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Tag: Antonio Di Pietro

  • Grillo striglia i suoi: niente TV, i talk ci uccidono!

    Grillo striglia i suoi: niente TV, i talk ci uccidono!

    Venerdì, Novembre 2nd/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Movimento 5 Stelle / Beppe Grillo / Talk Show / Stretto di Messina / Strumentalizzazioni politiche / Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Italia / Lira / Debito illegale / Legge 262/2005 / Bankitalia / Democrazia da web / Frullatori mediatici / Prima Repubblica / Seconda Repubblica / Terza Repubblica / Pd / Pdl / Idv / Udc / Presidenza della Repubblica / Regionali Sicilia / Antonio Di Pietro 

    Grillo striglia i suoi: niente TV, i talk

    ci uccidono!

    Ipotesi Di Pietro al Quirinale: qualche

    contrasto interno

    Intanto la Nuova Democrazia Web paga: M5S primo

    partito in Sicilia e secondo Partito d'Italia

    Grillo e l'e-democracy, una carta vincente

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Lo scorso Martedì la presenza del consigliere grillino Federica Salsi a Ballarò ha fatto molto discutere il direttivo del M5S, mandando su tutte le furie Beppe Grillo, che di certo non ha digerito la presenza in studio della candidata. “Smettete di andare ai talk show!” ha risbottato con veemenza nelle scorse ore il fondatore del Movimento 5 Stelle. Il padadigma del genovese è chiaro e forte, e ritorna con precisione svizzera in dozzine di post sul suo blog ufficiale e su Facebook. 

      Il Talk ti uccide, digli di Smettere  

    La tesi di Grillo – ieri in parte contrastato da una frangia più conservatrice dei suoi per aver avanzato l'ipotesi di sostegno alla candidatura di Di Pietro alla Presidenza della Repubblica –  è piuttosto chiara: più si partecipa ai programmi di approfondimento e ai talk show di questa "tv di regime", e più si perde consenso. “Il talk show ti uccide, digli di smettere”, il suo slogan. In effetti la forza di Grillo, finora, è stata quella di rifiutare l'omologazione e l'omogeneizzazione nei frullatori mediatici di Rai, Mediaset, La7 e SKY. Finora quella di Grillo è stata una strategia vincente perchè profondamente calata nella "democrazia del web", dove ciascuno può dire la sua senza alcun timore reverenziale e nessuna logica piramidale di partito o cristallizzazioni di sorta; perchè incentrata sulla diversità e sulla rottura con vecchi schemi "teatrali" ormai scoppiati e bocciati dalla storia. Probabilmente è per questo – oltre che, evidentemente, per le sue battaglie per la giustizia e la trasparenza in Parlamento o per la denuncia del latrocinio del signoraggio ad opera del sistema bancario europeo: suo cavallo di battaglia di un paio d'anni fa – che il consenso in questi mesi e cresciuto a livelli esponenziali, e lo straordinario risutato in Sicilia ne è la cartina tornasole ideale: M5S è oggi il primo partito in Sicilia con il 18% dei consensi, e con soli 25.000 euro impegnati  in una campagna elettorale "lampo" ed una storica traversata dello Stretto di Messina

      La deleteria eredità lasciataci in dote 

    Ormai, in effetti, visto il livello di strumentalizzazione politica della stragrande maggioranza dei talk show televisivi – quasi tutti asserviti all'Europa dell'austerity ed allo sciagurato montismo – star fuori da certi circhi mediatici spesso e volentieri  è la strada dorata per il pubblico consenso. E lo dimostra il fatto che senza l'inciucio tra Bersani e Casini, in Sicilia, Crocetta probabilmente ora non sarebbe così sorridente e lieto per il prossimo insediamento a Palazzo dei Normanni. D'altronde M5S è oggi il secondo partito d'Italia, staccato di misura dal Pd. Ma Grillo o non Grillo – a prescindere dall'indubbio carisma del comico genovese –  oggi, contestare e prendere le distanze dai grandi carrozzoni politici, dinnanzi a tutto questa euro-sfacelo non è un atto straordinario, ma è e dovrebbe essere un dovere morale ed una esigienza fisiologica di ciascun italiano. Spese folli, ma soprattutto la privatizzazione di Bankitalia; l'ingresso nell'inlfattiva ed infernale eurogabbia e la cessione a buon mercato – verso una élite di meri tecnocrati – delle nostre sovranità monetaria, economica, finanziaria (con il MES) e fiscale sono i frutti più acerbi dell'eredità lasciataci: la misera eredità lasciataci in dote dai carrozzoni che – a centra-destra e a centro-sinistra – hanno dominato finora la scena politica e vorrebbere continuare a farlo, impuniti.

      Verso la Terza Repubblica? 

    Perchè gli Italiani assennati e intellettualmente onesti dovrebbero continuare ad avallare l'operato di chi negli ultimi 30 anni almeno ci ha letteralmente dissanguato e gettato su un marciapiedeChi non conosce nulla del Movimento – scrive Grillo in un post, scagliandosi contro quelli che etichetta come i falsari della verità, i manichini al servizio dei partiti – e segue il talk show, dopo il morbido e avvolgente abbraccio televisivo al quale ti sei consegnato volontariamente, opta per il meno peggio e quello non sei mai tu, ma è sempre un altro, quello che sa vendere le sue menzogne (è il suo mestiere), che ha parlato per un’ora mai interrotto da chi gestisce il talk show, quello che nessuno ha mai contraddetto”. Una cosa è certa: troppi carrozzoni si sono formati ed in parte riciclati sotto nuovi marchi, dalle ceneri della cosiddetta "Prima Repubblica" al fine di contribuire a smantellare lo stato; il welfare ed al fine di puro tornacontismo personale o di élite. Almeno adesso qualche equilibrio sembra sovvertirsi. Che lo status quo da pax romana sia davvero alla frutta? Vedremo!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)  

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    Regionali Sicilia, la spunta Crocetta (Pd-Udc) ma boom dei grillini. Eredità da 6 miliardi di euro di Debito

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    Martedì, Ottobre 30th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Crocetta / Regionali Sicilia / Pd / Udc / M5S Primo partito / Italia / Sicilia / Elezioni Regionali / Candidati / Politica / Governatori / Pdl / Pd / Udc / Movimento 5 stelle / Grillini / Beppe Grillo / Cancellieri / Musumeci / […]

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    Lunedì, Ottobre 29th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile  –  Daniel Estulin / Denuncia / Mario Monti / Rai 2 / Italia / L'Ultima Parola / Daniel Estulin / Panorama televisivo italiano / Silvio Berlusconi / Elsa Forneno / Complotto internazionale / Golpe finanziario / Merkel / Sarkozy / Bce / Letterina Bce / Mario Draghi / […]

    Eurozona – Referendum Paneuropeo: Si ma attenti alle trappole della Terza Roma Mazziniana

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    Sabato, Ottobre 27th / 2012 – di Vincenzo Folino – Unione europea / Seconda Guerra Mondiale / Lobby finanziarie / Giuseppe Mazzini / Moavero / Terza Roma / Unione monetaria / Dittatura / Austerity / Referendum europeo / Eurozona / Vincenzo Folino / Lucio Battisti  Referendum Paneuropeo: Si ma attenti alle trappole Cresce il Malcontento […]

    Benvenuti nel Quarto Reich. Il Mostro è tornato: Ecco il suo Volto

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    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Sergio Basile – Quarto reich / Benvenuti / Spread / unione Bancaria / Eurozona / Accentramento Bancario / Spread / Rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Merrill Lynch / Klaus Regling / Quanto Reich / ESM / MES / Fondo […]

    Luoghi comuni sull’Austerity – L’analisi del Professor Giavazzi sul Governo Monti

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    Mercoledì, ottobre 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Italia / Francesco Giavazzi / Mario Monti / governo tecnico / analisi economica / Università Bocconi / intervista /  tagli alla spesa / spending rewiew / Europa / Pil / Stato Sociale  / Campagna per la legalità economica / Rosario Fiorello  Luoghi comuni sull'Austerity. L'analisi del Professor […]

    Legge di Stabilità – Spaccature tra i Carrozzoni Montiani

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    Martedì, Ottobre 16th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Legge di Stabilità / Italia / Corrado Passera / Irpef / Iva / Aumento aliquota Iva / Tagli sui trasferimenti regionali / Guido Crosetto / Povertà dilagante / Confcommercio / Mario Mauro / Albertini / Regione Lombardia  Legge di Stabilità – Critiche asprissime anche […]

    Mobilitazione Nazionale contro il Governo Monti in Difesa della Costituzione – Tre Giovani Catanzaresi Depositano la propria Denuncia presso la Caserma dei Carabinieri

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – Appello di www.maxiprotestadelpopolo.jimdo.com –  Unione Europea / Italia / Catanzaro / Denunciato il Governo Monti / Mobilitazione Nazionale / Difesa della Costituzione / Suicidi di imprenditori / Austerity / Macelleria sociale / Distruzione del Welfare / Stati Uniti d'Europa / Accentramento Dittatoriale / Caserma dei Carabinieri / Difesa dei Principi Costituzionali […]

    L’Ue vuol Delegittimare le Regioni: un altro passo verso la Dittatura degli Stati Uniti d’Europa

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Regioni / Stato / Competenze Stato-Regioni/ principio di sussidiarietà/ dottrina comunitaria / Trattato di Lisbona/ Stato / Meridione / Borghezio/ Ocm / finanziamenti  / Premio Nobel per la Pace / Imperialismo / Stati Uniti d'Europa / Bersani / Casini / Berlusconi […]

    Italia – La scure del Rating sul Gruppo Fiat, ma anche Berlino suona l’Allarme Rosso

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    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012 – di Vincenzo Folino – Unione europea / Eurozona / Italia / Germania / Der Spiegel / Agenzie di rating / Declassamenti Fiat / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / declassamenti pilotati / Incriminazione / Europa / Attacco all'Italia / Christine Lagarde / Fondo Monetario Internazionale / Fmi / Europa / Sergio […]

    Studenti, l’Ora della Protesta – Scoppia l’Autunno Caldo: loro sono il futuro dell’Italia

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    Venerdì, Ottobre 5th/  2012   – di Sergio Basile – Mario Monti / Proteste studentesche / Roma / Torino / Proteste studenti / Elsa Fornero / Profumo / Austerity / Rivoluzione sudentesca / Unione europea / Palermo / Milano  Studenti, l'Ora della protesta. Scoppia l'Autunno Caldo: loro, il futuro dell'Italia Studenti in piazza in tutte le maggiori città […]

    Roma – Tagli per Regioni e piccoli tagli per Parlamentari

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    Venerdì, Ottobre 5th/  2012   – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Mario Monti / indennità parlamentari / tagli / numero dei consiglieri / Palazzo Chigi / Corte dei Conti / Trasparenza / Spesa Pubblica / Filippo Patroni Griffi / Titolo V Costituzione / Autonomia della Regioni / collaboratori dei parlamentari / portaborse  Padri […]

    Italia – Ricetta Ammazza-Crescita

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    Mercoledì, Ottobre 3rd/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Giorgio Napolitano / Euro / Crescita impossibie / Mariano Rajoy / Paul Krugman /Integrazione politico – economica / Abbandono Euro /  Scandalo Regione Lazio / Francesco Fiorito / Andrea Augello / Sfaldamento Pdl / Commissariamento regione Lazio / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Andrea […]

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    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Disoccupazione / Eurostat / Euro / Moneta Unica / Target 2 / Spagna / Grecia / Mezzogiorno d'Italia / Osservatorio "Qui Europa" / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Mentana / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi […]

    Monti Bis – I compari del Bilderberg scendono in campo

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    Sabato, Settembre 29th/ 2012  – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Roma / Bilderberg Club / Guerra Mediatica / Mario Monti / Monti Bis / Campagna elettorale / Miliardi / Investimenti / Sky / Mediaset / Rai / La Repubblica / Il Corriere della Sera / Pierferdinando Casini / Pierluigi Bersani / […]

     

  • Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

    Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

    Venerdì, Settembre 14th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Roma / Governo / Articolo 18 / Statuto dei Lavoratori / Decreto Legge 138 del 2011 / Referendum / Occupazione / Disoccupazione / Sinistra Italiana / Università Roma 3 / Cassazione / Sinistra Ecologica e Libertà / Italia dei Valori / Verdi / Rifondazione Comunista / Fiom / Cgil / Partito Comunisti Italiani / Popolo della Libertà / Antonio Di Pietro / Nicky Vendola / Paolo Ferrero / Elsa Fornero / Massimo D’alema / Sergio Cofferati / Mario Monti 

    Il paradosso del professore: “lo Statuto

    dei Lavoratori ha frenato l’occupazione

    Polemiche e grandi polveroni politici si sollevano

    contro il Governo "tecnico"

    Intanto l’Italia si prepara al Referendum

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Occupazione, crescita e lavoro: un tris che l’Italia non conosce e che, continuando sulla scia  recessiva tracciata dal governo Monti, ovviamente, non metterà mai a segno. Nuove polemiche infiammano la “politica–dittatura” italiana e ad alimentare le fiamme ed il malcontento nazionale e popolare ci pensa proprio lui, il professore, che nelle scorse ore ha messo in discussione l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, al quale ha attribuito, per determinate disposizioni,  la responsabilità di una insufficiente creazione di posti di lavoro, pur riconoscendone – oseremmo dire quasi sarcasticamente – il nobile intento di tutela dei più deboli. Lo stesso statuto, tra l'altro, addirittura osannato nei giorni scorsi a Bruxelles, nell'ambito di un convegno di "europeisti" sul tema lavoro e occupazione, dal paradossale titolo "Jobs for Europe". Paradossale a dir poco, visto che in Europa oggi – per colpa della crisi indotta e dei golpe dei governi tecnici dei banchieri – vi sono milioni di disperati, divisi accuratamente in circa 166 milioni di poveri e 55 milioni, circa, di disoccupati!

     Monti – Un Autogol clamoroso al novantesimo! 

    Ma tornando all'ennesima gaffe montiana, la notizia del giorno è che il "Presidente del Consiglio" si è lasciato andare a queste  dichiarazioni fuori luogo – e alquanto ambigue – in occasione del Congresso annuale della Società italiana di Scienza Politica, tenuto nella capitale presso l’Università Roma 3, creando immediato scompiglio tra i rappresentanti delle varie parti politiche. Caduta di stile quella del Professore liberista, il quale è scivolato sulla buccia di banana da lui stesso posta sul largo viale di Palazzo Chigi. Ed ecco, dunque, che giunge – per contro – come una sorta di dirompente ed inaspettato boomerang la notizia secondo la quale un gruppo di politici (alcuni dei quali fino ad un momento prima intenti a sorregere ossequiosamente la valigetta allo stesso Monti: vedi il Sel di Vendola) hanno avanzato la proposta di un referendum per l’abolizione delle modifiche apportate dal Ministro dell'ammazza-welfare, Elsa Fornero, all’articolo 18 del tanto discusso Statuto dei Lavoratori;  e per l’abrogazione dell’articolo 8 del decreto legge 138 del 2011. Tali politici ed esponenti di varie parti sociali, in particolare, hanno provveduto a depositare questi due quesiti referendari in Cassazione: quesiti, per i quali le relative firme legittimative saranno raccolte a partire dal prossimo 12 ottobre. L’iniziativa è partita, principalmente da "Sinistra Ecologia e Libertà di Nicky Vendola – e con tempismo alquanto anomalo, vista la prospettiva di sodalizio politico paventata tra lo stesso Vendola ed il fedelissimo di Monti, Pierluigi Bersani – e dall’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, ai quali si sono uniti anche Rifondazione Comunista, i Verdi, la Fiom (Federazione Impiegati Operai Metallurgici–Cgil) ed il Partito dei Comusti italiani.

     Tutti fischiano, anche la "Curva dei propri ultras" 

    Insomma, una sinistra colpita al cuore dalle esternazioni di Mario Monti, e che non ha risparmiato frecciatine al "caro" professore: “Quello che dice il premier non mi stupisce – ha affermato il Segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero –  Del resto si tratta del governo più antioperaio della storia”. Anche il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha commentato le dichiarazioni ribadendo che “sarebbe un semplice errore se a criticare l’esistenza dello Statuto fossero due persone ubriache in un bar di periferia. Ed è un dolo, una malvagità gravissima fatta dai cosiddetti professori”. Le critiche nei confronti del premier hanno trovato spazio addirittura – udite udite – nel Partito Democratico, attraverso la voce di Massimo D’Alema il quale, oltre a ritenere la frase di Monti “palesemente sbagliata”, ha ricordato che la riforma è stata fatta proprio dal Presidente del Consiglio ed ha sottolineato, pertanto (cercando, a quanto pare, di buttare acqua sul fuoco) l’inutilità della polemica. Quasi a voler subito "scusare" il professore.

     Palazzo Chigi tenta, invano, il salvataggio in calcio d'angolo 

    L’eurodeputato del PD, Sergio Cofferati, ha definito “tristi le parole di Monti perché prova di un vuoto di proposte” . Solo il PDL di Angelino Alfano (il confusionario PDL) si è dimostrato tendenzialmente d’accordo con il "premier" ma, ormai, la frittata è fatta: ormai è stato sollevato un polverone politico non indifferente e di portata ancora non del tutto decifrabile. Ciò nonostante il tentativo di salvataggio in extremis di Palazzo Chigi, che nelle scorse ore ha provveduto – in calcio d'angolo – ad informare con un perentorio quanto insufficiente comunicato stampa del fatto che "in realtà le parole di Monti non avevano come obiettivo quello di scatenare la polemica e non si riferivano all’attualità politica". Ma come disse il "collega" Cesare, "il dado è tratto"!   Ma d'altronde era inevitabile: quello del professore è da mesi un politichese insopportabile e contraddittorio, che prima o poi avrebbe finito per implodere su se stesso. E' una questione di matematica! Una cosa è ormai palese: malgrado il tentativo dei media di regime di dipingere realtà politiche ed economiche idilliache (quanto, in effetti, illusorie e distanti dal vero) l’antipopolarità di questo governo tecnico, figlio di una sorta di colpo di stato (supportato da una semplice letterina della BCE e dai giudizi infondati e completamente sballati delle agenzie di rating)  è giunta a livelli inimmaginabili e clamorosi. Di buono, per ora, c'è soltanto il fatto che qualcuno finalmente sembra essersi levato le grosse fette di prosciutto che gli coprivano gli occhi ed ostruivano la vista, comprendendo forse che in un Paese cosiddetto "Democratico", la distruzione e l'immolazione dello stato sociale – e dei diritti sacrosanti dei lavoratori – sull'altare pagano dei mercati non è proprio quello che si dice un qualcosa di "normale, accettabile e civile".

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Giovedì, Luglio 19th/  2012 – di Silvia Laporta – Crisi economica / Bce / Mario Draghi / agenzie di rating / Disoccupazione / crisi del settore della costruzioni / Mario Ciaccia / Ministro delle Infrastrutture / Banca d'Italia / Usa / Cassa Integrazione / debito illegale / Fillea / Filca / Feneal / Patto di Stabilità  / […]

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    Venerdì, Luglio 13th/ 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Ue / Mezzogiorno / Europarlamento / Commissione parlamentare per lo sviluppo regionale / Consiglio Ue / Proposta co-finanziamento / Politica di coesione / 2014 – 2020 / Regioni meridionali / Abruzzo / Molise / Basilicata / Sardegna / Regioni in transizione / Media europea […]

    Fiction-Italia – Il ritorno dei “Morti Viventi”

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    Lunedì, Luglio 23th/ 2012 – L'Editoriale, di Vincenzo Folino –  Ue / Eurozona / Agenzie di rating / reazioni della Politica / Commissione europea / Pierluigi Bersani / Mummie / Ibernati / Declassamenti impropri / Bacon / Conoscenza è potere / Silvio Berlusconi  / Morti viventi  Fiction-Italia – Il ritorno dei "Morti Viventi" Trailer ufficiale […]

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    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

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    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Consiglio Europeo / Parlamento italiano /Italia / Roma / Bruxelles / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Diritti / Libertà / Welfare / Occupazione / Disoccupazione / Licenziamenti /Camera / Senato / Immigrazione / Emigrazione / Popolazione […]

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    Giovedì, Luglio 18th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Italia / Open Coesione / Banca dati / Open date / Ministero per la Coesione territoriale / Fabrizio Barca / Governo Monti / Notte Piccante / Catanzaro  Barca sbarca sul web: "Open-Coesione" è online: ma la vera "Coesione" passa per il Welfare State Finora pochi progetti a […]

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    Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

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    Martedì, Luglio 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare  […]

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

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  • Trattativa Stato-Mafia, Rita Borsellino: La decisione di Napolitano? Uno schiaffo a tutti gli Italiani

    Trattativa Stato-Mafia, Rita Borsellino: La decisione di Napolitano? Uno schiaffo a tutti gli Italiani

    Mercoledì, Luglio 18th/ 2012

    – di Mario Luongo –

    Italia / Trattiva Stato mafia / Giorgio Napolitano / Conflitto di attribuzione / Procura di Palermo / Rita Borsellino / Strage di via d’Amelio / Nicola Mancino / Antonio Di Pietro / Paola Severino / Sonia Alfano / Pierluigi Bersani / Intercettazioni telefoniche / Giovanni Falcone / Paolo Borsellino  / Uno schiaffo a tutti gli Italiani  

    La  presa di posizione del Quirinale sulla

    Trattativa Stato-Mafia

    A vent’anni dalla morte di Borsellino, la sorella

    Rita: “Mi sento come schiaffeggiata dalla

    decisione di Napolitano”

    Roma, Palermo – Alla vigilia della strage di via d’Amelio la complessa rete che vede agire sullo stesso scenario mafia, politica, istituzioni statali non è stata ancora districata. Domani saranno passati venti anni dalla morte di Paolo Borsellino e della  scorta che lo accompagnava e mai quanto oggi l’eco dell’esplosione in via d’Amelio risuona fragorosa. La polvere che ha seguito la deflagrazione non si è ancora dissolta, rimane densa a coprire tutto, i colpevoli, i retroscena, i segreti che resteranno tali. Quella che è stata rinominata la Trattativa Stato mafia (di cui si è già parlato in un articolo precedente, pubblicato ieri) continua a rimanere un mistero ancora irrisolto, tant’è vero che si parla di “presunta trattativa”. Gli sviluppi delle indagini hanno portato al coinvolgimento del Quirinale nella vicenda a causa delle intercettazioni delle conversazioni telefoniche tra Nicola Mancino, indagato nell’inchiesta e il Presidente NapolitanoQuest’ultimo – come detto ieri – ha deciso di sollevare il conflitto di attribuzione nei confronti dei giudici di Palermo che stanno conducendo l’indagine e sono in possesso delle registrazioni e, come spesso accade in Italia quello che all’inizio appare per quello che è, ossia una questione giuridica di attribuzioni di competenze e immunità, si è ben presto trasformata in un caso politico mediatico.

     La strana e discussa mossa di Napoitano 

    Da un lato c’è chi giudica inammissibile l’ ”attacco al Colle", dall’altro chi ha ragione a ritenere poco opportuna (almeno) la decisione di Napolitano. In mezzo c’è la ragione, quella con la R maiuscola. Perché in entrambi gli schieramenti, i pro o i contro Napolitano (semplificando), si scorge cosa è preoccupante in questa vicenda: il fatto che in un momento in cui “la crisi incalza, le istituzioni vacillano, la politica non trova le risposte necessarie” non si riesca a trovare una sola istituzione, un solo partito, un solo politico che si prenda le responsabilità dei propri eventuali errori, ma soprattutto che abbia la coscienza politica e umana così chiara da non dover temere intercettazioni o, nel caso, accettarlo con onestà. Invece ci troviamo in una situazione in cui le istituzioni stesse non collaborano tra loro e il Capo dello Stato stesso sembra avere qualcosa da nascondere. Altrimenti non si spiegherebbe la sua discussa decisione. Molto discussa a dire il vero. Il polverone mediatico politico sul conflitto di attribuzione sollevato dal Quirinale ha immediatamente innescato una serie di dichiarazioni di solidarietà verso Napolitano o dubbi sulla sua scelta con le conseguenti bagarre politiche a cui siamo abituati.

     La Difesa a "prescindere" della Severino  

    Si passa dallo sdegno dell’Idv con Antonio Di Pietro in testa che resuscita il “Resistere, resistere, resistere” di Borrelli durante l’inchiesta Mani pulite per incoraggiare i pm di Palermo, all’appoggio del ministro (tecnico) della giustizia Paola Severino che inquadra il problema nella cornice giuridica: “l’importante è mantenere la segretezza delle telefonate del Capo dello Stato…qualunque sia la soluzione interpretativa si dovrà rispettare la sostanza della legge, che è quella di evitare che conversazioni del Capo dello Stato siano rese pubbliche”. Dal punto di vista giuridico la Severino interpreta correttamente quelle che sono le regole costituzionali in materia, esulandole da ogni carattere di ordine politico e pone l’accento su un altro aspetto della questione: se è necessaria una normativa speciale, ad hoc per intercettazioni che riguardano il Presidente della Repubblica oppure si può seguire la normale prassi: infischiandosene di scomode presunte verità che se provate potrebbero far capitolare molte poltrone. Ciò non toglie che, nonostante la complessità giuridica del caso, una figura istituzionale importante che secondo la Costituzione rappresenta l’unità nazionale stessa, in un momento simile possa dare prova di grande risolutezza e trasparenza. Dagli ultimi avvenimenti non sembra si stia andando in questa direzione.

     L'ennesimo Scempio di Napolitano  

    Molto dure suonano anche le parole di un altro Idv, Sonia Alfano, eurodeputata che sulla stessa linea di pensiero di Di Pietro afferma “Il Presidente Napolitano sta commettendo l’ennesimo scempio, rendendosi di fatto complice dell’isolamento dei magistrati palermitani che stanno indagando sulla trattativa Stato-mafia”. Tutto questo alla vigilia della strage di Via d’Amelio.

     Uno Schiaffo a tutti gli Italiani   

    Dopo le durissime repliche di Salvatore Borsellino (che nelle scorse ore – come scritto ieri – ha chiesto l'impeachment e la messa in stato d'accusa per Giorgio Napolitano) dalla sorella Rita Borsellino, una delle persone più colpite dalla strage – eurodeputata – è arrivata la frase che riassume nel modo più onesto possibile lo stato d’animo di molti Italiani: “Mi sento schiaffeggiata da questa notizia – ha dichiarato – e la sensazione di essere stati schiaffeggiati credo l’abbiano provata tutti gli italiani”. In un contesto di fumosità, di ambiguità del ruolo dello politica e delle istituzioni, probabilmente il rappresentante di uno Stato in crisi dovrebbe avere un comportamento meno equivoco su un argomento così delicato e mostrarsi più aperto alla collaborazione, incurante dei terribili attacchi contro la sua persona paventati dai soliti difensori di turno.

     Mario Luongo (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Si della Camera al Decreto “Anti-corruzione” – In aula è caos – Si di Monti al Lobbismo

    Si della Camera al Decreto “Anti-corruzione” – In aula è caos – Si di Monti al Lobbismo

    Venerdì, Giugno 15th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Italia / Roma /  Camera / Disegno di legge / Corruzione / Controinformazione  / Qui Europa / Pdl / Antonio Di Pietro / Lega / Pdl / deputati / Parlamento / voto / astensione / Incandidabilità / Disegno di Legge Anti-corruzione / governo tecnico / Monti / Spacchettamento concussione / Traffico Di influenze / Corruzione tra privati / incompatibilità / niente regali per gli statali / favoritismi / Raccomandazioni / Immobilismo sociale / Fabrizio Cicchitto / Lobbismo / Banche  

    Si della Camera al Decreto anti-corruzione 

    In aula è caos: Pdl, Lega e Di Pietro si scagliano

    contro il disegno di legge

    Monti pensa a salvare banche e lobbismo

    Decreto Anti Corruzione – Monti salva le Lobby Bancarie

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma –  Il via della libera della Camera al disegno di legge contro la corruzione, sembra aver causato non poche polemiche di tantissimi partiti in aula,  particolarmente il Pdl. 114 Articoli passano con una maggioranza decisamente “risicata”, 354 si (Pd, Fli, Udc, Api) 25 no (Idv) e poi  una valanga di astensioni: 102 su 379 votanti tra cui anche la Lega. Il Pdl si sgancia totalmente: del 210 deputati del gruppo,  solo 138 hanno partecipato al voto e di questi 98 erano favorevoli e 112 tra voti contrari, non partecipanti al voto e astenuti.

      I punti caldi  

    Ma vediamo, in breve, per giudicare anche noi in modo oggettivo, alcuni punti caldi del disegno di legge. 1) Incandidabilità – Con l’articolo 10 del ddl si  delega il governo ad adottare un decreto legislativo per vietare le candidature al Parlamento Europeo, il Parlamento Italiano negli enti locali e nella pubblica amministrazione, a coloro i quali abbiamo riportato pene definitive superiori a due anni. 2) Spacchettamento concussione – Nasce il nuovo reato di dare o promettere utilità, punendo il privato concusso con pene dai 3 agli 8 anni; 3) Traffico di influenze – Reato anti-cricca. Punisce da 1 a 3 anni chiunque “sfruttando relazioni esistenti, con un pubblico ufficiale fa dare o promettere denaro o altro vantaggio patrimoniale, come prezzo della propria mediazione illecita; 4) Corruzione tra privati – Pene da 1 a 3 anni per amministratori e dirigenti che compiono o omettono atti vi violazione degli obblighi inerenti ai loro uffici;  5) Incompatibilità – I condannati, ex colpevoli di reato contro la Pubblica Amministrazione, non potranno assumere per un anno, incarichi dirigenziali nella stessa amministrazione dove sono stati eletti;  6) Niente regali per gli statali – Divieto di tutti i dipendenti pubblici di chiedere o accettare a qualsiasi titolo, compensi regali o altre utilità. In più il governo definisce il codice di comportamento dei dipendenti. Al fine di assicurare la qualità dei servizi, la prevenzione dei fenomeni di corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà e imparzialità la violazione dei doveri contenuti nel codice è fonte di responsabilità disciplinare.

      La rivolta  

    Di fronte a questo disegno di legge, che sembra voler mettere a posto l’Italia dei favoritismi, delle raccomandazioni e dell’immobilismo sociale causato dalla mancanza di meritocrazia, il caos! Il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, si è scagliato contro i magistrati : “ Uso politico della giustizia. Questo testo deve cambiare al Senato nella parte della corruzione, della concussione e del traffico di influenze. Oppure noi voteremo contro sulla responsabilità civile dei magistrati se il governo metterà la fiducia”.  Una specie di minaccia. O cambiate il disegno di legge o vi facciamo mancare la fiducia. Un clima di tensioni che non si vedeva da tanto tempo, stranamente per un provvedimento che vorrebbe – almeno da una prima analisi del testo – combattere la corruzione . Ma forse quello che c’è da cambiare in primis è la mentalità. Non piace forse ai politici che sia legittimo in Italia dire No alle raccomandazioni? Non piace ai politici italiani punire la corruzione e imporre a chi non ha una fedina penale cristallina l’entrata nelle pubbliche amministrazioni?  

      La postilla della discordia   

    Neanche a Di Pietro piace questa legge. “E’ un’altra occasione sprecata. Uno specchietto per le allodole e anzi, aver deciso di punire il concusso, è qualcosa che favorisce l’omertà”Ma ecco che il disegno di legge del governo, nasconde la firma inconfondibile di Monti : “ Il governo si è impegnato a definire la differenza tra traffico di influenze illecite e lobbysmo, attività Lecita” . Ecco qua una bella postilla con cui il caro Professore salva quello che davvero gli sta a cuore della nostra bella Italia: Le Banche.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa) 

  • Vergognoso – Ok della casta a riforma dell’articolo 18 – Ipocrisie e profezie in onda su Rai Uno

    Vergognoso – Ok della casta a riforma dell’articolo 18 – Ipocrisie e profezie in onda su Rai Uno

    Venerdì, Giugno 1st  / 2012 

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile – 

    Italia / Articolo 18 / lavoro / Mario Monti/ Governo / tecnico / fiducia /votazione / Elsa Fornero/ Parlamento Italiano / Senato /  Anna Finocchiaro / Tradimento dei lavoratori italiani da parte della casta / Raffaele Bonanni / Susanna Camusso / Commissione Ue / Antonio Di Pietro / Adriano Celentano / Bruno Vespa / Dittatura / Nazismo Bianco / Angela Merkel / Nicolà Sarkozy / Industria bellica / Ingerenze sul governo greco / Vera Montanari / Marco Tarquinio / Porta a Porta / Silvia Laporta / Sergio Basile / Qui Europa  

    Vergognoso – Passa la Riforma dell’articolo 18:

    le ipocrisie di Monti e del Parlamento Italiano

    Parlamento – Anna Finocchiaro suona la trombra

    alla casta partitica vicina ai banchieri

    Rai Uno – Fornero-Tarquinio-Vespa-Montanari: spettacolo

    imbarazzante a "Porta a Porta" sull'articolo 18

    La Profezia di Adriano – Sanremo:

    Celentano aveva ragione!

    Porta a Porta – Imbarazzante spettacolo sull’Articolo 18 in onda su Rai Uno

    Roma – E’ così impellente il bisogno del governo tecnico di martellare sui diritti degli Italiani, che per accelerare l’approvazione del Senato del disegno di legge sulla riforma del lavoro, lo ha diviso in 4 maxi emendamenti (flessibilità in entrata, in uscita, ammortizzatori sociali,formazione) e per ciascuno di essi ha chiesto la fiducia. Le prime due votazioni sono già avvenute. Rispettivamente la prima, è passata con 247 sì e 33 no e ha dato via libera alla rimodulazione, o forse è meglio dire allo scempio, dell’articolo 18. La seconda votazione è quasi identica alla prima, 246 sì e 34 no. Le votazioni per le altre due fiducie si sono svolte ieri mattina. La prima votazione è stata interrotta per un lancio di volantini con su scritto “Giù le mani dall’articolo 18! No alla controriforma del governo o e della Bce”. Nel frattempo però , sembra che al Parlamento tutti si siano messi d’accordo, per trovare un gentil modo di parafrasare la bella fregatura che ci stanno propinando.

     Porta a Porta – Articolo 18: L'imbarazzante spettacolo su Rai Uno 

    A partire dall’illustre ministro del Lavoro, Elsa Fornero: improponibile ieri sera dallo splendente salotto di Bruno Vespa, in un festival di imbeccate ipocrite dei vari ospiti (su tutti il direttore di "Grazia", Vera Montanari (prontissima a lodare l'equità e le "conquiste epocali" di Fornero & Co, e il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio:  già giustamente e duramente attaccato nei mesi scorsi per la sua politica "accomodante" e "pro-casta" da uno "scomodissimo" quanto criticatissimo Adriano Celentano – dal palcoscenico di Sanremo. 

     Sanremo – Le profezie di Adriano Celentano sull'euro-dittatura 

    Un agguerrito Celentano che denunciava tra l'altro la perdita di sovranità dello stato italiano, a vantaggio dell'Ue e della tecnocrazia dominante; il gravissimo stralcio da Parte della Consulta delle firme pro-referendum raccolte dagli Italiani, in merito alla riforma elettorale; nonché – con grande ed ammirevole coraggio – tra l'altro, la dittatura imposta da Merkel e Sarkozy ai danni dei poveri Greci, costretti ad accettare in tempo di "crisi", aiuti iniqui da parte del Fmi, a tassi d'interesse altissimi, in cambio dell'acquisto di armamenti (carri armati, sottomarini, elicotteri, ecc..) forniti dalle industrie belliche francesi e tedesche (Vedi articolo pubblicato in "Qui Europa" lo scorso 10 Maggio  https://www.quieuropa.it/2012/05/la-grecia-la-merkel-e-lera-del-nazismo-bianco/ ). Un Adriano Celentano, che lamentava, giustamente, la reale e grave cessione di sovranità dei governanti nazionali verso l'élite dei tecnocrati europei – come detto – nonché la totale assenza di critica verso questo che molti osservatori internazionali hanno definito "nazismo bianco" da parte dei principali media ed organi di stampa, tra i quali lo stesso Avvenire: giornale che in realtà dovrebbe rappresentare posizioni cattoliche, terze e vicine ai diseredati, ma che in realtà non fa che compiacere ed avallare le scelte di questo disastroso e "pericoloso" governo Monti. 

     Elsa Fornero, Anna Finocchiaro e Raffaele Bonanni:

      Su Rai Uno il Gran finale del Festival Nazionale delle ipocrisie  

    Già, proprio lei, Elsa Fornero, che nelle scorse ore ha dichiarato: “Ci serve la riforma, non perché ce la chiedono i mercati, ma per riprendere un percorso di crescita da troppo tempo abbandonato”. Un po’ meno ridicolo, (solo nella forma ma non nei contenuti), il presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro: “Non è una riforma epocale, ma un buon compromesso riformista”. Il segratario della Cisl , Raffaele Bonanni: “è meglio accontentarsi di un compromesso, perché non c’è mai fine al peggio”Ma in questa gara per l’affermazione più ridicola, la Fornero sbaraglia tutti: “L’articolo 18 cambierà e il posto di lavoro a tempo indeterminato non sarà più per sempre. Con la riforma, in futuro il contratto tipico sarà il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. A vita? Dipende: attraverso una modifica equilibrata dell’articolo 18 non blindiamo più quel lavoratore a quel posto di lavoro (???) , non è più suo per sempre, ci può essere un distacco (???) ". Si che non tutti gli Italiani sono così svegli da rendersi conto dei provvedimenti inutili del governo dei banchieri ma cercare di millantare la grandezza di questo disegno di legge, ponendo come un “vantaggio” quello di non avere più il diritto di un posto indeterminato, sembra davvero troppo! Per lo meno tra i sindacati qualcuno sembra opporsi.

      Susanna Camusso boccia la "tragica" Riforma  

    Il segretario della Cigl, Susanna Camusso, ha bocciato la riforma, avvertendo che saranno fatte pressioni alla Camera per modificarla. Tuttavia, anche le successive votazioni di ieri hanno confermato il triste atteggiamento della casta parlamentare (Pd, Pdl, Udc) omologando il precedente risultato, seppur due senatori del Pdl, Marcello Pera e l'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, hanno deciso di non votare, riservandosi di spiegare alla Camera i motivi della loro scelta.

     Tecnocrazia al lavoro – Le pressioni della Commissione Barroso 

    Anche la Commissione Ue, si dà un gran da fare per promuovere la fiducia il più presto possibile: “Il testo è sufficientemente ambizioso per fronteggiare le rigidità della legislazione sul lavoro, ma l’efficacia dipenderà anche da come i magistrati interpreteranno le nuove regole”. Cosi si pronuncia Bruxelles.

     Caro Monti, le bugie sulla crisi hanno le gambe corte 

    antonio Di Pietro attacca duramente il governo durante le dichiarazioni di voto nell’aula della Camera sul "Decreto Semplificazioni".: “Mentre il presidente Monti dice le bugie sulla crisi che sarebbe finita ci sono persone che si suicidano. Il presidente Monti ha sulla coscienza quelle persone che si suicidano", ha detto il leader dell'Idv. "I problemi del paese non si risolvono con l’articolo 18 ma con una nuova legge elettorale che cambi questa platea che indegnamente compone il nostro Parlamento". "Siete sobri, per carità – ha aggiunto -. Ma sobriamente state rovinando l’Italia perché fate delle scelte ingiuste, ingiustificate per il Paese. Siete come il chirurgo che esce dalla sala operatoria e dice ai familiari: ‘operazione perfettamente riuscita, il paziente è morto’". Per quanto riguarda le garanzie agli esodati, il governo garantisce solo a 65mila lavoratori. Il presidente della Commissione Moffa, ha incontrato Susanna Camusso e Raffaele Bonani  e con loro ha concordato  “di aprire un tavolo di discussione per trovare una soluzione complessiva a un problema di iniquità”. Prima la casta partitica va a casa meglio è per noi comuni mortali: forse potremo ancora risorgere dalle macerie di questo terremoto, spacciato agli Italiani per "miracolo".

     Un piccolissimo consiglio 

    Un consiglio, spegnete la TV e se proprio non sapete cosa leggere (vista la "fantasiosa imparzialità" della stragrande maggioranza dei giornali vicine alle banche) …. leggete "Qui Europa". Non dipendiamo da nessuno! Da nessuna loggia massonica, da nessuna lobby e da nessuna casta partitica! Siamo solo giovani interessati al nostro futuro, ed al futuro di tutti gli italiani. Amen 

    Silvia Laporta, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)