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  • Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Venerdì,  24 Giugno/ 2016

     – di Sergio Basile –

    Bruxelles. Sergio Basile, Camera dei Comuni, Brexit, UE, Europa, Bbc, BCE, City, Partito Conservatore inglese, Gran Bretagna, Unione Europea, David Cameron, Impero Commonwealth, moneta debito  

    Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Tanta illogica euforia per Brexit: l'UK esce dalla gabbia

    che essa stessa a contribuito a creare e di cui ha

    ben salde le chiavi. Cosa ci aspetta?

     

    di Sergio Basile

    BREXIT - CAMERON - AURITI

     Brexit – Il giorno dopo                                                                                      

    Bruxelles, Londra – di Sergio Basile  La Gran Bretagna ha scelto la Brexit e subito il popolo anti-Ue, di pancia, stamane ha "giustamente" esultato. Ma per cosa la maggior parte degli antieuropeisti dovrebbe esser tanto feliceCosa cambia in concreto negli equilibri di potere dei piani alti della piramide? Beh, quasi nulla.. e vedremo perché. Anzi! Il leader storico degli euroscettici dell'Ukip, Nigel Farage – fratello di un noto speculatore finanziario della City… per intenderci – si è subito lasciato andare in una pirotecnica esplosione di dichiarazioni, manifestando la propria incontenibile gioia per il successo degli anti-europeisti. Eppure l'uscita dell'UK dalla UE, era un'ipotesi ben accolta anche presso larghi settori di punta della piramide di potere della City of London, malgrado le dichiarazioni di facciata e le chiacchiere della stampa allineata. Certo, un segnale chiaro di odio per l'eurogabbia c'è stato, ma il quadro è più complesso di ciò che vogliono farci credere. "Questa è l'alba di un Regno Unito indipendente, oggi è il nostro Independence Day, è arrivato il momento di liberarci da Bruxelles": questo il ritornello di Farage. Ma sappiamo benissimo che le cose non stanno proprio così. Quando mai Londra, in concreto, è stata dipendente da Bruxelles e Francoforte? Non scherziamo!!

     Padroni e servi                                                                                                     

    Certo, euforia a parte, da una prima sommaria analisi, l'Unione Europea sembra la vera sconfitta morale delle consultazioni. Ma forse si dimentica il dato essenziale, cioé che l'UE è fatta per i servi, non per i padroni. Infatti, come ribadito dal sottoscritto anche in altre sedi, la radice del problema non consta nell'appartenenza o meno, di facciata, all'Unione europea da parte dei britannici; il vero problema, piuttosto, è l'adesione "indiretta" alla moneta-debito chiamata euro.  Chi ha di fatto il controllo dell'euro? Non è forse l'impero anglofono? Ovviamente l'euro, moneta distruttiva per la maggior parte delle economie europee, specie per quelle dei paesi cattolici del Sud Europa, torna utilissima agli speculatori della City che, da sempre, si arricchiscono e controllano il continente, e non solo finanziariamente, proprio giocando sul debito e sull'acquisto dei titoli di stato dei paesi colpiti maggiormente dalla ghigliottina dello spread e dall'usura europeista (cosiddetti PIGS – maiali…). Anche per questo il Regno Unito, storicamente cuore dell'impero Commonwealth e delle forze anti-cattoliche (giudeo-massoniche e protestanti) come insegnò, tra l'altro, il grande professor Giacinto Auriti (Sete di Giustizia e Sovranità – Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito), si è ben guardata, negli anni, ad aderire direttamente ad una moneta unica concepita per il controllo e la sottomissione dei popoli dei paesi "rivali". L'UK, dunque, si è sempre defilata dal subire i devastanti effetti dell'euro, in quanto espressione della vera élite mondialista che domina il pianeta.

    BREXIT - CAMERON - AURITI

     L'UK fuoriesce dalla gabbia di cui ha le chiavi                                             

    L'Ue è e resta, malgrado le facili euforie, una ricetta "prelibata" – al veleno – destinata a soli pochi "privilegiati". Come dire, una bella torta al cianuro, destinata ai soliti "maiali". Quindi il vero punto non è tanto quello di esultare per i padroni che escono, quanto studiare vere ricette di salvezza per i "servi" che restano. L'egemonia totale sulle teste e sulle famiglie degli europei che restano nella "Gabbia", Brexit o non Brexit, è di fatto esercitata dallo strapotere riconosciuto alle banche centrali (es.: BCE) e al grande cuore finanziario dell'impero Commonwealth: la City of London, motore di quel movimento ideologico-religioso chiamato "British Israel" (1) e della correlata corrente filo sionista chiamata anglo-israelismo. Questi sono i grandi temi dei quali dovrebbero occuparsi i popoli. Io personalmente non mi sento di esultare più di tanto per un biscottone preconfezionato che ha un insopportabile profumo di stantio… Anzi, fossi negli anti-europeisti euforici (pue essendo un profondo anti-europeista) inizierei seriamente a preoccuparmi, perché evidentemente qualcosa di pesante e "puzzolente" è nell'aria. Ricordiamo che oggi fuoriesce il Regno Unito dall'UE, non l'Italia. Ricordiamolo bene! Fuoriesce il Paese che ha colonizzato – e continua a farlo con la moneta, il terzo azioniariato in BCE e la City – l'Europa e il mondo intero. I dominatori dell'Europa e del Commonweath, di cui tutto il mondo è espressione e colonia monetaria, escono dall'Ue. E allora?

    (1) Vedi qui British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 1

                              British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 2

    La grande eresia – Commonwealth, moneta e giudaizzazione delle nazioni – 1

    BREXIT - CAMERON - AURITI

     La gabbia è fatta per i servi                                                                               

    La gabbia è fatta per i servi, non per i padroni. Noi tutti – miracoli a parte – siamo e resteremo colonia monetaria anglo-americana, e TTIP e TISA, in aggiunta, sono alle porte (2). Ora, con Brexit, ovviamente Sua Maestà e i suoi sudditi non ne godranno le "dolci primizie". Cioé, probabilmente, non godranno del gusto di quelle profumate bacche avvelenate dagli OGM, ecc.., destinate al "resto dell'Antico Continente", quello di serie B, di cui fa parte anche l'anglo-ItaliaNon comprendo francamente tutta questa euforia per Brexit e per un dato strategico ben acquisito ed, evidentemente, meditato da tempo. Non scordiamoci, tra l'altro, che noi siamo "il Bel Paese dove lo Yes suona".  Gli "euforici della democrazia" le vere ragioni della Brexit temo che le comprenderanno solo nei prossimi mesi, e a farne le spese non saranno di certo né il fratello di Farage, né gli altri speculatori della City. Né tantomeno la Regina e i suoi fedeli cortigiani. God Save the Queen! (Sic!). God Save Nigel Farage (Sic!).

    (2) Vedi qui 

    TTIP e TISA: i trattati Usa-Ue che uccidono la politica e la sovranità – 1 

    TTIP e TISA: annullamento totale della volontà popolare e legalizzazione del crimine – 2

     

    Sergio Basile – Presidente "Sete di Giustizia" (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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      Oltre Brexit – Prima Parte                                                                                          

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    Oltre Brexit – il vero nodo da sciogliere tra Bruxelles  e Londra

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    Giovedì,  Aprile 30th/ 2015 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa,  Nuovo Ordine Mondiale, British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo,  Giudeo-Massoneria, minando la cultura cristiana, unità "spirituale" delle chiese a livello mondiale, ecumenica, Fratellanza Mondiale, messaggio eucaristico e salvifico del Cristo, regno di Dio sulla terra, visione razzista ed élitaria del popolo di Dio, William Smith, Epiphanius, la Provvidenza ha scelto come guida il popolo nordico, falsa e strumentale filantropia, falce […]

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    Venerdì, 8 Aprile/ 2016    – di Roberto Pecchioli – Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, TTIP e TISA, trattati Usa-Ue, politica e sovranità, Macchinazioni globali, sinedrio comunitario, assoluta segretezza, epurazione di mercato, abbandono massivo delle campagne,  Annullamento totale della volontà popolare; Un mondo di "crimini legali" e delinquenti legittimati e protetti, Meccanismo di Protezione degli Investimenti, ISDS, le controversie non verranno giudicate da tribunali ordinari, Organismi Geneticamente  Modificati, Popoli in balia delle multinazionali ed epurazioni […]

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    Giovedì, 7 Aprile/ 2016    – di Roberto Pecchioli – Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, TTIP e TISA, trattati Usa-Ue, politica e sovranità, Macchinazioni globali, sinedrio comunitario, assoluta segretezza, epurazione di mercato, abbandono massivo delle campagne,  salute sotto scacco, produzione e prezzi nel caos, schiavitù di massa plirusettoriale, trattato transatlantico di partenariato sul commercio e gli investimenti, Unione Europea,  liberalcapitalismo, social-comunismo  TTIP e TISA: i trattati Usa-Ue che uccidono la politica e la sovranità […]

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  • Non solo Signoraggio: Il Cancro dei Manager Bancari

    Non solo Signoraggio: Il Cancro dei Manager Bancari

    Lunedì,  Marzo 11th/ 2013 

    – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  

    Italia, Svizzera, germania, Unione europea, Roma, Sistema bancario Enzo Chiesa, Jonella Ligresti, Paolo Ligresti, Manager Bancari, Bpm, Fonsai, Conti Correnti falsi, Buonuscita, Monte dei Paschi di Siena, MPS, Antonio Vigni, Jamie Dimon, JP Morgan, Scandalo balena Bianca, Bob Diamond, Barclays, Alfredo Saenz, Banco Santander, Josef Ackermann, Deutsche Bank, Signoraggio bancario, Giacinto Auriti, Parlamento europeo, Consiglio europeo, Regno Unito, City, Rothschild, Banchieri ebraici, Banco popolare di milano, Fonsai, Nuovo ordine mondiale, NWO, Tobin Tax 

    Non solo Signoraggio: Il Cancro dei

    Manager Bancari

    Da Milano a Siena, da New York alla City: il

    cancro dell'economia Mondiale 

    I Paradossi Marchionni, Chiesa, Ligresti e Vigni 

     

    di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile

    La Casta - MPS - JP MORGAN & Co

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Lo scandalo dei manager bancari  

    Roma, Milano, Siena, Bruxelles, New York, Londra – Fausto Marchionni, Enzo Chiesa, Jonella e Paolo Ligresti; sono questi i nomi dei principali manager bancari, nostri connazionali, che hanno portato i fondi nazionali privatizzati allo sfacelo, adottando politiche di condotta disastrose. In seguito agli insediamenti di questi illustri nomi in imperi capitalistici del calibro di Bpm e Fonsai, il cancro dei conti correnti falsi ha accerchiato prepotentemente l’economia italiana, contribuendo a ridurre il popolo alla fame. In seguito ai numerosi scandali emersi negli ultimi tempi, ci si chiede quale possa essere la pena esemplare per questi loschi individui. Fustigazioni medievali? Assolutamente no! Un pochino di carcere? Ma neanche per sogno! La verità è che nessuno di loro avrà mai a che fare con la legge ma, anzi, riuscirà ad andarsene con un grosso premio di buonuscita. Non ci credete? Vediamo: dieci milioni e mezzo di euro per Marchionni, reo di aver distrutto il capitale Fonsai, ridotto dell’ 83 % nel solo 2011; due milioni e trecentocinquantamila a Chiesa, nonostante la situazione gravissima in cui versa il Banco Popolare di Milano; Jonella e Paolo Ligresti intascheranno invece – rispettivamente – due milioni e mezzo e due milioni centocinquantamila euro, nonostante la palese colpevolezza di entrambi al crollo della sopracitata Fonsai.
     
     Antonio Vigni – L'Uomo dei Record 
     
    Persino Antonio Vigni, direttore generale del Monte dei Paschi di Siena, tristemente noto in seguito al recente scandalo dei falsi in bilancio, detiene più di un record: oltre ad essere il manager bancario più pagato d’Italia, otterrà una buonuscita di 4 milioni di euro che andranno ad aggiungersi ai 5,4 già presi per il ‘’lavoro’’ svolto. E’ stato inoltre l’unico uomo capace di aver fatto perdere all’istituto bancario più antico del mondo il 65% del proprio valore, in quasi seicento anni di storia.
     
     Italia – Un Paese ambiguo nel DNA 
     
    Invece di condannare duramente i criminosi intenti di queste persone, vediamo paradossalmente riconosciute loro cifre esorbitanti, pur avendo contribuito massicciamente alla distruzione dello Stato. Del resto il nostro bel Paese è solito stupirci con questi paradossi, sbattendoci quotidianamente di fronte la realtà italiana, colma di ingiustizie. Del resto anche gli altri Paesi continuano a finanziare cospicuamente gli amministratori delegati dei propri istituti bancari, nonostante le recessioni e i fallimenti registrati.
     
     Da MPS a JP Morgan, a Barclays – La Musica non Cambia 
     
    Primo fra tutti Jamie Dimon, della Jp Morgan, manager più pagato del mondo, al quale, tuttora, spettano 11,5 milioni di dollari. Quest’uomo era stato il principale indiziato dello scandalo ‘’balena bianca’’, un’operazione finanziaria su territorio inglese, fallita rovinosamente che ha portato a un buco di 6 miliardi di euro, dando inizio alla valanga finanziaria che ha poi sommerso tutta l’Europa. Lo stesso Bob Diamond, di Barclays, nel 2011 era arrivato a guadagnare la cifra da capogiro di 17,5 milioni di euro mentre Alfredo Saenz del Banco Santander e Josef Ackermann della Deutsche Bank, si sono aggiudicati 16 e 9 milioni di euro l’anno. L’esempio d’oltreoceano e d’oltremanica si è esteso quindi anche al mercato italiano, nell’intento di destinare buona parte "dell'oro dei popoli" agli stessi complici degli scandali (personaggi al servizio dei grandi burattinai del sistema lobbistico-bancario) lasciando fuori dai giochi i contribuenti. Anzi, per il vero anche questi partecipano alla farsa, ma solo passivamente!
     
     La Truffa più Grande della Storia – Il Sistema Bancario 
     
    Chi credete abbia elargito le somme per riempire le casse dell'FMI? Ovviamente centinaia di milioni di ignari contribuenti, oppressi dai continui rincari dei prezzi, da tassazioni sempre più salate, da folli politiche d’austerità. Vi sembra giusto dover continuare a pagare ville, cene, yacht e prostitute a tale classe dirigente parassitaria, che fino ad oggi ha contribuito solo in negativo al "mutamento" del volto della nazione? Non bastava già la grande truffa del signoraggio bancario denunciata – tuttavia – solo da pochissime ed oneste menti. Vedi  l'indimenticato (o troppo in fretta dimenticato) egregio professor Giacinto Auriti. 
     
     Ue – La Sentinella della gabbia 
     
    Ma come affronta il problema l'Ue di Basilea 3 e del credit crunch? Sicuramente i sostenitori più accaniti dell’euro e delle politiche del Vecchio Continente saranno certi dell’arrivo di misure severe nei confronti di chi ha contribuito alla schiavizzazione delle popolazioni del Sud Europa, ridotte alla rovina. E invece no! Anche in questo caso sono pronti ricchi premi. Nonostante le intenzioni espresse da Italia e Svizzera, mediante voto e referendum, siano ostili a ogni maggiorazione degli stipendi dei manager aziendali, Parlamento e Consiglio Europeo non "riescono" a trovare un buon accordo tra i Paesi. Ma c'è di più! Nella colonia anglofona chiamata Europa, la proposta di porre un tetto alle retribuzioni medesime è stata aspramente criticata – ovviamente – dal governo britannico che sostiene di "temere una fuga all’estero da parte dei suoi 144 mila banchieri". Come mai – ci chiediamo – la stessa preoccupazione non ha neppur minimamente sfiorato la mente degli 11 leader europei firmatari della Tobin Tax a "regime ridotto?
     
     Una Messa in Scena globale 
     
    Ancora una volta il quadro politico da l’idea di essere una messa in scena studiata a tavolino e ad esclusivo vantaggio di poche famiglie di banchieri. L'esempio più emblematico è sicuramente quello della dinastia ebraica Rothschild (la dinastia dello Scudo Rosso di Re Davide) considerata la famiglia che "possiede" l'Europa. E non è un eufemismo! Intanto, la filosofia del "me la canto e me la suono’’ viene messa di nuovo in pratica da parte dei vertici europei che, in concerto, propongono e bocciano proposte all’ordine del giorno. Sarebbe bello, per una volta, se i nostri soldi venissero investiti nelle infrastrutture del Paese, ormai in ginocchio. Sarebbe davvero un sogno poter veder tornare indietro i nostri quattrini, in favore di strutture scolastiche,  sanitarie e di cantieri di lavoro. Invece assistiamo quotidianamente al triste copione con protagonisti – loro malgrado – i proletari europei, ridotti a non avere più un guadagno, una possibilità, un’identità. L'unica certezza che abbiamo – tra il silenzio della politica e della "cosidddetta antipolitica" – e che essi continueranno a fare la fame, piegati dall’infame beffa di dover contribuire al pagamento di chi li costringe quotidianamente alla miseria, proiettati verso un insano piano di omologazione continentale e planetaria che trae origine da quella folle teoria ormai accreditata al di fuori di ogni ragionevole dubbio: quella del "Nuovo Ordine Mondiale" massonico-bancario.
     
    Giovanni Antonio Fois, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)
     

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    Mercoledì, Febbraio 20th/ 2013 – di Giuseppe Sacco e Sergio Basile –  Euro – Guerra tra Falsari , Ue: Lettera ai Ministri delle Finanze, monete falsificate, Taglio da 2 euro il privilegiato, 531 mila banconote falsificate, misure preventive, Proposte, Commissione Europea, regolamento, autenticazione delle monete, euro, nuove banconote, Mario Draghi, Banda degli Onesti, Monopoli, BCE, Francoforte, Dea […]

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

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    Lunedì, Febbraio 11th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Sistema Target2 / Mario Draghi / Angela Merkel / Svalutazione dell'euro / Francois Hollande / Parlamento europeo / Tunisia / Paradigma dell'allevatore / Fronte del Nord / Pigs / BCE / Euro / Eurozona  Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa […]

    Signoraggio – Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 6: Evoluzione della Truffa e Stati Uniti d’Europa

    Signoraggio – Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 6: Evoluzione della Truffa e Stati Uniti d’Europa

    Venerdì, Febbraio 8th/ 2013 – Redazione Qui Europa – La Truffa Bancaria  / Schiavi di un Debito Illegale – Le Repubbliche Marinare / Truffa Bancaria / Crisi dell'Eurozona / Crisi del 1929 / Federal Reserve Act / FED / Signoraggio Bancario / Rinascimento  / Mercantilismo / Monte dei Paschi di Siena / Casa delle compere / […]

    Scandalo MPS – Le Curiose Affermazioni di Profumo e la Soluzione Monti-Bond

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    Giovedì, Febbraio 7th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Scandalo MPS / MPS / Corte dei Conti / Scandalo bancario / Italia / Corruzione / Monte dei Paschi di Siena / Monti Bond / Alessandro Profumo / Mario Boghezio / Antonveneta / Denuncia MPS / Procura della Repubblica / Andrea Enia / Mario Draghi […]

    Scandalo MPS – L’Ombra di Goldman Sachs e il Ruolo Ambiguo di Draghi

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    Mercoledì,  Gennaio 30th/ 2013 – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato –  Scandalo MPS – L'Ombra di Goldman Sachs e il Ruolo Ambiguo di Draghi / Monte dei Paschi di Siena / Scandalo del Monte dei Paschi di Siena / MPS / Banca Antonveneta / Bruxelles / Parlamento europeo / Commissione / Italia / Mario Borghezio / Denuncia […]

    Subprime – Le ovvie ammissioni della FED e l’altra Crisi Indotta, quella dell’Eurozona

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    Lunedì, Gennaio 28th/ 2013 – di Vincenzo Folino –  Subprime ed Eurozona – due crisi Diverse / Usa / Crisi Mutui Sub Prime / Crisi Usa / Crisi Eurozona / Federal Reseve / Bear Stearns / Lobby / Errori calcolati / Milliam poole / Euro   Federal Reserve     Washington             […]

    Scandalo MPS – Eppure io Denunciavo già nel 2008

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    Giovedì,  Gennaio 24th/ 2013 – di Mario Borghezio, eurodeputato –    Iniziativa di libero confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa Monte dei Paschi di Siena / Scandalo del Monte dei Paschi di Siena / MPS / Banca Antonveneta / Bruxelles / Parlamento europeo / Commissione / Italia / Mario Borghezio / Denuncia / Procura della Repubblica […]

    La Germania rimpatria l’Oro: Ecco cosa si Nasconde Dietro il Mistero delle Riserve Auree Richiamate

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    Venerdì, Gennaio 18th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –  Oro tedesco / La Germania rimpatria l'Oro / Germania / Riserva aurea / Federal Reserve / Bundesbank / Vincenzo Folino / Osservatorio Nazionale sulle politiche dell'Ue / Qui Europa / Handelsblatt / Banque de France / Bank of England / Debtocracy / Eurobond / mani […]

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio: Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

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    Mercoledì, 16th Gennaio / 2013 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Italia / Crisi / Economia / Banche / Signoraggio bancario / Truffa / Falso in bilancio / Banca d'Italia / Elezioni politiche / Mes / Fiscal Compact / Movimento 5 stelle / Moneta / Euro / Beppe Grillo / Giacinto Auriti / […]

    Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

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    Giovedì, Gennaio 3rd/2013 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Egemonia anglofona / Delors / Egemonia Anglofona sull'Europa / Gran Bretagna / Jacques Delors / Commissione europea / Ue / Charles De Gaulle / Mario Monti / David Cameron / Tobin Tax / City / Usa / Neocolonialismo / Board Bce / Sacco del Britannia /Bce […]

    Grillo Casca sul Signoraggio Bancario – Bluff M5S?

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    Sabato, Dicembre 29th/ 2012  – di Vincenzo Folino –  Signoraggio / Grillo e il Signoraggio / Beppe Grillo / Farsa / Signoraggio Bancario / Truffa / Maschere / Populismo / Movimento 5 Stelle / Programma M5S / scomparsa genetica dei partiti / Primarie on-line / Aspen Institute / JP Morgan / Casaleggio  Grillo casca sul Signoraggio Bancario: la radice di […]

    Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà: Speculazioni finanziarie e fughe di Capitali all’orizzonte

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    Giovedì, Dicembre 13th/ 2012 – Redazione Qui Europa  – Strasburgo / Tobin Tax / Parlamento europeo / Assemblea plenaria / Adesione Italia / Cooperazione rafforzata / No della Gran Bretagna / James Tobin / Delocalizzazione finanziaria / Fuga di capitali europei all’estero / Angela Merkel / Francois Hollande  / Tassa sulle transazioni finanziarie / Codecisione […]

    Fiscal Compact ed Euribor: Ingannevoli strumenti imperiali

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    Mercoledì, Dicembre 12th/ 2012 –  di Sergio Basile – Euribor / Fiscal Compact / Mario Borghezio / Parlamento europeo / Strasburgo / sistema di connivenza nella fissazione dell'Euribor / Ministro Moavero / Emminenza grigia / Giuseppe Guarino /  commissione Crim del Parlamento europeo / Nuovo Ordne Mondiale / global governance / Eba / andrea Enria / Procura di Trani / Truffa alle […]

    Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario e sulle Strategie di Draghi

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    Sabato, Dicembre 8th/ 2012  – L'Editoriale, di Franco Cima e Sergio Basile  –   Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario / Mario Draghi / Bce / Francoforte / Roma / Banche / Signoraggio / Truffa del sistema monetario /  Il potere delle banche / Sistema bancario / Franco Cima  / Target 2 / Francoforte / Germania / Sergio Basile […]

    Digressioni sul Signoraggio Bancario e sulla più Grande Menzogna Liberale dei Nostri Tempi, in attesa delle Elezioni

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    Martedì, Dicembre 4th/ 2012  – L'Editoriale, di Franco Cima e Sergio Basile –  Digressioni sul Signoraggio Bancario / Grande Menzogna Liberale / Elezioni / Banche / Signoraggio / Truffa del sistema monetario /  Il potere delle banche / Sistema bancario / Franco Cima  / Benito Mussolini / Banca d'Italia  Signoraggio / Bri / Maurice Allais / Bretton Woods / […]

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    Sabato, Dicembre 1st/ 2012  –  di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Unione Europea / Europa / Bruxelles / Madrid / Atene / Commissione Europea / Parlamento europeo / Consiglio europeo / Grecia / Spagna / Banche / Ricapitalizzazione / Crisi / Economia / Agenzie di Rating / Manifestazioni  Rating e Speculazione – Da […]

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    Mercoledì, Novembre 21th/ 2012 – di Sergio Basile – L'Impero delle Banche  / L'Europarlamento prepara l'Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti / Parlamento europeo / strasburgo / Unione europea/ Europa / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio […]

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    Mercoledì, Novembre 14 th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Complotto mercatista / Agenzia di Rating / Standard & Poor's / Procura di trani / Adusbef / Federconsumatori / Manipolazioni di mercato / Complotto mercatista / Mario monti / Goldman Sachs / Rating / Spread  Standard & Poor's e Fitch: le agenzie […]

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    Lunedì, Novembre 12th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Modern Money Theory / Paolo Barnard / RAI / Report  / Georg Friedrich Knapp / John M. Keynes / Warren Mossler / Centro per la piena occupazione e la stabilità dei prezzi / Conferenza Cagliari 27-28 Ottobre / Sovranità monetaria dello Stato / Capacità […]

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5 – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

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    Lunedì, Novembre 5th/ 2012  – L'editoriale del Lunedì, di Sergio Basile e Silvia Laporta –  Schiavi di un Debito Illegale / Denaro e Banche / Segreti dei nuovi Padroni del Mondo /  Crisi eurozona / Le Confessioni di Sir Josiah Stamp / Denaro / Bibbia / Vangelo / Mammona / Francoforte / Bruxelles / Sistema Bancario / Società moderna […]

    Monti scambia gli Euroscettici per Nazionalisti e Rilancia l’Unione Bancaria per fine 2012

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    Mercoledì, Ottobre 17th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Parlamento Europeo / Bruxelles / Crisi / Eurozona / Mercato unico europeo / Debito pubblico / Mario Monti / Angela Merkel / Corrado Passera   Mercato Unico Europeo: Monti avverte “Attenzione, potrebbe scomparire!” Il premier italiano scambia gli "euroscettici" per "nazionalisti" e […]

    Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

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    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012 – di Max Cittadino – Unione bancaria / Bruxelles / Francoforte / Roma / Eurozona / Bce / Mario Draghi / Too Big To Fail / Rinazionalizzazione della banca d'Italia / Nazionalizzazione dei Gruppi bancari / Humus criminogeno / Project Bond / Unione Bancaria / Signoraggio bancario / Euro / Lira […]

    Tobin Tax – L’Italia ci Ripensa e dice Si. La tassa Partirà con soli 11 Paesi

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    Mercoledì, Ottobre 10th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Tobin Tax / Adesione Italia / Cooperazione rafforzata / Ferdinando Nelli Feroci / George Osborne / Ecofin / No della Gran Bretagna / Algirdas Semeta / James Tobin / Delocalizzazione finanziaria / Fuga di capitali europei all’estero / Angela Merkel / Francois Hollande […]

    Via al Fondo Ammazza Stati: 11° Comandamento, Servi il Mercato Dio Tuo!

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    Martedì, Ottobre 9th/ 2012 – di Sergio Basile – Germania / Italia / Lussemburgo / Francoforte / Board BCE / Verona / Arena di Verona / Ecofin / Unione europea / BCE / Mario Graghi / Mario Monti / Olli Rehn / Manuel Barroso / Vittorio Grilli / MES / ESM / Fondo Salva Stati / Fondo […]

    Basilea 3 e la nuova ricetta per cambiare il settore bancario? Diffidiamo!

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    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Banche / Basilea 3 / Settore Bancario / riforma Banche / Josè Barroso / Ue / crisi economica / Banca centrale finlandese / Erkii Liikanen / presidente del mercato interno Michel Barnier / borsa / speculazioni bancarie / Basilea 3 / Confindustria/ Abi/ Cooperative/  rete imprese […]

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4: Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

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    Lunedì, Agosto 27th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile – Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio […]

    Spread, Tragedia annunciata – la BCE di Capitan Draghi rimanda tutto a Settembre

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    Venerdì, Agosto 24th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Unione Europea / Europa / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Moneta Unica / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti  /  Dittatura MES / ESM / Previsioni di Moody's / Bundesbank / Autunno caldo / […]

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

    Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

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    Mercoledì, Agosto 8th/ 2012 – L'editoriale di Sergio Basile –    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital […]

    Mutui – Caso Euribor: Ecco come milioni di Italiani potrebbero essere stati truffati per miliardi di euro

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    Sabato, Luglio 4th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea/ Europa / Italia / Finanza / Economia / Interessi / Mutui / Manipolazione indici / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Scandalo Libor / Libor / Euribor / Barclays / Procura di Trani / Antitrust / Avaz / Indici truccati: scandalo in […]

     

  • UK Fuori dall’Unione Europea? Cameron minaccia il Referendum

    UK Fuori dall’Unione Europea? Cameron minaccia il Referendum

    Mercoledì, Gennaio 23rd/ 2013

    – Redazione Qui Europa  –

    Referendum unione europea / David Cameron / Unione europea / City / Londra / Dittatura Finanziaria / Speculazione finanziaria / Londra / David cameron / Abbandono eurogabbia / Martin Schultz / Nicolas Sarkozy / Carla Bruni / City / Parigi / Francia / referendum 

    UK Fuori dall'Unione Europea? Cameron

    minaccia il Referendum  

    Intanto Sarkozy fa le valigie e va a vivere nella

    City of London

    David Cameron

    Londra – Clamoroso, ma alla resa dei conti strategicamente prevedibile! Il primo ministro del Regno Unito, David Cameron, nelle scorse ore ha promesso, o meglio minacciato, per il prossimo futuro un referendum al fine di far decidere ai sudditi di Sua Maestà l'eventuale permanenza dei Britannici nell'Ue.  La consultazione referendaria sarà tuttavia proponibile – a detta di Cameron – "solo dopo che Londra avrà rinegoziato il suo rapporto con l'Europa, dopo le elezioni del 2015". A condizione (ovviamente) che i conservatori rimarranno al governo. Spot pre-elettorale, subdola strategia opportunistica o reale voglia di evadere dalla gabbia europea? Probabilmente più la seconda opzione, considerando tuttavia come buono anche l'euroscetticismo dilagante nell'intera isola, e non solo. Cameron ha inoltre enfatizzato la sua scelta parlando espressamente e senza peli sulla lingua di ''biglietto di sola andata''.  Certo in questi giochi di potere la strategia prevale, ed alla fine molti osservatori internazionali sono pronti a giurare che dietro ci sia solo il tentativo della privilegiata Londra di ottenere ulteriori nuove posizioni di vantaggio rispetto alla fredda e sterile austerity propinata agli europei dai tecnocrati di Bruxelles. Una cosa è ormai palese – ed in questo concordiamo con Cameron – "la frustrazione e la delusione verso l'Ue è oggi ai livelli più alti di sempre''. Pronta la replica da Bruxelles del Presidente del Parlamento Europeo Martin Schultz, secondo il quale ''L'Europa non è un'opzione". Intanto nelle ultime ore è stata diffusa – con molto stupore – anche l'indiscrezione secondo la quale addiritura l'ex premier Nicolas Sarkozy (il fedelissimo del rigore merkeliano, tanto per capirci: l'impositore di spese militari folli a carico dei poveri Greci – nel 2011 – per compiacere le lobby transalpine e probabilmente altri ignoti e poco nobili interessi) abbia fatto le valige e si sia trasferito assieme a Carla Bruni proprio a Londra. Come dire: l'Eurozona e l'euro sono per voi stupidi poveracci! Quando lo capiranno i nostri asserviti e falsi politici? Quando capiranno che uscire dall'Ue è l'unica speranza di salvezza per l'Italia?

    S. B. (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

    Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

    Giovedì, Gennaio 3rd/2013

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile –

    Egemonia anglofona / Delors / Egemonia Anglofona sull'Europa / Gran Bretagna / Jacques Delors / Commissione europea / Ue / Charles De Gaulle / Mario Monti / David Cameron / Tobin Tax / City / Usa / Neocolonialismo / Board Bce / Sacco del Britannia /Bce / Imperialismo anglofono / Transazioni finanziarie / Direttive europee / Wall Street / Paradisi fiscali / Silvia Laporta / Sergio Basile / Tecnocrazia / Consiglio europeo / Euro / Masochismo dei popoli europei / Muro di Berlino 

    Finanza – L'Egemonia Anglofona sull'Europa

    E' giusto che Londra rimanga nell'Ue? Il parere di Delors

    L'analisi dettagliata del socialista francese, già presidente

    della Commissione Europea e la truffa finanziaria e

    mercatista che rende l'Europa schiava dei Paesi anglofoni

    L'Analisi di "Qui Europa": la gabbia europea ci sta portando

    all'autodistruzione! Uscirne al più presto la priorità dei popoli!

    Cosa si nasconde dietro la strategia di accentramento continentale:

    Il Piano Delors

     

    di Silvia Laporta e Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Finanza   L'egemonia anglofona sull'Europa                                   

    Parigi, Londra – Mentre i Francesi sono alle prese con il caso Depardieu (Putin ha offerto cittadinanza russa all'attore) e con la fuga dei super-ricchi dalle grinfie del nuovo "fisco all'austerity" imposto dal governo di Francois Hollande, Jacques Delors, socialista francese e già Presidente della Commissione Europea (nonchè membro della celeberrima Commissione Tilaterale) ha inscenato una sorta di polemica (o pseudo-tale) nei confronti della Gran Bretagna. Ma a ben vedere le argomentazioni poste  sono venute da un tecnocrate, ossia da una delle persone che vorrebbe vedere i 27 abbandonare pian piano la propria sovranità  politica ed economica per sottostare ai diktat pieni della Commissione Europea e alla scure della Bce.  Le sue obiezioni di primo acchitto sono apparse apparentemente condivisibili, ma da un'analisi più dettagliata, come vedremo, in larga parte totalmente pive di senso. L'interpetazione del "Delors pensiero" potrebe aprire, infatti, ad ancor più pericolose derive colonialistiche. Vediamo perchè!

     Le ragioni di Delors  La Gran Bretagna fuori dall'Ue                      

    In una intervista ad un quotidiano tedesco, l'ex-politico ha esposto le sue ragioni:  "la Gran Bretagna dovrebbe uscire dall'Ue ed optare per un'altra forma di legame privilegiato politico ed economico". Il motivo? "Gli Inglesi – nota Delors – vivono in una situazione di estrema comodità". Bella scoperta, caro Delors! "Troppo semplice – ha sostenuto ancora Delors – appartenere all'Unione Europea, senza però prendersi le responsabilità di questo legame!". Considerazione inoppugnabile! In parole spicciole – come ampliamente dimostrato da "Qui Europa" finora –  i britannici fanno i propri interessi, sia politici che economici, mantenendo però saldamente la loro posizione di appartenenza condizionata ai 27 paesi. La posizione di Delors risalirebbe – secondo l'intepretazione ufficiale manifestata da molti tabloid europei – al lontano 1972, quando il socialista francese era consigliere del primo ministro gollista, Jacques Chaban Delmas. Delors sarebbe stato totalmente contrario all'entrata di Londra nell' Unione Europea e  l’allora Presidente della Repubblica, Georges Pompidou,  – secondo l'interpretazione che va per la maggiore – avrebbe salvato la City definendo "senza senso" un'Unione Europea senza Londra.

     L'egemonia anglofona   UK complice Usa                                          

    Ma nel tempo molte sono rimaste le anomalie intorno al rapporto "privilegiato" tra Londra e Bruxelles. Aggiungiamo per dovere di cronaca, per completezza, che la stessa Banca d'Inghilterra (in assoluta autonomia rispetto a Bce ed Eurozona) detiene ancor oggi la maggioranza relativa delle quote bancarie della stessa Bce. Pazzesco ma vero!  Pertanto non solo predominio finanziario indiretto della City (predominio recentemente rafforzato dalla stessa tecnocazia del Consigio Europeo, nel quale Monti è stato determinante, con l'adozione di una Tobin Tax non estesa a tutti ma estesa a soli 11 Paesi (fessi): manovra autolesionista tale da favorire  (vedi allegato) la controproducente fuga dei capitali di tali Paesi proprio verso la City di Londra) ma anche altre forme di sottile e strategico controllo. 

     Dietro le ovvietà   Il sottile gioco dei tecnocrati                                

    Delors si è detto altresì convinto – in un festival delle ovvietà e delle mezze verità – come d'altra parte anche lo stesso Charles De Gaulle (presidente francese dal 1958 al 1969) che la  Gran Bretagna fosse solo un escamotage che gli Usa volevano utilizzare per tenere sotto controllo  un’Europa che era forte politicamente, militarmente ed economicamente e non perdere la propria supremazia. E su questo c'è piena identità di vedute. Cosa diversa, invece, sulle conclusioni poi tirate da Delors. La Gran Bertagna – inutile negarlo – ha sempre privilegiato (per motivi linguistici, legami storici ma, soprattutto, interessi finanziari) gli Stati Uniti, trincerandosi fittiziamente dietro sentimenti europeisti (a corrente alternata): un lavoro certosino e sistematico di disgregazione dell'Europa e della sua economia

     Il Liberismo europeo?   Una bomba per distruggere l'Europa!       

    Delors è parso apparentemente indignato davanti ad un'apertura dei mercati realizzata solamente per aiutare le banche e le multinazionali. Un'apertura che – come evidente a tutti – ha provocato l'abbassamento del costo del lavoro provocando nel contempo il fallimento di decine di migliaia di piccole imprese.  Ad oggi lo stato delle cose è dunque davvero pessimo. Ma le conclusioni alle quali è giunto l'ex Presidente della Commissione Europea  non sono per nulla  condivisibili. In tali condizioni di disordine economico-finanziaio e di disagio – ci viene da obiettare – caro "presidente" lei propone il modello di un'Europa più "continentale",  e "che non abbia bisogno dell'Inghilterra e degli Usa per andare avanti".  Ma lasciando tutto invariato e consentendo la definitiva fuga dalla gabbia della sola Gran Bretagna, la situazione giocherebbe ancora una volta a solo vantaggio del colonialismo anglofono. Non trova caro Delors?

     Un'osservazione fondamentale   Il nocciolo del cancro mercatista 

    Permettere ora la sola fuoriuscita dell'UK di Cameron dall'Ue, senza prima porre fine a questo distruttivo liberismo e senza invertire il processo di distruzione e disintegrazione degli stati in effetti farebbe proprio il gioco del colonialismo anglofono sulla stessa Europa, rafforzando ancor più tale tendenza. D'altronde il caso lapalissiano dell'anomala presenza di Londra nell'Unione è la non partecipazione al sistema dell’euro va proprio letta in tal direzione. Un rappoto storico di pura convenienza! Allora ci chiediamo: Perchè Londra ha un peso determinante nella Bce – banca a carattere privatistico che stampa le banconote dell'euro senza  adeguata copertura in oro – senza aver adottato l'euro stesso come propria moneta? Gli inglesi, dal canto loro, pensano bene a mantenere la sterlina, garanzia ed espressione del suddetto colonialismo, senza incorrere  nei disastrosi effetti collaterali dell'iniquo euro. Ciò mentre il 70% delle transazioni di titoli emessi in euro passa sempre  per la piazza di Londra, tanto che – come denunciato in più occasioni da "Qui Europa" – la City of London si è trasformata nel maggior centro finanziario continentale (il secondo al mondo dopo Wall Street) fornendo nel contempo servizi finanziari all’intera unione economica europea, ma traendo dall'Unione soli vantaggi. Una sorta di secondo "Sacco del Britannia" (vedi allegato) però di dimensioni ancora maggiori: per l'appunto continentali.

     La priorità   Porre fine al colonialismo Commonwealth                   

    Al tempo stesso la City è rimasta una piazza finanziaria che risponde in minima parte alle direttive europee. Il risultato – riepilogando – è che  la Gran Bretagna non fa parte dell'Eurozona, ma condiziona pesantemente la nostra moneta unica e lo stesso spread  tra i titoli pubblici più forti, i tedeschi Bund, e quelli sottoposti ad attacchi speculativi: come Bonos spagnoli e Btp. Una speculazione che inizia da Wall Street, dalla City e dai paradisi fiscali posti sotto la sovranità anglo-americana: iIl che testimonia non solo l’approccio autolesionista  dei Paesi europei – incapaci non soltanto di tutelare i propri interessi ma anche di individuare i propri nemici reali – ma anche il loro tentativo, per mezzo della tecnocrazia dominante, di salvaguardare per copione gli interessi anglofoni contro gli interessi degli stessi popoli europei. Stesso dicasi sul piano "prettamente industriale" con il predominio delle lobby tedesche. Basta! O questa dittatuta cambia o è meglio uscire tutti da questa gabbia di matti chiamata Unione europea, che ci costa miliardi di euro l'anno a fronte di lacrime e sangue, e zero vantaggi. E' l'ora di capirlo, cari lettori! Ma gli europei – ci chiediamo – sono davvero un popolo di masochisti o eterni illusi? 

    Silvia Laporta, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Schede e Approfondimenti                                                                                    

     Il Piano Delors e il Mondialismo                                                    

    Il Piano Delors – Nel 1989, quasi contestualmente alla caduta del Muro di Berlino, il Rapporto Delors (allora Presidente della Commissione della CEE) delineava i tre passaggi chiave verso la realizzazione dell'unione economica e monetaria europea. Il primo fu sancito nel luglio 1990, attraverso lo SME (Sistema Monetario Europeo) proteso a rafforzare il raccordo tra le monete dei Paesi comunitari, e la creazione del SEE (mercato interno europeo): il secondo fu proteso alla creazione del SEBC (Sistema Europeo di Banche Centrali) a carattere sostanzialmente privatistico (con pieni poteri di signoraggio, a discapito della sovranità monetaria e finanziaria degli stati nazionali) e con poteri di controllo enormi.

     Il Piano – Le strategie eseguite in Italia                                          

    In Italia contestualmente Draghi & C. sul panfilo della Regina Elisabetta (Britannia) davano luogo all'ominimo "sacco", iniziando un programma di privatizzazioni senza precedenti. Nel 1992 il Decreto Carli-Amato portò alla privatizzazione della Banca d'Italia, che divenne succube delle scelte dei banchieri privati (che ottennero di fatto il 96% delle quote azionarie); Il terzo passaggio verso l'accentramento portò alla ceazione di tassi di cambio fissi e alla moneta unica: la cosiddetta "moneta imperiale" del nuovo super-stato accentratore chiamato Unione europea, l'euro.

     Il trattato di Maastricht                                                                     

    Fondamentale fu poi il Trattato di Maastricht, firmato anch'esso nel 1992 (in una strategia ben studiata e pianificata) con lo scopo di dare agli organismi Ue (specie consiglio e Commissione) più poteri in campo politico e organizzativo, favorendo unione monetaria e di politica estera (e di sicurezza) comune (ma ovviamente filo Nato). 

     Il vincolo del 3%, la BCE e l'ingresso nell'euro-gabbia                

    Il trattato stabiliva inoltre le condizioni per entrare nell'UEM: tra l'altro fu stabilito che il tasso di sconto non avrebbe dovuto essere superiore al 2% rispetto a quello dei tre Paesi a più bassa inflazione. Infine, e qui ricasca l'asino, fu stabilito che le finanze pubbliche avrebbero dovuto contenere le spese correnti entro il 3% del PIL e il debito pubblico complessivo doveva dimostrare di scendere verso il 60% del PIL. Pur sapendo che a lingo temine – vista la futura ceazione del sistematarget 2 di regolamentazione interbancariatra banche centrali – ciò sarebbe stato semplicemente impossibile ed implosivo per l'intera Unione, visto la profonda differenza tra le economie dei diversi stati dell'Unione. Porli sullo stesso piano equivalse dunque ad un vero e proprio suicidio. Nel 1994 fu poi la volta dell'Istituto Monetario Europeo (IME) – preparatorio alla transizione verso l'euro – e la Banca Centrale Europea (BCE) che lo sostituì. 

     Delors e la Commissione Trilaterale                                               

    Curioso è notare come lo stesso Delors – cui posizioni ufficiali in merita ai problemi di sovranità si mostrarono da sempre vicine ad un ridimensionamento reale della democrazia dei paesi comunitari, a vantaggio di una cerchia ristretta di personaggi – provenisse dalla Commissione Trilaterale – come d'altronde altri autorevoli personaggi del mondo politico e bancario come Robert D. Hormats, anche membro del Bilderberg Group e vicepresidente della banca ebraica Goldman Sachs. La molti sono i personaggi vicini ai progetti di accentramento europeo e provevienti dagli ambienti della Trilaterale. Tra di essi Henry Kissinger, Helmut Schmidt, il giapponese Ogata e Richard Gardner (esponente di punta della comunità ebraica americana) giusto per fare qualche nome. Senza ovviamente dimenticare gli italiani Giorgio La Malfa (Bilderberg Group, Commissione Trilaterale, Istituto Affari Internazionali italiano); lo stesso Silvio Berlusconi (anche come noto ex membro della P2); Luciano Benetton; Gianni e Umberto Agnelli e Giorgio Benvenuto (sindacalista della U.I.L.). Ma la lista è lunga e corposa, da destra a sinistra, al centro. Il trasversalismo politico è sempre stato la principale costante. Ciò dimostra anche come la politica di oggi sia diventata per lunghi tratti una sorta di segreteria del mondialismo dominante e lontanissima dal considerare l'uomo e la sua dignità (e sacralità) quali epicentri dello sviluppo della società civile, contrariamente a quanto sostenuto da Papa Leone XIII nella sua Rerum Novarum: enciclica oggi di fatto ridotta a carta straccia. E le conseguenze si vedono!

    Redazione Qui Europa

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  • Parigi e Berlino rilanciano il tormentone “Tobin Tax” – Roma e Madrid decisive

    Parigi e Berlino rilanciano il tormentone “Tobin Tax” – Roma e Madrid decisive

    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012

    – Vincenzo Folino –

    Unione europea / Tobin Tax / Tassa sulle transazioni finanziarie / Italia / Spagna / Francia / Germania / City / Londra / Dittatura Finanziaria / Speculazione finanziaria / Premio Nobel per la Pace / Muhammed Yunus / Commissione europea / cooperazione rafforzata / Parigi / Berlino / Roma / Madrid / Signoraggio 

    Parigi e Berlino rilanciano il tormentone

    "Tobin Tax"

    Italia e Spagna saranno gli aghi della bilancia

    al Consiglio europeo 

    La campagna de "L'Unità" in Italia e il monito del Nobel

    per la Pace Muhammed Yunus 

    Bruxelles, Parigi, Berlino, Londra, Roma, Madrid –  Come succede ormai ciclicamente da diversi anni a questa parte, in questi giorni è tornato alla ribalta il problema relativo all'approvazione della famosa Tobin Tax, la "tassa sulle transazioni finanziarie". La tassa infatti – proposta nel lontano 1972 dal  premio Nobel per l'economia James Tobin, maestro dello stesso professor Monti – dopo tanti anni di chiacchiere potrebbe questa volta diventare realtà. L'accellerata in tal senso è arrivata la scorsa settimana dall'asse Parigi-Berlino, quando i ministri delle Finanze dei due paesi hanno inviato una lettera alla Commissione europea, chiedendo di avviare la procedura per la "cooperazione rafforzata"; questa consentirebbe di approvare la Tobin Tax con il consenso di nove Stati membri insieme con il via libera della maggioranza qualificata del Consiglio. E se l'obiettivo di Francia e Germania è quello di far entrare in vigore la nuova imposta già dal 2013, dall'altra parte bisogna fare i conti con il fronte dei "no", che vede schierati, in primis – ovviamente, non poteva essere altrimenti – la Gran Bretagna, e poi a seguire Svezia, Lussemburgo, Olanda, Irlanda e Malta. Tra i favorevoli dovrebbero esserci invece Austria, Belgio, Grecia, Portogallo e Cipro.

     Italia e Spagna: gli aghi della bilancia per la Tobin Tax 

    Ma i veri aghi della bilancia, quelli da cui dipenderà la sorte della Tobin, per dimensione economica e numero di voti in Consiglio, saranno Italia e Spagna, che esporranno il loro parere in occasione del vertice dei capi di Stato e di governo del prossimo 18 e 19 ottobre. In questo quadro s'inserisce l'iniziativa de "l'Unità", un vero e proprio appello al premier Mario Monti perchè sostenga l'iniziativa franco-tedesca per l'introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie a carattere speculativo. "Per una finanza buona – dunque – sì alla Tobin Tax europea" scrive "l'Unità" di stamane , al cui appello hanno aderito già oltre seimila cittadini, tra cui rappresentandi del mondo del lavoro, politici, economisti, ricercatori.

     Il monito del Nobel per la Pace Muhammed Yunus 

    Ha aderito all'iniziativa anche Muhammed Yunus, padre del microcredito a livello planetario e Premio Nobel per la Pace nel 2006, il quale si è detto "profondamente convinto che il capitalismo tradizionale ha risolto soltanto una parte dei problemi di sviluppo dell'umanità e ha portato all'arricchimento di troppo pochi, anche nei Paesi emergenti", sostenendo che "bisogna completare il lavoro iniziato e affiancare al modello capitalistico tradizionale, basato sul profitto, anche un modello di sviluppo sociale in cui è l’azienda che fa profitto e che diffonde ricchezza intorno a sé, anziché concentrarla su singoli individui". A sostegno dell'appello de "l'Unità" si sono schierati, tra gli altri, Raffaele Bonanni, Guido Rossi, Francesco Guccini, fino al presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, il quale ha affermato che "la tassa sulle transazioni reitrodurrebbe equità nel nostro paese".

     Il vero problema non è la Tobin Tax 

    Noi aggiungiamo che – purtroppo – ciò ovviamente non sarebbe sufficiente: rappresenterebbe solo uno dei piccoli passi verso la rinascita. Piccolo se proporzionato al problema gigantesco della speculazione bancaria sulla stessa emissione dell'euro ed al correlato fenomeno del signoraggio. l'equità – consentiteci – è tutt'altra cosa, ma è pur vero che da qualche parte si deve pure iniziare! Segnaliamo anche l'adesione di Giampietro Pizzo, presidente della rete italiana di microfinanza, secondo il quale "è da un pezzo che l'Italia avrebbe dovuto adottare questa misura della Ttf". A questo si aggiunga anche la posizione, sempre favorevolista, degli Eurodeputati del PD, che in tale direzione dopo essersi improvvisamente svegliati da un lungo e paralizzante  torpore hanno (finalmente) inviato una lettera al governo italiano, proprio in favore dell'approvazione della "Tobin Tax".

     L'iniziativa de "l'Unità" e i miracoli del "Chirurgo Monti" 

    Possiamo dire che l'iniziativa de "l'Unità" è ingranata piuttosto bene, adesso spetta a Monti fare il resto, sperando che questa promettente misura non vada – tuttavia – a vantaggio dei soliti furbi della City, finendo per rivelarsi un pericoloso boomerang per i Paesi Piigs, spaventando gli investitori. Solo un commento: rimane una certezza, e questa si riferisce alla necessità che il settore finanziario (il padrino della dittatura finanziaria instauratasi in Europa) dia il giusto contributo per coprire i costi di una crisi che non a caso è stata battezzata come "finanziaria", e che proprio per questa ragione non può gravare sulle spalle dei cittadini. Oggi ridotti ad una massa informe di schiavi senza (quasi) dirittiNe sanno qualcosa  – ad esempio – i matati gravi che da mesi attendono un provvidenziale ricovero in ospedale, dopo i tagli di oltre 7000 posti letto operati dal "chirurgo Monti"; o i padri di famiglia che non potendo contare su cavalli o muli, sono costretti ogni giorno a fare rifornimento alla propria auto, per raggiungere di buon mattino il posto di lavoro, pagare gli interessi bancari passivi (da usura) alle banche, e – con quel poco che ne resta –  "tirare a campare" sino a fine mese.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Luglio 12th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Ecofin / Bruxelles / Crisi economica / Monti / Merkel / Pil / Spagna / Juncker / Unione europea / El Pais / Project bond / Finanza / Banche / Raccomandazioni / Austerity / Rajoy / Ue alla resa dei conti / Debitocrazia / Delirio Project Bond  […]

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    Mercoledì, Luglio 11th/  2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti   Monti : "Non resterò dopo il 2013" Le perle di saggezza del professore […]

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  • Ecofin – stallo su ricapitalizzazioni bancarie

    Ecofin – stallo su ricapitalizzazioni bancarie

    Giovedì, Maggio 3rd/ 2012

    – di Sergio Basile – 

    Unione europea / Consiglio europeo / Ecofin / Ministri delle Finanze Ue / Ricapitalizzazioni bancarie / Speculazioni / Polonia / Svezia / Repubblica Ceca / Regno Unito / Tier Core 1 / Eurozona / City / Eba / Raccomandazione Eba / Ingerenze del Regno Unito / Riserva Patrimonialre / Basilea II / Basilea III / Opposizioni / Posizioni divergenbti / Ipotesi maggioranza / Catanzaro / Convegno sulla Crisi Ue di Catanzaro / Università Magna Graecia / Crisi del welfare / Povertà / Contraddizioni / Osservatorio Qui Europa / Sergio Basile 

    Ecofin – nulla di fatto su riforma 

    ricapitalizzazioni bancarie

    La City rivendica maggior flessibilità: intanto

    speculazione e povertà dilagano senza freni

    Bruxelles, Francoforte, Londra, Catanzaro – Si è appena concluso, alle ore 2,00 della scorsa notte, il meeting Ecofin sulle delicate questioni legate alle celeberrime ricapitalizzazioni bancarie nell’Eurozona. Una seduta  piuttosto estenuante – lunga circa sedici ore – ma, tuttavia,  non sufficiente ai ministri delle finanze della Ue per raggiungere un soddisfacente accordo sulla modifica dei parametri di capitalizzazione delle banche, contro – almeno a sentire i comunicati ufficiali – i presunti rischi di fallimento e di stress,  definiti nell’ambito di Basilea 3.  Ma d’altra parte, traspare chiaramente come oggi tali rischi di fallimento siano più che mai di esclusiva spettanza delle aziende private e degli stessi cittadini europei, più che delle banche. Se analizziamo infatti le dinamiche economiche e finanziarie della crisi, si comprende facilmente come gli istituti bancari abbiano fatto incetta di titoli del debito pubblico degli stati sovrani – soprattutto di quelli dei paesi cosiddetti “Piigs” – con introiti lauti e legati agli interessi d’oro – del 6% e anche più – mantenuti alti dall’infausto e beffardo meccanismo del rating e dello spread applicato agli stessi stati ed ai loro titoli “sovrani” del debito pubblico. Ciò cozza fortemente con questi presunti rischi di fallimento degli istituti di credito, che davvero non si comprende come possa avvenire. Intanto mentre gli interessi ed i guadagni degli investitori – tra i quali le stesse banche – lievitano, a fallire è il welfare state europeo e le aziende fiore all’occhiello di paesi come la stessa Italia.  

       Posizioni diverse ma speculazioni uniche – Le ingerenze della City   

    La presidenza danese – quella di turno dell’Ue – rappresentata dal ministro danese delle finanze Margrethe  Vestager,  è stata costretta quindi a rinviare il tutto al prossimo 15 maggio: troppe infatti le differenze d’opinione, espresse e rilevate nell’assemblea, tra gli stati membri. Da parte sua la City di Londra – come noto la prima piazza bancaria d’Europa – ha fatto sentire tutto il suo peso politico – ricordiamo che la Banca d’Inghilterra pur non essendo il Regno Unito paese membro dell’Eurozona, è ad oggi, curiosamente, l’azionista di “maggioranza relativa” della Bce – nel pretendere per i governi nazionali una libertà quasi completa di imporre “requisiti di capitale addizionali” (o “buffer sistemici”) da aggiungere all’8% minimo individuato dagli accordi di Basilea 3: coefficiente già abbastanza alto di per sé.  Ciò, come i nostri lettori capiranno, andrà ad innalzare i coefficienti di Riserva Patrimoniale di – diciamo così – “sicurezza” delle banche: iper-protette malgrado i vantaggi legati alla speculazione sui titoli del debito pubblico dei Piigs (dei quali beneficiano in maniera diretta) e malgrado ricevano euro dalla Bce al tasso dell’1%, “rivendendoli” poi agli stati ed ai privati ad un tasso francamente  inaccettabile: più o meno vicino al 6%. Evidentemente qualcuno ha perso la bussola, ed in maniera pesante! Con Londra, tuttavia, hanno fatto un coro unico la Polonia (che ha rivendicato addirittura la  “flessibilità anche nell’imposizione di buffer diversi tra casa madre di un istituto di credito e le sue filiali sparse in altri paesi Ue”) assieme a Svezia e Repubblica ceca.

      La raccomandazione dell’Eba   

    In merito va ricordato che l’Autorità bancaria europea (Eba) ha emanato di recente una Raccomandazione sul capitale delle banche che fa seguito “all’esercizio sul capitale” annunciato il 26 ottobre scorso, ed inerente ad un pacchetto europeo più ampio di misure, approvato dal Consiglio dei Capi di Stato o di Governo il 26 ottobre scorso. L’Eba, in pratica,  ha chiesto alle banche di – udite udite – “rafforzare la loro posizione patrimoniale costituendo un buffer di capitale eccezionale e temporaneo”. La costituzione del buffer di capitale (tetto, o riserva aggiuntiva di capitale) dovrà essere tale da portare, entro la fine di giugno 2012, il Core Tier 1 ratio delle banche al 9%. Percentuale davvero spropositata ed ancora più iniqua se si considerano i devastanti effetti recessivi che tale sistema, unito al fenomeno del “credit-crunch” (stretta creditizia) sta causando, in maniera diretta o indiretta,  all’intero sistema economico europeo. Giusto per la cronaca, c’è da dire che all’esercizio dell'Eba sul capitale hanno partecipato 71 banche europee, tra le quali i cinque maggiori gruppi bancari italiani: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e Unione di Banche Italiane. Ricordiamo che gli stessi sono oggi i proprietari reali della Banca d’Italia (di fatto “privatizzata” nei primi anni Novanta in seguito al decreto Carli-Amato, favorito dall’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato) in quanto dell’Istituto detengono, assieme ad altre banche ed assicurazioni il 96% del capitale azionario. E allo stato sovrano cos’è rimasto? Il solo 4%, detenuto attraverso l’Inps. Davvero strano e grave! Non trovate?

      Le proposte di compromesso Ecofin 

    Ma, tornando alle trattative Ecofin, l’ultima proposta di compromesso di stamane, emersa, fissava la percentuale di flessibilità al 3% per l'intera esposizione bancaria e la innalzava al 5% per quanto concerne le esposizioni bancarie domestiche e previa autorizzazione preventiva di Commissione Ue e/o dell’European Banking Authority (Eba). Degno di nota è stato l’intervento del ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schauble, che nella serata di ieri, nel corso dell’assemblea, aveva dichiarato: “Se non arriviamo ad un accordo stasera, c'é il pericolo che non ci arriveremo mai, e ciò sarebbe un disastro”. In effetti un disastro lo sarebbe ancor più e lo è tutt’ora da un’analisi seria e trasparente dei dati economici, incrociata a gli ultimi dati “sociali”: suicidi (17.000,00 nella sola Italia durante il 2011) e disoccupazione da record (addirittura del 50% in Grecia); migliaia di aziende fallite e svendute all’estero; delocalizzazioni senza freno. Ed il tutto quando ancora si parla di “credit-crunch” e di ricapitalizzazioni bancarie.  Numeri, questi, da far invidia a qualsiasi film apocalittico o horror made in Hollywood. Sarebbe ora di finirla! Queste – tra l’altro – saranno le tematiche che nella giornata di domani “Qui Europa” porrà a politici, economisti, giuristi, giornalisti ed esperti nazionali ed internazionali, convenuti, presso l’Ateneo Magna Graecia di Catanzaro, in occasione del convegno dal titolo “La Crisi Economica e Sociale dell’Unione Europea: Analisi e Prospettive”, promosso e co-organizzato dallo stesso Osservatorio Nazionale “Qui Europa” in Italia, nella regione Calabria: una delle più colpite dall’attuale crisi, e con una percentuale di disoccupati vicina a quella della vicina Grecia.

      Ecofin – L’azzardata opzione della “Maggioranza qualificata” 

    Intanto, in attesa dei risultati dei lavori del prossimo Ecofin di metà Maggio, ed in assenza di un poco probabile e plausibile accordo che sposi gli interessi e le prerogative di tutti e 27 i Paesi membri dell’Ue, la soluzione paventata – o meglio, azzardata – sarebbe quella di procedere a maggioranza qualificata. Ma, francamente, la capitalizzazione bancaria, in tempo di crisi e di speculazione, è un tema troppo delicato e spinoso da poter permettere un siffatto metodo “antidemocratico”. D’altra parte l’Europa è, o dovrebbe essere – in teoria – di pertinenza e “proprietà” di tutti gli Europei (500 milioni di anime) e non di uno sparuto pugno di menti illuminate. Non è eticamente e moralmente accettabile l’idea di un’Europa che possa permettersi di marciare a due o tre velocità per assecondare la cieca ed egoistica volontà di lobby e gruppi di pressione. Ma a parte tutto, consentiteci due battute: a fine Ecofin, quando partirà l’Eco-welfare per ricapitalizzare le tasche degli Europei? Quando verranno tagliate le ali della speculazione internazionale,  magari mettendo mano all’Art.123  del Trattato di Lisbona ed alla legge sulle società di rating? Questo francamente ci interessa in egual misura, se non di più!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

      Appendice – Cos’è il Core Tier? 

    Questo astruso termine è divenuto di uso comune nell’ambito degli accordi di Basilea. Esso, in pratica, attiene al patrimonio delle banche, del quale è componente essenziale. In particolare, è utile sapere che il capitale di una banca può essere distinto in due classi (o tier): una “primaria” (Tier 1) composta dal capitale azionario e riserve di bilancio provenienti da utili non distribuiti al netto delle imposte; un’altra “secondaria o supplementare”, composta da elementi aggiuntivi. Ora, con Basilea, al fine di evitare che il capitale Tier 1 venisse reso meno solido dall’uso di strumenti innovativi e altamente volatili, si decise di limitarne l’inclusione nel Tier 1 al 15%, e di escludere in toto i suddetti strumenti “innovativi” dal Tier 1 capital.  Inoltre, nacque un altro importante misuratore, il cosiddetto “coefficiente patrimoniale Tier 1” (che in effetti da la misura di patrimonializzazione di una banca: criterio spesso sotto accusa dagli osservatori internazionali e da molti economisti e nobel) ottenuto rapportando il Tier 1 alle attività ponderate per il rischio. Tale coefficiente patrimoniale (già molto robusto, ma che le lobby bancarie vorrebbero aumentare ancor di più) comprende in effetti: utili non distribuiti; Riserve, al netto dell'avviamento; Azioni ordinarie e di risparmio; Preferred Securities (cioè obbligazioni perpetue richiamabili non prima di 10 anni: il cui pagamento, tuttavia, può essere sospeso in presenza di andamenti negativi della gestione e privilegiate solo dinnanzi alla presenza di azioni ordinarie e azioni di risparmio). Ora, entrando più nello specifico – al fine di non restare nell’ignoranza della delicata tematica – c’è da sapere che il Tier 1 si scompone in Core Tier 1 (il cui ammontare deve essere non inferiore all'85% dell’intero Tier 1: formato dai primi 2 elementi sopra indicati) e Hybrid Tier 1: che accoglie invece solo le preferred securities, in un ammontare massimo non superiore al 15% dell'intero Tier 1.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Madrid-Spread 0-1, arbitra la Troika – l’Olanda ci ripensa

    Madrid-Spread 0-1, arbitra la Troika – l’Olanda ci ripensa

    Giovedì, Marzo 29th / 2012

    – di Franco De Demenico –

    Eurozona / Bce / Europa / Spagna / Citi / Spread / Real / Crisi / Willem Buiter / Olanda / Euro 

    Spagnoli sconfitti in casa:

    Madrid-Spread ( 0-1 ) – Partita truccata?

    Arbitra la triade Troika: Bce, Ue, Fmi – 

    Spagna in crisi, spread in rialzo a Madrid

    Intanto l’Olanda ci euro-ripensa

    Madrid – Il prossimo Paese a dover sorbirsi gli aiuti della Banca europea sarà la Spagna: così prevedono autorevoli osservatori, come lo stesso Willem Buiter, economista capo di Citigroup. "La Spagna sembra in procinto di entrare in un qualche programma della Troika, già dal 2012, come condizione per ottenere maggiore supporto dalla Banca centrale europea sul debito sovrano e sulle banche", si legge nella nota dell’economista, in precedenza membro del Comitato di politica monetaria della Banca d’Inghilterra. Appena una settimana fa Buiter aveva già espresso tutti i suoi timori sulla possibilità di un default spagnolo, parlando durante un’intervista per Bloomberg TV. Ma il gioco del rating e dello spread è ormai chiaro a tutti, e qualcuno pensa seriamente ad abbandonare l’Eurozona, prima che devasti inesorabilmente il Paese. Visti almeno i risultati negativi delle ultime ore per il Real e lo spread spagnolo. Buiter ha affermato che “il governo di Madrid, nei fatidici primi 100 giorni, ha centrato le riforme strutturali, ma non il risanamento del bilancio”. Gli spagnoli rispondono che, almeno per ora, non hanno chiesto nessun finanziamento Ue. Ma gli ammonimenti – o meglio i diktat – incrociati da Bruxelles, e da Berlino, per il governo di Mariano Rajoy già datano da diverse settimane. Intanto dall’Olanda altri segnali di crisi: anzi, una crisi di governo in vista per l’Aja, minacciata dal partito nazionalista, che vuole il referendum sull’uscita dall’Euro. C’è chi ci euro – ripensa… Fortunatamente! In Italia tutto tace: Napolitano, i partiti e le lobby delle privatizzazioni.

     

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)