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  • PE – Martin: “Respingere Acta”

    PE – Martin: “Respingere Acta”

    Giovedì, Aprile 26th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Parlamento europeo / Commissione Commercio Internazionale / Trattati internazionali / Ratifica / Acta / David Martin / Trattato liberticida / Copyright / Limiti alle libertà personali / Supposizioni di violazione / Rimborsi elevatissimi / Controllo del mercato dei brevetti / Mobilitazioni anti Acta nelle piazze europee / Sergio Basile / Niccolò Rinaldi / Qui Europa 

    L'eurodeputato David Martin chiede

    formale respingimento dell'Acta

    Tra giugno e Luglio l'Europarlamento deciderà sul

    discusso Trattato Internazionale che favorirebbe le

    multinazionali 

    con un sorta di dittatura legalizzata

    Bruxelles – Nelle scorse ore l'eurodeputato britannico David Martin (S&D), mediante  raccomandazione formale presentata alla Commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo, ha chiesto che l'Eurocamera voti a favore del respingimento dell'Acta: documento (già ratificato da molti stati del mondo, tra i quali gli Usa: su pressioni diel presidente Obama che ha di fatto bypassato il Congresso) considerato dagli analisti e dagli osservatori più attenti (vedi video in "Qui Europa": "Multimedia Gallery") come il trattato più  liberticida e "dittatoriale" mai posto all'attenzione della Comunità Internazionale. Un documento che in realtà andrebbe ad incidere pesantemente sulla libertà economica di privati ed aziende, autoproclamandosi e spacciandosi – tuttavia – come panacea più efficace contro la contraffazione e le violazioni di copyright su Internet.

      Scarsa chiarezza nei limiti di competenza dell'azione legale  

    Martin nella relazione redatta e presentata nelle ultime ore a Bruxelles, ha fatto notare come nell'Acta ci siano in particolare evidenti e sconcertanti limiti alle libertà prsonali, che favorirebbero il libero gioco delle multinazionali. Il deputato inglese, interpretando e difendendo le istanze e le richieste di milioni di Europei, ha lamentato  il fatto che il trattato (che il Parlamento europeo sarà chiamato a ratificare o respingere il prossimo 12 giugno) non chiarisca in modo esaustivo e sufficientemente chiaro la "scala commerciale" e gli ambiti di competenza ed azione legale nei confronti dei diritti d'autore, e dei loro presunti violatori. Inoltre l'Acta implicherebbe il paradossale ed improprio riconoscimento dei provider e dei fornitori di servizi Internet quali "poliziotti"  di rete, con contestuale riconoscimento ai titolari dei diritti (spesso iniqui e sbilanciati) di chiedere rimborsi elevatissimi in seno ai presunti trasgressori, nonchè di bloccare loro preventivamente – e senza il tempastivo intervento della legge – l'attività sulla base di semplici supposizioni di violazione.

      Il problema dell'entità degli indennizzi  

    Molta confusione l'Acta la fa poi sull'entità dei rimborsi. Insomma (come già trattato negli articoli pubblicati in "Qui Europa" nelle scorse settimane) si tratta di un documento che potrebbe compromettere per sempre – ed in negativo – i rapporti tra operatori commerciali e tra operatori e società civile. Il tutto vertirebbe sul rispetto dei brevetti e dei diritti d'autore acquisiti. Ma d'altra parte è anche doveroso ammettere che molte multinazionali – oggi come in passato – hanno volutamente acquistato e/o registrato dei diritti d'autore su rivoluzionarie invenzioni per poi magari naconderli nei loro cassetti, e poter godere – senza alcuna limitazione ed in regime di monopolio – di diritti illimitati. Ciò ha portato tali grandi colossi economici ad operare in mercati "anti-concorrenziali" in regime di monopolio. E questo anche in settori particdolarmente delicati e ampi come ad esempio l'agricoltura o il settore farmaceutico.

      Il voto sull'Acta in Europa, tra Giugno e Luglio  

    Dunque, alla luce di ciò, possiamo parlare di serissima minaccia alle  liberta' civili''. ''Proporre di respingere Acta – ha spiegato l'eurodeputato – non vuol dire respingere la necessità dell'Ue di proteggere la sua proprietà intellettuale". In replica l'eurodeputato italiano Niccolò Rinaldi ha chiesto di "contrastare la contraffazione con strumenti diversi che siano più appropriati''. Ora la palla passa alle istituzioni comunitarie. Il voto sull'Acta in Commissione commercio internazionale sarà – come detto – a metà giugno, mentre il voto in assemblea plenaria probabilmente a luglio. Intanto mobilitazioni anti-Acta continuano a susseguirsi in tutte le principali piazze d'Europa, sulla scia della linea cinematografica suggerita dall'ormai mitico "Anonimous". 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • ACTA: Censura su diritti web e commercio –  La decisione sul più discusso Trattato internazionale sarà del Parlamento europeo. No a scorciatoia “Corte di Giustizia” Ue

    ACTA: Censura su diritti web e commercio – La decisione sul più discusso Trattato internazionale sarà del Parlamento europeo. No a scorciatoia “Corte di Giustizia” Ue

    Mercoledì, Marzo 7th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Parlamento Europeo / Commissione Commercio Internazionale / ACTA / Corte europea / Rinvio / Opposizione / Trattato commercisale / Diritti/ Web / Copyrigth / Accordo anticontraffazione / Multinazionali / Inganno / David Martin / Maggio / Giugno / Voto / Libertà / Censura / Minaccia

    Diritti Web e commercio – ACTA

    La decisione sull’Acta sarà del Parlamento europeo:

    no a scorciatoia “Corte di Giustizia” Ue

    La bocciatura del Trattato più “liberticida” di sempre non sembra utopia

    Bruxelles – Nelle scorse ore la Commissione commercio internazionale del Parlamento europeo si è opposta (con voto sostenuto da un'ampia maggioranza: 21 contrari al rinvio, 5 favorevoli, 2 astenuti) al rinvio alla Corte di Giustizia dei diritti dell'Uomo dell'ACTA, l'accordo commerciale più discusso e liberticida di sempre: etichettato "addirittura", con fantasia vera, come "accordo anti-contraffazione". Rinvio che era stato proposto dal laburista britannico David Martin, quale – probabilmente – possibile scorciatoia alla ratifica del prossimo 11 giugno 2012. Martin si è comunque giustificando tenedo a ribadire che in realtà la sua proposta fosse stata fraintesa, e scambiata come un trucco politico per ritardare la decisione. Secondo l'eurodeputato britannico – piuttosto – la proposta del rinvio alla Corte poteva leggersi come una strada percorribile al fine di coadiuvare nelle attività proprie gli eurodeputati chiamati prossimamente al voto,  spronandoli a ricercare la soluzione più valida. una posizione in merito''. Inoltre secondo il britannico la stessa decisione pervenuta nelle ultime ore – di respingere il ricorso alla Corte – sarebbe in effetti il primo segnale che l'Europarlamento non ratificherà il temuto e rivoluzionario – quanto censorio – accordo e reso -tra l'altro – di voler imbavagliare e ridimensionare il ruolo di libera espressione del web: forse l'ultimo baluardo della democrazia indiretta di questo terzo millennio.  Ora trepidanti tutti aspettano il voto della commissione commercio internazionale: in programma  tra il 29 e il 30 maggio.L'ultima parola come noto, resterà al Parlamento europeo riunito in seduta plenaria nel prossimo mese di giugno. (Per approfondimenti e capirne di più: vedi video in "Galleria Multimediale" – Qui Europa: ACTA – L'accordo più liberticida.).

     Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)