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  • Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

    Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

    Venerdì, Settembre 14th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Roma / Governo / Articolo 18 / Statuto dei Lavoratori / Decreto Legge 138 del 2011 / Referendum / Occupazione / Disoccupazione / Sinistra Italiana / Università Roma 3 / Cassazione / Sinistra Ecologica e Libertà / Italia dei Valori / Verdi / Rifondazione Comunista / Fiom / Cgil / Partito Comunisti Italiani / Popolo della Libertà / Antonio Di Pietro / Nicky Vendola / Paolo Ferrero / Elsa Fornero / Massimo D’alema / Sergio Cofferati / Mario Monti 

    Il paradosso del professore: “lo Statuto

    dei Lavoratori ha frenato l’occupazione

    Polemiche e grandi polveroni politici si sollevano

    contro il Governo "tecnico"

    Intanto l’Italia si prepara al Referendum

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Occupazione, crescita e lavoro: un tris che l’Italia non conosce e che, continuando sulla scia  recessiva tracciata dal governo Monti, ovviamente, non metterà mai a segno. Nuove polemiche infiammano la “politica–dittatura” italiana e ad alimentare le fiamme ed il malcontento nazionale e popolare ci pensa proprio lui, il professore, che nelle scorse ore ha messo in discussione l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, al quale ha attribuito, per determinate disposizioni,  la responsabilità di una insufficiente creazione di posti di lavoro, pur riconoscendone – oseremmo dire quasi sarcasticamente – il nobile intento di tutela dei più deboli. Lo stesso statuto, tra l'altro, addirittura osannato nei giorni scorsi a Bruxelles, nell'ambito di un convegno di "europeisti" sul tema lavoro e occupazione, dal paradossale titolo "Jobs for Europe". Paradossale a dir poco, visto che in Europa oggi – per colpa della crisi indotta e dei golpe dei governi tecnici dei banchieri – vi sono milioni di disperati, divisi accuratamente in circa 166 milioni di poveri e 55 milioni, circa, di disoccupati!

     Monti – Un Autogol clamoroso al novantesimo! 

    Ma tornando all'ennesima gaffe montiana, la notizia del giorno è che il "Presidente del Consiglio" si è lasciato andare a queste  dichiarazioni fuori luogo – e alquanto ambigue – in occasione del Congresso annuale della Società italiana di Scienza Politica, tenuto nella capitale presso l’Università Roma 3, creando immediato scompiglio tra i rappresentanti delle varie parti politiche. Caduta di stile quella del Professore liberista, il quale è scivolato sulla buccia di banana da lui stesso posta sul largo viale di Palazzo Chigi. Ed ecco, dunque, che giunge – per contro – come una sorta di dirompente ed inaspettato boomerang la notizia secondo la quale un gruppo di politici (alcuni dei quali fino ad un momento prima intenti a sorregere ossequiosamente la valigetta allo stesso Monti: vedi il Sel di Vendola) hanno avanzato la proposta di un referendum per l’abolizione delle modifiche apportate dal Ministro dell'ammazza-welfare, Elsa Fornero, all’articolo 18 del tanto discusso Statuto dei Lavoratori;  e per l’abrogazione dell’articolo 8 del decreto legge 138 del 2011. Tali politici ed esponenti di varie parti sociali, in particolare, hanno provveduto a depositare questi due quesiti referendari in Cassazione: quesiti, per i quali le relative firme legittimative saranno raccolte a partire dal prossimo 12 ottobre. L’iniziativa è partita, principalmente da "Sinistra Ecologia e Libertà di Nicky Vendola – e con tempismo alquanto anomalo, vista la prospettiva di sodalizio politico paventata tra lo stesso Vendola ed il fedelissimo di Monti, Pierluigi Bersani – e dall’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, ai quali si sono uniti anche Rifondazione Comunista, i Verdi, la Fiom (Federazione Impiegati Operai Metallurgici–Cgil) ed il Partito dei Comusti italiani.

     Tutti fischiano, anche la "Curva dei propri ultras" 

    Insomma, una sinistra colpita al cuore dalle esternazioni di Mario Monti, e che non ha risparmiato frecciatine al "caro" professore: “Quello che dice il premier non mi stupisce – ha affermato il Segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero –  Del resto si tratta del governo più antioperaio della storia”. Anche il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha commentato le dichiarazioni ribadendo che “sarebbe un semplice errore se a criticare l’esistenza dello Statuto fossero due persone ubriache in un bar di periferia. Ed è un dolo, una malvagità gravissima fatta dai cosiddetti professori”. Le critiche nei confronti del premier hanno trovato spazio addirittura – udite udite – nel Partito Democratico, attraverso la voce di Massimo D’Alema il quale, oltre a ritenere la frase di Monti “palesemente sbagliata”, ha ricordato che la riforma è stata fatta proprio dal Presidente del Consiglio ed ha sottolineato, pertanto (cercando, a quanto pare, di buttare acqua sul fuoco) l’inutilità della polemica. Quasi a voler subito "scusare" il professore.

     Palazzo Chigi tenta, invano, il salvataggio in calcio d'angolo 

    L’eurodeputato del PD, Sergio Cofferati, ha definito “tristi le parole di Monti perché prova di un vuoto di proposte” . Solo il PDL di Angelino Alfano (il confusionario PDL) si è dimostrato tendenzialmente d’accordo con il "premier" ma, ormai, la frittata è fatta: ormai è stato sollevato un polverone politico non indifferente e di portata ancora non del tutto decifrabile. Ciò nonostante il tentativo di salvataggio in extremis di Palazzo Chigi, che nelle scorse ore ha provveduto – in calcio d'angolo – ad informare con un perentorio quanto insufficiente comunicato stampa del fatto che "in realtà le parole di Monti non avevano come obiettivo quello di scatenare la polemica e non si riferivano all’attualità politica". Ma come disse il "collega" Cesare, "il dado è tratto"!   Ma d'altronde era inevitabile: quello del professore è da mesi un politichese insopportabile e contraddittorio, che prima o poi avrebbe finito per implodere su se stesso. E' una questione di matematica! Una cosa è ormai palese: malgrado il tentativo dei media di regime di dipingere realtà politiche ed economiche idilliache (quanto, in effetti, illusorie e distanti dal vero) l’antipopolarità di questo governo tecnico, figlio di una sorta di colpo di stato (supportato da una semplice letterina della BCE e dai giudizi infondati e completamente sballati delle agenzie di rating)  è giunta a livelli inimmaginabili e clamorosi. Di buono, per ora, c'è soltanto il fatto che qualcuno finalmente sembra essersi levato le grosse fette di prosciutto che gli coprivano gli occhi ed ostruivano la vista, comprendendo forse che in un Paese cosiddetto "Democratico", la distruzione e l'immolazione dello stato sociale – e dei diritti sacrosanti dei lavoratori – sull'altare pagano dei mercati non è proprio quello che si dice un qualcosa di "normale, accettabile e civile".

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

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    Mercoledì, Agosto 8th/ 2012 – L'editoriale di Sergio Basile –    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital […]

    Ue: Radio Marte e il vertice degli alieni

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    Mercoledì, Maggio 9th / 2012 – di Sergio Basile e Federica Aloisio – Consiglio Ue / Vertice straordinario / Bruxelles / Herman Van Rompuy / Martin Schulz / Manuel Barroso / Commissione europea / Parlamento europeo / Paesi Ue / Francoise Holland / Francia / Angela Merkel / Germania / Nicolas Sarkozy / Fiscal compact […]

    Un piano Marshall per l’Europa

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    Venerdì, Maggio 4th / 2012 – di Franco De Domenico – Europa / Italia / Crisi / Piano Marshall / Keynes / Fondi statali / Disoccupazione giovanile    Il Titanic – Europa vuole un salvagente Un piano Marshall, ma i fondi mancano Bruxelles – I piani ci sono, sono pronte le strategie, come si diceva […]

     

  • E’ Morto il Lavoro – L’Italia è una Repubblica fondata sull’Emarginazione

    E’ Morto il Lavoro – L’Italia è una Repubblica fondata sull’Emarginazione

    Giovedì, Giugno 28th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Consiglio Europeo / Parlamento italiano /Italia / Roma / Bruxelles / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Diritti / Libertà / Welfare / Occupazione / Disoccupazione / Licenziamenti /Camera / Senato / Immigrazione / Emigrazione / Popolazione / Mario Monti / Elsa Fornero / Serena Sorrentino/

    Il lavoro? "Non è un Diritto!" – la solita Fornero

    non si smentisce mai

    La riforma del Lavoro si trasforma in legge con 393

    voti favorevoli alla Camera: licenziamenti più facili e

    aumento della disoccupazione.

    A spasso a 50 anni: così inizia la Crescita di Monti

    E' La Morte del Lavoro e la vittoria della società

    dei banchieri e delle consorterie occulte mondialiste

    Italia – E’ Morto il Lavoro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      L'Italia è una Società fondata sul licenziamento  

     Roma–  “Il lavoro non è un diritto!” : questa la clamorosa dichiarazione rilasciata “dall’illustre” Ministro del Welfare (o meglio dell'Ammazza Welfare) Elsa Fornero, che alla vigilia della riunione del Consiglio Europeo, prevista per oggi, si è resa indiscussa protagonista di una gaffe da Oscar che, in un attimo, ha cancellato metaforicamente un passato di conquiste sudate e di dure lotte per il riconoscimento dei diritti e delle libertà. Così, la riforma del lavoro si trasforma in legge: dopo aver ottenuto per quattro volte la fiducia al Senato, anche la Camera si è pronunciata a favore del Ddl firmato “Elsa Fornero” con 393 voti favorevoli, 74 contrari e 46 astenuti. Scendono in piazza a protestare, seppur debolmente, i sindacati, con in testa Fiom e Cgil, per una riforma, ormai legge, che fa storcere il naso e salire la pressione ai lavoratori italiani. Il Governo, però,  si ritiene soddisfatto di poter depositare, oggi stesso,  sul tavolo del Consiglio Europeo la nuova legge che, in altri termini, riconosce la “libertà di licenziare” e fa tremare la nostra Costituzione.

      Golpisti e liberisti hanno Stracciato la Costituzione  

    Eppure l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro o, per meglio dire, lo era. Probabilmente, non lo è più e a distruggere un diritto ci ha pensato la stessa politica: quella dei potenti, quella di coloro che dettano leggi autoritarie in un sistema a-democratico. I sindacati (quel che ne è rimasto, s'intende) dicono, però, di non rassegnarsi  e continuano a portare avanti la propria battaglia. “Il disegno di legge va cambiato – ha dichiarato la segreteria Cgil, Serena Sorrentino – e per noi l’emergenza vera è rappresentata dal contrasto della precarietà perché, in questo momento, abbiamo bisogno di occupazione”. Come darle torto? In un’Italia colpita da una crisi creata ad hoc, la riforma del lavoro piomba come un macigno sulla testa di tutti gli Italiani, occupati e non.

      Uccidere il lavoro in Italia – Biglietto da visita per Bruxelles 

    L’approvazione del Ddl, voluta ed ottenuta a tutti i costi entro il 28 giugno, la dice lunga: apparire diligenti e mantenere gli impegni previsti agli occhi dei padroni dell'Europa di certo conviene al Prof. Mario Monti ed ai suoi colleghi, ma non conviene di certo alla nostra Nazione incapace di reagire perché messa in ginocchio dal potere e dalla smania europea di omologazione e di rispetto di norme austere e controproducenti, protese a creare un classe di schiavi subalterni, paganti, e con pochissimi diritti "apparenti" e zero welfare. E controproducente è la riforma proposta dalla Fornero che non ha fatto altro che istituzionalizzare la precarietà ma, ovviamente, la "signora" non intendeva dire ciò che ha detto riguardo al lavoro ma, di certo, lo ha pensato: un incidente diplomatico gravissimo e foriero – in un Paese normale – di licenziamento su due piedi.

      I Partiti uccidono il lavoro – I Lavoratoti uccideranno i Partiti 

    Una legge al servizio dello Stato, quello stesso Stato che dovrebbe garantire il riconoscimento dei diritti, tra i quali, Fornero o no, quello del lavoro. Nessuno sciopero generale, nessuna protesta degna  di nota e questo, implicitamente e tra le righe, lo ha fatto capire anche la Fornero stessa la quale ha dichiarato che “Il Governo ha avuto un dialogo per circa tre mesi con le varie parti sociali per arrivare ad un documento che alla fine tutti hanno condiviso, tranne la Cgil”. Una Cgil che, da sola, non è riuscita a mettere i bastoni tra le ruote ad un governo tecnico che detta legge secondo la volontà “assoluta e non contestabile” del caro premier Mario Monti e dei suoi suggeritori occulti e palesi. Tra la soddisfazione di Pierferdinando Casini, Pierluigi Bersani e – malgrado le flebili ripicche degli ultimi giorni – di tutto il Pdl: sempre più in calo di consensi popolari, come del resto gli stessi Udc e Pd, in favore del Movimento 5 Stelle di Grillo, che nei sondaggi, e stando ai trend progressivi di crescita  di appresta a diventare il primo partito del Paese.

      Anche gli immigrati più poveri snobbano l'Italia 

    “Responsabilità” di certo non è parola chiara per il Consiglio dei Ministri: lo dimostrano i dati che emergono dal rapporto Ocse 2012 sull’immigrazione, che è stato presentato, ieri, a Bruxelles. Secondo quanto rilevato, anche gli immigrati cercano di evitare la crisi italiana optando per lo spostamento in altri Paesi europei, visto il notevole calo della richiesta di manodopera nella nostra penisola. Un’Italia povera che, oggi, viene “snobbata” anche da coloro che, in passato, l’hanno considerata una  sorta di ancora di salvezza e di speranza.

      Italia – Dal Giardino d'Europa a Terra d'emigranti ed emarginati 

    Il Governo, quindi, a lungo andare, potrà di certo evitare i problemi legati all’immigrazione ma sarà costretto a fronteggiare (o meglio gestire strategicamente) quelli dell'emarginazione sociale e dell’emigrazione: forse, l’unica via di uscita per gli italiani sarà la fuga verso altri paesi europei, una tendenza già sottolineata che rischia di trasformarsi in un vero e proprio “esodo” alla ricerca di una “Terra Promessa”. Ad emigrare saranno soprattutto i giovani che non potranno mai contribuire allo sviluppo politico, sociale, culturale, economico del proprio territorio. I giovani, coloro che dovrebbero rappresentare il futuro di una Nazione, coloro le cui energie mentali e fisiche dovrebbero essere spese per il progresso di una terra che, dal nostro punto di vista, sarà caratterizzata da una popolazione vecchia e rassegnata.

      Monti: sacrifica il lavoro sull'altare dei padroni del mondo 

    Ma tutto questo appare in linea con la politica montiana, una politica che dimostra di voler bene alla Merkel, alla Banca Centrale Europea, ad Obama ed Hollande, ma non alla nostra Italia ed agli Italiani che non appartengano ad élite massoniche, bancarie e politiche. Ma non stiamo dicendo nulla di nuovo: del resto, Mario Monti non si smentisce mai. E che gliene importa se rende l’Italia lo zerbino dell’Europa? L’importante è rispettare gli impegni imposti dai suoi compari e suggeriti da lui stesso e dai suoi amici del Bilderberg Club e della Commissione Trilaterale. L’unica Italia che ci fa sorridere, in questo periodo, è quella che sta affrontando sì gli Europei…ma di calcio!

    Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Europarlamento – Sessione 11-14 Giugno

    Europarlamento – Sessione 11-14 Giugno

    Martedì, Giugno 12th / 2012  

    Parlamento Europeo – Strasburgo

    Sessione Plenaria ( 11-14 Giugno 2012 ) 

    Parlamento europeo / Sessione Plenaria / Giugno 2012 / Strasburgo / Governance economica / Two Pack / Accentramento Ue / Superstato / Ingerenze nei bilanci degli stati Ue / Piano di riforma del bilancio Ue / Medioriente / Afghanistan / Armi / Commercio d'armi / Guerra / Tibet / Africa / Diritti umani / Occupazione / Errori delle politiche rigoriste Ue / Accentramento economico / Contraddizioni del fiscal compact / Mercato unico / Politiche liberiste / Sostansze pericolose / Scandalo delle protesi mammarie / Alluvioni in Italia / Qui Europa 

    European Parliament – Strasbourg – Sessione Plenaria 11 – 14 giugno 2012

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Governance economica "Two Pack" 

    Con il voto di mercoledì del pacchetto legislativo sulla governance economica, il "two-pack", si capirà il livello di sostegno dei deputati alla proposta di conferire alla Commissione maggiori poteri decisionali sui bilanci nazionali. stamattina, la proposta sarà discussa in Aula con il Commissario Rehn e con il Consiglio.

     Critica di "Qui Europa" al Two Pack 

    In tal senso il Two-Pack potrebbe rappresentare un passo decisivo verso la creazione di una sorta di superstato con ingerenze sistematiche all'interno dei bilanci degli stati. Si tratta di un provvedimento ambiguo che potrebbe dare un potere enorme alla Commissione Barroso, che resdta pur sempre una commissione di membri non eletti democraticamente ma nominati per chiamata diretta. Qui Europa auspica pertanto che non si vada avanti su questa strada.

     I deputati presentano un piano di riforma del bilancio UE 

    I contributi al bilancio UE degli Stati membri potrebbero essere notevolmente ridotti, secondo il piano di riforma del sistema di finanziamento dell'Unione, che sarà discusso mercoledì con il Presidente Barroso e il commissario Lewandowski e posto in votazione giovedì.

     Nuove etichettature: latte e cibi senza glutine 

    Le regole europee sull'etichettatura del latte per bambini e degli alimenti per persone che necessitano diete speciali devono essere più severe e meglio definite per proteggere i consumatori e offrire chiarezza all'industria alimentare, secondo quanto contenuto in un progetto legislativo che sarà posto in votazione giovedì. I deputati vogliono includere anche l'intolleranza al glutine e alcune diete a basso contenuto calorico.

    Esteri – Afghanistan, Medio Oriente, Tibet e Africa

    Oggi pomeriggio – Martedì 12 – i deputati interrogheranno l'Alto rappresentante per la politica estera Catherine Ashton sulla linea politica dell'UE per l'Afghanistan e per il Medio Oriente, Siria inclusa. Si discuteranno anche la situazione in Tibet dopo le recenti proteste e nella Repubblica democratica del Congo (RDC) in seguito agli scontri avvenuti dopo le elezioni. Il Parlamento adotterà inoltre mercoledì risoluzioni sulla Guinea Bissau e sul Sudan-Sud Sudan.

    Commercio d’armi – Gli Stati dell’ONU riferiscano sugli accordi

    Gli Stati membri dell’ONU che sottoscriveranno il Trattato dell’ONU sul commercio delle armi (ATT), che sarà negoziato nel mese di luglio, dovrebbero essere tenuti a riferire regolarmente in merito a tutti gli accordi contratti sul commercio d’armi, inclusi i trasferimenti di armi leggere e di piccolo calibro, secondo un progetto di risoluzione che sarà votato giovedì.

     Rappresentante per i diritti umani 

    Il Parlamento adotterà una serie di raccomandazioni mercoledì per il nuovo incarico di Rappresentante speciale dell'Unione europea per i diritti umani, posto creato in linea con le sue reiterate richieste. I deputati chiedono al Consiglio di nominare una personalità di alto livello, con una reputazione internazionale, con il compito di elevare il profilo dell'Unione europea in materia di diritti umani nel mondo.

    Occupazione

    I deputati, in una risoluzione che sarà posta in voto mercoledì, chiederanno un patto rivolto a potenziare la crescita e l'occupazione nell'economia verde, nella sanità, nei servizi sociali e nelle nuove tecnologie.

     Critica di "Qui Europa" alle politiche occupazionali dell'Eurocamera 

    Il Parlamento europeo, per bocca dei suoi rappresentanti, e dei presidenti dei gruppi parlamentari di maggioranza appoggiando il fiscal compact, che prevede di fatto l'abolizione del deficit spending (cioè la possibilità di investire nell'economia da parte dello stato) paralizza la crescita tagliando le radici della sua linfa vitale, che sono proprio i gettiti da dastinare all'investimento produttivo. In tal modo non si comprende davvero come possa essere possibile far crescere l'economia e a chi spetti tale decisiva prerogativa. Così facendo la disoccupazione non può che aumentare a livello esponenziale.Ogni azione protesa a portare "benefici" che continui a perseguire la strada del "rigore" voluta da Merkel e Monti, con il benestare di Barroso, Van Rompuy, della stessa Troika (Bce, Ue, Fmi) ed indirettamente del Parlamento europeo, non può che peggiorare la situazione e finire per essere largamente aleatoria ed inefficace. Ciò soprattutto se si considerano gli effetti recessivi della stretta creditizia delle banche e la tassazione da record: elementi che stanno portando alla rovina intere famiglie ed imprese.

     Accentramento economico – Interrogazione di Barroso e Rehn 

    Mercoledì, l'Aula discuterà, con il Presidente Barroso e del Commissario Rehn, il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche e, in particolare; le ultime raccomandazioni paese per paese presentate dalla Commissione.

     Mercato unico  

    I deputati chiederanno alla Commissione europea di proporre una "iniziativa per la crescita" – o pseudo tale – per aprire ulteriormente il mercato interno e generare una maggiore crescita nell'UE, in un progetto di risoluzione che sarà votato giovedì.

     Critica di "Qui Europa" alle politiche liberiste dell'Ue 

    In realtà l'apertuta ulteriore del mercato, a palesi condizioni di irreciprocità tra stati (vedi arance algerine o manufatti cinesi, solo per fare alcuni esempi) finirà per gettare ancor più in recessione l'Europa. Infatti le aziende europee duramente colpite dalla crisi e con profitti minori hjanno difficoltà a mantenere intonso il proprio i propri organici. Ovviamente l'impossibilità di garantire la piena occupazione porta non solo all'aumento dei licenziamenti, ma a praticare prezzi di vendita maggiori andando automaticamente "fuori mercato". L'ipertassazione completa il cerchio. Come si può dunque competere e crescere nel confronto con mercati dove – ad esempio – le arance costano a 3o centesimi al chilo o dove i salariati percepiscono qualcosa come un euro al giorno? Ma evidentemente i deputati europei non considerano tali fattori molto rilevanti.

      Sostanze pericolose: controlli più severi  

    Nuove norme comunitarie intensificheranno le ispezioni negli stabilimenti che usano sostanze chimiche pericolose, in seguito al disastro del "fango rosso" del 2010 in Ungheria. I cittadini avranno il diritto di conoscere i siti ubicati nel loro territorio e di essere ben informati sui piani di emergenza in caso di incidente. Il progetto legislativo, che sarà messo ai voti giovedì, è stato chiamato 'Seveso III', in seguito al disastro avvenuto in un'azienda a nord di Milano nel 1967.

      Scandalo protesi mammarie  

    Un registro per le protesi mammarie, controlli più rigorosi e tracciabilità, come pure un sistema di autorizzazione pre-vendita sono tra le proposte dei deputati per evitare il ripetersi dello scandalo delle protesi mammarie difettose. Il progetto di risoluzione sarà posto in votazione giovedì

      Alluvioni in Italia: in arrivo 18 milioni di euro dal FSE  

    Il Fondo di solidarietà europeo (FSE) metterà a disposizione oltre 18 milioni di euro destinati a riparare i danni provocati dalle alluvioni nelle regioni italiane della Toscana e della Liguria, una volta ottenuta l'approvazione del Parlamento che voterà martedì. L'aiuto finanziario sarà utilizzato per riparare gli ingenti danni che le alluvioni dello scorso ottobre hanno causato a imprese, case e infrastrutture.

    Sergio Basile

  • Nodo “disoccupazione” all’Eurocamera

    Nodo “disoccupazione” all’Eurocamera

    Venerdì, maggio 25th / 2012

    – di Sergio Basile –
     
    Unione europea / Parlamento europeo / Assemblea plenaria / Interrogazione orale con risoluzione / Lavoro / disoccupazione giovanile / Finanziamenti / Commissione affari sociali  / Presidente della commissione affari sociali / Pervenche Berès / Maggiori finanziamenti Ue / Piano europeo d'investimenti / Ridistribuzione dei fondi strutturali 2007-2013 / Sergio Basile / Qui Europa / Palliativi Ue / Speculazione / incongruenza e contraddizione delle politiche rigoriste / Tempismo dell'Unione / Uragano della crisi / Commissione europea / Consilium / Consiglio europeo / Palliativi / tempi di attuazione troppo lunghi / A settembre Sud Europa tutto in Grecia  / Riindirizzamento dei fondi europei / Rating / Spread  
     
    Euro-Palliativi  – Il Parlamento europeo chiede più  
     
    finanziamenti Ue per disoccupazione giovanile
     
    Ma i rubinetti della speculazione sul debito, e le
     
    politiche rigoriste non mutano
     

    Parlamento europeo – Emiciclo

    Strasburgo – Nelle scorse ore, gli eurodeputati riuniti in plenaria, gli stessi che la settimana scorsa hanno – in pratica – votato per l'irrobustimento dei coefficienti di riserva patrimoniale delle banche – in base ai "sacri principi" sanciti in Basilea 3 –  hanno ufficialmente chiesto all'Ue un "piano europeo d'investimenti" per creare nuova occupazione, nonché la ridistribuzione dei fondi strutturali non spesi (non si capisce come riescano le regioni puntualmente a non spendere i soldi per lo sviluppo – centinaia di miliardi di euro, solo per l'Fse – in regioni come Calabria, Campania, Sicilia e Puglia: leggermente meglio la situazione della Basilicata)  e l'introduzione di una "garanzia europea per i giovani", che possa offrire loro la "possibilità di un lavoro o un apprendistato dopo quattro mesi di disoccupazione". Queste sono state le principali proposte votate dai deputati europei  nella risoluzione sulla disoccupazione giovanile in Europa, analizzata, votata ed adottata nella giornata di ieri. Nei primi mesi dello scorso anno  la disoccupazione media giovanile nell'Unione (così come "Qui Europa" ha abbondantemente documentato) era pari al  22,1%. Dati, come noto, più che raddoppiati. La risoluzione, presentata dal deputato Pervenche Berès (S&D, FR), ha dunque evidenziato l'esistenza di forti squilibri all'interno del mercato del lavoro comunitario, a svantaggio delle regioni rientranti nel territorio degli sventurati Piigs. D'altra parte è un pò come scoprire l'acqua calda! Stati dove ormai un giovane su 2 vive di sogni e illusioni.  
     
      Il tradimento dei trattati europei  
     
    Ma non era scritto a chiare lettere nei trattati dell'Ue che entro il 2012 l'Eurozona sarebbe dovuta diventare l'area più competitiva al mondo? Ma allora chi ci ha preso in giro? Alla luce di quanto accaduto, infatti, è difficile bersi la balla che tutto è accaduto in maniera del tutto casuale. non sapevano forse i professorini dell'Ue – da Romano Prodi in poi – che creare una zona con politiche fiscali diverse, economie diverse, culture diverse ed una moneta unica avrebbe matematicamente favorito instabilità e speculazione, a vantaggio delle economie più forti. Ma l'autocritica non sembra una dote propria di Strasburgo e Bruxelles; o magari tra qualche mese ci verrranno a dire che tutto potrà essere superato convincendo i vari stati (ormai ex-sovrani a vantaggio dei "principi-regnanti" del rating e dello spread: Fitch, moody's e standard & Poor's) a cedere definitivamente la propria sovranità a vantaggio di un unico grande e totalitario super-stato Ue, chiamato Stati Uniti d'Europa? Non è forse questo il piano segreto a cui da sempre Delors e gli altri élitari euroamici venuti dopo di starebbero lavorando da cinquant'anni? Beh, vedremo!
     
      Piano europeo d'investimenti – Un cane che si morde la coda? 
     
    Intanto, possiamo prendere atto del fatto che nel testo adottato ieri, i deputati hanno individuato quale panacea per gli sventurati giovani dell'Europa del Sud la definizione e la proposta di un Piano d'investimento per il lavoro, chiamato "Opportunità per i giovani". Ma una domanda sorge spontanea: a che serva investire se le imprese bancarie continuano a non prestare danaro, rispettando una sorta di super-patto proteso a far fallire o svendere le aziende europee? ci sembra un pò un "cane che si morte la coda". In effetti il problema se lo sarebbero posti nell'emiciclo di Strasburgo, anche una parte degli stessi deputati: secondo i quali la portata delle azioni proposte non sarebbe, infondo, proporzionata alla gravità dell'attuale crisi occupazionale. Ma gli estessi hanno poi concluso che il rilancio dell'Europa passerebbe comunque per  il lancio di questo miracolistico "piano europeo d'investimenti" .
     
      Ridistribuire i fondi strutturali  
     
    La risoluzione di Strasburgo, invero, giunge a ruota della decisione del Presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso – presa durante il Consiglio europeo dello scorso 30 gennaio 2012 – in merito alla disponibilità di 82 miliardi di euro in fondi strutturali 2007-2013 (sul totale di 347 milioni)  non spesi dalle regioni Obiettivo 1 (tra le quali per l'appunto Calabria, Campania, Sicilia) e quindi da riassegnare. I deputati, dunque, ieri – vista la drammaticità della questione lavoro – hanno chiesto alla Commissione di reimpiegare parte di tali fondi in tal direzione. Ciò, accanto all'aumento della  percentuale di fondi a sostegno di piani d'intervento co-finanziati con i governi dei Paesi Ue a maggior tasso di disoccupazione giovanile: cioè i soliti (ed isolati) Piigs, accanto a Lituania, Lettonia e Slovacchia. 
     
      I tempi pachidermici dell'Ue e l'Uragano crisi   
     
    D'altra parte, tuttavia, è bene ricordare che già nel 2010, l'Europarlamento aveva proposto a Commissione e Consiglio la creazione di una "garanzia europea per i giovani" su lavoro e  apprendistato dopo 4 mesi di disoccupazione: proposta ad oggi, non attuata con tempi consoni e celeri, al passo con una crisi indotta che divora ogni giorno l'Europa e soprattutto gli Europei più poveri e disagiati, alla faccia dell'inclusione sociale e della solidarietà. La Commissione, infatti, darà attuazione alla proposta dei deputati  – presentando al Consiglio dei 27 leader Ue, un piano sulle garanzie per i giovani – solo entro la fine del 2012. Ciò, dunque, dietro l'adozione da parte  del "Consilium" dei 27 della suddetta proposta entro la fine del 2012: data siderale, se proporzionata alla drammatica spirale distruttiva, che agisce alla velocità di un uragano. per quella data, paesi come l'Italia, la Spagna e il Portogallo potrebbero essere già tutti fisicamente in grecia, e senza staccare alcun biglietto aereo. Quando si dice il tempismo dell'Unione!
     
    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)
     
     
  • Crisi – Europarlamento: la difesa di Barroso

    Crisi – Europarlamento: la difesa di Barroso

    Giovedì, Aprile 19th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Commissione Europea / Strasburgo / Occupazione / Lavoro / Crisi /Povertà / Giovani / Donne /Anziani / Disoccupati / Eurobond / Fondo di riscatto / Barroso /Andor / Rehn / Arigho / Monti / Maria Laura Barbuto  

    "All in" dell’Europa per crescita e occupazione.

    Che non sia un bluff?

    Barroso a Strasburgo – “Nuovi posti di lavoro:

    investiamo su Economia verde, assistenza sanitaria e sociale

    e telecomunicazioni.

    Bruxelles, Strasburgo –  L’Unione Europea gioca la carta “occupazione e crescita economica” con un tris di misure che punta allo sviluppo dei settori dell’economia verde, dell’assistenza sanitaria e sociale e delle telecomunicazioni, nel tentativo di creare, entro il 2020, 17.600.000 posti di lavoro e raggiungere, così, l’obiettivo del 75% di occupazione nel mercato del lavoro internazionale. La Commissione Europea cala il poker “vincente” mirando a coniugare la flessibilità dell’impiego con un salario minimo, sussidi e dialogo sociale per come esposto nella comunicazione “Verso una ripresa ricca di lavoro”, presentata e discussa questa mattina, al Parlamento di Strasburgo, dal presidente della Commissione Josè Manuel Barroso e dai commissari alle politiche sociali e all’economia, Laszlo Andor ed Olly Rehn. Nella relazione imposta all’attenzione degli europarlamentari vengono tracciate linee guida che dovrebbero “rappresentare una pietra miliare nella costruzione di un dinamico mercato di lavoro”, per come ha affermato Barroso, e che fanno riferimento ad un salario minimo adeguato e a sussidi di inserimento per le categorie “svantaggiate” come quelle dei giovani, delle donne, lavoratori anziani e disoccupati da lungo tempo. La portavoce di Andor, Cristina Arigho, ha specificato che “La Commissione non mira ad imporre una soglia europea di salario, ma i salari minimi svolgono un ruolo importante nella lotta alla povertà” che riguarda l’8% dei cittadini europei.

      Barroso si difende con gli Eurobond  

    Ma se da un lato la buona volontà dell’Unione Europea cerca di mettere una toppa “ideale ed ipotetica” alla crisi del mercato del lavoro, dall’altro l’Europarlamento non subisce passivamente i buoni propositi della Commissione, che pone sotto accusa insieme ai vari governi, per aver ignorato gli stimoli per la crescita e abbracciato misure di austerità troppo pesanti per i bilanci pubblici. Barroso, davanti al Parlamento europeo riunito in seduta plenaria, ha affermato di “non aver mai dichiarato che la crisi è passata” e ha invitato gli europarlamentari a “riconsiderare gli Eurobond o il fondo di riscatto per mutualizzare il debito pubblico europeo”. Rimane solo da chiedersi se, per il problema del mercato del lavoro, quello dell’Unione Europea  sarà un “All in” vincente oppure un grande Bluff? E intanto, in Italia, il caro Prof. Monti, pensa ancora all’articolo 18 ma, qualora lo avesse dimenticato, gli ricordiamo che non si può  vincere sempre bluffando!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)