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  • Siria: come Iraq e Libia. Strage senza prove!

    Siria: come Iraq e Libia. Strage senza prove!

    Mercoledì, Luglio 18th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Esteri / Siria / Russia / Stati Uniti / Francia / Inghilterra / Damasco / Trimse / Hama / Vittime / Stragi / Esercito / Scontri / Ribelli / Stampa internazionale / Terrorismo / Al Qaida / Elicotteri da battaglia / Attentati / Attacchi militari / Regime / Comunità internazionale / Armi chimiche / Onu / Kofi Annan /Assad / Recep Tayyip Erdogan / Sergei Lavrov 

    Esteri – Orrore Siria: un copione ripetuto sulla

    scia di Iraq e Libia

    Presunte stragi ad opera dell’esercito di Damasco:

    ma mancano le prove 

    La Russia non abbassa la testa davanti alle pretese della

    comunità internazionale.

    Damasco –   In Siria, ormai, gli scontri mortali sono all’ordine del giorno ed il paese continua a conoscere, come unici sentimenti, quelli del terrore e del dolore uniti alla voglia di riscatto per una nuova alba. Un riscatto, però, che la Siria sta pagando a caro prezzo, anche a causa del silenzio e del disinteresse in merito alla situazione drammatica da parte della comunità internazionale. Ieri, Damasco, è stato palcoscenico di nuovi e violenti scontri tra i ribelli locali e l’esercito regolare siriano. La stampa internazionale svolge l’ormai noto lavoro di “avvoltoio” e contribuisce alla divulgazione di notizie che spettacolarizzano l’orrore ed il dramma vissuto dal Paese, lanciando informazioni raccolte presso ignoti attivisti locali – che spesso e volentieri si rilevano montature propagandistiche davvero vergognose: vedio armi di distruzione di massa inesistenti che giustificarono l'attavcco Usa in Iraq –  senza neanche indagare sulla loro veridicità, ma dandole per buone perché facilmente rivendibili.

      Bombardamenti e Bufale   

    Trimse, villaggio situato nei pressi di Hama,  è stato un altro teatro di morte: Stando a quanto dichiarato dai ribelli, un attacco ad opera delle forze armate di Damasco ha provocato 200 vittime, bombardando la zona con l’artiglieria pesante. Le autorità siriane parlano, invece, “di un intervento dell’esercito richiesto direttamente dai cittadini per fronteggiare bande di terroristi presenti nel villaggio”. Ma quale sarà la verità? La dietrologia della notizia rischia di rimanere al buio: intanto, l’inviato della Lega Araba e delle Nazioni Unite, Kofi Annan, viene “richiamato” dalle autorità siriane per le sue dichiarazioni basate, secondo le stesse, su informazioni non confermate e poco veritiere, in merito ad un probabile uso di elicotteri da battaglia avvenuto da parte di Damasco, ma mai accertato e riportato da immagini. Infatti, in rete circolano i video che riprendono le vittime, ma nessuno di essi riporta immagini del presunto attacco da parte dei militari siriani.

      Genocidi in Siria – Una vergogna per Ue e ONU  

    Non ci sono più parole per descrivere ciò che sta accadendo in Siria: i massacri crudeli, i tentativi di genocidio e la brutalità disumana cui stiamo assistendo non sono altro che il rumore dei passi di un regime che se ne va” – ha dichiarato il premier turco, Recep Tayyip Erdogan. Parole pesanti come macigni, visto che proprio la Turchia ospita ed addestra i ribelli che vengono poi inviati a combattere in Siria contro il regime arabo, il tutto sotto gli  occhi omertosi della comunità internazionale (ONU, NATO e Ue) che sottovaluta, forse anche volontariamente, l’espansione del fenomeno del terrorismo. Quello "dei buoni". Proprio sul tema del terrorismo si è soffermato il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, il quale si è detto “preoccupato per la forza di Al Qaeda e delle organizzazioni ad essa vicine” – per come si legge dalle colonne di “Rinascita” .

      Cremlino sotto pressione  

    Ma il Cremlino è nel mirino degli Usa che “accusano” la Russia di favorire il regime siriano e le stragi di cui esso si è reso protagonista. Le polemiche sorgono “come i funghi” e Mosca risponde denunciando le pressioni dei paesi occidentali nei confronti del paese, nel tentativo di convincere i russi ad approvare eventuali sanzioni nei confronti del governo di Damasco. Lavrov ha anche aggiunto che “la Russia non sostiene Assad ed il suo regime, ma sostiene ciò su cui tutte le parti hanno espresso il loro accordo. E poiché una buona parte della popolazione siriana è con lui, Mosca non spingerà affinchè Assad vada via”. 

      L'ennesimo diabolico copione: attacchi senza prove  

    Tutto ciò, a distanza di pochi giorni da un nuovo vertice che riunirà i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per l’approvazione di una risoluzione sulla crisi siriana nella quale verrà chiesta da parte di Usa, Francia ed Inghilterra l’autorizzazione ad usare usare la forza nei confronti del  paese araboLa forza, senza prove effettive dell’operato del regime. Sarà che l’Occidente non ha come fine ultimo solo quello della mediazione?

       La Bufala "imperialista" delle "Armi chimiche"  

    Anche perché, come avvenne sia per l’Iraq che per la Libia, adesso Assad è accusato per la potenziale detenzione di armi chimiche. Tutto come da copione, insomma. Cambiano alcuni attori, ma tutto si svolge come da programma: burattini, i cui fili vengono tirati e gestiti dalla comunità internazionale. Ma questa volta, riusciranno a tirare i fili della Russia? E soprattutto, riusciranno ad essere credibili senza alcuna prova? Che Dio aiuti il martoriato popolo siriano, e parli alle sporche coscienze dei signori della guerra! Soprattutto a quelle dei lupi crudeli travestiti da docili agnelli. A Buon Intenditor!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Strage in Norvegia: Breivik “capace di intendere”

    Strage in Norvegia: Breivik “capace di intendere”

    Martedì, Aprile 17th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto

    Norvegia / Unione europea / Oslo / Utoya / Attentati / Esplosioni / Vittime / Fondamentalismo / Partito laburista / Politica pro immigrati / Breivik  / Strage in Norvegia 

    Strage in Norvegia:

    Breivik capace di intendere e di volere

    Gli attentati sono stati pianificati e voluti.

    E’ la razionalità che fa paura

    Oslo –  Anders Behring Breivik, un nome che ci riporta direttamente in Norvegia, al 22 luglio dello scorso anno, quando il terrorista di Oslo, che si è autodefinito il “Salvatore del Cristianesimo”, si è fatto conoscere da tutto il mondo perché responsabile degli attentati con i quali ha causato la morte di 77 persone. No, non gli è stata riconosciuta l’infermità mentale, ma ciò di cui si è reso protagonista è stato pianificato, organizzato e, soprattutto, voluto e non solo, Breivik  ha dichiarato che con quel gesto, “atroce, ma necessario” ha voluto “mandare un messaggio forte al popolo per fermare i danni del partito laburista”. Anti-multiculturalista, anti-islamista, anti- marxista e fondamentalista cristiano, il terrorista norvegese ha pianificato un attentato contro le idee, contro tutti coloro che la pensavano diversamente: una bomba esplode, intorno alle 15  ad Oslo, presso il quartier generale del Governo, causando la morte di 8 persone e, due ore dopo, ad un campo estivo dell’organizzazione giovanile del partito laburista, sull’isola di Utoya, 69 giovani rimangono vittime della follia omicida di Breivik che, vestito da poliziotto, apre il fuoco sulla folla. Tutto questo, a detta dello stesso Breivik, “trova giustificazione nella politica pro immigrati portata avanti dai laburisti” contro la quale il 32enne norvegese si è apertamente schierato. Ma più che schierarsi contro la politica, Breivik si è schierato contro la vita, contro la democrazia ed i valori di cui le stesse sono portatrici. Un antisemitismo, il suo, che ci rimanda ad un passato doloroso e si proietta, pericolosamente, in un futuro non troppo distante. Un fanatismo occidentale che è la riproposizione, al contrario, di quello islamico. “Follia ed irrazionalità” che sono state giudicate dai tribunali come “Volontà”. E proprio questo è quello che fa più paura.

    Maria Laura Barbuto(Copyright © 2012 Qui Europa)