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  • Dopo Cernobbio – Che ne è stato dei Principali Indicatori Economici?

    Dopo Cernobbio – Che ne è stato dei Principali Indicatori Economici?

    Mercoledì, Settembre 11th/ 2013

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri  – 

    Forum Ambrosetti, Villa d'Este, Cernobbio, Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive, The European House – Ambrosetti, G20, Napolitano, Bilderberg, Trilateral BBC World, CNBC, CNN, Financial Times, RAI, Obama, Putin, Casaleggio, Letta 

    Dopo Cernobbio – Che ne è stato dei Principali

    Indicatori Economici?

    Forum Ambrosetti – Paradossi e Dimenticanze di un

    Bilderberg all'Italiana

     

    L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri 

    Forum Ambrosetti 2013

     Cernobbio – Tempo di Bilanci                                                                                

    Como, Villa d'Este di Cernobbio – di C.Alessandro Mauceri – Concluso il discusso Forum Ambrosetti, è tempo di bilanci e di capirci di più, al fine di analizzare quanto accaduto in quello che molti analisti hanno accomunato ad una sorta di Bilderberg Nazional-popolare, o ad un sorta di "Aspen" concentrato. Molto è stato detto.. Ma cos'è questo strano e partecipato meeting? Vediamo. Il Forum Ambrosetti è un evento che ha luogo dal 1975 annualmente a Villa d'Este di Cernobbio, sul Lago di Como. Agli incontri vengono invitati a partecipare capi di Stato, ministri, premi Nobel ed economisti ai più elevati livelli mondiali. In questi incontri dovrebbero essere discussi gli scenari economici e geo-politici mondiali, europei e, ovviamente italiani. Dovrebbero essere analizzati anche i principali sviluppi scientifici e tecnologici e i loro effetti sul futuro delle istituzioni, delle imprese e, in generale, della società civile. Nei giorni scorsi – come detto – le prime pagine dei giornali sono state riempite di notizie relative al forum 2013 dal titolo "Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive" organizzato da The European House – Ambrosetti a Cernobbio. Capi di Stato e di Governo, massimi rappresentanti delle istituzioni europee, ministri, premi Nobel, imprenditori, manager ed esperti di tutto il mondo si sono riuniti per confrontarsi sui temi di maggiore impatto per l'economia globale e la società nel suo complesso. Solo che, contrariamente a quanto ci si sarebbe potuto aspettare, oggetto delle notizie diffuse dai media non sono stati i risultati scientifici raggiunti durante le giornate trascorse sul lago di Como dal gotha dell’economia e della politica mondiali, ma bensì informazioni che spesso sono andate poco oltre il gossip (e peraltro di poca o nulla importanza visti i problemi internazionali che stanno caratterizzando l’economia e il mondo).

    Forum Ambrosetti 2013

     La Solita Riservatezza… Stile Bilderberg                                                            

    In molti forse avranno pensato che ciò fosse dovuto al fatto che le stesse persone si stavano incontrando solo pochi giorni dopo la riunione del G20, il forum dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali dei Paesi più industrializzati (quelli del G8 in primis) con in più l'Unione Europea e pochi altri. Eppure anche dopo la riunione del G20 (che, è bene ricordarlo, fu creato nel 1999 dopo una serie di crisi finanziarie, per favorire l'internazionalizzazione economica e la concertazione tra gli Stati avendo come obiettivo il controllo, in senso positivo e, purtroppo, a volte anche in senso negativo) coloro i quali erano stati invitati a partecipare non hanno rilasciato molte informazioni circa i problemi di cui si era discusso. Eppure in entrambi gli incontri e per di più a distanza di pochi giorni uno dall’altro, per discutere dei problemi della Terra si sono incontrati i rappresentanti dei Paesi che rappresentano circa i due terzi del commercio e della popolazione mondiale, oltre all’80% del PIL mondiale, quelli dei Paesi che presiedono forum regionali, come l'Unione Africana, l'ASEAN, APEC, e i leader di organizzazioni internazionali come il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale (BM), il Financial Stability Board, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) , le Nazioni Unite e dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e molti dei rappresentanti delle maggiori multinazionali del globo. Se non fosse stato per la presenza di alcune figure istituzionali come i capi di Stato (incluso il presidente Napolitano) quella sul lago di Como, quanto a riservatezza, sembra quasi essere stata una riunione – ribadiamo – del gruppo Bilderberg o della Trilateral (e del resto molti dei partecipanti rientrano nel novero degli invitati di questi gruppi). Ma proprio il ruolo ricoperto dai partecipanti a queste riunioni fa sì che questi incontri hanno un’importanza non indifferente. Ed è per questo motivo che, dopo la riunione del G20 che si è tenuta solo pochi giorni fa in Russia e dopo gli incontri sul Lago di Como avrebbe dovuto far riflettere che queste persone sentissero la necessità di un nuovo scambio di idee.

    Forum Ambrosetti 2013

     Alla Riconquista della Credibilità Perduta…                                                     

    E invece pochi hanno dedicato l’attenzione che meritava al fatto che a entrambi gli incontri non hanno partecipato solo quelli che, almeno sulla carta, avrebbero dovuto essere dei “tecnici”. A fare da protagonisti sono stati invitati (l'invito al Forum è "strettamente riservato" ai destinatari, Presidenti e Amministratori Delegati dei principali gruppi internazionali e nazionali) i capi di Stato di  quasi tutti i Paesi del G20 e un numero indefinito di soggetti “privati” (vale a dire rappresentanti di aziende, multinazionali e gruppi bancari). Al di là della voglia di apparire che molti di loro hanno dimostrato di avere, l’incontro di Cernobbio è stato interessante soprattutto perché ha confermato ciò che sta avvenendo nel mondo. Innanzitutto ha confermato che tutti i leader dei maggiori Paesi del globo (Stati Uniti in primis, ma anche Francia e Regno Unito dopo le vicende legate alle accuse contro la Siria e al fatto che i rispettivi parlamenti non hanno ancora approvato le proposte dei loro leader, ammesso che lo siano ancora) dopo aver perso la propria credibilità agli occhi non solo dei propri connazionali, ma di tutto il mondo, stanno compiendo enormi sforzi per riconquistarla, ergendosi al ruolo di primi attori delle scelte e dei meeting internazionali. E, per farlo non perdono occasione di partecipare ad eventi come quello sul lago di Como che vanta una copertura mediatica rilevantissima, data la presenza di oltre 400 giornalisti italiani e internazionali e la presenza di reti televisive come BBC World, CNBC, CNN, Financial Times e RAI. Tutti cercano di sfruttare  il ritorno mediatico partecipando ai talk show di approfondimento e alle interviste in diretta con i protagonisti del Forum, che vengono poi messi in onda sulle televisioni di tutto il mondo. E tutti, indistintamente, cercano di concentrare l’attenzione della gente su problemi che, grazie ad una attenta e continua azione mediatica, sono entrati nelle case di tutti e hanno riempito le prime pagine di tutti i giornali a caratteri cubitali.

    Forum Ambrosetti 2013

     Che fine ha fatto la Monetizzazione della Carta Straccia?                           

    Ovviamente questa mania o smania di protagonismo è molto utile per distogliere l’attenzione dei media (e questo è l’altro aspetto che, più di ogni altra cosa, ha caratterizzato gli incontri che si sono svolti a Villa d'Este) dai veri problemi. Quelli che poche persone hanno deciso di discutere in riunioni riservate e dei cui esiti ci si è guardato bene di informare la gente. In realtà, come ha fatto notare la Napoleoni, economista e attenta scrutatrice del panorama economico globale, i problemi che con ogni probabilità sono stati discussi sono ben altri. Primo fra tutti gli “effetti della monetizzazione della carta straccia americana ed europea sulle economie dei Paesi emergenti”. Paesi emergenti che dal 2009 e fino a pochi mesi fa  sono “stati i beneficiari di ingenti flussi monetari provenienti dal quel ricco occidente in preda alla recessione”. Gli stessi flussi monetari che, almeno in teoria,  avrebbero potuto e dovuto essere utilizzati da molti degli Stati e da molte delle aziende presenti ai meeting per creare nuovi posti di lavoro per i cittadini europei o per quelli americani e che, invece, continuano a finire nelle tasche dei nuovi ricchi dell’India o della Cina e delle banche che tali scambi realizzano. E il denaro che non è andato nelle tasche dei nuovi ricchi del mondo è finito, grazie alla complicità palese e spesso autorizzata dei rappresentanti dei governi nazionali (gli stessi che, nel corso degli incontri, avrebbero discusso, almeno stando a quanto dicono, dei problemi economici del globo e della crisi siriana), sui mercati azionari. Una percentuale enorme delle risorse economiche del globo oggi viene investita in borsa (non a caso, in questo periodo, Wall Street ha registrato performance eccezionali). E quanto non rientra né nella prima né nella seconda categoria, finisce in derivati gestiti direttamente dalle banche e dagli istituti finanziari.

    Forum Ambrosetti 2013

     Che fine ha fatto l'Analisi dei Principali indicatori economici?                 

    Ovviamente i tecnici che hanno partecipato alle riunioni a porte chiuse si sono guardati bene dal dire che molti degli indicatori economici (dal PIL, alla disoccupazione, al calo della domanda, alla percentuale di aziende in chiusura o fallimento o che decidono di trasferirsi all’estero in Paesi extraUE) non sono stati in alcun modo oggetto delle discussioni tra i partecipanti e non hanno nemmeno lontanamente influenzato le scelte che seguiranno tali incontri. Ciò di cui, molto probabilmente, si è parlato è stato il volume di denaro messo in circolazione in Europa e negli Stati Uniti. Denaro che non servirà alla crescita né dei Paesi europei né degli Stato Uniti:  servirà solo ai magnati che si arricchiscono grazie a scambi di denaro virtuale. Di  questo, molto probabilmente, si è discusso nelle riunioni “a porte chiuse” sul Lago di ComoE per distogliere l’attenzione della gente dai problemi reali, l’attenzione dei media è stata concentrata solo sul – sia pur importante – confronto tra Obama e Putin o su pettegolezzi come l’intervento (a dir il vero comunque piuttosto ambiguo) a porte chiuse di Casaleggio o sulla percentuale di donne presenti alla riunione (che ha attirato l’attenzione del nostro Capo del Governo, Letta).

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

    Lunedì, Settembre 10th/  2012

    – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile –

    Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali / Commissione Trilaterale / 666 / Simbologia / Vangelo Secondo Matteo / Gesù Cristo / Forum Ambrosetti / Sacco del Britannia / Debito Illegale / Tradimento dei Trattati / Tradimento della Costituzione / Credit Crunch / Eba / ESM / MES / Inside Job 

    Monti-Napolitano: "Italia sulla Buona Strada" 

    Il Consiglio di "Qui Europa": Dimettetevi!

    Recessione e Commissariamento: le uniche costanti

    nel presente e nel futuro dell'Italia targata Monti

    Tutte le contraddizioni e le ipocrisie della coppia neoliberal

    Monti-Napolitano nei sermoni di Roma, Cernobbio e Bari 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Annus Orribilis                                                                                                                

    Roma, Bari, Cernobbio – Il 2012 è stato in assoluto "l'annus horribilis" di quello che una volta (cioè fino al 2011) era noto nel mondo come il Bel Paese: la settima economia del mondo ed il Paese dell'arte, degli inventori, dell'artigianato, del turismo, della moda, del buon cibo, dei santi e dei navigatori! Tutto un bel ricordo ormai! Il 2012, dopo il golpe neo-liberista favorito da Giorgio Napolitano sarà ricordato dai posteri come l'anno della recessione; dei licenziamenti di massa; della svendita del Patrimonio Nazionale; del fallimento e contestuale svendita dei fiori all'occhiello del "Made in Italy" (prima rete d'imprese in Europa e tra le prime al mondo); delle bugie sistematiche; del tradimento della Costituzione e dei Trattati europei; del tradimento del Principio di Sussidiarietà; della rottura del "Patto sociale"; della speculazione legalizzata; dell'usura legalizzata; della distruzione dello "Stato Sociale"; del disprezzo di ogni forma di dignità umana; del tradimento dei capisaldi della nostra tradizione cattolica e della "Rerum Novarum" (principi incarcati benissimo in politici cristiani del calibro di "Giorgio La Pira" che conribuirono a far grande l'Italia); del Debito Illegale; del tradimento della Democrazia; degli scandalosi aumenti record (7) delle accise statali sul carburante; del primato mondiale sulla tassazione, e chi più ne ha più ne metta! Ma alla fine, il messaggio che i nostri governanti (non eletti) hanno voluto far passare nel week-end è stato quello della necessità e della continuità di questo pandemonio artificiale nel nome dell’emergenza e del debito pubblico (debito – ricordiamolo – creato artificiosamente dalle banche al 90%, e dagli stessi politici – figli del "Porcellum" – che oggi occupano ancora le poltroncine rosse del Parlamento, per il restante 10%).

     Monti-Napolitano – Un'accoppiata vincente                                                        

    Dunque, per ora, avanti tutta con la menzogna liberista! Almeno fino a quando Eni, Enel e Finmeccanica e le altre società controllate dallo stato, non saranno state gettate nel calderone della speculazione. Nel fine settimana (Venerdì, Sabato e Domenica) abbiamo assistito, in tal senso, ad una serie infinita di prove verbali propagandistiche di più alta scuola, protese a mistificare come non mai la realtà dei fatti, malgrado il palesarsi di impietosi numeri ed indici recessivi. Protagonisti sempre loro! Gli artefici del colpo di stato iberista che ha distrutto l'Italia – uno dei paesi più robusti e ricchi al mondo – nonché le famiglie italiane oneste e lavoratrici, milioni delle quali ridotte sul lastrico. Chi sono? Semplice! I "già denunciati" professor Mario Monti e "l'ex-comunista" (convertitosi al neoliberismo più selvaggio e bieco) Giorgio Napolitano.

     Il miglior modo per inaugurare la "Fiera del Levante"                                      

    Ma esaminiamo nel dettaglio i passaggi più significativi dei loro contraddittori e folli sermoni neoliberisti. ''Condivido alcune critiche rivolte all'azione di governo, anzì le condividerei se non avessi presente la drammaticità della sfida che avevamo da affrontare''. Così – mettendo le "mani avanti" – il professor Monti ha inaugurato la 76ma Fiera del Levante a Bari. "Molte cose fatte – ha detto – hanno sofferto di angustia, ma prese insieme hanno permesso di evitare che l'Italia avesse un tracollo, forse per lungo tempo irreversibile, e con essa l'Europa". Ma evidentemente il professore ha dimenticato di far cenno al fatto che neppure un anno fa l'Italia aveva 100 miliardi di euro in meno di debito pubblico, e godeva di un avanzo primario invidiabile. Come invidiabile era il debito privato delle imprese: 40 miliardi di euro contro gli 8000 miliardi di euro delle imprese francesi. Paese, quest'ultimo, al contrario dell'Italia, stranamente  fatto salvo dalle grinfie degli speculatori. Ma dopo quello del debito, il secondo alibi di Monti – ormai si sà – è quello dell'evasione fiscale: quella che lo stesso ha osato definire una "guerra di civiltà". Dimenticando forse – da sedicente cattolico –  che la stessa dottrina cattolica dei dottori della Chiesa (San Tommaso d'Aquino, Sant'Agostino, Leone XIII, ecc..) non riconosce la validità, la legittimità e la legalità di forme di tassazione iniqua che superano addirittura il 10% del reddito del capo-famiglia. Percentuale giunta oggi al 60-70% del reddito, considerando anche lo scandalo dei 7 successivi aumenti record delle accide statali sul carburante: un fenomeno che probabilmente neppure Hitler nella sua follia avrebbe mai attuato per i suoi stessi connazionali! Per il liberista Mario Monti, tuttavia, "gli sforzi in programma non sono stati fatti nella misura necessaria per decenni". Pertanto – si giustifica – "il Governo ha dovuto concentrare il loro avvio in poco tempo". Ma sapete a partire da quale anno il debito pubblico iniziò a scoppiare? Dal 1981! L'anno in cui iniziò la collaborazione del giovane Mario Monti con i governi italiani. In quell'anno furono sdoganati i titoli di stato come strumenti di reperimento dei fondi statali. Da allora in poi crebbe progressivamente il ruolo della speculazione bancaria, culminato con l'approvazione dell'art. 123 del Trattato di Lisbona. Ma la memoria di "Super-Mario" è davvero corta! Complice evidentemente l'età!

     Le contraddizioni sui Giovani: "i nemici del sistema"                                        

    Altra perla, poi, quella sui giovani. "I giovani – ha sostenuto – sono la componente più largamente inutilizzata e demoralizzata del capitale umano del Paese, specialmente al Sud". Da tempo – ha poi continuato l'ipocrita Monti – ricevono incentivi incoerenti e segnali di disattenzione. (…) E'  maturata in molti giovani la sensazione di non potercela fare con i propri mezzi". Ciò spingerebbe i giovani a cercare vie traverse e raccomandazioni.  Ma la verità è che la recessione – da lui stesso ingenerata – ha inevitabilmente esasperato le condizioni di vita dei giovani – specie al Sud – spingendoli a volte, inutile negarlo, verso le lusinghe della criminalità e del malaffare. Lo dicono i dati ufficiali, secondo i quali i reati e gli stessi suicidi sono in perenne aumento. Un aumento anche questo da record!

     Recessione e Commissariamento: i veri obiettivi del governo?                     

    "La ripresa non si vede dai numeri ma l'Italia è ripartita. (…) Spesso mi domandano, dopo oltre quattro anni di crisi economica internazionale, quando arriverà la ripresa. E' vero, rispondo ai miei interlocutori, la ripresa oggi non la si vede nei numeri ancora, salvo qualche barlume, ma io invito a constatare che la ripresa, se riflettiamo, (?) è veramente dentro di noi ed ed è una cosa che è alla portata del nostro Paese. (?) L'Italia da questo punto di vista è già ripartita – ha poi aggiunto con innegabile faccia tosta – ma non bisogna però prendere queste considerazioni come bollettini di un istituto di statistica o di un istituto di studi congiunturali. (…) Un anno fa – ha ricordato il professore  amico dell'FMI e dei poteri forti ed occulti – non eravamo ancora ben consapevoli ma rischiavamo di essere travolti (?) da una crisi finanziaria com'è avvenuto al di là del mare, in Grecia. Quest'anno questa prospettiva si è decisamente allontanata, siamo tra i Paesi che contribuiscono a spingere l'Europa verso l'essere una vera Europa. Adesso – ha aggiunto – l'impegno comune di Governo, imprese, parti sociali è quello di creare le condizioni per un nuovo sviluppo economico che si poggia però su basi più solide, rompendo questa gabbia di austerità che ha avvolto la nostra economia, se sapremo muoverci in stretta intesa tra i livelli di governo, se praticheremo bene quel principio di partenariato che l'Unione europea vuole assai pragmatico , se i giovani si convinceranno di questo percorso, e vi contribuiranno individualmente e collettivamente, allora il viaggio faticoso della rinascita dell'Italia può davvero dirsi cominciato a partire dal Sud , a partire da questa terra di Puglia". In sintesi: siamo in recessione, migliaia di aziende sono fallite, milioni di Italiani hanno perso il lavoro per sempre, ma era tutto previsto! Infatti a detta dell'impresentabile Monti, ciò farebbe parte della "misteriosa" strada per la crescita!

     Mario Monti – L'uomo sbagliato al momento sbagliato                                     

    Ma già il meglio di sé l'ex (?) boss per l'Europa della "Trilateral Commission"(la celeberrima super-loggia mondialista, con logo un triplice "6" stilizzato: secondo molti studiosi di settore, simbolo biblico dell'Anticristo) lo aveva dato venerdì, nel corso dell’incontro tenutosi con le imprese a Palazzo Chigi. "L’Italia si troverà presto al di fuori della crisi, ed è tutto merito mio", ha  blaterato nell'occasione il professore, col pensiero probabilmente rivolto alle elezioni politiche del 2013. "Certo la ripresa non si vede – ha ammesso – ma essa è dentro di noi". Ma – come detto – dappertutto è un'ecatombe di imprese che falliscono grazie al credit-crunch, al cuneo fiscale, alla concorrenza sleale ed incontrastata delle imprese cinesi. Ciò mentre le banche, chiusi i rubinetti del credito, ormai si sono trasformate esclusivamente in società dedide agli espropri ed alla speculazione, mediante l'acquisto di titoli di stato, in "aste" false.  Complici l'Europarlamento (che ha avallato tale iniquo status quo, contribuendo a "cristallizzarlo" in nome della "democrazia" con la ratifica dell'innalzamento delle riserve di riserva patromoniale delle banche: già per altro piuttosto elevati con gli accordi di Basilea 3); l'Eba (l'Autorità Bancaria Europea, guidata da un altro italiano,  Andrea Enria); e gli assurdi accordi di Basilea 3  che – come non tutti sanno – hanno  blindato tali coefficienti, contribuendo a condannare di fatto migliaia di piccole imprese – assorbite da multinazionali e gruppi bancari – alla legge del "Credit Crunch". 

     Sulla strada del Commissariamento                                                                          

    Senza scordare che la cura Monti, finora, come detto, è servita solo a svendere irrimediabilmente – e imperdonabilmente – il patromonio nazionale e le robuste e gloriose aziende italiane, che il mondo ci invidiava. Forse – a quanto pare – troppo! Con il "Cavaliere Mascarato", poi,  il rapporto Debito Pubblico / Pil toccava quota 120,1%. Oggi tocca quota 123,2%. Trend, tra l'altro, in costante aumento, per la gioia delle banche d'affari e degli avvoltoi della finanza. Ma dopo il danno la beffa! Oggi oltretutto, e lo si è capito molto bene sempre nel fine settimana dal discorso di Mario Draghi, il nostro Paese rischia il commissariamento! Quindi ciò vuol dire che a dettar legge in un prossio futuro non sarà più la politica italiana (quello ormai non lo fa in maniera evidente da più di un anno, dall'invio di quella famosa "letterina" della BCE "Draghi-Trichet" del 2011). In realtà, quindi – smentendo clamorosamente le insensate e folli parole del professore – il sistema Italia in Europa non conta più nulla! Infatti è erroneo confondere l'Italia intesa come "Mario Monti" – che dell'Italia e della democrazia è inubbiamente oggi il principale nemico – con l'Italia intesa come "Forza Lavoro", "Forza-Paese" o "Sistema-Paese". 

     Come può Satana scacciare Satana?                                                                          

    Fesserie a profusione, dunque, dinnanzi ad una "selezionata" platea applaudente! L'aggettivo "selezionata" è d'obbligo! Altrimenti non si spiega come a non poterne più di Monti – in base ai dati raccolti in mesi di ricerche ed analisi dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" – siano oggi la stragrande maggioranza dei piccoli imprenditori (e non solo), dei disoccupati e dei giovani dimenticati, mentre Rai, Mediaset, La7, Sky e compagnia bella finiscano sempre per diffondere immagini del professore che offre le sue impeccabili prove verbali tra tripudi di applausi e trombe squillanti! Evidentemente c'è qualcosa che non torna! Specie adesso che qualcuno parla addirittura di un Monti Bis. Vedi ad esempio, le ultime dichiarazioni da Firenze di Matteo Renzi – il "cosiddetto rottamatore" – che nelle scorse ore ha reso noto che in caso di una sua elezione sarebbe "pronto a fare un passo indietro cedendo il posto al professore !" Roba da matti! Ma l'esercito (o la setta) dei neoliberisti, non sta a guardare neanche al di fuori dei confini nazionali, e da Washington a Londra, da Berlino a Francoforte e Bruxelles  è partito un coro unanime in favore dell'investitura  del "Salvatore Monti" a Palazzo Chigi anche dop il 2013. L'unico, secondo Obama, Merkel, Cameron, Barroso, Moody's e compagnia bella – anche se non si sa in base a quale misterioso criterio – ad esser capace di far ripartire l’economia italiana (dopo averla affossata) tenendo sotto controllo il livello dello spread. E' Curioso, tuttavia, notare come dietro a questi burattini parlanti ci siano uomini vicini a lobbies, banche e multinazionali. Uomini che ne popolano all'inverosimile i rispettivi gabinetti di governo ed i consigli di amministrazone. "Come può Satana essere contro Satana!" Lo dice Gesù, Nostro Signore, in un celebre brano del Vangelo di Matteo (Mt 12, 25-26)!  "Ma egli, conosciuto il loro pensiero, disse loro: Ogni regno discorde cade in rovina e nessuna città o famiglia discorde può reggersi. Ora, se Satana scaccia Satana, egli è discorde con se stesso; come potrà dunque reggersi il suo regno?". Penso, francamente, che nessuna metafora poteva essere più calzante! 

     L'Italia nel mirino dei privatizzatori del "Britannia"                                             

    Ma d'altronde il celeberrimo "Sacco del Britannia" sotto la regia inglese – avviato nel 1992 – ed il piano mondialista dei falchi della Goldman, dovranno pur avere un obiettivo finale! Ed in tal senso emblematiche ed eloquenti sono state le ultime dichiarazioni di Knight Winke – anglosassone azionista Eni con un risicatissimo 2% – secondo il quale "per Wall Street e la City  le privatizzazioni sono più importanti della riduzione del debito pubblico". Molto significativo, inoltre, il tenore delle trame intessute da Goldman Sachs e dalle altre banche d'affari con la stessa Authoriy di controllo voluta da Obama sul sistema bancario Usa, all'indomani dello scandalo Lehman Brothers (come denunciato nel celebre film inchiesta Usa, "Inside Job"). Va ricordato, in tal senso, come una delle banche che più ha speculato al ribasso contro i nostri Btp (così come accaduto con il caso Lehman Brothers) sia stata proprio la Goldman Sachs. La stessa banca d'affari della quale Mario Monti è ancora oggi interlocutore affezionato. Come d'altronde lo furono altri europiesti (e neoliberisti doc) come Mario Draghi e  Romano Prodi. Uomini Goldman – tra i più prestogiosi di sempre –  a tutti gli effetti.

     Napolitano – L'assurdo monologo del Presidente golpista                                 

    Sulle stesse imbarazzanti frequenze l'ultimo intervento di Giorgio Napolitano a Cernobbio. "La situazione sta migliorando, ma non bisogna farsi troppe illusioni, perché molto resta da fare per far uscire il Paese dalla crisi. E in questo contesto il Quirinale intende vigilare affinché, a prescindere dall'esito del voto, l'Italia prosegua nel solco tracciato in Europa dal governo Monti per mettere definitivamente l'Italia in sicurezza". Giorgio Napolitano, ha scelto la prestigiossa platea del Forum Ambrosetti per prendere per l'ennesima volta posizione a favore della "sua creatura", del suo "amato figlioccio". E il suo intervento ha tutta l'aria di una campagna elettorale dal retrogusto neoliberal, in aperta convergenza, dunque, verso un "Monti-bis".  Secondo il nobile Re Giorgio, infatti, il suo "professore", "sostenuto dal senso di resposabilità dei principali partiti, è riuscito a tenere fede agli impegni, contribuendo al superamento della crisi del debito (?). Grazie a questi sforzi – ha ribadito – l'Italia ha riguadagnato credibilità internazionale e sui mercati. Ma, certo – nota il Presidente –  la strada è ancora lunga, non bisogna farsi illusioni perché molto resta da fare". 

     Monti e la campana elettorale di Napolitano                                                           

    Secondo Napolitano, dunque, in vista delle elezioni del prossimo aprile 2013, le forze politiche dovrebbero "riformare la legge elettorale, dando maggiore governabilità al sistema". E questo con o sensa Monti, l'importante è seguire la sua strada. Magari – ci sembra di leggere tra le righe – cercando di prendere tutte le più adeguate precauzioni verso ipotetiche ( e non improbabili ) vittorie di partiti contrari al disegno neoliberista dei seguaci di Monti (Vedi Movimento 5 Stelle). Ma per Re Giorgio, non ci sarà problema! Per il padrino della Seconda-Repubblica bisogna confidare "sulla maturità delle nostre opinioni pubbliche". Purché il tutto si uniformi – ovviamente – ai diktat imposti da Monti, dall'eurocasta e dalle lobbies bancarie (chiamate con l'appellativo più digeribile di "mercati"). In tal senso per l'anglofono Napolitano "gioverebbe – infatti – un pò di self restraint (o self-control) per non generare confusione e incertezze tali da ripercuotersi sui mercati". Cioè cari Italiani, per uscire dalla crisi (da loro stessi creata e favorita) secondo Napolitano bisognerebbe: 1) Annullare sempre più il Principio di Sussidiarietà: principio, ricordiamolo, che riconosce il primato delle istanze e necessità dei cittadini su quelle – evidentemente – dei mercati;  2) Accettare la dittatura totalitaristica dell'Esm e del Fiscal Compact; 3) Evitare populismi e continuare a restare nell'euro-gabbia, come la Grecia; 4) Formare – con o senza Monti – al più presto gli Stati Uniti d'Europa. E Napolitano, ciò lo dice chiaramente quando asserisce che  bisogna muoversi verso "una vera e propria unione politica". Alla luce di questi insensati sermoni, chiaro e lineare è invece il consiglio che noi di "Qui Europa" ci sentiamo di dare ai nostri carissimi ed amati presidenti: "Per cortesia, Dimettetevi!"

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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