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  • Donald Trump, l’uomo utile al Nuovo Ordine

    Donald Trump, l’uomo utile al Nuovo Ordine

    Sabato, 12 Novembre/ 2016   

    di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Donald Trump, Mondialismo, Strategie, media,  AIPAC, Palestina, Israele, Iran, marketing, Nuovo Ordine Mondiale, Stati Uniti d'America, Federal Reserve, Casa Bianca, Presidenziali Usa 2016  

    Donald Trump, l'uomo utile al Nuovo Ordine

    Per quanto un uomo possa essere razionale, ci sarà

    sempre una favola alla quale finirà per credere…

     

                       Quando gli Stati Uniti stanno con Israele, 

                       le possibilità di pace, in realtà aumentano 

                             e aumentano in modo esponenziale. 

               Questo è ciò che succederà quando Donald Trump

                               sarà il presidente degli Stati Uniti. 

                Donald Trump – Discorso all'AIPAC – 21 Marzo 2016

     

         "Il postulato democratico è che i media sono indipendenti

                 e hanno il compito di scoprire e di riferire la verità,

                                non già di presentare il mondo

                   come i potenti desiderano che venga percepito."

                                             Noam Chomsky 

     

                      Trump ha vinto, i media hanno sbagliato

             il mondo di Hollywood sconfitto assieme ad Hillary

                                 TG1 dell'11 Novembre 2016

     

    di Sergio Basile

    Donald Trump, l'uomo utile al Nuovo Ordine

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Premessa                                                                    

    New York, Washington – di Sergio Basile – Il miracolo americano si è realizzato: Trump ha vinto! Viva la democrazia, viva l'America, giustizia è fatta; l'asse del male è stata ricacciata all'Inferno! Non so voi ma, chi scrive, dinanzi all'euforia generale che inonda il web e l'etere, ha come l'impressione di essersi perso qualcosa… Un tassello non rende giustizia all'immagine reale dell'idilliaco quadretto yankee di un Donald Trump sorridente, seduto sul trono della Casa Bianca con tribù di figli e nipoti a seguito. Non stimo particolarmente il camaleontico Noam Chomsky, noto teorico della comuncazione d'origine ebraica (1) ma forse aveva ragione lui!

    (1) socialista-libertario e anarchico, illuminista, gnostico e "anti-imperialista", ma fin a qualche anno addietro molto favorevole alla creazioe dello Stato d'Israele: posizione poi ammorbiditasi verso la soluzione del "doppio stato"

     Donald e il "postulato democratico"                  

    La sua ironica analisi sul mondo mediatico nella società democratica contemporanea non fa una piega e si avvicina molto di più alla realtà dei 

                                                mea culpa strategici

                        delle lobby anglo-israelitiche dell'informazione,

                  – che controllano il 90% di tv e giornali, a livello planetario –

                           per non aver compreso ed aver sottovalutato

                                               il "fenomeno Trump"

    nuovo anti-eroe miliardario, nuovo messia di Park Avenue divenuto come per incanto il paladino dei poveri e degli ultimi, poiché capace di "sfidare ed umiliare i potenti d'America", "solo contro tutti", "contro Hollywood e l'intero star system", "contro l'alta finanza" e di conseguenza, secondo proprietà transitiva, "contro l'anima massonica degli Stati Uniti", surclassando l'asse del male Obama-Clinton. Insomma una storia strappalacrime e miracolistica, rigorosamente "mediatica", da far concorrenza alle pagine più toccanti di Mark Twain e Charles Dickens. L'incarnazione del sogno americano, per la gioia dei seguaci di Alexis de Tocqueville e degli estimatori della "Democrazia più grande del mondo", capace in una notte di reinventare se stessa, mentre soffia il vento avverso del pronostico. Scusate ma non ci credo! Ribadisco, Chomsky aveva ragione:

                 "Il postulato democratico è che i media sono indipendenti

                       e hanno il compito di scoprire e di riferire la verità,

                 non già di presentare il mondo come i potenti desiderano

                                                che venga percepito".

                                                   Noam Chomsky

     

     Il più grande bluff                                                      

    Il problema, come l'ironico padre della grammatica trasformazionale ben sa, è che la Democrazia contemporanea è un aborto ideologico e giuridico! Infatti sarebbe più appropriato parlare di democratismo moderno travestito da "democrazia", cioé di dittatura assoluta del numero e del consenso pilotato, plasmato da menti raffinatissime, in occulti centri di potere. Lo stesso San Tommaso d'Aquino, il dottore angelico, nella Somma Teologica, dimostrò di avere in merito le idee ben chiare. Egli aborriva la forma democratica pura di governo, poiché evidente dittatura mascherata. Il dottore della Chiesa insegnava come le possibili forme di governo fossero tre: monarchia, aristocrazia, politeìa e che:

                              “la migliore forma di potere è bene temperata 

                       dall’unione della monarchia, in cui comanda uno solo,

                  e  dall’aristocrazia, in cui comandano i migliori o i virtuosi, 

                               e dalla democrazia, che è il potere del popolo

                                                 San Tommaso d'Aquino 

                                      (S. Th., I-II, q. 105, a. 1, in corpore)

     

    La Democrazia è il più grande bluff della storia, da Barabba ai giorni nostri, secondo solo all'inganno della moneta-debito, che della prima è il vero dante causa. Esiste infatti una biunivoca corrispondenza tra creazione del consenso democratico e creazione dello strumento monetario. Entrambi sono "prodotti dal nulla", in base ad una riserva moraleriserva aurea immaginarie, e destinati ad incidere sulla volontà delle masse che li legittimano accettandoli. Ciò, evidentemente, vale anche per le ultime elezioni statunitensi! Non esistono solo indizi, ma – come vedremo più avanti – prove evidenti! D'altronde il consenso non si genera solo attraverso campagne di marketing: esiste anche il demarketing. Il volano del processo democratico resta comunque, sempre, la moneta-debito, e il dualismo partitico è il terreno speculare idoneo a far germogliare la "mala pianta". Perché allora tutta questa euforia?

     La "Democrazia" e l'oblio del quarto potere        

    Non a caso uno dei fondatori dell'impianto democratico, Charles Louis de Montesquieu (1689-1755), ne De l'Esprit des Lois (1748), teorizzò la sua "celeberrima" tripartizione dei poteri in chiave anti-assolutista e "democratica", commettendo una tragica omissione: lasciò cadere nell'oblio dell'indeterminatezza il potere monetario (quarto potere), di gran lunga, tra tutti, il più assolutizzante. I "custodi" del segreto della creazione estemporanea della moneta-debito restarono le lobby occulte private, le stesse che oggi fabbricano eroi di cartapesta e consensi.

          La nobile creatura del filosofo francese fu dunque affetta, ab origine, 

                              da una gravissima malformazione congenita, 

                l'omissione del quarto potere: tragedia giuridica che finì per 

                        ridicolizzare, imbastardire, falsare ed involgarire 

                       l'intero processo democratico degli stati moderni, 

                                                    fino ai giorni nostri. 

    L'errore di Montesquieu produsse un sisma culturale dagli effetti devastanti e capace di resistere al tempo, approfittando dell'assenza assoluta di barriere culturali e giuridiche. Gli epicentri principali del fenomeno diffuso sono oggi Washington e New York, cuori dell'impero anglo-israelita, come in epoca illuministica furono Parigi e Londra (rispettivamente epicentri della "grande rivoluzione" (1789) e del cataclisma bancario, con la nascita della Banca d'Inghilterra: 1694-1717). Eppure saggi professori ed economisti, alla luce delle ultime vicende politiche statunitensi, sembrano banalizzare questo aspetto allineandosi compiaciuti al "mea culpa" dei media per "non aver capito Trump". Essi sembrano non solo graziare ma addirittura glorificare il neo-messia di Park Avenue e gridare allo scandalo di oscure macchinazioni perpetrate ai suoi danni, rievocando improbabili pagine evangeliche, dove la parte di Barabba – in gonnella – è affibiata, questa volta, alla diabolica Hillary. Tipico esempio di tele-democrazia! Non trovate? Insomma, così come allo stadio o nei film western alla Sergio Leone

                                se uno fa la parte del brutto e del cattivo, 

                                          ( e Hillary è in effetti brutta e cattiva )

                             l'altro deve essere scientificamete il "buono". 

     

     Un popolo di politologi, scarsi im marketing   

    Italiani, popolo di politologi, certo! Ma forse, in gran parte, un pò scarsini in marketing:  

                           ramo dell'economia che, in ambito aziendale, 

                      si occupa dello studio di tutte le azioni strategiche

                            orientate al raggiungimento di un obiettivo, 

         riferibili al mercato e destinate alla vendita di prodotti e servizi, 

                          considerando come finalità il maggior profitto 

    e l'attrazione e fidelizzazione di target di consumatori sempre maggiori. 

    Montesquieu nella sua insufficiente ripartizione dei sommi poteri statali, partì  dalla considerazione che il "potere assoluto corrompesse assolutamente". Condizione oggettiva (necessaria ma insufficiente) per l'esercizio reale della libertà del cittadino è che questi tre poteri fossero restati nettamente separati. Oggi negli Usa, immagine emblematica dell'intero villaggio globale, teorizzato da Marshall McLuhan e idealizzato da  Aldous Huxley (tra i profeti del Nuovo Ordine Mondiale giudeo-massonico

                               non esistono assolutamente le premesse 

                              al "miracolo democratico", inutile illudersi!

                                          Inutile gridare alla vittoria

                per un successo che anche i Simpson annunciarono (Sic!)

    vedi il video: Trump Presidente USA i Simpson lo avevano previsto 16 anni fa
     

     La poltrona più importante d'America              

    Per capire le trame del potere bisogna individuare il centro del potere! Allora è utile ricordare ai simpatizzanti di Trump come negli Usa, la poltrona più importante non sia quella della Casa Bianca, ma quella della Federal Reserve (con Wall Street suo santuario). Sarà per questo, probabilmente, che uno dei primi atti ufficiosi di Donald Trump, subito dopo la lunga notte di New York, è stato quello di rinnovare la sua fiducia a Janet Yellen, presidente della FED. A "decidere il presidente" sono le lobby e i poteri occulti, inutile illudersi! A maggior ragione negli Stati Uniti d'AmericaAd ammetterlo con spirito affranto, nel 1916, fu lo stesso 28° Presidente Woodrow Wilson (1856-1924) tre anni dopo aver approvato il Federal Reserve Act: uno degli atti giuridici più criminali della storia.

         “Sono l'uomo più infelice. Ho inconsapevolmente rovinato il mio Paese.

         Una grande nazione industriale è controllata dal suo sistema di credito”.

                            “Ora il nostro sistema di credito è concentrato.

    Perciò, la crescita della nazione e tutte le nostre attività è nelle mani di pochi uomini.

                             Stiamo per diventare un Paese mal governato,

                 completamente controllato e dominato dal mondo civilizzato.

                           Non più un governo in cui c'è libertà di opinione,

      non più un governo guidato dalla convinzione e dal voto della maggioranza,

                      ma un governo pilotato dall'opinione e dalla prigionia

                          voluta da un piccolo gruppo dominante di uomini" (2)

                                                     Woodrow Wilson

                                   28º Presidente degli Stati Uniti d’America

     

    Lo stesso Wilson, appena tre anni prima aveva rilasciato un’altra inquietante ed esplosiva dichiarazione all’interno del libro “The New Freedom” (La Nuova Libertà):

                                “Da quando sono entrato in politica

            molte persone mi hanno confidato privatamente le loro idee.

                       Alcuni dei più grandi uomini degli Stati Uniti, 

                           nel campo del commercio e dell'industria,

                   hanno paura di qualcuno, hanno paura di qualcosa. 

                                  Essi sanno che in qualche luogo

    esiste un potere così organizzato, così sottile, così attento, così collegato, 

           così completo e così penetrante che è meglio parlarne sottovoce

                               quando ne parlano per condannarlo” (3)

                                                 Woodrow Wilson


    (2) Cfr.: W. Wilson, The New Freedom: A Call for the Emancipation of the Generous Energies of a People, Doubleday, Page & Company, New York and Garden City, 1913;

    (3) Cit.: W. Wilson, The New Freedom (La Nuova Libertà), 1913.

     La fabbrica del consenso e del dissenso                  

    La morale della storia è semplice: il sistema bancario, generato dal "Big Bang" della grande alchimia monetaria, redige ogni quattro anni la distinta dei giocatori chiamati ad alternarsi in campo. La Clinton e Obama, ottimi registi in Siria e negli altri teatri in cui esportare la "democrazia", avevano fatto il loro tempo e risultavano ormai largamente improponibili, troppo compromessi e odiati. La sensazione è questa! Ora necessitava, come fu per Obama agli esordi, una figura nuova, più credibile… 

                      qual migliore credibilità di quella ottenuta per vie indirette

                    dall'ostracismo mediatico manifestato dai burattini incravattati 

                                              di Wall Street e Hollywood? 

    Vivere nell'illusione e nel mito del "meno peggio" non serve a nessuno! Anzi, è utilissimo ai nemici dei popoli; utile a non mettere a luce il vero problema dell'ora presente: l'impossibilità di una scelta reale e libera da parte dei cittadini. In effetti l'essenza del postulato democratico, e con esso l'intero castello di illusioni della "Democrazia in Ameria" di tocquevilliana memoria, si dissolve, come neve al sole, dinanzi alla grottesca ombra che la civiltà democratica allunga sui popoli e sulle nazioni. La vittoria di Donald Trump alle presidenziali Usa, a ben vedere, potrebbe essere un'ottima cartina tornasole di questa amara verità. D'altronde, come ci ricorda Clemenceau, uno degli artefici del Trattato di Versailles

                                          "Non si dicono mai tante bugie

          quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra

                                                      e dopo la caccia".

                                            Georges Clemenceau (1841-1929)

    Donald Trump, l'uomo utile al Nuovo Ordine

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      L'illusione della conoscenza                                  

    In democrazia, il virus più temibile non è la menzogna, quanto l'illusione della conoscenza, quella sottile convinzione mista a vanità che spesso e volentieri assale sia l'italiano medio che i più dotti professori, i cosiddetti "critici del sistema"; quell'illusione che si forma e serpeggia nel sottobosco del pregiudizio e  dell'ignoranza. Questa, purtroppo, è una malattia ben radicata nel dna delle ultime generazioni di italiani schiavi dei media e dei social; essa cammina di pari passo all'euforia che invade gli ultras negli stadi fin dalla Domenica mattina, orientando l'ardore spirituale delle anime, verso nuove cattedrali. Siamo un popolo di tifosi irriducibili per i quali l'importante non è morire a se stessi – cioé al proprio ego – comprendendo la lezione quotidiana della storia.  No! L'importante, per molti, nell'era della nuova vanità da social, è "vincere", parteggiare, apparire vincenti a tutti i costi. Ottenere molti "mi piace" su facebook cavalcando l'onda del populismo. Parteggiare ad ogni costo, anche al prezzo di ghettizzare la verità e la ragione.

                                        Il sistema dell'élite mondialista

                  che orienta quotidianamente umori e pareri delle masse

                               con dosi concentrate di veleno mediatico,

                       conosce benissimo vizi e virtù del cittadino medio

    e su questa base emozionale e scientifica costruisce da sempre le sue trappole.

                                                    Divide et impera!

    L'elemento speculare è quindi onnipresente in tutti i processi democratici. Parliamoci chiaro, i media di regime non riuscirebbero ad andare incontro ai bisogni del loro pubblico elitario se non presentassero alle masse un ritratto tollerabilmente digeribile e realistico del mondo.

                                L'esperimento Trump incarna tutto ciò!

                             Come ci insegnano i maestri del marketing,

                   la "mission aziendale" delle élite richiede in questi casi

           che gli stessi media riflettano gli interessi, le attese, le speranze 

                 e le preoccupazioni dei fruitori finali dei flussi emozionali.

      Demarketing politico                                                 

    In alcuni casi, per le imprese, non è conveniente incentivare la domanda dei propri prodotti storici, bensì è preferibile porre in essere delle azioni (apparentemente assurde…) con lo scopo di scoraggiare, temporaneamente o definitivamente, il loro consumo, a vantaggio di prodotti nuovi. La Clinton era un prodotto decisamente "vecchio"! Alla base vi è un sottile plagio psicologico. Ecco allora che si parla di demarketing. Quindi, traslando il discorso aziendale alla politica Usa, si comprende come le lobby occulte siano arrivate al paradosso di "finanziare il dissenso" (e non è la prima volta che accade.. anzi è la regola da Kennedy in poi) convogliando risorse finanziarie da coloro che sono oggetto del movimento di protesta a coloro che sono coinvolti nell'organizzazione del movimento di protesta.

                        La cooptazione va oltre la solita corruzione politica:

                  essa si serve anche dello star system per emozionalizzare

                     e falsare il processo democratico, conservando sempre 

                                            l'illusione della democrazia.

    Lo scopo delle élite, in questa strategia di demarketing, non è quella di reprimere il dissenso, ma, al contrario, plasmare i movimenti di protesta, all'interno di recinti ben definiti. Le  élites occulte prediligono forme controllate di opposizione, al fine di prevenire lo sviluppo di forme radicali di protesta reale, che potrebbero scuotere le fondamenta e le istituzioni del sistema. Al di fuori di questi recinti mediatici rimangono sospese macroscopiche realtà, notizie, fatti ed eventi che il sistema mediatico si guarda bene dal divulgare al vasto pubblico. Sul candidato Trump le omissioni sono state davvero incredibili. Diversi sono gli esempi, ma probabilmente il più eclatante è il discorso tenuto dallo stesso, lo scorso 21 Marzo 2016, presso l'AIPAC (American Israel Public Affairs Committee) di seguito riportato nei suoi passaggi salienti. Le gravissime esternazioni di Trump, dinanzi all'assemblea ebraica e filo-americanista sono state totalmente filtrate dai media, pur essendo cruciali non solo per i rapporti tra Israele, Stati Uniti e Medio Oriente, ma per lo stesso futuro della comunità mondiale.

     Trump l'anti-Clinton?                                                     

    Alla luce di ciò comprendiamo perché i membri del sindacato sionista e della Knesset (il parlamento israeliano) si sono congratulati con gran trasporto con il presidente eletto, quello che secondo molti dovrebbe essere l'anti-Clinton. Certo, di recente Trump ha parlato apertamente di "Nuovo Ordine Mondiale" (vedi qui il video Donald Trump parla del Nuovo Ordine Mondiale – YouTube), e allora? Non è la prima volta che mondialisti parlano del mondialismo! A giudicare dai riconoscimenti internazionali e dagli onori tributati al miliardario dall'élite ebraico sionista, queste ammissioni non hanno alcuna rilevanza, se non quella di rientrare dell'ennesima "strategia della pubblica creazione del consenso". Un cerchio sembra chiudersi!

                  "Illustri Membri della Knesset, permettetemi di congratularmi,

                            a nome della Knesset e mio, col neo-eletto Presidente 

                                 della gli Stati Uniti d'America, Donald J. Trump

                                      e il vice presidente eletto Mr. Mike Pence.

                                     Sono fiducioso che l'amicizia di lunga data

                           e l'alleanza tra Stati Uniti e Israele rimarranno forti

                                            durante il mandato di Mr. Trump"

                                         Yuli Edelstein, speaker della Knesset 
     

    Il dubbio è legittimo! Come mai questa fratellanza dimostrata dall'élite sionista? Trump lavora forse alla causa del grande Israele? E un massone? E se lo è di che grado? In effetti in diverse foto, in passato, egli ha ostentato inequivocaboli simboli massonici (vedi ad esempio la foto in copertina). Così come ha fatto sua figlia Ivanka (vedi qui il video Donald J. Trump Freemason High Priest? – YouTube). Trump, come già paventato in altri scritti (4) è probabilmente parte dell'élite. La vittoria di Trump, dunque, sarebbe parte della nuova strategia del marketing multipolare della governance mondiale guidata dagli Stati Uniti e da Israele. Non possiamo escluderlo! Anzi! E ciò specie dopo l'incredibile discorso del 21 Marzo 2016. Certo queste nuove consapevolezze potrebbero gettare dubbi anche su altri personaggi che, dimostrando sostegno a Trump, potrebbero perdere la loro credibilità nel panorama internazionale…

    (4) Cfr.: Duello Trump-Clinton: la Grande Farsa

     Le incredibili dichiarazioni di Trump all'AIPAC 

    Di seguito le incredibili dichiarazioni di Donald Trump all'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) in merito alle fraterne relazioni Usa-Israele (21 Marzo 2016) con la sua confortante ricetta "democratica" per Palestina e Iran: "Buona sera. Mille Grazie.

                                      Parlo a voi oggi come un

                sostenitore di lunga data e vero amico di Israele. (…)

    Nel 2001, settimane dopo gli attacchi su New York City e Washington (attacchi su tutti noi) perpetrati dai fondamentalisti islamici, il sindaco Rudy Giuliani ha visitato Israele per mostrare solidarietà con le vittime del terrore. Ho inviato il mio aereo perché ho eseguito la missione per Israele al 100 per cento.

                                   Nella primavera del 2004 (…)

     sono stato Gran Maresciallo della Salute alla 40a parata per Israele, 

                  il più grande raduno a sostegno dello stato ebraico.

    Era un momento molto pericoloso per Israele e francamente per lo era chiunque sostenesse Israele. Molta gente ha rifiutato questo onore. (…) Io ho preso il rischio e sono contento di averlo fatto. (…) Sono venuto qui per parlare del futuro delle relazioni americane con il nostro alleato strategico,

     della nostra amicizia infrangibile e della nostra cultura fraterna; 

                    dell'unica democrazia in Medio Oriente: lo stato di Israele.

                                             (applausi a profusione)

    Trump-Clinton - la Grande Farsa — Retroscena di un finto duello già deciso

     La priorità di Trump: contrastare l'Iran              

    La mia priorità numero uno è quella di smantellare l'affare disastroso con l'Iran. (…) Questo affare è catastrofico per l'America, per Israele e per tutto il Medio Oriente. (…) Quando sarò Presidente, adotterò una strategia incentrata su tre cose in merito all'Iran.

                         In primo luogo, ci si alzerà con il pugno duro 

                 contro l'Iran per destabilizzare e dominare la regione

    L'Iran è un problema molto grande e continuerà ad esserlo.  Ma se non sarò eletto Presidente, so come affrontare il problema.  E credetemi, è per questo che ho intenzione di essere eletto Presidente, gente! L'Iran è un problema in Iraq, un problema in Siria, un problema in Libano, un problema nello Yemen e sarà un problema molto, molto importante per l'Arabia Saudita. Letteralmente ogni giorno, l'Iran fornisce armi sempre maggiori per supportare i loro Stati fantoccio. Hezbollah, Libano hanno ricevuto armi sofisticate anti-nave, armi antiaeree e sistemi GPS e razzi come hanno fatto pochi al mondo. Ora stanno cercando di stabilire un altro fronte contro Israele dal lato siriano del Golan. A Gaza, l'Iran sostiene Hamas.

                                             E nella West Bank, 

                    stanno apertamente appoggiando i palestinesi……  

     Lo smantellamento della rete iraniana                

    In secondo luogo

            smantellerò totalmente la rete di terrore globale dell'Iran  

                    che è grande e potente, ma non potente come noi 

    (cioé egli si identifica pienamente con Israele pur essendo, nel Marzo del 2016, candidato repubblicano alla presidenza Usa – Nds). 

               L'Iran è il più grande sponsor del terrorismo nel mondo.  

              E lavoreremo per smantellare il loro sistema. Credetemi! 

     

     Veto all'ONU in favore d'Israele                              

      In terzo luogo dobbiamo applicare i termini dell'accordo precedente

                   e accrescere le responsabilità dell'Iran. Credetemi! 

    Volete sentire qualcosa di davvero sconvolgente? Come molti del grande popolo in questa stanza sanno, sui missili iraniani, in ebraico, sono state incise le parole "Israele deve essere cancellato dalla faccia della terra." Il problema è che nessuno ha fatto nulla in merito. Lo faremo, lo faremo. Ve lo prometto, lo faremo. (…) Permettetemi di essere chiaro:

                          un accordo imposto dalle Nazioni Unite 

                  sarebbe stato un disastro totale e completo (…) 

               Gli Stati Uniti devono opporsi a questa risoluzione 

                   e utilizzare il potere del nostro diritto di veto, 

                           che userò come Presidente al 100%

                          Quando sarò presidente, credetemi, 

         io opporrò il veto a qualsiasi tentativo da parte dell'ONU 

               di imporre la propria volontà sullo stato ebraico. 

                           Sarà posto il veto al 100 per cento.

                                       (applausi a profusione)

    Quando sarò diventato presidente, i giorni in cui trattano Israele come un "cittadino di seconda classe" termineranno all'istante. E quando dico una cosa, la dico sul serio. Mi incontrerò con il primo ministro Netanyahu immediatamente. Lo conosco da molti anni e noi saremo in grado di lavorare a stretto contatto per contribuire a portare stabilità e la pace in Israele e per l'intera regione. Nel frattempo, ogni giorno cresce l'incitamento verso i bambini, ai quali viene insegnato ad odiare Israele e ad odiare gli ebrei. Ciò deve finire!

                                       (applausi a profusione)

     Critica contro Obama: "troppo morbido"           

    Quando si vive in una società in cui i vigili del fuoco sono gli eroi, i bambini piccoli vogliono essere i vigili del fuoco. Quando si vive in una società in cui gli atleti e stelle del cinema sono gli eroi, i bambini piccoli vogliono essere atleti e stelle del cinema. Nella società palestinese, gli eroi sono quelli che vogliono uccidere gli ebrei. Non possiamo permettere che questo continui. Non possiamo permettere che questo accada più. (applausi) (…)  

                Il modelo fino ad ora applicato da Obama e Hillary Clinton, 

                                           è stato un disastro totale… 

         Lei e il presidente Obama hanno trattato Israele molto, molto male. 

                                   

     La "Nuova Pace" promessa da Trump                 

    Abbiamo visto che con la donazione di 150 miliardi di $ per l'Iran, nella speranza che essi si fossero magicamente uniti alla comunità mondiale (Nuovo Ordine Mondiale? – Ndr) . non è successo nulla.

                    Ma quando gli Stati Uniti stanno con Israele, 

                       le possibilità di pace, in realtà aumentano 

                             e aumentano in modo esponenziale. 

               Questo è ciò che succederà quando Donald Trump

                               sarà il presidente degli Stati Uniti. 

    Si sposterà l'ambasciata americana nella capitale eterna del popolo ebraico, Gerusalemme. (…) 

     La ricetta di Trump per i palestinesi                    

             I palestinesi devono venire al tavolo sapendo che il legame 

    tra gli Stati Uniti e Israele è assolutamente, totalmente infrangibile. (…) 

                                   Essi devono venire al tavolo 

         disposti ad accettare che Israele abbia uno stato ebraico 

                 ed esso esisterà per sempre come stato ebraico. 

     Un bel bambino ebreo…                                        

    Amo le persone in questa stanza. Io amo Israele. Io amo Israele. Sono stato con Israele così a lungo che ho ricevuto alcuni dei miei più grandi onori da Israele, mio ​​padre prima di me, incredibile. Mia figlia, Ivanka, è in procinto di avere un bel bambino ebreo (N.b.: è stato chiamato Theodor, in onore del fondatore del sionismo). Voglio ringraziarvi di cuore. E' stato un vero grande onore. Grazie a tutti. Grazie. Grazie mille". (Applausi a profusione e standing ovation della comunità ebraica)

    Donald Trump, 21 Marzo 2016, discorso all'AIPAC

     

               Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. 

                                  Perché i bambini lo sanno già. 

       Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.

                                             G.K. Chesterton

     

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

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    ► Donald Trump Aipac Full Speech – YouTube

    Donald J. Trump Freemason High Priest? – YouTube

     Donald Trump parla del Nuovo Ordine Mondiale – YouTube

     

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    Creeremo la più forte economia del mondo!

     

    il primo discorso in forma integrale di Donald Trump, Presidente Usa

    Donald Trump 45° Presidente Usa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il primo discorso di Trump Presidente Usa       

    New York  Primo discorso integrale di Donald Trump presidente Usa – Grazie. Grazie mille a tutti. Mi dispiace di avervi fatto aspettare. Ma era una questione complicata! Grazie mille. Ho appena ricevuto una chiamata dalla segretaria Clinton. Lei si è congratulata con tutti noi. Sulla nostra vittoria, e io mi sono complimentato con lei e la sua famiglia per una campagna molto combattutaVoglio dire, ha combattuto duramente! Hillary ha lavorato molto a lungo e duramente per un lungo periodo di tempo, e abbiamo con lei un importante debito di gratitudine per il suo servizio al nostro paeseVoglio dirlo molto sinceramente! Ora è il momento per l'America di guarire le ferite della divisione, dobbiamo stare insieme, per tutti i repubblicani e democratici e indipendenti di tutta la nazione dico che è tempo per noi di unirci insieme come un solo popolo unitoÈ ora! Mi impegno con ogni cittadino del nostro Paese che sarò presidente per tutti gli americani, e questo è tanto importante per me! Ciò vale anche per coloro che hanno scelto di non sostenermi in passato, (…) possiamo lavorare insieme e unificare il nostro grande paese.Come ho detto fin dall'inizio, la nostra non era una campagna, ma piuttosto un movimento incredibile e grande, composto da milioni di uomini e donne laboriosi che amano il loro paese e vogliono un futuro migliore e più luminoso per se stessi e per la loro famiglia.  Si tratta di un movimento composto da americani di tutte le razze, religioni, sfondi e credenze, che vogliono e si aspettano il nostro governo per servire il popolo e servire il popolo che lo faràLavorando insieme avremo il compito urgente di ricostruire la nostra nazione, rinnovando il sogno americano. Ho passato tutta la mia vita nel mondo degli affari, guardando il potenziale inutilizzato nei progetti e nelle persone di tutto il mondo.

     Un potenziale enorme                                             

    Questo è ora quello che voglio fare per il nostro paese. Un potenziale enorme! Ho avuto modo di conoscere il nostro paese così bene. Un potenziale enorme! E mia intenzione creare un qualcosa di bello. Ogni singolo americano avrà la possibilità di realizzare il suo pieno potenziale. Gli uomini dimenticati e le donne del nostro Paese non saranno più dimenticati. Stiamo andando a far rinascere i nostri centri cittadini e a ricostruire le nostre autostrade, ponti, gallerie, aeroporti, scuole, ospedali. Stiamo andando a ricostruire le nostre infrastrutture, che diventeranno, tra l'altro, seconde a nessuno; creeremo milioni di nuovi posti di lavoro. Ci sarà anche finalmente la possibilità prendersi cura dei nostri grandi veterani che sono stati così fedeli, e ho imparato a conoscerne così tanto in questo viaggio di 18 mesiIl tempo che ho trascorso con loro durante questa campagna è stato tra i miei più grandi onori. I nostri veterani sono persone incredibili. Noi intraprenderemo un progetto di crescita nazionale e di rinnovamento. Io libererò i talenti creativi della nostra gente e noi porteremo i migliori e più brillanti di essi a sfruttare il loro enorme talento per il bene di tutti. Ciò sta per accadere. Abbiamo un grande piano economico! Noi raddoppieremo la nostra crescita e avremo l'economia più forte del mondo. Allo stesso tempo, otterremo ciò insieme a tutte le altre nazioni, disposte ad andare d'accordo con noi. Noi lo faremo. Avremo ottimi rapporti. Ci aspettiamo di avere grandi, grandi rapporti. Nessun sogno è troppo grande, nessuna sfida è troppo grande! Nulla che vogliamo per il nostro futuro è fuori dalla nostra portata.

    Donald Trump 45° Presidente Usa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Ringrazio tutti.. specie i miei genitori                  

    L'America non sarà più costretta ad accontentarsi di niente di meno che il meglio. Dobbiamo recuperare il destino del nostro paese e sognare in grande, con coraggio e audacia. Dobbiamo farlo! Stiamo andando a sognare cose belle per il nostro Paese, cose di successo, ancora una volta. Voglio dire alla comunità mondiale che mettendo al primo posto gli interessi dell'America, cresceremo tutti, con tutti. Tutti gli uomini di tutte le altre nazioni. Cercheremo un terreno comune, non di ostilità e conflitto. Ed ora vorrei approfittare di questo momento per ringraziare alcune delle persone che veramente mi hanno aiutato con questa, che molti stasera stanno definendo una vittoria storica, davvero sotrica. Prima di tutto voglio ringraziare i miei genitori, che mi guardano dall'alto in questo momento. Grandi persone! Ho imparato tanto da loro! Sono stati meravigliosi in ogni senso. Sono stati veramente grandi genitori. Voglio anche ringraziare le mie sorelle, Marianne e Elizabeth che sono qui con noi stasera. Dove sono? Sono qui da qualche parte. Sono molto timide in realtà. E mio fratello Robert, il mio grande amico. Dove si trova Robert? Dove si trova Robert? Mio fratello Robert (…). Sono grandi. E anche il mio defunto fratello Fred, un ragazzo eccezionale. Un Fantastico ragazzo. Fantastica famiglia! Sono stato molto fortunato! Grandi fratelli, sorelle, genitori. Grandi, incredibili! Per Melania e Don e Ivanka e Eric e Tiffany e Barron: vi amo e ti ringrazio (…). E' stata dura. Questa volta è stata dura! Questa roba politica è brutta ed è dura. Quindi voglio ringraziare molto la mia famiglia. Davvero fantastico. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Lara, lavoro incredibile. Incredibile. Vanessa, grazie. Grazie mille. Questo è un grande gruppo! Ha tutto mi ha dato un tale sostegno… incredibile, e io vi dirò che abbiamo un grande gruppo! Sapete, alcuni continuavano a dire che abbiamo un piccolo staff. Non è così piccolo! Guardate tutte le persone che abbiamo. Guardate tutte queste persone. E Kellyanne e Chris e Rudy e Steve e David. Abbiamo avuto persone tremendamente di talento qui, e voglio dire che è stato molto, molto speciale. Voglio dare un ringraziamento speciale al nostro ex sindaco, Rudy Giuliani. E 'incredibile.Incredibile! Ha viaggiato con noi e a fatto inumerevoli incontri… e Rudy non cambia mai. Dove è Rudy. Dov'è? [Cantando “Rudy”] Chris Christie, gente! E' stato incredibile. Grazie, Chris! Il primo uomo, primo senatore, primo grande, importante uomo politico – lasciatemelo dire – lui è molto rispettato a Washington perché è intelligente come conviene. Jeff. Dove è Jeff? Un grande uomo! Un altro grande uomo, un concorrente molto duro. Non era facile. Non era facile. Rudy? Qui su! Davvero un amico per me, ma vi dirò, ho avuto modo di conoscerlo come un concorrente perché era una delle persone che stava lavorando per andare contro quei Democratici… il dottor Ben Carson. Dove? Dov'è Ben? Tra l'altro, Mike Huckabee è qui da qualche parte, e anche lui è fantastico! Mike e famiglia… Sarah… vi ringrazio molto.Gen. Mike Flynn. Dove è Mike? E il Gen. Kellogg. Abbiamo oltre 200 generali e ammiragli che hanno aderito alla nostra campagna e ci sono persone speciali. Abbiamo 22 medaglie d'onore del Congresso. (…) Lasciate che vi parli di Reince. Ho detto Reince. Lo so. Lo so. Guardate tutte quelle persone laggiù. So che, Reince è una superstar. (…) Reince è davvero una stella… Reince, vieie qui. Vieni qui, Reince! Boy, oh, ragazzo, oh, ragazzo! E 'giunto il momento che ti sei guadagnato. Mio Dio. No, vieni qui? Di 'qualcosa! [Reince: Signore e signori, il prossimo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump!Grazie. E 'stato un onore. Che Dio vi benedica. Grazie a Dio.] Un ragazzo straordinario! La nostra partnership con la RNC era molto importante per per conseguire la vittoria e per quello che abbiamo fatto… La sciatemi dire che ho avuto modo di conoscere persone incredibili! Gli uomini della security? Sono duri… sono intelligenti e sono taglienti… non voglio pasticciare con loro! ? Posso dire Si!  Voglio ringraziare anche le forze dell'ordine di New York City, che sono qui stasera. Queste sono persone spettacolari, a volte poco apprezzati purtroppo. Noi li apprezziamo! Quindi questo è stato quello che chiamano "un evento storico", ma per ché sia davvero storico, dobbiamo fare un grande lavoro e vi prometto che non vi deluderò! Faremo un grande lavoro! Faremo un grande lavoro! Mi aspetto di essere il vostro presidente e, auspicabilmente, al termine di due, tre anni o quattro anni – o forse anche otto anni –  sarete orgogliosi del lavoro fatto… Ora posso solo dire che, mentre la campagna è finita, il nostro lavoro su questo movimento è davvero solo all'inizio. Stiamo andando a metterci subito al lavoro per il popolo americano e stiamo andando a fare un lavoro per il quale speriamo che voi possiate dirvi davvero orgogliosi del vostro presidente.. Sarà per me un onore! Si tratta di una serata straordinaria! E 'stata un incredibile biennio.. Io amo questo paese. Grazie. Grazie mille. Grazie a Mike Pence.

    Donald Trump

     

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    White House and Apocalypse Trump

    Washington-Hollywood, ultimo atto

     

    di Roberto Pecchioli

    White House, Hillary and Apocalypse Trump

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     White House and Apocalypse Trump               

    Washington – di Roberto Pecchioli – Tra pochi giorni, l’incubo svanirà, e tutto tornerà come prima, anzi meglio. Il brillante avvocato americano Hillary Rodham, maritata Clinton, diventerà presidente del mondo, pardòn, degli Stati Uniti, e tutti saremo più felici , più forti e più liberi. Con la consueta modestia, unita a quel carattere intrepido che tutti le riconoscono, a partire dalle ex amanti del marito Bill, avvocato del foro di Little Rock, Arkansas, e nonostante la cagionevole salute, è insorta contro il male, ergendo la sua debole persona contro Donald Trump.

    Tra lui e l’Apocalisse, ci sono solo io!

    ha tuonato tra gli applausi commossi dei poteri forti dell’intero orbe terracqueo. Negli Usa, dove la Bibbia è  presa ancora sul serio da milioni di buoni elettori (malgrado la deriva protestante e l'ampia diffusione di un falso cristianesimo, strizzante l'occhio al mondo massonico – Ndr), parlare di Apocalisse è argomento di peso. Il libro dell’Evangelista Giovanni sulle “cose ultime”, i novissimi e la fine del mondo è molto citato, ma ben poco letto. Apocalisse, in greco, significa rivelazione, ed allora, forse, la femminista a ventiquattro carati che, per tornaconto politico usa il cognome del marito fedifrago, ha qualche ragione. Siamo tra coloro che non si appassionano affatto alle elezioni americane, considerandole un

    costoso gioco in cui è in palio un impiego

    a tempo determinato – quattro anni –

    di alto funzionario dell’apparato militare,

    industriale e finanziario globale

    con sede negli Stati Uniti.  

    Epperò, che tra l’obeso miliardario settantenne dalla bionda chioma e la Rivelazione ci sia un unico ostacolo, Hillary la Grande, potrebbe essere vero. Dubitiamo che da presidente Trump manterrebbe le promesse, se non altro nella speranza di rimanere in vita, ma ha più volte minacciato di aprire qualche armadio di quelli chiusi con il catenaccio, sorvegliati meglio dell’oro di Fort Knox ( dove, per inciso, probabilmente ci sono anche parecchi lingotti di proprietà del popolo italiano) .

     Preoccupante profilo dell'avvocato Rodham    

    Facciamo un piccolo, impreciso elenco: l’avvocato Rodham è molto, molto vicina alle principali banche d’affari del mondo, che qualche testardo complottista considera un covo di criminali globali: Goldman & Sachs, Morgan & Stanley e compagnia orribile. Le ha assolte da ogni responsabilità per la crisi finanziaria del 2007/2008: è ben noto che fallimenti ed insolvenze sono responsabilità del popolaccio (premesso il fallimento di Lehmann Brothers fu un pretesto per inscenare la pantomima della "crisi" e che la cosiddetta "crisi economica" attuale è invero una truffa monetaria creata ad arte da precise e volute politiche usurocratiche riconducibili all'emissione a debito della moneta da parte delle banche centrali e – per l'area europea – dagli accordi criminali di Basilea 3 – Ndr). Peraltro, fu proprio il marito, da presidente, ad abolire l’ormai famoso Glass Seagall Act, la legge degli anni 30 del secolo passato, mutuata da quella italiana , che impediva alle banche di credito e deposito di svolgere il ruolo di banche d’affari, lestamente imitato dai maggiordomi europei (in Italia toccò al fiero pioniere dell’Unione Sovietica Massimo D’Alema, il bombardiere di Belgrado). Chiarissime le parole dell’avvocato Rodham, non ancora in pista per il posto di Grand Commis di Rockefeller, Warburg, Rothschild & Co.:

    “Solo Wall Street sa cosa fare

    per mettere a posto Wall Street”.

    Sappiamo anche che le elezioni americane costano ai candidati un paio di miliardini di dollari, elargiti in massima parte proprio dalle istituzioni finanziarie e dai grandi gruppi multinazionali per amore della democrazia e guadagnandoci tre volte. La prima perché sono soldi rubati ai popoli, la seconda per le imponenti deduzioni e detrazioni fiscali, e la terza per i favori che verranno ricambiati dal candidato vincenteIn genere, poiché sono tipi prudenti, finanziano entrambi, come accade da un paio di secoli anche per i contendenti delle varie guerre :lo stesso Reich nazista non avrebbe potuto combattere per quasi sei anni senza i prestiti e senza l’uso di brevetti e prodotti controllati da quei simpatici signori di Wall Street e dintorni (la City di Londra, ad esempio).  Stavolta pare proprio che The Donald non abbia potuto contare che sugli spiccioli, da parte dei superpotenti, che tifano Hillary al 100 per cento. Forse sarà perché il bieco riccone vorrebbe guardare a fondo nei conti e nella struttura della Nato, o magari perché la dolce signora Clinton è ottima amica dell’Arabia Saudita, di emiri e sceicchi devoti ed ha le mani in pasta nei finanziamenti al cosiddetto Stato Islamico. Qualche malpensante potrebbe immaginare che le lobby delle armi e dello spionaggio preferiscano chi vuol continuare le guerre in Libia, Siria, Iraq e Afghanistan, dove, tra petrolio, oppio e ricostruzione di nazioni distrutte dai bombardamenti umanitari, c’è pane e companatico per i loro azionisti (li chiamano investitori istituzionali). La Russia di Putin, poi, lo sanno tutti, è ben più bieca ed imperialista dell’Unione Sovietica. Per questo, ci sono missili “buoni” e truppe democratiche (peace keeping : portano la pace, pazienza per qualche danno collaterale) dislocate nelle vicinanze delle frontiere russe, e presto saranno raggiunte da alcuni reparti italiani, immaginiamo con compiti di catering.

     L'eroe Trump?                                                

    Trump non sembra pensarla in materia come Hillary e come i gerarchi guerrafondai del suo partito repubblicano, tipo l’onnipresente John Mc Cain, il finto eroe di guerra battuto otto anni fa da Obama. Poi ci sono le questioni della guerra economica, l’embargo contro l’Iran, altro Stato canaglia sull’agenda dei Buoni, le quisquilie riguardanti i gasdotti e la “via della seta”, l’Ucraina dove governano insieme appassionatamente amiconi degli Usa di origine ebraica e nazisti locali, e tanto altro ancora. Sembra che su tutto la signora che fa scudo all’Apocalisse la pensi esattamente come il mondo finanziario, quello industriale e le principali lobby planetarie, tra le quali quella di una nota religione minoritaria. Ma chi è Trump? Si tratta del classico personaggio a stelle e strisce “che si è fatto da sé”, dal folto pelo sullo stomaco, smargiasso e poco incline alle mezze misure. Noi eviteremmo di votarlo, quanto meno per senso estetico, ma se tutti sono schierati dall’altra parte, qualcosa di buono in lui deve pur esserci (o almeno è quanto fanno credere alcuni giornaloni allineati, troppo spudoratamente a favore della Clinton. Gioco del falso dissenso? – Ndr). I giornaloni dell’establishment scoprono video “sessisti” (un’altra parola da imparare in fretta, per fare bella figura in società….) in cui, udite, udite, il malvagio personaggio afferma che per un ricco e potente come lui è facile avere donne a disposizione. Inaudito, nel vero senso della parola! Tutti moralisti, nel gran mondo, a partire dalla liberalissima signora Rodham Clinton, che di corna ne ha sopportate tante, per un’ottima causa, la sua carriera politica.  I giornali e le televisioni si schierano in blocco dalla sua parte, naturalmente continuando a pubblicare e trasmettere anche i messaggi elettorali dell’Apocalisse, ma si sa, da quelle parti, business is business.

    White House, Hillary and Apocalypse Trump

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Una pioggia di milioni per eseguire copioni     

    Allora, andiamo a guardare che cosa c’ è davvero sotto il vestito di Hillary, e non parliamo di questioni sessiste, per non allarmare le anime belle. Trascuriamo l’entusiastica adesione delle femministe, scontata per la prima donna alla Casa Bianca, e la sua prevalenza tra l’elettorato americano di colore, tradizionalmente più vicino ai democratici. Badiamo al sodo: la gentile signora ha incassato 21,3 milioni di dollari da quando ha lasciato la carica di segretario di Stato solo per intervenire a riunioni organizzate da banche, dal 2001 ha racimolato 153 milioni di dollari per pronunciare 729 discorsi. Stando ai dati disponibili, avrebbe ricevuto tra i 10 ed i 25 milioni dalle istituzioni del benigno, pacifico e democratico regno saudita, unita in ciò ai peggiori figuri dell’estremismo religioso islamico wahabita. Naturalmente, è la beniamina di tutti progressisti (ma che significherà mai, essere progressisti?) dell’universo mondo, a partire dalla mitica corrispondente della Rai dalla Merica, la signora Botteri, ex Telekabul. E’ infatti schierata a favore dei “diritti” di tutti gli squinternati del mondo, a cominciare, ovviamente, dalla potente lobby omosessuale, abortista convinta, ben vista dagli ambienti interessati alla cosiddetta procreazione assistita ( un affaruccio che già oggi, nell’India dei poveri – e delle povere,  care signore femministe borghesi, radicali, chic , “aperte” e progressiste – fattura due miliardi l’anno.

     Il partito di Hillary                                          

    La finanza la adora, a cominciare dalle banche d’affari e dalla potente Deutsche Bank che salveranno, di qua e di là dell’oceano, a nostre spese. L’apparato militare è tutto con lei, perché finché c’è guerra c’è speranza, l’industria è ovviamente dalla sua parte. I repubblicani statunitensi, a dimostrazione che i due partiti altro non sono che correnti dell’unico grande partito del denaro, dell’ imperialismo e delle multinazionali, hanno finto indignazione per le sparate di Trump e per il famoso video estratto dal cilindro del Washington Post, che, per inciso, è di proprietà di Amazon, altro noto ente benefico internazionale. Gran parte dei vertici del partito dell’Elefante si sono trasferiti armi e bagagli nel campo di Hillary, ovvero del Potere con tutte le lettere maiuscole. Tra loro ex cattivissimi del passato, come i Bush, il candidato perdente di quattro anni fa, Romney, il portavoce al Congresso Ryan. Warren Buffet e George Soros, i  cui patrimoni valgono da soli quanto il PIL di diversi stati africani, voteranno Hillary, come i guardiani privati neri, anzi afroamericani, dei loro grattacieli. Bill Gates non è da meno, e con gli spiccioli dell’ultimo sistema operativo venduto in quasi monopolio, generosamente  finanzia la buona signora che sarà il futuro Comandante in Capo dell’esercito più potente del mondo. Perfino molti esponenti del Tea Party, il movimento degli ultraliberali nemici delle tasse, già repubblicani di ferro, inclinano verso la Rodham Clinton.

     Washington-Hollywood                                    

    E il “povero” Trump? Anche a credere ai sondaggi negativi, commissionati per lo più dai media sostenitori del Bene, avrebbe dalla sua parte circa il quaranta per cento del popolo americano. Strano, ma vero,  parecchie decine di milioni di statunitensi voteranno per lui, il populista, il nemico delle donne, il persecutore delle minoranze, uno che vorrebbe in galera la famiglia Clinton (o almeno è quello che vorrebbero farci credere… – Ndr), che non crede che Putin sia l’incarnazione di Satana. Se porterà a casa la pellaccia (in America chi si è messo contro i veri piani alti del potere è stato spesso vittima di “fanatici isolati” e di “squilibrati mentali” ) sarà comunque il campione di chi è per la famiglia naturale, la vita, il senso religioso e la sicurezza degli americaniE’ una giungla, là fuori, negli Usa è in corso una guerra civile strisciante, tra ghetti etnici dove conta solo il criterio del sangue,  decine di milioni di poveri, e i dorati ghetti per ricchi cui si accede dopo aver superato cancelli, guardie armate e digitato codici di riconoscimento. Nella terra della libertà, la popolazione carceraria è di oltre due milioni di persone, segno di violenza ed illegalità molto diffusaNel caso peggiore, non sarà difficile organizzare brogli elettorali. In almeno undici stati dell’unione, si può votare con documenti senza fotografie, in altri, nonostante Silicon Valley, gli elenchi degli elettori non sono aggiornati, schede e metodi di espressione del voto risultano tra i più vari, fantasiosi e farraginosi, come le schede perforate della Florida del 2004, che, dopo estenuanti riconteggi, diedero la vittoria al secondo Bush. Hillary non corre rischi, Trump è odiato dal sistema… (O almeno così vigliono farci credere… Ndr). Se, come è possibile, risalisse nei sondaggi, avranno pronto qualche altro scoop, l’arma letale e finale nell’imminenza del 6 novembre, perché la democrazia è davvero tale solo quando vincono i Buoni, e, al suono delle trombe della Cavalleria, arrivano i Nostri. Qui, tuttavia, può nascere l’intoppo: nell’Apocalisse, sono sette angeli con sette trombe a portare la Rivelazione, e i quattro cavalieri rappresentano guerra, morte, fame e malattia. Forse Hillary Rodham Clinton, futuro “commander in chief”  dell’esercito diffuso su tutta la terra per portare libertà e democrazia in ossequio al “destino manifesto” degli americani, ha involontariamente confessato chi è davvero, e che è al servizio della Bestia. Tocca sperare nell’anatra zoppa, lo sgradevole miliardario dal ciuffo ossigenato non tanto migliore della patronessa delle oligarchie, con la moglie che può essergli figlia, tirata dalla chirurgia estetica come una pelle di tamburo. Ma se l’Apocalisse è la Rivelazione, e odiano tanto Donald, forse in lui c’è qualcosa di positivo. Forse, chissà, ma non lo sapremo mai: nella sceneggiatura del potere è come a Hollywood: il lieto fine è assicurato. Happy End, Hillary! Intanto va in scena l'ennesima pantomima teatrale… (Ndr)

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa) 

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    Martedì,  Aprile 28th/ 2015    
     

    – di Rocco Carbone e Sergio Basile / Sete di Giustizia –

    Redazione Quieuropa, Giovanni Lo Porto, Rocco Carbone, Sergio Basile, Sete di Giustizia, Afghanistan, Casa Bianca, Matteo Renzi, Barack Obama, Giacinto Auriti, Lotta al terrorismo, ruolo dei media, verità e menzogne, sistema bancario, connivenza, strategie mondialiste, Fatima e le profezie sul tempo presente 

    Made in Usa – Riflessioni sui retroscena del Caso "Lo Porto"

    e sulla "truffa del terrorismo"

    La strana ammissione di Obama, apre alle vere domande 

    alle quali i media onesti dovrebbero rispondere: cosa

    genera il terrorismo, la morte di milioni di uomini

    e destabilizza l'opinione pubblica?

     

    di Rocco Carbone e Sergio Basile / Sete di Giustizia

    Giovanni Lo Porto

     In nome della "Democrazia"                                                                            

    Roma, Washington – La drammatica fine di Giovanni Lo Porto, il giovane italiano ucciso da un drone Usa in circostanze ancora non del tutto chiare e in relazione alle quali si è levato il curioso mea culpa di Barack Obama, da giorni occupa le prime pagine di molti giornali in tutto il mondo. L'ultima dichiarazione di un certo peso è giunta ieri dalla Casa Bianca, a raccoglierla l'Ansa: "Barack Obama non aveva certezze quando Matteo Renzi e' andato alla Casa Bianca. E per questo – riporta l'agenzia italiana – non lo ha informato della morte di Giovanni Lo Porto a causa di un drone americano. Se avesse avuto tutte le informazioni – assicura all'ANSA la Casa Bianca – 'il presidente avrebbe sicuramente informato Renzi quando era a Washington. Ci sono molti passaggi relativi alla raccolta di tutti i fatti necessari, nel condurre le analisi e nei preparativi per informare. Questi passaggi – ha affermato il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Edward Price – non erano stati completati al momento della visita di Renzi".

     Una ammissione senza precedenti, malgrado la propaganda…               
     
    Il vero punto da mettere a fuoco, uscendo dal mero pettegolezzo, è però un altro e consta nell'ammissione di responsabilità, sia pur strategica ma estremamente importante e inconfutabile, di Obama; cioè di uno degli uomini  più potenti al mondo, almeno tra quelli ufficialmente posti a guida delle nazioni da parte dei grandi burattinai che vorrebbero gestire definitivamente la sorte di miliardi di uomini. Da questo attegiamento si evincono almeno due considerazioni importanti: 1) La responsabilità delle azioni dei "gendarmi del mondo" dinanzi alla comunità internazionale e specie rispetto ai paesi non allineati con la strategia mondialista implementata con maggior ardore all'indomani delle menzogne sull'11 Settembre; 2) l'assunzione  di un attegiamento critico nei metodi utilizzati dal governo Usa nella presunta "lotta al terrorismo": ad esempio l'utilizzo di droni che – senza entrare nel merito della bontà della "missione" di Lo Porto e delle cosiddette aleatorie e propagandistiche "missioni di pace" – uccidono comunque, e in maniera indiscriminata, tutto e tutti.
     
    Giovanni Lo Porto
     
     Riflessioni sulla notizia del New York Times                                               
     
    Dalla morte di Lo Porto alla suddetta ammissione di responsabilità sono passati più di 60 giorni e la dichiarazione di Obama è stata resa solo dopo che la notizia è stata riportata dal New York  Times. Non pocchi hanno tuttavia storto il naso, quasi come se quest'annuncio avesse voluto in un certo senso legittimare la bontà della campagna bellica Usa, ponendo l'attenzione sul fatto che un giovane italiano stesse prendendo parte alla "nobile" causa di liberazione contro il terrorismo. Perchè – ci chiediamo – un giornale piuttosto allineato alle politiche filo-governative come il NYT, in caso contrario, avrebbe dovuto dare tutta questa enfasi all'attività del giovane malcapitato italiano, aprendo la strada all'inconsueto e strano mea-culpa di Obama? In effetti questi sospetti lasciano molti interrogativi aperti. Quanto accaduto, le strane dinamiche della vicenda "Lo Porto", ribadiscono ancora una volta, inoltre, il ruolo centrale dei mass media nell'enfatizzare o accultare – di volta in volta – ed in modo del tutto arbitrario e "partigiano" fatti del medesimo peso e sempre con scopi spesso impalpabili di primo acchito.
     
     Il problema a monte                                                                                          
     
    Questa vicenda ci induce ad una riflessione che supera a monte il problema: oggi occorrono, come mai nella storia, giornalisti e testate giornalistiche disposte a dire la Verità, perchè il potere costituito da tre secoli a questa parte investe cifre inimmaginabili ogni anno nel controllo dei media (vedi qui La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli) e – negli ultimi decenni – anche nel creare ad arte siti di "controinformazione" particolari, che in realtà si rivelano devastanti macchine di menzogna e propaganda, abituate – per contratto – a sfornare visioni parziali delle grandi questioni politiche e geopolitiche che infiammono il mondo. Siti magari abituati a demonizzare solo gli Usa, ma che curiosamente non parlano mai del grande tema (di base) dell'usura da moneta-debito (vedi qui L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione) o del Comunismo massonico-mondialista che – spacciato per morto – ormai ha esteso la sua ombra rossa, foraggiato dal sistema bancario, in tutti gli angoli del pianeta, come la stessa Vergine di Fatema profetizzò nel 1917 ai tre pastorelli (vedi qui Il messaggio di Fatima e la rivoluzione monetaria di Giacinto Auriti).
     
    Giovanni Lo Porto
     
     Il dovere degli uomini onesti                                                                           
     
    Se il sistema usa queste antiche tecniche di annacquamento e rimbambimento universale delle coscienze lo fa, evidentemente, perchè ha il terrore della verità; ha timore dell'opinione pubblica. Dunque noi di SdG (Sete di Giustizia) invitiamo tutti i giornalisti a diventare uomini coraggiosi e alieni da ogni compromesso e ricatto, iniziando un fronte comune di denuncia contro la moneta-debito che è genesi di ogni forma di terrorismo (vedi qui La Guerra di Obama è la Guerra delle Banche Centrali: Giacinto Auriti insegna!) e di decine di milioni di morti ogni anno, in occidente, in Cina, in Africa e anche nei cosiddetti "BRICS" che qualcuno vorrebbe dipingere – falsamente – come un'asse anti-mondialista, nonché un'oasi democratica di pace e giustizia…
     
     Responsabilità del sistema bancario                                                              
     
    Il sistema bancario ha dunque quattro grandi colpe che il sistema mass-mediatico mondialsita non rivela: 1) aver foraggiato e promosso le più deleterie ed anti-umane (anti-cristiane) ideologie dei tempi moderi; 2) aver foraggiato guerre e rivoluzioni; 3) aver soggiogato e sottomesso i media e quindi l'opinione pubblica; 4) Aver creato ovunque stati perenni di debito e povertà indotta, nonché schiavitù reale (prostituzione, miseria, ecc..) con l'emissione di moneta convenzionale a debito dei popoli (e non acredito, come invece sostenuto da grandi uomini del passato e – meglio di tutti – dall'insuperabile genio del Professor Giacinto Auriti, padre della "Teoria del Valore indotto della Moneta", deceduto nel 2006 – vedi qui Proprietà Popolare della Moneta – Come uscire dalla crisi-truffa e riprendersi i propri soldi).
     
    Giovanni Lo Porto
     
     Non uno ma milioni di morti…                                                                        
     
    Allora ci chiediamo, alla luce dei grotteschi sviluppi da soap opera del "Caso Lo Porto": se negli Usa  – dove milioni di uomini vivono soggiagati dal ricatto del debito posto in essere dalla privatissima Federal Reserv Bank – Obama ha ammesso l'errore per la morte di Giovanni Lo Porto, cosa farà quando gli si dimostrerà l'evidenza inconfutabile, cioè che questo regime usurocratico ammazza milioni di uomni e nel contempo sostiene lo stesso terorismo internazionale che Obama dice di "combattere"? (vedi qui Giacinto Auriti e la Lettera aperta al Pentagono, per fermare il terrorismo e qui La Guerra di Obama è la Guerra delle Banche Centrali: Giacinto Auriti insegna!).
     
     Quante persone sono a conoscenza della più grande truffa della storia? 
     
    Quante persone sono oggi a conoscenza della grande truffa dell'oro carta istituzionalizzata dapprima nel 1717 dalla Bank of England – col pretesto dell'ingannevole ed inconsistente riserva aurea "parziale" a copertura delle banconote emesse – e succcessivamente, negli Usa (1), dal Presidente Richard Nixon, che nel 1971 addirittura abolì la riserva innalzando la carta straccia al rango di oro? Ecco cosa deve dire oggi il giornalista intellettualmente onesto al servizio della verità! Il cambiamento è possible solo se il popolo viene informato: chi non ottempera a questo grande obbligo morale diventa complice di chi riduce in schiavitu la collettività. Allora non potremo fare altro che contare i morti "in serie" che la nostra indifferenza avrà contribuito a sfornare all'interno del grande ed infernale calderone del mondialismo.

    (1) Grazie anche all'indispensabile quanto ambiguo meccanismo del "Diritto di Prelievo" e quindi al contributo offeto dal Fondo Monetario Internazionale che  fin dalla nascita – per altro – fu strutturato come una Società per Azioni, con un accordo internazionale entrato in vigore il 17 dicembre 1946All'epoca – come nota Auriti, nell'opera L'Ordinamento Internazionale del sistema Monetario – la partecipazione al capitale, rappresentato in quote versate da ogni paese, ed il cui ammontare era stabilito sulla base della potenza economica dei paesi aderenti, era anche la base per la distribuzione dei voti. La quota di ogni paese era composta per il 25 per cento da oro e per il 75 per cento da moneta nazionale. In cambio di tali conferimenti i paesi acquistavano la possibilità di ottenere Diritti di Prelievo, cioè potevano comperare moneta straniera, necessaria a saldare i propri debiti. Scaduto il termine al quale il diritto di prelievo era sottoposto, il Paese che lo aveva utilizzato doveva riacquistare la propria moneta o con moneta di riserva, o con la moneta straniera che aveva precedentemente acquistato.

    Apparente equilibrio

    Il limite massimo di utilizzo di diritti di prelievo non poteva superare il 200 per cento della quota di ogni Paese aderente in moneta nazionale. Questo progetto salvaguardava una posizione di apparente equilibrio fra le varie Nazioni, in quanto il dollaro era sorretto da garanzia aurea. L’accoglimento del sistema americano portò ad una programmazione tale, per cui ci si avvide che la disponibilità di oro e di dollari (la cui emissione avrebbe dovuto essere limitata al rapporto di 35 dollari per ogni oncia troy di oro fino) non sarebbe stata sufficiente ad un adeguato incremento della liquidità monetaria internazionale, in conformità di quelle finalità previste dall'art. 1 dello statuto del Fondo. Nella strutturazione del Fondo monetario internazionale non venivano tenute in alcuna considerazione le monete di conto, cioè utilizzabili soltanto nella contabilità fra Stati (Unitas e Bancor), mentre diventava operante il principio, comune ad entrambi i progetti, di riconoscere all'oro la funzione di parametro di riferimento per consentire che gli Stati aderenti potessero pagare in oro i loro debiti" (…)

    L'abbandono del, sia pur ambiguo, "sistema inglese"

    "L'abbandono dello schema inglese (sia pur con le sue evidenti contraddizioni consistenti nella parziale copertura aurea delle emissioni – Ndr) con una moneta di riserva (Bancor) diversa da quelle nazionali metteva gli U.S.A. in una posizione di particolare privilegio. Gli accordi di Bretton Woods erano infatti concepiti in modo tale da essere impunemente violati, perché nessuna nazione era posta nelle condizioni di controllarne l’inadempimento, cioè di controllare se il Tesoro Americano avesse emesso dollari in misura maggiore di quanto consentito dalle disponibilità di riserve d'oro. Un tale controllo avrebbe infatti costituito un'ingerenza negli affari interni di un Paese straniero non ammissibile secondo i principi del diritto internazionale.

    Il fondamentale difetto di Bretton Woods e… l'alibi perfetto…

    Questo fondamentale difetto del sistema di Bretton Woods non è altro, poi, che il difetto essenziale derivante dall'equivoco iniziale di concepire la moneta come titolo (di credito) rappresentativo del valore della riserva (aurea o non) e non già come titolo puramente convenzionale, quale effettivamente è". (approfondimento alla nota tratto da Giacinto Auriti – L'Ordinamento Internazionale del sistema Monetario )

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    Rocco Carbone, Sergio Basile / Sete di Giustizia

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  • Propaganda e clima da Guerra Fredda dietro il Video di James Foley

    Propaganda e clima da Guerra Fredda dietro il Video di James Foley

    Sabato,  23 luglio / 2014

     – di Sergio Basile –

    Redazione Quieuropa, James Foley, Propaganda Neocom, Propaganda da Guerra Fredda    

    Propaganda e clima da Guerra Fredda dietro il

    Video di James Foley

    A chi può giovare la presunta e probabile montatura mediatica?

    Come giudicare l'attuale "contrapposizione" tra Mosca e Washington?

    Cosa fare?

     

    di Sergio Basile

    guerra fredda - video foley - isis

     Propaganda sionista e wahhabiti in azione                                                   

    Baghdad, Washington, Mosca  – di Sergio Basile – In queste ore si fa un gran parlare del video del reporter americano James Foley postato su Youtube e che proverebbe la presunta esecuzione (secondo molti non chiara) dello stesso giovane da parte di un gruppo di fondamentalisti islamici wahhabiti dell'ISIS (vedi qui l'articolo pubblicato sul sito "Iran Italian Radio" – Cremlino: video decapitazione Foley e' falso). Ricordiamo in merito, le origini sioniste del fondamentalismo islamico wahhabita (vedi qui Speciale – Così il sionismo creò l’integralismo islamico) cosa che – come vedremo – sarà utile nel corso della nostra analisi.

     Video Decapitazione Foley? Campagna mediatica da Guerra Fredda!?   

    Diverse sono state le congetture e i dubbi sollevati da più parti sull'autenticità del documento. In effetti potrebbe essere tutta una grossa messa in scena (usare il condizionale in certi casi è sempre prudente e doveroso, specie quando ci sono vite umane di mezzo…). Ma – ci chiediamo – se fosse una bufala, a che fine sarebbe stata confezionata? A chi gioverebbe questo demoniaco e disgustoso atto? Forse a qualche gatespekeers? Che interessi ci sono dietro? Cosa si vuole dimostrare? Forse la verità è meno evidente di quanto possa sembrare di primo acchito! Forse essa ci riporta agli stessi copioni utilizzati in passato da Mosca e Washington per autolegittimarsi. E possibile? Vediamo! D'altronde l'arte del demonio è antica e ben affinata!!

    Iraq, video choc: jihadisti decapitano reporter Usa

     

     Oltre il primo velo della solita propaganda web                                                

    Il videoè stato giudicato secondo molti come l'ennesima messa in scena degli Stati Uniti per confondere le acque (anche se per il vero in rete si vedono inquietanti foto dell'esecuzione del giovane sdraiato a terra con la testa mozzata – vedi fotogramma sopra a destra). Secondo molti giornali di controinformazione l'atto sarebbe il pretesto per legittimare gli USA inducendoli ad usare ancora  la solita mano pesante in Medioriente (come hanno sempre fatto, specie dopo l'11 Settembre: vedi qui le dichiarazioni di Obama sul caso – Iraq, video choc: jihadisti decapitano reporter Usa). Conclusione che potrebbe essere molto plausibile! Il video, a quanto pare, reale o falso che sia, sta servendo però anche a un altro scopo, probabilmente ancor più subdolo: quello di non aiutare lo spettatore a capire… a rimbambirlo più che mai!

     Il fulgido stendardo rosso del Cremlino                                                             

    Cioè a disorientarlo profondamente, creando nel contempo un curioso e chiaro fermento anti-mondialista (e quindi anti-sionista) in ambienti di sinistra; ed innalzando nel contempo la figura ed il ruolo ("provvidenziale" ed "eroico") del Cremlico nella vicenda di denuncia della stessa non-autenticità del video targato USA (vedi qui Cremlino: video decapitazione Foley e' falso). Nell'articolo in questione infatti si legge che: "Secondo fonti del Cremlino, lo stesso Staff del Presidente Putin ha affermato con fermezza la falsità di questo video, ideato per sostenere i bombardamenti americani".

     Washington e Mosca realtà distanti?                                                                   

    Insomma, anche grazie a questo video, Mosca è dipinda ancora una volta come la "salvatrice" dell'umanità – colei che smaschera i demoni – e Washington come la "solita" bestia nera della situazione e che strumentalizza le vite umane. Tre le due realtà continentali qualcuno ci vorrebbe far credere – anche attraverso questi giochi – che esisterebbe una "ferrea e robusta opposizione". Ma evidentemente così non è! Il tutto potrebbe apparire contorto, specie per chi si accosta a questo genere di argomenti per la prima volta: ma come vedrete tutto fila! E' anche stavolta – o almeno così pare – ci sembra di intravedere sullo sfondo il solito copione che spesso ritorna in salse diverse… Qualcuno potrebbe etichettarci come complottisti… Ma alla resa dei conti la nostra supposizione regge! E cercheremo di dimostrarlo come sempre coi fatti! Quello dell'odio tra Mosca e Washington, oggi tanto sbandierato a destra e a manca,  ci sembra tanto un falso mito!

     Se così non fosse… Come spiegare questo…                                                     

    Come spiegare d'altronde – se così non fosse – il fatto che oggi il Cremlino sia in concreto il primo partner commerciale, scientifico e bellico del grande amico dalla Casa Bianca chiamato Israele (vedi qui Israel signs $400 million deal to sell spy drones to Russia e qui Россия и Израиль: путь к военному сотрудничеству); il maggiore fornitore di petrolio greggio di Israele (insieme a Kazakistan e Azerbaigian – vedi qui Israel and Kazakhstan: Assessing the state of bilateral relations); fresco di accordo di libero scambio euro-asiatico in via di definizione (cosiddetta CEE – Commissione Economica Euroasiatica – vedi qui Israel may create free trade zone – Customs Union) nonché, all'occorrenza, un prezioso collaborazionista NATO: concedendo additrittura il transito attraverso il proprio territorio ad apparecchiature belliche USA/NATO verso l'Afghanistan? (vedi qui НАТО в Ульяновске. Новые "злодеяния").

    Israel may create free trade zone – Customs Union

    Christopher Bollyn – Cordiale incontro tra Kissinger e Putin

    Accordo con la NATO – НАТО в Ульяновске. Новые "злодеяния"

    Giacinto Auriti - Nuovo Ordine Mondiale
     Campagne Video mediatiche truffaldine?                                                     

    Ciò spiegherebbe, anche, il valore truffaldino di queste disgustose campagne video-mediatiche volte probabilmente a mitizzare fin troppo uno dei "contendenti". E ciòè a non far comprendere il fatto che Mosca e Washington sono (com'è sempre stato dal 1917 ad oggi) grandi e fraterni amici, uniti in un unico abbraccio e sotto la medesima stella a cinque punte made in Zion.

    James Foley US Journalist Killed by ISIS – News Video (Safe)

    Cremlino: video decapitazione Foley e' falso

    The Forbidden Truth • View topic – Putin

    Россия и Израиль: путь к военному сотрудничеству

     Oltre l'antiamericanismo di facciata                                                                     

    Altri osservatori (noi) infatti, in merito alla "vicenda Foley" sono andati ancora oltre l'ormai "normale" velo della propaganda mediatica web anti-americanista, tendente a fornire a quella fetta di opinione pubblica neocom (e quindi filo-sionista e nostalgica del bolscevismo) i soliti polpettoni insipidi – di matrice sinistroide – da utilizzare contro il "presunto" nemico "anti-comunista" USA. Dimenticando però come oggi gli Usa siano uno dei paesi più social-comunisti e filo-sionisti (nonché liberal-capitalisiti) in assoluto.

     La Grande Truffa della Guerra Fredda                                                                

    I detrattori di questa nostra tesi dimenticano anche un altro particolare: la grande truffa storica e ideologica della Guerra Fredda (come la giudicava il grande Professor Giacinto Auriti – vedi qui Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale) tra Usa e Russia/URSS è stata sempre caratterizzata da questi giochi e da queste prese per i fondelli planetarie. Caratterizzata cioè da un regime di falso contrapposizionismo ideologico che appare autentico com'è autentico e trasparente l'asso nella manica dei falsari ai tavoli da poker.

     Il video, la propaganda, i divisionismi da "Guerra Fredda"                         

    I due blocchi, da sempre amici (a voler esser maliziosi e a voler scoperchiare vecchi vasi di Pandora) per meri fini di dominio globale hanno continuamente messo in scena strategici alterchi protesi a sorreggere, presso l'opinione pubblica internazionale, fittizi dualismi (divide et impera). Entrambi infatti (sia Mosca che Washington) sono gli alleati di prima fascia di Israele (Tel Aviv). Da notare – ribadiamo – anche il collaborazionismo fornito dal Cremlino alle operazioni NATO in Afghanistan. Il ché è tutto un programma!! (vedi qui Accordo con la NATO – НАТО в Ульяновске. Новые "злодеяния" e qui  VIDEO – Путин: НАТО – атавизм холодной войны).

    VEDI VIDEO – Путин: НАТО – атавизм холодной войны

     Chi vuol far credere che Zion-Mosca sia contro Zion-Washington?          

    Questo è dimostrato, in aggiunta, anche dai seguenti articoli e dai numerosi allegati correlati (vedi qui Putin Burattino del Nuovo Ordine Mondiale? La Caduta di un mito di cartone? e qui Putin Burattino del Nuovo Ordine Mondiale? La Caduta di un mito di cartone? – Seconda Parte). Infatti in più post di cosiddetta "contro-informazione" italica, rimbalzati sul web nelle ultime ore si esalta la figura del Cremlino (il sionista Cremlino) nell'aver smascherato perentoriamente l'imbroglio dei "sionisti States", senza dire che si tratta della medesima indigesta frittata all'arsenico! Ma vi pare credibile? (vedi qui – Cremlino: video decapitazione Foley e' falso).

    putin burattino del nuovo ordine mondiale o eroe

     Il serpente a due teste                                                                                        

    Insomma pare di vedere i soliti siparietti; i soliti alterchi e divisionismi di comodo lunghi oltre un secolo, fatti di denunce preconfezionate e create ad arte in uffici di marketing politico, per avvalorare il concetto secondo il quale la Russia sarebbe di fatto l'acerrimo nemico degli Usa e dei loro copioni satanici. E quindi – per la proprietà transitiva – che Mosca andrebbe contro lo stesso sionismo-ebraico che regge e guida la politica di Washington. Cosa assolutamente falsa e improbabile, e che cozza in maniera palese con documenti e politiche filo-sioniste che Mosca porta avanti da decenni (per non dire dal 1917). O almeno la "sensazione" (per usare un eufemismo)  è questa… Vedi documenti in allegato:

    Russian Jews thank Putin for fighting against anti-Semitism

    Christopher Bollyn

    The Forbidden Truth • View topic – Putin

    Россия и Израиль: путь к военному сотрудничеству

     
     La quadratura del cerchio magico che smonta gli "alterchi" sionisti        

    Ma i paladini del Cremlino (filo-sionista) dimenticano anche un altro particolare imprescindibile che ci offre la quadratura del cerchio e un'ulteriore interpretazione (come accennato in apertura dell'articolo) che smonta i tentativi della stampa di falsa "contro-informazione" di indurci a credere che il Cremlino filo-sionista si opponga alle sataniche strategie di dominio mondiale della White-House filo-sionista & Co. Costoro, infatti, dimenticano il ruolo strategico e fondamentale che ebbe durante l'Ottocento lo stesso sionismo, caro sia a Putin che ad Obama  (con il collaborazionismo degli inglesi e della spia Sir. Hempher) nel creare dal nulla il fondamentalismo islamico wahhabita: braccio estremo e profondamente anti-cristiano dell'islam. Un integralismo acerrimo nemico di Cristo e dei Cristiani, ma anche – curiosamente – di molte altre comunità islamiche moderate (vedi qui Così il sionismo creò l’integralismo islamico). Ma sull'argomento abbiamo già detto e scritto molto, come di seguito documentato.

     La morale della "favola"                                                                                            

    Qual è dunque la morale della "favola"? Semplice: quella in atto non è una semplice guerra… (o Terza Guerra Mondiale, come qualcuno l'ha descritta) ma è una guerra di religione, ideologica e spirituale. Essa è una guerra tra bene e male; tra forse delle tenebre e forze della luce. Tra Satana e Gesù Cristo. Una lotta dai toni spiccatamente apocalittici da combattere (come amava ricordare Auriti) con armi etiche e spirituali. Forse sarebbe il caso che ciascuno di noi iniziasse a pregare il rosario e a sperare in Dio!! Che, di certo, non può far male a nessuno!

    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

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    guerra fredda - video foley - isis

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  • In onda il Manuale dell’Europa fallita

    In onda il Manuale dell’Europa fallita

    Sabato,  Luglio 12th/ 2014

     – di Vincenzo Mannello –

    Redazione Quieuropa, Vincenzo Mannello, Matteo Renzi, cetriolini comunitari, Radiotiranauno, Casa Bianca, ONU, Erasmus, Unione europea, Manuale d'Europa, propaganda europeista 

    In onda il Manuale dell'Europa fallita

    Radiotiranauno e Super Renzi: idillio perfetto!

     

    di Vincenzo Mannello

    Manuale d'Europa

     Manuale d'Europa fallita                                                                                                                                        

    Roma, Bruxelles –  di  Vincenzo Mannello – RadioTiranauno prosegue indefessa nella campagna di glorificazione di Matteo Renzi e della sua opera. Poteva mancare la presenza (virtuale) del Putto fiorentino nella odierna puntata di "Manuale d'Europa" ? La trasmissione, creata per celebrare l'Europa che non c'è (quella bucolica di Bruxelles tutta progresso, benessere, armonia e fratellanza tra i popoli del continente) discettava oggi di "innovazione tecnologica", la stessa  al centro dell'attenzione dei padroni UEisti  al potere in Europa. Tra termini tecnici (in inglese, incomprensibili a tantissimi ascoltatori) una felice ragazza divulgava via etere il buon esito delle proprie proposte ed esperienze.  Frutto non solo del riconoscersi "figlia di Erasmus e (pure)  Telemaco", ma dell'essersi rivolta direttamente al nuovo "dominus" d'Europa: Matteo Renzi. Premier non eletto che da vero Superman (o Nembo Kid) prestato alla Terra da un pianeta alieno scomparso (e quindi non sarà possibile rispedirlo indietro, haimè!!) spazia oramai tra Roma e Bruxelles con puntatine alla Casa Bianca ed all'Onu.

    Manuale d'Europa

     Web e cetriolini                                                                                                             

    Sempre presente ed indispensabile per gli equilibri italiani, europei e pure mondiali. Grazie, RadioTiranauno! Ora abbiamo ascoltato la prima istruzione da "manuale" per vivere felici in Europa. Semplice amici lettori: occorre Renzi. P.s. : a tal proposito è  pronta una "direttiva UEista" che obbligherà tutta l'informazione libera presente su internet a "misurare" lo spazio concesso al Putto via web in analogia a quanto stabilito con i famosi "cetriolini" comunitari. Occhio!

    Vincenzo Mannello (Copyright © 2013 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    Venerdì,  Luglio 4th/ 2014  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Governo, Matteo Renzi, Semestre di Presidenza europea, Ttip, Accordo transatlantico di libero scambio, liberalizzazione di tutti i servizi, Barack Obama, Jean-Clode Juncker, Michel Gorbachev, federica Mogherini, incendio di Troia, Casta unita, liberal-capitalismo, social-comunismo, Nuovo Ordine Mondiale, leggi di iniziativa popolare, Zeus, Olimpo, semestre italiano di custodia […]

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  • Crimea – L’Occidente prepara il Piano B, in attesa del Referendum

    Crimea – L’Occidente prepara il Piano B, in attesa del Referendum

    Venerdì, Marzo 14th/ 2014

    Redazione Qui Europa  –

    Ucraina, Crisi Ucraina, Londra, Kiev, Incontro Kerry Lavrov, Onu, Angela Merkel, Piano B dell'Occidente in Ucraina, Casa Bianca, Nuovi disordini in Ucraina, Il Referendum in Crimea sulla secessione 

    Crimea – L'Occidente prepara il Piano B, in

    attesa del Referendum

    Oggi atteso incontro Lavrov-Kerry a Londra

    Intanto nuovi morti negli scontri in Ucraina 

     

    Redazione Qui Europa

    Vertice Lavrov-Kerry a Londra

     Londra – In attesa del Referendum in Crimea, incontro Lavrov-Kerry   

    Londra, Washington, Berlino, Donetsk  – Oggi nella capitale britannica è in programma l'atteso incontro tra il segretario di stato Usa, John Kerry e il suo omologo russo, Sergei Lavrov. Ma la notizia principale, in attesa del referendum secessivo sulla questione "Crimea", è stata quella del debutto alle Nazioni Unite del nuovo premier-banchiere ucraino. “Facciamo pressione sulla Federazione russa – ha dichiarato – affinché richiami nelle caserme le proprie forze militari dislocate in Crimea, e affinché si avviino veri negoziati. Mi rivolgo alla Federazione russa – ha poi aggiunto – La Russia vuole la guerra?. Intanto, nelle scorse ore, la Casa Bianca avrebbe messo in discussione la possibilità dell'invio diretto "ed ufficiale" di armi a Kiev… Ma sottobanco è quasi impossibile – solo intuibile – comprendere cosa sia avvenuto in merito nei mesi scorsi. Certo un'idea se la sono fatta tutti…

     L'Occidente filo-Usa si prepara al Piano B                                                         

    La Russia, frattanto, ribadisce – almeno formalmente – di voler evitare una guerra, ma gli Stati Uniti e l'Ue – i veri burattinai del golpe europeista – in queste ore hanno rilanciato il loro piano "B", ovvero la risoluzione che su iniziativa di Washington sarà presumibilmente presentata all'Onu contro la secessione della Crimea. Le parole di Kerry, in attesa dell'incontro di oggi, d'altronde sono state chiare: "Se il referendum sulla Crimea si farà domenica, già lunedì saranno intrapresi passi seri contro la Russia da parte di Stati Uniti e Europa". Intanto si susseguono scontri, disordini e morti… A Donetsk, nell’est russofono dell’Ucraina, due manifestanti nelle ultime ore hanno perso la vita in scontri tra europeisti e russofoni. Ma le notizia che giungono sono sempre molto parziali e frammentarie, come quelle circolate nelle settimane scorse in merito al numero dei morti: si parlò di 70/100 omicidi quando in realtà a Kiev persero la vita oltre 300 persone, alcune delle quali gettate in una sorta di fosse ancora vive… (vedi qui – La Caduta di Kiev – 300 Morti e un Presidente di Fango)

     Da Washington a Berlino                                                                                         

    L'eco del congresso Usa è stata recepita con la medesima lunghezza d'onde da Berlino, infatti secondo le ultime dichiarazioni di Angela Merkel "senza segnali concreti sulla crisi Ucraina, siamo pronti lunedì a passare al secondo livello, con misure economiche che danneggeranno innanzitutto la Russia". 

     

     

    Redazione Qui Europa (Copyright © 2014 Qui Europa)

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  • 8 marzo – Mimosa, Falsità Storiche e Propaganda Illuminata

    8 marzo – Mimosa, Falsità Storiche e Propaganda Illuminata

    Mercoledì, 12 marzo / 2014

    – di Sergio Basile –

    8 Marzo, Massoneria, propaganda Comunista, propaganda americanista, Illuminati di Baviera   

    8 marzo – Mimosa, falsità storiche e propaganda

    illuminata

    L'incendio alla filanda tessile Cotton di New York?  Un clamoroso

    falso storico per amplificare la propaganda masso-comunista

    e anglo-amerikana. L'uso della Mimosa? Un simbolo

    preciso: una tradizione non casuale…..

    Un rogo ci fu davvero l'8 Marzo del 2000, ma ai danni di una Chiesa

    di Montreal ad opera di attiviste femministe

     

    di Sergio Basile

    8 marzo - mimosa - massoneria - comunismo

     Dietro la storia della disgrazia della filanda Cotton di New York            

    Roma – Contrariamente a quanto si pensa e oltre la tradizionale mentalità nazional-popolare forgiata e plagiata dai media in decenni di storia, dietro i grandi festeggiamenti legati all'8 Marzo, cioè dietro alla commemorazione ed alle celebrazioni per la festa della donna si nasconde pura propaganda. Questa festa non c'era stata mai simpatica a pelle.. Perchè dedicare un solo giorno dell'anno per festeggiare la donna, quasi come a manifestare la sua – indiretta – inferiorità rispetto all'uomo… ci sembrava alquanto riduttivo e paradossale. La motivazione ufficiale era legata – come noto – al ricordo della celebre (o celeberrima…) disgrazia che colpì l’8 marzo del 1908 un gruppo di 129 donne presumibilmente riunite nella filanda tessile "Cotton" di New York. Le sfortunate, intente ad inscenare uno sciopero contro il "mostro capitalista" – così c'era stato detto – furono rinchiuse nella fabbrica, per "controprotesta", dal datore di lavoro, per finire poi arse in un rogo scoppiato all'interno dell'edificio.

     8 Marzo – Una disarmante controverità storica                                          

    Ma a quanto pare emerge una disarmante controverità storica: secondo diverse ricerche incrociate, infatti, si tratterebbe di un clamoroso falso, cioè di una colossale bufala montata ad arte per mandare avanti la propaganda comunista che da oltre un secolo vuol ingenerare nelle masse la falsa convinzione che il regime rosso è da sempre a fianco dei poveri e dei proletari (gli stessi proletari che Marx nei suoi scritti meno noti… giudicava alla stregua di inetti e tonti…) e di conseguenza alla causa delle donne lavoratrici. Omettendo di dire – ovviamente – che il primo a privatizzare la Banca Centrale Russa (Gosbank) e ad aprire di conseguenza le porte al capitalismo selvaggio (faccia speculare del comunismo/socialismo) nel 1937 fu proprio l'amico del popolo, il baffuto Stalin. Questo evidentemente lo sapevano bene sia i custodi dei segreti della Casa Bianca, sia il banchiere di Wall Street, Jacob Schiff, amico intimo ed "illuminato" dei banchieri Rothschild. Da notare che il Piano massonico-illuminato di sovversione mondiale partì proprio dalla famiglia di banchieri ebraico-sionisti dello "Scudo Rosso" in data 1° Maggio 1776 (vedi qui – Ecco Perchè L’Europa Rema Contro la Famiglia – Un Piano Perseguito da Secoli) a Francoforte: quartier generale Rothschild ed attuale città sede della BCE. Guardacaso Schiff fu anche il prinicipale finanziatore della Rivoluzione Russa del 1917. Ma che curiosa combinazione: aneddoto basilare che tuttavia non compare in alcun testo scolastico di "storia".

     Una serie imbarazzante di falsi storici                                                           

    La storia della fabbrica andata a fuoco, dunque, sarebbe stata solo un subdolo mezzo per mandare avanti – specie negli Anni Sessanta, in Italia – la propaganda socialista/comunista e femminista, facendola penetrare meglio all'interno del tessuto sociale e della nostra cultura popolare. Come ricorda puntualmente il quotidiano on-line "Qelsi", "quando la verità storica dell'8 marzo 1908 emerse (…) si tentò di retrodatare l’origine della festa al giorno 8 marzo 1857. Anche questo risultò – tuttavia – essere falso. Quindi, ad una carica della polizia contro donne in sciopero l’8 marzo 1848, ma fu solo l’ennesimo falso storico".

     L'Impostura comunista e femminista dell'8 Marzo                                    

    In realtà, dunque, si scopre come la celebratissima festa fu imposta dal dittatore comunista sovietico Vlamidir Lenin e dalla femminista Alexandra Kollontai (vedi foto sopra) "per far credere alle lavoratrici di essere state liberate dalla schiavitù capitalistico-patriarcale". La stessa "favola di liberazione rossa ed anti-cristiana" creata ad arte dai gerarchi comunisti e dall'élite massonica anglo-statunitense retta dall'intellighenzia bancaria internazionale. La festa – apprendiamo, senza sorpresa alcuna – "venne poi ufficializzata dal Soviet Supremo per commemorare i meriti delle donne Sovietiche nella costruzione del Comunismo”.

     1922 – La Giornata Internazionale della Donna in Italia                            

    E curioso sapere come in Italia, la propaganda giallo-rossa e a stelle e strisce (giallo mimosa, rosso Stalin e a strisce anglo-amerikane) venne introdotta nel 1922 dal PCI che pubblicò sul periodico “Compagna” la notizia secondo la quale il compagno Lenin dichiarava ufficialmente l’8 marzo come “Giornata Internazionale della Donna”. La festa conobbe poi un periodo di oblio durante il ventennio fascista, ma a ristabilirla – guardacaso – ci pensarono dopo l'implementazione della campagna coloniale anglo-americana (rossa) deniminata "Operazione Husky" proprio Allen Dullas e i suoi fedelissimi compagni anglo-amerikani, dopo l'occupazione dell'Italia ('43/'45) (vedi qui – Speciale QE – Vecchie e Nuove Ombre Coloniali dietro gli F35 – Da Dulles ai giorni nostri qui – Modello The Ring, Sovversione Satanica e TV – Il Piano Massonico del 53 e qui –  Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la storia…).

     Gli amerikani e l'8 Marzo                                                                                   

    Sulle ali del "neo-libertario" vento amerikano la festa venne dunque reintrodotta l’8 marzo del 1945. E' davvero curioso notare, alla luce di ciò, come proprio gli yankee, da sempre autoproclamatisi ufficialmente "nemici giurati del comunismo", finirono per riprendere ed amplificare a vasta scala una tradizione nata durante il comunismo sovietico – come visto – per meri fini propagandistici. O almeno non fecero nulla per impedirne il ripristino. Strano no? Formalmente ad avviare il tanto agoniato "recupero dell'8 Marzo" furono le compagne comuniste del PCI iscritte all’UDI. E con essa fu fatta circolare – per coprire gli ingombranti ed imbarazzanti scheletri nell'armadio – la storiella delle donne bruciate, sdoganando il simbolo della minosa: un fiore che come vedremo presentava una precisa simbologia. Nulla avviene a caso, amici lettori!

     L'incendio femminista nella Chiesa di Montreal dell'8 Marzo 2000      

    Molto interessante è poi la controlettura storica fatta dal quotidiano "Qelsi" in merito: "In Italia il simbolo è la mimosa, ma in paesi con climi più freddi il simbolo è un nastro viola, in quanto è stato fatto credere che le inesistenti lavoratrici bruciate producevano panni viola. Ma nella realtà storica – come ricorda lo stesso Qelsi –  esiste una vera violenza contro donne ed un vero incendio accaduti l’8 marzo. Non del 1908, ma del 2000: quando un gruppo di femministe coperte da passamontagna diede fuoco alle croci di una Chiesa di Montreal, sporcando le mura e l’altare con graffiti che proclamavano “No Dio, no padroni”. Le femministe sparsero addirittura assorbenti sporchi e preservativi, distrussero inni e testi sacri, spinsero e fecero cadere a terra altre donne anziane colpevoli di essere contrarie all’aborto. Ne diede notizia il National Post" (vedi qui – 

    8 marzo - mimosa - massoneria - comunismo

     Perchè il simbolo della Mimosa?                                                                     

    Ma perchè in Italia si scelse la mimosa (fiore che come vedremo si richiama ad una simbologia maschile più che femminile…) per commemorare una festa d'estrazione massonico-illuminata? Probabilmente perchè la Mimosa, come davvero pochi, pochissimi sanno, è un fiore ornamentale che riveste un importante ruolo nella simblogia massonica ed in quella degli illuminati: al punto da essere riprodotto in numerose effigi e medaglioni. Infatti gli esperti di simbolismo occulto sanno bene che il fiore della famiglia delle acacee – ed in particolare l'Acacia Dealbata, appartenente alla famiglia delle mimosacee – è l'emblema della cosiddetta "morte apparente" e presenta una caratteristica infiorescenza gialla globosa a struttura raggiante che richiama nell'immaginario dei "fratelli" la "solarità" e il principio di "illuminazione" compiuto nel percorso aureo dalla condizione terrena alla condizione di elevazione spirituale. Essa rappresenta altresì "il segno dell'avvenuta conoscenza che non consiste nel semplice sapere, ma nel rinunciare ad "oscurare" a se stessi la conoscenza…" (da un antico manuale massonico del 1905). 

     La Morte e l'usanza ritualistico-massonica legata alla Mimosa              

    Infatti è usuanza massonica introdurre nella bara del "fratello" defunto un ramoscello di mimosa a testimonianza di questo valore "sacro" – e di "passaggio trascendentale" –  rivestito dal fiore. Come dicevamo, un chiaro simbolo iluminato e di illuminazione massonica dunque! E' altresì interessante cogliere an altro aspetto che rinsalda il fiore con il simbolo della falce e del martello  comunista alla tradizione massonica.

     Oltre la mimosa… Falce e Martello nella tradizione massonica              

    Infatti il celebre simbolo del comunismo è un qualcosa di molto caro ai grembiulini di tutto il mondo. E ce lo ricorda bene a Pag. 221 il testo di Epiphanius, "Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia", (Litografia Amorth, Trento, p. 221):  «Falce e martello sono entrambi simboli massonici, presenti nel “quadro di loggia” già nel primo grado di iniziazione, quello di “Apprendista”, in forma separata di martello e falce di luna". (Altro che alleanza tra operai e contadini dunque!). "Il martello – continua Epiphanius – (…) simboleggia il potere, la forza con lo stesso significato del pugno chiusoLa falce, invece, è l’emblema della filosofia, intesa come surrogato assoluto alla religione (…)». Interessante e molto emblematico, poi, è uno scritto del massone e parlamentare italiano Mauro Sacchi (Cfr.:  Mauro Macchi, deputato al Parlamento italiano, in Masonic Review, del 16 febbraio 1874) inerente alla funzione del martello del comunismo: «La chiave di volta di ogni sistema opposto alla Massoneria è il sentimento trascendentale che trasporta gli uomini al di là della vita presente (…). Finché questo sistema non sia distrutto dal martello della Massoneria, avremo una società di povere creature ingannate, che tutto sacrificano per ottenere la felicità in una esistenza futura».

     La profezia di Engels                                                                                         

    Citiamo infine uno scritto non molto celebre di Engels, uno dei padri teorici del socialismo (Cfr.: F. Engels,1874, celebre scritto proclamato durante il manifesto dei rifugiati della Comune di Londra. Cfr. anche Chiesa viva n° 104, p. 21) nel quale il filosofo parla del "lavoro lungo e paziente teso a organizzare ed “educare” la popolazione per ottenere il declino della religione ed estirpare, poi, il fondamento cristiano della società". Evidentemente è possibile constatare direttamente la profezia di Engels guardando alla storia contemporanea ad alla nostra società mondializzata. Come nota "Chiesa Viva" nell'editoriale "Scopriamo le Carte": "dovunque il comunismo abbia raggiunto il potere, il “martello della Massoneria” non ha conosciuto sosta nel perseguitare “quelle povere creature ingannate”, torturandole, mettendole a morte e seminandone di cadaveri intere nazioni! Dove questa politica genocida del “martello” non è stata direttamente applicabile, il comunismo ha ripiegato sulla politica della “falce”; quella propugnata da Engels".

     Stalin fa scuola…                                                                                                 

    L'anno prossimo, prima di festeggiare l'8 Marzo, probabilmente ci penseremo due volte… Concludiamo con una una disarmante congettura e con un illuminante interrogativo: forse le femministe di Montreal quando appiccarono il fuoco ai crocifissi, devastando la chiesa l'8 Marzo del 2000, furono animate in cuor loro dall'illuminante fiamma generata dal fraterno consiglio di Stalin, che nel 1935 (due anni prima di privatizzare la banca centrale russa) dichiarò:  «Niente neutralità di fronte alla Religione. Contro i propagatori delle assurdità religiose,il partito comunista può soltanto continuare la guerra»(Cfr.: Stalin – Pravda, discorso del 21/6/1935). Meditate gente, meditate!

    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

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  • Crisi Ucraina – La Demon-Crazia Euro-Usa contro Putin

    Crisi Ucraina – La Demon-Crazia Euro-Usa contro Putin

    Lunedì, Marzo 3rd/ 2014

    – Redazione Qui Europa      

    Russia, Ucraina, Crimea, Vladimir Putin, Barack Obama, Unione Europea, Usa, Washington, Kiev, Colpo di Stato, truppe russe in Crimea, Casa Bianca, 15 mila uomini russi in Crimea, Simferopoli, Cambimento in Russia, occupazione degli europeisti, colpo di stato europeista in Ucraina, David Cameron, Angela Merkel, Rasmussen, OGM, Bomba ecologica, Crisi-truffa dell'Eurozona, Nato, G8 

    Crisi Ucraina – La Demon-Crazia Euro-Usa

    contro Putin

    Ecco perchè l'Occidente stalinista teme Putin 

    Il Cremlino, l'Occidente e la Dignità dei burattini.

    Intanto in Crimea festeggiano l'arrivo dei Russi

    ►Video in allegato

     

    Redazione Qui Europa 

     Crisis - Crimea - Putin       

     Perchè l'Occidente stalinista teme Putin?                                                          

    Kiev, Simferopoli, Sebastopoli, Mosca, Washington  Nella giornata di ieri abbiamo esaminato il perchè Vladimir Putin abbia inviato 15mila uomini in Crimea, e lo abbiamo fatto prendendo decisamente le distanze dalle menzogne dei media di regime occidentali (vedi qui Crisi Ucraina – Perchè i Russi muovono in Crimea? ) e dai copioni che da 24ore e più vediamo recitati nei vari studi televisivi. Evidentemente ai direttori dei TG italiani è sfuggito il fatto che l'arrivo delle truppe russe in Crimea sia stato festeggiato come una vera e propria liberazione da parte dei cittadini liberi… (vedi video qui in allegato).

     La "Demon-Crazia" Occidentale non gradisce                                                  

    E' alquanto paradossale, sull'altro fronte – mentre la Cina sembra convergere verso le posizioni di Mosca –   la reazione dei soloni della demon-crazia occidentale, da Obama a Hollande, da Cameron a Renzi (perfino lui, l'ultimo arrivato dopo il golpe di Palazzo Chigi parla di democrazia e lancia  condanne…  miste ad inviti al dialogo con l'astro di riferimento chiamato NATO. Ridicolo!). E' paradossale visto quel che accade nello scacchiere internazionale,  nel quale oltre 140 Paesi risultano assoggettati alle "amorevoli" cure della demon-crazia occidentale anglo-americana: il modello Siria è sotto gli occhi di tutti (vedi qui Siria – Ecco perchè il Nuovo Ordine Mondiale la Odia e qui Deputata di Damasco dal Papa – La Verità sulla Siria). Ma che dire dei Paesi Africani ridotti in schiavitù dalla "demon-cratica" Francia? (Vedi raccapricciante video qui Barbarie e Crimini Contro l’Umanità: L’Imperialismo francese in Africa ).

     Perle di Democrazia Occidentale                                                                           

    Attentato al Creato (vedi qui L’Ue Commissiona l’Orticello – La Morte dei Piccoli Agricoltori e dell’intera Creazione e qui La Gabbia Dorata del Capitalismo e L’Avvelenamento Silenzioso – Conosci Monsanto?) e alla dignità umana (Grecia, il silenzio dei Media Continua: Anche Questi sono Crimini contro l’Umanità ); debiti fittizi; usurocrazia; guerre; distruzione delle famiglie e delle nazioni; ipersessualizzazione e perversione delle nuove generazioni; persecuzioni ed espropriazioni di massa (vedi qui Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità); economie della truffa; strapotere della finanza e di poteri occulti; satanismo pratico (occulto ed esplicito) diffuso in tutti i settori sociali e dell'intrattenimento: in poche parole il volto di un "Nuovo (Dis)Ordine Mondiale" proteso ad umiliare e schiavizzare l'umanità ed a porre in essere un nuovo (unico) governo globale sotto l'egida irrazionale del male assoluto. Sembra la trama di un film horror, ma è proprio ciò che sta avvenendo sotto il nostro naso nella demon-cratica Europa targata USA. L'Ue del Piano Kalergi e del colonialismo commonwealthiano.

     I "torti" di Putin fin qui…                                                                                         

    Allora capiamo il perchè Putin faccia tanto paura all'Occidente rosso ed ateo. Certo, un Paese come la Russia di oggi (liberatosi dai fantasmi del comunismo) fa proprio paura… Una nazione che oggi lotta contro il sistema e la distruttiva e criminosa proliferazione degli OGM; un Paese che, unito, lotta in favore di un modello di famiglia tradizionale, di politiche per la famiglia e contro le degenerazioni sessuali tanto care all'UE; un leader che lavora a fianco delle istituzioni religiose in favore dell'edificazione di nuove Chiese (vedi qui Controcorrente – Chiesa Ortodossa e Banca di Mosca – Avviata Edificazione di 200 Chiese) e che lotta a fianco di paesi cristiani (come la Siria) oppressi e annientati con la complicità del "Grande Occidente", ecc.. Un Paese così è proprio un pericolo per gli Usa e i suoi docili e fedeli sudditi. Docili e fedeli burattini. Gli stessi del Piano Kalergi (Vedi qui Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa).

    Crisis - Crimea - Putin

     La dignità dei burattini                                                                                             

    E di burattini senza palle (ci scuserete… ma non abbiamo trovato altri eufemismi più calzanti di questo) ce ne sono proprio tanti, specie nelle redazioni dei nostri giornali di regime… "Giornalisti"  (copisti teatranti) costretti ad adeguarsi al sistema e legati – oltre ogni limite della decenza – al loro stipendio ed alla loro poltrona… Personaggi senza scrupoli contretti a tacere, se non a mentire spudoratamente e sistematicamente… Anche quando in gioco è la pelle degli stessi Italiani. Come dei Greci, dei Siriani, dei Libici, degli Egiziani, degli Afghani, degli Iracheni, dei Palestinesi, ecc.. Ma può una poltrona valere più della dignità umana? Può un miserabile (non sudato) stipendio valere più di milioni di vite che ogni giorno vengono umiliate ed annientate da guerre indotte (vedi Palestina, Medioriente, Africa, ecc..) e crisi-truffa (vedi Eurozona).

     Russia, un modello per tutti gli europei                                                            

    Ribadiamo: "Liberatasi dalla schiavitù del debito pubblico – come visto e detto ieri – e riaffermata l’autorità dello Stato, la Russia oggi può costituire un punto di riferimento importante anche per un’Europa che non è ancora riuscita a ritrovare la sua identità e a sganciarsi dal giogo mortale e diabolico di quei “poteri forti” internazionali, di natura metafisica e finanziaria, che a tutt’oggi la costringono in un tragico stato di sudditanza spirituale, culturale ed economica".

    Putin in Crimea - Crisi Ucraina

     Le Reazioni del "Demon-cratico" Occidente                                                     

    Allora – alla luce di queste inequivocabili chiavi di lettura alternative sul tenore della crisi ucraina – non ci meravigliamo più di tanto le ultime notizie che giungono da Washington, Berlino, Londra, ecc.. Vediamo alcuni esempi:  1) "Gli Stati Uniti e le potenze occidentali del G7 sospendono il partenariato con la Russia nel quadro del G8 in vista del vertice del gruppo a Sochi in giugno" (da Sky Tg24 – Ore 8,00 del 3/3/2014); 2)  "In una notte si è concretizzato l’isolamento di Mosca in virtù della crisi ucraina e delle manovre militari in Crimea. Sembra già vecchio lo spiraglio di dialogo che si era aperto ieri con la telefonata tra la Cancelliera tedesca Angela Merkel e il Presidente russo Vladimir Putin per formare un gruppo di contatto che mediasse nella crisi: lanciamo alla Russia un appello alla distensione, ad onorare gli impegni internazionali, affinchè ritiri le proprie forze dalle basi ed interrompa ogni ingerenza nel territorio ucraino” (dichiarazione del Segretario Generale della Nato Anders Fogh Rasmussen al termine delle riunioni del Consiglio Atlantico e del Comitato Nato-Ucraina). (fonte Euronews). 3) "Verso la sopensione del G8 di Sochi di Giugno. Intanto Obama esclude per il momento l'utilizzo di forze armate assicurando il "proprio impegno per la democrazia e la sicurezza nei paesi dell'Est"… (da Sky Tg24 – Ore 8,00 del 3/3/2014). In altre dichiarazioni che omettiamo per decenza… Putin è dipinto come un mostro oppressore… Ovviamente! Un mostro che solo gli angeli USA-NATO potrebbero indurre alla riflessione…

     Che farà ora Putin?                                                                                               

    Alla luce di quanto detto, ed in attesa degli ulteriori sviluppi della vicenda, concludiamo questa analisi sulla "crisi ucraina" proponendovi l'interrogativo di un nostro lettore, Vincenzo Mannello. "Che farà ora Putin? Metterà in sicurezza la Crimea e la parte ucraina di territorio russofono inviando le truppe a protezione di una reale volontà popolare, oppure cercherà una soluzione politica che limiti i danni del passaggio dell'Ucraina sotto la bandiera UE? Non lo possiamo sapere in questo momento, non sono decisioni facili per l'unico capo di stato realmente non assoggettato ai padroni stelle e strisce a cavallo tra Occidente ed Oriente. In caso di accordo "pacifico" Putin perderà (o potrebbe perdere) oltre l'Ucraina, pure la faccia. E, con il tempo, magari si ritroverebbe a Mosca gli UEisti in piazza. Se opterà per la difesa militare dei russi ucraini rischierà un intervento della Nato. E (nota Mannello) allora davvero potremmo rivedere i bersaglieri sotto Sebastopoli….di corsa in Crimea". Per ora – aggiungiamo – il consiglio di Papa Francesco resta quello più saggio: "diplomazia e preghiera!". Ma prima o poi tutti i nodi verranno al pettine! E noi da che parte staremo? Ma forse l'interrogativo da porre è un'altro: chi ama l'usurocrazia euro-statunitense? Chi la ama, alzi la mano!

    Redazione Qui Europa                     

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    Venerdì,  Marzo 15th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois –  Grecia, Euro, Svendita, Privatizzazioni, tedeschi, Samaras, Yannis Stournaras, Atene, Grecia, Austerity, Austerità, BCE, Taiped, Sistema bancario internazionale, Signoraggio bancario, Miseria, povertà, fame, AlphaBank, Eurobank Equities Investment, Banca Nazionale, Banca del Pireo, Muller, Yogurt greco, Boroume.gr, proteste e fame ad Atene, Unione europea, Troika, Crimini contro l'umanità  Grecia, il […]

    Visegrad, l’ultima Follia Ue: l’Esercito Comune contro i Disperati. Intanto in Polonia si Reclutano i Gorilla

    Visegrad, l’ultima Follia Ue: l’Esercito Comune contro i Disperati. Intanto in Polonia si Reclutano i Gorilla

    Sabato, Marzo 9th/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois – Visegrad, Eurogendfor, Esercito Sovranazionale, Proteste quotidiane, Dittatura Ue, Crimini contro l'umanità, Manifestazioni sistematiche, Sentimenti comuni di esasperazione, Strateghi della tensione, Polonia, Francois Hollande, Angela Merkel, Gruppo Visegard, Battaglione Speciale, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Manganellate ai disperati, Lao Tzu, Pravda,  Follia Ue: l'Esercito Comune contro […]

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Giovedì, Gennaio 24th/ 2013 – di Sergio Basile – Crimini contr

    o l'umanità / Nobel per la Pace / Denuncia / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso / Christine Lagarde / Wolfgang  Schauble / Herman van Rompuy / BCE / Quanto Reich / Troika / FMI / Federazione Europea / Unione europea / […]

    Barbarie e Crimini Contro l’Umanità: L’Imperialismo francese in Africa

    Barbarie e Crimini Contro l’Umanità:  L’Imperialismo francese in Africa

    Giovedì, Gennaio 31th/ 2013 – Mère Agnès-Mariam – Una testimonianza contro le barbarie – Comunicato Stampa –  Barbarie e Crimini Contro l'Umanità:  L'Imperialismo francese in Africa / Colonialismo / Nuovo Ordine Mondiale / Francia / Onu / Nato / Bugie dei Media / Terrorismo / Signori della Guerra / Cristiani / Alauiti / Salafiti / Imperialismo Usa / […]

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa

    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

    Lo Scandalo delle Fregate Francesi imposte alla Grecia da Hollande

    Borghezio denuncia lo Scandalo delle Fregate Francesi imposte alla Grecia da Hollande

    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi – Comunicato Stampa dell'eurodeputato Mario Borghezio, Bruxelles Bruxelles, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Grecia, Scandalo delle Fregate Francesi, Armi, Usura Internazionale, Francois Hollande, Antonis Samaras, Commissione eurooea, interrogazione alla Commissione europea di Mario Borghezio, Il popolo greco muore di fame, Finmeccanica, FMI, Christine Lagarde, […]

    Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei Media

    Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei Media

    Giovedì, Febbraio 21th/ 2013 – – di Giovanni Antonio Fois –  Grecia, tasse, bollette, Unione Europea, BCE, Atene, protesta, Antonis Samaras, Pireo, Fondo Monetario Internazionale, Sionismo, Media Occidentali, Censura mediatica, Prezzo del gasolio, Giovanni Fois, Aiuto disperato, Dittatura, Notizie da Bassa campagna elettorale  Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei Media Greci, Italiani ed Europei incatenati in […]

    Il Piano Ue – La Prostituta Grecia ora tra le braccia dell’Emiro del Qatar

    Il Piano Ue – La Prostituta Grecia ora tra le braccia dell’Emiro del Qatar

    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013 – Sergio Basile –  Grecia, Euro, Svendita, Privatizzazioni, Qatar, Isole Greche, colonialismo, Europa sotto attacco, La Distruzionedella grecia e dei popoli europei, Atene, Emiro del Qatar, Troika, Ue, FMI, Bce, Mafiosi, Cancellazione della cultura cristiana. Il Piano di Stalin, Schiavi Greci, Porto del pireo, Cinesi, tedeschi, Samaras, Yannis Stournaras  Il Piano […]

    Ecco Perchè L’Europa Rema Contro la Famiglia – Un Piano Perseguito da Secoli

    Ecco Perchè L’Europa Rema Contro la Famiglia – Un Piano Perseguito da Secoli

    Lunedì, 25th Febbraio/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Famiglia Tradizionale / Unione Europea / Corte dei diritti umani / Strasburgo / Vienna / Coppie gay / Adozioni / Rispetto diritti umani / Discriminazione ed uguaglianza / Sentenza / Stati europei / Vita / Natura / madre e padre / Sionismo […]

    La Grecia a un passo dal collasso

    La Grecia a un passo dal collasso

    Lunedì, Febbraio 18th/ 2013 – – di C. Alessandro Mauceri –  La Grecia a un passo dal collasso, Kostas Tsapogas, Eleftherotypia, Pensionati del Parlamento europeo, Unione europea, Italia, Grecia, Kostas Tsapogas, crisi, Parlamento Europeo, Italia, tasse, bollette, Unione Europea, BCE, autorità greca per le comunicazioni (ESR), Ministero delle Finanze, Atene, protesta, primo ministro, Antonis Samaras, Pireo, Prodotto […]

    Siamo Tutti Greci – Vittime della “Democrazia” Europea

    Siamo Tutti Greci – Vittime della “Democrazia” Europea

    Giovedì,  Febbraio 14th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Siamo Tutti Greci / Atene / Grecia / Troika / BCE / FMI / Mario Draghi / SEBC / yogurt greco / Muller / Henkel / Cultura Classica / Culla del Cristianesimo / To Vima / Tragedia Greca / Misure Lacrime e sangue / […]