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  • Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta

    Sabato,  Marzo 9th/ 2013

    – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois – 

    Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, CECA, Comunità Economica carbone ed Acciaio, Entità sovranazionale 

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione 

    dell'Europa e l'Eurocasta ( Seconda Parte )

    La strategia dell'Omologazione Culturale 

    Ad Angela Merkel ed Herman Van Rompuy assegnato

    il Premio Kalergi 2010 e 2012

     

    L'Editoriale

    di  Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois

    Kalergi

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il "Piano Kalergi" per la Paneuropeizzazione del Vecchio Continente         

    Europa – Nella prima parte dell'editoriale dedicato al "Piano Kalergi" (vedi allegato) abbiamo visto come lo statista può essere considerato a tutti gli effetti come il reale ispiratore (pioniere) dell'europeismo tecnocratico. Egli muovendosi dietro le quinte del "teatro europeo", lontano dai riflettori, riuscì ad attrarre nelle sue trame i più importanti capi di stato, che si fecero sostenitori e promotori del suo progetto mondialista di unificazione continentale. un passo fondamentale fu dato nel 1922, quando Kalergi fonda a Vienna il movimento “Paneuropa”, puntando nettamente all’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale. Abbiamo altresì detto che la "Bibbia" o "Testamento Spirituale" di Kalergi sia l'opera titolata ''Praktischer Idealismus'' (idealismo pratico), dove egli teorizza la nascita di una nuova razza europea meticcia, nata dalla fusione di più razze d'origine afroasiatica e dalla dissoluzione dei popoli e delle loro tradizioni: usi, costumi e religioni. Condizione necessaria per creare una massa informe e facilmente addomesticabile, poiché priva di identità comune e spirito di patria. Una nuova razza capace di affermare il predominio incontrastato di una nuova élite di dominatori, che l'autore/statista individua nella razza ebraica. Kalergi è dunque il messia di un mondialismo  puro basato su una "Federazione di Nazioni" guidata dagli Stati Uniti e fortemente appoggiato dal Regno Unito di Winston Churchill, della loggia massonica B’nai B’rith e della stampa statunitense di regime. 
     
    Churchill - Kalergi
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     Il "Piano Kalergi" secondo lo Storico Gerd Honsik                                             
     
    Secondo le ricostruzioni dello storico Gerd Honsik – dunque – "Kalergi proclama l’abolizione del diritto di autodeterminazione dei popoli e, successivamente, l’eliminazione delle nazioni per mezzo dei movimenti etnici separatisti o l’immigrazione allogena di massa. Affinchè l’Europa sia dominabile dall‘élite, pretende di trasformare i popoli omogenei in una razza mescolata di bianchi, negri e asiatici. A questi meticci egli attribuisce crudeltà, infedeltà e altre caratteristiche che, secondo lui, devono essere create coscientemente perché sono indispensabili per conseguire la superiorità dell‘elite. Eliminando per prima la democrazia, ossia il governo del popolo, e poi il popolo medesimo attraverso la mescolanza razziale, la razza bianca – nota osserva Honsik – deve essere sostituita da una razza meticcia facilmente dominabile. Abolendo il principio dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge e evitando qualunque critica alle minoranze con leggi straordinarie che le proteggano, si riuscirà a reprimere la massaI politici del suo tempo a quanto pare gli diedero ascolto e le potenze occidentali si basarono sul suo piano, promuovendolo e finanziandolo: da allora il multiculturalismo è quasi diventato un indice di progresso da perseguire ad ogni costo, e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. 
     
     Un personaggio occultato tra le pieghe della storia                                             
     

    Fino ad oggi nessun mezzo d’informazione si era spinto a tanto, ma l’Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" ha voluto indagare a fondo su questo nome. Il fatto che l’unica sezione di wikipedia che trattasse l’opera ''Praktischer Idealismus'' fosse quella danese, ha fatto nascere la curiosità di scoprire quali fossero le tesi di fondo della neo politica paneuropea, dopotutto la verità su questi scritti è tanto danese quanto italiana! Il "Kalergi-pensiero" ha visto venir fuori tanti paradossi che ci hanno posto e ci pongono innanzi agli occhi la realtà in cui viviamo. Un mondo governato da paladini della giustizia e dell’antirazzismo che mettono in atto il piano più criminoso mai realizzato nella storia, assieme – evidentemente – al nazismo ed al comunismo. 

     Un'utile chiave di lettura delle false "Primavere Arabe"                                    

    Noi stessi, rimanendo all’oscuro di questi retroscena, ci rendiamo complici del sistema in cui viviamo, colmo di sentimenti nobili che non hanno poi riscontro nel quotidiano, costretti a dover sottostare ai loschi voleri dei poteri forti. In tutto ciò, dunque, l'immigrazione di massa – fomentata tra l'altro dall'infuriare del neocolonialismo occidentale delle false e pretestuose "Primavere arabe" in Africa e Medioriente (come provato in centinaia di articoli e dozzine di video pubblicati) – ci viene presentato come un fenomeno inevitabile, spontaneo e "normale".

     La Terzomondializzazione programmata dell'Europa                                        

    Ma d'altra parte, a ben vedere, il fenomeno in esame sta alla base anche dei costanti inviti dell’ONU ad accogliere indiscriminatamente milioni di immigrati per compensare la bassa natalità europea. Anziché favorire lo sviluppo ed il progresso delle loro terre di origine, rese – per contro – colonie occidentali da sfruttare ad esclusivo uso e consumo delle élite occidentali. Un'Europa frattanto paralizzata da crisi economiche indotte e dall'assenza di politiche per la famiglia e pertanto costretta alla denatalità. Secondo un rapporto ONU diffuso nel gennaio 2000 (“Migrazioni di ricambio: una soluzione per le popolazioni in declino e invecchiamento") l’Europa necessiterebbe entro i prossimi 12 anni  di 159 milioni di immigrati. Quasi come se i grandi burattinai avessero già previsto la soglia di crescita della popolazione europea: segno che in Europa non si vogliono adottare politiche per la famiglia per pura e semplice strategia. Altrimenti con politiche idonee che bisogno ci sarebbe di tali sconvolgimenti geopolitici? Fenomeni indotti e forzati protesi a mischiare – evidentemente – le culture ed a snaturare completamente i popoli europei. un qualcosa di strategicamente e subdolamente premeditato e non frutto del caso o di normali processi geopolitici. Ma – ci chiediamo – cosa resta di un popolo se si cancellano tradizioni, religione e cultura? Ovvio! Una massa informe ed acritica facilmente governabile. Tale concetto trova piena sintesi in una dichiarazione di G. Brock Chisholm, ex direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità  (OMS): "Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare – ha dichiarato Chisholm – è praticare la limitazione delle  nascite e i matrimoni misti (tra razze differenti), e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale". Parole che lasciano davvero a bocca aperta ed attoniti.

     Dalle Nazioni alla CECA, a un Organismo Sovranazionale                                

    Il suo disprezzo per il governo popolare, Kalergi, lo manifestò in una frase del 1966, nella quale ricordava la sua attività del dopoguerra: "I successivi cinque anni del movimento Paneuropeo furono dedicati principalmente a questa meta: con la mobilitazione dei parlamenti si trattava di forzare i governi a costruire la Paneuropa". Un passo decisivo fu dato con la nascita della CECA: aiutato da Robert Schuman – ministro degli esteri francese – Kalergi riuscì ad assegnare la gestione della produzione di acciaio, ferro e carbone ad una sovranità sovranazionale. Il tutto sotto la direzione di personaggi assolutamente non eletti: i cosiddetti commissari europei. Non a caso Kalergi fu il primo a cui fu assegnato il premio europeo "Carlomagno". strinse amicizia anche con gli altri cosiddetti "padri" dell'Europa unita, tra i quali Alcide De gasperi e Conrad Adenauer.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Premio Coudenhove-Kalergi a Merkel e Van Rompuy                          

    Basta guardarsi intorno un momento – gettando anche lo sguardo al di là del Mediterraneo – per capire come oggi, lo spirito kalergiano, evidentemente non continua solo nelle teorie o nei fatti compiuti, ma anche in precisi fatti ed azioni di riconoscimento delle "gesta" di particolari personaggi. Segno inequivocabile del legame indissolubile tra l'idea e la pratica. In suo onore, infatti,  è stato istituito il premio europeo Coudenhove-Kalergi che ogni due anni premia gli "europeisti" (o paneuropeisti?) che si sono maggiormente distinti nel perseguire il suo folle piano. Tra di loro – guardacaso – a riflettori e telecamere spente troviamo nomi emblematici: Angela Merkel ed Herman Van Rompuy. Entrambi nel mese di Novembre 2012 denunciati da una coppia tedesca (Vedi articolo in allegato) per crimini contro l'umanità. La Società Europea Coudenhove-Kalergi, in particolare,  ha assegnato alla Cancelliera Federale Angela Merkel il Premio europeo nel 2010, mentre a Herman Van Rompuy (Presidente del consiglio europeo) il premio 2012. Una grande coerenza! Non c'è che dire!

     Sergio Basile, Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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       Curiosità                                                                                                                            

    Coudenhove-Kalergi per primo propose nel 1929 di adottare come inno europeo  l'Inno della gioia di Friedrich Von Schiller su musica della Nona Sinfonia di Ludwing Van Beethoven. Kalergi  è inoltre l'autore nel 1930 della prima proposta di celebrare una giornata dell'Europa a Maggio. (Fonte Wikipedia)

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       Video e Articolo Correlato – Prima Parte                                                                   

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    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

  • Ue, il Falso Dogma del Bilancio e le Ricette di Kohl e Soros

    Ue, il Falso Dogma del Bilancio e le Ricette di Kohl e Soros

    Mercoledì, Settembre 26th/ 2012

    – di Max Cittadino e Sergio Basile –

    Unione europea / Eurozona / Bruxelles / Strasburgo / Francoforte / Berlino / Germania / Euro / Helmut Kohl / George Soros / Fiat / Fabbrica Italia / CFR / Council on Foreign Relations / Ceca / Sme/ Mec / Europa austroungarica / Novecento / Economia dello spread / Anton Cechov / Unione bancaria / Bilancio / Matematica / Adam Smith / Lavoro produttivo / Lavoro improduttico / Globalizzazione / Disoccupazione 

    Unione europea – Il Falso dogma laico del

    Bilancio e le ricette di Kohl e Soros 

    Ecco perchè siamo allo sbando: l'economia è

    programmazione del futuro

    I saggi insegnamenti di Cechov, Smith e Galbraith e 

    l'arte della mistificazione dei "Padroni dell'Europa"

    Bruxelles, Strasburgo, Francoforte, Berlino, Washington –  Nelle scorse ore hanno fatto molto discutere (nel bene e nel male) le dichiarazioni di Helmut Kohl, ex Cancelliere tedesco ed ex-leader del partito dell'Unione Cristiano Democratica, e George Soros, economista e magnate della finanza d'origine ungherese, ma naturalizzato statunitense, nonché membro del Consiglio di amministrazione del CFR (Council on Foreign Relations) discussa associazione "privata" Usa, costituita da uomini d'affari e leader politici che "studiano" (spesso orientano) i problemi mondiali, "promuovendo" le linee strategiche della politica estera di Washington. Due personaggi, dunque – lo diciamo per i nostri lettori più giovani – di primo piano nel panorama internazionale in campo geopolitico ed economico. 

     Le improvvide ricette di Kohl e Soros 

    Secondo Kohl vista l'attuale rullino di marcia del progetto Ue e dell'Eurozona, per uscire dall'impasse "O si europeizza la Germania, o si germanizza l'Europa". Più o meno analogo il concetto espresso da Soros, secondo il quale "la Germania deve guidare l'Europa o uscire dall'Europa". Concetti questi che se interrelati e sintetizzati ci danno l'idea di un continente euro-centrico destinato ad essere irrimediabilmente governato da una sorta di Paese egemone solidale: la Germania, per l'appunto! Ma questa rigidità ideologica di due statisti del calibro di Kohl e Soros peccano a nostro modesto parere di due elementi: innanziatutto l'Europa dei Trattati di Roma del 1957, ma anche l'Ue di trent'anni fa – quella cioè della CECA, dello SME (Sistema Monetario) e del MEC (Mercato Comune) – funzionava proprio in relazione al suo ideale e considerevole grado si flessibilità. L'euro era ancora lontano, e con esso i suoi rigidi e liberticidi accidenti: vedi "Sistema – germanocentrico – Target 2" (vedi gli allegati). E d'altra parte pare ormai palese il fatto che l'Europa, la frastagliata e multiforme Europa, mal si presti per dati oggettivi – ma anche per storia e tradizioni – ad essere sagomata sulla base dello stampo rigido e circolare della moneta unica. Durante il Novecento (agli inizi del secolo) qualcuno tentò invano di compiere esperimenti analoghi; di creare cioè un'Europa austroungarica (i cosiddetti Stati Uniti d'Austria). Ma  i tentativi intrapresi falliroro – provvidenzialmente – tutti. Ora, certo, i nomi sono diversi, ma il conceto non cambia. Cambiano i protagonisti (la tecnocrazia Ue), le comparse (i politici complici), i pretesti (il debito e la recessione), la moneta (l'euro al posto della corona)  ed i luoghi geografici (Bruxelles, Strasburgo, Francoforte e Berlino al posto di Vienna) di questo tentativo (per ora subdolamente riuscito) di accentramento totalitaristico di tocquaviliana memoria.

     Ecco perchè siamo allo sbando: l'Economia è "programmazione del Futuro" 

    In tal contesto, mentre l'Ue si appresta a realizzare l'Unione bancaria dietro il nulla osta dell'Europarlamento di Strasburgo, d'altro canto ormai si è diffusa presso l'opinione pubblica europea la certezza matematica sul fatto che dal rispetto dei tanto invocati vincoli di bilancio e della dittatoriale austerity imposta ai Paesi dell'Eurozona in difficoltà non ci possa essere alcuna crescita. Dunque i fatti inoppugnabili ed inequivocabili dimostrano il contrario di quanto viene abilmente scritto e detto quotidianamente sui TG nazionali e sulle prime pagine dei giornali. E questo perchè da economisti qual siamo – nel nostro piccolo – sappiamo benissimo che l’economia non è solo fatta di freddi calcoli, ma è soprattutto previsione e programmazione del futuro

     Il falso dogma laico del "Bilancio" 

    La disoccupazione in Europa aumenta giorno dopo giorno (ormai non lavorano perchè disoccupati o licenziati circa 55 milioni di  cittadini dell'Unione) e si apre una spirale pericolosissima perchè si segue solo il bilancio, dimenticando che il bilancio in effetti non esiste, non può esistere se non esiste l'azienda. Ma questo da quanto sappiamo, non esiste. Non può esistere se non esiste l’azienda!  Allora come appreso dai libri di economia, in questi casi non si può che ripartire puntando e rilanciando i  consumi, visto che ormai la domanda è ai minimi storici e che la gente comune – che mediamente non capisce nulla di bilanci e macroeconomia – vede quale unico parametro di riferimento i sacrifici che fa  per soddisfare quello che è diventato ormai un dogma laico,una verita assoluta fondata sul nulla, perchè – ripetiamo – il bilancio e gli equilibri economici si fondano su solide basi, ma in questo carozzone chiamato "Europa" esse scricchiolano e stanno incollate l'una all'altra solo per forza di inerzia. Di che bilanci si parla se si lascia andare in rovina quella che è la base, il motore da cui parte tutta l’economia? Di che parliamo se si lascia allo sbando la famiglia? Una famiglia per di più tempestata e vessate dalle tasse più fantasiose ed assurde, per un fine – tra l'altro – completamente estraneo a qualsivoglia dinamica produttiva ed economica in senso stretto: la speculazione. Si lavora e si "stenta" per oleare l'infernale macchina della speculazione.  E ciò sulla base di un pretesto estraneo (il debito pubblico) ingenerato ad arte da altri. In base a quale logica giuridica o prettamente ideologica la famiglia è chiamata oggi a pagare le colpe di cinici ed immorali strateghi che oltretutto non rischiano nulla, perchè giocano con giocattoli non loro?

     Schiavi a vita! 

    Ma assodato ciò, a questo punto la vera domanda è: in questo euro-festival delle astrazioni, fino a quando continueremo ad essere cavie per esperimenti di menti raffinatissime? A giudicare dalle premesse di "Fiscal Compact" e "Fondo Salva (Ammazza) Stati Permanente" (MES o ESM) per sempre!

     Europa unita? Un falso Mito, ce lo dice Cechov 

    Certo, chi parla (specie i giornalisti economici che ormai si limitano a ricamare su falsi ed ingannevoli copioni scritti da altri, nei malcelati retrobottega di lobbies bancarie travestite da istituzioni comunitarie) dovrebbe stare tra la gente per capire la realtà e non fare insulse astrazionidi comodo. Si parla di Europa unita come di un "Mito sacro ed eterno"; di euro come di un misterioso salvatore oscuro delle ex-patrie nazionali (?) scordando troppo rapidamente che vi sono ancora difficoltà addirittura per l’unità economica di un paese come l’Italia, oggi ancor di più spaccato in due tronconi dalla crisi indotta.  Il grande Anton Cechov diceva che "si parlava di umanita in generale per trascurare l’uomo in particolare". Paradigma ideale della realtà odierna: si parla di grandi progetti, di futuro, di "Stati Uniti d'Europa" ma senza le basi civiche e morali; si parla di magnifiche e progressive sorti, dimenticando (volontariamente) che le persone vere non sono calcoli falliti, visto i risultati, ma sono realtà. 

     … ce lo dice Smith 

    Ma in questa disserzione ci viene incontro anche l'economia reale a-dogmatica: il vero problema che hanno insegnato i piu illustri economisti come Adam Smith, non e quello di fare i conti quotidiani con lo Spread (questo, infatti, come deduciamo dagli scritti di Galbraith, è un altro colossale inganno, una truffa vera!). Smith ha insegnato a generazioni di studenti di economia  che si deve ragionare sul lavoro produttivio, non su quello improduttivo. Prima che di spread – concetto astratto – si deve parlare di occupazione. Prima di unità politica, economica e bancaria, di unità nel benessere diffuso dei popoli e dei contribuenti che con il loro sudore e le loro cospicue rimesse mantengono in piedi i ciclopici edifici di Bruxelles e Strasburgo. Noi non possiamo essere legati a delle stime, dunque, ma evidentemente si deve puntare sulla produzione; si deve repentinamente ed obbligatoriamente attivare un ciclo virtuoso tra  occupazione, produzione e consumi.

     L'arte della mistificazione 

    Il lavoro degli economisti e dei giornalisti economici è diventato invece quello di "provare a giustificare" le azioni sconsiderate dei nuovi padroni dell'Europa, con scritti contraddittori e prove verbali in TV, in una sorta di cieca sequela di ricette stilate dai banchieri privati della Bce: gli stessi che hanno preparato la strada al golpe italiano di Mario Monti e Giorgio Napolitano.  

     … ce lo dice la Matematica, questa è la via del Caos! 

    D'altronde anche in matematica puristi della materia come Capelli, Mc Lourin, Taylor e via dicendo, ci insegnano che troppi calcoli portano alla confusione anche se vi sono gli algoritmi, ed inoltre troppi calcoli congetturali, se accostati ed interrelati portano inequivocabilmente al caos. Si il caos "ragionato": il nuovo dittatoriale paradigma di un'Ue data dalla "sommatoria" di macerie di sistemi fallimentari tipo quello liberista, che ha portato alla globalizzazione di un sistema senza regole che prima vuole, esige libertà di agire e poi ricorre allo stato ed ai cittadini, chiamati apagare sulla loro pelle le scelte di altri. Questa è la dura e cruda realtà! Non le stime, i bilanci. E poi di cosa? Di che cosa ragioniamo, che calcoli facciamo se mancano i numeri, non vi è la base. Qui si tratta solo di lavoro improduttivo come diceva Smith, ma la produttività è altro; è l'ingegno e la capacità – nella libertà, e non nel libertinaggio irrazionale – di produrre beni e mettere i cittadini in condizione di acquistarli in un'ottica di reciprocità. Questo è il punto! Non  le chiacchiere di un "Nuovo Leviatano" chiamato "Stati Uniti d'Europa"; né tantomeno le complici ed interessate chiacchiere, cui eco giungono a noi d'oltreoceano, da Wall Street e Washington. Non le chiacchiere, ma quello che succede fra la gente!

    Max Cittadino, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    La Campagna Propagandistica dei Padroni d’Europa

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    Venerdì,  Giugno 29th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione Europea / Bruxelles / Mes / Fiscal Compact / Viviana Reding / Federazione degli Stati Uniti / Stati Uniti d'Europa / Commissione Europea / debito pubblico / bond / Italia / dittatura / Unione Economica e monetaria Europea / Bce / Piigs / Gendarmeria Europea  […]

    Quale Europa vogliamo?

    Quale Europa vogliamo?

    Mercoledì, Giugno 27th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Unione Europea / Europa / Roma / Stati Uniti d’Europa / Chiesa / Cristianesimo / Cristianità / Radici cristiane europee / Unità politica / Spiritualità / Educazione / Storia / Tradizione / Civiltà / Persona / Società / Bioetica […]

    Euro-Casta: Quello che i TG tacciono

    Euro-Casta: Quello che i TG tacciono

    Mercoledì, Giugno 27th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Bruxelles / Economia / Stipendi gonfiati / CorrierEconomia / Paradisi fiscali / Agevolezioni fiscali / Cittadini / Euroburocrazia / Sindacati / Giornalisti / Dati stipendi / Api / Ferruccio de Bortoli / Ivo Caizzi / Manuel Barroso / […]

    Pura propaganda – Chi vorrebbe i Deleteri “Stati Uniti d’Europa”?

    Pura propaganda – Chi vorrebbe i Deleteri  “Stati Uniti d’Europa”?

    Martedì, Giugno 26th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Unione europea / Falsa Propaganda / Accentramento / Forum / Università Gregoriana / Coldiretti / Cisl / Confartigianato / Compagnia delle Opere / Stati Uniti d'Europa / Raffaele Bonanni / Grande Fratello / Propaganda mediatica / Appello ai lettori di Qui Europa  / […]

    Stati Uniti d’Europa: Verso un Nuovo Regime Liberticida

    Stati Uniti d’Europa: Verso un Nuovo Regime Liberticida

    Lunedi,  Giugno 25th / 2012 – di Silvia Laporta – Commissione Europea / dittatura / rapporto commissione europea / ministro degli Esteri Europei / Superstato Ue / Presidente del Consiglio Europeo / Governo Europeo / crisi / Italia / Francia /  Belgio / Danimarca / Lussemburgo / Spagna / Paesi Bassi / Svezia / Londra / […]

    Accentramento! – Draghi e Barroso spingono per gli “Stati Uniti d’Europa”

    Accentramento! – Draghi e Barroso spingono per gli “Stati Uniti d’Europa”

    Venerdì, Giugno 1st / 2012  – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Bce / Mario Draghi / Audizione / Commissione europea / José Manuel Barroso / Fantasia / Angela Merkel / Debtocracy / Eurobond / Speculazione / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Sergio Basile / Olanda / Stati Uniti d'Europa / Piano […]

    Italia, A.D. 2012 – Guerra IMU e Morte del Principio di Sussidiarietà

    Italia, A.D. 2012 – Guerra IMU e Morte del Principio di Sussidiarietà

      Lunedì, Maggio 21th / 2012  – di Domenico Apicella – Crisi Ue / Italia / Governo / Imu / ici / Anci / Ifel / Guerra di numeri / Arresti preventivi in Germania / Latitanza sindacale / Allarmismo sociale / Dipartimento delle Finanze / Qui Europa / Francoforte / Attentato Brindisi / Domenico Apicella / […]

    Lavoro – Giovani: i dimenticati d’Europa

    Lavoro – Giovani: i dimenticati d’Europa

    Martedì, Aprile 10th / 2012 – di Franco De Domenico – Europa / Italia / Economia / Crisi / Disoccupazione / Disoccupazione giovanile / Roosvelt / Europeo / Unione politica / Commissione europea / Westerwelle / Unità europea     Ti mando a non–lavorare! Giovane e disoccupato: ecco l’individuo dimenticato in Europa   "Non è un paese per […]