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  • La Denuncia di Borghezio: La BCE potrebbe istituzionalizzare il Modello Cipriota.  Cipro è un Test

    La Denuncia di Borghezio: La BCE potrebbe istituzionalizzare il Modello Cipriota. Cipro è un Test

    Venerdì,  Aprile 12nd/ 2013 

    – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" 

        Bruxelles, Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato

    Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bce, Mario Draghi, Cipro, Modello Cipriota, Banche e Finanza, BRI, Banca dei regolamenti Internazionali, Financial Stability Board, Direttiva sulla Liquidazione Bancaria, FBS, BCE, Risparmiatori, espropriazioni, tranelli, Consiglio Ue, Test, Rivoluzioni, Espropri di Massa 

    La Denuncia di Borghezio: La BCE potrebbe

    istituzionalizzare il Modello Cipriota.

    Cipro è un Test

    I retroscena: Cipro è un test indispensabile per capire se

    l'esproprio di beni privati si possa fare senza

    provocare rivoluzioni;

    L'Inganno: La Direttiva sul "Modello Cipro" fu

    architettata ad hoc ed approvata già nel 2012 

     

    di Mario Borghezio, deputato al Parlamento Europeo

    BCE - CIPRUS

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     BCE / Banche e Finanza / Modello Cipro                                                              

    Bruxelles, francoforte – Alla conferenza stampa mensile della BCE il 4 aprile scorso, Mario Draghi si è alterato quando gli è stato ripetutamente chiesto se la confisca dei conti a Cipro rappresenti un modello per l'intera Eurozona. In effetti,  il testo della direttiva UE in esame al Parlamento Europeo prescrive esattamente ciò che è stato fatto a Cipro. Lo stesso Draghi ha sollecitato il Parlamento e il Consiglio UE ad approvare la direttiva ben prima della data pianificata, e cioè "già nel 2014". Il testo della "direttiva sulla liquidazione bancaria" riflette l'input del lavoro svolto dal Financial Stability Board sotto Draghi e della Banca per i Regolamenti Internazionali (che ospita il FSB): è come se recasse la firma di Mario Draghi, in veste di capo del FSB e della BCE.

      La Direttiva sul "Modello Cipro" – Architettaca ad hoc già nel 2012             

    La direttiva è stata presentata nel giugno 2012 e propone che i depositi non protetti (al di sopra dei 100 mila euro) potranno essere confiscati per salvare ("bail-in") le banche in difficoltà. Mentre afferma – in termini generali – che i depositi protetti non saranno inclusi nel capitale del "bail-in", essa ne esclude anche i derivati, se la loro inclusione minaccia la stabilità del sistema. Nella Sezione 5, Articolo 38, 3 della legge, si afferma che "Laddove le autorità applicano lo strumento del bail-in, esse possono escludere dall'applicazione dei poteri di conversione [in azioni] e di cancellazione l'esposizione in derivati che non rientra nell'ambito del punto (d) del paragrafo 2 [esposizione con scadenza originaria di meno di un mese], se tale esclusione è necessaria o idonea per raggiungere gli obiettivi specificati nei punti (a) e (b) dell'Articolo 26". Ma quali sono questi obiettivi? "Gli obiettivi della liquidazione. sono: (a) assicurare la continuità delle funzioni critiche; (b) evitare effetti negativi significativi sulla stabilità finanziaria, come ad esempio "impedire il contagio" (?), e mantenere la disciplina di mercato".In altre parole, qualora la cancellazione del debito finanziario minacci la stabilità del sistema, quel debito deve essere pagato – s'intende – con i soldi dei risparmiatori. Insomma, Cipro è un test indispensabile per capire se l'esproprio di beni privati si possa fare senza provocare rivoluzioni

    Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

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  • Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5  – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5 – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Lunedì, Novembre 5th/ 2012 

    – L'editoriale del Lunedì, di Sergio Basile e Silvia Laporta – 

    Schiavi di un Debito Illegale / Denaro e Banche / Segreti dei nuovi Padroni del Mondo /  Crisi eurozona / Le Confessioni di Sir Josiah Stamp / Denaro / Bibbia / Vangelo / Mammona / Francoforte / Bruxelles / Sistema Bancario / Società moderna / Gesù / Giuda / Tradimento per 30 danari / Missioni di Pace / Esportazione della democrazia / Età dei Diritti / Politically Correct / Sir Josiah Stamp / Banca d'Inghilterra /  Il Fine reale del denaro della società moderna / Federal Reserve / Bce / Banca Mondiale / Fondo Monetario Internazionale / Banca dei Regolamenti Internazionali / BRI /  Trilateral Commission / Bilderberg Club / Goldman Sachs / Banche speculative / Banche d'affari / Wall street / City of London / G20 / Messico / Terzo Mondo / Quarto Mondo/ Logge / Club Mondialisti / Usa / Africa / Nuovo ordine Mondiale / Classifiche sul Debito Pubblico / Pigs / Schiavi di un Debito Illegale / Fed / Federal Reserve / Bank of North Dakota / Wall Street / Bce / Mario Monti / Yale University / Beniamino Andreatta / Carlo Azeglio Ciampi / Silvia Laporta / Sergio Basile / Austerity / Signoraggio / Banca d'Inghilterra 

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5

    – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi

    Padroni del Mondo

    Sovranità Finanziaria e Sistema bancario:

    Le Confessioni di Sir Josiah Stamp e il lato

    oscuro e occulto della Crisi

    I casi Giappone, Norvegia e North Dakota, i segreti

    e le battaglie per la sovranità di  Orban e Mussolini

    Bruxelles, Roma, Washington, Londra, Francoforte – Denaro. E' proprio lui che fa muovere il mondo; almeno quello marcio, quello che sembra poter fare a meno dell'amore. Lo è anche nelle Sacre Scritture, nella metaforica rappresentazione del male, personificato nei Vangeli nella figura di "Mammona". Da qui l'interrogativo che Gesù pone ai suoi discepoli: "chi servirete, Dio o Mammona? Nessuno può servire due padroni (si legge nel Vangelo di Matteo) perchè amando l'uno, odierà l'altro", e viceversa. Morti, guerre, disastri, diritti calpestati, ingiustizie, abusi di potere. Tutte reazioni a catena causate dal denaro, dalla sete di potere e dalla perenne ricerca dell'esercizio del controllo sul Prossimo. L'amore al denaro è la negazione di Dio, il suo tradimento più grande. Non per nulla Giuda stesso tradì per 30 danari Dio in persona, Gesù Cristo: colui che è la personificazione del bene assoluto. Azione emblematica e in fondo profetica: esempio per intere generazioni, valido ancora oggi. E' quasi come se fosse una legge di branco, applicata però alla società civile. Secondo qualche sociologo, se ci fosse ancora quel branco così selvaggio e primitivo non esisterebbero le istituzioni e non esisterebbe neanche il denaro; magari risolveremmo i nostri problemi semplicemente con la violenza, togliendoci la vita. Ma il vero problema è che ciò accade ancora! Leggi o non leggi! Diritti o non diritti! Nella società moderna uccidere qualcun'altro fisicamente – in teoria – è un reato; tuttavia ci sono molti omicidi occultati e molti altri crimini simili legalizzati, forse peggiori di questo, più efferati. Come scordarsi dell'aborto? D'altronde spesso uccisioni e torture, persistono, e non solo in continenti come Africa o Asia, o macro-aree sub-continentali come il Medioriente, ma anche in Occidente, negli Usa ed in Europa. Crimini abilmente celati dai media, occultati, magari con espressioni "politically correct" come "Missioni di Pace" o "Esportazione della Democrazia", "Primavere arabe" ed altri accidenti. Ma vi sono anche molte vittime di crimini diversi, vittime del debito e di una sorta di nazismo bianco che opprime centinaia di milioni di uomini. Il denaro sta dietro a tutto e regge tutto. Esso storicamente ha assunto – per poter sussistere – una struttura ben delineata, piramidale e gerarchica: potremmo dire quasi burocratica. Quella che potremmo definire una "piramide di potere", un'organizzazione ben definita ed autoreferenziale, che trae le sue radici moderne non dal caso o dall'imponderabile, ma bensì dalla nascita e crescita del sistema bancario. Un sistema sovranazionale capace di ergersi addirittura al di sopra delle costituzioni e dei parlamenti. Al di sopra dei popoli e delle nazioni, a suon di diktat e dogmi tecnici. 

     Le Confessioni di Sir Josiah Stamp                                                                     

    E' lo stesso Stamp ad ammetterlo!  Sir Josiah Stamp – direttore della Banca d’Inghilterra (la prima banca privata al mondo, nonché la prima a godere del diritto di signoraggio)  dal 1928 al 1941 – scrisse le seguenti gravi ed emblematiche impressioni, una sorta di vera e propria confessione: "Il moderno sistema bancario crea denaro dal nulla. Il processo è forse il più sbalorditivo trucco da prestigiatore che sia mai stato escogitato. Il sistema bancario fu concepito nel crimine e generato nel peccato. I banchieri posseggono il mondo; se glielo si sottraesse, ma gli si lasciasse ancora il potere di creare denaro, con un tratto di penna riuscirebbero ad avere abbastanza denaro per ricomprarselo (…) Gli si sottraesse invece il potere, tutti i grandi patrimoni come il mio scomparirebbero, rendendo il mondo migliore e più felice. Ma se tu accetti di continuare ad essere schiavo delle banche – concludeva Sir Stamp – lascia che le banche continuino a creare denaro e controllare il credito". Questo è forse il volto più subdolo del male signori!

     Il Fine reale del denaro della società moderna                                                

    Ma dunque a che cosa serve tutto questo denaro oggi? A cosa, in un tempo dove banche private come Federal Reserve e Bce, dotate di pieni poteri di signoraggio (potere di emissione di danaro, trattenendo un utile) sembrano essere diventate monarchie assolute ed onnipotenti, quanto incontrastabili? Semplice! A dare forza e linfa vitale al potere! A dare forza ai Signori dei mercati e della Borsa! Ed in ultima istanza – dunque – a conferire loro un potere evidentemente incondizionato ed illimitato sui popoli e sulle nazioni. Potere arrogatosi illegittimamente da una ristrettissima élite di personaggi: i nuovi veri padroni del mondo. Un potere che ci sta rendendo schiavi legalizzati, piccole pedine in un sistema mondiale troppo complicato e meschino per rispettare la nostra libertà. Peronaggi capaci di battere moneta (senza alcuna garanzia a copertura: specie dopo il divieto di conversione del denaro circolante in oro, sancito con Bretton Wood) e di controllare la vita economica e finanziaria di interi continenti.

     Il Denaro, il Potere e il lato oscuro della Crisi                                                  

    Alla luce di tale premessa, è più facile comprendere come l’attuale crisi sia stata interamente causata dal sistema finanziario e non dall’economia reale. Per non parlare poi della crisi dell'Eurozona, causata non dal "cosiddetto contagio Usa", ma da perversioni finanziarie intestine alla stessa Unione europea (sempre più colonia statunitense ed anglo-tedesca) e legittimate dagli stessi trattati Ue, come quello di Lisbona (vedi soprattutto l'articolo 123). Questo significa che colpevoli non siamo noi lavoratori e comuni cittadini, ma lo sono le banche, le grandi banche d'affari e speculative; gli agglomerati bancari; le mega unioni (vedi progetto Ue dell'Unione bancaria europea nascente) la finanza internazionale; gli speculatori del potere mondialista, ossia organismi sovranazionali – che utilizzano i politici come una sorta di camerieri privati – come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), la Trilateral Commission, il Bilderberg Club, la Goldman Sachs e le altre grandi, enormi, banche statunistensi. Organismi che detengono oggi il potere reale e decisionale, dietro il sottile e fumoso velo della Democrazia Occidentale. Organismi ben più potenti di qualsiasi stato, e degli stessi Usa: che altro non sono – stando a quanto sta accadendo – che le segreterie burocratiche e notarili di questi grandi poteri, organizzati in rete sottoforma di vere e proprie logge mondialiste. Mammona, dunque, ha dei volti ben precisi, ed una casa ben precisa. O meglio case e templi. In tal senso, i due maggiori luoghi di culto occidentali di questa sorta di "nuova religione mondialista", possono esser considerati Wall street negli Usa e la City of London in Europa. Attenzione a questo passaggio, è fondamentale!

     Un complotto mondiale contro la civiltà – Carnefici di Noi stessi             

    La cosa paradossale è che seppur questi apparati siano totalmente colpevoli di farci vivere nella condizioni di schiavismo e povertà in cui versiamo, le decisioni dei vertici che si susseguono in giro per il mondo – i vari G20 o G8, per intenderci – sono tutti protesi ad aiutare e sostenere un siffatto sistema, cioè il sistema bancario, non i popoli. In tal senso un esempio emblematico ci pare l'ultimo G20 tenutosi in Messico (Vedi articolo in allegato). Per non parlare dei cosiddetti Terzo e Quarto Mondo.  Anzi, ai popoli si chiede di pagare il conto: da Roma a New York, da Madrid a Francoforte, da Parigi a Berlino, da Atene a Londra, senza distinzione alcuna. Ai cittadini del mondo – del villaggio globale – si chiede dunque di "consumare" e di pagare per gli errori che essi non hanno commesso. Cioè di pagare per gli abusi dei padroni, rivestendosi da agnelli sacrificali, sull'altare del liberismo economico. Gli si chiede di essere i carnefici di se stessi, e di farlo di buon grado e magari col sorriso stampato sulle labbra, accettando dogmi falsi come la "crisi", la "globalizzazione" e la "crisi globale". Un complotto a livello mondiale (o Nuovo Ordine Mondiale), una specie di mafia allargata che decide le sorti del mondo. Gli usurai comandano le nostre vite e vorrebbero farcele vivere nel rispetto dei precetti del denaro. Un inganno che oggi si alimenta con lo stratagemma del debito pubblico.
     
     Un Inganno Globale, chiamato "Debito Pubblico" – Il Caso Giappone    

    Ma come funzionano questi meccanismi di potere?  Guardiamo alle attuali statistiche e classifiche del debito pubblico.  Noteremo tra i primi posti al mondo  la Grecia,  la Spagna, l’Italia, gli Stati Uniti, l’Irlanda e il Portogallo. Ma la nazione con il debito pubblico percentualmente più alto rispetto al PIL è il Giappone, (con i suoi oltre 8000 miliardi di euro di debito: quattro volte il debito dell'Italia, per intenderci) che supera addirittura il 233%. Come mai il Giappone non figura in questa classifica? Come mai non figura nella classifica dei Paesi in crisi o dei cosiddetti "Paesi Maiali" (Pigs)? La risposta la si può trovare osservando un’altra graduatoria, quella riguardante le percentuali dei Titoli di Stato piazzati all’estero e tra gli speculatori internazionali: titoli oggi capaci di elargire – come noto – interessi d'oro grazie alle altrettanto ingannevoli e dannose armi (di supporto) quali il rating e lo spread. Nella classifica di cui sopra, troviamo al primo posto l’Irlanda, con una percentuale dell'85%. A seguire: il Portogallo col 75%, la Grecia col 70%, gli USA con il 51%, la Spagna con il 46% e l’Italia con il 44%. E il Giappone? Incredibile ma vero! Ma esso è in fondo alla graduatoria, con uno striminzito ed irrisorio 4%. Allora, possiamo comprendere come il problema reale non sia la consistenza del debito pubblico o il mancato pareggio di bilancio (come ingannevolmente nello scorso fine settimana Angela Merkel è tornata a ripetere, prospettando altri 5 anni di rigore ed austerity per l'Europa), ma il vero punto focale è comprendere chi ha in mano i Titoli. Capire chi possiede le redini del carrozzone. Se le banche internazionali o i risparmiatori nazionali. Allora il problema è di sovranità finanziaria e monetaria, non è una questione di improbabili e pretestuosi contagi o crisi cicliche mondiali. E un complotto signori! Un vile complotto!

     Il Debito italiano negli ultimi 40 Anni – ecco com'è andata                           

    A questo riguardo è molto interessante osservare il grafico del debito pubblico italiano negli ultimi quarant’anni. Con lievi oscillazioni, durante gli anni Settanta, il valore si era stabilizzato sul 50% del PIL. Nel 1981 – anno in cui, tra l'altro, un giovane Mario Monti fresco di laurea presso la Yale University, iniziò a collaborare in veste di consulente finanziario, con i precedenti governi italiani succedutisi – esso iniziò a salire fino a sfiorare il 120%. Cioè iniziò stranamente a scoppiare. Ed è proprio in questo stesso anno – tra l'altro – che  Andreatta e Ciampi esentarono la Banca d’Italia dall’acquisto dei Titoli di Stato. Da allora prese piede una spirale mortale per la Repubblica: una spirale che coincise con la ricerca di acquirenti – finanziatori – all’estero. Questo fu l'inizio della fine! Potrebbe essere dunque corresponsabile dell’aumento del debito pubblico la diminuzione di sovranità finanziaria, oltre che la perdita della sovranità monetaria? Certamente si! Inoltre è proprio negli anni Ottanta che si è verificato un aumento della pressione fiscale dal 31 al 40%. Le cose, allora, non sono proprio come ci vengono descritte. La crisi finanziaria è stata dunque frutto delle pressioni di forti poteri esterni – e relative concessioni interne da parte di politicanti e "tecnici"- che hanno reso il popolo succube, privo di libertà e di indipendenza finaziaria ed economica, senza dargli altra scelta.  

     L'Europa e la Sovranità Rubata                                                                               

    Privati della propria sovranità finanziaria i cittadini italiani sono divenuti vittime sacrificali ignare, mute e docili, immolate sull'altare del debito. La situazione si è poi aggrava – come noto – grazie all'incompetenza di una leadership politica lunga decenni,  incompetente, arrogante, impunita e devota a favoritismi e criminalità.  Ma soprattutto asservita ai grandi burattinai del sistema bancario. L'unico che provò a contrastare con forza questa china fu Mussolini, durante il suo Ventennio, rifiutandosi di privatizzare la Banca d'Italia e di sottrarla in tal modo al controllo del Parlamento. L'ultimo, in tal senso, a tentare qualcosa di simile in Europa, nei mesi scorsi, fu il premier ungherese Victor Orban, che riformò la Costituzione ponendo la Banca Centrale Ungherese sotto il controllo del Parlamento. Ma Orban, come noto, fu repentinamente bloccato nel suo intento – accusato ingenerosamente di nazionalismo e "derive liberticide" – a suon di minacce di sanzioni e sospensione di fondi dalla Commissione europea di Manuel Barroso. La Grande garante dello status quo bancario, a livello continentale.

     Tutto nel Rigoroso Silenzio                                                                                       

    Ma la cosa più grave è certamente la cappa mediatica e lo spesso velo di silenzio caduto su tutto ciò da oltre mezzo secolo a questa parte. La spirale di silenzio nella quale sono cadute e cadono ad oggi tutte queste importanti informazioni, che potrebbero – se portate al centro del pubblico dibattito politico – fare la differenza nella vita dei cittadini, nella vita di ciascuno di noi, riscattandoci da una insensata ed asfissiante dittatura chiamata austerity. Oggi, grazie al web, possiamo in parte contrastare questo grave gap culturale ed informativo, rileggere la storia e reinterpretarla. Possiamo imparare a difenderci da essa e da quanti – celandosi dietro enormi menzogne – ci hanno dipinto realtà immaginarie, finendo per rinchiuderci in una sorta di gabbia sociale, dove debito e tassazione sono diventate due armi tra loro speculari, nonchè facce opposte della stessa moneta. Una moneta coniata dai nostri stessi aguzzini per comprarci, renderci schiavi. In tal senso una storia da conoscere assolutamente, e che si ricollega prepotentemente a quanto detto finora, aiutandoci a comprendere meglio, è quella dell'americana Federal Reserve.
       
     La Nascia della Fed e il caso della Banca del North Dakota                           
     
    Nel 1913, quando fu delegata ad operare come Banca Centrale Usa la privata Fed, tutti i parlamenti dei singoli stati federali furono chiamati a ratificare il voto del Senato. Tutti approvarono, cari lettori, tranne uno. Il North Dakota, uno Stato al confine con il Canada, che anziché aderire all'inciucio bancario, diede vita ad una propria Banca di Stato, in opposizione a Wall Street e ai banchieri privati che tiravano le fila della Fed. La Banca del North Dakota è rimasta un istituto pubblico indipendente dall'iniquo sistema della Federal Reserve, con una storia costellata da successi e prosperità. Anche nel 1929, mentre la grande crisi fece traballare tutte le banche statunitensi, essa continuò imperturbabile la propria attività. Inoltre, mentre tutte le banche del circuito federale sono governate da personaggi nominati dall’"alto", cioè su investitura ufficiale e benedizione di Wall Street, la triade di massimi dirigenti della Banca del North Dakota è eletta dai cittadini, dando un esempio di democrazia e trasparenza a tutti gli Americani ed al mondo intero. Un esempio analogo in Europa, è la Norvegia (Vedi articolo in allegato). Nessun inganno, nessuna crisi!
     

    Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Luglio 3rd / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Sistema bancario / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Sistema Target2 / Germania / Industria tedesca / Angela Merkel / I debiti […]

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

    L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

    L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

    Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]

    La Crisi potrebbe finire in un minuto, basterebbe volerlo davvero – Bce e caso Norvegia

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

    Esteri – G20 Messico, un vertice per i banchieri?

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    Giovedì 21 th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta – G20 / Messico / Eurozona / Los Cabos / Monti / Hollande / Mekell / Usa / Banche Svizzera / Italia / Spagna/ Francia / Benoit Coeurè / Commissione Ue / Bond / debito pubblico / titoli statali / Fondo Salva Stati /  European […]

    G20 – Crisi Ue e Rifinanziamento Fmi: Soluzioni pro banche?

    G20 – Crisi Ue e Rifinanziamento Fmi: Soluzioni pro banche?

    Martedì 19th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta –  Los Cabos / Messico / Vertice mondiale / Banche / G20/ America / Cina / Germania / Francia / Italia / Camp david / G8 / Crisi europea / Crisi economica / Banche / Politica / Potenze mondiali / Barack Obama / Angela Merkel / […]

    G20 – Crisi: dal 2008 licenziati in 21 milioni

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    Martedì, Giugno 19th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile  – Unione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Messico / G20 / Summit / Usa / Grecia / Atene / Euro / Crisi / Elezioni greche / Conservatori greci / Mercati / Economia / Crescita / Governo di corresponsabilità nazionale / […]

    Germania – La Bild fa chiarezza sulla Crisi e sulla Dittatura Tedesca

    Germania – La Bild fa chiarezza sulla Crisi e sulla Dittatura Tedesca

    Sabato, Agosto 4th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Eurozona / Germania / Berlino / Merkel / La Bild / Hollande / Draghi / Eurozona / Banche / Moneta unica / Friedrich Sell / Hans Werner Sinn / Financial Times / Bulgaria / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Informazione / Crisi economica  / Euribor / Target […]

    Dittatura MES: la Germania dice No alla licenza bancaria, pagheranno i cittadini

    Dittatura MES: la Germania dice No alla licenza bancaria, pagheranno i cittadini

    Giovedì, Agosto 2nd/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –  Eurozona / Vertici Ue / Monti / Hollande / Crisi economica / Bce / Merkell / Germania / Esm / Fondo salva stati permanente / Barack Obama / Palazzo Chigi / Democrazia / Radio Uno / Eurozona / Austerità / Mario Draghi / scudo anti- […]

    Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

    Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

    Giovedì, Agosto 2nd/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Unione Europea / Bruxelles / Debito Pubblico / Sovranità nazionale / Euro / Moneta unica / Politica / Economia / Finanza / Comunità / Unità politica / Deficit / Crescita / Crisi / Mercati finanziari / Francia / Spagna / Finlandia / Monti […]

    Euro, una parentesi verso un Nuovo Ordine Mondiale?

    Euro, una parentesi verso un Nuovo Ordine Mondiale?

    Martedì, Agosto 14th/  2012 – di Sergio Basile –   Eurozona / Expo 2015 / Crisi / Moneta unica / Mondialismo / Nuovo Ordine Mondiale / NWO / Eurodollaro / Moneta Unica / Barack Obama / Beppe Grillo / Mario Draghi / BCE / Lira / Dracma / Teschi / Farfalla Monarch / Bohemian Wood […]

    Stiglitz: Combattere il Debito con la Spesa Produttiva

    Stiglitz: Combattere il Debito con la Spesa Produttiva

    Martedì, Ottobre 23th / 2012  – di Sergio Basile – Joseph Stiglitz / Paul Krugman / Austerity / Predatory lending / Buffet Rule / Pretesto della recessione / Deficit Spending / Unione europea / Surplus / Eurozona / Economia / Finzanza / Premio Nobel per l'economia / Politiche di austerity / Debito pubblico / Controinformazione / Qui […]

    Ue, il Falso Dogma del Bilancio e le Ricette di Kohl e Soros

    Ue, il Falso Dogma del Bilancio e le Ricette di Kohl e Soros

    Mercoledì, Settembre 26th/ 2012 – di Max Cittadino e Sergio Basile – Unione europea / Eurozona / Bruxelles / Strasburgo / Francoforte / Berlino / Germania / Euro / Helmut Kohl / George Soros / Fiat / Fabbrica Italia / CFR / Council on Foreign Relations / Ceca / Sme/ Mec / Europa austroungarica / […]

    Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

    Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Max Cittadino – Italia / Spagna / Unione europea / Crisi economica / Spending review / Tagli alla spesa Pubblica / Pagine economiche dei TG / Welfare / Politiche liberiste / Neoliberismo / Scuola Austriaca / Shumpeter / Keynes / Lavoro produttivo / Scandali bancari / […]

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Italia / Cultura / Tagli alla cultura / Progetto erasmus / Nuova Legge di stabilità / Parlamento Italiano / Unione europea / Disoccupazione / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi / Disoccupazione / Welfare […]

    Monti scambia gli Euroscettici per Nazionalisti e Rilancia l’Unione Bancaria per fine 2012

    Monti scambia gli Euroscettici per Nazionalisti e Rilancia l’Unione Bancaria per fine 2012

    Mercoledì, Ottobre 17th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Parlamento Europeo / Bruxelles / Crisi / Eurozona / Mercato unico europeo / Debito pubblico / Mario Monti / Angela Merkel / Corrado Passera   Mercato Unico Europeo: Monti avverte “Attenzione, potrebbe scomparire!” Il premier italiano scambia gli "euroscettici" per "nazionalisti" e […]

    Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

    Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012 – di Max Cittadino – Unione bancaria / Bruxelles / Francoforte / Roma / Eurozona / Bce / Mario Draghi / Too Big To Fail / Rinazionalizzazione della banca d'Italia / Nazionalizzazione dei Gruppi bancari / Humus criminogeno / Project Bond / Unione Bancaria / Signoraggio bancario / Euro / Lira […]

    Basilea 3 e la nuova ricetta per cambiare il settore bancario? Diffidiamo!

    Basilea 3 e la nuova ricetta per cambiare il settore bancario? Diffidiamo!

    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Banche / Basilea 3 / Settore Bancario / riforma Banche / Josè Barroso / Ue / crisi economica / Banca centrale finlandese / Erkii Liikanen / presidente del mercato interno Michel Barnier / borsa / speculazioni bancarie / Basilea 3 / Confindustria/ Abi/ Cooperative/  rete imprese […]

    Bruxelles – Si parte con il Delirio Project Bond

    Bruxelles – Si parte con il Delirio Project Bond

    Giovedì, Luglio 12th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Ecofin / Bruxelles / Crisi economica / Monti / Merkel / Pil / Spagna / Juncker / Unione europea / El Pais / Project bond / Finanza / Banche / Raccomandazioni / Austerity / Rajoy / Ue alla resa dei conti / Debitocrazia / Delirio Project Bond  […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Monti, Bersani, il PD e i sogni Goldman Sachs per il 2013

    Monti, Bersani, il PD e i sogni Goldman Sachs per il 2013

    Sabato, Settembre  22st/ 2012 –  di Sergio Basile – Europa / Italia / Goldman Sachs / Mario Monti / Mario Drqaghi / Gianni Letta / Romano Prodi / PD / Elezioni 2013 / GS tifa per Bersani / Pierferdinando Casini / Golpe neoliberista / Beppe Grillo / Movimento 5 Stelle / Vendita e dismissione strategica […]

    Il Presidente Ceco a Napoli: L’Ue deve fare un passo indietro, Fuori dall’Euro!

    Il Presidente Ceco a Napoli: L’Ue deve fare un passo indietro, Fuori dall’Euro!

    Venerdì, Settembre 21th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Napoli / Praga / Repubblica Ceca / Presidente della Repubblica / Vàclav Klaus / Moneta unica / Euro / Democrazia / Università di Napoli Federico II / Incontro coi giovani dell'Ateneo Federico II / Stati Uniti d'Europa / Massimo Marrelli / Bruxelles /  Napoli  […]

    Gli Ignoranti del Debito

    Gli Ignoranti del Debito

    Martedì, Settembre 11th/  2012 – Redazione Qui Europa  – Italia / Roma / Mario Monti / Pierferdinando Casini / Rocco Buttiglione / Matteo Renzi / Pierluigi Bersani / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Trattato di Lisbona / Benito Mussolini / Ignoranza / Signoraggio Bancario / UDC / PD / Ventennio fascista / Contestazioni a Fassina […]

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

    Ungheria – Si alla Vita e Sgambetto all’Aborto

    Ungheria – Si alla Vita e Sgambetto all’Aborto

    Lunedì, Ottobre 8th/ 2012  –  di Maria Laura Barbuto –  Europa / Unione Europea / Ungheria / Budapest / Aborto /  Diritto alla vita / Famiglia / Concepimento / Vittime / Genocidio / Madri / Figli / Genitori / Costituzione / Uno di Noi / Movimento per la vita / Antonio Socci / Madre Teresa […]

    Ue–Ungheria: continuo tiro alla fune

    Ue–Ungheria: continuo tiro alla fune

    Venerdì,  Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Corte di Giustizia Ue / Ungheria / Bruxelles / Budapest / Indipendenza Banca Centrale / Indipendenza Magistratura / Authority nazionale per la protezione dei dati personali /  Pensionamento anticipato / Vivian Reding / Viktor Orban   Ue–Ungheria: un tiro […]

    Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi all’Ungheria

    Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi  all’Ungheria

       Mercoledì, Marzo 14th / 2012 Consiglio Ue / Ecofin / Affari Economici / Ungheria / Democrazia / Rehn Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi  all'Ungheria Il Commissario Rehn accomuna Budapest a Madrid.    Bruxelles – Nelle scorse ore è giunta la notizia – per la verità attesa quanto grave […]

    L’Ungheria tira dritto e bacchetta Ue e Bce

    L’Ungheria tira dritto e bacchetta Ue e Bce

    Venerdì, Marzo 9th / 2012 Commissione Ue / Bruxelles / Bce / Ungheria / Sanzioni /  Orban  L’Ungheria tira dritto e bacchetta Ue e Bce Lettera del Ministro dell’Economia ungherese alla Bce: “Necessitiamo di una risposta urgente” Bruxelles – L’Ue fa la voce grossa con l’Ungheria: o il paese magiaro cede alle richieste della Commissione […]

    L’Ungheria fa orecchie da mercante ai richiami dell’Ue

    L’Ungheria fa orecchie da mercante ai richiami dell’Ue

    Venerdì, Marzo 9th / 2012 Commissione Ue / Bce / Ungheria / Sanzioni / Matolcsy / Orban L’Ungheria fa orecchie da mercante ai richiami dell’Ue Lettera del Ministro dell’Economia ungherese alla Bce: “Necessitiamo di una risposta urgente” Bruxelles – L’Unione Europea fa la voce grossa con l’Ungheria: o il paese magiaro cede alle richieste della […]

    Crisi Eurozona: signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce

    Crisi Eurozona:  signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce

    Giovedì, febbraio 22th / 2012 – di Sergio Basile – Eurogruppo / Crisi euro / Bce / Signoraggio / Coefficiente di riserva frazionale / Maastricht / Privatizzazioni / Ungheria Crisi Eurozona:  signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce  Privati al potere. Le contromisure degli economisti euroscettici: rinazionalizzare le banche centrali e abbandonare l’euro Francoforte – Sotto l’Eurotower […]

     

  • Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4:  Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4: Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Lunedì, Agosto 27th/ 2012

    – L'Editoriale di Sergio Basile –

    Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio Ciampi / Guido Carli / Mario Draghi / Romano Prodi / Giuliano Amato /   Jean-Baptiste Colbert / Federal Reserve / Bretton Woods / Oro / Trattato di Lisbona / Sacco del Britannia / Convertibilità in oro / Bankitalia / Basilea / Ignazio Visco / Euro / Target 2 / Truffa legalizzata / Qui Europa / Eurozona / IRI / Beniamino Andreatta / Stalin / Armand Hammer / BRI / Banca dei Regolamenti Internazionali 

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4°:

    storia delle Banche Centrali e del

    Signoraggio. Una storia che tutti

    dovrebbero conoscere

    Ecco com’è nata la truffa del Debito Pubblico

    e come continua a schiavizzare i popoli

    Debito: gli inganni di Mario Monti e dell’Ue

    Ecco cosa fare nel concreto per riscattarci dal Debito

    Roma, Bruxelles, Londra, Francoforte – Che siamo vittime spesso “ignoranti e inermi” di una crisi finanziaria globale indotta e pilotata, a causa di una disinformazione dilagante e sistematica, ormai lo stanno capendo anche i bambini; le menti più ottuse; e/o i cittadini più distratti. Il responsabile di ogni male ci viene dipinto oggi come il debito pubblico. Ma non è proprio così. Esso è solo l’effetto del più grande inganno mai perpetrato da una élite di uomini ai danni dell’umanità intera: il tentativo del principe del denaro e dell’egoismo di corrompere mediante il vile danaro tutto il creato e le creature che il Signore Dio, nella Sua immensa bontà ha generato. La stampa di regime ed i politici da strapazzo dicono che il debito pubblico sia il risultato di una spesa statale fuori controllo,  ed immorale, questo è vero. Ma solo in parte, in piccola parte! Sostenere l’esclusività e l’assolutezza di questa tesi equivale a mentire grossolanamente! Come equivale a mentire il sostenere che la crisi sia originata dal Debito pubblico. Ne è prova l’indebitato, ma ricco Giappone: paese in continua crescita, malgrado abbia un debito pubblico (il più alto al mondo) 4 volte maggiore a quello italiano. Ma, dunque, come nasce in realtà il mito del debito pubblico? Chi è oggi il proprietario del debito pubblico delle nazioni fatte oggetto della misteriosa crisi indotta? Che rapporto intercorre tra debito e grado di schiavitù dei popoli europei? Abbiamo cercato di rispondere a questi interrogativi nei precedenti tre editoriali di “Qui Europa” dedicati al tema, dal titolo “Schiavi di un Debito Illegale”. Oggi, tuttavia cerchiamo di comprendere come tutto storicamente abbia avuto inizio, partendo proprio dalla nascita, dall’evoluzione e dal controllo delle Banche Centrali e della moneta nazionale: il vero cuore del nostro problema!

      Louis Even e la storiella che tutti dovrebbero conoscere  

    Emblematico, in tal senso è il racconto di Louis Even, il sostenitore più convinto del Credito Sociale. “Cinque naufraghi riuscirono a raggiungere un’isola deserta. Si trattava di un muratore, un contadino, un allevatore, un agronomo e un ingegnere. Secondo le rispettive competenze, i cinque si dettero da fare per realizzare una comunità organizzata. Ciascuno diede il suo apporto in funzione alle sue competenze. L’economia dell’isola era incentrata sul baratto. Sull’isola vi era però armonia. Successivamente  arrivò sull’isola il sopravvissuto di un altro naufragio. Sbarcò da una scialuppa portando con sé una pressa, una cassa piena di carta e un barile sigillato. Il nuovo arrivato fu ben accolto.  Si trattava di un banchiere. Il neo-arrivato, preso atto delle attività dei cinque, disse: “Per far funzionare bene le cose vi manca solo il denaro”. Allora con la carta e la pressa iniziò a stampare 1000 dollari, coprendoli in garanzia con un barile d’oro portato in salvo dal naufragio. Egli prestò duecento dollari a testa all’interesse del 2% annuo. Prestito garantito dai frutti delle attività, dalle capanne e dagli attrezzi dei beneficiari del credito.

      L’inganno del banchiere  

    Ma la felicità sull’isola durò ben poco. L’ammontare del loro debito, ben presto,  – capitale più gli interessi maturati – divenne superiore all’intero importo del circolante, cioè superò i 1000 dollari stampati ed immessi nell’economia dell’isola. In quell’isola era così nato il debito pubblico. Un debito destinato ad aumentare anno dopo anno. Il risultato diretto di questo fu l’incremento incessante e progressivo dei beni del banchiere, che – con questo stratagemma – stava diventando il padrone indiscusso di tutti i beni presenti sull’isola. Non solo, il banchiere ben presto finì anche per interferire nella vita politica (privata e pubblica) degli abitanti dell’isola, dicendo loro – in virtù del suo potere – come dovevano fare o non fare. Tutti i cittadini divennero dunque succubi e schiavi del banchiere. Ma se il denaro se lo fossero stampato loro, senza l’intromissione di quel banchiere venuto dal mare, si sarebbero ridotti a questo stato di indebitamento, subalternanza e condizionamento? Sicuramente no! L’interesse sul debito non sarebbe mai scoppiato.

      La reazione degli isolani  

    Questo perché il denaro rappresentava il valore dei beni presenti sull’isola (era il corrispettivo e l’espressione dei beni, dei servizi e delle attrezzature presenti) e quindi, essendo loro i proprietari dei beni, avrebbero dovuto essere anche i proprietari del denaro sul quale nessuno avrebbe potuto pretendere il pagamento di interessi. I cinque allora, compreso il sottile inganno, si ribellarono, e ricacciarono violentemente in mare il disonesto banchiere. Come ciliegina sulla torta,  Even racconta che, “quando i cinque andarono a dissotterrare il barile che doveva rappresentare la copertura aurea della moneta stampata dal banchiere, scoprirono che esso era pieno di sassi”. Cioè, il denaro stampato dal banchiere disonesto, non era altro che misera carta straccia! Assolutamente non garantita da alcun lingotto d’oro.

      Uso improprio della tassazione   

    Tale racconto e tutt’altro che paradossale: si pensi ad esempio che già nel 1696, in Inghilterra, a fronte di 1.750.000 sterline stampate, esisteva una riserva di cassa di sole 36.000 sterline d’oro. Fin da allora, in aggiunta – come accade esattamente anche oggi – il 40-50% delle finanze statale furono dirottate in spese per armamenti e guerre. Anche se oggi c’è chi le chiama “missioni di pace”!  Tra interessi bancari passivi e guerre, gli stati – sotto l’egida di organismi internazionali – spendono oggi tra il 60 e il 70% dei fondi reperiti attraverso – spesso e volentieri – barbare forme di tassazione. Allora comprendiamo meglio la celebre frase dell’economista francese Jean-Baptiste Colbert che nel Seicento scriveva: “La tassazione è l’arte di spennare l’oca in modo tale da avere il massimo di piume con il minimo possibile di starnazzi”.

      Origini storiche del Signoraggio  

    Un tempo il potere di coniare moneta era riservato alla massima autorità: imperatori, re,  principi. Ricchi mercanti e possidenti di argento e oro giungevano dunque alla zecca dello Stato o del Regno, e trasformavano in monete i metalli preziosi. Una piccola parte di questo metallo veniva trattenuta dal signore di turno come compenso per l’operazione di conio. Questo compenso si chiamava signoraggio: privilegio gelosamente difeso dall’autorità statale. Ma poi qualcosa iniziò subdolamente a cambiare, il demone del denaro prese il sopravvento, ed il gioco fu ben presto chiaro, anche se non del tutto per l’ingenuo popolino.

      Società private chiamate “Banche Nazionali”  

    William Paterson – ricco speculatore – sul finire del Seicento, nel Regno Unito ottenne dal sovrano il privilegio di coniare moneta. Nacque così la “Banca d’Inghilterra”: istituzione rigorosamente privata, malgrado il nome ingannevole. Paterson sintetizzò il senso dell’operazione con una frase disarmante quanto emblematica: “La banca trae beneficio dall’interesse che pretende su tutta la moneta che crea dal nulla”. Sul modello della banca di Paterson furono istituite: nel 1695 la Bank of Scotland, nel 1765 la Königliche Giro und Lehnbanco di Berlino, nel 1782 il Banco di San Carlo di Madrid, nel 1800 la Banca di Francia. Le banche di emissione, dunque, dopo il 1694 divennero quasi tutte private. Negli Usa ciò accadde il 23 dicembre 1913 con il “celeberrimo” Federal Reserve Act: l’atto istitutivo della Banca Centrale americana, la più grande banca privata del mondo. Nel 1937, Stalin privatizzò anche quella dell’Unione Sovietica: con la complicità del petroliere ebreo-americano Armand Hammer.

      La nascita della Banca d’Italia  

    Nel Bel Paese, nel 1874, le banche autorizzate a emettere moneta erano sei: la Banca Nazionale del Regno d’Italia, la Banca Nazionale della Toscana, la Banca Toscana di Credito, la Banca Romana, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia. Nel 1893, dopo lo scandalo e il fallimento della Banca Romana, i 4 istituti dell’Italia centro-settentrionale vennero fusi, dando vita alla Banca d’Italia, che nel 1926 restò l’unica con diritto di battere moneta. Mussolini – bisogna dargliene atto – durante il suo ventennio cercò con ogni mezzo di mantenere l’autonomia della Banca d’Italia. Costretto a sottostare alle minacce di Usa e Inghilterra, non poté nazionalizzarla, (per non andare in urto con i due massimi creditori internazionali dell’Italia) ma, con la riforma del 1926, escogitò un sistema di controllo – indiretto – dell’Istituto di emissione della lira. La Banca d’Italia rimase un Istituto indipendente – prima una Società autonoma, poi una Società per Azioni – la cui proprietà però fu affidata a Enti statali, Casse di Risparmio e Banche d’interesse nazionale che qualche anno dopo sarebbero diventate (con l’IRI) proprietà dello Stato. Ciò, evidentemente, evitò lo scoppio del debito pubblico, salvaguardando da minacce esterne la sovranità monetaria nazionale; e custodendola nelle mani del popolo italiano. Né è prova – tra l’altro – il fatto che Mussolini, in quegli anni, riuscì addirittura ad ottenere il pareggio di bilancio: e ciò, senza alcuna manovra lacrime e sangue stile Monti, per intenderci.

      Lo snaturamento del ruolo finanziario e monetario dello stato  

    Un colpo mortale allo snaturamento del ruolo della Banca Centrale fu dato nei primi anni Ottanta da Carlo Azeglio Ciampi (governatore di Bankitalia) e da Beniamino Andreatta (ministro del Tesoro). Nel 1981, infatti, fu sancito il diritto della Banca Centrale a non sottoscrivere i Titoli di Stato del debito pubblico: grande primo regalo fatto alla speculazione internazionale. Stranamente in quell’anno – è bene rammentarlo – iniziò a collaborare col governo – come consulente finanziario – un giovane di “belle speranze” chiamato Mario Monti. Ovviamente, per l’Italia, fu l’inizio dell’era del debito pubblico, che ben presto andò  “alle stelle” per la gioia della speculazione internazionale.

      Il Sacco del Britannia  

    L’indipendenza monetaria poi fu duramente minata negli anni Novanta da Romano Prodi (uomo Goldman Sachs, che avviò un piano di privatizzazioni e liberalizzazioni senza precedenti) e da Giuliano Amato, che da presidente del Consiglio, con il celeberrimo decreto “Carli-Amato” del 1992, privatizzò la Banca d’Italia, derubando gli Italiani della propria sovranità nazionale. Essa passò dunque – mediante il trasferimento del 96% delle azioni – nelle mani di banche private come Banca Intesa e Unicredit. Allo stato restò un misero 4% Mediante Inps e Inail. Nel 1992, poi, il Ministro del Tesoro, Guido Carli, abolì il controllo del governo sul tasso di sconto: che rimase prerogativa unica della Banca d’Italia, e quindi della speculazione privata. Oggi prerogativa – ricordiamolo – della privata BCE di Mario Draghi. Il piano segreto concordato sul Real Panfilo della Regina Elisabetta II, chiamato Britannia (che vide tra i protagonisti guardacaso  proprio uomini come Draghi, Amato, Carli, Andreatta, Prodi e Ciampi: uomini di destra e di sinistra tutti insieme appassionatamente) fu attuato in pieno, e oggi quasi terminato  – pare – proprio all’azione del governo dei banchieri di Mario Monti. Un particolare curioso, che poniamo poi alla vostra attenzione, riguarda la recente nomina a capo di Bankitalia di Ignazio Visco: Visco – pochi lo sanno – è un uomo del BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) di Basilea (Istituto di coordinamento di tutte le Banche centrali del mondo) controllato oggi dalla Federal Reserve e dalla Banca d’Inghilterra, che ne posseggono nel complesso il 40% delle azioni. A Capo di Bankitalia, oggi vi è pertanto un uomo espressione di questo ingannevole status quo internazionale.

      Un passaggio fondamentale  

    Fin dalla nascita dlla Banca d’Inghilterra – passaggio fondamentale da comprendere –  la convertibilità in oro di quella cartamoneta fu da subito un fatto formale: essa – è doveroso saperlo – fu sospesa nel 1914, molto prima del dollaro: giunta solo il 15 agosto 1971, qualche anno dopo, cioè, dall’assassinio del Presidente John Kennedy. Ma il culmine degli eccessi fu raggiunto con la Firma degli Accordi di Bretton Woods, nel 1944, che legalizzò l’incontrovertibilità tra oro e banconote circolanti: trasformando gli stati in una sorta di aziende in bancarotta più o meno perenne!

      la nascita del Debito Pubblico permanente  

    Il tumore del debito, quindi, cominciò ad incancrenirsi fin dal 1694: da quando cioè si diffuse la moda di delegare l’emissione del denaro a banchieri privati: i nuovi reggenti, gerarchi, dei popoli. Non fu, dunque, più il ricco signore – o lo Stato – mediante il trasferimento del proprio oro a garantirsi i benefici del signoraggio, ma bensì i banchieri privati: speculatori il cui mestiere non fu (e non è) quello di perseguire gli interessi della Nazione, ma bensì il perseguimento dei propri utili. Da allora l’umanità poté assistere ad un sostanziale e aberrante cambiamento: la trasformazione del debito pubblico da temporaneo (in genere ripagato da governi o creditori dopo guerre o missioni di vario tipo) a permanente. Non bisogna, infatti, mai dimenticare che il debito pubblico nell’Inghilterra di fine Settecento, in meno di un secolo, passò da 13 milioni di sterline all’incredibile cifra di 245 milioni di sterline. Esso non si sarebbe mai più ridotto!

      L’ UE e l’inganno del Trattato di Lisbona: l’Europa degli speculatori  

    In tal ottica l’amara torta in Europa fu confezionata dall’Ue con il Trattato di Lisbona (Art. 123) che addirittura obbligò gli stati ad indebitarsi con le banche private – ed a tassi da usura – per ottenere in cambio denaro atto a mandare avanti la macchina statale: delegittimando una volta per tutte le banche centrali nazionali e la loro autonomia. Ma non è finita! Anche i giudici e gli arbitri del mercato sono stati comprati! Come? Semplice! Delegando – con insane leggi – ad affaristi privati e lobbisti (società di rating) il compito di decidere (attraverso semplici voti) la misura degli interessi passivi che gli stati sotto mira di un “golpe finanziario” devono pagare ai banchieri privati. E di conseguenza il livello iniquo di tassazione che la popolazione di quel disgraziato paese deve sopportare per ripagare gli interessi “illegittimni” ai soliti banchieri privati. Tutto ciò, cari lettori, è davvero pazzesco! Sembra la trama di un film horror, ma non è altro che la dura e cruda realtà.

      La schiavitù dei popoli e la reticenza dei media  

    Ma come porre i suddetti stati in perenne condizione di instabilità e subalternanza economica? Semplice! Nel Vecchio Continente ci ha pensato sempre l’Ue, introducendo l’euro e il suo connesso sistema di regolamentazione interbancaria, il cosiddetto “Sistema Target 2”, del quale abbiamo abbondantemente parlato. Sistema che finisce per premiare l’economia pesante tedesca (posta al centro del sistema) a discapito di quella dei paesi del Sud Europa e dell’Italia. Una mega truffa legalizzata dunque!  Ma c’è di più! L’attuale sistema, in Italia, oltre che su una serie infinita di contraddizioni e paradossi, si basa su un atto illegale, del quale però i giornali e i TG non parlano.

      Italia – La beffa della Legge 262/2005  

     Il 28 dicembre 2005, con la Legge 262 di tutela del Risparmio, articolo 19 c.10, si stabilì che entro il 12 gennaio 2009, tutte le quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti privati (come Banca Intesa, Unicredit ed altre) dovessero essere ri-trasferite a enti statali. Ma nulla di ciò è mai avvenuto: i proprietari di Bankitalia sono ancora oggi banchieri privati, detentori illegittimi della sovranità monetaria degli Italiani. Un altro motivo per ritenere ancor più illegale ed iniquo il debito pubblico che oggi Monti e l’Ue (con la complicità della casta parlamentare) vogliono far pagare in maniera fraudolenta ed immorale a noi cittadini Italiani, e non solo.

      Ecco come “Mammona” si sta impadronendo del mondo  

    Da quanto detto emergono con chiarezza inconfutabile i tratti di un vero e proprio complotto orchestrato da oscuri burattinai e dai loro complici: politici traditori degli stati. Gioco al massacro diretto da una decina di banchieri internazionali che – mediante le loro logge e organizzazioni segrete – tengono sotto scacco i popoli, divenendo sempre più, letteralmente, i padroni del mondo. Acquistando stati o pezzi di essi. E ciò, mediante crisi provocate, privatizzazioni, vendite forzate, mutui inevasi e svendite di patrimoni pubblici nazionali. Ecco perché chi si pone a favore del governo di Mario Monti è, oggi, in mala fede e dovrebbe essere accusato di alto tradimento e attentato alla Costituzione ed alla sovranità nazionale. O almeno, frattanto,  avere il buon gusto di dimettersi e scomparire per sempre dalla scena pubblica. Eclissarsi nella polvere! Un'ultima curiosità: i protagonisti in negativo di questa storia – qualora per qualcuno ciò non fosse ancora chiaro – sono tutti, o quasi tutti, "fratelli".

      Il futuro è nelle nostre mani  

    Quadro, questo, semplice e drammatico nello stesso tempo! Ditelo a tutti! Dite la verità! La rinascita dell’Italia e dell’Europa dei popoli e della giustizia parte dalla piena consapevolezza della "truffa legalizzata” del Debito Pubblico". Smascheriamo insieme – specie a partire dalla prossima campagna elettorale, e sul web – i politici corrotti e falsi: i meschini servi di questi “pseudo-padroni del mondo”. Sarà un buon passo verso un probabile e ancora possibile riscatto! L'importante non è tanto restare vivi, quanto restare umani e liberi!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)  

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