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  • Strasburgo: Bocciato tra i “fischi” il Regolamento Antisciopero di Barroso & Co

    Strasburgo: Bocciato tra i “fischi” il Regolamento Antisciopero di Barroso & Co

    Sabato, Settembre 15th/ 2012

    – Sergio Basile –

     Parlamento europeo / Commissione europea / Strasburgo / Plenaria / Andor / Barroso / Sciopero / Diritto allo sciopero /  Limitazione del diritto allo sciopero / Parlamenti Nazionali / Italia / Mario Monti / Casta italiana / Articolo 18 / Statuto dei Lavoratori 

    Strasburgo: Bocciato tra i "fischi" il Regolamento

    antisciopero di Barroso & Co 

    Ennesima figuraccia per il grande suggeritore del

    provvedimento: il "solito" professor Mario Monti

    Parlamenti europei mobilitati in difesa del "Diritto allo Sciopero":

    calma piatta al Parlamento Italiano e tra la casta italica!

    Strasburgo – Dopo le infelici dichiarazini giunte in primavera scorsa dalla Commissione europea, per bocca di un paio di sprovveduti e faciloni commissari, secondo i quali il diritto di sciopero era ormai un "diritto del passato", una "parziale" (visti i tempi che corrono) buona notizia nelle ultime ore ci viene da Strasburgo, dove  l’Europarlamento in seduta plenaria ha infatti rigettato la direttiva per limitare il diritto di sciopero dei lavoratori. A presentare la liberticida proposta era stata – secondo l'iter tradizionale – la Commissione europea di Manuel Barroso, sulla base – udite udite – di un regolamento presentato dal paladino del neoliberismo e delle banche, professor  Mario Monti. Un Monti, dunque, che dopo la figuraccia fatta – sempre nelle scorse ore – sull'articolo 18 e sullo Statuto dei Lavoratori (vedi articolo in allegato) in "casa propria", in Italia, non si smentisce e fa parlare di sé – in negativo – anche nell'amata "Europa": e proprio in casa dei suoi amici "europeisti"!

     Indovinate di chi era il regolamento antisciopero? 

    Il regolamento antisciopero fu "ideato" – come molti ignorano – dal carissimo professore nel 2010, quando questa sorta di "malcelato" colpo di stato ai danni della democrazia italiana non era stato ancora perpetrato. All'epoca a Bruxelles fu un disastro generale: nessun leaders volle sentir parlare di una tale blasfemia sociale! Ma ora evidentemente, forti nell'influenza perversa che il professore ha saputo attrarre a sé su una parte cospicua di tecnocrati e – grazie ai media compiacenti – sull'opinione pubblica di mezz'Europa, i cari amici della Commissione c'hanno riprovato, convinti di calare un poker d'assi servito ed imbattibile! Ma così fortunatamente non è stato! certo, dopo Fiscal Compact e MES (il totalitaristico e dittatoriale MES) votare anche quasta più palese ed evidente blasfemia sarebbe stato davvero troppo, anche per i colletti bianchi di Strasburgo!

     Un fiasco clamoroso! 

    Quindi, malgrado il silenzio di TV e giornali, la Commissione è stata costretta – suo malgrado – a ritirare l'iniqua proposta, sotto i fischi ideali e reali dei Parlamenti di ben 12 Stati membri Ue. Il testo della legge – delineato e riadattato per l'occasione da Barroso & Co, proprio sulla base del discusso "documento Monti", è stato intitolato – sentite un po! –  “Consigli di regolamentazione dell’esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel contesto della libertà d’impresa e della garanzia dei servizi”. Ovvero, in pratica, ci pare di capire – e già di primo acchito – "come subordinare i diritti dei lavoratori ai diktat dei mercati". Ma a memoria d'uomo, avete mai sentito parlare di uno sciopero che  vada a favore degli interessi dell’impresa contro cui lo sciopero stesso è rivolto? Roba da matti questi tecnocrati!

     La sconfitta morale di Monti e dei tecnocrati 

    Laszlo Andor, Commissario europeo all’Occupazione, gli Affari sociali e l’Integrazione,  da parte sua ha ammesso la sconfitta subita davanti ai deputati del Parlamento europeo e raccolto i cocci di un ennesimo mostro di fango e argilla andato in frantumi. Alla resa delle armi della Commissione, da Strasburgo è seguita una fitta pioggia di segnalazioni ufficiali ai ministri dei parlamenti e dei governi nazionali, affinché possano contribuire vivamente a ritirare dalla circolazione – ed una volta per tutte – tale impresentabile e liberticida progetto.

     La mobilitazione dei Parlamenti europei e l'indifferenza della casta italica 

    La controffensiva delle parti sociali non è tardata ad arrivare: da più parti, sia Barroso che Andor sono stati caldamente invitati ad un formale e definitivo riconoscimento del diritto sacro-santo di sciopero. Come d'altronde non è tardata ad arrivare – come un fulmine a ciel sereno – la veemente protesta dei Parlamenti mezz'Europa: dalla Francia al Regno Unito; dal Belgio all'Olanda; dalla Danimarca, alla Finlandia ed alla Svezia;  dalla Lettonia, al Lussemburgo ed alla Polonia;  dal Portogallo a Malta. Persino la piccola Malta si è mossa con rapidità ed estremo ardore! Tra i grandi assenti (dormienti) ovviamente, guarda caso, il Parlamento Italiano. L'ennesima vergona di una fedelissima e vergognosa casta-montiana da mandare a casa al più presto! E nell'interesse generale!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

    Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

    Venerdì, Settembre 14th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Roma / Governo / Articolo 18 / Statuto dei Lavoratori / Decreto Legge 138 del 2011 / Referendum / Occupazione / Disoccupazione / Sinistra Italiana / Università Roma 3 / Cassazione / Sinistra Ecologica e Libertà / Italia dei Valori / Verdi / Rifondazione Comunista / Fiom / Cgil / Partito Comunisti Italiani / Popolo della Libertà / Antonio Di Pietro / Nicky Vendola / Paolo Ferrero / Elsa Fornero / Massimo D’alema / Sergio Cofferati / Mario Monti 

    Il paradosso del professore: “lo Statuto

    dei Lavoratori ha frenato l’occupazione

    Polemiche e grandi polveroni politici si sollevano

    contro il Governo "tecnico"

    Intanto l’Italia si prepara al Referendum

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Occupazione, crescita e lavoro: un tris che l’Italia non conosce e che, continuando sulla scia  recessiva tracciata dal governo Monti, ovviamente, non metterà mai a segno. Nuove polemiche infiammano la “politica–dittatura” italiana e ad alimentare le fiamme ed il malcontento nazionale e popolare ci pensa proprio lui, il professore, che nelle scorse ore ha messo in discussione l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, al quale ha attribuito, per determinate disposizioni,  la responsabilità di una insufficiente creazione di posti di lavoro, pur riconoscendone – oseremmo dire quasi sarcasticamente – il nobile intento di tutela dei più deboli. Lo stesso statuto, tra l'altro, addirittura osannato nei giorni scorsi a Bruxelles, nell'ambito di un convegno di "europeisti" sul tema lavoro e occupazione, dal paradossale titolo "Jobs for Europe". Paradossale a dir poco, visto che in Europa oggi – per colpa della crisi indotta e dei golpe dei governi tecnici dei banchieri – vi sono milioni di disperati, divisi accuratamente in circa 166 milioni di poveri e 55 milioni, circa, di disoccupati!

     Monti – Un Autogol clamoroso al novantesimo! 

    Ma tornando all'ennesima gaffe montiana, la notizia del giorno è che il "Presidente del Consiglio" si è lasciato andare a queste  dichiarazioni fuori luogo – e alquanto ambigue – in occasione del Congresso annuale della Società italiana di Scienza Politica, tenuto nella capitale presso l’Università Roma 3, creando immediato scompiglio tra i rappresentanti delle varie parti politiche. Caduta di stile quella del Professore liberista, il quale è scivolato sulla buccia di banana da lui stesso posta sul largo viale di Palazzo Chigi. Ed ecco, dunque, che giunge – per contro – come una sorta di dirompente ed inaspettato boomerang la notizia secondo la quale un gruppo di politici (alcuni dei quali fino ad un momento prima intenti a sorregere ossequiosamente la valigetta allo stesso Monti: vedi il Sel di Vendola) hanno avanzato la proposta di un referendum per l’abolizione delle modifiche apportate dal Ministro dell'ammazza-welfare, Elsa Fornero, all’articolo 18 del tanto discusso Statuto dei Lavoratori;  e per l’abrogazione dell’articolo 8 del decreto legge 138 del 2011. Tali politici ed esponenti di varie parti sociali, in particolare, hanno provveduto a depositare questi due quesiti referendari in Cassazione: quesiti, per i quali le relative firme legittimative saranno raccolte a partire dal prossimo 12 ottobre. L’iniziativa è partita, principalmente da "Sinistra Ecologia e Libertà di Nicky Vendola – e con tempismo alquanto anomalo, vista la prospettiva di sodalizio politico paventata tra lo stesso Vendola ed il fedelissimo di Monti, Pierluigi Bersani – e dall’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, ai quali si sono uniti anche Rifondazione Comunista, i Verdi, la Fiom (Federazione Impiegati Operai Metallurgici–Cgil) ed il Partito dei Comusti italiani.

     Tutti fischiano, anche la "Curva dei propri ultras" 

    Insomma, una sinistra colpita al cuore dalle esternazioni di Mario Monti, e che non ha risparmiato frecciatine al "caro" professore: “Quello che dice il premier non mi stupisce – ha affermato il Segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero –  Del resto si tratta del governo più antioperaio della storia”. Anche il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha commentato le dichiarazioni ribadendo che “sarebbe un semplice errore se a criticare l’esistenza dello Statuto fossero due persone ubriache in un bar di periferia. Ed è un dolo, una malvagità gravissima fatta dai cosiddetti professori”. Le critiche nei confronti del premier hanno trovato spazio addirittura – udite udite – nel Partito Democratico, attraverso la voce di Massimo D’Alema il quale, oltre a ritenere la frase di Monti “palesemente sbagliata”, ha ricordato che la riforma è stata fatta proprio dal Presidente del Consiglio ed ha sottolineato, pertanto (cercando, a quanto pare, di buttare acqua sul fuoco) l’inutilità della polemica. Quasi a voler subito "scusare" il professore.

     Palazzo Chigi tenta, invano, il salvataggio in calcio d'angolo 

    L’eurodeputato del PD, Sergio Cofferati, ha definito “tristi le parole di Monti perché prova di un vuoto di proposte” . Solo il PDL di Angelino Alfano (il confusionario PDL) si è dimostrato tendenzialmente d’accordo con il "premier" ma, ormai, la frittata è fatta: ormai è stato sollevato un polverone politico non indifferente e di portata ancora non del tutto decifrabile. Ciò nonostante il tentativo di salvataggio in extremis di Palazzo Chigi, che nelle scorse ore ha provveduto – in calcio d'angolo – ad informare con un perentorio quanto insufficiente comunicato stampa del fatto che "in realtà le parole di Monti non avevano come obiettivo quello di scatenare la polemica e non si riferivano all’attualità politica". Ma come disse il "collega" Cesare, "il dado è tratto"!   Ma d'altronde era inevitabile: quello del professore è da mesi un politichese insopportabile e contraddittorio, che prima o poi avrebbe finito per implodere su se stesso. E' una questione di matematica! Una cosa è ormai palese: malgrado il tentativo dei media di regime di dipingere realtà politiche ed economiche idilliache (quanto, in effetti, illusorie e distanti dal vero) l’antipopolarità di questo governo tecnico, figlio di una sorta di colpo di stato (supportato da una semplice letterina della BCE e dai giudizi infondati e completamente sballati delle agenzie di rating)  è giunta a livelli inimmaginabili e clamorosi. Di buono, per ora, c'è soltanto il fatto che qualcuno finalmente sembra essersi levato le grosse fette di prosciutto che gli coprivano gli occhi ed ostruivano la vista, comprendendo forse che in un Paese cosiddetto "Democratico", la distruzione e l'immolazione dello stato sociale – e dei diritti sacrosanti dei lavoratori – sull'altare pagano dei mercati non è proprio quello che si dice un qualcosa di "normale, accettabile e civile".

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

    Lunedì, Agosto 13th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / […]

    Macelleria Sociale – Tregua per i minatori del Sulcis, solidarietà dai colleghi spagnoli

    Macelleria Sociale – Tregua per i minatori del Sulcis, solidarietà dai colleghi spagnoli

    Giovedì, Settembre 6th/  2012  – di Federica Santoro –  Italia / Portovesme / Regione Sardegna / Centrale di Portovesme / Cappellacci / Carbone pulito / Corrado Passera / Governo Monti / Enel / Marcia Negra / Madrid  Tregua dei minatori del Sulcis dopo una settimana di occupazione Diario della Crisi. Portovesme, al via il progetto "Carbone […]

    Continua l’abbuffata della casta politica italiana: 185 milioni per le regionali 2010 – La riflessione di Bregantini

    Continua l’abbuffata della casta politica italiana: 185 milioni per le regionali 2010 – La riflessione di Bregantini

    Venerdì, Agosto 31th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –  Italia / Partiti politici / Corte dei conti / Furto di 185 milioni / Regionali 2010 / Rimborsi / Partiti nazionali / popolo delle libertà / Agazio Loiero / Partito Democratico / Lega Nord / Io amo la Lucania / La Puglia prima di tutto […]

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

    Domenica, Luglio 5th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / […]

    Si alla Spending Review: Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

    Si alla Spending Review:  Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

    Martedì, Luglio 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Eurozona / Voto anticipato / Riforma elettorale / Approvazione Spending Review / Europa / Usa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Timothy Geithner / Mario monti / Vertici / Spagna / Francia / Germania / Rajoy / Holande / Merkel / Obama […]

    Dittatura Italia: Benvenuti nello stato liberista di “benessere socialista”

    Dittatura Italia: Benvenuti nello stato liberista di “benessere socialista”

    Giovedì, Luglio 19th/  2012 – di Silvia Laporta – Crisi economica / Bce / Mario Draghi / agenzie di rating / Disoccupazione / crisi del settore della costruzioni / Mario Ciaccia / Ministro delle Infrastrutture / Banca d'Italia / Usa / Cassa Integrazione / debito illegale / Fillea / Filca / Feneal / Patto di Stabilità  / […]

    Mezzogiorno: se continua così dopo l’Estate “si andrà tutti in Grecia”

    Mezzogiorno: se continua così dopo l’Estate “si andrà tutti in Grecia”

    Venerdì, Luglio 13th/ 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Ue / Mezzogiorno / Europarlamento / Commissione parlamentare per lo sviluppo regionale / Consiglio Ue / Proposta co-finanziamento / Politica di coesione / 2014 – 2020 / Regioni meridionali / Abruzzo / Molise / Basilicata / Sardegna / Regioni in transizione / Media europea […]

    Fiction-Italia – Il ritorno dei “Morti Viventi”

    Fiction-Italia – Il ritorno dei “Morti Viventi”

    Lunedì, Luglio 23th/ 2012 – L'Editoriale, di Vincenzo Folino –  Ue / Eurozona / Agenzie di rating / reazioni della Politica / Commissione europea / Pierluigi Bersani / Mummie / Ibernati / Declassamenti impropri / Bacon / Conoscenza è potere / Silvio Berlusconi  / Morti viventi  Fiction-Italia – Il ritorno dei "Morti Viventi" Trailer ufficiale […]

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

    E’ Morto il Lavoro – L’Italia è una Repubblica fondata sull’Emarginazione

    E’ Morto il Lavoro – L’Italia è una Repubblica fondata sull’Emarginazione

    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Consiglio Europeo / Parlamento italiano /Italia / Roma / Bruxelles / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Diritti / Libertà / Welfare / Occupazione / Disoccupazione / Licenziamenti /Camera / Senato / Immigrazione / Emigrazione / Popolazione […]

    Il portale di Barca sbarca sul Web: Open-Coesione è Online

    Il portale di Barca sbarca sul Web: Open-Coesione è Online

    Giovedì, Luglio 18th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Italia / Open Coesione / Banca dati / Open date / Ministero per la Coesione territoriale / Fabrizio Barca / Governo Monti / Notte Piccante / Catanzaro  Barca sbarca sul web: "Open-Coesione" è online: ma la vera "Coesione" passa per il Welfare State Finora pochi progetti a […]

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

    Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

    Martedì, Luglio 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare  […]

    Monti: “Non resterò dopo il 2013″

    Monti: “Non resterò dopo il 2013″

    Mercoledì, Luglio 11th/  2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti   Monti : "Non resterò dopo il 2013" Le perle di saggezza del professore […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

    Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

    Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

    Mercoledì, Agosto 8th/ 2012 – L'editoriale di Sergio Basile –    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital […]

    Ue: Radio Marte e il vertice degli alieni

    Ue: Radio Marte e il vertice degli alieni

    Mercoledì, Maggio 9th / 2012 – di Sergio Basile e Federica Aloisio – Consiglio Ue / Vertice straordinario / Bruxelles / Herman Van Rompuy / Martin Schulz / Manuel Barroso / Commissione europea / Parlamento europeo / Paesi Ue / Francoise Holland / Francia / Angela Merkel / Germania / Nicolas Sarkozy / Fiscal compact […]

    Un piano Marshall per l’Europa

    Un piano Marshall per l’Europa

    Venerdì, Maggio 4th / 2012 – di Franco De Domenico – Europa / Italia / Crisi / Piano Marshall / Keynes / Fondi statali / Disoccupazione giovanile    Il Titanic – Europa vuole un salvagente Un piano Marshall, ma i fondi mancano Bruxelles – I piani ci sono, sono pronte le strategie, come si diceva […]

     

  • RAI Fiction Presenta – Monti-Merkel in “Vacanze Romane”

    RAI Fiction Presenta – Monti-Merkel in “Vacanze Romane”

    Giovedì,  Luglio 5th/ 2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile –

    Italia / Mini-Vertice Ue / Roma / Vacanze Romane / Mario Monti / Angela Merkel / Palazzo Madama / Vertice di Bruxelles / Unione Euoropea / Europei di calcio 2012 / Efsf /  Fondo Monetario / Fondo Salva Stati / Mes / Diritto del Lavoro / Palazzo Chigi / Banche Bce / Art. 18 / Grecia / Spagna / Winston Churchill / anti-spread / debito pubblico / crisi economica / Regia Draghi-Napolitano / Una produzione Bilderberg Club e Trilateral Commission 

     

    RAI Fiction Presenta: "Vacanze Romane"

    Monti-Merkel: l'intesa ritrovata

    Lo scudo anti-spread?  Rimandata ogni

    discussione al 9 Luglio

    Roma – Nel frattempo il premier e la cancelliera

     si abbandonano ad effusioni e dolci convenevoli

     

    Vacanze Romane – Il Film – Bildergerb Club & Trilateral Commission Production – Regia Barroso-Van Rompuy – Aiuto Regia Draghi-Napolitano – Macchinisti Berlusconi, Alfano, Bersani e Casini

    Roma – L’ultima volta che si erano visti – parliamo della fatidica coppia Monti-Merkel – non era stato proprio un incontro pacifico, almeno all'apparenza (poi nei fatti si sa!). Monti, appariva il grande vincitore della Germania: prima la sconfitta calcistica degli Europei, dopo di che il “successo” (una parola – come visto – eufemistica, per non dire sarcastica) al vertice di Bruxelles. Infatti, con la minaccia di un veto, il professore era riuscito a far passare la sua proposta dell’intervento dell’Efsf (Fondo Salva Stati), per acquistare Btp e Bonos senza mettersi il Fondo Monetario “in casa”. Ma non temete! Rai Fiction insegna: al summit i redivivi piccioncini Mario Monti e Angela Merkel sembrano andare d’amore e d’accordo a Villa Madama. Decisi a mettere da parte le ruggini del passato, si scambiano convenevoli e abbracci, affermando che le loro politiche congiunte , che oggi fanno piangere i cittadini europei, un giorno saranno la salvezza dei loro figli. Il problema è che saranno la salvezza solo dei loro figli. In senso stretto. Ma qualche sparuto gruppetto di Italiani sembra ancora credere alla balla (grossolana bugia) della crescita. Ma può un Italiano rimanere in mutande a vita e parlare di crescita? L'unica cosa a crescere saranno evidentemente i pidocchi! 

     Una cosa di cui andar fieri! 

    Ma il bello deve venire. Infatti pare che nelle ultime ore l'ipocrita duo, guardando al passato, si sarebbe autoincensato (e non, badate bene, "autocensurato") per il "grande, grandissimo lavoro" svolto. Allora ecco che come due fidanzatini al primo appuntamento sotto il magico cielo romano – una cornice da "Vacanze Romane" da far impallidire perfino una coppia affiatata come Audrey Hepburn e Gregory Peck dei tempi migliori – spuntano qua e là cuoricini e fiori. La Merkell fa i complimenti al suo caro Monti (e addirittura alla Fornero, in veste – per l'occasione – di "Grande Suocera" o "Comparsa d'Eccezione": cioè a colei che sarà ricordata dai posteri come il killer del welfare in Italia) per la riforma sul lavoro: “ La vostra legge – ha dichiarato nelle scorse ore – ha le caratteristiche tipiche di un modello che può produrre effetti positivi, sono le cose che dovevate fare e che noi stessi abbiamo fatto nel 2005”.  Peccato che questa riforma va contro i principi costituzionali su cui è fondata la nostra Repubblica. La nostra Repubblica delle Banane, ormai! D’altronde la Fornero l’aveva già detto: “ Il lavoro non è un diritto”! Forse dimenticandosi che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro!

     Un Grande film, una Grande Regia  

    Aumentano i licenziamenti (ora anche quelli degli statali), la disoccupazione. e ciò mentre spariscono le tutele, si moltiplicano le tasse e le ritenute d’acconto. Ma poco male! Questa secondo la Merkel è una cosa di cui andare fieri.  Quando sono diventata cancelliera – aggiunge – la Germania aveva 5 milioni di disoccupati. Abbiamo aumentato l’età di pensionamento a 67 anni e cancellato la possibilità di andare in pre-pensionamento. La gente ancora non ha capito (e vorrei vedere!) ma siamo fermamente convinti che sia stata la cosa migliore per i nostri figli”, aggiunge la Merkel, cogliendo l’approvazione ed il compiacimento dei suoi interlocutori. Certo è facile parlare per loro! Che prendono in un mese, ciò che un precario lavorando otto ore guadagna in un anno! Per loro si tratta solo di recitare un copione sconclusionato scritto evidentemente nel segreto dei saloni del Bilderberg Club (confronta i programmi e ci darai ragione) o negli oscuri meandri della Commissione Trilaterale. Come regia non c'è male! Peccato che non sia un film, ma l'amara, truce e terribile realtà.

       Due Cuori e un Bilderberg Club   

    Un vertice molto disteso, insomma, ma con la reciproca consapevolezza che il match Monti-Merkel (falso match, perchè i fidanzatini flirtano alla grande sotto il cielo della magica Roma)  è solo rimandato al prossimo 9 Luglio, quando, approfondite a dovere le questioni a proposito dello scudo anti-spread, si parlerà "seriamente" sul da farsi. In ogni caso c’è la volontà di lavorare in comunione per far crescere l’Europa. Si quella delle banche e dei "Nuovi Schiavi"! Le politiche che tanto vanno millantando, infatti, sono esattamente quelle che ci hanno ridotto in queste condizioni; quelle che hanno provocato il collasso di Grecia e Spagna. L’austerity che rischia di ucciderci e che sta già uccidendo nel silenzio dei media.

       Mario Bilderberg e i Fedeli Cortigiani   

    Ma i cortigiani di Mario Bilderberg – i prodi Alfano, Bersani, Casini ed ora anche il Cavaliere in persona e trucco: evidentemente timoroso di perdere poltrone da un'alleanza Udc-Pd – sembrano non accorgersi di nulla: annidati come colombacci romani nei nidi dorati delle rispettive segreterie politiche e dei loro sfarzosi palazzi, confortati da media molto professionali ed imparziali. Media che, evidentemente, avrebbero fatto apparire come un santo o un agnello mansueto anche Attila in persona, il Re degli Unni. Almeno se il barbaro avesse potuto vantare una ventina di presenze alla corte segreta del Bilderberg Club e della Trilateral Commission. Ma dai libri di storia ciò non risulta!

       Spread, Lavoro e Parti sociali  

       Le ultime caz.. castronerie di Mario Monti  

    "Grazie alle azioni già intraprese – riferisce Monti in conferenza stampa – l’Italia, non chiederà per ora di attivare il Salva-Spread, seppur il progetto non sarà mai accantonato. E’ ferma convinzione di Palazzo Chigi,  che sia nell’interesse dell'Eurozona dar vita a un qualcosa per evitare che livelli molto alti del tasso d’interesse scoraggino i singoli paesi dal perseguire in modo assoluto le politiche di riforma intraprese". Quindi – interpretando con poca fantasia il Monti's pensiero ci dobbiamo tenere – in un modo o nell'altro – ancora per un pò il nostro bel debito sovrano, che si moltiplica in maniera esponenziale tra l'indifferenza generale – e sulle spalle degli "schiavi" Italiani – di ora in ora. Standard & Poor's, Fitch Ratings e Moody's ringraziano! Castroneria dopo castroneria, a un certo punto il premier tocca quasi il fondo. Parlando delle strettissime politiche sulle pensioni e il mercato del lavoro. Monti afferma che “ Le nuove regole sul lavoro sono state svilite dalle parti sociali in quanto animati da una parte, dal desiderio di stravincere, dall’altra dal conservatorismo in contrapposizione a un passato che invece lascia tutti soddisfatti anche perché il conto veniva pagato poi dal bilancio pubblico.” Aggiunge poi, che riducendo la spesa pubblica improduttiva, non si riducono le possibilità di lavoro per i giovani.  Ma il vero problema è che Monti ha litigato con la "Speranza", e lo ha fatto già da sei mesi a questa parte. E la speranza che ha fatto? E' espatriata, pare addirittura in Africa!

       Monti Mario – Attore affetto da Arteriosclerosi?  

    Seppur il suo strano politichese non sia di facile interpretazione, non siamo tutti una massa di pecore asservite, grazie a Dio! Le nuove regole del lavoro non sono state svilite dalle parti sociali, nell’interesse di stra-vincere; ma sono state criticate – oltre che da uno sparuto gruppetto di esponenti onesti e di buon senso sia di destra che di sinistra – in primis da quei sindacati che vogliono difendere i diritti dei cittadini. Almeno quelli non ancora vendutisi totalmente al nemico ed alla causa liberista. Stiamo parlando di anni di dure lotte vanificati in un bieco provvedimento ammazza-lavoro, cui i cittadini devono sottostare senza né aver eletto il governo tecnico, né aver avuto “voce in capitolo”. Poi il fatto che  le abitudini del passato pesavano il conto sul bilancio pubblico, è un’ipocrisia bella e buona. Il bilancio pubblico sono i soldi di noi cittadini. Al momento, questi soldi, sembra che siano utilizzati per altri scopi. Come quello di rifinanziare le banche, le guerre, di aderire ai trattati liberticidi come il Mes e via dicendo. Per non parlare dei miliardi di euro che piovono ogni anno dal cielo del gioco, del lotto e roba varia. Che fine fanno? Forse sono meglio "gli sprechi" della spesa pubblica, che gli investimenti sulle speculazioni bancarie e sulla crisi dei paesi più poveri! Ma d'altronde Super-Mario Monti non ha voce in capitolo, essendo stato – come visto – consulente finanziario di numerosi governi italiani succedutisi in questi anni. Fu lui a diffondere su larga scala l'idea dei titoli sul debito pubblico. E di conseguenza a contribuire in maniera sostanziale a far scoppiare il debito , grazie soprattutto al meccanismo speculativo bancario avallato dalla privatizzazione delle banche centrali e dai trattati comunitari. Ma evidentemente Mario ha la memoria corta. Potrebbe trattarsi di arteriosclerosi? Mah, Chissà! Ad una certa età è possibile!

      Churchill aveva ragione!  

    E si permettono anche di parlare di Markt Wirshaft, l’economia sociale di mercato a cui i due dovrebbero ispirarsi! Peccato che questa “economia sociale” si traduce solo nell’intento dichiarato di continuare ad "irregimentare" la disciplina fiscale, il contenimento di bilancio e le riforme strutturali in una fasulla prospettiva di “crescita”. E noi rispondiamo con una citazione:  “Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico” (Winston Churchill). Peccato che però il vecchio Winston non vedrà mai la Fiction Rai del remake di "Vacanze Romane". Ci sarebbe stato per lui tanto da ridere: evidentemente sulle ali di un freddo umorismo britannico in stile neo-liberal.

    Silvia Laporta, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • E’ Morto il Lavoro – L’Italia è una Repubblica fondata sull’Emarginazione

    E’ Morto il Lavoro – L’Italia è una Repubblica fondata sull’Emarginazione

    Giovedì, Giugno 28th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Consiglio Europeo / Parlamento italiano /Italia / Roma / Bruxelles / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Diritti / Libertà / Welfare / Occupazione / Disoccupazione / Licenziamenti /Camera / Senato / Immigrazione / Emigrazione / Popolazione / Mario Monti / Elsa Fornero / Serena Sorrentino/

    Il lavoro? "Non è un Diritto!" – la solita Fornero

    non si smentisce mai

    La riforma del Lavoro si trasforma in legge con 393

    voti favorevoli alla Camera: licenziamenti più facili e

    aumento della disoccupazione.

    A spasso a 50 anni: così inizia la Crescita di Monti

    E' La Morte del Lavoro e la vittoria della società

    dei banchieri e delle consorterie occulte mondialiste

    Italia – E’ Morto il Lavoro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      L'Italia è una Società fondata sul licenziamento  

     Roma–  “Il lavoro non è un diritto!” : questa la clamorosa dichiarazione rilasciata “dall’illustre” Ministro del Welfare (o meglio dell'Ammazza Welfare) Elsa Fornero, che alla vigilia della riunione del Consiglio Europeo, prevista per oggi, si è resa indiscussa protagonista di una gaffe da Oscar che, in un attimo, ha cancellato metaforicamente un passato di conquiste sudate e di dure lotte per il riconoscimento dei diritti e delle libertà. Così, la riforma del lavoro si trasforma in legge: dopo aver ottenuto per quattro volte la fiducia al Senato, anche la Camera si è pronunciata a favore del Ddl firmato “Elsa Fornero” con 393 voti favorevoli, 74 contrari e 46 astenuti. Scendono in piazza a protestare, seppur debolmente, i sindacati, con in testa Fiom e Cgil, per una riforma, ormai legge, che fa storcere il naso e salire la pressione ai lavoratori italiani. Il Governo, però,  si ritiene soddisfatto di poter depositare, oggi stesso,  sul tavolo del Consiglio Europeo la nuova legge che, in altri termini, riconosce la “libertà di licenziare” e fa tremare la nostra Costituzione.

      Golpisti e liberisti hanno Stracciato la Costituzione  

    Eppure l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro o, per meglio dire, lo era. Probabilmente, non lo è più e a distruggere un diritto ci ha pensato la stessa politica: quella dei potenti, quella di coloro che dettano leggi autoritarie in un sistema a-democratico. I sindacati (quel che ne è rimasto, s'intende) dicono, però, di non rassegnarsi  e continuano a portare avanti la propria battaglia. “Il disegno di legge va cambiato – ha dichiarato la segreteria Cgil, Serena Sorrentino – e per noi l’emergenza vera è rappresentata dal contrasto della precarietà perché, in questo momento, abbiamo bisogno di occupazione”. Come darle torto? In un’Italia colpita da una crisi creata ad hoc, la riforma del lavoro piomba come un macigno sulla testa di tutti gli Italiani, occupati e non.

      Uccidere il lavoro in Italia – Biglietto da visita per Bruxelles 

    L’approvazione del Ddl, voluta ed ottenuta a tutti i costi entro il 28 giugno, la dice lunga: apparire diligenti e mantenere gli impegni previsti agli occhi dei padroni dell'Europa di certo conviene al Prof. Mario Monti ed ai suoi colleghi, ma non conviene di certo alla nostra Nazione incapace di reagire perché messa in ginocchio dal potere e dalla smania europea di omologazione e di rispetto di norme austere e controproducenti, protese a creare un classe di schiavi subalterni, paganti, e con pochissimi diritti "apparenti" e zero welfare. E controproducente è la riforma proposta dalla Fornero che non ha fatto altro che istituzionalizzare la precarietà ma, ovviamente, la "signora" non intendeva dire ciò che ha detto riguardo al lavoro ma, di certo, lo ha pensato: un incidente diplomatico gravissimo e foriero – in un Paese normale – di licenziamento su due piedi.

      I Partiti uccidono il lavoro – I Lavoratoti uccideranno i Partiti 

    Una legge al servizio dello Stato, quello stesso Stato che dovrebbe garantire il riconoscimento dei diritti, tra i quali, Fornero o no, quello del lavoro. Nessuno sciopero generale, nessuna protesta degna  di nota e questo, implicitamente e tra le righe, lo ha fatto capire anche la Fornero stessa la quale ha dichiarato che “Il Governo ha avuto un dialogo per circa tre mesi con le varie parti sociali per arrivare ad un documento che alla fine tutti hanno condiviso, tranne la Cgil”. Una Cgil che, da sola, non è riuscita a mettere i bastoni tra le ruote ad un governo tecnico che detta legge secondo la volontà “assoluta e non contestabile” del caro premier Mario Monti e dei suoi suggeritori occulti e palesi. Tra la soddisfazione di Pierferdinando Casini, Pierluigi Bersani e – malgrado le flebili ripicche degli ultimi giorni – di tutto il Pdl: sempre più in calo di consensi popolari, come del resto gli stessi Udc e Pd, in favore del Movimento 5 Stelle di Grillo, che nei sondaggi, e stando ai trend progressivi di crescita  di appresta a diventare il primo partito del Paese.

      Anche gli immigrati più poveri snobbano l'Italia 

    “Responsabilità” di certo non è parola chiara per il Consiglio dei Ministri: lo dimostrano i dati che emergono dal rapporto Ocse 2012 sull’immigrazione, che è stato presentato, ieri, a Bruxelles. Secondo quanto rilevato, anche gli immigrati cercano di evitare la crisi italiana optando per lo spostamento in altri Paesi europei, visto il notevole calo della richiesta di manodopera nella nostra penisola. Un’Italia povera che, oggi, viene “snobbata” anche da coloro che, in passato, l’hanno considerata una  sorta di ancora di salvezza e di speranza.

      Italia – Dal Giardino d'Europa a Terra d'emigranti ed emarginati 

    Il Governo, quindi, a lungo andare, potrà di certo evitare i problemi legati all’immigrazione ma sarà costretto a fronteggiare (o meglio gestire strategicamente) quelli dell'emarginazione sociale e dell’emigrazione: forse, l’unica via di uscita per gli italiani sarà la fuga verso altri paesi europei, una tendenza già sottolineata che rischia di trasformarsi in un vero e proprio “esodo” alla ricerca di una “Terra Promessa”. Ad emigrare saranno soprattutto i giovani che non potranno mai contribuire allo sviluppo politico, sociale, culturale, economico del proprio territorio. I giovani, coloro che dovrebbero rappresentare il futuro di una Nazione, coloro le cui energie mentali e fisiche dovrebbero essere spese per il progresso di una terra che, dal nostro punto di vista, sarà caratterizzata da una popolazione vecchia e rassegnata.

      Monti: sacrifica il lavoro sull'altare dei padroni del mondo 

    Ma tutto questo appare in linea con la politica montiana, una politica che dimostra di voler bene alla Merkel, alla Banca Centrale Europea, ad Obama ed Hollande, ma non alla nostra Italia ed agli Italiani che non appartengano ad élite massoniche, bancarie e politiche. Ma non stiamo dicendo nulla di nuovo: del resto, Mario Monti non si smentisce mai. E che gliene importa se rende l’Italia lo zerbino dell’Europa? L’importante è rispettare gli impegni imposti dai suoi compari e suggeriti da lui stesso e dai suoi amici del Bilderberg Club e della Commissione Trilaterale. L’unica Italia che ci fa sorridere, in questo periodo, è quella che sta affrontando sì gli Europei…ma di calcio!

    Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Vergognoso – Ok della casta a riforma dell’articolo 18 – Ipocrisie e profezie in onda su Rai Uno

    Vergognoso – Ok della casta a riforma dell’articolo 18 – Ipocrisie e profezie in onda su Rai Uno

    Venerdì, Giugno 1st  / 2012 

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile – 

    Italia / Articolo 18 / lavoro / Mario Monti/ Governo / tecnico / fiducia /votazione / Elsa Fornero/ Parlamento Italiano / Senato /  Anna Finocchiaro / Tradimento dei lavoratori italiani da parte della casta / Raffaele Bonanni / Susanna Camusso / Commissione Ue / Antonio Di Pietro / Adriano Celentano / Bruno Vespa / Dittatura / Nazismo Bianco / Angela Merkel / Nicolà Sarkozy / Industria bellica / Ingerenze sul governo greco / Vera Montanari / Marco Tarquinio / Porta a Porta / Silvia Laporta / Sergio Basile / Qui Europa  

    Vergognoso – Passa la Riforma dell’articolo 18:

    le ipocrisie di Monti e del Parlamento Italiano

    Parlamento – Anna Finocchiaro suona la trombra

    alla casta partitica vicina ai banchieri

    Rai Uno – Fornero-Tarquinio-Vespa-Montanari: spettacolo

    imbarazzante a "Porta a Porta" sull'articolo 18

    La Profezia di Adriano – Sanremo:

    Celentano aveva ragione!

    Porta a Porta – Imbarazzante spettacolo sull’Articolo 18 in onda su Rai Uno

    Roma – E’ così impellente il bisogno del governo tecnico di martellare sui diritti degli Italiani, che per accelerare l’approvazione del Senato del disegno di legge sulla riforma del lavoro, lo ha diviso in 4 maxi emendamenti (flessibilità in entrata, in uscita, ammortizzatori sociali,formazione) e per ciascuno di essi ha chiesto la fiducia. Le prime due votazioni sono già avvenute. Rispettivamente la prima, è passata con 247 sì e 33 no e ha dato via libera alla rimodulazione, o forse è meglio dire allo scempio, dell’articolo 18. La seconda votazione è quasi identica alla prima, 246 sì e 34 no. Le votazioni per le altre due fiducie si sono svolte ieri mattina. La prima votazione è stata interrotta per un lancio di volantini con su scritto “Giù le mani dall’articolo 18! No alla controriforma del governo o e della Bce”. Nel frattempo però , sembra che al Parlamento tutti si siano messi d’accordo, per trovare un gentil modo di parafrasare la bella fregatura che ci stanno propinando.

     Porta a Porta – Articolo 18: L'imbarazzante spettacolo su Rai Uno 

    A partire dall’illustre ministro del Lavoro, Elsa Fornero: improponibile ieri sera dallo splendente salotto di Bruno Vespa, in un festival di imbeccate ipocrite dei vari ospiti (su tutti il direttore di "Grazia", Vera Montanari (prontissima a lodare l'equità e le "conquiste epocali" di Fornero & Co, e il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio:  già giustamente e duramente attaccato nei mesi scorsi per la sua politica "accomodante" e "pro-casta" da uno "scomodissimo" quanto criticatissimo Adriano Celentano – dal palcoscenico di Sanremo. 

     Sanremo – Le profezie di Adriano Celentano sull'euro-dittatura 

    Un agguerrito Celentano che denunciava tra l'altro la perdita di sovranità dello stato italiano, a vantaggio dell'Ue e della tecnocrazia dominante; il gravissimo stralcio da Parte della Consulta delle firme pro-referendum raccolte dagli Italiani, in merito alla riforma elettorale; nonché – con grande ed ammirevole coraggio – tra l'altro, la dittatura imposta da Merkel e Sarkozy ai danni dei poveri Greci, costretti ad accettare in tempo di "crisi", aiuti iniqui da parte del Fmi, a tassi d'interesse altissimi, in cambio dell'acquisto di armamenti (carri armati, sottomarini, elicotteri, ecc..) forniti dalle industrie belliche francesi e tedesche (Vedi articolo pubblicato in "Qui Europa" lo scorso 10 Maggio  https://www.quieuropa.it/2012/05/la-grecia-la-merkel-e-lera-del-nazismo-bianco/ ). Un Adriano Celentano, che lamentava, giustamente, la reale e grave cessione di sovranità dei governanti nazionali verso l'élite dei tecnocrati europei – come detto – nonché la totale assenza di critica verso questo che molti osservatori internazionali hanno definito "nazismo bianco" da parte dei principali media ed organi di stampa, tra i quali lo stesso Avvenire: giornale che in realtà dovrebbe rappresentare posizioni cattoliche, terze e vicine ai diseredati, ma che in realtà non fa che compiacere ed avallare le scelte di questo disastroso e "pericoloso" governo Monti. 

     Elsa Fornero, Anna Finocchiaro e Raffaele Bonanni:

      Su Rai Uno il Gran finale del Festival Nazionale delle ipocrisie  

    Già, proprio lei, Elsa Fornero, che nelle scorse ore ha dichiarato: “Ci serve la riforma, non perché ce la chiedono i mercati, ma per riprendere un percorso di crescita da troppo tempo abbandonato”. Un po’ meno ridicolo, (solo nella forma ma non nei contenuti), il presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro: “Non è una riforma epocale, ma un buon compromesso riformista”. Il segratario della Cisl , Raffaele Bonanni: “è meglio accontentarsi di un compromesso, perché non c’è mai fine al peggio”Ma in questa gara per l’affermazione più ridicola, la Fornero sbaraglia tutti: “L’articolo 18 cambierà e il posto di lavoro a tempo indeterminato non sarà più per sempre. Con la riforma, in futuro il contratto tipico sarà il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. A vita? Dipende: attraverso una modifica equilibrata dell’articolo 18 non blindiamo più quel lavoratore a quel posto di lavoro (???) , non è più suo per sempre, ci può essere un distacco (???) ". Si che non tutti gli Italiani sono così svegli da rendersi conto dei provvedimenti inutili del governo dei banchieri ma cercare di millantare la grandezza di questo disegno di legge, ponendo come un “vantaggio” quello di non avere più il diritto di un posto indeterminato, sembra davvero troppo! Per lo meno tra i sindacati qualcuno sembra opporsi.

      Susanna Camusso boccia la "tragica" Riforma  

    Il segretario della Cigl, Susanna Camusso, ha bocciato la riforma, avvertendo che saranno fatte pressioni alla Camera per modificarla. Tuttavia, anche le successive votazioni di ieri hanno confermato il triste atteggiamento della casta parlamentare (Pd, Pdl, Udc) omologando il precedente risultato, seppur due senatori del Pdl, Marcello Pera e l'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, hanno deciso di non votare, riservandosi di spiegare alla Camera i motivi della loro scelta.

     Tecnocrazia al lavoro – Le pressioni della Commissione Barroso 

    Anche la Commissione Ue, si dà un gran da fare per promuovere la fiducia il più presto possibile: “Il testo è sufficientemente ambizioso per fronteggiare le rigidità della legislazione sul lavoro, ma l’efficacia dipenderà anche da come i magistrati interpreteranno le nuove regole”. Cosi si pronuncia Bruxelles.

     Caro Monti, le bugie sulla crisi hanno le gambe corte 

    antonio Di Pietro attacca duramente il governo durante le dichiarazioni di voto nell’aula della Camera sul "Decreto Semplificazioni".: “Mentre il presidente Monti dice le bugie sulla crisi che sarebbe finita ci sono persone che si suicidano. Il presidente Monti ha sulla coscienza quelle persone che si suicidano", ha detto il leader dell'Idv. "I problemi del paese non si risolvono con l’articolo 18 ma con una nuova legge elettorale che cambi questa platea che indegnamente compone il nostro Parlamento". "Siete sobri, per carità – ha aggiunto -. Ma sobriamente state rovinando l’Italia perché fate delle scelte ingiuste, ingiustificate per il Paese. Siete come il chirurgo che esce dalla sala operatoria e dice ai familiari: ‘operazione perfettamente riuscita, il paziente è morto’". Per quanto riguarda le garanzie agli esodati, il governo garantisce solo a 65mila lavoratori. Il presidente della Commissione Moffa, ha incontrato Susanna Camusso e Raffaele Bonani  e con loro ha concordato  “di aprire un tavolo di discussione per trovare una soluzione complessiva a un problema di iniquità”. Prima la casta partitica va a casa meglio è per noi comuni mortali: forse potremo ancora risorgere dalle macerie di questo terremoto, spacciato agli Italiani per "miracolo".

     Un piccolissimo consiglio 

    Un consiglio, spegnete la TV e se proprio non sapete cosa leggere (vista la "fantasiosa imparzialità" della stragrande maggioranza dei giornali vicine alle banche) …. leggete "Qui Europa". Non dipendiamo da nessuno! Da nessuna loggia massonica, da nessuna lobby e da nessuna casta partitica! Siamo solo giovani interessati al nostro futuro, ed al futuro di tutti gli italiani. Amen 

    Silvia Laporta, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Morte del Welfare e Neo-feudalesimo

    Morte del Welfare e Neo-feudalesimo

    Giovedì, Aprile 12th / 2012

    – di Mirella Fuccella –

    Italia / Europa / Economia / Crisi / Modello europeo / Articolo 18 / Lavoro / Tana de Zulueta / Lettera Trichet-Draghi / Neo-feudalesimo / Morte del Welfare-state  

    L’Europa svuota il modello europeo

    Competitivi e flessibili, quindi licenziabili:

    il nuovo modello feudale

    Roma – E’ stata una tempesta annunciata l’abolizione dell’articolo 18, successivamente il sistema Monti ha prodotto un piccolo palliativo: una “Riforma del lavoro” che apre al reintegro da parte del giudice. Ma una porta è stata sfondata, quella del Welfare state europeo, figlio del trattato di Lisbona, che voleva – o almeno declamava – la difesa del lavoratore e la ricerca della piena occupazione, come punti fondanti dell’Europa unita. Degno di nota ci appare l'intervento in merito di Tana de Zulueta che, dalle colonne del “Fatto quotidiano”, nei giorni scorsi ha indicato un “problema vero, e non solo italiano: quello dello svuotamento del modello sociale europeo” da parte degli stessi attuali vertici europei. Un elemento che più di ogni altro è stato eletto a fondamento dell’unità della Ue e del suo modello sociale, contemplante un insieme di sistemi pubblici intesi a proteggerci dai rischi connessi a malattia, disoccupazione, vecchiaia e povertà. Poi è arrivata la crisi, e sono arrivate richieste come “L’Europa non vuole più l’articolo 18”. Ma risulta che i lavoratori tedeschi siano tutelati almeno quanto quelli italiani: in Germania il reintegro da parte del giudice è previsto per legge, quindi vi è un equivalente dell’articolo 18. Ma gli “europeisti senza princìpi europei” non vogliono solo un lavoratore più precario, ma anche dettare l’agenda ai governi. Come? Ricordiamo la lettera “riservata” dei governatori della Banca Centrale Europea Trichet e Draghi al governo Berlusconi. Sulle pagine di Repubblica, Barbara Spinelli lo paragonò ad un rapporto feudale: “il vassallo inadempiente è salvato dal vero sovrano, e in cambio gli giura obbedienza e restringe le proprie libertà”.

      La celeberrima lettera Trichet-Draghi: "neo-feudalesimo?"  

    Cosa chiedeva la lettera di Trichet e Draghi? La privatizzazione dei servizi pubblici locali (senza tener conto del referendum contro la privatizzazione dell’acqua), la riduzione del numero degli dipendenti pubblici o, in alternativa, la riduzione dei loro stipendi, l’allungamento dell’età pensionabile, licenziamenti più facili, il superamento dei contratti collettivi e l’abolizione delle Province. Il tutto per decreto, per fare presto, e in spregio alle regole costituzionali. Sembra il programma del governo Monti. Anche se la lettera chiedeva – con un grado di fantasia vicina al sarcasmo più nero – anche un programma di "assicurazione contro la disoccupazione": per questo, tuttavia, non c’era la copertura finanziaria! Ecco l’Europa del presente e del prossimo futuro: governi guidati dal capitale finanziario, lavoro precario, disoccupazione giovanile. Altro che giovane Europa!

    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)      

  • I grandi da Seoul lodano Monti sull’art 18 – Roma, proteste contro Bin Loden

    I grandi da Seoul lodano Monti sull’art 18 – Roma, proteste contro Bin Loden

    Martedì, Marzo 27th / 2012

    – di Franco De Domenico –

      Italia / Europa / Governo Monti / Seolul / Roma /  Lavoro / Riforma del lavoro / Articolo 18 / Cgil / Pd / Elezioni in Francia / Obama / Monti / Merkel / Sarkozy 

    I grandi da Seoul lodano Monti sull'art.18

    Intanto a Roma monta la protesta

    contro "Bin Loden"

    Chi guarda a Monti come un esempio,

    chi come una piaga

    Roma – Per le piazze della capitale nelle scorse ore è esplosa la protesta proletaria e dei giovani disoccupati e disillusi contro il rigore del Governo Monti (ribattezzato per l'occasione "Bin Loden") e la sua riforma dell'Art.18 dello Statuto dei Lavoratori. Intanto, dal forum sul nucleare di Seoul (foto) i grandi della Terra lodano il Professore in loden per la sua drasticità Reaganiana sull'articolo 18 (vedi Obama) anche dall’Europa c'è qualcuno che guarda al governo italiano come a un modello da seguire. Naturalmente, sono Sarkozy (in apprensione per la campagna elettorale che lo da per ora nettamente sconfitto), le lobbies bancarie ed i capi dell’economia finanziaria, nonché i leaders della destra merkeliana: preoccupati, in questo momento, soprattutto del futuro della Francia post–elezioni. Qualcuno ha già ipotizzato un “Mariùs Montì” in salsa bourguignonne: i primi 100 giorni del nuovo governo francese dovrebbero, per piacere a questa parte politico–economica, somigliare ai primi 100 giorni del Mario nostrano. Quindi, riforma drastica delle pensioni, puntare al pareggio di bilancio, e misure draconiane, come da noi. Ma sembra molto difficile che François Hollande, che ha promesso pane e governo sociale, faccia il gioco della destra europea. Piuttosto, questa punterà su un Sarkozy–bis.  Ma dove il nostro Ambrogino d’Oro mostra già un poco la corda, è sul piano strettamente politico–diplomatico. E’ riuscito, sì, a mettere una certa zizzania sotterranea tra Cgil e Pd. Ma con un attacco troppo spinto all’articolo 18, le tensioni sociali rischiano di aumentare, e già il capo del Governo comincia a comportarsi da professore scontento dei propri allievi riottosi, che non capiscono la giusta e sacrosanta lezione. Le sue esternazioni di queste ore parlano di un Paese “non ancora pronto”, a causa del quale il governo potrebbe andarsene. E’ un modo un po’ paternalistico di trattare con le opposizioni e con i cittadini: tutti allievi da rimandare a settembre. Ma lavoratori e parti sociali scontente degli sconcertanti attacchi al Welfare State e al deficit spending, in realtà hanno già da tempo "rimandato"… il professor Monti. 

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Inferno Lavoro. Monti: no ai reintegri. Di Pietro: padrone arrogante!

    Inferno Lavoro. Monti: no ai reintegri. Di Pietro: padrone arrogante!

    Giovedì,  Marzo 22th/ 2012

    – di Mirella Fuccella –

    Italia / Crisi Ue / Lavoro / Cgil / Sindacati / Scioperi / Articolo 18 / Licenziamenti / Monti / Di Pietro / Spread / Fiom / Camusso / Bonanni  

    Inferno Lavoro – Art.18, Monti:

    "no ai reintegri". Di Pietro:

    "E' un padrone arrogante!"

    Cgil: sarà guerra sull’articolo 18

    Lo spread risale, ma è un indice assurdo,

    da abbandonare

    La politica fa finta di niente

    Roma – La Cgil è sul piede di guerra. A quanto pare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori sarà difeso ad ogni costo dai sindacati. Meno male, vuol dire che in Italia c’è ancora chi ha voglia di lottare per i veri diritti. Intanto, Bonanni, in serata, ha aperto as aperture sulla modifica dello Statuto dei Lavoratori. Le forze sociali, sono dunque divise, ed annunciano scioperi: si auspica solo che tali manifestazioni non si rivelino, tuttavia, come l’ennesimo boomerang. L’Italia resta paralizzata per giorni e giorni e nel frattempo la classe politica se la spassa in barca a vela sulle coste della Sardegna! E al termine delle lotte, le tanto temute “riforme” vengono portate avanti ugualmente in nome di un cambiamento che non si capisce a chi dovrebbe fare davvero bene. Intanto negli ultimi minuti Monti ha annunciato di aver deciso definitivamente di interrompere le trattative, puntando su una "irrinunciabile" modifica del'art. 18, che, dichiara il premier: "darà la possibilità di indennizzare i licenziati, ma non di reintegrarli!"

     La critica  

    Di fatto, abolendo il diritto dei lavoratori a non essere licenziati senza una giusta causa, chi ci guadagnerà? I soliti ignobili? Il precariato ha in pratica distrutto il mondo del lavoro, paralizzando una generazione di giovani. E poi qualcuno si meraviglia che oggi pochi si sposino e ancora meno mettano al mondo figli… Con un lavoro precario, che fra un po’ si potrà perdere anche senza nessuna buona ragione, e in questi tempi di “crisi economica”, quante saranno le banche disposte a fare mutui alle giovani coppie? Dichiarazioni di fuoco in serata da Antonio Di Pietro e Niki Vendola. Ma quel che preoccupa di più è il mutismo degli ex-comunisti del Pd, ovvero di tutta la "sinistra moderata", che con un Bersani piuttosto confuso, che sembra ormai in declino, nonché incapace a portare avanti con convinzione ed efficacia le campagne in favore delle politiche sociali del lavoro che – da sempre – hanno contraddistinto la bandiera politica della sinistra italiana. Intanto lo spread in giornata è tornato a salire, ma ormai è chiaro che quello delle agenzie di rating è un gioco a cui non crede più nessuno. Fatta eccezione per i tg ed i media "politically correct", in molti casi asserviti e filo-governativi a prescindere.

     La battaglia sociale 

    Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, promette battaglia, perché si tratta di una riforma del mercato del lavoro che “non riduce la precarietà, non estende gli ammortizzatori, ma rende solo più facili i licenziamenti. La contrasteremo con ogni mezzo, con ogni forma di protesta democratica, nelle fabbriche e nel Paese”.Abbiamo un governo che non presta alcuna attenzione alla coesione sociale. Oggi sugli autobus e negli uffici postali si sentono persone di mezza età, o anche donne anziane, che sparano a zero sulla classe politica lasciandosi andare perfino ad affermazioni di incitazione al terrorismo. Si tratta di frasi che si ascoltano ormai ovunque e fanno pensare che il clima degli animi in Italia è al limite dell’esasperazione. Un tempo a Sanremo vincevano le canzoni d’amore, qualche mese fa ha trionfato Emma con “Non è l’inferno”… ecco è così che si sente la gente, pensionati, disoccupati, giovani e lavoratori per primi, perché “per un giorno di lavoro c’è chi ha ancora più diritti di chi ha creduto nel Paese del futuro”. 

    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)