la BEI (la Banca Europea degli Investimenti, controllata da un "board", consiglio, di privati) sarà ricapitalizzata (con soldi pubblici dei contribuenti) di 10 miliardi di euro. In tal modo l'istituto bancario (controllato dalla tecnocrazia) potrà "prestare" 60 miliardi l'anno per tre anni per gli scopi che intenderà perseguire "per il bene comune". Inizialmente il tetto dei 10 miliardi era stato alzato, ma poi c'è stata l'opposizione della Germania.
La ricollocazione dei Fondi Strutturali
Il Consiglio ha poi preso in considerazione il riutilizzo dei Fondi Ue non spesi dalle regioni (per inerzia delle amministrazioni regionali – Es.: 30 miliardi di Euro del FSE solo in Calabria) al fine di ricollocarli verso la creazione di grandi opere infrastrutturali. Che non si ripresenti il tormentone del "Ponte sullo Stretto"? Anche qui leviamo una critica necessaria. Quei fondi che i nostri amministratori regionali non hanno usato (come avrebbero dovuto) per il bene comune e per scopi sociali, potevano ugualmente essere lasciati alle regioni per fronteggiare la crisi, ed integrare i redditi di giovani precari o disoccupati. Così facendo verranno dirottati verso "secondarie" opere infrastrutturali. E come se l'Ue ha un moribondo a casa e invece di comprare le medicine pensa a ristrutturargli la casa. Paradossale! Da morto che beneficio ne avrà? Che ne sarà di quella casa? Senza dimenticare che in tal modo l'Ue (governata da tecnocrati non eletti: vedi Manuel José Barroso e Herman Van Rompuy) si sta arrogando le funzioni economiche e d'investimento che prima spettavano agli stati (ora posti sotto lo scacco del pareggio di bilancio e della "spesa zero") ed a governanti regolarmente votati ed eletti democraticamente. Cosi Monti & Co stanno finendo per cedere pieni poteri (contro la Costituzione) a privati e tecnocrati, ed in maniera sempre più irreversibile.
Unione Bancaria
L'Unione Bancaria – come detto in altri articoli – detta anche "Vigilanza Integrata" consiste nel rafforzamento della strapotere della "privata" BCE, che così facendo va verso il controllo diretto di tutte le banche più grandi. In pratica un unico grande inciucio bancario sganciato dal controllo democratico dei cittadini. Una élite posta sotto al controllo diretto e totale di coloro che stanno facendo scoppiare il debito pubblico degli stati a danno dei cittadini, e che ora muoveranno con maggior disinvoltura le fila dell'economia e della finanza, segnando un baratro sempre maggiore tra la plebe europea e la tecnocrazia. All'EBA (Autority Bancaria Europea) andrebbe il controllo delle banche minori: la stessa EBA che fu all'origine dell'inasprirsi della stretta creditizia delle banche ai danni delle imprese (credit crunch) alzando i coefficienti di riserva patrimoniale obbligatoria delle banche europee.
Unione di Bilancio – Stati Uniti d'Europa
Oltre al già attuato "Patto di Stabilità", nel cantiere del Consiglio europeo e del (liberista) Mario Monti vi è inoltre un'ulteriore tentativo didisintegrazione degli stati nazionali tramite la creazione di un unico bilancio confederale al posto dei 27 bilanci degli stati. in pratica l'Italia avrà in Europa lo stesso peso che avranno la Luisiana o il Kansas negli Usa. Quasi zero! Ipotesi pazzesa e completamente fuori dalla storia per mille motivi. Sarebbe come buttare dalla finestra, ed in pochi mesi, duemila anni di storia, tradizioni e cultura! Così, tuttavia, il controllo dell'élite ("non eletta") europea e dei club occulti che ne reggono le fila, sarebbe totale, con tutti gli aspetti deleteri e gli ulteriori diktat che ne potrebbero venir fuori. Ulteriore richiesta è stata quella di rafforzare i poteri del Parlamento europeo: cosa buona, se non fosse che tale ipotesi sarebbe accostata dall'insana idea di mandare letteralmente in pensione i Parlamenti nazionali ed i nostri rappresentanti (che qualcuno – seguendo probabilmente i "suggerimenti" della famigerata loggia massonica P2 – ha già pensato di dimezzare, anziché pensare a dimezzarne gli stipendi, con contestuale evidente deficit democratico).
Garanzia Europea dei depositi Bancari
La Garanzia Europea dei depositi è una ipotesi – quindi per ora non passata, ma in cantiere – che ha trovato l'opposizione della Germania, rimanendo quindi al palo. Essa consiste in una copertura assicurativa uniforme dei depositi bancari. Un meccanismo che permetterebbe di garantire e "salvare" i depositi, facendo cadere però sempre sui cittadini europei (che con altissimi livelli di tassazione contribuiscono a creare, di fatto, anche il suddetto fondo) il peso di questa "fantasiosa ed ingannevole forma di salvataggio": che entrerebbe in funzione automaticamente in caso di fallimento delle banche.
Resolution Fund e Ricapitalizzazione Diretta delle Banche
Il Resolution Fund, poi, implicherebbe l'ipotesi (non attuata per il "no" della Merkel, ma – forse – attuabile in futuro) di garantire una liquidazione ordinata delle banche non in "condizioni di reggere". Ma come vedremo nel prossimo editoriale del lunedì (Schiavi di un Debito Illegale – Terza Parte – Il Sistema TARGET 2) il sistema bancario è fortemente condizionato dal predominio tedesco: possibile grazie ad un paradossale e squilibrato sistema europeo dei pagamenti, chiamato "Target 2". Un sistema che analizzeremo in tutti i suoi devastanti effetti, domani lunedì 2 luglio. Per ora, dunque, l'ipotesi di "Ricapitalizzazione Diretta" delle banche tramite il MES è solo rimandata. Ciò per l'opposizione di una Germania, che intanto sta continuando ad arricchirsi sulla base di questo pazzesco sistema bancario e dei pagamenti trans-nazionali. Infatti i tedeschi – con la ricapitalizzazione diretta – vedrebbero svanire parte dei loro guadagni indotti (Tramite il sistema TARGET 2) essendo – in tal caso – chiamati a partecipare direttamente – e pro-quota – al rifinanziamento diretto delle suddette banche. In attesa di analizzare le altre disastrose e recessive misure adottate e proposte dal consiglio Ue, frattanto, limitiamoci a digerire queste finora analizzate, con l'aiuto di un buon amaro e di qualche confezione di malox. Ciò nella consapevolezza di essere finiti, come dimostrato, in una vera e propria dittatura. Quindi caro Monti, non c'è proprio nulla da festeggiare!
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Eurozona – Grecia: Syriza "festeggia la sconfitta"
Il Terremoto anti Troika è all'inizio
Malgrado la sconfitta di misura, l'Ue è stata avvisata:
i Greci non tollereranno più ingerenze di
Tecnocrati e Troika
Terremoto Syriza: +700% dei voti rispetto al 2009
Le principali letture sul futuro dell'Eurozona dopo il voto
Atene, Berlino, Bruxelles – Le ultime elezioni in Grecia hanno dato i loro verdetti, e – malgrado la vittoria di misura degli europeisti di "Nuova Democrazia": il contestatissimo partito "pro-euro"che negli ultimi anni è stato il co-artefice del disastro greco – hanno posto la parola fine ad un deleterio bipartitismo, aprendo inoltre una nuova sfida verso i difensori dei tagli fiscali, e del rigore di bilancio imposto dall'Unione europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale (cioè dalla cosiddetta Troika) alla vessata popolazione ellenica. Greci che, malgrado tutto – e malgrado la diffusa e battente propaganda "pro-euro" degli organi di stampa filo-governativi – ha portato la sinistra di Syryza, con a capo il suo giovane leader Alexis Tsipras, ad uno storico risultato, facendola balzare prepotentemente dal 4,6% del 2009 al 26,89%. Cioè ad un +700% di voti in soli 4 anni. Comunque un successo di straordinarie proporzioni verso il quale Barroso e la Commissione europea, come gli stessi leader del Consiglio europeo (il gruppo dei 27 primi ministri dei Paesi ue) non potranno dimostrare indifferenza, bendandosi gli occhi. Ma il risultato più eclatante è che ND e PASOK, nonostante tutto, non siano riusciti ad ottenere la maggioranza in Parlamento, portando soli 149 deputati nell'assemblea di Atene. Ciò, in parole povere, equivale a dire che tali partiti non potranno più chiedere ai Greci di sottostare alle sanguinose misure imposte dall'Europa e dalla Merkel: essi non potranno di certo porsi con disinvoltura contro la volontà della maggioranza del popolo greco. Ciò, dunque, pur essendo stato il partito conservatore "Nuova Democrazia" (ND) quello più votato: perdendo comunque una marea di voti in favore di Syriza, e conquistando il solo 18,9% del totale dei consensi.
Lo choccante crollo dei partiti europeisti
Obiettivamente, dunque, possiamo parlare di una sostanziale disfatta dei tradizionali partiti di maggioranza: entrambi (ND e Pasok) hanno, infatti, perso oltre al 45% dei voti sulle elezioni del 2009. Malgrado non si sia attestato quale primo partito ellenico, dunque, il grande vincitore morale del voto in Grecia è stato il partito Syriza che – lasciando un pò di amaro in bocca in quanti lo volevano in cima all'Olimpo da subito – ha comunque superato tutte le aspettative, attenstandosi di misura – appena il 2% – dietro Nuova Democrazia. Per capire i contorni della vittoria è come se in Italia il "Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo risultasse d'improvviso la seconda forza politica del Paese, attestandosi "di una cucitura" appena dietro il Pdl o il Pd: malgrado le imparagonabili forze mediatiche e finanziarie messe in campo nella campagna elettorale. Un altro partito di sinistra – in questo caso della sinistra riformista – lontano da Syriza, ad ottenere un buon risultato (con il 6% dei voti) è stato quello di "Sinistra Democática": una coalizione per la prima volta in gara alle elezioni legislative. Tuttavia, secondo gran parte della stampa ellenica, essi potrebbero disturbare l'azione "rivoluzionaria" e "rinnovatrice" di Syryza, spalleggiando Pasok e Nuova Democrazia, nella formazione di un ipotetico governo di "unità nazionale": evidentemente assoggettato al volere dell'Ue e della Troika. Da non sottovalutare, comunque, neanche il 7% conquistato dal partito neonazista "Alba Dorata".
Il voto greco per la stampa italiana, Monti e Ferrero
In Italia il crollo dei partiti europeisti nella vicina Grecia, non ha comunque trovato molto spazio nella stampa e nei Tg nazionali di bandiera: tutti protesi a lodare la vittoria (risicatissima e caratterizzata da una sensibilissima emorragia di consensi) degli europeisti di "Nuova Democrazia". Tra i più "soddisfatti" – a suo modo – il professor Mario Monti, che ha espresso il suo – pur contenuto apprezzamento – da Los Cabos: dove si trova in occasione del G20 messicano. Sulle rive opposte – quelle del Tevere – ha festeggiato la "sconfitta" di Syryza Paolo Ferrero (segretario nazionale di Rifondazione Comunista) che nella giornata di ieri – dalle colonne del manifesto – ha dichiarato che "il voto greco testimonia che le politiche neoliberiste dell'Ue sono inaccettabili per i popoli e che, dunque, devono essere cambiate".
La vittoriosa battaglia dei Greci contro gli "invasori della Troika"
In sintesi, dunque, possiamo dire in tutta onestà che quello di Domenica è stato un gran giorno per il popolo greco, un giorno di grande orgoglio e voglia di rivincita, economica e sociale. L'apertura di una nuova ed inusuale stagione politica che – a quanto pare – non farà alcun sconto alle ingerenze ed alle politiche di austerity dell'Europa, grazie a quei 71 deputati conquistati dalla chiara linea "euroscettica" di Tsipras. Ma soprattutto – nonostante la risicata e relativa vittoria di Nuova Democrazia – una giornata disastrosa ed allarmante per i piani neoliberisti della Troika, in Grecia, come nell'intera Eurozona, causando una potente eco. Un impressionante terremoto cui epicentro è stato Atene, ma che è stato avvertito ovunque, da Berino a Bruxelles, da Parigi a Roma e perfino oltreoceano, a Los Cabos (al G20 del Messico) e a Washington (alla Casa Bianca). Questa è infondo una appassionata e tragica lotta contro il tempo del popolo greco per l'affermazione dei diritti umani contro gli dei della Troika. Ma è una battaglia che lascia ben sperare sul buon esito della vittoria finale nella guerra tra mercati e popoli, tra anarco-capitalismo e neo-liberismo e pensionati, giovani, lavoratori, pmi e famiglie. Per il momento i dei dell'Olimpo devono aspettare ancora un pò, ma il crollo degli dei invasori è solo questione di tempo, forse mesi.
Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / Crescita / Investimenti / Incentivi / Punti forti dell'Italia / Paese ricco / Giardino d'Europa / Svendita del patrimonio pubblico / Piano verso la dittatura bancaria / Tessuto imprenditoriale / Indici economici / G20 del Messico / Mario Monti / Corrado Passera / Voto della popolazione ellenica / Permanenza nell'Eurozona / Mercato Interno / Complotto / Contro informazione / Sergio Basile / Qui Europa / Europa / Rinascita
Bruxelles – Mentre in Italia le famiglie si apprestano a pagare la prima rata (in scadenza domani) dell'iniqua ed assurda IMU ; mentre Mario Monti e Corrado Passera propagandano il loro "Decreto Sviluppo" che riverserà fiumi di euro nelle tasche di palazzinari italiani (restituendo loro in pratica, di sottobanco ed in maniera subdola, il mal tolto dovuto al versamento della stessa IMU da parte dei re dell'impero dell'edilizia italiana) da "reinvestire" – a interesse s'intende – in strutture pubbliche (togliendo allo stato ogni iniziativa di sorta, e snaturandone il suo ruolo fondamentale); mentre la Grecia è alle prese con un voto "storico" che potrebbe scardinare la gabbia dell'Eurozona, nella quale la Troika sta lentamente dissanguando i poveri paesi del Sud Europa sotto attacco dei mercati (i cosiddetti Piigs); sul fronte dell'Ue incalza forte la propaganda "pro-crescita" di Barroso e compagni. Il cerchio dunque si chiude proprio a Bruxelles.
L'annientamento del Mercato del Lavoro e
l'assurdo "pizzino" della Commissione Ue
"L'azione messa in campo dalla Ue per fare fronte alla crisi dei debiti sovrani ha contenuto la crisi, ma non l'ha domata e tantomeno l'ha superata''. A dichiararlo – con faccia di marmo e senza alcuna vergogna di sorta – nelle scorse ore Olli Rehn – Commissario Ue, "non eletto", agli Affari Economici e Monetari della "Banda Barroso" – che ha bollato come ''insufficienti'' le azioni messe in campo rispetto alle sfide della crisi (e lo credo bene!). Rehn ha inviato un "pizzino" ideale al governo Monti, per spianare la strada dell'opinione pubblica verso un "consenso illusorio", ed al fine di garantire nella maniera più indolore possibile l'approvazione della proposta di riforma del lavoro (disoccupazione diffusa) da parte della casta-parlamentaredi maggioranza che permette a Monti di continuare le sue insensate manovre di distruzione dello stato e dello stesso Paese. "E' questione di grande urgenza" – ha dichiarato Rehn – invitando Monti (che di certo non aveva bisogno di tali pretestuosi proclami) a portare a termine il suo lavoro (sporco lavoro) sulla riforma del mercato del lavoro nel Bel Paese.
Barroso-Monti – Bugie e Disinformazione
Secondo la Commissione europea, l'Italia affronterebbe, dunque, ''seri squilibri dovuti alla perdita di competitività nell'ultimo decennio", pertanto – secondo Rehn – ''tutte le misure prese finora dal governo per affrontare questo problema devono essere applicate in pieno e in modo rigoroso''. Ma i limiti e la pretestuosità di tali affermazioni (malgrado tv e giornali sostengano in gran parte la bontà di tali "fantasiose quanto false" ed antistoriche ricostruzioni) sono ormai ben palesi e ben comprensibili in una fetta sempre maggiore di Italiani, che hanno compreso la vastità e lo spessore della "rete del grande imbroglio" nella quale l'Italia – suo malgrado – è stata gettata. Non è vero, infatti, che da dieci anni a questa parte l'Italia attraversa un trend economico negativo.
Tutti gli indicatori economici smentiscono Monti,
Bersani, Alfano, Casini e l'Ue
Più volte in questi mesi "Qui Europa" ha pubblicato i numeri che confutano le ricostruzioni della Commissione europea, del governo Monti e dei suoi impresentabili spalleggiatori: Bersani, Alfano (Berlusconi) e Casini. La scorsa estate l'Italia era un Paese in salute e in moderata crescita: 1) bassissimo debito privato d'impresa (appena 40 miliardi di euro, contro i ben 8000 miliardi di debito d'impresa privato delle aziende francesi – Come mai la Francia non ha subito dunque la sorte dell'Italia e il suo vergognoso declassamento?); 2) Terza riserva aurea del mondo; 3) Livello dei risparmi delle famiglie da record in Europa, e non solo; 4) Il miglior tessuto imprenditoriale d'Europa, sia per numero di attori commerciali, che per efficienza e produtività; 5) Paese leader al mondo in settori come la cantieristica navale, la metalmeccanica, l'ingegneria aereospaziale, l'alta moda, l'impresa manifatturiera, l'industria dei servizi turistici; l'industria vitivinicola ed alimentare. Solo per citare alcuni esempi; 6) In più il Paese con il primo patrimonio artistico del mondo (il 70% delle opere d'arte sono conservate nei musei italiani: che oggi vanno verso una probabile e vergognosa privatizzazione); 7) Un Paese dalle bellezze territoriali e paesaggistiche invidiate nel mondo: non a caso prima dell'avvento del distruttivo governo dei banchieri eravamo ancora noti come gli abitanti del "Giardino d'Europa". Ciò nonostante i disastri provocati dal governo Berlusconi. A dare un quadro preciso della situazione – prima dell'invio della celeberrima letterina della (privata) Bce e dell'avvio delle ingerenze da parte dei "privati" negli affari nazionali – fu lo stesso governo Berlusconi, come confermato (ricorderete) dallo stesso ex-ministro dell'Economia Giulio Tremonti: che nella scorsa estate fotografò nel suo rapporto semestrale la solida situazione dell'Italia, malgrado il debito pubblico di 1900 miliardi di euro. Debito – che come spiegato in decine di articoli – è stato "provocato in maniera fittizia" in seguito alla privatizzazione della Banca d'Italia e della conseguente perdita della nostra sovranità monetaria, regalata ai banchieri privati che siedono nel board della Bce. (vedi articoli nell'archivio di "Qui Europa").
Il gioco sporco della "Banda Barroso"
Ma lo smemorato Rehn – finto tonto – ha continuato a fare il gioco di questa cerchia di eletti – o parassiti: dipende dai punti di vista – rimettendo la salvezza della baracca allo stesso artefice del disastro: Mario Monti. ''La dimostrazione di un impegno politico degli stati membri – secondo Rehn – sarà (infatti) il punto chiave per ripristinare la fiducia nella zona euro''. Il commissario ha indicato nelle ultime ore quattro tasselli per la cosiddetta "crescita": 1) standard unico per i requisiti patrimoniali (cioè neutralizzazione del ruolo e delle funzioni tipiche degli stati); 2) supervisione finanziaria integrata (Risorse statali nelle mani dell'Ue); 3) autorità unica per la risoluzione delle crisi (cioè accentramento imperialistico) ; schema unico di garanzia dei depositi bancari (cioè dittatura bancaria); 5) Mutualizzazione del debito (debito – come detto – fatto non dai popoli ma dalle stesse banche) con strette regole di bilancio (cioè comprimendo i servizi pubblici essenziali elargiti ai cittadini). Tutto sommato un bel modo per affrontare una crisi provocata da loro stessi.
Barroso decise di non bloccare la speculazione
Il suggello di tali scelte "dittatoriali" quanto "anti-democratiche" la "Banda Barroso" – per ammissione dello stesso presidente – lo metterà al prossimo G20 del Messico. Secondo il "Re" – non eletto – della Commissione europea, infatti, al vertice mondiale "l'Ue non lascerà alcun dubbio ai partner internazionali sulla propria determinazione a prendere ogni azione necessaria contro la crisi, difendendo la stabilità e promuovendo la crescita. Siamo determinati – continua Barroso – a mostrare al mondo che l'euro e il progetto europeo sono irreversibili''.
In attesa del Voto greco e del G20 del Messico
Ma, in attesa dell'esito del voto della popolazione ellenica – che in queste ore sta affollando le urne – una domanda ci viene spontanea: se l'Ue dice di star facendo di tutto per bloccare questa "pseudo-crisi" perchè ha fatto di tutto per "non approvare" il pacchetto di misure presentato nei mesi scorsi in Commissione dallo stesso commissario al Mercato interno Michel Barnier? Perchè non si è scelti di metter fine "all'impero del rating" ed alle contestuali ingerenze dei privati e delle multinazionali (che affollano i consigli direttivi delle stesse agenzie di rating responsabili dei declassamenti all'Italia ed agli alri paesi Piigs) una volta per tutte. Appare dunque chiarissima la volontà dell'Unione europea di continuare un doppiogioco al fine di alimentare questa crisi indotta e mettere le grinfie sulla ricchezza degli stati più appetibili. E il giardino d'Europa (oggi deserto d'Europa) è tra questi.
Roma, Bruxelles – Anche Corrado Passera, il banchiere di "Intesa San Paolo" posto da Mario Monti alla guida del Ministero dello Sviluppo Economico proprio non ce l'ha fatta a resistere, e alla fine ha deciso di dire la sua. E l'ha detta dal palcoscenico di Confartigianato, giusto per tenere alto il livello della sua propaganda, ma in maniera plateale quanto grossolana: “ L’Europa si deve dare una mossa e trovare una soluzione di fondo (ha sbottato). I problemi si sono accumulati, questo è certo, ma non sta a me dire se sono rimasti due o tre mesi di tempo per l'Eurozona” . Il ministro se la prende poi direttamente con i suoi cari amici di Bruxelles (evidentemente Barroso & company): “ Rispetto alla crisi – ha continuato – il comportamento dell’Unione europea è stato degno di indignazione: hanno aspettato l’ultimo momento prima del dramma”. O almeno finge di prendersela con l'Europa, una "indefinita Europa", ma è soltanto l'ennesima farsa di cattivo gusto. E lo si capisce a tretto giro, nelle sue successive insensate dichiarazioni.
Autogol del governo delle banche
L’ex amministratore di Banca Intesa, infatti, prima recrimina all’Ue – dimenticando in fondo di prendersela indirettamente anche con il Consiglio europeo del suo superiore Monti che ne è parte integrante – il fatto di aver agito inutilmente con l’ultimo intervento di "aiuti" per la Spagna. Poi torna a lodare Bruxelles e ad auspicare l'accentramento del potere nelle mani della stessa Ue che criticava fino ad un momento prima: "insieme – ha continuato – siamo la forza economica più forte del mondo, divisi contiamo poco”: opinione – tra l'altro – largamente opinabile, visto che la Germania prima dell'ingresso dell'Euro non riusciva a creare surplus (mentre il Bel Paese – un dì, settima economia del mondo – viaggiava forte grazie alla straordinaria qualità dei suoi manufatti e di tutto il "Made in Italy", aiutata anche dalla possibilità di svalutazione della lira che attraeva innumerevoli compratori ed aziende estere, portando alle stelle le esportazioni, ed incrementando il saldo positivo della nostra bilancia commerciale.
Il secondo autogol del "Passera solitario"
Poi, in un festival di ipocrisia e genersalismo d'alta scuola, il banchiere continua: "dovremmo chiedere di più!" Ma, invero, non si comprende cosa intenda dire, lasciando molto – troppo – nel vago: in perfetta linea con il suo premier tecnico. Parole di attacco nei confronti dell’immobilismo europeo, dunque, ma che suonano come un clamoroso autogol. Ma ecco che il "Passera solitario" dopo aver improntato una impresentabile e ridicola arringa contro Barroso, Van Rompuy e non si comprende bene chi altri, viene assalito d'improvviso da uno slancio – o coniato – europeista che finisce per "vomitarsi addosso". "L'Europa è lenta – afferma – ma ha dato prova negli ultimi mesi di grande responsabilità, votando il Fiscal Compact". Ma il "Passera solitario" in effetti forse dimentica -ma glielo ricordiamo noi – di stare osannando l'arma di "recessione di massa" più distruttiva e deleteria che l'Europa abbia mai conosciuto nella sua plurisecolare e gloriosa storia, con l'abolizione – istituzionalizzata – di ogni plausibile e provvidenziale intervento statale nell'economia, dato dall'assurdo pareggio di bilancio, che neutralizza – come noto – il "deficit spernding", regalando la guida del Paese ai soli privati multimiliardari: specie se esteri.
Le misteriose proposte di Passera per la crescita
Ma invece, per contro, Passera che cosa propone? Praticamente nulla! Se non maggior accentramento nelle mani del "nemico". Lo spiega cosi: L'Italia ha tutte le risorse per superare questa grave crisi . Soprattutto nel 'made in Italy' ha tutti i numeri per crescere, crescere molto. Noi cresciamo a due cifre nell'export, siamo il paese che perde meno nel commercio internazionale malgrado Cina, India, Brasile. Ci sono tutti gli elementi per la crescita – insiste – ma dobbiamo aggiustare ancora molte cose". Cosa saranno mai queste cose? Lo si capisce non direttamente dalle parole del ministro, ma evidentemente andando a spulciare tra l'agenda del Consiglio europeo: Two Pack, MES, Stati Uniti d'Europa, Unione Bancaria e potenziamento fino all'inverosimile del ruolo della Bce di Mario Draghi (che acquisirà l'85% delle azioni del dittatoriale Meccanismo Europeo di Stabilità Permanente – MES) difesa ad oltranza quanto irresponsabile di un euro disastroso e fallimentare, creato per speculare ed arricchire la Germania alle spalle dei Pigs : ormai moribondi sotto gli attacchi vergognosi delle tre sorelle del rating. In due parole potremmo dire dunque: accentramento e dittatura della finanza! Queste le soluzioni per la crescita di Monti e Passera.
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