Qui Europa

Tag: Cannabis

  • Ue, Meravigliata e… Stupefacente

    Ue, Meravigliata e… Stupefacente

    Mercoledì, Settembre 25th/ 2013

    – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato –

       Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa"

    Interrogazione alla Commissione europea, Libero Confronto, Comunicato Stampa, Bruxelles, Albania, Mario Borghezio, Unione europea, Parlamento Europeo, Traffico di Droga, Afghanistan, Cannabis, Alice nel Paese delle Meraviglie, La Voce del Padrone, Echelon, Piantaggioni di Cannabis in Albania 

    Ue, Meravigliata e… Stupefacente

    Gli USA, lo scandalo "NSA-SWIFT" e l'Afghanistan 

    Europea della cannabis

    Bruxelles – Interrogazione alla Commissione UE,

    dell'eurodeputato Mario Borghezio

     

    Iniziativa di "libero Confronto", Pensa e Scrivi di QE

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato

    Cannabis - Borghezio - Albania

      Nel Paese delle Meraviglie…                                                                                  

    Bruxelles – L'Ue dimostra ogni giorno di più di vivere in un mondo tutto suo e – spesso e volentieri – di cadere dalle nuvole. Negli ultimi giorni due paradossali casi, passati alla ribalta della cronaca, lo hanno sottolineato ancora una volta: lo scandalo euro-statunitense NSA-SWIFT e la sempre più contraddittoria posizione dell'Albania nell'Europa dei paradossi. Pertanto ho reputato opportuno sollevare due veli, affrontando i suddetti temi nelle rispettive sedi istituzionali.

     L'Ue e la Voce del Padrone                                                                                      

    Ieri mattina a Bruxelles, in particolare, intervenendo nel dibattito in commissione “Libertà pubbliche” con la commissaria Malmström, ho dichiarato quanto segue: “sullo scandalo NSA-SWIFT, l’UE si comporta come Alice nel Paese delle Meraviglie. Come ha potuto non prevedere – ho domandato – che una potenza mondiale come gli USA – dato anche il gravissimo precedente di Echelonavrebbe cercato il modo di utilizzare i dati trasmessi dal sistema SWIFT anche per altre utilità che non fossero rientrate nei meri fini anti terrorismo?  Il fatto grave ed ingiustificabile è, quindi, che l’UE non abbia saputo prevedere e provvedere ad adeguati controlli, per evitare la violazione dei diritti e l’illegittimo danno verso gli interessi diffusi dei cittadini e delle imprese europee perpetrati o perpetrabili da parte del NSA"

     Dalla Meraviglia… allo Stupefacente                                                                   

    I due "controllori", dei quali ieri ci ha riferito la signora Malmström, o sono degli incapaci, e allora vanno rimossi, o più probabilmente non avevano gli strumenti, anche giuridici, per intervenire efficacemente. "Di chi la responsabilità?”. Questo il primo quesito posto. Ma per restare in tema di "meraviglie…", nelle scorse ore ho ritenuto opportuno anche ritornare sulla "Questione Albania", e questa volta non per denunciare le preoccupanti derive islamiche (vedi allegato) ma per affrontare un'altrettanto inquietante tematica, non meno grave,  quanto occultata, della prima: il businnes del traffico di stupefacenti.

     L'Interrogazione alla Commissione Europea                                                   

    Ho pertanto richiamato l'attenzione della Commissione Europea – con un'interrogazione indirizzata alla stessa – segnalando che "al termine di una missione finalizzata alla localizzazione delle piantagioni di cannabis in Albania si evidenzia che la coltivazione di marijuana in Albania è  una vera e propria industria da miliardi di euro, dove solo nel villaggio di Lazarat, nel sud del paese, a ridosso del confine con la Grecia, il prodotto finito frutterebbe 4,5 miliardi di euro l'anno, poco meno del 50 per cento del Pil nazionale albanese".

     Albania – L'Afghanistan europea                                                                           

    Lazarat è un'unica estesa area di produzione che da sola ha 319 ettari di terreno coltivati di cannabis che producono oltre 900 tonnellate di prodotto finito che immessi sul mercato europeo, al prezzo di dettaglio pari a 5 euro al grammo, equivalgono – ribadisco – a circa 4,5 miliardi di euro. Inoltre, "il direttore generale della polizia albanese ha dichiarato che le forze dell'ordine albanesi sono intervenute distruggendo le coltivazioni in 108 piantagioni e che sono state arrestate 23 persone". In merito ho quindi chiesto: "La Commissione Europea come valuta questa situazione in relazione al traffico di droga che coinvolge altri Stati membri dell'UE? Visto, poi, che l'Albania potrebbe ottenere lo stato di Paese candidato ufficiale all'UE entro il prossimo mese di dicembre, la Commissione  Europea come intende intervenire?"

     

     

    Comunicati Stampa di Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi"  di Qui Europa

    Interrogazione alla Commissione Europea, di Martedì 17/9/2013

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  • Lavoratori europei: alla ricerca della “vita” in polvere

    Lavoratori europei: alla ricerca della “vita” in polvere

    Venerdì, Maggio 18th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Consiglio d’Europa / Strasburgo / Eurofound / Statistiche / Alcool / Droghe / Cannabis / Oppiacei / Cocaina / Acidi / Tossicodipendenza / Alcoolismo / Lavoro / Abuso sostanze stupefacenti   

     

    Lavoratori europei: alla ricerca della

    “vita” in polvere, in pillole e fatta

    di bollicine.

    Eurofound: Il 5%-20% degli occupati europei abusa

    di droghe ed alcool sul posto di lavoro.

    Strasburgo – Il noto detto “si beve per dimenticare” sembra che sia diventato il motto principale di molti lavoratori europei: infatti,  secondo i dati raccolti e presentati dalla fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, Eurofound, attiva in tutti i 27 stati membri dell’Unione, una percentuale di lavoratori europei compresa tra il 5% ed il 20%, abusa di alcool e droghe sul posto di lavoro.  Codice rosso, quindi, davanti all’allarme lanciato a Strasburgo in occasione della conferenza per la prevenzione di alcool e droghe sul posto di lavoro, organizzata dal Consiglio d’Europa. Purtroppo, non è una questione che riguarda solo ed esclusivamente l’individuo interessato ma si estende alla società intera, in quanto qualsiasi lavoro funziona come una sorta di catena di montaggio in cui la “sobrietà” di tutti concorre a determinare un prodotto finito: sia esso un servizio reso al cittadino o un prodotto da consumare. Solo un individuo sano e lucido può permettere lo sviluppo della società: alcool e sostanze stupefacenti alterano l’equilibrio del sistema psicofisico e, di conseguenza, la propria prestazione lavorativa.

      Disoccupazione e alienazione: le nuove schiavitù dell'era  della crisi  

    Puntando la lente di ingrandimento sul nostro Paese, secondo i dati raccolti da una ricerca condotta nel 2007 su un campione di 3000 lavoratori di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, emerge che più del 13% ha fatto uso di cannabis nei dodici mesi precedenti, il 4,5% ha fatto uso di cocaina, l’1,2% di acidi e l’1% di oppiacei. Per quanto riguarda i lavoratori con mansioni a rischio – e quindi sottoposti periodicamente a controlli –  la musica cambia: su 87.000 lavoratori testati, nel 2010,  551 di essi sono risultati positivi al test  e tra loro, 23 persone sono state considerate tossicodipendenti abituali, mentre per tutti gli altri l’uso di sostanze stupefacenti è stato solo occasionale. Un altro dato allarmante riguarda la tipologia di droga di cui si abusa: tra i giovani con età inferiore ai 30 anni, le droghe più  consumate sono i cannabinoidi (64%), seguite dalla cocaina (19%) e dagli oppiacei (4,2%).  Giovani alla ricerca costante della vita in polvere, in pillole o fatta di bollicine… ma non è così che si vive e si lavora! Malgrado chi ci governa faccia poco e "disfaccia" troppo, sopratutto oggi, la vita resta comunque il bene più prezioso, da gustare e godere, sempre con spirito di ringraziamento verso il Creatore, qualunque prova possa trovarsi sul nostro cammino, e soprattutto in piena consapevolezza e alieni da qualsivoglia forma di dipendenza e schiavitù.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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