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Tag: Banking and Finance

  • La Denuncia di Borghezio: La BCE potrebbe istituzionalizzare il Modello Cipriota.  Cipro è un Test

    La Denuncia di Borghezio: La BCE potrebbe istituzionalizzare il Modello Cipriota. Cipro è un Test

    Venerdì,  Aprile 12nd/ 2013 

    – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" 

        Bruxelles, Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato

    Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bce, Mario Draghi, Cipro, Modello Cipriota, Banche e Finanza, BRI, Banca dei regolamenti Internazionali, Financial Stability Board, Direttiva sulla Liquidazione Bancaria, FBS, BCE, Risparmiatori, espropriazioni, tranelli, Consiglio Ue, Test, Rivoluzioni, Espropri di Massa 

    La Denuncia di Borghezio: La BCE potrebbe

    istituzionalizzare il Modello Cipriota.

    Cipro è un Test

    I retroscena: Cipro è un test indispensabile per capire se

    l'esproprio di beni privati si possa fare senza

    provocare rivoluzioni;

    L'Inganno: La Direttiva sul "Modello Cipro" fu

    architettata ad hoc ed approvata già nel 2012 

     

    di Mario Borghezio, deputato al Parlamento Europeo

    BCE - CIPRUS

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     BCE / Banche e Finanza / Modello Cipro                                                              

    Bruxelles, francoforte – Alla conferenza stampa mensile della BCE il 4 aprile scorso, Mario Draghi si è alterato quando gli è stato ripetutamente chiesto se la confisca dei conti a Cipro rappresenti un modello per l'intera Eurozona. In effetti,  il testo della direttiva UE in esame al Parlamento Europeo prescrive esattamente ciò che è stato fatto a Cipro. Lo stesso Draghi ha sollecitato il Parlamento e il Consiglio UE ad approvare la direttiva ben prima della data pianificata, e cioè "già nel 2014". Il testo della "direttiva sulla liquidazione bancaria" riflette l'input del lavoro svolto dal Financial Stability Board sotto Draghi e della Banca per i Regolamenti Internazionali (che ospita il FSB): è come se recasse la firma di Mario Draghi, in veste di capo del FSB e della BCE.

      La Direttiva sul "Modello Cipro" – Architettaca ad hoc già nel 2012             

    La direttiva è stata presentata nel giugno 2012 e propone che i depositi non protetti (al di sopra dei 100 mila euro) potranno essere confiscati per salvare ("bail-in") le banche in difficoltà. Mentre afferma – in termini generali – che i depositi protetti non saranno inclusi nel capitale del "bail-in", essa ne esclude anche i derivati, se la loro inclusione minaccia la stabilità del sistema. Nella Sezione 5, Articolo 38, 3 della legge, si afferma che "Laddove le autorità applicano lo strumento del bail-in, esse possono escludere dall'applicazione dei poteri di conversione [in azioni] e di cancellazione l'esposizione in derivati che non rientra nell'ambito del punto (d) del paragrafo 2 [esposizione con scadenza originaria di meno di un mese], se tale esclusione è necessaria o idonea per raggiungere gli obiettivi specificati nei punti (a) e (b) dell'Articolo 26". Ma quali sono questi obiettivi? "Gli obiettivi della liquidazione. sono: (a) assicurare la continuità delle funzioni critiche; (b) evitare effetti negativi significativi sulla stabilità finanziaria, come ad esempio "impedire il contagio" (?), e mantenere la disciplina di mercato".In altre parole, qualora la cancellazione del debito finanziario minacci la stabilità del sistema, quel debito deve essere pagato – s'intende – con i soldi dei risparmiatori. Insomma, Cipro è un test indispensabile per capire se l'esproprio di beni privati si possa fare senza provocare rivoluzioni

    Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

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  • I fallimenti del Governo Monti:  Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle

    I fallimenti del Governo Monti: Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle

    Venerdì, Agosto 10th/ 2012

    – Sergio Basile  – 
     
    Italia / Mario Monti / Governo tecnico/ Banche e Finanza / Speculazioni / Economia della Truffa / Pil / Debito Pubblico / recessione / Robin Hood / Commissariamento dell'alta finanza / Morte della politica / Annientamento degli stati / Annientamento dei parlamenti / Club del coccodrillo / Goldman Sachs / Silvio Berlusconi / spread / Bilderberg Club / Commissione trilaterale / Moody's / IVA / IMU / Accise statali / Fallimento del governo Monti  
     
    I fallimenti del Governo Monti e il  Golpe
     
    legalizzato della finanza internazionale
     
    Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle
     
    La ricetta Monti:  una cura tutta italiana dal 1981
     

    Roma – El Buho (il Gufo) Mario Monti – com'è stato soprannominato al suo arrivo in Spagna – l’ex consulente dell'indagata agenzia di rating Moody’s e di Goldman Sachs, nonché ex-consulente economico e finanziario sottobanco (dal 1981) dei precedenti governi italiani succedutisi nell'ultimo trentennio, dopo aver umiliato per l'ennesima volta un accucciato e remissivo Silvio Berlusconi – con l'ormai arcinota battuta sul differenziale spread a 1200 punti qualora il Cavaliere fosse rimasto al suo posto e non avesse favorito il golpe dei banchieri – è tornato ad avere qualche problemino con la matematica. Infatti a Dicembre 2011 (malgrado tasse ed austerity) il debito pubblico è rovinosamente aumentato, passando dal al 120,1%  al 123,4%. E’ colpa della crisi, si difenderebbe l’ex (?) membro della  Trilateral e del Club del Coccodrillo; è colpa della crisi che ha ridotto le entrate fiscali! Ma anche un bambino comprende come da misure recessive non possa giungere alcuna crescita, vista la compressione dei consumi che ne consegue e la stessa riduzione delle entrate fiscali (IVA). 
     
      La fallimentare Ricetta Monti. Pil in caduta libera, debito alle stelle 
     
    L'unico modo per far crescere l'economia è quello di incrementare la capacità di acquisto delle classi medie e deboli, diminuendo altresì la tassazione. Fare il contrario vuol dire attuare un colpo di stato, infischiarsene degli Italiani e far Commissariare a tempo indeterminato l'Ex-Bel Paese dalla finanza internazionale e presto dall'FMI. Ma ad incidere sull'aumento esponenziale del debito pubblico (è bene ricordarlo al professor Monti: poichè i giornali ed i TG non lo fanno, e blaterano il contrario) vi è anche un altro pesante e mortificante elemento, ideato proprio da Monti e dai suoi colleghi del Consiglio europeo: il MES (Fondo salva stati permanente o Meccanismo europeo di Stabilità). Il contributo delle famiglie italiane versato ai fondi Salva Stati (MES e EFSF) è infatti pari al 3% del Pil. Pagato a suon di accise sul carburante, IMU e caro bollette. Non a caso, dunque, nel secondo trimestre del 2012 il Pil è diminuito dell'0,7% rispetto al trimestre precedente e del 2,5% rispetto al 2011.
     
     Mario Monti: un Robin Hood al contrario  
     
    Ma il professore, a dispetto di ogni morale cristiana o di qualsivoglia principio etico, sembra soffrire di un pericoloso sdoppiamento di personalità: come una sorta di poliziotto che lotta il crimine, ma di notte si appresta a svuotare le cassaforti delle vecchiette, nonché le casse dei rapinatori e/o dei presunti rapinatori che si è affannato di arrestare. "Sono stato chiamato a salvare l’Italia – ha dichiarato nelle ultime ore Monti con toni da messia – (….) il governo tecnico è nato con questo intento. Un governo che raccogliesse consensi parlamentari tali da poter mettere mano a riforme fondamentali per il Paese oltre che per far approvare misure sicuramente impopolari ma non più rimandabili. Misure (pensioni e lavoro) che i partiti avrebbero avuto vergogna a varare ma che hanno accettato di votare nascondendosi dietro la scusa dell’interesse nazionale e dietro i meccanismi anonimi dell’appoggio esterno e del voto di fiducia. Gli unici – ha ammesso l’ex consulente Goldman Sachsche hanno permesso di superare l’abitudine dei governi italiani di non decidere e di ricorrere invece alla concertazione". Ma il professor (una sorta di Robin Hood al contrario) è andato oltre: "occorre che mettano radici nei comportamenti degli Italiani idee nuove, in modo da sopravvivere anche a governi vecchio stile. Governi tipo quelli che potrebbero emergere dalle elezioni del 2013 e che sarebbe deteriore per l’Italia se continuassero a non decidere e a trattare su tutto. Governi che non dovrebbero essere messi nelle condizioni di nascere".
     
      Avanti tutta con il Partito della Recessione   
     
    Meglio quindi andar avanti con il partito  unico della "Recessione", anche se il golpista Monti continua a blaterare che spera di esaurire nel 2013 il suo compito di salvatore dell’Italia: ciò nasconde quindi la serissima possibilità che questo colpo di stato legalizzato possa andare avanti anche dopo il 2013, ovvero che questa sorta di commissariamento indiretto dell’Alta Finanza internazionale possa continuare a travolgere gli Italiani. Ormai Italo-africani: e ci scusiamo a priori con gli Africani per il paragone e l'accostamento.
     
       La Tomba della Politica e della Democrazia  
     
    Un dato – tra l'altro – emerge chiaro: l'insofferenza per il maggiordomo dei banchieri per i Parlamenti e la Democrazia. Meglio ricorrere a mezzi decisionali più veloci, a prescindere (ovviamente) dall'integrità morale, dai conflitti d'interesse e dall'onestà intellettuale dei messia tecnici che dovessero essere invocati ad assolvere a questo impegnativo compito di (improbabili) salvatori della Patria. Governi tecnici a vita dunque! E' questa – per estensione – l'idea dominante del Monti's Pensiero. Tecnici (possibilmente banchieri e uomini Bilderberg o Trilateral) per "rispondere prontamente alle impennate dei mercati (?) e quindi alle manovre della speculazione". Banchieri per rispondere alle esigienze dei banchieri. Pazzesco! Ma se essi poi falliscono e svendono irrimediabilmente l'Italia agli squali esteri? Che importa! Pazienza, la vita va avanti lo stesso! La tomba della Politica e della Democrazia? Senza alcun dubbio!
     
      La risposta e il compito di noi cittadini   
     
    Cosa fare allora nel nostro piccolo e nel nostro quotidiano, in attesa delle prossime elezioni (o di dimissioni che non giungeranno mai)? Diffondere incessantemente e capillarmente queste verità ad amici e parenti; confrontarsi attraverso la rete o personalmente nei nostri abituali luoghi d'incontro; aprire gli occhi all'opinione pubblica, visto che a disinformare ed a diffondere falsità ci pensano in maniera "scientifica", meschina e deplorevole giornali e TG, 24 ore su 24. Siamo in guerra! Che vi piaccia o no! E ciascuno di noi deve sentirsi chiamato in causa, se ha a cuore il futuro dei propri figli!
     
    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)
  • Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

    Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

    Mercoledì, Agosto 8th/ 2012

    – L'editoriale di Sergio Basile – 
     
    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital / Qui Europa / Sergio Basile /  Super computer / Operazioni short / operazioni Over-nigth / Liberismo / Anarco capitalismo 
     
    Dall'Europa a Wall Street, l'egemonia del 
     
    lobbismo e l'economia della truffa
     
    Il Caso Knight Capital e le "Menzogne" dei
     
    profeti del dio-Mercato
     
    Cosa fare nel concreto? Lo spunto di Galbraith e
     
    l'appello di "Qui Europa"
     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    New York, Bruxelles – Mentre l'Europa continua ad essere vessata dai diktat dei mercati, del rating e del debito illegale, oltreoceano, a New York, altri paradossi finanziari si susseguono di giorno in giorno. Segno di come questo modello capitalistico sia ormai "globalmente" fuori controllo e suscettibile di immediate "rivoluzionarie" misure correttive. In particolare, nella settimana appena conclusasi nel tempio mondiale della finanza per antonomasia, Wall Street, ha tenuto banco il caso della Knight Capital, società affondata nel vortice della speculazione elettronica e nel mare burrascoso del trading. Ciò, proprio nell'ambito dell'inaugurazione da parte del New York Stock Exchange di una nuova "piattaforma di scambio" esclusa alle grandi-movimentazioni e protesa a proteggere – solo in teoria – i piccoli risparmiatori dalla speculazione dei super-compures.
     
      Knight Capital – Quando la volpe cade nella sua stessa trappola  
     
    In pratica è accaduto che la Knight Capital, pur di continuare a speculare anche in questo nuovo "limitato orticello del trading" ha bluffato, modificando i codici dei propri programmi, al fine di anticipare gli altri concorrenti specialisti del “Flash Trading” (contrattazioni lampo che avvengono in frazioni di secondo). Dunque, per farla breve, questa volta qualcosa non avrebbe funzionato a dovere, ed ecco che la volpe è finita inconsapevolmente col diventare la preda del sistema, trovandosi costretta a vendere milioni di titoli acquistati erroneamente, e subendo una imprevedibile perdita pari a 440 milioni di dollari in un solo giorno. 
     
      L'economia dell'azzardo e della truffa   
     
    Questa grave vicenda ha riacceso i riflettori di "Qui Europa" sul rapporto bizzarro oggi esistente tra economia, finanza e società civile, partendo dalla constatazione  che il 50/70% delle contrattazioni nelle principali piazze finanziarie è di fatto controllato da “traders specializzati” muniti di super-computer. Speculatori artefici di un'economia dell'azzardo che devasta l’economia reale. In questo mare scuro e burrascoso un "potente e luminoso faro" che ci aiuta a ritrovare la via ed a comprendere il reale rapporto "malato" che lega il comune cittadino alla moderna società capitalistica, è senza'altro “L’economia della truffa” di John Kenneth Galbraith. L'autore si chiede: può una truffa essere innocente? Può l’innocenza essere disonesta? E’ questo l'interrogativo, il filo conduttore dell'opera che offre scenari di preziosa riflessione sui paradossi del nostro tempo e sulle priorità "economico-sociali" da rivoluzionare, al fine di potersi considerare davvero cittadini, ovvero membri attivi di una società civile e giusta. 
     
       Gli aspetti ambigui del cosiddetto "Mercato"  
     
    La disquisizione di Galbraith, in particolare, gioca sul sottile ed ambiguo filo del significato letterale delle parole, che nella moderna società capitalistica vengono spesso alterate o deformate, divenendo strumenti impropri di condizionamento e "conversione di massa" abilmente veicolati dai media di regime. L'autore, in tal senso, nota innanzitutto come il nuovo nome attribuito al sistema socio-economico moderno (monopolizzato dalle lobby) non sia più "capitalismo", ma bensì "mercato": termine "alternativo" al primo e molto più digeribile, più accettabile, meno ingombrante. Una sorta di "alternativa benevola al capitalismo" frutto di pura cosmesi terminologica. Termine che tuttavia, nella sostanza, non muta il concetto di base e l'immagine di una società completamente asservita alla logica delle lobbies, della produzione. Un modello socio-economico dominato dai privati, capace abilmente di manipolare la domanda e di controllarla; ma capace anche di tirare le fila della stessa finanza, finanziarizzando l'economia attraverso veri e propri golpe democratici tendenti a ridimensionare il ruolo ed i diritti degli stessi cittadini, a tutto vantaggio di una stretta élite ( o loggia ) di privati
     
     Il predominio del lobbismo privato  
     
    Lo spunto di Galbraith ci aiuta a capire come alla radice dei mali ci sia – dunque – il predominio anarchico del lobbismo privato sulla politica e sulla società: meri esecutori delle decisioni prese all'interno di gruppi di potere più o meno occulti o di Cda di grandi multinazionali. Un asservimento, questo, che attutisce e spesso annienta sia i "valori" di una comunità (religiosi, etici, statali e giuridici) sia la "morale". Tutto in nome del dio danaro. Allora comprendiamo perchè leggi assurde continuano a seminare ingiustizia ed iniquità, negli Usa come in Europa ed in Asia:  vedi  depenalizzazione del falso in bilancio; predominio assoluto delle agenzie di rating sulla sovranità nazionale degli stati (vedi Eurozona); inesistenza, a livello internazionale, di precise regole che colpiscano le speculazioni finanziarie, le operazioni off-shire, le operazioni in derivati, ecc.. Ciò nonostante gli abili ed avidi profeti di questa nuova forma di religione pagana (gli adoratori del dio mercato: liberisti; neo-liberisti, anarco-capitalisti e turbo-capitalisti) attribuiscano gli sfaceli da essi stessi cagionati, allo stato istituzione o al fallimento dei più antichi e sacri valori morali, spirituali e culturali: eredità più antica, fondante e preziosa delle stesse comunità sociali occidentali, e non solo.
     
     Il Nuovo Totalitarismo imperialistico dei "mercati" 
     
    Essi, oggi, sono gli stessi che auspicano il predominio totalitaristico del mercato sugli investimenti un tempo spettanti agli stati (vedi concepimento in ambito comunitario, da parte dell'Ue, dei "project bond") o la stessa creazione di un super-stato europeo, accentratore e liberticida: vedi MES e Stati Uniti d'Europa, proteso ad annientare gli stati nazionali e ad omologare culture, usi e costumi in un unico minestrone "mondialista". Tali falsi profeti sono gli stessi che difendono con mille sotterfugi i profitti faraonici dei banchieri e delle banche e nel contempo predicano ipocritamente e falsamente il libero mercato e la libera concorrenza, gettando fumo negli occhi ai cittadini.
     
     La deleteria propaganda liberale e l'uso distorto delle parole  
     
    Gli stessi che – tra l'altro – mandano avanti le industrie della guerra, destinando oltre il 40% del bilancio degli stati a spese belliche o militari nel nome (anch'esso ipocrita) di improbabili "missioni di pace". Spesso e volentieri vere e proprie "Occupazioni" militari animate da beceri interessi privatistici, e mascherate da missioni umanitarie (vedi caso Siria).
     
     Il Privato che occupa il pubblico  
     
    Scenari nei quali la pace e la guerra cessano di essere, anche formalmente, una dimensione del pubblico e diventano espressione di un privato che occupa il pubblico. Disorientando l'opinione pubblica e facendo scordare come in effetti la guerra sia la  sconfitta dell’umanità, e come il centro dell'economia e della politica non siano né il profitto, né il pil, né tantomeno il reddito; ma bensì l'uomo e le sue prerogative sociali. D'altra parte ciò che importa non è tanto "restare vivi" in questa società, quanto "restare umani".
     
     Un buon inizio   
     
    Un buon inizio, nella nostra "Nuova Europa ideale", sarebbe pertanto quello ti tagliare le unghie alla finanza, definanziarizzando l'economia. Come? Tanto per iniziare delegittimando le agenzie di rating; mettendo al bando da subito le operazioni short e i supercomputers; riformando o abolendo le operazioni in derivati, i depositi over-nigth e le operazioni off-shore.  Tutte misure che dobbiamo iniziare a pretendere con forza fin dalle prossime settimane – e col dialogo attivo – da chi oserà candidarsi alle prossime elezioni, malgrado in Italia, le prospettive del "gran partito" pro-banchieri e pro-Monti (A.B.C. più Vendola) non promettano, in tal senso, nulla di buono.
     
    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)
     

     

  • Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

    Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

    Mercoledì, Giugno 20th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Eurozona / Grecia / Italia / Germania / Spagna / Economia / Banche e finanza / Strategie / Accentramento Ue / Contro informazione / Proposte / Qui Europa / Syryza / Nuova Democrazia / Pasok / Alexis Tsipras / Paolo Ferrero / Summit Loc Cabos / G20 / Angela Merkel / Mario Monti / Speculazione / Euro  / Sergio Basile / Europa / Terremoto elettorale / + 700% per il partito antieuropeista Syriza 

    Eurozona – Grecia: Syriza "festeggia la sconfitta"

    Il Terremoto anti Troika è all'inizio

    Malgrado la sconfitta di misura, l'Ue è stata avvisata:

    i Greci non tollereranno più ingerenze di

    Tecnocrati e Troika

    Terremoto Syriza: +700% dei voti rispetto al 2009

    Le principali letture sul futuro dell'Eurozona dopo il voto

    greco nell'analisi di "Qui Europa"

    Grecia – Boom di voti per gli Euroscettici di Syriza – Alexis Tsipras festeggia la sconfitta di misura e lancia un chiaro Messaggio all’Ue dei Tecnocrati e del Rigore

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Atene, Berlino, Bruxelles – Le ultime elezioni in Grecia hanno dato i loro verdetti, e –  malgrado la vittoria di misura degli europeisti di "Nuova Democrazia": il contestatissimo partito "pro-euro"che negli ultimi anni è stato il co-artefice del disastro greco – hanno posto la parola fine ad un deleterio bipartitismo, aprendo inoltre una nuova sfida verso i difensori dei tagli fiscali, e del rigore di bilancio imposto dall'Unione europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale (cioè dalla cosiddetta Troika) alla vessata popolazione ellenica. Greci che, malgrado tutto – e malgrado la diffusa e battente propaganda "pro-euro" degli organi di stampa filo-governativi – ha portato la sinistra di Syryza, con a capo il suo giovane leader Alexis Tsipras, ad uno storico risultato, facendola balzare prepotentemente dal 4,6% del 2009 al 26,89%. Cioè ad un +700%  di voti in soli 4 anni. Comunque un successo di straordinarie proporzioni verso il quale Barroso e la Commissione europea, come gli stessi leader del Consiglio europeo (il gruppo dei 27 primi ministri dei Paesi ue) non potranno dimostrare indifferenza, bendandosi gli occhi. Ma il risultato più eclatante è che ND e PASOK, nonostante tutto, non siano riusciti ad ottenere la maggioranza in Parlamento, portando soli 149 deputati nell'assemblea di Atene. Ciò, in parole povere, equivale a dire che tali partiti non potranno più chiedere ai Greci di sottostare alle sanguinose misure imposte dall'Europa e dalla Merkel: essi non potranno di certo porsi con disinvoltura contro la volontà della maggioranza del popolo greco. Ciò, dunque, pur essendo stato il partito conservatore "Nuova Democrazia" (ND) quello più votato: perdendo comunque una marea di voti in favore di Syriza, e conquistando il solo 18,9% del totale dei consensi. 

      Lo choccante crollo dei partiti europeisti  
     
    Obiettivamente, dunque, possiamo parlare di una sostanziale disfatta dei tradizionali partiti di maggioranza: entrambi (ND e Pasok) hanno, infatti,  perso oltre al 45% dei voti sulle elezioni del 2009. Malgrado non si sia attestato quale primo partito ellenico, dunque, il grande vincitore morale del voto in Grecia è stato il partito Syriza che – lasciando un pò di amaro in bocca in quanti lo volevano in cima all'Olimpo da subito –  ha comunque superato tutte le aspettative, attenstandosi di misura – appena il 2% – dietro Nuova Democrazia. Per capire i contorni della vittoria è come se in Italia il "Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo risultasse d'improvviso la seconda forza politica del Paese, attestandosi "di una cucitura" appena dietro il Pdl o il Pd: malgrado le imparagonabili forze mediatiche e finanziarie messe in campo nella campagna elettorale.  Un altro partito di sinistra – in questo caso della sinistra riformista – lontano da  Syriza, ad ottenere un buon risultato (con il 6% dei voti) è stato quello di "Sinistra Democática": una coalizione per la prima volta in gara alle elezioni legislative. Tuttavia, secondo gran parte della stampa ellenica, essi potrebbero disturbare l'azione "rivoluzionaria" e "rinnovatrice" di Syryza, spalleggiando Pasok e Nuova Democrazia, nella formazione di un ipotetico governo di "unità nazionale": evidentemente assoggettato al volere dell'Ue e della Troika. Da non sottovalutare, comunque, neanche il 7% conquistato dal partito neonazista "Alba Dorata".
     
      Il voto greco per la stampa italiana, Monti e Ferrero  
     
    In Italia il crollo dei partiti europeisti nella vicina Grecia, non ha comunque trovato molto spazio nella stampa e nei Tg nazionali di bandiera: tutti protesi a lodare la vittoria (risicatissima e caratterizzata da una sensibilissima emorragia di consensi) degli europeisti di "Nuova Democrazia". Tra i più "soddisfatti" – a suo modo – il professor Mario Monti, che ha espresso il suo – pur contenuto apprezzamento – da Los Cabos: dove si trova in occasione del G20 messicano. Sulle rive opposte – quelle del Tevere – ha festeggiato la "sconfitta" di Syryza Paolo Ferrero (segretario nazionale di Rifondazione Comunista) che nella giornata di ieri – dalle colonne del manifesto – ha dichiarato che "il voto greco testimonia che le politiche neoliberiste dell'Ue sono inaccettabili per i popoli e che, dunque, devono essere cambiate".
     
      La vittoriosa battaglia dei Greci contro gli "invasori della Troika"  
     
    In sintesi, dunque, possiamo dire in tutta onestà che quello di Domenica è stato un gran giorno per il popolo greco, un giorno di grande orgoglio e voglia di rivincita, economica e sociale. L'apertura di una nuova ed inusuale stagione politica che – a quanto pare – non farà alcun sconto alle ingerenze ed alle politiche di austerity dell'Europa, grazie a quei 71 deputati conquistati dalla chiara linea "euroscettica" di Tsipras. Ma soprattutto – nonostante la risicata e relativa vittoria di Nuova Democrazia – una giornata disastrosa ed allarmante per i piani neoliberisti della Troika, in Grecia, come nell'intera Eurozona, causando una potente eco. Un impressionante terremoto cui epicentro è stato Atene, ma che è stato avvertito ovunque, da Berino a Bruxelles, da Parigi a Roma e perfino oltreoceano, a Los Cabos (al G20 del Messico) e a Washington (alla Casa Bianca). Questa è infondo una appassionata e tragica lotta contro il tempo del popolo greco per l'affermazione dei diritti umani contro gli dei della Troika.  Ma è una battaglia che lascia ben sperare sul buon esito della  vittoria finale nella guerra tra mercati e popoli, tra anarco-capitalismo e neo-liberismo e pensionati, giovani, lavoratori, pmi e famiglie. Per il momento i dei dell'Olimpo devono aspettare ancora un pò, ma il crollo degli dei invasori è solo questione di tempo, forse mesi. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • 100 miliardi per ingrassare banche Spagnole – Pagano anche Italiani

    100 miliardi per ingrassare banche Spagnole – Pagano anche Italiani

    Martedì, Giugno 12th / 2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile –

    Spagna / Banche e Finanza / Frode Ue / Frob / Stratagemma del governo spagnolo / Mariano Rajoy / Anche l'Italia paga per le banche spagnole / Piigs / Grecia / Irlanda / Italia / Mario Monti / Governo servo dei banchieri / Dittatura bancaria / Gli aiuti faranno aumentare il debito spagnolo a danno di tutti i contribuenti europei / Utilizzo del Fondo Salva Stati 

    Frode Ue: 100 miliardi per ingrassare  le

    banche Spagnole con il Frob

    Il Frob farà aumentare il debito degli stati a danno dei

    contribuenti europei e spagnoli

    Spagnoli ed Europei attaccati dai Banksters – Frode da 100 miliardi

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Dopo Portogallo, Grecia e Irlanda è la volta della Spagna: l ’Unione europea, inizia a volgere il sostegno finanziario alla Penisola Iberica, o forse è meglio dire che iniziano le speculazioni bancarie europee  per la Penisola Iberica. Il Vecchio Continente, ricordiamo, aveva sostenuto i "cosiddetti aiuti economici" – mai espressione fu più falsa e tendenziosa – per alcuni dei Piigs, rispettivamente: 78 miliardi per il Portogallo, 67 per l’Irlanda e 247, in due trance, per la Grecia. Adesso aggiungiamo alla lista anche  la Spagna. L’economia spagnola, non può sollevarsi da sola: questo è l'alibi che serpeggia nei corridoi di Bruxelles.

     Euro – Dagli stati all'Ue, dall'Ue al "Fondo Ingrassa Banche" e al Frob 

    L’Eurogruppo – come detto stamane in un articolo pubblicato da "Qui Europa" e dedicato alle "patetiche e contraddittorie verità" del premier Mariano Rajoy, che hanno mandato su tutte le furie i cittadini spagnoli –  ha deciso di concedere fino a 100 miliardi di euro sotto forma – così è stato propagandato dai media amici della tecnocrazia europea – di "prestiti del Fondo Salva Stati"  (Efsf). O meglio sarebbe a dire "Fondo Ingrassa Banche". Una cifra che secondo Rajoy e Barroso: "sarà sufficiente per coprire le necessità delle banche, più un margine di sicurezza significativo", indicativa del "sostegno agli sforzi di Madrid per la riforma del settore finanziario".  Gli aiuti andranno al Frob, il fondo per l’ordinaria ristrutturazione bancaria spagnola

     L'Ultima Barzelleta Ue – Gli aiuti aumenteranno il Debito della Spagna  

    Dai cittadini all'Ue, dall'Ue al Efsf (Fondo Ingrassa Banche) e da quest'ultimo al Frob, il fondo bancario iberico. Cosa comporta tutto ciò? Una nuova grande euro-porcata! Perchè, infatti, tali "auiti" ( o regali alle povere e sconsolate banche ) saranno, quindi, a tutti gli effetti debito sovrano di Madrid. In parole povere, se il Paese non ricomincerà a crescere, il rapporto debito-Pil si autoalimenterà, costringendo gli Spagnoli a pagare nuove tasse. Manovra da perfetto regime. Nemmeno Hitler, nella sua notoria "bontà", osò mai addivenire a questi subdoli stratagemmi finanziari. A queste sataniche trovate per impoverire la "plebe" e causarne una lentissima e dolorosa agonia. Una volta formalizzata la richiesta della Spagna, la Commissione europea, la Banca Centrale  Europea e l'Fmi – cioè il Fondo Monetario Internazionale –  (in una parola, la Troika) effettueranno una minuziosa analisi sulle necessità di ristrutturazione del settore bancario, per poi varare un “memorandum di impegni” che la Spagna dovrà sottoscrivere per definire le condizioni del "prestito-truffa". 

     Un alibi che non regge  

    Secondo gli euro-analisti di Bruxelles  Spagna e Irlanda avrebbero avuto destini comuni: "se prima erano modelli di virtù fiscale con deficit prossimi a zero o addirittura avanzi di bilancio pubblico e un rapporto di debito-Pil nettamente inferiore a quello tedesco, con lo scoppio della bolla immobiliare, la situazione è inevitabilmente mutata, facendo esplodere il deficit". Versione interessante, ma da dimenticare, da resettare completamente: come accade per quegli alibi falsi che verso il finale del film vengono sempre smontati dal detective di turno. 

      Lo stratagemma del Frob per aggirare la legge  

    Il Frob – al fine di poter operare ed aggirare i limiti legali previsti dalla normativa europea vigente – agirà "come agente del governo Spagnolo, per far confluire i fondi verso gli istituti finanziari interessati". I prestiti del Fondo Salva Stati, infatti, non possono essere destinati direttamente a enti privati come le banche, ma solo ad autorità pubbliche che garantiscono la loro restituzione. "Il governo spagnolo manterrà la piena responsabilità per l'assistenza finanziaria e firmerà il protocollo d'intesa" con gli altri paesi dell'Eurozona. E la seconda diavoleria è fatta!

       Frob : Governo Rajoy fantoccio delle caste bancarie   

    Quindi il governo spagnolo, viene usato come alibi rispetto ai prestiti che saranno destinati a rimpinguare le casse delle banche e, qualora le cose andassero male, sarà il governo spagnolo ad avere la responsabilità del debito. Cioè i cittadini spagnoli, presi per l'ennesima volta – e senza alcun ritegno – per i fondelli: solo per usare un eufemismo! Ma anche l’Italia potrebbero essere coinvolta, visto che si presenta  la possibilità di dover effettuare altri versamenti all’Esm-European Stabiliry Mechanism (il meccanismo permanente che – come più volte detto da "Qui Europa" – andrà a sostituire il Fondo Salva Stati). Per i paesi in difficoltà, l’Italia – o meglio noi Italiani – abbiamo già sborsato dal 2010 più di 48 miliardi di euro. Una bazzecola rispetto a quello che sborseremo in futuro e stiamo sborsando a suon di Imu, Iva, ed altre decine di tasse e imposte da record del mondo, contro "zero servizi". I paesi finora inclusi erano Grecia, Irlanda e Portogallo e solo dopo il 21 giugno si saprà se sarà necessario un ulteriore intervento da parte del nostro Paese per contribuire al finanziamento alla Spagna. Il benefattore Monti che farà secondo voi?

    Silvia Laporta, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Spagna – La truffa del “salvataggio”

    Spagna – La truffa del “salvataggio”

    Martedì, Giugno 12th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Spagna / Unione europea / Aiuti alle banche / 100 miliardi dui euro / Il più grande regalo della storia dell'Europa fatto alle banche / Troika / Madrid / Banca e Finanza / Pseudo-crisi / Bankia / Inganno / Truffa / Dittatura delle banche / Falsi salvataggi / Povertà / Disoccupazione da record / 50% di disoccupazione / Aziende fallite / Mariano Rajoy / Bugie / Disinformazione / Manifestazioni di protesta / Sdegno della popolazione / Contro informazione / Qui Europa  / Sergio Basile 

    Spagna – La truffa del "salvataggio" bancario e

    le bugie di Mariano Rajoy

    Spagnoli in fermento in tutto il Paese contro Rajoy e l'Ue

    Indignados sul piede di guerra, al grido: “Non salvate

    le banche, salvate noi”

    Madrid – Proteste per gli Aiuti alle Banche e contro il Governo di Mariano Rajoy

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Madrid  – Nelle scorse ore, mentre gli Spagnoli restano sempre più abbandonati a sé stessi, ed alle prese con una disoccupazione vicina al 50%, stremati dal precariato e dalla povertà – una pioggia dorata ha bagnato le banche spagnole, beneficiarie di un “aiutino” da 100 miliardi favorito dall’Ue di Barroso e Van Rompuy, sotto la stretta regia della Troika. Dinnanzi all’ennesima euro-beffa  twitter è letteralmente impazzito e in poche ore sono piovuti migliaia di post di protesta di cittadini spagnoli  contro il governo Rajoy: ribattezzato per l’occasione come il governo delle banche che avrebbe venduto la Spagna all’alta finanza, celandosi dietro la parola “salvataggio”. Il “presunto” aiutino da 100 miliardi è invero la più grande operazione di salvataggio-truffa nella storia dell’Europa.

      Rajoy – Le solite bugie, la solita disinformazione  

    Molte le bugie: stesso copione anche in Spagna, come per l’Italia e per tutti i Paesi dell’Eurozona attaccati dalla speculazione e dai cosiddetti "banksters”. Ma il premier non si è scomposto, e per evitare i principi di una “rivoluzione popolare” ha minimizzato dando prova di una gran bella faccia di marmo, e gettando acqua sul fuoco, tentando – senza successo alcuno – di smorzare i toni. Rajoy si è “difeso” parlando di una “semplice linea di credito” in favore delle “banche in crisi”. Ma a crederci sono ormai solo gli ignoranti, o i cittadini travolti dall’onda della disinformazione. Più che di aiuto la verità è che si è fatto un ennesimo vergognoso regalino alla casta bancaria che domina l’Europa e ai suoi improponibili governanti piazzati ad arte da logge e gruppi d’interesse deviati e segreti. Questi sono i risultati. L’importante – per la casta – è conservare un sentore diffuso di normalità e democrazia per bocca di improponibili giornalisti venduti al potere e senza alcuna personalità. Almeno qualcosa ci accomuna in questo tempo ai cugini Spagnoli.

      Lo scaricabarile – European style  

    Si difende ancora Rajoy, che nelle scorse ore avrebbe dichiarato – a vana difesa della sua posizione scomoda – che in realtà si tratterebbe “di un’iniziativa delle istituzioni finanziarie europee per evitare il commissariamento della Troika (aggiungiamo dei sovrani assoluti Draghi, Van Rompuy e Lagarde)”. Scarica barile indegno, che ci ricorda tanto l’operato deleterio e la strategia “difensiva” di un professorino di casa nostra! Il Premier ha poi esaltato la soddisfazione palpabile degli "dei minori ed onnipotenti" del mercato: i veri padroni dei popoli . Soddisfazione, che – a suo dire – “dimostra quanto la Spagna sia credibile agli occhi dei mercati, per aiuti che serviranno solo a ricapitalizzare le banche, solo quelle in difficoltà, e che non avranno alcuna conseguenza sulle persone”. Ciò, secondo il premier iberico, “garantirebbe l’indipendenza della Spagna dalla Troika che ha già messo all’angolo Grecia, Irlanda e Portogallo”. Ma Rajoy, rosso in volto e teso come una corda di violino, ha  poi continuato in perfetto “tecnocratic Style”  – copiando evidentemente dagli appunti di Mario Monti – asserendo: “Facciamo quello che avrebbe dovuto fare già tre anni fa chi ci governava. La situazione era e resta grave. Siamo obbligati ad un grosso sforzo per risanare il nostro debito”. Peccato che il debito nell’Eurozona sia un pacco confezionato dalle stesse banche e votato all’autorigenerazione perenne. Balle colossali, dunque,  e non commentabili che lasciamo al vostro buon gusto ed all’analisi critica della vostra intelligenza.

      L’incredulità e lo sdegno degli Spagnoli  

    Le pretestuose e vuote parole del premier si sono diffuse rapidamente in tutti i locali pubblici del Paese – quelli ancora aperti e non falliti –  gli uffici, le case, in diretta Tv. Unanime lo sdegno ed il disgusto. Incredulità mista a rabbia dipinta in egual misura sui volti di padri di famiglia senza meta, vecchi e giovani per le vie di Barcellona, Valencia, Toledo e nella periferia della periferia dell’Europa dei tecnocrati.

    Nasce un nuovo fronte di protesta e lotta di classe

    E’ dittatura, ed ora anche gli Spagnoli ne hanno acquisito piena e definitiva consapevolezza. Spagnoli sempre più vicini agli indignados: gli stessi che Sabato scorso hanno occupato la city come la sede della stessa Bankia (la Bankia degli scandali finanziari e “calcistici” – vedi articolo pubblicato ieri 11 giugno in “Qui Europa”) al grido: “Non salvate le banche, salvate noi”. Intanto nuove occupazioni e nuove veementi proteste si profilano all’orizzonte. Siamo nell’anticamera di una nuova rivoluzione popolare?

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • I Nuovi Padroni del Mondo

    I Nuovi Padroni del Mondo

    Lunedì, Giugno 11th / 2012

    – L'Editoriale del lunedì, di Sergio Basile –

    i nuovi padroni del mondo / Banche e Finanza / Italia / Eurozona / Caste partitiche / Disinformazione di tv e giornali amici / Partiti di maggioranza / Governo Monti / Padroni del mondo / Dismissione del patrominio statale / Tentacoli onnipresenti / L'arma della democrazia / Loggia P2 / Licio Gelli / Pierluigi Bersani / Poteri occulti / Tav / Massoneria / Morte del Bipartitismo / Caduta di consensi / Porcellum / Banche / Mes / Euro / La bambina che fece tremare la casta / Canada / Lotta di classe / Rinazionalizzazione della Banca d'Italia / Giuliano Amato / Sergio Basile / Qui Europa / Controinformazione 

    I "Nuovi Padroni del Mondo" e la bambina

    che fece tremare la casta 

    Una verità scomoda che tutti devono conoscere

    Intanto i politici  fingono di non capire: recitano 

    squallidi copioni in tv e sui giornali "amici"

    Ricette anticrisi? Solo vuoti giri di parole: la verità,

    farebbe venir giù tutto – Smarrimento tra gli elettori

    Bocciati i partiti di maggioranza pro-Monti, fischi per Bersani

    I Nuovi Padroni del Mondo e la Bambina che fece Tremare la Casta

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Nel bel Paese, le recenti elezioni amministrative – come noto – hanno frammentarizzato la politica, facendo cadere in picchiata i consensi dei partiti di maggioranza che sostengono Mario Monti, incapaci di dare risposte concrete a questa "crisi indotta", ma anzi responsabili indiretti del suo acuirsi. Una buona dose di fischi per tutti, dunque! Anche, a quanto pare – nella sua ultima uscita pubblica – per il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, apparso come un leader sulla via del declino, confuso ed imbarazzato dinnanzi alle urla di disapprovazione dei suoi elettori che gli contestavano l'indifferenza dimostrata nell'appoggiare la riforma dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che lo stesso avrebbe giustificato come "un necessario compromesso per la crescita". "Indifferenza" – si fa per dire – dimostrata anche in Val Di Susa, dove – tuttavia – non tutti conoscono le imbarazzanti connessioni tra appalti Tav "Torino-Lione" e Coop Rosse.  Ma questa è un'altra "triste" storia. Dunque addio al bipartitismo – sostenuto fortemente dalla massoneria e dallo stesso Licio Gelli, ai tempi della loggia P2, nel suo celeberrimo "Piano di Rinascita Democratica" – e via libera all'avanzata di formazioni "antipolitiche", movimenti popolari e liste civiche. Non c'è da stupirsi dunque! Bocciatura senza appello per caste partitiche recalcitranti a porsi di traverso agli interessi delle banche padrone: a loro volta legate a doppio filo con tv e quotidiani "vicini" ai partiti di cui sopra.

      Figli di…. "Porcellum"  

    Caste partitiche figlie del "porcellum"  incapaci di offrire risposte concrete ed alternative ad elettori sempre più stanchi, incavolati, disoccupati e disillusi . Ma davvero non è possibile avere ricette alternative? "Qui Europa da mesi smentisce tale ipotesi di stallo": ciò nello stesso modo in cui prende le distanze da misure pazzesche suggerite insistentemente da "professori" della politica: vedi la "panacea" eurobond (nuovi debiti in circuito) o l'altrettanto assurda vendita sul mercato di tutti gli assets pubblici e del fiore all'occhiello del patromonio immobiliare nazionale. Giù le mani dall'Italia insomma! Piuttosto si alla rinazionalizzazione delle banche centrali, alla modifica del Trattato di Lisbona ed alla riconquista della nostra sovranità monetaria: ciò – come detto in varie salse fin da quattro mesi a questa parte – eviterebbe la formazione di un debito autorigenerante, a vantaggio di tutti i cittadini europei.

      … tra mala fede ed ottusità mentale  

    Tuttavia, vista la malafede o l'estrema ottusità mentale dei nostri politici nazionali di prima fascia, che si celano ancora sotto uno spesso velo di disinformazione giornalistica – prendendo gli Italiani tutti per emeriti imbecilli – non resta che "raderli al suolo", cioè rimandarli in massa a "lavorare" vista  la loro inettitudine e la loro codardia travestita da obbedienza, o la loro religiosa reverenza verso un sistema di classe deciso a mettere i tentacoli su quanto possa avere un valore economico, con il "debolissimo" alibi della crisi economica. Un alibi al quale ormai fingono di credere soltanto loro ed il loro "guru" Mario Monti. Anche i bambini – e non è un eufemismo – hanno compreso la fregatura che Rai, Sky Tg24, Mediaset, La7, Repubblica, Il Sole 24Ore, Il Corriere delle Banche, Europa, Avvenire, ecc… vorrebbero continuare a "somministrarci" come cicuta o arsenico, parlandoci vergognosamente di "Spending review", in un Paese che è il primo al mondo per tassazione fiscale.

      Lo hanno capito anche i bambini  

    Quando diciamo che la gravità della situazione è compresa ormai anche dai bambini è la pura e semplice verità. A provarlo, ad esempio, negli ultimi giorni, un video su Youtube che sta facendo letteralmente il giro del mondo. Durante una conferenza della "Public banking of America" una bambina di appena 12 anni ha spiegato, a parole semplici questo "piano mondialista" – che oggi travolge l'Eurozona – suggerito e pianificato nel dettaglio dai poteri forti ed occulti che dominano il globo. Ciò spiegando con disarmante candore quanto sta accadendo nel suo paese, il Canada, dove le banche creano giorno dopo giorno denaro dal nulla, chiedendo alla "plebe" sotto scacco anche interessi d'oro. E' un pò come riascoltare la storia dei Pigs e della nostra Italia. La fanciulla – Victoria – ha monito gli illustri cattedratici e lobbisti, semplicemente dicendo che "se gli stati prendessero questa quantità di denaro direttamente dalle proprie banche risparmierebbero una quantità di denaro enorme e questo, non solo abbasserebbe la pressione fiscale, ma farebbe sì che l'economia ricominci a girare." Già, è proprio così. Grazie a leggi inique, da riscrivere, il denaro che esce dalle banche lo fa sotto forma di prestito.

      Plebei di Debtocracy – La città globale degli Illuminati  

    Quindi il denaro è debito, e noi – grazie al cosiddetto "signoraggio bancario" siamo tutti cittadini di un villaggio globale chiamato "Debtocracy", nel quale i reali sovrani si chiamano Fed e Bce: banche centrali e "private" legittimate da leggi dettate dalle stesse banche. Vedi ad esempio – per quanto attiene all'Ue – l'art. 123 del Trattato di Lisbona, che obbliga gli stati – come spiegato – a rifinanziarsi "a interesse" presso le banche private ed a tassi da usura. Che vi piaccia o no, che ci crediate o no, siamo in una dittatura! Siamo in un regime! Il problema è che si tratta di un sistema continuo tra uscite (prestiti) ed entrate (prestiti ad interesse) e queste entrate vengono nuovamente "prestate" (reinvestite) in un meccanismo perverso, concatenato e continuo. E ciò non solo verso privati cittadini e imprese, ma anche verso gli stessi stati sovrani.

      I pilastri del regime – MES ed Euro  

    Poi nell'Eurozona, l'euro e il MES hanno chiuso il giro. Il primo creando – anche grazie alle agenzie di rating ed allo spread – destabilizzanti divergenze economiche recessive e – di conseguenza – finanziarie tra gli stati dell'Eurozona, a vantaggio della Germania e dei paesi europei provvidenzialmente fuori dall'Eurozona. Il secondo, il MES ("Meccanismo Europeo di Stabilita'"  o Nuovo Fondo "Salva Stati") ha poi immesso di prepotenza in questo circuito vizioso la speculazione privata: ricchi lobbisti ammessi come contribuenti e difesi da una sorta di immunità legislativa – già approvata dai leader Ue: con in testa il caro Mario Monti – che saranno i nuovi creditori diretti degli stati soggiogandone l'autonomia e la sovranità.  E' lo stesso meccanismo dei mutui casa: così come le banche che concedono un mutuo "posseggono di fatto la casa" fino a mancata estinzione del debito o in caso di inadempimento del debitore; ambigui personaggi privati saranno i nuovi "padroni" degli stati. L'aggravante questa volta però e che gli stessi stati non sono debitori per loro "natura" o "volontà" ma lo sono diventati in maniera indotta, forzosa e fraudolenta per imposizione degli stessi ambigui personaggi di cui sopra. Gli stessi che – in una struttura di potere rigidamente piramidale e "ritualistica" detengono le fila dei burattini delle logge-partitiche. Per timore di fallire il loro sporco piano i "nuovi padroni del mondo" vogliono ora anticipare l'entrata in vigore dello stesso MES – inizialmente prevista per il 2013 – al prossimo luglio 2012.  Tra un mese, cioè, sarà pieno regime! Gli Italiani, per volontà di uno "scandaloso" professor Mario Monti, contribuiranno alla formazione di questo "Fondo" – dotato di personalità giuridica e diritti equiparabili a quelli degli stessi stati – con la "modica cifra" di circa 150 miliardi di euro. Alla faccia del "bicarbonato di sodio!": come direbbe Totò!

      E allora che fare?  

    Come direbbe un improponibile "Cavaliere Mascarato": "Cribbio! E' Ora di finirla e di scendere in campo!"  I tempi sono ormai più che maturi, ed è giunta l'ora di affinare le armi della democrazia "vera" in vista delle prossime elezioni politiche. 1) Liberandoci di questa classe politica di maggiordomi falsi ed inetti: 2) Uscendo al più presto dall'euro attraverso un processo non immediato, bensì graduale ma deciso; 3) Chiedendo a gran voce ai nostri rappresentanti in Parlamento la delegittimazione della Bce del "Drago"  Draghi e la contestuale "rinazionalizzazione" delle banche centrali (cioè di Bankitalia: svenduta ai privati da Giuliano Amato nel 1992); 4) Sfuggendo alla disinformativa propaganda mediatica di regime. E ciò semplicemente evitando di acquistare alcuni giornali e spegnendo la tv. Il web resta uno dei pochissimi bacini d'acqua non inquinata cui dissetarsi. L'unico grande tranello dal quale guardarsi bene per non cadere, è quello di non credere più – ed in maniera "assoluta" – agli ennesimi vuoti proclami di  ristrutturazione partitica della casta: si tratta infatti di un "cantiere politico" in corso d'opera da troppo tempo, paragonabile – per capirci – alla vergognosa Odissea della Salerno-Reggio Calabria. Rivotare per la casta "pro-Monti" equivarrebbe ad un vero e proprio disastro, ad un suididio economico e sociale senza remissione e precedenti.  

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Barroso – Dalla Repubblica delle Banane a quella delle Banche

    Barroso – Dalla Repubblica delle Banane a quella delle Banche

    Venerdì, Giugno 8th / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta  –

    Unione europea / Banche e Finanza / Commissione europea / Commissario al Mercato Interno / Manuel Barroso / Michel Barnier / Banche al potere / Alibi / Ricapitalizzazioni / Repubblica delle Banche / Mario Monti / Commissione Trilaterale / Giorgio Napolitano / Repubblica Italiana / Centocinquantenario / Vuoti festeggiamenti / Interessi delle banche / Operazioni in derivati / Speculazione sul debito pubblico degli stati / Operazioni Over-night / Oerazioni Off-Shore / Dittatura / Controinformazione / Silvia Laporta / Sergio Basile / Qui Europa / Europa 

    Barroso – Dalle Repubbliche delle Banane 

    alla Repubblica delle Banche

    Crisi del sistema bancario europeo: un alibi che

    non convince per nulla

    Il fantasioso provvedimento della "Banda Barroso"

    L'indiretta ammissione di Barnier: "Banche al potere"

    Non pià soli 4.500 miliardi di aiuti. Ora si fa da sé!

    Barroso – Dalle Repubbliche delle Banane alla Repubblica delle Banche

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – La Commissione europea, sta varando un provvedimento “salva banche”, ovvero dei piani di risanamento che  stabiliscano le misure da adottare in caso di deterioramento delle finanze degli istituti europei. Un “collasso finanziario” – per usare un eufemismo – che si "vuole evitare" ma ovviamente  non  nei confronti degli Stati (per far quello basterebbe ritornare a stampare moneta presso il Ministero del Tesoro dei singoli stati o presso le rispettive banche nazionali: magari soggette a provvidenziali quanto urgenti processi di rinazionalizzazione. Ma pare che lassù nessuno ne abbia voglia. Così facendo la pioggia di euro sulle banche cesserebbe di colpo!). Dunque la tecnocrazia – che ora spinge per MES ed eurobond, in pieno stile debtocracy – ha l'unico cruccio di reggere se stessa, cioè le banche che ne controllano a tavolino l'operato, sotto un lacerato ed impresentabile velo di democrazia. Banche – tra l'altro – già con forzieri strapieni solo con gli "spiccioli" del gettito costante apportato dagli interessi maturati sui titoli del debito pubblico degli stati dell'Ue (specie dei Piigs: titoli che, come ormai tristemente noto, garantiscono spread più alti, grazie al rating) tra i quali i "poveri istituti in crisi" hanno attinto a piene mani, al fine – è ovvio – anche di speculare sui disastri altrui e tra la piena indifferenza di Consiglio europeo (Monti, Merkel & Co), Commissione Barroso e Parlamento europeo. Che manna! Come raccogliere euro piovuti dal cielo! 

      Le parole chiave: "Crisi del sistema bancario"  

    Poco male! Le parole chiave dettate ai giornali in questi ultimi giorni sono 4, e precisamente: "crisi del sistema bancario"! Ed allora, ecco che le soluzioni proposte dai tecnocrati di Bruxelles – panacee che ovviamente lasciano largamente a desiderare da tutti i punti divista – mettono ancora una volta al centro delle loro strategie attuative, gli istituti bancari: ricapitalizzati – è bene ricordarlo – con qualcosa come 4.500 miliardi solo negli ultimi  anni! (Ma che fine avranno fatto questi benefici euro?). Ciò, evidentemente, senza pensare nemmeno vagamente di mettere qualche limite alla loro autorità. Anzi! Il liberticida, dittatoriale e mostruoso Mes è ormai alle porte dell'Europa, anche se generato come non cancro, al suo interno! (vedi articolo pubblicato ieri in "Qui Europa")

      I 3 punti del "fantasioso" provvedimento della "Banda Barroso" 

    Il provvedimento varato dalla “Banda Barroso”, si pone di riscrivere le regole per il settore in modo da arrivare ad un vero e proprio "blocco bancario europeo unico", basandosi su tre punti: 1) le azioni di prevenzione e i piani per "gestire la crisi" (anche se più che gestirla, gli europei chiedono in massa semplicemente di fermarla e non alimentarla!); 2) il rafforzamento della vigilanza: sperando che non sia analogo al sistema di vigilanza della Bce: completamente nelle mani dei banchieri privati che ne affollano il board di Francoforte, e che fanno il bello ed il cattivo tempo col l'euro, a svantaggio dei correntisti e degli stessi stati "sovrani"; 3) Delle azioni di "pseudo-salvataggio" delle banche: "da non realizzare – sempre secondo Barroso e Barnier – con i soldi dei contribuenti, ma con quelli delle banche stesse". Che poi alla fine sono, però, sempre quelle dei contribuenti! Come spiegare allora il rafforzamento dei coefficienti li riserva patrimoniale bancaria (Core Tier) di Basilea 3, ratificati nei giorni scorsi dallo stesso "democratico" Europarlamento? Bella domanda! Soprattutto in virtù della dittatura ad oltranza esercitata dagli stessi istituti di "ex-credito" – ci scuserete  la battuta – attraverso il credit crunch, l'assurda ed ingiustificata, ed aggiungiamo tirannica, stretta del credito che sta "staccando la spina" a migliaia di imprese europee.

      Lo zampino dell'Eba  

    In più vi dovrà essere un'azione congiunta di controlli intensificati da parte dei 27 organismi nazionali di controllo e dell’Eba (Autorità bancaria Europea). L'Eba, cioè l'European Banking Authority, la stessa – diretta dall'taliano Andrea Enria (in questo momento gli italiani all'estero "vanno proprio forte", meno curiosamente in casa – vedi "Super Mario Monti") che avrebbe chiesto alle banche (guarda un pò!) di aumentare le proprie riserve non destinabili al mercato, per capirci! Allora, dopo le doverose spiegazioni, possiamo comprendere come all'interno di questo "perverso ed incontrollabile" sistema-gabbia, le "povere banche in crisi (?)" dovranno creare al loro interno “Fondi cuscinetto” di garanzia pari ad almeno l’1% del totale dei depositi coperti, per assicurarsi liquidità disponibile in caso di necessità. Ma la percentuale è destinata a salire vertiginosamente, visti i parametri di Basilea (vedi archivio "Qui Europa").

      Non più solo 4.500!  

    Michel Barnier, Commissario europeo al Mercato Interno (ex ministro francese delle finanze)  ha  indicato quale  filosofia e ratio del provvedimento, quella di voler "affidare alle banche la responsabilità di pagare per esse", e non ai contribuenti, limitando secondo lui – il ricorso agli aiuti pubblici, soprattutto in tempi di austerità come questo. Che cuore! Barnier, nelle scorse ore, ha poi ricordato che la Commissione – precisamente nel 2008-2011 – ha approvato (come ribadiamo) aiuti di stato a favore delle banche per ben 4.500 miliardi di euro: cifra pari al 37% del Pil dell’Unione europea. Interventi che sono andati ovviamente a discapito nostro, delle famiglie europee  e di tutta la popolazione. Secondo Barnier, dunque, con la nascita della "Repubblica delle banche" tale problema non si ripresentarà più! E certo! Caro Barnier, le banche ora faranno da sé, e la "carta costituzionale" sovrana di Basilea 3 ne è la prova (vedi archivio "Qui Europa").

      Le Repubblica delle Banane e la Repubblica delle Banche  

    Insomma è come riconoscere ufficialmente la nascita di una nuova repubblica: quella delle banche. E ciò proprio nell'anno della fine della sovranità della "Repubblica Italiana" affidata ad un governo di banchieri non eletti, proprio nell'anno del suo 150°  compleanno, e dopo una serie interminabile di – evidentemente – vuoti, vani ed inutili festeggiamenti per il Centocinquantenario. Feste e parate solenni portate avanti dal gran maestro Re Giorgio Napolitano I, con la stessa premura con la quale si è affrettato a chiamare – tra tanti – al Colle proprio un "non politico – non eletto" amico di banche, tecnocrati, organizzazioni occulte e banchieri di prima fascia (vedi Rockefeller: fondatore della celeberrima Trilateral Commission, della quale Monti è stato fino a "ieri" rappresentante di punta dell'Area Continentale Europea). Quanto a su, il primo aggettivo usato, relativo a "festeggiamenti" ("vuoti") è dovuto all'amara constatazione su quale sia stata la triste fine fatta oggi dal glorioso "Dettato Costituzionale" della Repubblica Italiana: modello che tutta l'Europa ci invidiava per misura e portata intrinseca, scritto tra il sangue e l'esperienza di uomini che nel dopoguerra fecero grande l'Italia, ponendola al centro del mondo senza armi e "opinabilissime missioni di pace".Vedi la storia del padre costituente Giorgio La Pira: deputato, costituente, (poi) sindaco di firenze, santo, amante del dialogo e della Pace tra i popoli e dedito all'elemosina ed alle altre virtù cristiane. 

      Un'ammissione indiretta: "banche al potere!"  

    Nel suo discorso , Barnier, ha lasciato intendere in sintesi come al comando di Bruxelles ci siano gli interessi delle banche e come gli altri commissari, come lui, abbiano una scarsa rilevanza, rispetto a questo obiettivo “superiore”. Egli,  analizza la possibilità di smembrare la banca (in eventuale difficoltà) in due parti: una “good” e una “bad” company, nella quale mettere i titoli deteriorati per poi essere liquidata.

      Il Vero nodo dell'immorale sistema bancario  

    Quella di Barnier è una mezza verità che però non ci convince per nulla: in realtà la direttiva di Bruxelles non va alla radice del problema poiché non pone barriere per impedire "disastri futuri" e "future speculazioni sul debito pubblico a danno dei contribuenti": chiamati a pagare a suon di finanziarie gli interessi alla banche: 80 miliardi circa, la quota d'interessi sui titoli di stato, pagata solo quest'anno dai contribuenti italiani. Inoltre il provvedimento  non elimina la possibilità (o l'alibi)  per le banche, di mettere in atto operazioni a lungo termine qualora non disponessero di risorse reali e proprie; né tantomeno bandisce le famigerate operazioni in derivati, quelle over-night (inique ed immorali – vedi archivio "Qui Europa") e non pone sotto controllo le cosiddette operazioni "off-shore": tra le cause principali del dissesto economico-finanziario a livello mondile. I liquidi detenuti dalle Banche europee – che rappresentano i risparmi di chiunque li abbia depositati, e quindi non sono di proprietà delle Banche – vengono usati da queste ultime, sia per i prestiti ma anche per acquistare titoli che consentano loro di diventare azioniste di altre banche e altre imprese, creando azioni di tipo speculativo, o di speculare sulle disgrazie recenti delle famiglie italiane, greche, spagnole, portoghesi, irlandesi e – pare – anche cipriote. L'ultimo paese sotto attacco dei mercati: il quarto che potrebbe subire l'onta barbara della Troika (Ue, Bce e Fmi).

    Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Teatrino Usa-Ue – Anche “Wall Street” tifa per gli Eurobond

    Teatrino Usa-Ue – Anche “Wall Street” tifa per gli Eurobond

    Martedì, Giugno 5th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Unione europea / Banche e Finanza / Eurozona / Eurobond / Esteri / Presidenza Barroso / Usa / Wall Street Journal / Barack Obama / Manuel Barroso / Germania / Berlino / Francoforte / Bruxelles / New York / Baraccone impresentabile / Falsa panacea degli Eurobond / Obama sta a guardare / Christine Lagarde / Fmi / Fondo Monetario Internazionale / Aiuti / Fondo Salva Stati / Mario Draghi / G20 di Londra del 2009 / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Silvia Laporta  

    Wall Street  tifa per gli Eurobond

    Intanto Obama sta a guardare e consiglia all'Ue  

    di accelerare i tempi 

    Tra teatro e strategie stanno costruendo un

    impresentabile baraccone a loro immagine 

     

     di Silvia Laporta

    Wall Street – Anche i banksters Usa premono per gli Eurobond – Regia Unica

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Eurobond? Falsa panacea! Bisogna staccare la macchina del debito                         

    New York, Berlino, Bruxelles – Il deciso “no” della  Merkel , riguardo l’emissione degli Eurobond, nelle ultime ore, si starebbe trasformando in una “possibilità al dialogo” nel prossimo colloquio dei vertici europei. Ma non è  solo il panzer tedesco; anche il governo, intende per così dire “sforzarsi” per "salvare" (diciamo così) i 27 paesi dalla disgregazione, innescata dal crollo delle economie greche e spagnole. Ci scommette  il Wall Street Journal (il giornale espressione dello strapotere dell'alta finanza internazionale sui comuni mortali) con la convinzione di un’imminente "via libera" della Germania. Con l’emissione di Eurobond – secondo Wall Street –  si arriverebbe alla condivisione dei singoli debiti pubblici nazionali da parte dell’insieme dei paesi dell’Unione, attraverso uno strumento che verrebbe emesso e garantito da Bruxelles e che implica la progressiva cessione di potere in campo fiscale e in quello della spesa pubblica degli Stati. Ma francamente è un qualcosa che non ci convince. E' come rigettare e rinnegare per sempre l'appartenenza ad una cultura, ad una identità, ad uno stato, in cambio di un'incognita (gli eurobond per l'appunto) che potrebbe esplodere da un mese all'altro (mai provata prima e oprattutto posta nelle mani delle banche private ed a vantaggio non degli stati, ma degli investimenti in opere "gestite" dalla speculazione priovata: verso le quali evidentemente i cittadini perderanno ogni forma di controllo diretto, delegando tutto a Francoforte e Bruxelles) quando invece – qualora ci fosse la reale volontà di mettere a tacere la macchina del debito – sappiamo benissimo che per evitare il sovraccarico del sistema economico europeo basterebbe staccare la spina delle "macchine crea debito", rinazionalizzando le banche centrali e ricominciando a stampare euro – o valute nazionali – in casa propria ed a costo zero, anziché gonfiare inutilmente i portafogli dei banksters e della tecnocrazia.

      Eurobond? Pretesto alla nascita di un superstato europeo                                           

    Il “no” della Germania, potrebbe essere interpretato dall’esigenza di maggiore rigore nell’applicazione delle regole. Non è possibile infatti, procedere con l’emissione degli Eurobond se prima non si arrivi ad un’unificazione delle norme in materia fiscale e bancaria e se i vincoli all’aumento della spesa pubblica (come per le pensioni e la sanità) non vengano fatti rispettare in  maniera ferrea. Misure di questo tipo non avrebbero senso in questo momento, non facendo altro che rinviare la data della “resa dei conti”, quando i paesi in crisi non potranno più andare a “salvarsi”, grazie ai fondi europei. Questo sempre secondo la Merkel, e secondo il “progetto” dei grandi europei, che vorrebbero unificare tutti i Paesi membri in un unico continente a discapito della nostra cultura e i nostri tratti identificativi, e a favore delle proprie tasche. Ragionamento accompagnato anche dalla volontà, ormai esplicitamente economica, di mantenere Grecia e Spagna all’interno dell’Eurozona; volontà chiaramente incentrata ad evitare di perdere i crediti delle Banche Tedesche nei riguardi di questi paesi in crisi, che qualora lasciassero la moneta unica, si trasformerebbe in debiti di “carta straccia”. Ma le volpi si guardano bene dal dichiarare i loro veri scopi sui giornali di "prima fascia" e sulle tv ammiraglie. Lì evidentemente la propaganda assume un sapore molto più celato e subdolo, tendente a non far comprendere il reale evolversi dei fatti.

      Un copione perfetto – Ma Angela per il momento attende                                            

    Appaiono inutili – a quanto pare – i tentavi di Draghi, Barroso, Juncker e Van Rompuy, di convincere la collega Merkel a dire “si” all’emissione degli Eurobond, in quanto è proprio da che Berlino dovrebbe sopraggiungere l’aiuto monetario più consistente. Pur essendo parte integrante dell'eurocasta la Merkel si oppone – per il momento – o finge di farlo, a questo piano avviato con la collaborazione degli stessi deputati  dell'Europarlamento, in un trionfo di retorica e propaganda degna dei "copioni" simili seguiti secondo un disegno ben preciso, dall'unificazione dell'Italia ad oggi.

      Il teatrino europeo e l'occasione "mancata" di Obama                                                    

    Negli Stati Uniti, intanto, gli strateghi di  Obama, identificano nell’acuirsi della crisi europea, uno dei fattori che potrebbero compromettere la rielezione del presidente nelle prossime elezioni di Novembre. Vi sono state due “occasioni mancate” da parte di Obama, che avrebbero garantito all’inquilino di Pennsylvania Avenue, una leadership morale, nel palcoscenico europeo. Nel negoziato per rimpinguare le tasse del Fondo Monetario Internazionale – del falco Christine Lagarde – l’amministrazione Obama, si è sempre tenuta in una posizione neutrale, per non avere ripercussioni elettorali. L’eccessiva diplomazia dell’Amministrazione, ha impedito una negoziazione eccellente. Uno dei maggiori azionisti, infatti, precisamente il governatore della Banca Centrale di Pekino, Zhou Xiaochuan, probabilmente non sprecherà un contributo maggiore di 30 miliardi di dollari, contro la richiesta pervenutagli dal vertice dell’Fmi, maggiore di 3 terzi! Gli Usa si trovano quindi in una posizione di “spettatori” in questo teatrino di politica europea.

      Obama: una seconda occasione "mancata"                                                                         

    Inoltre, un’altra occasione mancata, risale al G20 di Londra del 2009. Fra le varie misure anti-crisi, si decise, durante questo vertice, di  raccomandare all’Fmi 250 miliardi di dollari, a beneficio di molti paesi "lenti", al fine di "arginare" il contatto con la crisi economica internazionale. Se gli Stati Uniti, avessero intrapreso un’analoga iniziativa, avrebbe allentato il vincolo di bilancio di molti paesi rafforzando il Fondo Salva Stati e beneficiando anch’essi, in quanto azionisti, di diversi benefici. Ma ciò è quello che sostengono i falchi di Wall Street. Infatti sappiamo bene che ogni qual volta che l'Fmi o il Mes (Fondo Salva Stati) si mettono in azione (sarebbe il caso di dire "minacciano" azioni di aiuti) il paese beneficiario di tali "aiuti" finisce sistematicamente con le gambe all'aria. Non è una ipotesi! E' pura matematica! E' un qualcosa di scientifico, purtroppo.

      Un "impresentabile baraccone" da smontare                                                                      

    Il commento della Commissione Europea, riguardo tutta la situazione, stempera i toni, stigmatizzando alcune “notizie di stampa”, che servirebbero solo a accendere i dissensi.  Si dice inoltre contraria, a ogni “ipotesi di complotto”, eventualmente attribuita a Barroso , Juncker, Draghi e  Van Rompuy che starebbero lavorando solo in favore dell’Unione Economica e monetaria per arrivare ad un governo comune dell’economia. Peccato che è proprio questo il problema! Forse non sarebbe il caso di affidare le sorti della nostra economia nelle mani di magnati bancari, e trasformare l’Europa in una dittatura fondata sulle banche! Che Dio ci aiuti, nell'attesa che gli europei dalle urne inizino ad aiutarsi per proprio conto, mandando a casa i tecnocrati ed i partiti che sostengono questo "impresentabile baraccone".

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)