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  • Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona

    Lunedì, 6 Giugno/ 2016

    – di Roberto Pecchioli  – 

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    Costume / Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona

    Lo spirito dei colonizzati, i falsi colti e la grande colonizzazione:

    l'italiano rischia seriamente di scomparire sulle ali di

    un'ignoranza modaiola travestita da modernità

     

    di Roberto Pecchioli

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona - Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana

     Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona                                                              

    Roma, New York, Londra – di Roberto Pecchioli  Il penultimo trascorso è  stato un duro week end: per fortuna ho potuto assistere alla finale della Champions League in streaming, poiché non sono abbonato alla Pay-tv. Alcuni amici mi hanno chiesto la mia opinione sul job act e sulle agenzie di rating. Ho risposto che la prima follia è stata accettare il fiscal compact. Un mio parente è candidato sindaco, ed aspettava con ansia l’election day di ieri. Mi ha chiamato sullo smartphone, e gli ho risposto con un SMS (short message system). Poi sono uscito per prenotare delle analisi mediche, ma ho dimenticato la card per pagare il ticket all’Azienda sanitaria. Alla messa domenicale, il curato, giustamente, ha tuonato contro la stepchild adoption e la teoria del gender, pur riconoscendo cautamente i diritti gay. In ufficio, ho dovuto fare da tutor ad un collega che sta svolgendo training on the job e , nel pomeriggio, si è dedicato all’ e-learning. Non ho avuto il tempo di controllare sul computer le email della mia casella di posta elettronica. Dai media, ho appreso le news , tra una fiction sulla mafia e innumerevoli spot pubblicitari. In poche righe di nonsense (ahi, ahi, ahi !) ho utilizzato circa venticinque termini estranei alla lingua italiana, due dei quali – tutor e media – sono tratti da una meravigliosa lingua morta, il latino, che è la madre dell’italiano e la levatrice della nostra civiltà, ma vengono spesso pronunciati all’americana, “tiutor” e “midia” per ignoranza di molti,  poiché si dà per scontato che la parole nuove vengano tutte dalla "Merica", il paese del sogno, anzi dell’American Dream, che ha prodotto quella cosa pessima ed appiccicosa chiamata american way of life, il modo americano di vivere – e di imporre agli altri.

     L'Accademia della Crusca e i neologismi anglofoni                                    

    Ogni anno, la fiorentina Accademia della Crusca, solitaria Fortezza Bastiani a difesa della lingua italiana, registra centinaia di nuovi lemmi, e sono molti quelli di ascendenza inglese. Le lingue sono vive proprio perché cambiano, e si adattano alle realtà che cambiano. Ad esempio, se noi oggi citiamo la “legge delle guarentigie”, molti italiani fanno fatica a capire che guarentigia è il termine giuridico ottocentesco per garanzia e che, nello specifico, si tratta della norma a tutela delle prerogative del papato dopo l’annessione di Roma al Regno d’Italia. Un idioma cambia e non ci si può chiudere in difesa, chiamare tenzone un combattimento o fantesca una giovane domestica. Il nostro idioma muta più di altri, giacché la storia comune  ha fatto sì che l’italiano fosse soprattutto una lingua letteraria e veicolare per i colti da Trento alla Sicilia durante secoli, ma che divenisse effettivamente la lingua di tutti gli italiani da meno di un secolo. Durante la prima guerra mondiale, molti soldati, poveri contadini gettati nella bufera, non capivano gli ordini degli ufficiali, pronunciati in italiano e, per converso, la marina del nemico austriaco aveva come lingua franca proprio l’italiano, poiché la maggior parte degli equipaggi erano triestini, istriani e dalmati, ed ignoravano il tedesco, lingua dell’impero.

     La grande colonizzazione – L'italiano rischia seriamente di scomparire

    Il punto è che l’italiano rischia seriamente di scomparire, attaccato frontalmente dall’inglese tecnologico ed economico di importazione americana, accolto in maniera pigra, acritica, talora francamente ridicola, dai giornalisti e dagli operatori dell’informazione, che impongono decine, centinaia di termini che ogni altro popolo traduce tranquillamente nella propria lingua. Per rimanere alla più stretta attualità, i francesi stanno manifestando contro la loi du travail, fotocopia della nostra, che noi chiamiamo jobs act, e chi scrive chiama ironicamente Giobatta, in Liguria diminutivo di Giovanni Battista. Centinaia e centinaia di milioni di francofoni, ispanofoni  e di lingua portoghese definiscono il computer “ordinatore”, e nessuno, tranne gli italioti, si sogna di nominare Champions League la nuova Coppa dei Campioni, giacché Lega dei Campioni è traduzione semplicissima ed egregia. Quanto al fine settimana, rari inguaribili puristi evitano come la peste il week end, e credo che solo il presidente dell’Accademia della Crusca sia disposto a chiamare, come è corretto, facsimile il fax, essendo la voce universalmente riconosciuta una semplice contrazione. Quanto al ticket, se scrivo biglietto, scontrino, tagliando, contromarca indico dei buoni sinonimi, ma non convincerò mai le Aziende Sanitarie. Chiamare Patto di Stabilità il fiscal compact , o affievolimento quantitativo il quantitative easing delle banche centrali è impresa vana, anzi espone il locutore alla ridicolizzazione. Uno strip tease è senz’altro più arrapante di un semplice spogliarello, un bond vale più di un buono del tesoro e, certamente, un fallimento è più grave di un default, così come un marchio industriale è meno attrattivo di un brand.

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona - Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana

     Lo spirito dei colonizzati, falsi colti                                                                

    In un vecchio film, Maurizio Arena interpretava il ruolo di un ladruncolo cacciato di casa dalla compagna (o partner ?) che, disperato, urla alla donna: “Il nostro è più di un matrimonio, è un more uxorio!”   Per i non romanisti, nel senso del diritto romano, convivenza di tipo matrimoniale.  Ad un livello più alto, è famosa la risposta di Fra Cristoforo al buon converso Galdino, che si stupiva dell’accoglienza in convento di Agnese e Lucia“omnia munda mundis” , tutto è puro per chi è puro, al che il fraticello, probabilmente illetterato, resplicò “Basta, lei ne sa più di me.“ Ma era latino. Oggi è facile osservare come, al di là della mutevolezza e della naturale plasticità di ogni parlata, l’introduzione di vocaboli stranieri  abbia una serie di motivazioni, tutte molto negative, diverse dalla logica dei tempi. Da un lato, c’è l’esibizionismo dei falsi colti, il provincialismo tipicamente nostro che aspira sempre a conformarsi a modelli altrui, in ossequio all’antica esterofilia nazionale, gemella del più sciocco servilismo. Usare le parole straniere in qualche ambiente “fa fino” , ma in realtà altro non prova se non la condizione di colonizzati di troppi connazionali. Purtroppo, colonizzati felici o inconsapevoli, e, quel che è peggio, membri di una solida maggioranza.

     Ignoranza modaiola travestita da modernità che rapisce…                      

    Informatica ed economia fanno la parte del leone. La responsabile tecnologica del mio ufficio ha preannunciato una visita per fare un benchmark”. Ho scoperto che si tratta di un software – test per la valutazione dell' hardware (componentistica). Come Socrate, ho saputo di non sapere, e , per un breve attimo, mi sono considerato sapiente. Poi ho appreso che questo benchmark è anche un punto di riferimento per la valutazione dei fondi di investimento (hedge fund , forse), e sono crollato, come nell’occasione in cui mi è stato fatto rilevare che la corrispondenza d’ufficio deve essere redatta in corporate standard, e che nel sistema Intranet, comunque, esiste un template facilmente scaricabile. Ho ceduto, ed ho fatto il download, ma non chiedetemi di spiegarvi nella lingua di Dante di che cosa si tratta. Il fatto è, appunto, che la nostra è la lingua di Dante e di altri geni. In italiano Galilei ha spiegato i massimi sistemi dell’universo,  Leonardo ha ipotizzato con adeguate formule il volo umano, il Vasari ha commentato l’arte di secoli , San Francesco ha invocato Dio e la natura sorella, Leopardi ha scandagliato il cuore umano nelle sue straordinarie liriche. Il naufragare non è affatto dolce in questo mare…. Nello scegliere una maglietta tipo polo (slim), la commessa mi ha assicurato che modello e colore sono trendy e cool. Sinceramente, non so che significhi, e mi sono limitato a pagare, in contanti, perché detesto le cards. C’è, insomma, questa irritante ignoranza modaiola travestita da modernità che rapisce soprattutto i giovani, incapaci di esprimersi in un italiano accettabile, ma soprattutto gli operatori dell’informazione e dell’istruzione, anche universitaria, i quali non compiono alcuno sforzo per tradurre termini o concetti tecnici, politici o di costume d’importazione.

     Imbastardimento provocato (dai nostri colonizzatori)                                 

    Qui la domanda sorge spontanea: si tratta di indolenza, malavoglia, imperizia, mancanza di istruzione da parte di costoro, investiti di responsabilità nei confronti della lingua e del popolo che la parla, o non siamo di fronte ad una precisa operazione di denazionalizzazione, sradicamento, imbarbarimento provocato? Temo che ci sia un‘azione congiunta dell’ignoranza diffusa e della consapevole manipolazione linguistica, che, unite, producono un fenomeno di depauperamento lessicale, di vera e propria sostituzione di significanti, che diventano, inevitabilmente, sostituzione di significati.  Non mi riferisco solo alle intuizioni di Orwell, o alle scoperte di sociologia della comunicazione di Mc Luhan: se il mezzo è il messaggio, Giobatta, alias legge sul lavoro, alias Jobs Act veicola la normalizzazione del precariato, la sua minimizzazione dietro la pretesa neutralità scientifica di un sintagma che, suggeriscono senza parere, è universalmente accettato.

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona - Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana

     Così dispotico…                                                                                                   

    Penso a cretinate come lelection day, ma a votare in più comuni ci siamo sempre andati, a battaglie condivisibili, tipo no tax day – ma forse rivolta fiscale è troppo duro, anzi hard – allo stesso week  end, che sa tanto di ferie coatte, obbligo di partecipare alle transumanze di massa verso le località turistiche, con relative code in autostrada, tutto per il PIL e per combattere lo stress da lavoro di generazioni nomadi, insicure, bisognose di continue sollecitazioni. In Francia hanno una bella espressione, metro, boulot, dodo: pendolarismo, lavoro e poi a dormire. Il week end è differente dal fine settimana, ci si affranca dalla routine – che almeno è francese –  e da un esistenza da robot  (ci crediate o meno, è lingua ceca ) e via, all’ outlet ( le rimanenze…) o allo sballo. In più, c’è l’arcano, sempre fascinoso per gli italiani, che sono dei bamboccioni , o choosy, nella colta lingua di legno della professoressa Fornero, che non aveva tutti i torti, della parola nuova, che viene da lontano, da quell’America , da cui procedono tutte le novità, tutte le idee del mondo nuovo, così distotico per noi, così pieno di promesse per i poveri di spirito.

     L'invertito è felice…                                                                                            

    Ha qualcosa di eufemistico, Giobatta, se il precariato diventa Jobs Act, e l’invertito è felice, anzi gay. L’adozione di bambini da parte di omosessuali è più accettabile, se tutti la definiscono stepchild adoption. Qui entra in scena anche il politicamente corretto, che però, per funzionare sino in fondo deve essere capito, e mi viene in mente il concetto di “danni collaterali”, ossia i morti, i feriti e le distruzioni dei bombardamenti, che, peraltro, essendo svolti durante missioni umanitarie, non fanno troppo male, come il fuoco amico o le pallottole vaganti.

     Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana                       

    Ecco, una pallottola vagante , anzi ormai un bombardamento vagante, è l’operazione di smontaggio della lingua italiana. Un popolo che viene privato del suo modo di esprimersi subisce un esproprio che è un crimine contro la storia. Samuel Johnson scriveva che ogni lingua è un particolare, specifico modo di rapportarsi con il mondo. Noi italiani abbiamo detto per generazioni “Ti amo” a chi ci sta nel cuore. E’ diverso, quel suono , da Ich liebe dich dei tedeschi o dal dolce S’Agapò dei greci. Noi tutti siamo nati da quelle due paroline, che i nostri genitori si sono detti chissà quando. Una lingua non è una successione di vocaboli o una serie di regole grammaticali. E’ la maniera in cui un popolo sente, vede e designa cose ed emozioni.

     L'importanza assoluta del nome nell'identità                                                 

    Nel Genesi, Dio , durante la creazione, dà un nome a ciascun elemento del creato: “Sia la luce!. E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte.Solo quando le cose hanno un nome acquistano un significato, una singolarità che le anima e le distingue. Analoga è la cosmogonia del Corano, in cui il nome diventa così importante che niente sussiste davvero, prima di essere definito. Dio, ovvero Allah , poiché così si dice in arabo, riceve novantanove predicati, novantanove aggettivi che lo qualificano ciascuno in maniera distinta: egli è rahman, misericordioso, akhbar, grande, malik, re, e tanto altro. La lingua italiana è l’elemento centrale della nostra identità.

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona - Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana

     Italia, il Bel Paese dove il "Si" suona                                                              

    Non è un caso che sia stata letteralmente inventata da un poeta, Dante Alighieri, la cui poesia noi possiamo leggere e comprendere nel profondo in quella stessa lingua che egli ha plasmato, traendola dalle parlate di varie zone dell’Italia. L’Italia non esisteva al tempo di Dante, né come entità politica né come sogno , ma quello stivale contornato dalle Alpi  con la Sicilia a lato, terra di Federico II e Cielo d’Alcamo con la sua rosa fresca aulentissima, era, per lui, il bel paese dove il sì suona ( Inferno, XXXIII ). Tutti gli abitanti di quella terra affermavano allo stesso modo, dunque c’era in loro qualcosa di importante in comune, il nucleo di una lingua che il genio fiorentino portò a vertici di bellezza e di significati straordinari. L’intera teologia e tutti i discorsi di vescovi e papi non reggono dinanzi ad un solo endecasillabo che è la sintesi del cristianesimo: “Vergine madre, figlia del tuo figlio “.

     Impoverire, imbastardire e abolire la lingua italiana: atto criminale      

    Questa lingua che è nostra non può essere lasciata in mano a quattro professorini della Bocconi che strologano di leveragebad bank o credit default swap, e neppure ai padroni dell’informazione che non consultano mai il dizionario per tradurre le nuove terminologie provenienti da New York, capitale del loro mondo. Non possiamo neppure sperare nella sensibilità dei docenti universitari di lingua, grammatica e letteratura italiana, troppo impegnati nei loro eruditi saggi, scritti unicamente a scopi di carriera o per polemiche autoreferenziali tra dotti. Del resto, chi li ascolterebbe, tenuto conto che la letteratura, dunque la lingua, come la filosofia, la storia o la geografia, “non serve”. Tuttavia, impoverire, imbastardire, e, alla lunga, abolire la lingua italiana è un atto criminale. Una di lingua, trono ed altare, invocava Alessandro Manzoni. Ormai ridotto a poltiglia lo Stato, privato delle sovranità e di qualunque prestigio morale agli occhi dei suoi cittadini, sbriciolato il potere unificante del cattolicesimo, la cui gerarchia era ed è sempre più nemica giurata della Nazione italiana, resta la cultura, simbolo della quale è la lingua.

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona - Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana

     Una responsabilità enorme                                                                              

    La nostra non è una nazione fondata sulla comunanza di stirpe, con popolazioni di ascendenza araba, levantina, alpina, mitteleuropea. Perduta la lingua, che cosa ci resta? Proprio per questo, ci si convince che l’alluvione anglofona, dalla quale è investito anche il resto d’Europa, ma solo da noi non trova resistenza, ma anzi entusiasti banditori, sia un altro dei meccanismi per distruggere lo spirito, l’identità, il sentire comune, la volontà di stare insieme del nostro popolo. Ernest Renan sostenne che la patria è un plebiscito che si rinnova ogni giorno, ma non possiamo dire sì a noi stessi, se pensiamo yes. In qualche università pubblica, lezioni di economia e finanza vengono direttamente impartite in inglese. Ottima cosa contare su laureati  poliglotti, ma le nostre università devono formare nella nostra lingua e, qualunque sia l’indirizzo di studi, alla nostra lingua.

     Il destino del call center Italia                                                                         

    Non resta che resistere, espungendo il più possibile dai nostri discorsi e dai nostri scritti le parole straniere, ognuna delle quali ha necessariamente un corrispettivo in italiano, ed ancora più pretendere, da genitori, che l’insegnamento, vorrei dire l’addestramento all’uso dell’italiano sia considerato centrale nel percorso formativo degli studenti. In caso contrario, la neolingua dei messaggini diventerà genere letterario per incomprensione delle altre forme espressive, e nessuno sarà più capace neppure di immaginare la traduzione di centinaia di parole. Di più: come nei romanzi di Orwell e nel Mondo Nuovo di Huxley, poche decine di vocaboli (in anglo-tecno-neolingua) basteranno per esprimere la povertà intellettuale, lessicale ed interiore di intere generazioniPresumibilmente, è quello che vogliono i nostri “superiori”. Hanno vita facile, nel call center  Italia, perché ci siamo trasformati senza problemi nel bel paese dove suona lo yes del consenso bovino, dell’indifferenza, della rinuncia a pensare, del servilismo beceroUnderstand?  

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)
     
    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com
     

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     Allegati – Approfondimenti                                                                                   

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  • Clamoroso! Real Madrid Fuori dall’Europa?

    Clamoroso! Real Madrid Fuori dall’Europa?

    Giovedì, Aprile 4th/ 2013

    – di Rosario Giglio – 

    Commissione europea, Madrid, Bruxelles, Real Madrid, Las Tablas, Santiago Bernabeu, Blancos, Campagna Acquisti, TFUE, Aiuti di Stato, Plusvalenze, Coppe europee, Champions League, Bankia, Sistema Bancario,Comune di Madrid, Rosario Giglio, Calcio 

    Clamoroso! Real Madrid Fuori dall'Europa?

    Il Club spagnolo rischia l'esclusione per presunti

    aiuti statali irregolari. Tifosi in apprensione

     

    di Rosario Giglio 

    Real Madrid - UE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'Indagine di Bruxelles sui Galacticos 

    Bruxelles, Madrid – La chiara e sonante vittoria di ieri sera contro il Galatasaray forse non è servita fino in fondo a far sorridere l'armata madrilena dei "Galacticos". In queste ore, infatti, la Commissione europea sta setacciando tutti i movimenti finanziari dei club di calcio del Vecchio Continente, e tra di essi osservato specialo è proprio il team di mister Cristiano Ronaldo & Co. Dal quotidiano inglese "The Indipendent" è emersa un’indiscrezione non da poco: dopo numerosi club olandesi, ora sotto inchiesta vi sarebbe addirittura, dunque, il blasonatissimo Real MadridQuesta "bomba" è stata confermata direttamente dal vicepresidente della Commissione Ue, Joaquin Almunia. In particolare c'è da dire come sulla vicenda sia stata aperta un’inchiesta per “aiuti di stato” irregolari versati al club iberico. L’indagine – avviata nel dicembre del 2011 – secondo regolamento sarebbe dovuta cessare entro un anno. Tuttavia, al fine di effettuare ulteriori controlli, è stata chiesta una proroga. Essa – nello specifico – riguarderebbe la cessione sospetta dei diritti di alcuni terreni situati a 'Las Tablas', un'area a nord della capitale spagnola vicina allo stadio Santiago BernabeuIl Comune di Madrid avrebbe riacquistato nel 2011 – per la somma di 22,7 milioni di euro – dei terreni di proprietà del Real, che nel 1998 erano stati ceduti allo stesso club dal sindaco José Maria Manzano come parte di un pagamento. Ma gli immobili suddetti, nel 1998 erano stati valutati solamente 421 mila euro. Ora, 15 anni dopo, c’è stato un incremento del 5000%. Oltretutto, una volta ottenuti questi terreni (su cui il Real Madrid ha costruito un albergo ed un centro commerciale), il club ha potuto vendere altri terreni non più necessari, incassando ulteriori 250 milioni di euro, così da poter finanziare la costosa campagna acquisti dei “Blancos”. Plusvalenze oggi nell'occhio del ciclone.

     Champions Addio? 

    I dirigenti del club spagnolo hanno dichiarato come la stima dell'area "sia stata fatta dall'amministrazione comunale che avrà sicuramente agito nei suoi interessi e non in quelli del club". Però, secondo l’articolo del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea), già articolo 87, questo sarebbe un “aiuto di stato” irregolare. Se tutto ciò fosse confermato, il club spagnolo sarebbe costretto a restituire tutte le somme o addirittura tutti i vantaggi percepiti. Dopo tutto ciò, difficilmente il Real  sarebbe in linea con gli obblighi imposti dal Fair Play finanziario e quindi rischierebbe di non poter partecipare alle coppe europee.

     Vizi e Virtù del Calcio Iberico 

    Ma – ci chiediamo – avranno veramente il coraggio di escludere dalle coppe europee il pluridecorato Real Madrid? O come sempre verrà trovata una scappatoia? Sia per il bene del calcio europeo, sia per quello italiano,  si spera che tutto ciò non avvenga, anche perché prima della crisi economica, i club spagnoli, hanno sempre avuto dei grossi vantaggi fiscali rispetto – ad esempio – a quelli dei club di casa nostra, ottenendo cospicui surplus economici da spendere per le varie campagne acquisti sostenute. Anche se – come denunciato da "Qui Europa" sul caso Bankia – molte sono state le ombre sul pianeta calcio e sui rapporti "particolari" tra sistema bancario e dorato pianeta del "pallone" (vedi articoli in allegato). Ora non resta che attendere: d'altronde dopo i molti club olandesi ed il suddetto Real, molti restano i team europei osservati speciali dalla tecnocrazia di Bruxelles. E probabilmente molti altri gli “scandali” che ci ritroveremo a commentare.

     

    Rosario Giglio (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Ucraina: Europei 2012 da “cani”

    Ucraina: Europei 2012 da “cani”

    Mercoledì, Maggio 2nd / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Ucraina / Polonia / Romania / Spagna / Italia / Kiev / Leopoli / Roma / Europei 2012 / Sport / Calcio / Mattanza Canina / Sterminio cani / Dog Hunter / Villa dei Cuccioli / Pantheon / […]

  • Italia-Europa: la Dicotomia degli Scandali Investe a Macchia d’olio il Pianeta Calcio

    Italia-Europa: la Dicotomia degli Scandali Investe a Macchia d’olio il Pianeta Calcio

    Giovedì, Febbraio 7th/ 2013

    – di Giuseppe Sacco e Giovanni Antonio Fois –

    Scandalo Calcio  / Europa / Parlamento euopeo / Emine Bozcurt / Europol / Germania / Turchia / Austria / Belgio / Singapore / Finlandia / Ungheria / Slovenia / Operazione VETO / Calcio Scommesse / stefano Mauri / UEFA / Rob Wainwright / Arbitri / Calciatori / Dirigenti / Giuseppe Sacco / Giovanni Antonio Fois / Champions League / Qualificazioni agli Europei / Qualificazioni ai Mondiali / Calcioscommesse 

    Italia-Europa: la dicotomia degli scandali

    investe a macchia d'olio il Pianeta Calcio   

    Calcio & Accidenti: oltre 400 partite truccate in Europa:

    dirigenti, arbitri e calciatori nel mirino di Europol. 

    Lo scandalo si allarga di ora in ora 

    European Soccer Gate - Europol

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Nel mirino anche partite di qualificazione a Europei e Mondiali 

    Le organizzazioni malavitose praticamente da sempre si inseriscono all’interno dell’insano meccanismo che satellita attorno al mondo del calcio, truccando partite e aggirando l'ostacolo dei "risultati". Riescono persino a controllare il numero di gol per favorire gli scommettitori. Una problematica continentale (ed extra-continentale) insomma: e ce lo dice Europol (l'agenzia UE deputata al contrasto della criminalità) che ha scoperto un traffico illecito di scommesse legate a ben oltre 400 partite sospette nella sola Europa. Sono 150 quelle accertate, ma almeno 300 quelle che riguardano anche Africa, Asia e America Latina. Ci sono circa 400 persone coinvolte, tra arbitri, dirigenti, calciatori e criminali di varie specie e categorie, tutti appassionatamente protesi a sevire l'arte della tuffa sistemica. Le partite in oggetto riguardano il periodo temporale che va dal 2008 al 2011: incontri definibili come importanti (di prima fascia, per intenderci) considerando che concernono addirittura scontri per la qualificazione a Mondiali ed Europei. Roba da non credere! Tra questi, nell'occhio del ciclone negli ultimi giorni sono finite anche due gare della Champions League e numerose sfide delle prime divisioni: le "Serie A" europee.

     Operazione "VETO" – Germania e Turchia le Nazioni più Coinvolte 

    Nell'indagine Europol si è avvalsa della collaboazione di nuclei speciali provenienti da Germania, Finlandia, Ungheria , Slovenia e AustriaL’operazione "VETO" (com'è stata battezzata) muoverebbe un giro d’affari pari a 16 milioni di euro complessivi, di cui otto milioni in termini di scommesse e 2 milioni per aggiustare le partite: utilizzati secondo le indiscrezioni trapelate per corrompere calciatori e dirigenti. Rob Wainwright, direttore di Europol nelle scorse ore ha dichiarato come l’Italia sia inclusa nell’operazione in virtù di una sola partita, compresa nel fascicolo della Procura di Cremona. In Austria invece risiede il maggiore campione implicato. Nel mirino degli inquirenti sono finite in particolare partite come Kapfenberg-Austria Vienna (taroccata con 140 mila euro); Red Bull Salzburg –Hartberg (falsata con 700mila euro) e così via. I Paesi più coinvolti sarebbero tuttavia Turchia (con 79 partite) e Germania (con 70). Queste le nazioni prime in classifica (di demerito) e seguite da Svizzera, Austria e Belgio

     Singapore – Il Centro Nevralgico degli "Affari" 

    Gli inquirenti avrebbero individuato in Singapore il centro nevralgico degli "affari". Al centro delle operazioni vi sarebbe un clan di zingari.  Solo in Germania le persone arrestate  finora sono 50. A dare una mano ad Europol, in queste ore si sono aggiunti anche alti due organismi analoghi, quali Eurojust e Interpol, oltreché – come detto – diversi nuclei speciali riconducibili a numerosi paesi europei, impegnati a scandagliare e-mail, dati anomali e documenti. La  soluzione del caso sembra tuttavia ancora molto lontana. Le cifre emerse adesso devono essere un chiaro campanello d’allarme per tutti” – ha dichiarato nelle ultime ore l'europarlamentare olandese Emine Bozkurtsi chiede all’UE di agire con forza e immediatezza". Staremo a vedere! 

     Un Nuovo Tsunami  

    Una violentissima tempesta, quindi, si è abbattuta nuovamente sul mondo del calcio. Nel bel mezzo dell'inchiesta che vede protagonista Stefano Mauri, l'ombra del calcioscommesse comincia ad aleggiare anche sull'UEFA. A lanciare l'allarme è stato proprio il direttore di Europol, Rob Wainwright, che – indetta una conferenza stampa apposita presso l'Aja – annunciava nei giorni scosi la scoperta di una rete criminale internazionale. Ma nelle ultime ore, man mano che il tempo passa la macchia d'olio si allarga. Il giro di denaro – secondo le ultimissime indiscezioni – avrebbe coinvolto ormai più di 425 personaggi, ben divisi e rappresentati – come detto – soprattutto tra 2 categorie: arbitri e calciatori. Ovviamente col "gran patrocinio" delle dirigenze.

     Italia chiama Europa – La curiosa dicotomia tra Calcio e Politica 

    A questo punto gli scenari si ampliano, dando modo ai nostri connazionali di maturare ragionamenti di più largo respiro. Ci sarà chi – convinto magari del fatto che questa dovesse essere una caratteristica tipica solamente del calcio italico – sarà rimasto sbalordito dal fatto che tali vicende si siano potute ripresentare con estrema forza anche a livello internazionale. Ma quel che maggiormente balza all'attenzione di chi segue la vicenda è piuttosto il paradosso che scaturisce dall'accaduto: com'è possibile – ci chiediamo – che questi soggetti, baciati dalla fortuna, con stipendi da capogiro, invidiati da buona parte della società in cui vivono, abbiano bisogno di compiere questi atti criminosi? La verità è che il denaro non basta mai! E' una malattia. A un ceto punto non è l'uomo a possedere il denaro, ma è il denao a possedere l'uomo. Qualsiasi mezzo necessario al conseguimento dello scopo va utilizzato prontamente, qualsiasi sia il costo. Non importa deludere la fiducia di migliaia di tifosi  se questo può permettere l'acquisto del nuovo suv da sfoggiare la Domenica. Un pò come quando rimaniamo delusi dai nostri leader politici che, invece del nostro interesse, fanno i propri comodi. Sono curiosamente e francamente molte le analogie che possiamo trovare col mondo politico, in particolare se teniamo in considerazione la dicotomia Italia-Europa. Ma – a scanso di equivoci – chi oggi sente di potersi rallegrare del fatto che ad essere in ballo non sia più la sola "questione italiana" ma anche quella europea, tenga presente che anche questa ci riguarda strettamente da vicino e che, anzi, dovremmo prestare più attenzione alla seconda che alla prima. Ormai – tanne eventuali passi indietro – a decidere è l'Europa! Anche se di "Europa" i nostri politici e i nostri benpensanti patrioti sembrano – per copione e stategia – non voler parlare. E se lo fanno mai con toni troppo spiacevoli e sconvenienti all'euro-casta, malgrado le catastofi in corso. Vi siete chiesti perchè?

    Giuseppe Sacco, Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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