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  • Il Dragone si ribella mentre mangia l’Italia

    Il Dragone si ribella mentre mangia l’Italia

    Sabato,  2 Luglio/ 2016

     – di Roberto Pecchioli –

    Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Dragone, Cina, BCE, illegalità, Prato, stato nello stato, traditori dei popoli, mentalità italiana, la più grande Chinatown d’Italia, Enel, Cassa Dep. E Prestiti Reti, Mediobanc, Kalergi 

    Il Dragone si ribella mentre mangia l'Italia

    Finis Italiae: il Dragone cinese con un piede nell'industria e 

    l'altro in BCE, Sotto l'ala protettrice dell'Unione europea 

    e della giudeo-massoneria. Che fare?

    Video in allegato 

     

    di Roberto Pecchioli

    Il Dragone cinese si ribella mentre divora l'Italia

     Verso l'estinzione… mentre il Dragone si ribella                                         

    Firenze, Prato – di Roberto Pecchioli  Nell’anno di Dio 2015, dopo oltre un secolo, la popolazione di cittadinanza italiana è diminuita. Oltre centoquarantamila italiani in meno in un solo anno, probabilmente di più se calcolassimo le naturalizzazioni di cittadini stranieri. Ci avviamo con allegria di naufraghi verso l’estinzione, che avrà nei prossimi anni inevitabili accelerazioni. Contemporaneamente, portiamo a riva un numero spropositato di cosiddetti rifugiati, che i media neppure più citano, perché non fanno notizia e la popolazione potrebbe impensierirsi. Si parla di salvataggi in mare, come se fosse in corso una gara tra bagnini di varie zone del Bel Paese. I salvati, poi, si lamentano per il cibo ed il trattamento, e qualcuno li conduce persino alle terme: esattamente come accade ai nostri pensionati  o disoccupati. Intanto, nella periferia industriale di Firenze e Prato va in scena un’altra puntata della telenovela infinita di una nazione agonizzante: centinaia, forse migliaia di cinesi si ribellano a controlli di polizia, ingaggiano scontri con la polizia e poi scendono in piazza per protestare contro brutalità degli aguzzini in divisa e controlli di legge.

     Chinatown Italy – Il Paese dei pazzi-suicidi                                                 

    La zona che va da Prato a Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio, oltre ad alcune zone nella parte settentrionale dello stesso territorio di Firenze costituiscono la più grande Chinatown d’Italia, ma, innanzitutto, si sono trasformate nel tempo in un’ampia enclave extraterritoriale. Centinaia e centinaia di imprese nel settore tessile, e poi un ramificato indotto che spazia dall’alimentare alla pelletteria, ai prodotti sanitari ed a tutto il resto.  Quanti siano i cinesi in quella parte di Italia sottratta a noi non è dato sapere. Le anagrafi dei comuni registrano nascite, matrimoni, nuove residenze, ma rari decessi. Non è che il dragone sia immortale, ma i documenti vengono spesso passati da persona a persona, e non è certo da escludere la compiacenza delle autorità consolari. In ogni città italiana, sempre più cinesi svolgono attività commerciali o artigiane in concorrenza al ribasso – da ogni punto di vista – con i colleghi italiani. Nel mio quartiere, almeno una ventina  di parrucchieri, sarti , empori di generi misti sono cinesi, senza contare i banchi sul mercato bisettimanale. Le leggi italiane favoriscono fiscalmente e normativamente le imprese gestite da stranieri, ed anche questa è una delle tante follie che mi convincono di vivere in un paese di pazzi e di suicidi.

     Il Dragone con un piede nell'industria e l'altro in BCE                             

    Chi scrive, per professione tratta quotidianamente merci di origine cinese destinate ad imprese cinesi in Italia.  Ha denunciato decine e decine di irregolarità penali, ed ha potuto verificare l’indifferenza degli interessati, generalmente cinesi molto anziani o donne, dunque prestanome, e la inesauribile disponibilità di contanti di cui paiono disporre. Conoscenti che operano nell’immobiliare confermano l’ampio possesso di denaro “cash” di chi acquista appartamenti, locali commerciali, capannoni ed ha gli occhi a mandorlaIl colosso orientale ha una grande capacità di penetrazione nel cuore dell’industria e della finanza italiana. Gli investimenti superano già i 17 miliardi di euro, e riguardano, ad esempio, Ansaldo Energia e Pirelli, già a maggioranza cinese. Ma sono importanti anche le partecipazioni in Enel, Cassa Dep. E Prestiti Reti, Mediobanca, il vecchio “salotto buono “ della finanza nazionale ai tempi di Enrico Cuccia e Giovanni Agnelli. Attraverso Monte Paschi e soprattutto Intesa San Paolo, i finanzieri “gialli” hanno messo piede in Bankitalia e quindi nella stessa Banca Centrale Europea. E’ la globalizzazione, bellezza, mi direte, è il mercato padrone di questo “mundus furiosus” descritto da osservatori come Giulio Tremonti.

    Il Dragone cinese si ribella mentre divora l'Italia

     Penetrazione pilotata e distruzione di una civiltà                                       

    Il punto, dunque, è il solito: siamo di fronte a fatti positivi, o non, al contrario, di un’altra delle mille vie attraverso le quali l’Italia viene svenduta?  E la penetrazione capillare, città per città, quartiere per quartiere, del commercio e dell’insediamento cinese sono un evento paragonabile alle altre forme di immigrazione che stanno sfigurando il volto della nostra Patria, o non è un meccanismo attraverso cui viene costituita una formidabile testa di ponte straniera? Ciò che sorprende non è tanto la rivolta pratese e fiorentina, ma l’evidente condizione di extraterritorialità di pezzi interi dell’Italia e delle città. Pensiamo allo storico insediamento milanese di Via Sarpi, ad analoghe realtà romane e di ogni altra città. La precisa sensazione è che le regole per loro non valgano: quelle tributarie e fiscali, quelle igieniche, quelle del Codice del Consumo e tanto altro ancora. L’occhiuta burocrazia italiana, e naturalmente anche gli organi di polizia e la Guardia di Finanza , sempre pronte a colpire qualsiasi minima irregolarità documentale a carico dei connazionali, diventa stranamente mite e comprensiva nei confronti del gigante orientale  e dei suoi cittadini, come degli altri stranieri delle duecento (duecento!!) cittadinanze presenti in Italia.

     Il Drago e la Piramide                                                                                       

    L’esperienza personale mi ha convinto che l’ampia disponibilità economica provenga da centrali molto potenti, probabilmente di malavita, con agganci di altissimo livello. Quanto ai controlli di polizia che hanno innescato la rivolta toscana, al di là di momenti in cui la situazione può essere effettivamente sfuggita al controllo dei responsabili, ho diretta cognizione di ciò che accade. Indirizzi in cui si trovano nove, dieci magazzini diversi, capannoni e costruzioni abusive, cinesi di tutte le età che spuntano da ogni parte, schiamazzi, ostilità, macchinari in funzione ad ogni ora del giorno in ambienti malsani e privi di sicurezza, ragazzini ed anziani al lavoro, merci accatastate ovunque, difficoltà ad identificare chiunque dei presenti o ad individuare i titolari, in giro torvi caporalacci dall’aria inquietante. Poco dopo, primari studi legali in azione. Questo è responsabilità nostra, dell’incuria, della sottovalutazione dei problemi, della diffusa corruzione, dell’incapacità di espellere e financo di individuare e dare un nome ai clandestini. Italia…..

    Il Dragone cinese si ribella mentre divora l'Italia

     Qui comandiamo noi!!                                                                                       

    I cinesi, pare, gridavano arroganti “qui comandiamo noi”. E’ la verità, giacché, a differenza di quanto dimostrato nella fisica da Evangelista Torricelli, il vuoto non esiste, e qualcuno si incarica di riempirlo. La Cina della via Pistoiese è la più pericolosa delle nostre mille banlieue, poiché all’illegalità corrente e diffusa, anzi alla legalità imposta da altri, si sovrappone l’economia sotterranea, la concorrenza sleale, il disprezzo per il lavoro altrui, lo schiavismo. Lentamente, ma decisamente, in ogni angolo di un  pezzo di mondo chiamato ancora per una generazione Italia, gli stessi cinesi stanno affiancando o soppiantando altre etnie nella gestione della prostituzione, con i tanti finti centri massaggi. Ne siamo al corrente tutti, fuorché lo Stato ed i suoi organi.  Siamo anzi felici, se tifosi del Milan e dell’Inter, che gruppi industriali e finanziari  dell’antico Catai abbiano comprato le due prestigiose società calcistiche milanesi.

     Sotto l'ala protettrice dell'Unione europea                                                   

    La Cina è vicina fu il titolo di un fortunato film di Marco Bellocchio all’epoca dell’ubriacatura maoista di tanta parte degli intellettuali europei, che Mario Scelba chiamava  il culturame. Adesso è qui, e godiamocela tutta. In TV, intanto, i cinesi mandano i loro “colletti bianchi”, che si lamentano invocando legalità (!!!!) esprimendosi in perfetto vernacolo toscano, tanto che si possono distinguere le varianti locali delle parlate.  Qualunque addetto ai lavori può confermare la sporcizia di molti locali e ristoranti, l’enorme massa di denaro sottratto al fisco attraverso la sottofatturazione (le transazioni sono regolate in larga parte nella madre patria), fenomeno che l’Unione Europa non può (non vuole) arginare  in quanto le leggi comunitarie proteggono in ogni modo il commercio  e legano le mani agli Stati ghettizzati e svuotati (seguendo le deliranti visioni di Kalergi & Soci (1)), i pericoli per la salute che vengono da prodotti che solo in parte entrano direttamente in Italia, dove i controlli, tutto sommato, si fanno, ma attraverso altri Stati più compiacenti o attraverso porti, come il Pireo o quelli romeni, di diretta proprietà cinese.

    (1)Vedi qui: Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta – 2

    Il Dragone cinese si ribella mentre divora l'Italia

     Ormai sono in tutti i cortili e anche dentro casa                                          

    Non è infrequente scoprire ospedali abusivi (la parola ospedale ovviamente non descrive la realtà di quelle strutture), per cui esiste un notevole contrabbando di farmaci, che è un reato grave. Inoltre, la rete di imprese cinesi si comporta come un kombinat, od uno Stato nella Stato, importando dalla madrepatria persino la carta igienica e le scope, oltre alla mole impressionante di bevande e di prodotti alimentari etnici, che provvedono alla comunità ed ai ristoranti diffusi capillarmente. Non vi è città, inoltre, dove non abbiano iniziato a rastrellare  bar anche in zone prestigiose, distribuendo soprattutto loro prodotti. Evidentemente, agli italiani sta bene così. Del resto, nelle città dove più forte è la pressione dei clandestini africani tratti a riva dalla marina da guerra più buona del mondo, la nostra, si sta diffondendo un tipico fenomeno occidentale: nessuno vuole i nuovi arrivati, anche se tutti negano scandalizzati razzismo o xenofobia, ma la protesta si acquieta d’incanto quando i malcapitati vengono trasferiti più in là, salvo il riaccendersi della bega presso i nuovi vicini. In America la chiamano nimby, acronimo di “non nel mio cortile”. Il punto è che ormai sono in tutti i cortili ed anche dentro casa, come dimostrano occupazioni abusive, requisizioni di alberghi ed altro.

     Senza problemi, senza pietà…                                                                         

    I cinesi no, si arrangiano benissimo tra loro , pagano sull’unghia e ci scacciano “dolcemente”. Sarà che la mia famiglia è originaria di Campi Bisenzio, e che considero quel torrente come il mio fiume dell’anima, un po’ come Ungaretti con il Serchio. “Questo è il Serchio al quale hanno attinto duemil’anni forse di gente mia campagnola  e mio padre e mia madre.“ Forse, ma vedere come è ridotto quel pezzo sempre più grande della Toscana, culla della cultura, della lingua e dell’anima italiana  mi strazia l’anima. Evidentemente, faccio parte di una minoranza. Gli italiani sono indifferenti di fronte all’invasione, alla sostituzione di popolazione, all’illegalità, alla prospettiva di lasciare un patrimonio immenso di vita, cultura, sapienza, in mano a gente che non saprà che farsene e lo distruggerà senza problemi (e senza pietà – Ndr)Anche questo è un fatto, di fronte al quale si resta sbigottiti. A Prato comandano i cinesi, in mille periferie arabi o sudamericani, gli africani ci stanno invadendo con l’aiuto dell’esercito che paghiamo per difendere una vecchia idea del passato chiamata confine.

     Pellerossa italici – Se non ci svegliamo finiamo in "riserva"                      

    O ci svegliamo, ma presto, molto presto, o non potremo fare altro che chiuderci in qualche riserva, se ce la  concederanno; come gli indiani d’America, diventeremo dei cittadini di serie B (o Z) che si adattano, molto italianamente, alla nuova realtà, o potremo offrire ai nostri figli la poco onorevole professione di attrazione turistica per i neoitaliani del 2030. Ci faremo fotografare vestiti da Pulcinella, da antichi operai della Fiat, da gondolieri, da mafiosi, magari a Firenze ci travestiranno da Dante Alighieri o da Leonardo, con sullo sfondo la cupola del Brunelleschi, divenuta grande moschea o tempio buddista.

    Il Dragone cinese si ribella mentre divora l'Italia

     Giudeo-massoni & Co, vogliono convincerci che sarà bellissimo            

    E’ quel che ci aspetta, anche se non ci crediamo, mentre giudeo-massoni internazionalisti e cosmopoliti, preti (quelli venduti al nemico non sono pochi… Ndr), intellettuali, sinistrorsi di ogni sfumatura ci vogliono convincere che sarà bellissimo. Sarà uno schifo invece, una morte indegna per un popolo che avrà dato ragione a chi lo considerava una semplice espressione geografica. Ce la stiamo meritando, questa “finis Italiae” che si avvicina per mille segni, di cui l’urlo del dragone è solo un sintomo, l’ultimo in ordine di tempo.   Non ci ribelleremo, se non quando sarà troppo tardi, non ci lamenteremo a voce troppo alta, per non sembrare cattivi, razzisti, xenofobi, populisti.  Temo, qualche volta , di essere l’ultimo a pensare, come Ungaretti, che “è il mio cuore il paese più straziato”.

     Forse sarebbe il caso di…                                                                                  

    Forse sarebbe il caso di recuperare la nostra identità, a partire dalla nostra anima, uscendo dall'onnipresente logica del supermercato. Forse sarebbe il caso di iniziare a pregare, staccandoci dall'iper materialismo masso-cinese. Forse sarebbe il caso di non comprare più cinese e comprare qualche quintale di dignità… ovviamente negli spacci del nostro spirito (Ndr).

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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     Articolo allegato – Consigliato                                                                                            

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     Video Allegati                                                                                                                        
     
     
     

     

    PRATO: IL GHETTO DELLO SPACCIO – YouTube

    Dalla Cina con Furore – YouTube

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     Video Allegato – il Piano Kalergi                                                                                      
     

    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     
    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI
     

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  • Mao, servo di Satana – Come la Cina fu asservita al Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Mao, servo di Satana – Come la Cina fu asservita al Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Giovedì,  Aprile 9th/ 2015

    – Traduzione a cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio –

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    Nuovo Ordine Mondiale e Comunismo – La Cina di Mao Tse Tung

    Mao, servo di Satana – Come la Cina fu asservita al

    Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Titolo originale: "Mao Tse-tung: un discepolo di satana"

    Traduzione dall'originale francese "Mao Tse Tung un suppôt de Satan"

    Articolo estratto dalla rivista Action Familiale et Scolaire 

    (nº 190, aprile 2007, pagg. 67-81)

     

    Traduzione a cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio 

    Cina - Nuovo Ordine Mondiale - Mao Tse Tung

     Come la Cina fu introdotta nel Nuovo Ordine Mondiale                           

    Brescia, Roma – Questo articolo (1), un'ampia recensione ad un libro sulla vita di Mao Tse-tung scritto nel 2006, è una rapida carrellata in ordine cronologico della carriera politico-militare del famoso dittatore cinese. Quel che ne emerge non è molto dissimile da quello che succedeva più o meno negli stessi anni nell'Unione Sovietica di Stalin: morte, terrore, esecuzioni in massa, carestia, fame e tutti i frutti bacati della fallimentare economia socialista. Unico neo dell'articolo: l'Autore, come del resto gli estensori dell'opera recensita, parlano di «accecamento» dell'Occidente di fronte al regime sanguinario di Mao Tse-tung. Gli americani – così come la stampa del cosiddetto mondo «libero» – non erano così ingenui e sprovveduti da non sapere cosa succedesse in Cina. É assurda, dunque, l'ipotesi che vorrebbe un Occidente ingannato o con gli occhi foderati di prosciutto! Tutte le parti in causa sapevano e hanno volutamente taciuto per varie ragioni: i comunisti nostrani per mostrare la loro solidarietà al compagno di lotta Mao; e gli americani perché, come dimostra anche questo articolo, erano interessati all'«esperimento comunista», tant'è che, nonostante le apparenze, fin dagli anni '20 iniziarono a foraggiare abbondantemente con fiumi di denaro la Russia di Lenin e Stalin. Lo scopo di tale appoggio era la distruzione delle radici di un intero popolo per preparare la strada all'avvento di un Nuovo Ordine Mondiale. A questo riguardo, rimandiamo alla disfatta programmata di Paearl Harbor del 1941.

    (1) Traduzione dall'originale francese Mao Tse Tung un suppôt de Satan, a cura di Paolo Baroni. Articolo estratto dalla rivista Action Familiale et Scolaire (nº 190, aprile 2007, pagg. 67-81).

    Cina - Nuovo Ordine Mondiale - Mao Tse Tung

     Mao e il dominio del mondo – La storia sconosciuta                                  

    Mao: the Unknown Story («Mao: la storia sconosciuta») è un'opera di 678 pagine di testo, ed è firmata da Jon Halliday, uno storico inglese, e da una certa Jung Chang. Quest'ultima, di nazionalità cinese, nata nel 1952, è stata per qualche tempo a quattordici anni una guardia rossa, ha lavorato nelle campagne e in seguito in fabbrica, prima di compiere degli studi di inglese. Essa ha lasciato la Cina per l'Inghilterra, dove insegna linguistica. L'epilogo del libro constata: «L'attuale regime comunista si dichiara erede di Mao e si prodiga sempre energicamente a perpetuare il suo mito» (2). Mao Tse-tung nacque nel 1893 nell'Hunan. Suo padre era, per l'epoca, un contadino benestante. Egli ebbe due fratelli. Dotato di un egoismo furibondo, Mao non indietreggiava davanti a nulla pur di raggiungere i suoi scopi. Era assetato di potere: la sua ambizione non era solamente di diventare il padrone della Cina, ma era seriamente intenzionato anche a dominare il mondo! Comunista, più per ambizione che per convinzione, la sorte del popolo gli era indifferente. Se la guerra nucleare fosse stata necessaria per assicurare il suo potere, gli importava ben poco se avesse liquidato un terzo o la metà della popolazione cinese. Mao era gaudente, e che il suo popolo crepasse di fame lo lasciava di marmo; si nutriva sempre copiosamente.

    (2) Cfr. J. Halliday-J. Chang, Mao: the Unknow Story, Jonathan Cape, 2006, pag. 679.

     Mao – L'odio del popolo e la sistematica politica del terrore                    

    Molto preoccupato per la sua sicurezza, egli moltiplicava i sistemi di guardia, gli alloggi, i passaggi e i rifugi segreti, le precauzioni più inverosimili, e non esitava mai ad eliminare anche i suoi più stretti collaboratori se sospettava che avessero potuto disturbarlo o fargli concorrenza. Sapendo che il popolo lo odiava, si impose mediante il terrore sotto forma di purghe periodiche dove le torture più varie erano sistematiche. Mao ebbe quattro mogli e un numero incalcolabile di amanti. La vita di Mao illustra alla perfezione la massima di Lin Piao (1907-1971), per molto tempo suo complice prima di essere a sua volta una vittima: «Il potere politico è il potere di opprimere gli altri» (3). Fin dall'inizio dell'opera, gli autori affermano che Mao fu responsabile in tempo di pace della morte di almeno 70.000.000 di persone (4).

    (3) Ibid., 4ª di copertina. (4) Ibid., pag. 14.

    Cina - Nuovo Ordine Mondiale - Mao Tse Tung

     La Lunga Marcia ( Ottobre 1934 – Ottobre 1935 )                                       

    Nell'ottobre 1934, la direzione del Partito Comunista cinese era accerchiata nello Jiangxi, al Centro-Sud della Cina, dalle truppe numericamente assai superiori di Chiang Kai-shek (1887-1975). Gli 80.000 dirigenti, soldati e portatori che formavano la truppa comunista riuscirono tuttavia a scappare da Yudu. Dopo un percorso di 10.000 km prima verso Ovest, poi verso Nord, i superstiti, affamati e a brandelli, giunsero, un anno dopo, nello Shaanxi. Mao, privo di qualsiasi comando militare, dovette imporsi per partire con essi. La leggenda vuole che i comunisti si siano aperti la strada con le armi. In realtà, Chiang Kai-shek li lasciò percorrere volontariamente tutto il loro periplo, tallonandoli senza attaccarli. Questo per due ragioni:  a) A quel tempo, suo figlio, Chiang Ching-kuo (1910-1988), era in Unione Sovietica per studi, ed era ostaggio di Stalin (1878-1953). Ora, il Partito Comunista cinese e Mao in particolare erano i figli prediletti del despota sovietico; b) Chiang Kai-shek voleva soprattutto unificare l'intera Cina sotto la sua autorità, e numerose province importanti, tra cui il Sichuan, erano in mano ai signori della guerra che non volevano questa dipendenza: per evitare di far loro apertamente la guerra, Chiang Kai-shek spinse le orde comuniste sul loro territorio e, nell'inseguirle, si presentava loro come un liberatore.

     Mao – La conquista del Partito Cinese                                                              

    Nel 1933, Chiang Kai-shek aveva chiamato come governatore dello Shaanxi un dirigente nazionalista che sapeva essere una spia comunista. La base comunista della provincia ne sarebbe uscita rafforzata, attraendo le orde rosse; allo stesso tempo, Chiang Kai-shek cercò di far conoscere ai rossi i movimenti delle sue truppe. Ci furono pochi combattimenti tra le forze rosse e l'esercito nazionalista, eccetto quelli causati dai raggiri di Mao per assicurarsi il potere in seno al Partito Comunista cinese. Le perdite furono tuttavia considerevoli: le condizioni di marcia erano estremamente dure, e molti uomini perirono per sfinimento, per malattia, per il freddo, per la fame o a causa delle ferite; altri disertarono o «furono liquidati»: «Quando Mao arrivò infine nella zona rossa a Nord dello Shaanxi […] il suo esercito contava meno di 4.000 soldati» (5). Era ancora in uno stato penoso: «Ma ormai il Partito comunista gli apparteneva» (6). I comunisti vivevano sulle spalle degli abitanti. Nel 1945, Mao riconobbe davanti ai quadri dirigenti che uno degli errori del Partito era stato «di avere spogliato di ogni bene la popolazione durante la Lunga Marcia, ma, aggiunse subito, se non l'avessimo fatto non avremmo potuto sopravvivere» (7).

    (5) Ibid., pag. 188. (6) Ibid. (7) Ibid., pag. 309.

    Cina - Nuovo Ordine Mondiale - Mao Tse Tung

     La propaganda comunista – Mao e l'invasione giapponese                       

    Nel 1931, il Giappone invase la Manciuria e, negli anni seguenti, si infiltrò poco a poco più a Sud, prima lungo la costa, e poi progressivamente nel centro della Cina. Le truppe di Chiang Kai-shek, meno equipaggiate e addestrate dei giapponesi, furono costrette sulla difensiva. Stalin, preoccupato per l'avanzata giapponese (l'occupazione della Manciuria dava ai giapponesi alcune migliaia di chilometri di frontiera in comune con l'Unione Sovietica) ordinò al Partito Comunista cinese di unirsi ai nazionalisti per combattere gli invasori nipponici: per il Cremlino si trattava di impedire ai giapponesi di attaccare la Siberia. Mao giocò allora un doppio o triplice gioco per conservare l'appoggio di Stalin pur evitando di combattere i giapponesi: i suoi ordini alle truppe comuniste erano di occupare il massimo del terreno, evitando accuratamente di cozzare contro le truppe nipponiche, ma non esitando ad attaccare i nazionalisti. Alcuni combattimenti opposero tuttavia i comunisti cinesi ai giapponesi, per disobbedienza alle consegne di Mao (ad esempio, lo scontro di Pingxingguan nel 1936, o gli attacchi di Peng Dehuai contro le installazioni e le attrezzature giapponesi nel Nord della Cina nell'estate del 1940): di questi fatti Mao se ne servì in seguito per la sua propaganda. Così, nacque una seconda leggenda comunista: quella del Partito Comunista cinese primo difensore della Cina contro i giapponesi.

     1939 – Dopo il patto nazi-sovietico                                                                 

    Dopo il patto nazi-sovietico di agosto del 1939, «Mao diede inizio, nel settembre del 1939, ad una collaborazione prolungata, stretta e poco conosciuta con i servizi segreti giapponesi […]. I rossi si servirono dei giapponesi per pugnalare i nazionalisti alle spalle (8). Questa informazione venne fornita dopo la guerra da Sima Lu, uno degli uomini del servizio di informazione del Partito Comunista cinese, corroborato dal principe Mikasa, fratello dell'imperatore del Giappone Hiro Hito, allora ufficiale dell'esercito giapponese in Cina». Poiché Stalin non voleva scatenare una guerra civile contro Chiang Kai-shek, Mao non esitò a moltiplicare le provocazioni contro i nazionalisti, sacrificando deliberatamente le truppe rosse: egli voleva costringere Stalin a «soccorrerlo». Poi, a partire dall'attacco germanico contro la Russia e dall'attacco giapponese contro gli Stati Uniti, Mao fermò ogni offensiva contro le forze di Chiang Kai-shek: sapendo che Franklin Delano Roosevelt (1842-1945) gli era abbastanza favorevole, curò la sua immagine presso di lui.

    (8) Ibid., pagg. 246-247.

    Cina - Nuovo Ordine Mondiale - Mao Tse Tung

     Mao – Culto della personalità mediante il terrore                                       

    Continuando a risparmiare i giapponesi, egli lanciò tra il 1942 e il 1944 un'ondata di terrore nel suo feudo di Yenan, affinché i numerosi giovani volontari che si presentavano diventassero degli automi nelle mani del Partito Comunista cinese, costringendo anche i quadri del Partito ad un'ubbidienza cieca ai suoi ordini. Fu mediante il terrore che Mao instaurò il culto della sua personalità. Così, all'inizio del 1945, Mao era pronto a convocare il VII Congresso del Partito, diciassette anni dopo il VI: i delegati, accuratamente selezionati, lo elessero presidente del Comitato Centrale, dell'Ufficio politico e della Segreteria del Partito: «Mao Tse-tung era diventato lo Stalin del Partito Comunista cinese» (9).

    (9) Ibid., pag. 297.

     Yenan ( 1937-1947 ) – I contadini erano spremuti a morte                        

    Nella regione comunistizzata di Yenan, vasta pressappoco come la Francia, Mao viveva come un satrapo orientale, mentre «i contadini erano "spremuti a morte" dagli agenti delle tasse», come scrisse nel suo diario il 21 giugno 1939 il segretario del Partito di quella regione, Xie Juezai (1884-1971) (10). Inoltre, a partire dal 1941, essi furono sottoposti alla corvè del trasporto gratuito di sale, una pratica crudele secondo Xie; in quell'epoca, iniziò anche la cultura dell'oppio, chiamato «prodotto speciale»: nel 1943, i russi stimarono di 44.760 kg le vendite di oppio di Mao (per circa 640 milioni di dollari attuali) (11). Se si aggiungono le sovvenzioni versate dai nazionalisti durante i primi anni, e quelle provenienti da Mosca, fissate nel 1940 da Stalin a circa 45-50 milioni di dollari attuali all'anno, risulta evidente che al Partito Comunista cinese le risorse non mancavano. Nel 1944, «secondo Xie, i comunisti erano molto ricchi» (12)

    (10) Ibid., pag. 301. (11) Ibid., pag. 305. (12) Ibid.

    Cina - Nuovo Ordine Mondiale - Mao Tse Tung

     Povertà diffusa, disperazione e cultura dell'oppio                                      

    I contadini, osservava Xie, non avevano di che che «vestirsi, nutrirsi e alloggiare dignitosamente"; l'acqua era infetta ed essi non avevano medici» (13). «Secondo un amministratore altolocato, l'elevata mortalità dell'insieme della popolazione e del bestiame non ricevette mai l'attenzione che meritava» (14). Inoltre, l'oppio sviluppò un'inflazione galoppante particolarmente nefasta per i lavoratori, e, secondo Xie, il consumo imperversava con un tasso medio che andava dal 30 al 50% mensile (15). A partire da marzo del 1944, Mao smise di coltivare l'oppio, in sovrapproduzione, e si sforzò di lottare contro l'inflazione: non bisognava dare una cattiva impressione ai visitatori americani! Negli anni '50, tuttavia, «tutte le basi rosse continuarono di figurare tra le regioni più povere della Cina, perché erano state governate dai comunisti» (16).

    (13) Ibid., pag. 306. (14) Ibid., pag. 307. (15) Ibid., pag. 308. (16) Ibid., pag. 309.

     Agosto 1945 – Le truppe sovietiche invadono la Manciuria                      

    Nell'agosto del 1945, le truppe sovietiche invasero la Manciuria. Mao si affrettò a spedire dei comunisti cinesi, ai quali i sovietici aprirono gli arsenali catturati ai giapponesi. Il Partito Comunista cinese reclutò una gran quantità di soldati tra le persone che avevano servito i giapponesi. Gli eserciti nazionalisti si trovavano ammassati nel Sud della Cina. Chiang Kai-shek aveva bisogno degli americani per trasportarli al Nord. Nel mese di settembre, egli dovette accettare un simulacro d'intesa tra lui e Mao sotto la supervisione degli americani. Subito dopo, Mao scatenò un'accanita guerra civile per la conquista di tutta la Cina. All'inizio, gli eserciti comunisti erano molto inferiori a quelli di Chiang Kai-shek, numericamente e soprattutto qualitativamente: a forza di rifiutarsi di battersi contro i giapponesi, le forze di Mao non conoscevano il combattimento moderno, mentre quelle di Chiang Kai-shek erano agguerrite da sette anni di lotta armata. Inoltre, il morale dei soldati rossi era debole; essi chiedevano solamente di ritornare a casa e le diserzioni si moltiplicavano. Quanto alla popolazione della Manciuria, essa considerava i rossi come gli ausiliari degli occupanti sovietici.

    Cina - Nuovo Ordine Mondiale - Mao Tse Tung

     Mao quasi vinto viene salvato dalgi Americani                                           

    Quando questi ultimi evacuarono la Manciuria nel maggio del 1946, i nazionalisti ripresero velocemente le città occupate dai comunisti. Mao, quasi vinto, venne salvato dagli americani. Il presidente Harry Truman (1884-1972) inviò in Cina il Generale George Marshall (188-1959) per mettere fine alla guerra civile. Questo ultimo, già avvertito contro Chiang Kai-shek e il suo entourage, incontrò Mao a Yenan, nel marzo del 1946; per lui fu un gioco da bambini ingannare l'emissario americano al quale chiedeva solamente di credergli. Marshall giunse fino a dichiarare davanti al Congresso degli Stati Uniti nel febbraio 1948: «In Cina, non abbiamo alcuna prova concreta che (l'esercito rosso) sia sostenuto da comunisti stranieri» (17).

    (17) Ibid., pag. 324.

     Mao conquista la Cina (1945-1949)                                                               

    Nell'estate del 1946, Truman esercitò una tale pressione su Chiang Kai-shek che questi finì per accettare un cessate il fuoco che durò quattro mesi. Mao poté così controllare una zona di 1.000 chilometri sui circa 500 a Nord della Manciuria, nella quale ricostituì il suo esercito con l'aiuto massiccio dei sovietici, di numerosi prigionieri giapponesi e dei nordcoreani. Quando Chiang Kai-shek si decise ad attaccarlo, la sua base nel Nord, legata ai sovietici, era diventata inespugnabile. Dalla fine del 1946 all'estate del 1949, le truppe di Chiang Kai-shek subirono una sconfitta dopo l'altra, e il 1º ottobre 1949 Mao proclamò ufficialmente a Pechino la nascita della Repubblica Popolare cinese, mentre Chiang Kai-shek e ciò che era rimasto del suo esercito si rifugiarono a Taiwan.

    Cina - Nuovo Ordine Mondiale - Mao Tse Tung

     Ragioni dell'insuccesso dei nazionalisti                                                        

    Questo insuccesso dei nazionalisti, nonostante la popolazione era loro favorevole e il fatto che "beneficiavano dell'appoggio americano" ( ? – in realtà quest'ultima è un'ipotesi che non trova conferma nei fatti reali – N.d.r) può essere spiegata da parecchie ragioni: a) Il sostegno massiccio dei sovietici alle truppe di Mao; b) Il carattere spietato di Mao, imitato dai suoi subordinati; fin dallo scoppio della guerra civile, essi ripresero nelle zone rosse il regime di terrore – sospeso durante la guerra cino-giapponese – sotto la denominazione ipocrita di «riforma agraria»; c) L'accecamento americano, come indicato più sopra (18); d) La corruzione dell'entourage di Chiang Kai-shek, e il giudizio negativo di quest'ultimo a riguardo dei suoi alleati e dei suoi subordinati; e) Soprattutto il fatto che gli eserciti nazionalisti erano impregnati di agenti comunisti fino al più alti livelli.

    (18) Ibidem

     Tecniche comuniste – Infiltrazioni e tradimenti sistematici                     

    Negli anni '20, i sovietici sostennero ufficialmente il Partito Nazionalista di Sun Yat-sen (1866-1925) e diedero ai comunisti cinesi l'ordine segreto di infiltrare questo partito; l'accademia militare di Huangpu, dove venivano formati i quadri dell'esercito nazionalista, era stata fondata ed era finanziata da Mosca, e gli istruttori erano sovietici; un quarto di secolo dopo, l'esercito di Chiang Kai-shek si trovò inevitabilmente infiltrato da agenti comunisti che tradirono continuamente su ordine del Partito. La stessa vedova di Sun Yat-sen, cognata di Chiang Kai-shek, era comunista e informava coscienziosamente il Partito Comunista cinese! (continua …)

    Traduzione a cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio 

    titolo originale: Mao tse-tung: un discepolo di satana

    fonte: www.centrosangiorgio.com

     

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     Video in allegato – approfondimenti                                                                                

    Comunismo – Oltre 100 milioni di morti nel mondo:
    solo Mao Tse-Tung fece uccidere 65 milioni di uomini, 
    qualcosa come una nazione intera più grande dell'Italia.
    Alcune fonti attribuiscono a Mao oltre 70 milioni di morti, solo in periodo di pace
     
     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     
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    Mercoledì,  Marzo 18th/ 2015 – A cura di Centro San Giorgio e Redazione "Qui Europa"   – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Redazione Qui Europa, Milizia dell'Immacolata, Padre Massimiliano Kolbe,  Il Cavaliere dell'immacolata, Massoneria, Piano massonico del 1953, Protocolli dei Savi di Sion, monopolio assoluto su stampa e media, Attacco alla Chiesa, Mano nascosta, pestinenza e armata dell'Anticristo, aborto, divorzio, […]

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    Giovedì,  Agosto 7th/ 2014 – di Massimo Mancinelli e Redazione QE –  Iniziativa di libero confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Talmud, Massimo Mancinelli, apogeo del popolo perfetto massonico, yashivah, ebraismo sefardita e aschenazita, ebreo adottivo, uomo senza dio, Cardinale Carafa,  Papa Leone X, Sinagoga di Satana, Storia del popolo ebraico,  Vittorio Eliano, Elia Levita, Cecil Roth, Campo dei Fiori, Inquisizione, eretici giudaizzanti, Processi di Luis de […]

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    Mercoledì,  Agosto 6th/ 2014 – di  A. Serramazza, Pres. Milizia dell'Immacolata Calabria e S. Basile – Redazione Quieuropa, Rita Angela Serramazza, Sergio Basile, Milizia dell'Immacolata, Padre Massimiliano Kolbe, massoneria, naturalismo, Papa Leone XIII, Milizia dell'Immacolata, Giacinto auriti, processione massonica inneggiante a Lucifero, dogma dell'Immacolata Concezione, Sete di Giustizia, Europa, Giappone, Giacinto Auriti, Redazione Quieuropa, naturalismo massocino, Il Cavaliere dell'immacolata, Hiram Abiff, architetto del Tempio di Salomone, vertice […]

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    Giovedì,  Settembre 25th/ 2014  – di Chiara Mangolini e Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Chiara Mangolini, Sanremo, omogobia, decreto Scalfarotto, sionismo, integralismo islamico, paladini del Medioriente, Fondamentalismo islamico, avengers, Usa ed alleati, Stalin e Hitler, aborto, comunismo socialismo e mondialismo, Rivoluzione d'Ottobre, Zar Alessandro II, 1861  New World Order – Paradossi mondialisti e discriminazioni anti-cristiane Gli stati del […]

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    Sabato, Maggio 10th/ 2014  – di Sergio Basile – Bruxelles, Varsavia, Washington, New York, ALDE, federalisti, Altiero Spinelli, Stati Uniti d'Europa, M5S, Belle Brillo, PFE, ideale filo-imperialista, Guy Verhofstadt, Manuel Barroso, Jacque Delors e  Richard Coudenhove Kalergi, Speech by Guy Verhofstadt at the European Policy Centre on September 21, 2000, rivoluzioni colorate, Beppe Grillo, European Policy Centre: an indipendent think tank, at the cutting edge […]

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    Giovedì,  Ottobre 10th/ 2013 – di Sergio Basile – OCSE, italiani popolo di ignoranti, Italia, Sionismo, massoneria, Spagna, Socialismo, Illuminismo, non conosciamo la storia, Comunismo, Illuminati di Baviera, Piano Dullas, Cia, P2, Hitler, Stalin, Berlusconi, Messico, Ue, Piano Kalergi, iper-immigrazione, Garibaldi, breccia di porta Pia, Commonwealth, esoterismo, occultismo, logge massoniche  Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la […]

    Italicum – Strada Spianata all’Anarchismo Politico Made in Usa

    Italicum – Strada Spianata all’Anarchismo Politico Made in Usa

    Giovedì, Marzo 13th/ 2014 – di C.Alessandro Mauceri  / Redazione Quieuropa –  “Italicum”, “Bastardellum”, Giuseppe Civati, “Mezzitalicum”, Luigi Di Maio, “Pregiudicatellum”, Porcellum, Costituzione, Corte Costituzionale, Homo Politicus, C.Alessandro Mauceri, in violazione agli articoli 3 e 48 della Costituzione, Giovanni Sartori, Luigi Di Maio  Italicum – Strada Spianata all'anarchismo politico Made in Usa Una nuova legge […]

  • La lezione di Auriti e i pericoli degli accordi di libero mercato Usa-Ue

    La lezione di Auriti e i pericoli degli accordi di libero mercato Usa-Ue

    Lunedì,  Luglio 28th/ 2014

    – di Gianluca Monaco e Sergio Basile –

    Redazione Quieuropa, Redazione Giacintoauriti.eu, Giacinto Auriti, Gianluca Monaco, Sergio Basile, Diritto societario, Società, Azioni, iper-liberismo, TTIP ennesima assurdità economico-politica, abolizione dei dazi doganali e accentramento della ricchezza, cinesizzazione delle economi europee, cambi e speculazione, la lezione del professor Giacinto Auriti, Sistema Target2, Cambi, Usa, Cina, Eurozona, Italia, Germania 

    Pericolo TTIP – Predominio Usa e Cinesizzazione

    dell'Europa nella lezione di Auriti

    Il pericolo degli accordi di libero mercato Usa-Ue alla

    luce degli insegnamenti del professor Giacinto Auriti:

    ecco perchè da questi accordi ne beneficeranno

    solo gli Usa

     

    di Gianluca Monaco e Sergio Basile

    TTIP - Cinesizzazione dell'Italia e dell'Europa - Auriti

     Il pericolo degli accordi TTIP alla luce degli insegnamenti di Auriti         

    Bruxelles, Washington, Roma – Mentre l’Europa dei banchieri (Unione Europea) chiede agli Stati di rinchiudersi nei loro pareggi di bilancio e di assoggettarsi a regimi di usura assolutamente assurdi e autodistruttivi, contemporaneamente (come abbiamo detto nei giorni scorsi – vedi qui Semestre Italiano Ue: Ulisse Renzi e la distruzione di Troia) sigla il TTIP, Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti, per l’abolizione dei dazi doganali con l’America e per eliminare gli ostacoli nel commercio transatlantico. E ciò tra l'indifferenza compiaciuta della casta politica italiana unita, impegnata ad occuparsi della "democratica" distruzione del Senato in senso autarchico.

    TTIP - Cinesizzazione dell'Italia e dell'Europa - Auriti

     TTIP – L'ennesima assurdità economico-politica                                           

    Ai nostri occhi questo accordo di libero mercato si rivela al pari di un vero e proprio assurdo economico-politico; un’ennesima scellerata decisione che rovinerà le economie e gli stati europei, Italia in primisPrima di tornare sulle perverse conseguenze del TTIP (specie con questo sistema monetario) è bene ricordare che viviamo in una situazione paradossale in cui 18 Paesi adottano una moneta unica "elargita" in prestito (cioè a debito) dal sistema bancario europeo: un'entità giuridica sovranazionale, autonoma ed indipendente dai governi, “impunibile” ed “inviolabile” (come sancito nei trattati europei) e dunque paragonabile ad uno stato assoluto travestito da "paradiso democratico" del diritto.

     Euro, Target2 e Accentramento                                                                            

    Questi 18 Paesi hanno una “liquidità” comune e sono separati – come noto – in compartimenti stagni qual sono sono i loro bilanci statali. Questo comporta che all’interno degli stessi Paesi dell’area euro ogni scambio tra di essi si traduca in in uscita ed entrata monetaria per ogni Paese a seconda se si importi o si esporti. Sappiamo tutti che a beneficiare dell’Euro è stata  – in maniera premeditata – solamente la Germania per via del cambio favorevole con altre divise al momento dell’istituzione della moneta unica.

    TTIP - Cinesizzazione dell'Italia e dell'Europa - Auriti

     Il vantaggio indotto di Berlino                                                                               

    Berlino, alla luce di ciò, sta facendo, almeno dal 2007, la parte del “leone esportatore” che incamera euro ponendo gli altri Stati nella ricerca continua di nuova liquidità con emissioni di titoli che le stesse banche tedesche comprano con gli euro incassati dall'export. E in particolare – badate bene – in seguito alle esportazioni operate verso gli stessi Paesi in difficoltà di liquidità: e ciò grazie all'esistenza del distruttivo Sistema Target2 (vedi qui per approfondimenti Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria).

     Il pretesto della debolezza (indotta) degli stati nazionali per accentrare

    Qualcuno potra obiettare, considerando assurdo il costringere i Paesi dell’eurozona ad avere bilanci statali separati ed in equilibrio piuttosto che unificarli sotto un unico bilancio. Ma anche qualora ciò avvenisse resterebbe il problema del prestito di moneta all’emissione, come nell’ipotizzato caso degli Eurobond: nuovi debiti emessi per far fronte a debiti preesistenti…  E poi a ben vedere non va dimenticato come l'unificazione dei bilanci e delle economie in chiave politica e istituzionale (Stati Uniti d'Europa) sia il vero obiettivo verso il quale lo spossamento indotto delle economie degli stati tenta di convergere da circa sessant'anni a questa parte. Un pretesto questo della debolezza (indotta) delle singole economie nazionali, per poter farci accettare l'inaccettabile: la dissoluzione degli stati nazionali mediante la creazione di un unico stato-impero continentale (a trazione massonico-sionista) che potrà facilmente dettare un'unica legge alla quale (nel bene e nel male) tutti dovranno obbedire.

    TTIP - Cinesizzazione dell'Italia e dell'Europa - Auriti

     Iper liberismo: effetti distruttivi dell'abolizione dei dazi doganali            

    A questa situazione assurda, iniqua ed innaturale va ad aggiungersi l’apertura al mercato americano con il TTIP:  apertura che si basa – come molti ignorano – sull’abolizione dei dazi doganali e sul fatto che nessun “potere politico” potrà impedire il trasferimento di capitali dall'Europa agli Usa. Alla luce di quanto detto tutti potranno cogliere i paradossi di tale accordi. Infatti, come fu conveniente per la Germania, sarà altrettanto conveniente per l’America (Usa) attirare flussi monetari in euro grazie al dollaro svalutato. Se per le imprese europee sarà conveniente acquistare prodotti dall’America (favorendo le aziende statunitensi rispetto a quelle nazionali ed europee); questo comportamento – in aggiunta –  si tradurrà in un processo inversamente proporzionale tra la “fuoriuscita” di euro dai bilanci nazionali ed il continuo reperimento di liquidità monetaria con indebitamento ad interessi composti da parte degli Stati. A meno che qualcuno non ci voglia far credere che saremmo gli unici esportatori del mondo, cosa alquanto impossibile viste le diverse condizioni normative, fiscali e sociali degli altri Paesi come proprio gli Stati Uniti o la Cina (che non hanno neanche gli obblighi dei Trattati di Kyoto: potendo quindi produrre ed inquinare a piacimento).

     Tutela delle multinazionali – L'annientamento economico delle nazioni  

    Inoltre, il TTIP prevede la tutela degli investimenti e – pertanto – anche la "tutela" delle multinazionali americane vincitrici di appalti pubblici europei che aumenterebbero la nostra emorragia monetaria. In tal contesto, guai ad avere un sussulto di "nazionalismo" per le nostre casse requisendo aziende estere operanti in Europa. Il TTIP prevede che le multinazionali non potranno essere espropriate se non con un “giusto” compenso. Compenso che evidentemente nessun stato – sotto il giogo dell'usura – potrà di fatto permettersi. Capite la "Grande Fregatura"?

    TTIP - Cinesizzazione dell'Italia e dell'Europa - Auriti

     Predominio Usa/Cina – Cambio favorevole e cinesizzazione del lavoro 

    Gli estensori del TTIP ci rassicurano  con la propaganda, scrivendo che i "benefici saranno reciproci sia per l’America che per l’Europa". Secondo costoro, infatti, i TTIP prevederanno la creazione di milioni di posti di lavoro (lavoro magari cinesizzato e sottopagato!!) e incrementi di PIL. Ma, per contro, sappiamo bene come finora le previsioni siano state puntualmente disattese ed annullate da effetti deleteri ancor maggiori. Solo chimere dunque! Perché con questo sistema monetario basato sul debito non può essere altrimenti

     TTIP – Ne beneficeranno solo gli Stati Uniti                                                             

    Sappiamo anche molto bene che con il cambio favorevole al dollaro e con normative favorevoli alla precarizzazione del lavoro, chi beneficerà dei TTIP saranno soltanto gli Stati Uniti.  E ovviamente la Cina, che non ridimensionerà affatto il suo ruolo di fabbrica del mondo (attualmente esercitato) propinandoci beni a prezzi sempre più stracciati, rispetto ai nostri prodotti nazionali, cui prezzi sono gonfiati – causa forza maggiore – per permettere alle imprese di incorporare ed ammortizzare parte degli effetti di una tassazione interna da regime stalinista.

    TTIP - Cinesizzazione dell'Italia e dell'Europa - Auriti

     Cambi e speculazione                                                                                               

    E’ proprio sulla diversità dei cambi – manipolata e pianificata artificialmente dalle banche centrali – che le multinazionali saranno sempre protagoniste nella speculazione finanziaria. Ce lo rivelava in tempi non sospetti anche il professor Giacinto Auriti – padre della "Teoria del Valore Indotto della Moneta" – nel suo magnifico testo accademico, dal titolo “L’ordinamento internazionale del sistema monetario”.

     Il regime dei cambi – La lezione di Auriti                                                           

    "Nell'ambito del sistema monetario internazionale – scriveva Auriti – assume particolare importanza il regime dei cambi. Questo regime non può dare stabilità e certezza dei valori monetari costituenti oggetto delle transazioni  internazionali, perché la moneta è una unità di misura oscillante nella entità del suo valore, ossia del suo potere d'acquisto, non solamente per iniziative degli organi monetari, ma anche per le più varie cause operanti sul mercato (produzione, consumo, offerta e domanda di merce o di denaro, prezzo dei petrolio ecc.), per cui non è facile a volte individuare le cause delle spinte inflazionistiche o deflazionistiche (…)".

    TTIP - Cinesizzazione dell'Italia e dell'Europa - Auriti

     Cambi fissi e propensione all'acquisto                                                                

    "A titolo di esempio facciamo il caso che venga instaurato il cambio fisso tra lira e marco tedesco nel, rapporto di 400 a 1. Se al momento in cui il cambio fisso viene adottato, una unità di merce costa 400 lire in Italia ed 1 marco in Germania, per l'acquirente sarà indifferente acquistare l'unità di merce nell'una o nell'altra nazione. Se però, malgrado il mantenimento del cambio fisso le spinte inflazionistiche interne sono di diversa entità, e se l'inflazione in Italia è del 50% ed in Germania dello 0%, avviene che la medesima unità di merce potrà essere acquistata in Italia al prezzo di 600 lire e in Germania sempre al medesimo prezzo di 1 marco. A questo punto l'operatore economico italiano avrà interesse ad acquistare il detto prodotto in Germania, in quanto in virtù del cambio fisso sarà messo in condizione di ottenere 1 marco per 400 lire, pagando al vecchio prezzo il prodotto in Germania. Questo esempio sta a significare che con il cambio fisso si determina la predisposizione del mercato con moneta sopravvalutata (nel nostro esempio l'Italia) all'importazione, con il conseguente fermo produttivo e ristagno economico; mentre invece il mercato con moneta sottovalutata (nel nostro esempio la Germania) è predisposto all'incremento produttivo e all'esportazione".

     Modifica dei rapporti di cambio monetari                                                                

    Queste considerazioni mettono in evidenza che la modifica dei rapporti di cambio monetari è tutt'altro che neutra nello scambio internazionale. E ci si spiega come strumenti monetari, che ad una visione unilaterale ed incompleta possono apparire idonei ad eliminare alcuni inconvenienti (ad esempio la instabilità dei cambi propri del libero mercato), presentano per altro verso altri inconvenienti di non minore rilievo di quelli che si erano voluti eliminare. Per questi motivi la politica monetaria si è orientata su formule di compromesso fra lo schema della rigidità e quello della libera fluttuazione dei cambi, adottando lo schema semi rigido con limiti di oscillazione sufficientemente ampi da evitare fenomeni imponenti di artificiosa sopravalutazione o sottovalutazione monetaria (…) Su queste premesse ci si può spiegare il fenomeno delle società multinazionali che si sono ormai affermate come protagoniste su tutti i mercati dei mondo.  (Vedi Giacinto Auriti – “L’ordinamento internazionale del sistema monetario”) .

    Gianluca Monaco, Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    Lunedì, Marzo 10th/ 2014 – di Sergio Basile –  Trattato di Maastricht, Romano Prodi, Trattato di Lisbona, Trattati di Roma del 1957, Iniquità del rapporto debito/Pil, Parametri di Maastricht, Redazione Quieuropa.it, Redazione losai.eu, Alessio Pascucci, Daniele Di Luciano, Losai.eu, Patto di Stabilità, Sindaco di Cerveteri, Dentro la Notizia, Conseguenze del Patto di Stabilità, Conseguenze del patto […]

    Dittatura UE – Dichiarazione unica IVA in nome di Risparmio ed Evasione?

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    Giovedì, Febbraio 27th/ 2014  – IVA Lavori Europarlamento Settimana 26 Febbraio 2014 – – di Sergio Basile – Redazione "Qui Europa" – Parlamento Europeo, Strasburgo, Assemblea,Sessione 26 Febbraio 2014, Iva, Tassazione, Regime usurocratico, MES, Fiscal Compact, Stati Uniti d'Europa, Dichiarazione IVA unica, accentramento, Paradisi fiscali, Lussemburgo, Two Pack, Commissario Semeta, evasione fiscale e usurocrazia, MES, Fiscal Compact, Dittatura […]

    Le Due Guerre del NWO: Dal Medioriente all’Europa. SRM, Reform Compact e Bail-in

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    Venerdì,  Luglio 18th/ 2014  – di Sergio Basile  – Redazione Quieuropa, Bruxelles, Berlino, Francoforte, Gaza, Sergio Basile, Reform Compact, Prelievo forzoso esteso a tutti, Nuovo Ordine Mondiale, Due guerre, Gaza e Bruxelles, sionismo e massoneria, Angela Merkel, Christine Lagarde, Mario Draghi, Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, NWO, FMI, NWO, New World Order, accentramento europeista, Fondo Salva Banche  […]

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

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    Sabato, Maggio 10th/ 2014  – di Sergio Basile – Bruxelles, Varsavia, Washington, New York, ALDE, federalisti, Altiero Spinelli, Stati Uniti d'Europa, M5S, Belle Brillo, PFE, ideale filo-imperialista, Guy Verhofstadt, Manuel Barroso, Jacque Delors e  Richard Coudenhove Kalergi, Speech by Guy Verhofstadt at the European Policy Centre on September 21, 2000, rivoluzioni colorate, Beppe Grillo, European Policy Centre: an indipendent think tank, at the cutting edge […]

    Europa, alzati e Cammina, ma fuori dall’UE!

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    Giovedì,  Giugno 13rd/ 2014    – di Antonio Socci – Iniziativa di Libero Confronto –  Redazione Quieuropa Redazione quieuropa, Antonio Socci, Paul Verlaine, Charles Trenet, il lamento dei violini è stanco, Francia, D-Day, sbarco in Normandia, libertà in Europa, Rapporto 2014 della Corte dei Conti, Pil, Lavoriamo gratis più di metà dell'anno,  cinesizzazione dell'Italia, il macigno del debito pubblico aumenta, la nostra economia è stata messa […]

    L’Europeismo è la distruzione dell’Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare!

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    Giovedì,  Maggio 22nd/ 2014  – di Sergio Basile e  C.Alessandro Mauceri – Redazione quieuropa, Unione europea, Sergio Basile, C.Alessandro Mauceri, Parlamento europeo, Elezioni, Parlamento europeo, Unione Europea, Prodi, Monti, Letta, Napolitano, Consiglio dell'Unione europea, art. 16 Trattato sull'Unione europea, Commissione Europea, Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, PESC, art. 17 del Trattato sull'Unione Europea, "organo […]

  • Un cristiano Ucciso ogni 5 minuti – La Matematica e Boko Haram

    Un cristiano Ucciso ogni 5 minuti – La Matematica e Boko Haram

    Mercoledì,  Luglio 9th/ 2014

     – di C.Alessandro Mauceri e Redazione QE 

    Redazione Quieuropa, C.Alessandro Mauceri, Cristiani, Persecuzioni, Cristiani uccisi nel mondo, un cristiano ogni cinque minuti, Todd Johnson, David Barrett, cristiani uccisi, “International Bulletin of Missionary Research”, Massimo Introvigne, Osservatorio della libertà religiosa in Italia, “The Price of Freedom Denied”, Brian J. Grim, Roger Finke, Rapporto annuale della Commissione sulla Libertà Religiosa Internazionale degli Stati Uniti, Birmania, Cina, Eritrea, Iran, Corea del Nord, Arabia Saudita, Sudan, Uzbekistan, Tana River County, Lamu, Nigeria, Borno, Boko Haram, “tittytainment” 

    Un cristiano Ucciso ogni 5 minuti – La Matematica

    e Boko Haram

    Mondo – Circa 170 mila i cristiani martirizzati ogni anno:

    cosa c'è dietro? Perchè l'occidente democratico 

    è tanto indifferente a tutto ciò?

    ► Video schock in allegato – Redazione Qui Europa

     

    di C.Alessandro Mauceri e Redazione QE

    Boko Haram - Martiri Cristiani Indifferenza

     Un cristiano ucciso ogni 5 minuti                                                                         

    Palermo – di C.Alessandro Mauceri – Qualche mese fa due studiosi di scienze religiose, il professor Todd Johnson e il suo collega David Barrett, hanno reso noti i risultati di un loro studio. Risultati che avrebbero dovuto scatenare un finimondo. Ma così non è stato. Il dato più sconvolgente che è emerso dalla loro ricerca è quello relativo al numero di cristiani uccisi: nel primo decennio del XXI secolo (dal 2000 al 2010) i cristiani assassinati solo a causa della propria fede sono stati circa un milione, vale a dire 100.000 all’anno. Questa cifra terrificante è stata confermata durante un convegno dell’Unione Europea, nel quale si parlava di “un cristiano ucciso ogni cinque minuti” (la stima di Johnson per il 2013, pubblicata nel numero 37/1 di “International Bulletin of Missionary Research” si discostava di poco).

     170.000 martiri – The Price of Freedom Denied                                                

    Questi “numeri” (ma come si fa a parlare di numeri quando si tratta di vere e proprie stragi religiose?) sono stati confermati anche da altre. In una conferenza sul dialogo interreligioso fra cristiani, ebrei e musulmani a cui hanno partecipato, fra l’altro, il cardinale Péter Erdö, presidente dei vescovi europei, il custode di Terrasanta, Padre Pierbattista Pizzaballa, l'arcivescovo Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti, l'arcivescovo maronita di Beirut Paul Matar, il metropolita Hilarion, “ministro degli esteri” della Chiesa Ortodossa Russa, il rappresentante del Congresso Ebraico Europeo Gusztáv Zoltai, quello dell'Organizzazione della Conferenza Islamica Ömür Orhun, il segretario generale del Comitato per il dialogo islamo-cristiano in Libano, Hares Chakib Chehab, Massimo Introvigne, coordinatore dell’Osservatorio della libertà religiosa in Italia, ha sostanzialmente confermato questi dati: i cristiani uccisi ogni anno a causa della loro fede sono circa 105.000. Uno studio dal titolo “The Price of Freedom Denied” dei sociologi statunitensi Brian J. Grim e Roger Finke (Cambridge University Press, Cambridge 2011), dimostrerebbe che il numero di martiri cristiani che perdono la vita ogni anno è ancora maggiore: fra 130.000 e 170.000! Secondo il Rapporto annuale della Commissione sulla Libertà Religiosa Internazionale degli Stati Uniti (bontà loro…) sarebbero almeno otto i Paesi che destano particolare preoccupazione: Birmania, Cina, Eritrea, Iran, Corea del Nord, Arabia Saudita, Sudan e Uzbekistan. Ma – ci chiediamo – Siria, Iraq, Egitto,  Nigeria, algeria, Libia e Palestina perché non risultano in questo bizzarro elenco?

    Boko Haram - Martiri Cristiani Indifferenza

     L'indifferenza (diabolica) dei paesi occidentali e "democratici"                

    Tra i Paesi maggiori responsabili dello sterminio di cristiani alcuni sono quelli con cui le nazioni occidentali continuano a tenere enormi scambi commerciali (si pensi ad esempio alle recenti promesse di investimenti fatte da rappresentanti dell’Arabia Saudita in Italia e in Sicilia o ai rapporti commerciali tra industrie del Bel Paese e Cina). Ma ciò che sorprende di più è la totale indifferenza, sia a livello globale che a livello nazionale, per lo sterminio in atto. Se un islamico o un ebreo viene assassinato nel corso del conflitto israelo-palestinese, tutte le prime pagine dei giornali vengono riempite di titoli a quattro colonne. Quando, invece, alcuni estremisti islamici uccidono diverse decine di persone, lasciando sui cadaveri copie della Bibbia (segno evidente della causa che li ha portati a commettere una strage), solo pochi ne parlano. Eppure non si tratta di un fatto occasionale: le venti persone assassinate nella zona di Gamba a Tana River County e i nove cristiani uccisi presso il centro commerciale Hindi nella contea di Lamu, sono solo l’ultima strage di cristiani avvenuta nella città di Mpeketoni (dove altre 65 persone sono state uccise il mese scorso).

     Nigeria – Fatti a pezzi casa per casa                                                                      

    La situazione – dicevamo – non è molto diversa in Nigeria, dove non passa settimana che dei cristiani vengono uccisi da estremisti islamici. “Sono andati a prenderli casa per casa e poi hanno cominciato a sgozzarli o a farli a pezzi” ha raccontato uno dei pochi sopravissuti all’ultimo massacro dei tagliagole islamici. A Febbraio in un remoto villaggio nel nord est della Nigeria sono stati sterminati senza alcuna pietà almeno 100 tra uomini, donne e bambine. Solo le ragazze più giovani, almeno 24, si sono salvate: sono state portate via per essere vendute come schiave del sessoEppure nessuno ha detto una parola. Dall’ottobre 2012 in Nigeria, secondo i dati della costola inglese dell'associazione “Aiuto alla chiesa che soffre”, sarebbero stati uccisi 791 cristiani colpevoli solo della propria fede. Nella regione di Borno, dove è avvenuta l’ultima strage, 50 delle 52 chiese cristiane sono state abbandonate o distrutte. E dal 2007 oltre 700 chiese del Paese hanno subito un attacco, compresi attentati con macchine minate e terroristi suicidi. Dall’inizio del conflitto con Boko Haram solo in Nigeria avrebbero perso la vita non meno di ottomila persone molte delle quali a causa delle loro fede.

    Boko Haram - Martiri Cristiani Indifferenza

     Chi c'è dietro Boko Haram?                                                                                   

    Ma chi odia così tanto il Cristianesimo e i seguaci di Cristo? Come noto il nemico numero una della Chiesa e dei Cristiani è la massoneria, che venne istituzionalizzata nel 1717 a Londra con la creazione della Gran loggia Madre d'Inghilterra. L'artefice della deriva massonica speculare fu Guglielmo d'Orange (Dillenburg, 24 aprile 1533 – Delft, 10 luglio 1584) capo degli Olandesi durante la Guerra d'Indipendenza dei Paesi Bassi dagli Spagnoli. Il Regno Unito è come noto il quartier generale della massoneria mondiale, prim'ancora degli Usa stessi. In merito, attraverso studi incrociati è davvero curioso notare un particolare inquietante: il nome ufficiale di Boko Haram è Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad, che in arabo vuol dire “Gente impegnata a propagare gli insegnamenti del Profeta y la yihad”. Come noto il sanguinario gruppo integralista islamico è una derivazione takfir del movimento salafita: gruppo di fanatici impegnati ad islamizzare il mondo contro gli apostati (cristiani e musulmani moderati a ruota). Boko Haram 2ha lavorato" e "lavora" quotidianamente per imporre la Sharía in Nigeria, nel Nord del Camerun, nel Niger ed in altre regioni limitrofe. Ha ucciso migliaia di cristiani, bruciato chiese, attaccato scuole e distrutto l'esistenza di milioni di uomini, trasformando – in aggiunta – migliaia di donne cristiane in schiave del sesso da vendere come bestie. Chi c'è dietro? Immaginarlo non è poi così difficile! Nel 2012, The Nigerian Tribune ha attribuito il finanziamento di Boko Haram al Regno Unito e all’Arabia Saudita, (vedi Al-Muntada Trust Fund). Molto attiva in merito sarebbe anche la CIA e di conseguenza lo stesso sionismo internazionale (vedi qui – Boko Haram: A CIA Covert Operation ). Secondo il Centro per le Politiche di Sicurezza “Al Muntada è, in proposito, stato particolarmente attivo nella promozione dell’islamismo allo stile wahabita in Nigeria (…) pagando perché ai religiosi nigeriani venisse fatto il “lavaggio del cervello” in università saudite e reti ben finanziate di moschee e scuole”. Come vedete (dalla matematica) due più due fa sempre quattro, e il cerchio magico si chiude sempre. A buon intenditor!

    Boko Haram - Martiri Cristiani Indifferenza

     L'indifferenza degli abitanti del "Nuovo Mondo" di Lucifero                     

    Ma di tutto ciò davvero pochi ne parlano. E ancor meno chiedono che queste azioni cessino! Chi se ne importa se ogni cinque minuti nel mondo un cristiano viene assassinato. L’importante è che non vengano disturbati gli accordi commerciali con Paesi come gli Emirati Arabi o la Cina e che il Cristianesimo stesso non trovi più posto nel nuovo mondo della "New Age" luciferiana. E anche quando queste stragi hanno luogo in Paesi come la Nigeria o l’Eritrea o l’Uzkbekistan, chi volete che se ne interessi? Forse molti dei nostri esemplari di homo politicus non sanno neanche dove si trovano questi Paesi….. Agli italiani deve importare solo il “tittytainment” di Renzi e i risultati dei mondiali di calcio in Brasile.

    C.Alessandro Mauceri e Redazione Qui Europa (Copyright Qui Europa © 2014 ) 

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    2012: Ucciso un Cristiano ogni 5 minuti 

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    Lunedì, Dicembre 31st/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Vittime cristiane / Cristianesimo, nel 2012, 105.000 vittime / Religione / Cultura / Società / Cristianesimo / Nigeria / Egitto / Mali / Pakistan / Corea del Nord / India / Fede / Vittime / Persecuzioni / Fedeli / Perdono / Vendetta / Santo Stefano / Martiri / Cammino […]

    Siria – Destino appeso a un Filo: Ore cruciali a Roma, New York e Washington

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    Venerdì, Maggio 17th/ 2013 – di Sergio Basile e Redazione Qui Europa –  Siria, Date importanti, Marinella Correggia, Redazione Qui Europa, 15 giugno,manifestazione mondiale per la Pace in Siria, Qatar, risoluzione ONU, USA, Bande di mercenari integralisti, video agghiacciante dell'uccisione di civili siriani, Emma Bonino, Ribelli, Roma, Attivisti per la Pace, Paul Larudee, Francisco Coloane, Adio […]

  • Democrazia Texana – Uccidi il prossimo Tuo!

    Democrazia Texana – Uccidi il prossimo Tuo!

    Martedì,  Giugno 24th/ 2014

     – di C. Alessandro Mauceri –

    Redazione Quieuropa, Condannato a morte, USA, Cina, Salil Shetty, Amnesty International, Baromètre de la confiance publique, C.Alessandro Mauceri, Texas, Francia 

    Democrazia Texana – Uccidi il prossimo Tuo!

    La cinesizzazione della Giustizia "Democratica":

    esecuzioni capitali in aumento del 15% 

     

    di C. Alessandro Mauceri

    Cinesizzazione della Giustizia Democratica

     Uccidi il Prossimo tuo!                                                                                             

    Miami, Atlanta, Jefferson City, Dallas, Washington, Pechino – di C. Alessandro Mauceri – Qualche mese ha destato scalpore la notizia dell’esecuzione di un condannato a morte negli USA che era stato “freddato” dal boia dopo che il sistema “ufficiale” aveva fatto cilecca. Le esecuzioni sono state sospese per qualche mese, giusto il tempo di far calmare le acque, poi sono riprese. A dire il vero, anzi, pare che negli USA si stia cercando di recuperare il tempo perduto: in 24 ore sono state eseguite ben tre condanne a morte, in Georgia, nel Missouri e in Florida.  Quest’ultima, tra l’altro, eseguita nonostante i ripetuti appelli affinchè venisse sospesa a causa del basso quoziente intellettuale (secondo alcuni si trattava di una persona incapace di intendere e di volere, ai limiti del minorato). Non è servito a niente: negli Stati Uniti d’America uccidere una persona riconosciuta colpevole da una corte di giustizia è “politically correct”.

     Usa & Co – Cinesizzazione della giustizia                                                           

    In questo modo però gli USA hanno dimostrato che il loro modo di considerare la Giustizia (quella con la G maiuscola) non è diversa da quella di Paesi considerati (per usare un eufemismo) molto meno "democratici" e spesso sotto accusa proprio per il loro poco rispetto dei diritti umani. Paesi come la Cina (dove addirittura non è dato avere una stima ufficiale sul numero delle esecuzioni capitali) o i Paesi mediorientali, che spesso riempiono le copertine dei giornali occidentali con titoli a sei colonne che condannano l’efferatezza del loro sistema giudiziario e le pene inferte ai colpevoli.

    Cinesizzazione della Giustizia Democratica

     La tendenza – Esecuzioni capitali in aumento                                                  

    In realtà nella maggior parte dei Paesi del mondo la pena capitale sta diventando un triste ricordo. Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International, nel presentare il rapporto sul numero di pene capitali applicate nei vari Paesi del mondo nel 2013, ha detto che “trent’anni fa il numero dei Paesi che avevano eseguito condanne a morte era 37. Siamo scesi a 25 nel 2004 e a 22 l’anno scorso. Nell’ultimo quinquennio, solo 9 Paesi hanno fatto ricorso anno dopo anno alla pena capitale”. Ciò che avrebbe dovuto destare stupore, dopo aver letto il rapporto, sono due dati: innanzitutto che tra  i nove Paesi che hanno fatto ricorso alla pena di morte, oltre a nazioni tacciate di essere "antidemocratiche" e dove il rispetto dei diritti umani è stato spesso violato, spiccano, e a pieno titolo, gli Stati Uniti d’America e l’Arabia Saudita, al centro dell’economia di mezzo mondo e spesso visti da molti Paesi partner come "opportunità di sviluppo"; il secondo aspetto, ancora più allarmante, è che, se è vero che il numero dei Paesi che hanno fatto ricorso alla pena capitale è diminuito, le esecuzioni di condannati a morte sono invece aumentate e non poco: il numero delle persone finite nelle mani del boia è aumentato di un buon 15%.

     Questioni di metodo.. più democratico                                                                

    Per non parlare dei metodi utilizzati. Negli USA ha fatto scandalo (ma giusto per l'arco di tempo intercorrente tra una puntata del famoso serial TV e la finale di campionato, poi non se ne è più parlato) il metodo adoperato per un’esecuzione, in molti altri Paesi sono considerati “legittimi” e “legalmente corretti” metodi di esecuzione come la decapitazione, la fucilazione o l'impiccagione. Senza considerare che in molti Stati la pena di morte è ancora circondata dal segreto: solo a volte e a “cose fatte” le autorità informano le famiglie e gli avvocati. La domanda è sempre la stessa e da molti millenni: è giusto uccidere una persona per i reati commessi? E, ammesso che lo sia: per  quali colpe una persona può essere autorizzata ad ucciderne un’altra? Spesso le condanne sono state eseguite a causa di crimini come la rapina o reati connessi alla droga se non addirittura reati economici e atti che non dovrebbero essere neanche considerati reati, come l'adulterio… In alcuni casi poi si è fatto ricorso alla vaga definizione di “reato politico”, ossia la manifestazione del libero pensiero.

    Cinesizzazione della Giustizia Democratica

     Giustizialismo Euro-Texas  made in China                                                       

    Ciò che dovrebbe sorprendere è che molti, pur osannando il rispetto del diritto alla vita, una volta nell’anonimato di un sondaggio pubblico, si dicono favorevoli alla pena di morte. Recentemente  in Francia, dopo, il trionfo di Marie Le Pen, avrebbero dovuto destare scalpore i risultati del Baromètre de la confiance publique, l’annuale inchiesta demoscopica, da cui è emerso che ben il 50% degli intervistati vorrebbe il ritorno alla pena di morte. Non solo, ma risultati analoghi sono emersi anche nel Regno Unito, dove oltre la metà degli inglesi si è detto favorevole all’uccisione per reati sessuali o legati al terrorismo. Sarà vero? Beh i sondaggi sappiamo che valore hanno in questo "Nuovo Ordine Democratico" e mediatico… Forse, però, la vera causa di queste “voci” non è da cercare nel fatto che gli europei stanno diventando – secondo quanto sostengono i media – come i texani (il Texas è lo Stato americano che vanta il primato di esecuzioni), ma nella delusione di vedere molti reati gravi (basti pensare ai condannati per reati di camorra o di terrorismo ancora a piede libero) restare impuniti o alle pene inferte a molti personaggi politici condannati per reati anche gravi (come il concorso in attività mafiosa e regolarmente liberi). Non è un caso se il 40% dei francesi ha dichiarato che “le democrazie non sanno mantenere l’ordine”. Ma quando le democrazie non sanno più “mantenere” l’ordine, il rischio non è la decisione di ricorrere alla pena di morte. Il rischio, e la storia lo prova, è che nascondendosi dietro l’alibi della necessità di ripristinare l’ordine, si adottino metodi di gestione della cosa comune tutt’altro che "democratici" …… Anzi specularmente "Demon-Cratici". che poi è la stessa cosa…

    di C. Alessandro Mauceri (Copyright © 2014 Qui Europa)

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  • Che direzione sta prendendo il Gas Russo?

    Che direzione sta prendendo il Gas Russo?

    Martedì,  Giugno 10th/ 2014
     

     – di C.Alessandro Mauceri 

    Redazione quieuropa, USA, Russia, Viktor Yanukoych, Ucraina, FMI, Cina, Gazprom, Cnpc, Kazakistan, Nursultan Nazarbaiev, Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, Commissione Economica Eurasiatica, Eni, Gazprom, Croazia, Austria, Letta, Renzi, C.Alessandro Mauceri 

    Che direzione sta prendendo il Gas Russo? 

    Le novità prima e dopo il summit del D-Day

    L'Italia rischia di restare fuori dai giochi. Ecco perchè!

     

    di C.Alessandro Mauceri

    Putin - Obama - GAS - Cina

     Usa / Russia: scontro reale o clima da Guerra Fredda?                                

    Mosca  – di C.Alessandro Mauceri –  Nei giorni scorsi, durante le celebrazioni (propagandistiche) in pompa magna, per lo "Sbarco in Normandia" (che di fatto, come detto e dimostrato, aprì le porte alla collettivizzazione forzata dell'Europa – vedi qui Europa, Giugno 1944: non fu vera gloria!)  abbiamo assistito, sia pur in maniera fugace, al colloquio tra il Premier russo Vladimir Putin e il neo-presidente eletto ucraino Petro Poroshenko prima del pranzo tra i grandi per il 70mo anniversario dell'evento militare più mistificato della storia modera. un bel contesto, non c'è che dire! Sullo sfondo si è poi consumato anche un faccia a faccia informale col Presidente Usa, Barack Obama. Lapidario sarebbe stato il commento del primo inqulino della Casa Bianca: "la Russia riduca le tensioni o aumenterà il suo isolamento!". Per molti osservatori internazionali quella che sta andando in scena ormai da mesi potrebbe essere la solita farsa da Guerra Fredda… Una "farsata" non priva di morti (di cittadini ucraini). Altri parlano invece più nettamente di secca spartizione dell'Ucraina tra Usa e Russia. Altri ancora si sono schierati nettamente a fianco della Russia di Putin. Pochissimi davvero tifano Ue e Amerika! Ma sfide da stadio a parte, l'interrogativo da porsi, sulla scia del teatrino degli anni Ottanta Reagan-Gorbachev e delle falsissime Reaganomics e Perestroika, che altro non furono che propagandatissime operazioni di rastrellamento e privatizzazione su larga scala, ci chiediamo: potrebbe il Nuovo Ordine Mondiale reggersi e perdurare su sole due gambe, o – come nel più classico dei casi – esso ha bisogno del terzo piede e del solito eroe di turno capace di incarnare il  ruolo del paladino dei dissidenti, sia pur magari controllato? Nella storia Russia e Usa, in effetti, propaganda a parte, sono sempre andate d'amore e d'accordo. Anche Roosevelt e Stalin lo furono a Yalta: in quel caso il cattivo di turno (come ci insegnano i profeti dello sbarco in Normandia) si chiamava Hitler… Adolf per "i soliti amici"… 

     Che direzione sta prendendo il gas russo?                                                         

    Ma oltre il muro dei ricordi e la tetra immagine evanescente dei fantasmi del passato – che qualche volta ritornano con precisione svizzera –  il tema del momento – carneficna dei dimenticati cristiani a parte – sembra essere un altro: che direzione sta prendendo il gas russo? E l'Italia rientrerà nelle nuove traiettorie disegnate sul mappamondo da Putin e sociQualche settimana fa, in merito, è emerso in modo evidente che lo scontro (o meglio, lo pseudo-scontro in atto: davvero difficile capirlo fino in fondo) tra USA e Russia non si sarebbe svolto su fronti tradizionali (del resto, come ormai consuetudine, gli USA attaccano solo Paesi molto più deboli di loro sia dal punto di vista economico che, soprattutto, sotto il profilo militare: a patto che ci sia la reale volontà di attaccare…). La Russia, invece, seppure con mille problemi interni e con un’economia certo non fiorente, è pur sempre un avversario militarmente temibile. Il conflitto potrebbe quindi avvenire su altri fronti, come ad esempio quello diplomatico e quello degli organismi internazionali. A marzo l’Unione europea ha congelato i beni del deposto presidente ucraino, Viktor Yanukoych, e di altre diciassette persone, e la stessa cosa ha fatto la Svizzera. Non a caso il provvedimento è stato ufficializzato poche ore prima che si aprisse il vertice europeo straordinario dedicato all’Ucraina.

    Putin - Obama - GAS - Cina

     Accordo Russia-Cina  e Russia-Kazakistan / Russia-Bielorussia             

    La risposta della Russia non si è fatta attendere. Ed è stata su più “fronti”. Innanzitutto il capo del Cremlino ha minacciato di ritirare parte dei propri depositi presso il FMI; nei giorni scorsi, poi, Putin ha risposto all’attacco anche su un altro fronte: ha sottoscritto un accordo con la Cina per la fornitura di gas. L’accordo tra la russa Gazprom e la cinese Cnpc è stato siglato dopo una trattativa durata quasi un decennio e avrà un controvalore di decine di miliardi di dollari. L’importanza strategica di questa misura è certamente non indifferente dato che fornisce alla Russia un mercato di sbocco alternativo alla UE. Negli ultimi giorni precedenti alle celebrazioni del D-Day, poi, è giunta l’ultima “risposta” della Russia al tentativo di imporre la propria sovranità in Ucraina da parte di altri Paesi:  Vladimir Putin e i presidenti del Kazakistan e della Bielorussia, Nursultan Nazarbaiev e Aleksandr Lukashenko, hanno firmato un trattato per la creazione di uno spazio economico unico fra i tre Paesi a partire dal primo gennaio 2015. Putin ha parlato di firma “storica” che “permetterà la creazione di una potente area di sviluppo economico”. Non solo, ma pare che a breve la Commissione Economica Eurasiatica includerà nella zona di libero scambio anche la Siria. O almeno quel che ne resta!

     Gas – Italia fuori dai giochi?                                                                                     

    E mentre in Italia c’è chi festeggia ancora per i risultati delle elezioni e dei ballottaggi di Domenica, nessuno dice che secondo alcune notizie circolate proprio nei giorni scorsi, l’Italia potrebbe essere tagliata fuori dal progetto per la realizzazione del gasdotto che dovrebbe portare gas (di cui siamo ormai dipendenti quanto e forse più che del petrolio) dalla Russia all’Europa. Si tratta del progetto che prevede la costruzione del gasdotto per la fornitura di gas russo ai Paesi europei. L’iniziativa, che vede il coinvolgimento di Eni e Gazprom prevedeva un percorso che, in un primo momento, avrebbe dovuto raggiungere gli altri Paesi europei passando per la Puglia e attraversando poi il resto d’Italia. Secondo le ultime informazioni invece ci sarà un cambiamento di percorso e il gasdotto passerà non entrerà in Europa attraverso la Puglia ma attraverso la Croazia e l’Austria, patria di molti interessi russi. E c’è chi dice che dietro questa decisione ci sia anche, almeno come concausa, il cambio al vertice tra Letta e Renzi. Forse è solo una casualità, ma di certo l’avvicendamento dei vertici di ENI voluto da Renzi poco dopo il passaggio delle consegne di Letta potrebbe essere stato un tentativo di mantenere intatti i legami con la Russia. A quanto pare però con scarsi risultati. Ma queste potrebbero essere solo congetture! Non a caso Putin si è detto pronto a sospendere da giugno le forniture del gas in Europa, se l’Ucraina non pagherà subito il suo debitoL’unica cosa certa è che, in questo modo, Putin ha mosso un’altra pedina sullo scacchiere sempre più articolato degli approvvigionamenti energetici dell’Unione Europea e su quello della spartizione dei poteri a livello globale . E di certo di queste mosse non beneficeranno né degli USA né, tanto meno, l’Italia. O forse no?

    di C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2014 Qui Europa)

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    Aborto – il Crimine Invisibile – Roma 4 Maggio, al via la Marcia per la Vita

    Venerdì, Aprile 25th/ 2014 

    – di Angelo Iervolino e Redazione Qui Europa  –

    Roma, Angelo Iervolino, Redazione Qui Europa, Aborto, Cina, Italia, Usa, Cina, sottile filo rosso, Rivista Internazionale delle Società Segrete, dati shock, Antonio Socci, roma Quarta Marcia per la Vita, Piazza della Repubblica, 4 Maggio 2014, Papa Francesco, monito pro-life nella Sala Clementina 

    Aborto – il crimine quotidiano che nessuno vuol

    vedere: 5 volte le vittime delle guerre mondiali 

    Italia-Usa-Cina, un sottile e inaccettabile filo rosso 

    Roma, 4 Maggio 2014 – Quarta Marcia per la Vita:

    il popolo pro-life nella Città Eterna, per dire

    No all'aborto. E senza alcun compromesso

    Appendice: Sulle origini e la pianificazione dell'aborto

    Video in allegato

     

    Redazione Qui Europa 

    Marcia per la Vita - Roma  4 Maggio 2014

     Tutto nella normalità più agghiacciante                                                             

    Roma –  Il termine "aborto" (o omicidio di un feto: neonato non ancora venuto alla luce) dal 1968 ad oggi è entrato in maniera fin troppo facile nel vocabolario d'uso comune nella nostra società moderna, "liberale", "democratica" e "progressista". Il tutto quasi ad assumere una "candida" veste di normalità. Ciò si è manifestato – a ben vedere – sulla falsa riga del percorso seguito nell'alimentazione: molti prodotti alimentari di largo consumo, dannosi o comunque non salutari (si pensi alla coca-cola) o trasformati e lavorati con metodi bizzarri e disumani, vengono acquistati ed ingurgitati quotidianamente senza alcuno scrupolo e senza che il vasto pubblico dei consumatori osi chiedersi come essi siano finiti sulle loro tavole, o quali elementi, di fatto, siano contenuti nella composizione chimica di questi cibi. Si pensi ad esempio agli hamburger, o ai würstel…  In alcuni paesi – anche europei – addirittura viene venduta nei supermercati carne di cane… In altri casi addirittura carne di topo. Molti sono stati i casi registrati nel Vecchio Continente. Non è una novità! Non è un mistero… Troppo spesso tali "crimini" vengono accettati di buon grado, solo pechè magari la TV non da alle notizie la giusta risonanza mediatica… Come sta avvenendo con la proliferazione degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) in agricoltura. Ogni tanto vengono caricati in rete video shoccanti, che mostrano in che modo vengono lavorati molti dei suddetti alimenti, ormai entrati nella nostra comune dieta alimentare, sotto i diktat del dio mercato. Video che mostrano, ad esempio, come alcuni capi di bestiame vengono allevati e uccisi, all'interno di "bestiali" (è il caso di dirlo…) catene di montaggio del dolore. E soprattutto con quali tipi di "mangimi" e frattaglie essi vengono alimentati. Ormai è diventato tutto normale… o almeno così vorrebbero abituarci a credere! Alcuni italiani scandalizzati degli orrori perpetrati in campo alimentare e nell'allevamento del bestiame da macello, passano al veganesimo… Ma relativamente pochi, pochissimi, si scandalizzano su  pratiche ancor più folli e mostruose di queste citate.

    miracle baby

     Più vittime delle guerre mondiali                                                                          
     
    C'è, infatti, un crimine ancor più palese ed agghiacciante, un crimine addirittura più efferato – se possibile – delle stesse guerre in Africa e Medioriente: perchè ancor più tacitamente, sconsideratamente ed "allegramente" accettato dalla stragrande maggioranza dell'opinione pubblica. Parliamo proprio dell'aborto signori (vedi qui – https://www.youtube.com/watch?v=ZED1RhzMutM )! Se leggiamo i numeri degli aborti nel mondo, ci rendiamo conto come i governi che li hanno avallati e promossi abbiano provocato più vittime di due guerre mondiali. Addirittura i morti sarebbero ben cinque volte superiori a tutti i  morti nelle grandi guerre del Novecento. Parliamo quindi del genocidio più grave della storia! Ma, quel che è più agghiacciante, è come ciò sia avvenuto ed avvenga quotidianamente nel silenzio pressocché generale delle coscienze. Menti ed anime sopite nel sonno delle rassicuranti democrazie europee!
     

     Italia-Cina-Usa: Un sottile filo rosso                                                                   

    Dal verdetto Roe vs Wade del 1973, negli Stati Uniti si sono verificati circa 55 milioni di aborti. Dall'istituzione della politica del figlio unico in Cina, nel 1980, il Partito Comunista Cinese ha dichiarato di aver “prevenuto” 400 milioni di nascite, come ricordato di recente anche dallo scrittore cattolico Antonio Socci (vedi qui – http://www.antoniosocci.com/2013 ). Un numero che supera l’intera popolazione americana. Molte di queste nascite sono state “prevenute” – come noto – attraverso gli aborti forzati. Ma esiste una Cina anche qui vicino a noi! Anzi ci siamo dentro… In Italia, la colonia Italia, la legge 194/78 prevede che il Ministro della Salute presenti annualmente al Parlamento una relazione sull'attuazione della norma sull'aborto e sull'andamento del "fenomeno abortivo", ufficializzando anche il numero degli aborti eseguiti nelle strutture sanitarie pubbliche o convenzionateI dati forniti dal Ministro dal 1978 al 2012 ci dicono che in Italia sono stati effettuati 5.437.551 aborti. Le immagini e i video presentati in allegato, vi faranno capire – qualora non lo sappiate – cosa sia una "interruzione di gravidanza indotta". In ogni caso basta cercare su google, inserendo la parola “aborto” e ne vedrete di tutti i colori. In genere si consiglia di vedere questi "spettacoli" – ci scuserete l'eufemismo – solo ai soggetti meno impressionabili… Invece stavolta consigliamo a tutti di prendere atto di queste atrocità. E lo consigliamo specie a chi considera il fenomeno al pari di una normale tendenza o "moda" del nostro tempo, o magari un segno distintivo di "libertà" e "progresso". A chi cioè non si fa problemi di coscienza.

    Marcia per la Vita - Roma  4 Maggio 2014

     Roma, 4 Maggio 2014 – 4a Marcia per la Vita                                                   

    Per tutti coloro i quali credono che l'aborto sia un orrendo crimine  o – per usare un'espressione cara a Madre Teresa di Calcutta – "il crimine più grande", l'invito che vi porgiamo è innanzitutto quello di avere il coraggio di non adeguarvi alla massa, di fare obiezione di coscienza – per chi lavora in ambienti medici dove si pratica questa forma lergalizzata di omicidio – e inoltre, l'altro consiglio consta nel partecipare alla prossima "Marcia per la Vita" (Quarta edizione). L'vento, che si terrà a Roma il prossimo 4 Maggio, sarà preceduto da un raduno a partire dalle ore 8,00 a Piazza della Repubblica. Seguirà il fluire del corteo vero e proprio che si snoderà per le strade della città a partire dalle ore 9,00. Questo è il sito che chi volesse saperne di più: www.marciaperlavita.itL'invito è quello di sensibilizzare il nostro prossimo a prendere coscienza di questa terribile piaga. La più terribile senza alcun dubbio! Questo, facendo tesoro delle parole di Papa Francesco, pronunziate nella Sala Clementina lo scorso 11 aprile.

     L'ultimo monito di Papa Francesco in difesa della vita                                

     «Noi lo sappiamo – ha monito il Papa –  la vita umana è sacra e inviolabile. Ogni diritto civile poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita, che non è subordinato ad alcuna condizione, né qualitativa né economica né tantomeno ideologica. «Così come il comandamento “non uccidere” pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire “no a un’economia dell’esclusione e della inequità”. Questa economia uccide … Si considera l’essere umano in se stesso come un bene di consumo, che si può usare e poi gettare. Abbiamo dato inizio alla cultura dello “scarto” che, addirittura, viene promossa» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 53). E così viene scartata anche la vita. Uno dei rischi più gravi ai quali è esposta questa nostra epoca, è il divorzio tra economia e morale, tra le possibilità offerte da un mercato provvisto di ogni novità tecnologica e le norme etiche elementari della natura umana, sempre più trascurata. Occorre pertanto ribadire la più ferma opposizione ad ogni diretto attentato alla vita, specialmente innocente e indifesa, e il nascituro nel seno materno è l’innocente per antonomasia. Ricordiamo le parole del Concilio Vaticano II: «La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; l’aborto e l’infanticidio sono delitti abominevoli» (Cost. Gaudium et spes, 51). (Papa Francesco, Sala Clementina, 11 aprile 2014).

    Redazione Qui Europa  e Angelo Iervolino (Copyright Qui Europa © 2014 ) 

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      Appendice                                                                                                                               
     

    Appendice – Sulle origini e sulla pianificazione

    del "fenomeno abortivo"

    Tratto da "Qui Europa" / Articolo del 22 Febbraio 2013

     

    Aborto - Femminismo - Massoneria

     Massoneria, Femminismo e Aborto – Omicidi Pianificati…      

    (Tratto da "Qui Europa" del 22 Febbraio 2013) – Sulle origini del fenomeno abortivo – accettato pian piano in tutta Europa dagli stati liberali e socialisti – molto interessante è comprendere cosa vi sia davvero dietro questa diabolica deriva. Ci viene in soccorso un documento del 1905 – reperibile comodamente anche sul web – estrapolato dalla "Rivista Internazionale delle Società Segrete" (si tratta in particolare di una circolare massonica del 1905) tutto incentrato sulla pratica delle riduzioni delle nascite e sulla proliferazione delle pratiche abortive da applicare, soprattutto, nelle nazioni cristiane: deplorevoli fenomeni portati avanti in Italia soprattutto durante la "rivoluzione del '68" daimovimenti femministi, che guardacaso (che combinazione curiosa) nelle loro proteste di piazza usavano alzare le mani sopra la testa cogiungendo le dita a forma di piramide… Pratica ripresa, curiosamente, da molti fan di gruppi e/o star del rock e/o del pop di acclarata "fama satanica". Nel documento, che riproponiamo di seguito si poteva leggere in un dettagliato e scrupoloso programma, quanto segue: 1)  I cristiani si sciupino prima del matrimonio (immoralità sessuale) ; 2) Non giungano al matrimonio (non sentano il bisogno di sposarsi e si tolgano loro i mezzi);3) Se vi giungono lo frantumino (divorzio facile e protetto e divorzio breve); 4) Non facciano figli (ricorso alla contraccezione); 5) Se i figli arrivano, li ammazzino (aborto facile e gratuito); 6) Se li fanno non li possano allevare (sfavorire le famiglie numerose; trovare difficoltà per la casa; neutralizzare le politiche per la famiglia); 7) Se li allevano non li educhino cristianamente (guerra agli istituti religiosi o alla religione nella scuola); 8) Se qualcuno scampa non arrivi all'Università (è curioso notare come in tutto l'est comunista i cristiani non potevano accedere all'Università); 9) i Cristiani vengano comunque esclusi dalla direzione sociale. P.S.: "La Chiesa non crollerà sotto il pungolo della persecuzione, ma sotto una coltre di immoralità". "Corrompere, corrompere, corrompere". Davvero molto illuminante. Non trovate?

    Tratto da "Qui Europa" / Articolo del 22 Febbraio 2013

     
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    Marcia per la Vita – Roma 4 maggio 2014 – https://www.youtube.com/watch?v=0cV-ot7U5II

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Marcia per la Vita – Roma, 4 maggio 2014 – www.marciaperlavita.it
    www.marciaperlavita.it
    Quarta edizione della Marcia nazionale per la Vita. Per la Vita senza compromessi.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Venerdì, Marzo 21st/ 2014

    – di C.Alessandro Mauceri  / Redazione Quieuropa –

     Corea del Nord, Kim Jong-un, Suprema Assemblea del Popolo, monte Paekdu, Monti, Letta, Renzi Cavaliere, Kcna, Classifica della Libertà di Stampa, Reporter senza Frontiere, Cina, Jiang Zemin, Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Emirati Arabi Uniti, C.Alessandro Mauceri. Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, Eritrea, Isaias Afwerki

    Altro che Corea del Nord… Guardiamo a casa nostra! 

    Democrazia in Europa: un parallelismo con la Corea che

    va stretto ai coreani

    Video in allegato:

         Esempi di "Democrazia" francese e ONU in Africa (Costa d'Avorio)

         

    di C.Alessandro Mauceri / Redazione Quieuropa

    democrazia corea, europa, occidente e italia a confronto

     Altro che Corea del Nord… Guardiamo a casa nostra!                                   

    Palermo – di C.Alessandro Mauceri – Qualche giorno fa si sono svolte le elezioni in Corea del Nord. Kim Jong-un, più volte indicato dai giornali come un dittatore, ha ottenuto il 100 per cento delle preferenze nel suo collegio ed è stato “eletto” alla Suprema Assemblea del Popolo, una specie di parlamento (si poteva votare solo “sì” o “no” all’unico candidato per ciascun collegio). Nella sua circoscrizione, quella del monte Paekdu, l’affluenza è stata del 99,8%! Ovviamente si sono subito levate alcune critiche al sistema elettorale nordcoreano. C’è stato chi ha fatto notare che la Suprema Assemblea del Popolo non conta nulla dato che spesso sarebbe sostituita da un organo più ridotto e con appena più poteri, il Praesidium (qualcosa di non molto diverso dai nostri governi che ormai sempre più spesso legiferano a colpi di decreti legge). Molti hanno colto l’occasione per sottolineare come la Corea del Nord sia una delle dittature più severe sulla Terra e che le elezioni non sono state altro che un strumento utilizzato dal despota per sottolineare “l’espressione del totale sostegno e della profonda fiducia che la gente e i militari provano per il leader supremo Kim Jong-un, e di come siano completamente devoti a restargli fedeli”. Nessuno, però, ha pensato che le elezioni nella Corea del Nord – e i nord-coreai ci scuseranno per il parallelismo – offrivano  l’occasione (invero molto ghiotta) per fare un confronto con la realtà dei Paesi occidentali davvero “democratici”. A cominciare dall’Italia. Tanto più che la nuova legge elettorale è appena stata votata alla Camera….

     La Democrazia in Italia                                                                                               

    In Italia, per trovare l’ultima elezione di un capo di governo bisogna risalire addirittura al 2008. Sì perché, per strano che possa sembrare, da allora nessuno di quelli che hanno guidato il Paese è stato designato a farlo dai cittadini con una maggioranza. Né Monti, né  Letta, né Renzi hanno rappresentato coalizioni scelte dalla maggioranza degli elettori. Ma anche l’ultimo governo “politico” e non “tecnico” né frutto di “inciuci” (o, come si usa dire con un eufemismo, “di larghe intese”) non si può dire che fosse davvero rappresentativo:  la coalizione guidata dal Cavaliere (ma il titolo non doveva essere ritirato dopo la condanna?) ebbe 17.066.397  voti, pari al 46,81% dei votanti. Ma, dato che alle urne si recò solo il  79,90% degli elettori, a conti fatti il compito di gestire il Paese fu dato a chi aveva ricevuto “solo” il 37,4% delle preferenze, ossia poco più di un terzo. E per di più con un sistema elettorale che è stato poi dichiarato incostituzionale…..

     Un parallelismo con la Corea… Che va stretto ai coreani…                           

    In Corea del Nord, tutti i altri distretti hanno presentato un solo candidato (non solo quello del cosiddetto ”dittatore”, ma questo i giornali hanno dimenticato di dirlo). E in tutti i distretti i candidati sono stati eletti con preferenze quasi del 100%. Quindi, probabilmente, più che di una mossa mediatica potrebbe essersi trattato di un diverso sistema elettorale per “confermare” (analogamente a quanto avviene in Italia per il referendum) più che per scegliere qualcosa che riguarda tutti. Il parlamento nord-coreano, però, in questo modo, può vantare un’assoluta legittimità, dal momento che l’elettorato nordcoreano, in massa, lo ha “confermato”. La stessa cosa non si può dire dell’Italia, dove a candidarsi realmente sono i partiti e i loro leader che poi “nominano” e non “eleggono”. C’è stato chi ha detto che Kim Jong-un, in realtà, non è un candidato, ma un dittatore che utilizza la propaganda di regime per far apparire la situazione del Paese migliore di quanto non sia in realtà.  Sarà…. La frammentarietà delle notizie che giungono dall'estremo oriente è sempre troppo considerevole e le manipolazioni mediatiche all'ordine del giorno… Ma di sicuro la situazione coreana non è peggiore di quello europea… Anzi!

    democrazia corea, europa, occidente e italia a confronto

     Una classifica a parte                                                                                                

    I giornali occidentali hanno sottolineato che le elezioni in Corea del Nord sono state solo una mossa mediatica: l’agenzia di Stato Kcna avrebbe detto che tutti i cittadini sono andati a votare e che la macchina elettorale nordcoreana ha funzionato alla perfezione e centrato i due obiettivi preposti solo per legittimare il potere e ampliare controllo dei cittadini. Stranamente gli stessi media non hanno detto nulla di ciò che avviene in altri Paesi del globo. In Birmania, ma il nome ufficiale è Myanmar, a governare, e da diversi anni, sono i militari che hanno il controllo assoluto dei poteri esecutivo, giudiziario e legislativo e possiedono o controllano tutti i mezzi di comunicazione. Ma nessuno ne parla. E nulla si dice della Guinea Equatoriale, che è ai primi posti nella classifica mondiale dei Paesi più corrotti… Italia ed Europa a parte… loro oggi occupano una classifica a parte… Qui il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo governa dal 1979 ed è stato rieletto nel 2009 con il 95,4% dei voti. Anche qui esiste un parlamento unicamerale, formato da cento membri, 99 dei quali fanno parte del partito del presidente che è stato più volte accusato di essere al potere grazie ai guadagni dell’industria petrolifera…..O ancora dell’Eritrea, dove, dopo 17 anni di indipendenza, si devono ancora tenere le prime elezioni democratiche per eleggere parlamento un presidente. Anche qui c’è un solo partito, il Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia guidato da Isaias Afwerki, che mantiene il controllo del paese.

     La Democrazia in America                                                                                      

    E certo la libertà concessa ai cittadini della Corea del Nord non è minore di quella concessa dalla Cina (Jiang Zemin, Presidente della Repubblica Popolare Cinese dal 1993 al 2003 è stato accusato di crimini contro l’umanità, ma nessuno ha mai pensato di arrestarlo) o dagli Emirati Arabi Uniti (dove addirittura è vietato anche l’uso di Skype…). E la lista sarebbe lunga molto, troppo lunga. Fino ad arrivare ai “democraticissimi” USA, che continuano ad operare centinaia di luoghi di detenzione disumani come Guantanamo (Obama si era impegnato a chiuderli già appena eletto per il primo mandato, ma non ha mai mantenuto la promessa, anzi ha riconfermato l’”utilità” di certe “procedure” utilizzate in questi luoghi), dove non passa settimana che il presidente decida di scatenare una nuova guerra (prima in Corea del Nord, poi in Siria, ora in Ucraina), dove si cerca in ogni modo di imporre la propria volontà, anche militarmente (droni statunitensi sono stati abbattuti in molti Paesi del mondo) e dove, anche per le scelte interne, la democrazia sembra essere scomparsa: "Ogni volta che potrò migliorare le opportunità degli americani senza passare attraverso l'iter legislativo, io lo farò", ha detto Obama. Più “democratico” di così…. Eppure nessuno si è mai sognato di dire che antidemocratico il modo di gestire gli USA o di valutare quanto siano state “democratiche” le elezioni, ammesso che se ne svolgano, in Cina o negli Emirati ……

     Il curioso commento di "Report Senza Frontiere"                                         

    La Corea del Nord, secondo Reporter senza Frontiere, oggi occuperebbe una delle ultime posizioni della Classifica della Libertà di Stampa (2013)… giudicare questo dato e questa analisi dall'Europa non è cosa semplice… ma per contro una cosa è palese: il nostro Paese, baluardo della democrazia e della libertà, nella stessa classifica occupa la 57esima posizione preceduto da Paesi come Niger e  Botswana!  E la situazione in Italia non sembra essere destinata a migliorare. Anzi. Nella classifica Global Democracy Ranking, negli ultimi quattro anni, il BelPaese ha perso ben 3 posizioni. Il commento dell’organizzazione internazionale al giudizio, pur dando giudizi parziali e a tratti – come si legge – ambigui, dice: “Mr Renzi has ambitious reform plans but no experience of national government and no direct electoral mandate.” (…..il Sig.Renzi ha programmi di riforma ambiziosi (?), ma non ha alcuna esperienza nella gestione del Paese e non ha ricevuto un mandato diretto dagli elettori….). Sembra quasi che alcuni analisti siano diventati gobbi: parlano dei presunti difetti degli altri (la Corea del Nord) e non vedono ciò che accade sotto i loro occhi ……  La famosa trave evangelica nei propri occhi….

     Un piccolo esempio di Democrazia occidentale in Africa                           

    Basta vedere ciò che accade in Siria, in Palestina e in Medioriente per capirlo. Ma un ottimo metro di giudizio è rappresentato anche dalle politiche "democratiche" perseguite negli aultimi decenni dall'ONU e dai francesi in Costa d'Avorio. Vi consigliamo di vedere il video in allegato per capire cosa vuol dire oggi "democrazia"….

    C.Alessandro Mauceri / Redazione Quieuropa (Copyright © 2014 Qui Europa) 

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     Video in Allegato                                                                                                     

    ►Video in allegato:

        Esempi di "Democrazia" francese e ONU in Costa d'Avorio – ITA

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