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  • L’Europa s’infiamma – Europeisti ed Euroscettici ai Ferri Corti

    L’Europa s’infiamma – Europeisti ed Euroscettici ai Ferri Corti

    Lunedì, Marzo 18th/ 2013 

    –  di Sergio Basile 

    L'Europa s'Infiamma: Europeisti ed Euroscettici ai Ferri Corti , BCE, Banca Centrale Europea, Troika, Mario Draghi, Viktor Orban, Pigs, Bruxelles, Martin Schultz, Gianni Pittella, Bollettino mensile BCE, Ue, Parlamento europeo, Manuel Barroso, Gianni Pittella, Herman Van Rompuy, Road-map èer l'Europa Unità, Stati Uniti d'Europa, Smantellamento degli stati nazionali, Ungheria, Sovranità Nazionale, Bilderberg Club, Trilateral Commission, Retorica europeista, Porcellum all'italiana, Unione fiscale, Roma, Budapest, Italia 

    La BCE detta le Condizioni per l'Euro-Gabbia,

    gli Stati Uniti d'Europa. L'Ungheria non ci sta

    Il libro di Pittella e l'accentramento comunitario nella

    Road-Map di Van Rompuy

    Intanto Bruxelles minaccia Budapest e l'antieuropeista Orban

     

    di Sergio Basile 

    Orban e la Sfida all'Europa delle Lobby
    Francoforte, Roma, Budapest, Bruxelles – In Europa si affilano le "armi"! Secondo Mario Draghi, tornato nelle scorse ore ad impartire lezioni ai 27 Paesi partner Ue (28 con l'imminente ingresso della Croazia) "le economie dell'Eurozona dovrebbero vedere una graduale ripresa nel secondo semestre, tranne… rischi al ribasso". Ma la cosiddetta (e – aggiungiamo – fantascientifica) "ripresa" secondo il tecnocrate italiano dovrebbe essere subordinata "all'attuazione delle riforme strutturali''. In parole povere, come dichiarato dallo stesso Draghi nel bollettino mensile della BCE, essa dipenderebbe (in positivo) dalla definitiva svendita da parte dei Pigs (i cosiddetti maiali d'Europa) dei tesori di famiglia. Ma che strano! Niente ripresa dunque, senza le "riforme" che ci imporrà la dittatoriale Troika (Ue, BCE e Fmi). Eppure in Europa crescono i leader a non pensarla più così! Evidentemente la coscienza critica dei popoli sta superando l'omertà mediatica!  Vedi Ungheria, vedi Irlanda. Gli euroscettici stanno aprendo gli occhi ai cosiddetti "europeisti".
     
     Europa – Una Partita Truccata  
     
    Ma è paradossale notare, sull'altro fronte dell' "impero" – quello belga – come nelle scorse ore dai dorati palazzi del potere di Bruxelles siano piovuti curiosi moniti contro i "mali della finanza". Ma più che di pioggia, dovremmo parlare di dolci ed accomodanti fiocchi di neve! Ma d'altronde il quadro è ben chiaro a tutti: una politica succube dei poteri forti in panchina a guardare la partita (truccata) e la finanza e le banche a giocare un match dal risultato più che scontato. Infine sugli spalti il pubblico (rumoroso e pagante). Ad arbitrare il tutto l'Ue di Manuel Barroso, Herman Van e Mario Draghi. Quarto "uomo" Angela Merkel! Fuori dallo stadio pronti gli speculatori finanziari (tori, orsi e amici del rating) con scommesse facili a portata di mano. Quando si dice.. la trasparenza!
     
     La Risposta "Europeista" di Gianni Pittella 
     
    Intanto, i tentativi di distogliere dall'euro-cancro e di imbonire il "pubblico scontento e pagante" non mancano neppure al di là del Tevere. Anzi si moltiplicano a vista d'occhio! Segno evidente della debolezza dell'euro-casta "liberista" e camaleontica. Nelle score ore, infatti, l'eurodeputato Gianni Pittella  (primo vice-presidente italiano dell'Eurocamera) ha presentato il suo nuovo saggio (rigorosamente "europeista") titolato "Breve storia del futuro degli Stati Uniti d'Europa", quasi a voler convincere o dissuadere milioni di europei ed Italiani – sull'orlo dell'esplosione nervosa e fisica – che questa Euro-gabbia possa e debba avere un futuro! Inquietante! Secondo Pittella – è questo il messaggio di fondo del libro – "l'Europa non si trascinerà più sui binari decisi di fatto dalla Germania di Angel Merkel, e non sarà solo un'Unione fiscale e monetaria ma un vero e proprio Stato federale, capace di emettere Eurobond attraverso un Tesoro federale e di farsi promotrice di una seria riforma del sistema monetario internazionale".
     
     Il solito linguaggio debitocratico 
     
    Ma a ben vedere, è proprio questo che ci preoccupa! Perchè proporre debitocratici eurobond (continuando sull'infame strada dello scoppio pilotato del debito pubblico nazionale) e la definitiva distruzione (smantellamento) degli stati nazionali? In Favore di chi e di cosa? Beh, la risposta per i lettori affezionati di "Qui Europa" è ben nota: in favore di lobby bancarie, multinazionali e occulte élite! E' questo il sogno europeo? No Grazie! Ne facciamo volentieri a meno. E poi ci chiediamo: come si può ancora scimmiottare il modello Usa, dopo il miserevole crollo del sogno americano? Pittella sembra avere piena fiducia nel presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy e nella sua road-map per l'Europa "unita", o meglio per la liberticida integrazione finale politica, economica e finanziaria.
     
     Dietro la Retorica Europeista 
     
    Ma Van Rompuy – ci chiediamo – non è lo stesso denunciato per crimini contro l'umanità (assieme agli altri autorevoli membri dell'eurocasta) da una coppia tedesca nel mese di Novembre scorso? Non è lo stesso personaggio fedele a Bilderberg Club e Trilateral Commission? Non è l'uomo vincitore del chiacchieratissimo "Premio Kalergi" 2012? Pare di si! Ma per Pittella ciò sembra non contare! La via indicata dal deputato europeo è chiara: ''per sconfiggere i mercati finanziari – ha dichiarato – c'e' bisogno di una democrazia forte che possa appoggiarsi sull'unica istituzione direttamente legittimata dai cittadini europei, il Parlamento europeo''. Peccato che lo stesso Parlamento europeo non sia stato capace in due anni di costringere la Commissione europea (l'esecutivo: il vero organo che conta nell'Ue, e rigorosamente "non eletto") a smantellare le agenzie di rating, riformando il sistema dei derivati e tappando il buco del debito. peccato davvero! E peccato che i membri dell'Europarlamento (organo senza alcun potere decisivo in materia legislativa) siano piazzati direttamente dai partiti, che influiscono in maniera assolutamente non trasparente e libera sulla condidatura degli stessi. Ma chi è a scegliere i deputati, il popolo, o i soliti "euro-porcellum all'italiana"? Rispondetevi da soli! 
     
     La Battaglia dell'Ungheria e le Minacce dell'Unione Europea 
     
    Per contro, dall'altra parte delle barricate non la pensa assolutamente così Viktor Orban, il "rivoluzionario" leader ungherese, che nell'ultimo anno a questa parte pare abbia maturato la seria intenzione di sbarrare il passo all'usura internazionale, lanciando proposte e riforme costituzionali di fuoco al fine di tutelate la sovranità nazionale e monetaria del suo Paese (vedi articoli in allegato). Ma lo scatto di orgoglio di Orban (una sorta – pare – di Chavez europeo) non è stato gradito da Bruxelles. ''Se la situazione è sufficientemente seria, e le infrazioni sono ugualmente serie, credo che allora dovrebbe essere lanciato un procedimento nel quadro dell'articolo 7' del Trattato Ue". Così ha sentenziato nelle ultime ore il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, durante l'ultimo vertice del Partito socialista europeo. Il tecnocrate tedesco ha dunque aperto la porta al'ennesima azione sanzionatoria contro Budapest, e ad una possibile estromissione dell'Ungheria dal potere di voto nel Consiglio Ue. Parole duramente contestate da Orban, secondo il quale le critiche mosse all'Ungheria sarebbero (come sono) completamente  ''prive di fondamento''. Evadere dall'euro-gabbia, amici, come vedete non è poi così semplice, ma neppur impossibile come qualcuno vorrebbe farci credere. Volere e potere! E' questa la vera battaglia cruciale dei popoli europei.
     
    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

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  • Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Venerdì, Giugno 15th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore /  Voto in Grecia /Ritorno alla dracma / Possibili scenari per l'Euro / Fondo Salva Stati / Speculazione internazionale / Disoccupazione / Indicatori economici europei pessimi / Cieca politica europeista / Bollettino mensile Bce / Mario Draghi Two Pack / Fondo di riscatto del Debito / Giorgio Napolitano / Fondo perla crescita / Bocciatura della Golden Rule / Bei / Banca Europea degli Investimenti / Cittadini europei consapevoli e stufi / Strasbismo di Monti e Napolitano / G20 / Eurovertice di fine giugno 

    Eurozona – Le prospettive del voto greco

    e lo strasbismo di Monti, Hollande

    e Napolitano

    Grecia al voto: Possibile ritorno alla Dracma e vittoria

    della sinistra radicale

    I ciechi moniti pro-euro di Schulz, Merkel e Napolitano 

    Il Bollettino Bce: malissimo tutti gli indicatori economici

    Eurozona – Prospettive e Strasbismo di un Europeismo Cieco

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Atene, Berlino, Parigi, Bruxelles – Mentre oggi alla Camera si vota sul cosiddetto "Decreto sviluppo" e sui "tagli ai ministeri", ieri nella Città Eterna è stato il giorno del mini-vertice europeo tra Mario Monti e Francoise Hollande, completamente incentrato e proteso a mantenere in vita un malato terminale chiamato euro, mentre la Grecia si prepara al voto che potrebbe sancire l'addio all'Eurozona. Parigi-Roma, dunque, inaugurano un nuovo asse pro-euro, con la benedizione di Re Giorgio Napolitano, invitato – tra l'altro – dal Presidente Hollande per fine anno all'Eliseo. Ma la parola decisiva sarà espressa nell'imminente vertice del Consiglio europeo di fine Giugno (28), ferma restando la non secondaria tappa che aspetta i leader europei e mondiali al prossimo G20 in programma in Messico. Tra i più entusiasti, ieri, dopo i tifosi italiani che al gol di Pirlo hanno praticamente fatto prendere un colpo al cuore al povero Monti, proprio nel bel mezzo del suo discorso di benvenuto all'amico Hollande – forse timoroso per un principio di rivoluzione a Palazzo Chigi – proprio Re Napolitano I, che ha commentato positivamente l'incontro franco-italiano, parlando di "occasione per la crescita e l'equità per l'intera Eurozona". Ma a ben vedere le parole di Napolitano erano intrise di un cieco europeismo strabico. 

     Giorgio Napolitano: come sempre fuori luogo!  

    D'altra parte non poteva essere alrimenti, per l'uomo grazie al quale l'Italia ha dovuto sorbire da Dicembre ad oggi la "dietetica cura Monti": e questo pur non essendo "grassa", ma anzi con qualche chilo in meno! Secondo Napolitano, infatti, questa "benedetta crescita" passerebbe per Two Pack e Fiscal Compact: ovvero per l'accentramento europeo di disciplina fiscale, pareggio ed unione di bilancio. Bella novità! E per fugare tutti i dubi e le incertezze, il caro "Re Giorgio Nazionale" ha messo in guardia la patria dai "pericoli del nazionalismo" – cioè dalla voglia esagerata dei popoli di abbandonare l'euro della discordia e della speculazione per far ritorno alle proprie valute nazionali: dracma, peseta, lira e via dicendo – che per Napolitano sarebbero "sempre in agguato". ma per adesso "l'agguato" è quello che l'Europa ha teso agli Europei. Ed a dirlo non sono i soliti antieuropeisti noiosi, ma addirittura un altro Re di quest'Europa allo sbando: nientepopodimenoché Mario Draghi, che dal bollettino mensile Bce, sull'economia dell'Eurozona reso noto nelle scorse ore, ha evidenziato come nel regno di sua maestà l'euro tutti gli indicatori economici vanno malissimo e la recessione ha ormai assunto proporzioni da codice rosso. Altro che nazionalismi, dunque,  caro Napolitano! Qui va a fondo la baracca con tutti i burattini: dipende ovviamente di quali burattini parliamo! 

     Le Misure concordate da Monti e Hollande  

    Tra le misure concordate tra Monti e Hollande – oltre agli eurobond' (vedi nota in basso) ed al già ammesso" Two Pack' (vedi nota in basso) – si è trovata un'intesa "facile" sul "Fondo Riscatto debito" e sul cosiddetto (che fantasia!) "Fondo per la Crescita". Il primo consiste nel sistema di conferire al Fondo Europeo di redenzione (European Redemption Found) la parte di "debito sovrano" (di debito fatto dai sottoscrittori per l'acquisto di titoli italiani e degli altri paesi Piigs) eccedente al 60% del rapporto Debito/Pil dei Paesi non sotto assistenza. Un qualcosa pari a 2.300 miliardi di euro, per capirci; La seconda misura concordata dalla copia italo-francese (Fondo per la Crescita) consiste nella creazione di un fondo tramite lo smobilizzo dell'1% del Pil europeo (cioè della ricchezza economica nazionale degli stati Ue) per ogni anno e per dieci anni. Tale smobilizzo sarà messo a disposizione (tanto per cambiare musica) di una banca: la BEI. La Banca Europea per gli Investimenti potrà infatti utilizzare il capitale smobilizzato (sottoforma di obbligazioni a progetto) per investimenti in infrastrutture. Permettete in merito 2 brevissime considerazioni:1) alla fine è sempre una banca – e posta nelle mani della stessa tecnocrazia europea che ha provocato con indifferenza o  premeditazione quresto eurodisastro) a gestire la ricchezza degli stati; 2) gestire obbligazioni per destinarle ad investimenti, in parole povere vuol dire creare nuovo debito da gettare sulle spalle degli europei, e d'altra parte togliere agli stati la capacità e la facoltà di investire per la propria economia (mandando al diavolo ogni politica di intervento kyenesiano per lo sviluppo) e regalare l'opportunità di creare le "cosiddette infrastrutture" (come magari la Tav della discordia) a ricchi speculatori privati che satellitano tra Bruxelles, Strasburgo, Berlino e Francoforte. Inoltre gli stati (accantonata la Golden Rule che addirittura mirava a considerare debito pubblico tutte le quote di fondi gestite dall'Europa) dovranno dettagliare le suddette spese per investimento che però gestirà l'eurocrazia, estromettendo gli stati, e pertanto i cittadini che non potranno mettere il becco su tali questioni, ma dovranno solo accollarsi il "peso" del debito. Complimenti per la genialata! 

     Il Default "controllato" degli stati e il "tiepido monito" di Schulz da Agorà 

    Secondo le ultime direttive concordate da Monti ed Hollande, nella giornata di ieri a Roma, inoltre i Paesi a rischio saranno assoggettati ad un vero e proprio commissariamento (come ai tempi della Russia di Stalin), chiamato col curioso nome di "tutela giuridica Ue". Gli interessi sui prestiti saranno "congelati" ed i crediti dovranno essere per statuto comunicati entro 2 mesi, se no si considereranno estinti. La pillola è stata ben indorata, ma la sostanza resta drammatica: si continuano a prendere misure "minori", "secondarie" quanto deleterie, anzichè bloccare la speculazione bancaria (ipotesi suggerita ieri – in diretta telefonica alla trasmissione Rai Agorà – dal presidente dell'Europarlamento Martin Schulz, poi contraddittoriamente – però – tornato a lodare le politiche recessive di Monti dimostrando una coerenza pari a zero. Non si fa nulla, in pratica, per  evitare di far speculare le banche sullo spread (cioè sui differenziali d'inetresse dei Paesi declassati dalle agenzie di rating, rispetto alla Germania)  ed evitando che le banche stesse rivendano al tasso (da usura) del 6% il danaro ricevuto in "regalo" dalla Bce (Mario Draghi) al modico tasso dell'1%, . 

     La minaccia – Dalla Gabbia dell'Eurozona è praticamente  vietato uscite: lo dicono i Trattati  

    Il Presidente del Parlamento europeo ha poi intimato il popolo greco – quasi come se esso fosse costretto in eterno in una gabbia sempre più asfissiante ed inviolabile – che uscire dall'euro (in vista dell'imminente voto per decidere su un eventuale ritorno alla dracma, sponsorizzato in tutte lre salse dalla sinistra radicale) è un'ipotesi impensabile. Secondo Schulz infatti "Non è ammesso uscire dall'Euro senza uscire dall'Ue (come dicevamo è dunque una prigione bella e buona!) e l'uscita dell'Ue è proibitiva e non conveniente per gli stati, secondo quanto previsto dallo stesso Trattato di Lisbona". Ma vorremmo ricordare al carissimo e contraddittorio Schulz che il Trattato di Lisbona resta pru sempre una mezza fregatura propinata ai popoli europei: infatti esso s'innalza a "costituzione" ma in realtà è un aborto di costituzione, un surrogato votato durante l'estate di qualche anno fa da un gruppo di leader europei, e dopo le cocenti bocciature dei referendum sulla nascta di una "Costituzione Europea" intervenute in paesi come Olanda, Francia e Irlanda. A testimonianza del fatto che i popoli credono poco in questo progetto di accentramento che facendo leva sull'instabilità cronica della moneta comune (o euro-disastro) vorrebbe propinarci quale risoluzione a questa crisi indotta dell'Eurozona un ancor più truce e deleterio accentramento di tutti i poteri statali nelle mani di un unico grande stato. Gli "antostorici" Stati Uniti d'Europa dominati da eurocrati non eletti ma chiamati per virtù sconosciute, quali Barroso, i suoi "super-commissari" e lo stesso capo del Consiglio Ue, lo "sconosciuto" signor Herman Van Rompuy, con personaggi come Monti a far da spendida cornice a tutto ciò.

     L'eco della Merkel da Berlino 

     Dal canto suo, Angela Merkel, malgrado le critiche piovute dalla stampa nazionale, dice più o meno le stesse cose di Monti e Hollande: non poteva essere razionalmente diverso. Il panzer tedesco, infatti, nella giornata di ieri – dal Parlamento tedesco – in occasione della presentazione del prossimo G20 che si terrà – come detto – in Messico, ha ribadito il concetto secondo il quale la cosiddetta crescita (che stando alle condizioni attuali è un qualcosa di impossibile ed è frutto di puro becero propagandismo populista) non può che andare di pari passo con il rigore di bilancio. Cioè ha detto in pratica – leggendo tra le righe – che (così come ribadito da Mario Monti) lo stato deve farsi da parte nello sviluppo dell'Europa, mentre i privati devono prendere il sopravvento: cioè la speculazione deve trionfare ed allargarsi a macchia d'olio, ed all'ennesima potenza.

     Cittadini stufi dell'effetto euro  

    Ma tornando ad analizzare il nodo di quest'Eurozona da quarto mondo, l'euro, dobbiamo ammettere con onestà intellettuasle che finora a ben vedere tutte le mosse dell'Ue sono state fallimenateri. Perchè dunque i cittadini dell'Unione dovrebbero continuare a fidarsi dell'Europa difesa a spada tratta da Monti, Napolitano, Merkel, Hollande, Schulz e dall'eurocasta che ne loda le distruttive gesta? Perchè continuare a dissanguare i popoli con inutili tasse che finiscono puntualmente nelle tasche dei banchieri e dei lobbisti. Finora 18 Eurosummit non sono valsi a nulla. Né tantomeno, stando alle anticipazioni rese note ieri, cambierà nulla nel prossimo vertice Ue del 28 Giugno. Ed i Greci lo sanno bene. Quasi 500 miliardi di euro sono stati spesi finora per arricchire gli speculatori  e gli acquirenti del debito ellenico. perchè dunque continuare a fidarsi delle ricette per mantenere in vita un euro-mostro a suon di nuovi debiti (MES, Project Bond, Eurobond) ed opportunità per lobbisti ultramiliardari vicini alla casta europea? La verità che Monti e Napolitano fanno finta di non comprendere ciò che invece i Greci, come gli Italiani e gli altri cittadini europei hanno compreso benissimo. I cittadini sono ormai arci stufi di queste politiche pro-eurozona e pro-euro: politiche che puntualmente si ripercuotono rovinosamente sulle spalle delle famiglie europee attarvero tasse, imposte, sacrifici rigoristi, nuovi debiti mascherati dall'ingegneria finanziaria (eurobond). E tutto ciò rispetto ad un "Debito Pubblico" che anziché diminuire (come promesso dal professore di Palazzo Chigi) aumenta ogni giorno a dismisura per la gioia dei banchieri e degli amici dei banchieri. Allora il voto greco potrebbe rappresentare davvero una svolta a questa ondata di euro-bugie.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

      Appendice tecnica – Parole chiave  

     Eurobond  

    Nel contesto della crisi economica dei debiti sovrani (cioè del debito pubblico degli stati europei) dei Paesi Ue rientranti nell'area monetaria dell'euro (17 stati su 27), a partire dalla estate 2011, il termine Eurobond (o Stability bond) è stato utilizzato per indicare l'ipotetica creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi facenti parte dell'Eurozona, da emettersi a cura di un'apposita agenzia Ue, la cui solvibilità sia garantita congiuntamente dagli stessi Paesi dell'eurozona. I detrattori di questi strumenti finanziari lamentano che atraverso gli eurobond non si faccia altro che creare nuovi debiti da immettere nel sistema economico e che in ultima istanza finiranno per pesare sugli stessi cittadini europei, senza risolvere il problema principale della crescita, che è legato allìeccessiva tassazione dovuta per pagare gli interessi bancari della speculazione.

     Two Pack  

    Proposta di conferire alla Commissione europea maggiori poteri decisionali sui bilanci nazionali. Manovra pericolosa in quanto potrebbe rappresentare un passo decisivo verso la creazione di una sorta di superstato con ingerenze sistematiche all'interno dei bilanci degli stati. Si tratta di un provvedimento ambiguo che potrebbe dare un potere enorme alla Commissione Barroso, che resta pur sempre una commissione di membri non eletti democraticamente ma nominati per chiamata diretta. Qui Europa auspica pertanto che non si vada avanti su questa strada.