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  • Il Paradosso dell’Italia in Crisi, Disinformata ma ben Armata

    Il Paradosso dell’Italia in Crisi, Disinformata ma ben Armata

    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012

    – di Mario Luongo –

    Italia / Costi politica / Paradosso / Italia in Crisi / Disinformata ma ben armata / Sprechi statali / Tavola della Pace / Guerra Afghanistan / Diritti umani / Rai / Sedi estere Rai / Flavio Liotti / Dipartimento Politiche Globali Cgil / F- 35 / Spending review / Campagna "Taglia le ali alle armi" / Ministero della Difesa / Giampaolo Di Paola / Famiglia Cristiana / Debito pubblico / Industria bellica / Giorgio La Pira 

     

    Il Paradosso dell'Italia in Crisi: Disinformata

    ma ben Armata 

    Solol'1% degli Italiani sa che l'Italia è in guerra

    in Congo!

    Rompiamo questa insensata e vergognosa spirale!

    Rompiamo il silenzio mediatico sulla Guerra e sulle

    cosiddette "Missioni di Pace"

    Parliamone! Impariamo da Giorgio La Pira e da

    Canadesi e Norvegesi 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – L’Italia è un Paese in cui gli sprechi avvengono con una disinvoltura ed una periodicità spaventosa. Sono sprechi di ogni tipo, di ogni colore politico, di ogni ordine statale, di ogni apparato territoriale, della società "civile" stessa. Ultimo in ordine di tempo è il caso già discusso dei costi, o meglio, degli sprechi esorbitanti della politica a livello regionale assurto a fama internazionale grazie all’irritante condotta del consiglio regionale Lazio e incarnato a dovere dalla grossa figura di Francesco Fiorito. Ma gli sprechi non finiscono qua. Anche a livello nazionale si fa quel che si può per affossare il debito pubblico ulteriormente ed imporre contestualmente nuove tasse, chiedendo ai cittadini di compiere sacrifici in nome di una ripresa futura che non ci sarà. Il problema è che la parola spreco, mai come in questi casi, si rivela così calzante, nonché perfettamente descrittiva di spese inutili effettuate in settori estranei dalle esigenze che la società richiede in questo momento. Uno su tutti la cosiddetta "Difesa". O meglio l'attacco! Ebbene si, il 40% circa del budget statale anziché essere indirizzato al welfare o all'occupazione viene dirottato sugli armamenti, e sulla politica belligerante dei Ministeri della Difesa e degli Esteri.

     Una indecorosa corsa agli Armamenti, nel Silenzio dei Media 

    Il Ministro della Difesa del nostro governo tecnico, come pochi sanno, è l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, una persona esperta di questioni militari, armamenti, ma probabilmente priva di acume politico e di sensibilità alle questioni sociali o forse semplicemente miope nei confronti della crisi, visto che si oppone ai tagli previsti verso il proprio bilancio cercando anzi di ottenere dal Parlamento l’autorizzazione per gestire ed organizzare autonomamente la spesa militare nel prossimo decennio, “continuando così la più anacronistica delle corse agli armamenti”, come afferma amaramente Flavio Liotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace.

     La Guerra in Congo, l'ultima vergogna italiana celata 

    In un momento in cui agli Italiani si richiede di “tirare la cinghia” appare quantomeno ipocrita e insensata la scelta di investire ingenti capitali pubblici in armamenti;  nel mantenimento delle truppe nazionali nel pantano meschino dei conflitti – e delle cosiddette "missioni di pace" – ed in zone e teatri che spesso gli stessi Italiani ignorano, come nel caso del Congo: guerra di cui soltanto l’1% dei cittadini è al corrente.

     Il Nobile esempio del grande Giorgio La Pira 

    Ma a ben vedere, come insegna il grande ed eterno "Giorgio la Pira" (l'indimenticato "sindaco santo" di Firenze durante gli Anni'60, nonché padre costituente) la guerra è sempre una sconfitta per l'uomo; essa è sempre una vergogna, e in ogni circostanza. Un'offesa all'intelligenza umana, al prossimo e a Dio. "Bisognerebbe bombardare i popoli con bombe di riso", usava ripetere con frequenza ai suoi interlocutori di ogni latitudine e longitudine, La Pira. Egli stesso si prodigò in dozzine di cause internazionali per promuovere la Pace e giungere alla soluzione pacifica delle controversie belliche: vedi Guerra in Viatnam o conflitto Franco-Algerino. Teatri nei quali Giorgio La Pira riuscì ad essere determinante. Un modello per centinaia di diplomatici e capi di stato e di governo. Un gigante della Pace e del "Dialogo Interculturale". Un "santo politico" ed un "politico santo".

     La Sconvenienza della Guerra 

    Quello bellico non è mai un settore conveniente! Se non per le industrie del settore, ovviamente. Ma comunque – eufemisticamente – non si può opporre la motivazione che molte fabbriche rischiano di chiudere e che i lavoratori in esse impiegati possono perdere il lavoro alla richiesta di operare tagli anche in questo ambito. E' ovvio! La ghigliottina della "Spending Review" ha toccato la sanità, l’istruzione, le pensioni, la cultura, il cittadino stesso, solo marginalmente i costi della politica, ma non ancora quelli della difesa. Anzi! Campi in cui onestamente si potrebbe rinunciare a buona parte del bilancio. Campi sconvenienti, dunque, sia economicamente parlando che a livello etico e morale. Che è la cosa che forse più conta!

     Il Washington Consensus 

    Se la cultura e l’istruzione, come la ricerca e la sanità sono settori che guardano al futuro, al miglioramento, alla costruzione di basi solide per il rilancio di un Paese,  d’altro canto il rimborso per cene elettorali; per auto blu; per feste in maschera e soprattutto per guerre (delle quali tra l'altro nessun elettore conosce il motivo e la necessità) ed investimenti in potenti caccia ed altri incentivi alle industrie belliche, non hanno senso di esistere. Mai! E specialmente ora, in un contesto di difficoltà economica senza precedenti nella storia del nostro Paese e dell'Europa intera. La crescita di un Paese – economica e morale – non avviene se si continua a seguire il “Washington Consensus”, ma se la società civile può finalmente colmare quella distanza dalla politica, che la dovrebbe rappresentare. La maggioranza degli Italiani non solo non condivide l’entrata in guerra in Afghanistan, (come del resto negli altri teatri di gerra) ma, come detto, ne ignora i costi, le ragioni, le dinamiche, se non proprio l’esistenza stessa. E quindi in nome di chi o cosa si combatte? Di un popolo inconsapevole di quello che gli accade intorno? Di uno Stato che deve mostrare i muscoli all’estero per farsi rispettare? O degli interessi privati di lobby del cemento, della morte o dell'eneregia? 

     L'ignobile caso degli F-35  

    “In tempi di crisi non ci sono zone franche. O terreni minati dove evitare di mettere piede. Se si guarda fino al centesimo per le spese correnti, si aprano gli occhi sui miliardi di euro per riempire gli arsenali. Se siamo sull’orlo del baratro, perché sperperare i soldi per comprare armi?”. Un appello, questo di Famiglia Cristiana, (che ci sentiamo in dovere di amplificare dalle colonne del nostro Osservatorio) che non è da semplice organo di stampa pacifista d'ispirazione cattolica, ma soprattutto da membro attivo e partecipe di una società che tenta di essere civile; un appello simile a quello di un cittadino responsabile, consapevole, informato sullo sperpero che si fa dei fondi pubblici per creare morte. In tal senso – ad esempio –va dunque letta la spesa pubblica impegnata dal governo Monti e protesa a favorire la costruzione  dei famigerati F-35 Joint Fight Striker: potenti quanti "inutili" caccia bombardieri made in USA che costano cifre astronomiche. 

     La miopia degli italiani e l'esempio dei Canadesi e dei Norvegesi 

    Talmente astronomiche da pensare che siano la soluzione a tutti i problemi del mondo, evidentemente. Ma non è così! Tant’è vero che già in Canada e in Norvegia sono sorte veementi polemiche pubbliche su questo tema, mentre paesi più assennati del nostro come l’Olanda hanno votato una risoluzione per uscire dal programma di acquisto degli F-35Invece in Italia "le riduzioni per la Difesa e per l'acquisto di armamenti si limitano a poche decine di milioni, e definiscono una diminuzione degli effettivi delle Forze Armate che si realizzerà solo dopo diversi anni”. E, addirittura, un’ipotesi ventilata sul taglio di circa 100 milioni l’anno alla voce “spesa per armamenti” è stata rigettata in extremis. 

     Diventiamo costruttori di Pace 

    Ulteriore danno è costituito dall’assenza di queste notizie dall’agenda dei media italiani, sia per quanto riguarda le discutibili scelte dell’esecutivo in questi ambiti, sia per le dinamiche dei conflitti nei quali siamo impegnati, nostro malgrado. L’assenza di molte di queste notizie dalla dieta mediale degli Italiani è preoccupante: indice di assenza totale di democrazia! Indice di dittatura reale e mediatica! D’altronde se le sedi Rai in molte zone calde del pianeta come Nuova Delhi e Il Cairo chiudono o rischiano di chiudere – guardacaso – per mancanza di fondi, la prima vittima continuerà ad essere l’informazione, quella di qualità, e di riflesso il cittadino stesso. Dunque, quanto a noi, nell'impellente e probabile coinvolgimento dell'Italia in altri sanguinosi conflitti in Medioriente, e dietro i diktat dei nostri padroncini statunitensi (padroni arroganti e guerrafondai) non ci resta che gridare il nostro dissenso: "non stiamo a guardare, cari amici! Facciamoci portatori viventi della cultura della Pace!" Gridiamolo con forza ed incessantemente sul web, nelle nosrte parrocchie, nei nostri luoghi di lavoro e nel nostro quotidiamo.

    Mario Luongo (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Dopo Meeting: Famiglia Cristiana spara a zero su CL e sui facili applausi al professor Monti

    Dopo Meeting: Famiglia Cristiana spara a zero su CL e sui facili applausi al professor Monti

    Mercoledì, Agosto 29th/ 2012

    – Redazione Qui Europa –

    Europa / Meeting CL / Comunione e Liberazione / Mario Monti / Cattolici / Antonio Sciortino / Bilderberg Club / Trilateral Commission / Raffaello Vignali / Compagnia delle Opere / Ferrero / Storace / Bush / Reagan / Crisi dei mutui sub prime / Usa / Washington / Pdl / Pd / Famiglia Cristiana 

    Dopo Meeting: Famiglia Cristiana spara a zero

    su CL e sui facili applausi al professor Monti

    Sciortino suona la sveglia ai cattolici di

    "Comunione e Liberazione"

    La politica Montiana e il messaggio del Vangelo?

    Diversi e opposti come il Diavolo e l'Acqua Santa

    Le controcritiche dei deputati di Pdl e Pd, a difesa del professore

    Rimini, Roma – Qual è il ruolo dei cattolici italiani dinnanzi alla crisi indotta dell’Eurozona e ai giochi di potere dei padroni dell’Europa? Dopo mesi di sonno, finalmente “Famiglia Cristiana”, il noto settimanale cattolico, sembra essere uscita dal coma e sembra non aver dubbi. I cattolici devono prendere le distanze dai servi del potere che non hanno a cuore le sorti dell’Italia! L’occasione per tornare a parlare del grande bluff con un briciolo di maggior onestà intellettuale, dopo circa un anno di silenzio più o meno totale, è stato il Meeting di Rimini appena conclusosi. Sarà stata la plateale protesta dei 3 giovani ciellini in mutande dinnanzi al professor Mario Monti, al termine del suo intervento inaugurale, la settimana scorsa? Non sappiamo! Fatto sta che il seguito giornale edito dai frati paolini, nel suo ultimo numero ha sparato a zero sul Meeting di CL (Comunione e Liberazione) e sui suoi organizzatori, accusati di essere completamente asserviti al potere, nonché di incensare – a prescindere – i potenti di turno, qualunque siano le loro posizioni politiche o economiche espresse; ed a prescindere da ciò che essi rappresentino e dalle loro responsabilità oggettive nella rovina del Paese. Sotto processo, dunque, tutta CL e quegli applausi – per la verità non graditi da numerosissimi cattolici e comuni cittadini – rivolti a Monti ed al suo insensato ed ipocrita sproloquio.

      L’accusa di Famiglia Cristiana  

    Secondo il Responsabile di “Famiglia Cristiana”, Don Antonio Sciortino, i ciellini, in pratica,  avrebbero dimostrato di badare esclusivamente ai propri interessi e non agli effetti della politica montiana che avrebbe portato l’Italia sull’orlo del baratro. “C’è il sospetto – dichiara il prelato – che a Rimini si sia applaudito non per ciò che è stato detto; ma solo perché chi rappresenta il potere è stato lì, a rendere omaggio al popolo di CL”. Continua Sciortino: “Tutti gli ospiti del Meeting sono sempre stati accolti così: da Cossiga a Formigoni, da Andreotti a Craxi, da Forlani a Berlusconi”. Applausi, qualunque cosa essi dicessero o facessero. "Poco importa se il paese si avviava sull’orlo del baratro. Baratro sul quale ancora – ribadisce un allarmato Sciortino – continuiamo a danzare. Non ci sembra garanzia di senso critico – bacchetta – ma di omologazione”. Come dargli torto? Come non convenire con chi – da cattolico – nota questo fastidioso prostrarsi di una fetta di “sedicenti cattolici” al potente di turno? E che potente! Espressione di poteri forti e speculativi. Di organizzazioni mondialiste che col Vangelo e con l’amore al prossimo davvero non hanno nulla da che spartirsi. Anzi!

      Il Diavolo e l’Acqua Santa  

    Potremmo parlare – senza eccessi – di un improbabile accostamento tra diavolo ed acqua santa. Basta confrontare i programmi del Bilderberg club (la pseudo-loggia cara a Mario monti e da lui frequentata assiduamente da trent’anni a questa parte) o della Trilateral Commission: organizzazione sovranazionale, occulta, a carattere mondialista della quale Monti era (e probabilmente lo è ancora) il rappresentante europeo più importante e blasonato.

      Le povere e deboli repliche di Vignali  

    Fuori luogo, pertanto, ci sono sembrate le contro-repliche piovute su “Famiglia Cristiana” dai deputati e senatori del Pdl e del Pd, nonché dallo stesso Raffaello Vignali, il berlusconiano ex-presidente della Compagnia delle Opere: organizzazione d’ispirazione cattolica (o pseudo-tale) vicina a CL. “Invece di sputare sentenze da lontano – ha replicato seccamente Vignali – vengano a vedere. Evidentemente – ha sbottato – Famiglia Cristiana non ha una grande opinione delle capacità intellettuali e critiche delle centinaia di migliaia di persone che vengono al Meeting”. Ma a ben vedere ci sembrano difese davvero troppo deboli. Come non notare, infatti, i paradossi di un discorso – quello del professor Monti – così carico di contraddizioni e contrasti, rispetto alle reali e disperate condizioni economiche e sociali della società italiana? Davvero assurdo sostenere – anche con degli applausi fuori luogo – il contrario. Ma per fortuna, a Rimini, i cattolici dissenzienti e “non omologati alla massa” c’erano, e sono stati anche rumorosi, sebbene ignorati dalle tv di regime.

      Il futuro è nelle nostre mani, il passato insegna  

    Con la destra e la sinistra ormai scoppiate ed asservite rovinosamente e completamente (come del resto il cosiddetto centro “casiniano”: lo dice la parola stessa) al Monti pensiero, e con Ferrero e Storace rispettivamente isolati, in qualità di scomodi dissenzienti politici, è davvero l’ora che i vescovi italiani – quelli in buona fede ed ispirati dalla vera luce salvifica del Vangelo di Cristo, s’intende – si sveglino, come Lazzaro nella famosa resurrezione narrata dai Vangeli, dal loro sonno sepolcrale e girino le spalle (seguendo l’esempio di numerosi loro colleghi) al potere laico e disumanizzante della mafio-finanza, che si espande come un morbo in tutta Europa. Ciò iniziando proprio dalle parrocchie e dai giovani. Noi, cattolici di “Qui Europa” lo abbiamo iniziato a fare già da un pezzo (in collaborazione con molte diocesi e molti vescovi) incontrando – nei mesi scorsi – migliaia di giovani studenti (tra istituti superiori e università). Parlando con decine di sacerdoti e mettendo in guardia i nostri interlocutori dai subdoli tranelli del professor Monti e dei suoi impresentabili seguaci. Chi l'ha detto, infatti, che i cattolici non possano esprimere liberamente le proprie convinzioni politiche? La situazione nella quale l'Italia versa è troppo grave per non reagire: reazione che deve però giungere da tutti i cittadini onesti e di buona volontà, a prescindere degli schieramenti, dalle ideologie o dalla fede religiosa. Il nemico numero uno degli Italiani oggi è un professore, un uomo in carne ed ossa – ma anche un'ideologia – e si chiama Mario Monti: l'ultimo dei falsi profeti di un neo-liberismo di reaganiana memoria. Un pensiero, quello montiano, permeato – oltre che da austerity e rigore – da liberalizzazioni e deregulation: la stessa linea politica che già negli Usa, negli anni Ottanta, falcidiò i redditi ed i sogni di intere generazioni di americani; lo stesso che ingenerò, sempre negli States, la crisi dei mutui sub-prime del 2008, grazie alla selvaggia deregolamentazione del settore finanziario, cui colpe possiamo ricondurre alla spregiudicata politica finanziaria del governo del liberista George Bush. L'esperienza insegna!

    Redazione Qui Europa  (Copyright © 2012 Qui Europa)  

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