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Tag: Cioccolato

  • Ennesimo Scandalo Alimentare in Europa: Uova Pasquali e Cioccolata alla “Plastica”

    Ennesimo Scandalo Alimentare in Europa: Uova Pasquali e Cioccolata alla “Plastica”

    Mercoledì,  Marzo 27th/ 2013 

    – di Vincenzo Folino   

     Budapest, Nestlè, Cioccolata, Consumatori, Scandalo Alimentare, Svizzera, Bulgaria, Uova Pasquali, Pasqua, Kit Kat, Cioccolato, Plastica, Pizza surgelata Buitoni, Unione europea, Liberismo 

    Ennesimo Scandalo Alimentare:Uova

    Pasquali e Cioccolata alla "Plastica"

    E' emrgenza intercontinentale: l'ennesima perla

    del Mercato Iper-liberista senza confini e limiti

    Chiesto il ritiro di migliaia di uova di Pasqua e Kit Kat

    L'elenco in allegato

     

     di Vincenzo Folino

    Nestlé, Easter 2013

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Buona Pasqua alla "Plastica"  

    Bruxelles, Londra – Ormai siamo abituati a mangiare qualsiasi cosa: basti pensare a tutti quei prodotti che, disponibili a vagonate sugli scaffali dei nostri supermercati, contengono sostanze potenzialmente nocive per il nostro organismo (dai coloranti all’aspartame, giusto per fare un’esempio) prodotti ugualmente commercializzati e quindi venduti legalmente e consapevolmente. Ma può capitare anche dell’altro, come trovare dei pezzetti/tracce di plastica all’interno di cioccolata ed uova di pasqua. La notizia arriva dal Regno Unito in seguito alle lamentele di sette consumatori, e si tratta in sostanza dell’ennesimo scandalo alimentare che vede coinvolta, solo nell’ultimo periodo, la svizzera Nestlè. Così, dopo il ritiro dalla vendita di alcuni lotti di pizza surgelata Buitoni (che fa capo al gruppo Nestlè) per via della presenza di "corpi estranei", avvenuta nelle scorse settimane, e di tortellini e lasagne (sempre a marchio Buitoni e Findus) contenenti carne di cavallo non dichiarata in etichetta, l’azienda svizzera ha dovuto ordinare anche il ritiro di migliaia di uova di Pasqua e di barrette di cioccolato, a partire dal suo famoso Kit Kat.

     Molti cibi contaminati giacciono ancora negli scaffali 

    Un ritiro (per altro non ancora attuato in numerosissimi supermercati, come constatato personalmente dai giornalisti della redazione dell'Osservatorio "Qui Europa") che la stessa azienda ha definito come semplicemente precauzionale (?), al fine di “evitare qualsiasi rischio per i nostri consumatori”. Nelle sue dichiarazione la Nestlè ha voluto anche scusarsi con i propri clienti: “La sicurezza e la qualità dei nostri prodotti sono una priorità non negoziabile per l’azienda. Ci scusiamo sinceramente con i nostri consumatori per gli eventuali disagi causati da questo richiamo volontario”.

     Le scuse della svizzera Nestlé – Rispunta la Bulgaria  

    La Nestlè ha voluto anche specificare che i prodotti incriminati sono stati realizzati in Bulgaria, e che i clienti che li avessero acquistati potranno ricevere un rimborso. Per quanto riguarda l’Italia infine, in un ultima nota ritroviamo il contenuto informativo che maggiormente ci interessa: “Le referenze oggetto del richiamo sono vendute prevalentemente in Gran Bretagna e in piccole quantità anche in Germania, Svizzera, Malta, Austria, Singapore, Filippine, Canada e Hong Kong. Teniamo a rassicurare che i prodotti in questione non sono commercializzati in altri Paesi né tantomeno in Italia”. Ma – ci chiediamo – in questo mercato senza confini ed iper-liberista, chi ce lo assicura?

    Vincenzo Folino (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Allegato – Di seguito l’elenco dei prodotti richiamati                                                       

    Kit Kat chunky peanut butter 48 g barrette con scadenza delle date

      da settembre 2013 a febbraio 2014;

    Kit Kat chunky nocciola g 48 bar con scadenza delle date date

      da settembre 2013 a ottobre 2013;

    Kit Kat chunky choc fudge bar 48 g con scadenza delle date date

      da settembre 2013-ottobre 2013;

    Kit Kat chunky caramello (48 g) con scadenza delle date date

      da giugno 2013-luglio 2013;

    Kit Kat chunky hazlenut multipack con scadenza delle date date

      da settembre 2013 a dicembre 2013;

    Uovo gigantesco insieme a Kit Kat – scadenza luglio 2013

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  • Kinder-Ferrero – Corte Ue salva marchio

    Kinder-Ferrero – Corte Ue salva marchio

    Giovedì, Maggio 17th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Italia / Corte Ue / Kinder Ferrero / Azienda italiana / Made in Italy / Wohlfahrt / Contenzioso / Cioccolato / Nutella 

    Di Kinder ce n’è una: la sentenza della Corte Ue

    salva l’esclusivita’ del marchio.

    La Kinder resiste agli attacchi esteri, e Ferrero

    si consola con pane e Nutella

     

    Lussemburgo, Bruxelles, Alba – Il marchio 'Kinder' non si tocca, deve restare unico e non avere simili, nemmeno in settori diversi  da quello del mercato alimentare. La dolce barretta al cioccolato che tutti ricordiamo, deve restare un’icona italiana per le generazioni passate e quelle a venire. A deciderlo, è stata la Corte di giustizia Ue del Lussemburgo: “Il nome Kinder  distingue per più di una generazione di italiani un'intera famiglia di prodotti della Ferrero e quindi non e' possibile registrare in Europa un marchio simile come 'Kindertraum' perche' potrebbe generare confusione nel pubblico. Questo il significato della sentenza adottata oggi dal Tribunale. Il contenzioso e' approdato davanti ai giudici europei dopo essere gia' stato esaminato dall'Uami, l'ufficio per l'armonizzazione nel mercato unico di marchi, disegni e modelli.  A questo ufficio si era rivolto qualche anno fa un signore  tedesco, il signor Harald Wohlfahrt, per registrare il marchio denominativo 'Kindertraum' (che significa 'sogno dei bambini') per prodotti del settore cartario (cartoncini, prodotti da cartoleria, decorazioni natalizie). Ma cogliendo l'opportunità offerta nell'ambito della normale procedura di registrazione di un marchio la Ferrero si era opposta, poiché che di marchi registrati contenenti la parola kinder ne ha ben in 32 anche in classi 16 e 18 (quelle della cartoleria e decorazioni natalizie.)

      Il responso della Corte Ue  

    Nel 2009 l'Uami aveva dato ragione al gruppo italiano, giudizio poi ribadito nel 2010 dalla Commissione per i ricorsi della stessa Uami. Il signor Wohlfahrt aveva ha quindi deciso di presentare ricorso al Tribunale Ue per chiedere l'annullamento della decisione dell'Uami, sostenendo che il rischio di confusione tra i due marchi non sussiteva. I giudici comunitari hanno però stabilito ora che il marchio 'Kinder' non ha carattere descrittivo, bensì distintivo, per il pubblico italiano, e proprio questo specifico carattere ''impedisce la registrazione di marchi simili''.  La diversità tra le parole “Kinder”e “Kindertraum” non rende la parola salva dalla confusione che potrebbe facilmente  generare, in particolar modo nella somiglianza dei segni e dei prodotti e dei servizi , proprio poiché appartengono alla stessa categoria. Questo  dettaglio è importante poiché la ditta tedesca potrebbe voler sfruttare la similitudine del nome  per provare ad avvantaggiarsi sul mercato,  sperando probabilmente in qualche "miracolo" legislativo dovuto proprio ad una mancanza di certezze tipica di questo campo.

      Ferrero: la nutella resiste agli attacchi esteri  

    Quale bambino italiano non conosce un prodotto della famiglia Ferrero?  E chi di noi non associa almeno uno di questi prodotti alla propria infanzia? Il marchio Kinder è diventato un’icona  e la popolazione italiana vi è così affezionata, che anche in periodo di crisi, non sono i maggiori prodotti della famiglia Ferrero ad essere esclusi dai carrelli della spesa. Per esempio la Nutella detiene l’86% della quota di mercato nelle creme spalmabili a base cioccolato. Forse gli italiani addolciscono gli effetti della recessione con cucchiaiate di pane e Nutella!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)