– di Nicola Arena, Venezia – Rubrica: Sete di Sovranità e Giustizia –
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La Fine dell'Era della Grande Usura – La
Proprietà Popolare della Moneta
Vittime di una guerra selvaggia, ideologica e monetaria.
Come l'usura internazionale schiavizza i popoli
La Geniale intuizione del Prof. Giacinto Auriti:
in danaro non nasce direttamente dalla banca
Questo è l'Inganno più grande della storia
►Chi crea davvero valore? Il popolo che accetta la moneta!
►L'Errore Fondamentale: identificare il simbolo con ciò che
esso raffigura. Come confondere contenitore e contenuto
►Valore e Truffa della Moneta Debito: i grandi usurai sono
destinati a perdere!
di Nicola Arena
Una Guerra Ideologica e Monetaria
Venezia, Roma, Francoforte – di Nicola Arena – L'Italia, dal punto di vista economico-finanziario, ormai è chiaro – più o meno a tutti – sta disputando una sanguinosa e cruenta – quanto impari – guerra. Ma di che guerra si tratta? E' una crisi mondiale come qualcuo vorrebbe farci credere? Una crisi continentale e/o congiunturale? Legata magari alla storia dei mutui sub-prime Usa? Beh, no di certo, niente di tutto questo, malgrado le apparenze e la propaganda dei media, costante e martellante. Una propaganda (ideologica) non priva di una folle frenesia che sfocia nel delinquenziale… Una guerra ideologica in primis, dunque, ma di carattere monetario di scorta. Non crisi mondiale, pertanto, ma inganno monetario proteso al furto sistemico della nostra sovranità monetaria, e non solo: della nostra stessa dignità di esseri umani. Ma quanto di parla di moneta è bene chiarire alcuni punti e uscire da alcuni luoghi comuni. La prima differenza da capire è quella tra simbolo e valore.
Simbolo e valore
Bisogna cioè distinguere il denaro dai simboli monetari. Sussiste in tal senso la seguente equivalenza o relazione: SIMBOLO MONETARIO + VALORE = DENARO VERO. La Banca Centrale Europea, oggi, non emette DENARO (non potrebbe mai farlo), la BCE emette solo simboli monetari, i quali diventano denaro vero solo dopo che vengono accettati dagli stati che, attraverso il lavoro della gente, creando beni e servizi (che verranno valorizzati dagli stessi cittadini: lavoratori e contribuenti) ne sancisce il completamento.
Il Denaro non nasce direttamente dalla Banca
Il denaro quindi non nasce direttamente dalla Banca, come ci hanno fatto credere da sempre. Il denaro nasce nel momento in cui viene completato dal VALORE. Cos’è il valore? Su questo il Prof. Giacinto Auriti ha scritto vari libri e detto molto. Egli scrisse in particolare un'opera che possiamo considerare una sorta di bibbia economico-monetaria, “Il valore del diritto”, della quale ne consigliamo la lettura e l’approfondimento. Il VALORE è il frutto di una elaborazione mentale (si da valore ad un qualcosa, perché prevediamo di poterne godere in un tempo successivo), è un calcolo di convenienza o di necessità vitale o (attraverso la propaganda distorta e pubblicità ingannevole) di una falsa credenza di necessità.
Valore e Truffa della moneta Debito
Solo concentrandosi sull’importanza del VALORE possiamo comprendere la grande TRUFFA della MONETA DEBITO. La dimostrazione della certezza di una tesi è confermata dalla confluenza di diverse teorie che conducono allo stesso risultato. La prima tesi è puramente contabile: 1) la Banca Centrale mette al passivo di bilancio il denaro emesso, come abbiamo detto precedentemente, dovrebbe contabilizzare al passivo solo i costi di produzione del simbolo (perchè, RIBADIAMO, non fabbrica il VALORE), creando quindi un clamoroso FALSO IN BILANCIO. 2) La seconda tesi è matematica: SIGNORAGGIO uguale alla differenza fra VALORE (creato dall’uomo) NOMINALE E VALORE INTRINSECO della moneta, (SIGNORAGGIO = VALORE NOMINALE – VALORE INTRINSECO) quest’ultimo coincide con i reali costi di produzione sostenuti dalla banca di emissione. 3) La terza Tesi è giuridica e si basa sul diritto di proprietà della moneta.
Chi crea valore? Il popolo che accetta la Moneta, non la banca
Ribadendo i concetti ampiamente dimostrati dal Prof. Giacinto Auriti: chi crea il valore non è chi emette ma chi accetta cioè il popolo intero che usa quello strumento monetario. E’ dunque naturale, per certezza assoluta di diritto, che il popolo deve essere il vero proprietario del denaro emesso e non la Banca Centrale. Il VALORE essendo un concetto astratto come ad esempio il tempo non può essere toccato o visto ma compreso e per interpretarlo deve essere quindi MATERIALIZZATO cioè reso visibile attraverso i simboli. Un simbolo rappresenta quasi sempre qualcosa. Il simbolo è creato dagli uomini per convenzione, per una semplice convenienza, per una istantanea comprensione del concetto che si vuole esprimere.
L'Errore Fondamentale
Il grave errore – fondamentale – è quello di identificare il simbolo con quello che esso raffigura, divenendo così vittime inconsapevoli. Solo quando la gente imparerà a dissociare il simbolo dal suo VALORE, potrà comprendere il grande inganno della MONETA DEBITO. Poiché IL VALORE è una certezza mentre il simbolo è solamente un modo per renderlo visibile, se ne deduce che il simbolo può essere modificato ma il VALORE NO. Spesso la malvagità di alcune persone, comprendendo e approfittandosi di questa verità oggettiva, facendo leva sulla buona fede dei più, modifica lentamente i simboli o le parole associate ad un’azione rappresentativa di essi, confondendo di fatto le persone. Questo genera disordine con interpretazione dapprima soggettiva e poi, accettata passivamente dalla massa, diventa FALSA verità oggettiva del concetto.
Il Paradigma delle "Missioni di Pace" e dei "Rimborsi Elettorali"
Un esempio lo traviamo quando si parla di MISSIONI DI PACE (che di fatto sono atti di guerra), oppure di RIMBORSI ELETTORALI (che di fatto sono tasse per finanziare i partiti) o innumerevoli altri. La gente è portata a confondere il contenitore con il contenuto e, non distinguendone più la differenza, alla fine valorizza il contenitore. Il più eclatante di questi è chiamare denaro un semplice simbolo monetario inducendo la gente a pensarlo come tale. Quando la moneta era d’oro il contenuto coincideva col simbolo ovvero era visibile, reale e MATERIALE (poichè l’oro nonostante abbia un valore convenzionale, è accettato spontaneamente per le sue qualità fisiche e gli svariati modi di utilizzo). Quando si è sostituito il simbolo monetario all’oro che rappresentava, il popolo, è stato indotto inconsciamente a credere e quindi ACCETTARE il simbolo (carta, metallo ecc.) come VALORE.
Il più Grande Inganno della Storia
I grandi usurai hanno realizzato così il più grande inganno della storia: LA MONETA DEBITO. L’inganno dura però fino a quando è abilmente nascosto. Il 15 agosto del 1971, i grandi usurai hanno commesso però un grosso passo falso, il più grande, che li porterà ad essere sconfitti definitivamente. Dopo aver annullato unilateralmente gli accordi di Bretton woods, hanno sganciato totalmente il simbolo dal VALORE rappresentativo. Ammettendo di fatto la separazione del simbolo dal VALORE. (La carta moneta è pura carta… nulla più!).
Auriti e la scoperta del Valore indotto della Moneta
Il prof. Giacinto Auriti con la scoperta del VALORE INDOTTO DELLA MONETA ha sancito definitivamente la fine della grande usura e la nascita di una nuova era quella della PROPRIETA’ POPOLARE DELLA MONETA. Per adesso fino a quando la gente non l’avrà recepita i grandi usurai continueranno a farla da padrone, ma come diceva Lincoln poiché la verità non si può nasconderla a tutti per sempre, arriverà presto la fine dell’era dell’Usura e inizierà l’era della verità.
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Lunedì, Settembre 23rd/ 2013 – Qui Europa – Rubrica, "Schiavi Moderni", A Cura di Cosimo Massaro – Italiani, Riconquistiamo la Sovranità Monetaria, per Uscire dalla Crisi-Truffa Schiavi Moderni, Cosimo Massaro, Crisi truffa, Euro, Lira, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Signoraggio, L'Agio del signore, Risorgimento, Giuseppe Garibaldi, Luigi XIV, Massonieria Inglese, Pio IX, Breccia di Porta Pia, Missione dei Mille, Rothschild, […]
Lunedì, Settembre 23rd/ 2013 – Qui Europa – Rubrica, "Schiavi Moderni", di Cosimo Massaro – Italiani, Riconquistiamo la Sovranità Monetaria, per Uscire dalla Crisi-Truffa Schiavi Moderni, Cosimo Massaro, Crisi truffa, Euro, Lira, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Goethe, Nascita della Moneta, Baratto, Metalli preziosi, Convenzioni Sociali, Conio e Signoraggio, L'Agio del signore, Moneta cartacea e Moneta Digitale, Prima Forma […]
– Reportage-Inchiesta, di Sergio Basilee Silvia Laporta –
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Debtocracy – L'Europa e il grande
inganno del Debito: come uscirne?
Italia S.P.A. – Un'azienda in "Bancarotta perenne"
Cosa si nasconde dietro le Crisi Finanziarie?
Il controllo sui cittadini e l'inganno del
"Debito Illegale"
La proposta Zaia sul "Debito federale" può funzionare
Nel 1933 molti ignorano come il fluire della storia moderna – in Europa e nel mondo – abbia subito una brusca e controllata svolta. Lo ignorano pioichè ovviamente è una notizia trattata in maniera molto marginale nei libri di storia. Gli stati del mondo sono andati in pratica verso una bancarotta generale e concordata dai leader delle nazioni che hanno azzerato i propri rispettivi debiti. Ma a prezzo di chè? Della incontrovertibilità della carta moneta in oro, e della concentrazione dell'oro mondiale (principale bene rifugio) nei caveau degli stessi stati, ed arrivando alla creazione concordata di un fondo globale e di una banca ad hoc incaricata di controllare e gestire il suddetto fondo mediante il controllo accentrato delle transazioni internazionali. Nacque così la "Bank for International Settlement" (BIS). con sede a Basilea, in Svizzera: nell'indipendente e segretissima Svizzera. E proprio a Basilea: la stessa città – e non a caso –dei famigerati accordi bancari Ue con i quali sono stati decisi gli aumenti dei coefficienti obbligatori di riserva patrimoniale delle banche, cioè la quantità di danaro sui depositi che gli istituti devono "trattenere" per – nella versione ufficiale – irrobustire la loro "solidità": a discapito – ovvio – dei cittadini.
La "Bancarotta del secolo" e la "Privatizzazione degli Stati"
Dopo la decisione di questa bancarotta controllata, e della concentrazione dell’oro mondiale nella BIS, le nazioni divennero in pratica società di diritto privato registrate presso la SEC (Securityand Exchange Commission) di New York (l'equivalente della Consob italiana: organismo che ha il compito di vigilare sulla Borsa Valori). Le costituzioni formalmente continuarono a considerare gli stati come repubbliche sovrane presidenziali, semipresidenziali, ecc.., ma in sostanza esse divennero delle aziende private a tutti gli effetti. In effetti, andando sul sito della SEC ( al seguente link http://www.sec.gov/cgi-bin/browse-edgar?action=getcompany&CIK=0000052782 ) troviamo proprio l'iscrizione della "Società Italia" a nome del Ministero dell'Economia.
Italia S.p.a.
Dato di importanza cruciale – e che il sistema si guarda bene dal rivelare e diffondere – al fine di comprendere il ruolo reale che i cittadini assumono in questo sistema aziendale e nella stessa questione del debito. La registrazione proverebbe quindi che l'Italia non è una "Repubblica costituzionale fondata sul lavoro" ma una semplice Società Privata registrata presso la S.E.C., negli Usa. E poi, se ci pensate, come può essere fondata sul lavoro una Repubblica che per statuto (Es.: ultima modifica all'Art.18 dello Statuto dei Lavoratori) lascia senza lavoro e futuro milioni di cittadini? E in nome della crescita poi!
Burattini senza cervello e coscienza critica
Ma la cosa ancor più grave e che molti cittadini completamente travolti dalla disinformazione dei media e paralizzati da una "mostruosa apatia" che li lascia da soli in un abisso di ignoranza, sono incapaci di maturare una coscienza critica in merito, continuando a recitare il ruolo di perfetti burattini senza cervello.
Ma allora perchè continuare a traumatizzare l'azienda Italia – e tutta l'Eurozona dell'infausto euro – con una crisi indotta, creata ad arte (come dimostrato in decine di articoli da "Qui Europa") e pilotata dai mercati e dai grandi banchieri con la complicità delle agenzie di rating e dell'Ue? La grande crisi finanziaria nella quale siamo avvinti serve solo ad arricchire i banchieri e gli speculatori o c'è dell'altro? Analizziamo il problema partendo dalla Bce (Banca Centrale Europea che emette l'euro e che è nelle mani dei privati) istituto che può a piacimento aumentare o diminuire il livello di moneta in circolazione. Possiamo giungere a facili constatazioni. In effetti il denaro stampato non sarebbe nulla se non per la legittimità ed il valore che ciascuno di noi da. Dopo gli accordi di Bretton Woods del 1944 – con l'incontrovertibilità dei biglietti nel corrispetivo in oro – poi, il "bene fittizio moneta" è diventato uno strumento di controllo di massa. Perchè? Semplice! Ciò che conta sono i beni reali: oro, case, terreni, appartamenti, pietre preziose, ecc.. Questa è la "ricchezza reale" dell'economia reale. La moneta e gli strumenti finanziari non sono altro che strumenti per spostare la ricchezza reale e destabilizzare i sistemi economici attraverso il debito ed attraverso le crisi.
Una truffa perversa
La crisi e le misure recessive connesse ed applicate (vedi ad esempio la "Reaganomics" del Presidente Reagan negli Anni '80 negli Usa; Crisi dei Mutui Sub-Prime Usa del 2007; o l'attuale Crisi dell'Eurozona) servono dunque non solo a speculare, ma anche a privatizzare e a far indebitare i cittadini (caso emblematico la vendita "necessaria" dell'oro conservato da pensionati e disoccupati) facendo arricchire i proprietari delle grandi banche mondiali e le multinazionali: che in cambio di "erogazioni e prestiti di beni fittizi" (costosissimi mutui basati su carta moneta stampata a costo "praticamente zero" dalla BCE) e non più onorabili, mettono le loro mani sui beni reali, come le case e l'oro. Dunque, una tutt'altro che democratica “redistribuzione delle ricchezze planetarie" – ricordiamolo – limitate. Negli Usa del Presidente Reagan il 2% dei cittadini in pochi anni mise le mani sull'80% della ricchezza della nazione. Ciò fu propagandato da liberali e liberalisti come crescita e "progresso". Certo, dell'élite bancaria! La fotografia di ciò che sta accadendo nell'Eurozona – complice l'euro – oggi sotto il nostro naso.
Lo stratagemma del debito
Alla fine, essendo la nostra economia basata prevalentemente sul debito – che accumuliano addirittura ancor prima di nascere – l’effetto diretto della creazione delle crisi finanziaria – non solo quella odierna – è, e sarà lo spossessamento dei beni reali dei cittadini – impossibilitati a coprire i costi dei mutui – in favore di una élite che si ritroverà proprietaria di terre e case, comprimendo sempre più i diritti ed il benessere della popolazione, e senza alcun bisogno di conflitti armati ed eserciti.
La 2° Ragione della Crisi
Renderci Schiavi ignoranti, inconsapevoli e "non pensanti"
Comprendiamo allora la seconda – ma fondamentale – ragione della crisi: il controllo delle masse. Perchè élite multimiliardarie sono in perenne ricerca di nuove ricchezze? Semplice, perchè non è la sola ricchezza (e il connesso grado di potere) che cercano (anche se è un elemento da non sottovalutare, vista la "limitatezza delle risorse naturali", in gran parte distrutte e inquinate dall'uomo: con CO2, sostanze tossiche, semi e cibi OGM, ec..) ma la cosa principale è subordinare i popoli, annullando completamente i cittadini, rinchiudendoli come uno stupido gregge in un recinto fatto ad arte. Se aumentano le aree di benessere e la ricchezza diffusa, infatti, aumentano le persone che si informano, che acquisiscono consapevolezza , che hanno tempo per pensare, collegare eventi, organizzarsi in associazioni, parlare, confrontarsi, democraticizzare la società. E' la logica opposta a quella dei club esclusivi di stampo liberale (come i Rotary Club ed i Lions Club: che agiscono a trecentosessanta gradi e non solo portando avanti iniziative – per così dire – "sociali") e delle stesse logge massoniche, che cercano la crescita e l'evoluzione di pochi a discapito di molti, e con mezzi, leggi interne, giuramenti e decisioni spesso molto discutibili. Al contrario, dunque, in una situazione di crisi la gente ingabbiata dal lavoro e dalle scadenze ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere e cambiare il sistema, che in tal modo si autoconserva. La crisi, in tal senso – in una società senza Dio e che accantona gli insegnamenti evangelici della carità e dell'amore reciproco – finisce per aumentare lo stato di sudditanza dei cittadini nei confronti dei “padroni”: il bisogno di affidamento e sicurezza; le raccomandazioni politiche verso il potente (feudatario) di turno. Tutte cose che rendono l'uomo – spesso a sua insaputa – ancora più schiavo.
Le consorterie e il programma della P2
Oltre al debito, le élite capitalistiche, bancarie e le consorterie occulte di respiro internazionale, alle quali i potenti appartengono (quasi come se si trattasse di una rigida equazione matematica) utilizzano, come noto, altri strumenti come il controllo pressocché totale dei giornali e dei media; la separazione delle carriere nella magistratura; la riforma dei rapporti stato-regione; il sistema partitico bipolare; il blocco ed il preconfezionamento delle liste elettorali; la diminuizione del numero dei parlamentari (con la scusante dei tagli agli sprechi: al fine di aver un maggior controllo sulla formazione delle leggi e sulla votazione dei decreti). Questioni da sempre in Italia, come noto, al centro del "Programma di Rinascita Democratica" della loggia massonica P2 del Gran Maestro Licio Gelli: cui molti degli ex-aderenti (guarda caso) occupano oggi i vertici del potere statale. Un caso tra tanti, è quello di Silvio Berlusconi – tessera P2 N. 1816 – iscrizione avvenuta – come ormai risaputo e diffuso su centinaia di blog e reportage – il giorno 26 gennaio 1978 presso la sede muratoria di Via Condotti a Roma.
Una Crisi evitabile
Allara capiamo come questa distruttiva crisi poteva essere evitata: e magari senza neanche essere premi nobel o geni dell'economia. Sarebbe bastato applicare facili concetti economici acquisiti dai nostri politici di prima fascia presso le loro prestigiose università. Sarebbe bastato avvisare dei pericoli verso i quali l'Europa ed il mondo stava andando, in nome – almeno – della difesa dei diritti d'informazione e libertà sanciti dalla Carta Costituzionale. Si poteva evitare la crisi in molteplici modi e applicando davvero pochi correttivi: tra i quali un maggiore controllo dei prodotti finanziari e dei "derivati" da parte delle banche. Da anni centinaia di economisti "intellettualmente onesti" e studiosi cosiddetti "complottisti" esaminando le mosse della grande finanza avevavo largamente preannunciato il dilagare di una epocale crisi finanziaria, con contestuale collasso economico. In realtà nei centri del potere economico e finanziario, ed in molte logge di livello superiore, queste cose erano risapute ed attese da anni. Ma nulla è stato fatto – ad esempio – per de-privatizzare le banche centrali, anzi il Trattato di Lisbona (con l'Art. 123) ha istituzionalizzato il latrocinio della sovranità monetaria delle nazioni, obbligando – come già trattato da "Qui Europa" – gli stessi stati (e dunque i cittadini) ad acquistare il "proprio denaro" a tassi da usura presso le banche private.
Debito – L'infondatezza della legittimazione
Una volta toccati e digeriti i suddetti temi, possiamo capire come tutte le manovre per trovare i fondi per pagare questo "maledetto debito autorigenerante" o delineare nuovi sistemi di ripartizione del debito e di responsabilità pubblica, siano aria fritta. In merito poniamo il caso intervenuto lo scorso 8 Giugno, in Italia. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, davanti agli imprenditori trevigiani, ha recriminato 1,3 milioni di euro appartenenti alla sua Regione, tutt'ora bloccati da Mario Monti presso la tesoreria unica, quella di Roma. Questi fondi, ad oggi, non possono essere utilizzati dal presidente al fine di saldare i propri debiti, in molti casi verso imprese che ne avrebbero urgente bisogno, o che si trovano sull’orlo del fallimento. Quindi ha proposto Zaia: “La tassazione, serve a pagare un debito pubblico che non ha creato il Veneto: 1928 miliardi di euro di debito pubblico, che costano agli italiani circa 80 miliardi all’anno di interessi. Noi diciamo che, se si vuole fare una scelta abbastanza coraggiosa, è quella di regionalizzare il debito e pari meriti dare autonomia e federalismo estremo ad ogni regione. Questo vorrebbe dire allocare la responsabilità su quelle comunità che fin’ora hanno sempre sprecato.” La provocazione di Zaia, come si comprende chiaramente, mira a un messaggio chiaro e semplice: ciascuno aiuti l’Italia, pagando il “proprio” debito; ossia quello relativo alla propria regione. Ma francamente questa è una proposta insostenibile: malgrado la "buona fede" del propositivo Zaia. Una proposta che non ci sentiamo di far nostra – come visto – per una serie infinita di fattori contingenti, e per il semplice fatto che la maggior parte di questo pseudo debito, come detto su, è illegittimo, nonché illegale ed anticostituzionale, provocato artifiziosamente dallo scellerato connubbio tra finanza, banche e tecnocrazia politica. Pertanto esso non è – semplicemente – legittimo ed onorabile!
Europa – Alcune riflessioni finali
Per quanto opinabile sia questa affermazione, se ci muoviamo dal livello Italiano, per spostarci a quello comunitario, potremmo – tuttavia – fare altre importanti riflessioni. La regionalizzazione e gli eurobond secondo molti economisti italiani – apertamente vicini e grandi sostenitori delle politiche comunitarie – non sarebbero opposti inconciliabili. In parte è vero! La regionalizzazione del debito, sarebbe dunque un richiamo alla responsabilità, perchè implica che, di fronte a un prestito, il beneficiario, debba porsi il problema "morale" di come restituirlo (peccato che finora non se lo siano posto nella maniera più assoluta i nostri governanti). L’eurobond, dunque, in teoria dovrebbe rispondere a questa logica: ripagare il debito, mantenendo tassi d’interesse a un livello ragionevole e non un livello schiacciante, che oggi, in Europa, scorgiamo con grande sconcerto nei casi di Grecia, Spagna e Italia.
E' un debito truffaldino che non devono pagare i cittadini
Tutto bene e legittimo se non fosse per tre piccolissimi particolari: 1) Il debito è illegale: non l'hanno fatto gli Italiani, ma bensì (in parte abbondante, ma relativamente minore) gli scellerati governi che si sono alternati (compreso l'attuale) e le banche (la fetta più grossa) grazie all'Europa e – come abbiamo visto – al Trattato di Lisbona (Art. 123); 2) La regionalizzazione del debito sarebbe inapplicabile poichè non è possibile definire con certezza la parte "onorabile" da quella "illegittima" imputabile a ciascuno stato o regione; 3) Il debito non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati: banche e società (agenzie private) di rating, attraverso declassamenti spesso insensati o addirittura sballati, capaci di far schizzare lo spread e la stessa quota pro-capite che ogni cittadino di uno stato o di una regione sarebbe tenuto a pagare (vedi paradosso della non definibilità della seconda rata dell'IMU). Ciò almeno finché saremo richiusi in questa asfissiante eurobabbia!
Se il debito fosse legale…
In effetti, dunque, se il debito fosse "legale", i paesi, cosidetti Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) che hanno un debito importante, dovrebbero accettare a "buon viso" di dover “stringere un pò la cinghia” ed aprire i loro portafogli. Ma, evidentemente, non di sicuroai livelli di dover patire la fame, di dover tentare addirittura il suicidio (in un attimo di follia e smarrimento) e di veder fallire le proprie imprese, custruite col sudore della propria fronte: come invece stiamo vedendo accadere quotidianamente in Italia e nell'Eurozona. L’Europa, dal canto suo, dovrebbe pertanto smetterla di mantenere un atteggiamento da "doppiogiochista puro", e decidersi ad offrire una protezione che rafforzi e difenda i cittadini dallo sfruttamento da parte della finanza globale abolendo derivati e depositi over-night (per esempio – Cerca articoli in archivio).
100 miliardi buttati nel mare della speculazione
Per le Banche della Spagna (come noi di "Qui Europa" abbiamo già trattato) nei giorni scorsi sono stati versati 100 miliardi di euro. Facendo un rapito conto, corrisponderebbero a 2500 euro a cittadino spagnolo. Se questi soldi fossero stati “versati” nelle mani dei contribuenti e non delle casse delle Banche, sicuramente l’incentivo alla crescita – sia pur minimo, è ovvio! – ci sarebbe stato sul serio! Immaginiamo che a ogni famiglia di 4 persone fossero stati versati 10.000 euro: il risultato in termini di crescita, non sarebbe sicuramente mancato. Invece quei 100 miliardi di euro, sono finiti dritti dritti ad autoalimentare il debito pubblico. Ed è bene sottolineare la parola autoalimentarlo, perché quegli stessi soldi, saranno divorati dall’aumento dei tassi d’interesse, come un cane che si morde la coda. Un circolo vizioso che non avrà mai fine. Un inganno alla faccia degli onesti!
Padri e Madri di figli "schiavi" ma non ancora nati
E allora è inutile fare della “facile” retorica. Parlare ai cittadini spagnoli, agli Italiani ed ai Greci chiedendo loro di fare dei sacrifici per la crescita dal paese, quando questa crescita – se la matematica non è un’opinione – non potrà mai avvenire. Torniamo indietro di 4 anni. La Spagna, era uno dei paesi fiscalmente più prudenti dell’Unione ; ancora oggi, in proporzione al Prodotto Interno Lordo, il suo debito è inferiore a quello della Germania. Ma perché la Germania allora detiene un dominio unilaterale e incontrollato? Perchè la stessa Germania che fino all'ingresso nell'Eurozona non riusciva a creare surplus non ha avuto in sorte i meschini declassamenti riservati ai cugini del Sud Europa? C’è chi sceglie per noi, chi si diverte a prendere delle decisioni che non ci appartengono e, purtroppo, se non decidiamo di svegliarci, raggiungeremo ben presto le nostre “colleghe” Grecia e Spagna. Il nostro torpore morale e la nostra indifferenza la pagheranno, allora, i nostri figli ed i nostri nipoti: schiavi del sistema ancor prima di nascere e già debitori verso un'Europa che neppure conoscono! Sveglia!
Cosa fare nel concreto
La prima cosa da fare è vincere l'apatia e la rassegnazione, leggere e diffondere queste notizie ai nostri amici, colleghi e familiari. Confrontarci il più possibile ed informarci a vicenda. Conoscendo la "vera storia" e le leggi, possiamo spiazzare i politici ciechi e doppiogiochisti mandandoli a "casa", inducendo i rappresentanti politici che prenderanno il loro posto – e che non siano legati a nessun vecchio carrozzone parlamentare, s'intende – a votare leggi che permettano la realizzazione di quanto detto finora. A volte, paradossalmente anche la "non partecipazione" ad eventi "di politica-teatro" della casta potrebbe rivelarsi vincente. Fondamentale, inoltre, riscoprire per quanti si dicono cristiani, il senso più autentico e vero del Messaggio di Gesù, incentrato sulla carità, sull'Amore reciproco e sul dono di sé, riaccostandosi ai Sacramenti, all'ascolto della Parola di Dio, alla Messa Domenicale ed all'assistenza disinteressata del nostro prossimo e dei poveri. Farlo incessantemente – e senza giudizi – nel nostro viver quotidiano rinnegando ogni logica di potere, speculazione e dominio sull'altro. Fuggendo dai luoghi dove ciò si pratica per "statuto" e seguendo l'esempio lasciatoci da personaggi come Giorgio La Pira (il politico santo capace di offrire interamente il suo stipendio ai poveri) e Giovanni Paolo II. Ma soprattutto non scordare mai che “Affinché trionfi il male è sufficiente una sola cosa: che le persone per bene non facciano nulla!"
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