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  • Dalla Siria Domande al Ministro Bonino e al Democratico Occidente

    Dalla Siria Domande al Ministro Bonino e al Democratico Occidente

    Sabato, Maggio 25th/2013

    – Comunicato Stampa delle Sorelle Trappiste di Aleppo – Siria – 

     Siria, Aleppo, Ora Pro Siria, Testimonianza di un italiano in Siria, Nuovo ordine Mondiale, NWO, Usa, Nato, Ministri degli Esteri, Embargo alla Siria, Fornitura di Armi ai Ribelli, Emma Bonino, Domande ad Emma Bonino, Imperialismo Usa-Nato, Opposizione di Russia e Cina, opposizione dell'Iran, David Cameron, Francois Hollande, Barak Obama, Nuovo Ordine Mondiale, Suore Trappiste di Aleppo 

    Dalla Siria Domande al Ministro Bonino e

    al Democratico Occidente 

    – Le Suore trappiste di Aleppo continuano la loro eroica

       e pacifica battaglia contro i Signori della guerra e la

       Disinformazione mediatica italiana ed Occidentale 

    –  La Testimonianza di un cittadino Italiano vissuto in Siria

    –  Embargo contro la Siria – Alcune Domande ad Emma Bonino

        ieri a Bruxelles per decidere le sorti di un popolo sovrano.

    –  Occidente obbediente e prostrato all'imperialismo USA-NATO

       ed ai poteri occulti che ne orientano le politiche

    –  La Falsa primavera Araba Siriana: pagati 10 Dollari per 

      scendere in piazza e gridare contro il Governo

     

    Comunicato Stampa delle Sorelle Trappiste Siriane – Aleppo

    Emma Bonino e L'Imperialismo USA-NATO in Siria - Ora Pro Siria

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Siria – Ieri a Bruxelles i Ministri degli Esteri dell'Ue                                      

    Bruxelles – Ieri i cosiddetti "grandi" d'Europa (in particolare i Ministri degli Esteri dell'Ue – Emma Bonino per l'Italia) si sono incontrati a Bruxelles  per decidere sugli armamenti da destinare alla Siria, verso un allentamento dell'embargo, tale da permettere l'invio di armi verso i ribelli, come richiesto e invocato dai leader di Regno Unito, Francia e Usa (i guerrafondai Cameron, Hollande e Obama). Sul fronte opposto le opposizioni di Russia, Cina ed Iran che si schierano fermamente contro l'imperialismo Usa-Nato, rifiutandosi di aderire a questo sconcertante, diabolico e vergognoso "Nuovo Ordine Mondiale". Intanto continuano le frottole dei media di regime che sostengono la balla secondo la quale il (ricordiamo, pacifico e rispettoso) Presidente Siriano Bassar Al-Assad starebbe utilizzando armi chimiche contro la popolazione siriana. Insomma il solito vergognoso copione usato già con Libia e Iraq. Di seguito il comunicato stampa inviatoci stamane dalle Suore Trappiste di Aleppo, impegnate eroicamente in prima persona ed in prima linea (tra le strade e nelle piazze macchiate ed inondate dal sangue dei loro fratelli) quotidianamente, contro l'imperialismo dei signori della Guerra, a difendere la popolazione siriana ed a lottare contro la disinformazione mediatiche di TV e dei giornali italiani ed occidentali. Segue il comunicato delle Sorelle Trappiste. Aiutateci a diffonderlo con ogni mezzo. Grazie dalla redazione di "Qui Europa". Le Sorelle Trappiste di Aleppo continuano la loro battaglia pacifica contro la disinformazione mediatica occidentale. 

      Il Comunicato – Testimonianza delle Suore Trappiste di Aleppo                

    Aleppo, Testimonianza delle Suore Trappiste –  Ecco quel che sta accadendo in Siria: dalla Siria domande al Ministro Bonino e al democratico Occidente"Cosa si intende per Siria oggi? il legittimo governo che s'è dato il popolo siriano? Oppure la masnada di guerriglieri fanatici che – in nome dell'Islam – si son dati appuntamento sul territorio siriano?".  

    Emma Bonino e L'Imperialismo USA-NATO in Siria - Una Domanda da Aleppo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Democratica Emma Bonino – Le impressioni delle Suore Siriane      

    Evitare che i veti incrociati tra i Paesi facciano cadere l'intera struttura dell'embargo contro la Siria, che deve essere  rinnovato entro la mezzanotte del 31 maggio. E' questa la posizione dell'Italia,  espressa al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri dell'UE dalla  titolare della Farnesina Emma Bonino. "Non so" come finira' la discussione di  oggi sul tema dell'embargo alle armi, "quello che so – ha detto – e' che  dobbiamo evitare che posizioni cosi' divergenti da essere inconciliabili abbiano  come risultato la caduta totale dell'intera struttura dell'embargo".  Ho letto con interesse, ma anche con costernazione, la dichiarazione pubblicata dall'Agenzia Adnkronos circa la dichiarazione fatta dal Responsabile della politica estera dell'Italia, circa la conferma dell'embargo contro la Siria.

    Emma Bonino e L'Imperialismo USA-NATO in Siria - Ora Pro Siria

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Testimonianza di un Italiano vissuto in Siria – Domanda alla Bonino     

    La prima domanda che mi pongo e pongo a chi ha fatto quella affermazione è:  Cosa si intende per Siria oggi? Il legittimo governo che s'è dato il popolo siriano? oppure: la masnada di guerriglieri fanatici che – in nome dell'Islam – si son dati appuntamento sul territorio siriano? Se si vuole intendere la Siria con il suo legittimo governo, mi permetto di dissociarmi: in quanto cittadino italiano ed in quanto individuo libero e cosciente di una situazione distruttiva del Paese, non voluta né da chi lo dirige e tanto meno dal popolo.

    Emma Bonino e L'Imperialismo USA-NATO in Siria - Una Domanda da Aleppo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Fino al Metà del 2011 i Siriani Vivevano in Pace                                             

    So per certo che fino alla metà di marzo dell'anno 2011 la Siria ed i siriani vivevano in pace, godevano non solo di libertà, controllata se si vuole, ma ognuno era pur sempre libero di muoversi come voleva. Oggi dov'è questa libertà? Oggi si vive nel terrore

    Discorso di Assad Censurato da tutti i Media occidentali

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Siria – Un'oasi di Pace distrutta dai signori della Guerra Occidentali       

    Ho avuto la fortuna di vivere in quella terra benedetta da Dio per parecchi anni. Posso assicurare che in nessun paese di tutto lo scacchiere Mediorientale ci fosse tanta libertà. Nelle città la gente circolava per strada liberamente e senza alcuna paura fino alle ore piccole della notte. Ho avuto modo di ospitare a varie riprese, in diversi anni, amici venuti dall'Italia: con questi si usciva, soprattutto di estate, a partire dalle ore 11,30 di notte e si usciva a piedi, si rientrava dopo un'ora od un'ora e mezza tranquillamente. Più di uno di questi miei ospiti, venuto con il preconcetto che la Siria fosse un paese canaglia, s'è ricreduto ; non solo, ma s'è espresso in questi termini per descrivere la situazione di libertà e sicurezza che, malgrado le idee con cui era venuto, non s'è vergognato di ammettere, dicendo: "E' un delitto che i nostri governanti ed il mondo intero vogliono far passare la Siria per un paese canaglia".

    La Siria e il volto dell'Occidente Democratico: il Volto del Male

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Un Delitto contro la Siria e i Siriani – La Falsa Primavera Araba               

    Nella seconda metà di marzo 2011 scoppia la cosiddetta "Primavera Araba" pure in Siria. Il mondo occidentale applaude, come ha fatto per gli altri Paesi dell'area. Il mondo occidentale non s'è reso conto che dietro tutta quella macchina primaverile vi erano Stati del Golfo interessati a far cadere il Governo ed il suo Capo: e non perché fosse dittatore, ma perché si vedevano veramente minacciati nelle loro Istituzioni. L'Occidente è caduto nella trappola, è stato irretito ed ha appoggiato queste manovre, anche perché se non lo avesse fatto si sarebbero potuti chiudere i pozzi dell'oro nero di cui l'Occidente ha tanto bisogno. (anche se – aggiungiamo – il Disegno del Nuovo Ordine Mondiale, va oltre questo aspetto – vedi video in allegato – Sai chi è John Todd? 1a, 2a e 3a parte). Non ha riflettuto che si volevano attirare le attenzioni sulla Siria, che stava guadagnando  terreno attraverso le aperture democratiche e di libertà concesse al proprio popolo, alle spese dei veri dittatori sempre al potere di altri Paesi dell'area.

    Inganno Primavera Araba

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Primavera Araba Siriana – Pagati a gruppetti per scendere in Piazza  

    Così si è iniziato pagando facinorosi perché scendessero in piazza a gridare contro il governo (ogni individuo che gridava "abbasso il regime" era pagato $ 10 e se con sé ne portava altri 5 – 6 – 10 percepiva altri $10 a testa. Questo sistema era diventato un business vero e proprio… Un individuo poteva così guadagnare in una sola ora 150 – 200 dollari americani, circa lo stipendio di un mese. Chi legge faccia le sue considerazioni – vedi articolo in allegato: intervista al Vescovo di Aleppo). Si chiedeva al Governo di togliere lo stato di "Emergenza". In realtà questo stato di "Emergenza" non esisteva più da anni. Altrimenti come si può spiegare la libertà di cui godeva il popolo? Come si può spiegare, ad esempio, il fatto che la gente usciva per strada e si ritrovava nei caffé, nei bar, nelle gelaterie fino all'una o le due di notte?  Ormai s'era aperta una strada e bisognava percorrerla fino in fondo. Si doveva trovare un "capro espiatorio" e l'Occidente pur di aver il petrolio l'ha designato, e continua a perseguirlo.

    Intervista al Vescovo di Aleppo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'Occidente e la Politica del Terrore e delle Armi                                            

    L'Occidente organizza "meetings" ed altro, in favore del povero popolo siriano ed invita a parteciparvi gente che non rappresenta il popolo, come è successo a Roma il 28 febbraio 2013: in occasioni del genere si arriva con i portafogli pieni e si riversano "aiuti" nelle mani o nelle sacche di chi?… di chi dovrebbe dare la pace e la tranquillità ai siriani. I soldi vengono dati usando l'eufemismo "aiuti strategici". Che dicano chiaramente: "PER COMPERARE ARMI". Che dicano finalmente cosa stanno facendo e cosa intendono fare della Siria. Oggi si parla di confermare l'embargo e i soldi dati alle masnade di rivoltosi, venuti dal mondo intero, chi li blocca? Questi Signori della Guerra, perché altro non sono, si sono mai posti la questione: là dove abbiamo aiutato un gruppo di facinorosi (in  tutti i Paesi del mondo ve ne sono, come in tutti i Paesi del mondo vi sono i malcontenti) a sollevarsi ed hanno raggiunto, col nostro aiuto, il potere, hanno poi portato la libertà? la democrazia? Questi commercianti di guerra hanno mai riflettuto se in Tunisia, in Libia, in Egitto s'è instaurato il regime di libertà che loro avevano auspicato e per cui avevano gettato soldi portandoli via dalle casse della loro Nazione? Questi Signori della Guerra hanno diritto di  vuotare le casse del proprio Paese per portare guerra e disordine in un Paese in cui non sono stati chiamati? 

    Balle Mediatiche e Nuovo Ordine Mondiale

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Guerra all'Iraq – Il Paradigma Occidentale e il Grande Bfuff                 

    La storia delle rivoluzioni e delle guerre in Medio Oriente inizia con la guerra all'Iraq. Guerra fatta per detronizzare un dittatore che ha bluffato il mondo intero minacciandolo di possedere armi chimiche di distruzione di massa (Vedio Video intervista in allegato di Bruno Vespa a saddam Hussein). L'Iraq è stato distrutto, il dittatore è stato detronizzato, processato ed ucciso, ma di armi chimiche neppure l'odore. Fu ammesso, e da chi aveva dichiarato quella guerra, rifiutando di ascoltare la voce del Beato Giovanni Paolo II… Una domanda sorge spontanea: in tutta quella storia, dove era l'ONU?

    Corporatocrazia e Nuovo ordine Mondiale - New World Order

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Iraq – La Scusa delle Armi chimiche: dov'era l'ONU?                                    

    Oggi l'ONU è sempre presente a gridare che in Siria il numero dei morti ha raggiunto questo numero,…. quasi a volerli attribuire tutti all'esercito regolare. Come se i cosiddetti oppositori sparassero cioccolato o ciliegie. Già, perché gli oppositori – con i soldi che forniscono loro i Signori della Guerra – comperano armi giocattolo… Ma l'ONU ci ha mai detto dove sono finiti più di un milione di Irakeni, morti per una guerra assurda? Gli Irakeni morti durante quella guerra, e quelli che muoiono ancora oggi per tutti gli attentati perpetrati dai terroristi, cosa sono per l'ONU? animali da macello soltanto? O all'ONU, visto il proprio comportamento assunto con la guerra in Irak, oggi sorgono gli scrupoli di coscienza, e conta i morti siriani? 

    L'Incontro NATO a Roma

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Cara Bonino… ascoltate se avete ancora una coscienza!                              

    Chiudo queste mie considerazioni con qualche domanda che rivolgo a coloro che vogliono l'embargo chiaramente unilaterale, per poter poi armare come vogliono i ribelli: "se mai avete una coscienza riflettete a quanto avete fatto fino ad oggi ed a quanto state per perpetrare" : in Siria si sta distruggendo un popolo, una delle civiltà più antiche del mondo, tutto ciò chi l'ha permesso? Che fine hanno fatto i due sacerdoti ed i due vescovi rapiti ad Aleppo, i primi lo scorso gennaio ed i secondi lo scorso 22 aprile? Ma questi non sono i soli. Ve ne sono tanti altri che non sono mai tornati a casa….

    Obiettivo Siria

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Siria ha soltanto bisogno di Pace                                                                      

    La Siria ha soltanto bisogno di pace: se si vuole il bene di un popolo, di un Paese, si devono escogitare modi e maniere per aiutarlo e, se nel caso si dovesse ritenere che chi lo governa dovrà cambiare qualcosa, lo si deve aiutare, ma mai imporre ad un Capo di Stato:  "devi fare questo o quello soltanto così sarai nostro amico". Soprattutto…. Soprattutto si deve capire che mai si può imporre ad un Capo di Stato di quella Regione: devi andare in esilio, devi lasciare il potere, te ne devi andare. Ci si deve sforzare di comprendere la loro psicologia e questo lo si potrà capire vivendo con loro e tra loro, per anni ed anni….

    Osservatore Siriano da Aleppo – Comunicato Stampa delle Sorelle Trappiste 

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     Video e Articoli Correlati  – Approfondimenti                                                                                

    La Sacra Bibbia – Libro dei Salmi
     
    (Cap. 64, 3-4)
    HANNO AFFILATO LA LORO LINGUA COME SPADA E HANNO SCAGLIATO COME FRECCE PAROLE AMARE, PER COLPIRE DI NASCOSTO L'UOMO INTEGRO" 
    (​Cap. 64, 5)
    "S'INCORAGGERENNO A VICENDA IN UN'IMPRESA MALVAGIA; SI ACCORDANO PER CAMUFFARE TRANELLI; E DICONO: "CHI SE NE ACCORGERA'?" 
    (​Cap. 64, 6)
    "MEDITANO PENSIERI MALVAGI E DICONO: ABBIAMO ATTUATO IL NOSTRO PIANO!" 
     

    Qui Europa http://www.youtube.com/watch?v=x4mFPbfdnDg&feature=youtu.be

    Qui Europa – NUOVO ORDINE MONDIALE E CORPORATOCRAZIA – LA STRATEGIA IMPERIALISTICA DEGLI USA PER SCHIAVIZZARE I POPOLI – http://www.youtube.com/watch?v=l0DCl2SfVsU – PARTE I

     
    Qui Europa – NUOVO ORDINE MONDIALE E CORPORATOCRAZIA – LA STRATEGIA IMPERIALISTICA DEGLI USA PER SCHIAVIZZARE I POPOLI – PARTE 2 –http://www.youtube.com/watch?v=YeScFd8zyEE

     

    Qui Europa – INCREDIBILE INTERVISTA DI VESPA A SADDAM HUSSEIN – ANALISI IMPECCABILE DEL CAPO DI STATO ASSASSINATO – IRAQ 1991 – http://www.youtube.com/watch?v=wNBfhyFLlEA

     

     

    Siria – Videomessaggio del Nobel per la Pace Mairead Maguire al Popolo Italiano

    Siria – Videomessaggio del Nobel per la Pace Mairead Maguire al Popolo Italiano

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    Siria – Il Discorso di Assad censurato da tutti i Media Occidentali

    Siria – Il Discorso di Assad alla Nazione e al Mondo:  Riconciliazione, Pace, Dignità e senso di Patria – Il vero volto della Siria che i Falsi Profeti dell’Imperialismo Occidentale e del Terrorismo  non cercano

    Venerdì, Gennaio 11th/ 2013 – Discorso in Forma integrale del Presidente Bashar Al-Assad –  – President Bashar Al-Assad's Speech in Full Form – – Traduzione di Sergio Basile – Qui Europa (www.quieuropa.it) Cristiani / Bashar Al-Assad / Discorso in Forma Integrale / Traduzione in Italiano / Damasco / Teatro dell'Opera di Damasco / Desiderio di Pace […]

    Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman

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    Giovedì, Maggio 23rd/2013 – di Ulisse Scintu – Europa, Qui Europa, Unione Europea, Costituzione, Corte costituzionale, Ulisse Scintu, Stati Uniti D'America, high frequency trading, H.F.T., EHMS, economic hitman, corporatocrazia, strategia egemonica imperialista, EHEM, EHM, Otpor, NWO    Corporatocrazia Made in Usa – L'Altra Faccia del Nuovo Ordine Mondiale Utilizzo dell’High Frequency Trading e degli EHMs quali strumenti di accelerazione della strategia […]

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    Lunedì, Dicembre 31st/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Vittime cristiane / Cristianesimo, nel 2012, 105.000 vittime / Religione / Cultura / Società / Cristianesimo / Nigeria / Egitto / Mali / Pakistan / Corea del Nord / India / Fede / Vittime / Persecuzioni / Fedeli / Perdono / Vendetta / Santo Stefano / Martiri / Cammino […]

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    Venerdì, Maggio 10th/ 2013 – Comunicato Stampa Redazione Ora Pro Siria  – Siria, Aleppo, Damasco, Pace nel Mondo, Giornata Mondiale di preghiera per la Pace in Siria, Chiese Siriane, Ora Pro siria, Qui Europa, Gregorio III Laham, Intenzioni di Preghiera  Sabato 11 Maggio: Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace in Siria Dalla Pace in Siria […]

    Speciale Siria

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    Venerdì,  Febbraio 22nd/ 2013  – di Marinella Correggia –   Esteri / Siria / Unione Europea / Qatar / Guerra / Negoziati / Crisi siriana / Amici della Siria / Coalizione di Doha / Attentati / Aiuti militari / Terroristi / Jihadisti / Embargo commerciale / Forniture Armi / Legge 185 del 1990 / Dignità […]

    Siria – Massacri Quotidiani, Massacri Manipolati, Massacri Occultati dal Mostro Occidentale

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    Sabato, Febbraio 16th/ 2013 – di Marinella Correggia e Pierangela Zanzottera –  Siria / Due massacri Manipolati e altri due occultati / Aleppo / Damasco / Homs / Kamikaze / Lahdar Brahimi / Onu / Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite / Osservatorio Siriano per i Diritti Umani / Londra / Fiume Queiq / Mohammad al-Halabi […]

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    Sabato, Maggio 25th/2013

    – di Sergio Basile – 

    Usa, Austerity, unione Europea, Debito Pubblico, Falsi maestri, Thomas Herndon, Angela Merkel, Manuel Barroso, Amherst, Massachussetts University, Harvard University, Keynes, Paul Krugman, Eurozona, Joseph Stiglitz, G20, Barak Obama, Samaras, mariano Rajoy, Carmen Reinhart, Kenneth Rogoff, Meccanismo del Moltiplicatore, Growth in a time of Debt, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Giappone, Italia, Governo letta, governo Monti, Sergio Basile, Qui Europa 

    Anche l'Università USA costretta ad ammettere

    l'orribile inganno chiamato "Austerity"

    Lo studentello che sconfessa i distratti professoroni

    Carissimi, Ora ditelo agli Europei e all'Unione Europea!

    Lo scandalo del G20 e la curiosa scomparsa…

    Continueranno i politicanti italiani a recitare questa assurdità?

     

    di Sergio Basile 

    Thomas Herndon - Bluff Austerity

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Austerity –  Il Discepolo Supera il Falso Maestro                                             

    Amherst, Massachussetts, Usa – Il ventottenne laureando in economia, lo statunitense Thomas Herndon, è solo l'ennesimo testimone della bestiale bufala chiamata "Austerity" (detta in altri termini dittatura dell'Eurozona, per comprenderci) e lo è diventato – suo malgrado – in un modo davvero curioso: preparando la sua tesi di laurea presso l'University of Massachussetts. In particolare il giovane Thomas non ha fatto altro che dar seguito – nel modo più serio e semplice possibile – ad un compito assegnatogli dai suoi professori. Mai avrebbe immaginato, in tutta onestà, di poter diventare per molti un eroe, per altri (pensiamo a Draghi, alla Merkel, a Barroso, Monti e Letta) un vero e proprio incubo. Nonché prova tangibile della mala fede di molti, che con la scusa della truffaldina crisi hanno finito per imporre una dittatura reale ai danni di oltre 200 milioni di cittadini del Sud Europa e dell'Irlanda, trasformandole in sottocolonie della colonia Usa, chiamata Europa. Il Giovane Herdon ha dunque demolito dalle fondamenta – è davvero il caso di riconoscerlo – addirittura lo pseudo-studio posto a base delle politiche di austerità intraprese dai governi liberisti e socialisti in Europa. Pensiamo al governo Hollande in Francia. Pensiamo soprattutto ai governi Samaras, Monti-Letta e Rajoy, in Grecia, Italia e Spagna. 

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     Growth in a Time of Debt                                                                                         

    Ma chi c'è all'origine della curiosa faccenda e del grande inganno? I professori della Harvard University, Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, autori dello studio “Growth in a Time of Debt” (Crescita al tempo del Debito). L'assioma o assunto di base posto come pilastro teorico della ricerca ritiene che "se il debito pubblico di una nazione raggiunge la soglia del 90% del Pil, diventa un ostacolo insuperabile alla crescita".  Assunto tra l'altro – come trattato in più occasioni da Qui Europa – più volte smentito nella realta da economie come il Giappone: Paese col più alto debito pubblico al mondo. Ma un assunto dogmatico, questo, più volte criticato e rigettato da numerosi premi Nobel per l'economia e studiosi di rilievo internazionale, del calibro di Joseph StiglitzPaul Krugman (vedi articoli in allegato). Anche grazie ad "operette comiche" come "Growth in a Time of Debt", si preferì sostituire alle politiche di crescita keynesiana, incentrate sul Deficit Spending (oggi di fatto abolito, facendo venir meno il ruolo stesso dello stato elo stesso requisito giustificativo della tassazione: i servizi restituiti dallo stesso Stato)  e sulla possibilità di creare ricchezza grazie alla spesa a debito ed al Meccanismo del Moltiplicatore economico.

    Thomas Herndon - Bluff Austerity

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Tutto per caso                                                                                                               ​ 

    "I miei professori di Amherst – ha dichiarato nei giorni scorsi il giovane Thomas Herndon – mi avevano assegnato un compito molto comune: prendi una ricerca fatta da altri  (nel caso specifico quella di Reinhart e Rogoff) economisti, e prova a dimostrare che sei capace di replicarne il risultato. (…) Essi – continua Thomas – mi hanno messo a disposizione tutte le loro fonti originarie da cui avevano attinto i dati sulla crescita. Mi hanno dato accesso anche alle varie versioni dei loro calcoli".

      La Svista – Due Catastrofici, Grossolani, infami Errori?                              

    A questo punto la scoperta del giovane universitario fu davvero eclatante: gli economisti di cui sopra avevano commesso due grossolani e catastrofici errori, quella che lo stesso Herndon ha definito generosamente come una "svista di allineamento” (?) nelle colonne delle cifre da addizionare usando il software Microsoft Excel. Sbaglio (o pseudo-tale) apparso ancor più grave se si considera il fatto che la coppia di titolati e noti professori omise clamorosamente di includere nella ricerca i risultati ottenuti (ed in palese controtendenza con le loro conclusioni finali) da tre nazioni esaminate, cioè  Australia, Canada e Nuova Zelanda. In questi Paesi (così come avvenuto col Giappone) la crescita economica non fu di fatto mai penalizzata da un elevato livello di debito pubblico.

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     Tre legittimied inquietanti  interrogativi                                                            

    Anzi! Ma allora ci chiediamo: 1) perchè i professori non ricontrollarono i loro studi, appotando le dovute correzioni? 2) Perchè tali clamorose ed inquietanti esclusioni? 3) Forse per facilitare le mire espansionistiche Usa in Europa e per conferire loro un alibi, dando nel contempo un pretesto valido di legittimità all'euro-casta? Voi che dite? Certo, a pensar male (come diceva Giulio Andreotti) spesso ci si indovina. Mah! Questi americani!

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     Una dolorosa smentita – Eurocasta KO anche sul piano teorico               

    Dinnanzi a tutto ciò i geni dell'economia Made in Usa Reinhart e Rogoff, hanno dovuto fare il loro doloroso e doveroso mea culpa publlico scegliendo come "patibolo", le colonne del New York Times. Come? semplice: ammettendo il macroscopico errore e prendendo le distanze dalle politiche di austerity. O meglio dalle distruttive politiche di austerity.  Cio avveniva prima dell'ultimo G20.

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     Avvenne al G20 – Vergognoso                                                                               

    Ciò  – con estrema inquietitudine – spiega il perchè nell'ambito dello stesso vertice dei potenti della Terra, dal comunicato finale, sia stato fatto letteralmente sparire ogni riferimento al rapporto debito/Pil, per effetto di questa raccapricciante scoperta. Ma dinnanzi a tutto ciò, Angela Merkel, Manuel Barroso e i politici italiani, continueranno ancora a recitare l'assurda ed ignobile farsa sull'austerità e l'altrettanto assurda storiella della riduzione (lacrime, sangue e suicidi) del debito pubblico? un debito pubblico (ricordiamolo) assolutamente non creato dai cittadini, ma da banche sovrane e politica infame. Che fa anche rima!

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Catastrofe Euro: Progetto concepito per la Distruzione del Continente. La Confessione di Lafontaine

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    Governo Letta, Eurocasta, Sindacati: Sai Trovare le Differenze?

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    Venerdì,  Maggio 3rd/ 2013  – di Sergio Basile – 1 Maggio, Enrico Letta, Unione europea, Italia, Manuel Barroso, Herman Van Rompuy, Sindacati, Susanna Camusso, Terzomondializzazione dell'Italia, Perugia, Torino, Roma, Bruxelles, MES, Fondo Salva Stati Permanente, Ammazza Stati, Patto di Stabilità, Bufala del debito pubblico, Abolizione dello stato sociale, Abolizione del Diritto di sciopero, Abolizione delle pensioni, […]

    La Grande Menzogna della Tassazione – Trichet difende ancora l’Euro

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    Sabato, Aprile 27th / 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, Francia, Italia, Sistema bancario internazionale, Credit Suisse, Tassazione, Eurozona, Unione Europea, Web, Organi informazione, Impero mediatico, Multinazionali, Mes, FMI, Controinformazione    La Grande Menzogna della Tassazione: Seconda Parte – Trichet difende ancora il Progetto Euro L'ultima balla dell'ex […]

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    Mercoledì, Febbraio 6th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Burattini del Bilderberg / Monti / Hollande / Francia / Italia / Trattato di Lisbona / Banche / Truffa bancaria / Schiavitù / Ricapitalizzazioni bancarie / Usa / Obama / rating / Lehman Brothers / Trilateral Commission / Bilderberg Club  Monti-Hollande – Veramente […]

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    Direttive Ue – La Maglia Nera dell’Italia e la Linea Repressiva di Bruxelles

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  • Risiko Ue: “Progetto nato per fallire”

    Risiko Ue: “Progetto nato per fallire”

    Mercoledì, Maggio 30th / 2012

    – di Domenico Apicella e Sergio Basile –

    Unione europea / Fallimento / Eurozona / Euro / Piigs / Bruxelles / Crisi / Portogallo / Irlanda / Italia / Grecia / Spagna / Sovranità monetaria persa / Sovranità nazionale smarrita / Nato / Usa / Europa / Russia / Risiko / Indifferenza dei media / Geopolitica / Dittatura / Corsa all'accaparramento delle risorse / Vangelo / Stati Uniti d'Europa / Domenico Apicella / Sergio Basile / Quii Europa / Barack Obama / Delors / Piano Delors  

    Risiko Ue: “Progetto nato per fallire”

    E' tutto un grande Risiko" per l'accaparramento

    delle risorse: Delors sapeva tutto!

    L'euro ci ha portatoverso una nuova dittatura

    Siamo già senza saperlo gli Stati Uniti d'Europa

    Risiko Ue – Un Piano nato per fallire

    Bruxelles – Ci domandiamo oramai costantemente che fine faremo oppure se saremo in grado di reggere le politiche imposte dal “fiscal compact” o ancora se riusciremo a rimanere in un regime monetario europeo che si fa sempre più pressante; domande senza risposta,oppure no? I mercati hanno perso la fiducia nei confronti dei paesi Pigs (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna), ed in coda a questa classifica possiamo senza dubbio aggiungere l’Italia. Tuttavia fino a pochi anni fa il rendimento dei titoli dei paesi poc’anzi citati era perfettamente allineato con quelli dei paesi economicamente più avanzati, come la Germania  (anzi per il vero la Germania non riusciva ad avere un surplus, mentre l'avanzo dell'Italia era da record: il Nord Italia era la regione di gran lunga più sviluppata d'Europa, tra le prime al mondo)  ed allora nell’arco di un lasso di  tempo così residuale, quale fattore scatenante ha innescato questo repentino e radicale mutamento di circostanze? Intorno al 2007/2008, come noto, ci fù la crisi finanziaria americana, che illustri economisti della stessa area avevano definito un episodio circoscritto al continente di riferimento; d’improvviso poi in Europa si  percepì il sentore che questo fenomeno distruttivo si fosse spostato verso est, avesse oltrepassato l’atlantico sino al definitivo approdo nelle coste spagnole, per diffondersi poi rapidamente su tutto il vecchio continente. Geograficamente sarebbe difficile giustificare una concatenazione così capillare di eventi tra continenti differenti,finanziariamente invece è semplicissimo: è stato il sistema bancario europeo, strettamente connesso a quello statunitense a trasportare questa crisi ed a contribuire al raggiungimento di due risultati diametralmente opposti: da una parte l’inizio della fine dell’euro, dall’altra il “rinsaldamento” del dollaro.

     

      Perché il crollo dell’euro?  

     

    Perché si sommeranno due problematiche: 1) la non sostenibilità dei debiti sovrani per stati in difficoltà economica; 2) Una pseudo-crisi bancaria europea senza precedenti: che per la verità non convince molto, visti i lauti e continui regali  della Bce al sistema bancario, la speculazione sul debito degli stati in difficoltà e il monopolio del sistema bancario privato di rifinanziare l'economia dagli stati (affidatogli proprio dall'Ue, in virtù a quando previsto nell'Art. 123 del Trattato di Lisbona). Si aprirebbe allora uno scenario alternativo di salvezza, dove si paventa che i paesi della tripla A (oggi Germania, Finlandia eLussemburgo) possano garantire, insieme a tutti gli altri paesi dell’eurozona, il debito europeo (interamente considerato) attraverso la costituzione degli “eurobond”. Ma sinceramente vediamo questa soluzione come un’ulteriore cessione di sovranità, questa volta non ad un entità sovranazionale come l’Unione europea ma ad uno stato o ad un’elite di stati parimenti importanti a livello internazionale, che ci porterebbe ad una dipendenza non più soltanto nei confronti dei “super paesi mondiali”  come Stati Uniti d'America e Cina, ma anche nei confronti di paesi microscopici a livello demografico come il Lussemburgo (con il Belgio, tra le patrie europee più ambite dalle multinazionali).

      Un semplice esempio  

    Per realizzare concretamente l’idea che vorremmo far passare è utile un esempio: sarebbe come se chiedessi ad uno strozzino dei soldi da destinare ad un altro strozzino a cui mi ero rivolto in precedenza (un circolo vizioso che comporterebbe una situazione ancora più insostenibile). O si ricorre ad interventi strutturali a livello interno ed a livello europeo o non esiste più la speranza di un’Europa coesa e solida. Perchè piuttosto non rinazionalizzare le Banche centrali? Ciò porterebbe i cittadini a non esser costretti ad acquistare a tassi da usura il proprio denaro.

      Gli "insensibili"  

    Secoli di travaglio per far nascare degli stati sovrani ed indipendenti e poi una manica di tecnocrati in pochi mesi ci vorrebbe costringere a buttare tutto nello scarico. Ma è mai possibile che importanti giornali come Il Sole 24Ore, La Repubblica e Il Corriere della Sera non lo capiscano e non sensibilizzino intal direzione l'opinione pubblica?

      "Welcome" negli "Stati Uniti d'Europa"! 

     

    Se da un punto di vista economico non siamo indipendenti ed autonomi, nondimeno  possiamo ritenerci tali da un punto di vista politico-militare: infatti dal summit di Chicago è emerso che la Nato vorrebbe estendere lo “scudo” nel Vecchio continente, per ottenere una difesa più forte e più capace in Europa, a patto tuttavia che la Nato stessa rimanga sempre sotto il comando USA, praticamente un indiretto esercizio del potere militare statunitense nei confini europei. Installare radar in Turchia, missili intercettori in Romania e Polonia e navi da guerra “Aegis” nel Mediterraneo, è questo il piano degli Usa. Si azionerebbe così, un controllo sistematico e costante negli stati baltici ed in tutta l’Europa; ciò non lascia impassibile Vladimir Putin, ed evidentemente la reazione Russa non tarda ad arrivare. I Russi, infatti, in questa sorta di "Grande Risiko" mondiale, interpretano il tutto come un chiaro avvertimento, un’evidente minaccia, rilanciando contromisure attraverso l’installazione di un radar e di missili mobili Iskander, nell’enclave Kalliningrad. Gli Usa, dal canto loro, nelle scorse ore hanno tranquillizzato (si fa per dire) la reazione dell’ex armata sovietica, sostenendo che questo sia semplicemente un atto precauzionale nei confronti delle minacce iraniane. Ma in questa lotta per l'accaparramento delle risorse mondiali, è tutta una questione di geopolitica. Tutto un bluff dunque! Ovvio! Forse anche noi siamo un bluff, anche il progetto europeo è stato un bluff: e il vecchio caro Delors, nel suo celeberrimo "Piano", ne sapeva di certo più di noi. Lui la sapeva davvero "lunga"!  

      Qualcuno lassù vede e provvede  

    Ciò accade sotto il nostro naso e tra la "distrazione di massa" generale, dunque, mentre si instaura un clima di tensione mondiale, ci si prepara ad uno scenario apocalittico di guerre atomico-nucleari, e dal canto suo l’Europa che fa? Dice: "prego entrate, fate come se foste a casa vostra! O forse lo è già da un pezzo? A voi la facile e sconcertante risposta. Allora in questo clima surreale e pesante, se non fossimo evidentemente illuminati dalla luce della fede nell'unico vero Dio e del Vangelo, non vedremmo all’orizzonte nessun lume di salvezza, forse è vero: siamo nati per fallire. Ma evidentemente c'è lassù qualcuno infinitamente più saggio ed "infinito" rispetto alle piccole, meschine e scellerate divinità terrestri, che vede e al tempo giusto provvede! Amen!

    Domenico Apicella, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Troika e Merkel, dal G8, tentano l’ultima carta per ingabbiare la Grecia

    Troika e Merkel, dal G8, tentano l’ultima carta per ingabbiare la Grecia

    Sabato, Maggio 19th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Eurozona / Unione europea / Grecia / Troika / Ue / Bce / Fmi / Karel De Gucht / Antonio Tajani / Atene / Camp David / G8 / Angela Merkel / Austerity / Debtocracy / Paul Krugman / Fuoriuscita dall'Eurozona / Strategia di exit / Regno unito / Ritorno alla dracma / Mario Mauro / Gianni Pittella / Trattato di Lisbona / Articolo 123 del Trattato di Lisbona / Agenzie di rating / Attentato legalizzato alla sovranità nazionale degli stati / Aiuti / Crescita impossibile / Ipocrisia dei media / Ipocrisia del G8  / Barak Obama / Francoise Holland  

    Troika e Merkel, dal G8, tentano l'ultima

    carta per ingabbiare la Grecia 

    di Sergio Basile 

     

    Dagli Usa – Le ultime ricette per l'Eurozona 

    Merkel dal G8 – "Atene dopo il 17 giugno dovrà

    decidersi a rispettare i patti sull'Austerity!"

    Imbarazzo in Commissione Ue per dichiarazione di Karel De Gucht: 

    poi smentita da Barroso & Co

    Camp David, Atene, Bruxelles – Ora è ufficiale! Atene potrebbe fare dietrofront ed abbandonare l’Eurozona: un luogo ideale che dal 2002 ad oggi ha però tradito le aspettative degli ellenici e – per ora – le aspettative e le istanze di giustizia di gran parte degli Europei. Milioni di cittadini – il malcontento, come noto, cresce soprattutto nel Sud Europa –  oggi disoccupati e di colpo poveri, che – grazie alla precisa volontà politica dell’Ue di detronizzare gli stati in favore del mercato e delle “inquisite” agenzie di rating (prime responsabili di un furto legalizzato) – hanno assistito quasi pressocché impotenti alla rottura del patto sociale europeo. La situazione attuale, infatti, vede il Vecchio Continente diviso sempre più in due tronconi, e grazie anche ad una moneta unica nata male e con intrinseche ed evidentissime malformazioni genetiche, che alla lunga hanno iniziato a manifestare i chiari segni di una patologia incontrollabile e cancerogena. E questo lo sfondo che porterà il prossimo 17 giugno la Grecia nuovamente al voto, nonché ad uno storico referendum sulla permanenza nell’euro. A Bruxelles, intanto, mentre il mondo guarda ai risultati dei lavori del G8, si vocifera che l’idea di accorpare il referendum al voto legislativo l’avrebbe invero suggerita proprio la Merkel. 

      Le ultime dal G8 di Camp David   

    Secondo ultime indiscrezioni, il referendum Angela Merkel – la grande suggeritrice –  l’avrebbe “consigliato” al presidente greco Karolos Papoulias in una telefonata fatta da Camp David – proprio dal G8 – nella quale il panzer tedesco (evidentemente infastidito dalla scelta nazional-popolare anti-euro del corpo elettorale) avrebbe fatto pressioni affinché Atene potesse restare ancora nella gabbia-euro di cui sopra. Nella telefonata la Merkel avrebbe altresì auspicato che dopo il 17 giugno Atene avesse potuto  “finalmente” decidersi  a rispettare i patti di austerity, nonché ad accettare gli altri (aggiungiamo “ipocriti” ed “iniqui”) aiuti per l’affossamento … Ehm! Scusate, per la “crescita” del Paese mediante il pareggio di bilancio ed i sempre più cospicui interessi sul debito da pagare alle banche. Forse bisognerebbe parlare di "pareggio delle coscienze" davanti a Dio! Sarebbe, a nostro avviso, più – moralmente, se non cristianamente – opportuno! Tutto ciò, mentre da camp David, Francois Holland ha aperto alla tobin Tax e ha offerto collaborazione ad Obama, Monti & Co, per intensificare le misure sulla crescita. L'unica grande stonatura è che ciò (come già ribadito nel precedente articolo di "Qui Europa", che vi invitiamo a leggere) si palesa davvero incompatibile ed antitetico dinnanzi alla comune volontà di mantenere lo "status quo" sull'austerity, caro alla Merkel ed alla Troika.

      Dracma più vicina per Atene  

    Per l’Ue si tratta, pertanto, dell’estremo tentativo di mantenere la Grecia nel recinto dell’Eurozona. Il fatto è che gli ellenici si sentono ormai preda da macello e non vedono più l’Eurozona come un recinto all'interno del quale trovare protezione (a suon di “pseudo-aiuti” del Fmi e della Troika) ma bensì come una gabbia asfissiante dalla quale evadere al più presto, per salvare la pelle. Sta di fatto che già da settimane un'azienda britannica, che si occupa della produzione di banconote per oltre 100 paesi in tutto il mondo, sta attrezzandosi per un probabile ritorno alla dracma. Ritorno caldeggiato anche da molti premi Nobel per l’economia, tra i quali Paul Krugman, che nelle scorse settimane ha più volte indicato la strategia di “Exit” quale unica salvezza per la Grecia e per la stessa Europa. Molti esperti internazionali di geopolitica, tra i quali il giornalista e scrittore italiano, Giulietto Chiesa – che “Qui Europa” ha incontrato nei giorni scorsi – hanno tuttavia parlato di una possibilità uscita non brusca però, ma altresì lenta, progressiva e controllata, onde evitare disastri maggiori.

      Nazismo Bianco – Documentarsi ora per salvare la pelle!  

    Forse per comprendere davvero la tragedia greca bisognerebbe, tuttavia, uscire da pregiudizi o prese di posizioni ideologiche, e spendere un pò di tempo in più per documentarsi il più possibile. Ciò vedendo magari il film-documentario “Debtocracy”(vedi in Multimedia Gallery), che la redazione di “Qui Europa” vi consiglia vivamente al fine di comprendere di che morte sta morendo l’Europa. Ricostruzioni storiche e cronologiche dei fatti piuttosto crude, quanto reali e choccanti – al di là delle censure dei falsi media assoldati da lobby e burattinai senza scrupoli. Al di là dei media senz’anima e dignità – specchio di una società (quella greca) allo sbando, e che presto (molti analisti dicono dopo l'estate) potrebbe affacciarsi prepotentemente, e riflettere la sua tutt'altro che eterea luce, anche in Italia. Molti per comprendere e cambiare atteggiamento hanno bisogno di prendere delle tremende tranvate in faccia! Alcuni Greci, fino ad un anno fa vivevano nel benessere e nell’illusione, non immaginando nemmeno l’apocalisse che da lì a poco avrebbe dominato nella terra di Platone e Socrate: terra che inventò la Polis e la Democrazia. Molto illuminanti, in merito, sono state anche per noi, le chiacchierate fatte fin dai mesi scorsi, con il nostro amico Nektarios Kavallaris, un ormai ex-giovane studente ateniese, del Pireo.   

      Commissione Ue: Ammissioni imbarazzanti e smentite  strategiche  

    Gravi e fuori luogo, giudichiamo anche le parole di Karel De Gucht, iperliberista belga commissario europeo per il Commercio, che – nelle scorse ore – al quotidiano fiammingo De Standaard ha dichiarato che ''sia nella Commissione europea sia nella Bce ci sono servizi che stanno lavorando sugli scenari d'emergenza nel caso in cui la Grecia fallisca''. Secondo De Gucht sarebbe inutile illudersi su un passo indietro della Troika in merito alle politiche di austerità e debito. “L’Europa – ha tuonato – non si piegherà e non allenterà le misure di austerity richieste!”. Secondo la conciliante Commissione Ue, infatti, la via della sottomissione ad aiuti e sacrifici per spianare il debito (creato da banche e politici corrotti) è l'unica opzione razionale che ha il Paese. Sconcertante! Accade anche questo in questa gabbia sociale, finanziaria ed economica ribattezzata la società del “Nazismo Bianco”. Ma a poche ore dall’infausta frase, secca è piovuta la smentita dell'esecutivo di Bruxelles guidato da Barroso, che ha prontamente confutato le chiare parole – attraverso i suoi portavoce – pronunziate dal “sincero e frettoloso” Commissario, in attesa – almeno – del prossimo vertice straordinario per la crescita, in programma mercoledì  prossimo  a Bruxelles.

    Il silenzio dell'Eurocamera  su Art.123 del Trattato di Lisbona e Rating 

    Commenti anche dal Commissario all’Industria Antonio Tajani – vicepresidente della Commissione europea –che ha auspicato per l’Eurozona un ruolo più centrale della Bce affinché l'Ue possa avere una banca centrale sul modello Fed. Tra le priorità di Tajani, anche gli eurobond. Nessun accenno all’Art. 123 del discusso Trattato di Lisbona, ed al rispetto della sovranità nazionale degli Stati dell’Unione, gravemente ed impunemente sbeffeggiata dalle agenzie di rating con il silenzio assenso della stessa Ue. Elementi che di fatto rappresentano la vera "finestra legale" dell’Unione verso la speculazione internazionale. Finestra che qualcuno vorrebbe ora negare incentrando l’attenzione sulle responsabilità dei poveri greci. Vergognoso! Ma che fine ha fatto il Parlamento europeo? Perché i vari Mario Mauro e Gianni Pittella non prendono posizione in merito a queste delicatissime quanto occultatissime verità? Qui Europa lo chiederà presto direttamente al rappresentante italiano del PPE, con espressa lettera.

    Sergio Basile – Direttore Qui Europa (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Europe – Even prisoners! – The show must go on!

    Europe – Even prisoners! – The show must go on!

    Giovedì, Maggio 17th / 2012

    – di Domenico Apicella –

    Unione europea / Europe – Even prisoners! / Eurozona / Parlamento europeo / Crisi Ue / Dittatura europea / Nazismo Bianco / Rating sovrano / Troika / Eba / Redemption Fund / Grecia / Fmi / Cheirtine Lagarde / Barak Obama / Wall Street / Speculazione / Ecofin / Basilea 3 / JP Morgan / Corsi e ricorsi storici / Gian Battista Vico / Qui Europa / Domenico Apicella  

    The show must go on! Dall'era del "cinghiale

    bianco" all'era del "Nazismo Bianco"

    La dittatura del "Rating Sovrano" continua a reggere,

    mentre Ue e Troika fanno di  tutto per favorirla e per 

    tenersi "buona" la Grecia

    Nuovi debiti in vista per gli Europei: i paradossi

    "Redemption Fund" e "Project Bond", mentre l'Eba

    e le banche esultano per Basilea 3

    Bruxelles – Mentre il mondo si appresta a fronteggiare un nemico senza volto ed i paesi tendono il loro sguardo verso un futuro incerto e misterioso,le agenzie di rating continuano a mietere vittime declassando i paesi che, claudicanti, cercano invano di rimanere in piedi (uno sporco lavoro ma del resto qualcuno lo deve pur fare). L'Europa subisce uno scardinamento progressivo della sua struttura,ma il mondo si interroga sulla tenuta della JP Morgan; è più importante interrogarsi sulle motivazioni che inducono un paese saggio come la Grecia a rinunciare ad un progetto di intenti comuni o sapere se una banca d'affari è affidabile sui mercati internazionali? da che cosa dipendono le nostre scelte,dall'andamento delle banche o dai convincimenti degli stati sovrani? Nel frattempo negli Stati Uniti la riforma di Wall Street – non ancora raggiunta – potrebbe rilanciare Barak Obama (il Fulmine dal Cielo) nelle prossime presindenziali alla "White House", riforma che sostanzialmente dovrebbe impedire che i soldi pubblici destinati alle banche possano essere dirottati verso operazioni speculative, esigenza questa che si percepisce dall'incalzare delle proteste dei cittadini statunitensi che non tollerano più questo fraudolento sperpero del denaro pubblico. Attenzione banche! Attenzione governi! il popolo prima  subisce poi reagisce. Gian Battista Vico li definirebbe “corsi e ricorsi storici”. Nel nostro continente invece personalità illustri del mondo finanziario, dopo accurati ed approfonditi studi, hanno finalmente raggiunto un risultato scentifico-matematico sensazionale,tenetevi forte: l'Italia e gli altri paesi deboli dell'Eurozona, senza politiche improntate sulla crescita "non cresceranno" (da non credere!). Intanto la moneta unica europea si indebolisce sempre di più,le borse sono calate ed i rendimenti obbligazionari dei paesi più deboli hanno superato il 6% (tra questi, Italia e Spagna).

      Addio Eurozona!  

    Questo sconquassamento interno all'Eurozona, provocato in larga parte dalla decisione Greca del ritorno alle urne e dalla conseguente (probabile) uscita dall'Unione europea e dall'euro, mina alla tenuta dell'intero quadro comunitario e ciò provocherebbe un effetto-domino che facilmente trascinerebbe nello stesso vortice Spagna e l'Italia. Ma per molti osservatori internazionale e Nobel per l'economia (come "Qui Europa" ha più volte detto nelle scorse settimane) una fuoriuscita progressiva e programmata dall'Eurozona, per Grecia & Co, sarebbe auspicabile e provvidenziale. Infatti svalutando la dracma, la Grecia inizierebbe ad attrarre aziende e turisti, e tutta l'economia ne uscirebbe bene. Certo, uscire di botto, al contrario, provocherebbe – come visto nei precedenti articoli – effetti distorsivi e contrari.

      La "Profezia Lagarde"  

    L'ultimo tentativo in ordine di tempo del Parlamento europeo, diametralmente opposto rispetto le dichiarazioni di alcuni esponenti politici dell’Ue e del Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale, Cristhine Legard – che ritengono tutto sommato gestibile l’uscita della Eepubblica Ellenica dall’euro – consta (come visto ieri) nell'approvazione in commissione di una proposta che punta ad ottenere una graduale mutualizzazione dei debiti attraverso un fondo di redenzione, il cosiddetto "redemption fund", al fine di convincere, persuadere gli stati membri che la volontà dell’apparato istituzionale europeo mira a supportare  con ogni mezzo i paesi in difficoltà. Già ma a che prezzo signori? Ad un prezzo improponibile per i soliti portafogli dei cittadini dell'Ue! D'altra parte, sarà sufficiente questo provvedimento per salvare l'euro? ma soprattutto la “profezia Lagarde” relativa alla gestibile e facilmente governabile situazione europea, al venir meno di un pezzetto del puzzle, corrisponderà allo scenario “reale” che ci troveremo davanti? 

       L'alibi di Basilea 3 e la serafica calma dell'élite europea  

    Pensate che nel continente europeo abbiamo recepito in modo così solenne l’esortazione alla serenità del direttore dell'Fmi, tanto che “l’emergenza Grecia” è riuscita ad offuscare persino l’accordo raggiunto all’Ecofin sui requisiti di capitale delle banche: dopo mesi e mesi infatti i ministri delle finanze hanno trovato un compromesso adeguato per introdurre a livello Ue  le regole di Basilea 3 che permetterebbero il riconoscimento alle banche – su pressione del Regno Unito – un’ulteriore 3% di “capitale cuscinetto” a livello europeo, al fine di gonfiare ancor più i propri coefficienti di riserva patrimoniale interni (Core Tier) e crearsi alibi ad eventuali nuove strette creditizie. Insomma, l’invito alla calma decantato da Cristhine Lagarde è stato pienamente accolto da tutta la comunità europea – deputati europei e banchieri compresi – che sommessamente ricambia con un cavallo di battaglia, appositamente modificato nel testo per l’occasione, e già dedicato ad un cavaliere che non mentiva mai:  "Meno Male Che Christine C’è!”.

    Domenico Apicella (Copyright © 2012 Qui Europa)