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  • Cosa dobbiamo sapere sul genocidio armeno, una delle cospirazioni massoniche più diaboliche della storia

    Cosa dobbiamo sapere sul genocidio armeno, una delle cospirazioni massoniche più diaboliche della storia

    Domenica, 26 Giugno, 2016

     di Sergio Basile  

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    Chiarezza sul genocidio armeno

    Cosa dobbiamo sapere sul genocidio armeno, una

    una delle cospirazioni massoniche più 

    diaboliche della storia

    Ruolo della massoneria nella genesi del movimento

    sovversivo dei "Giovani Turchi" e nel massacro di

    oltre un milione e mezzo di  cristiani armeni

    Video in allegato

     
    di Sergio Basile
     
    genocidio armeno
     Premessa                                                                                                              
     
    Erevan, Salonicco, Istanbul – di Sergio Basile – Nel 1899,  Monsignor Henry Delassus, uno dei più grandi autori anti-massonici di sempre, in "L’Américanisme et la Conjuration antichrétienne “ scriveva:

        "Esiste una congiura anticristiana che lavora, tramite rivoluzioni e guerre,

        ad indebolire e, se fosse possibile, ad annichilire, le nazioni cattoliche,

                            per dare l’egemonia a quelle protestanti,

                     come l’America, la Germania e la Gran Bretagna(1).

    Il monito di Monsignor Delassus, sia pur attualissimo, sembra esser stato curiosamente dimenticato, La scena mondiale – religiosa, ma anche economica, monetaria e sociale, in valore assoluto – è dominata da uno strano indifferentismo, nonché da almeno quattro espressioni chiave, quali ecumenismo religioso, globalizzazione mercatista, unioni e interdipendenze bancarie e cosmopolitismo anti-nazionale: elucubrazioni anacronistiche, frutto di un'unica, formidabile, quanto tenebrosa mente che vorrebbe coagulare, in un unico addensato, il pensiero e l'azione delle nazioni e dei potentati (2). Sono questi gli acerbi frutti della modernità,  "primizie" che mal si sposano con quella doverosa ricerca della "verità unica" che il cristiano dovrebbe proporre coraggiosamente e difendere dinanzi ai propri interlocutori: l'incarnazione, morte e risurrezione di Gesù Cristo, Nostro Signore. Una verità (la più documentata di ogni tempo) da sempre tanto cara al popolo armeno e inconciliabile con i bizzarri tentativi dei nemici di Cristo, di relativizzare la storia ed annacquarne gli orrori, in nome dell'indifferentismo (anti-cristiano e massonico). Oggi vi è il tentativo, sempre più evidente, di riscrivere a proprio piacimento la storia del "Secolo Oscuro", sulle ceneri del Cristianesimo (unica religione rivelata della storia), snaturando le dinamiche storiche dei fatti ed occultando i reali mandanti dei genocidi.

    (1) Cfr. anche: Henry Delassus: “L’Americanismo e la Congiura Anticristiana”

    (2) Ciò nel nome di un relativismo (massonico) che vorrebbe far capitolare tutto in un'unica religione mondiale, sotto il tetto di un "unico dio". N.B.. L'ecumenismo religioso, come insegna Mons. Delassus, è una delle frecce più velenose della faretra del mondialismo massonico. Cfr.: "L’Américanisme et la Conjuration antichrétienne “.

    genocidio armeno

     La congiura anticristiana e il genocidio armeno                                         

    Durante il Novecento, il popolo che forse più di tutti – assieme a quello ucraino – subì la furia di questa congiura anticristiana ed internazionalista, di cui scrisse qualche tempo prima Mons. Delassus, fu quello armeno: il primo a convertirsi al Cristianesimo, nel 301 d.C.. Conoscere la verità storica sulla vicenda armena, dunque, per analogia, si rivelerà molto illuminante nella comprensione delle più calde tragedie belliche e religiose, del nostro tempo. La tragedia armena – una delle più cruenti del Novecento, che per molti versi ricorda la dolorosissima esperienza del popolo siriano e dei vicini cugini irakeni, e non solo – è tornata attuale dopo l'ultimo riconoscimento tedesco, sull'asse Berlino-Erevan, e dopo l'incontro delle scorse ore tra l'ecumenico Bergoglioil Catholicos Karekin II, presso il Memoriale di Tzitzernakaberd, la cosiddetta "Fortezza delle Rondini". Purtroppo, però, pochi hanno contezza di cosa sia stato il genocidio armeno. Cerchiamo di farne una breve sintesi, visto che i testi scolastici dei paesi occidentali sembrano ignorarlo o comunque edulcorarne le verità, omettendo le reali ragioni dell'eccidio di uno dei popoli più cristiani mai esisitito.

     L’origine del “grande male”                                                                             

    L’origine del “grande male”,  alle pendici dell'Ararat (il monte che dopo il grande Diluvio, vide arenarsi l'Arca di Noé, con il ritiro delle acque) vide, a ridosso del 1915, lo sterminio di  un milione e mezzo di donne, uomini, anziani e bambini: specie uomini e bambini, per limitare il più possibile la "riproduzione della pericolosa specie". I più fortunati furono tratti in schiavitù perenne e violentati, in tutti i sensi, fino all'esaurimento, fisico e psichico. Ma mai il popolo armeno rinunciò alla propria fede cristiana: da sempre considerata come una seconda pellePer comprendere le ragioni della “pulizia etnica” dobbiamo tornare alla fine dell’Ottocento, segunedo i fumi sinistri della sinagoga di satana, profusi abbondantemente sugli adepti del Bosforo verso fine Ottocento, quando gran parte dei quadri dell’esercito del sultano, convertiti in massa alla giudeo-massoneria, d’osservanza francese, e spitiualmente uniti ai massoni delle logge tedesche, inglesi e italiane, diedero vita ad una delle più diaboliche cospirazioni della storia. Nel 1906, a Salonicco, i rivoluzionari fondarono l'Associazione Ottomana della Libertà (Othmânli Hürriyet Cemiyyeti) poi evolutasi nel movimento filo-massonico dei “Giovani Turchi”. L'anno seguente furono integrati nell'organizzazione sovversiva anche gli esiliati politici dispersi in giro per l'Europa, sotto l'unica sigla CUP (Comitato di unione e progresso).

     Guglielmo II e il pretesto delle potenze massoniche internazionaliste    

    Col pretesto politico di voler ripristinare la Costituzione del 1876 Giovani turchi” minacciarono la rivoluzione e l'imminente invasione di Istanbulda notare come la Costituzione sia ancora oggi, nel bene e nel male, il pretesto per le grandi azioni di caos organizzato dell'éliteIl sultano turco il 13 marzo 1909 tentò invano una controrivoluzione, ma fu presto costretto a mettersi da parte, favorendo l'elezione di Mehmet V, a sua volta repentinamente deposto con un ulteriore colpo di stato, in favore dell'ascesa di un triunvirato dittatoriale filo giudeo-massonico, appoggiato dalla scristianizzata (protestantizzata) Germania di Guglielmo II, Paese che contribui in maniera sostanziale al potenziamento dell'armata turca e alla nascita di un sentimento iper-nazionalista che servisse da collante ideologico e che facesse presa "morale" su gran parte della popolazione turca (3). Legittimazione forte e "ideale" al genocidio che da lì a poco sarebbe divampato presso Erevan e dintorni.

    (3) L’amicizia tra Turchia e Germania era iniziata nel 1898, dopo la visita del Kaiser Guglielmo II, a GerusalemmeA questo viaggio fu affidato un ruolo primario per rendere noto, unitamente a molteplici manifestazioni, l’interesse tedesco per l’impero ottomano che vedeva la sua luce alla fine dell’800: interesse economico (ditte germaniche erano candidate alla costruzione di varie strade ferrate), ma anche diplomatico per controbilanciare l’influenza inglese e francese nel Mediterraneo orientale. Ed evidentemente religioso (Ndr). Sappiamo dalla storia che nel 1914 l’impero ottomano si unirà a Tedeschi ed Austriaci nella Grande Guerra… Nel pomeriggio del sabato 29 ottobre 1898, al suono di 21 colpi di canone, Guglielmo II (massima espressione politica di un paese giudeo-protestante – Ndr) faceva il suo ingresso nella Città Santa.  Il corteo imperiale, con il Kaiser sul suo bianco cavallo, fu accolto sotto tre consecutivi archi di trionfo: dai rabbini rappresentanti delle autorità religiose ebraiche, dalle autorità del municipio ed infine sotto l'arco fatto appositamente erigere dal Sultano ottomano di Costantinopoli Abdul-Hamid, allora regnante su questa provincia della Palestina. (Cfr.: http://www.ilpostalista.it/lv/lv05.htm)

    genocidio armeno

     Il ruolo della Massoneria italiana                                                                   

    I governi filo-massonici europei ebbero un ruolo determinante nella nascita della "gloriosa" macchina bellica ottomana: la marina sviluppò il suo distruttivo potere militare grazie alla supervisione dei gerarchi inglesi, mentre l'areonautica restò un affare francese. Non secondario fu il ruolo della massoneria italiana, ed in particolare di personaggi del calibro di Giuseppe Volpi da Misurata Giuseppe Toeplitz, Piero Foscari e Bernardino Nogara (3): quel poco noto "quadrunvirato" che favorì, tra l'altro, con l'appoggio determinante della massoneria inglese, l'ascesa del fascismo: operazione sentita con pathos particolare dal "fratello" Volpi.

    (3) Giuseppe Volpi da Misurata – affarista, speculatore e creatore della Mostra del Cinema di Venezia – assieme all'ebreo polacco Giuseppe Toeplitz (fondatore, a Milano, della Banca Commerciale Italiana) a Piero Foscari (politico irredentista e dannunziano, membro di una blasonata famiglia di Dogi di Venezia) e a Bernardino Nogara (delegato del Governo italiano alla gestione del Debito Pubblico Ottomano e potentissimo amministratore unico dei fondi ricevuti dal Vaticano per i Patti Lateranensi) costituì il poco noto "Quadrunvirato" che prese parte a numerose cospirazioni massoniche europee (tra le quali, proprio quella dei Giovani Turchi a Istanbul)  favorendo l'ascesa del fascismo in Italia e guadagnando – tra l'altro – immense fortune dalla campagna libica. Come ricorda lo storico Aldo Giannuli, in numerosi suoi scritti, il massone Volpi finanziò l’ascesa di Benito Mussolini con la partecipazione di numerosi investitori veneziani. (Cfr.: 2 Giugno nella Terra di Nessuno: una grande festa Massonica)

      Laicizzazione forzata e radicalista della Turchia                                        

    Nel 1912 fu fondata l’associazione dei Türk Ocaklarï  (Focolari Turchi) che con il pretesto "nazionalista" di unificare tutti i popoli d’origine turca in un impero paneuropeo, che potesse essere esteso sino all’Asia Centrale, iniziò ad insidiare le popolazioni cristiane confinanti: questo fu l'humus ideale dal quale prese vita lo slancio di laicizzazione forzata e radicalista dello Stato, fatto propro dal "grande padre" della Turchia moderna, Ataturk (4). Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale (guerra di religione pianificata, predetta e auspicata, qualche decennio prima, dal Gran Pontefice della massoneria americana, di rito palladiano, Albert Pike, in una fitta rete di corrispondenze epistolari con Giuseppe Mazzini, giudeo-massone d'adozione, affiliato agli illuminatoi e gran capo della massoneria europea(5) fornì il pretesto per il massacro delle comunità armene,  tra i gruppi etnici più cristiani del continente euroasiatico e spiritualmente molto vicini alla Russia ortodossa, cristiana e zaristaParigi e Londra rimasero "ovviamente" indifferenti al genocidio in atto. L'abominevole crimine fu benedetto e diretto, tra l'altro, da Tal’at PasciàCemal Bej, due dei più spietati burattini della grande sovversione anticristiana, pianificata nel segreto delle logge europee. Ovviamente con gli zar fuorigioco (1917) e con il nullaosta dei russi-bolscevichi, per gli internazionalisti fu più facile gestire e nascondere i misfatti commessi, sottomettendo definitivamente l'odiato cristiano-armeno.

    (4) Cfr.: Taner Akcam, Nazionalismo turco e genocidio armeno. Dall’impero ottomano alla Repubblica, Guerini e Associati, 2006

    (5) Cfr.: Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    genocidio armeno

     I massoni cospirazionisti salvano loro stessi e creano banche centrali  

    Ovviamente ogni sovversione anticristiana "che si rispetti", oltre alla logica del genocidio, non può non importare anche degli sconvolgimenti economico-monetari, proprio come avvenuto già in Inghilterra e Francia (con la nascita delle privatissime e debitocratiche banche centrali: che privarono i popoli dei rispettivi stati della loro sovranità monetaria, rendendoli schiavi delle élite massoniche) e come sarebbe avvenuto con la Banca Centrale Russa nel 1935, sotto l'egida di Stalin, una volta disintegrato il pericolo degli zar cristiani. Fu così che, anche in Turchia, nella Repubblica massonica turca, il 3 ottobre del 1931, l'élite, per il lavoretto svolto un ventennio prima, fu premiata con la fondazione della Banca Centrale della Repubblica di Turchia. Come visto, il massone Bernardino Nogara fu il delegato del Governo italiano alla gestione del Debito Pubblico Ottomano. Alla fine della Prima Guerra Mondiale occorreva, almeno formalmente, placare le acque e le "male lingue". Fu così che un tribunale militare turco, in un formidabile colpo di teatro dell'assurdo, per salvare le apparenze, fu costituito e, al fine di dar parvenza di giustizia, condannò i capi del filo-massonico "Comitato di Unione e Progresso". C'è solo un piccolo particolare: lo fece quando già essi avevano lasciato la Turchia: un pò come avvenne per i gerarchi nazisti, che dopo la "caduta di Hitler", furono "graziati" dagli americani e lasciati andare in tutta sicurezza (e segretezza) in Argentina. Ma questa è un'altra storia…

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • 2 Giugno nella Terra di Nessuno: una grande festa Massonica

    2 Giugno nella Terra di Nessuno: una grande festa Massonica

    Mercoledì, 3 Giugno / 2015

     di Sergio Basile  

    Redazione Quieuropa,  mondialismo, massoneria, Italia, repubblica Italiana, Festa della Repubblica,

    2 Giugno nella Terra di Nessuno: una grande festa

    Massonica

    Le tappe principali di un progetto di colonizzazione monetaria, iniziato

    nel 1861, continuato col quadrunvirato fascista e culminato nella

    creazione della Repubblica (massonica)

     
    di Sergio Basile
     
    2 giugno - festa della repubblica
     
     2 Giugno… Nella terra di nessuno                                                                 

    Romadi Sergio Basile – Ieri una parte minoritaria di Italiani – quella a cui evidentemente sta bene l'attuale status quo usurocratico – ha "festeggiato" la Repubblica, in un trionfo di retorica e di presunto orgoglio patriottico, con tanto di esibizione delle frecce tricolore. Una parte di italiani ha festeggiato cioè, più o meno consapevolmente, quel carrozzone mondialista nato con le elezioni farsa del 2 giugno 1946 – sulle rovine del modello sociale organico aristotelico-tomista – ed affermatosi a suon di fanfara e propaganda, nel territorio "italico": un tempo raccaforte del cattolicesimo; oggi terra di nessuno e oggetto di un corposo ed irrefrenabile processo di ebraicizzazione e protestantizzazione culturale, per mano dei potentati mondialsiti. Il collante della cosiddetta Repubblicadal latino teoricamente "res publica", ovvero "cosa pubblica" –  non fu affatto l’identità o il benessere nazionale e pubblico; furono piuttosto gli scellerati accordi tra la giudeo-massoneria  internazionale e i gruppi di potere interni ed esterni ruotanti attorno ad essa. Massoneria e mafia giocarono un ruolo cruciale in questo misterioso parto, ad oggi ancora celebrato con enfasi dagli asserviti media.

     Repubblica, Operazione Husky e Mafia                                                        

    Infatti dopo lo sbarco anglo-americano in Italia gli Usa, grazie al "nobile" compitino affidato al primo direttore della CIA (ex OSS), nonché massone di alto grado, Allen Dulles, riuscìrono ad esercitare la loro definitiva egemonia statalista e liberal-socialista sul "Bel Paese", con il pretesto della liberazione dal regime fascista. Dulles – massone, banchiere e 007 – fu il perno dell'Operazione Husky e gli uomini dell'OSS – servizi segreti Usa – coordinarono, in particolare, sotto la sua supervisione i rapporti tra mafia locale e Washington: una sorta di "trattativa Stato-Mafia" degli anni che furono.  Il referente italiano dei misteriosi contatti fu il siciliano emigrante Massimo Corvo, Max per gli "amici, primo coordinatore dell'esclusivo "club" ad alta densità massonica, denominato "The Mafia Circle". Tra i nomi eccellenti spuntati ben presto – vedi qui Da Dulles ai giorni nostri  –  anche quello di Lucky Luciano e Licio GelliGli uomini di Max – come rivelato da "Qui Europa" in altre sedi: vedi qui Da Dulles ai giorni nostri – liberarono di prigione numerosi boss mafiosi (850), poi arruolati nell’OSS. Molti di essi, dopo l'occupazione americana, passarono direttamente dalle "patrie" galere ad assumere prestigiose cariche pubbliche e nel 1953 Dulles  venne "premiato" per il lavoro svolto divenendo capo della neonata CIA. Cosa festeggiamo dunque?

     Evoluzione di un progetto coloniale                                                               

    Il 2 Giugnpo del 1946 vide la luce una Repubblica concepita tra mille ruberie – di sette-segrete, logge, baronie, partiti politici e corpose frange di speculatori, banchieri, mafiosi e finanzieri – ed ingenerando nel popolino succube e in larga parte ignorante – per mancanza di strumenti informativi idonei – una sensazione di falso benessere, salvo poi richiedere in cambio la vita stessa di innumerevoli martiri, spesso e volentieri mandati allo sbaraglio ai quattro angoli della Terra. Ma allora la domanda che ritorna prepotente è: cosa si è festeggiato ieri 2 Giugno 2015? Se ci riflettiamo un attimo, senza farci distrarre dalle storielle della "storiografia ufficiale"(già improntate sul mito di quel drappello sovversivo di mille avventurieri, scarsamente equipaggiati, guidati dal gran maestro Garibaldi, contro gli "spietati" dominatori di quel Regno che si estendeva dalla Sicilia all'Abruzzo) possiamo rispondere nel seguente modo: una Repubblica non "nata" per volontà del popolo e in modo libero, spontaneo, ma "fatta" per volontà della giudeo-massoneria internazionale che nel frattempo aveva già messo sotto scacco ed assoggettato (mediante la diabolica logica del debito indotto e della moneta facile da elargire copiosamente ai fedeli servitori del piano internazionalista) paesi come Regno Unito e Usa: rispettivamente – ed in maniera "definitiva" – mediante la nascita della Banca d'Inghilterra e della Federal Reserve.

     Il predominio del Commonwealth in Italia                                                  

    L'Italia nello scacchiere continentale rappresentò per ovvi motivi strategici (soprattutto religiosi, ma anche economici, geografici e culturali) una pedina indispensabile alla costruzione del Nuovo Ordine Mondiale (vedi qui 25 Aprile e Nuovo Ordine Mondiale: le profezie di Padre Pio e Benedetto XV) e al monopolio economico dell'asservita potenza anglo-americana, cioè al dominio coloniale del Commonwealth: il più grande impero (giudaico-massonico e anglo-israelista) mai esistito sulla faccia della Terra (vedi qui Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 1 e qui Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 2).

     Generazioni distrutte da una lunga menzogna                                            

    Anche quest'anno, dunque, malgrado le solite menzogne sul perdurare di una crisi economica (che in realtà, come detto in più sedi, è una vera e propria truffa monetaria, dettata dai "grandi architetti" di Basilea 3, Londra e Bruxelles) ci ritroviamo ad assistere esterrefatti a faraonici festeggiamenti in onore di una Repubblica messa in piedi con una sanguinosa guerra coloniale di conquista (si pensi alle esecuzioni di massa, ai villaggi incendiati e a tutti gli abomini commessi nel Sud, fin dai tempi dei garibaldini, Pontelandolfo in testa – vedi qui La Guerra e l’Occidente oltre il velo della propaganda mediatica – Da Pontelandolfo a Damasco) che ha provocato un esodo di dimensioni colossali: si pensi alle generazioni di meridionali che sin dal 1870 sono stati costretti ad abbandonare la propria terra d'origine e che ancora oggi sono costretti a disintegrare i loro legami familiari, andando a cercar fortuna chissà dove, mentre l'iper-immigrazione indotta avanza inesorabile.

     La Repubblica democratico-massonica                                                         

    Ci siamo ritrovati, dunque, a festeggiare una non-festa per la creazione di una "repubblica democratico-massonica" profondamente anti-cristiana (già estensione del massonico Regno Sabaudo – vedi qui  Massoneria – Profetica Maledizione di Don Bosco del 1855 e Visione di Padre Pio del 1913) perpetrata contro gli interessi di dozzine di milioni di italiani – cattolici e non – con ogni sorta di mezzo lecito ed illecito (vedi ad esempio, i plebisciti-farsa del 1946 e ancor prima la corruzione degli alti ufficiali del Regno delle Due Sicilie, nel 1861) e senza rispetto alcuno per le diversità culturali e regionali, vendute all'asta – proprio come avviene oggi, in questi strani anni – al miglior offerente. Volenti o nolenti questa è la storia della nostra "Repubblica", oggi – paradossalmente – da difendere e tutelate da altre forme ancor più aggressive e distruttive di accentramento politico e colonialismo massonico-europeista.

     Fascismo periodo felice?                                                                                   

    Paradossalmente, come ricorda lo studioso americano James Gregor, docente dell'Università di Berkeley, in Interpretation of Fascism, l'unico momento "patriottico", in cui l'Italia fu capace di alzare la testa sarebbe stato (e come vedremo poù avanti il condizionale è d'obbligo) proprio il periodo fascista, almeno – se non per altro – dal punto di vista scolastico, agricolo, demografico e, più in generale, economico. Da una prima e superficiale analisi potremmo parlare di "miracolo economico", asserendo come Mussolini sia stato il primo ed unico ad ottenere il pareggio di bilancio senza misure lacrime e sangue, costruendo ponti e strutture che ancor oggi rappresentano il pilastro dell'edilizia di numerosissimi centri urbani, da Nord a Sud; egli inoltre cercò – almeno in un primo momento – di difendere la sovranità monetaria dai continui attacchi anglofoni, finendo tuttavia per cadere rovinosamente sulla buccia di banana della famigerata "Quota Novanta" (vedi qui Giacinto Auriti – La Quota 90).

     La "Quota Novanta" – Da Mussolini a Prodi                                                  

    Si trattò di un'operazione monetaria che implicò la rivalutazione della lira del 25%, rispetto alla sterlina: la sterlina che era quotata a 120 lire, fu quotata a 90 lire, con un contestuale aumento del 25% sia dei crediti che dei debiti dello stato italiano. Mossa voluta dalla giudeo-massoneria e creata ad hoc per favorire le banche e nel contempo per danneggiare le industrie e la capacità produttiva del Paese, portando a fallimento numerosissime industrie che da un giorno all'altro persero la loro competitività sul mercato. L'Italia si presentò alla guerra in condizioni disarmanti. Benito Mussolini – pur con diversi ed innegabili meriti pubblici e sociali – accettò questo palese atto di colonialismo monetario, proprio come avvenne con Romano Prodi (quest'ultimo, al contrario, senza alcun merito…) e con l'ingresso dell'Italia nell'euro sulla base di un falso mito, quello della "moneta forte" quale simbolo e sinonimo di "stato forte".

     "Quota Novanta" all'ombra della giudeo-massoneria anglosassone        

    La famigerata "Quota Novanta" fu consigliata al Duce: Egli evidentemente – e suo malgrado – o si prostrò ai padroni inglesi o finì semplicemente per sottostare, naturalmente, alla volontà del quadrunvirato internazionalista e massonico che ne favorì l'ascesa. In entrambi i casi Mussolini si dimostrò assolutamente ignorante in tema di politiche monetarie. I gran suggeritori – che mandarono avanti il progetto massonico-repubblicano – furono 4 esperti di finanza (nonché banchieri e massoni) vicini alla Banca d'Italia, evidentemente ammaestrati a dovere dall'élite bancaria internazionalista: Bonaldo Stringher (1) (politico ed economista italiano tra i più potenti ed ingluenti, Direttore generale e Governatore della Banca d'Italia dal 1928 al 1930), Giuseppe Paratore (2) (uomo della P2, rientrante nella famigerata lista sequestrata a Licio Gelli), Alberto Beneduce (social-riformista e massone, ma non fascista (3), fu uomo di riferimento per l'Italia presso i grandi banchieri internazionalisti di Basilea e della Banca dei Regolamenti Internazionali – BRI – nonché fondatore dell'IRI e  costruttore dell'economia di Stato, scoperto da Francesco Saverio Nitti) e Giuseppe Volpi, conte di Misurata (4).

    (1) Bonaldo Stringher – Direttore generale e Governatore della Banca d'Italia dal 1928 al 1930 – Cfr.:  Elio Morpurgo Commemorazione di Bonaldo Stringher. Udine 11 febbraio 1931

    (2) Giuseppe Paratore è stato un avvocato e politico italiano, deputato, sottosegretario e ministro nel Regno d'Italia, nonché membro dell'Assemblea Costituente, Senatore della Repubblica e Presidente del Senato. Ma il nome di Paratore compare curiosamente.(identificato nell'area di riferimento "Arezzo, fascicolo 845") tra i 962 nomi della lista della "Loggia Massonica Propaganda Due (P2)" sequestrata il 17 marzo 1981 a Licio Gelli (distribuito dalla presidenza del Consiglio il 21 maggio 1981). Vedi anche Relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta, consegnata  ai presidenti della Camera e del Senato il 12 luglio 1984.

    (3) Alberto Beneduce non prese mai la tessera – Cfr.: Millenovecento : mensile di storia contemporanea. – Milano : Editrice Millenovecento. A. IV, n. 31, maggio 2005In merito va ricordato come Nitti e Beneduce imposero un contributo forzoso al capitalismo industriale che aveva prosperato sulla guerra. Divenuto coll'appoggio di Stringher e di Volpi di Misurata presidente della Bastogi, allora una specie di Mediobanca, cioè una tolda di comando della finanza italiana, entra come tale nel consiglio d'amministrazione dell'Imi, da lui progettato e messo in essere. Presiede anche, più o meno simultaneamente, l'Istituto di credito alle imprese di pubblica utilità e il Consorzio di credito per le opere pubbliche. Rappresenta l'Italia nella Banca dei regolamenti internazionali a Basilea. Beneduce creò un'architettura di istituzioni, soprattutto Ina, Crediop, Icipu, Imi, Iri, attraverso le quali lo Stato agiva come soggetto economico, raccogliendo e investendo ingentissimi volumi di risparmio. Degli organismi creati da Beneduce il mercato si fidava. Dopo l'Iri, fu la volta nel 1936 della legge di riforma bancaria, che dette un assetto stabile al settore, anch'essa pensata prevalentemente negli uffici dell'lri.

    (4)  Giuseppe Volpi, Conte di Misurata (Venezia 1877 – Roma 1947), imprenditore e avventuriero, appena ventenne andò a vivere nell’Impero ottomano in cerca di fortuna. Realizzò iniziative economiche di successo nei Balcani grazie anche all’appoggio dell’appena nata Banca commerciale Italiana. Rientrato ricco a Venezia, lanciò diverse imprese per realizzare grandi opere nei mercati a Oriente, dove aveva una fitta rete di relazioni. Con il fascismo ebbe alti incarichi politici. Cfr.: Millenovecento : mensile di storia contemporanea. – Milano : Editrice Millenovecento. A. IV, n. 31, maggio 2005.

     Massoneria e ascesa del Fascismo – l'altra faccia del piano coloniale  

    Giuseppe Volpi da Misurata – affarista, speculatore e creatore della Mostra del Cinema di Venezia – assieme all'ebreo polacco Giuseppe Toeplitz (fondatore, a Milano, della Banca Commerciale Italiana) a Piero Foscari (politico irredentista e dannunziano, membro di una blasonata famiglia di Dogi di Venezia) e a Bernardino Nogara (delegato del Governo italiano alla gestione del Debito Pubblico Ottomano e potentissimo amministratore unico dei fondi ricevuti dal Vaticano per i Patti Lateranensi) costituì il poco noto "Quadrunvirato" che prese parte a numerose cospirazioni massoniche europee (tra le quali quella dei Giovani Turchi a Istanbul) favorendo l'ascesa del fascismo in Italia e guadagnando – tra l'altro – immense fortune dalla campagna libica. Come ricorda lo storico Aldo Giannuli, in numerosi suoi scritti, il massone Volpi finanziò l’ascesa di Benito Mussolini (5) con la partecipazione di numerosi investitori veneziani.

    (5) Non dimentichiamo che tutti e quattro i quadrumviri fascisti (Balbo, De Bono, Bianchi e De Vecchi) furono massoni: Italo Balbo, in particolare, fu assiduo frequentatore degli ambienti irredentisti, fino a divenire una guardia del corpo di Cesare Battisti (presso la cui redazione giornalistica Mussolini era redattore). Contemporaneamente, Toeplitz, su intercessione dell’amica Margherita Sarfatti, aiutò Mussolini con inserzioni pubblicitarie della Banca sul suo giornale “Il Popolo d’Italia” e qualche sovvenzione nascosta. Volpi guadagnerà dal fascismo importanti incarichi istituzionali. Governatore della Libia, presidente di Confindustria, membro del Gran Consiglio del Fascismo (ma non sarà presente nella famigerata seduta dell’ordine Grandi). Nel 1938 diviene presidente delle Assicurazioni Generali al posto del dimissionario Edgardo Morpurgo, il quale, poiché ebreo, dovette cedere la guida dell’istituto assicurativo a causa delle leggi razziali. Cfr.: Aldo Giannuli – Il quadrumvirato che finanziò l’ascesa di Mussolini.

     Due facce della stessa medaglia                                                                      

    Pochi, davvero pochi, sanno dunque che anche ai vertici del partito fascista albergarono pezzi da novanta del sionismo ebraico-massonico internazionale. Qual è la morale della "favola"? Semplice! Tutte le cosiddette "rivoluzioni" e "contro-rivoluzioni" sanguinose – rosse, bianche o nere – in Italia (e non solo) altro non sono state che dei veri e propri colpi di stato massonici per abbattere i capisaldi su cui poggiava tradizionalmente l'ordine delle nostre società regionali ("regno e sacerdozio") per fondare un "nuovo ordine" caotico e sovversivo, appiattivo sulla sete di dominio mondiale della giudeo-massoneria: la stessa artefice sia dell'unità che della fine del regime fascista e della contestuale nascita della Repubblica.

     Cosa festeggiano? Forse la perdita della sovranità monetaria?               

    Ma allora ieri alcuni italiani cos'hanno festeggiato? Evidentemente una Repubblica che ancora oggi continua a svendere la propria dignità ed identità, fino al punto di consegnare la sua stessa sovranità politica, monetaria ed economica ad un ente privato (la BCE), calpestando i diritti dei suoi cittadini per prostituirsi all'oligarchia dell'alta finanza e condannando le generazioni presenti e future alla miseria e – come ricordava spesso l'indimenticato Professor Giacinto Auriti – alla disperazione o al suicidio. Pertanto il 2 Giugno per i veri cattolici e per coloro i quali, a prescinderre dall'orientamento religioso, credono che la parola libertà sia inconciliabile con il termine "colonialismo", non è una festa, ma piuttosto una gran presa…. per i fondelli.

    Sergio Basile (Copyright © 2015 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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     Allegato                                                                                                              

    2 Giugno – Gran Festa per Massoneria e Grande Oriente    

     

    Segue scritto di Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia

    pubblicato ieri sul sito del Grande Oriente

    2 giugno - festa della repubblica

    Ovviamente per la Massoneria quella del "2 Giugno" è stata una gran festa da celebrare in pompa magna. Infatti sul sito del Grande Oriente d’Italia (vedi qui Grande Oriente d'Italia – Sito Ufficiale) è apparso un accorato messaggio del Gran Maestro Stefano Bisi, di seguito riportato nei suoi tratti salienti:

    Una data – commenta il gran maestro Bisi – che rappresenta la vittoria della Libertà e della Democrazia. Una data che ci richiama continuamente ai forti e grandi valori che ispirano la nostra Costituzione, alla quale i massoni del Grande Oriente d’Italia-Palazzo Giustiniani – come recita il loro ordinamento – ‘si impegnano a prestare la dovuta obbedienza e ad osservare scrupolosamente tutte le leggi che ad essa si conformano’. Soprattutto in momenti difficili come questi, a causa di una crisi economica che avvinghia da tempo il nostro Paese, è più che mai essenziale guardare agli imprescindibili valori di democrazia, coesione sociale e dignità dell’uomo che permeano la Costituzione italiana. E’ per questo che in periodi difficili come l’attuale bisogna avere la saggia capacità di unire e non di dividere. Bisogna mettere in campo, a tutti i livelli, ogni energia per adempiere al dovere che abbiamo verso gli altri, soprattutto verso chi ha bisogno di un futuro meno nebuloso: i nostri figli”. In questo giorno – continua il gran maestro Bisi – si celebra anche la giornata delle Forze Armate. E il pensiero va a tutti gli uomini e le donne in divisa. Va innanzitutto alla memoria di coloro che hanno perso la vita nel l’espletare il dovere di servire l’Italia. Va a coloro che prestano servizio lontano dai nostri confini in missioni umanitarie e di pace, e va ai due marò che da tre anni sono nelle mani della lenta giustizia indiana“. “Che l’orgoglio di essere italiani prevalga sempre e che la lunga epopea partita dal Risorgimento e dall’Unità d’Italia, e culminata nella solida ed aurea Costituzione rimanga sempre vigile e presente nella mente e nei cuori di tutti coloro che amano il nostro meraviglioso Paese“. Per questo il 2 Giugno il tricolore svetterà su tutte le sedi di Grande Oriente d’Italia. Viva la Repubblica, Viva l'Italia, Viva il Grande Oriente d'Italia".

    Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia

    Grande Oriente d'Italia – Sito Ufficiale

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     Video                                                                                                                     

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    Mistero Marx – Quello che le Università Occultano

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    Giovedì,  Giugno 5th/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "L'altra faccia di Karl Marx" di Richard Wurmbrand Sergio Basile, Redazione Quieuropa, L'altra faccia di Karl Marx, Richard Wurmbrand, Karl Heinrich Marx, materialismo storico, Lotta rivoluzionaria tra due fazioni sapientemente contrapposte, sterco di Satana, il giovane Marx,  Il "Cristiano" Marx – Dalla lode del sacrificio alla strana metamorfosi, l'essenza del sacrificio cristiano, Oulanem,  inversione tipica del satanismo e delle […]

    2012 – L’anno del Patriottismo Italico, e si vede!

    2012 – L’anno del Patriottismo Italico, e si vede!

    Lunedì, Novembre 12th/ 2012 – Sergio Basile – Italia / Inno di Mameli / Patriottismo / Roma / Palazzo Madama / Unità Nazionale / Agenzie delle Entrate / Equitalia / Udc / Pd / Pdl / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Matteo Renzi / Rosy Bindi / Debiti / Tradimento / Sacco del Britannia […]

    2 Giugno 2012: Festa della Repubblica? Ecco perchè non c’è proprio nulla da festeggiare!

    2 Giugno: Festa della Repubblica? Ecco perchè non c’è proprio nulla da festeggiare!

    Sabato, Giugno 2nd / 2012   – di Sergio Basile – Italia / Roma / Parata 2 Giugno / Festa della Repubblica / Demagogia / Retorica / Terremoto in Emilia / Giorgio Napolitano / Renato Schifani / Mario Monti / Roberto Maroni / Disoccupati / Perdita della sovranità nazionale / Perdita della sovranità monetaria / […]

    Ferrovie: lo specchio macabro della Democrazia in Italia e in Europa – Il Caso Ferrovie Sud

    Ferrovie: lo specchio macabro della Democrazia in Italia e in Europa – Il Caso Ferrovie Sud

    Venerdì, Settembre 14th/ 2012 – L'Editoriale di "Qui Europa", di Michele Bisceglie e Sergio Basile – Italia / Unione europea / ferrovie dello Stato / Cavour / Pietro Bastogi / Carlo Bombrini / Domenico Balduino / Roma / Savoia / Piemonte / Ansaldo / Società Vittorio Emanuele / Società Adami Lemmi / Rothschild / Bersani […]

    La Guerra e l’Occidente oltre il velo della propaganda mediatica – Da Pontelandolfo a Damasco

    La Guerra e l’Occidente oltre il velo della propaganda mediatica – Da Pontelandolfo a Damasco

    Giovedì, Agosto 16th/ 2012  – Reportage-Dossier di "Qui Europa" –  Italia / Siria / Medioriente / Guerra / Hitler / Garibaldi / Bush / Seconda Guerra Mondiale / Unità d'Italia / Pontelandolfo / Sant'Anna / Damasco / Esteri / Guerra / Strategia del terrore / Assad / Obama / Consiglio di Sicurezza dell'Onu / Disastro […]

    Il Progetto Finale di Bruxelles – Vogliono Distruggere le Nazioni

    Il Progetto Finale di Bruxelles – Vogliono Distruggere le Nazioni

    Domenica, Febbraio 24th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Nazioni, Ue, Bruxelles, Accentramento, Parlamento Europeo, Hans Gert Poetterong, Altiero Spinelli, Distruzione degli Stati Nazionali, Massoneria Internazionale, Progetto Mondialista, Nuovo Ordine Mondiale, Mariolina Sattanino, Mondialismo, Carlo De Benedetti, Enzo Moavero, Gianni Pittella, Ferdinando Nelli Feroci, Esercito Comune, Politica Estera Comune, Mani sui popoli europei  […]

    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

    Lunedì, Gennaio 21st/ 2013 – Dott.ssa Patrizia Stella –   Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa Unione europea / Crisi morale / Piano Massonico / Ilva / Sovranità Nazionale / Sovranità Rubata / Complicità dei Media / Demonio / Distruzione della Famiglia / Nuovo Ordine Mondiale / Laicismo / Lobby […]

    Dallo Shutdown Usa a quello Italico: fili spezzati

    Dallo Shutdown Usa a quello Italico: fili spezzati

    Mercoledì, Ottobre 2nd/ 2013  – di C. Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Obama, Letta, Berlusconi, Missioni di Pace, guerra in Afganistan, Siria, Regno Unito, ONU, Casa Bianca, Grand Old Party, ‘shutdown’, Libano, Kossovo, Somalia, HOMO POLITICUS, CNEL, Eurostat  Dallo Shutdown Usa a quello Italico: fili spezzati  La fine del modo di fare politica dei vari Obama, […]