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  • Monti, Bersani, il PD e i sogni Goldman Sachs per il 2013

    Monti, Bersani, il PD e i sogni Goldman Sachs per il 2013

    Sabato, Settembre  22st/ 2012

    –  di Sergio Basile –

    Europa / Italia / Goldman Sachs / Mario Monti / Mario Drqaghi / Gianni Letta / Romano Prodi / PD / Elezioni 2013 / GS tifa per Bersani / Pierferdinando Casini / Golpe neoliberista / Beppe Grillo / Movimento 5 Stelle / Vendita e dismissione strategica del patrimoni statale / Francia / Germania / Partiti euroscetici / Euroscetticismo dilagante in tutta Europa / Beethoven Inno alla Gioia / Va Pensiero / Politiche di dismissione dei governi neoliberisti / Pubblicazione di un Report Goldman Sachs / Sergio Basile / Qui Europa / Lobbies del rating / Falchi di Wall Street 

    Monti, Bersani, il centro-sinistra e i sogni

    speculativi di Goldman Sachs per il 2013 –

    L'incubo Grillo 

    MF fa luce sul report pubblicato da Goldman Sachs nel

    quale emerge l'appoggio ideale degli speculatori Usa

    al PD di Bersani ed alle forze di centro-sinistra 

    Così l'Italia potrebbe andare incontro ad un

    "Commissariamento Perenne" stile Grecia:

    l'analisi di "Qui Europa"

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma –   – La banca d'affari statunitense Goldman Sachs è, come noto – e come asserito più volte dal nostro osservatorio – uno degli enti privati a carattere speculativo più "premiati" e "miracolati" dalla crisi dell'Eurozona. Gli uomini di GS, infatti, sono tra quelli che oggi – nell'ambiente – godono di una salute migliore, tra scommesse ed azzardi sui titoli di stato dei paesi Piigs (Porci), vendite di BTP e Bonos (con spread, "provvidenzialmente", alle stelle) ed accaparramento di veri e propri pezzi di stati, mediante gli "acquisti a prezzi da saldi" di immobili e palazzi storici conseguenti alle  folli politiche di dismissione dei patrimoni pubblici nazionali, predisposti dai governi liberisti (golpisti). Ciò per far fronte – tra la'altro – ad un debito falso e gonfiato ad arte dalla lobbies del rating sempre Made in Usa (Moody's, Standard & Poor's, Fitch Ratings). Un disegno davvero perfetto! Un trend speculativo fantastico! Chissà cosa ne penseranno Mario Draghi, Romano Prodi e il professor Mario Monti, che della GS conoscono per filo e per segno tutti gli ambienti ed i corridoi! In qualità di vicepresidente di GS per l’Europa dal 2002 al 2005 il primo – Draghi – e di "semplici" consulenti gli altri illustri personaggi elencati, accanto al pidiellino, braccio destro di Berlusconi, Gianni Letta. Ma si sà! Un vecchio detto molto noto a Wall Street recita: "Chi entra in GS, rimane GS anche fuori"! Uno sorta di timbro a fuoco! 

     Bersani, Casini, Monti e i "Sogni Speculativi" di GS per il 2013 

    Ma affinché questa festa possa continuare, ovviamente è necessario puntare sulla reiterazione delle "politiche Monti" anche dopo il 2013. Dunque non ci sorprende l'ipotesi paventata ieri da "Milano Finanza" secondo cui per le prossime elezioni Goldman Sachs scommetterebbe sul Pd di Bersani. Ipotesi che si tinge però di nero realismo quando MF parla anche – addirittura – della pubblicazione di un report all'interno del quale i banchieri di GS tiferebbero nettamente per una maggioranza di centro sinistra made in PD, al fine "ricondurre", e senza alcun problema di sorta, lo scettro del potere ancora nelle mani del professore neoliberista, Mario Monti, che di GS è espressione ed immagine riflessa (cioè, in pratica, l'alterego) . Ma Goldman Sachs – come ci illustra MF – fa di più, indicando a Napolitano la strada da seguire per dare una pennellata di normalità al progetto "golpista" del 2012: GS ritiene infatti che grazie a Napolitano sia "probabile che vengano introdotte modifiche alla legge con l’idea di garantire una coalizione centrista a favore di una conferma di Monti". 

     GS e l'incubo Beppe Grillo 

    Guardacaso, il maggior spauracchio della Goldman – per contro – è rappresentato oggi dalla presunta vittoria dei partiti euroscettici: in Italia, come noto, ad oggi c'è solo il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo a suonare una musica nettamente diversa sull'Europa, preferendo evidentemente il "Va Pensiero" all' "Inno della Gioia di Beethoven". 

     Italia – Così si può realizzare il "Commissariamento perenne"! 

    Ma se da un lato gli speculatori ed i lobbisti statunitensi tifano per questo modello di Ue unito ed euro-centrico, dall'altra cercano di comprendere – in caso di sorprese elettorali "euro-scettiche" o "anti-europeiste"  – come l'Italia (cioè i malvessati Italiani) potrebbe essere ugualmente costretta ad ingurgitare l'amara pillola dell'austerity. Le trappole – che potrebbero garantire ugualmente una sorta di "commissariamento perenne" dell'Italia stile Grecia (per intenderci)  – a nostro avviso sarebbero sostanzialmente due: 1) il ricorso agli ingannevoli "aiuti" del totalitaristico Fondo Salva Stati Permanente (MES)  per via di una nuova esplosione dello spread ed un deficit di liquidità del Sistema Paese, grazie ad eventuali nuovi declassamenti delle agenzie (pluri-indagate agenzie) di rating Usa; 2) Un assoggettamento volontario e strategico al MES da parte di uno dei suoi padrini di battesimo (Mario Monti) prima delle elezioni, al fine di rendere più complicata la vita di Grillo, nel caso in cui egli ed i uomini del suo M5S dovessero insediarci nei piani più alti di Palazzo Chigi.

     Il Duello – La spada neoliberista contro lo scudo sociale 

    Ipotesi ad oggi non del tutto infondata, vista la nuova pesante e diffusa ondata di euroscetticismo che sta coprendo l'Europa: e – come visto – anche in paesi leader come Francia e Germania. Ma la vera domanda è: riusciranno Goldman e i suoi avidi speculatori a festeggiare a suon di spread ed euro l'arrivo del nuovo anno? Vedremo! In parte – in larga parte – dipenderà anche da noi comuni mortali! Le elezioni sono vicine.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

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    Lunedì, Agosto 27th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile – Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio […]

    Trani inguaia Moody’s. Gli Scheletri nell’armadio di Monti

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    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

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    Mercoledì, Settembre 5th/  2012  – di Silvia Laporta – Unione europea / Italia / Poltica / Beppe Grillo/ Matteo Renzi /  Firenze /  Movimento 5 stelle /  Massimo D'Alema /  Polemiche / Pd /  Carabinieri /  Aggressione /  Magrebino /  Mafia /  Smascheramento /  Twitter /  Reggio Emilia /  Lite /  Xenofobia /  Martin Schulz   […]

    Pazzie di fine estate: Ruolo Bce, caro carburanti e speculazione sul Patrimonio Nazionale

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    Martedì, Settembre 4th/ 2012  – di Sergio Basile e Vincenzo Folino –  Ue / Bce / Berlino / Roma / Bruxelles / Angela Merkel / Mario Draghi / Mario Monti / Finlandia / Unione Bancaria / Esm / Scudo Anti-Spread / Acquisto titoli di Stato /  Covered Bond / Rating / Moody's / Lehman Brothers / Kere […]

    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

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    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

    Spread, Tragedia annunciata – la BCE di Capitan Draghi rimanda tutto a Settembre

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    Venerdì, Agosto 24th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Unione Europea / Europa / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Moneta Unica / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti  /  Dittatura MES / ESM / Previsioni di Moody's / Bundesbank / Autunno caldo / […]

    Epilogo Euro: la fine della moneta unica è solo rimandata!

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    Giovedì, Agosto 23th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Europa / Italia / Spagna / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Lira / Moneta Unica / Unione Monetaria / Unione politica / Crisi indotta / Economia / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti […]

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

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    Lunedì, Agosto 13th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / […]

    Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

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     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

    Domenica, Luglio 5th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / […]

     

  • I mille volti del Cavaliere: il letargo e la complice resa alla dittatura dei banchieri

    I mille volti del Cavaliere: il letargo e la complice resa alla dittatura dei banchieri

    Mercoledì, Settembre 19th/ 2012

    – di Sergio Basile e Mario Luongo  –

    Italia / Roma / Bari / Milano / Eurozona / Germania / Grecia / Angela Merkel / BCE / Antonis Samaras / Silvio Berlusconi / Calo di consensi / Critiche governo Monti / Fiscal compact / Fondo monetario / Il Giornale / Abolizione Imu / Mes / Mario Draghi / Giorgio Napolitano / Mario Mauro / Europarlamento / PPE / Troika / Beppe Grillo / Movimento 5 Stelle / Legge sulla tutela del Risparmio del 2005 / Legge 262/2005 di Tutela del Risparmio Giulio Tremonti / Sallusti / MSC Crociere / Colonia Europa / Lobbismo bancario / Dittatura dei banchieri / Banksters 

    I mille volti del Cavaliere: il letargo e la

    complice resa alla dittatura

    dei banchieri

    I saggi consigli di Silvio, al risveglio dal prolungato

    e strategico letargo 

    Tra annunci populistici sull'IMU e bacchettate al suo

    alter-ego, Mario Monti, inizia la campagna elettorale

    del camaleontico signore di Arcore

    Tutti gli errori e le responsabilità di Berlusconi nella crisi

    nell'analisi di "Qui Europa"

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Milano, Bari –  Berlusconi? "E' il naturale candidato del Pdl! (…) il leader capace di attrarre i maggiori consensi nell'area dei moderati e nel centro destra". Così nelle scorse ore il segretario del Popolo delle Libertà, Angelino Alfano, ha salutato ufficiosamente la ri-investitura del Cavaliere a Palazzo Chigi, in vista della prossima tornata elettorale.  "Noi non gli mettiamo fretta – ha continuato Alfano – perché bisogna scegliere il momento giusto anche per questo annuncio". Ma in effetti, a ben vedere, chi indirettamente ha ancora il coltello dalla parte del manico in Parlamento è ancora lui, proprio lui, lo stesso Cavaliere. Un Silvio Berlusconi che però, pur detenendo la maggioranza parlamentare – che in democrazia vuol dire il "potere" – con le sue ben 37 fiducie ha legittimato e continua a legittimare ed avallare ogni azione del governo tecnico, consentendo allo stesso Mario Monti di restare tranquillamente in sella, e di continuare a perpetrare il suo disegno di indebolimento e rottamazione dello stato sociale e dello stesso tessuto produttivo ed economico nazionale. Quindi tecnicamente dietro il paravento del governo tecnico, il corresponsabile dello sfacelo italiano – oltre agli asserviti Casini e Bersani – è proprio lui, ancora lui, il detentore unico della "maggioranza parlamentare".

     Berlusconi e la tortuosa via del "Doppiogiochismo" 

    La cosa tragi-comica sta però nel fatto che, mentre in Europa, dalla Germania la Merkel esorta e richiama all'accettazione incondizionata della dittatura  dell'austerity gli altri Stati Piigs (cioè i "cosiddetti maiali", tra i quali spicca la povera "scrofa" Greca) Berlusconi – sempre nelle scorse ore – ha sparato a zero sull’Ue e sul governo Monti: lo stesso che appoggia in pratica da 10 mesi a questa parte. Paradossale! Come paradossale è il fatto che all'Europarlamento in occasione della visita – a pochi mesi dalla sua elezione – del tecnocrate Monti, tutti gli uomini del Presidente di Arcore, gli uomini del Pdl aderenti alla coalizione europea del Ppe, abbiano accolto il professore bocconiano con un tifo da stadio, paragonabile a quello della "Curva Sud" dell'Olimpico dei giorni migliori. Ma dunque cos'è tutto questo doppiogiochismo? A chi giova?

     Il disegno per l'accentramento e la cecità dei pidiellini 

    Ma, sempre da Berlino, nella giornata di ieri la cancelliera tedesca è tornata a lodare il coraggio con il quale l’Italia ha saputo portare avanti le sue riforme e i suoi progressi. Ma ormai tutti o quasi – tranne i media di regime e i ciechi sostenitori indefessi dei partiti carrozzone – hanno ben capito che la mossa dei due Mario – Monti e Draghi – oltre a quella di far approvare l’acquisto di titoli di stato decennali dei Paesi in difficoltà (tra cui l’Italia stessa ) e quella di lavorare assieme per l'accentramento di tutti i poteri nelle mani dell'Ue, mediante la definitiva eclissi degli ultimi sussulti – orgogliosi sussulti – di sovranità nazionale rimasti nel fondo del barile dell'Erozona. E l'Unione Bancaria salutata ieri con clamore dal Presidente Napolitano ne è la prova. 

     Grecia, paradigma dell'Italia 

    Ma inversamente proporzionale all'euforia dimostrata dalla tecnocrazia dominante è il disagio e la pena dei nostri cugini ellenici. In tal senso un compito per nulla leggero è stato riservato al leader greco Antonis Samaras, che dal canto suo sta cercando di capire come traghettare nel mezzo di una tempesta infinita la nave greca, conciliando da novello funanbolo i tagli in programma, le restrittive misure di austerità, insomma i “celeberrimi compiti a casa” assegnati dalla Troika, da un lato con i malumori dei disoccupati e dei pensionati greci,  e dall'altro con le più basilari forme (finora invisibili ed evanescenti) di crescita economica. Il quadro di una bomba sociale ad orologeria che conoscerà una prossima deflagrazione (questo è matematico) anche se ancora non è ben chiaro quando! Un governo, quello di Samaras, sotto pressione come non mai: in una democrazia condizionata ed ingabbiata, nonché sempre più contorniata da euroscetticismi dilaganti ed avvelenata dalle sempre maggiori ed inaccettabili ingerenze della Bce, della Ue, dell'FMI e del falco in gonnella di Berlino.

     La Bestia a più teste ed una mente 

    Alla luce di questo complesso scenario – e senza dimenticare i disagi che assieme a Greci ed Italiani continuano a subire nel silenzio Spagnoli, Portoghesi e Irlandesi –  lEuropa unita e florida appare sempre più come una chimera, una bestia mitologica da tante teste, moltissimi artigli affilati, svariate code ed un'unica lucida, fredda e disumana mente capace di reggere nonostante tutto questo grottesco baraccone, costruito su illusioni e false promesse. 

     I saggi consigli del Cavaliere e l'Interruzione del letargo strategico 

    Ma dinnanzi a questo spettacolo come si pone oggi il Cavaliere?  Lui, ca va san dire! A detta dei suoi l’Italia lui l’ha capita bene, e l’avrebbe governata – sempre a loro dire – altrettanto bene per quattro legislature, ben 3340 giorni da Presidente del Consiglio. Se si è dimesso dal suo incarico, secondo i seguaci di Arcore, è stato solo per favorire la nascita del governo tecnico di Monti, cioè per aiutare l’Italia ad affrontare questa crisi. Giusto! Ammettendo per un attimo questo curioso e paradossale ragionamento, in tale ottica tuttavia non si comprendono davvero – e non si giustificano minimamente – le dichiarazioni dell’ex premier di qualche giorno fa, parole giunte co una strana eco dalla crociera sulla MSC Divina che stava facendo scalo a Bari. Nell'occasione Berlusconi ha tenuto quella che, a tutti gli effetti, è apparsa come una conferenza personale in vista del suo ritorno al governo. Intervistato dal direttore del Giornale Sallusti, ha speso parole, opinioni, giudizi, dispensato consigli un pò per tutti, da Matteo Renzi, al suo “vice” Alfano, per rimanere in Italia e, oltr'Alpi, addirittura a Sarkozy. E per Monti, ovviamente!

     Il Cavaliere e le paradossali critiche al suo alter-ego, Mario Monti 

    Il nostro attuale premier è stato il bersaglio più o meno celato del grande delle sparate berlusconiane. A suo dire – udite udite -le norme sul "Fiscal compact" (votate per altro dallo stesso Cavaliere e dai suoi in maniera compatta) frenerebbero la crescita, mentre il Fondo monetario “difficilmente funzionerà”. Ma in tutti questi mesi di dibattiti e di appelli – tra l'altro di numerosi premi Nobel come Paul Krugman – contro le politiche d'austerity promosse dalla Banda Monti, dall'Ue e dalla Merkel, ci chiediamo, il Cavaliere dov'era? Perchè mesi di letargo strategico e collaborazionismo sottobanco col governo dei banchieri per poi criticarne le stesse misure da lui stesso avallate ed approvate? E perchè soprattutto non ha dato le giuste direttive all'eurodeputato – suo delfino – Mario Mauro e agli uomini del Pdl presso l'Europarlamento al fine di delegittimare e bloccare l'insania del rigore? Troppo comodo caro Berlusconi! Una moderna Penelope (in giacca e cravatta) al contrario, che di notte disfa un tela (rete) che – però – alla luce del sole e nei meandri dei parlamenti (italiano ed europeo) contribuisce a tessere in prima linea ed a porre – d'inciampo – sotto i piedi di milioni d'Italiani, finiti (non poteva essere diversamente) a gambe all'aria! 

     I disastri legislativi e giuridici del Popolo Berlusconiano 

    Ma non va dimenticato neppure come gli stessi eurodeputati pidiellini siano stati proprio quelli che nella scorsa primavera calda (quella che inaugurò la micidiale trappola del "Credit Crunch", la stretta creditizia delle banche) contribuirono a votare in maniera decisiva per l'irrobustimento e l'innalzamento dei coefficienti bancari di riserva patrimoniale (per altro già alti) di Basilea III – contribuendo, in tempo di crisi, a paralizzate il comparto creditizio e l'erogazione del credito – ed a votare per MES, Fiscal Compact (come già accennato) e per l'Unione Bancaria

     Sgradevole profumo di campagna elettorale 

    Parole, dunque, quelle del Cavaliere non molto credibili, ma – anzi – piuttosto populistiche ed intrise di un nuaseante profumo  di campagna elettorale. Parole giunte, tuttavia, da un Berlusconi in calo di consensi (nelle stime ufficiali già da mesi, ad esempio, sovrastato nei sondaggi dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo) e – come i nostri lettori ricorderanno – denigrato nello scorso Autunno dall'opinione pubblica nazionale ed europea come l'unico responsabile dello sfacelo italiano; come il "Grande Satana del Debito Nazionale": dimenticando forse che  dal 1981 il debito in Italia è esploso proprio grazie alle intuizioni finanziarie ed economiche del signor Monti, un giovane Mario Monti  in erba, a tutti gli effetti parte integrante degli enturages governativi in veste di "consulente finanziario" dei governi susseguitisi prima dell'avvento dello stesso Governo Berlusconi. Una bella storia davvero! Da raccontare a tutti, dinnanzi magari ad un buon bicchiere di vino!

     Le manovre populistiche del Cavaliere e l'IMU 

    Soprattutto se si tiene conto che nel suo ventennio di Governo il prode Cavaliere non si è attivato affatto (o quasi per nulla) per risolvere gli errori strutturali che hanno contribuito a portare l’Italia in questa situazione; né è parso molto scontento di lasciare i “suoi” elettori e gli Italiani tutti alle immorali ed inumane cure di questo governo tecnico. In pratica Berlusconi prima ha affidato il pacco a Monti, lodandone le capacità, e ora questo pacco se lo vuol riprendere: e per farlo non ha esitato a rilanciare una sua sorta di campagna politica, con tanto di mini–programma e promesse elettorali. Tra le varie, quella dell’abolizione dell’Imu, vero e proprio cavallo di battaglia, quasi un attacco trasversale alle politiche di Monti; “la casa è il pilastro su cui ogni famiglia fonda il suo futuro” – ha ricordato Berlusconi, che in seguito ha rincarato – “Il fattore psicologico durante una crisi è fondamentale. Senza abbassare la pressione fiscale non si esce dalla recessione”. Dimenticando tuttavia che l'IMU, rispetto agli aumenti crimali ed igiustificati delle accise statali sul carburante (7 successivi aumenti i pochi mesi: record del mondo) è come un nano paragonato ad un gigante. Soprattutto se – come detto – noi Italiani per ogni 10 euro di carburante che paghiamo, rimettiamo "volontariamente" 6 di questi euro nelle tasche dello stato, o meglio, nelle tasche del governo dei banchieri. Perchè Berlusconi non vede tutto ciò? La sua complicità strategica è palese!

     Debito – La legge "Tremonti sul Risparmio" e la "Resa ai Banchieri" 

    L'unica nota positiva del ventennio berlusconiano sul capitolo debito – dobbiamo dargliene atto – fu la votazione della Legge sul Risparmio del  28 dicembre 2005. Come detto da "Qui Europa" – nel quarto capitolo degli scritti dedicati dal "Debito Illegale" (vedi allegati) – con la Legge 262 di tutela del Risparmio, articolo 19 c.10, il governo Berlusconi, su iniziativa del Ministro Tremonti, stabilì che entro il 12 gennaio 2009, tutte le quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti privati (come Banca Intesa, Unicredit ed altre) dovessero essere ritrasferite a enti statali. Ciò per arginare e tentare di combattere la speculazione bancaria e lo scoppio incontrollato del debito pubblico, conseguente alla perdita della nostra sovranità monetaria ed alla privatizzazione della Banca d'Italia. Ma nulla di ciò è mai avvenuto: i proprietari di Bankitalia sono ancora oggi banchieri privati, detentori illegittimi della sovranità monetaria degli Italiani.

     Dittatura bancaria – La complice "Resa" del Cavaliere 

    Un altro motivo – come visto – per ritenere ancor più illegale ed iniquo il debito pubblico che oggi Monti e l’Ue (con la complicità della casta parlamentare) vogliono far pagare in maniera fraudolenta ed immorale a noi cittadini Italiani, e non solo. Un altro motivo in più per constatare la resa del Cavaliere (divenuto suo malgrado, forse, complice in prima linea della tecnocrazia dominante) al lobbismo bancario ed ai veri padroni incontrastati della colonia Europa.

    Sergio Basile, Mario Luongo (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    18 agosto 2012No CommentRead More#                                 

  • Strache e il Post della verità! L’Europa sulla scia di Adolf Hitler

    Strache e il Post della verità! L’Europa sulla scia di Adolf Hitler

    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012 

    – Reportage-Dossier di "Qui Europa" – 

     Austria / eurozona / dittatura / Banchieri / FPO / Heinz-Christian Strache / Facebook / Banksters / Stella di David / Povero col piatto vuoto /Der Sturmer / Iconografia antisemita / Protesta / Associazioni ebraiche / Proteste strumentali / MES / Fondo Salva Stati / Dittatura Mascherata / Umiliazione dei popoli europei / Distruzione della Costituzione / Adolf Hitler / Ermachtigunggesetz / Repubblica di Weimar / Incubo / Novecento / 

    Strache e il post della verità! L'Europa

    sulla scia di Adolf Hitler 

    Grandi polemiche in Europa per il post del

    leader del partito austriaco di Destra,

    Heinz-Christian Strache

    Il MES distruggerà la Democrazia in Europa

    L'Analisi di "Qui Europa" e la strada tracciata da Adolf Hitler

    Vienna – Sta facendo molto clamore in Europa la vignetta che Heinz-Christian Strache, leader del partito austriaco di destra Fpo, ha taggato ieri su facebook. L'immagine – inequivobabile e paradossale parodia, ben dipinta, della guerra innescata nel Vecchio Continente dall'Europa dei banksters – presenta un grasso banchiere seduto ad un tavolo ed intento a banchettare  lautamente (con tanto di gemelli a forma di stella di David ai polsi) dinnanzi ad un povero col piatto vuoto. Molti tabloid e quotidiani europei (in Italia lo ha fatto il Corriere) hanno parlato di esplicito richiamo all'iconografia antisemita diffusa nell'Austria nazista e "portata nelle case tedesche da riviste come Der Sturmer". Tale azione ha suscitato l'immediata protesta delle associazioni ebraiche austriache ed europee, dichiaratesi all'unisono indignate per l'accaduto.

      La Replica di Strache  

    Ma altrettanto immediata è stata la replica di Strache che, al fine di sfatare falsi miti e non dar adito a facili e strumentali proteste, ha ribadito che il senso della sua vignetta era esattamente l'opposto di quello percepito dai rappresentanti delle comunità ebraiche. Secondo il meravigliato politico austriaco, infatti, la vignetta non era a favore dell'antisemitismo, ma bensì (come comprensibile , visto il precipitare, giorno dopo giorno, della cosiddetta "Democrazia made in Ue") contro i banchieri che tengono in pugno l'Europa e la loro dittatura mascherata che umilia i popoli europei. Aggiungiamo: sotto una coltre indecorosa e meschina di  una selvaggia  disinformazione.

     La "Dittatura MES" e la distruzione dell'Europa  

    Secondo Heinz-Christian Strache, infatti, l'entrata in vigore del MES (Fondo Salva Stati Permanente) "distruggerà non solo lo Stato, ma anche la Democrazia e la Costituzione". Da parte nostra lo abbiamo più volte sottolineato, denunciando come il MES – una sorta di stato con poteri illimitati all'interno del superstato Ue nascente  – sia una vera e propria dittatura che consentirà all'Ue di ottenere il pieno controllo sugli stati membri, mediante l'esercizio di un potere finanziario ed economico illimitato e profondamente invasivo. Esso potrà chiedere ed ottenere, entro una settimana, tutte le risorse che vorrà dagli stati dell'Euro-gabbia.

     Possibile sospensione dei Diritti Elettorali  

    In caso di mancato rispetto delle condizioni creditorie alle quali i Paesi Piigs (Italia, Grecia, portogallo, Spagna, Irlanda) ed altri – che dovessero aggiungersi alla lista nera –  sarebbero presumibilmente sottoposti, lo stesso MES sensa interferenza alcuna (Meccanismo Europeo di Stabilità – è bene ricordarlo – assunto a creditore privilegiato dei popoli destinatari degli iniqui aiuti ad interesse usuraio)  potrà chiedere la sospensione dei diritti elettorali in quegli stati cui cittadini dovessero manifestarsi morosi o inadempienti. Roba da manicomio criminale insomma!

      Sulla via tracciata da Hitler  

    Dunque l'Europa sembra sulla buona strada che porta alla distruzione della Democrazia. Come riuscì di fare ad Adolf Hitler con la Ermachtigunggesetz: il decreto dei pieni poteri che distrusse e pervertì la Repubblica di Weimar, dando vita al più grande (e non isolato) incubo europeo del Novecento. Siamo avvisati! La storia – insegna Gianbattista Vico – può ripetersi sotto i nostri occhi e mentre noi dormiamo. Nel cuore della notte! Che alba ci aspetterà dunque, se non riusciremo a staccare la spina ai governi dei tecnocrati e dei maggiordomi dei banchieri?

    (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • I mercati minacciano Madrid – Rajoy s’inchina ai banksters

    I mercati minacciano Madrid – Rajoy s’inchina ai banksters

    Martedì, Maggio 29th /  2012

    – di Silvia Laporta –

    Spagna / Madrid / Crisi Ue / Eurozona / Unione europea / Debtocracy / Mariano Rajoy / Bankia / Aiutare le povere banche / Dittatura dello spread / Diktak del rating / Alibi / Paradossi della casta bancaria / Controinformazione / Qui Europa / Fallimento dell'economia europea / Banksters / Silvia Laporta / Europa 

    Spagna – Bankia sull'orlo del fallimento?

    I mercati minacciano Madrid: Rajoy non sa

    dir di no alla casta bancaria

    Madrid in fermento, sotto minaccia dei mercati – Rajoy non delude i banksters

    Madrid – Il terzo istituto bancario spagnolo, Bankia, sarebbe ancora assetato di fondi: quel che si dice un pozzo senza fondo! Dopo il recente stanziamento di circa 23,5 miliardi di euro per evitare la bancarotta , il premier Spagnolo Mariano Rajoy, da solo, chiede aiuto all’Unione europea e di nuovo bussa alla Banca Centrale Europea di Mario Draghi. La richiesta del premier è quella di sostenere un  Paese in piena crisi di liquidità, dopo aver rivisto i conti del 2011 e annunciato una perdita relativa di esercizio di circa 3 miliardi di euro e i rendimenti sui titoli decennali del debito, ieri saliti sopra il 6.5% ai massimi dell’introduzione della moneta unica, con lo spread  a 511 punti base. L’ammontare complessivo delle perdite del sistema spagnolo è stato  quantificato nei giorni scorsi dall’International Institute of Finance (IIF) in circa 220 miliardi di euro, un quarto dell’intero Pil nazionale. Una cifra che, se la crisi dovesse acuirsi, potrà essere coperta solo grazie a un intervento dall’esterno tramite un salvataggio orchestrato dagli organismi internazionali e l’Unione europea. Ma questo, ovviamento è quel che passa radio-Debtocracy.  Qual'è la verita? Difficile scoprirlo.

      Sos: aiutiamo le "povere banche" a non aiutarci!  

    Bisognerebbe, infatti, passare ai raggi "x" le carte dell'istituto iberico. Intanto c'è – come sempre – da fidarsi e da aprire i portafogli. Bankia è un caso a se e non ha nulla a che vedere con la tenuta del paese e con l’allargarsi dello spread nei confronti della Germania”  ha detto – in un lapidario commento – Rajoy durante una conferenza stampa con gli investitori. “ Siamo stati costretti a intervenire su Bankia, l’alternativa era il fallimento e non possiamo permettere che le Banche falliscano perché farebbero cadere anche il paese. Stiamo definendo i dettagli del sostegno che daremo ma posso assicurare che l’intervento del Governo non avrà ripercussione sul deficit del bilancio pubblico” e quindi sugli obiettivi di risanamento concordati da Bruxelles.

      Debtocracy – Anche a Madrid, il solito rischio rotto  

    Madrid – secondo la casta – si èsarebbe infatti impegnata a ridurre il disavanzo dal 8,9% al 5,3%, entro l’anno, ma per evitare il fallimento e soprattutto il contagio verso gli altri istituti di credito spagnoli  rimasti invischiati nella bolla immobiliare esplosa nel 2007 e che rischia ora di trascinare la Spagna nel baratro, saranno necessari ben altri fondi pubblici. Il problema  però, quello che "radio-debtocracy" cela e si guarda bene dal chiarire ai cittadini spagnoli, e che così facendo, evitando cioè scrupolosamente di mandare al diavolo – una volta per tutte – le "improponibili ed inique" agenzie di rating, il debito non può far altro che rigenerarsi. Basterebbe dichiarare fuori giorco Fitch, standard & Poor's e Moody's per risolvere tutti i problemi, o comunque gran parte di essi. Ma la via maestra che la casta dei banchieri ha indicato ai suoi fedeli burattini, evidentemente è ben diversa.

      La "triste e desolata" via maestra di Rajoy  

    Infatti il leader Rajoy, il conservatore Re di Madrid, non nasconde di essere “molto favorevole” alla possibilità che il prossimo Esm, (la nuova arma di distruzione di massa dell'Ue, per intenderci) il fondo di "salvataggio europeo" (che fantasia questi banksters), possa fornire aiuti direttamente alle entità finanziarie e non solo agli stati. La Spagna chiede all’Unione “una risposta chiara in difesa dell’euro (moneta unica che, come sappiamo benissimo, è uno dei fattori di co-destabilizzazione di tutto l'euro-sistema: o dell'euro-gabbia, che dir si voglia)  e ribadisce la necessità che la Bce “sostenga il debito dei paesi membri”. "Infatti – continua il premier amico dei banchieri – con uno spread di 500 punti base è molto difficile riuscire a finanziarsi. Dobbiamo risolvere il problema del finanziamento e della sostenibilità del debito di Paesi che, con le riforme e i sacrifici, dimostrano di comportarsi come si deve” .

      Il solito alibi della bolla speculativa, ormai non regge  

    Ieri Bankia ha chiuso a 1,36 euro,(in calo del 13,38%) ma gli analisti preannunciano che scenderà ancora: per Deutsche Bank fino a 0,50, per Nomura anche fino a 0,30 euro. Il settore immobiliare, dopo 10 anni di bolla speculativa, è crollato. Ma sappiamo che questo non è il fulcro del problema, come radio-debtocracy continua a propagandare. Anche, se evidentemente, tutte le banche che avevano accumulato un esplosione sul mattone superiore a 320 miliardi di euro,(un terzo del Pil nazionale) si sono ritrovate fuori di 180 miliardi di euro, che potrebbero sfiorare i 260 miliardi nel 2013. Ma dire ciò, senza ammettere che con lo spread il debito di autorigenera vuol dire mentire e dissimulare la verità.

      30 miliardi per continuare a "restare in crisi"  

    Il governo spagnolo sta valutando l’iniezione di contante tramite il conferimento di titoli di Stato o Bond emessi dal Frob, il fondo di ristrutturazione ordinaria bancaria. Questa operazione non dovrebbe avere nell’immediato degli effetti sul bilancio statale. Ma saranno sicuramente necessari ben altri capitali pubblici! Si prevede infatti, contro le previsioni ottimistiche del premier spagnolo, che altri istituti bancari avranno presto bisogno di sostegni: CatalunyaCaxia, NovacaixaGalicia e Banco de Venecia, secondo indiscrezioni, avrebbero bisogno di circa 30 miliardi di euro per restare a galla. Un consiglio: cambiate favola!

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • L’Ue dei banksters e delle lobbies teme l’evasione greca

    L’Ue dei banksters e delle lobbies teme l’evasione greca

    Venerdì, Maggio 25th / 2012

    – di Sergio Basile –
     
    Unione europea / Eurovertice / Consiglio europeo / Grecia / Eurozona / Fallimenti Ue / Troika / Commissione europea / Fondo Monetario Internazionale / Bce / Bundesbank / Washington / Christine Lagarde / Mario Draghi / José Manuel Barroso / Angela Merkel / Lucas Papademos / Vertice Ue / Democrazia / dittatura / banksters / Piano di aiuti Ue / Syriza / Sinistra radicale / Voglia di riscatto dei Greci / Platone / Socrate / Panagiotis Pikrammenos / Austerity / Trattato di Lisbona / Art. 50 del Trattato di Lisbona / Articolo 123 / Sergio Basile / Qui Europa   
     
    L'Europa dei banksters e delle lobbies
     
    teme l'evasione greca
     
    I vuoti moniti della Troika e i validi motivi
     
    per abbandonare l'Euro-Gabbia

     

    Grecia – In fuga dall’Eurozona

    Bruxelles – Nella giornata di ieri dalla capitale istituzionale dell'Ue, nonché sede legale di innumerevoli multinazionali europee (e porto ideale per quelle d'oltreoceano) abbiamo assistito ad uno spettacolo a dir poco indecoroso, a tratti comico (se non fosse che in ballo ci sono le sorti economiche e sociali di milioni di persone in carne ed ossa) ad opera dei soliti eurocrati amici dei banchieri. argomento della settimana – tanto per cambiare – è stato, più che la Grecia in sé, il rispeto dei diktat che "mamma Troika" ha inposto in maniera iniqua e crudele ai suoi figli: resi neo schiavi di bankster senza scupoli e misericordia da vuoti tecnocrati senza Dio. I figli di una Grecia uscita in maniera ammirevole dalle urne, con in mano un presico messaggio per tutta l'Europa delle caste: Democrazia? Si grazie! Eurozona? No comment! Ormai ogni parola è suoerflua. Ecco che allora Angela merkel e  Manuel Barroso hanno lanciato chiari ed inequivocabili messaggi al neo-premier  Panagiotis Pikrammenos nelle "more" del delicato vertice Ue, ribadendo il teorema – insostenibile – secondo il quale per uscire dalla crisi sarebbe bene per tutti i "sudditi di Zeus" (dio ormai in rovina, ed andato in pensione anticipata, con un abbuono di qualche migliaio di anni) onorare gli impegni che l'ex-uomo della provvidenza (oltre che della Trilateral Commission e del board Bce) Lucas Papademos ha "gentilmente" sottoscritto a nome di un popolo a dir poco fuori di sé dall'ira (giusto per usare un eufemismo). E ciò – udite udite – per uscire dalla crisi. pazzesco!  
     
      Gli ellenici e l'ansia giustificata di "Mamma Troika"  
     
    Allora, molto eloquenti, in merito, sono state le parole disseminate al vento senza molti fronzoli, dal portavoce dell'Ue, Olivier Bailly,  per "candida" ammissione del quale l’Ue non avrebbe intenzione di ponderare la portata di ipotesi  alternative a questa paventata dal boss della commissione, ed a ruota dallo stesso Mario Draghi, nei giorni scorsi, e dalla puntuale quanto acerba Christine lagarde che (nelle ultime ore) ha "minacciato" alla Bbc: “i greci hanno fatto grandi sforzi, tuttavia devono fare di più perché ci sono altre riforme strutturali da varare e più tasse da raccogliere”. Parole ansiose ed ansiogene, derivanti evidentemente dai fondati timori su un mancato rispetto del secondo piano di "pseudo-aiuti" e di "pseudo-risanamento" firmato da Papademos con gli amiconi della Troika, in un allegro regime di "usura legalizzata". 
     
      17 Giugno: prove generali di evasione dall'eurogabbia  
     
    Atene – ed in questo le urne hanno, come detto, parlato chiaro – sarebbe dunque orientata, più che a sottostare ai diktat europei, alla rinegoziazione degli iniqui accordi: ciò soprattutto se dovesse essere confermata la linea anti-austerity alle prossime imminenti elezioni del 17 giugno. Urne che sembrerebbero premiare – stando ai sondaggi ed all'aria che tira nelle piazze di Atene, e nelle isolette greche – il partito del leader Alexis Tsipras, rappresentante – sempre più amato – della sinistra radicale Syriza. Partito dichiaratosi, come noto, apertamente in antitesi alle strategie filo-europeiste.  Sull'altro fronte dell'austerity, quello tedesco, la Bundesbank ha rincarato il tenore dei "consigli" sugli adempimenti, seguito a ruota, oltreoceano, da Washington, evidentemente timoroso di scontentare i banksters di wall Street, quanto consapevole che l'abbandono della gabbia dall'eurozona per Atene sia soltanto questione di mesi.
     
    Limiti dell'eurogabbia e motivi per concordare con i Greci 
     
    Allora, accantonati i moniti ormai vani e privi di senso dei vari Barroso, Lagarde, Monti, Merkel, Draghi e – perfino – Obama, e ripercorrendo le tappe critiche che hanno portato all'attuale definitiva involuzione del progetto – fin qui largamente fallimentare – noto come Unione europea, possiamo concordare con i cugini Greci che da  Maastricht in poi, i diritti degli europei sono stati via via palesemente e ferocemente compressi se non – nei casi più emblematici esaminati – annullati del tutto. Risultato di ciò: l'introduzione di un'euro proteso a facilitare inflazione e speculazione; ridimensionamento drastico della sovranità nazionale dei partner dell'Ue con l'adozione dei patti di Schengen (che hanno annientato pericolosamente i controlli su tutti i traffici presso le frontiere), del Trattato di Amsterdam (del 1997) (che ha di fatto espropriato gli stati del controllo sui propri affari interni), del Trattato di Nizza (del 2001) ( che ha suggellato l'accentramento dei poteri in seno all'Ue, definendo forse troppo fantasiosamente  l’Europa unita quale “Comunità di diritto”: ma forse non dei diritti!). Per finire al discusso e strategico Trattato di Lisbona (del 2007): surrogato generato frettolosamente – e con ingredienti altamente nocivi: vedi ad esempio l'art. 123, sull'obbligo di rifinanziamento degli Stati Ue presso i mercati internazionali – del quale "Qui Europa" ha abbondantemente parlato in precedenza – vedi archivio interno) al posto di una “Costituzione Europea” già palesemente rifiutata in toto dagli stessi europei, con le sonore bocciature intervenute tra Parigi ed amsterdam, nei celebri e clamorosi referendum del 2005, in un tripudio di euroscetticismo. Per non parlare dell’art. 50 dello stesso Trattato, che ha di fatto inventato dei congegni burocratici incentrati su pesanti negoziazioni, al fine di scoraggiare il “recesso dall’Unione” di stati, come la Grecia, stanchi di sevizie e soprusi; stanchi di deleterie politiche neoliberiste protese a favorire la penetrazione di organismi di speculazione internazionale stanutitensi (come Goldman Sachs) o cinesi nel mercato comunitario, in nome del libero mercato. Forse sarebbe ora di finirla con queso carrozzone, e seguite l'esempio che ci viene dalla patria di Platone e Socrate? probabilmente si! Almeno a queste condizioni di dittatura mascherata da democrazia. Ma oramai il 17 giugno è vicino!
     
    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)