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  • Caso ENI-Cipro: Le Ingerenze turche e la flebile risposta della Commissione Ue

    Caso ENI-Cipro: Le Ingerenze turche e la flebile risposta della Commissione Ue

    Giovedì, Maggio 30th/2013

    – Comunicato Stampa di Mario Borghezio –

      Risposta  della Commissione Ue a Interrogazione Parlamentare

       Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" 

    Commissione europea, Bruxelles, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Comunicato Stampa, Commissario all'Allargamento, Stefan Fule, Cipro, Turchia, Erdogan, Taner Yildiz, Nicosia, Ankara, Governo turco, Gas, Trivellazioni nel Mediterraneo 

     

    Caso ENI-Cipro: Le Ingerenze turche e la

    flebile risposta della Commissione Ue

    Il Commissario Ue per l'Allargamento risponde

    all'interrogazione scritta di Borghezio

     

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio

    Risposta scritta della Commissione Ue – Caso ENI/Cipro/Turchia

    Ingerenze Turchia a Cipro - Caso ENI - Commissione europea

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Rassicurazione scritta della Commissione europea                                 

    Bruxelles, Roma – Rispondendo stamane ad una interrogazione dell'Europarlamentare Mario Borghezio, il Commissario Stefan Füle (Commissario Ue per l'Allargamento e le politiche di Vicinato) ha rassicurato che "sta seguendo il caso" segnalato. Borghezio rilevava che "il ministro dell'Energia Taner Yildiz ha annunciato che il governo turco ha deciso di sospendere i progetti avviati con l'Eni (Ente Nazionale Idrocarburi) a causa della partecipazione del gruppo petrolifero italiano al programma di esplorazione dei giacimenti di gas al largo delle coste di Cipro, che Ankara contesta in una disputa sulle acque territoriali", sottolineando, inoltre che "a gennaio l'Eni aveva annunciato la firma di un accordo con il governo di Nicosia per l'esplorazione e lo sfruttamento di tre zone del giacimento di gas al largo delle coste dell'isola, in consorzio con il gruppo coreano Kogas, e la Turchia contesta al governo di Nicosia il diritto di gestire autonomamente le risorse energetiche al largo dell'isola.

     La Minaccia e la Diffida di Ankara a Nicosia                                                           

    Inoltre, Ankara ha minacciato più volte di sospendere ogni collaborazione con i gruppi petroliferi internazionali che concludano accordi con il governo cipriota e ha diffidato il governo cipriota negli ultimi giorni dall'usare le riserve di gas quale garanzia per superare l'attuale crisi finanziaria".

     Ingerenze Turche – La flebile Ammonizione del Commissario Füle              

    Il Commissario Füle in risposta ha ribadito che "gli Stati membri hanno la facoltà di stipulare accordi bilaterali e di esplorare e sfruttare le loro risorse naturali in conformità del diritto dell'UE e internazionale". Inoltre ammonisce la Turchia a "impegnarsi in maniera inequivocabile a intrattenere rapporti di buon vicinato nonché a risolvere pacificamente le controversie nel rispetto del diritto internazionale", concludendo infine con l'assicurazione che "la Commissione affronterà il problema, se del caso, con le autorità turche". La risposta della Commissione segue ad una interrogazione scritta dell'eurodeputato Borghezio – datata Giovedì 28 Marzo 2013 – che riportiamo di seguito, preceduta da una ricostruzione dei fatti.

    Risposta della Commissione europea - ENI, Turchia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Interrogazione Scritta di Mario Borghezio alla Commissione Ue             

    Bruxelles, Ankara, Nicosia – Interrogazione alla Commissione europea / Esteri – "L'intervento gravissimo della Turchia, in funzione anti-Cipro, costituisce, secondo un atto inconcepibile, a danno di due Pesi membri, da parte di un Paese che bussa alla porta dell'Europa. Stamane ho fatto presente alla Commissione Barroso – chiedendo sollecito intervento – il fatto che ministro dell'Energia Taner Yildiz ha annunciato che il governo turco ha deciso di sospendere i progetti avviati con l'Eni a causa della partecipazione del gruppo petrolifero italiano al programma di esplorazione dei giacimenti di gas al largo delle coste di Cipro, che Ankara contesta in una disputa sulle acque territoriali".

     ENI – A rischio l'Accordo Italia-Cipro per Illegittime Ingerenze Turchia    

    A gennaio l'Eni aveva annunciato la firma di un accordo con il governo di Nicosia per l'esplorazione e lo sfruttamento di tre zone del giacimento di gas al largo delle coste dell'isola in consorzio con il gruppo coreano Kogas e la Turchia contesta al governo di Nicosia il diritto di gestire autonomamente le risorse energetiche al largo dell'isola. Inoltre, Ankara ha minacciato più volte di sospendere ogni collaborazione con i gruppi petroliferi internazionali che concludano accordi con il governo cipriota e ha diffidato il governo cipriota negli ultimi giorni dall'usare le riserve di gas quale garanzia per superare l'attuale crisi finanziaria".

     Il Quesito alla Commissione europea                                                                       

    "Pertanto stamane, Giovedì 28 Marzo, ho chiesto ufficialmente alla Commissione Europa– su interrogazione – quanto segue: "Come valuta la Commissione Europea questo atteggiamento della Turchia, anche in relazione ai gravi danni che può arrecare all'economia di due Paesi Membri – Cipro e Italia – e quali iniziative intende intraprendere in merito?". Attendo sollecita risposta".

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio – Eurodeputato  Parlamento Europeo, Bruxelles

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    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato – Interrogazione alla Commissione Europea, Esteri  – Parlamento europeo, Interrogazione parlamentare, Interrogazione alla Commissione europea, Mario Borghezio, Esteri, Cipro, Turchia, Ingerenze del Gonerno di Ankara, Ankara, Nicosia, Taner Yldiz, Ministro dell'Energia Turco, Sospensione […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

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    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / Gabbia del Debito […]

  • Strategie, Furti e Odissea Alitalia – Una Storia che tutti Dovrebbero Conoscere

    Strategie, Furti e Odissea Alitalia – Una Storia che tutti Dovrebbero Conoscere

    Domenica,  Maggio 19th/ 2013

     di C.Alessandro Mauceri  

    Alitalia, Linee Aeree Italiane, IRI, Ministero del Tesoro, Prodi, Francesco Staccioli, Bersani, Air France-KLM, Berlusconi, CAI, Compagnia Aerea Italiana, Roberto Colaninno, Benetton, Riva, Ligresti, Marcegaglia, Caltagirone, Gavio, Marco Tronchetti Provera, Intesa San Paolo, Corrado Passera, compagnia di bandiera, good company,  bad company, decreto legge n. 80 del 2008, Commissione Europea, Corte di Giustizia Europea, Aiuti di Stato, Corte Generale dell’Unione Europea 

    Odissea Alitalia – Una Storia che tutti

    Dovrebbero Conoscere

    Dalle Origini, alle manovre Prodi-Berlusconi, agli

    sviluppi del Caso Ryanair al Furto Legalizzato ai

    danni degli Italiani

     

     

    L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri 

    Alitalia - Una Storia Senza Fine

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     C'era una volta…                                                                                                         

    Roma  – C’era una volta Alitalia. Così potrebbe cominciare la favola (se avesse un lieto fine, ma come vedremo, non è così) della compagnia di bandiera italiana. La storia di Alitalia comincia nel 1947. Solo dieci anni dopo, nel 1957, Alitalia venne fusa con un’altra compagnia, Linee Aeree Italiane, divenendo la prima compagnia aerea del nostro Paese. Per decenni, fino agli anni Novanta, Alitalia rimase controllata al 100% dallo Stato (prima dall’IRI e poi dal Ministero del Tesoro). Fu allora che l’apertura del mercato ai concorrenti internazionali costrinse l’azienda a svegliarsi e a rendersi conto che quanto accaduto sino ad allora, era solo una favola e su come la realtà fosse ben diversa e amara. Appena Alitalia iniziò a confrontarsi con la concorrenza – in questa giungla chiamata libero mercato – cominciarono i problemi.

    Alitalia - L'Impronta di Romano Prodi

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'impronta di Romano Prodi                                                                                  

    Nel 1996, l’allora capo del governo, Romano Prodi (la stessa persona che, come presidente della Commissione  Europea, giustificherà di fatto la partecipazione di alcuni commissari, tra cui Monti, alle riunioni del Bilderberg) per risanare i bilanci in perdita, cosa fece? Rese funzionale la gestione? No, mise in vendita parte della compagnia, mantenendo, però, una quota di maggioranza. Secondo quanto affermato in tempi non sospetti da Francesco Staccioli – sindacalista Usb e cassintegrato Alitalia – la compagnia avrebbe “gettato al vento 5 miliardi di soldi pubblici”. L’apporto di capitali nuovi non cambiò il destino di Alitalia e così, nel 2006, apparve chiaro che l’azienda fosse sull’orlo del fallimento. Per "salvarla", Prodi decise di vendere un’altra fetta delle quote del Tesoro, cedendo in questo modo il controllo della compagnia. La gara indetta per promuovere l'acquisto del 39% delle azioni offerte dal governo andò deserta.  L'incaricato di turno al quale fu affidata la "patata" fu Bersani (lo stesso che alcuni anni dopo non riuscirà a creare un governo pur avendo avuto alle elezioni la maggioranza di voti e lascerà la gestione del Paese nelle mani del Bilderberg, della Trilateral e dell’Aspen). In molti, allora, accusarono il governo di aver imposto delle clausole eccessivamente restrittive che avevano avuto il risultato di far si che i potenziali investitori disertassero l’asta. Si disse che si era presentata Alitalia non come un’azienda ormai prossima al fallimento, ma come un’azienda in condizioni “da favola”.

    Alitalia - L'Impronta di Silvio Berlusconi e l'Operazione CAI

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      L'impronta di Silvio Berlusconi                                                                            

    Ci si riprovò nel 2007, mediante una trattativa diretta. Dopo le prime consultazioni, l’offerta migliore parve essere quella di Air France-KLM. Nel 2008, frattanto, però, era cambiato il governo. E il nuovo capo del governo, Berlusconi, dimostrò di pensare alla realtà (dei propri affari) e di non credere alle favole, e dichiarò come fosse necessario «preservare l’italianità della compagnia». Quindi Super Silvio fece di tutto per ostacolare la trattativa fino a che Air France-KLM non ritirò la propria offerta affermando, con esplicito riferimento al comportamento di Berlusconi, che «in questo settore nessuna operazione di questo tipo si può fare in modo ostile e contro un governo». Così, come in una favola, si decise di cambiare nome all’Alitalia (come se questo potesse bastare a risolverne i problemi) e dietro mille polemiche (tra cui le lamentele dei sindacati degli operatori di volo e dei piloti estromessi dalle trattative) venne creata la CAI, Compagnia Aerea Italiana. La nuova società, presieduta da Roberto Colaninno, vide al proprio interno imprenditori come Benetton, Riva (la famiglia proprietaria dell’ILVA, nelle scorse settimane alla ribalta per il danno ambientale prodotto dagli impianti) Ligresti, Marcegaglia, Caltagirone (attraverso la società Acqua Marcia) Gavio e Marco Tronchetti Provera. A sostenere finanziariamente il progetto fu Intesa San Paolo, il cui amministratore delegato era – guarda un pò – Corrado Passera, lo stesso che qualche anno dopo (le coincidenze non sono una favola: sono reali) venne chiamato da Monti a ricoprire il ruolo di Ministro dei Trasporti (forse anche dopo i risultati ottenuti con l’affare Alitalia/CAI). Il costo dell’operazione per i salvatori della bandiera, anzi della compagnia di bandiera (da notare che ormai in un sistema basato sulla concorrenza di libero mercato sono pochi i Paesi industrializzati che hanno ancora  una propria ”compagnia di bandiera”) fu di circa trecentomilioni di Euro. Una bazzecola!

      Piccoli Casi di Conflitto d'Interesse                                                                      

    Subito, però, sorsero dubbi circa la correttezza dell’operazione. Molti degli azionisti della CAI, come Marco Tronchetti Provera e Benetton, erano – come noto – concessionari dello Stato. Anche la partecipazione del gruppo cui faceva capo la Marcegaglia destò qualche dubbio, dato che la sua impresa, da un lato, faceva affari con il governo e viveva di appalti pubblici e, dall’altro, in quanto presidente di Confindustria, con lo stesso governo era spesso in conflitto. E così pure Roberto Colaninno, il cui figlio, Matteo, ricopriva l’incarico di “ministro ombra” del Partito Democratico.

    Alitalia - Dall'Accordo Saltato con Air France agli Aiuti di Stato

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Lo Scandalo più grande della… Favola                                                               

    In realtà, il vero problema, ma come al solito pochi parlarono di questo, non fu la procedura,  discutibile, con cui  erano state condotte tutte le fasi della vicenda. Né i membri del gruppo che aveva acquisito Alitalia. Né il fatto che i sindacati fossero stati coinvolti in modo a dir poco anomalo nelle trattative. Il vero scandalo fu che, proprio come in una favola, dalle ceneri di Alitalia si levarono due soggetti:  la CAI, che rilevò il marchio e parte delle attività (la cosiddetta good company, che conteneva le parti “sane”) e la LAI (il vecchio acronimo di Alitalia) che si tenne i debiti e tutto il resto e che avrebbe dovuto continuare a pesare sulle casse dello Stato. L’idea era da favola: acquistare le parti sane a prezzi di svendita (l’offerta del gruppo italiano fu 700 milioni di Euro inferiore rispetto a quella fatta da Air France-KLM) e scaricare sulla bad company i debiti (stimati in 2 miliardi di Euro) e i problemi tra cui 7.000 esuberi, a cui vennero garantiti 7 anni di cassa integrazione pagati, e con soldi veri, dallo Stato. Nel 2008, lo Stato italiano decise di concedere ad Alitalia un prestito (indovinate di quanto?) di trecentomilioni di Euro, riconoscendole anche la facoltà di imputare tale somma in conto capitale. Ossia, per chi ancora non crede alle favole, il governo avrebbe dato alla neonata azienda la stessa somma che gli investitori della CAI raggruppati con il consenso e la partecipazione del governo, avevano dovuto tirar fuori per comprare Alitalia. Una situazione, per gli investitori, davvero favolosa! E sembrava essere riuscita se non che, chi l’aveva architettata, forse aveva preteso troppo, e, cercando di pagare parte dei debiti di Alitalia  (bad company) con aiuti di Stato, aveva reso la favola poco credibile. Non solo, ma, per farlo, non aveva voluto rischiare di andare in Parlamento. Quindi aveva emesso un decreto legge (n. 80 del 2008) che in quanto valido immediatamente non aveva atteso il parere da parte della Commissione Europea.

    Ryanair, Manuel Barroso

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Procedura d'Infrazione e lo strano gioco della Commissione               

    Siccome non tutti credono nelle favole, questo comportamento fu considerato concorrenza sleale e fu aperta una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia da parte della Corte di Giustizia Europea. L'esecutivo di Bruxelles, quindi, avviò un’indagine formale, constatando che «il prestito costituiva un aiuto di Stato illegittimo e incompatibile con il mercato comune, in quanto conferiva un vantaggio economico finanziato con risorse statali, che non sarebbe stato concesso da un investitore privato avveduto». La Commissione dunque ordinò il recupero degli aiuti. Salvo poi – misteriosamente (?) – ricredersi. Vediamo.

     Marcia indietro della Commissione e Disputa con Ryanair                            

    Come noto, un favola come si deve non può non riservare sorprese e, così, la Commissione, con una seconda decisione sorprendente, affermò che la misura relativa alla vendita dei beni di Alitalia non implicava la concessione di un aiuto di Stato agli acquirenti di quest'ultima. Questo cambio di rotta non piacque a Ryanair, principale concorrente in Italia di Alitalia, che, dopo aver depositato varie denunce presso la Commissione, chiese al Tribunale, insieme ad altre compagnie ed all'Associazione europea delle compagnie aeree a basso costo (Elfaa), di annullare le due decisioni dell'esecutivo.

      Ryanair – La Beffa e il Sorpasso                                                                               

    La Corte, invece, confermò le proprie decisioni e condannò Ryanair a pagare anche le spese legali sostenute da Alitalia/Cai proprio – ironia della sorte – nel giorno in cui la compagnia irlandese festeggiava il sorpasso di Alitalia sul mercato domestico per numero di passeggeri (oltre 3 milioni, anche se le stime sono oggetto, anche loro, di discussioni). Poche settimane fa è scaduto il lockup sulle azioni Alitalia: cioè il divieto di vendere le azioni per i soci che quattro anni fa comprarono la vecchia Alitalia in fallimento. Immediatamente dopo è scoppiato quello che potrebbe diventare un nuovo “scandalo” Alitalia.

    Ryanair - European Court - Alitalia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Aiuti di Stato – Nuovo Scandalo: la Commissione mancò di Indagare!  

    Si pensava che la storia fosse finita lì e, invece, lo scorso 16 maggio 2013 (la fermezza è una delle sue caratteristiche principali a quanto si vede) la Corte europea ha confermato che la Commissione Europea – come visto nel precedente comunicato stampa inviatoci da Ryanair (vedi articolo in allegato) – mancò nell’indagare sugli “Aiuti di Stato” garantiti ad Alitalia. La decisione di oggi quindi riconferma la decisione del 2011 della Corte Generale dell’Unione Europea, la quale aveva deliberato che la Commissione aveva mancato nel suo compito di indagare sugli “Aiuti di Stato” concessi dall’Italia alla CAIQuella di Alitalia sembra essere ormai diventata una favola senza lieto fine: la  CAI continua ad essere in perdita, la vecchia dirigenza pare che rischi un processo per bancarotta causata da “dissipazione di beni aziendali” e “gestione del settore cargo economicamente abnorme” .

     L'Ultima Beffa – Gli Aiuti alla SEA, da restituire con gli Interessi                 

    La  SEA, società che gestisce gli aeroporti milanesi, secondo la Commissione Europea avrebbe ricevuto, tra il 2002 e il 2010, 360 milioni di Euro (gli aumenti di capitale di Sea Handling, una società del gruppo) “incompatibili” con le norme UE sugli aiuti di Stato e che, quindi, devono essere restituiti e “con gli interessi”

      Alitalia – Una Storia  (Tragedia) Infinita                                                                

    La verità è che la storia Alitalia tra interessi privati, politici coinvolti nella gestione di imprese e quindi in conflitto di interessi con le decisioni del governo, sprechi colossali, incarichi con compensi da capogiro concessi  a commissari di aziende in crisi perenne e chi più ne ha più ne metta, non avrà mai fineDi certo visto che i soldi per tutti questi sperperi li hanno sganciati e continuano a farlo indefessi – loro malgrado – gli Italiani con le loro tasse, per loro non ci sarà mai un lieto fine. Forse più che di “favola” sarebbe meglio parlare di “tragedia”.  

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • La Casta-Unita dell’Europarlamento contro Borghezio. La Nostra Solidarietà!

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    Venerdì,  Maggio 17th/ 2013 

    – Redazione Qui Europa 

    Commissione europea, Unione europea, Parlamento europeo, Mario Borghezio, Bruxelles, Commissione Punitiva, Martin Schulz, Socialisti e Democratici Europei, ADLE, Guy Verhofstadt, Hannes Swoboda, Siria, Grecia, Iran, Embargo, crimini contro l'umanità, La Zanzara, Legge Mancino, Lega Araba, Estremisti, Crimini in Grecia, Crimini in Siria, Embargo in Iran, Sergio Basile, Qui Europa, La Zanzara Radio 24

    La Casta-Unita dell'Europarlamento contro

    Borghezio. La Nostra Solidarietà!

    Accuse ridicole contro l'eurodeputato anti-casta per le parole

    pronunciate contro il Ministro italiano per l'integrazione

    Cecile Kyenge a "La Zanzara" Radio24

    Borghezio chiama "Casalinga" la Kyenge: il capò Schulz

    invoca la sospensione ed una commissione punitiva

    Paradossi di una dittatura:su Siria e Grecia non s'indigna nessuno!

     

    S.B. – Redazione Qui Europa

    La Zanzara - Mario Borghezio - Parlamento Europeo Insorge contro Borghezio su caso Kyenge

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      La Critica di Borghezio alla kyenge avrebbe offeso i valori europei?      

    Bruxelles – "Quelle di Borghezio sono parole inaccettabili che esprimono razzismo e danno una pessima immagine del Parlamento europeo!" La dichiarazione che in queste ore sta facendo molto discutere è di Hannes Swoboda, presidente del gruppo dei Socialisti e Democratici all'Europarlamento. Lo stesso che lo scorso 10 maggio incontrava di fretta e furia il ministro italiano per l'integrazione, nonché medico congolese, Cecile Kyenge, a Roma. Anche il capogruppo ALDE (Guy Verhofstadt) ha tuonato contro l'eurodeputato italiano e addirittura ha parlato di Borghezio come di un uomo che "si fa beffe dei valori europei" (?). Anche se in realtà non si capisce quali siano questi tanto decantati valori europei! Quelli della questione siriana? Quelli della questione greca? Quelli sui vergognosi embarghi a Siria e Iran? O quali altri "decorosi valori"? Mistero!

      Il Kapo Schulz e l'euro-casta incovano una commissione punitiva           

    Stessa linea – ovviamente – anche quella seguita dal Presidente dell'Eurocamera (il kapo Martin Schulz) che ha dato incarico ad un'apposita commissione ad hoc di analizzare con estrema cura le parole pronunciate alla trasmissione radiofonica "La Zanzara" da Borghezio. In caso di conferma delle accuse (che francamente mi sembrano davvero campate in aria e protese a denigrare un eurodeputato schierato da sempre contro l'élite dominante e l'euro-casta) l'eurodeputato (che nel frattempo ci ha inviato un comuniato stampa che pongo alla vostra attenzione in allegato) ora rischierebbe una sospensione. C'è addirittura chi invoca la Legge Mancino per presunto incitamento alla discriminazione razziale, ma francamente il tutto mi sembra davvero paradossale ed anacronistico. Perchè nessuno s'indigna per le denunce piovute sul collo dell'eurocasta nello scorso mese di Novembre per i crimini contro l'umanità perpetrati ai danni di milioni di cittadini greci, o per le cruente uccisioni – documentate da Qui Europa – dei civili siriani per mano delle frange di pazzi estremisti (cosiddetti ribelli) spelleggiati dall'occidente e dalla Lega Araba?

      I Retroscena del Caso Borghezio                                                                           

    Due pesi, due misure! Evidentemente ciò significa che Borghezio non appartiene alla casta! Buon segno per l'eurodeputato! Ma a parte tutto secondo me ciò che ha inciso davvero sui malumori dell'eurocasta mondialista sono stati i dissapori e le critiche di Borghezio al ministro Kyenge per il caso dello Ius Soli (vedi allegato) ed alla Boldrini per la questione della "super-immigrazione" (vedi allegato). Rilevante anche la denuncia di Mario Borghezio sui pericolosissimi focolai di super-tubercolosi favoriti da flussi migratori indiscriminati e selvaggi verso l'Europa, dall'Africa e dal Medioriente. Quale di questi temi – mi chiedo – avrà urtato la sensibilità dell'élite di Bruxelles? Quest'euro-casta ne sa una più del diavolo!

    S.B. – Redazione Qui Europa

     

    "I Socialisti e Democratici Europei non hanno

    davvero nulla da fare!"

    Comunicato Stampa di Mario Borgezio – Parlamento Europeo 

    Ho appellato il ministro Kyenge col termine di "Casalinga!"

    E quindi?

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato 

    Mario Borghezio, La Zanzara

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      "I Socialisti e Democratici Europei non hanno davvero nulla da fare?         

    Bruxelles – "I Socialisti e Democratici Europei hanno investito la Conferenza dei Presidenti dei gruppi del PE dell'importante questione della mia recente partecipazione alla trasmissione satirica 'La Zanzara': vuol proprio dire che non hanno niente di più importante da dire e da fare… Come tutti possono ben accertare dalla registrazione, accanto a battute scherzose che non ho difficoltà a riconoscere poco opportune, non ho però riferito personalmente al Ministro Kyenge alcun appellativo offensivo, sempre che non si voglia considerare tale il termine "casalinga"."Articolo21", che si mobilita coraggiosamente contro Borghezio, non si è però accorto che, dopo le varie aggressioni, per anni su internet sin sono raccolte libere sottoscrizioni sotto la simpatica dicitura, non precisamente scherzosa, "Tira un pugno a Borghezio", né tantomeno si è accorto che il processo ai miei aggressori, ad oltre 7 anni data, non si è nemmeno iniziato".

    Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

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  • Ryanair accoglie la conferma della Corte Ue: la Commissione non indagò sugli aiuti di stato ad Alitalia

    Ryanair accoglie la conferma della Corte Ue: la Commissione non indagò sugli aiuti di stato ad Alitalia

    Giovedì, Maggio 16th/ 2013

    – Comunicato Stampa di Ryanair –

     Ryan Air, Italia, Alitalia, Corte Europea, Commissione europea, Libera concorrenza, aiuti illegittimi, Aiuti di stato, Compagnia di bandiera, Robin Kiely, Corte Generale dell'Unione europea, Indagini 

    Ryanair accoglie la conferma della Corte Ue: 

    la Commissione non indagò sugli aiuti 

    di stato ad Alitalia 

    Robin Kiely: "aiuti ad Alitalia anticoncorrenziali. La

    Commissione indaghi e chieda ad Alitalia di

    restituire il maltolto!"

     

    Comunicato Stampa – Ryanair

    Ryanair - European Court - Alitalia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Libera concorrenza e aiuti ad Alitalia – Il parere della Corte Europea      

    Bruxelles, Roma – Ryanair, la più grande compagnia aerea in Italia, oggi (16 maggio) ha accolto con favore la decisione della Corte Europea che conferma che la Commissione Europea ha mancato nell’indagare sugli “Aiuti di Stato” garantiti ad Alitalia. Ryanair aveva inizialmente notificato gli “Aiuti di Stato” a favore di Alitalia alla Commissione Europea nel giugno 2006. Tuttavia, la Commissione ha mancato nell’agire e Ryanair è stata lasciata senza altra alternativa se non portare il caso davanti alle Corti Europee. La decisione di oggi riconferma la decisione del 2011 della Corte Generale dell’Unione Europea, la quale aveva parimenti deliberato che la Commissione aveva mancato nel suo compito di indagare sugli “Aiuti di Stato”.  

     Lo sfogo di Robin Kiely, Direttore della Comunicazione Ryanair            

    Robin Kiely di Ryanair ha dichiarato: “Diamo il benvenuto alla decisione di oggi della Corte di Giustizia Europea che  conferma la decisione della Corte Generale dell’Unione Europea secondo cui la Commissione Europea ha mancato nell’indagare sui ripetuti “Aiuti di Stato” ad Alitalia, che hanno nuociuto alla concorrenza in Europa e sostenuto una compagnia di bandiera ad alto costo in via di fallimento a danno dei passeggeri europei. Non vediamo l’ora che la Commissione indaghi definitivamente su questi ripetuti “Aiuti di Stato” e chieda ad Alitalia di restituire immediatamente il denaro dei contribuenti che ha illegalmente ricevuto.

     La realtà Ryanair  – Un pò di cifre                                                                         

    Ryanair è l’unico vettore ultra low cost in Europa e la più grande compagnia aerea in Italia, con più di 1.500 voli giornalieri (oltre 500.000 all’anno) da 57 basi, su 1.500 rotte a tariffe basse che collegano 180 destinazioni in 29 paesi, e opera con una flotta di 305 nuovi Boeing 737-800. Ryanair ha recentemente annunciato ordini per ulteriori 175 nuovi aeromobili Boeing, in consegna tra il 2014 e il 2018.  Ryanair conta attualmente un organico di oltre 8.500 professionisti altamente qualificati, trasporterà quest’anno più di 80 milioni di passeggeri  e vanta un record di 28 anni di sicurezza.

    Comunicato Stampa – Ryanair 

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    L’Ue Commissiona l’Orticello – La Morte dei Piccoli Agricoltori e dell’intera Creazione

    Mercoledì,  Maggio 15th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto e Jack Gioia – 

    Unione Europea, Commissione Europea, Bruxelles, Agricoltura, Piccoli coltivatori, Nuovo Ordine mondiale, Settore alimentare, Registrazione semi, Agenzia delle Varietà Vegetali, Ortaggi, Burocrazia europea, Proposta di legge sull'omologazione dei semi, Petizione online, Contadini, Multinazionali, Registrazione semi, Ben Gabel 

    Il progetto Verde dell'Ue: monopolio sui semi

    degli ortaggi e "morte" dell'Agricoltura

    La nuova proposta di legge che aumenterebbe lo strapotere

    delle multinazionali del settore ed il controllo sulla vita dei

    cittadini in virtù di un Nuovo Ordine Mondiale

    Rischi anche sulla salute: chi ci garantirà dalla diffusione e

    proliferazione di OGM e altre diaboliche novità?

    Il nostro appello: "Non restiamo fermi a guardare!".

    Firmiamo la petizione e informiamo!

     

    di Maria Laura Barbuto e Jack Gioia

    Petition Ue - Agricolture

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – L’Unione Europea ha inaugurato la nuova settimana puntando il dito contro i piccoli coltivatori e dipingendoli – in un anacronistico e strambo quadretto – addirittura come potenziali criminali: infatti, una nuova legge, proposta dalla Commissione europea, renderebbe completamente illegale la coltura, la riproduzione e il commercio di tutti i semi di ortaggi che non risultino “analizzati, approvati ed accettati” dall’Agenzia della Varietà Vegetali Europee.  Altro commissariamento stalinista, questa volta non in campo economico o bancario, ma agricolo.

     Registro dell'Unione – L'Ultima "buffonata verde" dell'euro-casta         

    Scacco matto ai coltivatori, insomma, in virtù di un nuovo ordine mondiale (continentale) che accentri anche questo settore, probabilmente il più importante (ricordiamo che il primario assorbe oltre il 40% del budget Ue oltre ad essere il settore più nobile e prezioso per la sopravvivenza e la crescita di oltre 500 milioni di europei) nelle mani dei vari governi  europeisti o comunque – quel che è peggio – nelle mani di una cerchia ristretta di dirigenti delle solite e celeberrime multinazionali, permettendo ai vertici Ue e del potere mondialista occulto, di regolamentare ancor più sistematicamente e ferocemente le abitudini alimentari di ogni singolo cittadino. Magari sovvertendole in maniera pressocché indisturbata come già accade con i cancerogeni e destabilizzanti (per il DNA umano) OGM e con le altre perle targate Ue.

    Monsanto-OGM-557x360

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Commissariamento dell'Orticello                                                                     

    Sarà, pertanto, illegale coltivare qualcosa all’interno del proprio orticello, sarà illegale provvedere da soli al proprio sostentamento o nutrirsi con i propri prodotti. Dovrà tutto essere regolarmente registrato, secondo quanto contenuto nel titolo IV della proposta di legge, in cui viene specificato che “Le varietà, per essere disponibili sul mercato in tutta l’Unione, devono essere incluse nel registro nazionale o nel registro dell’Unione e dovranno essere registrate con procedura da indirizzare all’Ufficio Comunitario della Varietà delle Piante”. Ma non finisce qui: infatti, senza troppe sorprese da parte dell’Ue, per i contadini della domenica, oltre al danno arriva  anche la beffa.

     Confusione strategica e linguaggio politichese                                                

    I piccoli coltivatori saranno costretti a pagare una tassa per la burocrazia europea per la registrazione dei propri semi. L’Ue, insomma, protagonista di assurdità continue e  trovate sempre più folli, non si smentisce mai e si nasconde dietro un linguaggio ambiguo e poco chiaro, tipico dei politici europeisti: nel documento redatto, infatti, inizialmente viene solo riportata una sorta di sintesi dei punti principali stabiliti dalla legge in questione che non corrisponde, però, a quello che effettivamente sarà determinato. Questa sintesi non ha alcun valore legale ma inquadra esclusivamente il contesto della proposta e serve come presentazione al pubblico ed ai legislatori. Cavilli burocratici che servono a rendere la pillola meno amara all’apparenza ma non nella sostanza.

    Commissione Ue - Monopolio sui semi in Agricoltura - Genocidio verde

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Denuncia di Ben Gabel                                                                                       

    E’ tutto ben studiato ed organizzato per mettere in ginocchio gli agricoltori e aumentare in modo determinante – ribadiamo – lo strapotere delle grandi multinazionali che operano nel settore nel tentativo di creare, un pò alla volta, un regime globale che annulli le libertà dei singoli cittadini e dei singoli lavoratori.  “I piccoli coltivatori – ha spiegato nelle scorse ore Ben Gabel, coltivatore di verdure e direttore del The Real Seed Catalogue –  hanno esigenze completamente diverse da quelle delle multinazionali. Coltivano senza usare macchine e non possono o non vogliono utilizzare spray chimici. Assistiamo ad un esempio di burocrazia folle e fuori controllo. La legge produrrà solo una serie di (inutili)  nuovi funzionari Ue ed ucciderà il diritto dei contadini di coltivare ciò che vogliono”. Per noi di Qui Europa, per come trattato e riportato in dozzine di articoli – non c’è nulla di tanto “sorprendente”: pensiamo che faccia tutto parte di un progetto che l’Ue sta concretizzando passo passo e che consiste nell’ottenere il controllo totale su ogni settore della vita economica, sociale e personale di ogni singolo cittadino. Questa amici – per chi non l'avesse ancora capito – si chiama dittatura! Ditelo a tutti quei ferventi europeisti "a prescindere" che vivono ancpora nel mondo delle favole. Svegliateli, date loro il famoso pizzicotto che li desti dall'amorevole ed idealistico coma. 

     C'è una Petizione da Firmare!                                                                                

    Svegliamoci e non lasciamoci incatenare passivamente dai burocrati che pensano di potersi nascondere dietro un dito. On-line è disponibile una petizione (VEDI ALLEGATO) che ha già raccolto oltre 26.000 firme, la cui sottoscrizione è importantissima per salvare i diritti degli agricoltori ma anche il diritto dei singoli cittadini di poter mangiare ciò che vogliono e non ciò che viene proposto dalle grandi corporazioni.

     C'è un Pianeta da Salvare! Un Futuro da Difendere!                                     

    C’è bisogno che la nostra voce di protesta arrivi a Bruxelles perché nel caso in cui la proposta in questione dovesse trasformarsi in legge l’unica speranza che ci rimarrebbe sarebbe quella che “i prodotti dell’orto” vadano di traverso ai nostri politici… ma noi speriamo in qualcosa di molto di più per la società e per la nostra vita. Facciamo presto, prima che la maggior parte dei semi tradizionali diventi "fuorilegge", e prima che la Monsanto e le  sue altre "nobili sorelle" non ci stermini tutti con una delle sue mosse da "soluzione finale", controllando in maniera totale ed arbitraria tutte le coltivazioni del pianeta che Dio nella Sua immensa misericordia ha creato per l'uomo. Ma ci chiediamo: non bastavano già signoraggio, vaccini, scie chimiche, pandemie artefatte, Codex A, RFID, euro, OGM Monsanto, HAARP, Eurogendfor, Eugenetica, Land-grabbing, Alfatossine, Aspartame, Estrogeni, Diossina, dentifrici, detergenti e profumi velenosi, Pedofilia, Ideologia gender, Attentati e rivolte false, Immigrazione di disperati, Guerre, persecuzioni e colonizzazioni a distruggere la serenità ed il futuro dei nostri figli e dell'intera umanità? Evidentemente no! E l'ultimo attacco al Creato lo dimostra! Una cosa pare inequivocabile: tutto concorre alla nostra angosciosa estinzione, salvo Provvidenziali Interventi. Inutile negarlo: siamo in mano a satanisti di alto rango. Che ci crediate o no!

    Maria Laura Barbuto, Jack Gioia (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Petizione, Video e  Articoli Correlati  – Approfondimenti                                                          

    Qui Europa 

     

     

    FIRMA E INVIA LA PETIZIONE ON-LINE PER SALVARE IL FUTURO DELL'AGRICOLTURA IN EUROPA E IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI… VOGLIONO BANDIRE I SEMI NATURALI… L'ULTIMA MOSTRUOSITA' DELL'UNIONE EUROPEA – http://seedpolicy.arche-noah.at/en/eu-seed-law/take-action/unterschreiben

     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    OGM
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

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    E’ corsa all’accaparramento delle terre

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    Martedì, Febbraio 21th / 2012  – di Mirella Fuccella – Ue / Agricoltura / Mondo / Sovraffollamento / Risorse / Spreco / De Castro / Egoismo umano / Landgrabbing  E’ corsa all’accaparramento delle terre La condivisione dei beni come unica risposta possibile?   Bruxelles – Si calcola che nel 2050 sul pianeta terra saremo in nove […]

    Divieto di utilizzo Aspartame, Sicurezza Carte di Credito e Portabilità del Numero Telefonico – Ecco cosa Bolle in Pentola

    Divieto di utilizzo Aspartame, Sicurezza Carte di Credito e Portabilità del Numero Telefonico – Ecco cosa Bolle in Pentola

    Giovedì,  Marzo 28Th/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi –     Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato – Interrogazioni alla Commissione europea  – Parlamento europeo, Interrogazione parlamentare, Interrogazione alla Commissione europea, Mario Borghezio, Agcom, Violazioni dei Diritti dei Consumatori, National Institutes, Aspartame, Unione europea, Commissione europea, Ue, Cancro, Tumore, Edulcorante […]

    Con tutte quelle bollicine… La verità sul potenziale cancerogeno della coca-cola: presentata interrogazione all’Europarlamento

    Con tutte quelle bollicine… La verità sul potenziale cancerogeno della coca-cola: presentata interrogazione  all’Europarlamento

    Venerdì, Marzo 23th / 2012 Parlamento europeo / Europa / Italia / Stati Uniti / Consumatori / Sostanze cancerogene / Coca-Cola / Parlamento europeo / Lega Nord  Con tutte quelle bollicine… e meno coloranti! – La verità sul potenziale cancerogeno: presentata interrogazione  all'Europarlamento La Coca – cola con meno coloranti Bruxelles – L’europarlamentare della Lega […]

    Pomodoro Rosso Sangue

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    Sabato, Settembre  22st/ 2012 –  di Federica Santoro e Sergio Basile – Europa / Italia / Cina / PAC / Politica Agricola Comunitaria / Paesi del Mediterraneo / Pomodoro / Liberismo / Politiche anti protezionistiche / Romano Prodi / Cirio Bertolli De Rica / Laogai Reasearch Foundation / Lorenzo Barzana / Coldiretti / Schiavi cinesi […]

    Bruxelles verso il libero ingresso agli Ogm – Fermiamoli! Pretendiamo solo Biologico

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    Sabato, Ottobre 20th/ 2012 –  di Silvia Laporta e Sergio Basile – Commissione Europea / Ogm/ prodotti alimentari industriali / Efsa / mais transgenico/ trasparenza/ interventi legislativi Ue/ Mara Bizzotto / appello / John Dalli / clausola di salvaguardia / Syngenta / Brasile / Valmir mota de oliveira / pistoleiros / Aspartame / coca cola […]

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

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    Giovedì, Gennaio 24th/ 2013 – di Sergio Basile – Crimini contro l'umanità / Nobel per la Pace / Denuncia / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso / Christine Lagarde / Wolfgang  Schauble / Herman van Rompuy / BCE / Quanto Reich / Troika / FMI / Federazione Europea / Unione europea / […]

    Agricoltura – Il valore del Biologico e il pericolo degli Ogm

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    Venerdì, Maggio 25th / 2012 – di Mirella Fuccella – Italia / Verona / Agricoltura / Industria / Innovazione / Biotecnologie / Paolo Campostrini /  Alberto Ferrarese / Andrea Zerminiani / Metodi naturali di bonifica del territorio / Universitò di verona / Ogm / Primo premio Agristartup / Paolo de Castro / Mario Catania    Agricoltura […]

  • La Mafia dei Riciclaggi e le Nebbie del Granducato di Lussemburgo

    La Mafia dei Riciclaggi e le Nebbie del Granducato di Lussemburgo

    Martedì,  Maggio 7th/ 2013 

    – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" 

        Bruxelles, 7 Maggio 2013 – Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato

    Commissione europea, Unione europea, Unione Bancaria, Mostro Ue, Parlamento europeo, Mario Borghezio, Bruxelles, Granducato di Lussemburgo, Riciclaggio, Paradisi fiscali Ue, Emissione di Bonds, Emissione di obbligazioni 

    Crim, la Mafia dei Riciclaggi e le Nebbie

    del Granducato di Lussemburgo

    L'Ultima frontiera del Riciclaggio in Commissione Crim: 

    l'emissione di bonds di società private intermediate da

    banche con sede nei paradisi fiscali Ue

    In Lussemburgo la sede legale di migliaia di società

    private e banche

     

    di Mario Borghezio, Eurodeputato 

    Commissione Crim - Mario Borghezio

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Granducato di Lussemburgo – Scandalo finanziario a cielo aperto                      

    Bruxelles, Ganducato di Lussemburgo – Con l'approvazione della relazione di medio termine (relazione Iacolino) votata oggi dalla Crim sono state accolte alcune mie indicazioni relative al riciclaggio, là dove, in tema di paradisi fiscali, si legge che gli stessi sono "talvolta utilizzati dalla criminalità organizzata per l'emissione di obbligazioni da parte di società o banche la cui titolarità è difficile da accertare". Questa fattispecie, molto pericolosa, è molto più diffusa di quanto sia emerso pubblicamente e chiama in causa la realtà, a dir poco opaca, di piazze finanziarie interne all'UE, a cominciare dal Granducato di Lussemburgo, che tuttora ospita la sede legale di migliaia di società private e di banche. Non è un mistero per gli addetti ai lavori che, oggi, una cospicua attività di riciclaggio avvenga proprio attraverso le emissioni di bonds emessi da società private ed intermediate da banche aventi sedi nei paradisi fiscali".

    Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

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    Giovedì,  Maggio 2nd/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Bruxelles, 29/4/2013 – Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato Commissione europea, Unione europea, Unione Bancaria, Mostro Ue, Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bruxelles, Banche Tedesche, Deutsche Bank, 12 miliardi di perdite in derivati, Soffin, Violazioni del Libero Mercato, Commerz, […]

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    Venerdì,  Aprile 12nd/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Bruxelles, Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bce, Mario Draghi, Cipro, Modello Cipriota, Banche e Finanza, BRI, Banca dei regolamenti Internazionali, Financial Stability Board, Direttiva sulla Liquidazione Bancaria, FBS, BCE, Risparmiatori, espropriazioni, tranelli, Consiglio […]

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    Mercoledì,  Marzo 20th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi, di "Qui Europa" – – di Mario Borghezio, deputato al Parlamento europeo – Eurotruffa, Bruxelles, Eurogruppo, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Cipro, Truffa, Eurozona, Grecia, Nicosia, Prelevamenti truffa, Privatizzazioni, Salvataggio bancario, Sistema Bancario, Truffa Bancaria, Europa, Franklin Delano Roosevelt, FDIC, Wall Street, FDR, UE, Governo cipriota, Follia europeista, […]

  • Ungheria Vs Commissione Ue: Secondo Round – Intanto a Budapest va in scena il Congresso Ebraico Mondiale

    Ungheria Vs Commissione Ue: Secondo Round – Intanto a Budapest va in scena il Congresso Ebraico Mondiale

    Martedì, Maggio 7th/2013

    – di Rosario Giglio e Sergio Basile 

    Europa, Qui Europa, Viktor Orban, Ungheria,  Josè Manuel Barroso, Unione Europea, Costituzione, Corte costituzionale,  presidente commission europea, commissione europea,  Consiglio d'Europa, Trattati Ue,  Rosario Giglio, Budapest, Reding, lettere amministrative, Congresso ebraico mondiale 

    Ungheria Vs Commissione: Secondo round

    Commissione Ue avvia seconda procedura di infrazione: 

    tra i punti più caldi, l'indipendenza della Banca Centrale Magiara

    Budapest – Congresso Ebraico Mondiale, tra le proteste

    Vona: "gli Ungheresi non dovrebbero leccare i piedi degli ebrei sionisti!"

     

    di Rosario Giglio e Sergio Basile

    Indipendenza in Ungheria - Viktor Orban e le Lettere della Commissione europea

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Budapest, Bruxelles – Dopo la riforma approvata l’11 marzo 2013 in Ungheria e la relativa risposta dell’Ue, ora siamo al secondo round di questo scontro politico. Come visto  (https://www.quieuropa.it/bruxelles-per-i-media-europeisti-la-difesa-della-democrazia-in-ungheria-fa-rima-con-dittatura/ – vedi allegato) la riforma approvata dal premier ungherese Viktor Orban, non è stata presa di buon grado dall’Unione europea viste le modifiche sostanziali apportate alla Costituzione magiara e – soprattutto – il tentativo di svincolarsi dalla morsa dell'usura internazionale mediante l'affermazione dell'indipendenza della Banca Centrale Ungherese. Dopo il primo botta è risposta, c’è stato un ulteriore passo da parte della Commissione Barroso e nelle scorse ore sono state inviate tre lettere amministrative verso Budapest, in modo da aumentare le pressioni su Orban, dichiarando espressamente come “la Commissione si aspetti che l'Ungheria prenda in debita considerazione il rapporto che questa sta preparando insieme alla commissione Venezia del Consiglio d'Europa, e quello in preparazione all'Europarlamento”. Per la precisione, per seguire il secondo stadio della procedure di infrazione, sono stati inviati due pareri motivati e due lettere amministrative. Siccome è stata applicata una procedura accelerata, ora invece dei classici due mesi, una risposta ungherese è attesa entro un mese.

     Indipendenza Banca Centrale Magiara: la spina nel fianco dell'Ue         

    Per quanto riguarda la questione dell’indipendenza della Banca Centrale Ungherese, invece, la Commissione ha manifestato la propria disponibilità a non proseguire oltre nella procedura, a condizione che l’Ungheria adotti effettivamente le modifiche da quest’ultima prospettate. Una sorta di ultimatum senza condizioni!

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     Il possibile terzo stadio della procedura                                                                                                                                                            

    Prima dell’estate, la Vice-presidente Reding convocherà un meeting con il Network dei Presidenti delle Corti Supreme degli Stati membri, dove i rappresentanti ungheresi saranno invitati a spiegare la situazione dell’Ungheria. Se la risposta magiara non sarà di gradimento, la Commissione europea procederà al terzo stadio della procedura d’inchiesta e quindi il governo ungherese potrebbe andare incontro a gravi conseguenze, come  previsto dall'attuazione delle disposizioni dell’articolo 7 che limitano anche – addirittura – il diritto di voto in consiglio. Alla faccia dell'indipendenza e della sovranità dei popoli e delle nazioni! Ma il cristiano Orban non sembra intenzionato a mollare. Per fortuna!

      Attacchi Esterni – La questione del presunto antisemitismo                    

    Frattanto continuano gli attacchi al fastidioso governo, e proprio ieri l'esecutivo magiaro di Orban è stato invitato a sostenere la propria linea di "tolleranza zero" verso un presunto risveglio di spirali di anti-semitismo nella società ungherese: anche se a ben vedere si tratta di attacchi gratuiti tendenti a minare la credibilità della voglia di cambiamento e liberta della società ungherese. In tal senso Viktor Orban ha ribadito la linea pacifica e tollerante del suo governo, aprendo i lavori del Congresso ebraico mondiale, a Budapest. Nell'occhio del cilone,  nello specifico, negli ultimi mesi era finito il partito Jobbik, accusato di posizioni "anti-semite", probabilmente per la sua dichiarata antipatia verso il sionismo ebraico. Per la cronaca va ricordato come oggi l'Ungheria ospiti la prima (a livello numerico) comunità ebraica dell'Europa dell'est, formata da circa 100mila ebrei.

     La Denuncia – "Gli Ungheresi non devono leccare i piedi agli Ebrei"       

    Frattanto, proprio ieri, i leader di Jobbik avevano denunciato il Congresso ebraico mondiale, sostenendo come "la decisione di tenere la riunione in Ungheria sia un'aperta provocazione". Infatti va detto che curiosamente la sessione plenaria del Congresso si sta tenendo fuori da Israele solo per la seconda volta dal 1966. Seplice coincidenza?  "Il nostro Paese – ha dichiarato Marton Gyongyosi, deputato di Jobbik – è vittima della sottomissione sionista, una colonia presa di mira dal sionismo dove noi, cittadini locali, giochiamo solo una piccola parte. Solo una dimostrazione di forza è efficace contro l'avanzata sionista". Dal canto suo, il presidente del partito, Gabor Vona, ha rincarato la dose, sostenendo come "gli Ungheresi non dovrebbero leccare i piedi degli ebrei. Ma al contrario – ha aggiunto – I conquistatori, gli investitori e gli espansionisti israeliani dovrebbero cercare un Paese in un'altra parte del mondo perché l'Ungheria non è in vendita".

    Rosario Giglio, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Orban, la Via Ungherese, la Via Irlandese e la Disinformazione Mediatica

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    Venerdì,  Marzo 22nd/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois –    Budapest, Dublino, Unione Europea, Viktor Orban,  Parlamento europeo, Inadeguatezza delle Politiche comunitarie, BCE, Big Brother, Golpe mercatista, Vertici internazionali, Rivoluzione pacifica, Salvaguardia della sovranità nazionale, Sovranità Monetaria, Fidesz, populismo, Nazionalismo, Media Europei, indipendent, la repubblica, Eugenio Scalfari, MES, FMI, Permanenza in Ungheria, laureati, Senza tetto, Clochard, […]

    Ungheria – La Rivoluzione di Orban e il Piano antico degli Illuminati

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    Sabato, Marzo 9th/ 2013  – di Sergio Basile e Vincenzo Folino – Ungheria, Victor Orban, Rivoluzione Costituzionale, Tradizioni Nazionali, Piano mondialista, lluminati, Adam Weishaupt, Aleister crowley, occultismo, satanismo, Piano diabolico, Distruzione della Famiglia Tradizionale, Distruzione del cristianesimo, promiscuità sessuale, Abolizione degli stati, Storia, economia, Hitler, Stalin, Lenin, Nazismo, Comunismo, Novecento, Werth, Courtois, Panné, Kauffer, Bartosek, Margolin, […]

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  • Bruxelles – Per i Media europeisti la Difesa della Democrazia in Ungheria fa rima con Dittatura

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    Venerdì, Maggio 3rd/2013

    – di Rosario Giglio 

    Europa, Qui Europa, Viktor Orban, Ungheria,  Josè Manuel Barroso, Unione Europea, partito comunista, Costituzione, Corte costituzionale, Thomas Hammarberg, Thorbjorn Jagland, presidente commission europea, commissione europea,  Consiglio d'Europa, Trattati Ue, Fidesz, Rosario Giglio 

    Bruxelles – Per i Media europeisti  "Democrazia

    in Ungheria" fa rima con Dittatura 

    Campagna mediatica vergognosa contro Viktor Orban

    dopo l'approvazione delle riforme costituzionali del

    Parlamento ungherese

    Dio, Famiglia e Nazione al Centro: L’Ue insorge! Come mai?

     

    di Rosario Giglio

    The Victor Orban's Revoltion

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il "Golpe di Orban" che tanto paura all'Ue                                                         

    Budapest, Bruxelles – Lo scorso 11 marzo 2013 – come detto – sono state approvate dal Parlamento ungherese tutte le riforme alla Costituzione volute dal premier Viktor Orban. Diverse le manifestazioni contro queste riforme, tra cui quella del 15 marzo, in Ungheria giorno di festa nazionale. "Muore la libertà in Ungheria!". O almeno così dicono Josè Manuel Barroso e l’Unione Europea. A quasi due mesi dalla delicata questione, dunque, torniamo sull'argomento al fine di illustrare un quadro completo delle novità che hanno fatto infuriare l'euro-casta, tutta concentrata a distruggere il senso di nazione, prospettando la nascita degli "Stati Uniti d'Europa" come soluzione finale di una crisi voluta, indotta e supportata ad hoc. Ed al fine di stemperare e far vedere sotto liucre diversa i termini della vergognosa campagna mediatica occidentale levatasi attorno alla figura del coraggioso premier magiaro. Vediamo.

     Le Principali Riforme                                                                                                                                                      

    1) La Corte Costituzionale potrà esaminare cambiamenti della Costituzione solo da un punto di vista formale, non sui contenuti. Oltretutto non potranno più essere richiamate le sentenze della corte stessa emanate prima del 2012; 2) La libertà di opinione verrà limitata se dovesse ferire la "dignità della nazione ungherese". 3) Gli studenti laureati non potranno espatriare subito dopo la laurea per un tempo minimo che va dalla durata del corso di laurea fino a dieci anni, pena il pagamento degli studi superiori sostenuti (tentativo evidente di salvaguardare l'integrità della cultura e delle tradizioni magiare); 4) Nessuno, nemmeno i senzatetto, potranno dormire sul suolo pubblico; 5) I dibattiti elettorali sono vietati su tv e radio private (se vediamo quel che accaduto in Italia durante il ventennio berlusconiano o quel che accade ancora oggi sulle reti pubbliche grazie a profeti pseudo-sinistroidi sedicenti "difensori dei popoli", probabilmente capiamo perchè); 6) Saranno considerate famiglie e avranno diritto ad agevolazioni solamente le coppie sposate con figli. (finalmente un leader che difende la cellula fondamentale della società). Per coppie omosessuali, non sposate o senza figli, nessuna agevolazione. (Ci sembra sacrosanto!) 7) Il vecchio partito comunista è considerato organizzazione criminale. (una netta rottura con la radice dello stalinismo? Probabilmente si!)  8) Tutte le confessioni religiose dovranno essere approvate dal Parlamento: probabilmente un tentativo di limitare la nascita di movimenti settari protesi a destabilizzare la società.

     Opinioni europee                                                                                                                                                                                                      

    Il Commissario per i diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, nelle ultime settimane ha rilascito pesanti dichiarazioni in merito: “La democrazia è in pericolo in Ungheria. Dopo le recenti riforme costituzionali, che non tengono conto dei principi essenziali dei diritti umani, è in pericolo la libertà di espressione, oltre che l'indipendenza del potere giudiziario. Persino la libertà di culto è messa in discussione. Il quadro è molto preoccupante e suscita viva inquietudine”. Il Presidente della Commissione europea,  Jose Manuel Barroso, insieme al segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, hanno emanato un comunicato congiunto nel quale affermavano che “le modifiche della legge fondamentale ungherese sollevano preoccupazioni per quanto riguarda il principio del primato del Diritto, il Diritto dell'Unione europea e lo spirito dei suoi trattati, e le norme del Consiglio d'Europa". Ma finora ad essersi beccati una sflilsa di denuncie per "crimini contro l'umanità" per il "trattamento di favore" riservato ai Greci, sono stati Van Rompuy e il resto dell'eurocasta. Non dimentichiamolo, al fine di dare a tutto il giusto peso e la giusta gradazione di colori, al fine di non abboccare alle solite balle mediatiche che tendono sempre a criminalizzare coloro i quali tentano di prendere le distanze dall'attuale vergognoso status-quo filo-europeista.

     Possibili sanzioni Ue e Abolizione del Diritto di Voto in Consiglio                      

    Ora – come noto (?) – l’Ungheria potrebbe essere sottoposta alle disposizioni dell’articolo 7 dei Trattati Ue. Cosa comporterebbe questo? beh, un qualcosa che non ha precedenti storici nel vecchio Continente: la concreta possibilità che al Paese dei Magiari vengano applicate sanzioni economiche e politiche come la sospensione del diritto di voto in Consiglio Ue. La risposta ungherese? Alcuni responsabili della Fidesz (partito di cui il premier Orban fa parte) hanno dichiarato: “E' assurdo pretendere che noi accettiamo ordini dall'estero, che non si facciano nessuna speranza!". Ora ci viene da chiedere: è dittatura quella ungherese o anche quella che impone l’Unione europea? A voi "l’ardua sentenza". 

    Rosario Giglio (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Banche Tedesche a Rischio?

    Banche Tedesche a Rischio?

    Giovedì,  Maggio 2nd/ 2013 

    – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" 

        Bruxelles, 29/4/2013 – Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato

    Commissione europea, Unione europea, Unione Bancaria, Mostro Ue, Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bruxelles, Banche Tedesche, Deutsche Bank, 12 miliardi di perdite in derivati, Soffin, Violazioni del Libero Mercato, Commerz, Germania, Berlino, Rating Falsato, Sistema Bancario Tedesco, Interrogazione alla Commissione europea, Manuel Barroso 

    Banche Tedesche a Rischio?

    Rating da tripla A e perdite per miliardi? Qualcosa

    non torna!

    Il sistema bancario tedesco violerebbe i principi di

    "Libero Mercato": a quanto pare olre alla presa

    in giro del Sistema Target2, c'è qualcos'altro.

    Borghezio Interroga la Commissione

     

    di Mario Borghezio, Eurodeputato 

    Il Gioco delle Banche Tedesche - Mario Borghezio

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Interrogazione alla Commissione europea – Banche Tedesche                 

    Bruxelles – Nella mia ultima interrogazione alla Commissione europea, ho fatto presente all'esecutivo di Bruxelles quanto segue: "Deutsche Bank è attualmente investita da uno scandalo di proporzioni immense: due suoi ex dipendenti hanno rivelato che la filiale Usa avrebbe nascosto dodici miliardi di perdite in derivati durante gli ultimi anni. Inoltre la Commerz, banca privata tedesca ma con un capitale per un quarto pubblico, ha ottenuto 35 miliardi di sovvenzioni statali, cifra pari al doppio richiesto dal default cipriota e pari a 5 volte la sua capitalizzazione in Borsa. In generale, la Germania ha creato un Fondo (Soffin) per aiutare le banche in stato fallimentare con un capitale di 480 miliardi di euro. Gran parte delle banche tedesche godono di un rating AAA grazie al fatto di essere di proprietà pubblica, creando di fatto una distorsione nella percezione dei mercati". Pertanto ho formulato la seguente domanda:"la Commissione non intende analizzare anche il rischio sistemico delle banche tedesche? La Commissione non ritiene che il sistema bancario tedesco violi i principi di libero mercato, godendo del sostegno pubblico e di un rating falsato dalla loro natura pubblicista?"

     

    On. Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

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