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  • Erasmus – 4 milioni in 7 anni. Si chiamerà YES Europe

    Erasmus – 4 milioni in 7 anni. Si chiamerà YES Europe

    Giovedì, Febbraio 28th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Yes Europe / Unione Europea / Parlamento europeo / Consiglio Europeo / Commissione Europea / Progetto Erasmus / Studenti all'Estero / Borse di studio per la mobilità internazionale / Estero / Vertice Ue / Giovani / Università / Formazione accademica / Androulla Vassiliou 

    Erasmus – 4 milioni di borse di studio

    per i prossimi sette anni

    Ma ancora mancano accordi definitivi

    Progetto Erasmus - Giovani Studenti in Viaggio ma Disoccupati

    Bruxelles – Studenti di tutta Europa, le vostre speranze di studiare all’estero sembrano essere salve! L’ormai famosissimo e gettonatissimo Progetto Erasmus nulla ha da temere, anzi, a quanto pare, solo da guadagnare. O almeno così pare! Borse di studio in notevole aumento quindi: per i prossimi 7 anni saranno ben 4 milioni gli studenti a spiccare il volo verso uno dei paesi europei per perfezionare e completare la propria formazione accademica. Anche se permangono ancora – non è un mistero – palesi contraddizioni e qualche problema nella convalida di esami corrispondenti a piani di studio similari. La decisione del salvataggio è stata presa  a seguito dell’accordo sul bilancio Ue, nell’ultimo vertice europeo, nel quale tra l'altro si è stabilito come i fondi destinati alla mobilità internazionale dei “futuri” laureati, dovranno essere incrementati del 40/50%.

      Palliativo Erasmus – Gli ultimi sogni non ancora bruciati… 

    Ma, purtroppo, ancora non si può cantare vittoria: il progetto dovrà essere esaminato dall’Europarlamento: organo nel quale, evidentemente, ora gli studenti di tutta Europa ripongono alcuni dei propri sogni, quelli che profumano di “estero”. O almeno quelli rimasti nel cassetto e non ancora bruciati dall'insensata austerity. Del resto l’Unione Europea, non fa in tempo a far sorridere che già crea ansia per il futuro: Consiglio, Commissione e Parlamento dell’Unione saranno chiamati ora ad accordarsi sulla definizione di vari punti del pacchetto “Erasmus”, primo tra tutti il nuovo nome dello stesso. “Yes Europe” sarà, con grande probabilità, il successore più papabile. “YES” è l’acronimo di Youth Education and Sports. “Non possiamo permetterci una generazione perduta” – ha dichiarato la commissaria Ue allo studio, Androulla Vassiliou, ponendo l’accento sull’importanza delle risorse giovanili.

     Retorica a parte  

    Ma – retorica a parte – noi pensiamo  e sosteniamo fermamente (ormai da lungo tempo) come in effetti la cosiddetta generazione perduta sia stata condannata proprio dalla volontà della stessa Unione europea. Un'Ue che mettendo sugli attenti gli Stati ed imponendo loro rigore ed austerità ha creato le condizioni e le premesse per strappare agli studenti ogni possibilità di un futuro roseo. I giovani crederanno ancora alle “buone intenzioni” europee? Le nostre riserve in merito sono davvero troppe! Come abbiamo spesso sostenuto, “tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare”. Basandoci solo ed esclusivamente sui fatti, possiamo affermare che l’unica cosa che le istituzioni europee hanno determinato con “grandissimo successo” tra gli under 30 di tutta Europa, è un profondo sentimento di sfiducia e delusione. Potranno essere risollevate le sorti dei futuri professionisti-disoccupati europei? Ai posteri l’ardua sentenza. "Per ora – sembra dire l'Ue – accontentatevi dell'Erasmus! Poi si vedrà!"

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Accordo sul Bilancio Ue, ma a quale Prezzo?

    Accordo sul Bilancio Ue, ma a quale Prezzo?

    Sabato, Febbraio  9th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –

    Unione Europea / Parlamento Europeo / Consiglio Europeo / 27 stati membri / Bilancio Ue / Trattative finanziarie / Crisi / Tagli / Germania / Regno Unito / Banca Centrale Europea / Euro / Ripresa economica / Van Rompuy / Cameron  

    Accordo sul Bilancio Ue, ma a quale prezzo?

    Mario Draghi promette la ripresa nel 2013

    e parla di ritrovata fiducia nell'euro.

    Ma di quale Europa parla?

    Budget 2014-2020 EU

    Bruxelles – L'intransigente Cameron nell'ultimo vertice Ue aveva convinto un terzo dei Paesi dell'Unione a tagliare e di molto sul budget infrannuale da destinare al funzionamento degli organi comunitari. In effetti nel corso del 2012 il ritorno a spinte "nazionali" – anche a ruota delle profonde delusioni scaturenti dalle insensate politiche di austerity e dagli inganni celati (Vedi Sistema Taget 2 e mancata applicazione dell'Art. 11 dello statuto del SEBC sull'emissione diretta di moneta da parte della BCE in tempi di crisi e circostanze straordinarie per superare le crisi) – è stato molto forte. Spinte che alla lunga hanno fatto lievitare il sentimento euroscettico di gran parte degli europei. Tra i Paesi più delusi e nostalgici del precedente modello europeo a trazione "nazionale" sicuramente la Repubblica Ceca. Molti dunque (compresi ovviamente i cittadini di Italia, Grecia, Cipro, Romania, Spagna, Portogallo, Irlanda e Francia: solo per fare alcuni esempi) si chiedono oggi se sia davveo il caso di intestardirsi a restare in questa Unione: un'Ue che ha di fatto tradito il Principio di Sussidiaietà e il senso più profondo dei Trattati Comunitari, facendo incetta di denunce, plateali proteste di piazza in mezz'Europa e aspre, asprissime critiche.

     Il Budget Ue – la posizione dell'Italia 

    Nella giornata di ieri il Presidente del Consiglio Ue Van Rompuy, aveva presentato una proposta di budget per 960 miliardi di euro contro i 1.033 miliardi proposti dalla Commissione Barroso. L’Italia alla fine ha ottenuto uno sconto di 500 milioni di euro l’anno. Ma la sproporzione tra ciò che diamo all'Ue rispetto a quello che riceviamo annualmente è ancora troppo evidente: 4 miliardi di euro non sono bruscolini. Senza contare i tagli al deficit spending statale imposti dal Fiscal Compact per 40 miliardi l'anno e la partecipazione al MES per 4 miliardi di euro l'anno: un fondo ingannevole creato anche in funzione anti-spread (vedi articoli in allegato), senza però delegittimare le agenzie di rating dall'emettere voticini agli stati sovrani; ed in chiave di salvataggio automatico degli istituti bancari. Gli stessi istituti (di credito e speculazione) che continuano d'altronde a gozzovigliare sulle spalle dei cittadini con interessi su titoli stratosferici ed altri accidenti. Vedi ad esempio "l'accidente" chiamato Equitalia: ente al 50% di proprietà delle stesse banche responsabili, mediante il credit crunch, della caduta in disgrazia di milioni di attori economici. Pazzesco! A che giova dunque stare nell'Ue? A noi sembra davvero una colossale presa in giro.

     Gli abbandonati d'Europa e la Solidarietà sugli Accordi Bancari 

    Ma a parte tutto, praticamente nulla è stato fatto per sostenere le famiglie e le imprese, nonché milioni di giovani disoccupati e senza futuro. Si pensi – in tal senso – che la dotazione per il fondo-aiuti verso i poveri è stato ridotto da 2,5 a 2,1 miliardi di euro.  Ma in effetti aspettarsi "grazie e favori" dai promotori a tavolino di una crisi indotta sarebbe davvero paradossale. La sensazione che il vertice europeo sul bilancio Ue 2014-2020 sarebbe stata cosa lunga e difficile, lo avevamo già detto qualche giorno fa, era fin troppo chiara dall'inizio. Per contro gli unici accordi che sembrano sempe mettere daccordo la tecnocrazia di Bruxelles in tempi brevissimi sembrano essere quelli sulla tutela ed il salvataggio automatico delle banche: vedi sempre MES (leggi articoli in allegato). Nell’Europa della disonestà, delle banche, dei banchieri e delle disuguaglianze sostanziali, dunque, trovare un accordo “solidale, familiare ed univoco” è davvero cosa rara, per non dire impossibile. 

     Merkel chiama Draghi – La Grande Mediatrice e il Grande Profeta 

    Ma bilancio e tecnicismi a parte, la cosa che ha destato maggior ilarità a nostro avviso è stata quella di vedere la Germania del panzer Merkel fare da mediatrice nella maratona belga: proprio la Germania che solo grazie al Sistema Target 2 (sistema di regolamentazione interbancaria tra le banche centrali degli stati appatenenti all'Eurozona)  è potuta diventare (in maniera indotta) la leader indiscussa ed incontrastata del mercato europeo, accumulando surplus in maniera artifiziosa e colonizzando di fatto i mercati dei Paesi Pigs. Vedi ad esempio tutte le catene tedesche della grande distribuzione alimentare diffusesi in Italia dal 2007 ad oggi: vedi Lidl ed Eurospin tra tutte. Molto interessante, per il vero, anche l'ultima uscita dell' “l’italianissimo” Mario Draghi, nominato in modo univoco profeta dell’anno: “Ritorno di  fiducia nell’euro e al via la ripresa dalla seconda metà del 2013”. Sono state queste le sue ultime curiosissime e sibilliache previsioni. Ma la ripresa l'avevano prevista un pò tutti, seppur con tempi diversi: chi nel 2010, chi nel 2011, chi nel 2012, chi nel 2013 e c’è anche chi continua a fare profezie a lungo termine proiettandosi ben oltre il 2014. Barzellette insomma, che non fanno neanche troppo ridere.

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    21 gennaio 2013No CommentRead More#

     

     Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!

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    Giovedì, Settembre 13th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea/ Europa / Germania / Italia / Berlino / Karlsruhe / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio mediatico / Media / Rigore finanziario / Debito pubblico / […]

    Europa – Ci Risiamo, hanno ammazzato la Democrazia!

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    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mes / Esm / TSGC / Dittatura europea / Stati Uniti d'Europa / Omertà / Austerity / Bruening / Immunità giudiziaria / Messaggi falsi / Manipolazione / Eurobonds /  L’Eurodittatura è alle porte : Trattati Blindati immunità giudiziaria e inviolabilità documentale MES e Fiscal Compact: Non […]

    MES – The End

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    Giovedì 28th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Mes / Fondo Salva Stati / Italia / crisi / disinformazione / economia / debito pubblico / Bce / Trattato di Lisbona / Luglio 2012 / Congresso direttivo del Fondo / capitale sociale / morte del welfare / dittatura  […]

    I “Nuovi Padroni del Mondo”

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    Lunedì, Giugno 11th / 2012 – L'Editoriale del lunedì, di Sergio Basile – Banche e Finanza / Italia / Eurozona / Caste partitiche / Disinformazione di tv e giornali amici / Partiti di maggioranza / Governo Monti / Padroni del mondo / Dismissione del patrominio statale / Tentacoli onnipresenti / L'arma della democrazia / Loggia […]

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    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Silvia Laporta –  Unione europea / Bruxelles / Mes / Fondo Salva Stati permanente / Crisi / Economia / Finanza / Eurozona / Dittatura / Annullamento dei diritti e del Costituzionalismo / Potere illimitato alla tecnocrazia di Bruxelles /  Compressione delle libertà personali / Omertà / Fascismo   Bruxelles – […]

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  • Monti-Hollande: Tecno-intesa Eccezionale da Fratelli Gemelli

    Monti-Hollande: Tecno-intesa Eccezionale da Fratelli Gemelli

    Martedì, Febbraio 5th/2013

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –

    Unione Europea / Consiglio europeo / Vertice europeo / Parigi / Bruxelles / Bilancio / Incontro Monti- Hollande / Collaborazione Francia -Italia / Mali / Elezioni politiche italiane / Contributi europei / Crisi / Economia / Solidarietà / Monti / Hollande  

     Italia, Francia               Parigi                                                                                                            

    Monti-Hollande: Tecno-intesa eccezionale

    da Fratelli Gemelli

    Miracoli Pre-elettorali – "L'Italia dà all'Europa

    più di quello che riceve". Ma Monti se ne

    accorge solo adesso? 

    Dal Colonialismo in Africa agli interessi degli "Illuminati"

    europei: intesa perfetta tra i due "Fratelli Gemelli"

    Debtocracy

    Parigi – Quando mancano ormai solo tre settimane alle elezioni politiche italiane, il prof. Mario Monti si è concesso un viaggio a Parigi per un incontro con il Presidente Francois Hollande, ufficialmente pare per discutere sul Bilancio europeo 2014-2020, ricordandosi (solo adesso, guarda caso) come “serva un accordo più equo e trasparente, orientato verso crescita ed occupazione”.  Monti fà e Monti disfa: lui se la canta e lui se la suona.

      Parigi – Il Risveglio del "Brutto Addormentato" 

    Il professore, tra i maggiori responsabili del naufragio politico ed economico italiano, pare essersi svegliato da un lungo sonno politico e aver riacquistato immediatamente la memoria, “denunciando” che l’Italia, nel 2011 e fino ad adesso, ha versato per l’Europa i contributi più cospicui. Lo ricordiamo benissimo noi cittadini, costretti a pagare il prezzo più alto possibile e costretti a sacrifici immani, per compiacere un’Europa che di certo non ha voluto il nostro bene e che predica solidarietà ma contribuisce a gonfiare i nostri debiti con rara crudeltà. E intanto il "premier" italiano, in vista del vertice di Bruxelles di Giovedì e Venerdì, varca i confini per “fare quattro chiacchiere” con il collega (alterego) francese per spiegare – ribadiamo – che “l’italia dà all’Europa più di quello che riceve”. Ridicolo! Lo sanno anche i sassi.

      Monti, Hollande e gli interessi degli "Illuminati" 

    Ma, senza necessariamente essere dotati  di una buona memoria, tutti ricorderanno come proprio il Professore abbia volutamente tenuto la gonnella all’Unione creando il governo delle banche ed applicando  misure recessive a base di austerità e rigore (rispettando le imposizioni della Commissione, del Consiglio – di cui egli è tra i membri più autorevoli ed "efficienti" – e della Signora Germania) mettendo così letteralmente in ginocchio la popolazione italiana. Fino al 2011 la nazione nel complesso più ricca ed invidiata d'Europa. Eccetto per la flessione riscontrata a partire dal 2007: anno dell'introduzione del truffaldino Sistema di regolamentazione interbancaria noto come Target 2. Fino a quel momento, come detto in più occasioni, la Germania non riusciva minimamente ad accumulare surplus rispetto alla regina d'Europa che era l'Italia. Poi guardacaso il nulla a roma, il boom a Berlino!

     Tirarono in ballo i sub-prime Usa per non far capire

     l'inganno dell'Eurozona e dell'euro 

    La colpa ovviamente – per contratto – fu data al contagio dei mutui sub-prime Usa, ma in realtà questo fu un elemento assolutamente pretestuoso. La verità è che l'Ue – di cui ora parla strategicamente con toni risentiti l'impresentabile bocconiano – è stata riformata a misura degli interessi di pochi eletti "illuminati". A discapito della gente onesta e delle famiglie, completamente abbandonate. Come considerare il numero abnorme di fallimenti aziendali, distruzioni familiari e suicidi se non in tale chiave di lettura? Vergogna! Anzichè dimettersi e scomparire nella polvere hanno la faccia tosta di presentare il loro grugno in giro per l'Italia e per l'Europa. Ma la batosta elettorale non potrà che essere totale. Tranne ingannevoli sorprese, ovviamente!

      Italia-Francia – Insieme verso il baratro sociale 

    Eppure, dicevamo, solo adesso il professore della Trilaterale e dell'antidemocrazia si è reso conto della malattia di cui soffre la nostra Penisola e, lui stesso, si propone come cura.  Come panacea al cancro che lui stesso ha sviluppato. A quanto pare, insomma, al peggio non c’è mai fine. L’incontro italo-francese, stando alle dichiarazioni dei presidenti, è andato "bene" (per loro forse): “La cooperazione tra Francia e Italia – ha detto Hollande – sui dossier europei e le questioni internazionali  è di un livello eccezionale”. Della stessa idea si è detto Mario Monti che ha espresso la sua soddisfazione riguardo i rapporti con i transalpini. Segno eloquente che i due sono fatti della stessa pasta. Ma su ciò non vi erano dubbi.

      Una Pillola all'arsenico dei 2 "Fratelli" 

    Queste belle parole servono per mandare giù la pillola all'arsenico e renderla meno amara: “Il negoziato è particolarmente difficile – ha infatti dichiarato il presidente francese – perché riguarda una concezione dell’Europa fondata secondo noi sulla solidarietà e sulla crescita ma,  ugualmente, anche sugli interessi nazionali”.  Di questa opinione non saranno sicuramente i Francesi onesti e lavoratori (ad accezione dell'élite che ad oggi schiavizza 14 colonie africane, ovviamente: cioè esclusi i Francesi del popolino, quello non annesso ai benefici coloniali, ma a sua volta colonizzato mediante il debito fittizio dell'Euro-disastro) e nemmeno personaggi come Depardieu, Cassel e Bellucci: tempestivamente trasvolati dal caos europeo a luoghi certamente migliori e più accoglienti.

      Mali – Spirito di solidarietà Coloniale 

    Ma la cosa più snervante sta nel vedere questo cambiamento di pelle del "Visitors" Monti: il difensore dei banchieri di colpo diventa buono e cambia rotta politica, affermando che “ogni paese deve dare il suo contributo all’Europa in base alla situazione economica che vive”. Ma, purtroppo, agli occhi di tutti, il re della Tecnocrazia, risulta poco credibile visti i suoi trascorsi, non troppo remoti, da “svuotatore di tasche e casse nazionali”. Per il resto, lo scambio di “belle facce” tra Italia e la Francia è continuato anche sulla questione del Mali, battaglia per la quale Mario Monti ha assicurato ad Hollande il supporto italiano ed il presidente francese ha ringraziato della collaborazione. Tra neocolonialisti, come vedete,  si capiscono perfettamente! Convenevoli, insomma, di vario genere, soprattutto in vista della corsa elettorale italiana. Il dovere di facciata di Monti  era quello di guidare la Nazione verso porti più sicuri: non lo ha fatto per contratto e, adesso, crediamo fermamente che gli Italiani concordino nel non concedere una seconda chance al responsabile della loro rovina! Anche se parimenti responsabile è l'intero sistema bipolarista italiano ed in primis i nuovi dittatori europei. La nuova razza di "illuminati" di mazziniana memoria da cui guardarsi come la lebbra.

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    – di Giuseppe Sacco e Sergio Basile –

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      Eurogruppo                                                                                                                                      

    Ecofin – Un Olandese figlio dell'Austerity

    all'Eurogruppo 

    Dijsselbloem (Dàisselblùm) nuovo presidente dei 17 Paesi

    aderenti all'euro al posto di Juncker 

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    Dijsselbloem - President Eurogroup

    Bruxelles, Amsterdam – Diceva Albert Speer, l'architetto di Hitler, che "la vita delle persone prende ogni tanto svolte impensabili, un pò come i treni quando incontrano un incrocio, e cambiano improvvisamente binario". Jeroen Dijsselbloem si trova in questa situazione, o meglio ci si potrebbe trovare se solo volesse. Ministro delle Finanze olandese da appena tre mesi, nelle scorse ore è stato eletto alla presidenza dell'Eurogruppo, sostituendo Jean-Claude Juncker (persona di cui difficilmente sentiremo la mancanza) ed andando ad occupare una poltrona che inizialmente sembrava riservata a Mario Monti: l'angelo custode della tecnocasta europea.

     Il Presidente figlio dell'Austerity 

    La nomina ha attirato non poche polemiche da parte della Spagna e in particolare da parte del ministro iberico Luis de Guindos, che si è rifiutato di approvare l’elezione di Djisselbloem (suo omologo alle finanze) per le sue posizioni a favore dell’austerità in seno all’Ue e all’attuale governo olandese guidato dai liberali. Ma alla fine ci sembra tutta una farsa. L'opposizione di circostanza per far contenta "la massa" e placare gli animi dell'opinione pubblica. Un contrasto inconsistente e piuttosto teatrale. La delegazione spagnola, infatti, si è rifiutata di motivare il gesto. Certo non poteva dire che è tutto un imbroglio! Cecitare si, ma fino a un certo punto.

     Non Rappresentanza ma Fame 

    Secondo il neo-eletto Presidente dell'Eurogruppo, "la Spagna non ha sostenuto la candidatura per protestare contro il trattamento riservato al Paese iberico, ritenuto ingiusto”. De Guindos, dal canto suo, rispondendo ai cronisti al suo arrivo in Consiglio europeo per i lavori dell’Ecofin, ha sottolineato:“Assistiamo a una situazione che non ci piace. Non abbiamo alcuna rappresentanza negli organismi europei, e questa è una situazione che la Spagna considera non giusta”. Ma il problema carissimo De Guindos, non è di rappresentanza, ma di fame! Che dice?

     Dietro l'Imbroglio dell'Eurozona 

    La situazione (ovviamente) è risultata particolarmente sgradita dai tecnocrati Ue che si sono mostrati piuttosto preoccupati del fatto che la posizione spagnola rappresenti chiaramente lo scontro fra i cosiddetti Paesi “virtuosi” dell’Europa settentrionale e gli Stati del Mediterraneo in crisi o Pigs (figli spuri – aggiungiamo – di una crisi indotta e fraudolenta).  Che scoperta! Una crisi pilotata – guardacaso – ingegnata e sostenuta contro quei paesi europei dove il cristianesimo è più radicato. Per molti osservatori internazionali, come sostenuto anche dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" in più riprese, ciò non sarebbe per nulla un caso. Anzi! Dietro il laicismo sfrenato e dissacrante e dietro gli attacchi alle economie dei suddetti paesi vi sarebbe qualcosa di ben più profondo e diabolico. Qualcosa che sfugge all'Istat, a Eurostat o agli altri indicatori economici.

     Junker – Le parole di un pazzo: 

     "contento per quello che la Grecia ha raggiunto" 

    Nella sua dichiarazione d’addio, Juncker ha lodato davanti ai giornalisti il comportamento tenuto da Grecia, l’Irlanda e il Portogallo, sottolineando di avere grande “ammirazione per quello che la Grecia ha raggiunto”. Come dire: i Greci stanno peggio degli abitanti degli stati più arretrati dell'Africa, ma alla fine è tutto ok! Sono tutti contenti! Davvero di cattivo gusto! Il presidente uscente ha poi confermato la sua intenzione di tornare alla politica nazionale nel tentativo di ricevere un altro mandato da premier per il governo nel suo Paese. Sperando che ora non distrugga il Lussemburgo, finendo per compiacersene, come per la Grecia.

     Junker e il Paradiso Fiscale Lussemburghese – Iva 3% 

    Ma sul Lussemburgo in merito nutriamo le nostre riserve: il Paese non dovremme mai temere nulla per il semplice motivo che esso è sede legale di numerosissime multinazionali (vedi Amazon e Auchan, giusto per fare un esempio) che in questo paradiso fiscale pagano imposte irrisorie (vedi IVA al 3%) a fronte di operazioni commerciali poste in essere in tutta l'Ue. Semplicimente criminoso!

     Un Sadico Tormento chiamato Unione Europea 

    Come del resto tutto l'attuale baraccone liberista Ue: Vedi Fiscal Compact; Patto di Bilancio (Rif. art. 81 Cost.); Mes; signoraggio dei banchieri privati e della BCE; proliferazione degli OGM in agricoltura; invasione di prodotti cinesi a bassissima qualità (e spesso cancerogeni); legittimazione delle  plurindagate e fraudolente agenzie di rating private (rese sovrane sulle costituzioni degli stati del Sud Europa) e Ricapitalizzazioni bancarie.

     Il folle piano a cui lavora Dijsselbloem 

    Ma, tornando a noi,  chi è Jeroen Dijsselbloem? (Si pronuncia Yerùn Dàisselblùm). Classe 1966, radicale di sinistra (ovviamente) poi convertitosi al partito laburista, ed ora una sorta di benefattore convinto dei ricchi d'Europa. Infatti in questi ultimi anni l’Olanda è stato uno dei paesi Ue – con Germania e paesi nordici – ad aver spinto con maggiore forza sul pedale sul rigore mentre il Sud dell’ Europa invocava più solidarietà e – con la complicità delle agenzie di rating e di qualche politico che conta vendutosi alla nobile causa delle multinazionali e delle banche sovrane – collassava nel baratro più oscuro. Non ci meraviglia per nulla, quindi, quanto dichiarato dall'olandese e l’auspicio personale manifestato con "ottimismo" di "chiudere entro giugno (come previsto dai banchieri) il dossier  di vigilanza bancaria unica alla Bce per poter partire con la ricapitalizzazione diretta delle banche".

     Una sacrosanta domanda da fare ai nostri politicanti in campagna elettorale 

    L'ultima frontiera della follia dei nuovi dittatori d'Europa. Cioè, amici, l''ultimo "sforzo" per poter uccidere definitivamente la democrazia nel nostro glorioso e ricchissimo continente, rendendolo in maniera irreversibile un continente stalinista, ateo e perverso in tutte le sue sfere e prerogative di carattere socio-economico e culturale . L'ultimo grande regalo da fare agli Stati Uniti, i cosiddetti "difensori della democrazia globale". Ma ora che siamo in campagna elettorale, perchè nei comizi non sbattiamo in faccia ai nostri politicanti la dura ed amara verità dei fatti? Perchè non pretendiamo che essi ci facciano evadere da questa gabbia di pazzi, anzichè distrarci con altri futili e secondari problemi? Quante altre vite dovranno essere distrutte affinché ciò accada? E' una rivoluzione civile, quella che vogliono? 

    Giuseppe Sacco, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

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    9 luglio 2012No CommentRead More

     

     

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    Mercoledì, ottobre 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Italia / Francesco Giavazzi / Mario Monti / governo tecnico / analisi economica / Università Bocconi / intervista /  tagli alla spesa / spending rewiew / Europa / Pil / Stato Sociale  / Campagna per la legalità economica / Rosario Fiorello  Luoghi comuni sull'Austerity. L'analisi del Professor […]

    Italia – Ricetta Ammazza-Crescita

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     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4: Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

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    Lunedì, Agosto 27th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile – Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio […]

    Spread, Tragedia annunciata – la BCE di Capitan Draghi rimanda tutto a Settembre

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    Venerdì, Agosto 24th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Unione Europea / Europa / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Moneta Unica / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti  /  Dittatura MES / ESM / Previsioni di Moody's / Bundesbank / Autunno caldo / […]

    Epilogo Euro: la fine della moneta unica è solo rimandata!

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    Giovedì, Agosto 23th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Europa / Italia / Spagna / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Lira / Moneta Unica / Unione Monetaria / Unione politica / Crisi indotta / Economia / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti […]

    Accentramento Ue tra Baratti Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

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    Venerdì, Novembre 30th/ 2012  – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –  Grecia / Accentramento Ue / Baratti Negoziali / Condoni del Debito Fittizi / terzo pacchetto di aiuti salva Grecia / Bruxelles / Atene / Debito iniquo / Eurogruppo / FMI / BCE / UE / Commissione europea / Aiuti / Usura / Christine Lagarde / Manuel Baroso […]

    Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda

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    Giovedì, Novembre 22th/ 2012  – di Max Cittadino –  Grecia / Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda / Bruxelles / Atene / Debito iniquo / Eurogruppo / Francia / FMI / BCE / UE / Commissione europea / Aiuti / Usura / Correa / Ecuador / Christine Lagarde / Manuel Baroso […]

    Rivoluzione di Atene contro la Troika dell’Austerity, Verso lo Sciopero di 48 Ore

    Rivoluzione di Atene contro la Troika dell’Austerity, Verso lo Sciopero di 48 Ore

    Martedì, Novembre 6th/ 2012  – Redazione Qui Europa – Rivoluzione di Atene contro la Troika / Austerity / Sciopero 48 Ore / Unione Europea / Troika / Grecia / Atene / Sciopero ad oltranza / sciopero generale / sciopero dei giornalisti / Antonis Samaras / Alexis Tsipras / Syriza / Pazok / Cancellazione del Debito / […]

    IVA – Monti-Grilli, Bugiardi per mandato, glielo chiedono i Mercati

    IVA – Monti-Grilli, Bugiardi per mandato, glielo chiedono i Mercati

    Mercoledì, Ottobre 31th/ 2012  – di Sergio Basile – Iva / Mario Monti / Vittorio Grilli / Bugiardi per mandato / Bubie / Governo Italiano / Ministro dell'Economia / Dittatura Fiscale / Giorgio Napolitano / Truffa Legalizzata / Gran Suggeritore / Rating / Spread / Lehman Brothers / Ezra pound / Pierluigi Bersani / Manuel […]

     

  • Rating e Speculazione, da Bruxelles Palliativi o Azioni Concrete?

    Rating e Speculazione, da Bruxelles Palliativi o Azioni Concrete?

    Sabato, Dicembre 1st/ 2012 

    –  di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – 

    Unione Europea / Europa / Bruxelles / Madrid / Atene / Commissione Europea / Parlamento europeo / Consiglio europeo / Grecia / Spagna / Banche / Ricapitalizzazione / Crisi / Economia / Agenzie di Rating / Manifestazioni 

    Rating e Speculazione – Da Bruxelles

    Palliativi o Azioni Concrete?

    Per Ora solo chiacchiere e privatizzazioni:

    i colpi di stato nell'era del Rating Sovrano

    Bruxelles, Roma, Madrid, Atene – Nelle scorse ore a Bruxelles è stato raggiunto un accordo tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione in merito all’attività svolta dalle tanto famose (ormai celeberrime) agenzie di rating. Come preannunciato nell'articolo pubblicato ieri, l'intenzione palesata dagli organi Ue  è quella di conferire maggiore trasparenza al loro operato, ed in particolare in ambiti operativi quali: la valutazione degli Stati; la definizione di nuove regole e responsabilità in caso di errori; il ridimensionamento della dipendenza dal rating, accanto alla regolamentazione dei tempi “tecnici” e dei giudizi sui vari debiti pubblici; nonché una (presunta) riduzione dei conflitti di interesse.  Questo almeno sulla carta. Ma come evidente, malgrado tutto, il terribile nodo scorsoio sulla sovranità e sulla democraticità di quanto si sta consumando sotto gli occhi del mondo, resta a monte, ed è fin troppo palese. Come palesi sono gli impiccati.

     Un Conflitto d'interesse grande quanto un Iceberg 

    Sicuramente quello del "conflitto d'interessi" all'interno delle agenzie di rating è uno dei temi più caldi e spinosi mai affrontati dal nostro Osservatorio, da oltre un anno a questa parte. Ma anche uno dei temi più ipocritamente ignorati nei palazzi del potere. Non va dimenticato infatti che: 1) dinnanzi a crisi senza precedenti come quella dell'Eurozona e ad episodi come quello del fallimento della Lehmann Brothers negli Usa (banca d'affari – ricordiamolo – giudicata da tripla a fino al giorno prima del grande flop) ci sono e c'erano le celeberrime sorelle del rating; 2) Nel caso degli attacchi gratuiti ed ingiustificati all'Italia (primavera/estate 2011) c'era sempre il loro zampino; 3) Dietro le sorelle del rating, poi, a muovere le fila e ad avere (di conseguenza) un potere che supera addirittura quello delle costituzioni e delle  stesse leggi ordinarie degli stati (non si sa perchè e non si sa con quale legittimità e patente di autorità) ci sono di fatto agguerrite lobby, cui membri di spicco siedono nei consigli di amministrazione delle stesse agenzie. Un vero e proprio universo parallelo che sfugge al controllo – complice una buona fetta di politica marcia – di ogni Carta Costituzionale. La solita vergognosa e tristissima storia, che i nostri cari politici (per il vero piuttosto scarsi in economia) fingono di non conoscere e si limitano a scrutare nel silenzio e da lontano, mentre i Paesi ed intere economie continentali vanno giù, sprofondando nella recessione, e tirandosi dietro migliaia di vittime in carne ed ossa.

     La Dittatura del Rating e le Devastanti menzogne dei Mercati 

    Dinnanzi a questo sfacelo – tollerato ed avallato senza ritegno alcuno da leader europei e tecnocrati incravattati, da mesi, da Bruxelles a Roma, da Atene a Madrid, da Lisbona a Londra – ci verrebbe da dire: "Finalmente le agenzie andranno in pensione!”. D'altra parte alcuni dei capi delle varie Fitch, Standard & Poor's e Moody's (come risulta tra l'altro dal prezioso documento video annesso all'interno del film-report "Inside Job") ammisero all'indomani del fallimento della Lehmann, che l'errore era stato quello di prendere i "semplici consigli" delle loro agenzie, come oro colato, come leggi per orientare il mercato e spingere migliaia di risparmiatori in una direzione piuttosto che in un'altra. Dunque, detto per esteso, utilizzare il ratig, evidentemente è stato finora uno straordinario specchietto per le allodole per confondere le acque e mascherare veri e propri colpi di stato e "sacchi finanziari" celandosi ipocritamente e fraudolentamente dietro la parolina "mercati" e "fiducia dei mercati". Ma se tale "fiducia" dei "mercati" è in ultima istanza influenzata dai mercati stessi, l'espressione giusta da usare non è "fiducia" ma piuttosto "imbroglio dei mercati". O diktat. Allora due sono le cose: o stiamo facendo un incubo lungo un anno, e tra un pò ci sveglieremo con un gran mal di testa; oppure qualcuno è impazzito, confondendo per verità inconfutabili grossolane e devastanti menzogne.

     Il senso del Rating, nell'era del grande inganno 

    Ma siccome – purtroppo – questo che stiamo vivendo non è un brutto sogno, ma la cruda realtà dei fatti, che senso ha – ci chiediamo – continuare a tenere in vita mostri arbitrari e destabilizzanti come le agenzie di rating? Non se ne potrebbe fare a meno, come è stato nel passato? Si! Senza alcun dubbio! Almeno comincieremo a smontare un pò di alibi ed a rottamare un'odiata unità di misura come lo spread, che dal rating dipende e si alimenta. Appurato, dunque, che le modalità di sensibilizzazione dei cosiddetti  mercati sono invero palesemente alterate da vizi di forma e sostanza, e sono pertanto illegittime, nell'era del grande inganno globale, dei "fessi in serie", della "distrazione di massa" e degli "ignoranti di massa", tutto è permesso! Tutto è giustificato! Anche a rischio di devastare un'intero continente o quantomeno buona parte di esso, a vantaggio di una cerchia di soliti noti. Vergognoso? Di più!

      Le Repubbliche del Rating Sovrano 

    Consideriamo questa fondamentale premessa, al fine di aiutare i nostri lettori a giudicare con maggior consapevolezza e raziocinio la bontà di quest'ultima comune uscita dei tecnocrati dell'Ue (Commissione, Consiglio Ue ed Europarlamento) sul rating. "Era ora che l’Unione europea si svegliasse e cercasse di mettere una potenziale toppa ad uno dei tanti buchi che essa stessa ha contribuito a creare e rafforzare!"; "Era ora che mettesse in riga agenzie e mercati!", ci siamo detti, leggendo il comunicato di Bruxelles. Ma invece cos'è accaduto davvero? Poco o nulla! Standard & Poor's, Fitch Ratings e Moody's continuano ad occupare il palco d'onore che un dì spettava alle costituzioni democratiche. Per il resto, aria fritta, demagogia e retorica!

     La Cura – Chiacchiere e Privatizzazioni 

    Per il resto, e ad onor di cronaca, c'è da dire che la Commissione europea nelle ultime ore ha provveduto – in aggiunta a quanto detto – alla pubblicazione di una relazione sul meccanismo di allerta – in base al rating – che riguarda gli squilibri macroeconomici del 2013. E’ allerta per 14 Stati membri: Belgio, Bulgaria, Danimarca, Spagna, Francia, Cipro, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia, Regno Unito e, naturalmente, Italia.  Per i paesi “inadempienti e negligenti” la Commissione – ovviamente – ha fornito una serie di parametri da seguire (li chiamano così) al fine – dicono – di risanare gli squilibri e dare vita a produzione, crescita e posti di lavoro. In concreto? Chiacchiere, privatizzazioni e liberalizzazioni. La stessa Commissione ha poi approvato il piano di ristrutturazione per 4 banche spagnole:  Bankia, NCG banco, Catalunya Banc e Banco de Valencia riceveranno complessivamente dal Fondo Salva Stati 40 miliardi di euro. Fondo che ovviamente viene e verrà finanziato annualmente anche dai contribuenti italiani.

     All'imbocco della Galleria 

    Ma i danni da spread e rating più gravi, (accanto a quelli ingenerati dall'euro – la devastante moneta imperiale –  dal Sistema Target 2 – vedi allegato – e dall'articolo 123 del Trattato di Lisbona ) sono stati certamente quelli causati alla Grecia, nelle ultime ore presa in giro ancora una volta, nonostante le parole fiduciose del premier conservatore, Antonis Samaras, il quale ha dichiarato che “dopo tanti sacrifici, finalmente inizia un nuovo futuro per il Paese”. Nuovo amici? Non diremmo proprio! Vista l'aria che si respira ad Atene. Riuscirà la patria di Platone e Socrate a pagare i “propri” (si fa per dire) debiti ai sui creditori? O seguirà la via dell'Ecuador di Rafael Correa, il ribelle del debito pubblico fittizio? Certo è che con il rigore e l’austerità non si va proprio da nessuna parte! E lo hanno capito i cittadini greci, in particolar modo, che si mobilitano, giorno dopo giorno, protestando contro un’Ue che si spaccia per ancora di salvataggio pur essendo ormai una pesantissima zavorra da scaricare in mare al più presto. Sempre più responsabile di una crisi organizzata e destinata a durare – a meno che i palliativi non vengano messi da parte – in maniera perenne. Altro che fuoriuscita dal tunnel e fiducia nei mercati! Siamo appena entrati in galleria! 

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa) 

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    Mercoledi, Luglio 4th/ 2012  – di Silvia Laporta – Bruxelles / Roma / Unione Europea / Italia / scudo anti-spread / Mario Monti / agenzie di Rating /Mario Draghi / Palazzo Cighi / Goldman e Sachs / Stati Uniti / Bolla immobiliare / crisi econonomica / Esma / Major / Mes / Indagini / Parigi […]

    2012 – L’anno del Patriottismo Italico, e si vede!

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    Lunedì, Novembre 12th/ 2012 – Sergio Basile – Italia / Inno di Mameli / Patriottismo / Roma / Palazzo Madama / Unità Nazionale / Agenzie delle Entrate / Equitalia / Udc / Pd / Pdl / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Matteo Renzi / Rosy Bindi / Debiti / Tradimento / Sacco del Britannia […]

    La Merkel annuncia i passi finali per il Super Stato Ue e suona la carica all’euro casta

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    Sabato, Novembre  10th/ 2012 –  di Sergio Basile –  La Merkel annuncia i passi der il Super Stato Ue e suona la carica all'euro-casta / Europa / Unione Europea / Germania / Italia / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Giorgio Napolitano / Stati Uniti d'Europa / Piano mondialisyta / Lobby bancarie […]

    Benvenuti nel Quarto Reich. Il Mostro è tornato: Ecco il suo Volto

    Benvenuti nel Quarto Reich. Il Mostro è tornato: Ecco il suo Volto

    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Sergio Basile – Quarto reich / Benvenuti / Spread / unione Bancaria / Eurozona / Accentramento Bancario / Spread / Rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Merrill Lynch / Klaus Regling / Quanto Reich / ESM / MES / Fondo […]

    Spread e Unione Bancaria: i Grandi falsari Smascherati dal loro stesso Gioco

    Spread e Unione Bancaria: i Grandi falsari Smascherati dal loro stesso Gioco

    Mercoledì, Ottobre 24th/ 2012 – di Sergio Basile – Spread / unione Bancaria / Eurozona / Renato Brunetta / Accentramento Bancario / Spread / rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Decreto Salva Italia / Decreto Cresci Italia / Recessione / Risparmio delle Famiglie / Mercato primario […]

    Super commissario europeo: No grazie. Già basta il MES

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    Martedì, Ottobre 30th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Super commissario europeo / Mes / Nazismo bianco  / Unione Europea / Europa / Crisi / Economia / Sovranità / Bce / Berlino / Bruxelles / Der Spiegel / Neofascismo / Bond / Spread / Euro / Mario Draghi / Angela Merkel / Miguel Gotor  Mario Draghi […]

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5 – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5  – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Lunedì, Novembre 5th/ 2012  – L'editoriale del Lunedì, di Sergio Basile e Silvia Laporta –  Schiavi di un Debito Illegale / Denaro e Banche / Segreti dei nuovi Padroni del Mondo /  Crisi eurozona / Le Confessioni di Sir Josiah Stamp / Denaro / Bibbia / Vangelo / Mammona / Francoforte / Bruxelles / Sistema Bancario / Società moderna […]

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4: Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

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    Accentramento Ue tra Baratti Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

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    Venerdì, Novembre 30th/ 2012  – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –  Grecia / Accentramento Ue / Baratti Negoziali / Condoni del Debito Fittizi / terzo pacchetto di aiuti salva Grecia / Bruxelles / Atene / Debito iniquo / Eurogruppo / FMI / BCE / UE / Commissione europea / Aiuti / Usura / Christine Lagarde / Manuel Baroso […]

    Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda

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    Giovedì, Novembre 22th/ 2012  – di Max Cittadino –  Grecia / Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda / Bruxelles / Atene / Debito iniquo / Eurogruppo / Francia / FMI / BCE / UE / Commissione europea / Aiuti / Usura / Correa / Ecuador / Christine Lagarde / Manuel Baroso […]

    L’Europarlamento scopre l’acqua calda e prepara l’Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti

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    Mercoledì, Novembre 21th/ 2012 – di Sergio Basile – L'Impero delle Banche  / L'Europarlamento prepara l'Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti / Parlamento europeo / strasburgo / Unione europea/ Europa / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio […]

     

  • Parigi e Berlino rilanciano il tormentone “Tobin Tax” – Roma e Madrid decisive

    Parigi e Berlino rilanciano il tormentone “Tobin Tax” – Roma e Madrid decisive

    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012

    – Vincenzo Folino –

    Unione europea / Tobin Tax / Tassa sulle transazioni finanziarie / Italia / Spagna / Francia / Germania / City / Londra / Dittatura Finanziaria / Speculazione finanziaria / Premio Nobel per la Pace / Muhammed Yunus / Commissione europea / cooperazione rafforzata / Parigi / Berlino / Roma / Madrid / Signoraggio 

    Parigi e Berlino rilanciano il tormentone

    "Tobin Tax"

    Italia e Spagna saranno gli aghi della bilancia

    al Consiglio europeo 

    La campagna de "L'Unità" in Italia e il monito del Nobel

    per la Pace Muhammed Yunus 

    Bruxelles, Parigi, Berlino, Londra, Roma, Madrid –  Come succede ormai ciclicamente da diversi anni a questa parte, in questi giorni è tornato alla ribalta il problema relativo all'approvazione della famosa Tobin Tax, la "tassa sulle transazioni finanziarie". La tassa infatti – proposta nel lontano 1972 dal  premio Nobel per l'economia James Tobin, maestro dello stesso professor Monti – dopo tanti anni di chiacchiere potrebbe questa volta diventare realtà. L'accellerata in tal senso è arrivata la scorsa settimana dall'asse Parigi-Berlino, quando i ministri delle Finanze dei due paesi hanno inviato una lettera alla Commissione europea, chiedendo di avviare la procedura per la "cooperazione rafforzata"; questa consentirebbe di approvare la Tobin Tax con il consenso di nove Stati membri insieme con il via libera della maggioranza qualificata del Consiglio. E se l'obiettivo di Francia e Germania è quello di far entrare in vigore la nuova imposta già dal 2013, dall'altra parte bisogna fare i conti con il fronte dei "no", che vede schierati, in primis – ovviamente, non poteva essere altrimenti – la Gran Bretagna, e poi a seguire Svezia, Lussemburgo, Olanda, Irlanda e Malta. Tra i favorevoli dovrebbero esserci invece Austria, Belgio, Grecia, Portogallo e Cipro.

     Italia e Spagna: gli aghi della bilancia per la Tobin Tax 

    Ma i veri aghi della bilancia, quelli da cui dipenderà la sorte della Tobin, per dimensione economica e numero di voti in Consiglio, saranno Italia e Spagna, che esporranno il loro parere in occasione del vertice dei capi di Stato e di governo del prossimo 18 e 19 ottobre. In questo quadro s'inserisce l'iniziativa de "l'Unità", un vero e proprio appello al premier Mario Monti perchè sostenga l'iniziativa franco-tedesca per l'introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie a carattere speculativo. "Per una finanza buona – dunque – sì alla Tobin Tax europea" scrive "l'Unità" di stamane , al cui appello hanno aderito già oltre seimila cittadini, tra cui rappresentandi del mondo del lavoro, politici, economisti, ricercatori.

     Il monito del Nobel per la Pace Muhammed Yunus 

    Ha aderito all'iniziativa anche Muhammed Yunus, padre del microcredito a livello planetario e Premio Nobel per la Pace nel 2006, il quale si è detto "profondamente convinto che il capitalismo tradizionale ha risolto soltanto una parte dei problemi di sviluppo dell'umanità e ha portato all'arricchimento di troppo pochi, anche nei Paesi emergenti", sostenendo che "bisogna completare il lavoro iniziato e affiancare al modello capitalistico tradizionale, basato sul profitto, anche un modello di sviluppo sociale in cui è l’azienda che fa profitto e che diffonde ricchezza intorno a sé, anziché concentrarla su singoli individui". A sostegno dell'appello de "l'Unità" si sono schierati, tra gli altri, Raffaele Bonanni, Guido Rossi, Francesco Guccini, fino al presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, il quale ha affermato che "la tassa sulle transazioni reitrodurrebbe equità nel nostro paese".

     Il vero problema non è la Tobin Tax 

    Noi aggiungiamo che – purtroppo – ciò ovviamente non sarebbe sufficiente: rappresenterebbe solo uno dei piccoli passi verso la rinascita. Piccolo se proporzionato al problema gigantesco della speculazione bancaria sulla stessa emissione dell'euro ed al correlato fenomeno del signoraggio. l'equità – consentiteci – è tutt'altra cosa, ma è pur vero che da qualche parte si deve pure iniziare! Segnaliamo anche l'adesione di Giampietro Pizzo, presidente della rete italiana di microfinanza, secondo il quale "è da un pezzo che l'Italia avrebbe dovuto adottare questa misura della Ttf". A questo si aggiunga anche la posizione, sempre favorevolista, degli Eurodeputati del PD, che in tale direzione dopo essersi improvvisamente svegliati da un lungo e paralizzante  torpore hanno (finalmente) inviato una lettera al governo italiano, proprio in favore dell'approvazione della "Tobin Tax".

     L'iniziativa de "l'Unità" e i miracoli del "Chirurgo Monti" 

    Possiamo dire che l'iniziativa de "l'Unità" è ingranata piuttosto bene, adesso spetta a Monti fare il resto, sperando che questa promettente misura non vada – tuttavia – a vantaggio dei soliti furbi della City, finendo per rivelarsi un pericoloso boomerang per i Paesi Piigs, spaventando gli investitori. Solo un commento: rimane una certezza, e questa si riferisce alla necessità che il settore finanziario (il padrino della dittatura finanziaria instauratasi in Europa) dia il giusto contributo per coprire i costi di una crisi che non a caso è stata battezzata come "finanziaria", e che proprio per questa ragione non può gravare sulle spalle dei cittadini. Oggi ridotti ad una massa informe di schiavi senza (quasi) dirittiNe sanno qualcosa  – ad esempio – i matati gravi che da mesi attendono un provvidenziale ricovero in ospedale, dopo i tagli di oltre 7000 posti letto operati dal "chirurgo Monti"; o i padri di famiglia che non potendo contare su cavalli o muli, sono costretti ogni giorno a fare rifornimento alla propria auto, per raggiungere di buon mattino il posto di lavoro, pagare gli interessi bancari passivi (da usura) alle banche, e – con quel poco che ne resta –  "tirare a campare" sino a fine mese.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Luglio 12th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Ecofin / Bruxelles / Crisi economica / Monti / Merkel / Pil / Spagna / Juncker / Unione europea / El Pais / Project bond / Finanza / Banche / Raccomandazioni / Austerity / Rajoy / Ue alla resa dei conti / Debitocrazia / Delirio Project Bond  […]

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    Mercoledì, Luglio 11th/  2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti   Monti : "Non resterò dopo il 2013" Le perle di saggezza del professore […]

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Crisi: Mentre gli Eurocrati discutono delle Banche, Spread alle Stelle

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    Martedì, Luglio 10th/  2012 – di Silvia Laporta – Bce / Mario Draghi / Mario Monti / Crisi Economica / spread / Parlamento Europeo / taglio spesa pubblica / Olli Rehn / spending review / Grecia / Spagna / ricapitalizzazione banche / Finlandia / Olanda / Tobin Tax / Jean Claude Junker / Yeves Mersch / Fao […]

    Eurocamera – Audizione da Brividi dello Zar Manuel Barroso

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    Parlamento europeo – Strasburgo Sessione Plenaria – 3, 4, 5 Luglio 2012 – Venerdì, Luglio 6th/ 2012 –      L'Audizione di Manuel Barroso      – La Cecità dei Tecnocrati      – Verso un Super-Stato assoluto?     – Barroso: il boss dalla memoria corta      – Rehn loda il MES ed i Project […]

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    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico […]

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    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012

    – Redazione Qui Europa –

    Unione europea / PAC / Politica Agricola Comune / Greening / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Consilium / Commissione europea / Commissione Agricoltura / Dacian Ciolos / Commissario europeo all'agricoltura / 57 miliardi per la PAC / Emendamenti record / Riforma PAC / Paolo De Castro / Commissione agricoltura del Parlamento europeo / Trattato di Lisbona / Ingresso della Croazia nell'Ue / Procedura di codecisione / Finanziamenti all'agricoltura / Novità 

    Pac – 8000 emendamenti alla proposta di

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    Dal 2013 beneficerà della "torta verde" da 57 miliardi anche

    la Croazia, prossimo stato membro ad entrare nell'Ue

    Bruxelles, Roma –  Entro Natale 2012 la tanto agoniata riforma della PAC – Politica Agraria Comune  2014-2020 – potrebbe avere una prima importante svolta, anche se il voto finale sulla stessa dovrebbe pervenire solo nella prossima estate 2013: essa pertanto dovrebbe entrare in vigore nella sua nuova veste solo il 1° gennaio 2014 In particolare l'iter legislativo, secondo quanto stabilito dai trattati Ue, prevede l'avvio dei negoziati tra gli organi competenti – Parlamento, Consiglio e Commissione – tra gennaio e febbraio 2013. Negoziati al termnine dei quali il testo concordato sarà presentato alla seduta plenaria dell'Europarlamento, a StrasburgoL'impasse attuale è rappresentato dalla mancanza di convergenza tra Commissione europea e Parlamento in merito al cosiddetto Quadro finanziario pluriennale. Le nuove consultazioni in merito saranno avviate solo il prossimo novembre, mediante la convocazione di un Consiglio europeo "speciale". Altro tema caldo da affrontare,  sarà poi quello del cosiddetto "greening"(entità e modalità dei pagamenti diretti all'agricoltura verde): come da proposta avanzata dal commissario europeo all'Agricoltura,  Dacian Cioloş.

     I Dubbi di De Castro sul "Greening" 

    In merito, nelle scorse ore è intervenuto l'italiano Paolo De Castro (Sd) – presidente della Commissione agricoltura e dello sviluppo rurale del Parlamento europeo: "Non esiste sostenibilità ambientale – ha dichiarato De Castro – senza sostenibilità economica. Questa Pac vuole premiare i comportamenti virtuosi. Il problema resta come raggiungere gli obiettivi di una Pac più verde, con meno burocrazia, più flessibile, senza aumentare i costi per imprese e stati membri. La proposta di Cioloş, per accedere ai finanziamenti diretti del greening – prosegue – aumenta i costi per gli agricoltori del 15%, obbliga a tenere nelle aziende tre colture e a mettere a riposo il 7% della superficie. Noi la stiamo modificando identificando anche il beneficiario: l'agricoltore vero, attivo". Quindi tendenzialmente dovrebbe cessare il consueto pagamento dei contributi a pioggia: essi dal 2014 verranno elargiti solo a chi esplica in prima persona attività agricola. Gli agricoltori dell'Ue, in virtù di tale variazione dovrebbero spartirsi qualcosa come 57 miliardi di euro all'anno: oltre al 40% dell'intero budget comunitario. Ma visto l'ingresso della Croazia nell'Ue, dal 1° Gennaio 2013, Il Parlamento si è mosso per una risoluzione che invita comunque la Commissione a non ridurre il budget.

     Record PAC – 8000 emendamenti sulla torta da 57 miliardi 

    Ma "Sul tavolo – evidenzia Paolo De Castro ci sono almeno altri 9 nodi cruciali da sciogliere che alimentano il confronto tra il Consiglio e la Commissione agricoltura dello stesso parlamento". E già! Questo perchè la nuova PAC per la prima volta – in relazione a quanto previsto dal   Trattato di Lisbona, che ha cambiato gli equilibri sul tavolo – sarà il risultato (si aspica armonico) di una coedecisione tra Parlamento e Consiglio europeo (cioè l'insieme dei 27 capi di stato e di governo facenti capo all'Unione). Il testo della Riforma PAC sarà dunque unico e deciso di comune accordo tra questi due organi, tenendo sempre in considerazione – ovviamente – la proposta della Commissone europea (Commissione agricoltura) del rumeno Cioloş. Proposta  che tuttavia, ad oggi,  ha raccolto la cifra record di  8000 emendamenti, in un  enciclopedico fascicolo di circa 600 pagine presentato a Bruxelles.

     PAC – Questa volta qualcuno resterà a pancia vuota 

    Ma perchè tanti emendamenti? Ce lo spiega parzialmente lo stesso De Castro, secondo il quale, in pratica il pericolo di rimanere a pancia vuota non è poi così inverosimile. Ecco perchè:  "Aumentano i paesi dell Unione senza aumentare il budget. Questo vuol dire – spiega De Castro – che qualcuno dovrà rinunciare a qualcosa. Se ci sarà un taglio molto forte – ribadisce – sarà difficile trovare un accordo sulla proposta". 

    (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Farsa Spagna – 100 miliardi di ricapitalizzazioni bancarie

    Farsa Spagna – 100 miliardi di ricapitalizzazioni bancarie

    Venerdì, Luglio 20th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Spagna / Crisi Eurozona / Ue / Consiglio europeo / Cristobal Montoro / Olli Rehn / Mariano Rajoy / Proteste e manifestazioni pubbliche / Manuel Barroso / Ricapitaliazzazioni bancarie / 1000 miliardi / Wolfgang Schaeuble / Bendestag / Vittorio Grilli / Giorgio Squinzi / Debitocrazia / Furto legalizzato / Sistema target 2 / Farsa / BCE / Spread / Rendimenti al 7%  

    Spagna – Stamane il Consiglio Ue avallerà 100

    mld di ricapitalizzazioni bancarie

    La farsa dei salvataggi continua, mentre nessuno

    pensa di rottamare il Sistema TARGET 2 e di

    rinazionalizzare le Banche Centrali

    BCE, falsa "Fata Turchina": lo statuto del SEBC la

    autorizzerebbe ad acquistare titoli del debito

    spagnolo, ma si preferisce esporre i titoli alla

    speculazione dei mercati

    Intanto vola lo spread. rendimenti al 7%, e si parla di "contagio"

    Bruxelles, Madrid – Nelle ultime ore i media italiani sono tornati a parlare di "paura del contagio nella zona dell'euro" per la "presunta crisi" delle banche spagnole. Quasi come se si trattasse di un morbo contagioso, una mucca pazza o una peste. Continua, dunque, senza sosta la propaganda di regime (incentrata su una totale disinformazione, utilizzata come una vera e propria arma golpista) che sparge fumo negli occhi degli Italiani e degli Europei, anziché dire la verità sul sistema TARGET 2 e su come in realtà il sistema dei pagamenti interbancari – concepito nel 2007 – sia stato predisposto per creare un vergognosa subalternanza dei Paesi e delle banche dell'Eurozona, nei confronti della Germania e delle sue banche. Lo abbiamo spiegato chiaramente e con pratici esempi nell'articolo pubblicato 2 settimane fa, dal titolo "Schiavi di un Debito Illegale, Terza Parte: Il Sistema target 2", che vi invitiamo a leggere, per controbbattere con cognizione di causa e piena consapevolezza a quanti sostengono la necessarietà e legittimità delle ricapitalizzazioni bancarie, oggi verso la Spagna e domani verso l'Italia (vedi articoli correlati).  Il presunto virus dunque, secondo l'analisi di "Qui Europa" (come dimostrato) fittizio e "creato in laboratotio" porterà oggi l'Eurogruppo a dare l'ultimo nulla-osta su 30 miliardi di euro che saranno elargiti a breve verso i caveau degli istituti (ormai) di "ex-credito" spagnoli, per la gioia del governo Rajoy. 100 nel complesso.

       Spagna – Fregatura contro Fregatura   

    Lo stesso leader Mariano Rajoy nelle scorse ore aveva lanciato – tra le reiterate e sistematiche proteste dei cittadini spagnoli: ormai metà dei quali precari e disoccupati – un nuovo accorato appello all'Europa, alla sua cara Europa dei banchieri, d'intesa con il ministro del bilancio spagnolo, Cristobal Montoro: ''La Spagna – ha detto Montoro – non ha un soldo in cassa per pagare i servizi pubblici e se la Bce non avesse comprato i titoli di Stato, il Paese sarebbe fallito''. Intanto Rajoy ed i suoi si apprestano a varare un nuovo piano di schiavitù, cioè di austerità, da 65 miliardi: obbedendo senza batter ciglio al nuovo diktat dello zar Manuel Barroso. Fregatura posta quale condizione di un'altra fregatura (in pieno stile FMI per intendreci): cioè in cambio di un anno in più di tempo per riportare il deficit sotto la soglia del 3% del Pil. Deficit, ricordiamolo, anch'esso fittizio e causato dalla privatizzazione della banche centrali dei Paesi della Zona Euro. Ma sentite la faccia tosta di Montoro e come si è giustificato verso gli Spagnoli scesi a protestare in centinaia di migliaia per le piazze di tutto il Paese e di Madrid: ''Ecco, noi danneggiamo l'euro con l'aumento del nostro debito sovrano''. Conclusione vera, caro Montoro, ma premesse false come i soldi del Monopoli, come il Paese dei Balocchi enfatizzato da Lucignolo nelle nota fiaba. Lo stesso che la tecnocrazia ha creato: lo stesso che si vorrebbe trasformare ora in un superstato ancor più dittatoriale e deleterio noto alla cronaca come "Stati Uniti d'Europa". Cioè, il "Paese dei Balocchi Uniti d'Europa!".

       Rottamate il Sistema target 2!   

    Intanto a chiudere il cerchio pro-austerity ci hanno pensato come sempre i mercati, con lo spread: il rendimento dei titoli è volato oltre la soglia del 7%. Allora si pensa alla soluzione di un nuovo memorandum d'intesa per "aiuti" (o regali, dipende dai punti di vista) alle banche ''fino a 100 miliardi di euro'' che oggi l'Eurogruppo avallerà – come detto – in cambio di un'austerity ancor più rigida alla quale assoggettare gli schiavi spagnoli. Trenta miliardi dei quali – come anticipato in premessa – saranno elargiti subito, per illudersi di fermare questa "emorragia vergognosa ed indotta dall'eurosistema". Ennesima porcata dell'eurocasta, ai danni della democrazia. Ma perchè invece non rottamare il Sistema TARGET 2 e rinazionalizzare le banche centrali per tornare ad "acquistare" il denaro pubblico a costo praticamente zero (1% anzichè 6 o 7%, grazie all'intermediazione delle banche private e degli speculatori), anziché negoziarlo sui mercati internazionali – nelle mani di affaristi senza scrupoli – con effetti devastanti per tutta l'economia reale? Ma evidentemente questo ai media nazionali non sembra interessare, poiché non ne parla mai nessuno. Troppo scomodo! Meglio invece parlare di "febbre da spread" e fondo salva Stati (Efsf e presto MES) per calmare la fantomatica "febbre dei rendimenti".

      Nel Fasullo Paese dei Baolocchi   

    Ma fino a quando dovremmo continuare ad ascoltare simili pazzie? Probabilmente per sempre, a giudicare almeno dall'andazzo, e se non verranno presi nei prossimi mesi i relativi e giusti provvedimenti democratici (elettorali) contro questi governi acconsensienti e collusi con questo sistema corrotto ed anti-economico, che ha trasformato il continente più ricco nel Paese dei Balocchi delle élite. Un Paese dove i "pinocchi" siamo noi comuni cittadini, e le fate turchine non esistono (non esiste cioè una BCE protesa all'acquisto dei titoli del debito pubblico dei Paesi Piigs, malgrado la possibilità sia prevista dallo Statuto del SEBC – Sistema Europeo delle Banche Centrali). Vi è solo qua e là qualche scomodissimo  Grillo parlante, che però i media ignorano per copione.

     Sistema target 2 

    E la Germania in tutto ciò che fa? Semplice, mantiene lo status quo! E lo dimostra il discorso tenuto ieri dal ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schaeuble al Bundestag, il parlamento tedesco. Secondo Schaeuble ''esiste un rischio potenziale per gli altri paesi dell'Eurozona se non si aiuta la Spagna a risollevare le sorti delle proprie banche (…) a causa dell'estremo nervosismo dei mercati. la Spagna – ha continuato, chiedendo l'appoggio del Parlamento – non è in grado di gestire da sola le difficoltà del proprio settore bancario (e ti credo le avete studiate voi per i surplus delle vostre banche, caro Schaeuble!)  messo a rischio dalla bolla immobiliare''. Ma le balle srategiche di Schaeuble (non poteva essere altrimenti) alla fine hanno "convinto" (qualora ce ne fosse stato bisogno) la grande maggioranza dei parlamentari – 473 sui 583 presenti – accentuando l'immagine di una Germania cui vesti da "fata turchina" vanno strette (e non come qualcuno vorrebbe darci a bere). Una Germania, dunque, scaltra e travestita da cinica matrigna, solidale con i "surplus fittizi" generati dal Sistema dei pagamenti internazionali dell'Eurozona ( il famigerato e sempre più "occultato" Sistema TARGET 2 ) a tutto vantaggio delle sue banche e delle sue industrie.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • ACTA: l’Eurocamera boccia il Trattato più liberticida di sempre

    ACTA: l’Eurocamera boccia il Trattato più liberticida di sempre

    Giovedì, Luglio 5th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Parlamento europeo / Assemblea plenaria / Votazione / Bocciatura ACTA / Petizione popolare / Unione europea / Acta / Accordo anticontraffazione / Accordo liberticida / Multinazionali / Diktat / Diritti / Censura / Web / Europa / Usa / Obama / Fascicolo istituzionale /  Consiglio  europeo / Ratifica / Sequestro / Confisca / Arresto / Risarcimenti 

    ACTA: l'Eurocamera boccia il Trattato più

    liberticida di sempre

    Un sospiro di sollievo per milioni di europei:

    festeggia il popolo Anti-ACTA

    Il Parlamento europeo Respinge l’ACTA

    Strasburgo – Era un giorno atteso da mesi questo, e non solo per i protagonisti del voto di ieri, quanto per milioni di giovani europei con il fiato sospeso in merito al delicato passaggio dell'Eurocamera sul trattato della "Censura", il famigerato ACTA. Trattato contro il quale, nei mesi scorsi, era stata presentata al Parlamento europeo una petizione firmata da 2,8 milioni di cittadini di tutto il mondo che chiedeva il "No". Il Parlamento europeo riunito in seduta plenaria alla fine ha deciso nel migliore dei modi, ovvero respingendo seccamente – malgrado gli ultimi colpi di coda e le preoccupanti dichiarazioni pro-ACTA piovute dall'eurodeputata francese Marielle Gallo – la ratifica del controverso Trattato Internazionale sulla contraffazione di beni materiali e la tutela della proprietà intellettuale su internet. La plenaria di Strasburgo ha espresso 478 no, 39 si' e addirittura 165 astensioni.  L'ACTA, come detto negli ultimi articoli pubblicati, era già stato respinto in maniera informale da ben 5 commissioni parlamentari competenti: commercio estero, giuridica, industria, liberta' civili, giustizia e affari interni e sviluppo.

      Il primo "No" di Strasburgo su un Trattato Internazionalie  

    Con il no di Strasburgo – il primo dell'Eurocamera in materia di trattati commerciali internazionali – dunque, il Trattato Acta non potrà diventare legge nell'Ue né ovviamente in Italia e negli altri 26 stati membri. Ora spetterà capire quali vie alternative l'Unione debba indicare al fine di proteggere la proprietà intellettuale sul web senza però andar contro le libertà dei singoli, ed in palese favore di lobby e multinazionali. Secondo l'eurodeputato Francesco De Angelis, relatore ombra di Acta in commissione Industria, ''con questo voto, l'Europa si conferma baluardo dei diritti fondamentali (su questo ci sarebbe molto da dire e dissentire) anche per quanto riguarda la libera condivisione dei contenuti nello spazio digitale''.

      Ppe deluso  

    Delusione da parte dei popolari del Ppe, stranamente in gran parte schierati per il si. Ma d'altra parte ci chiediamo: come accogliere un trattato cui modalità attuative e sanzioni rischiano di limitare la circolazione di informazioni e contenuti sul web? Come accogliere un trattato che viola e mina gravemente i diritti fondamentali dei cittadini, aprendo scenari iniqui di tutela da parte dei possessori (multinazionali e lobby) di brevetti da utilizzare contro centinaia di milioni di persone? Questa posizione di una cospicua fetta di moderati del Ppe francamente ci ha lasciato addosso un certo sconcerto. Ma fortunatamente – almeno stavolta – a Strasburgo il buon senso e la volontà popolare hanno avuto il giusto peso. Ora bisognerà vedere se la Commissione europea non trovi qualche altro cavillo per far rientrare l'ACTA dalla finestra: così come aveva "minacciato" con tono arrogante il commissario Karel De Gucht. Beh! Noi di "Qui Europa" staremo a vedere ed a vigilare per voi. Ma D'altra parte i rischi dell'ACTA esaminati erano davvero troppi e troppo pericolosi. Non a caso l'ACTA è stato definito come il trattato commerciale più liberticida dai tempi dell'Antica Roma. Rivediamo insieme il perchè in questa breve sintesi che vi riproponiamo:

      Rischi e Ingerenze dell'ACTA  

    E’ doveroso ricordare che le multinazionali con l’Acta avrebbero goduto di una posizione di assoluto vantaggio sui piccoli consumatori e sulle piccole aziende, in forza della semplice esistenza di un brevetto o di un diritto d’autore, tale da permettere di porre in essere spropositate ed ambigue misure di censura e difesa che di fatto avrebbero potuto limitare fortemente le libertà dei singoli, creando una sorta di dittatura commerciale, ed imbavagliando – tra l’altro – una delle poche fonti di informazione rimasta (parzialmente libera): il web

      1 – Competenza dell'azione legale  

    L'ACTA implicava, dunque,  sconcertanti limiti alle libertà personali, che avrebbero favorito il libero gioco delle multinazionali. Esso, infatti, non chiariva in modo esaustivo e sufficientemente chiaro la "scala commerciale" e gli ambiti di competenza ed azione legale nei confronti dei diritti d'autore, e dei loro presunti violatori.

      2 – Provider poliziotti di rete  

    Inoltre l'Acta implicava il paradossale ed improprio riconoscimento dei provider e dei fornitori di servizi Internet quali "poliziotti"  di rete, con contestuale

      3 –  Riconoscimento automatico di Rimborsi e Indennizzi Iniqui  

    riconoscimento ai titolari dei diritti (diritti spesso iniqui e sbilanciati) di chiedere rimborsi elevatissimi in seno ai presunti trasgressori.  Molta confusione l'Acta faceva  poi sull'entità dei rimborsi. Insomma (come già trattato negli articoli pubblicati in "Qui Europa" nelle scorse settimane) si trattava di un documento che avrebbe potuto compromettere per sempre – ed in negativo – i rapporti tra operatori commerciali e tra operatori e società civile. Il tutto vertiva – come detto – sul rispetto dei brevetti e dei diritti d'autore acquisiti. Ma d'altra parte è anche doveroso ammettere che molte multinazionali – oggi come in passato – hanno volutamente acquistato e/o registrato dei diritti d'autore su rivoluzionarie invenzioni per poi magari naconderli nei loro cassetti, e poter godere – senza alcuna limitazione ed in regime di monopolio – di diritti illimitati. Ciò ha portato tali grandi colossi economici ad operare in mercati "anti-concorrenziali" in regime di monopolio. E questo anche in settori particolarmente delicati e ampi come ad esempio l'agricoltura o il settore farmaceutico

      4 – Blocco illeggittimo su semplici supposizioni di violazione  

    Il Trattato avrebbe permesso, inoltre, alle multinazionali di bloccare i "presunti trasgressori" senza attendere il preventivo e tempestivo intervento della legge. L'attività di un presunto trasgressore, dunque, sarebbe potuta essere stata bloccata a discrezione della multinazionale di turno, ed in maniera del tutto arbitraria e preventiva: sulla base, cioè, di semplici supposizioni di violazioneDavvero assurdo! 

     Le altre imminenti e durissime battaglie da vincere  

    Una volta tanto buone notizie da Strasburgo! Ora però le altre imminenti e grandi battaglie da disputare e vincere sono quelle per il debito iniquo e per la sovranità popolare. Dobbiamo rigettare l'idea che un Super-Stato accentrato (come quello in cantiere: gli USA d'Europa) possa risolvere i problemi dell'Eurozona. Anzi! Sarebbe la fine della democrazia o di quel che ne resta.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)