Venerdì, Agosto 10th/ 2012
Tag: Banken und Finanzen
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I fallimenti del Governo Monti: Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle
– Sergio Basile –Italia / Mario Monti / Governo tecnico/ Banche e Finanza / Speculazioni / Economia della Truffa / Pil / Debito Pubblico / recessione / Robin Hood / Commissariamento dell'alta finanza / Morte della politica / Annientamento degli stati / Annientamento dei parlamenti / Club del coccodrillo / Goldman Sachs / Silvio Berlusconi / spread / Bilderberg Club / Commissione trilaterale / Moody's / IVA / IMU / Accise statali / Fallimento del governo MontiI fallimenti del Governo Monti e il Golpelegalizzato della finanza internazionalePil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelleLa ricetta Monti: una cura tutta italiana dal 1981Roma – El Buho (il Gufo) Mario Monti – com'è stato soprannominato al suo arrivo in Spagna – l’ex consulente dell'indagata agenzia di rating Moody’s e di Goldman Sachs, nonché ex-consulente economico e finanziario sottobanco (dal 1981) dei precedenti governi italiani succedutisi nell'ultimo trentennio, dopo aver umiliato per l'ennesima volta un accucciato e remissivo Silvio Berlusconi – con l'ormai arcinota battuta sul differenziale spread a 1200 punti qualora il Cavaliere fosse rimasto al suo posto e non avesse favorito il golpe dei banchieri – è tornato ad avere qualche problemino con la matematica. Infatti a Dicembre 2011 (malgrado tasse ed austerity) il debito pubblico è rovinosamente aumentato, passando dal al 120,1% al 123,4%. E’ colpa della crisi, si difenderebbe l’ex (?) membro della Trilateral e del Club del Coccodrillo; è colpa della crisi che ha ridotto le entrate fiscali! Ma anche un bambino comprende come da misure recessive non possa giungere alcuna crescita, vista la compressione dei consumi che ne consegue e la stessa riduzione delle entrate fiscali (IVA).La fallimentare Ricetta Monti. Pil in caduta libera, debito alle stelleL'unico modo per far crescere l'economia è quello di incrementare la capacità di acquisto delle classi medie e deboli, diminuendo altresì la tassazione. Fare il contrario vuol dire attuare un colpo di stato, infischiarsene degli Italiani e far Commissariare a tempo indeterminato l'Ex-Bel Paese dalla finanza internazionale e presto dall'FMI. Ma ad incidere sull'aumento esponenziale del debito pubblico (è bene ricordarlo al professor Monti: poichè i giornali ed i TG non lo fanno, e blaterano il contrario) vi è anche un altro pesante e mortificante elemento, ideato proprio da Monti e dai suoi colleghi del Consiglio europeo: il MES (Fondo salva stati permanente o Meccanismo europeo di Stabilità). Il contributo delle famiglie italiane versato ai fondi Salva Stati (MES e EFSF) è infatti pari al 3% del Pil. Pagato a suon di accise sul carburante, IMU e caro bollette. Non a caso, dunque, nel secondo trimestre del 2012 il Pil è diminuito dell'0,7% rispetto al trimestre precedente e del 2,5% rispetto al 2011.Mario Monti: un Robin Hood al contrarioMa il professore, a dispetto di ogni morale cristiana o di qualsivoglia principio etico, sembra soffrire di un pericoloso sdoppiamento di personalità: come una sorta di poliziotto che lotta il crimine, ma di notte si appresta a svuotare le cassaforti delle vecchiette, nonché le casse dei rapinatori e/o dei presunti rapinatori che si è affannato di arrestare. "Sono stato chiamato a salvare l’Italia – ha dichiarato nelle ultime ore Monti con toni da messia – (….) il governo tecnico è nato con questo intento. Un governo che raccogliesse consensi parlamentari tali da poter mettere mano a riforme fondamentali per il Paese oltre che per far approvare misure sicuramente impopolari ma non più rimandabili. Misure (pensioni e lavoro) che i partiti avrebbero avuto vergogna a varare ma che hanno accettato di votare nascondendosi dietro la scusa dell’interesse nazionale e dietro i meccanismi anonimi dell’appoggio esterno e del voto di fiducia. Gli unici – ha ammesso l’ex consulente Goldman Sachs – che hanno permesso di superare l’abitudine dei governi italiani di non decidere e di ricorrere invece alla concertazione". Ma il professor (una sorta di Robin Hood al contrario) è andato oltre: "occorre che mettano radici nei comportamenti degli Italiani idee nuove, in modo da sopravvivere anche a governi vecchio stile. Governi tipo quelli che potrebbero emergere dalle elezioni del 2013 e che sarebbe deteriore per l’Italia se continuassero a non decidere e a trattare su tutto. Governi che non dovrebbero essere messi nelle condizioni di nascere".Avanti tutta con il Partito della RecessioneMeglio quindi andar avanti con il partito unico della "Recessione", anche se il golpista Monti continua a blaterare che spera di esaurire nel 2013 il suo compito di salvatore dell’Italia: ciò nasconde quindi la serissima possibilità che questo colpo di stato legalizzato possa andare avanti anche dopo il 2013, ovvero che questa sorta di commissariamento indiretto dell’Alta Finanza internazionale possa continuare a travolgere gli Italiani. Ormai Italo-africani: e ci scusiamo a priori con gli Africani per il paragone e l'accostamento.La Tomba della Politica e della DemocraziaUn dato – tra l'altro – emerge chiaro: l'insofferenza per il maggiordomo dei banchieri per i Parlamenti e la Democrazia. Meglio ricorrere a mezzi decisionali più veloci, a prescindere (ovviamente) dall'integrità morale, dai conflitti d'interesse e dall'onestà intellettuale dei messia tecnici che dovessero essere invocati ad assolvere a questo impegnativo compito di (improbabili) salvatori della Patria. Governi tecnici a vita dunque! E' questa – per estensione – l'idea dominante del Monti's Pensiero. Tecnici (possibilmente banchieri e uomini Bilderberg o Trilateral) per "rispondere prontamente alle impennate dei mercati (?) e quindi alle manovre della speculazione". Banchieri per rispondere alle esigienze dei banchieri. Pazzesco! Ma se essi poi falliscono e svendono irrimediabilmente l'Italia agli squali esteri? Che importa! Pazienza, la vita va avanti lo stesso! La tomba della Politica e della Democrazia? Senza alcun dubbio!La risposta e il compito di noi cittadiniCosa fare allora nel nostro piccolo e nel nostro quotidiano, in attesa delle prossime elezioni (o di dimissioni che non giungeranno mai)? Diffondere incessantemente e capillarmente queste verità ad amici e parenti; confrontarsi attraverso la rete o personalmente nei nostri abituali luoghi d'incontro; aprire gli occhi all'opinione pubblica, visto che a disinformare ed a diffondere falsità ci pensano in maniera "scientifica", meschina e deplorevole giornali e TG, 24 ore su 24. Siamo in guerra! Che vi piaccia o no! E ciascuno di noi deve sentirsi chiamato in causa, se ha a cuore il futuro dei propri figli!Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa) -

Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa
Mercoledì, Agosto 8th/ 2012
– L'editoriale di Sergio Basile –Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street / Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital / Qui Europa / Sergio Basile / Super computer / Operazioni short / operazioni Over-nigth / Liberismo / Anarco capitalismoDall'Europa a Wall Street, l'egemonia dellobbismo e l'economia della truffaIl Caso Knight Capital e le "Menzogne" deiprofeti del dio-MercatoCosa fare nel concreto? Lo spunto di Galbraith el'appello di "Qui Europa"New York, Bruxelles – Mentre l'Europa continua ad essere vessata dai diktat dei mercati, del rating e del debito illegale, oltreoceano, a New York, altri paradossi finanziari si susseguono di giorno in giorno. Segno di come questo modello capitalistico sia ormai "globalmente" fuori controllo e suscettibile di immediate "rivoluzionarie" misure correttive. In particolare, nella settimana appena conclusasi nel tempio mondiale della finanza per antonomasia, Wall Street, ha tenuto banco il caso della Knight Capital, società affondata nel vortice della speculazione elettronica e nel mare burrascoso del trading. Ciò, proprio nell'ambito dell'inaugurazione da parte del New York Stock Exchange di una nuova "piattaforma di scambio" esclusa alle grandi-movimentazioni e protesa a proteggere – solo in teoria – i piccoli risparmiatori dalla speculazione dei super-compures.Knight Capital – Quando la volpe cade nella sua stessa trappolaIn pratica è accaduto che la Knight Capital, pur di continuare a speculare anche in questo nuovo "limitato orticello del trading" ha bluffato, modificando i codici dei propri programmi, al fine di anticipare gli altri concorrenti specialisti del “Flash Trading” (contrattazioni lampo che avvengono in frazioni di secondo). Dunque, per farla breve, questa volta qualcosa non avrebbe funzionato a dovere, ed ecco che la volpe è finita inconsapevolmente col diventare la preda del sistema, trovandosi costretta a vendere milioni di titoli acquistati erroneamente, e subendo una imprevedibile perdita pari a 440 milioni di dollari in un solo giorno.L'economia dell'azzardo e della truffaQuesta grave vicenda ha riacceso i riflettori di "Qui Europa" sul rapporto bizzarro oggi esistente tra economia, finanza e società civile, partendo dalla constatazione che il 50/70% delle contrattazioni nelle principali piazze finanziarie è di fatto controllato da “traders specializzati” muniti di super-computer. Speculatori artefici di un'economia dell'azzardo che devasta l’economia reale. In questo mare scuro e burrascoso un "potente e luminoso faro" che ci aiuta a ritrovare la via ed a comprendere il reale rapporto "malato" che lega il comune cittadino alla moderna società capitalistica, è senza'altro “L’economia della truffa” di John Kenneth Galbraith. L'autore si chiede: può una truffa essere innocente? Può l’innocenza essere disonesta? E’ questo l'interrogativo, il filo conduttore dell'opera che offre scenari di preziosa riflessione sui paradossi del nostro tempo e sulle priorità "economico-sociali" da rivoluzionare, al fine di potersi considerare davvero cittadini, ovvero membri attivi di una società civile e giusta.Gli aspetti ambigui del cosiddetto "Mercato"La disquisizione di Galbraith, in particolare, gioca sul sottile ed ambiguo filo del significato letterale delle parole, che nella moderna società capitalistica vengono spesso alterate o deformate, divenendo strumenti impropri di condizionamento e "conversione di massa" abilmente veicolati dai media di regime. L'autore, in tal senso, nota innanzitutto come il nuovo nome attribuito al sistema socio-economico moderno (monopolizzato dalle lobby) non sia più "capitalismo", ma bensì "mercato": termine "alternativo" al primo e molto più digeribile, più accettabile, meno ingombrante. Una sorta di "alternativa benevola al capitalismo" frutto di pura cosmesi terminologica. Termine che tuttavia, nella sostanza, non muta il concetto di base e l'immagine di una società completamente asservita alla logica delle lobbies, della produzione. Un modello socio-economico dominato dai privati, capace abilmente di manipolare la domanda e di controllarla; ma capace anche di tirare le fila della stessa finanza, finanziarizzando l'economia attraverso veri e propri golpe democratici tendenti a ridimensionare il ruolo ed i diritti degli stessi cittadini, a tutto vantaggio di una stretta élite ( o loggia ) di privati.Il predominio del lobbismo privatoLo spunto di Galbraith ci aiuta a capire come alla radice dei mali ci sia – dunque – il predominio anarchico del lobbismo privato sulla politica e sulla società: meri esecutori delle decisioni prese all'interno di gruppi di potere più o meno occulti o di Cda di grandi multinazionali. Un asservimento, questo, che attutisce e spesso annienta sia i "valori" di una comunità (religiosi, etici, statali e giuridici) sia la "morale". Tutto in nome del dio danaro. Allora comprendiamo perchè leggi assurde continuano a seminare ingiustizia ed iniquità, negli Usa come in Europa ed in Asia: vedi depenalizzazione del falso in bilancio; predominio assoluto delle agenzie di rating sulla sovranità nazionale degli stati (vedi Eurozona); inesistenza, a livello internazionale, di precise regole che colpiscano le speculazioni finanziarie, le operazioni off-shire, le operazioni in derivati, ecc.. Ciò nonostante gli abili ed avidi profeti di questa nuova forma di religione pagana (gli adoratori del dio mercato: liberisti; neo-liberisti, anarco-capitalisti e turbo-capitalisti) attribuiscano gli sfaceli da essi stessi cagionati, allo stato istituzione o al fallimento dei più antichi e sacri valori morali, spirituali e culturali: eredità più antica, fondante e preziosa delle stesse comunità sociali occidentali, e non solo.Il Nuovo Totalitarismo imperialistico dei "mercati"Essi, oggi, sono gli stessi che auspicano il predominio totalitaristico del mercato sugli investimenti un tempo spettanti agli stati (vedi concepimento in ambito comunitario, da parte dell'Ue, dei "project bond") o la stessa creazione di un super-stato europeo, accentratore e liberticida: vedi MES e Stati Uniti d'Europa, proteso ad annientare gli stati nazionali e ad omologare culture, usi e costumi in un unico minestrone "mondialista". Tali falsi profeti sono gli stessi che difendono con mille sotterfugi i profitti faraonici dei banchieri e delle banche e nel contempo predicano ipocritamente e falsamente il libero mercato e la libera concorrenza, gettando fumo negli occhi ai cittadini.La deleteria propaganda liberale e l'uso distorto delle paroleGli stessi che – tra l'altro – mandano avanti le industrie della guerra, destinando oltre il 40% del bilancio degli stati a spese belliche o militari nel nome (anch'esso ipocrita) di improbabili "missioni di pace". Spesso e volentieri vere e proprie "Occupazioni" militari animate da beceri interessi privatistici, e mascherate da missioni umanitarie (vedi caso Siria).Il Privato che occupa il pubblicoScenari nei quali la pace e la guerra cessano di essere, anche formalmente, una dimensione del pubblico e diventano espressione di un privato che occupa il pubblico. Disorientando l'opinione pubblica e facendo scordare come in effetti la guerra sia la sconfitta dell’umanità, e come il centro dell'economia e della politica non siano né il profitto, né il pil, né tantomeno il reddito; ma bensì l'uomo e le sue prerogative sociali. D'altra parte ciò che importa non è tanto "restare vivi" in questa società, quanto "restare umani".Un buon inizioUn buon inizio, nella nostra "Nuova Europa ideale", sarebbe pertanto quello ti tagliare le unghie alla finanza, definanziarizzando l'economia. Come? Tanto per iniziare delegittimando le agenzie di rating; mettendo al bando da subito le operazioni short e i supercomputers; riformando o abolendo le operazioni in derivati, i depositi over-nigth e le operazioni off-shore. Tutte misure che dobbiamo iniziare a pretendere con forza fin dalle prossime settimane – e col dialogo attivo – da chi oserà candidarsi alle prossime elezioni, malgrado in Italia, le prospettive del "gran partito" pro-banchieri e pro-Monti (A.B.C. più Vendola) non promettano, in tal senso, nulla di buono.Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa) -

100 miliardi per ingrassare banche Spagnole – Pagano anche Italiani
Martedì, Giugno 12th / 2012
– di Silvia Laporta e Sergio Basile –
Spagna / Banche e Finanza / Frode Ue / Frob / Stratagemma del governo spagnolo / Mariano Rajoy / Anche l'Italia paga per le banche spagnole / Piigs / Grecia / Irlanda / Italia / Mario Monti / Governo servo dei banchieri / Dittatura bancaria / Gli aiuti faranno aumentare il debito spagnolo a danno di tutti i contribuenti europei / Utilizzo del Fondo Salva Stati
Frode Ue: 100 miliardi per ingrassare le
banche Spagnole con il Frob
Il Frob farà aumentare il debito degli stati a danno dei
contribuenti europei e spagnoli

Spagnoli ed Europei attaccati dai Banksters – Frode da 100 miliardi Bruxelles – Dopo Portogallo, Grecia e Irlanda è la volta della Spagna: l ’Unione europea, inizia a volgere il sostegno finanziario alla Penisola Iberica, o forse è meglio dire che iniziano le speculazioni bancarie europee per la Penisola Iberica. Il Vecchio Continente, ricordiamo, aveva sostenuto i "cosiddetti aiuti economici" – mai espressione fu più falsa e tendenziosa – per alcuni dei Piigs, rispettivamente: 78 miliardi per il Portogallo, 67 per l’Irlanda e 247, in due trance, per la Grecia. Adesso aggiungiamo alla lista anche la Spagna. L’economia spagnola, non può sollevarsi da sola: questo è l'alibi che serpeggia nei corridoi di Bruxelles.
Euro – Dagli stati all'Ue, dall'Ue al "Fondo Ingrassa Banche" e al Frob
L’Eurogruppo – come detto stamane in un articolo pubblicato da "Qui Europa" e dedicato alle "patetiche e contraddittorie verità" del premier Mariano Rajoy, che hanno mandato su tutte le furie i cittadini spagnoli – ha deciso di concedere fino a 100 miliardi di euro sotto forma – così è stato propagandato dai media amici della tecnocrazia europea – di "prestiti del Fondo Salva Stati" (Efsf). O meglio sarebbe a dire "Fondo Ingrassa Banche". Una cifra che secondo Rajoy e Barroso: "sarà sufficiente per coprire le necessità delle banche, più un margine di sicurezza significativo", indicativa del "sostegno agli sforzi di Madrid per la riforma del settore finanziario". Gli aiuti andranno al Frob, il fondo per l’ordinaria ristrutturazione bancaria spagnola
L'Ultima Barzelleta Ue – Gli aiuti aumenteranno il Debito della Spagna
Dai cittadini all'Ue, dall'Ue al Efsf (Fondo Ingrassa Banche) e da quest'ultimo al Frob, il fondo bancario iberico. Cosa comporta tutto ciò? Una nuova grande euro-porcata! Perchè, infatti, tali "auiti" ( o regali alle povere e sconsolate banche ) saranno, quindi, a tutti gli effetti debito sovrano di Madrid. In parole povere, se il Paese non ricomincerà a crescere, il rapporto debito-Pil si autoalimenterà, costringendo gli Spagnoli a pagare nuove tasse. Manovra da perfetto regime. Nemmeno Hitler, nella sua notoria "bontà", osò mai addivenire a questi subdoli stratagemmi finanziari. A queste sataniche trovate per impoverire la "plebe" e causarne una lentissima e dolorosa agonia. Una volta formalizzata la richiesta della Spagna, la Commissione europea, la Banca Centrale Europea e l'Fmi – cioè il Fondo Monetario Internazionale – (in una parola, la Troika) effettueranno una minuziosa analisi sulle necessità di ristrutturazione del settore bancario, per poi varare un “memorandum di impegni” che la Spagna dovrà sottoscrivere per definire le condizioni del "prestito-truffa".
Un alibi che non regge
Secondo gli euro-analisti di Bruxelles Spagna e Irlanda avrebbero avuto destini comuni: "se prima erano modelli di virtù fiscale con deficit prossimi a zero o addirittura avanzi di bilancio pubblico e un rapporto di debito-Pil nettamente inferiore a quello tedesco, con lo scoppio della bolla immobiliare, la situazione è inevitabilmente mutata, facendo esplodere il deficit". Versione interessante, ma da dimenticare, da resettare completamente: come accade per quegli alibi falsi che verso il finale del film vengono sempre smontati dal detective di turno.
Lo stratagemma del Frob per aggirare la legge
Il Frob – al fine di poter operare ed aggirare i limiti legali previsti dalla normativa europea vigente – agirà "come agente del governo Spagnolo, per far confluire i fondi verso gli istituti finanziari interessati". I prestiti del Fondo Salva Stati, infatti, non possono essere destinati direttamente a enti privati come le banche, ma solo ad autorità pubbliche che garantiscono la loro restituzione. "Il governo spagnolo manterrà la piena responsabilità per l'assistenza finanziaria e firmerà il protocollo d'intesa" con gli altri paesi dell'Eurozona. E la seconda diavoleria è fatta!
Frob : Governo Rajoy fantoccio delle caste bancarie
Quindi il governo spagnolo, viene usato come alibi rispetto ai prestiti che saranno destinati a rimpinguare le casse delle banche e, qualora le cose andassero male, sarà il governo spagnolo ad avere la responsabilità del debito. Cioè i cittadini spagnoli, presi per l'ennesima volta – e senza alcun ritegno – per i fondelli: solo per usare un eufemismo! Ma anche l’Italia potrebbero essere coinvolta, visto che si presenta la possibilità di dover effettuare altri versamenti all’Esm-European Stabiliry Mechanism (il meccanismo permanente che – come più volte detto da "Qui Europa" – andrà a sostituire il Fondo Salva Stati). Per i paesi in difficoltà, l’Italia – o meglio noi Italiani – abbiamo già sborsato dal 2010 più di 48 miliardi di euro. Una bazzecola rispetto a quello che sborseremo in futuro e stiamo sborsando a suon di Imu, Iva, ed altre decine di tasse e imposte da record del mondo, contro "zero servizi". I paesi finora inclusi erano Grecia, Irlanda e Portogallo e solo dopo il 21 giugno si saprà se sarà necessario un ulteriore intervento da parte del nostro Paese per contribuire al finanziamento alla Spagna. Il benefattore Monti che farà secondo voi?
Silvia Laporta, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)
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Spagna – La truffa del “salvataggio”
Martedì, Giugno 12th / 2012
– di Sergio Basile –
Spagna / Unione europea / Aiuti alle banche / 100 miliardi dui euro / Il più grande regalo della storia dell'Europa fatto alle banche / Troika / Madrid / Banca e Finanza / Pseudo-crisi / Bankia / Inganno / Truffa / Dittatura delle banche / Falsi salvataggi / Povertà / Disoccupazione da record / 50% di disoccupazione / Aziende fallite / Mariano Rajoy / Bugie / Disinformazione / Manifestazioni di protesta / Sdegno della popolazione / Contro informazione / Qui Europa / Sergio Basile
Spagna – La truffa del "salvataggio" bancario e
le bugie di Mariano Rajoy
Spagnoli in fermento in tutto il Paese contro Rajoy e l'Ue
Indignados sul piede di guerra, al grido: “Non salvate
le banche, salvate noi”

Madrid – Proteste per gli Aiuti alle Banche e contro il Governo di Mariano Rajoy Madrid – Nelle scorse ore, mentre gli Spagnoli restano sempre più abbandonati a sé stessi, ed alle prese con una disoccupazione vicina al 50%, stremati dal precariato e dalla povertà – una pioggia dorata ha bagnato le banche spagnole, beneficiarie di un “aiutino” da 100 miliardi favorito dall’Ue di Barroso e Van Rompuy, sotto la stretta regia della Troika. Dinnanzi all’ennesima euro-beffa twitter è letteralmente impazzito e in poche ore sono piovuti migliaia di post di protesta di cittadini spagnoli contro il governo Rajoy: ribattezzato per l’occasione come il governo delle banche che avrebbe venduto la Spagna all’alta finanza, celandosi dietro la parola “salvataggio”. Il “presunto” aiutino da 100 miliardi è invero la più grande operazione di salvataggio-truffa nella storia dell’Europa.
Rajoy – Le solite bugie, la solita disinformazione
Molte le bugie: stesso copione anche in Spagna, come per l’Italia e per tutti i Paesi dell’Eurozona attaccati dalla speculazione e dai cosiddetti "banksters”. Ma il premier non si è scomposto, e per evitare i principi di una “rivoluzione popolare” ha minimizzato dando prova di una gran bella faccia di marmo, e gettando acqua sul fuoco, tentando – senza successo alcuno – di smorzare i toni. Rajoy si è “difeso” parlando di una “semplice linea di credito” in favore delle “banche in crisi”. Ma a crederci sono ormai solo gli ignoranti, o i cittadini travolti dall’onda della disinformazione. Più che di aiuto la verità è che si è fatto un ennesimo vergognoso regalino alla casta bancaria che domina l’Europa e ai suoi improponibili governanti piazzati ad arte da logge e gruppi d’interesse deviati e segreti. Questi sono i risultati. L’importante – per la casta – è conservare un sentore diffuso di normalità e democrazia per bocca di improponibili giornalisti venduti al potere e senza alcuna personalità. Almeno qualcosa ci accomuna in questo tempo ai cugini Spagnoli.
Lo scaricabarile – European style
Si difende ancora Rajoy, che nelle scorse ore avrebbe dichiarato – a vana difesa della sua posizione scomoda – che in realtà si tratterebbe “di un’iniziativa delle istituzioni finanziarie europee per evitare il commissariamento della Troika (aggiungiamo dei sovrani assoluti Draghi, Van Rompuy e Lagarde)”. Scarica barile indegno, che ci ricorda tanto l’operato deleterio e la strategia “difensiva” di un professorino di casa nostra! Il Premier ha poi esaltato la soddisfazione palpabile degli "dei minori ed onnipotenti" del mercato: i veri padroni dei popoli . Soddisfazione, che – a suo dire – “dimostra quanto la Spagna sia credibile agli occhi dei mercati, per aiuti che serviranno solo a ricapitalizzare le banche, solo quelle in difficoltà, e che non avranno alcuna conseguenza sulle persone”. Ciò, secondo il premier iberico, “garantirebbe l’indipendenza della Spagna dalla Troika che ha già messo all’angolo Grecia, Irlanda e Portogallo”. Ma Rajoy, rosso in volto e teso come una corda di violino, ha poi continuato in perfetto “tecnocratic Style” – copiando evidentemente dagli appunti di Mario Monti – asserendo: “Facciamo quello che avrebbe dovuto fare già tre anni fa chi ci governava. La situazione era e resta grave. Siamo obbligati ad un grosso sforzo per risanare il nostro debito”. Peccato che il debito nell’Eurozona sia un pacco confezionato dalle stesse banche e votato all’autorigenerazione perenne. Balle colossali, dunque, e non commentabili che lasciamo al vostro buon gusto ed all’analisi critica della vostra intelligenza.
L’incredulità e lo sdegno degli Spagnoli
Le pretestuose e vuote parole del premier si sono diffuse rapidamente in tutti i locali pubblici del Paese – quelli ancora aperti e non falliti – gli uffici, le case, in diretta Tv. Unanime lo sdegno ed il disgusto. Incredulità mista a rabbia dipinta in egual misura sui volti di padri di famiglia senza meta, vecchi e giovani per le vie di Barcellona, Valencia, Toledo e nella periferia della periferia dell’Europa dei tecnocrati.
Nasce un nuovo fronte di protesta e lotta di classe
E’ dittatura, ed ora anche gli Spagnoli ne hanno acquisito piena e definitiva consapevolezza. Spagnoli sempre più vicini agli indignados: gli stessi che Sabato scorso hanno occupato la city come la sede della stessa Bankia (la Bankia degli scandali finanziari e “calcistici” – vedi articolo pubblicato ieri 11 giugno in “Qui Europa”) al grido: “Non salvate le banche, salvate noi”. Intanto nuove occupazioni e nuove veementi proteste si profilano all’orizzonte. Siamo nell’anticamera di una nuova rivoluzione popolare?
Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)











