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  • Genocidio nucleare planetario, indotto e silenzioso – 1

    Genocidio nucleare planetario, indotto e silenzioso – 1

     Lunedì 16 Maggio / 2016

     – Redazione Qui Europa  –

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    Genocidio nucleare planetario, indotto e silenzioso – 1

    Essere terrestri e tutti prigionieri in un'unica 

    camera a gas radioattiva 

    Nessuno si rende conto della tragedia a cui sta andando

    incontro l’umanità? 

    1) La mappa dei 2053 test nucleari, dal 1945 al 1998  (il video)
    2) Ma perchè si chiamano "radiazioni ionizzanti"?
    3) Il processo di “decadimento” radioattivo
    4) Gli incidenti del “nucleare civile”
    5) C'è altro da aggiungere?
    6) La grande strage “avanza” lentamente, sotto i nostri occhi. In silenzio
    7) Tante malattie o una sola malattia?
    8) Ma quale prevenzione?!

     

    di Alessandro Ricchi, Fondazione Giuseppe Di Bella Onlus

    Genocidio nucleare planetario, silenzioso – 1

     La mappa dei 2053 TEST nucleari , dal 1945 al 1998  (il video)              

    Romadi Alessandro Ricchi, Fondazione Giuseppe Di Bella Onlus – L’artista giapponese Isao Hashimoto ha creato una mappa in time-lapse delle 2.053 esplosioni nucleari che hanno avuto luogo tra il 1945 e il 1998. Il video (1) inizia con il test del Progetto Manhattan “Trinità” vicino a Los Alamos e si conclude con i test nucleari del Pakistan nel maggio del 1998. Per ogni ordigno nucleare esploso ogni nazione ottiene un blip e un puntino lampeggiante sulla mappa. Il conteggio è tenuto sulla barra superiore e quella inferiore dello schermo. Hashimoto, che ha iniziato il progetto nel 2003, dice che ha creato il progetto con l’obiettivo di mostrare “la paura e la follia delle armi nucleari”. Il conteggio , che inizia lentamente , diventa incalzante dal 1962 con un aumento travolgente fino agli anni 80.

    (1) Vedi qui il videoMappa dei test nucleari ufficiali dal 1945 al 1998

     Ma perchè si chiamano "Radiazioni Ionizzanti"?                                        

    Le radiazioni ionizzanti sono quelle radiazioni dotate di sufficiente energia da poter ionizzare gli atomi o le molecole con i quali vengono a interagire; le energie di soglia dei processi di ionizzazione sono dell'ordine di alcuni eV. La caratteristica di una radiazione di poter ionizzare un atomo, o di penetrare più o meno in profondità all'interno della materia, dipende oltre che dalla sua energia anche dal tipo di radiazione e dal materiale con il quale avviene l'interazione. Le radiazioni ionizzanti si possono dividere in due categorie principali: quelle che producono ioni in modo diretto (le particelle cariche, quali particelle α , β−, β+), dette direttamente ionizzanti, e quelle che producono ioni in modo indiretto (neutroni, raggi γ e raggi X, in generale le particelle neutre), dette indirettamente ionizzanti; a queste vanno aggiunte le porzioni di radiazione ultravioletta di alta frequenzaSi dice che una radiazione è ionizzante, quindi, quando è in grado di produrre, in modo diretto o indiretto, la ionizzazione degli atomi e delle molecole del mezzo attraversato (la ionizzazione è un processo mediante il quale gli atomi acquistano, o perdono, elettroni, diventando quindi elettricamente carichi). Si considerano ionizzanti le radiazioni con lunghezza d'onda maggiore di 400 10-9m; la radiazione ultravioletta (10÷400 10-9m) non è quindi da considerarsi ionizzante. Per quanto precedentemente descritto si può dedurre che il processo di ionizzazione porta necessariamente ad alterazioni degli atomi, almeno in via transitoria, e può in tal modo produrre modificazioni nella struttura delle molecole che li contengonoLa radiazione ionizza le molecole di DNA ad esempio delle cellule cutanee, inducendo basi adiacenti di timina a formare legami covalenti, interferendo con i meccanismi di copia e in generale con il funzionamento dell'acido nucleico. Il tutto può portare delle mutazioni genetiche, che possono sfociare in episodi di cancro.

     Il processo di “decadimento” radioattivo                                                       
     
    Il decadimento radioattivo è un processo nel quale i nuclei degli atomi di sostanze radioattive (radionuclidi o isotopi radioattivi) si disintegrano rilasciando radiazioni seguendo una propria legge (Legge del Decadimento Radioattivo). Tempo di decadimento” dei principali radionuclidi:
     
    ELEMENTO NUCLIDE TEMPO DI DIMEZZAMENTO T1/2 TIPO DI DECADIMENTO (radiazione)
    calcio 4520Ca 164 giorni beta
    carbonio 146C 5730 anni beta
    cesio 13755Cs 30 anni beta, gamma
    fosforo 3215P 14,3 giorni beta
    idrogeno 31H (trizio) 12,26 anni beta
    iodio 13153I 8,07 giorni beta
    potassio 4019K 1,3 · 109 anni beta, gamma
    radio 22688Ra 1590 anni alfa
    rado 22286Rn 3,82 giorni alfa, gamma
    sodio 2411Na 15 ore beta
    stronzio 9038Sr 28,1 anni beta
    tecnezio 9943Tc 6,02 ore gamma
    torio 23090Th 8 · 104 anni alfa, gamma
    uranio 23892u 4,51 · 109 anni alfa
     
    Un singolo radionuclide (atomo) emette radiazioni, per tutta la durata della sua “instabilità”. Il tempo di dimezzamento esprime il periodo necessario affinché la metà dei radionuclidi di un determinato elemento ( presenti in un determinato ambito) divengano stabili. Una singola radiazione è in grado, potenzialmente, di provocare una mutazione del DNA o di un’altra strutture cellulare, e quindi di provocare danni permanenti e progressivamente degenerativiIl becquerel (simbolo Bq) è l'unità di misura del Sistema internazionale dell'attività di un radionuclide (spesso chiamata in modo non corretto radioattività), ed è definita come l'attività di un radionuclide che ha un decadimento (emissione di radiazione) al secondo. 1 Bq equivale a 1 disintegrazione ogni secondo. (Vedi qui UNSCEAR 1993 report). Il rapporto UNSCEAR 1993 del “Comitato Scientifico delle Nazioni Unite” (ONU), datato 1993, ha valutato che, a causa dei soli test nucleari, si siano depositati nell’ambiente terrestre, per il solo Stronzio 90, una quantità di radionuclidi pari a:  60×1016 BqScritta così, ad un profano come me, questa “formula” può apparire abbastanza innocua. Scritta invece in questo modo diventa molto più incisiva, e anche comprensibile :  60.000.000.000.000.000 (60 milioni di miliardi) di decadimenti al secondoAl secondo!! Capite? Ora, tornate con lo sguardo alla tabella di sopra, e controllate qual è il tempo di dimezzamento di quell’elemento. 28 anni. Significa che dopo 28 anni l’attività residua si sarà ridotta a 30.000.000.000.000.000 decadimenti x secondo.  E che ce ne vorranno altri 28 perché si riduca a 15.000.000.000.000.000. Ma…. in ogni secondo, capite? Significa che in ogni istante (della nostra vita!!)  vengono emessi questi quantitativi di  … RADIAZIONIE questo calcolo, purtroppo, relativamente ad un solo elemento: lo Stronzio 90Chissà se avranno fatto anche il calcolo relativo anche agli altri elementi.
    Genocidio nucleare planetario, silenzioso – 1
     
     Gli incidenti  del “nucleare civile”                                                                   
       
    La lista è molto lunga (scorretela velocemente e passate alle sezioni successive, potreste annoiarvi). In un periodo storico in cui il problema del nucleare sembra essere al centro dell’attenzione, è probabilmente necessario ripercorrere la storia di questa moderna fonte di energia, protagonista degli ultimi 50 anni. La storia del nucleare nel mondo, civile o militare che sia, è costellata da una miriade di incidenti ed esplosioni sperimentali che costituiscono ancora oggi la prima e più importante prova della sua pericolosità non solo per l'uomo, ma per l’intero pianeta. Tra gli anni ‘50 e gli anni ‘80, solo per ricordare qualche dato, si verificano oltre un centinaio di incidenti nucleari, venti dei quali molto gravi. Il tentativo di operare una classificazione completa di questo genere di eventi è impresa ardua: spesso gli incidenti minori sono stati infatti coperti dal segreto militare come tentarono di fare le autorità sovietiche all’indomani della catastrofe del 1986. La lista 'nera', quindi, si presume molto più lunga di quella che viene qui presentata, mentre sulle conseguenze degli incidenti manca ancora oggi un dato ufficiale che consideri, non solo le morti, ma anche l'impatto sulla salute dei cittadini nel lungo periodo (vedi giù in allegato all'articolo la lunghissima, imbarazzante, lista dei disastri/"incidenti" nucleari).
     
     C'è altro da aggiungere?                                                                                     
     
    L’uso dell’Uranio impoverito e del torio, nelle guerre di Bosnia, Kosovo, Serbia, Iraq, Afghanistan, Somalia …. Nonché tutte le esercitazioni militari con lo stesso tipo di ordigni nei poligoni militari di mezzo mondo (v. Sardegna – Poligono di Quirra). E in Italia,  ma saranno stati usati solo in Sardegna?  Ma certooo! Ecco i poligoni sulla terraferma della Penisola italianaValle d’Aosta (5), Piemonte (27), Liguria (2), Lombardia (8), Veneto (20), Trentino Alto Adige (23), Friuli Venezia Giulia (53), Emilia Romagna (13), Marche (6), Umbria (3), Toscana (16), Lazio (14), Abruzzo (12), Campania (8), Basilicata (3), Puglia (11), Calabria (7), Sicilia (26), Sardegna (9).  E dove vengono accumulati tutti i rifiuti radioattivi prodotti dall’industria civile e in ambito sanitario? Quante “terre dei fuochi” ci saranno in giro per il mondo? Solo Campania, Somalia e Corno d’Africa?  
     
     La grande strage “avanza” sotto i nostri occhi. Ma non ce ne accorgiamo 
     
    Ora (rapporto 2013) il sito dell’AIRTUM (Registro Tumori Italiano), presenta le seguenti proiezioni temporali: “..nel corso della vita, 1 uomo su 2, e 1 donna su 3, si ammaleranno di cancro”. In media 1 uomo su 3, e 1 donna su 6, muore per cancro…” (vedi a pag.157 – 
    (2) ). In Italia i malati di Cancro sono stimati nel 2013 in 2.800.000 persone (5% della popolazione  ) e ogni anno in Italia si ammalano circa 300.000 persone (3). Ogni anno in Italia muoiono di cancro circa 150.000 persone.
     
     
    Genocidio nucleare planetario, silenzioso – 1
     
     Incidenza delle principali patologie degenerative in Italia                       
     
    Tipologia individui ammalati al 31.12.2013 Nuovi ammalati ogni anno
    CANCRO 2.800.000 300.000
    ALZHEIMER 1.000.000 150.000
    PARKINSON 250.000
    SCLEROSI MULTIPLA 60.000
    EPILESSIA 500.000 25.000
     
    Totale : quasi 5 milioni di persone solo nel nostro paese = circa il 10% della popolazione (senza contare le patologie minori). Questi numeri fanno impressione!!  E fa impressione, e contemporaneamente sconcerto, il fiume di danaro che viene impiegato (nel mondo), e da anni, per la Ricerca Scientifica dedicata al loro …“contrasto”.   E’ a dir poco desolante!! Ma, mi dico, se questi sono i risultati, ci deve essere per forza qualcosa di sbagliato nella sua impostazione, una sorta di ”peccato originale”. Ma dove? Dal punto di vista “eziologico” (studio delle cause) le malattie si possono suddividere in:
    • congenite: le malattie e le malformazioni già presenti nel feto al momento del parto
    • acquisite tramite contagio (malattie infettive)
    • dovuta all'accumulo o alla carenza di determinate sostanze nell'organismo (ad es. argiria, scorbuto)
    • sorte a causa dell'esposizione dell'organismo a determinate sostanze, o agenti, che ne determinano una mutazione genetica (patologie genetiche degenerative).
     Cancro: cercano il "danno", non il colpevole                                               
     
    Le malattie genetiche sono malattie causate da un'alterazione del patrimonio genetico (DNA) che, in alcuni casi sono ereditarie. Non tutte queste patologie sono trasmesse alle generazioni successive in quanto il patrimonio genetico di un individuo può subire modificazioni, mediante fattori esterni (es.: radiazioni nucleari, cancerogeni chimici, farmaci ecc.), anche dopo la nascita e, se queste mutazioni non coinvolgono le cellule germinali (spermatozoi nel maschio e ovuli nella femmina), ma le cellule somatiche (cioè quelle che compongono i tessuti e gli organi), la persona che ne è portatore non le trasmetterà ai propri figli. E questo è il caso del cancro, malattia genetica non ereditaria. Ma in massima parte anche delle altre patologie degenerative sopra citate. E la MUTAZIONE ne è quindi la causa primaria, così come si ostinano a spiegarci, o meglio, una o più delle innumerevoli possibili mutazioni riscontrate nei tessuti patologici ( gene PSEN1, PSEN2, APP,APOE solo per l’Alzheimer –  MMR, BRCA1, BRCA2- MUTYH- FANC,  BLM,  ATM, geni XP-P53-VHL-PTEN, ecc. per il Cancro..) ?? Ma…. ne siamo proprio sicuri? A me non sembra proprio. A pensarci bene, le mutazioni sono solo delle conseguenze; le cause sono gli agenti che le provocano… o mi sbaglio? Un singolo agente mutageno (ad es: radiazione) può provocare il danno genetico in una qualsiasi delle strutture cellulari, e quindi in uno qualsiasi dei tessuti che ci compongono, a seconda di quale ne sia il bersaglio, dando origine ad una mutazione che provocherà questa patologia (cancro) o quella (alzheimer, parkinson), a seconda della mutazione e del danno arrecato. Tuttavia la Ricerca, e i settori economici da essa alimentati, è tutta orientata ad individuare, all’interno delle cellule, le singole alterazioni del patrimonio genetico, le singole mutazioni, e a proporci “nuovi farmaci mirati” volti ad ostacolarne i successivi processi metabolici da queste derivanti. La c.d. Comunità Scientifica quindi, è tutta protesa a ricercare SOLO il danno, ma NON il colpevole.
     
    Genocidio nucleare planetario, silenzioso – 1
     
     Per quale motivo?                                                                                               
     
    Migliaia di ricercatori nel mondo, e centinaia di migliaia di miliardi, spesi per ricercare i vari BRCA1, BRCA2- MUTYH- FANC,  BLM..ecc. (e continuare ancora a farlo) senza essere ancora riusciti a fare una sintesi di tutto ciò? Ma è così difficile? Perché non cercare, invece, di individuare gli agenti che provocano le mutazioni (che in realtà si conoscono già), verificarne la presenza nell’ambiente, stabilirne la provenienza e studiare le contromisure per evitarli, o addirittura eliminarli? Siamo proprio sicuri che se la cosiddetta "Ricerca" persegua solo questi obiettivi? Riusciremo ad invertire il “trend” relativo all’incidenza di tali patologie?  Non si è perso di vista l’obiettivo principale? Cioè l’individuazione della vera causa, quella consapevolezza che ti può porre nella condizione di adottare VERE MISURE DI PREVENZIONE? Nessuno si rende conto della tragedia a cui sta andando incontro l’umanità? I vari organismi nazionali e sovranazionali da chi sono diretti? Cosa fanno? Pensano che nascondere la polvere sotto al tappeto sia la soluzione migliore?  O la salute dunque è diventata, in un siffatto sistema, non più una questione etica o scientifica, ma solo garanzia di rendimento economico (profitto), e le malattie un ulteriore ambito di gestione del potere (controllo sociale)?
     
     Ma quale prevenzione!?                                                                                     
     
    Io ricordo che ero giovane, molto giovane (12 anni) quando mia nonna si ammalò di cancro. Allora era una malattia quasi completamente sconosciuta, tant’è che il Servizio Sanitario Nazionale, che allora (parliamo del 1970) era ancora in un eccellente fase di efficienza, era in grado di trattare tale patologia solamente con l’approccio chirurgico. Niente chemioterapia, né radioterapia. Mia nonna subì un unico intervento chirurgico, dopo di ché, verificato che “non c’era più niente da fare”, fu lasciata in balia della famiglia, a casa, dove morì in seguito a indicibili sofferenze. A quei tempi veniva chiamato il “brutto male”, e non rientrava tra le malattie cui il genere umano andava frequentemente incontro. Era perciò visto come un male misterioso, un “male incurabile”. La diagnosi era sempre, a parte quei pochi fortunati sui quali la chirurgia avesse potuto sradicare completamente il tessuto malato, infausta. E il destino segnato. Gli altri tre miei nonni camparono invece ancora decentemente. Morirono di vecchiaia e consunzione o di infarto. Passarono gli anni, era il 1986 quando ci fu l’incidente nucleare a Chernobyl. Il clamore fu tanto. La paura anche. I telegiornali, a quei tempi, non soffocavano le notizie e quindi il dibattito fu ampio. Gli scienziati si scontravano, pubblicamente, su opposte posizioni.  Alla fine però prevalsero le tesi di coloro che ne minimizzavano le conseguenze per la salute pubblica, nei confronti di quelli che cercavano di sostenere il contrario e ipotizzavano un aumento esponenziale delle neoplasie. E chiaramente tutto andò lentamente nell’oblio. Negli anni a venire ho cominciato a fare la “conta” delle vittime del cancro, nella mia ristretta cerchia di conoscenze: i miei zii sono morti, diversi anni dopo, tutti per un cancro. Così mio padre e mia madre. E due miei compagni di classe del liceo se ne sono già andati per lo stesso motivo.
     
    Genocidio nucleare planetario, silenzioso – 1
     
     Cosa ci raccontano?                                                                                           
     
    Le cause?  Mah! Ci raccontano che è il fumo di sigaretta (ma loro non fumavano) o l’effetto dei raggi solari (ma il sole è sempre esistito) o una dieta squilibrata, troppo ricca di grassi o l’abuso di alcool (ma come mangiavano una volta?) oppure il fatto che si vive più a lungo e che quindi si è maggiormente esposti agli agenti nocivi (ma 50 anni fa quanto vivevano? I miei nonni sono tutti morti dopo gli 80). Insomma, le cause che ci propongono SONO PER LA MAGGIORANZA COLPA DI NOSTRI COMPORTAMENTI!! Poi recentemente vengo a leggere un lavoro di un gruppo di ricerca che ha identificato nel fumo di sigaretta il Polonio 210, che in realtà con il tabacco non dovrebbe avere nulla a che fare; però come causa del cancro mi appare qualcosa di più convincente; dicono che le piante lo assorbono dai concimi azotati (ma dove ca…o sono, mi chiedo, ste industrie che fanno concimi e con che cosa li fanno? Ma allora se sono i concimi, anche il resto delle colture sono impestate? Successivamente leggo anche del Polonio 210 rintracciato nelle banane e mi viene in mente il caso “Litvinenko”, la spia russa uccisa a Londra utilizzando il Polonio. E del Radon che viene emesso dal terreno? E' rintracciabile in tutte le nostre cantine?!

     Un'altra terribile verità                                                                                     

    Comincia a farsi strada in me la consapevolezza che forse non è solo colpa dei miei comportamenti; che non sia ora di cominciare a studiare misure preventive, a livello mondiale (OMS), finalizzate alla  "neutralizzazione" , o quantomeno ad una vera "minimizzazione del rischio radioattivo"? esempio: 1) assunzioni controllate di principi attivi che fungano da "filtri" o "spugne" in grado di assorbire la maggior quantità possibile di eventuali prodotti di decadimento introdotti nell'organismo, o di smorzare i loro "effetti secondari" (Radicali liberi – Vedi slide allegate) ); 2) somministrazioni controllate di principi attivi in grado di rinforzare le nostre strutture cellulari e difenderle dai danni eventualmente indotti. Non sarebbe ora che la "Ricerca di base" , in tali ambiti, assumesse un ruolo preminente rispetto all'attuale e totale sottomissione rispetto a quella "applicata"?

    Alessandro Ricchi, Fondazione Giuseppe Di Bella Onlus

    Metodo di Bella – Sito Ufficiale

    Il genocidio planetario si fa strada, lentamente, sotto i nostri occhi

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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     Principali crimini/disastri nucleari dal 1952 al 2011 / Anni '50               

    1952 Chalk River (Canada). L'errore di un tecnico provocò una reazione che portò alla semi-distruzione del nocciolo del reattore. 
    1952 Usa. Un incidente con reattore Argon. 4 morti accertati. 
    1955, febbraio, Atlantico. La nave appoggio Fori-Rosalie della Royal Navy affonda nell'Atlantico 1500 recipienti contenenti ciascuno una tonnellata di residui atomici a 1.600 Km dalle coste inglesi e a 2.000 metri di profondità. 
    1956, 10 marzo. Mar Mediterraneo. Un bombardiere B-47 precipita nel Mediterraneo con a bordo due capsule di materiale fissile per la realizzazione di bombe nucleari. 
    1956, 27 luglio. Gran Bretagna. Un bombardiere B-47 in Gran Bretagna slitta sulla pista e va a colpire un deposito contenente sei bombe nucleari. 
    1957, ottobre. Windscale (GB). Fusione del nocciolo (l'incidente più grave che possa accadere in una centrale). Il reattore viene inondato. Fuga di radioattività pari al 1/10 della bomba atomica di Hiroshima. La nube radioattiva arriva fino in Danimarca. La radioattività su Londra si eleva 20 volte oltre il valore naturale (Londra dista da Windscale 500 km). Il consumo di latte è vietato in un raggio di 50 km (ogni giorno vengono gettati 600.000 litri di latte). 
    1957, 7 ottobre. Sellafield (Gran Bretagna). Un incendio nel reattore dove si produceva plutonio per scopi militari generò una nube radioattiva imponente. La nube attraversò l'intera Europa. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all'incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato potrebbe essere sottostimato. 
    1957 Kyshtym (Unione Sovietica). Un bidone di rifiuti radioattivi prese fuoco ed esplose contaminando migliaia di Kmq di terreno. Furono esposte alle radiazioni circa 270.000 persone. 
    1958 Usa. Un incidente a Oak Ridge: 12 persone investite dalle radiazioni. 
    1958 zona Urali (Urss). Catastrofe nucleare a causa dell'esplosione di un deposito di scorie radioattive. Centinaia di morti. Decine di migliaia di contaminati. Migliaia di km ancora oggi recintati.
     
    Genocidio nucleare planetario, silenzioso – 1

     Anni '60                                                                                                                

    1961, 3 gennaio. Idaho (Usa). Esplosione del reattore: 3 morti. Non si sono contati gli intossicati dentro e fuori l'impianto. Il grado di contaminazione dei corpi dei deceduti risultò così alto che le teste e le mani furono tagliate e sepolte in un deposito di scorie radioattive. L'impianto è stato definitivamente chiuso.
    1961, 4 luglio. URSS. La fuoriuscita di radiazioni per un guasto al sistema di controllo di uno dei due reattori di un sommergibile atomico sovietico provoca la morte del capitano e di sette membri dell’equipaggio.
    1964 Usa. Incidente al reattore Wood River: un morto.
    1964 Garigliano (Italia). Guasto al sistema di spegnimento di emergenza del reattore. Si è andati vicino alla catastrofe.
    1965, 5 dicembre. Isole Ryukyu (Giappone). Un jet militare americano A-4E con a bordo una bomba all’idrogeno B-43 scivola in mare da una portaerei statunitense vicino alle isole giapponesi Ryukyu.
    1966 Belgio. Il fisico Ferdinand Janssen intossicato viene portato all'ospedale Curie di Parigi.
    1966, 17 gennaio. Palomares (Spagna). Un B-52 statunitense con quattro bombe all’idrogeno B-28 entra in collisione con un aereo cisterna durante il rifornimento in volo. I due aerei precipitano e tre bombe a idrogeno (bombe H) cadono nei pressi di Palomares, mentre la quarta cade in mare. L’esplosivo di due delle tre bombe, a contatto col suolo, detona spargendo su una vasta area plutonio e altro materiale radioattivo. In tre mesi vengono raccolte 1.400 tonnellate di terra e vegetazione radioattiva che vengono portate negli Stati Uniti. Mentre i militari statunitensi sono forniti di tute protettive, gli spagnoli continuano a vivere tranquillamente e a coltivare i terreni. Un monitoraggio effettuato nel 1988 su 714 abitanti ha rivelato in 124 di loro una concentrazione di plutonio nelle urine di gran lunga superiore ai livelli normali.
    1966 Ottobre, Lagoona Beach (Usa). Alcune piastre di protezione si staccano e bloccano il circuito di raffreddamento del reattore autofertilizzante Enrico Fermi (61 Mw) per cui si ha surriscaldamento; il dispositivo di arresto automatico non funziona; il reattore riprende la sua attività soltanto nel 1970; e nel 1972 viene fermato definitivamente.
    1967 Trino Vercellese (Italia). Fessurazione di una guaina d'acciaio di una barra di combustibile con conseguente chiusura della centrale per 3 anni. Per buona parte di questo tempo la centrale ha scaricato nelle acque del Po trizio radioattivo.
    1967 Francia. Fusione di elementi combustibili nel cuore del reattore di Siloe (Grenoble). Ciò provoca la liberazione di Iodio 131 e Cesio 137 nell'acqua di raffreddamento del reattore. Si liberano gas radioattivi nell'aria.
    1968 Den Haag (Olanda). Per un «errore tecnico» si libera nella centrale Up 2 del materiale radioattivo. La radioattività nell'aria della città supera di 100 volte i limiti «accettabili».
    1968 Gennaio, Chooz (Belgio). Grave incidente nel reattore ad acqua leggera. La riparazione è durata 2 anni e 2 mesi. Nel 1970 il reattore è guasto di nuovo.
    1968, 10 marzo. Oceano Pacifico. Il sottomarino K-219 affonda nel Pacifico. A bordo ha tre missili nucleari e due siluri a testata nucleare.
    1968, 27 maggio. Oceano Atlantico. Un sottomarino statunitense con a bordo due siluri a testata nucleare affonda nell’Atlantico.
    1968, 21 agosto. Groenlandia. Un B-52 statunitense precipita in Groenlandia. Tre bombe all’idrogeno che si trovavano a bordo esplodono e 400 grammi di plutonio-239 si disperdono nell’ambiente. L’area viene successivamente bonificata da oltre 500 uomini inviati dalla Danimarca e da 200 militari statunitensi. Nei venti anni successivi, 100 dei danesi che avevano partecipato all’intervento si ammalano di cancro, altri di gravi malattie tra cui la sterilità.
    1968 Agosto,  Brenìllis (Spagna). La centrale si blocca completamente. La riparazione è durata 3 anni.
    1968 Francia. Il reattore di Monts Arreé si arresta per un incidente. Periodo di riparazione: 3 mesi.
    1969 Garigliano (Italia). Sette arresti alla centrale per guasti.
    1969, febbraio. Latina (Italia). Arresto alla centrale di Latina per mancanza di alimentazione alla strumentazione (a marzo si avrà ancora un grosso guasto alla stessa centrale).
    1969, gennaio. Lucens (Svizzera). Dopo sole 7 ore di funzionamento si ha surriscaldamento con rottura di guaine ed infiltrazione di acqua contaminata nel sotterraneo. La grotta contenente la centrale è stata murata definitivamente.
    1969 Germania. Per fessurazioni molteplici delle turbine il reattore Gundremmingen sul Danubio viene chiuso per 3 anni.
    1969 Usa. Incendio nel reattore di Rocky-Flats. Durante l'incendio si perde plutonio.
    1969 Francia. Parecchi chilogrammi di uranio vanno persi durante un incidente a Saint Laurent des Eaux. Le riparazioni durano parecchi mesi.

    Genocidio nucleare planetario, silenzioso – 1

     Anni '70                                                                                                                

    1970 Belgio. Altro incidente nel cuore del reattore di Chooz.
    1970 Chicago (Usa). L'impianto Edison perde 200.000 litri di acqua contaminata.
    1970 Usa. Il reattore da 600 Mw Dresden 2 sfugge completamente al controllo per 2 ore per un guasto ad una apparecchiatura di controllo.
    1970, 12 aprile. Oceano Atlantico. Il sottomarino sovietico K-8 affonda nell’Atlantico con a bordo due reattori e due siluri a testata nucleare.
    1971 Den Haag (Olanda). Rottura di un tubo per il convoglia-mento di acqua radioattiva.
    1971 Kansas. Si scopre che la miniera di sale scelta per lo stoccaggio delle scorie radioattive, al riparo dell'acqua, è piena di buchi e l'Aec (Ente americano per l'energia nucleare) è costretto a improvvisare dei piani di stoccaggio in superficie.
    1971 Francia. Fournier rivela in «Charlie Hebdo» n. 14 che un tecnico del centro nucleare di Saclay ha tentato, due anni prima, di suicidarsi dando fuoco al laboratorio in cui lavorava.
    1972 Francia. Due militanti del gruppo ecologico «Survivre et vivre» scoprono che più di 500 fusti di residui radioattivi su 18.000 conservati all'aperto al centro di ricerche nucleari di Saclay, hanno larghe fenditure che lasciano così sfuggire la radioattività.
    1972 Francia. Un operaio portoghese che non conosce i segnali di pericolo lavora parecchie ore in una sala irradiata del centro di Saclay.
    1972 Francia. Ancora al centro di Saclay sfuggono dieci metri cubi di liquidi radioattivi.
    1972 Usa. Due lavoratori nell'impianto di Surry muoiono per l'esplosione dei tubi di un sistema di sicurezza mentre ispezionano tubi già difettosi.
    1973 Marzo, Chinon (Francia). Arresto definitivo della centrale nucleare di Chinon I, dopo soli 11 anni di funzionamento. Di fatto la centrale ha mosso le turbine per 43.000 ore, ossia per 5 anni.
    1973, aprile. Isole Hawaii (USA). Fuga radioattiva nel sottomarino statunitense Guardfish alle Hawaii. Cinque marinai dell’equipaggio vengono contaminati dalle radiazioni
    1973 Hanford (Usa). La Aec ammette che nei 15 anni precedenti si sono verificati 15 incidenti in cui si sono liberati liquidi radioattivi per un totale di 1.600.000 litri.
    1973 Settembre, La Hague (Francia). Fuga di gas radioattivo. 35 lavoratori sono contaminati di cui 7 gravemente.
    1973 Settembre, Windscale (GB). Nell'officina di ritrattamento si ha un rigetto di radioattività. 40 lavoratori sono contaminati.
    1973 Novembre, Hanford (Usa). Si ha la diciassettesima fuga di liquidi radioattivi. Gli accumuli di plutonio in una fossa vicino alla città sono così grandi da rendere possibile una reazione a catena.
    1973 Dicembre, Usa. Di 39 reattori, negli Usa, 13 sono fuori servizio. Brown's Ferry lavora al 10%, Peach Botton al 2%, Connec 2 al 20%.
    1973 Den Haag (Olanda). 35 addetti agli impianti sono intossicati (7 in modo molto grave). Nubi di gas radioattivo si diffondono per 15 minuti sulla campagna.
    1974 Usa. Da un'inchiesta risulta che più di 3.700 persone che avevano accesso ad armi atomiche hanno dovuto essere licenziate. Motivi: demenza, decadimento intellettuale, alcolismo.
    1974 Sevcenko (Urss). Reazione tra il sodio (usato come liquido refrigerante) e l'acqua con generazione di idrogeno e soda caustica (che a sua volta corrode il circuito di trasporto del fluido). Il risultato è una grossa esplosione.
    1974 Aprile, Austria. Qualcuno contamina volontariamente il treno Vienna-Linz con Iodio 131 e Iodio 113. Dodici persone vengono ricoverate. Gli autori dell'attentato non sono mai scoperti.
    1974 Maggio, Casaccia (Italia). Si spacca un recipiente contenente plutonio. Non si sa altro.
    1974 Maggio, Usa. L'Usaec comunica che 861 anomalie si sono prodotte nel 1973 nei 42 reattori in funzione; che 371 avrebbero potuto essere serie e che 18 lo furono realmente (di cui 12 con fuga di radioattività).
    1974 Usa. Una nube radioattiva di trizio si forma per una fuga di gas da un condotto della centrale di Savannah Mirex, in Carolina. La nube va lentamente alla deriva ad una altezza di 70 metri.
    1974 Francia. A 60 anni dall'avvio di una fabbrica di radio, nonostante il suo smantellamento, si libera ancora una radioattività significativa. L'acquirente del terreno di Gyf-sur-Yvette sul quale la fabbrica è situata scopre in vari punti fonti radioattive che superano 50 volte la dose massima consentita.
    1974 Belgio. L'acqua della condotta Visé, captata nel Pletron, contiene da 2 a 3 volte più radon 22 (gas radioattivo) del massimo ammesso per una popolazione adulta vicina ad una centrale.
    1974/75. Leningrado (URSS). Una serie di incidenti viene segnalata nell’inverno tra il 1974 e il 1975 presso la centrale nucleare di Leningrado, in Unione Sovietica. Tre morti accertati.
    1975 Gennaio, Usa. Viene ordinata la chiusura di 23 reattori per guasti nel sistema di raffreddamento, vibrazioni anormali e piccole fughe di gas radioattivo.
    1975, 19 novembre. Germania. Muoiono 2 operai nel reattore di Gundremmingen. I due dovevano riparare una valvola. Escono 4 litri di vapore radioattivo ad una pressione di 60 atmosfere e ad una temperatura di 270°C.
    1975, 22 novembre, Italia. Due navi americane, la portaerei J.F.Kennedy e l'incrociatore Belknap, a bordo della quale vi erano armi nucleari, (come testimonia l'allarme in codice "broken arrow" che fu lanciato dal comandante della sesta flotta americana e che indica appunto un incidente che vede coinvolte armi nucleari) si scontrano al largo della Sicilia. La Belknap prese fuoco e fu gravemente danneggiata, ma l'incendio venne fermato a pochi metri dal magazzino che conteneva le armi atomiche.
    1975 Marzo, Brown's Ferry (Usa). Per cercare correnti d'aria nella cabina di comando della centrale viene usata una candela che appicca il fuoco a tutti i cavi elettrici bloccando tutti i sistemi di sicurezza. Si riesce a rimediare fortunosamente (per un resoconto più dettagliato di questo grave incidente vedi il «Corriere della sera» del 2/7/1977, p. 3.). Secondo il calcolo delle probabilità questo incidente può verifi-carsi in un caso su mille miliardi!
    1975, 7 dicembre. Lubmin (Repubblica Democratica Tedesca). Un cortocircuito nell’impianto della Centrale di Lubmin, sul litorale baltico nella Germania Orientale, provoca una parziale fusione del nucleo del reattore.
    1976 Gennaio, Germania. Sempre a Gundremmingen la neve caduta in abbondanza spezza le linee elettriche che convogliano l'energia prodotta nel reattore. Questo, spento con la procedura d'emergenza, fu soggetto ad una tale pressione interna che le valvole di sicurezza si aprirono e liberarono vapore radioattivo.
    1976 Windscale (GB). Il reattore contamina di Iodio 131 centinaia di miglia di territorio.
    Ottobre 1976 Tallin (Urss). Salta in aria una centrale atomica sotterranea: almeno cento persone sono morte. Le autorità sovietiche negano ma dopo il 25 ottobre, e per una settimana almeno, il quotidiano russo ha pubblicato una decina di necrologi ogni numero (Per un resoconto più dettagliato di questo incidente vedi «Panorama» de 30/11/1976, p. 145.).
    1977 Bulgaria. Nella centrale di Klozodiy, a causa di un terremoto, salta la strumentazione di controllo del reattore. Grazie ai tecnici che sono riusciti a fermare la reazione, l’Europa ha evitato conseguenze gravissime.
    1977 Aprile, El Ferrol (Spagna). Fuga radioattiva. Più di 100 persone contaminate.
    1978 Maggio, Caorso (Italia). Il giorno del collegamento della centrale con la rete elettrica (26 maggio '78) si sono avute fughe limitate nel reparto turbine. Ci sono valvole che non tengono, strutture portanti, come i tiranti che sostengono i tubi del gas radioattivo, mal progettati con calcoli sbagliati.
    1979 Three Mile Island, Harrisburgh, Usa. Il surriscaldamento del reattore provocò la parziale fusione del nucleo rilasciando nell'atmosfera gas radioattivi pari a 15000 terabequerel (TBq). In quella occasione vennero evacuate 3.500 persone.
    1979, 7 agosto. Tennessee (USA). La fuoriuscita di uranio arricchito da una installazione nucleare segreta provoca la contaminazione di oltre 1.000 persone. Vengono registrati nella popolazione valori di radioattività fino a cinque volte superiori alla norma.
    1979, agosto. Erwin (USA). Oltre 1.000 persone vengono contaminate a seguito di una fuga radioattiva in un centro di ricerca nucleare, fino ad allora rimasto segreto, a Erwin, negli Stati Uniti.

    Genocidio nucleare planetario, silenzioso – 1

     Anni '80                                                                                                                

    1982 USA. Nella centrale di Giuna, uno dei tubi del sistema refrigerante sì fessura e scarica acqua bollente radioattiva.
    1982 USA. Dopo l’incidente di Giuna si scoprono in altre sette centrali oggetti di metallo dimenticati nelle condotti. Molti impianti sono così fermati perché ritenuti poco sicuri.
    1981, marzo. Tsuruga (Giappone). 280 persone vengono contaminate a causa di una fuga di residui radioattivi nella centrale di Tsuruga, in Giappone. Un mese dopo le autorità comunicano che 45 operai sono stati esposti a radioattività nel corso delle operazioni per la riparazione della centrale.
    1983, novembre. Sellafield (Gran Bretagna). Lo scarico di liquidi radioattivi nel Mare d’Irlanda provoca la reazione di cittadini ed ecologisti, che sollecitano la chiusura della centrale nucleare di Sellafield, in Gran Bretagna.
    1985, 10 agosto. URSS. Un’esplosione devasta il sottomarino atomico sovietico Shkotovo-22: muoiono dieci membri dell’equipaggio esposti alle radiazioni.
    1986, 6 gennaio. Oklahoma (USA). Un operaio muore e altri 100 restano contaminati a seguito di un incidente che si sviluppa in una centrale atomica in Oklahoma, negli Stati Uniti.
    1986, fine aprile. Chernobyl, Unione Sovietica. L'incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provocò la fusione del nucleo del reattore e l'esplosione del vapore radioattivo. Si levò al cielo una nube pari a 12.000.000 di TBq di materiale radioattivo disperso nell'aria (per avere un'entità del disastro confrontate questo valore con i 15.000 Tbq del precedente incidente nucleare registrato nel 1979 a Three Mile Island negli Usa). Circa 30 persone morirono immediatamente, altre 2.500 nel periodo successivo per malattie e cause tumorali. L'intera Europa fu esposta alla nube radioattiva e per milioni di cittadini europei aumentò il rischio di contrarre tumori e leucemia. Non esistono dati ufficiali sui decessi complessivi ricollegabili a Chernobyl dal 1986 ad oggi.
    1986, 4 maggio (una settimana dopo il disastro di Chernobyl). Hamm-Uentrop, Germania Ovest. Un esperimento in un impianto da 300 megawatt THRT-300 PBMR (reattore a letto di sfere) nella Germania Ovest ha causato la fuoriuscita di materiale radioattivo dopo che uno dei letti di sfere è stato immesso nel condotto utilizzato per portare carburante al reattore. Il tentativo di rimuovere l’ostruzione creatasi ha danneggiato il condotto e causato il rilascio di radionuclidi. Radiazioni sono state misurate per circa due kilometri intorno al reattore.
    1986, 6 ottobre. Oceano Atlantico. Il sottomarino K-219 affonda nell’Atlantico con 34 testate nucleari a bordo.
    1989 Finlandia. Avaria nel sistema di controllo nella stazione di Olkiluoto.
     
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     Anni '90                                                                                                                
     
    1990 Germania. Infiltrazione di tritio nella stazione nucleare di Kruemmel.
    1991 Finlandia. Spegnimento manuale dovuto ad un incendio nella stazione di Olkiluoto.
    1991 Germania. Incidente durante il rifornimento di carburante nella stazione di Wuergassen.
    1991, febbraio. Mihama (Giappone). La centrale riversa in mare 20 tonnellate di acqua altamente radioattiva
    1992, 24 marzo. San Pietroburgo (Russia). A seguito della perdita di pressione nell’impianto di Sosnovy Bor nei pressi di San Pietroburgo, fuoriescono e si disperdono in atmosfera iodio e gas radioattivi.
    1992, novembre. Forbach (Francia). Un grave incidente nucleare causa la contaminazione radioattiva di tre operai. I dirigenti dell’impianto vengono accusati l’anno successivo di non aver approntato le misure di sicurezza previste.
    1992 Germania. Avaria nel sistema di raffreddamento nella centrale di Brunsbuttel.
    1993, 13 febbraio. Sellafield (Gran Bretagna). Fuga radioattiva nell’impianto di riprocessamento di Sellafield. La densità massima di radionuclidi dello iodio consentita viene superata di oltre tre volte.
    1993, 17 febbraio. Barsebaeck (Danimarca). Uno dei reattori della centrale di Barsebaeck viene temporaneamente fermato a causa della fuoriuscita accidentale di vapore radioattivo.
    1993, aprile. Siberia (Russia). Un incendio nel complesso chimico di Tomsk-7 colpisce un serbatoio di uranio. Risultano contaminati circa 1.000 ettari di terreno. La nube radioattiva si dirige verso zone disabitate.
    1994, 23 marzo. Biblis (Germania). Centrale nucleare di Biblis: una falla nel circuito primario di un reattore fa uscire liquido altamente contaminato.
    1994, 28 giugno. Petropavlosk (Russia). Fuga di materiale radioattivo nella baia di Seldevaia a causa della rottura di un deposito a Petropavlosk. Settembre 1995 – Kola (Mare di Barents). L’energia elettrica della centrale di Kola viene staccata per morosità e vanno fuori uso i sistemi di raffreddamento. Incidente solo sfiorato, grazie all’intervento del comandante della base.
    1995 Germania. L'Alta Corte tedesca decide che la licenza di attività concessa alla stazione di Mülheim-Kärlich è illegale, a causa della mancata considerazione, in fase di concessione, del rischio di terremoto nella zona.
    1995, novembre. Cernobyl (Ucraina). Un’avaria al sistema di raffreddamento del reattore n.1 di Cernobyl causa un incidente nel quale la radioattività si disperde e contamina gli operai impegnati nella manutenzione.
    1995, 8 dicembre. Monju (Giappone). Due tonnellate di sodio liquido e altro materiale radioattivo fuoriescono dal reattore nucleare prototipo di Monju nella prefettura di Fukui a causa di un malfunzionamento al sistema di raffreddamento. L’impianto è costituito da un reattore autofertilizzante a neutroni veloci FBR.
    1996, febbraio. Dimitrovgrad (Federazione Russa). Un addetto causa la rottura della valvola di sicurezza di uno dei reattori del centro di ricerche atomiche di Dimitrovgrad. Fuoriesce una nube radioattiva contenente soprattutto radionuclidi di manganese.
    1996 Germania. Un programma della TV tedesca, Monitor, svela che la Siemens ha compiuto numerosi errori durante la costruzione della stazione di Kruemmel.
    1997 Germania. 20.000 dimostranti si affollano presso il deposito di scorie radioattive di Gorleben per manifestare contro il trasporto di scorie nucleari.
    1997 Germania. Un treno trasportante liquido nucleare deraglia di fronte alla stazione di Kruemmel.
    1997, marzo. Tokaimura (Giappone). Un incendio e un’esplosione nel reattore nucleare nell’impianto di ritrattamento nucleare di Tokaimura contamina almeno 35 operai.
    1997, giugno. Arzamas (Russia). Un incidente nel centro ricerche di Arzamas porta i materiali radioattivi sull’orlo di una reazione a catena. Si sviluppa una nube radioattiva a seguito della quale muore il responsabile dell’esperimento.
    1997, luglio. La Hague (Francia). Il comune di Amburgo denuncia presenza di radioattività nell’acqua scaricata nella Manica dall’impianto di trattamento francese di La Hague. La Francia smentisce, ma il presidente della Commissione di controllo si dimette.
    1997, settembre. Urali (Russia). Sugli Urali si scontrano un trattore e un camion che trasporta isotopi radioattivi. Da due container fuoriesce liquido pericoloso contenente iridio 192 e cobalto 60. Nell’area la radioattività sviluppata è 25 volte superiore al limite consentito.
    1998, 1 maggio. Catena delle Alpi. Le autorità di controllo francesi scoprono elevati livelli di contaminazione da cesio 137 sulle Alpi, causati dal passaggio di rottami ferrosi provenienti dall’Europa dell’Est.
    1999, 8 Gennaio, Francia. Centrale di Cruas Meysse, 65 persone evacuate dopo che si sono accese le luci d’allarme radioattivo.
    1999, 11 Marzo, Francia.  Centrale del Tricastin, un contaminato.
    1999, 16 Giugno, Russia.  Centrale di Seversk, 2 contaminati per fuga radioattiva.
    1999,  23 Giugno, Ucraina.  Centrale di Rivno, principio incendio.
    1999, 4 Luglio, Ucraina. Centrale di Zaporozhie (Ucraina), bloccato un reattore per precauzione.
    1999, 12 Luglio, Giappone. Centrale Tsuruga, bloccato reattore per una perdita acqua.
    1999, 17 Luglio, Ucraina.  Centrale di Cernobyl, 3 operai contaminati.
    1999, 30 settembre. Tokaimura, Giappone. Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare attivò la reazione a catena incontrollata. Tre persone morirono all'istante mentre altre 450 furono esposte alle radiazioni (119 in modo grave).
    La mattina di giovedì le autorità rivelano che, a causa di una fuoriuscita d’uranio, si è innescata una fissione incontrollata nel nocciolo del reattore.
    ·        Alle 10:30 scatta l’allarme, alcuni operai sono stati contaminati in modo molto grave.
    ·        Alle 12:41 la polizia crea un “cordone” intorno alla centrale, si capisce che l’incidente sta diventando più grave del previsto.
    ·        Alle 15:18 alcune famiglie residenti nei pressi della centrale vengono evacuate.
    ·       Alle 21:00 si tiene una riunione di emergenza e il governo comprende a questo punto la gravità dell’incidente; oltre 300000   persone invitate a stare in casa.
    ·        Alle 24:00 la radioattività attorno e dentro all’impianto raggiunge livelli tra le 10 e le 20 mila volte superiore alla norma.
    ·    Alle 2:30 del giorno seguente 18 tecnici operi nell’impianto accettano una missione da veri “kamikaze”, devono entrare nell’impianto per fermare la reazione a catena, ben consapevoli che, terminata la missione, non sarebbero più stati gli stessi.
    ·        Alle 6:00 le autorità affermano che la radioattività è scesa a zero.
    Dopo si accerterà che è stato un errore umano, i tecnici stavano infatti trasportando, all’interno dell’edificio dove si tratta l’uranio usato come combustibile nella vicina centrale nucleare, due barili di miscela di uranio- acido nitrico(che venivano miscelati a mano, con un rudimentale imbuto, di 30 kg ognuno: questi sono involontariamente caduti terra e, essendosi miscelati, hanno innescato la reazione. I tecnici che hanno fermato la reazione sono all’ospedale in gravissime condizioni.
    1999, 2 Ottobre, Ucraina. Centrale di Khmelitskaya, blocco del reattore per malfunzionamento.
    1999, 4 Ottobre, Corea del sud. Centrale di Wolsong, una fuoriuscita di acqua pesante durante lavori di manutenzione causa l’esposizione alle radiazioni di 22 operai impiegati presso l’impianto.
    1999, 5 Ottobre, Finlandia. Centrale Loviisa, perdita di idrogeno. Secondo i tecnici della centrale c’è stato un pericolo di incendio e perdite.
    1999, 8 Ottobre, Giappone. Deposito di scorie a Rokkasho, fuoriuscita radiazioni. Le radiazioni provengono da due fusti arrivati dalla centrale nucleare di Ekushima.
    1999, 20 Ottobre, Francia.  Superphenix, un incidente arresta lo scarico di materiale radioattivo.
    1999, 27 ottobre, USA.  "I bambini statunitensi residenti vicino le centrali nucleari di New York, New Jersey e Florida hanno nei denti un "radioisotopo" (lo stronzio 90) che li espone ad un rischio tumore molto alto". Così Ernest Sternglass, professore di radiologia all'università di Pittsburgh ha esordito nell'ultima conferenza stampa del progetto no-profit di "radioprotezione e salute pubblica". Lo sconcertante risultato è stato ottenuto dai ricercatori statunitensi che hanno analizzato 515 bambini residenti negli Stati di New York, New Jersey e Florida. I livelli di radioattività rilevata nei campioni, raccolti dal 1979 al 1992, erano molto vicini a quelli osservati a metà degli anni '50 quando Stati Uniti e Unione Sovietica, in piena guerra fredda, si dilettavano negli esperimenti con le armi invisibili. Secondo i responsabili del progetto i livelli di radioattività dovevano invece essere scesi intorno allo zero. "Se gli esperimenti nucleari sia di superficie, sia sotterranei sono effettivamente terminati, i primi sospetti cadono sui reattori nucleari e sui relativi incidenti", ha detto Sternglass, che ha aggiunto: "II mondo è troppo piccolo per gli incidenti nucleari". I responsabili del progetto attribuiscono parte di questa radioattività al disastro avvenuto nel 1979 a Three Mile Island e a quello di Chernobyl nel 1986. Ci sono documenti federali che testimoniano la fuga nucleare dal reattore di Suffolk (New York) nei primi anni '80.
    1999, 18 Novembre, Scozia. Centrale di Torness, un aereo tornado precipita a meno di 800 metri dall’impianto.
    1999, 13 Dicembre, Russia. Centrale Zaporozhe, fermato reattore.
     
    Genocidio nucleare planetario, silenzioso – 1
     
     Anni 2000 / 2011                                                                                               
     
    2000, 5 Gennaio, Francia. Centrale di Blayais, una tempesta costringe a fermare 2 reattori per allagamento.
    2000, 27 gennaio. Giappone. Un incidente a una installazione per il riprocessamento dell’uranio in Giappone provoca livelli di radiazione 15 volte superiori alla norma in un raggio di circa 1,2 miglia. Funzionari locali segnalano che almeno 21 persone sono state esposte alle radiazioni.
    2000, 15 Febbraio, USA. Reattore Indian Point 2, fuga vapore radioattivo.
    2000, 16 giugno. Germania. Gradualmente, ma senza esitazioni, la Germania metterà al bando l'energia nucleare. Una dopo l'altra, nell'arco di 32 anni, le 19 centrali nucleari tuttora attive sul suolo tedesco saranno chiuse. Sui tempi dello smantellamento si è raggiunto un compromesso: il governo chiedeva 30 anni, gli industriali 35, se ne impiegheranno 32 per ogni stabilimento. Il primo che chiuderà sarà il più vecchio: la centrale di Obrigheim, aperta nel 1968, si spegnerà nel 2001. L'ultima, invece, nel 2021, sarà quella di Neckarwestheim-II, nel Baden-Wuerttemberg, che produce 1.269 Megawatt.  Inoltre entro il luglio 2005 sarà proibito il trattamento delle scorie nucleari. Al momento le centrali nucleari tedesche producono il 33,5 per cento del fabbisogno energetico nazionale.
    2001 Germania. Esplosione di una parte dell'impianto di Brunsbuettel.
    2003, aprile. Paks (Ungheria). L’unità numero 2 del sito nucleare di Paks (costituito da quattro reattori è l’unico in Ungheria a 115 chilometri da Budapest) subisce il surriscaldamento e la distruzione di trenta barre di combustibile altamente radioattive. Solo un complesso intervento di raffreddamento scongiura il pericolo di un’esplosione nucleare, limitata ma incontrollata con gravi conseguenze per l’area intorno a Paks.
    2003, 17 ottobre. Arcipelago de La Maddalena (Italia). Sfiorato incidente nucleare: il sottomarino americano Hartford s’incaglia nella Secca dei Monaci a poche miglia dalla base di La Maddalena dove solo l’abilità del comandante riesce a portare in porto il mezzo avariato. Il licenziamento di alcuni militari induce a pensare che il rischio corso non sia stato risibile.
    2004, 9 agosto, Giappone. Nel reattore numero 3 nell’impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una fuoriuscita di vapore ad alta pressione, con una temperatura superiore ai 200 gradi, è costata la vita a quattro operai. Altri sette operai sono in condizioni molto gravi. Si è trattato del più tragico incidente nella storia dello sfruttamento dell'energia nucleare a fini civili in Giappone. L’azienda Kansai Electric Power, che gestisce la centrale, si è affrettata a comunicare che non c’è stata contaminazione radioattiva.
    2004, 9 agosto, Giappone. altra centrale non precisata. A quanto ha riferito l'agenzia Kyodo, le fiamme sono divampate nel settore dove vengono smaltite le scorie, adiacente al reattore numero 2, in un impianto situato nella prefettura di Shimane. Anche in questo caso non c’è stata alcuna fuga radioattiva.
    2004, 9 agosto, Giappone. Incidente nella centrale nucleare della Tokyo Electric Power Company (Tepco), la più grande impresa produttrice di energia in Giappone. La società ha comunicato che il generatore dell’impianto di Fukushima-Daini è stato fermato per una perdita di acqua.
    2005, aprile, Gran Bretagna. Sellafield. Viene denunciata la fuoriuscita di oltre 83mila litri di liquido radioattivo in 10 mesi a causa di una crepatura nelle condotte e di una serie di errori tecnici.
    2006, maggio. Laboratori Enea della Casaccia (Italia). Fuoriuscita di plutonio, ammessa solo quattro mesi dopo, che ha contaminato sei persone addette allo smantellamento degli impianti.
    2006, maggio. Mihama (Giappone). Ennesimo incidente con fuga di 400 litri di acqua radioattiva nella ex centrale nucleare di Mihama.
    2006, 26 luglio. Oskarshamn (Svezia). Corto circuito nell’impianto elettrico della centrale a 250 chilometri a sud di Stoccolma per cui due dei quattro generatori di riserva non sono stati in grado di accendersi. Vengono testate tutte le centrali nucleari del Paese e quella di Forsmark viene spenta.
    2006, 7 ottobre. Kozlodui (Bulgaria). Viene intercettato un livello di radioattività venti volte superiore ai limiti consentiti e le verifiche portano a scoprire una falla in una tubazione ad alta pressione. La centrale, che sorge nei pressi del Danubio, scampa a una gravissima avaria. Secondo la stampa locale la direzione cerca di nascondere l’accaduto e di minimizzarlo nel rapporto all’Agenzia nazionale dell’Energia Atomica.
    2007, 28 giugno. Kruemmel (Germania). Scoppia un incendio nella centrale nucleare di Krummel, nel nord della Germania vicino ad Amburgo. Le fiamme raggiungono la struttura che ospita il reattore e si rende necessario fermare l’attività dell’impianto. In pochi mesi si verificano avarie anche nelle centrali di Forsmark, Ringhals e Brunsbuttel.
    Secondo il rapporto 2006 del ministero federale dell’Ambiente, l’impianto di Kruemmel è il più soggetto a piccoli incidenti tra le 17 centrali. Stando ai piani di uscita dal nucleare, fissati in una legge del 2002, il reattore dovrebbe essere spento al più tardi nel 2015.
    2007, 16 luglio. Kashiwazaki (Giappone). La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo che fornisce elettricità a 20 milioni di abitanti, viene chiusa in seguito ai danneggiamenti provocati dal terremoto. L’Agenzia di controllo delle attività nucleari giapponesi ammette una serie di fughe radioattive dall’impianto, ma precisa che si tratta di iodio fuoriuscito dal una valvola di scarico. Il direttore generale dell’AIEA, Mohammed El Baradei, dice che il sisma: “è stato più forte di quello per cui la centrale era stata progettata”. Il terremoto provoca un grosso incendio in un trasformatore elettrico, la fuoriuscita di 1.200 litri di acqua radioattiva che si riversano nel Mar del Giappone e una cinquantina di altri incidenti. Si teme che la faglia sismica attiva passi proprio sotto la centrale.
    2008, 4 GIUGNO  – Krsko ( Slovenia) Alle ore 17.38 ora italiana il sistema d’allerta dell’Ecurie (European Community Urgent Radiological Information Exchange) ha ricevuto un’informativa dalla Slovenia su un incidente alla centrale nucleare di Krsko, 130 km in linea d’aria da Trieste. La comunicazione è stata trasmessa a tutti i 27 Stati membri dell’Unione Le prime notizie sembrano relativamente rassicuranti: pare non via sia stata una fuoriuscita di sostanze radioattive dalla centrale. Sono state attivate le procedure di spegnimento del reattore, dopodiché sarà  possibile, secondo un portavoce della Nek, la società  che gestisce la centrale, verificare le cause dell’incidente. Quello che non è rassicurante è il silenzio informativo delle tv: praticamente su tutte le principali testate sul web la notizia campeggiava giustamente in prima pagina, ma in tv niente, niente alla lettera. Nessun programma è stato interrotto, nessuno ha pensato di aprire una finestra informativa. Neppure Emilio Fede che, quando non fa il propagandista, come giornalista sa il fatto suo e di solito su avvenimenti del genere ci si butta a pesce, bruciando spesso la concorrenza con ottime dirette. Eppure la notizia era ghiotta, ghiottissima, se non altro in termini di ascolti. Ma in tv sono rimasti tutti zitti. Sarà  forse perché il governo Berlusconi ha deciso di rilanciare il nucleare in grande stile, e questa notizia sarebbe stata una grandissima “seccatura”? Del resto non è la prima volta che la centrale slovena di Krsko è al centro di polemiche per la sua pericolosità : già  nel 2005 la parlamentare dei verdi Luana Zanella aveva presentato una interrogazione piuttosto inquietante. Le conseguenze in caso di fall-out radioattivo alla centrale di Krsko sarebbero drammatiche: la nube radioattiva potrebbe raggiungere Trieste in sole due ore e, complessivamente, sarebbero colpite circa 30 milioni di persone di cui circa 5 milioni a rischio di vita immediato (dati forniti dall’associazione “Amici della Terra”).

     Parigi – 7/7/2008                                                                                  

    07-07-2008 PARIGI – L’Autorità  per la sicurezza nucleare francese ha chiesto in mattinata a Socatri, società  satellite del colosso energetico Areva, di sospendere l’attività  del suo sito di trattamento nella centrale nucleare di Tricastin, nel sud della Francia, e di prendere “misure immediate di messa in sicurezza”. Dagli impianti di Socatri, a Tricastin, si era verificata lunedì scorso una fuoriuscita di acque contenenti uranio, con parziale riversamento nei fiumi circostanti. TIMORI ECOLOGISTI MA AUTORITA’ RASSICURANO – DOPO INCIDENTE AREA SOTTO ACCUSA. Mentre l’Autorità  per la sicurezza nucleare (Asn) diffondeva messaggi rassicuranti, gia’ nei giorni scorsi le associazioni ambientaliste francesi erano sul piede di guerra dopo la fuoriuscita accidentale di acque di scarico contenenti uranio dalla centrale nucleare di Tricastin in due fiumi vicini. L’ associazione ecologista ‘Uscire dal nucleare’ accusa Areva, azienda proprietaria del sito, “di aver trattenuto deliberatamente informazioni e di fatto, aver messo volontariamente in pericolo la popolazione”, e ha annunciato una manifestazione sabato prossimo a Parigi. Parla invece di “dimostrazione che il nucleare non è un’energia pulita” Greenpeace, che aggiunge: “Nicolas Sarkozy chiaramente omette di precisare questo genere di ‘dettagli’ quando annuncia in pompa magna il lancio di una nuova centrale Epr, per cui Tricastin è uno dei siti possibili”. Reazioni negative anche dalla Commissione di ricerca e d’informazione indipendente sulla radioattività , che ha annunciato che sporgerà  denuncia contro le due società  filiali di Areva responsabili del sito di Tricas tin, Areva Cn e Socatri, rispettivametne per “la sepoltura di più di 700 tonnellate di scorie” e per “scarichi radioattivi nell’ambiente”. Da parte loro, i responsabili istituzionali mandano invece messaggi rassicuranti. L’Asn ha fatto sapere che i rilievi effettuati nella falda acquifera, in tre pozzi di pompaggio appartenenti a privati e nei corsi d’acqua in cui si sono riversate le acque all’uranio non hanno riscontrato “alcun elemento anormale”. Anche i tassi di radioattività  rilevati nella zona, afferma sempre l’Asn, risultano da una serie di verifiche “in costante diminuzione da ieri sera”. L’INCIDENTE. Sono state mantenute per tutta la notte di martedi’ le misure di sicurezza precauzionali nei comuni intorno alla centrale nuc leare di Tricastin dopo che, durante il lavaggio di una cisterna, parte di 30 metri cubi d’acqua usata, contenente 12 grammi di uranio per litro, era accidentalmente finita in due fiumi vicini. Divieto di attività  nautiche, bagno e pesca lungo il Gauffiere e l’Auzon, blocco della distribuzione di acqua potabile e dei prelievi privati dai due fiumi, oltre che dell’irrigazione dei campi nelle aree interessate dalla fuoriuscita. La Commissione di ricerca e d’informazione indipendente sulla radioattività  (Criirad) aveva denunciato la “mancanza di affidabilità ” della centrale di Tricastin, spiegando che “il rischio sanitario è effettivamente lieve, ma questo incidente, non trascurabile, giunge in seguito a un numero crescente di altri incidenti, che mostrano un degrado della gestione delle scorie su un sito destinato invece a svilupparsi”. Criticato anche il modo di dare informazioni sull’accaduto: “l’utilizzo dell’unità  di misura della massa (il grammo) – ha aggiunto il Criirad – invece di quella della radioattività  (il becquerel) non rende conto dell’ampiezza della fuga”. La perdita, conclude la commissione, avrebbe riversato nei fiumi “uno scarico più di 100 volte superiore al limite annuale”. Si è fatta sentire anche l’organizzazione ‘Uscire dal nucleare’, secondo la quale “é impossibile che una tale fuga, contenente uranio, non abbia conseguenze importanti sull’ambiente e sulla salute delle persone”.

     Stoccolma – 11/7/2008                                                                                    

    STOCCOLMA –11-07-2008 INCENDIO NELLA CENTRALE NUCLEARE RINGHALS –  Un incendio si è verificato oggi sul tetto di una turbina nella centrale nucleare di Ringhals, situata a 60 chilometri da Goteborg, nella Svezia occidentale. Secondo i responsabili dell’impianto, l’incendio è stato rapidamente spento senza che il reattore potesse costituire in alcun momento una vera minaccia.”La nostra equipe di pompieri è riuscita a spegnere le fiamme in pochi minuti” ha dichiarato Gosta Larsen, portavoce della centrale. L’incendio è stato provocato dagli operai che lavoravano con alcune torce sul tetto dell’edificio e che hanno involontariamente dato fuoco allo stesso. “Non c’é stato niente di drammatico”, ha aggiunto Larsen, riconoscendo però che una fitta nube di fumo ha invaso il sistema di ventilazione della turbina, facendo scattare gli allarmi anti-incendioesterni che hanno provocato l’arrivo immediato di altre squadre di pompieri locali.La centrale nucleare di Ringhals possiede quattro reattori e produce il 20% circa dell’elettricità  consumata in Svezia.

     Parigi – 16/7/2008                                                                                            

    Parigi – 16-07-2008 FALDA CONTAMINATA NEI PRESSI DELLA CENTRALE DI TRICASTIN – 10 giorni dopo la fuoriuscita da un impianto di acque usate contenenti 8,2 grammi al litro di uranio naturale. Il problema stavolta non sono però le acque auperficiali dei fiumi Gaffiere e Lauzon, in cui secondo i dati dell’Istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare (Irsn) c’é una “diminuzione regolare del livello di uranio”, ma 4 punti di prelievo d’acqua in profondità , falde freatiche e pozzi privati, in cui la concentrazione di uranio supera la soglia massima fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità  di 15 microgrammi per litro.
    18/07/2008 Fuoriuscite di acque contaminate da elementi radioattivi, “senza impatto sull’ambiente”, sono state registrate in un impianto della Areva a Romans-sur-Isere, nel dipartimento della Drome, nel sud-est della Francia. Lo ha reso noto stamane l’Autorithy francese per la sicurezza nucleare.
    21/07/2008 Francia, nuova fuga radioattiva: 15 operai contaminati 21-07-2008 Quindici operai dell’impianto nucleare di Saint Alban, nella regione dell’Isere (sud della Francia), sono stati contaminati dalla fuoriuscita di liquido radioattivo. Lo riferisce Electricité de France (Edf), l’azienda elettrica francese. «Gli operai sono stati leggermente contaminati nel corso di un intervento di manutenzione su un cantiere dell’unità  produttiva numero due», ha indicato un responsabile della direzione. L’incidente non è stato classificato dall’Agenzia di sicurezza nucleare.
    23/07/2008 NUCLEARE: FRANCIA, 100 OPERAI LEGGERMENTE CONTAMINATI 23-07-2008 PARIGI – Cento operai della centrale nucleare del Tricastin, dove alcuni giorni fa c’era stata una fuga di materiale radioattivo, sono stati contaminati ”leggermente” oggi da elementi fuorusciti da una tubatura nel reattore numero 4, fermo per manutenzione. Lo ha reso noto la direzione di EDF.
    29/07/2008 allarme a Tricastin GRENOBLE Nuovo allarme alla centrale nucleare di Tricastin a 40 chilometri da Avignone, nel sud della Francia. Un centinaio di impiegati sono stati sgomberati dall’impianto a causa dell’allarme lanciato dopo una nuova fuoruscita di polvere radioattiva dal reattore No4.
    02/08/2008 Nucleare: forse fuga da nave Usa. – Acqua potenzialmente radioattiva puo’ essere fuoriuscita da un sommergibile nucleare americano in navigazione nel Pacifico per mesi. Lo ha reso noto in serata la CNN, riportando fondi ufficiali della Marina. La perdita e’ stata scoperta mentre il sommergibile nucleare, il Houston (che aveva navigato tra Guam, le Hawai i ed il Giappone), era in un porto delle Hawaii per la manutenzione.
    06/08/2008 incidente in francia a tricastin 06-08-2008 Tricastin, nel sud della Francia, fa parlare di sé quest’estate per un incidente, anzi un’anomalia: a luglio – ma si è saputo solo oggi – ci sarebbero state troppe emissioni di scorie di carbonio 14 alla fabbrica Socatri (Areva) sul sito in cui già  quattro volte è scattato l’allarme. Lo ha annunciato l’ASN, Autorità  di sicurezza nucleare. Si tratterebbe, in realtà , della prima anomalia in ordine temporale, essendo stata appurata il 4 luglio, durante il trattamento delle scorie. In quella fase, stando all’ASN, ci sarebbe stato “un superamento, per il mese di giugno, del limite di rifiuti gassosi mensili di carbonio 14″.
    21/08/2008 Pierrelatte, fuoriuscita di uranio PARIGI, 23 AGO – Una piccola fuoriuscita di uranio e’ stata scoperta due giorni fa nei pressi della centrale nucleare di Pierrelatte, nel sud della Francia. La fuoriuscita e’ stata rilevata da alcuni operai a lavoro su una canalizzazione interrata delle reti di acque della societa’ Comurhex che non era piu’ utilizzata. La prefettura del dipartimento Drome ha parlato di ”un impatto ambientale marginale”, dopo una ispezione dei tecnici dell’ authority per la sicurezza nucleare.
    24/08/2008 incidente nucleare a Vandellos Spagna MADRID, 24 AGO – L’impianto nucleare Vandellos II in Catalogna, nel nord-est della Spagna, e’ stato fermato per un incendio, che e’ stato domato. Secondo le autorita’ spagnole ‘alle 08:49 un incendio e’ divampato nel generatore elettrico, e alle 10:30 e’ stato completamente spento. Tutti i sistemi di sicurezza dell’impianto hanno funzionato come previsto, e ora la centrale e’ ferma e in condizioni stabili’. L’impianto e’ stato costruito nel 1980, la sua autorizzazione scade nel 2010.
    26/08/2008 Fleurus, Fuga radioattiva verificatasi in un istituto che produce radioisotopi per uso medico a Fleurus, località  ad una cinquantina di chilometri a sud di Bruxelles, nella zona di Charleroi. L’incidente risale allo scorso fine settimana, ma solo ora le autorità  competenti hanno deciso di avvertire la popolazione. Per le vie della cittadina di Fleurus – circa 20 mila abitanti -, per iniziativa del sindaco, auto della polizia con altoparlanti hanno diffuso appelli alla prudenza, raccomandando agli abitanti, che vivono entro un raggio di cinque chilometri dal luogo dove è avvenuta la fuga, di non consumare la frutta e la verdura dei loro giardini, né di bere l’acqua piovana o il latte delle loro fattorie fino ad un nuovo ordine. , l’incidente era stato classificato al livello 3 (guasto grave) della scala internazionale Ines, che comprende 7 livelli.
    24/09/2008 CHERBOURG (FRANCIA) – Un incidente nucleare di “livello 1″ su una scala internazionale da 0 a 7, con un “versamento di materiale”, è avvenuto all’interno di un impianto per il riprocessamento del combustibile atomico a La Hague, nella regione della Normandia, nel nord-ovest della Francia. Lo rende noto il gruppo nucleare Areva che gestisce l’impianto, aggiungendo che l’incidente “non ha avuto alcuna conseguenza sul personale né sull’ambiente”. L’incidente, fa sapere l’Areva, è avvenuto il 24 settembre scorso. comunicato il 10/10/2008 La società  in un comunicato scrive che l’incidente è “accaduto durante il riempimento di un contenitore di plutonio” ed è consistito nello “straripamento del contenitore”. “Il materiale (fuoriuscito) è rimasto confinato all’interno del perimetro all’interno del quale si svolgeva l’operazione. I lavori di riempimento è stata interrotta e il materiale (fuoriuscito) è stato recuperato”, scrive Areva. Si tratta del quarto incidente di livello 1 registrato nello stesso stabilimento dall’inizio del 2008.
    06/11/2009  FRANCIA Un incidente si e’ verificato nella centrale nucleare francese di Tricastin, durante la ricarica di una parte delle barre di uranio. Le operazioni di manutenzione al reattore numero 2 della centrale sono state quindi sospese. Il gruppo Edf spiega che l’edificio che ospita il reattore ‘e’ stato bloccato per motivi di prevenzione e e’ stata disposta una vigilanza continua. La direzione della centrale propone di classificare l’evento al livello 1′ su una scala da 0 a 7.
    22 nov 2009. Washington, – Una fuga radioattiva nella famigerata centrale nucleare di Three Mile Islan, teatro nel 1979 del peggiore incidente negli Usa, ha esposto 20 dipendenti a un “basso livello” di contaminazione. Lo riferisce il sito web del New York Daily News secondo cui l’operaio piu’ colpito ha ricevuto una dose di 16 millirem, mentre il limite annuo non considerato per icoloso e’ pari a 2.000 millirem. L’incidente si e’ verificato alla 16 locali di sabato nel primo reattore. Alcuni lavoratori stavano tagliando delle condutture nell’impianto in Pennsylvania e’ risuonato l’allarme facendo evacuare i 150 lavoratori presenti. All’esterno dell’impianto non si e’ registrata al momento alcuna contaminazione. Il 29 marzo 1979 la parziale fusione del nocciolo del secondo reattore causo’ la fuoriuscita di 13 milioni di curie che pero’ non causarono alcuna vittima. L’incidente blocco’ la costruzione di nuove centrali negli Usa
    29 nov 2009 Kaiga ( INDIA), Le autorità  indiane hanno aperto un’indagine sulla fuoriuscita di una sostanza radioattiva nell’acqua potabile in un impianto di energia nucleare nel sud del paese. In particolare si sta cercando di capire come un perdita di tritio che ha inquinato l’acqua potabile, si sia potuta verificare nell’impianto di Kaiga (450 km da Bangalore), dopo che almeno 55 operai hanno dovuto essere trattati in ospedale per eccessiva esposizione alle radiazioni. L’impianto di Kaiga è considerato ad “alta sicurezza” e le autorità  indiane pensano che la perdita potrebbe essere stata “causata deliberatamente”. La fuoriuscita di materiale radioattivo, hann o specificato gli inquirenti, non ha interessato né l’ambiente né la popolazione della zona.

    27 agosto 2010 Aleksandrovsk, RUSSIA Secondo il Barents Observer, ci sarebbe un aumento del livello di radiazioni dopo l’incendio che si è sviluppato in un cantiere navale russo nella penisola di Kola implicato nella demolizione di materiale militare nucleare e rifiuti radioattivi. I norvegesi lamentano il fatto di non essere stati avvisati dai russi dell’incidente che è scoppiato il 27 agosto nel cantiere 10 in Aleksandrovsk, precedentemente conosciuto come Polyarny, e che ci sono volute circa due ore per domare l’incendio, almeno a leggere quel che scrive il giornale Novaya Gazeta. Non ci sarebbero feriti, ma nessuno sa quali danni siano stati fatti dal fuoco che ha distrutto terminal di arrivo dei fusti radioattivi destinati allo smaltimento.

    25 ottobre 2010 USA FIUME Mohawk. Il Department of environmental conservation (Dec) Usa ha reso noto che ad ottobre almeno 640 galloni di acque reflue contaminate fuoriuscite dal Knolls atomic power laboratory sono finite attraverso uno scarico nel fiume Mohawk. L’acqua contaminata conteneva cesio 137, stronzio 90, uranio e plutonio e il Dec ha spiegato che è finita nel fiume per lo straripamento di un canale sotterraneo drenante.
    11 marzo 2011 Onagawa Giappone centrale nucleare in fiamme. Continua a salire il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito il Giappone, arrivato a 32. Ma in questo momento l’emergenza più pressante è quella nucleare. Nonostante quattro centrali siano state chiuse c’è un principio di incendio in quella di Onagawa, nella prefettura di Miyag. Il problema maggiore è che non c’è abbastanza elettricità  per raffreddare i noccioli delle centrali, che si stanno rapidamente surriscaldando in quanto il terremoto ha messo fuori uso gli impianti di raffreddamento. Per ora non ci sono segnalazioni di perdite di materiali radiattivi, ma il Primo Ministro Naoto Kan ha lanciato un allarme nucleare, confermato dall’Agenzia atomica dell’Onu
    12 marzo 2011, disastro di Fukushima Dai-ichi (Giappone). Ultima, solo in ordine cronologico, la catastrofe di Fukushima, provocata dal terremoto del Tōhoku dello scorso marzo e non ancora arginata. In un primo momento l’incidente era stato classificato al livello 4 della scala INES, poi al 5 e infine, considerando l’insieme dell’evento, al grado 7. Gli impianti coinvolti sono quelli di Fukushima Dai-ichi, Fukushima Dai-ni, Onagawa, Tokai e il Centro di riprocessamento di Rokkasho, ma a destare maggiore preoccupazione è il primo, in particolare il reattore 4. L’edificio di quest’ultimo, infatti, è quello maggiormente danneggiato dalle esplosioni di idrogeno e qui sono a rischio fusione non le barre di combustibile all’interno del Vessel, bensì quelle stoccate nelle vasche del combustibile esausto, dunque collocate al di fuori della struttura di contenimento primaria del reattore. La concomitanza dei danni comportati dal sisma e dallo tsunami e dell’incidente nucleare rende ancora difficile determinare l’entità della catastrofe e le conseguenze che essa avrà, non solo in Giappone, ma anche a livello planetario. Anni seguenti : dalla centrale di Fukushima Dai-ichi (Giappone) continuano le segnalazioni di incidenti e rilasci radioattivi in mare.

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     Video correlato – link 1 – I tumori più diffusi                                              

    Speciale Medicina Amica – ll Metodo Di Bella: i tumori più diffusi

    Induzione tumorale della chemio - Di Bella

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     Video allegato – link 2 – Cause scatenanti i tumori                                   

    Speciale Medicina Amica – ll Metodo Di Bella: Cause scatenanti i tumori

    Metodo di bella - 4 cause scatenanti i tumori

    Speciale Medicina Amica – ll Metodo Di Bella: Cause scatenanti i tumori

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  • Italia Occupata e Colonialismo Usa: il Segreto dei Segreti

    Italia Occupata e Colonialismo Usa: il Segreto dei Segreti

    Mercoledì,  Ottobre 30th/ 2013

     di Gianni Lannes da sulatestagiannilannes.blogspot.it 

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

    Roma, Italia, Usa, Washington, Colonialismo, Colonia, Trattato di pace, Bia, Accordo segreto USA-Italia del 20 Ottobre 1954, Shell Agreement, Convenzione d’Armistizio, Accordo segreto ‘Stone Ax’, 2004 Statistical Compendium on Allied Contributions to the Common Defense, Massoneria, Capodichino, Aviano, Pordenone, Camp Derby, Livorno, Gaeta, Latina, base dell'Isola della Maddalena, stazione navale di Sigonella, osservatorio di attività solare in San Vito dei Normanni, Vicenza e Longare, Bombe atomiche,  strategia della tensione, le BR, le trame nere, Gladio, le stragi di Mafia, Mani Pulite, operazioni di extraordinary rendition, Africa Command, Sistema della Doppia Chiave, Giuseppe Pella, Il Segreto dei Segreti, Una Nazione Occupata, il terrorismo islamico

     

    Italia Occupata dalle Forze Armate Usa.

    Che sta succedendo? 

    Italia: una colonia Usa dal '43. Il Segreto dei Segreti

    ►Tutti gli altri “segreti” (la “strategia della tensione”, le BR,

    le “trame nere”, Gladio, le “stragi di Mafia”, “Mani Pulite”,

    il “terrorismo islamico”… sono una conseguenza di ciò

    Gli accordi Segreti e i Trattati vergogna che suggellano

    il piano coloniale Usa in Italia

     

    di Gianni Lannes

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

    Italia - nazione Occupata - Colonia Usa

     Per chi avesse ancora dubbi… Siamo una colonia Usa: ecco le prove      

    Roma – Per verificare se l’Italia è o non è una colonia USA, chiedete (ai parlamentari e governativi) informazioni dettagliate relative ai seguenti accordi segreti: 1) le clausole segrete della ‘Convenzione d’Armistizio’ del 3 Settembre 1943; 2)  le clausole segrete del ‘Trattato di pace’ imposto all’Italia, il 10 Febbraio del 1947 (Parigi); 3)  le clausole segrete del ‘Trattato NATO’ firmato a Washington il 4 Aprile 1949, ed entrato in vigore il 1 Agosto 1949; 4) il ‘Bilateral Infrastructure Agreement’ (BIA) o ‘Accordo segreto USA-Italia’ del 20 Ottobre 1954 (Accordo firmato dal Ministro Scelba e l’Ambasciatrice statunitense Clare Booth Luce, e mai sottoposto alla verifica, né alla ratifica del Parlamento); 5)  il Trattato Italia-NATO, firmato a Parigi il 26 Luglio 1961 (reso operativo con Decreto del Presidente della Repubblica No. 2083, del 18 Settembre 1962); 6) l’Accordo bilaterale Italia-USA, firmato dal Governo Andreotti, il 16 Settembre 1972; 7) il ‘Memorandum d’intesa USA-Italia’ (Shell Agreement) del 2 Febbraio 1995; 8) l’Accordo segreto ‘Stone Ax’ (Ascia di Pietra), concluso inizialmente negli anni ‘50/’60 e rinnovato l’11 Settembre 2001. Ipoteca sulla democrazia. Si tratta di una flagrante negazione, violazione ed infrazione degli articoli 80 ed 87 della Costituzione repubblicana (stracciata dal Trattato di Lisbona entrato in vigore nel 2009) che prevedono rispettivamente la ratifica obbligatoria di ogni accordo internazionale, sia da parte del Parlamento che del Presidente della Repubblica.

     Lo sconcertante "Statistical Compendium on Allied Contributions"       

    Nell’ultimo rapporto ufficiale reso noto da Washington, ovvero: «2004 Statistical Compendium on Allied Contributions to the Common Defense»  alla pagina «B-10» c'è la scheda relativa all'Italia in cui si legge che il contributo annuale alla «difesa comune» versato dall'Italia agli Usa per le «spese di stazionamento» delle forze armate americane è pari a 366 milioni di dollari. Tre milioni, spiega il documento ufficiale, sono versati cash, mentre gli altri 363 milioni arrivano da una serie di facilitazioni che l'Italia concede all'alleato: si tratta (pagina II-5) di «affitti gratuiti, riduzioni fiscali varie e costi dei servizi ridotti». Nel caso del centinaio e passa di basi americane (coperte dallo status Nato), il 41 per cento dei costi totali di stazionamento sono a carico del Governo italiano, ovvero degli ignari contribuenti che lavorano veramente: il dato è riportato alla pagina B-10. Alla tabella di pagina E-4 sono invece messi a confronto gli alleati: più dell'Italia pagano solo Giappone e Germania. Inoltre in base agli accordi bilaterali capestro firmati da Italia e Usa nel 1995, se una base americana chiude, il nostro Governo deve indennizzare gli alleati per le «migliorie» apportate al territorio, con un ulteriore vincolo: se l'Italia intende usare in qualche modo il sito entro i primi tre anni dalla partenza degli americani, Washington riceverà un ulteriore rimborso.

     Le Basi… Secondo L'ex Ministro Parisi                                                              

    L'allora Ministro della difesa Arturo Parisi ebbe a dichiarare, alla Camera dei Deputati, il 19 settembre 2006, che esistono ufficialmente otto basi Usa in Italia disciplinate sulla base accordi bilaterali Italia-Usa. Secondo una precisazione pubblicata dagli autori della prassi italiana diritto internazionale nell'Italian Yearbook of international Law, le otto basi (o meglio basi e infrastrutture) degli Stati Uniti in Italia sarebbero le seguenti: a) aeroporto di Capodichino (attività di supporto navale) b) aeroporto di Aviano, Pordenone (31o stormo e 61° gruppo di supporto regionale; c) Camp Derby (Livorno); d) la base di Gaeta, Latina; e) la base dell'Isola della Maddalena (disattivata senza bonifica dall’inquinamento nucleare nel 2008, ndr; f) la stazione navale di Sigonella; g) l'osservatorio di attività solare in San Vito dei Normanni; h) una presenza in Vicenza e Longare.

    Italia - nazione Occupata - Colonia Usa

     L'Accordo Ombrello – Lo Status delle Basi Usa in Italia                               

    Il trattato fondamentale che disciplina lo status delle basi americane in Italia è l'accordo bilaterale sulle infrastrutture (Bia), stipulato tra Italia e Stati Uniti il 20 ottobre 1954. Tale atto, noto agli specialisti come «accordo ombrello», non è mai stato pubblicato. Secondo un autorevole commentatore, esso fu firmato dall'allora Ministro italiano degli esteri (Giuseppe Pella) e dall'ambasciatrice Usa in Italia (Clara Booth Luce). Si tratta quindi di un accordo in forma semplificata che stabilisce, tra l'altro, il tetto massimo delle forze Usa che possono stazionare in Italia. Quanto alle armi convenzionali, proibite da trattati ratificati dall'Italia ma non dagli Stati Uniti, dovrebbe essere chiarito, come politica generale, che queste non possono essere detenute in basi americane in Italia. Studi di ricerca specializzati hanno affermato che pur considerando le basi americane come una bilateralizzazione dell'articolo 3 del Trattato Nato, bisognerebbe affermare che la base dovrebbe essere usata per scopi strettamente difensivi, cioè qualora l'Italia o altro membro dell'Alleanza sia oggetto di un attacco armato.  Ma il reale uso della base smentisce questo assunto. Il concetto di sicurezza si è ampliato e la Nato ha ormai intrapreso una serie di missioni, ovvero la guerra, che vanno ben oltre la nozione di legittima difesa contro un attacco armato.  Un uso delle basi per fini diversi da quelli stabiliti dal trattato, sia come missioni ex articolo 5 sia come missioni non-articolo 5 non dovrebbe essere consentito. Anche tale assunto, però, viene smentito dalla prassi. Durante il conflitto iracheno, la base di Vicenza fu usata, avendo l'Italia aderito ad una politica di non-belligeranza. Questa è prevedibile se si hanno basi straniere sul territorio nazionale, poiché la neutralità perfetta, che comporterebbe l'internamento di uomini e materiali, non può essere mantenuta.

     "Extraordinary Rendition" e Violazione del Diritto Internazionale          

    Da un rapporto del Consiglio d'Europa si apprende che la base di Aviano e quella di Ramstein (Germania) sarebbero state usate per operazioni di extraordinary rendition. L'individuo catturato sarebbe stato poi consegnato all’Egitto e sottoposto a tortura. L'arresto di individui con procedure extragiudiziali è procedura in violazione del diritto internazionale e costituisce un trattamento inumano e degradante – aggravato, a quanto sembra, dalla successiva sottoposizione a tortura dell'individuo. Ovviamente l'extraordinary rendition non rientra tra gli usi consentiti della base. Si tratta di un uso in violazione del diritto internazionale, la cui illiceità non è superabile neppure qualora lo stato territoriale abbia acconsentito all'operazione. All'interno di questo scenario di palese occupazione gli Stati Uniti detengono 90 bombe nucleari in Italia, così come confermato dai rapporti ufficiali dell’Us Air Force: 50 ad Aviano (Pordenone) e 40 a Ghedi Torre (Brescia). Altre circa 400 sono dislocate in Germania, Gran Bretagna, Turchia, Belgio e Olanda. Sono bombe tattiche B-61 in tre versioni, la cui potenza va da 45 a 170 kiloton (13 volte maggiore di quella della bomba di Hiroshima).

     Il Sistema della Doppia Chiave                                                                              

    L'Italia per eludere gli obblighi derivanti dal Trattato di non proliferazione con la presenza di armi atomiche ricorre al sistema della «doppia chiave». Le armi nucleari restano in possesso degli Stati Uniti e sotto il suo stretto controllo. Solo gli Usa potranno decidere se ricorrere all'arma nucleare. Tuttavia l'uso è consentito solo dopo autorizzazione dello stato territoriale, cioè dell'Italia. In questo modo solo formalmente l'Italia non esercita alcun controllo sulle testate nucleari Usa e quindi la loro presenza non è incompatibile con il Tnp. Tuttavia, non sono pubblici i dettagli del sistema connesso alla doppia chiave. Le bombe nucleari tattiche sono alloggiate in particolari hangar insieme ai caccia pronti per l'attacco nucleare: tra questi, i tornado italiani che sono armati con 40 bombe nucleari (quelle tenute a Ghedi Torre). A tal fine, rivela il rapporto, piloti italiani vengono addestrati all'uso delle bombe nucleari nei poligoni di Capo Frasca (Oristano) e Maniago II (Pordenone). Questo fatto viene confermato ufficialmente, per la prima volta, nel Nuclear Posture Review 2010, dove si attesta che «i membri non nucleari della Nato posseggono aerei specificamente configurati, capaci di trasportare armi nucleari». 

     Il Dibattito sul ritiro delle armi nucleari tattiche Usa dall'Europa            

    Il 26 febbraio 2010 i Ministri degli affari esteri di Germania, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Norvegia hanno inviato una lettera al Segretario generale della Nato per richiedere l'apertura di un dibattito, già nel corso della conferenza dei Ministri degli affari esteri dell'Alleanza atlantica del 22 aprile 2010 a Tallin in Estonia, sul ritiro delle armi nucleari tattiche statunitensi presenti sul territorio europeo.

    Italia, Usa, Basi Usa Nato, Nazione occupata

     La Revisione del Trattato di non proliferazione nucleare                            

    Il 28 maggio 2010, dopo quasi un mese di lavori, si è conclusa a New York la conferenza quinquennale di revisione del trattato di non proliferazione nucleare: i 189 Paesi membri hanno approvato un documento finale di 28 pagine nel quale si dettagliano i passi successivi nella strada verso il disarmo globale. In sostanza le cinque potenze nucleari riconosciute (Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Francia e Cina) si impegnano ad accelerare la riduzione degli arsenali, a diminuire l'importanza strategica delle armi nucleari e a presentare un rapporto sui progressi di tali iniziative nel 2014. Inoltre, viene indetta per il 2012 una Conferenza internazionale «per la denuclearizzazione del Medio Oriente» e l'eliminazione dalla regione di altre armi di distruzione di massa.

     Un Trattato Discriminatorio                                                                                   

    La risoluzione numero 1887, adottata nel mese di settembre 2009 dal Consiglio di sicurezza dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), prefigura un mondo senza armi atomiche, esortando i Paesi a rafforzare il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). Il documento «chiede a tutti gli Stati che non fanno parte del Tnp di entrare nel Trattato come Stati non nucleari, in modo da raggiungere l'universalità in una data prossima». Il primo pilastro del Tnp è il disarmo nucleare: ma si tratta di un Trattato discriminatorio, in quanto alcuni Paesi, i cinque che avevano effettuato un test nucleare prima del gennaio 1967 e che sono anche i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU, sono autorizzati a possedere le armi nucleari, mentre ciò è interdetto agli altri Paesi aderenti al Trattato, che sono perciò definiti «Paesi non nucleari» nel Trattato stesso. Il secondo pilastro è la non proliferazione: a nessun Paese membro del Trattato è consentito trasferire o ricevere armi o esplosivi nucleari o parti di essi. Nessun Paese nucleare – sulla carta – può fornire assistenza per la costruzione di esplosivi nucleari a Paesi non nucleari, né affidare il controllo diretto o indiretto di armi nucleari a Paesi non nucleari. Inoltre, tutti i Paesi non nucleari devono concordare con l'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA) di Vienna le procedure di controllo delle proprie attività nucleari pacifiche. In questo scenario il Governo di coalizione tedesca ha elaborato la proposta di rimuovere le armi atomiche attualmente esistenti in Germania. Ad assumere la leadership per l'eliminazione delle armi nucleari in Europa sono poi stati i Paesi del Benelux, primo fra tutti il Belgio, sostenuti dalla Norvegia, che tuttavia non ospita armi nucleari sul suo territorio. Anche l'Olanda ha avviato un dibattito in merito. La Corte internazionale di giustizia, nel parere del 1996 sulle armi nucleari, ha affermato che il loro uso è contrario al diritto internazionale umanitario.

     Italia-Usa – Una palese anomalia che va contro il TNP                                 

    L’Italia ha ratificato tutti i più importanti strumenti di diritto umanitario, ma, avendo sul proprio suolo armamenti nucleari, è stata costretta a effettuare una dichiarazione secondo cui il protocollo addizionale alle Convenzioni di Ginevra non si applica alle armi nucleari. Il parere della Corte internazionale di giustizia, inoltre, ha confermato che il possesso delle armi nucleari e la stessa deterrenza nucleare non sono contrari al diritto internazionale. Il parere in questione, però, ha stabilito che l'uso dell'arma nucleare è sottoposto alle regole del diritto internazionale umanitario. L'Italia dovrebbe pertanto ritirare la riserva interpretativa al I Protocollo addizionale alle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949, che stabilisce che il I Protocollo non si applica alle armi nucleari. Inoltre c'è l'obbligo di uno Stato non nucleare, membro del Tnp, di non possedere o ricevere armi nucleari. Per aggirare l'ostacolo è stato escogitato il sistema per cui l'ordigno nucleare può essere impiegato dallo Stato nucleare, purché non vi sia l'opposizione dello Stato non nucleare sul cui territorio le armi sono stanziate rischiando di andare contro lo scopo e l'oggetto del Tnp.

     L'Italia e la folle "riallocazione" dell'arsenale Usa in Europa                      

    Durante il vertice di Lisbona ( novembre 2010) Italia e Turchia hanno accettato una riallocazione dell'arsenale europeo concentrandolo sul proprio territorio e precisamente nelle basi sotto controllo degli Usa di Aviano in Italia e Incirlik in Turchia. Risultano, inoltre, oltre ad Augusta e Napoli, altri nove porti italiani in cui vengono periodicamente ospitati sottomarini o unità navali a propulsione nucleare (Brindisi, Cagliari, Castellammare di Stabia, Gaeta, La Maddalena, La Spezia, Livorno, Taranto e Trieste). In Sicilia si sono verificati alcuni incidenti nucleari mantenuti segreti, provocati da mezzi delle forze armate USA di stanza a Sigonella. Le conseguenze da allora hanno provocato leucemie fulminanti nei bambini. Nonostante sia stata depositata una documentata denuncia nel 2006 alla Procura della Repubblica di Siracusa, non è stato adottato alcun provvedimento di bonifica per salvare la vita di chi si affaccia alla vita, né tantomeno si è fatta giustizia.

     Invasi – Oltre 100 Basi e Installazioni Usa-Nato                                              

    E’ altresì di dominio pubblico la presenza di oltre 100 basi ed installazioni logistiche e militari USA e NATO che, dal 1945, occupano parcelle importanti del nostro territorio nazionale con statuto extra-territoriale. Da documenti ufficiali USA emerge che Washington considera l'Italia «una piattaforma strategica unica per le truppe Usa, permettendoci di raggiungere facilmente le aree turbolente del Medio Oriente, dell'Europa orientale e dell'Africa. E con Africom sarà partner ancora più significativo della nostra proiezione di forza». (Africom sta per Africa Command che è il comando responsabile delle operazioni militari americane in Africa che a fine 2009 si è insediato a Vicenza). 

     Repubblichetta di Facciata                                                                                      

    La Repubblica Italiana non è certo ‘cosa nostra’… perché se davvero fosse nostra, ovvero di cittadine e cittadini italiani, non si fonderebbe sui “segreti”. “Segreti” su questioni fondamentali, la cui esistenza configura una repubblichetta di facciata, sostanzialmente appunto ‘cosa loro’. “Loro” sono ovviamente gli Stati Uniti d’America, che nel lontano 1943-45 hanno effettuato la conquista dell’Italia aiutati dalla mafia e dalla massoneria (come nel 1860 con Garibaldi e i Savoia), eufemisticamente chiamata “Liberazione”. “Liberazione” da noi stessi, tant’è vero che dopo oltre 70 anni non se ne sono più andati. Potevano farlo dopo la fine dell’URSS, visto che il “problema” era il comunismo, ma non l’hanno fatto. L’Italia è, infatti, ‘cosa loro’, anche se il popolo italiano non lo deve percepire assolutamente.

     Il Segreto dei Segreti                                                                                                 

    Questo è il “segreto dei segreti” – altrimenti definibile la “madre di tutte le menzogne” – della “Repubblica Italiana delle banane”. Tutti gli altri “segreti” (la “strategia della tensione”, le BR, le “trame nere”, Gladio, le “stragi di Mafia”, “Mani Pulite”, il “terrorismo islamico”eccetera) sono una conseguenza logica del “segreto dei segreti”. Pretendere la verità su questo punto non è una cosa “di destra”, “di centro” o “di sinistra”. È semplicemente una cosa sensata, da “patrioti”, se la parola “patria” non avesse assunto per i più  un significato distorsivo. Senza contare i comandi  di intelligence dipendenti dalla National Security Agency.  

     Una Nazione Occupata                                                                                            

    Vi pare poco? Vogliamo ancora parlare di “Repubblica Italiana”? La “Repubblica Italiana” non è quello che sembra: l’Italia è una nazione occupata.  In questa tragica situazione, pensare di risolvere qualsiasi problema soltanto con le parole o con le petizioni è semplicemente folle. Strategia: occorrono azioni politiche, forti, decisive e determinate. Se esiste realmente come entità politica, va liberata tutta l’Europa da questa colonizzazione alienante. La soluzione risponde al nome di autodeterminazione dei popoli.

    di Gianni Lannes

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

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    Italia? Un Arsenale Atomico, al servizio dei Padroni USA

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    – di Sergio Basile –

    Italia,Usa, Bombe atomiche, Base NATO di Aviano, Base NATO di Ghedi, Hiroshima, Anniversario dello sgancio della bamba atomica, Le Rivelazioni del Guardian, Giapiria e Medioriente, Imperialismo USA e sionismo, Ue, Silenzio dell'Unione europea, John Ross, Little Boy, Bruciamo i libri di storia, Menzogne di stato, F-35, Seconda Guerra Mondiale 

    Italia? Un Arsenale Atomico, al servizio

    dei padroni USA

    Altro che  denuclearizzazione! 70 bombe atomiche Usa

    occultate nelle basi di Aviano e Ghedi

    Le rivelazioni del Guardian – Il complice silenzio dei

    "politici" italiani ed europeisti

     

    di Sergio Basile 

    Italia, Arsenale Atomico USA

      Verso la denuclearizzazione?                                                                                

    Hiroshima, Roma, Aviano, Ghedidi Sergio Basile – Il Giappone ed il mondo intero, come noto, lo scorso 6 Agosto 2013 hanno commemorato il il 68mo anniversario del bombardamento atomico della città di Hiroshima ad opera degli Stati Uniti i "difensori della Democrazia" e della "Primavera Mediorientale". La cerimonia è stata un'occasione – molto propagandata in Occidente – per rimarcare, la presunta eliminazione delle armi nucleari e la progressiva opera di denuclearizzazione in tutti i Paesi. Ma siamo davvero sicuri sia così? Beh amici, non lasciamoci fregare! La commemorazione, come qualcuno tra i nostri lettori ricorderà, toccò il suo momento cardine alle ore 8:16 locali (1:16 in Italia), orario dello sganciamento di Little Boy, costato centinaia di migliaia di vite umane. Alla cerimonia erano presenti – tra gli altri – l'alto rappresentante americano John Roos, insieme ai rappresentanti delle potenze nucleari occidentali: Regno Unito e  Francia tra tutte. Ma a pochi giorni dal toccante evento una notizia ci lascia sconvolti e basiti.

     Italia – Arsenale atomico USA                                                                                

    A rivelare la "bomba" è il Guardian, secondo il quale in Italia oggi sono “custodite” 70 atomiche Usa, delle quali addirittura 50 nella base Nato di Aviano e 20 a Ghedi (Bs). Ma dei misteriosi spostamenti nessuno si sarebbe mai accorto… Nessun media d'inchiesta, nessun altisonante nome della carta stampata, né a destra né a sinistra. Così, mentre l'italia s'interroga sul "cancro F-35", una minaccia ben più grave – e per certi versi correlata – incombe sulle nostre teste e si cela dietro gli italici altarini della politica. E così mentre il caso "Berlusconi" tiene banco, si scopre che il presunto nuovo "Risiko Mondiale" in un prossimo futuro potrebbe giocarsi proprio in casa nostra (magari, da e verso l'Africa e il Medioriente). Proprio in Italia, la colonia Italia, traviata dal finto ed ipocrita eterno alterco tra masso-mafia di sinistra e masso-mafia di destra e centro (sempre di masso-mafia-unita si tratta) e la sistematica distruzione di una Carta Costituzionale che in teoria ripudierebbe la guerra (Art.11). “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Ma il vero problema è che le masso-mafie al potere la adorano (la guerra) e la promuovono con ogni mezzo ed in ogni teatro come strumento privilegiato di ricchezza e controllo. Ma soprattutto come leva ideale per la distruzione di culture e situazioni scomode. Vedi Cristianesimo in Siria, Medioriente e Africa.

     Un unico comune linguaggio                                                                                  

    Intanto proprio mentre commentiamo questa disarmante notizia, il Pentagono (e non è un film alla 007) si appresta a stanziare 11 miliardi per ammodernare oltre 200 testate nucleari B61, trasformandole in “bombe atomiche intelligenti (teleguidate)” sganciabili  – e qui casca l'asino – anche dagli F-35. I discussi strumenti di guerra dei quali abbiamo ampliamente parlato in tutte le salse (vedi allegati). In aggiunta, nei giorni scorsi, il Senato Usa (ANSA) ha avanzato la richiesta di nuovi aeri-elicotteri da guerra a Sigonella. Per la cronaca, le atomiche conservate negli arsenali italiani avrebbero una potenza massima di 340 chilotoni (oltre 30 volte la bomba di Hiroshima). Ma Letta sembra per il momento non commentare questa chiarissima ed imbarazzante ulteriore testimonianza di schiavitù e subordinazione reale. Intellettuale prim'ancora che fisica. Neanche l'eurocasta filo-americanista e filo-sionista di Bruxelles – come ovvio – sembra fiatare.

    f35 - La polemica

     Riscriviamo la Storia e mandiamoli tutti al Diavolo                                        

    Forse sarebbe il caso di riscrivere tutti i libri di storia che i nostri poveri figli sono costretti ogni giorno ad imparare a memoria, mentre imparano il linguaggio degli schiavi, l'italiano: degradato da nobile lingua di poeti, santi e navigatori a sottoprodotto Usa, ai piedi dello stendardo Mc Donald's. Apriamo gli occhi! Mandiamoli al diavolo tutti e subito! La politica attuale (tutta) è espressione della nostra ignoranza e della nostra stupidità. Non cadiamo nel subdolo gioco del dualismo da prima pagina: esiste un solo grande partito in Italia, e parla un linguaggio americanista neocom. Un lingiaggio "colorato" di Nero, ma anche di Blu e Rosso (soprattutto rosso) al tempo stesso. diffidate da chi non ammette queste verità incontrovertibili: semplicemente perchè fa parte del sistema.

    Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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    Lunedì, Luglio 8th/ 2013 – L'Approfondimento di  C. Alessandro Mauceri – Enrico Letta,  Ministro della Difesa, Mario Mauro, F35, art. 1, comma 412, della legge 27 dicembre 2006, n.296, D.P.C.M. del 13 aprile 2007, spending review, Senato, Ministero dell'Istruzione, Ministero dell'Interno, Ministero della Giustizia, Ministero degli Esteri, “decreto del FARE”, presidente della Camera, Laura Boldrini, […]

    F35: Dispensatori di Morte

    F35: Dispensatori di Morte

    Martedì, Giugno 11st/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Caccia, Stati Uniti d’Europa, Stati Uniti d’America, Terrore e morte, Mediterraneo, Sicilia, Sardegna, Se vuoi la pace preparati alla guerra, Italia, Guerre di pace, Nato, Africa, Mondo arabo    Dibattito sugli F35: Dispensatori di Morte Torna in voga il vecchio motto romano ''Se vuoi la pace […]

    Shock Economy – Il Liberismo imposto con lo Shock e l’Economia del Disastro

    Shock Economy – Il Liberismo imposto con lo Shock e l’Economia del Disastro

    Mercoledì, Luglio 17th/ 2013 – di Sandro Diaz, Dissertazioni su "Shock Economy", di Naomi Klein –  – iniziativa di libero confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa –  Usa, Developmentalist, New deal, Roosevelt, Keynes, Crisi del 1929, FED, FMI, BCE, BM, industrializzazione protesa verso il mercato interno, sistema economico-sociale, John Maynard Keynes, liberismo selvaggio, Milton Friedman, New Deal, Developmentalism, teoria scientifica e infallibile, privatizzazione di […]

    Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman

    Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman

    Giovedì, Maggio 23rd/2013 – di Ulisse Scintu – Europa, Qui Europa, Unione Europea, Costituzione, Corte costituzionale, Ulisse Scintu, Stati Uniti D'America, high frequency trading, H.F.T., EHMS, economic hitman, corporatocrazia, strategia egemonica imperialista, EHEM, EHM, Otpor, NWO    Corporatocrazia Made in Usa – L'Altra Faccia del Nuovo Ordine Mondiale Utilizzo dell’High Frequency Trading e degli EHMs quali strumenti di accelerazione della strategia […]

    Visegrad, l’ultima Follia Ue: l’Esercito Comune contro i Disperati. Intanto in Polonia si Reclutano i Gorilla

    Visegrad, l’ultima Follia Ue: l’Esercito Comune contro i Disperati. Intanto in Polonia si Reclutano i Gorilla

    Sabato, Marzo 9th/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois – Visegrad, Eurogendfor, Esercito Sovranazionale, Proteste quotidiane, Dittatura Ue, Crimini contro l'umanità, Manifestazioni sistematiche, Sentimenti comuni di esasperazione, Strateghi della tensione, Polonia, Francois Hollande, Angela Merkel, Gruppo Visegard, Battaglione Speciale, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Manganellate ai disperati, Lao Tzu, Pravda,  Follia Ue: l'Esercito Comune contro […]

    MES ed Eurogendfor – The End

    MES – The End

    Giovedì 28th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Mes / Fondo Salva Stati / Italia / crisi / disinformazione / economia / debito pubblico / Bce / Trattato di Lisbona / Luglio 2012 / Congresso direttivo del Fondo / capitale sociale / morte del welfare / dittatura  […]

    Suicidio Intellettuale – Speciale su NWO, Scie Chimiche, Gatekeepers e Verità Artefatta

    Suicidio Intellettuale – Speciale su NWO, Scie Chimiche, Gatekeepers e Verità Artefatta

    Venerdì, Agosto 9th/ 2013 – Speciale – di Giacomo Davino e Sergio Basile – Italia, Scie Chimiche, geo-ingegneria satanica, Beppe Grillo, Paolo Barnard, David Icke, Marco Travaglio, Giulietto Chiesa, Marco Pannella, Teoria della Decrescita Felice, Balla del Riscaldamento Globale, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Mikhail Gorbachev, Catanzaro, Convegno, Gatekeeper, Falsi Profeti, Metalli pesanti, Modificazione del DNA […]

    24 Settembre 2013, Tutti a Roma – 1°Manifestazione Nazionale per fermare le Mafio-Banche

    24 Settembre 2013, Tutti a Roma – 1°Manifestazione Nazionale per fermare le Mafio-Banche

    Sabato, Luglio 27th/ 2013 – di Daniele Di Luciano –  Roma, Italia, Piazza Cavour, Corte di Cassazione, Criminalità Economico-Finanziaria, Giudiziaria, poteri occulti di stampo lobbystico-massonico, strapotere dei poteri finanziari, Islanda, massoneria, banchieri, debito illegittimo, espropriazione di massa, Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Cipro, Islanda, mafie, leggi ad personam, Aziende, Famiglie, Papa Francesco, Mayer Anselm Rothschild, Sindona, Banco Ambrosiano, IOR, Parmalat, Antonveneta, BNL-Unipol, Monte dei Paschi, Banco Desio, Banca […]

    Irlanda – “Obama Criminale di Guerra” l’attacco di Clare Daly. Star si mobilitano per la Pace

    Irlanda – “Obama Criminale di Guerra”  l’attacco di Clare Daly. Star si mobilitano per la Pace

    Giovedì, Luglio 18th/ 2013 – Sergio Basile e Redazione Qui Europa – Siria, Appello per la Pace, Rafa Nadal, Paul Gasol, Juanes, Miguel Bosé, Alejandro Sanz, Eva Longoria, Paulina Rubio, Juan Luis Guerra, Amaia Montero, Daniel Martin, Clare Daly, Damasco, Aleppo, Pace, Barack Obama, Diritto alla Pace, G8, Irlanda, Enda Kenny, Redazione Qui Europa, Avvocati musulmani […]

    Usa, Europa, Medioriente, Africa – non si placano i fermenti di protesta. Ma sappiamo davvero tutto?

    Usa, Europa, Medioriente, Africa – non si placano i fermenti di protesta. Ma sappiamo davvero tutto?

    Mercoledì, Luglio 17th/ 2013 – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Mubarak, Mohamed Morsi, Rivoluzione dei Gelsomini, Ben Ali, Rojoy, Plamen Oresharski, Homo politicus, Luciano Canfora, Brežnev, Avaaz, otpor, Milosevic, Occupy Wall Street, Nuovo Ordine Mondiale, Alessandro Mauceri, Sergio Basile, Europa, Medioriente, Osservatorio Qui Europa, Panorama  Usa, Europa, Medioriente, Africa – non si placano […]