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    Rivoluzione d’Ottobre e supercapitalismo

     Domenica, 4 febbraio / 2018 

    – Articolo estratto dalla rivista Cristianità, Anno V, nº 24, aprile 1977, pagg. 7-9

     Redazione Quieuropa, Comunismo, Capitalismo, Sistema bancario, rivoluzione bolscevica 

    Rivoluzione d'Ottobre e supercapitalismo

    Chi finanziò la rivoluzione giudeo-bolscevica

    anti-cristiana del 1917?

    Ruolo del sistema bancario internazionalista e dell'élite 

    anglo-americana e tedesca nell'ascesa del comunismo

     

    Articolo estratto dalla rivista Cristianità, Anno V, nº 24, aprile 1977, pagg. 7-9

    setta-supercapitalista-e-comunismo-1917

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    Roma – Tutto, forse, è già stato scritto sulla Rivoluzione russa, ma una domanda inquietante non ha avuto ancora esauriente risposta. Chi finanziò la Rivoluzione? Quali furono, cioè, gli uomini o i gruppi che offrirono alla Rivoluzione il supporto economico necessario per il suo successo e per il suo consolidamento? (2) Si tratta di una domanda non retorica e non secondaria, che viene stimolata dal recente libro di Aleksandr Solženicyn (1918-2008) Lenin a Zurigo (3): un volume che, al di là dei suoi pregi letterari, ha il merito di offrire al grande pubblico uno squarcio di storia contemporanea, che fino a oggi aveva attirato l'interesse solo dei «sovietologi» o di qualche cultore di quel genere particolare di storia che va sotto il nome di «guerra occulta». Il lettore estraneo a tale tematica rimarrà certamente sconcertato nel vedere emergere, come reale protagonista delle pagine di Solženicyn, un personaggio fin qui ignoto ai libri di storia: Aleksander Israel Helphand (1867-1924), detto Parvus (foto grandi in copertina: primo da sinistra)  (4) , la cui figura sanguigna e ributtante giganteggia accanto a quella di Lenin (1870-1924), «l'unico al mondo che potesse veramente competere con lui e il più delle volte vittoriosamente, sempre avanti di qualche passo» (5)Parvus-Helphand non fu infatti solo l'uomo in casa del quale nacque l'Iskra, il giornale di Lenin, e che suggerì a Leon Bronstein Trotskij (1879-1940) la teoria della «Rivoluzione permanente» (6), tirando le fila del primo Soviet di San Pietroburgo, nel 1905; ma fu anche il veicolo del massiccio aiuto finanziario che Lenin ottenne dagli ambienti politici e militari tedeschi. «Fanatico rivoluzionario, non gli tremava la mano nel distruggere gli imperi; mercante fino al midollo, gli tremava la mano quando doveva contare i soldi»  (7). «Non c'era socialdemocratico al mondo – scrive ancora Solženicyn – del quale Lenin non sapesse con che chiave aprirlo e su che ripiano sistemarlo: il solo Parvus non si lasciava aprire e incasellare, e restava a sbarrargli la strada» (8).

    (*) Articolo estratto dalla rivista Cristianità, Anno V, nº 24, aprile 1977, pagg. 7-9. (2) Tralascio, evidentemente, la risorsa dell'«autofinanziamento» attraverso «esproprio proletario», attentamente considerata in M. Lucini, Chi finanziò la Rivoluzione d'Ottobre, Editrice Italiana, Roma 1967. (3) Cfr. A. Solženicyn, Lenin a Zurigo, Mondadori, Milano 1976. (4) Aleksander Israel Helphand, di origine ebraica, fu il punto d'incontro tra gli ambienti socialdemocratici tedeschi e quelli russi. Dopo la scissione dei socialdemocratici russi nel 1903, si avvicinò a Trotskij, dirigendo di fatto la prima Rivoluzione russa del 1905. Sfuggito alla deportazione, riparò all'estero, riuscendo ad accumulare in breve tempo una considerevole fortuna. Dal 1910 al 1915 fu nei Balcani, consigliere finanziario, tra l'altro. dei governi turco e bulgaro. Nel febbraio 1915 iniziò le trattative con il ministero degli Esteri tedesco per suscitare la Rivoluzione in Russia. Morì in una ricca dimora nei pressi di Berlino nel 1924. Vedi la sua importante biografia, cui attinge Solženicyn, di Z.A.B. Zeman-W.B. Scharlau, The Merchant of Revolution: The Life of Alexander Israel Helphand (Parvus) 1867-1924, Oxford University Press, New York 1965. (5) Cfr. A. Solženicyn, op. cit., pag. 133. (6) Su questo punto, vedi Encyclopaedia Judaica, Keter Publishing House, Gerusalemme 1972, vol. XV, pag. 1404. (7) Cfr. A. Solženicyn, op. cit., pag. 131. (8) Ibid., pag. 130.

     Il finanziamento tedesco                                       

    documenti tedeschi conservati nella Wilhelmstrasse, su cui George Katkov (9) ha per primo attirato l'attenzione, hanno offerto agli storici la

                                            prova definitiva del decisivo 

                           appoggio finanziario tedesco ai bolscevichi (10).

    Un prezioso spoglio dei documenti è stato fatto da Werner Hahlweg (1912-1989) (11) e da Zbyněk Anthony Bohuslav Zeman (1928-2011) (12). Lo stesso Zeman nella sua biografia di Parvus ha perfettamente messo in luce la stretta collaborazione tra Parvus e il conte Ulrich von Brockdorff-Rantzau (1869-1928), ambasciatore tedesco a Copenaghen, a sua volta intimo amico del sottosegretario al ministero degli Esteri Arthur Zimmermann (1864-1940).

                 Attraverso questa catena (13) i cui capi erano rispettivamente

     Lenin e il cancelliere tedesco Theobald von Bethmann-Hollweg (1856-1921),

         fu trasferita ai bolscevichi una somma che Zenaan e Scharlau valutano

                          non inferiore ai trenta milioni di marchi-oro (14).

    (9) Cfr. G. Katkov, «German Foreign Office Documents of Financial Support to the Bolsheviks in 1917», in International Affairs, vol. XXXII, 1956, pagg. 181 e ss. (10) Il finanziamento tedesco, fin dall'apparizione dei «documenti Sisson» – settanta documenti, dal 27 settembre 1917 al 9 marzo 1918, raccolti nel febbraio e nel marzo 1918 a San Pietroburgo da Edgar Sisson, rappresentante del Committee on Public Information (organo ufficiale della propaganda americana nella Prima Guerra Mondiale) e poi pubblicati in The German-Bolshevik Conspiracy, War Information Series, nº 20, Washington 1918 – è stato oggetto di una lunga querelle storica. George F. Kennan, che ha mostrato come quei documenti fossero parzialmente falsificati (cfr. «The Sisson Documents», in Journal of Modern History, Vol. XXVIII, 1956, pagg. 130-154), non ha potuto dimostrare l'inautenticità delle informazioni in essi raccolte. Il più recente tentativo di «minimizzare» il finanziamento ai bolsevichi si deve a B. Souvarin, in «Soljénitsine et Lenin», in Est et Ouest, 1-15 aprile 1976, pagg. 121-136. Ma agli studi citati di Katkov, Hahlweg e Zeman si possono aggiungere quelli di Michael Futrell, Northern Underground, Faber and Faber, Londra 1963; Stefan Possony, Lenin: The Compulsive Revolutionary, George Allen and Unwin, Londra 1966 e Joel Carmichael, «German Money and Bolshevik Honour», in Encounter, marzo 1974. (11) Cfr. W. Hahlweg, Lenins Ruckkehr nach Russland 1917. Die deutschen Akten, E. J. Brill, Leida 1957, che raccoglie cento documenti tedeschi sul viaggio di Lenin dal 7 settembre 1914 all'11 luglio 1917. (12) Cfr. Z.A.B. Zeman, Germany and Revolution in Russia 1915-1918. Documents from the Archives of the German Foreign History, Oxford University Press, Londra 1958, che raccoglie 136 documenti (di cui alcuni già pubblicati da Hahlweg) dal 9 gennaio 1915 al 25 giugno 1918. (13) Jacob Furstenberg (1879-1937), conosciuto come Hanecki, Ganecjkji o «Kuba», un ebreo polacco legato a Radek e Dzeshinsky, fu probabilmente, come inclina a credere Futrell (op. cit., passim), la figura chiave della vicenda. Furstenberg, stretto collaboratore politico di Lenin e braccio destro finanziario di Parvus, fu incaricato da Lenin di far passare in Russia i fondi di Parvus. Dopo la Rivoluzione di Ottobre fu commissario principale delle banche presso il ministero delle Finanze e quindi ministro del Commercio Estero. Venne eliminato durante le purghe del 1937. (14) Cfr. Z.A.B. Zeman-W.B. Scharlau, The Marchant of Revolution, pag. 231. 

     Il sigillo di Zimmermann al giudeo-comunismo 

    L'aiuto tedesco ai bolscevichi si concretizzò, inoltre, nel famoso viaggio di ritorno di Lenin in Russia sul «treno piombato», di cui Michael Pearson (15) ci ha dato di recente un'attenta ricostruzione. Il 17 aprile 1917, trentadue esponenti rivoluzionari, tra cui Lenin, la Nadezhda Krupskaya (1869-1939), Grigory Zinoviev (1883-1936), Karl Radek (1885-1939) e Grigory Sokolnikov (1888-1939), lasciarono infatti Zurigo sul «treno piombato» (isolato, cioè, con sigilli, dalle altre carrozze, per sottolineare la non connivenza tra Lenin e il nemico tedesco) alla volta di San Pietroburgo, da qualche settimana in piena rivoluzione.

     L'operazione, approvata dal Cancelliere e personalmente seguita da Zimmermann 

                                                  (prima foto grande da destra)

                           e dagli ambasciatori tedeschi a Copenaghen e a Berna, 

                                                    era stata varata perché 

    «è nostro interesse che in Russia prevalga la frazione radicale dei rivoluzionari» (16) 

       «Dobbiamo assolutamente cercare di creare in Russia il maggiore caos possibile.

        A questo scopo, evitare ogni aperta ingerenza nel corso della Rivoluzione russa.

                      Ma in segreto fare di tutto per approfondire le contraddizioni

                                       tra i partiti moderati e i partiti estremisti,

       tenendo presente che noi abbiamo tutto l'interesse che prevalgano questi ultimi,

                              poiché in tal caso un rivolgimento sarà inevitabile

                         e tale da scuotere le fondamenta dello Stato russo […].

    Abbiamo un maggior interesse ad appoggiare gli elementi estremisti in quanto essi sono in grado di compiere un lavoro più efficace e di raggiungere più in fretta dei risultati. Secondo tutte le previsioni, si può valutare che nel giro di tre mesi la decomposizione sarà abbastanza avanzata perché un intervento militare da parte nostra provochi immancabilmente il crollo della potenza russa»  (17).

    (15) Cfr. M. Pearson, Il treno piombato, Sperling and Kupfer, Milano 1976. Pearson avanza, tra l'altro, l'ipotesi che Lenin, dopo avere appreso dai tedeschi, durante il viaggio sul treno piombato, l'ampiezza del finanziamento a sua disposizione, cambiò opinione sulla tattica rivoluzionaria, decidendo di compiere immediatamente il balzo verso la seconda fase della Rivoluzione (la formula «tutto il potere ai soviet»!). Né è escluso, secondo Pearson, che Lenin abbia lasciato San Pietroburgo il 12 luglio non solo perché malato, ma perché a conoscenza della data precisa della controffensiva tedesca, e abbia progettato il suo colpo di Stato in previsione dell'umiliazione nazionale che avrebbe fatto seguito a una disfatta dell'esercito russo. Inoltre, una delle ragioni delle sue frenetiche pressioni perché il partito agisse in ottobre sarebbe stata la notizia avuta da Berlino, secondo cui gli austriaci stavano per offrire a Kerensky un accordo di pace separata, e che questo avrebbe fatto crollare tutte le speranze dei bolscevichi di arrivare al potere (pagg. 311-317). (16) Telegramma dal segretario di Stato agli Affari Esteri Zimmermann al rappresentante del ministro degli Affari Esteri presso il Quartier generale del 23 marzo 1917, in Z.A.B. Zeman, Germany and Revolution, pagg. 25-26. (17) Telegramma dall'ambasciatore di Germania a Copenaghen conte von Brockdorff-Rantzau al Ministro degli Affari Esteri, del 2 aprile 1917 (segretissimo); in Z.A.B. Zeman, Germany and Revolution, pagg. 30-31.

     Il finanziamento americano                                     

    Se il viaggio di Lenin sul «treno piombato» è passato alla storia, ancora oscure sono le circostanze di un non meno storico ritorno in Russia. Il 27 marzo 1917, infatti, venti giorni prima della partenza di Lenin, aveva lasciato New York la motonave Christiana Fiord, anch'essa con il suo carico di rivoluzionari che prendevano la via della Russia. Il viaggio ebbe solo uno spiacevole intoppo ad Halifax (Nuova Scozia), dove le autorità canadesi fecero sbarcare sei passeggeri, sospetti di attività sovversive. Tra questi era Leon Bronstein Trotskij, giunto negli Stati Uniti il 13 gennaio dello stesso anno, dopo essere stato espulso dalla Francia  (18).

             Era stato lo stesso presidente Thomas Woodrow Wilson (1856-1924)

                                                (seconda foto grande da destra)

          a interessarsi perché Trotskij potesse ottenere un passaporto americano

                   con il quale intraprendere il viaggio di ritorno in Russia  (19).

    Trotskij fu dunque rilasciato senza difficoltà dalle autorità canadesi, soprattutto quando intervenne l'autorevole raccomandazione del Colonnello Edward Mandell House (1858-1938), conosciuto come l'alter ego del presidente Wilson e noto come figura di spicco dell'establishment finanziario di Wall Street. «House aveva delle potenti relazioni tra i banchieri internazionali di New York. Era peraltro influente, ad esempio, presso grandi istituti finanziari rappresentati da personalità quali Paul e Felix Warburg, Otto H. Kahn, Luis Marburg, Henry Morgenthau, Jacob e Lortimer Schiff. House aveva inoltre potenti relazioni tra i banchieri e gli uomini politici d'Europa»  (20). L'avallo di House e Wilson alla partenza per la Russia di Trotskij ci apre uno spiraglio per avvicinarci a un'altra pagina, che ci permette di gettare un'occhiata più approfondita sul complesso capitolo dei finanziamenti ai bolscevichi. Non esistono, infatti, solo i documenti tedeschi, ma anche i documenti americani, contenuti per lo più nella sezione 861.000 dell'U.S. State Dept. Decimal File degli Archivi Nazionali.

    (18) Sul soggiorno di Trotskij a New York, vedi tra l'altro, J. Nevada, Trotzky and the Jews, Jewish Publication Society of America, Filadelfia 1972. (19) Cfr. J. L. Wise, Woodrow Wilson: Discipline of Revolution, Paisley Press, New York 1938. «Gli storici – ha scritto Wise – non possono dimenticare che Woodrow Wilson […] rese possibile a Leon Trotzky di entrare in Russia con un passaporto americano» (pag. 647). (20) Cfr. D. Smoot, The Invisible. Government, Western Islands, The Americanist Library, Belmont 1965, pag. 2.

     I documenti americani                                           

    Si tratta di documenti quasi totalmente inediti, di cui un primo spoglio è stato fatto, tuttavia, da Antony C. Sutton (1925-2002) in un volume che ha lo straordinario merito di avere per primo sollevato, sul piano scientifico, il velo sui rapporti tra Wall Street e la Rivoluzione bolscevica  (21). Mi limito qui a ricordare un altro storico viaggio a San Pietroburgo, avvenuto nel fatidico 1917, di cui Sutton ci rivela gli interessanti retroscena. Si trattò di una strana «missione» della Croce Rossa  (22), finanziata da William Boyce Thompson (1869-1930)  (23), uomo di spicco dell'establishment, direttore dal 1914 della Federal Reserve Bank of New York, uno dei gangli più importanti di Wall Street. Lo stesso Thompson si aggregò alla delegazione, peraltro più ricca di banchieri che di medici (solo cinque, su ventiquattro componenti). Appena arrivato a San Pietroburgo, Thompson si preoccupò di incontrare, presso l'ambasciata americana, Alexandr Kerensky (1881-1970), cui si premurò di assicurare l'appoggio economico di Wall Street al suo governo. Ma analogo appoggio fu assicurato ai bolscevichi, ai quali Thompson versò un milione di dollari, pagati sull'unica banca di San Pietroburgo sfuggita alla nazionalizzazione: la National City Bank dei Rockefeller  (24)Thompson si fermò in Russia fino al 5 dicembre 1917. Sulla via del ritorno negli Stati Uniti fece sosta a Londra dove, assieme a un altro esponente dell'establishment, Thomas Lamont (1870-1948), incontrò David Lloyd George (1862-1945)  (25). Nel colloquio, Thompson assicurò il suo interlocutore che Trotskij e Lenin non erano agenti tedeschi e che un appoggio alla Rivoluzione bolscevica era necessario per fare sì che i russi continuassero la guerra contro la Germania. L'atteggiamento di Thompson non fu isolato. Il libro di Sutton dimostra ad abundantiam come il gesto del passaporto americano a Trotskij del presidente Wilson non fosse un gesto occasionale, ma la conseguenza di una precisa scelta dei circoli finanziari di Wall Street.

    (21) Cfr. A. C. Sutton, Wall Street and the Bolshevik Revolution, Arlington House, New Rochelle 1974. (22) Ibid., pagg. 71-78. (23) Su William Boyce Thompson vedi H. Hagedorn, The Magnate: William Boyce Thompson and His Time, Reynal and Hitchcock, New York 1935. (24) Cfr. A. C. Sutton, op. cit., pagg. 82-83. L'episodio fu registrato, tra l'altro, dalla Washington Post del 2 febbraio 1918 in questi termini: «William Boyce Thompson, che è stato a Pietrogrado da luglio fino a novembre scorso, ha offerto un contributo personale di un milione di dollari ai bolscevichi per la propagazione della loro dottrina in Germania e in Austria». (25) Cfr. A. C. Sutton, op. cit., pagg. 91-95.

     Wall Street                                                               

    Una sorpresa ci attende a questo punto: anche l'esame attento dei canali usati dai tedeschi per il loro finanziamento ci porta agli stessi circoli di Wall Street. Questi canali, infatti, come risulta dai documenti, furono sostanzialmente due: la svedese Nya Banken e la banca tedesca Warburg– La Nya Banken fu fondata nel 1912 dall'ebreo russo Olof Aschberg (1877-1960) (26), col fine di aiutare, attraverso uno strumento finanziario, la Rivoluzione socialista. Ora, fin dall'epoca zarista, Aschberg era legato al gruppo Morgan-Rockefeller, per conto del quale, durante la guerra, negoziò un prestito di cinquanta milioni di dollari alla Russia (27). Nel 1918, la Nya Banken cambiò nome e divenne la Svensk Ekonomiebolaget. Aschberg ne mantenne il controllo, ma chiamò a succedergli Marcus Wallenberg (28). Nel frattempo i bolscevichi si posero il problema della loro organizzazione finanziaria. «Ciò di cui abbiamo bisogno – scrisse Trotskij – è un organizzatore come Bernard Baruch» (29).

               Il Baruch sovietico fu Aschberg, posto a capo della Ruskombank,

    la banca commerciale sovietica nata con un capitale di dieci milioni di rubli-oro,

                     sottoscritto in gran parte da banche anglo-americane.

    Tra i suoi più stretti collaboratori alla Ruskombank, Aschberg nominò Max May, vice-presidente del Guaranty Trust of New York (dei Morgan), uno dei gruppi finanziari portanti di Wall Street (30).

    (26) Su Olof Aschberg, vedi Le Meoarer, Albert Bonniers Förlag, Stoccolma 1946. Michael Futrell, che lo intervistò prima della morte, ne ebbe la conferma che i fondi bolscevichi furono depositati presso la Nya Banken. (27) Cfr. A. C. Sutton, op. cit., pagg. 55-58. (28) Il banchiere Marcus Wallenberg è uno degli insider ammessi nella ristretta cerchia del Bilderberg Club, come risulta dall'elenco pubblicato in Cristianità, Piacenza, marzo-aprile 1976, anno IV, nº 16. (29) Cfr. H. Coston, Les financiers qui mènent le monde, La Libraire Française, Parigi 1955, pag. 115. Secondo Coston, Aschberg sarebbe stato «il dittatore delle finanze sovietiche» e «il grande corruttore sovietico in Europa occidentale» tra le due guerre (ibid.). (30) Cfr. A. C. Sutton, op. cit., pagg. 62-63.

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     Warburg e gli uomini del Fed Act                          

    La Banca Warburg, fondata ad Amburgo nel 1798, risulta essere l'altro canale del finanziamento tedesco. Ora, vale la pena ricordare che mentre il più anziano dei fratelli Warburg, Max, era rimasto ad Amburgo a curare gli interessi della famiglia, i due fratelli più giovani, Paul e Felix, si erano da diversi anni trasferiti negli Stati Uniti, dove avevano sposato le figlie di due noti banchieri dell'establishment. Paul aveva sposato Nina Loeb (1863-1912), figlia di Salomon Loeb, e Felix Frieda Schiff (1876-1958), figlia di Jacob. Jacob Schiff (1847-1920) (31) aveva sposato a sua volta l'altra figlia di Solomon Loeb, Teresa, ed era stato da questi associato alla guida della banca da lui fondata, la Kuhn, Loeb and Co. (32), una delle maggiori degli Stati Uniti. Felix Warburg divenne partner e poi senior partner nella banca del suocero (33)Paul Warburg     (in copertina: seconda foto grande da sinistrafu l'uomo che riformò il sistema finanziario degli Stati Uniti con il Federal Reserve Act, elaborato in una storica riunione di banchieri internazionali a Jekyl Island (Georgia) nel 1910, e presentato al Congresso dal presidente Wilson nel 1913 (34). I Warburg americani e tedeschi conservavano naturalmente stretti contatti, tanto che il maggior prestito concesso dagli Stati Uniti alla Germania, nel settembre 1914, fu negoziato dalla banca Kuhn, Loeb and Co., che depositò venticinque milioni di marchi sulla propria corrispondente tedesca: la banca Warburg di Amburgo (35).

    (31) Jacob Schiff, discendente del rabbino Meir ben Jacob Schiff, è esplicitamente indicato, accanto ai Warburg e ad altri esponenti della comunità ebraica tedesco-americana, come uno dei finanziatori della Rivoluzione russa in uno dei documenti centrali degli Archivi Nazionali americani, sotto la collocazione State Dept. Decimal File 861.000/5339, dal titolo Bolshevism and Judaism. L'interesse storico di questo documento deriva dal fatto che esso fu ampiamente utilizzato negli ambienti dell'emigrazione russa (vedi, ad esempio, A. De Goulevitch, Zarismo e Rivoluzione, Bocca, Milano 1939, pagg. 164-165), e dalla pubblicistica contro-rivoluzionaria (vedi, ad esempio, P. Virion, Bientot un gouvernement mondial, Editions St. Michel, Parigi 1967, pagg. 134-135), senza che peraltro ne fosse mai dimostrata l'autenticità, ora provata dal prof. Sutton (op. cit., pagg. 186-187). L'Encyclopaedia Judaica sottolinea l'odio di Schiff verso i Romanoff e il suo appoggio finanziario a Kerensky, ma tace dei rapporti con i bolscevichi (vol. XIV, pagg. 960-962). (32) La Kuhn, Loeb and Co. fu fondata nel 1867 dai cognati Abraham Kuhn (1819-1892) e Solomon Loeb (1828 1913). Vedi Encyclopaedia Judaica, vol. X, nº 1287. (33) Su Felix M. Warburg (1871-1937), vedi Encyclopaedia Judaica, vol. XVI, pagg. 282-284. (34) Su Paul M. Warburg, vedi Encyclopaedia Judaica, vol. XVI, pagg. 281-282. (35) Cfr. A. C. Sutton, op. cit., pag. 64.

     Un clan supercapitalista                                               

    Vale la pena, a questo punto, di tentare una ricapitolazione. È certo che i bolscevichi ricevettero cospicui fondi dai tedeschi, ufficialmente in chiave anti-russa: al fine cioè di accelerare la disgregazione dell'esercito russo attraverso l'apertura di un «fronte interno». È anche certo, però, che i bolscevichi ricevettero fondi da alcuni circoli finanziari americani, ufficialmente in chiave anti-tedesca: al fine cioè di ottenere che i russi continuassero la guerra contro la Germania e che, in tempo di pace, il mercato economico russo fosse sottratto ai tedeschi. D'altra parte, emerge altrettanto inconfutabilmente che i finanziatori americani erano in realtà così poco anti-tedeschi da continuare a finanziare, durante la guerra, la stessa Germania (vedi Kuhn, Loeb and Co.); di più, i finanziatori americani e tedeschi dei bolscevichi, apparentemente contrapposti in quanto a intenzioni, risultano strettamente legati tra loro da vincoli economici, se non addirittura «dinastici». Non può dunque reggere l'ipotesi di una «furbizia» bolscevica nel riuscire a ottenere fondi dalle due parti contrapposte, ma prende invece concretezza quella della «furbizia» di un vero e proprio «clan» tedesco-americano che finanziò deliberatamente i bolscevichi dietro copertura patriotticaAlla domanda «chi finanziò la Rivoluzione russa»? sembra dunque improprio rispondere «gli americani» o «i tedeschi», ma pare storicamente più preciso rispondere che

                   la Rivoluzione russa fu finanziata, attraverso canali diversi,

        da un «clan» internazionale, che aveva nelle banche americane ed europee

                              i suoi, non più misteriosi, centri di potenza.

    I legami intrecciati tra questa élitesupercapitalista e la sètta bolscevica furono di natura non ideologica, strettamente legati cioè a interessi commerciali, o tradussero invece, sul piano finanziario, affinità più reali e profonde? Quel che è certo è che questi legami, in sessant'anni di storia, non sono venuti meno; hanno, anzi, acquistato consistenza e spessore e sembrano orientare oggi supercapitalismo e comunismo verso un medesimo oscuro destino.

    da Cristianità, Anno V, nº 24, aprile 1977, pagg. 7-9

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     Lunedì, Settembre 28th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Jüri Lina, Alain Kérizo, Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, […]

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

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     Mercoledì, Settembre 30th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Terza Parte

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    Giovedì, Ottobre 8th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

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    Mercoledì, Gennaio 13rd, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

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    Domenica, Gennaio 17th, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

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    Sabato, Febbraio 20th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, Adorno, Marcuse, Scuola di Francoforte, Distruzione di una nazione, distruzione del senso morale, degenerazioni sessuali, divorzio, distruzione della famiglia, […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

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    Giovedì, Febbraio 18th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, teosofia, George Harrison,  Jerry Rubin,   Willy Münzenberg, Tempio di Salomone, Papa Leone XIII, Mons Delassus, massone Lafargue, Congresso massonico di Liegi del 1865, Madame Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant, occultista John Symonds, Aleister […]

    Le radici occulte del Socialismo

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    Lunedì, 10 Ottobre/ 2016    di Jean Vandamme  Redazione Quieuropa, Jean Vandamme, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale  Le radici occulte del Socialismo Gli iniziati detro ogni ideologia: apparentemente si combattono, ma il fine è lo stesso, la creazione di un unico governo mondiale, la Repubblica Massonica Universale. Il regno dell'anticristo da contrapporre […]

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    Giovedì, 12 ottobre / 2017             – Lettera di Baruch Levy (rabbino) a Karl Marx –                             Documento ritrovato nel 1888       pubblicato in "La Revue de Paris – 1° giugno 1928 – Pag. 574                 […]

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

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    Martedì,  Luglio 1st/ 2014  – Giorgio Bongiovanni / integrazioni Redazione QE – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa   Integraz. a cura della Redaz. Quieuropa (Copyright © 2013 Qui Europa)   Redazione Quieuropa, Giorgio Bongiovanni, Mistero Marx, I Signori del Mondo, internazionale socialista, Karl Marx, Il Manifesto, élite occulta, nobiltà nera, comunismo, Protocolli dei Savi di Sion, banche internazionali, settore petrolifero, infiltrati nella […]

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Martedì, 26 settembre/ 2017  di Sergio Basile  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Comunismo, Europeismo, Massoneria  Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo  Kalergi, Lenin e Trotsky: stessa anima, stessi obiettivi                               “Esiste anche un'altra alleanza               […]

  • Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Martedì, 26 settembre/ 2017 

    di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Comunismo, Europeismo, Massoneria 

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo

    comunismo 

    Kalergi, Lenin e Trotsky: stessa anima, stessi obiettivi

     

                                “Esiste anche un'altra alleanza

                         – a prima vista strana e sorprendente –

             ma che se ci si pensa è ben fondata e facile da capire.

    Questa alleanza è tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti”

                                            Vladimir  Lenin

     

    di Sergio Basile 

    Piano Kalergi e convergenza tra Europeismo e Comunismo
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Comunismo/europeismo: 2 facce una medaglia 

    Bruxelles, Mosca – di Sergio Basile – Nel 1923 Lev Trotsky, il "grande architetto" del comunismo, scrisse in un articolo per Pravda (intitolato "È maturo il tempo per lo slogan: Gli Stati Uniti d'Europa?"):

                  "L'Europa (dei banchieri – Ndr) sarà in grado non solo di mantenersi, 

                                        ma di consolidare e costruire se stessa, 

                               una volta che avrà abbattuto le barriere doganali 

            e la sua economia sarà unita alle inesauribili ricchezze naturali della Russia. 

                 "Gli Stati Uniti d'Europa" – una prospettiva puramente rivoluzionaria – 

                         è la fase successiva della nostra prospettiva rivoluzionaria".

                                                                Lev Trotsky

    Il giudeo-massone Trotsky ammise una comune "mission" tra l’esperimento comunista in Russia e il concepimento di quello che sarebbe diventato, di lì a poco, il progetto Ue in Europa, disegnando i tratti di un’istituzione comunitaria liberista nei modi e comunista nell’anima. Qualcuno obietterà: cosa c'entra l'europeismo targato BCE con il "Comunismo proletario"? Beh, innanzitutto il comunismo di "proletario" ebbe ben poco, malgrado gli slogan: nella prima assemblea rivoluzionaria praticamente non compariva nessun rappresentante del proletariato e – inoltre – le espropriazioni dei beni privati divennero prassi. Richard Kalergi, il padre spirituale dell’Ue, in aggiunta, non fu altro che un correligionario di Trotsky e Lenin, continuatore di un progetto di ampio respiro, trasversale e sostenuto non solo dai banchieri ebrei (e dalla Cia), ma anche dall’altra stampella del sistema mondialista: la giudeo-massoneria, B'nai B'rith in testa. Una grossa mano alla causa europeista la diede anche la massoneria austriaca: non va dimenticato come Kalergi fu iniziato nella loggia Humanitas di Vienna, nel 1921. Un articolo del 1925, apparso sulla rivista massonica The Beacon, elogiava l’operato del massone Kalergi e della Paneuropa in questi termini: "La Massoneria, specialmente la Massoneria austriaca, può essere eminentemente soddisfatta di avere Coudenhove-Kalergi tra i suoi membri… e può giustamente dichiarare che il fratello Kalergi combatte per le sue convinzioni paneuropee … Il programma del fratello Kalergi è un lavoro massonico del più alto ordine e poter lavorare insieme, per esso, è un compito alto per tutti i fratelli massoni". Le dichiarazioni di Lenin e Trotsky, possono allora trovare perfetta sintesi nella seguente relazione: 

                 il capitalismo bancario, a trazione sionista, finanziò il comunismo 

                           che, a sua volta, si trasformò in capitalismo di Stato, 

              evolvendo successivamente in un grande organismo sovranazionale.

    Ovviamente lo Stato, come noto dall’analisi del pensiero di Karl Marx, sarebbe dovuto essere uno strumento di conservazione del potere temporaneo, transitorio, destinato a dissolversi (evidentemente) in favore di una entità sovranazionale e federale più totalizzante. Detto fatto! Dopo la Seconda Guerra Mondiale, lo stesso capitalismo bancario decise di dar vita ad una nuova creatura in Europa: l’Unione europea. Ciò con il pretesto di una riappacificazione universale che avesse potuto garantire "un periodo di pace".

     La stessa anima, lo stesso motore: il capitalismo 

    Dunque Lenin, Trotsky e Kalergi, cioè il comunismo e l’europeismo, hanno condiviso da sempre gli stessi obiettivi, la stessa anima: il capitale bancario non è stato altro che il motore, l'alito vitale di questa anima. Non a caso il padre spirituale del Commonwealth, George Lionel Curtis, fu tra i principali collaborazionisti all’ascesa del primo governo comunista, neutralizzando la resistenza dei Romanov alle aggressioni giudaico-bolsceviche, con la paralisi del sistema del credito: all'inizio del 1916, infatti, l'alta finanza internazionale preparò il terreno alla Rivoluzione, indebolendo la Russia con la complicità dei paesi del blocco anglosassone, boicottando la cessione di credito allo zar ed ingenerando la crisi del rublo. Le difese immunitarie dei russi contro l’epidemia rivoluzionara furono così azzerate.  Evidentemente, quando si parla di capitale bancario nella mente affiorano le immagini di due città: New York e Londra. Nel Novecento Wall Street (il Financial District di Manhattan, nato nel 1914) e la City of London, le incubatrici delle grandi riforme bancarie e delle grandi rivoluzioni social-comuniste contemporanee, hanno dettato le danze dell’economia, della politica e della geopolitica a livello planetario. 

                       Wall Street e la City sono i reali centri del potere mondiale: 

      una forza, oggi, espressa solo apparentemente dal potere esecutivo dei governi. 

    L’impero giudeo-protestante Commonwealth, ancora oggi, è l’immagine speculare di una serrata regia mondiale del capitalismo ( o sistema della moneta-debito, inaugurato nel 1694 con la fondazione della Banca d’Inghilterra ) sulle prerogative vitali delle nazioni e dei popoli. La sottile corrispondenza tra europeismo, comunismo e capitalismo a questo punto è palese!

                                         “Esiste anche un'altra alleanza

                                 – a prima vista strana e sorprendente –

                      ma che se ci si pensa è ben fondata e facile da capire.

            Questa alleanza è tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti”

                                                      Vladimir  Lenin

     Il Comunismo è morto?                                             

    Molti storici e giornalisti oggi sostengono, illegittimamente, specie dopo l'ascesa di Putin, che il Comunismo nel mondo sia finito, sia morto: tranne qualche isolata eccezione. Perfino la Cina – qualcuno sostiene – ha ormai ceduto al fascino del turbo-capitalismo e non è più un "paese comunista"! Ma è proprio questa la giusta chiave di lettura? No! La verità sta agli esatti antipodi! Tali "esperti", infatti, incorrono in un ciclopico errore, in quanto il mostro bicefalo, come dimostrato, non è morto, ma si è semplicemente mutato d'abito – mantenendo intatta la sua identità originaria – poiché il suo vecchio costume era ormai logoro e riconoscibilissimo. Sul versante occidentale, la nuova Unione sovietica, il nuovo progetto della giudeo-massoneria liberal-capitalista e social-comunista si chiama Unione europea. Si tratta di una grottesca creatura plasmata dalla mente di Richard Kalergi – depositario ed interprete, come visto, di un progetto mondialista a tappe – ma generata altrove, lontano dal seno del Vecchio Continente. Quello attualizzato da Kalergi è un progetto perseguito da secoli e costellato di rivoluzioni violente, rivoluzioni culturali, processi di accentramento politico, processi di regionalizzazione in macroaree, dissoluzioni silenziose di stati e nazioni, confisca delle sovranità popolari (monetaria in primis), creazione di un regime di banche centrali "debitocratico", crisi economiche artificiali e golpe.

     Ue: cartina tornasole del regime sovietico             

    L’Ue è di fatto la cartina tornasole del regime sovietico. Non a caso il primo prototipo di “Unione”, la CECA, quell’organismo sovranazionale di commissariamento reale delle fonti energetiche primarie degli stati (carbone e acciaio) aveva lo stesso nome della prima polizia segreta nata dopo la Rivoluzione giudaico-bolscevica, organizzata in ottemperanza a un decreto di Lenin del 20 dicembre 1917: Čeka.  I suoi membri erano denominati čekisti: nome oggi utilizzato in riferimento all'odierno FSB russo, successore del KGB. La Čeka era il Comitato straordinario di tutta la Russia per combattere la controrivoluzione ed il sabotaggio. L’obiettivo degli organismi di potere sovietici era quello di commissariare, cioè controllare la vita dei cittadini: attività ripresa da organismi comunitari assolutamente non eletti: i commissari europei, cioè gli uomini del sistema dediti al commissariamento! Non a caso la prima mossa di Stalin una volta conquistato il potere, fu quella di privatizzare la Banca Centrale Russa (Gosbank) e quindi di “commissariare” la vita economica di milioni di cittadini, mediante l'emissione di moneta-debito (debiti fittizi), tasse ed espropri coatti: oggi la BCE può dirsi la copia conforme di quel modello.

     Babele: iconografia e potere                                      

    Oggi i palazzi dell’Ue rappresentano iconograficamente la nuova torre di Babele, la nuova superba sfida contro Dio e il Cristianesimo portata avanti dagli “scorpioni” rivoluzionari in casacca blu-stellata. Ciò non solo nella curiosa forma (vedi l’edificio del Parlamento europeo a Strasburgo: omaggio alla biblica torre pagana) ma nei fatti: leggi e regolamenti progressisti sottilmente o palesemente anti-cristiani vengono sfornati a ritmi forsennati dall’industria comunitaria del “diritto”, con l’obiettivo di regolamentare (e quindi commissariare) gli ultimi spazi di libertà economica, sociale e religiosa rimasti "vergini". E che dire degli enormi costi sostenuti per mantenere questo faraonico apparato burocratico? Che dire degli stipendi dei funzionari e dei semplici segretari o delle spese generali dei 98 edifici dell’UE, disseminati tra Bruxelles e Strasburgo? Sono innumerevoli i documenti prodotti per illustrare e pubblicizzare centinaia di migliaia di regolamenti, direttive, decisioni, raccomandazioni e pareri che comprendono il diritto europeo. Regolamenti che – sostanzialmente – nessuno tra i “comuni mortali” conosce e conoscerà mai. Si calcola che fino ad ora sarebbero state prodotte poco meno di 500.000 pagine di regolamenti: a leggerli non basterebbe una vita! L’obiettivo evidente di questa schizofrenica iper-produzione è quello di comprimere le libertà dei singoli, andando a sindacare perfino sulla lunghezza e curvatura dei cetrioli (ordinanza numero 1677 della Commissione Europea).

     La denuncia del dissidente Bukovsky                    

    Vladimir Bukovsky, scrittore russo anticomunista, dissidente dal regime sovietico, passò alla storia come uno tra i primi prigionieri politici ad essere rinchiuso in una psikhushka: rete di ospedali psichiatrici istituiti dal governo dove venivano internati i dissidenti dell'ex-Unione Sovietica. In totale lo scrittore trascorse ben dodici anni tra prigioni, campi di lavoro ed ospedali psichiatrici e pertanto conobbe a fondo i metodi del sistema sovietico: non solo campi di concentramento, stragi, distruzione di chiese e omicidi sommari, ma anche forme di controllo totale su persone e cose, sostanziale compressione della libertà e abolizione della proprietà privata (medesimo risultato delle strategie liberal-capitaliste, visto da prospettive diverse)In un discorso tenuto a Bruxelles, nel 2006, egli paragonò l’attività regolamentativa dell’Unione europea, corroborata – tra l’altro – da una robustissima propaganda mediatico-ideologica, a quella del Gosplan, l’Organismo Sovietico di Pianificazione dello Stato, un organo di regime dedito all’iper-pianificazione ed al commissariamento di tutti gli spazi sociali ed economici della società russa post-rivoluzionaria.   Bukovsky paragonò poi il Parlamento europeo al Soviet Supremo (organo al vertice del sistema dei Soviet, dal 1938 al 1989, su cui si basava il potere in Unione Sovietica: poi riformato e trasformato in organo ad elezione indiretta, fino al 1991) e la Commissione Europea al Politburo (ufficio politico del comitato centrale del partito comunista). Bukovsky fu tra i primi a comprendere il fil rouge che univa i profeti del comunismo a quelli della Paneuropa, nonché i retaggi comunitari della trappola razziale di Kalergi. Egli in un passaggio del suo famoso intervento notò profeticamente:

            “coloro i quali si oppongono all'immigrazione incontrollata dal Terzo Mondo

                                              saranno considerati razzisti

                         e quelli che si oppongono all'integrazione europea

                                           saranno considerati xenofobi”.

      Elite, multiculturalismo e iper-immigrazione     

    Le osservazioni del dissidente russo, del 2006, hanno oggi un sapore amaramente profetico, infatti i cittadini italiani ed europei contrari all’iper-immigrazione di massa sono bollati senza mezzi termini come razzisti e / o xenofobi, e finanche “cattivi cristiani” da parte del clero modernista e filo-europeista (espressione di una chiesa decisamente avversa alla vera Chiesa di Cristo: eretica). Quindi chi si schiera contro il “Piano Kalergi” e non abbraccia l’omologazione forzata e il genocidio programmato della cultura, dei valori e delle razze europee, è marchiato e ghettizzato dal regime: proprio come avvenne a Bukovsky, in Unione Sovietica. Alla luce di ciò è lecito parlare di europeismo “rosso” e di stretto rapporto tra ideologia, linguaggio propagandistico e cultura dell’iper-immigrazione. Oggi il multiculturalismo dilaga in Europa come in Russia! Indice che l'élite per mantenere il potere confiscato ai popoli, ha bisogno di non-popoli, greggi senza identità. La questione della commistione razziale, non è assolutamente un fatto nuovo, come qualcuno vorrebbe farci credere: non si tratta di “fenomeni incontrollabili o naturali”, né recenti, ma di strategie ampliamente denunciate in diverse sedi e oggi attuate meticolosamente, secondo un rigido copione. Anche chi, malgrado tutto, ancora non crede alla veridicità del “Piano Kalergi” dovrà ricredersi. Eppure, malgrado ciò, molti cittadini, praticamente rimasti in mutande, espropriati delle loro ricchezze materiali e mentali, e invasi nei loro spazi vitali, ancora conservano gelosamente sotto la giacca, con la mano sul cuore, il seme dell’ideologia: retaggio di fantasmi del passato che ogni tanto ritornano agghindati di buoni propositi. Come disse il saggio: la madre dei cretini è sempre incinta!

    Sergio Basile (Copyright © 2017 Qui Europa)

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  • Liberal-Capitalismo e Social-Comunismo: il patto segreto per la dissoluzione della società civile

    Liberal-Capitalismo e Social-Comunismo: il patto segreto per la dissoluzione della società civile

    Sabato, 7 Gennaio/ 2017  

    Matteo Mazzariol

     Redazione Quieuropa, Movimento Distributista, Chesterton, Matteo Mazzariol, Liberalismo, Capitalismo, Marxismo 

    Liberal-Capitalismo e Social-Comunismo: il patto

    segreto per la dissoluzione della società civile

    Quello che il sistema partititco ci propina è il tipico doppio

    messaggio (insostenibile) caratteristico del funzionamento

    mentale schizofrenico. Quali soluzioni adottare?

     

    di Matteo Mazzariol

    Liberal-Capitalismo e Social-Comunismo: il patto segreto per la dissoluzione della società

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Schizofrenia sistemica: 2 facce, 1 medaglia         

    Roma – di Matteo Mazzariol – Chiunque abbia occhi per vedere non può non constatare quanto sta avvenendo: progressiva dissoluzione della famiglia con crescita esponenziale della conflittualità e dell'isolamento sociale, progressiva perdita di potere dell'individuo rispetto alla sua vita economico-sociale, progressiva perdita della sovranità nazionale a favore di poteri sovranazionali di prevalente natura economico-finanziaria. Una tendenza inesorabile, continua, costante nei confronti della quale l'uomo comune non può provare che una cosa sola: un'istintiva ripugnanza ed un senso vago ed indefinito di nausea e malessere, che trovano espressione nella crescita inarrestabile dell'astensione elettoraleIl paradosso è che una tale condizione si verifichi in concomitanza con quello che viene universalmente definito dai mass-media come il 

                                "miglior sistema politico esistente"

    quello della democrazia rappresentativa parlamentare basata sul sistema dei partitiIl risultato è la diffusione di un vissuto generalizzato di paralisi e di impotenza che congela ed imbriglia tutte le energie sane della nazione, un meccanismo psicotico collettivo con cui si vorrebbe fare convivere la peggiore delle situazioni possibili con la migliore, in un 

                             tipico doppio messaggio insostenibile 

              caratteristico del funzionamento mentale schizofrenico. 

     Due facce della stessa medaglia                          

    Come si può superare questa impasse? In un solo modo: facendo chiarezza, ricontattando il reale e liberandoci dai lacci e dai fumi dell'ideologiaAlcuni semplici punti dovrebbero risultare evidenti per tutti. Questa situazione non è frutto del caso ma logica conseguenza dell'alleanza di due modelli che, lungi dall'essere opposti, sono due facce della stessa medaglia, il capitalismo ed il social-comunismo

                Ciò che accumuna questi due sistemi è infatti considerare 

                       che sia buono e giusto che il potere e la proprietà 

                                    siano concentrati in poche mani, 

         l'oligarchia finanziario-economica nel caso del liberal-capitalismo, 

            l'apparato burocratico statale nel caso del social-comunismo. 

     Il bluff del sistema partitico                                  

    Il sistema partitico non è una vera democrazia ma lo strumento privilegiato usato dal sistema capitalista per controllare l'attività legislativa. L'esempio più eclatante è costituito dagli Stati Uniti, in cui viene dato per scontato, come se fosse una cosa normale, che le grandi banche mondiali, finanziando sistematicamente la campagna elettorale di entrambi i candidati presidenti, si assicurino l'appoggio incondizionato di entrambi.

      la politica oggi non conta nulla ed è stata ridotta al ruolo di cameriere

                        dell'oligarchia economico-finanziaria imperante.

     Rifiuto netto e deciso dei due grandi mostri      

    Che fare dunque? Semplicissimo: marciare con determinazione in direzione opposta, supportati dalle armi del senso comune e della ragionevolezza e puntare al rifiuto netto e deciso del capitalismo e del social-comunismo per 
     
                                                1
                  aprirsi ad un modello che contempli 
     l'equa distribuzione del potere e della proprietà produttiva
                      secondo un principio di equità 
                                  (distributismo)
     
                                                2
             il rifiuto netto e deciso del sistema partitico, 
                    per aprirsi ad un modello basato sul 
         ritorno dei poteri reali ai vari comparti lavorativi, 
                   aggregati liberamente sul territorio 
      secondo criteri partecipativi basati sulle competenze
                             (principio corporativo) 
     
                                                3
       Il rifiuto netto e deciso del dominio della finanza sulla politica, 
                abolendo il sistema del denaro-debito bancario e
      sostituendolo con una moneta che nasca di proprietà dei cittadini.
    (proprietà popolare della moneta  e reddito di cittadinanza a credito)
     

     Uscire dalla follia collettiva non è utopia!             

    Utopistico? Irrealistico? Impossibile? Assolutamente no! Si può e di deve fare, considerando che la forza per dare attuazione a tale programma sta nella singola presa di coscienza da parte di tutti noi. Si tratterebbe solamente di una sano ritorno al reale, di un'uscita dalla follia collettiva chiamata capitalismo e social-comunismo, non certo per costruire un paradiso in terra ma per dare vita ad una società in cui l'uomo possa essere messo nelle condizioni di sviluppare al massimo le sue pur limitate capacità, una società che si possa definire veramente civile. Il Movimento Distibutista Italiano (distributismomovimento.blogspot.com) si è incamminato su questa strada, che è la strada di tutti gli uomini di buona volontà. L'associazione auritiana "Sete di Giustizia" condivide questa linea, che poi è la stessa tracciata dal Prof. Giacinto Auriti, l'unica capace di realizzare la Dottrina Sociale della Chiesa e di ridonare vera dignità ad ogni uomo, padrone della sua moneta e protagonista della propria vita.
     

    Matteo Mazzariol (Copyright © 2017 Qui Europa)

    Presidente Movimento Distributista Italiano

    distributismomovimento.blogspot.com

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    NOI  SIAMO  PER LA PROPRIETÀ  POPOLARE DELLA   MONETA.

    Oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette prestandola ai cittadini.

    Noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata 

    ad ognuno come " REDDITO di CITTADINANZA ".

    DISEGNO DI LEGGE N°1282 SENATO XII LEGISLATURA 

    DIS. LEGGE N°1889 SENATO XIII LEGISLATURA

    Disegno di Legge proposto dal Sindacato Anti USura 

    Segretario Generale  avv. prof. Giacinto Auriti

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    Vedi anche  www.simec.org e Sete di Giustizia

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    Roma – premessa di Sergio Basile – "Infuria" su tutti i canali televisivi e i giornali, nelle tribune politiche e i talk show – da Porta a Porta a La Gabbia, ecc.. – l'alterco sul referemdum del 4 Dicembre, con passerelle infinite e spesso patetiche di "critici" e "paladini della costituzione". Eppure, rintracciando le coordinate cartesiane del paradigma hegeliano, il tutto ha il sapore amarognolo della farsa mediatica, dell'ennesima scaramuccia rivoluzionaria – falsa e costruita – per mandare avanti problemi importanti, certo, ma secondari (e soprattutto causati da qualcosa di più grande e nascosto che non traspare assolutamente dai media di regime). Secondari a cosa? Semplice! Rispetto all'intreccio mostruoso che sta a monte dei "contrasti partitici" e di cui nessuno parla: l'alleanza tra grandi capitalisti, liberali e comunisti, ovvero la 

                              convergenza tra liberal-capitalismo e social-comunismo

    cioé – in estrema sistesi – la sottile convergenza tra Von Mises/Von Hayek e Karl Marx, ma anche tra Smith, Marx, Weber e  Keynes. Giusto per capirci! Tutti contestualmente intrisi di veleno hegeliano, ovvero 

                  straordinari interpreti della diabolica e vorticosa dialettica hegeliana 

                               che orbita attorno allo schema tesi-antitesi-sintesi, 

                       in aperto contrasto con la dialettica o logica classica, lineare:

                                                   causa/effetto-soluzione. 

     I figli di Hegel in tv                                                

                           Obiettivo della dialettica hegeliana è oggi quello di 

                   nascondere il vero obiettivo della democrazia e del cosiddetto 

                                                   "processo democratico": 

                               imprigionare i popoli e schiavizzarli lentamente, 

                                           dando loro l'illusione della libertà. 

    Ovviamente il parteggiare delle masse e lo scienfitico dividersi di queste ultime tra socialismo e liberismo, destra e sinistra, bianchi o neri, torna utilissimo all'élite che regge i giochi, poiché non permette di focalizzare l'attenzione sull'iganno epocale di un'alleanza sottile tra capitale, sistema bancario e social-comunismo. La divisione sarebbe piuttosto tra uomini liberi e uomini schiavi delle ideologie!

    Schema della Dialettica Hegeliana

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Sincretismo massonico e logica hegeliana                

                                                          La logica hegeliana

         non è altro che l'essenza del sincretismo massonico e cabalistico-giudaico,

        trasposto alla politica ed infine all'economia e al sociale nel suo complesso

    Si tratta di uno schema rivoluzionario che la tv ci ripropone con imbarazzante monotonia, destinato a schiacciare gli uomini allontanandoli da Dio e dai suoi simili, in perenne contrasto, in perenne rivoluzione contro gli altri e se stessi:

                             ecco perché Marx concepì lo scorrere della storia come

                           un contituo divenire di processi rivoluzionari senza fine…

                                                 Un conflitto a lui utilissimo!

    Esiste dunque un'alleanza segreta – o almeno poco nota – tra marxismo e capitalismo! Inutile illudersi… Come oggi e da sempre esistono alleanze segrete tra logge e partiti, indipendentemente dal voto del 4 Novembre. L'europeismo e la tecnocrazia bancaria – ma anche i suoi falsi oppositori difensori di Hegel e Marx – sono il risultato moderno di questa aberrazione: la nuova ricetta dell'élite per l'Europa dei popoli ingannati e creduloni! Popoli che plasmano la propria forma mentis davanti alla tv o presso le università/scuole di regime

      Cose che in tv non sentirete mai!!                        

    Le prove sono molteplici! Ad ammetterlo personaggi del calibro di William Boyce Thompson, tra i direttori della Federal Reserve di New York e azionista della Chase Bank (made in Rockefeller), che sostenne di aver contribuito personalmente con 1 milione di dollari alla ben oleata macchina di propaganda giudaico-massonico-bolscevica in Russia. Da citare anche John Reed, membro statunitense del Comitato Esecutivo della Terza Internazionale, che ammise di essere stato finanziato e sostenuto da Eugene Boissevain, banchiere newyorkese. Ma la confessione più emblematica e diretta fu probabilmente quella dello stesso Lenin, dissolutore del Cristianesimo, della famiglia e della proprietà privata, che – rifacendosi, evidentemente, ancora una volta agli schemi della dialettica hegeliana – dichiarò con "candida" fierezza: 

                                        “Esiste anche un’altra alleanza 

                               – a prima vista strana e sorprendente – 

             ma se ci pensate sopra è in effetti ben fondata e semplice da capire. 

               Questa è l’alleanza tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti”. 

                                                            Lenin

    D'altronde, per quanto paradossale possa apparire, un ruolo nella Rivoluzione Bolscevica lo ebbero persino i capitalisti e banchieri britannici e – soprattutto – statunitensi: Jacob Schiff in testa (vero burattinaio di Lenin & compagni di partito e loggia: fu Schiff infatti a dare l'ordine per attaccare il Palazzo d'Inverno e sterminare i Romanov – vedi qui per approfondimenti Comunismo Occulto – Terza Parte – Qui Europa).

                                    “Se si riconosce che il comunismo 

              non è un programma per la condivisione del benessere, 

                                 bensì un metodo per il suo controllo, 

    allora l’apparente paradosso del super-ricco che promuove il comunismo

                                                      non è più tale. 

    Diventa il logico, persino il perfetto strumento per megalomani in cerca di potere. 

                       Il comunismo non è il movimento delle masse oppresse, 

                                            ma dell’élite economica”.

                                                         Gary Allen

     

     Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

     

    Liberalismo: l'anello di congiunzione tra

    forze sovversive "opposte"

    Una tipica e tragica applicazione della dialettica hegeliana

     

    di Matteo Mazzariol

    Liberalismo, anello di congiunzione tra capitalismo, statalismo e permissivismo morale

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Logica e cogente convergenza                                

    Roma – di Matteo Mazzariol – La nostra Emma Bonino, non dissimile in questo per certi versi dal libertino Silvio Berlusconi, con il quale non ha disdegnato di allearsi, può essere considerata il simbolo umano e vivente di un processo in corso da decenni ed in stadio di già avanzata attuazione nei paesi anglosassoni: 

                           la logica e cogente convergenza tra capitalismo, 

                                      statalismo e permessivismo morale.  

    La Bonino, campione delle battaglie pro-aborto, è sempre stata forte propugnatrice del liberismo più estremo, trovandosi in perfetta sintonia con le oligarchie economiche che reggono il mondo. In Inghilterra fu Tony Blair il primo ad incarnare questo modello, portando avanti una politica insieme liberista – massima libertà di iniziativa per il grande capitale – e statalista – massima centralizzazione burocratica nei settori della salute pubblica, dell'educazione, del controllo sociale – insieme ad una sempre più intensa opera di appoggio al liberalismo morale: marginalizzazione della famiglia tradizionale. La brutta copia di Blair in Italia, a tutti gli effetti, può considerarsi Renzi

                                 un mix anche lui di liberismo economico  

              – abolizione dell'articolo 18, job act, alleanza con la grande finanza –

                                                        statalismo 

                – rafforzamento del centralismo dell'amministrazione pubblica – 

                                             e liberalismo morale 

          (legge Cirinnà sulle unioni civili ed appoggio ai matrimoni omosessuali). 

     5 Stelle, nel recinto della demagogia                        

    Purtroppo anche i 5 Stelle sembrano non gravitare lontano da queste latitudini, essendo incapaci di proporre dei contenuti organici e coerenti in grado di costituire una reale alternativa al sistema attuale ma limitandosi ad invocare demagogiche ed insignificanti iniziative moraleggianti quali la restituzione degli stipendi da parlamentari. Tra parentesi: è evidente a tutti che senza stipendi ai parlamentari la politica diventerebbe ancora di più quello che già è: 

                            il regno incontrastato della plutocrazia

    In altri termini: dobbiamo prendere atto che si è creata nel tempo – ed oggi è ancora più evidente – un'alleanza perversa tra capitalismo e statalismo centralista, dal punto di vista sociale – e permissivismo morale – dal punto di vista delle scelte personali. Liberalizziamo tutto – il sesso, le relazioni e l'economia – imponiamo questa liberalizzazione dall'alto attraverso uno Stato centralista e staremo tutti meglio. Peccato che non si siano fatti i conti con la realtà.

     Destinati al fallimento                                              

                    L'alleanza tra capitalismo, statalismo e permissivismo morale 

                è destinata infatti inesorabilmente al fallimento per varie ragioni: 

    perchè il capitalismo, separando capitale e lavoro, ha dimostrato di non saper mantenere le sue promesse di prosperità globale; perchè lo statalismo, di marcata impronta social-comunista (e quidi marxista – Ndr), imponendo uno Stato burocratico e centralista, ha dimostrato di non sapere mantenere le sue promesse di eliminazione del problema della povertà e dell'emarginazione; perchè il permissivismo morale ha dimostrato di non sapere mantenere le sue promesse di felicità universale, rendendo fragili e vulnerabili i legami tra l'uomo e la donna e tra la donna e la sua creatura ed incrementando notevolmente il tasso di malessere individuale e la disgregazione sociale.

     Conseguenza? Perdita delle libertà reali            

    Qual'è quindi il risultato di tutto ciò? Paradossalmente la perdita delle libertà umane, quelle vere, concrete, tangibili: 

                            la libertà di vivere in una famiglia solida e stabile, 

    di poter discutere e decidere le questioni pratiche della propria vita socio-lavorativa, 

         di essere detentori di una sostenibile e sostentante proprietà produttiva. 

                                In una parola la perdita della società civile, 

                  della rete di vincoli e rapporti umani partecipativi e solidali, 

                          legati ad un territorio ed ad un contesto specifico. 

    La singola persona si trova infatti ad essere sempre più sola ed isolata, schiacciata tra uno Stato invadente  ed inefficiente perché rigidamente centralizzato, ed un capitalismo arrogante e monopolizzante che non ha più freni; la singola persona non può più contare sul supporto della famiglia ed è stata spossessata di ogni potere e proprietà significative. 

           Gli è rimasto solo quel simulacro di democrazia che si chiama voto 

                              e l'incessante compulsione a consumare, 

                            a costo di indebitare se e tutti i famigliari: 

                 sta ricadendo inesorabilmente in una condizione servile.

     Le uniche ricette possibili                                      

    Contro tutto questo – contro l'insana alleanza tra capitalismo, statalismo e permissivismo morale – si erge la ragionevolezza ed il senso comune del distributismo (e della proposta auritiana di socializzazione dello strumento monetario: proprietà popolare della moneta – Ndr) , che, ripartendo dai fondamenti, propone semplicemente una società in cui la famiglia economicamente indipendente ed autonoma ed un'equa diffusione della proprietà produttiva e dei vari poteri siano fattori prevalenti e costitutivi delle varie comunità, che solo allora potranno dirsi veramente civili. 

                  Famiglia, massima distribuzione della proprietà produttiva,

          massima distribuzione dei poteri decisionali per comparto lavorativo

                             con relativo superamento della partitocrazia,

              denaro emesso di proprietà dei cittadini e non delle banche:

                sono queste le quattro proposte "forti" del distributismo.

              Nonché anello di congiunzione tra Auriti e chesterton (Ndr)

    Quattro proposte sostenibili, concrete e praticabili che aspettano solo di essere attuate per ottenere finalmente una società in cui l'equità e la giustizia non siano più un'utopia ma le forme caratterizzanti del vivere in comune, mettendo ai margini definitivamente il liberalismo e tutte le sue nefaste appendici.

    Matteo Mazzariol (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Presidente Movimento Distributista Italiano

    distributismomovimento.blogspot.com

    in collaborazione con "Sete di Giustizia" / Associazione Nazionale Auritiana

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    NOI  SIAMO  PER LA PROPRIETÀ  POPOLARE DELLA   MONETA.

    Oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette prestandola ai cittadini.

    Noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata 

    ad ognuno come " REDDITO di CITTADINANZA ".

    DISEGNO DI LEGGE N°1282 SENATO XII LEGISLATURA 

    DIS. LEGGE N°1889 SENATO XIII LEGISLATURA

    Disegno di Legge proposto dal Sindacato Anti USura 

    Segretario Generale  avv. prof. Giacinto Auriti

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  • Sempre di più – Logan il cane e il consumatore globale

    Sempre di più – Logan il cane e il consumatore globale

    Domenica, 24 Aprile/ 2016   

    – di Roberto Pecchioli –

    Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Logan, cane, consumatore globale, Marx, Epicuro, liberalismo, capitalismo, capitale, outlet, paradisi di plastica, consumo compulsivo, felicità, Cristianesimo, Gesù e i talenti  

    Sempre di più – Logan il cane e il consumatore globale

    La nuova trinità (piacere, ricchezza, immagine): uno dei

    più potenti motori del nichilismo, il fulcro

    dell'ideologia liberista

     

     di Roberto Pecchioli

    sete di giustizia - consumatore globale

     Il cane Logan e "luomo moderno"                                                                  

    Roma   di Roberto Pecchioli  Logan è uno splendido Labrador Retriever di circa tre anni. Lo incontro spesso sotto casa e nel bar dove accompagna i suoi padroni. Atletico e socievole, grande amico dei bambini, gli manca solo la parola. Anzi no, perché si fa capire perfettamente: in particolare è goloso di focaccia e di cornetti con lo zucchero a velo. Chiede la sua parte con buffi movimenti del muso e tendendo la zampa. Mangia felice i bocconcini che gli offriamo e ringrazia leccando la mano o con musate amichevoli nelle gambe. La sua gratitudine è sincera e se un avventore maltratta, anche per scherzo, uno dei suoi benefattori, ringhia deciso, per far capire da che parte sta. Dopo alcune degustazioni, se gli si offre altro cibo, per quanto i labrador abbiano un appetito  leggendario, smette, con atteggiamenti chiarissimi di rifiuto.  Un istinto sicuro lo guida: è sazio, e rinuncia alla deliziosa focaccia ligure. Ho la sensazione che l’uomo occidentale contemporaneo avrebbe molto da imparare da Logan: non solo in termini di lealtà e simpatia, ma soprattutto perché lui conosce il suo limite. Il corredo genetico ricevuto, le informazioni trasmesse da generazioni della sua razza sono la bussola del suo essere nel mondo. Noi, tutto il contrario. La nostra parola d’ordine è “sempre di più”. Affrancati da ogni frontiera, liberati da qualsiasi limite, vogliamo sempre di più, di qualsiasi cosa, merce , profitto o esperienza. E’ una novità profonda, una caratteristica che l’uomo di ieri non possedeva, o che, quanto meno, era trattenuta, frenata, tenuta a bada da credenze diffuse, principi morali, idee religiose introiettate dalla gran massa.Il capitalismo ha fatto la differenza, plasmando l’homo oeconomicus, che pretende di massimizzare il proprio interesse materiale e ne fa il centro della vita. Poi ha inventato l’homo consumens et desiderans, il cui immaginario simbolico è dominato dal feticismo delle merci (Marx – in un modo o nell'altro… – l’aveva compreso)  e da un delirante, compulsivo desiderio di sensazioni ed esperienze sempre nuove, il cui limite è progressivamente spostato più in alto, come l’asticella nelle gare di salto.

     Desiderio e felicità                                                                                               

    Era già chiaro ai padri greci che il desiderio, illimitato per natura, è l’ostacolo più grande alla felicità, e la lezione di Epicuro fu il riconoscimento che il piacere, pur essendo un sommo bene, consiste nella saggezza di sapersi accontentare della propria vita, godersi ogni momento come se fosse l'ultimo, senza preoccupazioni per l'avvenire (anche se Epicuro, non conoscendo la luce eterna della speranza-certezza del Cristianesimo… non colse l'essenza della gioia maggiore: quella eterna, dopo la morte, preannunciata dal Cristo – Ndr – da guadagnarsi con le opere, su quel "campo di battaglia" chiamato "mondo" – Ndr). La condotta umana, quindi, deve essere improntata verso una grande moderazione: meno si possiede, meno si teme di perdere. Egli distinse un  piacere che chiamò cinetico, che dura per un istante e lascia più insoddisfatti di prima: sono piaceri cinetici quelli legati al corpo, alla soddisfazione dei sensi. Poi individuò un  piacere catastematico , durevole, che sa valutare i desideri, catalogandoli come naturali e necessari, naturali e non necessari, ed altri né naturali né necessari, “ma nati solo da vana opinione”. La vita, per Epicuro, è un banchetto che può terminare in qualsiasi momento. Il saggio, pertanto, non gozzoviglia né attende le portate più ricche, ma si accontenta di ciò che ha avuto, pronto ad uscire di scena senza rimpianti.

     La grande trappola del consumo compulsivo                                                

    Non è un caso che la pseudo scienza della psicoanalisi sia nata e cresciuta, sino a trasformarsi in un criterio generale di giudizio sulla realtà, da quando si è dispiegata la potenza, creatrice e distruttrice insieme, dell’universo capitalista. In particolare, il suo fondatore, Sigmund Freud, teorizzò il cosiddetto “lustprinzip” o principio di piacere. L’uomo desidera la felicità, nel senso dell’appagamento immediato, irrazionale, dei suoi desideri e pulsioni. Il desiderio, lustprinzip, si scontra con la realtà, costituita dalle costrizioni e dalle consuetudini morali che impediscono il pieno soddisfacimento del piacere. Ciò genera la frustrazione, che è però temperata dall’altro principio che governa la vita umana, quello di realtà, il regolatore che agisce nel senso di rinviare l’appagamento del desiderio, trattenere l’aspettativa di piacere, accordare la gratificazione a situazioni avverse. Il principio di realtà, in Freud, agisce inoltre come equilibratore dell’intero funzionamento psichico , e corrisponde al concetto di “super io”, mentre il principio di piacere è la modalità di funzionamento dell’Es, che rappresenta la voce degli istinti nell'animo dell'uomo. Aristotele fu il grande teorizzatore della misura (metron) e della saggia intelligenza che definì phrònesis, ma l’intero mondo ellenico si attenne al rispetto del limite, chiamando arroganza la dismisura (hybris).  L’uomo contemporaneo europeo ed occidentale è uscito definitivamente dalla sua stessa civiltà; egli ama, anzi vuole oltrepassare ogni limite, attraversare qualsiasi confine con scarponi chiodati, abbattere ogni remora, ignorare ogni scrupolo. Oswald Spengler chiamò tale atteggiamento “faustiano”.  Il liberalcapitalismo ultimo vive di questo, ed alimenta continuamente il desiderio con la trappola del consumo compulsivo (trappola, questa, neutralizzata in maneira integrale e definitiva dal Cristianesimo: i beni nell'ottica cristiana – come insegna Gesù – diventano talenti da "amministrare temporaneamente" in vista di un bene comune sommo e non in vista di una egoistica e distruttiva autirealizzazione – Ndr)

    sete di giustizia - consumatore globale

     Desiderio insopprimibile – Il fulcro dell'ideologia liberista                      

    La non-ideologia liberista – pensiero fintamente debole, in realtà fortissimo nella sua carica nichilistica e dissolutrice – è il sistema che ha meglio compreso, da pensiero esclusivamente strumentale qual è, la potenza dirompente delle teorie del dottor Freud: specie la parte che assegna il primato alle pulsioni più basse  e nascoste dell’animo umano. L’alternanza di eros (pulsione al piacere) e thànatos, istinto incontrollato di morte e distruzione, indirizzato allo scarico totale di tutti gli impulsi è, se adeguatamente compreso ed indirizzato, l’alleato naturale del capitalismo di consumoThànatos può provocare comportamenti autodistruttivi, ovvero essere convogliata verso l’esterno come energia passionale; la società-mercato ne è l’ambiente privilegiato, poiché provoca la dissoluzione di tutto ciò che è suscettibile di fungere da freno, a partire dalle leggi morali (1) che reprimono la soddisfazione immediata di capricci e bramosie. In questo senso, l’economia liberista , dai classici in poi, è guidata anche a livello teorico più dal desiderio che dalla soddisfazione del bisogno (essa sfocia in quella brutale forma di paganesimo moderno che possiamo inquadrare con l'espressione di "idolatria del consumo" – Ndr).

    (1) Vedi qui L’uomo Moderno ha perduto se stesso perché ha Sostituito Dio con il Ciarpame

     Uno dei più potenti motori del nichilismo                                                    

    Bernard Mandeville, anzi, teorizzò ,nella Favola delle Api, i vizi privati che diventano virtù in quanto alimentano lo scambio. Forse – paradossalmente – l’unico sincero fino in fondo, il medico anglo olandese economista dilettante. Il filosofo francese Jean Vioulac ha scritto di recente “Il liberalismo, nella misura in cui si definisce tramite l’esigenza della deregulation e della de-istituzionalizzazione di ogni attività umana, è il progetto politico di smantellamento completo dell’ordine della legge, e in questo è uno dei più potenti motori del nichilismo”. Principio di piacere, più Eros e Thanatos, uguale assenza di limite, revoca delle leggi morali, individualismo esasperato, discredito di ogni comunità o solidarietà, riduzione dell’Altro a mezzo, reificazione di tutto, da misurare in valori monetari e capacità di causare piacere, nelle forme più varie e triviali. Prigioniero del principio di piacere, nemico della realtà, che gli ricorda la fatica, la necessità, la caducità della vita, l’occidentale moderno e progressista, liberato “da”, libero “di”, per dirla con il lessico della psicologia analitica, ha posto il Super Io ( ovvero la coscienza critica, dove risiede il Sé), al servizio dell’Es, lo scatenamento pulsionale, infero, istintuale. Apollo sovraordinato a Dioniso, avrebbe detto Nietzsche.

     La nuova trinità (piacere, ricchezza, immagine)                                           

    Sua Maestà il mercato ha innalzato per lui una nuova trinità: piacere, ricchezza, immagine. A differenza di Logan, che in questo periodo non è in calore, trascura le cagnoline, non degna di uno sguardo i botoli ringhiosi di piccola taglia, litiga il giusto con i maschi più grandi e rifiuta l’ennesima offerta di leccornie, il nostro Homunculus  è goloso, obeso, sovraccarico di desideri compulsivi e consuma innanzitutto se stessoHomunculus è la creatura artificiale prodotta in laboratorio da Wagner, l’allievo di Faust, nella seconda parte del capolavoro goethiano. Antesignano dell’odierna  tecnoscienza, Homunculus  rompe la provetta e vuol provare tutti quei piaceri che Faust ha ottenuto dal patto con Mefistofele, specie quelli della carne. Alla fine pure lui, omino artificiale, postumano in anticipo di secoli desidera “provare infine se mi riesca a nascere davvero in piena regola”. Dunque, ha riflessi di vita autentica. Più artificiale sembra l’umano postmoderno, che insegue tutto senza mai raggiungerlo. Questa è la logica del consumo: desideri sempre diversi, nuovo contro vecchio, il più nuovo che sconfigge la moda di ieri, ma sarà già sfiorito al tramonto, come certe rose.

    sete di giustizia - consumatore globale

     Ottimizzazione del piacere e mercificazione dell'essere                            

    Milioni di giovani sballano in discoteca al ritmo di musiche ripetitive, ora violente, ora ipnotiche. Bevono, assumono farmaci o droghe  per reggere il ritmo, prolungare il piacere, estenderne l’intensità sinché la fisiologia prende il sopravvento.  Certi Romani avevano un rapporto tanto distorto con la ricchezza ed il cibo da provocarsi il vomito per poi ricominciare. Credo sia capitato a tutti di essere testimoni di conati di sballati sfiniti. Il sesso diviene consumo, coazione a ripetere, indifferenza verso i partners, perché mio è il piacere, mia l’esperienza, la sensazione, l’Altro è solo il mezzo, l’oggetto. Spesso intercambiabile, non di rado è indifferente che sia uomo, donna o chissà che altro, probabilmente in cerca anch’esso delle medesime emozioni.  Altri farmaci, viagra, adesso anche la sostanza che stimola il piacere femminile, e, su tutto, il mito del corpo, della giovinezza. Immagine… Una volta si teneva all’onore, non senza qualche distorsione, ma l’onore era essenzialmente il senso di sé entro la comunità ed i valori in cui ci si riconosceva. Persino il mercante teneva in conto il proprio onore, che consisteva sì nella solvibilità, ma soprattutto nel rispetto della parola data. Ora, teniamo all’immagine, ovvero alla fotografia unidimensionale ma coloratissima di come vogliamo sembrare. E’ una volgarizzazione fognaria di George Berkeley: “esse est percipi”, ogni cosa esiste solo in quanto viene percepita da noi. Piacere ed immagine si possono conseguire , o inseguire, solo se si hanno mezzi economici. La chirurgia estetica e la mania del corpo , “fitness”, costano, come gli abiti firmati e le vacanze in certi luoghi deputati dove si appare e si insegue il piacere, specie quello sessuale, che sarebbe poi , di per sé, il più naturale di tutti.

     Paradisi di plastica                                                                                              

    Un giro in uno di quei centri commerciali chiamati outlet – che invero significa rimanenza – è più istruttivo della lettura di interi manuali di sociologia o antropologia culturale. La famigliola, talora con nonna al seguito, fa cento chilometri in autostrada, paga allegra pedaggio e benzina con carta di credito e, nei sotterranei, magia, trova parcheggio, altro che in centro. Ammira i fabbricati commerciali con gridolini di entusiasmo, e mette mano alla fotocamera dello smartphone: vie e costruzioni sono l’imitazione dell’architettura tradizionale della zona, solo più banale, devitalizzata, ma biodegradabile. Immagine….. Intanto, acquista. E’ tutto “di moda”, e c’è davvero di tutto, tranne i libri e gli altri prodotti culturali. Strilli accompagnano la vista dei negozi intitolati ai vari marchi e brand gestiti in franchising (oh, l’english di massa!) , dove ogni prodotto costa un paio di euro meno che in città e le offerte speciali allettano i gonzi in libera uscita. I bimbi piccolissimi, che non sono ancora consumatori, sono parcheggiati  in appositi recinti con babysitter gentilmente fornita dalla direzione, comode panchine ai quadrivi ospitano i nonni che non si potevano proprio lasciare a casa (spesso pagano loro), giusto nelle vicinanze di parafarmacie e negozi di articoli sanitari.

     Sempre di più… ma verso il basso…                                                                

    In altri settori, si attardano i giovani, tra bar simil–pub, videogiochi ed abbigliamento generazionale. Mamma e papà pagano con carta di credito anche articoli di poco prezzo, tanto lì il POS ce l’hanno tutti. Per i nostalgici del contante, vicino all’ipermercato od ai negozi più cari ci sono i bancomat . Tutto per la felicità del consumatore, che tornerà a casa esausto, ma felice di aver riempito l’automobile con merci per lo più inutili, sino a quando, in coda, si accorge di aver dimenticato proprio quella cosa lì, a cui teneva tanto, e per la quale aveva affrontato il viaggio. Pazienza, tornerà, magari indebitato con il credito al consumo, ma domani mostrerà in ufficio le fotografie scattate, ed i selfies di fronte alla piazza finta, in cui è venuto così bene, per merito del comodo bastoncino allungabile in vendita da immigrati itineranti di varie nazionalità. Piacere, immagine, ricchezza. Quella sognata, o perseguita senza scrupoli, riguardi o senso morale. Quella che permetterà la crociera di lusso o il viaggio nelle capitali più “cool”, in cui visiterà devoto altri templi del commercio, del piacere e della movida . Ricordate il Bataclan, in cui tanti sono morti ascoltando un brano musicale in cui si invitava a baciare il diavolo? (2) Se di soldi ne abbiamo pochini, niente paura.  Possiamo imitare i ricchi (perbacco, c’è la democrazie e vige l’uguaglianza!) con il low cost”.    Tutti in gregge a basso prezzo, e pazienza se così non lavorano più connazionali od europei, ma solo poveracci multietnici. L’importante è che “ci siamo divertiti” e possiamo apparire su Facebook: principio di piacere più immagine. Sempre più in là, sempre di più. Homunculus senza neppure la nostalgia di una nascita vera, della vita da persona che animava l’esserino del Faust. Sempre di più, ma verso il basso.

    (2) Vedi qui Dietro gli attentati di Parigi – I Dr. Jekyll e Mr. Hyde dei giorni nostri

    sete di giustizia - consumatore globale

     l'insana felicità dell'uomo-criceto                                                                   

    Potremmo dire – senza nessun errore di sorta / Ndr – che il livello umano di insoddisfazione è direttamente proporzionale al livello di spesa destinata a consumi ed eccessi più o meno indotti. Entrambi, poi (Ndr) sono direttamente proporzionali alla crescita della schiavitù da moneta-debito connessa alla stessa emissione/stampa dell'oro-carta in seno alle tipografie delle banche centrali. Moneta-debito necessaria ad alimentare questi infiniti e bizzari cicli… (3) protesi alla cinesizzazione delle masse (4). Insomma: doppio danno e doppia beffa. Ciò, mentre l'uomo-criceto continua isterico e irrefrenabile il suo ennesimo "giro di ruota" (Ndr)

    (3) Vedi qui Debito Pubblico verso un nuovo record storico

    (4) Vedi qui Diego Fusaro e la Cinesizzazione dei Sovranisti

     Davvero, vuoi essere meno del tuo cane?                                                     

    Quel basso che non conosce il mio amico a quattro zampe Logan, che mi lecca la mano se gli offro la focaccia, ma non pretende tutto il forno, che ama la cagnette, ma solo al tempo suo, Logan che farebbe del male solo per paura o per difendere il suo padrone. Homunculus, bianco europeo del XXI secolo in rapida, meritata estinzione, distillato nell’alambicco del progresso, che vivi per possedere (indebitandoti nel sonno con la moneta-debito che ti vanti di possedere – Ndr), apparire, bramare, guardati allo specchio come Narciso.  Davvero, vuoi essere meno del tuo cane?

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • Il Vero Volto di Nelson Mandela Oltre la Propaganda

    Il Vero Volto di Nelson Mandela Oltre la Propaganda

    Articolo Pubblicato Domenica, 15 Settembre / 2013

    – Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa –  

      di "Associazione Culturale La Torre"

    Nelson Mandela, Sudafrica, Associazione Culturale La Torre, Comunismo, Stragi, ANC, Londra 

    Il Vero Volto di Nelson Mandela Oltre la Propaganda

    Lettera di Gian Franco Spotti – Le verità Storiche che la

    propaganda comunista ed occidentale hanno occultato

    La Bomba di Church Street del 1983

     

    Lettera di Gian Franco Spotti

    Il Vero Volto di Nelson Mandela

     Il Vero Volto di Mandela, Oltre la Propaganda                                           

    Parma  – Lettera di Gian Franco Spotti – Egregio Direttore, è sconcertante con quanta ipocrisia e falsità si è celebrato alcuni giorni fa il “Mandela Day” in onore di Nelson Mandela, ex presidente del Sud Africa, con uno spreco di lodi e venerazioni al limite della blasfemiaSe si osservano realisticamente e oggettivamente i fatti, diventa chiaro che una falsa immagine di Mandela è stata presentata al mondo.  E’ difficile stabilire quanto abbia influito l’ingenuità di certi giornalisti pappagalli e quanto abbia influito la propaganda capitalista e comunista, nel costruire quest’immagine del tutto errata. Egli non è affatto l’amante della pace, della giustizia e della libertà che si crede, ma solo un tiranno, un comune delinquente. Non venne imprigionato a Robben Island senza ragione, e non perché era un semplice oppositore dell’apartheid. Venne incarcerato per aver pianificato di rovesciare lo stato, causando, in tale processo, la morte violenta di migliaia di persone innocenti (neri compresi). Un crimine che prevedeva la pena di morte, per cui deve considerarsi fortunato che il cosidetto regime dell’apartheid non l’abbia applicata.

     Il Messia Nero e i suoi Sostenitori                                                                     

    Nella sua autobiografia intitolata: Il "Lungo Cammino Verso la Libertà", ha amesso di aver dato lui l’ordine per la bomba di Church Street, scoppiata alle ore 16.30 di Venerdì 20 Maggio 1983, nella cui strage morirono 19 persone e altre 217 rimasero ferite. Furono poi i paesi occidentali come l’Inghilterra, l’America e i Paesi Scandinavi a finanziare i movimenti terroristi in Sud Africa. Parteciparono anche attivamente con la rete comunista internazionale nel costruire l’immagine di Mandela facendovi riferimento come l’uomo che avrebbe salvato la nazione, la venuta del Messia Nero. Il supporto attivo dei poteri occidentali all’ANC fece sì che, in tutto il mondo, non vi fosse praticamente alcuna critica alla campagna di violenze dell’ANC. Quanto profondamente l’occidente fosse coinvolto è confermato dal fatto che la sede dell’ANC non era in un paese comunista (almeno formalmente, di facciata – Ndr), ma a Londra, da sempre capitale di intrighi ed inganni internazionali organizzati dai poteri forti politici e finanziari. Saluti

    "Associazione Culturale La Torre" 
    (Lettera di Gian Franco Spotti alla “Gazzetta di Parma” 3 agosto 2013)
    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa
     

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     Curiosità                                                                                                                    

    Nelson Mandela – Onorificenze (Fonte Wikipedia)

    Onorificenze sudafricane

    Gran Maestro dell'Ordine della Buona Speranza - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Buona Speranza
       
    Ordine di Mapungubwe in Platino - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Mapungubwe in Platino
      — 10 dicembre 2002[13]

    Onorificenze straniere

    Compagno Onorario dell'Ordine dell'Australia (Australia) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno Onorario dell'Ordine dell'Australia (Australia)
      — 9 giugno 1999
    Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Stara Planina (Bulgaria) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Stara Planina (Bulgaria)
       
    Compagno Onorario dell'Ordine del Canada (Canada) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno Onorario dell'Ordine del Canada (Canada)
      «È un simbolo universale del trionfo sull'oppressione che ha ispirato le persone in tutto il mondo a lavorare per porre fine pacificamente all'intolleranza e all'ingiustizia. Figura torreggiante nella transizione dall'apartheid alla democrazia in Sudafrica, che è emerso come uno dei più grandi e umanitari statisti di questo secolo, riconosciuto in tutto il mondo per la sua dignità, la forza morale, e l'integrità. La sua lotta, lunga tutta la vita, per la libertà, la giustizia, l'uguaglianza e garantisce la sua presenza nei libri di storia delle generazioni a venire.»
    — nominato il 3 settembre 1998, investito il 24 settembre 1998[14]
    Collare d'Oro dell'Ordine olimpico (CIO) - nastrino per uniforme ordinaria Collare d'Oro dell'Ordine olimpico (CIO)
       
    Ordine di José Martí (Cuba) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di José Martí (Cuba)
       
    Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
      — 18 febbraio 1996
    Gran Cordone dell'Ordine del Nilo (Egitto) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine del Nilo (Egitto)
      — 1997
    Membro Onorario dell'Ordine della Giamaica (Giamaica) - nastrino per uniforme ordinaria Membro Onorario dell'Ordine della Giamaica (Giamaica)
       
    Bharat Ratna (India) - nastrino per uniforme ordinaria Bharat Ratna (India)
      — 1990
    Cavaliere dell'Ordine del Leone d'Oro di Nassau (Lussemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Leone d'Oro di Nassau (Lussemburgo)
      — 1999
    Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale del Mali (Mali) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale del Mali (Mali)
       
    Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico)
      — 2010
    Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia)
      — 1998
    Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone d'Oro di Nassau (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone d'Oro di Nassau (Paesi Bassi)
      — 1999
    Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Pakistan (Pakistan) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Pakistan (Pakistan)
      — 3 ottobre 1992[15]
    Cavaliere dell'Ordine del Sorriso (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Sorriso (Polonia)
       
    Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
      — 9 marzo 1996
    Membro Onorario dell'Ordine al Merito (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Membro Onorario dell'Ordine al Merito (Regno Unito)
      — 21 marzo 1995
    Balivo di Gran Croce del Venerabile Ordine di San Giovanni (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Balivo di Gran Croce del Venerabile Ordine di San Giovanni (Regno Unito)
      — 2004
    Grande Stella dell'Ordine della Stella dell'Amicizia tra i Popoli (Repubblica Democratica Tedesca) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Stella dell'Ordine della Stella dell'Amicizia tra i Popoli (Repubblica Democratica Tedesca)
      — 1984
    Medaglia presidenziale della libertà (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia presidenziale della libertà (Stati Uniti)
      — 2002
    Ordine dell'Amicizia (Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dell'Amicizia (Russia)
      — 1995
    Premio Principe delle Asturie per la cooperazione internazionale (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per la cooperazione internazionale (Spagna)
      — 1992
    Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
      — 1999
    Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia)
      — 3 marzo 1997
    Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Jaroslav il Saggio (Ucraina) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Jaroslav il Saggio (Ucraina)
      — 3 luglio 1998
     

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  • La Gabbia Dorata del Capitalismo e L’Avvelenamento Silenzioso – Conosci Monsanto?

    La Gabbia Dorata del Capitalismo e L’Avvelenamento Silenzioso – Conosci Monsanto?

    Lunedì, Maggio 27th/ 2013

    – L'Inchiesta, di Giovanni Antonio Fois e Redazione Q.E. –

    Capitalismo, Prodotti alimentari, Prodotti Cosmetici, Coca Cola Company, Garnier, Ogm, Stati Uniti, Unione Europea, Italia, Pier Paolo Pasolini, Fernand Braudel, Comunismo, Unione Sovietica, Ilva Taranto, Ronald Reagan, ogm, No Monsanto Day 

     

    Ue-Usa – La Gabbia dorata del Capitalismo e

    l'avvelenamento silenzioso

    Ecco cosa contiene quello che consumate

    Pronti OGM in massa… per il mercato europeo

    Tra il silenzio dei Media Italiani, il 25 maggio 2013

    è stata celebrata la Giornata Mondiale di Protesta

    contro la Monsanto, leader mondiale degli OGM:

    L'Inchiesta di Qui Europa

     

    di Giovanni Antonio Fois e Redazione "Qui Europa"

    Protesta mondiale contro Monsanto

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     25 Maggio 2013 – Protesta Mondiale contro Monsanto                                

    Terra – Sabato 25 maggio in ben 36 Paesi del mondo è stata "celebrato" il "NO Monsanto Day" (o Occupy Monsanto) cioè la Giornata Mondiale contro la multinazionale Usa Monsanto, leader mondiale nella produzione dei distruttivi semi transgenici o geneticamente modificati (OGM – vedi allegati). Un movimento che si scontra con le forti protezioni politiche di cui gode il colosso americano. Ma pochi sanno – specie in Italia (Paese tenuto come sempre allo scuro di tutto, dai media di regime) – che dal marzo 2005, dopo l’acquisizione della Seminis Inc, Monsanto è anche il maggior produttore mondiale di sementi convenzionali. La compagnia (della "morte") fu fondata nel 1901 a St. Louis, Stati Uniti  da John Queeny, prendendo il nome dalla moglie di Queeny, Olga Monsanto. Essa divenne ben presto  la prima produttrice statunitense di saccarina, prodotti chimici, fosfati e  biotecnologie applicate all’agricoltura. Dal 2002 la multinazionale Monsanto è diventa una società dedita esclusivamente agricoltura transgenica. Quel che si dice un vero e proprio inferno verde! Ma dove sta l'ulteriore  fregatura? Eccola servita! Beh, pare che la Monsanto – con la protezione di molti governi ed i cospicui finanziamenti ricevuti dagli USA – abbia contaminato il cibo che abbiamo mangiato negli ultimi 20 anni, e continua a farlo tuttora! Continua con prodotti chimici e OGM senza dichiararlo in etichetta, attraverso il controllo della maggior parte delle forniture alimentari del mondo. Una sorta di grande rubinetto che abbevera migliaia di aziende di settore.

    La Menzogna Liberista - Monsanto & Co

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Menzogna liberista – 100% Mercato comune, 0% Diritti e Salute       

    Mostruoso! Questa è solo una delle ultime e più diaboliche follie del liberismo capitalistico, e della menzogna liberista. L'Italia ovviamente subisce tutto questo nel silenzio, e – guardacaso – il numero dei tumori aumenta di giorno in giorno, con la complicità delle stesse case farmaceutiche che – tra l'altro – continuano a tenere nascosti i benefici della cura "Di Bella", preferendo chemio e radio: terapie molto redditizie ma poco efficaci rispetto alla prima, che ognianno solo in Italia porta alla completa guarigione (nel silenzio)oltre 5000 pazienti colpiti da cancro (vedi articolo in allegato).

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     Il Paradosso – L'Italia verso un Capitalismo Stalinista                                  

    Roma – Fatta questa breve ma doverosa premessa, cerchiamo ora di capire più a fondo come è stato possibile arrivare a ciò! La storia della Repubblica Italiana degli ultimi decenni appare molto controversa e del tutto particolare. Specie oggi, tempo in cui l'inganno liberista è venuto ormai allo scoperto in tutta la sua mostruosità. Il nostro Paese – attraverso l'élite che ne sta illegittimamente guidanto le sorti, a scapito di ogni principio costituzionale – ha dimostrato la palese volontà di sposare a pieno il pensiero capitalistico più d'ogni altra nazione del mondo occidentale. Il dibattito portato avanti per tutti gli Anni 70 e 80 ha visto per così dire contrapporsi – e spesso fondersi e confondersi in un unico strategico abbraccio – come ben sappiamo, la "religione dei soviet" – di stampo comunista e marxista – a quella statunitense, di chiara impronta liberal-capitalistica. Anche se sono sempre di più gli analisti, economisti e studiosi – e tra di essi modestamente anche noi – che pensano che tra di essi ci siano davvero poche differenze. Per non dire nessuna. Due facce della stessa medaglia!

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     I Grandi burattinai della Storia Moderna – Gli Illuminati                            

    Entrambe le ideologie furono infatti sdoganate – a ben vedere – dalla stessa mente illuminata. Vedi Adam Weishaupt, vedi dinastia Rothschild. Anno 1776. Precisamente 1° Maggio 1776: data di nascita (vedi iscrizione in latino nel dollaro USA) della setta massonica più potente ed organizzata al mondo: Gli Illuminati. Teorie queste non nuove ai profondi conoscitori delle origini storiche della setta, della quale fecero parte sia i padri del pensiero liberale che i padri del nazional-socialismo. Che combinazione! 

    Capitaliamo e Liberismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Stalin il Privatizzatore                                                                                                 

    Tuttavia, salvo isolati casi, opportunamente messi a tacere (vedi Pierpaolo Pasolini) gran parte della sfera culturale del Paese aveva individuato dei punti di forza e debolezza per entrambe le linee ideologie politiche. Il fallimento del comunismo e la caduta dell'impero sovietico, poi, hanno sicuramente contribuito a spingere prepotentemente l'elettorato verso il pensiero d'oltre-oceano, sfruttando inoltre la scia della pseudo-condanna ai movimenti estremisti di sinistra. Anche se come ci insegna la storia gli stessi padri del Comunismo, Lenin e Stalin furono i primi a sposare di fatto il capitalismo, giungendo a privatizzare la Banca Centrale Russa: cosa mai neppur minimamente osata dagli Zar (accelerata poi durante la Perestroika da Mikhail Gorbachev – uno dei maggiori esponenti del "Mondialismo illuminato") e che portò ben presto alla svendita del ricco Paese ed alla creazione di un'oligarchia di personaggi alquanto squallidi, che poterono mettere indisturbati le loro avide grinfie su alcuni dei giacimenti di risorse naturali più ricchi del Pianeta. Eppure – digressioni storiche e falsi miti a parte – a ben vedere, il capitalismo malgrado i fallimenti storici degli Anni Ottanta si presenta ancora oggi come un'arma che qualcuno vorrebbe propinarci come valida ed efficiente. Vedi i profeti del liberismo che infestano con le loro bizzarre teorie – e le loro "scuole" – specie oggi numerose università italiane. Ma si tratta ovviamente di un'arma a doppio taglio per l'intera umanità, ed in primis per la cittadinanza europea. Vedi a sostegno di questa tesi l'emblematico paradosso africano. (Vedi fenomeno del Land-Grabbing – Allegati).

     

     Il Pensiero di Braudel                                                                                                 

     

    Vale la pena sottolineare cosa sia il capitalismo oggi, riprendendo le parole del noto sociologo contemporaneo Fernand Braudel: Privilegio di una minoranza, il capitalismo è impensabile senza la complicità della società…è necessario che, in un modo o nell’altro, l’intera società ne accetti, più o meno consapevolmente, i valori”. Quindi un sistema a vantaggio di pochissimi eletti (comunisti o liberisti che siano) che, per mantenere il loro potere, agiscono sui loro sudditi imponendo i propri valori. Quel che è peggio è che, come sottolineato dallo stesso Braudel, la cittadinanza rimane molto spesso inconsapevole su quanto stia accadendo alla propria mente. Questo piano può essere messo in pratica solo per mezzo di un modo di pensare comune veicolato appunto dai vertici politici ed economici internazionali.

     

     L'Arma Impropria della pubblicità                                                                         

     

    In questo caso il contributo maggiore è stato dato senz'altro dalla pubblicità e, in particolar modo dalla televisione. Oggi siamo portati a pensare che un prodotto reclamizzato in tv sia sicuramente genuino o comunque di buona fattura. In questo modo il mercato si è spostato verso quei pochissimi soggetti capaci di comprare degli spazi pubblicitari, lasciando fuori il 99% della piccola e media imprenditoria. Basta pensare a quante persone si recano all'Ikea ogni fine settimana e a quanti falegnami hanno perso i propri clienti (e di conseguenza il proprio lavoro) negli ultimi anni. Padre Pio, il giorno che fu inventata la TV ed essa iniziò – ben presto – a spopolare nelle case degli Italiani esclamo: "Ci siamo messi il demonio in casa!". Col senno di poi, come dargli torto?

    No Monsanto Day

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     TV – Garante di Qualità                                                                                             

    Pensare che un prodotto presentato in televisione sia qualitativamente valido è un discorso sbagliato in linea di principio. Chi può permettersi uno spazio televisivo può infatti agire anche sulla comunità scientifica che ne controlla la genuinità, elargendo importanti contributi. Così ci ritroviamo sommersi da alimenti e prodotti cosmetici nocivi, ma felici di averli acquistati. Per fare qualche esempio potremmo citare l'aspartame, dolcificante artificiale ormai onnipresente sul nostro mercato. Sebbene sia stato giudicato nei primi anni 80 come altamente nocivo per la salute dell'uomo, grazie alla complicità del presidente Usa Ronald Reagan ed alle grandi multinazionali del settore, l'aspartame è oggi distribuito in quasi tutte le bevande e gli alimenti dietetici, ovvero privi di zuccheri, contribuendo all'innalzamento degli indici patologici sul territorio mondiale. Anche le grandi multinazionali della cosmetica sono riuscite negli anni a far approvare numerosi prodotti lesivi per la salute di chi li utilizza, arrivando oggi ad essere accusati di malattie degenerative, quali il cancro al seno e l'ADHD infantile. Per non parlare poi degli inquinanti atmosferici rilasciati nell'aria dalle grandi centrali termoelettriche (Vedi Brindisi) e dalle industrie metalmeccaniche e petrolchimiche (delle quali il più fulgido e a noi più vicino è l'Ilva di Taranto – ma non solo: vedi il recente articolo in allegato dal titolo "Inchiesta Italia – Quanto vale la Salute dei Cittadini?" ). Queste, nel silenzio, stanno contribuendo massicciamente alla distruzione atmosferica oltre che all'avvelenamento silenzioso della cittadinanza.

    Petition-Ue-Agricolture

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Piano OGM dell'Unione Europea                                                                     

    Intanto il governo americano, come se non bastasse, annuncia l'intenzione di introdurre ufficialmente gli OGM (da loro prodotti) sul mercato europeo, sebbene gli studi abbiano sottolineato i pericoli derivanti da questo tipo d'alimentazione, che possono sfociare nel collasso degli organi interni e in casi di totale sterilità. Per non parlare dell'azione degli agenti cancerogeni e dell'alterazione del DNA umano. (Vedi Video in allegato). Ribadendo il nostro ''No, grazie'' alle politiche d'espansione statunitensi, vogliamo sottolineare ai nostri lettori quanto futili, dannosi e pericolosi siano molti dei prodotti reclamizzati che, forti delle loro logiche di mercato, riescono sempre in un modo o nell'altro ad entrare nel nostro carrello della spesa. La domanda che ci sovviene è d'obbligo: a costo della nostra salute, siamo veramente convinti di aver bisogno di prodotti come il mais e la soia OGM, la pasta con OGM (spesso prodotta negli Usa, a discapito della marca: vedi americanizzata Barilla, ed altre…) della Coca Cola/Pepsi/Fanta, ecc.. (bevande ingeneratrici di diabete e concausa di leucemie) della Coca-Cola Zero (ricca del micidiale aspartame) o del Fructis della Garnier? E che dire del fluoro contenuto del dentifricio?

    Accordi di Libero Scambio Ue-Usa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Cosa fare nel concreto per sopravvivere                                                             

    Prima di gettare i semi nel nostro "sacro" orto, quanti di noi controllano a priori l'etichetta delle confezioni? Quanti controllano che non si tratti di semi OGM ed esigono dai consorzi solo semi naturali? Apriamo gli occi: se non l'avete capito ci vogliono levare di mezzo! E non è un'esagerazione. Non è allarmismo a buon mercato. Ve l'assicuriamo! D'altra parte – come detto in più sedi – è in atto un diabolico/satanico piano mondiale per un genocidio controllato e sistematico delle masse. Vogliono portare – tra cibi avvelenati, semi OGM, vaccini sterilizzanti, medicine dannose, scie chimihe, ecc.. – la popolazione mondiale da 7 miliardi e mezzo a meno di un miliardo. Informatevi ed informate. (Vedi video dell'ex magistrato Paolo Ferraro, in allegato). Cosa fare dunque nel concreto? Protestare, Informare chi vive nell'ignoranza e boicottare l'acquisto di questa spazzatura! Ecco un vademecum orientativo di sintesi sulle ragioni che hanno portato alla protesta mondiale contro la Monsanto dello scorso Sabato 25 Maggio.

     

     Allegato – L'Inferno Verde chiamato Monsanto, punto per punto                              

     Monsanto Day – Le ragioni della protesta                                                                             

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      1  – Alterazioni al DNA umano, tumori e sterilità                                                               

    Le ricerche hanno dimostrato che gli alimenti OGM della Monsanto possono portare a gravi condizioni di salute, come lo sviluppo di tumori del cancro, infertilità e difetti di nascita.

      2 – Finanziamenti Governativi e Mancanza di Controlli e Ricerca                             

    Negli Stati Uniti, la FDA, l’agenzia con il compito di garantire la sicurezza alimentare della popolazione, è guidata da dirigenti ex-Monsanto. Esiste dunque un palese o quanto meno possibile conflitto di interessi sufficiente a spiegare la mancanza di ricerca da parte del governo USA sugli effetti di lungo termineprodotti dagli OGM. Per non parlare dei cospicui finanziamentti elargiti dalla Casa Bianca verso la criminosa multinazionale.

      3 – Monsanto Protection Act – Proliferazione della Morte                                            

    Di recente il Congresso USA ha trasformato in legge il “Monsanto Protection Act”, che vieta – tra l'altro – le corti da poter arrestare la vendita di semi geneticamente modificati della Monsanto.

      4  – Un Mostruoso Monopolio e la Fine dell'Agricoltura Biologica                            

    La Monsanto è stata – e continua ad esserlo – la destinataria di cospicui sussidi aziendali e favoritismi politici, a discapito dei piccoli agricoltori biologici, costretti ad adeguarsi o a chiudere.  La multinazionale, come detto, ha infatti il monopolio nell'approvvigionamento alimentare del mondo, compresi i diritti di brevetti esclusivi su semi e corredo genetico. 

      5 – Inibizione della fertilità dei terreni e collasso agricolo – Il caso delle Api         

    Gli OGM della Monsanto sono dannosi per l’ambiente, e sono causa provata dell'inibizione indotta della fertilità dei terreni e del collasso della colonia tra popolazioni di api nel mondo.

     Soluzioni Proposte                                                                                                                        

      A  – Acquisti Intelligenti e Sabotaggio volontario                                                            

    Votare con il denaro, ovvero tramite l’acquisto intelligente di prodotti organici e biologici, e boicottando le società di proprietà Monsanto che utilizzano OGM nei loro prodotti. In aggiunta boicottare l'acquisto di tutti quei cibi novici, anche se pubblicizzati in maniera martellante dalla TV. Non stancatevi di informarvi in merito. Ne vale la pena!

      B – Etichettatura                                                                                                                          

    Etichettatura degli OGM in modo che i consumatori possano facilmente prendere decisioni informate.

      C – Abrogazione "Monsanto Protection Act"                                                                     

    Richiesta di Abrogazione delle disposizioni pertinenti del “Monsanto Protection Act” negli Stati Uniti.

      D – Strada Politica, Dialogo, Informazione e Confronto                                               

    Non rassegnarsi ed Informare tutti i nostri conoscenti/amici, pressando i nostri politici sulla necessità di ulteriori ricerche scientifiche sugli effetti degli OGM sulla salute. Organizzare incontri tematici nei luoghi di lavoro/aggregazione pubblica frequentati. Inoltre potenziare la comunicazione diretta vias web, mediante giornalismo d'inchiesta e social media. (Diffondete questo articolo ed i video/articoli/documenti allegati il più possibile). Non lasciate che questi crimini contro l'umanità cadano nel silenzio. Almeno se ci tenete al futuro dei vostri figli.

      E – Recuperare la nostra sovranità                                                                                       

    Non permettiamo che i non eletti dell'UE decidano per 500 milioni di europei, portando a termine l'accordo di libero scambio (vedi articolo in allegato) con gli USA. Già il mercato europeo è invaso dagli OGM, in seguito a questo scellerato accordo, sarebbe davvero la fine. Protestiamo contro la scelta dell'UE facendo pressione sui nostri politici di riferimento. L'inattività equivale alla lenta ed inesorabile morte! Comprendiamolo!!!

    Giovanni Antonio Fois e Redazione "Qui Europa" (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Qui Europa – 25 MAGGIO 2013 – MILIONI DI UOMINI IN TUTTO IL MONDO HANNO PROTESTATO CONTRO LA MULTINAZIONALE USA PRIMA PRODUTTRICE MONDIALE DI OGM E PESTICIDI – TUMORI – ALTERAZIONI DEL DNA UMANO – STERILITA', ECC… SONO SOLO ALCUNI DEI "BENEFICI" DEGLI OGM CHE ORA L'UE VUOLE FAR ENTRARE IN MASSA NEL MERCATO COMUNE EUROPEO, MEDIANTE UN ACCORDO DI LIBERO MERCATO MESSO APPUNTO CON GLI STATI UNITI – IN ITALIA DORMONO TUTTI… NESSUN MEDIA NE HA PARLATO… VERGNOGNIAMOCI . QUANDO CI AMMALIAMO DI TUMORE NON CHIEDIAMOCI IL PERCHE'… CERCHIAMO DI SCOPRIRLO PRIMA PRENDENDO I GIUSTI PROVVEDIMENTI – ALCUNE IMMAGINI DEI CORTEI DI PROTESTA DEL "NO MONSANTO DAY" – 25 MAGGIO 2013 – http://www.youtube.com/watch?v=1T7RWPByt2Y
     

     

     

     

     

     

    Qui Europa – NO MONSANTO DAY – 25 MAGGIO 2013 – IN ITALIA SILENZIO ASSOLUTO DEI MEDIA – VERGOGNA!!!!! – EPPURE TUTTI MANGIANO – TROPPI SI AMMALANO DI TUMORE E SOFFRONO DI STERILITA'…..http://www.youtube.com/watch?v=JoOn4FjpN50

     

     

     

     

    Qui Europa – IL 25 MAGGIO SI E' CELEBRATA LA PROTESTA MONDIALE CONTRO LA MONSANTO, GLI OGM E I PESTICIDI – TUMORI ALLE STELLE –http://www.youtube.com/watch?v=g3x-dDtPoyE

    Qui Europa – IL 25 MAGGIO SI E' CELEBRATA LA PROTESTA MONDIALE CONTRO LA MONSANTO, GLI OGM E I PESTICIDI – DA VEDERE!!!! – NON DORMIAMO!!! – NE VA DELLA NOSTRA SALUTE E DI QUELLA DEI NOSTRI FIGLI – SCOPRI COS'E' LA MONSANTO….. E COME CI STANNO UCCIDENDO –http://www.youtube.com/watch?v=vBUuiV2Wgro

     

    Qui Europa – ASSOLUTAMENTE DA VEDERE- LA DENUNCIA DEL MAGISTRATO PAOLO FERRARO CONTRO IL NUOVO ORDINE MONDIALE – NON VI AZZARDATE A TOCCARE L'ACQUA… LA NATURA… LA POLITICA (IN UN FINTO DISSIDIO PER DOMINARE) – UN LAICO CHE PARLA DEL CRISTIANESIMO – NON TOCCATE IL CRISTO, NON TOCCATE I BAMBINI (progetto monarch) – NON VI AZZARDATE A DIRE CHE USATE LA GUERRA PER LA PACE – NON PARLATE DI COMPLOTTISMO.. la gente ormai ha capito…  –https://www.youtube.com/watch?v=Q8eqUs8RtPo&feature=player_embedded – DIFFONDIAMO A TUTTI!

     

    CERANO (BRINDISI) – LA CENTRALE TERMOELETTRICA PIU' GRANDE E INQUINANTE D'EUROPA… DANNI ANCHE AL DNA UMANO… EMISSIONE ANCHE DI NANOPARTICELLE TOSSICHE E ALTAMENTE CANCEROGENE (PIU' DELLO STESSO CARBONE).. L'ACQUA PRELEVATA VIENE REIMMESSA IN MARE…. BOMBA ECOLOGICA IN PIENO SALENTO… NESSUNO NE PARLA. COME MAI?http://www.youtube.com/watch?v=uOHvGp6hiWE

    Qui Europa – UNA BOMBA ECOLOGICA IN PUGLIA – NON SOLO ILVA…

    Qui Europa – SCOPRI COSA C'E' DIETRO A TUTTO –  http://www.youtube.com/watch?v=FWmfjFhjQhc

     

     

     

     

     

    Chi è John Todd? – Prima Parte (Vedi anche 2a e Ultima Parte)

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     Petizione, Video e  Articoli Correlati  – Approfondimenti                                                          

    Qui Europa – FIRMA E INVIA LA PETIZIONE ON-LINE PER SALVARE IL FUTURO DELL'AGRICOLTURA IN EUROPA E IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI… VOGLIONO BANDIRE I SEMI NATURALI… L'ULTIMA MOSTRUOSITA' DELL'UNIONE EUROPEA – http://seedpolicy.arche-noah.at/en/eu-seed-law/take-action/unterschreiben

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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  • L’Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI

    L’Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI

    Sabato, 12 gennaio/ 2013

    – Pio XI, brano tratto da "Quadragesimo Anno" – 

    Enciclica del 1931

    L'Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI / Mondo / Capitalismo / Cattolicesimo / Crisi / Dottrina Sociale / Cristianesimo / Economia / Lavoro / Capitale /   Impegno Cristiano / Politica / Enciclica / Pio XI

    Contro la finanza, le attualissime parole

    di Pio XI: "l'economia è così divenuta 

    orribilemnte crudele!"

    La crisi? Il rimedio è la "filosofia sociale cristiana"

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Tratto dall'Enciclica "Quadragesimo Anno" – "In primo luogo ciò che ferisce gli occhi è che ai nostri tempi non vi è solo concentrazione della ricchezza, ma l’accumularsi altresì di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell’economia in mano di pochi, e questi sovente neppure proprietari, ma solo depositari e amministratori del capitale, di cui essi però dispongono a loro grado e piacimento. Questo potere diviene più che mai dispotico in quelli che, tenendo in pugno il danaro, la fanno da padroni; onde sono in qualche modo i distributori del sangue stesso, di cui vive l’organismo economico, e hanno in mano, per così dire, l’anima dell’economia, sicché nessuno, contro la loro volontà, potrebbe nemmeno respirareUna tale concentrazione di forze e di potere, che è quasi la nota specifica della economia contemporanea, è il frutto naturale di quella sfrenata libertà di concorrenza che lascia sopravvivere solo i più forti, cioè, spesso i più violenti nella lotta e i meno curanti della coscienza

     La concentrazione della ricchezze                                                      

    A sua volta poi la concentrazione stessa di ricchezze e di potenza genera tre specie di lotte per il predominio: 1) dapprima si combatte per la prevalenza economica; 2) di poi si contrasta accanitamente per il predominio sul potere politico, per valersi delle sue forze e della sua influenza nelle competizioni economiche; 3) infine si lotta tra gli stessi Stati, o perché le nazioni adoperano le loro forze e la potenza politica a promuovere i vantaggi economici dei propri cittadini, o perché applicano il potere e le forze economiche a troncare le questioni politiche sorte fra le nazioni. 

     Funeste conseguenze dello Spirito Individualistico                        

    Funeste conseguenze – Ultime conseguenze dello spirito individualistico nella vita economica sono poi quelle che voi stessi, venerabili Fratelli e diletti Figli, vedete e deplorate; la libera concorrenza cioè si è da se stessa distrutta; alla libertà del mercato è sottentrata la egemonia economica; alla bramosia del lucro è seguita la sfrenata cupidigia del predominio; e tutta l’economia è così divenuta orribilmente dura, inesorabile, crudele

     L'abbassarsi della dignità dello Stato                                                 

    A ciò si aggiungono i danni gravissimi che sgorgano dalla deplorevole confusione delle ingerenze e servizi propri dell’autorità pubblica con quelli della economia stessa: quale, per citarne uno solo tra i più importanti, l’abbassarsi della dignità dello Stato, che si fa servo e docile strumento delle passioni e ambizioni umane, mentre dovrebbe assidersi quale sovrano e arbitro delle cose, libero da ogni passione di partito e intento al solo bene comune e alla giustizia. Nell’ordine poi delle relazioni internazionali, da una stessa fonte sgorgò una doppia corrente: da una parte, il nazionalismo o anche l’imperialismo economico; dall’altra non meno funesto ed esecrabile, l’internazionalismo bancario o imperialismo internazionale del denaro, per cui la patria è dove si sta bene".

     La Filosofia Sociale Cristiana                                                               

    I rimedi – Ora, con quali mezzi si possa rimediare a un male così profondo, già l’abbiamo indicato nella seconda parte di questa enciclica, dove ne abbiamo trattato di proposito sotto l’aspetto dottrinale: qui ci basterà ricordare la sostanza del Nostro insegnamento. Essendo dunque l’ordinamento economico moderno fondato particolarmente sul capitale e sul lavoro, devono essere conosciuti e praticati i precetti della retta ragione, ossia della filosofia sociale cristiana, concernenti i due elementi menzionati e le loro relazioni. Così, per evitare l’estremo dell’individualismo da una parte, come del socialismo dall’altra, si dovrà soprattutto avere riguardo del pari alla doppia natura, individuale e sociale propria, tanto del capitale o della proprietà, quanto del lavoro.

     Capitale, Lavoro e Carità Cristiana                                                      

    Le relazioni quindi fra l’uno e l’altro (capitale e lavoro) devono essere regolate secondo le leggi di una esattissima giustizia commutativa, appoggiata alla carità cristiana. È necessario che la libera concorrenza, confinata in ragionevoli e giusti limiti, e più ancora che la potenza economica siano di fatto soggetti all’autorità pubblica, in ciò che concerne l’ufficio di questa. Infine le istituzioni dei popoli dovranno venire adattando la società tutta quanta alle esigenze del bene comune cioè alle leggi della giustizia sociale; onde seguirà necessariamente che una sezione così importante della vita sociale, qual è l’attività economica, verrà a sua volta ricondotta ad un ordine sano e bene equilibrato.

    Pio XI, Brano tratto da "Quadragesimo Anno"

    Enciclica, del 14 Maggio 1931, emanata in piena

    Grande Depressione

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    Martedì, Ottobre 15th/ 2012 – di Sergio Basile –  Imu, Tares, Trise, Ue, Italia, crisi eurozona, MES, Evasione Fiscale, San Tommaso d'Aquino, Sant'Agostino, Morale cattolica, Padri della Chiesa, Debito illegale, Legge iniqua, Tasse giuste e tasse ingiuste, Moralisti, Gesuiti, Mammona, Gesù Cristo, Nuovo Ordine Mondiale, Resistenza, Rerum Novarum, Ergastolo domestico, Ergastolo, Padre Andrea Oddone, Papa Leone XIII, Corruptio Legis,  Speculazione bancaria, Diktat dei mercati, Stato di polizia, Tirannide, Risvaglio, Resurrezione, Sergio Basile, Qui Europa  Italia – Evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso.

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  • La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

    Venerdì, Settembre 7th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / Gabbia del Debito / MES / Confronto / Pensa e Scrivi 

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione

    E' l'ora di pensare e scrivere da uomini liberi! 

    Le riflessioni sui mali del Neoliberismo di Noam

    Chomsky e del Professor Duccio Cavalieri

    La "Campagna per la Libertà e la Giustizia" di

    "Qui Europa", "Pensa e Scrivi"

    Bruxelles, Roma –  Armatevi di penna, la rivoluzione inizia da voi, da noi, da te. Da quest’anno si dice basta, basta con le ingiustizie, con gli abusi, con i soprusi, con i tagli, con le manette, con le camicie di forza messe alla parola e all’informazione. Specie ora che anche Bruxelles parla (o finge di farlo) di libertà e democrazia, proponendo lIce, ’’iniziativa europea dei cittadini’’, consentendo di presentare ai cittadini dell'Unione una proposta legislativa diretta con almeno un milione di firme raggranellate in sette diversi Paesi Ue, e cercando di contribuire in tal modo ad ottenere l'agoniata e "sempre più ricercata" libertà. Parola strana ai giorni nostri, soprattutto per quanti credono ogni giorno di vivere secondo una linea guida propria, magari legale ed onesta, ma senza privazioni o limitazioni di sorta imposte da altri. Molti credono di vivere la piena libertà dei propri diritti. Ma siamo realmente sicuri che sia cosi? Per capirlo, di seguito, vi offriamo una riflessione che reputiamo molto utile. Almeno al fine di comprendere davvero di quali mali soffre oggi l'Europa. Una prima riflessione, fondamentale, è quella che ci dovrebbe portare a capire davvero cos'è il neoliberismo: il morbo che oggi attanaglia l'Europa e il mondo industrializzato, colonizzandone la parte restante.

     La Gabbia Sociale 

    Il "neoliberismo" (per chi non lo sapesse) è una dottrina economica che promuove la liberazione dell'economia dallo Stato, mediante la privatizzazione dei servizi pubblici (non essenziali e spesso anche essenziali) la liberalizzazione di ogni settore "non strategico" e il bando delle dogane; in sintesi, essa  propina la teoria economica del mercato globale – la cosiddetta globalizzazione – che come oggi traspare chiaramente ha fallito in maniera clamorosa, vista la progressiva ed inesorabile disumanizzazione sociale, sigillata sull'altare del dio danaro e del dio capitale. Lo spiega in modo mirabile – tra i tanti – anche il grande intellettuale statunitense Noam Chomsky, parlando del neoliberismo imperante (oggi intensificatosi e diffusosi in tutto il mondo a partire dai meandri più nascosti ed occulti di molte università statunitensi) come di una gabbia sociale che uccide l'Europa, e non solo. Molto felice e sintetica ci pare anche l'interpretazione concettuale che di esso ne ha dato il professor Duccio Cavalieri – ordinario di economia presso l’Università di Firenze – secondo il quale “la crisi ha evidenziato la mancanza nel sistema capitalistico attuale di validi meccanismi di autoregolazione del  mercato. In questo senso, si può certamente parlare – monisce Cavalieri – di fallimento del neoliberismo”. Tali riflessioni ci aiutano – qualora ce ne fosse ancora bisogno – a comprendere inequivocabilmente come alla fine noi nasciamo, cresciamo e moriamo in gabbia. Questa è la triste realtà. La semplice, diretta e misera verità!

     La Frustrazione della "Gabbia Perenne" e del "Tempo Finito" 

    Verità che si può attenuare  o amplificare, tuttavia, in relazione al fatto di credere o non credere nella "Vita Eterna" e in Dio. La vita è meno dura – e da parte nostra, lo crediamo fermamente – se illuminata dalla speranza del passaggio verso l'infinito. Può invece diventare un vero incubo per quanti soffrono in questa gabbia sociale, ma – per contro – pensano che dopo la morte non ci sia più nulla, e che quindi incorrono in gradi di frustrazione certamente più elevati ed angoscianti! Non potendo magari raggiungere la piena libertà ed il pieno godimento dei beni quaggiù! Ma certo, dipende sempre dai punti di vista di ciascuno!

     Due Facce di un'Unica Falsa moneta?  

    Fatto sta,  che comunque il capitalismo ed il neoliberismo, che del primo è espressione diretta (così come prima di essi il comunismo) e le istituzioni che ne hanno diffuso gli ideali e gli schemi – e che ancora continuano a farlo – hanno fallito clamorosamente la loro missione reale e storica: scoprendosi – se pur opposti e contrari – a tratti quali facce di un'unica quanto falsa moneta. O meglio, due faccie di un'unica dittatura!

     Pensare e scrivere da uomini liberi  

    Ma il vero punto è (a prescindere dal credo o dalla fede di ciascuno) perché assistere impotenti al progressivo e sistematico ridimensi0namento di tutte le nostre libertà personali? Perche non tentare di cambiare le cose? Perche non provare, perche non ‘’sprecare’’ quaranta secondi della propria vita prendendo in mano una penna ed iniziando a pensare ed a scrivere da uomini liberi? Ma soprattutto, perchè oggi, siamo noi a dover richiedere questa sorta di "rivoluzione sistematica del Governo Globale", visto il fallimento reale della politica, pervertitasi in massa (o quasi) all'iper-liberismo o ad uno stato di benessere socialista (spesso travestito da capitalismo e viceversa) che raziona a tutti il minimo indispensabile di libertà, reddito, autonomia ed un surrogato di felicità? Perche i politici, a cui doniamo la nostra fiducia affinché loro ci possano tutelare , non rinsaviscono, plagiati come sono dalle lusinghe del dio danaro?

     Oggi inizia la Tua Rivoluzione! 

    Prova a pensare di ritornare a vivere in un mondo dove non hai la possibilità di dire quello che tu ritieni più giusto, di raccontare e gridare a tutti quella che è per te la verità; o di dover modificare i tuoi pensieri ed i tuoi sogni nel momento in cui qualcun altro ti dice che stai sbagliando. A grosse linee ciò è quello che oggi avviene sotto il nostro naso! Basta assistere per soli dieci minuti allo spettacolo offerto dai TG per comprenderlo! Viviamo in una sorta di "Grande fratello Orwellliano" dove il dissenziente non trova spazio, se non all'interno di ristretti gruppi "élitari". La verità! Chissà quante persone al giorno dicono la verità, quante hanno la possibilità di dirla davvero; quante lo vorrebbero fare ma non possono. Diciamo basta! Ma facciamolo seriamente! Non limitiamoci ai palliativi dell'Ice (Iniziativa europea dei cittadini), ma ciascuno inizi a confrontarsi, a scrivere, a diffondere la giustizia sociale mediante la parola e lo scritto! Da fine Settembre inizierà la campagna sul metodo e sui meccanismi della raccolta delle firme comunitarie che durerà per un anno, certo! Cosa forse buona, ma non facciamoci prendere ancora una volta dai fondelli da una Unione europea che parla di libertà ed iniziativa legislativa diretta e nel contempo sta per sdoganare il dittatoriale MES. 

     "Pensa e Scrivi" – Aderisci alla "Campagna per la Libertà e la Giustizia" 

    Non facciamoci prendere in giro da un'Unione europea e da una cerchia di tecnici ed euroburocrati che riempiendosi la bocca di concetti stereotipati (come "europeismo" ed "unità nella diversità") in fondo non hanno alcuna intenzione – come ampliamente dimostrato finora – di distruggere o scardinare la gabbia del debito, né tantomeno di riconsiderare la portata distruttiva delle loro selvagge politiche neoliberiste. Da parte nostra e della nostra redazione, ci auguriamo nel successo della campagna per la libertà e la giustizia, "Pensa e Scrivi", ma non quella propinataci strategicamente dai nostri stessi carcerieri, ma in quella nostra personale. Quella che dovrà scaturire inevitabilmente – auspichiamo –  nei lettori di questo articolo, negli amici che vediamo tutti i giorni, nelle famiglie, nei giovani che si affacciano al loro futuro, nei cittadini che vogliono essere padroni delle loro vite, nei giovani studenti e negli universitari che conservano e nutrono ancora un sogno. Per tutti coloro che volessero aderire alla campagna di "Qui Europa", "Pensa e Scrivi", sarà possibile inviare i propri testi o le proprie "lettere aperte" – che da parte nostra cercheremo di pubblicare, nel limite del possibile e compatibilmente con le nostre priorità redazionali – confrontandosi direttamente con i nostri lettori, con i professori universitari e gli economisti che collaborano con noi, e con i giornalisti della nostra redazione. Quanti fossero interessati all'iniziativa potranno scriverci all'indirizzo e-mail infounicz.europa@gmail.com. Un abbraccio sincero a tutti gli "uomini liberi", dalla redazione di "Qui Europa"!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Sabato, Agosto 4th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Eurozona / Germania / Berlino / Merkel / La Bild / Hollande / Draghi / Eurozona / Banche / Moneta unica / Friedrich Sell / Hans Werner Sinn / Financial Times / Bulgaria / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Informazione / Crisi economica  / Euribor / Target […]

    Dittatura MES: la Germania dice No alla licenza bancaria, pagheranno i cittadini

    Dittatura MES: la Germania dice No alla licenza bancaria, pagheranno i cittadini

    Giovedì, Agosto 2nd/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –  Eurozona / Vertici Ue / Monti / Hollande / Crisi economica / Bce / Merkell / Germania / Esm / Fondo salva stati permanente / Barack Obama / Palazzo Chigi / Democrazia / Radio Uno / Eurozona / Austerità / Mario Draghi / scudo anti- […]

    Si alla Spending Review: Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

    Si alla Spending Review:  Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

    Martedì, Luglio 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Eurozona / Voto anticipato / Riforma elettorale / Approvazione Spending Review / Europa / Usa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Timothy Geithner / Mario monti / Vertici / Spagna / Francia / Germania / Rajoy / Holande / Merkel / Obama […]

    Esteri – Libeo scambio Ue: dopo il Giappone tocca all’Ucraina

    Esteri – Libeo scambio Ue: dopo il Giappone tocca all’Ucraina

    Domenica, Luglio 22th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Commissione europea / Esteri  / Ucraina / Commercio / Libero scambio / Kiev / Bruxelles / Petro Poroshenko / Iulia Timoshenko  Esteri – Libeo scambio Ue: dopo il Giappone tocca all'Ucraina Propaganda e liberismo: dalle denunce e finte ritorsioni diBarroso, per la mattanza dei cani a […]

    Commissione Ue verso libero scambio con Giappone

    Commissione Ue verso libero scambio con Giappone

    Giovedì, Luglio 19th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Commissione europa / Giappone / Accordo / Libero scambio / Karel De Gucht / Corea del Sud / Politiche liberiste / Export / Disastri del liberismo / Marchionne / Fiat / Industria automobilistica / Crisi / Piigs   La Commissione Ue verso un accordo di libero […]

    Dittatura Italia: Benvenuti nello stato liberista di “benessere socialista”

    Dittatura Italia: Benvenuti nello stato liberista di “benessere socialista”

    Giovedì, Luglio 19th/  2012 – di Silvia Laporta – Crisi economica / Bce / Mario Draghi / agenzie di rating / Disoccupazione / crisi del settore della costruzioni / Mario Ciaccia / Ministro delle Infrastrutture / Banca d'Italia / Usa / Cassa Integrazione / debito illegale / Fillea / Filca / Feneal / Patto di Stabilità  / […]

    Trani inguaia Moody’s. Gli Scheletri nell’armadio di Monti

    Trani inguaia Moody’s.  Gli Scheletri nell’armadio di Monti

    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

    Terzi-Monti, doppiopesismo cronico in salsa neo-liberal

    Terzi-Monti, doppiopesismo cronico in salsa neo-liberal

    Sabato, Maggio 5th/ 2012 – Di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Ministro degli Esteri / Giulio Terzi / Diritti / Democrazia / Soprusi / Dittatura / Libertà / Compressione delle libertà umane / Famiglia / infanzia / Ruolo della donna / Minoranze etniche / esodati / Precarietà / Ruolo di madre / […]