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  • Sistema Bancario: Siamo Vittime di un Inganno

    Sistema Bancario: Siamo Vittime di un Inganno

    Martedì, Gennaio 21th/ 2014

    – di Arnaldo Spicacci Minervini – Grupponovelty

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    Sistema Bancario: Siamo Vittime di un Inganno

    – 1694 – La Banca d'Inghilterra e l'Astuzia delle ricevute di deposito

      e delle ricevute di credito

    – Il Trucco della Riserva Obbligatoria

    – Il Catastrofico Effetto del "colossale inganno bancario"

    – Un Debito inestinguibile poiché pagabile solo con altri debiti

    ►Approfondimenti e video in allegato

     

    di Arnaldo Spicacci Minervini – Grupponovelty

    grupponovelty - il grande inganno bancario

     Banca d'Inghilterra 1694 – L'Astuzia delle "Ricevute"                                   

    Venezia, Roma – Dal 1694 la Banca di Inghilterra fu autorizzata dal Re di allora a tenere presso di sé solo il 50% dei depositi, il che vuol dire che su 1000 di depositi fu autorizzata a prestarne (illegittimamente/impropriamente) altri 1000, in maniera da avere depositi 1000 e ricevute di deposito per 1.000 e ricevute di credito per altri 1000. L’astuzia di questi signori fu di realizzare le ricevute di deposito, dietro cui c’erano i soldi depositati, e le ricevute di credito ovvero i certificati dei prestiti fatti a terzi, dietro garanzia di qualche genere, della stessa medesima fattura. In tal modo chiunque si trovava in possesso di una ricevuta bancaria poteva chiederne il pagamento in banca. Il fatto ulteriore che questi prestiti venissero fatti ad interesse comportava che, per poter essere ripagati, occorreva contrarre ulteriori debiti.

     Il Trucco della Riserva Obbligatoria                                                                    

    Per tenere in piedi questo gioco di sedie musicali (quello nel quale per continuare a giocare occorre trovare una sedia su cui sedersi quando termina la musica, ed ad ogni giro vengono eliminate una o più sedie) è stato necessario portare la riserva obbligatoria dal 50% del 1694 allo 0-1% attuale in 300 anni. Il che vuol dire che in 300 anni il Sistema Bancario si è molto rafforzato acquisendo sempre più di titoli di proprietà reali in cambio di credito (spesso e volentieri – tra l'altro – non coperto da alcuna riserva aurea).

    grupponovelty - il grande inganno bancario

     L'Effetto catastrofico di questo colossale inganno                                         

    Qual è stato l'effetto di questo colossale inganno? Semplice: oggi alcune banche sono proprietarie di immensi patrimoni, senza aver dato nulla di reale in cambio. Ma quanto può durare ancora questo gioco? Se dividete 1.000 per 50% (1000:0,50) avrete 2000, se dividete 1.000 per 1% avrete 100.000, se lo dividete per zero avrete infinito. Vuol dire che teoricamente la banca può prestare, a chi lo desideri ed abbia le adeguate garanzie, dei multipli dei depositi che potrebbero raggiungere un valore infinito, tanto oggi l’uso del contante è ridotto all’osso e poche persone preferiscono il contante alla “comodità” della moneta elettronica. Nessuno quindi corre il rischio di accorgersi che i depositi di danaro non esistono, se non in minima percentuale.

     L'Inganno – Un Debito che non si potrà mai ripagare                                   

    Nei mesi scorsi il governo greco – come ricorderete – decise un impopolare e folle taglio di 15.000 dipendenti pubblici per – dissero – "far pronte ai propri problemi del debito". Adesso i dipendenti pubblici di qualsiasi nazione svolgono per antonomasia una attività improduttiva, quindi se l’obiettivo fosse stato quello di tagliare i costi improduttivi occorrerebbe – paradossalmente – licenziare tutti i dipendenti pubblici. Ma non è questo il punto. Il punto è che il debito con le banche non è ripagabile perché è frutto di un inganno. Hanno prestato dei soldi che non esistono e ne hanno rilasciato ricevute di credito dietro cui non c’erano depositi reali. Ma le ricevute di credito adesso sono diventate quasi la totalità delle ricevute che circolano e ci accorgiamo che i debiti pregressi non possono essere ripagati perché il meccanismo della creazione del debito è fermo.

    grupponovelty - il grande inganno bancario

     Un Debito vecchio si può pagare solo con un "Debito Nuovo"                   

    Un debito vecchio si può pagare soltanto con un debito nuovo (a fronte di ulteriori garanzie reali). Ma se non paghiamo il debito pregresso, questo continua a crescere grazie al fenomeno della crescita esponenziale. 15.000 persone oggi dovranno arrangiarsi e vivere fuori dal Sistema, ma quello che stiamo vivendo è un gioco di sedie musicali (un gioco al massacro) e chi ne resterà fuori affronterà tutte le difficoltà del caso, ma se sopravvivesse sarà ancora più forte, perché libero. Sembra impensabile oggi vivere senza gas, elettricità etc etc. ma le difficoltà cui andiamo incontro non sono dovute ad una carenza di energia, petrolio, cibo, bensì soltanto ad una carenza di nuove ricevute di credito necessarie per ripagare dei debiti pregressi ed ad un debito che cresce inesorabilmente e non occorre arrivare a sperimentare tante difficoltà prima di ribellarsi.

     Germania 1922 – L'Esempio del rifiuto del Reichsmark                              

    Nel 1922 una serie ci cittadine tedesche iniziarono a rifiutare il Reichsmark quale moneta ed iniziarono ad adottare strumenti di scambio locali. Ciò permise loro di sopravvivere alla iperinflazione del Reichsmark e di prosperare. Ma per prosperare, oltre a ribellarsi, occorre anche fare qualcosa di utile, a noi, ai nostri simili della nostra Comunità. Non servono più lavori statali o parastatali, occorre invece svolgere una qualsiasi attività che porti concreto beneficio produttivo alle persone intorno a noi.

     Ricordiamoci che siamo già sovrani – Il punto è svegliarci                         

    Come sempre ricordo che siamo già Sovrani, soltanto che dobbiamo esercitare la nostra Sovranità in maniera diversa da quanto siamo stati abituati.Potete ingannare tutti per qualche tempo, o alcuni per tutto il tempo, ma non potete ingannare tutti tutto il tempo” (Abramo Lincoln)

    Arnaldo Spicacci Minervini – Grupponovelty

    http://grupponovelty.wordpress.com/author/grupponovelty/

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    Mercoledì,  Gennaio 15th/ 2014 – di Sergio Basile e Rocco Carbone – Lettera a Papa Francesco, Sergio Basile, Rocco Carbone, Padre Quirino Salomone, Giacinto Auriti, Moneta-Debito, Proprietà Popolare della moneta, Reddito di Cittadinanza, Papa Benedetto XVI, Grande usura Internazionale, Debito usurocratico, Egoismo sistemico, Distruzione dell'Italia, Commonwealth, Enrico VIII, Nascita della banca d'Inghilterra, Papa Francesco Risponde, Roma, Città del […]

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    Rubrica – Schiavi Moderni, 4° Capitolo – Golpe Bancario, Divisioni Partitiche e Armi di Distrazione di Massa

    Lunedì, Settembre 23rd/ 2013   – Qui Europa – Rubrica, "Schiavi Moderni", di Cosimo Massaro – Italiani, Riconquistiamo la Sovranità Monetaria, per  Uscire dalla Crisi-Truffa Schiavi Moderni, Cosimo Massaro, Sergio Basile, Crisi truffa, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, John Kennedy, Golpe bancario dietro l'omicidio Kennedy, depistaggi e manomissioni delle prove, Riportare al Congresso il potere monetario, Federal Reserve Bank Corporation, Federal […]

  • La Germania rimpatria l’Oro: Ecco cosa si Nasconde Dietro il Mistero delle Riserve Auree Richiamate

    La Germania rimpatria l’Oro: Ecco cosa si Nasconde Dietro il Mistero delle Riserve Auree Richiamate

    Venerdì, Gennaio 18th/ 2013

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – 

    Oro tedesco / La Germania rimpatria l'Oro / Germania / Riserva aurea / Federal Reserve / Bundesbank / Vincenzo Folino / Osservatorio Nazionale sulle politiche dell'Ue / Qui Europa / Handelsblatt / Banque de France / Bank of England / Debtocracy / Eurobond / mani sulle riserve auree / Debiti Fittizi / Eurozona / Disastro / Bluff / Strategia / Garanzia / Bene rifugio / Deutsche Bank / Angela Merkel / Crimini contro l'umanità / Denuncia / Coppia tedesca / Troika / Usa / Scandalo delle barre di tungsteno / default / Lehman Brothers / Bloomberg / Simon Johnson / assets bancari / Quadro Curzio / Romano Prodi 

     Germania     Riserva Aurea                                                                                                        

    La Germania rimpatria l'Oro: le previsioni

    di Qui Europa e le Possibili strategie

    dell'Eurocasta

    La Deutsche Bank smuove la 2a Riserva Aurea al Mondo

    Ritiro dell'oro – Strategia stile "Debtocracy" a garanzia Eurobond?

    Arma di difesa contro la denuncia per crimini contro l'umanità 

    piovuta sulla Merkel, o Rischio Default dietro l'angolo?

    Riserve Auree Germania

    Berlino – Dopo le indiscrezioni apparse nei giorni scorsi sul quotidiano economico “Handelsblatt”, la notizia che la Germania sarebbe in procinto di rimpatriare gran parte dell’oro conservato nelle varie banche centrali sparse per il mondo è stata ufficializzata da una nota della Deutsche Bank. Secondo quanto reso noto dalla banca centrale tedesca  verranno rimpatriate 700 tonnellate di oro entro il 2020, con l’obiettivo di conservare nei caveau nazionali metà delle 3.391 tonnellate del "principale bene rifugio" in proprio possesso . Più esattamente, a partire dall’anno in corso, la Deutsche Bank ritirerà tutto l’oro collocato nella Banque de France (circa 374 tonnellate), e ridurrà di 300 tonnellate il volume di riserve auree (dal 45 al 37%) conservate presso la Federal Reserve statunitense. Al contrario, nessun ritiro è previsto dai forzieri della Bank of England, che continuerà a detenere il 13% delle riserve auree tedesche.

     La Seconda Riserva Aurea al Mondo  

    Una notizia scottante, di quelle che non possono passare in alcun modo  inosservate e che dovrebbe destarci più di una preoccupazione, se non altro perché  non stiamo parlando di una riserva aurea qualsiasi, ma della seconda maggiore riserva aurea del pianeta dopo quella degli Stati Uniti. Per la cronaca, la terza è quella italiana, malgrado gli ingiustificati declassamenti subiti dall'ex "Bel Paese".

     Usa – Lo Scandalo delle Barre di Tungsteno dipinte d'oro  

    Il ragionamento di fondo di tale iniziativa, pensato con un pò d’ironia e visto in ottica tedesca, potrebbe essere il seguente: in questo periodo di crisi, nell'era di "Debtocracy", meglio riportarsi l’oro a casa, non si sa mai! Ma al di là delle battute, le incognite legate al “cosa potrebbe succedere” se tale provvedimento dovesse divenire realtà sono tante, a partire dalla stessa capacità degli Stati Uniti di restituire l’oro in custodia (ricordiamo a proposito lo scandalo delle barre di tungsteno dipinte in color oro e conservate alla Fed) .

     La Corsa all'oro? 

    Inoltre, il repentino cambio di strategia da parte della Banca Centrale Tedesca potrebbe indurre ad un ulteriore inasprimento della crisi, del clima di sfiducia sulle "nuove divinità" chiamate mercati;  e sull'innesco di un possibile effetto emulativo da parte della altre banche centrali che, sulle orme della Bunca tedescsa, potrebbero essere tentate ad agire alla stessa maniera dando il via ad una vera e propria corsa all’oro. Insomma, dovremmo chiederci dove stiamo andando, o meglio, dove ci hanno portato i signori dell’austerity insieme a tutto il sottobosco della finanza: i veri padroni di questo sistema malato e colluso che i nostri politicanti nei talk show serali fingono di non conoscere.

     Oro per coprire i debiti fittizi mediante garanzia sugli Eurobond? 

    Per quanto riguarda il “presunto” oro italiano, il mistero continua, anche se nei mesi scorsi non sono mancati coloro i quali – i falchi della finanza ed i loro compari – osarono proporre l'emissione di eurobond coperti dalle riserve auree o peggio ancora la vendita diretta dell'oro per coprire un debito fittizio e creato ad arte dal sistema per depredare i popoli delle loro ricchezze reali. (Vedi Quadio Curzio e Romano ProdiVedi articoli in allegato)

     Mossa per difendersi dalla pesante denuncia di crimini contro l'umanità? 

    La bontà della mossa strategica – dando comunque per buone le conclusioni illustrate finora – potrebbe rientrare anche in un'altra logica: potrebbe essere un'ulteriore arma di difesa contro la pesantissima denuncia per crimini contro l'umanità piovuta sulla testa di Angela Merkel e dei membri della Troika nei giorni scorsi (anche se in Italia nessun giornale ne ha parlato) su iniziativa di una coppia tedesca.

     Deutsche Bank sulla via di Lehman Brothers?  

    Infine l'ultima ipotesi che formuliamo è quella legata alle poco pubblicizzate reali condizioni di salute della Deutsche Bank. La Banca Centrale Tedesca detiene oggi un bilancio pari all’80% dell’intero prodotto interno lordo della Germania.  Un'enormità! Pertanto essa può definirsi oggi una delle maggiori banche centrali al mondo. Ma secondo Bloomberg è anche una delle più sottocapitalizzate: il 30 giugno 2012 l'istituto centrale tedesco sarebbe stato  al quintultimo posto tra le 24 maggiori banche europee quanto a patrimonio (Tier 1 capital ratio). E ciò in base ai dati forniti di recente dalla misurazione della leverage ratio (confronto tra bilancio complessivo della banca e dotazione di capitale) da parte di Simon Johnson, ex capo economista dell'FMI, secondo il quale le attività di Deutsche Bank ammontano a 2.241 miliardi di euro, a fronte di un capitale di soli 55,75 miliardi di euro. In altre parole, il capitale reale di Deutsche Bank ammonterebbe a poco meno del 2,5% rispetto agli assets della banca. Basterebbe in effetti una perdita del 3% sul totale del portafoglio bancario per mandare  in fallimento la banca, azzerandone il capitale. Deutsche Bank sulla scia di Lehman Brothers? Il mistero si infittisce! Parimenti a quello delle riserve auree tedesche! 

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5  – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5 – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Lunedì, Novembre 5th/ 2012 

    – L'editoriale del Lunedì, di Sergio Basile e Silvia Laporta – 

    Schiavi di un Debito Illegale / Denaro e Banche / Segreti dei nuovi Padroni del Mondo /  Crisi eurozona / Le Confessioni di Sir Josiah Stamp / Denaro / Bibbia / Vangelo / Mammona / Francoforte / Bruxelles / Sistema Bancario / Società moderna / Gesù / Giuda / Tradimento per 30 danari / Missioni di Pace / Esportazione della democrazia / Età dei Diritti / Politically Correct / Sir Josiah Stamp / Banca d'Inghilterra /  Il Fine reale del denaro della società moderna / Federal Reserve / Bce / Banca Mondiale / Fondo Monetario Internazionale / Banca dei Regolamenti Internazionali / BRI /  Trilateral Commission / Bilderberg Club / Goldman Sachs / Banche speculative / Banche d'affari / Wall street / City of London / G20 / Messico / Terzo Mondo / Quarto Mondo/ Logge / Club Mondialisti / Usa / Africa / Nuovo ordine Mondiale / Classifiche sul Debito Pubblico / Pigs / Schiavi di un Debito Illegale / Fed / Federal Reserve / Bank of North Dakota / Wall Street / Bce / Mario Monti / Yale University / Beniamino Andreatta / Carlo Azeglio Ciampi / Silvia Laporta / Sergio Basile / Austerity / Signoraggio / Banca d'Inghilterra 

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5

    – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi

    Padroni del Mondo

    Sovranità Finanziaria e Sistema bancario:

    Le Confessioni di Sir Josiah Stamp e il lato

    oscuro e occulto della Crisi

    I casi Giappone, Norvegia e North Dakota, i segreti

    e le battaglie per la sovranità di  Orban e Mussolini

    Bruxelles, Roma, Washington, Londra, Francoforte – Denaro. E' proprio lui che fa muovere il mondo; almeno quello marcio, quello che sembra poter fare a meno dell'amore. Lo è anche nelle Sacre Scritture, nella metaforica rappresentazione del male, personificato nei Vangeli nella figura di "Mammona". Da qui l'interrogativo che Gesù pone ai suoi discepoli: "chi servirete, Dio o Mammona? Nessuno può servire due padroni (si legge nel Vangelo di Matteo) perchè amando l'uno, odierà l'altro", e viceversa. Morti, guerre, disastri, diritti calpestati, ingiustizie, abusi di potere. Tutte reazioni a catena causate dal denaro, dalla sete di potere e dalla perenne ricerca dell'esercizio del controllo sul Prossimo. L'amore al denaro è la negazione di Dio, il suo tradimento più grande. Non per nulla Giuda stesso tradì per 30 danari Dio in persona, Gesù Cristo: colui che è la personificazione del bene assoluto. Azione emblematica e in fondo profetica: esempio per intere generazioni, valido ancora oggi. E' quasi come se fosse una legge di branco, applicata però alla società civile. Secondo qualche sociologo, se ci fosse ancora quel branco così selvaggio e primitivo non esisterebbero le istituzioni e non esisterebbe neanche il denaro; magari risolveremmo i nostri problemi semplicemente con la violenza, togliendoci la vita. Ma il vero problema è che ciò accade ancora! Leggi o non leggi! Diritti o non diritti! Nella società moderna uccidere qualcun'altro fisicamente – in teoria – è un reato; tuttavia ci sono molti omicidi occultati e molti altri crimini simili legalizzati, forse peggiori di questo, più efferati. Come scordarsi dell'aborto? D'altronde spesso uccisioni e torture, persistono, e non solo in continenti come Africa o Asia, o macro-aree sub-continentali come il Medioriente, ma anche in Occidente, negli Usa ed in Europa. Crimini abilmente celati dai media, occultati, magari con espressioni "politically correct" come "Missioni di Pace" o "Esportazione della Democrazia", "Primavere arabe" ed altri accidenti. Ma vi sono anche molte vittime di crimini diversi, vittime del debito e di una sorta di nazismo bianco che opprime centinaia di milioni di uomini. Il denaro sta dietro a tutto e regge tutto. Esso storicamente ha assunto – per poter sussistere – una struttura ben delineata, piramidale e gerarchica: potremmo dire quasi burocratica. Quella che potremmo definire una "piramide di potere", un'organizzazione ben definita ed autoreferenziale, che trae le sue radici moderne non dal caso o dall'imponderabile, ma bensì dalla nascita e crescita del sistema bancario. Un sistema sovranazionale capace di ergersi addirittura al di sopra delle costituzioni e dei parlamenti. Al di sopra dei popoli e delle nazioni, a suon di diktat e dogmi tecnici. 

     Le Confessioni di Sir Josiah Stamp                                                                     

    E' lo stesso Stamp ad ammetterlo!  Sir Josiah Stamp – direttore della Banca d’Inghilterra (la prima banca privata al mondo, nonché la prima a godere del diritto di signoraggio)  dal 1928 al 1941 – scrisse le seguenti gravi ed emblematiche impressioni, una sorta di vera e propria confessione: "Il moderno sistema bancario crea denaro dal nulla. Il processo è forse il più sbalorditivo trucco da prestigiatore che sia mai stato escogitato. Il sistema bancario fu concepito nel crimine e generato nel peccato. I banchieri posseggono il mondo; se glielo si sottraesse, ma gli si lasciasse ancora il potere di creare denaro, con un tratto di penna riuscirebbero ad avere abbastanza denaro per ricomprarselo (…) Gli si sottraesse invece il potere, tutti i grandi patrimoni come il mio scomparirebbero, rendendo il mondo migliore e più felice. Ma se tu accetti di continuare ad essere schiavo delle banche – concludeva Sir Stamp – lascia che le banche continuino a creare denaro e controllare il credito". Questo è forse il volto più subdolo del male signori!

     Il Fine reale del denaro della società moderna                                                

    Ma dunque a che cosa serve tutto questo denaro oggi? A cosa, in un tempo dove banche private come Federal Reserve e Bce, dotate di pieni poteri di signoraggio (potere di emissione di danaro, trattenendo un utile) sembrano essere diventate monarchie assolute ed onnipotenti, quanto incontrastabili? Semplice! A dare forza e linfa vitale al potere! A dare forza ai Signori dei mercati e della Borsa! Ed in ultima istanza – dunque – a conferire loro un potere evidentemente incondizionato ed illimitato sui popoli e sulle nazioni. Potere arrogatosi illegittimamente da una ristrettissima élite di personaggi: i nuovi veri padroni del mondo. Un potere che ci sta rendendo schiavi legalizzati, piccole pedine in un sistema mondiale troppo complicato e meschino per rispettare la nostra libertà. Peronaggi capaci di battere moneta (senza alcuna garanzia a copertura: specie dopo il divieto di conversione del denaro circolante in oro, sancito con Bretton Wood) e di controllare la vita economica e finanziaria di interi continenti.

     Il Denaro, il Potere e il lato oscuro della Crisi                                                  

    Alla luce di tale premessa, è più facile comprendere come l’attuale crisi sia stata interamente causata dal sistema finanziario e non dall’economia reale. Per non parlare poi della crisi dell'Eurozona, causata non dal "cosiddetto contagio Usa", ma da perversioni finanziarie intestine alla stessa Unione europea (sempre più colonia statunitense ed anglo-tedesca) e legittimate dagli stessi trattati Ue, come quello di Lisbona (vedi soprattutto l'articolo 123). Questo significa che colpevoli non siamo noi lavoratori e comuni cittadini, ma lo sono le banche, le grandi banche d'affari e speculative; gli agglomerati bancari; le mega unioni (vedi progetto Ue dell'Unione bancaria europea nascente) la finanza internazionale; gli speculatori del potere mondialista, ossia organismi sovranazionali – che utilizzano i politici come una sorta di camerieri privati – come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), la Trilateral Commission, il Bilderberg Club, la Goldman Sachs e le altre grandi, enormi, banche statunistensi. Organismi che detengono oggi il potere reale e decisionale, dietro il sottile e fumoso velo della Democrazia Occidentale. Organismi ben più potenti di qualsiasi stato, e degli stessi Usa: che altro non sono – stando a quanto sta accadendo – che le segreterie burocratiche e notarili di questi grandi poteri, organizzati in rete sottoforma di vere e proprie logge mondialiste. Mammona, dunque, ha dei volti ben precisi, ed una casa ben precisa. O meglio case e templi. In tal senso, i due maggiori luoghi di culto occidentali di questa sorta di "nuova religione mondialista", possono esser considerati Wall street negli Usa e la City of London in Europa. Attenzione a questo passaggio, è fondamentale!

     Un complotto mondiale contro la civiltà – Carnefici di Noi stessi             

    La cosa paradossale è che seppur questi apparati siano totalmente colpevoli di farci vivere nella condizioni di schiavismo e povertà in cui versiamo, le decisioni dei vertici che si susseguono in giro per il mondo – i vari G20 o G8, per intenderci – sono tutti protesi ad aiutare e sostenere un siffatto sistema, cioè il sistema bancario, non i popoli. In tal senso un esempio emblematico ci pare l'ultimo G20 tenutosi in Messico (Vedi articolo in allegato). Per non parlare dei cosiddetti Terzo e Quarto Mondo.  Anzi, ai popoli si chiede di pagare il conto: da Roma a New York, da Madrid a Francoforte, da Parigi a Berlino, da Atene a Londra, senza distinzione alcuna. Ai cittadini del mondo – del villaggio globale – si chiede dunque di "consumare" e di pagare per gli errori che essi non hanno commesso. Cioè di pagare per gli abusi dei padroni, rivestendosi da agnelli sacrificali, sull'altare del liberismo economico. Gli si chiede di essere i carnefici di se stessi, e di farlo di buon grado e magari col sorriso stampato sulle labbra, accettando dogmi falsi come la "crisi", la "globalizzazione" e la "crisi globale". Un complotto a livello mondiale (o Nuovo Ordine Mondiale), una specie di mafia allargata che decide le sorti del mondo. Gli usurai comandano le nostre vite e vorrebbero farcele vivere nel rispetto dei precetti del denaro. Un inganno che oggi si alimenta con lo stratagemma del debito pubblico.
     
     Un Inganno Globale, chiamato "Debito Pubblico" – Il Caso Giappone    

    Ma come funzionano questi meccanismi di potere?  Guardiamo alle attuali statistiche e classifiche del debito pubblico.  Noteremo tra i primi posti al mondo  la Grecia,  la Spagna, l’Italia, gli Stati Uniti, l’Irlanda e il Portogallo. Ma la nazione con il debito pubblico percentualmente più alto rispetto al PIL è il Giappone, (con i suoi oltre 8000 miliardi di euro di debito: quattro volte il debito dell'Italia, per intenderci) che supera addirittura il 233%. Come mai il Giappone non figura in questa classifica? Come mai non figura nella classifica dei Paesi in crisi o dei cosiddetti "Paesi Maiali" (Pigs)? La risposta la si può trovare osservando un’altra graduatoria, quella riguardante le percentuali dei Titoli di Stato piazzati all’estero e tra gli speculatori internazionali: titoli oggi capaci di elargire – come noto – interessi d'oro grazie alle altrettanto ingannevoli e dannose armi (di supporto) quali il rating e lo spread. Nella classifica di cui sopra, troviamo al primo posto l’Irlanda, con una percentuale dell'85%. A seguire: il Portogallo col 75%, la Grecia col 70%, gli USA con il 51%, la Spagna con il 46% e l’Italia con il 44%. E il Giappone? Incredibile ma vero! Ma esso è in fondo alla graduatoria, con uno striminzito ed irrisorio 4%. Allora, possiamo comprendere come il problema reale non sia la consistenza del debito pubblico o il mancato pareggio di bilancio (come ingannevolmente nello scorso fine settimana Angela Merkel è tornata a ripetere, prospettando altri 5 anni di rigore ed austerity per l'Europa), ma il vero punto focale è comprendere chi ha in mano i Titoli. Capire chi possiede le redini del carrozzone. Se le banche internazionali o i risparmiatori nazionali. Allora il problema è di sovranità finanziaria e monetaria, non è una questione di improbabili e pretestuosi contagi o crisi cicliche mondiali. E un complotto signori! Un vile complotto!

     Il Debito italiano negli ultimi 40 Anni – ecco com'è andata                           

    A questo riguardo è molto interessante osservare il grafico del debito pubblico italiano negli ultimi quarant’anni. Con lievi oscillazioni, durante gli anni Settanta, il valore si era stabilizzato sul 50% del PIL. Nel 1981 – anno in cui, tra l'altro, un giovane Mario Monti fresco di laurea presso la Yale University, iniziò a collaborare in veste di consulente finanziario, con i precedenti governi italiani succedutisi – esso iniziò a salire fino a sfiorare il 120%. Cioè iniziò stranamente a scoppiare. Ed è proprio in questo stesso anno – tra l'altro – che  Andreatta e Ciampi esentarono la Banca d’Italia dall’acquisto dei Titoli di Stato. Da allora prese piede una spirale mortale per la Repubblica: una spirale che coincise con la ricerca di acquirenti – finanziatori – all’estero. Questo fu l'inizio della fine! Potrebbe essere dunque corresponsabile dell’aumento del debito pubblico la diminuzione di sovranità finanziaria, oltre che la perdita della sovranità monetaria? Certamente si! Inoltre è proprio negli anni Ottanta che si è verificato un aumento della pressione fiscale dal 31 al 40%. Le cose, allora, non sono proprio come ci vengono descritte. La crisi finanziaria è stata dunque frutto delle pressioni di forti poteri esterni – e relative concessioni interne da parte di politicanti e "tecnici"- che hanno reso il popolo succube, privo di libertà e di indipendenza finaziaria ed economica, senza dargli altra scelta.  

     L'Europa e la Sovranità Rubata                                                                               

    Privati della propria sovranità finanziaria i cittadini italiani sono divenuti vittime sacrificali ignare, mute e docili, immolate sull'altare del debito. La situazione si è poi aggrava – come noto – grazie all'incompetenza di una leadership politica lunga decenni,  incompetente, arrogante, impunita e devota a favoritismi e criminalità.  Ma soprattutto asservita ai grandi burattinai del sistema bancario. L'unico che provò a contrastare con forza questa china fu Mussolini, durante il suo Ventennio, rifiutandosi di privatizzare la Banca d'Italia e di sottrarla in tal modo al controllo del Parlamento. L'ultimo, in tal senso, a tentare qualcosa di simile in Europa, nei mesi scorsi, fu il premier ungherese Victor Orban, che riformò la Costituzione ponendo la Banca Centrale Ungherese sotto il controllo del Parlamento. Ma Orban, come noto, fu repentinamente bloccato nel suo intento – accusato ingenerosamente di nazionalismo e "derive liberticide" – a suon di minacce di sanzioni e sospensione di fondi dalla Commissione europea di Manuel Barroso. La Grande garante dello status quo bancario, a livello continentale.

     Tutto nel Rigoroso Silenzio                                                                                       

    Ma la cosa più grave è certamente la cappa mediatica e lo spesso velo di silenzio caduto su tutto ciò da oltre mezzo secolo a questa parte. La spirale di silenzio nella quale sono cadute e cadono ad oggi tutte queste importanti informazioni, che potrebbero – se portate al centro del pubblico dibattito politico – fare la differenza nella vita dei cittadini, nella vita di ciascuno di noi, riscattandoci da una insensata ed asfissiante dittatura chiamata austerity. Oggi, grazie al web, possiamo in parte contrastare questo grave gap culturale ed informativo, rileggere la storia e reinterpretarla. Possiamo imparare a difenderci da essa e da quanti – celandosi dietro enormi menzogne – ci hanno dipinto realtà immaginarie, finendo per rinchiuderci in una sorta di gabbia sociale, dove debito e tassazione sono diventate due armi tra loro speculari, nonchè facce opposte della stessa moneta. Una moneta coniata dai nostri stessi aguzzini per comprarci, renderci schiavi. In tal senso una storia da conoscere assolutamente, e che si ricollega prepotentemente a quanto detto finora, aiutandoci a comprendere meglio, è quella dell'americana Federal Reserve.
       
     La Nascia della Fed e il caso della Banca del North Dakota                           
     
    Nel 1913, quando fu delegata ad operare come Banca Centrale Usa la privata Fed, tutti i parlamenti dei singoli stati federali furono chiamati a ratificare il voto del Senato. Tutti approvarono, cari lettori, tranne uno. Il North Dakota, uno Stato al confine con il Canada, che anziché aderire all'inciucio bancario, diede vita ad una propria Banca di Stato, in opposizione a Wall Street e ai banchieri privati che tiravano le fila della Fed. La Banca del North Dakota è rimasta un istituto pubblico indipendente dall'iniquo sistema della Federal Reserve, con una storia costellata da successi e prosperità. Anche nel 1929, mentre la grande crisi fece traballare tutte le banche statunitensi, essa continuò imperturbabile la propria attività. Inoltre, mentre tutte le banche del circuito federale sono governate da personaggi nominati dall’"alto", cioè su investitura ufficiale e benedizione di Wall Street, la triade di massimi dirigenti della Banca del North Dakota è eletta dai cittadini, dando un esempio di democrazia e trasparenza a tutti gli Americani ed al mondo intero. Un esempio analogo in Europa, è la Norvegia (Vedi articolo in allegato). Nessun inganno, nessuna crisi!
     

    Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Lunedì, Agosto 27th/ 2012

    – L'Editoriale di Sergio Basile –

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    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4°:

    storia delle Banche Centrali e del

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    Debito: gli inganni di Mario Monti e dell’Ue

    Ecco cosa fare nel concreto per riscattarci dal Debito

    Roma, Bruxelles, Londra, Francoforte – Che siamo vittime spesso “ignoranti e inermi” di una crisi finanziaria globale indotta e pilotata, a causa di una disinformazione dilagante e sistematica, ormai lo stanno capendo anche i bambini; le menti più ottuse; e/o i cittadini più distratti. Il responsabile di ogni male ci viene dipinto oggi come il debito pubblico. Ma non è proprio così. Esso è solo l’effetto del più grande inganno mai perpetrato da una élite di uomini ai danni dell’umanità intera: il tentativo del principe del denaro e dell’egoismo di corrompere mediante il vile danaro tutto il creato e le creature che il Signore Dio, nella Sua immensa bontà ha generato. La stampa di regime ed i politici da strapazzo dicono che il debito pubblico sia il risultato di una spesa statale fuori controllo,  ed immorale, questo è vero. Ma solo in parte, in piccola parte! Sostenere l’esclusività e l’assolutezza di questa tesi equivale a mentire grossolanamente! Come equivale a mentire il sostenere che la crisi sia originata dal Debito pubblico. Ne è prova l’indebitato, ma ricco Giappone: paese in continua crescita, malgrado abbia un debito pubblico (il più alto al mondo) 4 volte maggiore a quello italiano. Ma, dunque, come nasce in realtà il mito del debito pubblico? Chi è oggi il proprietario del debito pubblico delle nazioni fatte oggetto della misteriosa crisi indotta? Che rapporto intercorre tra debito e grado di schiavitù dei popoli europei? Abbiamo cercato di rispondere a questi interrogativi nei precedenti tre editoriali di “Qui Europa” dedicati al tema, dal titolo “Schiavi di un Debito Illegale”. Oggi, tuttavia cerchiamo di comprendere come tutto storicamente abbia avuto inizio, partendo proprio dalla nascita, dall’evoluzione e dal controllo delle Banche Centrali e della moneta nazionale: il vero cuore del nostro problema!

      Louis Even e la storiella che tutti dovrebbero conoscere  

    Emblematico, in tal senso è il racconto di Louis Even, il sostenitore più convinto del Credito Sociale. “Cinque naufraghi riuscirono a raggiungere un’isola deserta. Si trattava di un muratore, un contadino, un allevatore, un agronomo e un ingegnere. Secondo le rispettive competenze, i cinque si dettero da fare per realizzare una comunità organizzata. Ciascuno diede il suo apporto in funzione alle sue competenze. L’economia dell’isola era incentrata sul baratto. Sull’isola vi era però armonia. Successivamente  arrivò sull’isola il sopravvissuto di un altro naufragio. Sbarcò da una scialuppa portando con sé una pressa, una cassa piena di carta e un barile sigillato. Il nuovo arrivato fu ben accolto.  Si trattava di un banchiere. Il neo-arrivato, preso atto delle attività dei cinque, disse: “Per far funzionare bene le cose vi manca solo il denaro”. Allora con la carta e la pressa iniziò a stampare 1000 dollari, coprendoli in garanzia con un barile d’oro portato in salvo dal naufragio. Egli prestò duecento dollari a testa all’interesse del 2% annuo. Prestito garantito dai frutti delle attività, dalle capanne e dagli attrezzi dei beneficiari del credito.

      L’inganno del banchiere  

    Ma la felicità sull’isola durò ben poco. L’ammontare del loro debito, ben presto,  – capitale più gli interessi maturati – divenne superiore all’intero importo del circolante, cioè superò i 1000 dollari stampati ed immessi nell’economia dell’isola. In quell’isola era così nato il debito pubblico. Un debito destinato ad aumentare anno dopo anno. Il risultato diretto di questo fu l’incremento incessante e progressivo dei beni del banchiere, che – con questo stratagemma – stava diventando il padrone indiscusso di tutti i beni presenti sull’isola. Non solo, il banchiere ben presto finì anche per interferire nella vita politica (privata e pubblica) degli abitanti dell’isola, dicendo loro – in virtù del suo potere – come dovevano fare o non fare. Tutti i cittadini divennero dunque succubi e schiavi del banchiere. Ma se il denaro se lo fossero stampato loro, senza l’intromissione di quel banchiere venuto dal mare, si sarebbero ridotti a questo stato di indebitamento, subalternanza e condizionamento? Sicuramente no! L’interesse sul debito non sarebbe mai scoppiato.

      La reazione degli isolani  

    Questo perché il denaro rappresentava il valore dei beni presenti sull’isola (era il corrispettivo e l’espressione dei beni, dei servizi e delle attrezzature presenti) e quindi, essendo loro i proprietari dei beni, avrebbero dovuto essere anche i proprietari del denaro sul quale nessuno avrebbe potuto pretendere il pagamento di interessi. I cinque allora, compreso il sottile inganno, si ribellarono, e ricacciarono violentemente in mare il disonesto banchiere. Come ciliegina sulla torta,  Even racconta che, “quando i cinque andarono a dissotterrare il barile che doveva rappresentare la copertura aurea della moneta stampata dal banchiere, scoprirono che esso era pieno di sassi”. Cioè, il denaro stampato dal banchiere disonesto, non era altro che misera carta straccia! Assolutamente non garantita da alcun lingotto d’oro.

      Uso improprio della tassazione   

    Tale racconto e tutt’altro che paradossale: si pensi ad esempio che già nel 1696, in Inghilterra, a fronte di 1.750.000 sterline stampate, esisteva una riserva di cassa di sole 36.000 sterline d’oro. Fin da allora, in aggiunta – come accade esattamente anche oggi – il 40-50% delle finanze statale furono dirottate in spese per armamenti e guerre. Anche se oggi c’è chi le chiama “missioni di pace”!  Tra interessi bancari passivi e guerre, gli stati – sotto l’egida di organismi internazionali – spendono oggi tra il 60 e il 70% dei fondi reperiti attraverso – spesso e volentieri – barbare forme di tassazione. Allora comprendiamo meglio la celebre frase dell’economista francese Jean-Baptiste Colbert che nel Seicento scriveva: “La tassazione è l’arte di spennare l’oca in modo tale da avere il massimo di piume con il minimo possibile di starnazzi”.

      Origini storiche del Signoraggio  

    Un tempo il potere di coniare moneta era riservato alla massima autorità: imperatori, re,  principi. Ricchi mercanti e possidenti di argento e oro giungevano dunque alla zecca dello Stato o del Regno, e trasformavano in monete i metalli preziosi. Una piccola parte di questo metallo veniva trattenuta dal signore di turno come compenso per l’operazione di conio. Questo compenso si chiamava signoraggio: privilegio gelosamente difeso dall’autorità statale. Ma poi qualcosa iniziò subdolamente a cambiare, il demone del denaro prese il sopravvento, ed il gioco fu ben presto chiaro, anche se non del tutto per l’ingenuo popolino.

      Società private chiamate “Banche Nazionali”  

    William Paterson – ricco speculatore – sul finire del Seicento, nel Regno Unito ottenne dal sovrano il privilegio di coniare moneta. Nacque così la “Banca d’Inghilterra”: istituzione rigorosamente privata, malgrado il nome ingannevole. Paterson sintetizzò il senso dell’operazione con una frase disarmante quanto emblematica: “La banca trae beneficio dall’interesse che pretende su tutta la moneta che crea dal nulla”. Sul modello della banca di Paterson furono istituite: nel 1695 la Bank of Scotland, nel 1765 la Königliche Giro und Lehnbanco di Berlino, nel 1782 il Banco di San Carlo di Madrid, nel 1800 la Banca di Francia. Le banche di emissione, dunque, dopo il 1694 divennero quasi tutte private. Negli Usa ciò accadde il 23 dicembre 1913 con il “celeberrimo” Federal Reserve Act: l’atto istitutivo della Banca Centrale americana, la più grande banca privata del mondo. Nel 1937, Stalin privatizzò anche quella dell’Unione Sovietica: con la complicità del petroliere ebreo-americano Armand Hammer.

      La nascita della Banca d’Italia  

    Nel Bel Paese, nel 1874, le banche autorizzate a emettere moneta erano sei: la Banca Nazionale del Regno d’Italia, la Banca Nazionale della Toscana, la Banca Toscana di Credito, la Banca Romana, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia. Nel 1893, dopo lo scandalo e il fallimento della Banca Romana, i 4 istituti dell’Italia centro-settentrionale vennero fusi, dando vita alla Banca d’Italia, che nel 1926 restò l’unica con diritto di battere moneta. Mussolini – bisogna dargliene atto – durante il suo ventennio cercò con ogni mezzo di mantenere l’autonomia della Banca d’Italia. Costretto a sottostare alle minacce di Usa e Inghilterra, non poté nazionalizzarla, (per non andare in urto con i due massimi creditori internazionali dell’Italia) ma, con la riforma del 1926, escogitò un sistema di controllo – indiretto – dell’Istituto di emissione della lira. La Banca d’Italia rimase un Istituto indipendente – prima una Società autonoma, poi una Società per Azioni – la cui proprietà però fu affidata a Enti statali, Casse di Risparmio e Banche d’interesse nazionale che qualche anno dopo sarebbero diventate (con l’IRI) proprietà dello Stato. Ciò, evidentemente, evitò lo scoppio del debito pubblico, salvaguardando da minacce esterne la sovranità monetaria nazionale; e custodendola nelle mani del popolo italiano. Né è prova – tra l’altro – il fatto che Mussolini, in quegli anni, riuscì addirittura ad ottenere il pareggio di bilancio: e ciò, senza alcuna manovra lacrime e sangue stile Monti, per intenderci.

      Lo snaturamento del ruolo finanziario e monetario dello stato  

    Un colpo mortale allo snaturamento del ruolo della Banca Centrale fu dato nei primi anni Ottanta da Carlo Azeglio Ciampi (governatore di Bankitalia) e da Beniamino Andreatta (ministro del Tesoro). Nel 1981, infatti, fu sancito il diritto della Banca Centrale a non sottoscrivere i Titoli di Stato del debito pubblico: grande primo regalo fatto alla speculazione internazionale. Stranamente in quell’anno – è bene rammentarlo – iniziò a collaborare col governo – come consulente finanziario – un giovane di “belle speranze” chiamato Mario Monti. Ovviamente, per l’Italia, fu l’inizio dell’era del debito pubblico, che ben presto andò  “alle stelle” per la gioia della speculazione internazionale.

      Il Sacco del Britannia  

    L’indipendenza monetaria poi fu duramente minata negli anni Novanta da Romano Prodi (uomo Goldman Sachs, che avviò un piano di privatizzazioni e liberalizzazioni senza precedenti) e da Giuliano Amato, che da presidente del Consiglio, con il celeberrimo decreto “Carli-Amato” del 1992, privatizzò la Banca d’Italia, derubando gli Italiani della propria sovranità nazionale. Essa passò dunque – mediante il trasferimento del 96% delle azioni – nelle mani di banche private come Banca Intesa e Unicredit. Allo stato restò un misero 4% Mediante Inps e Inail. Nel 1992, poi, il Ministro del Tesoro, Guido Carli, abolì il controllo del governo sul tasso di sconto: che rimase prerogativa unica della Banca d’Italia, e quindi della speculazione privata. Oggi prerogativa – ricordiamolo – della privata BCE di Mario Draghi. Il piano segreto concordato sul Real Panfilo della Regina Elisabetta II, chiamato Britannia (che vide tra i protagonisti guardacaso  proprio uomini come Draghi, Amato, Carli, Andreatta, Prodi e Ciampi: uomini di destra e di sinistra tutti insieme appassionatamente) fu attuato in pieno, e oggi quasi terminato  – pare – proprio all’azione del governo dei banchieri di Mario Monti. Un particolare curioso, che poniamo poi alla vostra attenzione, riguarda la recente nomina a capo di Bankitalia di Ignazio Visco: Visco – pochi lo sanno – è un uomo del BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) di Basilea (Istituto di coordinamento di tutte le Banche centrali del mondo) controllato oggi dalla Federal Reserve e dalla Banca d’Inghilterra, che ne posseggono nel complesso il 40% delle azioni. A Capo di Bankitalia, oggi vi è pertanto un uomo espressione di questo ingannevole status quo internazionale.

      Un passaggio fondamentale  

    Fin dalla nascita dlla Banca d’Inghilterra – passaggio fondamentale da comprendere –  la convertibilità in oro di quella cartamoneta fu da subito un fatto formale: essa – è doveroso saperlo – fu sospesa nel 1914, molto prima del dollaro: giunta solo il 15 agosto 1971, qualche anno dopo, cioè, dall’assassinio del Presidente John Kennedy. Ma il culmine degli eccessi fu raggiunto con la Firma degli Accordi di Bretton Woods, nel 1944, che legalizzò l’incontrovertibilità tra oro e banconote circolanti: trasformando gli stati in una sorta di aziende in bancarotta più o meno perenne!

      la nascita del Debito Pubblico permanente  

    Il tumore del debito, quindi, cominciò ad incancrenirsi fin dal 1694: da quando cioè si diffuse la moda di delegare l’emissione del denaro a banchieri privati: i nuovi reggenti, gerarchi, dei popoli. Non fu, dunque, più il ricco signore – o lo Stato – mediante il trasferimento del proprio oro a garantirsi i benefici del signoraggio, ma bensì i banchieri privati: speculatori il cui mestiere non fu (e non è) quello di perseguire gli interessi della Nazione, ma bensì il perseguimento dei propri utili. Da allora l’umanità poté assistere ad un sostanziale e aberrante cambiamento: la trasformazione del debito pubblico da temporaneo (in genere ripagato da governi o creditori dopo guerre o missioni di vario tipo) a permanente. Non bisogna, infatti, mai dimenticare che il debito pubblico nell’Inghilterra di fine Settecento, in meno di un secolo, passò da 13 milioni di sterline all’incredibile cifra di 245 milioni di sterline. Esso non si sarebbe mai più ridotto!

      L’ UE e l’inganno del Trattato di Lisbona: l’Europa degli speculatori  

    In tal ottica l’amara torta in Europa fu confezionata dall’Ue con il Trattato di Lisbona (Art. 123) che addirittura obbligò gli stati ad indebitarsi con le banche private – ed a tassi da usura – per ottenere in cambio denaro atto a mandare avanti la macchina statale: delegittimando una volta per tutte le banche centrali nazionali e la loro autonomia. Ma non è finita! Anche i giudici e gli arbitri del mercato sono stati comprati! Come? Semplice! Delegando – con insane leggi – ad affaristi privati e lobbisti (società di rating) il compito di decidere (attraverso semplici voti) la misura degli interessi passivi che gli stati sotto mira di un “golpe finanziario” devono pagare ai banchieri privati. E di conseguenza il livello iniquo di tassazione che la popolazione di quel disgraziato paese deve sopportare per ripagare gli interessi “illegittimni” ai soliti banchieri privati. Tutto ciò, cari lettori, è davvero pazzesco! Sembra la trama di un film horror, ma non è altro che la dura e cruda realtà.

      La schiavitù dei popoli e la reticenza dei media  

    Ma come porre i suddetti stati in perenne condizione di instabilità e subalternanza economica? Semplice! Nel Vecchio Continente ci ha pensato sempre l’Ue, introducendo l’euro e il suo connesso sistema di regolamentazione interbancaria, il cosiddetto “Sistema Target 2”, del quale abbiamo abbondantemente parlato. Sistema che finisce per premiare l’economia pesante tedesca (posta al centro del sistema) a discapito di quella dei paesi del Sud Europa e dell’Italia. Una mega truffa legalizzata dunque!  Ma c’è di più! L’attuale sistema, in Italia, oltre che su una serie infinita di contraddizioni e paradossi, si basa su un atto illegale, del quale però i giornali e i TG non parlano.

      Italia – La beffa della Legge 262/2005  

     Il 28 dicembre 2005, con la Legge 262 di tutela del Risparmio, articolo 19 c.10, si stabilì che entro il 12 gennaio 2009, tutte le quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti privati (come Banca Intesa, Unicredit ed altre) dovessero essere ri-trasferite a enti statali. Ma nulla di ciò è mai avvenuto: i proprietari di Bankitalia sono ancora oggi banchieri privati, detentori illegittimi della sovranità monetaria degli Italiani. Un altro motivo per ritenere ancor più illegale ed iniquo il debito pubblico che oggi Monti e l’Ue (con la complicità della casta parlamentare) vogliono far pagare in maniera fraudolenta ed immorale a noi cittadini Italiani, e non solo.

      Ecco come “Mammona” si sta impadronendo del mondo  

    Da quanto detto emergono con chiarezza inconfutabile i tratti di un vero e proprio complotto orchestrato da oscuri burattinai e dai loro complici: politici traditori degli stati. Gioco al massacro diretto da una decina di banchieri internazionali che – mediante le loro logge e organizzazioni segrete – tengono sotto scacco i popoli, divenendo sempre più, letteralmente, i padroni del mondo. Acquistando stati o pezzi di essi. E ciò, mediante crisi provocate, privatizzazioni, vendite forzate, mutui inevasi e svendite di patrimoni pubblici nazionali. Ecco perché chi si pone a favore del governo di Mario Monti è, oggi, in mala fede e dovrebbe essere accusato di alto tradimento e attentato alla Costituzione ed alla sovranità nazionale. O almeno, frattanto,  avere il buon gusto di dimettersi e scomparire per sempre dalla scena pubblica. Eclissarsi nella polvere! Un'ultima curiosità: i protagonisti in negativo di questa storia – qualora per qualcuno ciò non fosse ancora chiaro – sono tutti, o quasi tutti, "fratelli".

      Il futuro è nelle nostre mani  

    Quadro, questo, semplice e drammatico nello stesso tempo! Ditelo a tutti! Dite la verità! La rinascita dell’Italia e dell’Europa dei popoli e della giustizia parte dalla piena consapevolezza della "truffa legalizzata” del Debito Pubblico". Smascheriamo insieme – specie a partire dalla prossima campagna elettorale, e sul web – i politici corrotti e falsi: i meschini servi di questi “pseudo-padroni del mondo”. Sarà un buon passo verso un probabile e ancora possibile riscatto! L'importante non è tanto restare vivi, quanto restare umani e liberi!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)  

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  • Eurosistema – in Europa il modello finanziario più perverso? Europei vittime sacrificali? La vera storia delle Banche Centrali

    Eurosistema – in Europa il modello finanziario più perverso? Europei vittime sacrificali? La vera storia delle Banche Centrali

    Mercoledì, Marzo 21th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Bce / Eurogruppo / Banche e finanza / Eurozona / Sebc / Bankitalia / Spread / Rating / Agenzie di rating / Ricapitalizzazioni / Basilea II / Basilea III / Coefficienti di riserva patrimoniale / Modello Fed / Bank of England / Crisi / Speculazione internazionale / Goldman Sachs / Mario Monti / Mario Draghi / Sovranità / Paesi Ue / Francesco Filini / “Rinascita

    Eurosistema –  in Europa il modello finanziario

    più perverso? Europei vittime sacrificali?  

    La vera storia delle Banche Centrali 

    Tutto partì nel 1964, con Bank of England.

    Oggi sistema Bce peggio di Fed!

    Bruxelles, Francoforte – Nel 1964, nel Regno Unito, fu creata la prima Banca Centrale della storia, con la facoltà esclusiva di emettere moneta e controllare il livello di inflazione. Fu la Bank of England. Oggi il sistema si è evoluto: dapprima con la nascita delle Banche Centrali Nazionali in tutti gli stati europei; con la loro progressiva privatizzazione (la sovranità monetaria – un tempo gestita dal Ministero del Tesoro, e di esclusiva e sacrosanta spettanza del popolo – oggi è controllata da banche commerciali: es.: Banca Intasa San Paolo o Unicredit, ecc., in Italia) ed infine con l’istituzione della Bce (Banca Centrale Europea). Modello molto simile alla Fed negli Usa, o alla stessa Bank of England, ma con un potenziale distruttivo in più: i 27 Paesi partner dell’Ue (dal 1° gennaio 2013 saranno 28 con l’ingresso della Croazia) non ricevono direttamente denaro dalla Bce (vedi foto – board-Junker), ma esiste un’assurda quanto dispendiosa procedura di rifinanziamento o “mediazione” tra la Bce e gli stati Ue dell’Eurozona, che passa dalle Banche Centrali Nazionali, che “comprano” letteralmente il denaro (ultimamente 1000 miliardi all’1%) dalla Bce.

      Il discusso Art. 123 del Trattato di Lisbona:   

      la perdita della sovranità monetaria degli stati Ue  e le "aste"  Bce  

    Ciò in virtù a quanto previsto dall'Art. 123 del Trattato di Lisbona, che obbliga – letteralmente – gli stati Ue a rifinanziarsi sul mercato internazionale: ci0è dai privati. In pratica gli stessi stati sono stati accomunati ai semplici clienti privati, rinunciando alla sovranità monetaria. Paradossale! Denaro che dovrebbe essere già di proprietà degli europei! Senza scordare che le banche che partecipano alle aste-Bce (che tra l’altro non sono neppure vere aste – è un nome puramente fittizio e di facciata – in quanto non esiste alcuna competizione all’interno di esse tra gli istituti) lo “acquistano all’1%” e lo rivendono ai cittadini europei a tassi spesso e volentieri altissimi, succhiando letteralmente ricchezza dal nulla. Va inoltre ricordato che, le banche stesse – in aggiunta – incrementano in maniera esponenziale i loro profitti dall’acquisto dei titoli del debito pubblico degli stati, con interessi d’oro che – come noto – dipendono dall’ampiezza del differenziale “spread”: differenziale d’interesse (o maggior quota remunerativa di rischio pagata agli acquirenti al momento del rimborso delle sottoscrizioni) calcolato in punti base tra i bund tedeschi e gli altri titoli del debito pubblico nazionale dell’Eurozona.

      Un modello speculativo  e destabilizzante   

    Ecco che allora le banche ingrassano anche dallo spread (introitando tassi del 5 – 7%) e dalle disgrazie procurate degli stati più deboli: costretti anche all’umiliante “rigore merkeliano”. Vedi i casi di Grecia, Portogalo, Spagna, Irlanda e perfino, oggi, la nostra Italia.  Grazie a questo modello speculativo incentrato su giudizi arbitrari di agenzie private come Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch – tenuto in piedi dalla politica, mediante la libera legittimazione al pazzesco e destabilizzante “gioco al massacro” del rating sugli stati sovrani” – le banche, e gli istituti speculativi, non conoscono in effetti freni. Se aggiungiamo i vincoli di “ricapitalizzazione” imposti dall’Eba e da Basilea II e III, per “salvaguardare le povere banche” da rischi di default, la frittata è completa. Ma a mangiarla non saremo noi! E gli ex-uomini della Goldman Sachs, Mario Monti e Mario Draghi (unico presidente europeo a guida della banca d’affari più potente del mondo) ne sanno qualcosa. Avevate dubbi?

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Rehn, la “Natura giuridica dell’euro” e il signoraggio

    Rehn, la “Natura giuridica dell’euro” e il signoraggio

    Mercoledì, Marzo 21th / 2012 

    – di Sergio Basile –

    Parlamento europeo / Interrogazione / Commissione Ue / Commissione Affari Economici e Monetari / Banche e finanza / Bce / Eurosistema /Sebc / Bankitalia / Modello Fed / Crisi / Sacre Scritture / Mammona / Vangelo / Speculazione internazionale /       Goldman Sachs / Rehn  Sovranità / Paesi Ue / Filini / “Rinascita” / Borghezio / Scurria / Auriti / Diritto di proprietà / Euro-truffa / Dittatura / Università di Teramo / Bank of England

     Rehn, la “Natura giuridica dell’euro” e il

    signoraggio: quando la moneta appartiene

    alle banche

    “Signoraggio bancario”: crisi dell’Eurosistema

    della democrazia europea 

    Le interrogazioni alla Commissione Ue dei deputati Scurria

    e Borghezio, lo spunto di Filini e la denuncia del professor

    Auriti. Il Commissario Rehn non convince nessuno

    Bruxelles, Francoforte – La moneta, fin dai tempi più antichi è stato uno strumento di regolazione del mercato, ma ha avuto sempre una particolarità: il fatto di essere biunivocamente legata a doppio filo con un popolo ed un territorio di riferimento. In tal modo il popolo che la utilizzava ne aveva pieno controllo e si serviva di essa. Oggi, in questa società europea moderna che scimmiotta progresso, e sprizza “regole e rigore” da tutti i pori, la situazione – malgrado il trascorrere dei secoli – si è completamente invertita: è il popolo a servire il dio-danaro. Una nuova divinità pagana servita da un esercito obbediente e cieco d’illuminati tecnocrati. Divinità che nella Sacra Bibbia e nei Vangeli viene identificata come l’alter ego di “Mammona”: l’antagonista per eccellenza di Gesù e del Suo messaggio salvifico, incentrato sulla solidarietà e sull’amore all’uomo, nel pieno rispetto della Sua dignità e delle sue esigenze, materiali e spirituali. Allora, alla luce di questa imprescindibile premessa, ci si accorge quanta superficialità i media nazionali ripongano nell’argomento “natura e fini dell’euro” e quanto sia necessario saperne di più per tirare le giuste conclusioni sull’evolversi dell’attuale crisi che attanaglia ed umilia l’Europa: almeno i ceti meno abbienti, quelli cioè “non siglati dal marchio di Mammona”. In tal senso molto interessante ci è apparso l’articolo di Francesco Filini apparso oggi sul quotidiano “Rinascita” che fa il punto sul risultato dell’interrogazione parlamentare posta alla Commissione europea dall’eurodeputato Marco Scurria – interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000302/2012 – circa la natura giuridica dell’euro, seguita – in ordine temporale – all’altra interrogazione presentata dal leghista Mario Borghezio il 16 giugno del 2011. L’esponente del carroccio, in particolare chiedeva alla Commissione Ue “come fosse possibile che l’euro nella fase di emissione appartenesse al “Sebc” o “Eurosistema” (formato da Bce più Banche Centrali Nazionali) mentre nella successiva e conseguente fase di circolazione – quasi come per magia – intervenisse una strana metamorfosi della natura giuridica delle stesse banconote”. Cioè come fosse possibile che esse (le banconote o monete in euro) finissero, poi, stranamente con l’appartenere “al titolare del conto corrente bancario di addebito”. Ora, come noto, le Banche Centrali dei paesi Ue come Bankitalia e Bundesbank, rispettivamente per Italia e Germania, sono oggi istituti di fatto nelle mani di banche ed istituti privati. In Italia, è bene ricordarlo, ciò avvenne il 30 luglio del 1990, con la “discussa quanto silenziosa” e deleteria Legge Carli-Amato. Tali bancheè qui il punto stampano moneta e (come nota altresì Filini – si appropriano sia del loro valore nominale (es.: 100) che del loro valore intrinseco (es.: valore di conio di 0,20). Lo scorso 12 marzo il Commissario agli Affari Monetari, Olli Rehn giustificava questo status-quo sostenendo che dopo l’emissione del Sebc (o meglio la “creazione telematica o elettronica dei valori nominali” e quindi – da notare – a costo zero, ma controllata ed autorizzata dalla Bce) l’emissione è disciplinata dalla “legislazione nazionale vigente al momento del trasferimento al nuovo proprietario del frutto dell’emissione (cioè degli euro)”. In tal modo, dunque, gli utilizzatori della moneta acconsentono inconsapevolmente di indebitarsi, attraverso il fenomeno del “signoraggio bancario”, accettando la proprietà del valore nominale della moneta. Ma in effetti – sottolinea Filini – “nulla giustifica l’indebitamento dei cittadini europei a vantaggio dell’Eurosistema”. Allora – come ben spiega il professor Giacinto Auriti – come possono prestare qualcosa (il danaro) con profitto (a debito) se non hanno la personale proprietà della cosa in questione? In effetti si tratterebbe di un vero e proprio abuso del diritto di proprietà, per non dire una vera e propria “euro-truffa”! Ciò – ci ricorda “Rinascita” di oggi – ha portato lo stesso professore dell’Unversità di Teramo a denunciare Bankitalia per “truffa, associazione a delinquere, usura, falso in bilancio e istigazione al suicidio”: una grave sorta di appropriazione indebita della proprietà della moneta che dovrebbe appartenere al popolo e solo al popolo. Infine – nell’interessantissimo rapporto – Filini ci rammenta la data di origine del male che ha progressivamente incancrenito il mondo facendolo prostrare forzatamente al “dio-danaro”: 1964. Data della costituzione della Bank of England, la prima Banca Centrale della storia.  

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)