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  • Speranza Juncker? Meglio l’Africa Nera!

    Speranza Juncker? Meglio l’Africa Nera!

    Mercoledì,  Luglio 16th/ 2014

     – di Vincenzo Mannello e Sergio Basile 

    Redazione Quieuropa, Strasburgo, Presidente della Commissione Europea, Parlamento europeo, Bruxelles, Jean Cloude Junker, ladri di Pisa, 666, Bilderberg Club, Silvo Berlusconi, Lussemburgo, multinazionali, Bilderberg club, Trilateral Commission, Dublino, BERS, Vincenzo Mannello, Sergio Basile 

    Speranza Juncker? Meglio l'Africa Nera! 

    Il neo-presidente eletto (anzi nominato) della Commissione

    Ue e l'orgoglio dei ladri di Pisa

    Video in allegato

     

    di Vincenzo Mannello e Sergio Basile

    Jean cloude Juncker - Parlamento Europeo

     La speranza Juncker                                                                                                   

    Strasburgo, Bruxelles – In un articolo del 29 maggio scorso dipingevamo a tinte fosche il quadretto del papabile Jean Claude Juncker, oggi neo-presidente nominato al soglio illuminato della Commissione Europea: già Presidente dell'Eurogruppo; "autorevole" membro della Commissione Trilaterale (quella del 666 stilizzato); assiduo frequentatore del Bilderberg Club;  ex-governatore della Banca Mondiale (dal 1989 al 1995); ex-Governatore dell'FMI – Fondo Monetario Internazionale (nominato nel 1995) ed ex-Governatore della BERS (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo). Inoltre pochi sanno che Juncker (assieme a Henry Kissinger & Co) è membro del cosiddetto "Comitato dei 300" (vedi video giù in allegato).

     Walter Rathenau sul "Comitato dei 300"                                                           

    Così definì l'esclusivo club mondialista Walter Rathenau, fondatore della General Electric Corporation"Trecento uomini, che si conoscono l'un l'altro, dirigono il destino economico dell'Europa e scelgono i loro successori da tra di loro". Il Comitato, tra l'altro, sarebbe espressione della compagnia britannica East India Trading Company: organizzazione commerciale istituita dalla famiglia reale britannica, nel 1600, molto attiva nel commercio dell'oppio (vedi video in allegato)

    Jean cloude Juncker - Parlamento Europeo

     L'investitura dell'Eurocamera                                                                                  

    La candidatura ufficiale alla guida della Commissione del "solito" Juncker, ricordiamo, fu decisa lo scorso 7 marzo 2014, durante il Congresso del PPE (Partito Popolare Europeo) che ebbe avuto luogo a Dublino. Ieri a Strasburgo, dunque, è andata in scena la parata formale all'Eurocamera: 422 si contro 250 no e il popolo è servito! Questo il voto del "democraticissimo" Europarlamento che ha sancito l'elezione (per meriti sul campo) del beone lussemburghese alla carica di "Presidente" dell'esecutivo dell'UE. Dell'amicone di Matteo Renzi e soprattutto di Mario Monti (stessa pasta, stessi club mondialisti) che in tempi non sospetti fu immortalato nei palazzi del potere di Bruxelles mentre stringeva con dolcezza estrema le mani al collo del ministro spagnolo Luis de Guindos reo di non aver rispettato abbastanza le politiche di austerity... Ma siparietti a parte, chiaramente non sarebbe stato necessario alcun voto dei cosiddetti "rappresentanti del popolo" europeo per eleggere il carismatico e nobile personaggio. Uomo attaccato più lui alle poltrone che il polpo allo scoglio: premier del Lussemburgo per 18 anni e da oltre 30 anni in politica. Peggio di Berlusconi insomma!!!

     Peggio di mister B                                                                                                        

    E peggio dell'ex cavaliere (Mister B) il neo presidente si presenta anche in tema di conflitti d'interesse: incompatibile con il ruolo chiamato a coprire alla luce di uno scandaloso conflitto notato perfino dal Financial Times. infatti Jean Cloude Juncker sarà chiamato presto a valutare una norma per far risparmiare milioni di tasse alle multinazionali, che egli stesso in tempi non sospetti approvò da premier del Lussemburgo. Sventurata norma finita poi nel mirino dell’antitrust Ue. Pazzesco! Ricordiamo in merito che ad oggi numerosissime multinazionali preferiscono aver sede in Lussemburgo (paradiso fiscale) pagando l'IVA in tal paese al 4% e non pagando assolutamente nulla nei mercati europei all'interno dei quali smerciano quotidianamente i loro prodotti. scandaloso!!!

    Jean cloude Juncker - Parlamento Europeo

     Presidente di chi?                                                                                                       

    Ma la nomina da queste parti è prerogativa dei vari governi: mai sottoposta all'approvazione dei sudditi; né tantomeno a quella dei deputati a stelle dorate. Quella intervenuta nelle scorse ore, infatti, a ben vedere è stata solo una ratifica di scelte piovute come sempre dall'alto.  C'è forse qualcuno in rete, in radio o in tv,  sui giornali o per la strada che – sano di mente e astemio: o comunque non ubriaco – possa asserire che ciò non corrisponda al vero?  E  che magari possa smentire il fatto che sia Juncker, sia i deputati che lo hanno eletto non rappresentano la maggioranza degli europei? Inutile far finta di nulla, come sempre fanno media politici, burocrati e magnacci del regime partitocratico italiano e comunitario: il 60% di noi sudditi europei non ha (abbiamo) votato!

    Jean cloude Juncker - Parlamento Europeo

     L'orgoglio dei camerieri dei banchieri e dei ladri di Pisa                                

    Juncker e soci non rappresentano la volontà popolare e – in un mondo normale – dovrebbero quantomeno dimettersi chiedendo l'indizione di nuove elezioni (per quanto esse possano servire – vedi qui Quello che non ci hanno detto sulle Europee 2014). Magari modificando le regole delle stesse e, sul modello dei referendum popolari, introducendo la prima dritta fondamentale. Cioè quella che – sempre in un paese normale – dovrebbe recitare pressappoco così: "senza quorum del 50%+1 degli aventi diritto la consultazione elettorale viene annullata!". Questa, secondo la nostra (non solitaria) opinione sarebbe prova di vera democrazia, altroché le balle che ci propinano ogni momento! Ma come disse Ezra Pound, i politici (da tre secoli a questa parte) non sono altro che "i camerieri dei banchieri". Quanto ai cosiddetti "euroscettici" e "indipendentisti" (quelli  cioé che a chiacchiere tuonano contro questo schifo ma poi siedono, ben retribuiti, a Strasburgo, noi da "poveri"… sempre più poveri… nemici giurati della dittatura UEista)  rivolgiamo solo il seguente appello: "passate ai fatti, riducete Bruxelles come il (fu) Vietnam! Con gli euro di "carta-straccia" che percepite copiosamente, mobilitate le piazze per gettar giù – pacificamente s'intende – Juncker e tutti gli UEisti in servizio e di complemento!" Allora vedremo se così facendo potremo finalmente saldare questo fronte che si oppone alla dittatura, infida, invasiva e pericolosissima dei tempi moderni: quella dei banchieri, dei burocrati, dei politici e dei falsi dissidenti di turno che – come i ladri di Pisa – di giorno litigano e di notte rubano assieme.

    Vincenzo Mannello, Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video in allegato                                                                                                           

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  • Ue-Egitto – Verso un Embargo Parziale Sostanziale

    Ue-Egitto – Verso un Embargo Parziale Sostanziale

    Mercoledì, Agosto 21st/ 2013

    – L'Approfondimento di Qui Europa – di Sergio Basile – 

    Egitto, Integralismo islamico, Catherine Ashton,  Morsi, Fratelli Mussulmani, Adly Mansur, Piano Yinon, Integralismo Islamico, Unione Europea, Martin Schulz, Emma Bonino, Enrico Letta, Cristiani copti del Sinai, Aiuti finanziari all'Egitto, Embargo parziale contro l'Egitto, Consiglio Ue Straordinario, Bruxelles, L'Approfondimento di Qui Europa, Sergio Basile, BERS, BEI, Multinazionali Europee, Casa Bianca, Herman Van Rompuy, Manuel Barroso, Arabia Saudita, Saud Al-Faisal, Bernardino Leon 

    Ue-Egitto – Verso un Embargo Parziale

    Sostanziale

    Stamane l'Alto rappresentante per la politica estera

    Lady Ashton presenterà un piano di tagli finanziari

    contro l'attuale governo egiziano, in un Consiglio Ue

    straordinario

    – Vergognosa Cecità UE verso gli orribili crimini contro

       l'umanità perpetrati dai "Fratelli Musulmani"

    – La Verità sui Fondi UE e sul loro utilizzo reale. Opportunità 

       per gli Egiziani o business per le multinazionali europee?

     

    L'Approfondimento di Qui Europa – di Sergio Basile

    Ue - Egitto - Embargo Sostanziale - Consiglio Straordinario

      Egitto – Bruxelles verso l'Embargo?                                                                  

    El Cairo, Bruxelles – Stamane, l'Alto rappresentante dell'UE, Catherine Ashton presenterà ai ministri degli Esteri dei 28, riuniti in Consiglio Straordinario un Piano di tagli finanziari contro l'attuale governo Egiziano, tacciato di violenze contro i fedelissimi dell'ex Presidente deposto, Mahamed Morsi. Ma dinnanzi a questa forma di embargo, presumibilmente estesa anche agli armamenti, il ministro degli esteri saudita, il principe Saud al-Faisal, ha già fatto presente ''che la nazione araba e islamica, con le risorse di cui dispone, non esiterà a dare il suo aiuto all'Egitto''. 

    Fratelli Musulmani e Rivoluzione in Egitto nel Dopo Morsi

     La Legittima difesa di Mansour                                                                             

    il Presidente egiziano in carica, Adly Mansour, dal canto suo, ha descritto scenari del tutto diversi e probabilmente più vicini alla realtà, bollando a ragione e senza mezzi termini i Fratelli Musulmani come pericolosi terroristi, dediti ad una forma di integralismo islamico barbara e violenta. “Tutta la violenza che stiamo vedendo – ha obiettato Mansour – non può essere descritta come una disputa politica. Siamo di fronte alla forza estremista del terrorismo. Non lasceremo – ha infine aggiunto – che il terrorismo e l’estremismo in futuro possano  nuovamente attaccare il Paese come avvenuto in più occasioni". Intanto apprendiamo (fonte ANSA) che il dimissionario – Ex-Vicepresidente Egiziano – El Baradei sarà processato il prossimo 19 Settembre, per aver abbandonato il suo posto.

    Egitto - Ennesima Vergogna UE

      Ennesima Vergogna Bruxelles – Due pesi, Due misure                                

    Ma Bruxelles, in merito, pur parlando ufficialmente di "soluzione politica della questione egiziana" per bocca del suo portavoce Bernardino Leon (inviato speciale europeo per l'area Sud-Mediterranea) sembra avere le idee "piuttosto confuse", usando – al termine della riunione degli ambasciatori del Comitato politico e di sicurezza (Cops) – parole improprie come ''equilibrio e cautela''. Equilibrio e cautela a senso unico però, che sembrano concentrarsi criticamente sui tentativi di legittima difesa del governo in carica, non vedendo assolutamente i metodi "poco ortodossi" (per usare un eufemismo) utilizzati dai "Fratelli" verso la popolazione ed in particolar modo contro le pur nutrite minoranze cristiane.

    Ue - Egitto - Embargo Sostanziale - Consiglio Straordinario

      Verso un embargo parziale sostanziale – Anche gli USA, come l'Italia   

    Più eloquenti sono state invece le – sia pur sintetiche – esternazioni poste in essere nelle ultime ore da Manuel Barroso ed Herman Van Rompuy, che hanno parlano genericamente di ''revisione dei rapporti e di messaggio europeo forte". La via potrebbe essere quella già tracciata dal governo Letta e resa nota dalla stessa Emma Bonino nelle scorse ore, consistente  nella sospesione delle forniture di armamenti all'Egitto, anche se il passo più plateale consterebbe nel taglio degli aiuti finanziari, protendendo per il congelamento di una parte dei cinque miliardi, messi a disposizione di El Cairo (ma forse sarebbe meglio dire, come vedremo, delle "imprese europee") dalla task force Ue nel novembre del 2012. Stessa linea potrebbe adottare la Casa Bianca.

    Egitto - Borghezio - Ashton - Mistero tra le Piramidi sui Fondi UE

      Aiuti-Businnes europei – Il quadro completo                                                  

    Ricordiamo tuttavia, per onor di cronaca e per dare un quadro preciso e veritiero della situazione, che – come visto anche nell'ambito dell'ultimo nostro articolo datato 16 Luglio (vedi allegato) – tali fondi Ue all'Egitto in teoria sarebbero dovuti servire a "promuovere" la cosiddetta e presunta "transizione democratica" di Morsi (che di democratico nei fatti non ha avuto nulla, se non il compito di favorire l'ascesa dei Fratelli Musulmani, stile "Primavere Arabe") contribuendo a ripristinare la "cosiddetta" fiducia delle imprese e degli investitori esteri ed avvicinando il più possibile l'UE e l'Egitto in un "fraterno abbraccio" (si fa per dire) attraverso varie forme di bussiness e  cooperazioni strategiche in tutti i settori. Tali "aiuti" (prestiti) sono stati elargiti alla BEI e dalla BERS fino a 4 miliardi (per finanziare, come detto, lo sviluppo del settore privato e importanti progetti infrastrutturali protesi a beneficiare più che altro le multinazionali e le imprese europee); 500 milioni di euro direttamente dall'UE sotto forma di assistenza macrofinanziaria (€ 450 milioni in prestiti e € 50 milioni in sovvenzioni); ulteriori 253 milioni di euro sotto forma di sovvenzioni (€ 90 milioni provenienti dal programma SPRING (Primavera) e € 163 milioni dal Fondo investimenti per la cosiddetta "politica di buon vicinato". Insomma si tratterebbe per lo più – tranne qualche piccola eccezione – dei "soliti" aiuti tornacontistici! Ma quel che serve davvero a questo Paese, non sono questi pseudo aiuti, ma un governo che allontani e deplori ogni forma di terrorismo, indipendentemente dal fatto che l'UE capisca o meno ciò…

    Redazione Qui Europa (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Martedì, Luglio 16th/ 2013

    – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato –

       Interrogazione all'Alto Rappresentante Ue, Catherine Ashton

       Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa"

    Europa, Roma, Mario Borghezio, Catherine Ashton, Egitto, BEI, BERS, Mohamed Morsi, El Cairo, Alto Rappresentante dell'Unione europea, Cooperazione in tutti i settori 

    Egitto – Che fine hanno fatto i  miliardi

    stanziati dall'Ue?

    L'Interrogazione all'Alto Rappresentante Ue, Ashton

    di Mario Borghezio – Comunicato Stampa

     

    Egitto – Interrogazione all'Alto Rappresentante dell'Ue

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato

    Egitto - Borghezio - Ashton - Mistero tra le Piramidi sui Fondi UE

     Ue – Una pioggia di miliardi verso l'Egitto                                                         

    El Cairo, Bruxelles – Nelle scorse ore ho segnalato all'Alto Rappresentante dell'Unione Europea, Catherine Ashton, il fatto che gli ingentissimi aiuti UE all'Egitto non raggiungono gli obiettivi prefissati. L'ho scritto nella mia ultima interrogazione sottolineando il fatto che "la task force riunitasi in Egitto a metà novembre 2012 tra l'ex Presidente Mohamed Morsi e l'Alto Rappresentante dell'Unione Catherine Ashton aveva due scopi principali: a) promuovere la transizione democratica, contribuire a ripristinare la fiducia delle imprese e degli investitori, affrontare problemi di carattere socioeconomico e avvicinare il più possibile l'UE e l'Egitto attraverso la cooperazione in tutti i settori, riunendo i dirigenti d'impresa UE interessati a investire in Egittob) Per quanto riguarda l'assistenza finanziaria dell'UE, la task force aveva annunciato un importo totale di € 5 miliardi per il periodo 2012-2013: 1) dalla BEI e dalla BERS prestiti per un importo fino a € 4 miliardi per finanziare lo sviluppo del settore privato e importanti progetti infrastrutturali; 2) dall'UE 500 milioni di euro sotto forma di assistenza macrofinanziaria (€ 450 milioni in prestiti e € 50 milioni in sovvenzioni); 3) infine, sempre dall'UE ulteriori 253 milioni di euro sotto forma di sovvenzioni (€ 90 milioni provenienti dal programma SPRING e € 163 milioni dal Fondo investimenti per la politica di vicinato)".

      Interrogazione alla Ashton – Che fine hanno fatto i milioni stanziati?   

    Pertanto – nell'interrogazione – ho chiesto all'Alto Rappresentante dell'UE Catherine Ashton quanto segue: "Alla luce della situazione politica che si è creata in Egitto in questo ultimo periodo che ha, inevitabilmente, vanificato quanto citato al punto a), l'Alto Rappresentante dell'UE: 1) è a conoscenza se l'assistenza finanziaria sopra descritta è già in corso e, in caso positivo, quanti milioni di euro sono già stati erogati all'Egitto e come sono stati investiti? 2) visti i recentissimi scenari politici egiziani, come intende intervenire affichè l'ingente quantità di denaro messa a disposizione dall'UE a favore dell'Egitto non sia perduta o comunque investita in forme diverse da quelle previste?"

    On. Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

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