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Tag: Antonio Tajani

  • La raccomandazione dei padrini

    La raccomandazione dei padrini

    Mercoledì,  Giugno 4th/ 2014
     

     – di Redazione Quieuropa 

    Redazione Quieuropa, La raccomandazione dei padrini, slittamento gli obiettivi deficit/Pil, Mariastella Gelmini, vertice G7,  Antonio Tajani, direttore di Avvenire Marco Tarquinio, collaborazionismo di Matteo Renzi & Co, Pier Carlo Padoan, sistema della moneta-debito,  rating/spread, MES, Fiscal Compact, privatizzazioni,  Olli Rehn , Reaganomics 

    Bruxelles – lacrime e sangue europeista

    La raccomandazione dei padrini   

    Nel 2014 altri 9 miliardi di lacrime e sangue:

    la soddisfazione dei collaborazionisti che…

    rigirano la frittata nei salotti TV

     

    di Redazione Quieuropa

    9 miliardi - Lacrime e sangue - Ue 2014

     La raccomandazione dei padrini                                                                           

    Bruxelles, Roma – Redazione Quieuropa – Nelle scorse ore i soloni dell'UE, in attesa del vertice G7 di oggi pomeriggio, con i leader mondiali, eccetto Vladimir Putin, dal cuore dell'impero hanno riversato  sull'Italia l'ennesima, attesa, doccia fredda. L'imperativo è scontato quanto lapidario: "avanti col pareggio di bilancio e nuovi "sforzi" in vista già nel 2014"! Ovviamente i media di regime hanno fatto di tutto per addolcire l'amarissima pillola e creare caos e disinformazione, osannando nei vari salotti TV (vedi l'ex ministro Mariastella Gelmini) la "provvidenziale azione ritardante" posta in essere dal commissario uscente all'Industria,  Antonio Tajani, in merito al raggiungimento "più morbido" del famigerato pareggio ed alla contestuale richiesta di slittamento gli obiettivi deficit/Pil al 2016. Torna puntuale, dunque, il tormentone europeo per eccellenza, posto a sigillo dello stesso Patto di Stabilità: l'arma per distruggere le economie europee fin dal 1997 (vedi qui Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana) che mira di fatto a paralizzare l'economia italiana entro i limiti del 3% del rapporto Debito/Pil. Un meccanismo irrazionale e inattuabile, che contrappone alla crescita indotta, fittizia ed illimitata del debito, l'altrettando paradossale distruzione indotta della ricchezza nazionale.

     I collaborazionisti                                                                                                       

    Ma la verità sul contenuto reale della raccomandazione UE è come sempre un'altro: l'usurocrazia europeista, detta in soldoni, richiede altri immediati 9 miliardi di lacrime e sangue (stile Grecia) all'Italia. In sintesi, dunque, la Commissione "ricommissiona" l'Italia, con il compiaciuto collaborazionismo di Matteo Renzi & Co e con il contestuale plauso del direttore di "Avvenire" Marco Tarquinio, che (dopo aver osannato, a Catanzaro, il ritorno dei titoli del debito pubblico greci sui mercati internazionali, lo scorso 5 Maggio – vedi qui Due domande a Marco Tarquinio: Grecia e Nuovo Disordine Mondiale) nei giorni scorsi aveva lodato il "cattolico Renzi", additandolo come esempio da seguire. Da non credere!

    9 miliardi - Lacrime e sangue - Ue 2014

     Enfasi da privatizzazioni                                                                                           

    L'enfasi europeista per il commissariamento del "Belpaese" si legge – senza alcun minimo imbarazzo personale – anche nel bizzarro tweet lanciato in rete nelle ultime ore dal ministro dell’Economia, il "collaborazionistaPier Carlo Padoan: «Commissione Ue apprezza riforme italiane». Ovviamente la stangata sarà accompagnata dalle privatizzazioni (le cosiddette anti-democratiche ed élitarie riforme strutturali, tanto decantate dalla casta): vero obiettivo della crisi indotta, mediante il sistema della moneta-debito ed i suoi distruttivi corollari: rating/spread, MES, Fiscal Compact, ecc.. Una sorta di nuova "Reaganomics" in chiave europea, protesa a regalare la ricchezza nazionale ad una cerchia fortunata di impostori senza scrupoli e vergogna.

     Schizofrenia europeista                                                                                            

    Entusiasmo carico di sarcasmo anche per il commissario Ue agli Affari Economici e Monetari, Olli Rehn, che nelle ultime ore ha tuttavia tenuto a precisare il fatto che «rinviare il raggiungimento degli obiettivi di medio termine non pone l’Italia in una buona posizione nei confronti delle regole che ha (hanno) sottoscritto». Rehn – giusto per la cronaca e per rincuorare (si fa per dire) gli "esemplari elettori" votanti alle ultime europee – ha poi ricordato che l’Italia ha inserito anche nella Costituzione l’obbligo di pareggio di bilancio. Come a ribadire la stupidità nostra e dei nostri cari politici… in piena sintonia con il lavoro sporco iniziato da Mario Monti (vedi qui – L’Inganno delle Riforme Strutturali – La Costituzione ora la scrive Moody’s). «Per questo è fondamentale – ha aggiunto Rehn – affrontare il problema del debito pubblico altissimo lavorando su sforzi strutturali adeguati». Bruxelles, in preda ad una forma di schizofrenia acuta sempre più evidente, dopo aver lanciato l'ennesimo recessivo commissariamento è poi tornata a "preoccuparsi" del dramma occupazionale italiano "da contenere con varie misure" e – aggiungiamo – nuovi tagli ai servizi essenziali: Jobs Act, nuove tasse e Tasi a parte! Fino a quando continueremo a dirci europeisti? Sveglia!

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  • Commissione Ue – Il teatrino dell’Infrazione contro l’Italia per Ritardi P.A.

    Commissione Ue – Il teatrino dell’Infrazione contro l’Italia per Ritardi P.A.

    Martedì, Febbraio 4th/ 2014

     Redazione Qui Europa  

    Commissariamento dell'Unione europea, Usurocrazia, Credit Crunch, Italia, Roma, Bruxelles, Commissione Europea, Ue, Antonio Tajani, Contestazioni nei pagamenti delle P.A., Procedura d'Infrazione contro l'Italia, 5 settimane per rispondere alle contestazioni, Un gatto che si morde la coda, Confartigianato e ANCE 

    Commissione Ue – Il teatrino dell'Infrazione

    contro l'Italia, per ritardi P.A. 

    Tajani, apre una procedura d'infrazione contro l'Italia

    in merito al ritardo nei pagamenti delle P.A.

    P.A. – Decise dall'UE 5 settimane per rispondere a contestazioni

     

    Redazione Qui Europa

    Tajani - P.A. - Procedura di Infrazione contro l'Italia

     Procedura d'Infrazione contro l'Italia: un gatto che si morde la coda      

    Roma, Bruxelles – Ieri 3 Febbraio 2014, è partita la procedura "EU-Pilot" di infrazione contro l'Italia per i celeberrimi ritardi nei pagamenti della P.A.  nei confronti delle imprese, con-causa di molti fallimenti e induzioni al suicidio di dozzine (centinaia) di imprenditori. A renderlo noto è stato Antonio Tajani, Commissario europeo all'Industria e Vice-Presidente della Commissione UE. "L'Italia – ha dichiarato Tajani – avrà 5 settimane di tempo per rispondere alle contestazioni e se la risposta non sarà soddisfacente si procederà con la messa in mora". La decisione è giunta dopo aver visionato i rapporti di AssobiomedicaConfartigianato e Ance, associazione delle imprese del settore delle costruzioni. Secondo Tajani "emerge una violazione palese della direttiva Ue riguardo ai ritardi nei pagamenti". Nel report ANCE si parla di ritardi accumulati dagli enti pubblici per oltre 200 giorni di media, con punte addirittura di 1000 giorni (cioè circa 3 anni). "Non ho un intento punitivo – ha aggiunto Tajani nel corso di una conferenza stampa – ho aspettato un anno e un mese ma la situazione anziché migliorare è addirittura peggiorata. In nessun altro paese i rapporti degli advisor sono stati così negativi. Se l'Italia è in grado di dimostrare entro 5 settimane la non violazione della direttiva, non ho problemi a chiudere la procedura. Le denunce da parte delle organizzazioni di categoria indicano una situazione nazionale allarmante di cui non posso non tener conto". (ANSA).

     P.A. – Questione risollevata il 13 Marzo 2013                                                     

    In data 13 marzo 2013 la questione presso la Commissione era stata sollevata dall'eurodeputato Mario BorghezioIl problema dei ritardi nei pagamenti dele P.a. verso le imprese stanno contribuendo alla chiusura forzata ed al fallimento delle stesse attività, aggravando un contesto generale già bizzarro e paradossale di per sé, lamentava l'eurodeputato. Ciò mi ha spinto – dichiarava – a sollecitare la Commissione Ue ad intervenire con urgenza per costringere l'Italia (cioè le P.A.) a procedere ai pagamenti verso le imprese nei tempi  previsti dal diritto europeo. La differenza fra i tempi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni ai loro fornitori fra l'Italia e i Paesi europei è in costante aumento. "In Italia – denunciava – occorrono 180 giorni per saldare una fattura, in Germania 37 giorni, in Gran Bretagna 43, in Svezia 24. Al momento si è raggiunta la pazzesca cifra di 100 miliardi non incassati dalle imprese per crediti nei confronti degli enti pubblici". "Se il governo continuerà a non rispettare i tempi di pagamento – ho fatto presente – si causeranno danni irreparabili soprattutto alle PMI". E' ora che l'UE intervenga!

     A che serve una procedura d'Infrazione?                                                            

    Ma a che serve in sostanza l'intervento UE? Beh, praticamente a nulla! Infatti la multa minacciata da Tajani finirà – in caso di esecuzione materiale – a gravare sui cittadini Italiani di nuovi gioghi. Chi pagherà le sanzioni UE? Meglio sarebbe far cessare l'austerity iniziando a delegittimare le agenzie di rating, dichiarando l'euro di proprietà dei cittadini europei e non delle banche e delle cricche private (BCE). 

    Redazione Qui Europa

     

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    Nuovo Ordine, Euro, FED, BCE: quello che Tajani non dice

    Lunedì, Gennaio 27th/ 2014

    – di Nicola Arena, Sete di Giustizia / Redazione Qui Europa –  

    Nicola Arena, Quieuropa, Euro, Moneta Unica troppo forte per le esportazioni, Sete di Giustizia, Professor Giacinto Auriti, Moneta Debito, Fed, Antonio tajani, Nuovo Ordine Mondiale, Stati Uniti d'Europa, BCE, Mario Draghi, Spread, target2, Moneta Debito 

    Nuovo Ordine, Euro, FED, BCE: quello che

    Tajani non dice

    Modello FED: quello che ha provocato la distruzione

    delle economie mondiali. Altro che soluzione!

    L'Unica soluzione al baratro: scardinare l'apparato della

    Moneta Debito

     

    di Nicola Arena, Sete di Giustizia / Qui Europa

    tajani - FED - Euro - BCE

     Tajani e L'errata soluzione alla crisi (indotta) dell'Eurozona                     

    Firenze, Francoforte –  Ormai è prassi consolidata fare affermazioni retoriche e obsolete. Poiché il sistema economico – soprattutto monetario – è al collasso, non occorrono menti raffinate per capire la grave crisi dell’Eurozona, persino Antonio Tajani vicepresidente della Commissione Europea, intervenendo in un convegno a Firenze, nelle scorse ore, si è accorto che "la moneta unica è oggi troppo forte per le esportazioni". Ben venga una affermazione di questo genere, purchè sia il preludio ad una serie di iniziative che perseguano obiettivi chiari, ma soprattutto giusti, che mirano al bene comune. Per il vicepresidente della Commissione Ue ''serve una banca centrale come la Federal Reserve degli Usa"

     "Nuovo Ordine", Modello FED e Distruzione delle economie mondiali 

    A queste parole noi non possiamo fare altro che esprimere la nostra preoccupazione, perché è proprio il modello della FED che ha distrutto le economie mondiali, proprio perchè basato sul sistema del debito ed è quindi auspicabile non emularlo. Ovviamente per i profeti del Nuovo Ordine Mondiale e degli Stati Uniti d'Europa (passo decisivo verso il NWO o Governo Unico Mondiale) avere una banca stile FED è magari un unico macro-stato (e un unico popolo senza una precisa cultura e/o religione) con contestuale disintegrazione delle nazioni e della loro identità, agevolerebbe e non poco il progetto di dominio mondiale concepito dagli Illuminati nel lontano 1° Maggio del 1776.

     Eurozona e Sistema del Debito-Truffa                                                                 

    Oggi, la situazione macro economica europea è al collasso. Tutto questo però dovrebbe aprire un dibattito forte e rapido sul perché il modello EURO non funzioni. Basta operare per logica elementare che ci si accorge che è proprio il sistema basato sul debito-truffa a non funzionare. O meglio, esso meglio funziona proprio per i motivi per cui è stato creato, ovvero la distruzione delle economie dei paesi europei, con la depredazione dei beni reali della popolazione e la contestuale instaurazione di un unico governo mondiale. Una lotta dove vince sempre il più forte e il più piccolo viene soppresso. Una legge della giungla che non può più essere tollerata, proprio perché si è scoperto l’inganno e perché, grazie alla scoperta del valore indotto della moneta, del Prof. Giacinto Auriti, esiste anche la ricetta affinchè l’economia possa ripartire in fretta. Quindi parlare di Banca Centrale Europea e non mettere in discussione proprio il modello della FED è assolutamente irrazionale, incomprensibile, errato e deleterio.

     Chi ha più bisogno, i banchieri o il popolo?                                                        

    Ha poi ribadito Tajani che ''serve una vera banca europea'' perché ''oggi il problema non è l'inflazione, il rischio si chiama deflazione". Peccato che tutti sappiano che il rubinetto per riempire di liquidità la vasca economica europea ce l’abbia fra le mani proprio il nostro Mario Draghi e che lo stesso possa fare delle previsioni sull’inizio o la fine delle crisi economiche, proprio perché egli stesso può causarleIl Vice-Presidente della Commissione Ue, Antonio Tajani ha poi aggiunto che "la politica deve agire, aprire un grande dibattito su cambiamenti di cui l'Europa ha bisogno''. Ci chiediamo: chi ha più bisogno I BANCHIERI O IL POPOLO? Ma soprattutto i bisogni di chi, devono prevalere, dei banchieri o del popolo? Ogni qualvolta si parla di Europa si cita un ente astratto privo di contenuti umani. Sarebbe opportuno iniziare a parlare dei cittadini europei e non dell’Europa, così per essere sicuri di quali bisogni si parli.

     Caro Tajani… la moneta ha un Valore puramente convenzionale              

    Lo stesso ha poi continuato: "noi abbiamo una moneta governata soltanto per la stabilità, e in piccola parte per la crescita, quando Draghi abbassa il tasso di interesse. Non è un dogma la Bce e non è un dogma l'Euro cosi com'è: deve diventare una vera moneta ed essere governata come una vera moneta''. Ecco, a queste parole potremmo rispondere con assoluta semplicità che l’euro per diventare una moneta vera dev’essere emesso direttamente a credito dei cittadini europei e apposto su di essa la seguente dicitura: DI PROPRIETA’ DEL PORTATORE. Questo perché ormai è innegabile che la moneta ha un valore puramente convenzionale ed è quindi logico che  a tutti i membri della convenzione spetti una quota parte del valore monetario creato e messo in circolazione. Per fare questo occorre, inoltre, un reddito di cittadinanza che garantisca il diritto alla vita e la dignità di ogni cittadino europeo.

     L'Unica soluzione al baratro: scardinare l'apparato della Moneta Debito 

    Purtroppo oltre alle affermazioni catalogate e impostate per le grandi occasioni, i nostri politici europei non possono proporre. Il sistema migliore sarebbe quello di scardinare l’apparato della moneta debito, approfittando delle lacune macroscopiche visibili con il sistema della BCE e – forse un po' meno – con quello della FED. Per cui la strada migliore non è quella di adeguare la Banca Centrale Europea alla Federal Reserve, bensì quello di fondare le basi che pongano fine alle monete debito mondiali, iniziando proprio nel dichiarare l’euro di proprietà dei cittadini europei o tornare alla lira (con correlata moratoria di annullamento sul debito gonfiato a forza di spread, rating e Target2) ma sempre di "proprietà popolare" e non di una mera élite di banchieri privati senza scrupoli ed al servizio di poteri occulti che non considerano monimamente la dignità dei popoli e la sacralità della vita umana con la quale giocano ogni giorno come il gatto col topo in gabbia.

    di Nicola Arena / Sete di giustizia (Copyright © 2014 Qui Europa)

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    Barroso – A Dicembre il Consiglio Ue

    discuterà sulla Difesa Europea Unica

    Un altro tassello verso il puzzle mondialista 

    con l'alibi della crescita e dell'occupazione

    Difesa: uno sperpero senza precedenti di risorse 

    dei contribuenti Ue, spacciato per opportunità.

    Ecco perchè!

     

    di Sergio Basile

    Difesa Comune Ue - Barroso Tajani

     Barroso-Tajani e la Politica unica della Difesa Europea                               

    Bruxelles – Nella settimana appena conclusa, la Commissione europea, per mezzo di due dei suoi uomini di punta, il presidente Manuel Barroso e il commissario all'industria Antonio Tajani, è tornata su un tema alquanto spinoso, approvando con estrema nonchalance una "comunicazione" sul rafforzamento e coordinamento centralizzato della cosiddetta politica unica della difesa europea, auspicando una maggiore cooperazione tra Stati membri. Lapidarie e chiarissime le parole di Barroso, che è subito andato al sodo: ''è tempo di fare di più, assieme, sulla difesa – ha dichiarato – un passo decisivo verso una difesa europea". Dal canto suo Tajani  ha colto la palla al balzo, ponendo strategicamente la questione in termini di rilancio dell'industria, "in chiave anti-crisi"… Ora la faccenda, seguendo il naturale iter burocratico previsto dal diritto europeo, passerà al vaglio dei leader dei 28 Paesi Ue (27 più la neoaggiunta Croazia) in occasione del prossimo vertice europeo che avrà luogo a Dicembre.

    SPECIALE F35 - IL RINVIO

     L'Industria bellica nei bilanci degli stati membri                                            

    L'italiano Tajani ha dunque parlato di "interventi mirati per rilanciare la competitivià delle imprese europee attraverso una maggiore cooperazione europea e sinergie tra ricerca civile e militare". Ciò ricordando la centralità ed il peso dell'industria della difesa (cioè dell'industria bellica) all'interno dell'intero settore Secondario dell'Unione. Ma, a ben vedere, più che di "difesa", visto quel che accade in Africa e Medioriente, sarebbe il caso di parlare di "Attacco". Dal momento che molti paesi Ue, come detto e dimostrato (in dozzine di articoli) partecipano attivamente alle politiche imperialistiche e neocoloniali di Nato e Usa, spesso e volentieri mascherate dietro l'ingannevole espressione di "Missioni di Pace", offrendo il proprio supporto essenziale sia in termini tecnico-logistici che strategici.  Vedi Francia e Regno Unito tra tutti. Non da meno è l'italia, malgrado l'ultima vicenda rimasta appesa (vedi allegati) sugli F-35: il rinvio di sei mesi per l'approvazione finale in Parlamento degli armamenti pesanti e dei contestatissimi  aerei da guerra "Made in Usa", in un primo momento comunque già perentoriamente confermati dal neo-ministro della Difesa Mario Mauro. Meglio sarebbe parlare di "industria dell'attacco" allora! Che dite? Almeno viste le cifre da capogiro impiegate ogni anno dagli stati membri: somme sottratte alla collettività in termini di servizi essenziali e dunque sottratte al benessere vitale della stessa: vedi particolari negli articoli in allegato. Servizi essenziali, per contro, paralizzati da un vergognoso e deleterio vincolo di bilancio immesso illegittimamente addirittura nella Costituzione, seguendo alla lettera le assurde pretese dell'Euro-casta. 

    f35 - La polemica

     Il presunto indotto dell'industria bellica                                                             

    Ma Bruxelles, più che guardare agli sprechi enormi delle pubbliche risorse, letteralmente buttate in armamenti, guarda alla questione con un occhio fin troppo benevolo: nel 2012 – secondo una nota diramata da Bruxelles – "gli armamenti avrebbero ingenerato un volume di affari pari a 96 miliardi di euro, stimolando 'impiego di 400mila persone, con un indotto occupazionale quantificabile in 960mila posti". Ma, dietro questi toni trionfali e propagandistici, la verità è che Barroso ed i suoi auspicano la nascita – nel breve breve-medio termine – di un mercato unico Ue della Difesa, quale passo fondamentale, se non decisivo, verso la creazione degli Stati Uniti d'Europa. Ma intanto la mancanza delle suddette risorse essenziali al bilancio degli stati ha contribuito – e non poco – ad ingenerare la formazione di enormi sacche di disoccupazione in altri settori cruciali del Paese e ben più importanti. Si pensi alla sanità, alla scuola e alla stessa agricoltura: lasciata allo sbando ed all'esposizione dell'impari concorrenza spietata dei paesi extra-europei. Per tacere sull'apocalittica e "ben digerita" deriva OGM. Organismi geneticamente modificati (in laboratorio) vietati, ad esempio, in Ungheria, ma lasciati proliferare in maniera criminosa nel nostro Paese. E ciò all'insaputa della stragrande maggioranza sia dei produttori che dell'intera filiera. Consumatori compresi.

    Pericolo Eurogendfor

     Il Piano "Eurogendfor" rientra nell'unica stretegia di accentramento    

    Ma tornando al nocciolo della questione della "Difesa Unica Ue", in merito, non va scordato il fatto che l'Unione europea – come reso noto nel giugno del 2012 – abbia provveduto all'instaurazione di un nuovo organo di vigilanza sovranazionale, i famigerati ''Eurogendfor''. Mossa che sta portando – nel silenzio più assoluto – allo smantellamento (riqualificazione) di buona parte delle forze dell'ordine nazionali con la scusa dei "tagli agli sprechi". In tal ottica – come denunciato in tempi non sospetti dall'Osservatorio "Qui Europa" – abbiamo inquadrato le soppressioni delle aliquote per gli Artificieri Antisabotaggio delle provincie di Latina, Messina, Caltanissetta e Brindisi, il più importante corpo genieri di tutta Italia, attivi sia in campo bellico internazionale, sia negli scenari di crisi sul nostro territorio. Stesso trattamento è stato riservato al Gruppo Operativo Calabria ed allo Squadrone elitrasportato Cacciatori di Sardegna, in un ampio e già avviato progetto di ridimensionamento delle forze dell'ordine da parte dell'UE.

    Difesa Comune Ue - Barroso Tajani

     Le Grandi Manovre Ue e la Legge 84/2010                                                      

    Il tutto non è frutto di fantasie e chiacchiriccio da treno – come qualcuno vorrebbe farci intendere, per placare gli animi – ma ha trovato e trova una precisa, quanto disarmante, "legittimazione politico-istituzionale" nella Legge 84 del maggio 2010votata – come visto – all'unanimità sia alla Camera che al Senato. ''Il Presidente della Repubblica – secondo quanto si può inequivocabilmente leggere e ravvisare dalla stessa – è autorizzato a ratificare la Dichiarazione di intenti tra i Ministri della Difesa di Francia, Italia, Olanda, Portogallo e Spagna relativa alla creazione di una Forza di gendarmeria europea, con Allegati, firmata a Noordwijk il 17 settembre 2004, e il Trattato tra il Regno di Spagna, la Repubblica francese, la Repubblica italiana, il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica portoghese per l'istituzione della Forza di gendarmeria europea, Eurogendfor, firmato a Velsen il 18 ottobre 2007''. Quindi, come si evince chiaramente dal rapido evolversi dei fatti, i mesi che ci separano dalla fine dell'anno rappresentano un arco di tempo cruciale per le grandi manovre dell'Ue in chiave di accentramento. Ora la domanda è: quali forze sociali saranno capaci di imporsi a questa ennesima deriva euro-centrica, avviata al prezzo di un ulteriore svuotamento delle prerogative sovrane degli stati-nazione?

     Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Lunedì, Luglio 8th/ 2013 – L'Approfondimento di  C. Alessandro Mauceri – Enrico Letta,  Ministro della Difesa, Mario Mauro, F35, art. 1, comma 412, della legge 27 dicembre 2006, n.296, D.P.C.M. del 13 aprile 2007, spending review, Senato, Ministero dell'Istruzione, Ministero dell'Interno, Ministero della Giustizia, Ministero degli Esteri, “decreto del FARE”, presidente della Camera, Laura Boldrini, […]

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    Giovedì, Maggio 23rd/2013 – di Ulisse Scintu – Europa, Qui Europa, Unione Europea, Costituzione, Corte costituzionale, Ulisse Scintu, Stati Uniti D'America, high frequency trading, H.F.T., EHMS, economic hitman, corporatocrazia, strategia egemonica imperialista, EHEM, EHM, Otpor, NWO    Corporatocrazia Made in Usa – L'Altra Faccia del Nuovo Ordine Mondiale Utilizzo dell’High Frequency Trading e degli EHMs quali strumenti di accelerazione della strategia […]

    Chiediamo le Dimissioni del Ministro Di Paola e del Governo Monti, capace di trasformare l’Italia in un “Paese di Guerra”, tradendo l’Articolo 11 della Costituzione e gli stessi Italiani, umiliati dalla Crisi Indotta

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    Giovedì, Dicembre 6th/ 2012 – di Sergio Basile, Maria Laura Barbuto e di tutta la   Redazione dell'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" –    Di Paola e l'incremento delle "spese militari" dell'Italia  / Esteri / Palestina / Israele / Onu / Assemblea / Rivendicazioni /  Stato osservatore /  Parlamento Europeo /  Negoziati / Martin Schulz / Hannes […]

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    Mercoledì, Dicembre 12th/ 2012 – di Sergio Basile –   Approvato il Decreto della Vergogna della Politica Italiana  / Decreto Di Paola / Italia / Incremento delle spese militari / Guerra / Articolo 11 della Costituzione / Armamenti / F-35 / Ordigni di morte / Nato / Pazzie della Guerra / Disarmo / Roma / Francesco […]

    Ultimo appello contro il DDL Di Paola ai Deputati Italiani

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    Martedì, Dicembre 11th/ 2012 – Appello Nazionale per il Disarmo di "Tavolo della pace" –      Qui Europa aderisce e promuove l'Appello    Di Paola e l'incremento delle "spese militari" dell'Italia  / Esteri / Guerra / Articolo 11 della Costituzione / Armamenti / Dimissioni del ministro Di Paola / F-35 / Ordigni di morte / […]

    Oggi o Domani i deputati discutono la Legge Delega di Riforma delle Forze Armate. Invia subito una Mail ai Deputati contro la Legge che Aumenta le Spese Militari – Sono Ore Cruciali – In allegato trovi la lettera tipo da inviare e un elenco di indirizzi e-mail

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    Mercoledì, Dicembre 5th/ 2012  –  Adesione all'Appello contro l'approvazione del Disegno di Legge delega di revisione dello strumento militare presentato dal Ministro della Difesa Giampaolo di Paola  –   Legge Delega di Riforma delle Forze Armate / Appello / Approvazione del Disegno di Legge delega / Revisione dello strumento militare / Ministro della Difesa  / Giampaolo […]

    Siria – Le Tecniche per Screditare chi lavora per la Pace

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    Giovdì, Luglio 25th/ 2013 – di Padre Daniel Maes, Mar Yakub, Siria –  Siria, Aleppo, Cristiani, Persecuzione contro i cristiani, complotto massonico, Complotto con gli integralisti islamici, Nuovo Ordine Mondiale, Attacco sacrileg, Testimonianza, Ora Pro Siria, padre Daniel Maes, Mar Yakub, Madre Marie-Agnès, Padre Daniel Maes, Tecniche per Screditare chi lavora per la Pace, Israel Zolli, Pio XII, Ministero […]

    Testimonianze dalla Siria – Il Piano per Islamizzarla e i Veri Paesi Amici

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    Martedì, Luglio 23rd/ 2013 – di Padre Daniel Maes, Mar Yakub, Siria –  Siria, Aleppo, Cristiani, Persecuzione contro i cristiani, Complotto con gli integralisti islamici, Nuovo Ordine Mondiale, Attacco sacrilego, Testimonianza, Ora Pro Siria, padre Daniel Maes, Mar Yakub, Padre Daniel Maes, Il Piano per Islamizzare la Siria, i Veri Amici del Martoriato Popolo siriano, Sharia in Siria, Lo Sceicco di Bruxelles, lo Stato Islamico Utopistico, I piani […]

    Irlanda – “Obama Criminale di Guerra” l’attacco di Clare Daly. Star si mobilitano per la Pace

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    Giovedì, Luglio 18th/ 2013 – Sergio Basile e Redazione Qui Europa – Siria, Appello per la Pace, Rafa Nadal, Paul Gasol, Juanes, Miguel Bosé, Alejandro Sanz, Eva Longoria, Paulina Rubio, Juan Luis Guerra, Amaia Montero, Daniel Martin, Clare Daly, Damasco, Aleppo, Pace, Barack Obama, Diritto alla Pace, G8, Irlanda, Enda Kenny, Redazione Qui Europa, Avvocati musulmani […]

    Cristiani ad Aleppo – Morire Senza Pane e beni di prima necessità: il piano masso-islamico dell’Occidente

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    Mercoledì, Luglio 17th/ 2013 – Testimonianza oculare di un Cristiano di Aleppo – Siria, Aleppo, Cristiani, Persecuzione contro i cristiani, Pane, Morire senza pane, complotto masso-islamico, Nuovo Ordine Mondiale, Falsi proclami TV, in fila a migliaia per il Pane, Attacco sacrilego contro la statua della Madonna, Slogan e preghiere forzate, Testimonianza di un Cristiano di Aleppo  […]

    Usa, Europa, Medioriente, Africa – non si placano i fermenti di protesta. Ma sappiamo davvero tutto?

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    Mercoledì, Luglio 17th/ 2013 – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Mubarak, Mohamed Morsi, Rivoluzione dei Gelsomini, Ben Ali, Rojoy, Plamen Oresharski, Homo politicus, Luciano Canfora, Brežnev, Avaaz, otpor, Milosevic, Occupy Wall Street, Nuovo Ordine Mondiale, Alessandro Mauceri, Sergio Basile, Europa, Medioriente, Osservatorio Qui Europa, Panorama  Usa, Europa, Medioriente, Africa – non si placano […]

  • Bruxelles – Presentato piano Ue per rilancio mercato auto

    Bruxelles – Presentato piano Ue per rilancio mercato auto

    Mercoledì, Giugno 6th / 2012 

    – di Silvia Laporta – 

    Commissione europea / Commissione Ue / Commissione Industria / Antonio Tajani / Industria dell'auto / Rilancio del mercato dell'auto in Europa / Cars21 / Crisi economica / Crisi del setore automobilistico / 80 miliardi di euro / Barriere doganali / Liberismo economico / Qui Europa / Europa / Silvia Laporta / Innovazione / Apertura dei mercati / Regolamentazione intelligente 

    Il Commissario  Tajani presenta il piano Ue

    per il rilancio del mercato dell'auto

    "Liberalizziamo tutto!" La principale ricetta Ue 

    per rilanciare il mercato dell'auto

    Cars21 – Piano Ue di rilancio del mercato dell’Auto in Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – La Commissione Europea, punta a sostenere un settore chiave dell’economia del “Vecchio Continente”, il mercato delle auto. Si chiama Cars21 il foro voluto dall’esecutivo Ue, che riunisce gruppi automobilistici e associazioni imprenditoriali. Il promotore, Antonio Tajani, commissario dell’industria, nonché promotore del progetto, vuole proporre un progetto ambizioso che miri al superamento della crisi nel settore automobilistico degli ultimi tempi. Questo settore, è uno dei più rilevanti a livello europeo, dando lavoro a 12 milioni di persone e investendo ogni anni circa 28 miliardi di euro. E’ fonte di profitti, grazie alla domanda in crescita nei paesi emergenti e Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) , ma anche grazie al mercato di esportazione: si preannuncia infatti, una crescita del mercato cinese da 41 a 125 auto ogni mille abitanti, nel 2020. Nello stesso tempo, troppe aziende e troppe fabbriche, nel settore delle utilitarie, danno luogo a un preoccupante sovraccarico.

      Nasce Cars21 – Le 3 linee guida per il rilancio dell'auto nell'Ue 

     Innovazione, Liberalizzazioni e Regolamentazione intelligente 

     Da qui, Cars 21. Sotto la promozione del ministro Tajani, il progetto si basa su tre linee guida principali: l’ innovazione, l’apertura dei mercati, e una “regolamentazione intelligente” che non pesi ingiustamente sull’industria. Nel campo dell’innovazione, la Commissione metterà a disposizione nuovi fondi: circa 80 miliardi di euro, nel bilancio comunitario 2014/2020, “ di cui almeno un miliardo a disposizione del settore auto”, precisa il Commissario dell’industria. Il motore a caldo rimarrà il più diffuso nel prossimo decennio. Va migliorato, reso meno inquinante e meno costoso. Nel frattempo, le imprese europee devono poter cavalcare il futuro, vale a dire il motore elettrico e il motore ibrido. . In questo contesto, Tajani vuole che la Commissione applichi una filosofia della regolamentazione che sia “selettiva e intelligente”.

     Sarà la giusta strada per rilanciare il settore?  

    "Un eccesso di norme in un momento di recessione economica, unita a una forte concorrenza internazionale – secondo il Vicepresidente della Commissione europea – rischierebbe di compromettere gli sforzi del mercato europeo". "Toccherà anche – ha dichiarato nelle swcorse ore –  trovare un sottile equilibrio che tenga conto delle prerogative industriali, ma anche di quelle ambientali". Tajani sostiene che dopo una prima fase definibile “greener” – più verdi: ocioè con una particolare attenzione all'ambiente – bisognerà entrare nella fase “green”: cioè più incentrata sulle posizioni economiche. Infine, per quanto riguarda le “regolamentazioni intelligenti”, anche per evitare – secondo la commissione -barriere doganali surrettizie in alcuni paesi, Tajani vuole puntare su accordi internazionali nel campo della regolamentazione e degli standard tecnici. Sperando però, aggiungiamo, che le "solite liberalizzaziooni" del mercato non ci portino a competere – così come avviene negli altri settori, soprattutto quello manifatturiero – con gli altri mercati (soprattutto la Cina) a condizioni inique e palesemente impari. D'altro canto le politiche liberiste fin qui selvaggiamente praticate dall'Europa non hanno fatto altro che danneggiare le piccole aziende, in favore delle solite multinazionali. Sarà questo il metodo per rilanciare il mercato dell'auto europeo? Non sarebbe necessario incrementare prima i livelli reddituali dei cittadini? Come si può infatti  investire nel settore e  acquistare auto quando manca, spesso e volentieri, il necessario per vivere? A voi la scontata risposta!

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Troika e Merkel, dal G8, tentano l’ultima carta per ingabbiare la Grecia

    Troika e Merkel, dal G8, tentano l’ultima carta per ingabbiare la Grecia

    Sabato, Maggio 19th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Eurozona / Unione europea / Grecia / Troika / Ue / Bce / Fmi / Karel De Gucht / Antonio Tajani / Atene / Camp David / G8 / Angela Merkel / Austerity / Debtocracy / Paul Krugman / Fuoriuscita dall'Eurozona / Strategia di exit / Regno unito / Ritorno alla dracma / Mario Mauro / Gianni Pittella / Trattato di Lisbona / Articolo 123 del Trattato di Lisbona / Agenzie di rating / Attentato legalizzato alla sovranità nazionale degli stati / Aiuti / Crescita impossibile / Ipocrisia dei media / Ipocrisia del G8  / Barak Obama / Francoise Holland  

    Troika e Merkel, dal G8, tentano l'ultima

    carta per ingabbiare la Grecia 

    di Sergio Basile 

     

    Dagli Usa – Le ultime ricette per l'Eurozona 

    Merkel dal G8 – "Atene dopo il 17 giugno dovrà

    decidersi a rispettare i patti sull'Austerity!"

    Imbarazzo in Commissione Ue per dichiarazione di Karel De Gucht: 

    poi smentita da Barroso & Co

    Camp David, Atene, Bruxelles – Ora è ufficiale! Atene potrebbe fare dietrofront ed abbandonare l’Eurozona: un luogo ideale che dal 2002 ad oggi ha però tradito le aspettative degli ellenici e – per ora – le aspettative e le istanze di giustizia di gran parte degli Europei. Milioni di cittadini – il malcontento, come noto, cresce soprattutto nel Sud Europa –  oggi disoccupati e di colpo poveri, che – grazie alla precisa volontà politica dell’Ue di detronizzare gli stati in favore del mercato e delle “inquisite” agenzie di rating (prime responsabili di un furto legalizzato) – hanno assistito quasi pressocché impotenti alla rottura del patto sociale europeo. La situazione attuale, infatti, vede il Vecchio Continente diviso sempre più in due tronconi, e grazie anche ad una moneta unica nata male e con intrinseche ed evidentissime malformazioni genetiche, che alla lunga hanno iniziato a manifestare i chiari segni di una patologia incontrollabile e cancerogena. E questo lo sfondo che porterà il prossimo 17 giugno la Grecia nuovamente al voto, nonché ad uno storico referendum sulla permanenza nell’euro. A Bruxelles, intanto, mentre il mondo guarda ai risultati dei lavori del G8, si vocifera che l’idea di accorpare il referendum al voto legislativo l’avrebbe invero suggerita proprio la Merkel. 

      Le ultime dal G8 di Camp David   

    Secondo ultime indiscrezioni, il referendum Angela Merkel – la grande suggeritrice –  l’avrebbe “consigliato” al presidente greco Karolos Papoulias in una telefonata fatta da Camp David – proprio dal G8 – nella quale il panzer tedesco (evidentemente infastidito dalla scelta nazional-popolare anti-euro del corpo elettorale) avrebbe fatto pressioni affinché Atene potesse restare ancora nella gabbia-euro di cui sopra. Nella telefonata la Merkel avrebbe altresì auspicato che dopo il 17 giugno Atene avesse potuto  “finalmente” decidersi  a rispettare i patti di austerity, nonché ad accettare gli altri (aggiungiamo “ipocriti” ed “iniqui”) aiuti per l’affossamento … Ehm! Scusate, per la “crescita” del Paese mediante il pareggio di bilancio ed i sempre più cospicui interessi sul debito da pagare alle banche. Forse bisognerebbe parlare di "pareggio delle coscienze" davanti a Dio! Sarebbe, a nostro avviso, più – moralmente, se non cristianamente – opportuno! Tutto ciò, mentre da camp David, Francois Holland ha aperto alla tobin Tax e ha offerto collaborazione ad Obama, Monti & Co, per intensificare le misure sulla crescita. L'unica grande stonatura è che ciò (come già ribadito nel precedente articolo di "Qui Europa", che vi invitiamo a leggere) si palesa davvero incompatibile ed antitetico dinnanzi alla comune volontà di mantenere lo "status quo" sull'austerity, caro alla Merkel ed alla Troika.

      Dracma più vicina per Atene  

    Per l’Ue si tratta, pertanto, dell’estremo tentativo di mantenere la Grecia nel recinto dell’Eurozona. Il fatto è che gli ellenici si sentono ormai preda da macello e non vedono più l’Eurozona come un recinto all'interno del quale trovare protezione (a suon di “pseudo-aiuti” del Fmi e della Troika) ma bensì come una gabbia asfissiante dalla quale evadere al più presto, per salvare la pelle. Sta di fatto che già da settimane un'azienda britannica, che si occupa della produzione di banconote per oltre 100 paesi in tutto il mondo, sta attrezzandosi per un probabile ritorno alla dracma. Ritorno caldeggiato anche da molti premi Nobel per l’economia, tra i quali Paul Krugman, che nelle scorse settimane ha più volte indicato la strategia di “Exit” quale unica salvezza per la Grecia e per la stessa Europa. Molti esperti internazionali di geopolitica, tra i quali il giornalista e scrittore italiano, Giulietto Chiesa – che “Qui Europa” ha incontrato nei giorni scorsi – hanno tuttavia parlato di una possibilità uscita non brusca però, ma altresì lenta, progressiva e controllata, onde evitare disastri maggiori.

      Nazismo Bianco – Documentarsi ora per salvare la pelle!  

    Forse per comprendere davvero la tragedia greca bisognerebbe, tuttavia, uscire da pregiudizi o prese di posizioni ideologiche, e spendere un pò di tempo in più per documentarsi il più possibile. Ciò vedendo magari il film-documentario “Debtocracy”(vedi in Multimedia Gallery), che la redazione di “Qui Europa” vi consiglia vivamente al fine di comprendere di che morte sta morendo l’Europa. Ricostruzioni storiche e cronologiche dei fatti piuttosto crude, quanto reali e choccanti – al di là delle censure dei falsi media assoldati da lobby e burattinai senza scrupoli. Al di là dei media senz’anima e dignità – specchio di una società (quella greca) allo sbando, e che presto (molti analisti dicono dopo l'estate) potrebbe affacciarsi prepotentemente, e riflettere la sua tutt'altro che eterea luce, anche in Italia. Molti per comprendere e cambiare atteggiamento hanno bisogno di prendere delle tremende tranvate in faccia! Alcuni Greci, fino ad un anno fa vivevano nel benessere e nell’illusione, non immaginando nemmeno l’apocalisse che da lì a poco avrebbe dominato nella terra di Platone e Socrate: terra che inventò la Polis e la Democrazia. Molto illuminanti, in merito, sono state anche per noi, le chiacchierate fatte fin dai mesi scorsi, con il nostro amico Nektarios Kavallaris, un ormai ex-giovane studente ateniese, del Pireo.   

      Commissione Ue: Ammissioni imbarazzanti e smentite  strategiche  

    Gravi e fuori luogo, giudichiamo anche le parole di Karel De Gucht, iperliberista belga commissario europeo per il Commercio, che – nelle scorse ore – al quotidiano fiammingo De Standaard ha dichiarato che ''sia nella Commissione europea sia nella Bce ci sono servizi che stanno lavorando sugli scenari d'emergenza nel caso in cui la Grecia fallisca''. Secondo De Gucht sarebbe inutile illudersi su un passo indietro della Troika in merito alle politiche di austerità e debito. “L’Europa – ha tuonato – non si piegherà e non allenterà le misure di austerity richieste!”. Secondo la conciliante Commissione Ue, infatti, la via della sottomissione ad aiuti e sacrifici per spianare il debito (creato da banche e politici corrotti) è l'unica opzione razionale che ha il Paese. Sconcertante! Accade anche questo in questa gabbia sociale, finanziaria ed economica ribattezzata la società del “Nazismo Bianco”. Ma a poche ore dall’infausta frase, secca è piovuta la smentita dell'esecutivo di Bruxelles guidato da Barroso, che ha prontamente confutato le chiare parole – attraverso i suoi portavoce – pronunziate dal “sincero e frettoloso” Commissario, in attesa – almeno – del prossimo vertice straordinario per la crescita, in programma mercoledì  prossimo  a Bruxelles.

    Il silenzio dell'Eurocamera  su Art.123 del Trattato di Lisbona e Rating 

    Commenti anche dal Commissario all’Industria Antonio Tajani – vicepresidente della Commissione europea –che ha auspicato per l’Eurozona un ruolo più centrale della Bce affinché l'Ue possa avere una banca centrale sul modello Fed. Tra le priorità di Tajani, anche gli eurobond. Nessun accenno all’Art. 123 del discusso Trattato di Lisbona, ed al rispetto della sovranità nazionale degli Stati dell’Unione, gravemente ed impunemente sbeffeggiata dalle agenzie di rating con il silenzio assenso della stessa Ue. Elementi che di fatto rappresentano la vera "finestra legale" dell’Unione verso la speculazione internazionale. Finestra che qualcuno vorrebbe ora negare incentrando l’attenzione sulle responsabilità dei poveri greci. Vergognoso! Ma che fine ha fatto il Parlamento europeo? Perché i vari Mario Mauro e Gianni Pittella non prendono posizione in merito a queste delicatissime quanto occultatissime verità? Qui Europa lo chiederà presto direttamente al rappresentante italiano del PPE, con espressa lettera.

    Sergio Basile – Direttore Qui Europa (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Ultimatum Ue – P.A.: 30 giorni per pagare i debiti

    Ultimatum Ue – P.A.: 30 giorni per pagare i debiti

    Martedì, Maggio 8th / 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Commissione europea / Commissione Industria / Antonio Tajani / Bruxelles / Lettera / Provvedimento / Pagamento debiti / Ultimatum / 180 miliardi di euro / Debiti scaduti / Enorme ritardo dello stato italiano / 90 miliardi di euro di debiti / 30 giorni / Sanzioni / Interessi di mora dell'8% 

    Ultimatum Ue: 30 giorni alle P.A. per

    pagare i debiti 

    L’appello del Commissario Antonio Tajani

    Italia: il paese con più debiti scaduti nelle p.a.

    Scatteranno, a scadenza,  interessi di mora all'8%

    Bruxelles –  Le pubbliche amministrazioni dei 27 Paesi membri dell'Ue devono alle imprese fornitrici circa 180 miliardi di euro di debiti scaduti  e quasi la metà di questa cifra è dovuta dallo Stato italiano o dalle sue amministrazioni. L’Italia, al momento, deve alle sue imprese circa 90 miliardi di euro, con tempi di pagamento medi di circa 10 mesi. E’ ora di dire basta ai ritardi dei pagamenti e attuare ''immediatamente'' le norme europee. E' il nuovo appello del vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, in una lettera inviata ai ministri competenti dell'Unione europea. Il commissario si è fatto promotore di una direttiva che fissa un limite massimo per i pagamenti: 30 giorni , che in casi limitati possono arrivare a 60. Passato questo termine, la P.A. si vedrà addebitare l’otto per cento di interessi di mora. Cifre alte, ma cifre necessarie. Se gli stati esigono rigore sul fronte fiscale,  deve essere altrettanto oneroso per le pubbliche amministrazioni, onorare i propri impegni

      Quei ritardi che uccidono!   

    Il termine per recepire il provvedimento è il 6 Marzo 2013 e diversi stati, Italia compresa, hanno dato una disponibilità più formale, che concreta. Per tutta risposta Tajani sottolinea che l'Europa ''sta vivendo una situazione economica e sociale senza precedenti dal dopo guerra con un altissimo tasso di mortalità d'imprese e perdita di migliaia di posti di lavoro''. Fra le cause di questa situazione ci sono anche i ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione. ''Non c'e' piu' tempo da perdere'', afferma il commissario responsabile per l'Industria e l'imprenditoria. “Dev'essere  doveroso per le pubbliche amministrazioni onorare i propri impegni: non adempiere all'obbligo di pagare tempestivamente vuol dire contribuire a una maggiore mortalita' delle Pmi''. E – aggiungiamo – anche al drammatico incremento del tasso dei suicidi. Per questo la lettera sollecita i ministri competenti ad anticipare l’attuazione di questa direttiva per rimediare ad una situazione sempre più grave, ribadendo, ancora una volta, l’estrema urgenza della modifica degli ordinamenti nazionali in quest’ottica.

     Il cilindro magico  

    Nell’altra sua missiva, inviata all’Autorità Bancaria Europea (Eba) e scritta a quattro mani con il commissario responsabile al Mercato interno – il collega francese Michel Barnier – Tajani  chiede di adattare i criteri di Basilea 3 (la direttiva sulla capitalizzazione degli istituti di credito) alle esigenze delle piccole e medie imprese.  Il commissario spiega il dettaglio tecnico dei contenuti: "In questo momento abbiamo in discussione presso il Parlamento europeo, l’applicazione dell’accordo di Basilea 3. Per dare più soldi alle pmi, bisogna ridurre la percentuale di rischio ponderato che hanno le banche. Un tecnicismo che equivale a dare più spazio agli istituti di credito per concedere più prestiti alle piccole e medie imprese". Finalmente una dichiarazione decente, dopo tante parole inutili e tante altrettanto discutibili ricapitalizzazioni bancarie: regali puri e semplici venuti fuori dal cilindro magico della Bce.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Ue: Crolla il mercato dell’auto – Tengono solo le tedesche

    Ue: Crolla il mercato dell’auto – Tengono solo le tedesche

    Martedì,  Aprile 18th/ 2012

    Commissione europea / Industria / Commissione Industria / Mercato Auto / Fiat / Volkswagen / Renault / Alfa Romeo / Gruppo Psa / Jeep / Antonio Tajani / Acea  

    Crolla il mercato europeo dell’auto – Bene le tedesche

    -25% per Fiat, -20% per Renault e Citroen.

    Tiene “botta” Volkswagen

    Bruxelles – Secondo l’Acea, l’associazione dei costruttori europei di auto, siamo al sesto mese consecutivo di calo delle vendite di auto nel Vecchio Continente. Il dato è allarmante, se si pensa che Fiat è calata di oltre il 25%, consolandosi solo con il buon risultato del marchio Jeep (+56,5%). Ma anche le case francesi si assestano su un buon -20%. Buono il risultato di Volkswagen che sale dell’1,7%. Un tonfo per l’Alfa Romeo, che scende di oltre 37 punti percentuali. La causa principale è certamente data dalla contrazione del mercato dovuta alla crisi, tanto che il Commissario Europeo all’Industria, Antonio Tajani, ha confermato l’intenzione di elaborare una strategia di azione il prima possibile. Tra l’altro, se la nicchia del lusso non ha subito pesanti conseguenze a livello europeo, ciò non vale per l’Italia, dove solo il superbollo e gli accertamenti fiscali hanno falcidiato i modelli al top di gamma dei marchi più blasonati.  

    Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Speculazione e “Derivati”:  i ruoli di Ue, Draghi e Monti

    Speculazione e “Derivati”: i ruoli di Ue, Draghi e Monti

    Venerdì, Marzo 30th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Parlamento europeo / Commissione europea / Derivati / Regolamentazione / Commissione Industria / Antonio Tajani / Speculazione / Bce / Trichet / Mario Draghi / Mario Monti / Trasparenza / Swap / Bolla Usa / Crisi / Esma / Cers / Obblighi informativi / Reporting / Democrazia / Alexis de Tocqueville  / Manuel José Barroso 

    Finanza – L'Europarlamento regolamenta i

    "Derivati" 

    Quello che si ignora sulla speculazione dei derivati:

    I ruoli di Bce, Commissione europea e Governo Monti

    Bruxelles – Nella giornata di ieri il Parlamento europeo, in seduta plenaria – anche se con tremendo ritardo – ha votato in maggioranza la Relazione, presentata dal cristiano-democratico tedesco Werner Langen, sulla modifica della regolamentazione dei derivati “otc”. Per quanto concerne i “Fondi pensione” i deputati hanno chiesto l'intervento di una camera di compensazione quale forma di “garanzia” della esecuzione del contratto, e per ridurne le componenti di maggiore aleatorietà. Tra le maggiori novità introdotte, l’obbigo di trasparenza e la disponibilità dei dati a favore di Esma, Cers, autorita' di vigilanza sulle banche centrali – ''un pilastro per il regolamento dei mercati finanziari'' – e l’obbligo del “reporting” di ogni transazione di derivati. L’obbligo è stato ben salutato dalla presidente della Commissione parlamentare per gli affari economico-finanziari, Sharon Bowles, che lo ha definito alla stregua di un faro sui contratti e sulle speculazioni che hanno creato la bolla speculativa: tra le cause della crisi attuale, e della famosa bolla scoppiata nel 2008 negli Usa.

     Critiche dalla Commissione Ue  

    L’obbligo, tuttavia, è stato aspramente – e stranamente – contestato dal vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, che lo ha bollato come “inaccettabile” e – a suo dire – “contrario al Trattato di Lisbona”. Il relatore Langen ha invece definito il regolamento necessario e prioritario. Ora la stessa perizia e puntualità dovrebbe essere messa in campo per bloccare il rating sugli stati sovrani: ciò che costringe gli europei a sacrifici pazzeschi per pagare gli interessi lievitati col perverso meccanismo dello spread, e ciò che ha fatto diventare l’Europa unita lo zimbello della “Democrazia”. E ciò che fa impallidire il caro Alexis De Tocqueville dalla tomba: tessitore di lodi della “Democrazia in America”. Oggi patria "a-morale" degli strumenti speculativi, cui contagio ha destabilizzando – da almeno vent'ann a questa parte – una buona fetta di economia reale anche nel Vecchio Continente.

     Cosa sono i derivati  

    Nella moderna finanza, i derivati sono quei contratti o titoli il cui prezzo è basato sul valore di mercato di uno o più beni connessi (esempio: azioni, indici finanziari, valute, tassi d'interesse). Gli utilizzi principali degli strumenti derivati sono l'arbitraggio (acquisto di un prodotto in un mercato e la sua vendita in un altro mercato: operazione di per se speculativa al nascere) la speculazione e la strategia di copertura di un rischio finanziario, nota come hedging: quella che destabilizzo il mercato Usa – devastando migliaia di contribuenti – con il Caso Lehman Brothers – Banca giudicata inaffondabile dalle "affidabilissime" e "trasparenti" agenzie di rating, fino al giorno prima – e con i Sub-prime Usa accesi a garanzia dei mutui casa.

     Il punto della discordia  

    La miccia sui derivati, dopo aver fatto scoppiare la polveriera Usa, ha toccato – come non tutti sanno – anche gli interessi del Governo italiano – ma con effetti completamente silenziati – che grazie alle operazioni in derivati, apparentemente avrebbe pagato circa 2,5 miliardi di euro (cifra che potrebbe tradursi come lo 0,2% del Pil nazionale, o come una “manovra finanziaria lacrime e sangue) alla banca stanunitense d’affari ( e che affari!) Morgan Stanley. Ciò, malgrado quella che l’economista e giornalista Gustavo Piga giudica – con rigor di causa ed apprezzabile onestà intellettuale – la scandalosa servitù della stampa nazionale, rea di non approfondire – come giusto e doveroso – tali spinose questioni, che affondano nella speculazione le loro devastanti radici: peccato che a farne le spese siamo noi poveri ed “ex-membri” di un popolo “pseudo-sovrano”, tristemente noti come “contribuenti”. Ma ultimamente molto si perde nel silenzio e nell’oblio, nella più totale indifferenza di una “informazione” (carta stampata e tg)  troppo distratta – come mi auguro che sia – o in mala fede. Ma, per il momento, crediamo ancora nella prima conclusione!

     L’interrogazione indiscreta alla Bce  

    Ma la lezione di giornalismo all’Europa, sulla speculazione e sui derivati, giunge puntuale da oltreoceano, grazie all’”impertinente” interrogazione dell'agenzia di stampa Usa, “Bloomberg”, che – nelle scorse ore – ha chiesto lumi alla Bce di Mario Draghi – oggi vero ed incontrastato re dell’Europa, e della sua finanza – sui contenuti dello swap greco. Pertanto, alla luce della gravità dell’attuale condizione generale dell’economia dell’Eurozona – e di riflesso dell’Europa intera – facendo nostro l’appello di migliaia di europei lasciati allo scuro di molte attività collaterali della Banca Centrale Europea, ci domandiamo cosa abbia spinto Jean-Claude Trichet (ex capo della Bce, predecessore di “Supermario”) a non rivelare tutti i retroscena delle operazioni in derivati. Problema al quale Mario Draghi potrebbe dare oggi una risposta concreta ed esaustiva.

     La critica – i “Doveri” di  Mario Monti e della Commissione europea  

    Inoltre, il Commissario all’Industria dell’Ue, Antonio Tajani, anziché battibeccare in aula sulla bontà del regolamento proposto nelle ultime ore sui derivati, potrebbe chiedere ufficialmente alla “Sua” Commissione europea di pubblicare tutti i dati delle operazioni in derivati poste in essere dai paesi dell'Uè negli ultimi vent’anni, impegnandosi ufficialmente a pubblicare e diffondere con perizia tutte le prossime operazioni di derivati. D’altra parte anche lo stesso Mario Monti (che come ex uomo “Goldman Sachs”, di speculazione ne capirà certamente qualcosa) dovrebbe tralasciare magari l’ossessionante pressione contro l’Art.18, e rimuovere piuttosto ogni ambiguità di sorta, facendo piena luce ed informando tutti gli Italiani sulle posizioni sui derivati ancora pendenti, nonché sul loro valore di mercato. Questa si chiama “Democrazia!”

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)