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  • Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

    Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

    Mercoledì, Giugno 20th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Eurozona / Grecia / Italia / Germania / Spagna / Economia / Banche e finanza / Strategie / Accentramento Ue / Contro informazione / Proposte / Qui Europa / Syryza / Nuova Democrazia / Pasok / Alexis Tsipras / Paolo Ferrero / Summit Loc Cabos / G20 / Angela Merkel / Mario Monti / Speculazione / Euro  / Sergio Basile / Europa / Terremoto elettorale / + 700% per il partito antieuropeista Syriza 

    Eurozona – Grecia: Syriza "festeggia la sconfitta"

    Il Terremoto anti Troika è all'inizio

    Malgrado la sconfitta di misura, l'Ue è stata avvisata:

    i Greci non tollereranno più ingerenze di

    Tecnocrati e Troika

    Terremoto Syriza: +700% dei voti rispetto al 2009

    Le principali letture sul futuro dell'Eurozona dopo il voto

    greco nell'analisi di "Qui Europa"

    Grecia – Boom di voti per gli Euroscettici di Syriza – Alexis Tsipras festeggia la sconfitta di misura e lancia un chiaro Messaggio all’Ue dei Tecnocrati e del Rigore

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Atene, Berlino, Bruxelles – Le ultime elezioni in Grecia hanno dato i loro verdetti, e –  malgrado la vittoria di misura degli europeisti di "Nuova Democrazia": il contestatissimo partito "pro-euro"che negli ultimi anni è stato il co-artefice del disastro greco – hanno posto la parola fine ad un deleterio bipartitismo, aprendo inoltre una nuova sfida verso i difensori dei tagli fiscali, e del rigore di bilancio imposto dall'Unione europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale (cioè dalla cosiddetta Troika) alla vessata popolazione ellenica. Greci che, malgrado tutto – e malgrado la diffusa e battente propaganda "pro-euro" degli organi di stampa filo-governativi – ha portato la sinistra di Syryza, con a capo il suo giovane leader Alexis Tsipras, ad uno storico risultato, facendola balzare prepotentemente dal 4,6% del 2009 al 26,89%. Cioè ad un +700%  di voti in soli 4 anni. Comunque un successo di straordinarie proporzioni verso il quale Barroso e la Commissione europea, come gli stessi leader del Consiglio europeo (il gruppo dei 27 primi ministri dei Paesi ue) non potranno dimostrare indifferenza, bendandosi gli occhi. Ma il risultato più eclatante è che ND e PASOK, nonostante tutto, non siano riusciti ad ottenere la maggioranza in Parlamento, portando soli 149 deputati nell'assemblea di Atene. Ciò, in parole povere, equivale a dire che tali partiti non potranno più chiedere ai Greci di sottostare alle sanguinose misure imposte dall'Europa e dalla Merkel: essi non potranno di certo porsi con disinvoltura contro la volontà della maggioranza del popolo greco. Ciò, dunque, pur essendo stato il partito conservatore "Nuova Democrazia" (ND) quello più votato: perdendo comunque una marea di voti in favore di Syriza, e conquistando il solo 18,9% del totale dei consensi. 

      Lo choccante crollo dei partiti europeisti  
     
    Obiettivamente, dunque, possiamo parlare di una sostanziale disfatta dei tradizionali partiti di maggioranza: entrambi (ND e Pasok) hanno, infatti,  perso oltre al 45% dei voti sulle elezioni del 2009. Malgrado non si sia attestato quale primo partito ellenico, dunque, il grande vincitore morale del voto in Grecia è stato il partito Syriza che – lasciando un pò di amaro in bocca in quanti lo volevano in cima all'Olimpo da subito –  ha comunque superato tutte le aspettative, attenstandosi di misura – appena il 2% – dietro Nuova Democrazia. Per capire i contorni della vittoria è come se in Italia il "Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo risultasse d'improvviso la seconda forza politica del Paese, attestandosi "di una cucitura" appena dietro il Pdl o il Pd: malgrado le imparagonabili forze mediatiche e finanziarie messe in campo nella campagna elettorale.  Un altro partito di sinistra – in questo caso della sinistra riformista – lontano da  Syriza, ad ottenere un buon risultato (con il 6% dei voti) è stato quello di "Sinistra Democática": una coalizione per la prima volta in gara alle elezioni legislative. Tuttavia, secondo gran parte della stampa ellenica, essi potrebbero disturbare l'azione "rivoluzionaria" e "rinnovatrice" di Syryza, spalleggiando Pasok e Nuova Democrazia, nella formazione di un ipotetico governo di "unità nazionale": evidentemente assoggettato al volere dell'Ue e della Troika. Da non sottovalutare, comunque, neanche il 7% conquistato dal partito neonazista "Alba Dorata".
     
      Il voto greco per la stampa italiana, Monti e Ferrero  
     
    In Italia il crollo dei partiti europeisti nella vicina Grecia, non ha comunque trovato molto spazio nella stampa e nei Tg nazionali di bandiera: tutti protesi a lodare la vittoria (risicatissima e caratterizzata da una sensibilissima emorragia di consensi) degli europeisti di "Nuova Democrazia". Tra i più "soddisfatti" – a suo modo – il professor Mario Monti, che ha espresso il suo – pur contenuto apprezzamento – da Los Cabos: dove si trova in occasione del G20 messicano. Sulle rive opposte – quelle del Tevere – ha festeggiato la "sconfitta" di Syryza Paolo Ferrero (segretario nazionale di Rifondazione Comunista) che nella giornata di ieri – dalle colonne del manifesto – ha dichiarato che "il voto greco testimonia che le politiche neoliberiste dell'Ue sono inaccettabili per i popoli e che, dunque, devono essere cambiate".
     
      La vittoriosa battaglia dei Greci contro gli "invasori della Troika"  
     
    In sintesi, dunque, possiamo dire in tutta onestà che quello di Domenica è stato un gran giorno per il popolo greco, un giorno di grande orgoglio e voglia di rivincita, economica e sociale. L'apertura di una nuova ed inusuale stagione politica che – a quanto pare – non farà alcun sconto alle ingerenze ed alle politiche di austerity dell'Europa, grazie a quei 71 deputati conquistati dalla chiara linea "euroscettica" di Tsipras. Ma soprattutto – nonostante la risicata e relativa vittoria di Nuova Democrazia – una giornata disastrosa ed allarmante per i piani neoliberisti della Troika, in Grecia, come nell'intera Eurozona, causando una potente eco. Un impressionante terremoto cui epicentro è stato Atene, ma che è stato avvertito ovunque, da Berino a Bruxelles, da Parigi a Roma e perfino oltreoceano, a Los Cabos (al G20 del Messico) e a Washington (alla Casa Bianca). Questa è infondo una appassionata e tragica lotta contro il tempo del popolo greco per l'affermazione dei diritti umani contro gli dei della Troika.  Ma è una battaglia che lascia ben sperare sul buon esito della  vittoria finale nella guerra tra mercati e popoli, tra anarco-capitalismo e neo-liberismo e pensionati, giovani, lavoratori, pmi e famiglie. Per il momento i dei dell'Olimpo devono aspettare ancora un pò, ma il crollo degli dei invasori è solo questione di tempo, forse mesi. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • I Nuovi Padroni del Mondo

    I Nuovi Padroni del Mondo

    Lunedì, Giugno 11th / 2012

    – L'Editoriale del lunedì, di Sergio Basile –

    i nuovi padroni del mondo / Banche e Finanza / Italia / Eurozona / Caste partitiche / Disinformazione di tv e giornali amici / Partiti di maggioranza / Governo Monti / Padroni del mondo / Dismissione del patrominio statale / Tentacoli onnipresenti / L'arma della democrazia / Loggia P2 / Licio Gelli / Pierluigi Bersani / Poteri occulti / Tav / Massoneria / Morte del Bipartitismo / Caduta di consensi / Porcellum / Banche / Mes / Euro / La bambina che fece tremare la casta / Canada / Lotta di classe / Rinazionalizzazione della Banca d'Italia / Giuliano Amato / Sergio Basile / Qui Europa / Controinformazione 

    I "Nuovi Padroni del Mondo" e la bambina

    che fece tremare la casta 

    Una verità scomoda che tutti devono conoscere

    Intanto i politici  fingono di non capire: recitano 

    squallidi copioni in tv e sui giornali "amici"

    Ricette anticrisi? Solo vuoti giri di parole: la verità,

    farebbe venir giù tutto – Smarrimento tra gli elettori

    Bocciati i partiti di maggioranza pro-Monti, fischi per Bersani

    I Nuovi Padroni del Mondo e la Bambina che fece Tremare la Casta

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Nel bel Paese, le recenti elezioni amministrative – come noto – hanno frammentarizzato la politica, facendo cadere in picchiata i consensi dei partiti di maggioranza che sostengono Mario Monti, incapaci di dare risposte concrete a questa "crisi indotta", ma anzi responsabili indiretti del suo acuirsi. Una buona dose di fischi per tutti, dunque! Anche, a quanto pare – nella sua ultima uscita pubblica – per il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, apparso come un leader sulla via del declino, confuso ed imbarazzato dinnanzi alle urla di disapprovazione dei suoi elettori che gli contestavano l'indifferenza dimostrata nell'appoggiare la riforma dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che lo stesso avrebbe giustificato come "un necessario compromesso per la crescita". "Indifferenza" – si fa per dire – dimostrata anche in Val Di Susa, dove – tuttavia – non tutti conoscono le imbarazzanti connessioni tra appalti Tav "Torino-Lione" e Coop Rosse.  Ma questa è un'altra "triste" storia. Dunque addio al bipartitismo – sostenuto fortemente dalla massoneria e dallo stesso Licio Gelli, ai tempi della loggia P2, nel suo celeberrimo "Piano di Rinascita Democratica" – e via libera all'avanzata di formazioni "antipolitiche", movimenti popolari e liste civiche. Non c'è da stupirsi dunque! Bocciatura senza appello per caste partitiche recalcitranti a porsi di traverso agli interessi delle banche padrone: a loro volta legate a doppio filo con tv e quotidiani "vicini" ai partiti di cui sopra.

      Figli di…. "Porcellum"  

    Caste partitiche figlie del "porcellum"  incapaci di offrire risposte concrete ed alternative ad elettori sempre più stanchi, incavolati, disoccupati e disillusi . Ma davvero non è possibile avere ricette alternative? "Qui Europa da mesi smentisce tale ipotesi di stallo": ciò nello stesso modo in cui prende le distanze da misure pazzesche suggerite insistentemente da "professori" della politica: vedi la "panacea" eurobond (nuovi debiti in circuito) o l'altrettanto assurda vendita sul mercato di tutti gli assets pubblici e del fiore all'occhiello del patromonio immobiliare nazionale. Giù le mani dall'Italia insomma! Piuttosto si alla rinazionalizzazione delle banche centrali, alla modifica del Trattato di Lisbona ed alla riconquista della nostra sovranità monetaria: ciò – come detto in varie salse fin da quattro mesi a questa parte – eviterebbe la formazione di un debito autorigenerante, a vantaggio di tutti i cittadini europei.

      … tra mala fede ed ottusità mentale  

    Tuttavia, vista la malafede o l'estrema ottusità mentale dei nostri politici nazionali di prima fascia, che si celano ancora sotto uno spesso velo di disinformazione giornalistica – prendendo gli Italiani tutti per emeriti imbecilli – non resta che "raderli al suolo", cioè rimandarli in massa a "lavorare" vista  la loro inettitudine e la loro codardia travestita da obbedienza, o la loro religiosa reverenza verso un sistema di classe deciso a mettere i tentacoli su quanto possa avere un valore economico, con il "debolissimo" alibi della crisi economica. Un alibi al quale ormai fingono di credere soltanto loro ed il loro "guru" Mario Monti. Anche i bambini – e non è un eufemismo – hanno compreso la fregatura che Rai, Sky Tg24, Mediaset, La7, Repubblica, Il Sole 24Ore, Il Corriere delle Banche, Europa, Avvenire, ecc… vorrebbero continuare a "somministrarci" come cicuta o arsenico, parlandoci vergognosamente di "Spending review", in un Paese che è il primo al mondo per tassazione fiscale.

      Lo hanno capito anche i bambini  

    Quando diciamo che la gravità della situazione è compresa ormai anche dai bambini è la pura e semplice verità. A provarlo, ad esempio, negli ultimi giorni, un video su Youtube che sta facendo letteralmente il giro del mondo. Durante una conferenza della "Public banking of America" una bambina di appena 12 anni ha spiegato, a parole semplici questo "piano mondialista" – che oggi travolge l'Eurozona – suggerito e pianificato nel dettaglio dai poteri forti ed occulti che dominano il globo. Ciò spiegando con disarmante candore quanto sta accadendo nel suo paese, il Canada, dove le banche creano giorno dopo giorno denaro dal nulla, chiedendo alla "plebe" sotto scacco anche interessi d'oro. E' un pò come riascoltare la storia dei Pigs e della nostra Italia. La fanciulla – Victoria – ha monito gli illustri cattedratici e lobbisti, semplicemente dicendo che "se gli stati prendessero questa quantità di denaro direttamente dalle proprie banche risparmierebbero una quantità di denaro enorme e questo, non solo abbasserebbe la pressione fiscale, ma farebbe sì che l'economia ricominci a girare." Già, è proprio così. Grazie a leggi inique, da riscrivere, il denaro che esce dalle banche lo fa sotto forma di prestito.

      Plebei di Debtocracy – La città globale degli Illuminati  

    Quindi il denaro è debito, e noi – grazie al cosiddetto "signoraggio bancario" siamo tutti cittadini di un villaggio globale chiamato "Debtocracy", nel quale i reali sovrani si chiamano Fed e Bce: banche centrali e "private" legittimate da leggi dettate dalle stesse banche. Vedi ad esempio – per quanto attiene all'Ue – l'art. 123 del Trattato di Lisbona, che obbliga gli stati – come spiegato – a rifinanziarsi "a interesse" presso le banche private ed a tassi da usura. Che vi piaccia o no, che ci crediate o no, siamo in una dittatura! Siamo in un regime! Il problema è che si tratta di un sistema continuo tra uscite (prestiti) ed entrate (prestiti ad interesse) e queste entrate vengono nuovamente "prestate" (reinvestite) in un meccanismo perverso, concatenato e continuo. E ciò non solo verso privati cittadini e imprese, ma anche verso gli stessi stati sovrani.

      I pilastri del regime – MES ed Euro  

    Poi nell'Eurozona, l'euro e il MES hanno chiuso il giro. Il primo creando – anche grazie alle agenzie di rating ed allo spread – destabilizzanti divergenze economiche recessive e – di conseguenza – finanziarie tra gli stati dell'Eurozona, a vantaggio della Germania e dei paesi europei provvidenzialmente fuori dall'Eurozona. Il secondo, il MES ("Meccanismo Europeo di Stabilita'"  o Nuovo Fondo "Salva Stati") ha poi immesso di prepotenza in questo circuito vizioso la speculazione privata: ricchi lobbisti ammessi come contribuenti e difesi da una sorta di immunità legislativa – già approvata dai leader Ue: con in testa il caro Mario Monti – che saranno i nuovi creditori diretti degli stati soggiogandone l'autonomia e la sovranità.  E' lo stesso meccanismo dei mutui casa: così come le banche che concedono un mutuo "posseggono di fatto la casa" fino a mancata estinzione del debito o in caso di inadempimento del debitore; ambigui personaggi privati saranno i nuovi "padroni" degli stati. L'aggravante questa volta però e che gli stessi stati non sono debitori per loro "natura" o "volontà" ma lo sono diventati in maniera indotta, forzosa e fraudolenta per imposizione degli stessi ambigui personaggi di cui sopra. Gli stessi che – in una struttura di potere rigidamente piramidale e "ritualistica" detengono le fila dei burattini delle logge-partitiche. Per timore di fallire il loro sporco piano i "nuovi padroni del mondo" vogliono ora anticipare l'entrata in vigore dello stesso MES – inizialmente prevista per il 2013 – al prossimo luglio 2012.  Tra un mese, cioè, sarà pieno regime! Gli Italiani, per volontà di uno "scandaloso" professor Mario Monti, contribuiranno alla formazione di questo "Fondo" – dotato di personalità giuridica e diritti equiparabili a quelli degli stessi stati – con la "modica cifra" di circa 150 miliardi di euro. Alla faccia del "bicarbonato di sodio!": come direbbe Totò!

      E allora che fare?  

    Come direbbe un improponibile "Cavaliere Mascarato": "Cribbio! E' Ora di finirla e di scendere in campo!"  I tempi sono ormai più che maturi, ed è giunta l'ora di affinare le armi della democrazia "vera" in vista delle prossime elezioni politiche. 1) Liberandoci di questa classe politica di maggiordomi falsi ed inetti: 2) Uscendo al più presto dall'euro attraverso un processo non immediato, bensì graduale ma deciso; 3) Chiedendo a gran voce ai nostri rappresentanti in Parlamento la delegittimazione della Bce del "Drago"  Draghi e la contestuale "rinazionalizzazione" delle banche centrali (cioè di Bankitalia: svenduta ai privati da Giuliano Amato nel 1992); 4) Sfuggendo alla disinformativa propaganda mediatica di regime. E ciò semplicemente evitando di acquistare alcuni giornali e spegnendo la tv. Il web resta uno dei pochissimi bacini d'acqua non inquinata cui dissetarsi. L'unico grande tranello dal quale guardarsi bene per non cadere, è quello di non credere più – ed in maniera "assoluta" – agli ennesimi vuoti proclami di  ristrutturazione partitica della casta: si tratta infatti di un "cantiere politico" in corso d'opera da troppo tempo, paragonabile – per capirci – alla vergognosa Odissea della Salerno-Reggio Calabria. Rivotare per la casta "pro-Monti" equivarrebbe ad un vero e proprio disastro, ad un suididio economico e sociale senza remissione e precedenti.  

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Barroso – Dalla Repubblica delle Banane a quella delle Banche

    Barroso – Dalla Repubblica delle Banane a quella delle Banche

    Venerdì, Giugno 8th / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta  –

    Unione europea / Banche e Finanza / Commissione europea / Commissario al Mercato Interno / Manuel Barroso / Michel Barnier / Banche al potere / Alibi / Ricapitalizzazioni / Repubblica delle Banche / Mario Monti / Commissione Trilaterale / Giorgio Napolitano / Repubblica Italiana / Centocinquantenario / Vuoti festeggiamenti / Interessi delle banche / Operazioni in derivati / Speculazione sul debito pubblico degli stati / Operazioni Over-night / Oerazioni Off-Shore / Dittatura / Controinformazione / Silvia Laporta / Sergio Basile / Qui Europa / Europa 

    Barroso – Dalle Repubbliche delle Banane 

    alla Repubblica delle Banche

    Crisi del sistema bancario europeo: un alibi che

    non convince per nulla

    Il fantasioso provvedimento della "Banda Barroso"

    L'indiretta ammissione di Barnier: "Banche al potere"

    Non pià soli 4.500 miliardi di aiuti. Ora si fa da sé!

    Barroso – Dalle Repubbliche delle Banane alla Repubblica delle Banche

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – La Commissione europea, sta varando un provvedimento “salva banche”, ovvero dei piani di risanamento che  stabiliscano le misure da adottare in caso di deterioramento delle finanze degli istituti europei. Un “collasso finanziario” – per usare un eufemismo – che si "vuole evitare" ma ovviamente  non  nei confronti degli Stati (per far quello basterebbe ritornare a stampare moneta presso il Ministero del Tesoro dei singoli stati o presso le rispettive banche nazionali: magari soggette a provvidenziali quanto urgenti processi di rinazionalizzazione. Ma pare che lassù nessuno ne abbia voglia. Così facendo la pioggia di euro sulle banche cesserebbe di colpo!). Dunque la tecnocrazia – che ora spinge per MES ed eurobond, in pieno stile debtocracy – ha l'unico cruccio di reggere se stessa, cioè le banche che ne controllano a tavolino l'operato, sotto un lacerato ed impresentabile velo di democrazia. Banche – tra l'altro – già con forzieri strapieni solo con gli "spiccioli" del gettito costante apportato dagli interessi maturati sui titoli del debito pubblico degli stati dell'Ue (specie dei Piigs: titoli che, come ormai tristemente noto, garantiscono spread più alti, grazie al rating) tra i quali i "poveri istituti in crisi" hanno attinto a piene mani, al fine – è ovvio – anche di speculare sui disastri altrui e tra la piena indifferenza di Consiglio europeo (Monti, Merkel & Co), Commissione Barroso e Parlamento europeo. Che manna! Come raccogliere euro piovuti dal cielo! 

      Le parole chiave: "Crisi del sistema bancario"  

    Poco male! Le parole chiave dettate ai giornali in questi ultimi giorni sono 4, e precisamente: "crisi del sistema bancario"! Ed allora, ecco che le soluzioni proposte dai tecnocrati di Bruxelles – panacee che ovviamente lasciano largamente a desiderare da tutti i punti divista – mettono ancora una volta al centro delle loro strategie attuative, gli istituti bancari: ricapitalizzati – è bene ricordarlo – con qualcosa come 4.500 miliardi solo negli ultimi  anni! (Ma che fine avranno fatto questi benefici euro?). Ciò, evidentemente, senza pensare nemmeno vagamente di mettere qualche limite alla loro autorità. Anzi! Il liberticida, dittatoriale e mostruoso Mes è ormai alle porte dell'Europa, anche se generato come non cancro, al suo interno! (vedi articolo pubblicato ieri in "Qui Europa")

      I 3 punti del "fantasioso" provvedimento della "Banda Barroso" 

    Il provvedimento varato dalla “Banda Barroso”, si pone di riscrivere le regole per il settore in modo da arrivare ad un vero e proprio "blocco bancario europeo unico", basandosi su tre punti: 1) le azioni di prevenzione e i piani per "gestire la crisi" (anche se più che gestirla, gli europei chiedono in massa semplicemente di fermarla e non alimentarla!); 2) il rafforzamento della vigilanza: sperando che non sia analogo al sistema di vigilanza della Bce: completamente nelle mani dei banchieri privati che ne affollano il board di Francoforte, e che fanno il bello ed il cattivo tempo col l'euro, a svantaggio dei correntisti e degli stessi stati "sovrani"; 3) Delle azioni di "pseudo-salvataggio" delle banche: "da non realizzare – sempre secondo Barroso e Barnier – con i soldi dei contribuenti, ma con quelli delle banche stesse". Che poi alla fine sono, però, sempre quelle dei contribuenti! Come spiegare allora il rafforzamento dei coefficienti li riserva patrimoniale bancaria (Core Tier) di Basilea 3, ratificati nei giorni scorsi dallo stesso "democratico" Europarlamento? Bella domanda! Soprattutto in virtù della dittatura ad oltranza esercitata dagli stessi istituti di "ex-credito" – ci scuserete  la battuta – attraverso il credit crunch, l'assurda ed ingiustificata, ed aggiungiamo tirannica, stretta del credito che sta "staccando la spina" a migliaia di imprese europee.

      Lo zampino dell'Eba  

    In più vi dovrà essere un'azione congiunta di controlli intensificati da parte dei 27 organismi nazionali di controllo e dell’Eba (Autorità bancaria Europea). L'Eba, cioè l'European Banking Authority, la stessa – diretta dall'taliano Andrea Enria (in questo momento gli italiani all'estero "vanno proprio forte", meno curiosamente in casa – vedi "Super Mario Monti") che avrebbe chiesto alle banche (guarda un pò!) di aumentare le proprie riserve non destinabili al mercato, per capirci! Allora, dopo le doverose spiegazioni, possiamo comprendere come all'interno di questo "perverso ed incontrollabile" sistema-gabbia, le "povere banche in crisi (?)" dovranno creare al loro interno “Fondi cuscinetto” di garanzia pari ad almeno l’1% del totale dei depositi coperti, per assicurarsi liquidità disponibile in caso di necessità. Ma la percentuale è destinata a salire vertiginosamente, visti i parametri di Basilea (vedi archivio "Qui Europa").

      Non più solo 4.500!  

    Michel Barnier, Commissario europeo al Mercato Interno (ex ministro francese delle finanze)  ha  indicato quale  filosofia e ratio del provvedimento, quella di voler "affidare alle banche la responsabilità di pagare per esse", e non ai contribuenti, limitando secondo lui – il ricorso agli aiuti pubblici, soprattutto in tempi di austerità come questo. Che cuore! Barnier, nelle scorse ore, ha poi ricordato che la Commissione – precisamente nel 2008-2011 – ha approvato (come ribadiamo) aiuti di stato a favore delle banche per ben 4.500 miliardi di euro: cifra pari al 37% del Pil dell’Unione europea. Interventi che sono andati ovviamente a discapito nostro, delle famiglie europee  e di tutta la popolazione. Secondo Barnier, dunque, con la nascita della "Repubblica delle banche" tale problema non si ripresentarà più! E certo! Caro Barnier, le banche ora faranno da sé, e la "carta costituzionale" sovrana di Basilea 3 ne è la prova (vedi archivio "Qui Europa").

      Le Repubblica delle Banane e la Repubblica delle Banche  

    Insomma è come riconoscere ufficialmente la nascita di una nuova repubblica: quella delle banche. E ciò proprio nell'anno della fine della sovranità della "Repubblica Italiana" affidata ad un governo di banchieri non eletti, proprio nell'anno del suo 150°  compleanno, e dopo una serie interminabile di – evidentemente – vuoti, vani ed inutili festeggiamenti per il Centocinquantenario. Feste e parate solenni portate avanti dal gran maestro Re Giorgio Napolitano I, con la stessa premura con la quale si è affrettato a chiamare – tra tanti – al Colle proprio un "non politico – non eletto" amico di banche, tecnocrati, organizzazioni occulte e banchieri di prima fascia (vedi Rockefeller: fondatore della celeberrima Trilateral Commission, della quale Monti è stato fino a "ieri" rappresentante di punta dell'Area Continentale Europea). Quanto a su, il primo aggettivo usato, relativo a "festeggiamenti" ("vuoti") è dovuto all'amara constatazione su quale sia stata la triste fine fatta oggi dal glorioso "Dettato Costituzionale" della Repubblica Italiana: modello che tutta l'Europa ci invidiava per misura e portata intrinseca, scritto tra il sangue e l'esperienza di uomini che nel dopoguerra fecero grande l'Italia, ponendola al centro del mondo senza armi e "opinabilissime missioni di pace".Vedi la storia del padre costituente Giorgio La Pira: deputato, costituente, (poi) sindaco di firenze, santo, amante del dialogo e della Pace tra i popoli e dedito all'elemosina ed alle altre virtù cristiane. 

      Un'ammissione indiretta: "banche al potere!"  

    Nel suo discorso , Barnier, ha lasciato intendere in sintesi come al comando di Bruxelles ci siano gli interessi delle banche e come gli altri commissari, come lui, abbiano una scarsa rilevanza, rispetto a questo obiettivo “superiore”. Egli,  analizza la possibilità di smembrare la banca (in eventuale difficoltà) in due parti: una “good” e una “bad” company, nella quale mettere i titoli deteriorati per poi essere liquidata.

      Il Vero nodo dell'immorale sistema bancario  

    Quella di Barnier è una mezza verità che però non ci convince per nulla: in realtà la direttiva di Bruxelles non va alla radice del problema poiché non pone barriere per impedire "disastri futuri" e "future speculazioni sul debito pubblico a danno dei contribuenti": chiamati a pagare a suon di finanziarie gli interessi alla banche: 80 miliardi circa, la quota d'interessi sui titoli di stato, pagata solo quest'anno dai contribuenti italiani. Inoltre il provvedimento  non elimina la possibilità (o l'alibi)  per le banche, di mettere in atto operazioni a lungo termine qualora non disponessero di risorse reali e proprie; né tantomeno bandisce le famigerate operazioni in derivati, quelle over-night (inique ed immorali – vedi archivio "Qui Europa") e non pone sotto controllo le cosiddette operazioni "off-shore": tra le cause principali del dissesto economico-finanziario a livello mondile. I liquidi detenuti dalle Banche europee – che rappresentano i risparmi di chiunque li abbia depositati, e quindi non sono di proprietà delle Banche – vengono usati da queste ultime, sia per i prestiti ma anche per acquistare titoli che consentano loro di diventare azioniste di altre banche e altre imprese, creando azioni di tipo speculativo, o di speculare sulle disgrazie recenti delle famiglie italiane, greche, spagnole, portoghesi, irlandesi e – pare – anche cipriote. L'ultimo paese sotto attacco dei mercati: il quarto che potrebbe subire l'onta barbara della Troika (Ue, Bce e Fmi).

    Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Speculazioni: responsabilità legale manager

    Speculazioni: responsabilità legale manager

    Venerdì,  Aprile 13th/ 2012

    European Banking Authority / Retribuzioni / Tetto massimo retribuzioni / Manager / Trader / Banca e Finanza / Parlamento europeo / Eba / Commissione affari economici del Parlamento europeo / Othmar Karas / Responsabilità legale manager   

    Chi paga, se sbagliano speculazione?

    L'European Banking Authority rileva squilibrio fra

    retribuzioni e responsabilità legale di manager e trader

    Londra – L’Eba, la European Banking Authority, ha recentemente redatto uno studio nel quale traccia il rapporto fra responsabilità oggettive e retribuzioni di manager e trader bancari. Da questo studio emerge una forte sperequazione, nel senso di uno sbilanciamento verso retribuzioni molto alte e basse responsabilità legali oggettive da parte degli operatori. A questa va aggiunta la tendenza, da parte degli intermediari finanziari, di spostare le retribuzioni dei broker sempre più verso premi di redditività, spingendo gli stessi a lanciarsi spesso poco responsabilmente in sfide a colpi di titoli ed indici. Se l’Eba parla di bonus che possono arrivare anche 10 volte tanto la retribuzione base, l’eurodeputato austriaco del Ppe Othmar Karas in Commissione Affari Economici ha auspicato l’imposizione di un tetto che si assesti al raddoppio della retribuzione base. Aggiungiamo noi la speranza di vedere un giorno la finanza più legata all’economia reale e meno nelle mani di giocolieri.

    Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Crisi: responsabilità e bugie

    Crisi: responsabilità e bugie

    Giovedì, Aprile 12th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Crisi eurozona / Banca Centrale Europea / Grecia / Fiscal Compact / Germania / Debito Pubblico / Lettieri / Merkel / Draghi / Misure correttive inadeguate / Predominio tedesco / speculazione bancaria internazionale / Banche e Finanza  

    Crisi Eurozona: responsabilità e bugie

    Aiuti ad Atene, Fiscal Compact e intervento Bce:

    misure inadeguate ed inefficienti

    Berlino, Francoforte, Bruxelles –  Il lavoro del governo tecnico, tanto decantato dal premier italiano Mario Monti – o meglio dal professor Mario Monti –  ha messo solo una toppa sulla crisi ma non l’ha di certo risolta (anzi) e l’ottimismo diffuso dai principali leader europei dopo l’ultimo vertice di marzo non è durato molto, ma si è rivelato solo illusorio. Il pacchetto salva-Grecia  di 130 miliardi di euro, l’intervento della Banca Centrale Europea sui mercati finanziari ed il Patto fiscale hanno fatto “scacco matto” al Vecchio Continente. Un vero e proprio sgambetto che mette in ginocchio l’Europa, un’austerità che si è rivelata del tutto inadeguata, che non è riuscita a gestire la crisi ma, di certo, ha fatto lievitare altri interessi, ovvero quelli delle banche. La cosa ancor più grave è che gli effetti che queste tre misure avrebbero determinato erano del tutto prevedibili ed Antonio Lettieri, giornalista del Manifesto, lo spiega chiaramente in un suo articolo – che l'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" approva e sottoscvrive in pieno – che appare sulle pagine del quotidiano di oggi: “per quanto riguarda la Grecia, se tutto dovesse funzionare come previsto, nel 2020, il paese dovrà raggiungere il 120,5% del rapporto debito–pil ma, paradossalmente, si tratta di un tasso superiore al livello che Atene registrava quando il nuovo eletto primo ministro Georges Papandreou denunciava la falsificazione del bilancio da parte del precedente governo conservatore Kostas Karamanlis”.

      Il tornaconto di Angela e le manovre della Bce  

    Secondo molti economisti, quella greca è una recessione temporaneamente tamponata, ma comunque inevitabile e, per come scrive Lettieri, solo rimandata per consentire ad Angela Merkel di correre per le elezioni del 2013 senza avere la responsabilità formale di aver rotto l’equilibrio dell’Eurozona. Per quanto riguarda, invece, l’intervento della Bce che, secondo il suo Governatore Mario Draghi, “ha evitato una grave crisi del credito”, tutto si sarebbe rivelato più semplice e più efficace se la stessa avesse acquistato direttamente i bond sovrani degli stati in difficoltà, evitando così i finanziamenti a lungo termine pari a più di 1000 miliardi offerti alle banche all’uno per cento (1%) che, se all’inizio hanno permesso (si fa per dire) di tirare un sospiro di sollievo, successivamente, hanno portato alla crescita smisurata dello spread (per non parlare della destabilizzazione finanziaria sull'intero sistema economico europeo della speculazione bancaria internazionale) e alla caduta dei valori azionari delle banche stesse per come analizzato da Qui Europa nei precedenti articoli – vedi archivio "Banche e finanza" – e dallo stesso Lettieri quest'oggi.

      L'assurda mossa del Fiscal Compact   

    Il pareggio dei bilanci e la riduzione del debito pubblico entro i parametri di Maastricht, per come stabilito dal Fiscal Compact (che di fatto ha annullato il welfare eliminando uno straordinario strumento di crescita economica come il "deficit spending" – vedi precedenti articoli in Qui Europa) sono obiettivi proposti in un clima di recessione che rispondono, però, agli interessi e alle imposizioni dell’asse Berlino–Francoforte–Bruxelles. Ma in questo contesto cosa potrà cambiare? Quale sarà il futuro della zona euro? L’unica cosa certa è che, in questo momento, la Germania ha in pugno le sorti dello scacchiere del Vecchio Continente e ne comanda le mosse delle varie pedine.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)