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  • Speciale GMG Rio – Il Bilancio

    Speciale GMG Rio – Il Bilancio

    Martedì, Luglio 30th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Religione, Brasile, Rio de Janeiro, Copacabana, Cristianesimo, Giornata Mondiale della Gioventù 2013. Omelia Papa Francesco, Fede, Cristo Nostro Signore, Evangelizzazione, "Andate, senza paura, per servire", Famiglia, Aborto, Vita, Testimonianze di fede, Speranza, Papa Francesco 

    Speciale GMG Rio – Il Bilancio

    "Andate, senza paura, per servire":

    il messaggio di Papa Francesco 

    "Evangelizzate" esorta il Pontefice, in un messaggio

    di fede rivolto a tutto il mondo, dinnanzi a 3 milioni

    di giovani

    "Gesù conta su di voi, cari giovani". In Brasile, il Papa

    elogia la famiglia. Strumentalizzazioni sulla questione

     gay, sulla battuta in aereo del Pontefice

     

    di Maria Laura Barbuto

    GMG 2013 - RIO DE JANEIRO - BRASIL

     La Commissione Ue torna sul caso MPS                                                            

    Rio de Janeiro – Conclusa in Brasile, due giorni fa, la XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù, Papa Francesco – ieri mattina –  è rientrato a Roma. Ora, mentre nella mente risuonano ancora le commoventi note dei canti carioca, le immagini dei vivaci colori di Rio e le straordinarie testimonianze dei giovani accorsi dai quattro angoli della Terra, è tempo di bilanci. Quello appena vissuto nell'intensa settimana brasiliana è stato sicuramente non solo un semplice e mero evento di rilevanza mondiale – su questo non ci sono dubbi – ma anche la migliore GMG della storia. Evento che conferma la presenza costante di una Chiesa solida e forte, una Chiesa che unisce, fa tesoro delle differenze ed insegna l’amore. Quello di Cristo Gesù Nostro Signore, quello incondizionato, l’amore per la vita e per i veri valori della stessa. Essere Cristiani – a mio avviso – significa avere davvero una marcia in più e lo hanno dimostrato i 3 milioni di fedeli presenti sulla spiaggia di Copacabana, in occasione della Messa conclusiva dell’ultima Giornata Mondiale della Gioventù celebrata da Papa Francesco, il quale ha elogiato il trionfo della vita lanciando un messaggio importante contro l’aborto, accogliendo sull’altare – tra l'altro – una bambina nata senza cervello ed i suoi genitori, a dimostrazione di una grande prova di coraggio e di quanto sia importante diffondere il messaggio cristiano come fonte di speranza e di fede.  

     Discepoli in Missione nel Mondo                                                                           

    Andate, senza paura, per servire”: tre parole – ha spiegato Papa Bergoglio – con le quali il Signore si rivolge ad ognuno di noi, ci chiama ad essere discepoli in missione”. Un messaggio, di sole tre parole, che contiene in sé tutta la potenza del Cristianesimo e dell’unità; che coinvolge tutto il mondo nella speranza della fede. Specie oggi, in un tempo tanto difficile e cruento. “Andate” è un’esortazione importante e non di certo casuale ed il Pontefice ne spiega benissimo il significato: “In questi giorni, qui a Rio, avete avuto la possibilità di fare la bella esperienza di incontrare Gesù e di incontrarlo assieme – ha detto – Ma l’esperienza di questo incontro non può rimanere rinchiusa nella vostra vita o nel piccolo gruppo della parrocchia o della vostra comunità.  Gesù non ha detto “Se volete, Se avete tempo andate” ma dice “Andate e fate discepoli tutti i popoli. Condividere l’esperienza della fede ed annunciare il Vangelo è il mandato che il Signore affida a tutta la Chiesa ed anche a te; è un comando che però non nasce dalla volontà di dominio o dalla volontà di potere ma dalla forza dell’amore, dal fatto che Gesù per primo è venuto in mezzo a noi!”.

    GMG 2013 - RIO DE JANEIRO - BRASIL

      Nessuna Paura… Io sono con Voi! Tutti i Giorni!                                          

    Papa Francesco ha parlato ai cuori di tutto il mondo e, riflettendo un minimo, possiamo renderci conto che la Parola di Dio è davvero l’unica che non conosce confini spaziali, temporali o linguistici, è l’unica che fa centro nell’animo di ogni uomo gli affida il grande dono della fede e della testimonianza. “Il Vangelo è per tutti, non per alcuni – continua il Papa – Non dovete avere paura di portare Cristo in ogni ambiente, fino alle periferie esistenziali, a chi sembra più lontano ed indifferente”. Soffermandosi sulla seconda parola “senza paura”, Francesco ha affermato che “Qualcuno potrebbe pensare di non avere alcuna preparazione speciale…come posso annunciare il Vangelo io? Caro amico – ha continuato, in uno dei passaggi più rilevanti della GMG – la tua paura non è molto diversa da quella di Geremia quando è stato chiamato da Dio ad essere profeta. Dio dice anche a voi quello che ha detto a Geremia: “ Non avere paura perché io sono con te per proteggerci, io sono con voi tutti i giorni”.

     Inviati insieme…  per Servire                                                                                    

    E c’è forse cosa più vera? Gesù non ci lascia mai soli ed infatti non ha detto “Và” ma “Andate”, siamo stati inviati insieme”.  L'espressione finale è stata “Per servire”. espressione che in effetti ha concluso e sintetizzato il messaggio della XXVIII GMG: “Lasciate che la vostra vita si identifichi con quella di Cristo ed abbiate i suoi pensieri, i suoi sentimenti e operate le sue azioni – ha ammonito il Pontefice – La vita di Gesù è una vita per gli altri, è servizio. Seguite queste tre parole e vi renderete conto che chi evangelizza è evangelizzato. Portare il Vangelo è portare la forza di Dio per demolire il male e la violenza, per distruggere ed abbattere le barriere dell’egoismo, dell’odio e dell’intolleranza, per edificare un mondo nuovo. Cari Giovani – ha esortato –  Gesù conta su di voi,  la Chiesa conta su di voi, il Papa conta su di voi. Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, vi accompagni sempre con la sua tenerezza”.  E come si può rimanere insensibili o impassibili davanti a tutto ciò?

    GMG 2013 - RIO DE JANEIRO - BRASIL

      Salda… malgrado tutto                                                                                             

    Queste manifestazioni sono la prova concreta e vivente che la Cristianità – malgrado tutto e tutti – è salda e che le sue radici sono profonde ed incorruttibili, sono l’essenza della vita dei fedeli e dei seguaci di Cristo. Esse rappresentano una forma di apertura alla possibilità di un mondo diverso da quello in cui viviamo, sono testimonianza di una comunità che spera e che fa di tutto per “condannare” un presente materialista e tecnologicamente troppo "avanzato", che ammazza i rapporti sociali rendendoli nulli e fa l’uomo schiavo dei tempi.

     La Vera Rivoluzione Mondiale                                                                                

    Ma questo messaggio dice tanto: se esso verrà accolto da tutti noi sarà talmente rivoluzionario da conferire, collettivamente, una forza impensabile, un motivo per andare avanti e pensare che c’è del buono, che l’uomo può convertirsi e incontrare Cristo in ogni momento e aprirsi alla vita con l’accettazione di tutte le difficoltà e i sacrifici che essa ci impone nella convinzione che Lui ci protegge e ci guida. E tutto sarà più facile, tutto apparirà diverso, migliore. Guardare il mondo con gli occhi di un Cristiano – consentitemi – è a parere di sci scrive (e non solo) la grande conquista dei giorni nostri. Ben lo sanno i genitori della bambina nata anacefala che, coscienti di ciò che sarebbe accaduto, hanno deciso comunque di far vedere la luce alla figlia malata. Un grande atto di amore e di coraggio che ha consentito loro di andare avanti nella sofferenza grazie alla sola forza della fede. E solo questo dovrebbe cancellare ogni dubbio, dovrebbe essere testimonianza concreta e tangibile del potere che Cristo può avere su di noi. Il potere del bene supremo… ciò che nessun’altro, se non Lui, potrà mai garantirci.

    GMG 2013 - RIO DE JANEIRO - BRASIL

      A giudicare ci penserà Dio, è vero! Ma d'altronde la Scrittura è chiara   

    L'ultimo atto del viaggio è stato l'intervista al Pontefice, rilasciata ad un folto gruppo di giornalisti imbarcati col Papa sull'aereo che lo ha ricondotto a Roma. Francesco, stimolato dai colleghi della carta stampata,  ha affrontato il tema dell'approccio verso i gay, usando l'espressione "io non li giudico…". Evidentemente – s'intende – a giudicare penserà Dio… D'altronde l'insegnamento evangelico sottintende l'amore universale ed indistinto verso tutti. Ciò non toglie – ovviamente – la sacralità della vita umana e dell'anima. Anima che evidentemente non può che ritrovarsi pienamente negli insegnamenti dello stesso Gesù e dell'Antico Testamento, da preservare – come insegna lo stesso Cristo – dagli attacchi di ogni forma di perversione sessuale e mentale. Frase tuttavia strumentalizzata a proprio uso e consumo da alcuni politici – vedi Concia – che ha parlato di "atto di umiltà del Pontefice" che avrebbe in tal modo affrancato la "Questione Gay". Ma il senso, come visto, era tutt'altro. L'umiltà – in ultima istanza – non consterebbe nel non giudicare (a giudicare ci pensa Dio e la Sua parola, impressa a lettere chiarissime nella Sacra Scrittura) ma nell'amare ciascuno nelle proprie debolezze, pur sensa esaltare le stesse o innalzarle a vessillo di pseudo-libertà.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Speciale Datagate – Scacco Ecuador. Assange si allea con Snowden

    Giovedì,  Luglio 4th/ 2013 

    – L'Approfondimento di Sergio Di Cori Modigliani  

    Ecuador, Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, Wikileaks, Edward Snowden, Cia, National Security Agency, Datagate, Pentagono, Unione Europea Assange, Ue, Accordo di Libero Scambio, Germania, Sergio Di Cori Modigliani, Russia, Vladimir Putin, Barack Obama, Brasile, Julian Assange, Guardian, Talpa, Richard Rorty 

    Datagate – Scacco Ecuador. Assange si allea

    con il "super-ricercato" Snowden

    Scacco al potere – Wikileaks segnala la Via.

    Ecco perchè l'Occidente vuole Snowden vivo o morto

    Intanto L'ex uomo CIA vola verso Quito scortato dalla flotta

    russa, inattaccabile. Pena la Terza Guerra Mondiale 

    In Europa e in Italia serve una Nuova Stagione di

    Verità Inoppugnabili.

    I Brasiliani in piazza e l'Ecuador insegnano

     

    L'Approfondimento di Sergio Di Cori Modigliani

    Special Datagate - Quito - Snowden

     Datagate – Snowden in volo verso Quito, inattaccabile                                

    Washington, Londra, Mosca, Quito, Rio – Mentre sto scrivendo, Edrward Snowden, la cosiddetta talpa del Guardian, ovverosia l'analista della Cia che ha scelto e deciso di confessare la propria attività ai giornalisti britannici, è in volo su un aereo militare verso Quito, la capitale dell'Ecuador, nazione alla quale ha chiesto formalmente asilo politico. L'aereo è scortato da quattro aerei della flotta russa, quindi inattaccabile, pena la Terza Guerra Mondiale. Il velivolo sul quale Snowden si trova, infatti, appartiene all'aereonautica militare di Putin. Ufficialmente, infatti, (ma lo sarà soltanto per altre sei ore) Edward Snowden è un "diplomatico al servizio dell'ambasciata della Russia", con regolare contratto internazionale. E' un ingegnoso quanto affascinante capitolo della geo-politica del post-Maya, pianificato, ideato e orchestrato dalla sezione britannica di wikileaks, gestito in prima persona da Julian Assange, dall'interno dell'ambasciata dello staterello dell'Ecuador, dove lui abita senza poter uscire, pena l'arresto immediato da parte dell'intelligence service che lo impacchetterebbe consegnandolo a specialisti omologhi della Cia. Due giorni fa, infatti, Assange ha messo a segno un piccolo e complesso capolavoro diplomatico, approfittando del fatto che Putin ha il dente avvelenato contro l'occidente, soprattutto contro Obama, la Gran Bretagna e l'Italia.

     Datagate – Un riassunto dal G8 in poi: Banche, Siria e altri accidenti…  

    Alla riunione dei G8 in Irlanda gli sono andati contro sulla faccenda della Siria, e su questioni inerenti i suoi depositi bancari su diverse banche svizzere, dato che lui protestava (li rivoleva indietro) perchè a Cipro, lo scorso autunno, in una botta sola e a tradimento gli avevano portato via ben 23 miliardi di euro che dei suoi prestanome, amorevolmente, avevano depositato in quell'ameno paradiso fiscale in zona euro. Il G8 in Irlanda – come visto, vedi allegato – è andato malissimo. Questa è l'attuale realtà. Poco a poco, cominciano a trapelare notizie da diverse fonti attendibili, che rivelano come si sia trattato del più conflittuale, agguerrito incontro (e dal punto di vista diplomatico, perdente) che si sia mai verificato negli ultimi 30 anni in Occidente. Hanno litigato su tutto: Siria, forniture militari, Libya, Egitto, Turchia. Ma soprattutto banche, banche, banche.

    Richard Rorty

     Datagate – Perchè lì sta il bello… Rorty Insegna                                             

    Non è certo casuale che dieci secondi dopo che il G8 era finito, tutte le borse mondiali hanno iniziato ad andare a picco, con scuse tecniche diverse, davvero ridicole. Perchè se c'è una cosa che gli analisti di borsa e i grandi finanzieri odiano è quando i politici ad alti vertici si scontrano. Loro adorano pilotarli, foraggiarli, usarli, pacificarli tra di loro, farli eleggere, sentire che li tengono in pugno per essere liberi di manovrare i mercati lucrandoci a piacimento. Sono talmente liberi (nelle loro menti perverse) nonchè equanimi, da essere sempre equidistanti sia dalla destra che dalla sinistra, dalle democrazie e dalle dittature, dalle economie forti e da quelle deboli. Perchè "loro" sono superiori a tutti. Non sarebbero, altrimenti, quella che il compianto filosofo americano Richard Rorty, nel 2002, aveva identificato e definito come "the overclass", una super casta a prova d'urto, di cui l'Italia, con il governo Monti, ne ha avuto un primo tenero assaggio sulla propria pelle. Che cos'è che li ha gettati nel panico? Degli eventi incrociati. Vediamo!

     Tre Eventi incrociati – 1) Guerre e Geopolitica – Siria, Libia e Mali         

    1) Siria/Lybia/Mali: chi vende più armi e a chi. Ma soprattutto, come riuscire a convincere le singole nazioni di zona euro (Italia in testa, a questo servono i Tornados) a cominciare ad allestire l'ennesima forza di pace che potrebbe rivelarsi un ottimo affare per le industrie belliche europee (noi qui siamo in prima fila), le quali stanno premendo con l'acceleratore a tavoletta per dimostrare – conti alla mano – di essere in grado di risolvere la cosiddetta "crisi economica occidentale" almeno per un annetto. Il che dovrebbe rabbonire i popoli europei in aperta ebollizione; partendo dall'elementare assunto che, tanto per fare un esempio, se agli Italiani togliete l'Imu per sempre, abbassate l'Iva, assumete tre persone, aumentate le pensioni di 17 euro a testa e lanciate un programma massivo di assunzione di personale giovanile disoccupato in specifiche e predisposte aziende europee (tutte coinvolte nella guerra ma nessuno lo saprebbe), saranno tutti contenti e chiuderanno un occhio se poi si inviano 8.000 bersaglieri nel cuore dell'Africa, si fa il lavoro sporco ad Aleppo per conto degli Usa, e ci si infogna in Libia creando un solido Vietnam nel Mar Mediterraneo. Quattro paghette strategiche a quegli straccioni di Italiani, Spagnoli e Francesi, e in men che non si dica ci si trasforma tutti in sostenitori delle "forze di pace nel mondo".

    Special Datagate - Quito - Snowden

     La Russia e la questione greca – Alle porte del Mediterraneo                     

    Ma la Russia ha subodorato un'apparente truffa (ai suoi danni si intende) e ha detto no. E se in Europa la Russia dice no, non parte neppure un soldato, neppure una commessa militare. E la Russia, in questo momento, è forte, avendo realizzato – proprio il giorno dopo la fine del G8, toh! guarda che coincidenza – la propria antica ambizione mai sopita: arrivare dal portone principale nel Mare Mediterraneo. La crisi greca è esplosa non per la tivù pubblica cancellata, macchè. Quella è retorica bella e buona. Ma per il fatto che l'Azerbaigian ha acquistato cash really cash il 52% delle azioni della società per il gas greca e tre società di Putin si sono assicurate, grazie ad accorti derivati, la maggioranza di controllo nelle partecipate che gestiscono la distribuzione dell'acqua pubblica che è privata. Quindi, se domani mattina Putin si sveglia di malumore, può dire "oggi sono arrabbiato, quindi chiudo il rubinetto, e i greci non bevono e non cucinano, che s'arrangino, che ci pensi la Ue e la BCE". I deputati socialisti si sono dimessi. Altro che televisione.

     2 – Banche e Finanza                                                                                                

    2) I complottisti d'assalto ci hanno abituato a immaginare che i colossi finanziari e le grandi banche siano composte da pool di manager in perfetto accordo, che si amano tra di loro e vivono in armonia, uniti dal fatto che mangiano le nostre esistenze. Non è proprio (esattamente) così! Questo funziona soltanto quando gli squali incontrano numerosi sciami di pesciolini sbandati e ce n'è per tutti. Ma quando è finito il plancton e i pesciolini muoiono dalla fame, e quindi c'è carestia (ovvero recessione) siccome agli squali piace il pesce vivo, in mancanza di meglio, uno squalo si accontenta di mangiarsi un altro squalo. Un anno fa avevo visto uno splendido documentario della BBC su una battaglia sottomarina tra dieci squali affamati. Terrificante. Hanno vinto in sei e si sono divisi gli altri quattro. Non è rimasto nulla, neanche una scaglia. E' quello che sta accadendo all'interno del sistema bancario mondiale.

      Guerra tra squali per il controllo mondiale e "Debiti Compositi"             

    L'idea del Giappone si è dimostrata peregrina: è durata due mesi. Per evitare l'implosione del sistema basato sulla speculazione artificiale dei derivati, hanno costruito una gigantesca architettura di debiti composti (che paghiamo noi da cinque anni a questa parte, a nostra insaputa) e hanno iniziato a scaricarseli a vicenda come una palla da tennis. Non sono riusciti a trovare un accordo per l'Italia, che ha bisogno entro il 30 settembre di una immediata ricapitalizzazione di almeno 200 miliardi di euro subito, pena la bancarotta e il collasso del sistema interno bancario, e quindi di quello mondiale. Per la Spagna ne servono altri 100, e così via dicendo per il resto d'Europa. Ci si troverebbe, quindi, a ridosso delle elezioni tedesche, con una fuoriuscita da parte della BCE di circa 1.000 miliardi di euro, con spaventosi rischi finanziari. Tant'è vero che la Merkel ha dovuto candidamente ammettere che nel cuore della Germania sta prendendo piede a velocità esponenziale una solida élite interna (banchieri locali, imprenditori, giuristi, economisti, media borghesia che conta) che vogliono cambiare passo. E lo vogliono fare alla tedesca, non all'italiana; il che vuol dire: subito.

    Datagate - Der Spiegel - Guardian

     3 –Datagate –  Il Caso Snowden e l'alleanza con Assange                             

    3) Il caso Snowden. Gli Usa e i paesi della zona euro lo vogliono vivo o morto nelle loro mani. Perchè? Per un semplice, banale, motivo: è in possesso di tutte le intercettazioni telefoniche avvenute negli ultimi 40 mesi tra i massimi dirigenti finanziari planetari, tra amministratori delegati di banche che parlano con altri amministratori delegati di altre banche. E come aggravante, un accordo d'alleanza mediatica stabilito tra Snowden e Assange. Sommando queste tre vicende, il risultato del G8 è stato una catrastrofe. E lì si è inserito Assange. Il tutto, in una cenetta formale e – all'apparenza – di ordinaria amministrazione tra l'addetto culturale dell'ambasciata russa a Londra, Assange e l'ambasciatore ecuadoregno. Hanno raggiunto un accordo. E così, all'indomani della fine del G8, Snowden scompare da Hong Kong, compare dentro l'ambasciata russa con passaporto diplomatico.

     Verso Quito – Attaccare Snowden? Come dichiarar guerra alla Russia!   

    Ha tutte le credenziali internazionali a posto, che lo mettono in una posizione "formale" di salvaguardia dal diritto internazionale: è un membro del corpo diplomatico russo, chi lo attacca sta dichiarando guerra alla Russia. Vola a Mosca dove formalizza la propria richiesta di asilo politico alla Repubblica dell'Ecuador che ha già risposto "stiamo valutando la sua posizione, nel frattempo siamo disposti a offrirle ospitalità, ricordandole che il nostro governo non riconosce il concetto di estradizione con l'amministrazione degli Usa e della Gran Bretagna". E così Snowden vola a Quito.

     Confessioni da Datagate – C'è da divertirsi                                                        

    C'è da divertirsi, non vi è dubbio! Sembra che in Germania, questa cosiddetta "nuova élite" si stia diffondendo grazie all'applicazione di un banale concetto umano che, in questo momento e in questo periodo, sta diventando fondamentale: la confessione delle raccapriccianti modalità banditesche dei gestori dell'euro. Proprio come ha fatto Edward Snowden. Ci aspettiamo che la nuova onda diventi moda. Che la moda dilaghi. Che il dilagare della moda si affermi anche in Italia. Che l'affermazione del dilagare della moda frutto della nuova onda, produca nel nostro paese l'unica strada percorribile per poter pensare a una possibilità realistica, a breve e brevissimo termine: la confessione spontanea dei professionisti della cupola mediatica, di importanti dirigenti bancari e dei funzionari di partito dal medio livello in su. 

    Italia - Datagate

     Europa, Italia – Serve una stagione di Verità Inoppugnabili                        

    Questo è lo shock che ci serve, non una iniezione di cash. E lo si può fare. Basterebbe pensare che in questo momento una delle più piccole e modeste nazioni del mondo, uno staterello che davvero conta "ufficialmente" molto poco, l'Ecuador, tiene in scacco l'intero pianeta. Perchè ha detto: no, questo gioco vostro noi non lo facciamo più! Quel gioco in Europa si sta facendo molto duro. Serve una stagione di Verità inoppugnabili, di chiarezza, di trasparenza.

     Il Segnale Brasiliano – Verso una Nuova Consapevolezza planetaria       

    Il segnale brasiliano è molto chiaro per chi sa e vuole leggere. I totem delle droghe di stato hanno fatto il loro tempo. E i cariocas stanno realizzando una autentica rivoluzione culturale che fa loro onore. Al grido di "chissenefrega del calcio, vogliamo soldi per l'istruzione e per la sanità" annunciano l'inizio della diffusione di una nuova consapevolezza planetaria. Come a dire "o cominciate a occuparvi delle esigenze della gente oppure noi inizieremo a non consumare più le vostre droghe che abbiamo tanto amato" che sia il calcio, la televisione, il divismo, il gioco d'azzardo, il danaro facile, i talk show, poco importa, sono tutti equivalenti. 

     Il Post Maya e lo "Squarcio del Velo" – Dostoevskij insegna!                      

    Il post-Maya è questo! L'accettazione del principio che la vita è un'illusione, viviamo una realtà coperta dal velo di Maya, e quindi si sceglie e ci si sottrae alla logica dei paradisi artificiali squarciando il velo. Allo squarcio si aggiunge, inevitabilmente, la citazione di una delle frasi più enigmatiche, profonde e affascinanti della letteratura mondiale, che ci mostra la strada da percorrere. Si trova ne "I Demoni", di Fedor Mickailovitch Dostoevskij, quando un personaggio, nel rispondere alle sollecitazioni del suo interlocutore che gli chiede cosa fare e come farlo per il bene collettivo dell'umanità, risponde: "Ma è così semplice, davvero. Basta vedere il flusso naturale. Vedi, l'Essere Umano, in verità è felice. Gli Esseri Umani sono tutti felici, nessuno escluso, solo che non lo sanno. Basta spiegarglielo". E noi tutti sappiamo davvero con certezza che cosa sia la vera felicità. Basta vederla, auspicarla, evocarla, pretenderla. Per poterla affermare. Ritrovare dentro ciascuno di noi gli autentici valori formativi dell'esistenza è il primo grande passo verso la felicità. E' davvero facilissimo.

    Sergio Di Cori Modigliani

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     Video e Articoli Allegati – Approfondimenti                                                                              

    Speciale Datagate – Il Collaborazionismo Italia-Usa e le rivelazioni di Der Spiegel e Guardian

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    Lunedì,  Luglio 1st/ 2013  – L'Approfondimento di Sergio Basile  – Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ARPANET, Wikileaks, Stati Uniti d'America,Edward Snowden, Cia, National Security Agency, Datagate, Pentagono, Unione Europea Assange, Ue, Accordo di Libero Scambio, Germania, Sergio Basile, www.quieuropa.it, Collaborazionismo Italia-Usa, Parlamento europeo, eurocasta. Martin Schulz, Enrico Letta, Poteri occulti, Scontro tra Usa e Russia, […]

    Cybersorveglianza – La Nuova Guerra USA e lo Scandalo Datagate

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    Mercoledì,  Giugno 28th/ 2013  – di C. Alessandro Mauceri  – Einstein, Terza Guerra Mondiale, ARPA, Advanced Research Projects Agency, Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ARPANET, Wikileaks, Stati Uniti d'America, Guardian, Edward Snowden, Cia, Booz Allen Hamilton, NSA, National Security Agency, Fbi, Echelon, Guerra fredda, Regno Unito, Australia, Canada, Nuova Zelanda, UKUSA, cyber sorveglianza, Blue Coat, […]

    Diritti Made in Usa – Che la mano destra non sappia cosa fa la sinistra

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    Mercoledì,  Giugno 12nd/ 2013  – di C. Alessandro Mauceri  – Reuters, Stati Uniti d’America, Associated Press, Guardian, Cia, Booz Allen Hamilton, contractor privato, in NSA, National Security Agency, Fbi, Facebook, Skype, Patriot Act, “Uniting (and) Strengthening America (by) Providing Appropriate Tools Required (to) Intercept (and) Obstruct Terrorism Act”, privacy, Costituzione, Datagate, Julian Assange, Wikileaks, Bradley Manning, […]

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte

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    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte

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    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

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    Mercoledì, Giugno 19th/2013 – di S. Perrone e S. Basile –  Belfast, Regno Unito, Irlanda del Nord, Unione europea, Russia, Stati Uniti, Giappone, G8, Nuovo Ordine Mondiale, Accordo di Libero Scambio Usa-Ue, Barack Obama, Vladimir Putin, Enrico Letta, Manuel Barroso, Commissione europea, Ue, Titanic, Europa, OGM, Georgia Guidestone, Gaia    G8: Libero Scambio Usa-Ue, Bomba Ecologica […]

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    Così il Grande Fratello ci Osserverà

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    Martedì,  Aprile 10th/ 2012 Consiglio d'Europa / Trasparenza / Interrogazioni / Dati personali /  Telecomunicazioni / Web / Google / Gmail / i-Phone / BlackBerry / Acta / Trattato internazionale più liberticida di sempre / Dittatura / Democrazia / Libertà personali / 150 organizzazioni internazionali / Controllo di massa / Grande Fratello / Capi di stato […]

    Disney World Usa – Parte la Sperimentazione di Massa del Microchip RFID: complice, Topolino

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    Sabato, Gennaio 19th/ 2013 – L'Editoriale di Vincenzo Folino – Disney Microchip RFID / Microchip RFID e Topolino / Sperimentazione microchip su larga scala / Disney / Rfid biochip / Usa / Controllo / Microchip / Biochip / Grande fratello / Controllo globale / Informazioni rilevanti / Dati sensibili / Cittadini schedati / Commissariamento umano […]

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    Sabato, Gennaio 5th/ 2013 – L'Editoriale di Sergio Basile – Rfid biochip / Usa 2013 – Ok al Biochip: un'arma potenzialmente killer impiantata nell'uomo / Washington / Usa / Barack Obama / Controllo / Microchip / Biochip / Italia / Roma / Teramo / Finlandia / Cia / MK Ultra / Controllo Monarch / Grande fratello […]

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    Sabato,  Marzo 30th/ 2013  – Testimonianza/Dossier – Redazione Ora Pro Siria, Damasco, Aleppo – Siria, Via Crucis, Venerdì Santo, Cristo in Croce, Dramma Siriano, Via Crucis della Siria, Terrorismo, Omicidio, odio, Violenza, Persecuzioni dei cristiani di Siria, Culla della Civiltà, Culla del Cristianesimo, Terra Santa, Gerusalemme, Damasco, Aleppo, Homs, Papa Bergoglio, Papa Francesco, Giovani Libanesi, Ora Pro […]

    Un Inganno Chiamato “Primavera Araba” – Seconda Parte

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    Lunedì,  Marzo 11th/ 2013  – Redazione Qui Europa e Asean New Agency –   NWO, Libia, Nuovo Ordine Mondiale, Usa, Nato, Unione Europea, Regno Unito, Italia, Francia, Guerra, Primavere, Strategia Occidentale, Mondialismo Massonico,  élite mondialista, élite occidentale, Muammar Gheddafi,  Immunità, Ingerenze coloniali in Libia,  NWO – 14 Paesi si Spartiranno la Libia  Neocolonialismo in Libia: […]

    Primavere Arabe e Balle Mediatiche

    Primavere Arabe e Balle Mediatiche

    Sabato, Febbraio 16th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Viaggio tra le Primavere Arabe  / Esteri / Mondo arabo / Primavere arabe / Tunisia / Medio Oriente / Nord Africa / Rivoluzioni / Proteste / Ribelli / Avere vent'anni a Tunisi e al Cairo / Europa / Occidente / Libertà individuali / Diritti […]

    NWO e Strategie contro la Russia di Vladimir Putin

    NWO e Strategie contro la Russia di Vladimir Putin

    Martedì, Novembre 20th/  2012   – L'Editoriale di Qui Europa – NWO e Strategie contro la Russia di Vladimir Putin / Pussy Ryot / I Burattinai del "Nuovo Ordine Mondiale" / George Soros / Mario Draghi / Mondialismo / Russia / Vladimir Putin / Siria / Libia / Cattedrale di Cristo Salvatore / Mosca / […]

  • Parigi – Dopo Depardieu ad abbandonare l’Eurogabbia è Monica Bellucci. Destinazione Rio

    Parigi – Dopo Depardieu ad abbandonare l’Eurogabbia è Monica Bellucci. Destinazione Rio

    Mercoledì, Gennaio 23rd/ 2013

    – di Sergio Basile –

    Monica Bllucci / Francia / Unione europea / Italia / Austerity / Vincent Cassel / Vladimir Putin / Gerard Depardieu / Rio de Janeiro / Brasile / Ipanema / Copacabana / Mario Monti / Debito Inestinguibile / Debito fraudolento / Eurogabbia / Fuga dall'eurogabbia / Distruzione del Welfare / Paradiso delle lobby / Saldi da grande magazzino 

    Parigi – Dopo Depardieu ad abbandonare

    l'Eurogabbia è Monica Bellucci.

    Destinazione Rio 

    CLa strategia di monica e l'inaspettata e stonata

    lode all'austerity Montiana

    L'Eurogabbia e la grande fuga dall'Austerity

    Parigi – Continua l'emorragia di star, magnati e personaggi del mondo dello spettacolo dall'Europa, ed in particolare dalla gabbia di stampo  neostalinista della Francia di Francois Hollande, un Paese devastato dall'austerity Ue: anche se in forma ridotta rispetto alla cura riservata ai Pigs.  Dopo l'icona Depardieu trasvolato in Russia per la gioia dell'accogliente e premuroso padrone di casa, Vladimir Putin, è la volta dell'altra icona (d'adozione), del cinema transalpino, Monica Bellucci:  ad oggi probabilmente l'ambasciatrice della bellezza italiana nel mondo. A rivelarlo nelle scorse ore la stessa attrice a Vogue Brasile: “Può anche essere che tra cinque anni me ne torni a Roma, che è la mia città preferita ma adesso il mio posto è qui, davanti alla spiaggia, a guardare le persone passeggiare e assorbire tutta l’energia del mare”. Come prevedibile la scelta della Bellucci – e del marito, il regista Vincent Cassel – ha suscitato non poche polemiche a Parigi e dintorni. Ma chi – obiettivamente – al loro posto avrebbe deciso di accettare come se niente fosse tassazioni da regime stalinista? Intanto giunge voce che la coppia avrebbe già acquistato un appartamento a Rio, poco distante dalle spiagge di Ipanema e Copacabana.

      La Monica che non ti aspetti 
     
    Ma se da una parte la coppia d'oro del cinema francese – e non solo – ha girato le spalle al Presidente europeista delle tasse e del rigore irrazionale – e a un debito pubblico impagabile, impareggiabile e fraudolento che si autorigenera come i microbi all'interno di una ferita aperta – certo stona e non poco l'apprezzamento che la stessa Bellucci ha rivolto sempre nelle ultime ore alla politica di austerity "gemella" portata avanti da Mario Monti in Italia. Penso che Mario Monti abbia fatto un buonissimo lavoro”. E' stato questo il commento stonato ed incoerente di Monica. Come si dice: due pesi e due misure. Allora non ci resta che promuovere Depardieu per la coerenza e bocciare Hollande e Bellucci: il primo per aver contribuito in maniera fedele e sensibile alla realizzazione del piano di autodistruzione dell'Europa targato Ue, in favore delle grandi lobby industriali e bancarie pronte all'acquisto a prezzi da saldo; la seconda per razzolare bene (fuggire dalla gabbia e dai suoi accidenti: magari lo potessero fare anche i comuni mortali mandando al diavolo l'intera tecnocrazia europea) e predicare male, anzi malissimo, lodando nel contempo le stesse odiate politiche dalle quali sta fuggendo a gambe levate. Quando si dice la "coerenza". Ma allora ci chiediamo, perchè Monica Bellucci non viene a vivere in Italia se trova ottimo il lavoro del giustiziere del Welfare?
     

    Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Lussemburgo – Stamane Consiglio Ecofin  sulla Tobin Tax

    Lussemburgo – Stamane Consiglio Ecofin sulla Tobin Tax

    Lunedì,  Ottobre 8th/ 2012 

    – di Sergio Basile –

    Ecofin / Lussemburgo / Unione europea / Tobin Tax / Francia / Germania / Regno unito / Usa / BRICS / Paesi Emergenti / Brasile / Russia / India / Cina / Sudafrica / James Tobin / Francoise Hollande / Angela Merkel / Ministri finanziari dell'Ue 

    Lussemburgo – Stamane Consiglio Ecofin

    sulla Tobin Tax

    Potrebbe  avviarsi l'iter di adesione alla tassa

    sulle transazioni finanziarie mediante 

    "Procedura Rafforzata", col si di

    9 Paesi su 27

    Lussemburgo – Stamane i ministri delle finanze dell'Ue (ministri Ecofin) hanno avviato le discussioni in merito all'adozione dell'ormai arcinota "Tobin Tax" (tassa sulle transazioni finanziarie)  mediante la  cosiddetta cooperazione rafforzata: il parere favorevole che dovesse pervenire da parte di un gruppo ristretto di Paesi dell'Unione, utile ad implementarla. La delicata misura, protesa a contrastare gli esorbitanti e facili guadagni dei banksters e dei falchi della speculazione (pensata nel 1972 dall’economista statunitense James Tobin, poi premiato con il Nobel per l'economia nel 1981) è stata dunque  presentata sul tavolo dei ministri dopo essere stata rilanciata nei mesi scorsi da alcuni leaders europei e dopo essere stata riproposta tra le priorità dell'agenda di Francois Hollande e Angela Merkel, proprio nei giorni scorsi. La "Tobin" andrebbe, dunque, a colpire la finanza internazionale, ovvero una tra le principali corresponsabili della genesi e dell'ulteriore inasprimento della crisi economica indotta dell'Eurozona, assieme – ovviamente – al fenomeno del signoraggio bancario, contestuale allo scippo della sovranità monetaria degli stati "sovrani", a vantaggio dei banchieri privati e della BCE. Tra i Paesi che si sono detti favorevoli all'adozione della nuova tassa vi sono l'Austria, il Belgio, l'Estonia, la Grecia, la Slovenia e il Portogallo. Ovviamente, secondo quanto prescritto dai trattati europei, per avviare tale procedura sarà necessario ottenere il parere favorevole di almeno 9 Paesi su 27. Cioè di 1/3 dei Paesi membri dell'Ue.

     Tobin Tax – L'immobilismo di Monti e Rajoy 

    Tentennamenti e riserve in merito permangono ancora negli esecutivi di Roma e Madrid (malgrado Italia e Spagna – ricordiamolo – siano ad oggi due tra i paesi europei più colpiti dalla speculazione e dalla contestuale recessione economica che "miete senza tregua migliaia di vittime"); mentre al contrario nelle ore precedenti all'incontro di stamane, le segreterie degli esecutivi di Parigi e Berlino hanno portato avanti un'intensa attività diplomatica per convincere dell'opportunità di adesione alla "Tobin Tax" i leaders dei paesi più incerti. 

     I grandi speculatori parlano inglese 

    Ma il vero punto resta quello di conprendere – come detto negli ultimi articoli pubblicati dall'Osservatorio "Qui Europa" – fino a che punto il muro innalzato contro la suddetta tassa da Londra e Washington (City e Wall Street) possa essere (o meno) scalfito o sfondato. D'altra parte la vera speculazione passa proprio per i paesi anglofoni. Gli speculatori (quelli più attivi e pericolosi per la stabilità economica e finanziaria dell'Europa e del globo) parlano, evidentemente, inglese.  O meglio, soprattutto inglese. Vedi anche quanto accade nei numerosi paradisi fiscali disseminati nei 5 continenti che – come molti lettori ignorano – rientrano proprio nella sfera d'influenza di Gran Bretagna e UsaPertanto, tra i Paesi Ue, in merito alla regolamentazione delle transazioni finanziarie ed al contestuale ridimensionamento del fenomeno della finanziarizzazione dell'economia, il ruolo più ambiguo resta proprio quello del Regno Unito.

     Regno Unito e Germania: diversi ruoli egemoni, medesimi risultati 

    La Gran Bretagna resta anche in questo ennesimo e delicato capitolo dell'agenda europea, il vero cavallo di Troia dell'unione: un pò come lo è la Germania per quanto concerne l'industria pesante, ed i tranelli del "Sistema Target 2" (Vedi approfondimenti negli articoli in allegato). Il Paese del premier Cameron, infatti, continua a beneficiarsi del "mercato comune" e della sua "non adesione all'euro", continuando – d'altro canto – a speculare sugli accidenti ed i talloni di Achille della moneta unica, e sugli accidenti finanziari dei partners europei. Improvvidi partners che sono invece entrati nell'illusorio castello dell'Eurozona (perchè sin qui – è la storia a dircelo – di illusorio e deleterio castello di "carta" si tratta) seguendo ciecamente gli improbabili miraggi di crescita e benessere tanto decantati dai "superficiali e falsi profeti" dell'europeismo. 

     Determinanti anche i BRICS 

    Allora si comprende come, proprio in virtù dell'esistenza e persistenza di tali incongruenze finanziarie e politiche, i presunti benefici derivanti da un'ipotetica adozione della Tobin Tax si avrebbero, tuttavia, solo dalla ratifica di un accordo internazionale tra l’Unione europea,  gli Stati Uniti e i principali Paesi emergenti, i cosiddetti BRICS: Brasile, Russia, Cina, India e Sudafrica. Accordo ad oggi, purtroppo molto ipotetico e lontano. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Venerdì, Ottobre 5th/  2012   – di Vincenzo Folino – Unione europea / Mezzogiorno / Italia / Tobin Tax / Opportunità o Sfacelo / Roma / Bruxelles / Identità europea / Speculazione finanziaria / Investimenti / Condivisione su larga scala / Unanimità / Democraticità / Rappresentanza / Mediterraneo / Eurozona / Sovranità / La Padania […]

     

    Parigi e Berlino rilanciano il tormentone “Tobin Tax” – Roma e Madrid decisive

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    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012 – Vincenzo Folino – Unione europea / Tobin Tax / Tassa sulle transazioni finanziarie / Italia / Spagna / Francia / Germania / City / Londra / Dittatura Finanziaria / Speculazione finanziaria / Premio Nobel per la Pace / Muhammed Yunus / Commissione europea / cooperazione rafforzata / Parigi / Berlino / Roma […]

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    Giovedì, Agosto 16th/ 2012  – Reportage-Dossier di "Qui Europa" –  Italia / Siria / Medioriente / Guerra / Hitler / Garibaldi / Bush / Seconda Guerra Mondiale / Unità d'Italia / Pontelandolfo / Sant'Anna / Damasco / Esteri / Guerra / Strategia del terrore / Assad / Obama / Consiglio di Sicurezza dell'Onu / Disastro […]

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012  – di Alessandra De Rose e Sergio Basile  – Eurozona / Proteste / Manifestazioni / Londra / Parigi / Atene / Roma / Spread / Fernando Jimenez Latorre / Tagli / Finanziaria / 2013 / Grecia / Regno Unito / David Cameron / Referendum / Liberismo / Ricapitalizzazioni bancarie / Stress test […]

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    Martedì, Marzo 20th / 2012 Commissione europea / Commissario Ue al Fisco / Bruxelles / Copenaghen / Tobin tax / Francia / Regno Unito / Algirdas Semeta Tobin Tax – "I pescecani della finanza europea tremeranno!": Parola di Semeta Da Copenaghen il "Commissario al Fisco" accelera sulla proposta "Tobin Tax"  Bruxelles, Copenaghen – Tobin tax estesa a […]

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    Martedì, Luglio 3rd / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Sistema bancario / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Sistema Target2 / Germania / Industria tedesca / Angela Merkel / I debiti […]

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    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico […]

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  • Crisi FIAT – Un Vertice dei Miracoli, Inconcludente

    Crisi FIAT – Un Vertice dei Miracoli, Inconcludente

    Lunedì, Settembre 24th/ 2012

    – di Sergio Basile –

     Italia / FIAT / Torino / Roma /  Sergio Marchionne / Mario Monti / Crisi / Chiusura stabilimenti italiani / FIOM / Sindacati / Piano Fabbrica Italia / Chrysler /  Casini / Bersani / Polonia / Brasile / Serbia / Ammortizzatori sociali / Bugie mediatiche / SKY TG 24 / Stefano Fassina / Barack Obama / Bonanni / Antonio Di Pietro intervento su Facebook / Gianni Fava / Tav in Val Di Susa / Isolamento della Fiom / Spaccamento del fronte sindacale / Crescita della Crysler negli Usa 

    FIAT – Un vertice dei miracoli inconcludente 

    A,B,C e le ipocrite repliche dei sostenitori del

    recessivo Fiscal Compact

    Resta spaccato il fronte sindacale mentre Marchionne 

    non presenta alcun piano di sviluppo. Solo altre 

    promesse per l'Ad Fiat

    Intanto Chrysler Vola negli Usa grazie agli incentiti di 

    Obama ed all'impegno di Marchionne

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – "Nonostante gli sforzi del governo, mi pare che il problema Fiat rimanga del tutto aperto. Al tavolo di ieri c'era un convitato di pietra e cioè una nuova stagione di ammortizzatori sociali costosi per i lavoratori e per lo Stato, senza una prospettiva sicura". Nelle scorse ore, all'indomani di un incontro piuttosto inconcludente tra i vertici del Lingotto e il premier Mario Monti, sul "Caso Fiat", questo è stato il commento del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Ma, in effetti,  col senno di poi, dubbi e perplessità sono stati espressi anche dal collega Fassina e da tutti i leader della maggioranza.

     Fassina-Bersani: la politica del Gatto e della Volpe 

    "Dati alla mano – continua Bersani – una prospettiva sicura non sembra poter esser più garantita dalla sola Fiat. Credo che ci vorranno anche altri e urgenti incontri con i protagonisti del settore auto: componentistica, reti commerciali, e organizzazioni sindacali. E' sull'intero settore – dichiara Bersani – che ci giochiamo un pezzo dell'avvenire del Paese". E lo dice forse dimenticando che – sempre dati alla mano – il Paese probabilmente ce lo siamo già giocati a tarallucci e vino, prima dell'estate, grazie all'approvazione da parte della maggioranza e dello stesso Pd, dei recessivi ed illusori "Fiscal Compact" e del "Fondo Salva Stati Permanente" (Meccanismo Europeo di Stabilità – MES) ratificato da Mario Monti nel Consigio europeo di fine Giugno. La stessa inconsistente e vuota eco di Bersani è risuonata nelle parole (di circostanza) del collega di partito Stefano Fassina, secondo il quale  "la Fiat, nonostante i proclami di Fabbrica Italia già irrealistici nel 2010, intende affrontare passivamente un mercato in profondo e strutturale mutamento con conseguenze negative per l'azienda, per i lavoratori e per il tessuto produttivo nazionale".

     Alfano il "Fiduciario"e Casini il "Fedelissimo" 

    Sull'altro fronte, quello "berlusconiano" della maggioranza e delle fiducie indiscusse (ben 37) al governo Monti, non è tardata la replica del segretario del Pdl, Angelino Alfano, "E' certamente positivo l'avvio di un percorso condiviso tra Fiat e Governo nel corso del quale dovrà essere protetto il reddito dei lavoratori. In quest'ottica, pensiamo necessaria e possibile la conservazione di tutti i siti produttivi (…) – ha continuato Alfano – il governo dovrà però individuare misure per la generalità delle imprese e non solo per Fiat. Tuttavia – conclude – sono tendenzialmente contrario ad altri incentivi. Non mi sento rassicurato ma preoccupato". Da sky TG24 anche Pieferdinando Casini ha voluto dire la sua sul sulla crisi Fiat. "La Fiat adempia agli impegni che aveva preannunciato. Questa è serietà! – ha sbottato il leader dell'Udc – Non si può chiedere ai politici e riservarsi parti in commedia. Lo Stato ha fatto bene ad aiutare, abbiamo già dato, ora dia la Fiat". Sempre nell'intervista a Sky, tuttavia, il centrista aveva dichiarato un momento prima come era impossibile pensare al futuro politico italiano senza fare il nome di Mario Monti. Poichè a suo dire, in Italia, non esisterebbero personalità poitiche in grado di surrogare il suo lavoro e degni del suo spessore. Un clamoroso autogol anche per lo stesso "ruolo politico" dello stesso Casini, che evidentemente non si sente all'altezza! Che dite? Ma insomma – la domanda è d'obbligo – al netto delle bugie mediatiche, e delle dichiarazioni d'amore incondizionato, chi ci ha mandato in recessione, caro Casini?

     Ambiguità – Le Colpe della Recessione e il Debito Fittizio   

    Come analizzare tali dichiarazioni? Beh, una cosa è certa: vi è una contrattizione di fondo che le lega. Un comune ed evidente filo conduttore: tutti i leader del celeberrimo trio montiano "A,B,C" sembrano, infatti, spaventati a morte dallo spettro della recessione che ora si abbatte violento e impietoso sulla più famosa azienda italiana, e su migliaia di dipendenti impiegati in tutta la filiera dell'auto, ma lo fanno soltanto ora, a giochi fatti! Come dimenticare, d'altronde, le dure contestazioni riservate proprio al responsabile economia del Pd, Stefano Fassina, solo pochi giorni orsono dinnanzi al Ministero dello Sviluppo Economico dai dipendenti dell'Alcoa? Davvero non si può! Gli attuali e "coscienziosi" grilli parlanti della politica ammoniscono il "pinocchio Marchionne" soltanto ora, dopo aver aiutato il "governo Lucignolo" a mandare in recessione il Paese. E a pro di che? Per fingere di ripagare un debito pubblico autorigenerantesi ed inestinguibile, se non in virtù della restituzione al popolo italiano della propria sovranità monetaria: loro rubata dai banchieri privati grazie a squallide e meschine leggi e decreti che hanno favorito, dal 92 ad oggi, (Vedi decreto Carli-Amato del 92) la privatizzazione della Banca d'Italia a tutto vantaggio della "privata" BCE

     La posizione della Lega in Italia ed Europa e le PMI  

    In questo ipocrita contesto, francamente un pò più realistiche ci sono apparse le dichiarazioni di Gianni Fava – responsabile per l'economia della Lega Nord (unico partito, bisogna dargliene atto, ad essersi opposto tramite i propri europarlamentari, a Bruxelles e Strasburgo, alle strane e deleterie misure rigoriste di Fiscal Compact e MES – che ha reso noto come "la Lega Nord si opporrà ad eventuali incentivi dati ad hoc per la Fiat; se sono necessari ad aiutare le imprese, come crediamo – ha aggiunto Fava – allora bisogna darli a tutte, in particolar modo alle piccole e medie imprese, locomotiva dell'economia del nostro Paese, che stanno vivendo un gravissimo momento di crisi senza mai ricevere, a differenza della Fiat, aiuti di Stato". 

     La solita farsa! 

    Molto dura anche la posizione del leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, che dalla propria pagina FaceBook ha scritto testualmente: "ieri l'A.d. Fiat, Sergio Marchionne, e il presidente del Consiglio, Mario Monti, hanno messo in scena la solita farsa. Invece di continuare a rimandare la soluzione – ha scrito di Pietro –  il governo avrebbe dovuto porre a Marchionne delle domande precise che noi dell'Italia dei Valori facciamo da almeno due anni e che ribadiamo ancora una volta: quando la Fiat – domanda da FB, Di Pietro – ha intenzione di fare gli investimenti, quali sono i modelli innovativi, dove intende produrli?". In effetti non una parola è emersa dall'atteso faccia a faccia su tempi e sui modi con i quali la Fiat targata Marchionne intenderà investire in Italia, e sull'impegno reale dei fondi pubblici (20 miliardi di euro) avuti da mamma Italia. Per ora – è bene ribadirlo – solo un miliardo di euro è stato speso in tal direzione!

     Sindacati – Il Bonanni che ti aspetti! 

    Più (ingiustificatamente) disteso e speranzoso è stato il commento del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale "In Italia sappiamo fare tantissime cose, dall'auto, alla moda e all'alimentare, dobbiamo entrare nella logica che lavorare in questi settori sono punti di Pil. Credo però – e qui Bonanni forse avrebbe fatto meglio a tacere! – che non ci sia questa consapevolezza, altrimenti non ci sarebbero casi di gioco al massacro autolesionisti come su Fiat, Ilva e Val di Susa che fanno stare al palo l'Italia. (…) L'incontro tra la Fiat e il governo – ha poi continuato il sindacalista – é stato certamente un fatto positivo, ma ora la Fiat deve incontrare anche i sindacati che si sono assunti le proprie responsabilità per gli investimenti peraltro già realizzati di Pomigliano e Grugliasco. Noi – aggiunge – vogliamo una verifica puntuale con Marchionne sui futuri piani di investimento della Fiat in Italia. I gufi – dichiara infine – sono stati smentiti. Marchionne ha confermato che la Fiat non andrà via dall'Italia ma punterà nei prossimi mesi sull'export in attesa che si riprenda il mercato interno. Ma si sà, dalle parole ai fatti – proverbialmente – c'è di mezzo il famoso ed immenso mare! E poi non va dimenticato che Bonanni è stato uno degli artefici del noto e discussoo isolamento della FIOM, che ha sancito un grave spaccamento del fronte sindale, a svantaggio delle politiche unitarie di difesa degli operai Fiat, e non solo.

     L'amara realtà al netto delle chiacchiere  

    A ben vedere, da parte nostra, quella emersa ieri da Roma ha tanto il sapore di una presa di posizione piuttosto umoristica ed inconcludente. Una sorta di presa per i fondelli all'italiana (per comprenderci) vista  l'assoluta latitanza di un piano progettuale d'investimento per il presente o per il prossimo futuro del Lingotto! Che fine faranno dunque i restanti 19 miliardi di euro che Sergio Marchionne avrebbe dovuto fin da subito investire nel Paese? Come si può pensare di risollevare il settore, se come noto gli investimenti fatti in un comparto produttivo danno frutti solo a distanza di 2/3 anni? Come si può pretendere di "raccogliee" i frutti se non si è provvedutto a "seminare"? Prospettive utopistiche ed alquanto aleatorie agli orizzonti del sodalizio Fiat-Italia, dunque! E' questa l'amara realtà al netto delle chiacchiere.

     Il Felice trend della Chrysler e l'impegno di Marchionne negli Usa 

    E ciò mentre la Chrysler, negli Usa, vola sull'onda degli investimenti realizzati oltreoceano ed in paesi "off-shore" (vedi Polonia, Serbia, Brasile e Argentina, dove il costo del lavoro è nettamente inferiore a quello italiano) dallo stesso Marchionne con i con i dollari donati da Barack Obama, e malgrado il periodo non felice nel quale versa l'intero comparto produttivo statunitense, caratterizzato da bassa produttività per certi versi assimilabile ed equiparabile a quella italiana. D'altronde non va dimenticato che gli Usa sono il secondo Paese al mondo per livello di Debito Pubblico, dopo il Giappone, che guida la classifica con circa 8000 miliardi di euro di debito: lo stesso delle imprese private francesi! 

     La partita aperta sul fronte sindacale 

    Nei prossimi giorni, dunque – per tornare in italia – molto si giocherà sul fronte sindacale ed in relazione ad un eventuale ma difficile rinsaldamento del fronte apertosi tra i due blocchi: Fim-Cisl, Uilm, Ugl e Fismic, da una parte e Fiom-Cgil, dall'altra. Vedremo come andrà a fine questa disarmante telenovelas, questa fiction sempre più internazionale, e poco nazionale.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • FIAT – Svelato il Teatrino dell’ovvio di Marchionne

    FIAT – Svelato il Teatrino dell’ovvio di Marchionne

    Sabato, Settembre 15th/ 2012

    – Sergio Basile –

     Italia / FIAT /Torino / Roma /  Sergio Marchionne / Mario Monti / Crisi / Chiusura stabilimenti italiani / Termii Imerese / FIOM / Sindacati / Piano Fabbrica Italia / Cobas / Pomigliano / Mirafiori / Agnelli / Elkann / Chrysler / Exit Strategy / Colosseo / Scavi di Pompei / Berlusconi / Casini / Bersani / Finmeccanica / Eni / Enel / Polonia / Brasile / Serbia / Delocalizzazione produttiva / 500 / Industria italiana / Boom economico 

    FIAT – Svelato il Teatrino dell'ovvio di Marchionne

    Un finale scontato, la FIAT abbandonerà l'Italia!

    Il pretesto liberista della Banda Monti e le responsabilità dei fedeli

    maggiordomo della politica

    Torino, Roma – "La Fiat – dichiarò nei mesi scorsi  Mario Monti – non ha nessun dovere di ricordarsi solo dell'Italia, e chi la gestisce ha il diritto e il dovere di scegliere per i suoi investimenti le localizzazioni più convenienti". Alla lunga il pretesto liberista e gli effetti della crisi indotta, alimentata dai maggiordomi dei banchieri e delle lobbies mondialiste, hanno avuto decisamente la meglio, ed hanno fatto – come volevasi dimostrare – la differenza, dando una parvenza di surreale razionbalità a ciò che in un Paese democratico viene generalmente bollato come assurdo. La notizia è di quelle pesanti, soprattutto se a darne conferma ufficiale è lo stesso Sergio Marchionne, l’amministratore delegato della gloriosa "Fabbrica Itaiana di Automobili di Torino" (FIAT), o di quel che ne resta. Pertanto, nelle scorse ore, è giunta la  marcia indietro del Lingotto sul "Piano Fabbrica Italiana” e – ci pare di capire – sull'ipotesi di "scongiurata chiusura" di stabilimenti come Termini Imerese, Pomigliano – e addirittura – Mirafiori.

     Il Teatrino dell'ovvio di Marchionne 

    "In questa fase – si legge su un comunicato del Lingotto – è impossibile fare riferimento ad un progetto che era nato due anni e mezzo fa in base al quale si sarebbero dovuti investire fino a 20 miliardi di euro ed arrivare a produrre 1,4 milioni di vetture in Italia".  Fiom-Cgil e Cobas, d'altra parte – in tempi non sospetti – c'avevano visto lungo, ed avevano avvertito tutte le avvisaglie dell'imbroglio. Un piano il "Fabbrica Italia" senza alcun dettaglio, senza garanzie ed elementi programmatici. Insomma un "pacco" vero e proprio, depositato sul diretto Torino-Roma, direzione "Palazzo Chigi", nella speranza di acquietare per qualche tempo – così come è avvenuto – i tumulti nati all'interno dei vari stabilimenti Fiat.

     La FIOM all'angolo – Il Tradimento dei Sindacati 

    L'imperativo, lo slogan dominante, era quello secondo il quale la FIAT made in Marchionne doveva essere "lasciata libera di agire" senza alcun vincolo o responsabilità particolare, esenza alcuna scadenza. Così, sbarazzatosi della zavorra "confindustriale" – e da "Federmeccanica" – l'Ad Fiat ha dato il via libera ad un nuovo modello contrattuale incentrato su  riduzione delle pause di lavoro, straordinari e premi di produzione. Queste le logiche perverse adottate per Pomigliano e Mirafiori, e con il "benestare" dei sindacati: ad eccezione di Fiom-Cgil, s'intende! Una Fiom, tuttavia, sempre più isolata e relegata nell'angolo della stanza dei bottoni del Paese.

     Un finale scontato: la FIAT abbandonerà l'Italia! 

    Ma la maschera sembra ormai definitivamente gettata – d'altra parte non si può bluffare oltre – e la strategia anti-nazionale del trio Marchionne-Agnelli-Elkann sembra non avere più segreti. La FIAT ben presto abbandonerà l'Italia! Un mercato (grazie al complotto recessivo della "Banda Monti" e dei tecnocrati europei del Fiscal Compact) ormai impraticabile ed antieconomico. Meglio gli Usa! Ovviamente! E meglio continuare a decentralizzare la produzione in Paesi come Brasile, Polonia e Serbia, dove gli stipendi sono pari ad un terzo, o ad un quarto di quelli italiani, e dove però la vita è di gran lunga meno cara. Chi ha le nostre accise? Chi il nostro livello ti tassazione, caro prof Monti? Davvero nessuno al mondo! Questa "modestamente" è una vergogna tutta italiana! E questo l'assiduo frequentatore dei salotti del Bilderberg Club, John Elkann, lo sa bene!

     Il pretesto di Chrysler e la "Exit-Strategy" Neoliberista 

    In questa ottica si comprende meglio, e senza molti fronzoli, come lo stesso sodalizio con la Chrysler (che a differenza della FIAT, sta progettando e vendendo molti nuovi modelli di successo oltreoceano) sia stato orientato in previsione di tale "exit strategy". Come sostenere il contrario? Una cosa è certa l'eventualee probabile chiusura della FIAT in Italia equivarrebbe a qualcosa paragonabile forse alla chiusura del Colosseo e della degli Scavi di Pompei. La Fiat da sempre è il simbolo dell'Italia indusriale e del boom economico; come l'Italia da sempre si identificata nei gloriosi modelli della FIAT: vedi tra tutte la vecchia regina "500".  

     La Responsabilità dei maggiordomi "liberisti" della politica 

    D'altra parte, gli stessi padroni dell'azienda, dopo la pioggia torrenziale di milioni di euro di sovvenzioni statali sempre giunta provvidenzialmente da Roma,  da oltre un secolo a questa parte, non hanno più intenzione di ricambiare il favore verso la Nazione e di mettere mano al portafoglio; senza parlare della svendita dell’Alfa Romeo e delle continue casse integrazioni  gettate sulle spalle degli Italiani. D'altra parte, questo – e non solo questo – sarà il prezzo che gli Italiani stolti dovranno pagare per non aver sbugiardato e tentato di fermare nei mesi scorsi la casta dei politici montiani, che ba Berlusconi (colui il quale avrebbe potuto buttar giù il professore, con la sua maggioranza parlamentare) a Casini a Bersani ha finito per permettere questo assurdo ed irrazionale scempio. In attesa, ovviamente, che si consumino gli altri scempi  – gli ultimi da compiere – quelli cioè di Finmeccanica, Eni ed Enel.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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